60.2005.49

Incarto n. 60.2005.49

Lugano 4 aprile 2005

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello

composta dai giudici:

Mauro Mini, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

segretaria:

Alessandra Mondada, vicecancelliera

sedente per statuire sul ricorso 17.2/4.3.2005 presentato da

RI 1, , patr. da: avv. PR 1, ,

per denegata giustizia in relazione ad un sequestro di un bronzo romano eseguito in relazione ad una richiesta di assistenza internazionale presentata a suo tempo da parte della __________;

premesso che lo scritto 17.2.2005 indirizzato al Ministero pubblico è stato trasmesso per competenza a questa Camera come richiesto dal ricorrente medesimo;

premesso inoltre che questa Camera, con scritto 23.2.2005, ha imposto un termine per la presentazione dello scritto 17.2.2005 in lingua italiana, ovvero la lingua ufficiale del Canton Ticino;

ritenuto che nel termine fissato il ricorrente ha, per il tramite del proprio patrocinatore, inviato la traduzione del proprio scritto 17.2.2005;

considerato che la richiesta di assistenza giudiziaria o di gratuito patrocinio va trasmessa per decisione all’PI 1;

preso atto delle osservazioni 14/16.3.2005 dell’PI 1, che nega l’esistenza di un diniego di giustizia ritenuto come il sequestro del bronzo romano è avvenuto in esecuzione di una domanda di assistenza internazionale, ancora attuale in quanto l’autorità rogante non l’ha ritirata e neppure ha comunicato che il procedimento penale estero sia divenuto privo d’oggetto;

preso atto delle osservazioni 17/18.3.2005 del procuratore pubblico ora competente, nelle quali ricorda come il sequestro del bronzo romano sia da ricondurre ad una richiesta d’assistenza del 25.11.2002 per un procedimento a carico di __________ __________ ed altri a seguito della quale il Ministero pubblico del Canton __________ ha deciso di entrare nel merito con decisione del 20.2.2003; con scritto 23.4.2004 il qui ricorrente ha rivendicato la proprietà del bronzo sequestrato presso la __________ di __________; per il procuratore pubblico osservante la documentazione prodotta dal qui ricorrente a sostegno della propria proprietà non è sufficiente: ad ogni buon conto egli ha trasmesso alle autorità roganti la rivendicazione del qui ricorrente, senza ricevere indicazioni specifiche; il procuratore pubblico conclude chiedendo di respingere il ricorso;

letti ed esaminati gli atti;

in fatto

a. Con richiesta del 25.11.2002, la __________, per il tramite del , ha chiesto al __________ () assistenza internazionale in un procedimento penale aperto contro __________ __________ ed altri coindagati per i reati di associazione a delinquere (art. 416 __________), ricettazione (art. 648 __________) e omessa denuncia di reperti archeologici (art. 87 e 124 del __________). Queste imputazioni si riferirebbero a delle transazioni illecite in ordine a reperti archeologici clandestini o a beni d’arte sottratti ed inviati in territorio estero senza autorizzazione. Nel quadro della loro procedura penale interna (inc. __________), le autorità __________ dispongono di intercettazioni telefoniche, dalle quali emergerebbe l’invio di oggetti d’arte ad un antiquario , mentre che altri oggetti sono stati inviati a __________ presso una ditta di trasporto __________ (). Con la richiesta d’assistenza l’autorità rogante ha chiesto delle perquisizioni, i relativi sequestri, nonché l’identificazione e l’audizione delle persone operanti in __________.

b. Con decisione di entrata in materia del 20.2.2003 (inc. ROG __________), l’allora procuratore pubblico competente ha disposto delle perquisizioni, dei sequestri e l’interrogatorio di due persone residenti a __________. Il procuratore pubblico ha chiesto alle autorità __________ l’assistenza giudiziaria intercantonale per procedere alla perquisizione presso la ditta di trasporti __________. Nel corso della perquisizione operata in quel cantone il 17.6.2003, presso la ditta di trasporti __________ è stato rinvenuto e sequestrato un bronzo, ivi portato e depositato a nome dell’accusato __________ __________ (documentazione fotografica doc. AI 14).

c. Dopo l’audizione dell’antiquario __________, il procuratore pubblico allora competente ha emanato un decreto di non luogo a procedere (NLP __________) a suo favore in data 12.11.2003. La posizione penale di un altro coimputato residente in __________ è stata definita in sede penale direttamente a __________, come comunicato dalla __________ con scritto 23.11.2003 (AI 26) e come anticipato dal patrocinatore __________ (AI 21).

