Raccomandata
Incarto n. 30.2005.9-11
Lugano 6 ottobre 2005
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il giudice delegato del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
con redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sui ricorsi del 2 febbraio 2005 di
contro
le decisioni su opposizione del 3 gennaio 2005 emanate da
Cassa CO 1
in materia di contributi AVS
ritenuto, in fatto
A. Durante il controllo del conteggio dei salari per il periodo dal 1.1.2000 al 31.12.2003 presso la società RI 1, un ispettore della Cassa CO 1 ha effettuato delle riprese per salari non notificati. In particolare l’amministrazione ha ripreso le spese forfetarie versate ad alcuni dipendenti della società ed ha qualificato quale salariato un collaboratore della ditta ritenuto dalla società un’indipendente.
Considerando tali retribuzioni provento da attività lucrativa dipendente, la Cassa ha fissato, mediante tassazione d’ufficio, alla società ricorrente, i contributi sociali dovuti sull’importo complessivo di fr. 253'685 (doc. 3).
B. Il 1° dicembre 2004 la società ha inoltrato opposizione, chiedendo il diritto di essere sentiti. Con decisione su opposizione del 3 gennaio 2005 la Cassa ha respinto le censure della società, affermando che le argomentazioni di opposizione erano chiare e tali da permettere il giudizio senza approfondimento.
In pari data ha notificato una decisione su opposizione anche a ai dipendenti RI 2 e RI 3 (doc. A2 e A3).
C. Contro le predette decisioni su opposizione sono tempestivamente insorti, sia la società che i dipendenti RI 2 e RI 3. Questi ultimi hanno in particolare rinviato, per quanto concerne il ricorso, all’impugnativa della ditta, la quale ha lamentato la mancata convocazione dove sarebbe stato possibile fornire informazioni e utili ragguagli all'amministrazione.
Con un’unica risposta del 23 febbraio 2005 la Cassa propone la reiezione dei tre ricorsi ribadendo la rinuncia alla convocazione e completezza delle argomentazioni scritte.
Il 28 febbraio 2005 il Giudice delegato del TCA ha congiunto le cause, e meglio i ricorsi della società e di RI 2 e RI 3, accordando alle parti un termine di 10 giorni per chiedere l’assunzione di nuove prove ed esprimersi in merito (doc. IV, inc. 30.2005.9). Le parti si sono espresse in merito, con osservazioni che, se necessario, saranno riprese in corso di motivazione.
in diritto
La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
In sede di opposizione la ricorrente aveva contestato le riprese delle spese forfetarie versate a __________, RI 2 e RI 3, nonché la qualifica di dipendente di __________, affermando tra l’altro che “lo stesso dopo essere stato interpellato, ci fa notare che durante il periodo nella quale ha collaborato con la nostra ditta, ha eseguito lavori e collaborato con altre imprese.” La società chiedeva inoltre che “precedentemente all’emissione di una nuova Decisione di Tassazione da parte vostra, ci avvaliamo del diritto di essere sentiti.” (doc. 4 inc. 30.2005.9)
Nella decisione su opposizione la cassa, tra l’altro, ha affermato, a proposito delle spese che gli importi forfetari non sono stati giustificati né in sede di revisione, né in sede di opposizione e, circa lo statuto di dipendente, che “la Cassa tiene a sottolineare che, da un controllo presso l’autorità fiscale, risulta che il signor __________ ha avuto nella RI 1 il suo unico committente. A tale riguardo, la Cassa sottolinea che il TFA nella sentenza D. SA del 16 dicembre 2002 (H 279/00) ha deciso che il fatto di svolgere l’attività lucrativa unicamente per una società configura un elemento decisivo a favore dell’attività dipendente.” (doc. A1 inc. 30.2005.9), per poi affermare che “in conclusione, la Cassa rinuncia a convocare la spettabile RI 1, ritenuto che gli argomenti espressi in sede di opposizione siano sufficientemente chiari da permettere l’evasione del caso senza ulteriori approfondimenti.”
