Raccomandata
Incarto n. 30.2006.48
cs
Lugano 23 maggio 2007
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 7 novembre 2006 di
RI 1
contro
la decisione su opposizione del 6 ottobre 2006 emanata da
Cassa CO 1
in materia di contributi AVS
ritenuto, in fatto
1.1. In seguito ad un controllo del conteggio dei salari (art. 162 segg. OAVS) relativo al periodo 1° gennaio 2002-31 dicembre 2005 presso lo studio legale e notarile dell’avv. RI 1, affiliato come datore di lavoro, un’ispettrice della Cassa CO 1 ha effettuato delle riprese per complessivi Fr. 48’590.--, corrispondenti all’importo conseguito nel 2005 da __________, segretaria dello studio legale fino al 31 dicembre 2004 (doc. 3).
1.2. Mediante tassazione d'ufficio del 18 settembre 2006, l’amministrazione ha fissato i contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti ed ha notificato all'interessata una decisione formale con gli importi dei salari ripresi.
1.3. Con decisione su opposizione del 6 ottobre 2006 la Cassa ha parzialmente accolto le censure sollevate dall’avv. RI 1 ed ha ridotto l’importo della ripresa a fr. 45'650 (doc. 1).
1.4. Contro la predetta decisione l’avv. RI 1 è insorto al TCA (Doc. I).
L’interessato fa valere che __________, sua segretaria a tempo parziale fino al 31 dicembre 2004, dal 1. gennaio 2005 ha iniziato a svolgere la sua attività quale dipendente della neocostituita società __________, alla quale l’assicurato ha affidato dei mandati di prestazione (tenuta della contabilità e lavori di segretariato), eseguiti personalmente da __________. La fatturazione alla società è avvenuta sulla base di un importo orario di fr. 50.--.
L’avv. RI 1 rammenta che il conferimento di mandati esterni allo studio per l’esecuzione di lavori di contabilità e di segretariato in genere avrebbe potuto essere dato anche ad altre società di servizi e che, solo perché __________ è stata per diversi anni sua segretaria, ha deciso di conferire i mandati alla __________, di cui la sua ex segretaria è socia gerente, piuttosto che ad altri. A questo proposito afferma che se __________ fosse considerata sua dipendente, egli interromperebbe immediatamente la collaborazione con la società, togliendole i mandati di segretariato e tenuta della contabilità.
L’avv. RI 1RI 1, dopo aver indicato di non essere al corrente del salario percepito da __________ per il lavoro svolto a favore della __________, rileva che se quest’ultima società gli ha fatturato fr. 45'650, significa unicamente che le ore fatturate sono state 913. Considerato che l’orario di lavoro annuo di una segretaria a tempo pieno nel 2005 è stato di 1'916 ore, ne deriva che __________, per conto di __________ ha fornito prestazioni nella misura del 47,66% (913:1916).
Infine l’interessato rileva che un’ipotetica rimunerazione della sua ex-segretaria con un salario lordo annuo di fr. 95'800 sarebbe assurdo, poiché il salario percepito fino al 31.12.2004 era di fr. 54'600 per un’attività al 75% (6 ore al giorno), ciò che corrisponde a fr. 72'800 per un lavoro al 100% (stipendio di fr. 38 all’ora: 72'800: 1916). Se __________ avesse lavorato ancora quale dipendente dell’avv. RI 1, avrebbe percepito un salario lordo di fr. 34'694 (38 X 913).
1.5. Con risposta del 20 novembre 2006 la Cassa propone di respingere il ricorso. L’amministrazione rammenta che __________ è stata dipendente dello studio legale dell’avv. RI 1 fino al 31 dicembre 2004 con uno stipendio mensile lordo di fr. 4'550. Dal 1. gennaio 2005 __________ ha fatturato all’avv. RI 1 le sue prestazioni, per il tramite della neocostituita __________ di cui è socia gerente, con regolari importi mensili per un totale annuo di fr. 45'650. La Cassa rileva che dall’analisi del bilancio della società emerge che l’unico committente è l’avv. RI 1, elemento che porta l’amministrazione a ritenere che la soluzione giuridica messa in atto sia stata artatamente adottata all’unico scopo di rendere possibile una relazione professionale tra enti. La realtà economica dei fatti porta a ritenere che __________ “de facto” continua a svolgere un’attività di segretaria contabile in nome e per conto del ricorrente mantenendo in questo modo una continuità di relazione personale tra le parti come avvenuto fino al dicembre 2004. Poiché __________ non si assume alcun rischio economico e dipende dal ricorrente da un punto di vista economico, la Cassa l’ha ritenuta dipendente (doc. III).
