Incarto n. 60.2008.272

Lugano 9 marzo 2009

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello

composta dai giudici:

Mauro Mini, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

segretaria:

Daniela Fossati, vicecancelliera

sedente per statuire sull’istanza 27/29.8.2008 presentata da

IS 1 , patr. da: PR 1

tendente ad ottenere, in relazione all’esito del procedimento penale sfociato nel giudizio __________ della Corte delle assise criminali (inc. TPC __________) – confermato il __________ dalla Corte di cassazione e di revisione penale del Tribunale d’appello (inc. CCRP __________), e il __________ dal Tribunale federale (____________________) –, un’indennità ai sensi degli art. 317 ss. CPP;

richiamato lo scritto 5/10.9.2008 della Divisione della giustizia, che comunica di rimettersi alle osservazioni che presenterà il Ministero pubblico;

rilevato che il procuratore pubblico Mario Branda – interpellato – non ha presentato osservazioni;

letti ed esaminati gli atti;

considerato

in fatto ed in diritto

che con atto d’accusa __________ il procuratore pubblico Mario Branda ha posto in stato di accusa dinanzi alla Corte delle assise criminali di __________ IS 1 – in detenzione preventiva dal __________ [dapprima presso le carceri pretoriali di __________ e in seguito (dal __________) presso il penitenziario cantonale la Stampa di __________ (AI 7.7)] – siccome prevenuto colpevole di mancato omicidio "per avere, il __________, a , nel corso di una colluttazione, colpendo __________ __________ () ripetutamente ma almeno cinque volte, con un coltello da cucina munito di lama della lunghezza di cm 21 tanto da procuragli ferite al volto, al collo, all’orecchio, al petto, al braccio destro e alla gamba sinistra – e meglio come al certificato medico ____________________, __________ – intenzionalmente tentato di uccidere una persona", di violazione del bando "per avere, dal __________ __________ al __________, a __________ ed in altre località della Svizzera, continuando a soggiornare su territorio elvetico malgrado le decisioni di bando pronunciate con sentenze __________ della Presidente della Corte delle assise correzionali di __________ e __________ del Ministero pubblico del Canton Ticino, contravvenuto ad un decreto di espulsione dal territorio della Confederazione", e di guida in stato di ebrietà "per avere, il __________, a __________, al volante della vettura __________, con un tasso alcolemico compreso tra 1,01 (min) e 1,32 (max) g/kg, condotto un veicolo a motore in stato di ebrietà" (ACC __________);

che in sede dei pubblici dibattimenti, il presidente della Corte delle assise criminali, con l’accordo delle parti e in applicazione dell’art. 250 CPP, ha notificato all’accusato l’imputazione subordinata di lesioni intenzionali gravi e, in via ancora più subordinata, l’imputazione di lesioni semplici qualificate (sentenza __________, p. 2/3, inc. TPC __________);

che con giudizio __________ la suddetta Corte ha prosciolto il qui istante dall’imputazione di mancato omicidio ai danni di __________ __________, rispettivamente dal reato di lesioni personali per le ferite al volto, al collo, alla spalla e al braccio; lo ha, per contro, dichiarato autore colpevole di lesioni semplici qualificate, violazione del bando e circolazione in stato di ebrietà e lo ha condannato – essendo recidivo e avendo ecceduto i limiti della legittima difesa riguardo al reato di lesioni semplici qualificate – alla pena di tre mesi di detenzione da espiare, in cui è stato computato il carcere preventivo sofferto, e al pagamento della tassa di giustizia e delle spese processuali nella misura di 1/10 (cfr., nel dettaglio, sentenza __________, p. 42/43, inc. TPC __________);

che con sentenza __________ la Corte di cassazione e di revisione penale ha respinto, in quanto ammissibile, il ricorso interposto dal procuratore pubblico contro il surriferito giudizio (inc. CCRP __________), decisione confermata dal Tribunale federale – adito da quest’ultimo – il __________ (inc. TF __________);

che con l’istanza in esame, presentata nel termine di un anno di cui all’art. 320 cpv. 1 CPP, IS 1 chiede che lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino sia condannato a versargli, quale risarcimento del danno sofferto in seguito al procedimento penale, l’importo di CHF 22'900.-- oltre interessi al 5% dall’__________, di cui CHF 21'900.-- per torto morale e CHF 1'000.-- per ripetibili di questa sede;

che giusta l’art. 317 CPP l’accusato prosciolto, ossia assolto al processo dalla Corte delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da ogni accusa con decreto di abbandono, ha diritto ad un’indennità nella forma della rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e della riparazione del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de procédure pénale suisse, 2. ed., Ginevra/Zurigo/Basilea 2006, n. 1556 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 109 n. 1 ss.);