Nel suo ricorso la società, dopo aver contestato la qualifica di dipendente di __________, poiché, a mente della ricorrente, con l’importo versatogli nel 2000 (fr. 15'222) e nel 2002 (fr. 22’338) non potrebbe mantenere una famiglia con due figli e dunque dovrebbe avere altri committenti, ha rilevato che “in sede di emissione della decisione su opposizione del 3 gennaio 2005 da parte della Cassa CO 1 veniamo a conoscenza, che da verifiche fiscali effettuate dalla CO 1 stessa emerge il fatto che il Sig. __________ nel 2001 ha indicato quale unica fonte di reddito quanto percepito dalla RI 1.” (doc. I, inc. 30.2005.9, sottolineature del redattore).
Se però gli accertamenti svolti d’ufficio permettono all’amministrazione o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfhren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). In tal caso non sussiste una violazione del diritto di essere sentito conformemente all’art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 pag. 28 consid. 4b; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
Il diritto di essere sentito comprende pure il diritto di ottenere una decisione motivata, il che impone all’autorità di pronunciarsi nei considerandi sulle allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti da esse addotti. Con siffatto obbligo si vuole evitare che l’autorità, nell’esercizio dei suoi poteri decisionali, si lasci guidare da ragioni non pertinenti e, d’altro canto, si intende mettere il cittadino nella posizione di farsi una chiara idea della portata della decisione che lo riguarda per poterla, se del caso, impugnare. A tale fine, ogni atto decisionale deve menzionare, anche se brevemente, le considerazioni che ne hanno determinato il convincimento, ritenuto comunque che l’autorità non è tenuta a prendere esplicitamente posizione su ogni allegazione di fatto o di diritto, ma può limitarsi ai punti essenziali e all’esame delle argomentazioni di parte atte a influire sul giudizio (DTF 121 III 331 consid. 3b; Albertini, Der verfassungsmässige Anspruch auf rechtliches Gehör im Verwaltungsverfahren des modernen Staates, Berna 2000, p. 368 segg. con numerosi rinvii).
A tale proposito in una sentenza del 23 giugno 2003 nella causa S. (C 49/03) l'Alta Corte ha rilevato che:
" Die Sache geht daher an die Arbeitslosenkasse zurück, damit sie nach Erfüllung des Gehörsanspruchs erneut über eine allfällige Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen selbstverschuldeter Arbeitslosigkeit befinde. In diesem Rahmen kommt nunmehr Art. 42 Satz 2 ATSG zur Anwendung, wonach die Gewährung des rechtlichen Gehörs ins Einspracheverfahren verschoben ist (Kieser, a.a.O. Art. 42 Rz. 24)."
In una sentenza del 22 dicembre 2003 nella causa J. (H 272/03) il TFA, al consid. 3.3., si è così espresso:
" (…) Selon un principe général de la procédure administrative, l'autorité n'est pas tenue d'entendre les parties avant de prendre une décision susceptible d'être frappée d'opposition (art. 30 al. 2 let. b PA). Ce principe est aujourd'hui spécifiquement consacré, en matière d'assurances sociales, à l'art. 42 2ème phrase LPGA."
Il diritto di essere sentito deve dunque essere garantito soprattutto durante la procedura di opposizione. Va ancora rilevato che il diritto di essere sentito è di natura formale e la sua violazione comporta l’annullamento della decisione impugnata indipendentemente dalle probabilità di esito favorevole delle censure di merito (cfr. DTF 126 V 132).
" (...)
2.2 L'opposition est un moyen de droit permettant au destinataire d'une décision d'en obtenir le réexamen par l'autorité, avant qu'un juge ne soit éventuellement saisi (cf. ATF 125 V 121 consid. 2a et les références). Elle assure la participation de l'assuré au processus de décision et poursuit notamment un but d'économie de procédure et de décharge des tribunaux, dans les domaines du droit administratif où des décisions particulièrement nombreuses sont rendues (Ueli Kieser, ATSG-Kommentar: Kommentar zum Bundesgesetz über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts vom 6. Oktober 2000, Zurich 2003, n. 2 ss ad art. 52, avec les références; Pierre Moor, Droit administratif, vol. II: Les actes administratifs et leur contrôle, 2ème édition, Berne 2002, p. 533 n° 5.3.2.2; Grisel, Traité de droit administratif, vol. II, p. 939). Dans ce cadre, la procédure d'opposition ne revêt de véritable intérêt que si l'opposant doit exposer les motifs de son désaccord avec la décision le concernant (voir cependant Kieser, op. cit., n. 13 ad art. 52); à défaut, on courrait le risque de faire de l'opposition une simple formalité avant le dépôt d'un recours en justice, sans qu'assuré et autorité aient véritablement examiné sur quoi portent leurs divergences. Les exigences formelles posées par l'art. 10 al. 1 OPGA concrétisent, par ailleurs, l'obligation de l'assuré de collaborer à l'exécution des différentes lois d'assurances sociales (art. 28 al. 1 et 43 al. 3 LPGA; Marco Reichmuth, ATSG - [erste] Erfahrungen in der IV, in: Schaffhauser/Kieser (édit.), Praktische Anwendungsfragen des ATSG, St-Gall 2004, p. 44), et correspondent largement à celles posées par la jurisprudence antérieure à la LPGA pour la procédure d'opposition prévue dans certaines branches d'assurance-sociale (ATF 123 V 130 consid. 3 et les références; voir également, en matière d'assurance-accidents, l'art. 130 al. 1 OLAA, dans sa teneur en vigueur jusqu'au 31 décembre 2002).