1.6. Pendente causa il TCA ha interpellato __________ (doc. V) ed __________ (doc. VI), i quali hanno risposto con un unico atto (doc. IX). Le parti hanno potuto esprimersi in merito (doc. X e seguenti).
in diritto
2.1. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche della LAVS.
Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STF del 24 gennaio 2007 consid. 6.1, H 178/05; DTF 130 V 160 consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 166 consid. 4b).
Per contro, per quanto attiene alle disposizioni formali della LPGA, il TFA (dal 1. gennaio 2007: TF) ha già avuto modo di accertare l’assenza di una normativa specifica che regola la questione intertemporale stabilendo di conseguenza la necessità di ricorrere al principio generale secondo il quale, di regola, siffatte disposizioni entrano immediatamente in vigore (STF del 24 gennaio 2007 consid. 6.1, H 178/05; DTF 130 V 4 consid. 3.2).
In concreto le decisioni formale e su opposizione si riferiscono ad un controllo del datore di lavoro per il periodo dal 1.1.2002 al 31.12.2005, mentre la ripresa contestata concerne unicamente il 2005.
Per cui al caso di specie trovano applicazione sia le norme della LPGA che le modifiche apportate alla LAVS dal 1.1.2003.
2.2. A norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.
Per l'art. 10 LPGA è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
E' considerato datore di lavoro chi impiega salariati (art. 11 LPGA).
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
2.3. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04). Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 21 marzo 2005, H 31/04, STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03, STFA del 18 settembre 2000 nella causa M., H 59/00).
2.4. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina 63 il TFA ha precisato:
" (…) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appréciation fiscale. (…)"
2.5. Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).
Per questi motivi un assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un’attività dipendente o meno (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).
2.6. Nel caso di specie l’amministrazione ha tassato d’ufficio il ricorrente relativamente ai versamenti effettuati a favore della società __________ per il lavoro svolto da __________. La Cassa ha infatti ritenuto che nel 2005 l’avv. RI 1 ha occupato anche l’interessata quale sua dipendente.
La Cassa sostiene in particolare che __________, la quale è stata dipendente dell’avv. RI 1 fino al 31 dicembre 2004, ha poi continuato a fatturare prestazioni regolari per un importo annuo complessivo simile agli anni precedenti al suo ex- datore di lavoro attraverso la __________, iscritta a Registro di commercio il __________, di cui oltre ad essere socia e gerente è pure l’unica salariata.
L’insorgente contesta la ripresa rilevando che la __________ può lavorare anche con altri committenti e versa regolarmente un salario ad __________, sul quale sono pagati i contributi sociali.
2.7. In concreto, __________ e la società , pur essendo stati interpellati separatamente in merito alla ripresa effettuata dalla Cassa, hanno ritenuto di dover rispondere con un unico atto (doc. IX). Essi hanno rilevato che __________ è socia gerente della __________ __________ e, oltre alla conduzione amministrativa della società, svolge ogni e qualsiasi attività esterna in favore di terzi legata allo scopo sociale della ditta (“.”).
Gli interessati hanno affermato che nel 2005 __________ ha svolto il medesimo lavoro che prima svolgeva da dipendente dello studio legale e notarile di cui è titolare l’avv. RI 1, che fondamentalmente consisteva e consiste nella tenuta della contabilità completa dello studio (dalle registrazioni al bilancio, dichiarazioni IVA comprese), la fornitura di servizi di segretariato generico in ambito legale e notarile, nonché la conduzione del lato amministrativo dello studio legale e notarile (pagamenti, dichiarazioni salariali, pratiche amministrative ed assicurative del personale, fatturazione).