che occorre anzitutto determinare con precisione, interpretando, cosa il CPP intenda con il termine prosciolto di cui all’art. 317 CPP;

che i lavori preparatori non aiutano ad interpretare ulteriormente il termine prosciolto dell’art. 317 CPP, segnatamente a sapere se il diritto valga solo in caso di totale proscioglimento o anche in caso di parziale proscioglimento, come nella fattispecie in esame;

che l’art. 429 del Codice di diritto processuale penale svizzero prevede invero che l’imputato ha diritto ad un’indennità anche se è stato solo parzialmente assolto (FF 2006 p. 1231);

che nell’ambito della recente revisione delle norme sull’indennità a favore dell’accusato prosciolto, entrata in vigore il 18.8.2006, il Consiglio di Stato ha nondimeno rinunciato a specificare tale aspetto (Messaggio del Consiglio di Stato n. 5749 del 25.1.2006, p. 3);

che questa Camera ritiene di principio, nella propria giurisprudenza, che un’indennità giusta l’art. 317 CPP sia possibile solo in presenza di un proscioglimento totale dell’accusato;

che eccezionalmente considera prosciolto anche l’accusato assolto da imputazioni indipendenti da quelle che hanno portato alla sua condanna, ovvero riconducibili a reati e/o a fatti del tutto diversi (decisione 31.3.2007 in re S.K., inc. 60.2006.243);

che l’art. 317 CPP non si applica pertanto ai casi in cui le accuse che hanno portato alla condanna e quelle per cui c’è stato un proscioglimento sono riferite al medesimo fatto o complesso di fatti (decisione 7.12.2005 in re M.S., inc. 60.2004.305, confermata dall’Alta Corte con giudizio 1P.35/2006 del 7.3.2006);

che in concreto, l’istante era stato accusato di mancato omicidio – imputazione alla quale sono state formulate in aula le subordinate di lesioni intenzionali gravi e lesioni semplici qualificate –, violazione del bando e guida in stato di ebrietà; egli è stato prosciolto dal reato di mancato omicidio (previsto dall’ACC) e dal reato di lesioni personali per le ferite al volto, al collo, alla spalla e al braccio (promosso a titolo subordinato in aula), ed è stato riconosciuto autore colpevole di lesioni semplici qualificate (altra imputazione subordinata promossa in aula), nonché per violazione del bando e per circolazione in stato di ebrietà. Per il reato di lesioni semplici qualificate è stato tuttavia mandato esente da pena considerando il suo gesto un eccesso di legittima difesa attribuibile a scusabile eccitazione e sbigottimento (art. 33 cpv. 2 vCP) (sentenza __________, p. 1/2 e 38 ss., inc. TPC __________; sentenza __________, p. 2/3, inc. CCRP __________; decisione TF __________ del __________, p. 2);

che l’istante è dunque stato condannato per i reati di violazione del bando e di circolazione in stato di ebrietà (considerando anche la recidiva), ad una pena 3 (tre) mesi di detenzione da espiare, in cui è stato computato il carcere preventivo sofferto, a fronte di una detenzione preventiva di 273 (duecentosettantatre) giorni;

che le fattispecie per le quali è stata applicata una pena sono diverse rispetto al complesso dei fatti e alle imputazioni principali per le quali è stato prosciolto rispettivamente mandato esente da pena;

che inoltre e manifestamente la detenzione preventiva subita eccede in modo evidente la pena erogata;

che in siffatte circostanze, l’art. 317 CPP è, di principio, applicabile al caso concreto;

che giova osservare che l’istante, con riferimento alle spese legali sostenute, non ha chiesto alcun risarcimento essendo stato posto al beneficio del gratuito patrocinio (istanza 27/29.8.2008, p. 5; decisione Giar 13.12.2004, inc. __________, doc. TPC 3, inc. TPC __________);

che l'indennità prevista dall'art. 317 CPP si estende, come detto, anche al danno morale patito dall'accusato prosciolto;

che la determinazione dell'ammontare dell'indennità è lasciata al potere d'apprezzamento del giudice ed è stabilita in funzione della gravità della lesione alla personalità, conformemente agli art. 42 ss. CO (cfr. DTF 113 Ia 177 e rif.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7);

che l’art. 49 CO prevede che un'indennità è concessa nel caso in cui la gravità dell'offesa alla personalità lo giustifichi e questa non sia stata riparata in altro modo;