2.3 La procédure d'opposition porte sur les rapports juridiques qui, d'une part, font l'objet de la décision initiale de l'autorité et à propos desquels, d'autre part, l'opposant manifeste son désaccord, implicitement ou explicitement (cf. ATF 119 V 350 consid. 1b et les références; voir également l'arrêt D. du 8 octobre 2003 [U 152/01] consid. 3). Si la décision initiale ne porte que sur un seul rapport juridique - par exemple, le droit de l'assuré à une rente d'invalidité -, celui-ci constitue également l'objet de la procédure d'opposition. L'autorité valablement saisie d'une opposition devra donc se prononcer une seconde fois sur tous les aspects de ce rapport juridique, quand bien même la motivation de la nouvelle décision portera principalement sur les points critiqués par l'opposant. En cas de recours ultérieur à un juge, ce rapport juridique constituera également l'objet du litige dont il a à connaître (cf. ATF 125 V 415 ss consid. 2; pour la procédure d'opposition : Meyer-Blaser, Streitgegenstand im Streit - Erläuterungen zu BGE 125 V 413, in: Schaffhauser/Schlauri (édit.), Aktuelle Rechtsfragen der Sozialversicherungspraxis, St-Gall 2001, p. 19)."
In un'altra sentenza del 25 novembre 2004 nella causa M., G. e E., H 53/04, l'Alta Corte ha riaffermato il principio secondo cui, salvo le eccezioni esplicitamente previste dalla legge, il TCA può entrare nel merito del ricorso solo in presenza di una decisione su opposizione. In questa sentenza, nella quale ha pure fornito nuove importanti indicazioni sulla procedura di opposizione, il TFA si è così espresso:
" (...)
1.1.3 Im Unterschied zur Rechtslage vor In-Kraft-Treten des ATSG sind somit Verfügungen über Renten der AHV nicht mehr direkt mit Beschwerde an die zuständige kantonale oder Eidgenössische Rekursbehörde weiterziehbar (vgl. alt Art. 84 ff. AHVG). Vielmehr haben die Versicherten ihre Rechte durch Einsprache bei der verfügenden Ausgleichskasse geltend zu machen. Das Einspracheverfahren ist zwingend (Kieser a.a.O. S. 524 Rz 17 zu Art. 52).
Davon kann lediglich in den vom Gesetz selber ausdrücklich normierten Fällen abgesehen werden (in diesem Sinne auch Bericht «Parlamentarische Initiative Sozialversicherungsrecht» der Kommission des Nationalrates für soziale Sicherheit und Gesundheit vom 26. März 1999 [BBl 1999 4611]). Der Einspracheentscheid, nicht aber die Verfügung, bildet denn auch Anfechtungsgegenstand des erstinstanzlichen Beschwerdeverfahrens (RKUV 1991 Nr. U 120 S. 94 Erw. 6 mit Hinweisen zu alt Art. 105 Abs. 1 UVG; vgl. auch BGE 116 V 248 Erw. 1a).
(...)
Das kantonale Gericht hat diese Argumentation zu Recht als nicht stichhaltig bezeichnet. Das Einspracheverfahren hat, wie dargelegt, zwingend dem verwaltungsgerichtlichen Beschwerdeverfahren voranzugehen. Abgesehen davon, selbst wenn das Schreiben vom 24. Oktober 2002 als Verfügung zu betrachten wäre, erfolgte die am 13. Dezember 2002 dagegen eingereichte Einsprache offensichtlich nicht innerhalb der 30-tägigen Frist und wäre somit verspätet.