Essi hanno poi rilevato che “Non esiste documentazione scritta circa il rapporto esistente tra le parti: si precisa comunque che nelle intenzioni dell’avv. RI 1 vi era il principio di conferire alla neocostituita società __________ non solo il mandato di cui sopra, ma soprattutto ulteriori mandati in favore di terzi che l’avv. RI 1 avrebbe delegato alla __________ e che, stato al dicembre 2004, vi erano buone prospettive per il 2005 e buon motivo per la costituzione di una __________ esterna di supporto allo studio legale e notarile”.
Gli interessati hanno confermato che la remunerazione è stata stabilita in Fr. 50 all’ora, fatturati mensilmente allo studio legale e notarile dell’avv. RI 1, mentre lo stipendio lordo mensile versato dalla __________ ad __________ ammonta a fr. 3'385 (su dodici mensilità), pari a fr. 40'620 annui lordi. Quest’ultima è stata assicurata per la perdita di guadagno, la responsabilità civile, gli infortuni, il secondo pilastro, l’AVS, ecc. Sull’importo versato ad __________ la società ha pagato alla Cassa CO 1 gli oneri sociali.
è l’unica dipendente della __________ ma si avvale, per i casi di intermediazione immobiliare, della consulenza gratuita del marito, il quale ha l’autorizzazione cantonale di fiduciario commercialista immobiliare ed è socio della __________.
Gli interessati hanno rilevato che nel 2005 non sono state effettuate altre prestazioni all’infuori di quelle in favore dello studio legale e notarile dell’avv. RI 1.
Essi hanno infine affermato: “Non riusciamo a capire i motivi per i quali la Cassa ritiene di considerare la signora __________ dipendente dello studio legale e notarile dell’avv. RI 1, dal momento che essa non è una lavoratrice indipendente, ma risulta regolarmente annunciata alla Cassa ed alle Assicurazioni quale dipendente della __________. In fondo – a nostro modo di vedere – sola preoccupazione della Cassa dovrebbe essere quella di incassare gli importi dovutile a fronte delle dichiarazioni di salario annunciate: cosa che è regolarmente avvenuta.”
2.8. Secondo il Tribunale, la natura degli importi che l’avv. RI 1 versava regolarmente alla __________ sulla base delle fatturazioni di quest’ultima corrisponde ad un vero e proprio salario che la collaboratrice, __________, percepiva indirettamente, per il tramite della neocostituita __________.
Va infatti evidenziato che __________ è dipendente e proprietaria economica della sua società.
Questa circostanza non è decisiva. In tale contesto questo Tribunale rileva che in una sentenza pubblicata in DTF 133 V 133, l'Alta Corte in materia di assicurazione contro la disoccupazione, ha stabilito che possono beneficiare di una proroga del termine quadro per la riscossione della prestazione secondo l’art. 71d cpv. 2 LADI, non soltanto le persone esercitanti un’attività lucrativa indipendente, ma anche quelle assimilabili a un datore di lavoro.
In quell'occasione il TFA ha sviluppato le seguenti considerazioni:
" (...)
2.4.3 Das Ziel der Beendigung der Arbeitslosigkeit lässt sich auf verschiedene Weise erreichen. So kann eine Einzelfirma gegründet werden, in welcher die versicherte Person selbstständig erwerbstätig wird. Es kommt aber auch die Möglichkeit in Frage, eine Kapitalgesellschaft zu gründen, in welcher die versicherte Person in arbeitgeberähnlicher Stellung tätig wird. Die Entscheidung, ob eine Einzelfirma oder eine Kapitalgesellschaft gewählt wird, hängt von verschiedenen Gesichtspunkten ab, etwa von haftpflichtrechtlichen, betriebsökonomischen oder steuerlichen Aspekten. Dies sind alles dem Arbeitslosenversicherungsrecht sachfremde Kriterien. AHV-rechtlich betrachtet, hat die Wahl jedoch entscheidende Auswirkungen: bei einer Kapitalgesellschaft wird die versicherte Person in arbeitgeberähnlicher Stellung tätig und nimmt somit eine beitragswirksame Arbeit auf, in einer Einzelfirma hingegen wird sie selbstständig und entrichtet daher keine Beiträge an die Arbeitslosenversicherung.