d. Con decisione di chiusura del 15.1.2004, l’allora procuratore pubblico ha trasmesso della documentazione alle autorità roganti __________.

e. Con scritto 23.4.2004, il patrocinatore del qui ricorrente ha inviato al Ministero pubblico __________ copia dello scritto 15.4.2004 alle autorità __________, con il quale ha rivendicato, a nome e per conto del qui ricorrente, la proprietà del bronzo sequestrato a __________ presso la ditta __________ e ne ha chiesto il dissequestro. Il patrocinatore ha sostenuto che il qui ricorrente avrebbe ricevuto in dono la statuetta in bronzo dal proprio zio, __________ __________, deceduto e già residente a __________, che a sua volta l’aveva ricevuto da suo padre, con un possesso pacifico di anni. A comprova del precedente possesso e proprietà da parte dello zio, ha allegato una dichiarazione della sorella del defunto __________ __________, madre del qui ricorrente, che dichiara di aver visto l’oggetto presso l’abitazione di quest’ultimo (allegata all’AI 34). Il qui ricorrente, divenuto a suo dire proprietario del bronzo in virtù di un contratto di donazione manuale, l’avrebbe messo a disposizione di __________ __________ presso la ditta __________, per essere mostrato all’acquirente potenziale. In conclusione, il patrocinatore ha chiesto il dissequestro del bronzo. Dopo l’invio della procura del qui ricorrente e di un sollecito, l’allora procuratore competente ha risposto, con scritto 5.11.2004, che la richiesta di dissequestro doveva essere indirizzata direttamente alle autorità penali roganti.

f. Con scritto 19.11.2004 (AI 38), l’attuale procuratore pubblico ha indirizzato una richiesta alle autorità roganti, esponendo la rivendicazione del qui ricorrente, e chiedendo loro di pronunciarsi sulla richiesta di dissequestro. Questa domanda, con la comminatoria di un termine di dieci giorni per rispondere, è stata ribadita con ulteriore scritto del 21.2.2005 (AI 41), a seguito dello scritto 17.2.2005 all’origine della presente procedura ricorsuale.

g. Con scritto 23.2.2005, la __________ ha comunicato che gli atti dell’inchiesta interna __________ sono stati trasmessi alla __________. Alla risposta è allegata una relazione ad opera del __________ del 22.2.2005 (all. 1 all’AI 45) in virtù della quale il sequestro sul bronzo dovrebbe essere mantenuto. In questo scritto si ricostruiscono le circostanze del sequestro del bronzo, le dichiarazioni della persona della ditta di trasporti __________, evidenziando le circostanze in cui il bronzo è stato consegnato per conto di __________ __________. Da un esame della , il bronzo sarebbe autentico e proverrebbe dall’. __________ __________, sentito dalle autorità __________, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Con riferimento alle norme __________, la __________ rileva che per oggetti di questo genere un eventuale proprietario dovrebbe poter dimostrare un possesso pacifico antecedente il 1909. In conclusione, non solo viene contestata la rivendicazione del qui ricorrente, ma si chiede addirittura la restituzione definitiva allo Stato __________ del bronzo.

Il verbale di esame tecnico della __________ del 22.7.2003 (all. 2 all’AI 45) identifica nel bronzetto il ; aggiunge poi che “il pezzo proviene con quasi totale certezza dal territorio dell’ ed è databile in età ellenistico-romanico”.

h. Con scritto 14.3.2005, il procuratore pubblico attualmente competente ha sollecitato la __________ a prendere posizione entro il termine di 10 giorni sulla richiesta di dissequestro.

in diritto

  1. La competenza di questa Camera e le norme applicabili per istruire un ricorso per ritardata o denegata giustizia nell’espletazione di una domanda di assistenza internazionale risulta dai combinati disposti degli art. 4 LALAIMP (per la competenza), 2 LALAIMP e 286 CPP per la procedura (decisione CPR 30.7.2001, inc. __________).

  2. Si configura una situazione di denegata giustizia quando l’autorità cui compete l’emanazione di una decisione non vi pone mano o, pur dimostrandosi pronta a statuire, non lo fa tempestivamente e in modo adeguato alla natura delle cose e delle circostanze (DTF 117 Ia 164, decisione TF 1P.729/2003 del 25.3.2004). Vi è ritardata giustizia quando il ritardo non è contenuto nei limiti normali a dipendenza dei bisogni dell’istruttoria e della complessità delle questioni di fatto e di diritto. Soltanto in minor misura può venir considerato il numero delle pratiche pendenti dinanzi all’autorità chiamata alla decisione (REP. 1998 p. 350, decisione CPR 30.7.2001, inc. __________).