1.3 Die Vorinstanz ist trotz fehlender Sachurteilszuständigkeit auf die Beschwerde gegen die Verfügung vom 4. Februar 2003 eingetreten und hat die umstrittene Anwendung des Art. 35 Abs. 2 AHVG (keine Plafonierung der Renten von Ehepaaren, deren gemeinsamer Haushalt richterlich aufgehoben wurde) materiell geprüft. Neben den hauptsächlich prozessökonomischen Gründen führt das kantonale Gericht ins Feld, das Vorgehen der Beschwerdeführer könne als nachträglicher Verzicht auf ihr Parteirecht zur Einsprache gedeutet werden.
Zudem habe die Ausgleichskasse durch ihr Schweigen zur Frage des Eintretens sowie mit ihrem materiellrechtlichen Antrag auf Abweisung des Rechtsmittels in der Vernehmlassung kundgetan, dass sie in einem Einspracheentscheid nicht anders entschieden hätte als in der Verfügung vom 4. Februar 2003. Im Übrigen stelle es eine Zufälligkeit dar, dass die Verwaltung «erst» am 4. Februar 2003 der im Schreiben vom 13. Dezember 2002 geäusserten Bitte um Erlass einer anfechtbaren Verfügung entsprochen habe. Hätte sie dies noch im alten Jahr getan, wäre die Verfahrensordnung des ATSG gar nicht anwendbar geworden.
1.3.1 Diese Argumentation verkennt Sinn und Zweck des Einspracheverfahrens.
Durch das dem Verwaltungsjustizverfahren vorgelagerte Rechtsmittel der Einsprache (BGE 117 V 409 unten) erhält die verfügende Stelle die Möglichkeit, die angefochtene Verfügung nochmals zu überprüfen und über die bestrittenen Punkte zu entscheiden, bevor das Gericht angerufen wird. Das Einspracheverfahren stellt nicht bloss eine Wiederholung des Verfügungsverfahrens dar. Vielmehr hat die verfügende Behörde gegebenenfalls weitere Abklärungen vorzunehmen und auf Grund des vervollständigten Sachverhalts die eigenen Anordnungen zu überprüfen (BGE 125 V 190 f. Erw. 1b und c mit Hinweisen; RKUV 1998 Nr. U 309 S. 460 Erw. 4a; Kieser a.a.O. S. 518 f.). Dabei ist es nach Massgabe der Organisation der Verwaltung allenfalls erforderlich und im Übrigen auch sinnvoll, die Einsprache durch eine andere als die im Verfügungsverfahren zuständig gewesene Person oder Einheit behandeln zu lassen (BGE 125 V 191 Erw. 1b, 118 V 187 oben; Andreas Freivogel, Zu den Verfahrensbestimmungen des ATSG, in: Bundesgesetz über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts (ATSG) [Band 15 der Schriftenreihe des IRP-HSG, St. Gallen 2003 (René Schaffhauser/Ueli Kieser [Hrsg.])] S. 109). Eine solche verwaltungsinterne Aufteilung der Entscheidungskompetenz kennen seit jeher die Schweizerische Unfallversicherungsanstalt (SUVA) und das Bundesamt für Militärversicherung (BAMV; vgl. Bericht «Parlamentarische Initiative Sozialversicherungsrecht» der Kommission des Nationalrates für soziale Sicherheit und Gesundheit vom 26. März 1999 [BBl 1999 4523] S. 4613 unten sowie Botschaft vom 27. Juni 1990 zum Bundesgesetz über die Militärversicherung [BBl 1990 III 201] S. 255). In diesem Zusammenhang ist zu beachten, dass auch im Einspracheverfahren Anspruch auf rechtliches Gehör besteht (BGE 125 V 338 Erw. 4c und RKUV 1999 Nr. U 328 S. 113; vgl. auch BGE 122 II 286 Erw. 6a). Im Einspracheentscheid hat somit eine Auseinandersetzung mit den Vorbringen des Einsprechers oder
der Einsprecherin zu erfolgen. Die Begründung darf sich insbesondere nicht in einer wörtlichen Wiederholung des bereits in der Verfügung Gesagten erschöpfen (vgl. BGE 124 V 182 f. Erw. 2; Kieser a.a.O. S. 525 Rz 21 zu Art. 52; ferner Freivogel a.a.O. S. 108 f.) Das zum Verwaltungsverfahren zählende, Elemente der streitigen Verwaltungsrechtspflege aufweisende Rechtsmittel der Einsprache soll letztlich der Entlastung der Gerichte dienen (BGE 125 V 191 Erw. 1c und RKUV 1998 Nr. U 309 S. 459 unten; Freivogel a. a.O. S. 108
unten).