2.5 Indem Art. 95e Abs. 2 AVIG die Verlängerung der Rahmenfrist für den Leistungsbezug auf vier Jahre nur bei nicht beitragswirksamer
Erwerbstätigkeit zulässt, werden arbeitgeberähnliche Personen, die eine Kapitalgesellschaft gegründet haben, gegenüber den in einer Einzelfirma selbstständig Erwerbstätigen benachteiligt. Die Selbstständigerwerbenden können, obwohl sie keinerlei Beiträge an die Arbeitslosenversicherung mehr entrichten, im Falle des Scheiterns von der Verlängerung der Rahmenfrist profitieren und den Maximalanspruch an Taggeldern zum letzten, in der Regel höheren versicherten Verdienst beziehen. Demgegenüber soll arbeitgeberähnlichen Personen, obwohl sie über ihre Kapitalgesellschaft weiterhin Beiträge an die Arbeitslosenversicherung abliefern, keine Verlängerung der Rahmenfrist eingeräumt werden. Auf diese Weise werden Personen, welche Beiträge an die Arbeitslosenversicherung zahlen, schlechter gestellt als Personen, die gar nichts (mehr) abliefern. Ein derartiges Ergebnis widerspricht dem Sinn der gesetzlichen Grundlage, welche sowohl selbstständigerwerbende als auch arbeitgeberähnliche Personen gleichermassen fördern und für das auf sich genommene Risiko des Scheiterns absichern wollte.“
In concreto, __________, proprietaria economica della società di cui è unica dipendente, alla luce della sopra citata giurisprudenza, va trattata come un’indipendente.
Di conseguenza la giurisprudenza sullo statuto AVS di un indipendente va applicata, per analogia, anche al caso di specie.
In particolare la circostanza che __________, per il tramite della sua società, lavora unicamente per l’avv. RI 1, costituisce un elemento decisivo per qualificare di dipendente l’attività di segretariato esercitata esclusivamente a favore dell’insorgente (cfr. STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA [H 279/00]).
È vero che le prestazioni erano fatturate dalla __________ all’indirizzo del ricorrente e che i pagamenti che quest’ultimo effettuava spettavano alla __________ e non direttamente alla sua gerente. Va tuttavia rilevato che nel 2005 __________ era l’unica dipendente della __________ e il ricorrente era l’unico beneficiario delle prestazioni della società (cfr. doc. IX: “Nel 2005 non sono state effettuate altre prestazioni all’infuori di quelle in favore dello studio legale e notarile dell’avv. RI 1, nonostante le buone prospettive espresse dall’avv. RI 1.” e: “Oltre ad __________ non vi sono altri dipendenti, ma essa si avvale, per i casi di intermediazione immobiliare della consulenza gratuita del marito […]”).
Il rapporto instauratosi tra l’avv. RI 1, e meglio il suo studio legale, e __________, sua ex segretaria, era tale da costituire un vero e proprio legame di collaborazione dipendente.
Per cui non è rilevante se la fatturazione avveniva per il tramite della __________ e quest'ultima era creditrice formale dell'importo verso lo studio legale. Infatti, nel periodo in discussione, la __________ non aveva collaboratori, se non __________, socia e gerente della società medesima assieme al marito.
In pratica, la sovrapposizione totale delle due identità, ossia la persona fisica __________ e la società __________ (società di cui è socio anche __________), fa sì che già la sola regolarità dei versamenti ogni mese nel periodo in discussione accomuna gli importi versati dall’avv. RI 1 e percepiti dalla __________ per l'attività di __________ ad un normale salario che un lavoratore dipendente riceve alla fine di ogni mese. Come visto in precedenza decisiva ai fini dell’analisi del caso concreto non è solo la natura giuridica dei rapporti contrattuali fra le parti, ma la realtà economica, dalla quale emerge che __________ continua a lavorare per il ricorrente, mantenendo in sostanza una continuità di relazione personale tra le parti come avvenuto fino a dicembre 2004.
