Incarto n. 60.2007.457

Lugano 13 dicembre 2007

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello

composta dai giudici:

Mauro Mini, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

segretario:

Rocco Filippini, vicecancelliere

sedente per statuire sul ricorso 16/19.11.2007 presentato da

RI 1

contro

la decisione 14.11.2007 del giudice dell’istruzione e dell’arresto Edy Meli in materia di assistenza giudiziaria (inc. Giar __________);

preso atto dello scritto 21/22.11.2007 del giudice dell’istruzione e dell’arresto, che comunica di non avere particolari osservazioni da formulare, rinviando nel contempo alle motivazioni della decisione impugnata;

richiamate le osservazioni 21/22.11.2007 del procuratore pubblico Giuseppe Muschietti, con le quali postula la reiezione del gravame;

letti ed esaminati gli atti;

considerato

in fatto

a. Il 24/25.10.2007 RI 1, detenuto presso il penitenziario cantonale “La Stampa”, ha sporto denuncia penale nei confronti di __________ – proprietario dell’appartamento di __________ a __________, da lui preso in locazione per alcuni mesi – e di __________ – suo tutore, incaricato di prendersi cura dei suoi interessi durante la carcerazione – per titolo di truffa, in relazione alla risoluzione del contratto di locazione, segnatamente al pagamento di pretese risarcitorie avanzate dal locatore per danni cagionati all’appartamento.

b. Con decisione 30.10.2007 il procuratore pubblico ha decretato il non luogo a procedere in ordine al suddetto procedimento, evidenziando il carattere meramente civile della controversia (NLP 4497/2007). Contro tale decisione, il 2/5.11.2007 RI 1 ha presentato istanza di promozione dell’accusa dinanzi a questa Camera: invitato ad emendare il proprio gravame nel termine di dieci giorni, nell’ambito del successivo scritto 9/12.11.2007 l’istante ha postulato la nomina di un difensore d’ufficio. La richiesta è stata trasmessa per competenza al giudice dell’istruzione e dell’arresto in data 12.11.2007.

c. Con decisione 14.11.2007, il giudice dell’istruzione e dell’arresto ha negato la richiesta, difettando un qualsiasi “(…) elemento che possa far ritenere che l’istanza di promozione dell’accusa non sia totalmente sprovvista di possibilità di esito favorevole” (decisione 14.11.2007, inc. Giar __________).

d. Contro tale giudizio è insorto RI 1, che postula nuovamente la nomina di un difensore d’ufficio e chiede di essere ammesso al beneficio del gratuito patrocinio.

in diritto

  1. 1.1.

A’ sensi dell’art. 2 Lag, il patrocinio d’ufficio consiste nella designazione di un patrocinatore quando, dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone, nonostante vi sia oggettiva necessità di patrocinio, una persona non è in grado o rifiuta di procedere alla designazione con propri atti. Come evidenziato dai lavori preparatori, perché sia giustificato il patrocinio d’ufficio, occorre un’oggettiva necessità di patrocinio, ovvero, tra l’altro, che il richiedente non sia in grado di difendersi da sé e che non si sia in presenza di un caso di poca importanza (Messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 2).

L’istituto del patrocinio d’ufficio deve essere distinto da quello dell’assistenza giudiziaria previsto dall’art. 3 Lag, che garantisce alla persona fisica indigente, che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone (Rapporto n. 5123 del 17.4.2002 sulla Lag, ad art. 3).

1.2.

Con particolare riguardo alla parte civile nel procedimento penale, l’art. 29 Lag dispone che autorità di designazione del patrocinatore d’ufficio è il giudice dell’istruzione e dell’arresto. Tale norma riprende i principi espressi dal previgente art. 72 vCPP (Rapporto n. 5123 del 17.4.2002 sulla Lag, ad art. 29), per cui la nomina di un difensore d’ufficio avviene solo nel rispetto del principio di proporzionalità e quindi soltanto se le circostanze concrete lo giustificano (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 3 ad art. 72 vCPP).

Conformemente all’art 31 Lag, il giudice dell’istruzione e dell’arresto è pure competente per concedere il beneficio dell’assistenza giudiziaria, a chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese del processo. Tale norma corrisponde invece al previgente art. 73 vCPP, “(…) con l’aggiunta del momento a partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti” (Messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 31). Benché il suo tenore letterale non lo richieda, il beneficiario dell’assistenza giudiziaria soggiace a una condizione ulteriore per rapporto all’indigenza: è infatti evidente che non in tutte le procedure penali la parte civile deve essere assistita da un legale, segnatamente quando ha la capacità di difendere da sola i propri interessi, quando il caso è di minima importanza o si presenta ab initio in modo incontrovertibile (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 ad art. 73 vCPP).

