DTF 123 II 552, DTF 81 I 98, 2C_1101/2014, 2C_3/2019, 2C_419/2010, + 5 weitere
Incarti n. 80.2023.175 80.2023.176
Lugano 5 aprile 2024
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
cancelliere
Stefano Stillitano
parti
RI 1 RI 2
contro
RS 1
oggetto
ricorso del 4 agosto 2023 contro la decisione del 5 luglio 2023 in materia di IC e IFD 2018.
Fatti
A. RI 1, di professione assicuratore indipendente, nella dichiarazione d’imposta del 2018 ha indicato un reddito imponibile complessivo di CHF 55'215.-, oltre ad un reddito immobiliare netto di CHF 13'712.- ed una “indennità di presenza” di CHF 540.-.
B. L’RS 1 (in seguito UT), ricevuta la dichiarazione, ha chiesto al contribuente con e-mail del 26 maggio 2020 di voler presentare “al più presto i rendiconti contabili della sua attività lucrativa indipendente (Bilancio e Conto economico) con allegate le schede contabili dettagliate”.
In data 2 luglio 2020, non avendo ricevuto alcuna documentazione, l’autorità fiscale ha diffidato RI 1 alla trasmissione di quanto richiesto entro il 20 luglio 2020, con l’avvertenza che, in caso di mancata presentazione della documentazione nel termine indicato, si sarebbe proceduto all’applicazione della penalità giusta l’art. 257 LT e 174 LIFD, nonché alla tassazione d’ufficio. Il contribuente non ha dato seguito neppure a questa diffida.
C. Con decisione del 5 agosto 2020, l’UT ha notificato a RI 1 e alla moglie RI 2 la tassazione IC/IFD 2018, parzialmente d’ufficio, con la quale il reddito imponibile è stato determinato in CHF 98'800.- per l’IC ed in CHF 103'200.- per l’IFD. In particolare, l’ammontare del reddito dell’attività lucrativa indipendente del marito era stato stabilito per apprezzamento in CHF 104'000.- con la seguente motivazione:
Valori rettificati sulla base degli elementi noti all’autorità fiscale, delle indicazioni fornite dal contribuente e dei coefficienti d’utile medio validi per aziende locali del ramo nonché per insufficiente disponibilità finanziaria.
Valori stabiliti per apprezzamento in mancanza di documentazione precisa e completa.
Reddito aziendale rettificato tenuto conto delle spese di natura privata incluse nei costi aziendali (spese di rappresentanza, auto, vitto ecc.) e di altre prestazioni fatte a proprio favore.
L’autorità di tassazione spiegava poi di aver proceduto alla tassazione d’ufficio, per il fatto che il contribuente non aveva dato seguito alla richiesta di documentazione in merito alla sua attività lucrativa indipendente. Di conseguenza, lo avvertiva che, secondo gli articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD, avrebbe potuto impugnare la tassazione d’ufficio solo con il motivo che la stessa era manifestamente inesatta e che il reclamo avrebbe dovuto essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova. Avrebbe cioè dovuto allegare tutta la documentazione già richiesta, altrimenti il reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile.
D. Avverso la decisione di tassazione sopra indicata, con scritto del 4/7 settembre 2020, RI 1 ha presentato reclamo, argomentando anzitutto che, solo dopo aver chiesto copia della documentazione in possesso dell’UT, si sarebbe accorto della mancanza dei bilanci che riteneva di avere allegato alla dichiarazione d’imposta. “Bilanci” che ha dunque prodotto in allegato al reclamo, nei quali, tra i costi, figurano tra gli altri CHF 31'200.- per l’affitto dell’ufficio di __________, spese di auto, viaggio e posteggio di CHF 13'185.35 e spese di telefono per CHF 1'468.-. Il costo totale delle spese ammonterebbe a CHF 65'915.15, mentre i ricavi a CHF 121'300.-, con la conseguenza che l’utile imponibile sarebbe di CHF 55'214.85.