La circostanza secondo cui durante il 2005 la __________ avrebbe assunto altri incarichi ricevuti da altri committenti, è invece smentita dalla stessa società.
Non va poi dimenticato che la socia gerente esercita l’attività di segretaria dell’avv. RI 1, che consiste “nella tenuta della contabilità completa dello studio (dalle registrazioni al bilancio, dichiarazioni IVA comprese), la fornitura di servizi di segretariato generico in ambito legale e notarile, nonché la conduzione del lato amministrativo dello studio legale e notarile (pagamenti, dichiarazioni salariali, pratiche amministrative ed assicurative del personale, fatturazione).” (doc. IX). Si tratta di un tipico lavoro di segretariato che, di principio, vista la subordinazione insita nel tipo stesso di attività, va considerato di natura dipendente.
Alla luce di quanto sopra esposto, prendendo in considerazione tutte le circostanze qui analizzate, questo Tribunale giunge alla conclusione che __________ deve essere considerata come una dipendente dell’avv. RI 1 per il periodo in esame nell'ottica del diritto delle assicurazioni sociali.
La questione circa l’ammontare della remunerazione versata alla segretaria non è invece decisiva ai fini della qualifica dell’attività svolta dall’interessata. Infatti, come già stabilito nella STCA del 25 maggio 2004 (inc. 30.2004.18), confermata dalla STFA dell’8 agosto 2005 (H 119/04), il datore di lavoro, nei limiti dei contratti collettivi di lavoro e delle altre norme di diritto pubblico e privato, può fissare liberamente la rimunerazione del suo dipendente, a maggior ragione se i salari sono superiori alla media. Del resto l’interessata lavorava da diversi anni presso l’avv. RI 1, per cui la maggior rimunerazione, secondo le regole del mercato, poteva essere giustificata. Certo, l’aumento rispetto all’anno precedente è importante, tuttavia nulla avrebbe impedito le parti di continuare la collaborazione, come in precedenza, senza passare per il tramite di una __________.
Per quanto concerne invece la circostanza che l’avv. RI 1 afferma di voler mettere fine immediatamente ad ogni collaborazione con la __________, togliendole i mandati di segretariato e tenuta della contabilità, e licenziando di fatto la sua segretaria che da diversi anni svolgeva, a suo favore, questo lavoro e che l’interessato ritiene che occorrerà, di conseguenza, stabilire se l’interessata ha diritto alle indennità dell’assicurazione contro la disoccupazione, va evidenziato che, non essendoci al momento del ricorso alcuna decisione in merito, il TCA non può pronunciarsi. Va tuttavia sottolineato che l’attuale soluzione non è stata imposta da nessuno ma è stata scelta dalle parti, le quali avrebbero potuto continuare la precedente proficua collaborazione senza la necessità di far capo ad una __________.
2.9. Resta da esaminare la questione del salario versato dalla __________ ad __________ (fr. 40'620), sul quale la ditta interessata ha già versato i contributi sociali.
Il TFA ha stabilito che il cambiamento dello statuto contributivo nei casi in cui i contributi assicurativi in lite siano stati oggetto di decisione formalmente cresciuta in giudicato è possibile solo quando siano dati i presupposti del riesame o della revisione processuale. Se non si tratta di un cambiamento dello statuto con effetto retroattivo, ma con effetto per il futuro, la questione dello statuto viene di principio esaminata liberamente come per la prima volta, con il dovuto riserbo nei casi limite. Se la questione del cambiamento dello statuto concerne sia rimunerazioni dalle quali sono già stati prelevati contributi assicurativi, sia rimunerazioni non ancora oggetto di decisione, deve essere esaminato, per la parte già considerata del provvedimento formalmente cresciuto in giudicato, se sono dati i presupposti del riesame o della revisione processuale, mentre lo statuto contributivo per le rimanenti rimunerazioni, non ancora contemplate da decisione, è apprezzato liberamente (DTF 121 V 1; cfr. anche Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 121 seg. ad art. 5 , pag. 183 seg., in particolare n. 127 pag. 185).
