Incarto n. 81.2012.97 DA 1026/2012
Bellinzona 25 giugno 2013
Sentenza con motivazione In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il Giudice della Pretura penale
Siro Quadri
sedente con Stefania Marino in qualità di Cancelliera per giudicare
IM 1 difeso da: DI 1
visto il decreto d’accusa n. 1026/2012 del 5 marzo 2012;
preso atto che il AINQ 1 ritiene l’imputato autore colpevole di
infrazione alla LF sugli stranieri:
per avere, nel periodo 20.09.2011 – 14.12.2011, a __________, dando alloggio in qualità di gerente di fatto al prezzo di CHF 65.00 al giorno a cittadine straniere presso la Residenza __________ (collegata all’EP Snack Bar __________ di cui era formalmente gerente), sapendo o dovendo presumere che le ospiti vi esercitavano senza autorizzazione l’attività lucrativa della prostituzione e omettendo di segnalare all’autorità competente tale situazione illecita, facilitato il soggiorno illegale di un numero indeterminato di straniere, ma almeno delle seguenti otto:
dal 13.12.2011 al 14.12.2011, di __________, cittadina nigeriana;
dal 13.12.2011 al 14.12.2011, di __________, cittadina nigeriana;
dal 09.12.2011 al 14.12.2011, di __________, cittadina nigeriana;
dal 17.11.2011 al 14.12.2011, di __________, cittadina brasiliana;
dal 21.09.2011 al 05.10.2011 e dal 05.12.2011 al 14.12.2011, di __________, cittadina dominicana;
dall’11.11.2011 al 14.12.2011, di __________, cittadina brasiliana;
dal 20.09.2011 al 03.11.2011 e dal 24.11.2011 al 14.12.2011, di __________, cittadina rumena;
dal 20.09.2011 all’11.10.2011 e dal 09.11.2011 al 14.12.2011, di __________, cittadina rumena;
e propone la condanna a:
Alla pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere da fr. 80.- cadauna, corrispondenti a complessivi fr. 4'800.-. L'esecuzione della pena viene sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni.
Alla multa di fr. 1'500.-, ritenuto che in caso di mancato pagamento, sarà sostituita con una pena detentiva di giorni 19.
Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 100.- e delle spese giudiziarie di fr. 100.-.
La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale.
rilevato che il difensore dell’imputato chiede il proscioglimento;
considerato in fatto e in diritto
Il 14 dicembre 2011, per opera della sezione Teseu, la Polizia cantonale ha effettuato un controllo nei luoghi appena indicati. Si trattava di un’ispezione volta ad esaminare se, in quel luogo, si esercita l’attività della prostituzione illecita. In tale occasione sono state individuate 8 donne straniere. Queste ultime, quasi tutte, hanno dichiarato di esercitare la professione di prostituta, senza regolare permesso, nella Residenza annessa al __________.
A verbale di Polizia ha, infatti, ammesso di essere:
· “il responsabile di tutto l’immobile, bar ed affittacamere”,
· “il referente” per tutti i collaboratori” dipendenti,
· colui che si occupa della “registrazione degli ospiti e delle relative notifiche di Polizia”.
Per quanto attiene al tema “prostituzione” si è tuttavia giustificato asserendo che, nei luoghi da lui gestiti, a suo sapere la citata attività non viene esercitata.
Di medesimo avviso è stato l’amministratore unico della __________ SA __________, persona presente tutti i giorni al __________, sentito al dibattimento in qualità di testimone, e che ha dichiarato di non avere mai visto in quel luogo prostitute al lavoro.
Per lui, chi afferma, nei vari blog in rete, che al __________ si esercita la prostituzione, mente.
Un avventore del luogo, __________, ha riportato analoghe dichiarazioni.
Dal profilo soggettivo, l’art. 116 cpv. 1 LStr presuppone l’intenzione, ossia la consapevolezza e la volontà di commettere il reato, ritenuto che lo stesso può essere commesso anche per dolo eventuale (Roschacher, Die Strafbestimmungen des Bundesgesetzes über Aufenthalt und Niederlassung der Ausländer, ANAG, tesi, Zurigo/Coira, 1991, pag. 91 e seg).
Dal profilo oggettivo, per realizzare l’infrazione di cui all’art. 116 cpv. 1 lett. a LStr non è necessario un comportamento particolarmente attivo, ma è sufficiente che l’autore permetta allo straniero non regolarmente notificato di lavorare o risiedere in un luogo, così da rendere più difficile l’intervento dell’Autorità e il suo potere d’intervento (DTF 130 IV 77 consid. 2.3.3 pag. 81, DTF 130 IV 77 consid. 2.3.2 pag. 80 e sentenze citate; TF non pubblicata 18 agosto 2000 [6S.615/1998], pag. 3-4; TF non pubblicata 8 marzo 2004 [6S.459/2003], pag. 2-4; Nguyen, Droit public des étrangers, Berna 2003, p. 679; Roschacher, Die Strafbestimmungen des Bundesgesetzes über Aufenthalt und Niederlassung der Ausländer, Diss Zürich 1991, pag. 87-89).
L’accertamento effettuato dalla Polizia il 14 dicembre 2011 alle 16:30 ha, in effetti, permesso di rilevare che, nella “residenza Colorado” e nel “Colorado Café”, il giorno del controllo vi erano giovani 8 donne di varie etnie, tra cui nigeriane, brasiliane, dominicane e rumene, le quali non si limitavano a soggiornare a Bodio per le vacanze, ma erano tutte dedite ad un’attività lucrativa: la prostituzione.