che è necessario tenere conto delle circostanze del caso concreto, in particolare del pregiudizio recato all'integrità fisica, psichica o alla reputazione dell'accusato, della gravità dell'accusa, del numero di persone venute a conoscenza dei fatti, come pure della situazione familiare e professionale dell'accusato (cfr. decisione TF 1P.602/2003 del 23.2.2004; DTF 125 III 70, 269 e 412, 113 IV 93 e 112 Ib 446);

che la privazione della libertà, in quanto tale, costituisce una grave lesione della personalità dell'accusato ed il Tribunale federale riconosce un diritto all'indennità per torto morale anche per arresti di breve durata (cfr. DTF 113 Ia 177 e 113 Ib 155; REP. 1973, p. 229);

che secondo dottrina e giurisprudenza, in caso di detenzione ingiustificata, il torto morale dev’essere fissato secondo il cosiddetto “metodo bifasico” (cfr. HÜTTE / DUCKSCH / GROSS, Le tort moral, Zurigo 1996, I/105 ss.; P. MÜNCH, Bemessung der Genugtuung für ungerechtfertigten Freiheitsentzug; in: ZBJV 1998, p. 237 s.; REP. 1998 n. 126 nota 5);

che nella prima fase occorre stabilire un importo base in funzione, soprattutto, della durata della detenzione;

che questa Camera ha adottato, quale criterio orientativo, di riconoscere in genere un importo forfetario di CHF 100.-- per ogni giornata di detenzione (cfr. REP. 1998 n. 126 nota 5.1 con numerosi riferimenti);

che la Camera d'accusa del Tribunale federale considera di regola adeguato riconoscere un'indennità giornaliera anche superiore, per periodi comunque di privazione della libertà di breve durata e nella misura in cui non sussistano particolari motivi che ne giustifichino una diminuzione (cfr. decisioni TF 8G.19/1997 del 5.5.1997 e 8G.59/2000 del 7.12.2000): giurisprudenza alla quale, sia notato di transenna, anche questa Camera si è adeguata (cfr. decisione 25.4.2002 in re S. R., inc. n. 60.2001.111);

che nella seconda fase l'importo base ottenuto può essere corretto verso il basso o verso l'alto, alla luce delle circostanze del singolo caso, vale a dire dei vari fattori ricordati in precedenza, e in particolare delle eventuali conseguenze fisiche o psichiche per l'accusato;

che al proposito l’istante postula la rifusione di CHF 21'900.--(recte: CHF 21'960.--) [CHF 120.-- al giorno per 183 (centoottantatre) giorni ingiustamente trascorsi in carcere], oltre interessi al 5% dal __________;

che IS 1 è stato arrestato il __________, a __________, verso le ore __________, con l’accusa di assassinio mancato sub. omicidio mancato e violazione del bando (rapporto d’arresto __________, p. 1, AI 1.2; cfr. anche richiesta di conferma d’arresto __________, AI 4.1);

che il giorno successivo il giudice dell’istruzione e dell’arresto Edy Meli ha confermato il provvedimento per l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza e di preminenti motivi di interesse pubblico (pericolo di fuga, bisogni dell’istruzione e pericolo di recidiva) (AI 4.2);

che il __________ il procuratore pubblico Mario Branda ha esteso l’accusa nei confronti di IS 1 per il reato di circolazione in stato di ebrietà (art. 91 cifra 1 LCStr) (AI 3.6);

che è stato scarcerato il __________;

che l’istante è stato condannato ad una pena 3 (tre) mesi di detenzione da espiare, in cui è stato computato il carcere preventivo sofferto, a fronte di una detenzione preventiva di complessivi 273 (duecentosettantatre) giorni;

che considerata la carcerazione preventiva sofferta e la pena inflitta, deve anzitutto essere riconosciuta un’indennità per la detenzione preventiva ingiustamente sofferta limitatamente a 183 (come postulato), per un importo base complessivo di CHF 18'300.-- (CHF 100.--/giorno), oltre interessi dalla data di scarcerazione (__________), come da prassi di questa Camera;

che va quindi esaminato se, come fatto valere nell’istanza, sussistono nel caso di specie gli estremi per ammettere una lesione della personalità a tal punto grave da giustificare un aumento del suddetto importo, come richiesto dal qui istante che domanda, oltre a CHF 18'300.--, l’importo di CHF 3'660.-- (CHF 20.--/giorno), oltre interessi;

che il suo patrocinatore sostiene che la lesione della personalità del suo assistito è grave, essendo stato in detenzione preventiva per 273 (duecentosettantatre) giorni, essendo stato condannato ad una pena detentiva di soli 90 (novanta) giorni e avendo subito un’ingiusta incarcerazione di 183 (centoottantatre) giorni, di cui oltre tre settimane presso le carceri pretoriali di __________;