Il contribuente ha anche indicato, quanto alla sua situazione economica nel 2018, che l’affitto dell’appartamento di __________ ove viveva, in Via __________, era di CHF 1'300.- al mese, mentre il leasing del veicolo Porsche Boxer, ad uso privato, ammontava a CHF 3'226.80 annui e che le spese per l’auto poste in deduzione dal reddito imponibile “sono unicamente riferite al veicolo Smart Fortwo, con targa singola, ed autoadesivi pubblicitari, utilizzata per lavoro”. Così come le fatture telefoniche della Salt si riferivano ad un uso professionale, mentre le “prestazioni di terzi sono riferite a provvigioni di vendita, versate ad intermediari per il loro lavoro”, che sono pari a CHF 5'400.-.
E. Con scritto del 25 agosto 2021, l’ufficio fiscale, dopo aver rilevato che la “contabilità” allegata al reclamo “risulta poco attendibile”, mentre la documentazione contabile non è nemmeno stata presentata, ha chiesto al contribuente, al fine di pronunciarsi sul reclamo, la seguente documentazione:
bilanci d’apertura e di chiusura e conti d’esercizio dettagliati relativi agli anni 2018, conformi alla vigente legislatura;
documentazione dettagliata relativa ai costi inseriti in contabilità (schede contabili o perlomeno tabelle riassuntive), oltre a copie dei seguenti documenti:
· giustificativi a comprova della cifra d’affari dichiarata;
· contratto d’affitto relativo al costo “affitto ufficio” pari a CHF 31'200.-;
· giustificativo a comprova delle prestazioni di terzi (con le generalità delle persone che hanno ricevuto il compenso);
· giustificativi a comprova della voce di costo “Materiali d’ufficio”;
· copia delle fatture di marzo, giugno e settembre per il costo “Telefono”;
copia del contratto di leasing stipulato per il veicolo Porsche Boxer, con copia degli addebiti mensili della rata leasing;
copia del contratto stipulato per l’abbonamento di telefonia provato (non inserito in contabilità), con copia delle fatture di marzo, giugno e settembre;
copia del contratto d’affitto stipulato per l’abitazione di via __________ a __________.
Dagli accertamenti effettuati era poi risultato che RI 1 deteneva talune partecipazioni in diverse società, quali la __________ Sagl e la __________ Sagl, con riferimento alle quali gli è stato chiesto:
informazioni in merito alle quote di partecipazione della spettabile “__________ Sagl” di cui risulta proprietario secondo l’estratto del registro di commercio; se le quote sono tenute a titolo fiduciario, inviare copia del contratto fiduciario/fiduciante e le generalità del terzo proprietario occulto;
Ancora, l’UT ha chiesto al reclamante:
giustificativi a comprova dell’indennità di presenza dichiarata al punto 6.3 “Altri redditi”, con le generalità dalla persona (fisica o giuridica) che l’ha corrisposta;
una dichiarazione bancaria che certifichi i debiti esistenti alla fine del 2018 e gli interessi passivi maturati nello stesso anno;
documentazione a comprova dei premi pagati all’assicurazione malattia durante il 2018 per l’intero nucleo familiare;
informazioni in merito alla cifra pagata durante il 2018 (non solo relativa al 2018 ma effettivamente pagata nell’anno solare) a titolo d’imposta comunale a __________ e __________ con i relativi giustificativi.
Il termine per l’inoltro della richiesta documentazione era stato fissato al 14 settembre 2021.
F. In data 8 novembre 2021, dopo aver ottenuto una proroga del termine, il contribuente ha inoltrato all’UT la documentazione a sua disposizione, e meglio, il contratto d’affitto relativo all’ufficio di __________ di __________, alcuni bollettini di pagamento del leasing della Porsche, le fatture inerenti i contratti di telefonia ed una dichiarazione dell’amministrazione dell’immobile di Via ____________________ a __________ ove risiede.
Quanto alle società a lui riconducibili, RI 1 ha indicato di essere l’unico proprietario e gerente della __________ Sagl, mentre, quanto alla __________ Sagl, ha riferito che l’avente diritto economico delle quote era __________
, come da dichiarazione firmata da quest’ultimo, pure prodotta agli atti.