Come detto, la maggioranza delle ragazze fermate quel giorno ha, in effetti, pacificamente ammesso d’avere esercitato l’attività appena indicata:
· “presso il Colorado adesco i clienti al bar e consumo le prestazioni sessuali a pagamento nelle camere soprastanti” (Ana Maria Mititelu);
· “presso il Colorado ero libera di esercitare la prostituzione come desideravo. Nessuno mi indicava con chi dovevo fare l’amore, dove dovevo farlo, quanto dovevo chiedere per ogni prestazione o se dovevo usare il preservativo o meno” (__________);
· “proponevo dei rapporti sessuali a pagamento per un importo minimo di CHF 100.-“ (__________);
Per questi motivi le stesse sono state tutte condannate.
Che al Colorado Café si esercitasse la prostituzione era comunque un fatto notorio, sia in Ticino che in Nord-Italia, ritenuto che, nei vari blog, gli internauti descrivono il “__________” di __________ come un postribolo.
Ecco uno fra i tanti commenti:
· “…__________..esci a __________ o fai la statale, son 20 km a nord __________…il locale, il __________ è carino (…) al __________ c’era __________…ex __________..con 2 matrone e una ragazzina carina dell’est”.
A nulla valgono dunque le testimonianze di __________ e di __________ siccome in netta discordanza con le risultanze istruttorie raccolte dalla Polizia, dal Procuratore Pubblico e da questo Giudice.
Per cui, lasciando soggiornare e lavorare quelle persone, l’imputato ha realizzato i presupposti oggettivi dell’incitazione all’entrata, alla partenza o al soggiorno illegale giusta l’art. 116 cpv. 1 a LStr.
E ciò indipendentemente dalla “liberatoria” che l’imputato faceva firmare alle ragazze tramite la quale s’impegnavano a non esercitare “nessuna forma d’attività lucrativa (es: prostituzione)”.
Non solo. Il reato è da ritenersi adempiuto, anche per i seguenti motivi.
Il gerente di un esercizio pubblico non può, in effetti, disinteressarsi di quanto avviene negli spazi da lui gestiti, ma deve prodigarsi affinché l’attività commerciale da lui gestita venga organizzata e mantenuta a norma di legge. Essendo gerente, l’infrazione contro la Legge sugli stranieri può essere commessa anche in caso di comportamento passivo, trattandosi di un “unechtes Unterlassungsdelikt”. Questo perché, con quella carica, l’interessato ricopre la cosiddetta “posizione di garante” nell’amministrazione del locale pubblico da lui gestito (CARP, inc. 17.2010.45).
E, in Ticino, per quanto attiene agli esercizi pubblici il garante è il gerente, così come previsto dalla normativa cantonale vigente e meglio, dall’art. 27 Lear che gli attribuisce la responsabilità del rispetto delle leggi e del regolamento nella conduzione dell’esercizio pubblico.
Nello specifico gli artt. 74 e 83 RLear – che esplicitano gli obblighi posti dall’art. 27 Lear – precisano che il gerente ha l’obbligo di prendere tutti i provvedimenti atti alla tutela del mantenimento dell’ordine, della legalità e della quiete e che egli è tenuto, inoltre, a dare immediato avviso alla Polizia comunale e cantonale di tutti quei fatti che, verificatisi nell’esercizio, presentino un aspetto grave o comunque d’interesse per la Polizia.
Per completezza (anche se qui non fondamentale) va pure rilevato che la giurisprudenza cantonale ha considerato garante anche un semplice affittacamere seppur privo di una specifica patente nei casi in cui è la persona responsabile a notificare alle Autorità tutte quelle situazioni riconoscibili come in contrasto con la legge e che si realizzano nell’esercizio pubblico da lui diretto.
Alla luce dei ragionamenti di cui sopra non si può dunque far altro che concludere che IM 1 ha infranto la normativa indicata nel decreto d’accusa che deve pertanto essere confermato.
richiamati gli art. 116 cpv. 1 lett. a LStr (in combinazione con gli artt. 21 Lear, 74 e 83 RLear), art. 42 cpv. 1 e 4 CP; 80 segg.; 84 segg.; 348 segg. CPP; 22 LTG;
al termine dell’odierno dibattimento e dopo aver motivato oralmente la decisione;
pronuncia 1. IM 1 è autore colpevole di infrazione alla LF sugli stranieri, art. 116 cpv. 1 lett. a LStr, per i fatti compiuti nelle circostanze descritte nel decreto di accusa n. 1026/2012 del 5 marzo 2012 nel periodo 20.09.2011 – 14.12.2011, a Bodio.
2.1. alla pena pecuniaria di 60 (sessanta) aliquote giornaliere di fr. 80.- (ottanta), per un totale di fr. 4'800.- (quattromilaottocento).
2.1.1. l’esecuzione della pena è sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni.
2.2. alla multa di fr. 1'500.- (millecinquecento);
2.2.1. in caso di mancato pagamento la pena detentiva sostitutiva è fissata in 19 (diciannove) giorni (art. 106 cpv. 2 CP).
2.3 al pagamento delle tasse e spese giudiziarie di complessivi fr. 900.- (.
Questo giudizio può essere impugnato mediante appello; lo stesso va annunciato alla Pretura penale entro 10 giorni dalla comunicazione della sentenza, per scritto oppure oralmente a verbale. Entro lo stesso termine può essere chiesta la motivazione della sentenza.
Intimazione a:
.
terzi implicati
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Il giudice: La Cancelliera:
Distinta spese a carico di IM 1
1’500.- multa
fr. 600.- tassa di giustizia
fr. 300.- spese giudiziarie
fr. 160.- testi
fr. 2'560.- totale
Avvertenza: la parte che ha annunciato ricorso in appello deve inoltrare una dichiarazione scritta d’appello alla Corte di appello e di revisione penale, in conformità dell’art. 399 cpv. 3 e 4 CPP, entro venti giorni dalla notificazione di questa sentenza motivata.