ritiene inoltre l’accusa di mancato omicidio grave e molto infamante, trattandosi di uno dei reati più gravi del nostro ordinamento penale, adducendo parimenti che alla vicenda la stampa locale avrebbe dato ampio risalto;

che il reato di cui è stato accusato e per il quale è stato prosciolto (mancato omicidio) era, certo, grave e infamante, rispetto anche ai due reati minori (violazione del bando e circolazione in stato di ebrietà) per i quali è stato condannato, fatto che può avere avuto ripercussioni sulla sua persona;

che al riguardo l’istante non ha tuttavia presentato alcun certificato attestante una specifica sofferenza fisica o psichica riconducibile al procedimento penale e al carcere preventivo sofferto, rispettivamente non ha comprovato di aver subito effettivamente un pregiudizio riguardo alla sua reputazione personale;

che non ha nemmeno dimostrato che sulla vicenda sia stato dato ampio risalto sui quotidiani locali (producendo, ad esempio, copia degli articoli apparsi sui giornali);

che a prescindere da ciò va rilevato che l’istante, cittadino __________, è recidivo, e non sembra che egli abbia particolari legami con il nostro territorio, se non apparentemente per delinquere, ove, per diversi motivi, non è peraltro riuscito a integrarsi (cfr., al proposito, sentenza __________, p. 7/8 e 40, inc. TPC __________; sentenza __________, p. 14, inc. CRPP __________);

che di conseguenza – indipendentemente dal fatto che l’istante non abbia comprovato che alla vicenda sia stato dato ampio risalto sui quotidiani ticinesi –, non si può in ogni caso ritenere che egli in tal modo sarebbe stato colpito in modo significativo nella sua persona (e ciò con riferimento alla sua situazione professionale, sociale e privata sul territorio elvetico);

che alla luce di quanto sopra esposto, in considerazione delle particolari accuse infamanti che sono state rivolte all’istante (mancato omicidio) e della durata del carcere preventivo ingiustamente sofferto di 183 (centoottantatre) giorni, questa Camera ritiene che un riconoscimento del torto morale di complessivi CHF 21'960.-- (come postulato) sia comunque giustificato;

che a questo importo vanno aggiunti gli interessi al 5% dal __________ (dal giorno della sua scarcerazione), come da prassi di questa Camera;

che, a titolo di ripetibili di questa sede, l’istante chiede la somma di CHF 1'000.-- (4 ore a CHF 250.--/ora);

che nella commisurazione dell'onorario relativo alla formulazione dell'istanza di indennità, questa Camera, oltre il principio di cui all'art. 15a cpv. 2 LAvv (art. 8 TOA), tiene in particolare in considerazione il grado di accoglimento del gravame;

che la stesura dell’istanza in esame non presentava dal profilo giuridico e fattuale difficoltà particolari;

che l’onere lavorativo può del resto essere considerato limitato dal momento che il patrocinatore conosceva la fattispecie;

che va pertanto riconosciuto un importo di CHF 800.-- comprendente onorario e spese;

che alla luce delle suddette considerazioni, a IS 1 va quindi rifuso l’importo complessivo di CHF 22’760.--, di cui CHF 21’960.--, oltre interessi, per torto morale, e CHF 800.-- per ripetibili di questa sede;

che giusta l’art. 39 cpv. 2 LTG la tassa di giustizia per le azioni concernenti l’indennità dell’accusato prosciolto e l’indennità per la detenzione illegale è fissata nei limiti stabiliti nell’art. 14 LTG e nell’art. 17 LTG;

che considerata la soccombenza minima dell’istante, non si prelevano tassa di giustizia e spese;

Per questi motivi,

richiamati gli art. 317 ss. CPP ed ogni altra norma applicabile,

pronuncia

  1. L’istanza è parzialmente accolta.

§ Di conseguenza lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino, Bellinzona, in relazione al giudizio __________ della Corte delle assise criminali (inc. TPC __________) – confermato il __________ dalla Corte di cassazione e di revisione penale del Tribunale d’appello (inc. CCRP ), e il __________ dal Tribunale federale () –, rifonderà a IS 1, __________, cittadino , nato a __________ (), a titolo di indennità giusta gli art. 317 ss. CPP, l’importo di CHF 22'760.--, oltre interessi al 5% dal __________ su CHF 21’960.--.

2.Non si prelevano tassa di giustizia e spese.

  1. Rimedio di diritto:

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) sono dati, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale rispettivamente il ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78, 82, 85 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dagli art. 81 e 89 LTF.

  1. Intimazione:

per conoscenza:

Per la Camera dei ricorsi penali

Il presidente La segretaria

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