1.3.2 Das Eintreten auf die Beschwerde gegen die Verfügung vom 4. Februar 2003 widerspricht offensichtlich Sinn und Zweck des Einspracheverfahrens.
Gerade die von der Vorinstanz in erster Linie ins Feld geführten
prozessökonomischen Gründe sprachen zwingend für eine Überweisung der Sache an die Ausgleichskasse zur Behandlung als Einsprache. Entgegen dem kantonalen Gericht besteht nicht ein im Belieben der Parteien stehendes verzichtbares Recht zur Einsprache. Die Rechtsuchenden haben nicht die Wahl zwischen verschiedenen Verfahren, um ihre Ansprüche geltend zu machen und durchzusetzen. Sie haben den Weg zu beschreiten, den das Gesetz vorschreibt (BGE 130 V 226 Erw. 7.2.1). Dass die Überweisung der Sache an die Ausgleichskasse zur Behandlung als Einsprache nicht überspitzt formalistisch gewesen wäre, räumt auch die Vorinstanz selber ein. Wollte im Übrigen die Ausgleichskasse die Anwendung der alten Verfahrensordnung mit der Möglichkeit der direkten Anfechtung, hätte sie unzweifelhaft die Verfügung noch vor Ende
2002 erlassen. Das hat sie indessen nicht getan. Daraus irgendwelche Schlüsse in Bezug auf die Eintretensfrage zu ziehen, verbietet sich daher.
1.4 Nach dem Gesagten hätte somit das kantonale Gericht mangels eines Anfechtungsgegenstandes nicht auf die Beschwerde gegen die Verfügung vom 4. Februar 2003 eintreten und die materiell streitige Neufestsetzung derAltersrenten ohne Plafonierung entscheiden dürfen (BGE 125 V 414 Erw. 1a).
Vielmehr hätte sie die Eingabe vom 4. März 2003 an die Ausgleichskasse zur Behandlung als Einsprache überweisen müssen. Mit dieser Feststellung ist der angefochtene Entscheid aufzuheben (BGE 127 V 88 Erw. 4). (...)" (sottolineature del redattore)
Con questo giudizio l'Alta Corte ha così di fatto ratificato anche la costante giurisprudenza del TCA, secondo cui deve esistere una separazione personale e gerarchica tra chi emette la decisione e chi emana la decisione su opposizione (cfr. al riguardo: D. Cattaneo, Assicurazioni sociali: alcuni temi d'attualità" in RtiD I-2004 pag. 215 seg. (219) e D. Cattaneo, “La contribution du Tribunal des assurances du Canton du Tessin (Ticino) à la jurisprudence suisse en matière de sécurité sociale”, in Cahiers genevois et romands de sécurité sociale, n. 7, pag. 27).
Precedentemente, con STCA del 21 ottobre 2004 (inc. 30.2004.16), il TCA aveva eccezionalmente sanato il diritto di essere sentito in sede di ricorso, poiché la richiesta dell’opponente non era chiara, avendo semplicemente chiesto “di volerci fissare un incontro (… omissis …) per rivalutare e definire la tassazione d’ufficio.” In quel caso il TCA aveva sottolineato che “nel caso di specie pertanto non vi è stata una richiesta formale ed esplicita di essere sentita, ciò che, se fosse stato il caso, avrebbe dovuto indurre la Cassa a sentire le parti.”
Innanzitutto l’insorgente ha esplicitamente chiesto di poter essere sentita prima dell’emanazione della decisione su opposizione. In tal caso la Cassa è tenuta a dar seguito alla richiesta (cfr. STCA del 21 marzo 2005, inc. 30.04.78).
In secondo luogo emerge che l’amministrazione, nella decisione su opposizione, si è avvalsa di un accertamento, determinante, le cui risultanze non sono state sottoposte all’opponente per una presa di posizione. Infatti nella decisione viene fatto riferimento alla circostanza che dagli atti fiscali emergerebbe che l’interessato ha svolto l’attività unicamente per la ricorrente. Quest’ultima tuttavia non è stata informata dell’esito dell’accertamento e non ha potuto determinarsi in merito.