Per l'art. 53 cpv. 1 LPGA le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di prova che non potevano essere prodotti in precedenza. Per il cpv. 2 l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole importanza. L'assicuratore può riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di ricorso.
Kieser, in ATSG-Kommentar, Zurigo, Basilea, Ginevra 2003, a pag. 541 ad art. 53, nota 30, a proposito dell'art. 53 cpv. 3 LPGA, precisa:
" b) Die in art. 53 Abs. 3 ATSG kodizierte Regelung galt bereits nach der bisherigen Rechtsprechung (einlässliche Darstellung derselben SCHLAURI, Neuverfügung lite pendente, 176 ff.), welche ihre Gültigkeit auch unter Berücksichtigung von Art 53 Abs. 3 ATSG beibehält. Insbesondere steht es dem Versicherungsträger frei, während des laufenden Beschwerdeverfahrens ohne Beachtung der besonderen Wiedererwägungsvoraussetzungen (insbesondere ohne Annahme einer zweifellosen Unrichtigkeit) auf den Entscheid zurückzukommen (vgl. BGE 107 V 192). Hat der Versicherungsträger die Beschwerdeantwort eingereicht, ist ihm eine Wiedererwägung untersagt (dazu HISCHIER, Wiedererwägung, 457, der eine Wiedererwägung lite pendente auch noch zulassen will, wenn der Versicherungsträger nach Erstattung der Beschwerdeantwort zu einer weiteren Stellungnahme aufgefordert wird). Einer nach diesem Zeitpunkt erlassenen Verfügung kommt immerhin der Charakter eines Antrages an das Gericht zu (vgl. BGE 109 V 236 f.). Entspricht die Wiedererwägung nicht dem im Beschwerdeverfahren gestellten Antrag, kommt sie ebenfalls bloss einem Antrag an das Gericht gleich (vgl. ZAK 1992 117). Im übrigen wird bei einer entsprechenden Wiedererwägung das Beschwerdeverfahren gegenstandlos (vgl. ATSG-Kommentar, Art. 61 Rz. 76). Allerdings ist es nach der Rechtsprechung dem Versicherungsträger nicht benommen, eine im Gerichtsverfahren vorgenommene Wiedererwägung zu widerrufen (vgl. SVR 2001 IV Nr. 20)."
Va qui rammentato che una decisione è manifestamente errata,
" wenn kein vernünftiger Zweifel daran möglich ist, dass die Verfügung unrichtig war. Es ist nur ein einziger Schluss - derjenige auf die Unrichtigkeit - möglich (vgl. BGE 125 V 393 oben; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2. Auflage, Bern 1997, S. 362; Kieser, Kommentar ATSG, Ziffer 20 zu Art. 53). Dabei ist nach dem eingangs Gesatgen (Erw. 1.2.hievor) vom Rechtszustand auszugehen, wie er sich bei Verfügungserlass präsentierte." (STFA del 10 settembre 2003 nella causa U, H 97/03)."
In concreto dagli atti emerge che la Cassa nel 2005 ha trasmesso alla __________ una “chiusura conto” tramite la quale ha fissato l’ammontare dei contributi dovuti.
Alla luce degli elementi sopra riportati, emerge che la decisione della Cassa di considerare __________ dipendente della __________ fosse manifestamente errata e la rettifica, visto l’importo ripreso, rivestisse una notevole importanza. La Cassa competente poteva pertanto riconsiderare la decisione con effetto retroattivo e procedere alla ripresa salariale.
L’amministrazione, come ammesso nel suo scritto del 10 aprile 2007 (doc. XI), dovrà tuttavia restituire alla __________ i contributi pagati erroneamente.
In queste condizioni, alla luce di tutto quanto sopra esposto, la decisione su opposizione impugnata deve essere confermata.
Ad __________ e alla __________, quali parti cointeressate, va intimata la presente sentenza (cfr. STF del 19 marzo 2007, H 194/05, consid. 3.4).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
Il ricorso é respinto.
Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti