Incarto n. 52.2003.273
Lugano
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Matteo Cassina
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sui ricorsi 28 agosto 2003 di
contro
a)
b)
la decisione 10 luglio 2003 del Consiglio di Stato (n. 3170), che annulla la licenza edilizia 22 gennaio 2003 rilasciatale dal municipio di __________ per ampliare la sua casa d’abitazione (part. n. __________ RF) con un portico ad uso terrazza;
la decisione 10 luglio 2003 del Consiglio di Stato (n. 3149), che respinge l’impugnativa presentata dall’insorgente avverso la risoluzione 22 gennaio 2003 con cui il municipio di __________ le ha negato la licenza edilizia per chiudere con vetrate il portico di cui sopra;
viste le risposte:
4 e 12 settembre del Consiglio di Stato;
22 settembre 2003 del Dipartimento del territorio;
29 settembre 2003 del municipio di __________;
3 ottobre 2003 di __________, __________, __________ e __________,
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
A. Il 10 settembre 2002 la ricorrente __________ __________ ha chiesto al municipio di __________ il permesso di ampliare la sua casa d’abita-zione (part. n. __________ RF), aggiungendovi sul lato ovest un manufatto destinato a come portico (pianterreno), rispettivamente terrazza (primo piano). Alla domanda si sono opposti i vicini qui resistenti, contestando l’intervento in particolare dal profilo degli indici.
Il 29 ottobre 2002 la ricorrente ha inoltrato una variante per chiudere il portico con vetrate, trasformandolo in un giardino d’inver-no. La variante prospettava di trasferire la SUL eccedente sulla strada d’accesso in proprietà coattiva dei fondi circostanti (part. n. __________ RF).
I vicini si sono opposti anche alla variante.
B. Con decisioni del 22 gennaio 2003 il municipio ha rilasciato la licenza edilizia per la costruzione del portico aperto sui tre lati. Ha invece respinto la domanda che ne prevedeva la chiusura mediante vetrate, ritenendo che per trasferire la SUL eccedente sulla strada in proprietà coattiva occorresse il consenso di tutti i comproprietari.
Entrambe le decisioni sono state impugnate davanti al Consiglio di Stato.
C. Con distinti giudizi del 10 luglio 2003 il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso inoltrato dagli opponenti contro la licenza edilizia per il portico aperto e respinto quello presentato da Lotti __________ contro il diniego della licenza per il portico chiuso.
In entrambi i giudizi, il Governo ha in sostanza ritenuto che occorresse anzitutto accertare, mediante decisione formale, se il manufatto rispetta la distanza dal bosco che ricopre parzialmente il fondo. Nel giudizio riferito al portico chiuso il Consiglio di Stato ha inoltre ritenuto che il previsto trasferimento di indici da una strada in coattiva (part. n. __________ RF) potesse essere ammesso soltanto con il consenso di tutti gli altri comproprietari.
La prima domanda di costruzione è stata rinviata al municipio affinché si pronunci nuovamente previo accertamento del limite tra la zona edificabile ed il bosco.
C. Contro i predetti giudizi, __________ __________ è insorta davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento postulando il rilascio delle licenze richieste.
L’insorgente sostiene che il limite del bosco sarebbe già stato accertato nel 1986 nell’ambito del rilascio della licenza edilizia per l’edificazione del complesso residenziale di cui la sua casa è parte. Corrisponderebbe a quello risultante dal PR in vigore dal 1987 e non andrebbe pertanto più verificato.
A suo avviso, il consenso dei quattro comproprietari della strada, che hanno messo a disposizione la superficie edificabile necessaria per rispettare gli indici sarebbe sufficiente. Non occorrerebbe il consenso di tutti i comproprietari.
D. All’accoglimento dei ricorsi si oppone il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni.
Il municipio chiede il rigetto dell’impugnativa avente per oggetto il diniego della licenza per il giardino d’inverno, mentre si rimette al giudizio del tribunale per quel che attiene all’accertamento del limite del bosco.
I vicini opponenti, salvo i coniugi __________, che hanno dichiarato di disinteressarsi del procedimento, sollecitano il rigetto di entrambi i ricorsi con argomentazioni che saranno discusse qui appresso.
Considerato, in diritto
l ricorsi, tempestivi (art. 46 cpv. 1 PAmm), sono dunque ricevibili in ordine.
Avendo sostanzialmente il medesimo fondamento di fatto, possono essere decisi con un unico giudizio sulla base degli atti.
2.1. Giusta l'art. 10 cpv. 2 della legge federale sulle foreste (LFo), entrata in vigore il 1° gennaio 1993, al momento dell'emanazione dei piani di utilizzazione ai sensi della LPT deve essere ordinato un accertamento del carattere forestale laddove le zone edificabili confinano o confineranno in futuro con la foresta.
In base ad accertamenti del carattere forestale cresciuti in giudicato secondo l'art. 10 LFo, soggiunge l'art. 13 LFo, i margini della foresta sono iscritti nelle zone edificabili giusta la LPT (cpv. 1). I nuovi popolamenti al di fuori di questi margini forestali non sono considerati foreste (cpv. 2).