  3. Nel presente caso, la richiesta di dissequestro è stata presentata all’autorità __________ incaricata dell’assistenza internazionale (ovvero il Ministero pubblico del Canton __________) per la prima volta in data 23.4.2004: il 15.4.2004 era stata inviata all’autorità cantonale __________, intervenuta solo in virtù delle norme del concordato sull’assistenza intercantonale.

Essendo il sequestro del bronzo disposto in base ad una richiesta di assistenza internazionale, la decisione di dissequestro o di trasmissione del bronzo, di competenza delle autorità __________, deve comunque tener conto dell’autorità rogante.

In questo contesto, il procuratore pubblico attualmente competente ha portato a conoscenza dell’autorità estera rogante la rivendicazione del qui ricorrente, chiedendo una presa di posizione, con scritto 19.11.2004 (AI 38).

Una presa di posizione è pervenuta unicamente in data 23.2.2005 da parte della __________.

Presa di posizione parziale, in quanto ha comunicato come l’inchiesta è stata trasmessa per competenza ad altra __________, quella presso il __________.

A seguito di questa risposta, il magistrato inquirente ha immediatamente rinnovato la richiesta di presa di posizione alla nuova autorità competente per l’inchiesta __________.

Dal punto di vista dei tempi, considerato anche il contesto dell’assistenza internazionale, non si può quindi muovere nessun rimprovero al Ministero pubblico, ed in particolare al procuratore pubblico attualmente incaricato di espletare la domanda di assistenza.

  1. Questo vale anche nel merito. In effetti difficilmente il procuratore pubblico avrebbe potuto, volendolo, decidere sia in un senso (del dissequestro), sia nell’altro (decisione di chiusura e trasmissione del bronzo alle autorità roganti).

Quale unico elemento a sostegno della richiesta di dissequestro è stata inviata una scarna dichiarazione, posteriore al sequestro, della madre del qui ricorrente (allegata all’AI 34). Poco, anche dal punto di vista civile, per giustificare con successo una rivendicazione di un oggetto mobile trovato presso una ditta di spedizioni, ivi consegnato da una persona tuttora sconosciuta, per conto non del qui ricorrente (e rivendicante) ma di una delle persone indagate in __________, che interrogata (ma non a proposito di questo specifico oggetto) si è avvalsa della facoltà di non rispondere (verbale all. 3 all’AI 45).

Quale unico elemento a sostegno della richiesta di mantenimento del sequestro di un oggetto non indicato nella richiesta di assistenza, consegnato alla ditta di spedizione di __________ successivamente alla domanda di assistenza medesima, c’è unicamente il verbale di esame tecnico da parte della __________ (all. 2 dell’AI 45), che però è tanto categorico quanto apodittico, e quindi non certo atto a dimostrare la provenienza __________ dell’oggetto, affermata con certezza ma per nulla argomentata. Di nessun valore è al contrario la relazione 22.2.2005 redatta dal __________. L’autorità rogata non può certo acriticamente consegnare ad uno Stato estero un oggetto di valore, originariamente non richiesto in rogatoria, sulla sola base di una categorica ed apodittica presa di posizione di un ufficio amministrativo.

In simile situazione di incertezza, al procuratore pubblico competente non resta che sollecitare, così come fatto (AI 47), le autorità roganti ora competenti a determinarsi ulteriormente, sia sulla rivendicazione, sia sulle ragioni per un’eventuale consegna dell’oggetto.

In questa circostanza, converrà anche al qui ricorrente sostanziare meglio la propria richiesta di rivendicazione, già solo per suffragare la propria legittimazione ricorsuale, che (in considerazione della natura del ricorso) qui può rimanere indecisa.

  1. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico del ricorrente, salvo concessione del gratuito patrocinio da parte dell’autorità competente.

Per tutti questi motivi,

richiamati gli art. 29 cpv. 1 CF, 16, 17, 17a, 63, 74a, 77, 78, 80a e 80d AIMP, 2 e 4 LALAIMP, 286 CPP, sulle spese l’art. 39 lit. f LTG, ed ogni altra norma applicabile,

pronuncia

  1. Il ricorso è respinto.

  2. La tassa di giustizia di CHF 500.-- e le spese di CHF 120.--, per complessivi CHF 620.-- (seicentoventi), sono poste a carico di RI 1, __________.

  3. Intimazione:

terzi implicati

PI 1

Per la Camera dei ricorsi penali

Il presidente La segretaria

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