Ciò configura una violazione del diritto di essere sentito (cfr. SVR 1999 UV Nr. 25; Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo-Basilesa-Ginevra, 2003, n. 10d ad art. 42, pag. 423, cfr. anche, in altro contesto, l’art. 48 LPGA). La Cassa avrebbe infatti dovuto scrivere all’opponente indicando che da un accertamento effettuato risultava che l’interessato lavorava unicamente per l’insorgente e concedere un congruo termine per presentare osservazioni scritte in merito.
Inoltre, malgrado l’insorgente in sede di opposizione avesse fatto riferimento alla circostanza che il proprio collaboratore avrebbe lavorato anche per altri committenti, il medesimo non è stato interpellato (cfr. art. 43 LPGA). A questo proposito va rilevato che anche per quanto concerne la ripresa delle spese forfetarie, la Cassa non ha proceduto ai necessari accertamenti, nella misura in cui dagli atti emerge che l’amministrazione ha omesso di assumere le prove necessarie atte ad accertare se gli importi forfetari esposti contabilmente e rimborsati ai lavoratori, corrispondessero effettivamente alle spese da loro sopportate (cfr. la giurisprudenza citata anche, da ultimo, nella STCA dell’8 agosto 2005, inc. 30.2004.74).
In concreto la Cassa, oltre a non aver dato seguito alla formale richiesta dell’insorgente di essere sentita (cfr. art. 42 LPGA), non ha effettuato tutti gli accertamenti necessari (art. 43 LPGA) e, laddove gli accertamenti sono stati fatti (ispezione fiscale), le risultanze (ossia il fatto che dagli atti fiscali emergerebbe che la ricorrente sarebbe l’unico committente di __________ negli anni dal 2000 al 2002), non sono state sottoposte alle parti per una presa di posizione.
In queste circostanze ed indipendentemente dalle censure di merito sollevate dalla società, poiché la Cassa non ha sentito la società ricorrente malgrado una richiesta in tal senso, non ha effettuato, in sede di opposizione, gli accertamenti atti a stabilire se __________, che dovrà essere coinvolto nella procedura ai fini di garantire anche a lui il diritto di essere sentito, ha esercitato l’attività anche per altri committenti, non ha sottoposto le risultanze dell’accertamento effettuato (ossia non ha informato la società che __________ avrebbe lavorato unicamente per l’insorgente) all’opponente, le decisioni impugnate vanno annullate e gli incarti rinviati all’amministrazione affinché, nel pieno rispetto del diritto di essere sentito, proceda agli accertamenti necessari (anche per quanto concerne la ripresa delle spese forfetarie) ed emetta nuove decisioni.
La società sarà tenuta a collaborare nell’accertamento dei fatti. Se non collabora l’amministrazione applicherà l’art. 43 cpv. 3 LPGA, secondo il quale se l’assicurato o altre persone che pretendono prestazioni, nonostante un’ingiunzione, rifiutano in modo ingiustificato di compiere il loro dovere d’informare o di collaborare, l’assicuratore, può, dopo diffida scritta e avvertimento delle conseguenze giuridiche e dopo aver impartito un adeguato termine di riflessione, decidere in base agli atti o chiudere l’inchiesta e decidere di non entrare in materia.
Visto l’esito dei ricorsi e il rinvio degli incarti alla Cassa, l’assunzione di ulteriori prove e la richiesta di una convocazione per un’udienza di discussione innanzi al TCA diventano privi di oggetto.
Va qui ricordato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
Per quanto il presente giudizio si riferisca invece alla richiesta di versamento di contributi per assegni familiari - che attengono al diritto cantonale - non vi è controllo giudiziario da parte del Tribunale federale delle assicurazioni mediante ricorso di diritto amministrativo (v. DTF 124 V 146 c. 1 e riferimenti) ed il giudizio cantonale è definitivo.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- I ricorsi sono accolti ai sensi dei considerandi e le decisioni impugnate sono annullate.
§ Gli incarti sono rinviati alla Cassa affinché proceda agli accertamenti necessari e garantisca alle parti il diritto di essere sentito.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Non si assegnano ripetibili.
3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il giudice delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio Zocchetti