  1. 2.1.

L’art. 29 cpv. 3 Cost. fed., secondo cui chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della procedura se la sua causa non sembra priva di probabilità di successo ed al patrocinio gratuito qualora la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti, costituisce una garanzia minima da rispettare anche nella procedura cantonale (cfr. decisioni TF 1P.835/2006 dell’8.2.2007; 1P.128/2002 del 9.4.2002, pubblicata in RDAT 65/II - 2002, e 12.2.2001 in re J., pubblicata in RDAT 56/II - 2001; DTF 129 I 281 e 127 I 202). Sulla base di detta norma, invocabile nel procedimento penale anche dalla parte lesa (decisione TF 1P.678/2005 del 2.2.2006 e riferimenti; decisione TF 1P.427/2002 del 4.6.2003), affinché ad una persona indigente sia riconosciuto il gratuito patrocinio occorre che la causa non sia priva di successo, che i suoi interessi siano colpiti in misura importante e che il caso presenti difficoltà tali, dal profilo fattuale e da quello giuridico, da rendere oggettivamente necessaria l’assistenza di un avvocato (DTF 130 I 180).

2.2.

Di principio, il diritto alla difesa necessaria esiste almeno fino al termine del procedimento penale mediante una decisione cresciuta in giudicato e non dipende dalle probabilità di successo; se riconosciuto indigente, il condannato ha diritto al patrocinio gratuito anche nella procedura ricorsuale (DTF 129 I 281). Lo stesso principio emerge anche dai lavori preparatori della Lag: il cosiddetto fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella causa, non trova applicazione nei processi penali (Rapporto n. 5123 del 17.4.2002 sulla Lag).

La giurisprudenza del Tribunale federale ammette nondimeno che nel quadro dell’esame di una domanda di assistenza giudiziaria presentata in sede di ricorso, possano essere vagliate anche le probabilità di successo del gravame (DTF 129 I 129; 128 I 225). Questa possibilità deve essere presa in considerazione a maggior ragione per determinare la posizione della (pretesa) parte lesa ai fini della necessità di nominare un difensore d’ufficio e/o concedere il gratuito patrocinio.

Secondo costante prassi, il diritto del danneggiato all’assistenza giudiziaria richiede infatti l’adempimento di tre presupposti cumulativi, segnatamente: l’indigenza del richiedente, la sua posizione di parte con probabile esito positivo (“Nichtaussichtslosigkeit seines Parteistandpunktes”) ed, infine, la necessità di una protezione giuridica che legittimi la designazione di un avvocato (decisione TF 1P.427/2002 del 4.6.2003; DTF 123 I 145).

  1. Nella fattispecie, il ricorrente si limita a postulare la nomina di un difensore d’ufficio e (per la prima volta in questa sede) la concessione del gratuito patrocinio in relazione all’istanza di promozione dell’accusa avverso il decreto di non luogo a procedere 30.10.2007 emanato dal procuratore pubblico Giuseppe Muschietti (NLP 4497/2007).

Premesso che RI 1, espressamente richiesto da questa Camera con scritto 7.11.2007, ha già provveduto ad emendare di proprio pugno il gravame ed ha quindi già espresso il suo parere in merito alla denuncia sporta nei confronti di __________ e __________, in casu, come rettamente osservato dal giudice dell’istruzione e dell’arresto, l’istanza di promozione dell’accusa poteva essere ritenuta sin dall’inizio priva di ogni probabilità di esito positivo, visto il chiaro tenore del decreto di non luogo a procedere impugnato, che già evidenziava il carattere meramente civile della diatriba, ritenuto inoltre che questa Camera, con odierno giudizio, l’ha dichiarata irricevibile in quanto non adempiente i requisiti formali posti dall’art. 186 cpv. 1 CPP (inc. __________).

In siffatte circostanze, non si imponeva la designazione di un difensore d’ufficio né tanto meno la concessione dell’assistenza giudiziaria, peraltro nemmeno oggetto della decisione impugnata, per cui questa Camera, nel rispetto del doppio grado di giudizio, non potrebbe neppure esprimersi in merito.

  1. Il ricorso è respinto.

Tassa di giustizia e spese, contenute al minimo, sono poste a carico del ricorrente, soccombente.

Per questi motivi,

richiamati gli art. 1 ss. Lag, 56bis CPP, 1 ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra norma applicabile,

pronuncia

  1. Il ricorso è respinto.

  2. La tassa di giustizia di CHF 50.-- e le spese di CHF 30.--, per complessivi CHF 80.-- (ottanta), sono poste a carico di RI 1, __________.

  3. Rimedio di diritto:

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

  1. Intimazione:

terzi implicati

PI 1

Per la Camera dei ricorsi penali

Il presidente Il segretario

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