Secondo la vecchia legislazione forestale, il limite dell'area forestale a contatto con la zona edificabile non era definito in modo immutabile dai PR, ma costituiva una variabile, suscettibile di modificarsi con il trascorrere del tempo conformemente al carattere dinamico del concetto di bosco. In quest'ordine di idee, nei PR l'estensione del bosco era stabilita a titolo meramente indicativo. La nuova legislazione forestale, in vigore da ormai un decennio, ha limitato questa dinamica, stabilendo che il limite del bosco a contatto con le zone edificabili fosse definito in modo vincolante mediante accertamento.
2.2. Nell'evenienza concreta, il PR del comune di __________ risale al 1987. Il limite del bosco figurante sui piani delle zone e del paesaggio è riportato a titolo meramente indicativo. L'accertamento del limite tra la zona edificabile e l'area boschiva è in corso. I rilievi esperiti sono stati pubblicati, dando ai proprietari interessati la facoltà di opporvisi.
Nell'attesa che tale limite sia fissato in modo vincolante dal PR l'estensione del bosco a contatto con la zona edificabile va accertato caso per caso conformemente agli art. 10 cpv. 1 LFo, 4 cpv. 1 LCFo e 4 RLCFo. Quello stabilito sedici anni orsono nell'ambito della procedura di rilascio della licenza edilizia per l'edificazione del complesso residenziale, alla quale la ricorrente si richiama, non può fare stato. Per stabilire se il controverso manufatto rispetti la distanza dal bosco prescritta dall'art. 6 LCFo, occorre verificare se nel frattempo il limite dell'area forestale indicato dal PR non si è modificato.
Da questo profilo, immune da violazioni del diritto appare di conseguenza la decisione del Consiglio di Stato di annullare la licenza edilizia rilasciata dal municipio alla ricorrente, rinviando gli atti all'autorità comunale, affinché integri la relativa domanda di costruzione con le risultanze dell'accertamento forestale che la ricorrente è chiamata a promuovere al fine di completarla.
3.1. Giusta l'art. 38a LE, quantità edificatorie appartenenti ad un fondo possono essere trasferite su fondi vicini appartenenti alla stessa zona di utilizzazione del PR e connessi funzionalmente se non risulta intralciata la pianificazione e, in particolare, se non sono compromessi l’uso razionale del territorio e un’edificazione armoniosa.
L'utilizzazione di indici in base alle rispettive quote di comproprietà richiede il consenso di tutti i comproprietari tranne nel caso in cui l'utilizzazione sia da ritenere compatibile con i diritti degli altri comproprietari (Adelio Scolari, Commentario, II ed., ad art. 38a LE, n. 1154; Arthur Meier Hayoz, Berner Kommentar, ad art. 648 CCS n. 13).
3.2. Nell'ambito della domanda di costruzione relativa al giardino d'inverno quattro dei quattordici comproprietari in coattiva della strada d'accesso al complesso residenziale hanno acconsentito ad assumere l'eccedenza di SUL sulle loro quote di comproprietà.
Il municipio ed il Consiglio di Stato hanno ritenuto che occorresse il consenso di tutti i comproprietari.
A torto, perché il computo della superficie edificabile delle quote di comproprietà sulla strada a favore della controversa edificazione non altera i rapporti di comproprietà e non pregiudica minimamente i diritti degli altri comproprietari. Così come può disporre autonomamente della superficie edificabile della rispettiva quota di comproprietà ai fini del computo della superficie edificabile proprio fondo, ogni comproprietario può anche cederla a terzi senza il consenso degli altri comproprietari. Il consenso degli altri comproprietari è richiesto soltanto per atti di disposizione che sovvertono i rapporti di comproprietà (DTF 100 II 310 seg.).
Da questo profilo, il ricorso contro il diniego della licenza appare dunque fondato.
Va invece parzialmente accolta l'impugnativa inoltrata dall'insorgente contro la decisione del Consiglio di Stato (n. 3149), che conferma il rifiuto della licenza per il giardino d'inverno. Il giudizio governativo va annullato assieme alla decisione di diniego della licenza, rinviando anche in questo caso gli atti al municipio affinché anche in questo statuisca nuovamente sulla domanda di costruzione previo completamento con l'accertamento forestale mancante.
La tassa di giustizia è suddivisa fra le parti proporzionalmente al grado di soccombenza. Le ripetibili sono compensate.
Per questi motivi,
visti gli art. 10, 13 LFo; 4, 6 LCFo; 21, 38a LE; 3, 18, 28, 31, 60, 61, 65 PAmm
dichiara e pronuncia:
1.2. Il ricorso contro la decisione (n. 3149) del Consiglio di Stato è parzialmente accolto.
§ Di conseguenza:
1.2.1. la decisione è annullata assieme alla decisione 22 gennaio 2003 del municipio di __________ che nega alla ricorrente la licenza edilizia per il giar- dino d'inverno.
1.2.2. gli atti sono trasmessi al municipio affinché statuisca nuovamente sulla domanda di costru- zione previo accertamento del limite del bosco.
La tassa di giustizia di fr. 1'600.- è per metà a carico della ricorrente e per il resto a carico dei resistenti __________ __________ __________, __________ e __________ __________ in solido.
Intimazione a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il segretario