Circa la cifra d’affari dichiarata relativa alla propria attività indipendente, ha indicato di non disporre dei relativi giustificativi e che la contabilità sarebbe stata fatta tenendo conto degli accrediti sul conto corrente, il cui estratto conto era stato richiesto a PostFinance.
Con successiva email del 21 febbraio 2022 il contribuente ha poi dichiarato che le quote della __________ Sagl, in apparenza riconducibili a __________, erano in realtà a lui attribuibili, ritenuto che “a partire dal gennaio 2013, l’avente economico e l’effettivo proprietario delle quote” è sempre stato lui, cosa che non aveva indicato nelle precedenti dichiarazioni d’imposta “per dimenticanza”. Ha anche prodotto gli estratti PostFinance, lasciando visibili per questione di privacy solamente gli accrediti ricevuti.
G. Con decisione del 5 luglio 2023 l’ufficio fiscale ha dichiarato irricevibile il reclamo, nella misura in cui concerneva il reddito dell’attività lucrativa indipendente, oggetto di tassazione d’ufficio, con la seguente motivazione:
Il reclamo inoltrato dal contribuente era carente dal punto di vista formale, in quanto contestava l’operato dell’autorità fiscale per quanto afferente all’attività lucrativa indipendente, ma inviava conti aziendali poco attendibili, limitandosi ad indicare la propria disponibilità a trasmettere ulteriore documentazione.
Per l’UT, la documentazione trasmessa “non sana la contabilità presentata in sede di reclamo con la posizione «cassa» in negativo e non produce la distinta delle entrate, indicando che tutto quanto viene incassato a mezzo conto postale di cui allega l’estratto annuale. Inoltre, dall’accertamento esperito emergono dei dubbi in merito ad alcuni giustificativi relativi ai costi allibrati per quanto concerne la locazione dell’ufficio”.
Considerato quanto sopra l’autorità fiscale ha indicato di non essere in grado di “procedere ad una tassazione quanto più corretta possibile; pertanto, limitatamente al reddito d’attività lucrativa indipendente, il reclamo è irricevibile e viene confermata la decisione di prima istanza”.
L’UT ha quindi confermato la quantificazione del reddito imponibile da attività lucrativa indipendente in CHF 104'000.- (rispetto ai CHF 55'215.- dichiarati), con l’aggiunta “all’elenco titoli delle quote sociali della __________ Sagl, non dichiarate al fisco al momento della costituzione, e aggiungendo agli attivi aziendali le quote sociali della spettabile __________ Sagl”, tenuto conto del fatto che la quasi totalità della cifra d’affari della ditta individuale proviene da questa società, rettificando gli altri punti della tassazione in base alla documentazione prodotta”.
H. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 lamenta il fatto che “numerose spese professionali chiarite e discusse, non sono state prese in considerazione per il calcolo del reddito da attività indipendente principale del contribuente”. Per quanto concerne l’ufficio di __________, il cui costo è stato ripreso dall’autorità fiscale, lo stesso sarebbe stato locato “a fini prettamente professionali come parte di un ampio accordo con importanti clienti”, che potevano essere quindi acquisiti e gestiti dal contribuente, ciò che gli avrebbe permesso di aumentare sensibilmente il fatturato. Questa voce di spesa, pari a CHF 31'200.-, sarebbe pertanto da considerarsi interamente quale spesa professionale. Inoltre, in considerazione della sussistenza di un ufficio “esterno all’abitazione”, non sarebbe stata posta in deduzione una quota dell’affitto privato per uso professionale. Allega al ricorso il contratto di locazione stipulato in data 4 dicembre 2017.
Quanto alle spese dei veicoli, il ricorrente rileva che le uniche spese poste in deduzione sono quelle riferite alla vettura Smart ForTwo, “con targa singola ed autoadesivi pubblicitari utilizzata esclusivamente per il lavoro”. Per i propri scopi privati, difatti, RI 1 utilizzerebbe gli altri veicoli da lui detenuti, senza contare che nel periodo d’imposta 2018 possedeva una seconda Smart ForTwo che utilizzava privatamente. Per il contribuente, “nello svolgimento della professione di consulente finanziario ed assicurativo, l’utilizzo del veicolo è stato già ampiamente dimostrato come professionale dal punto di vista fiscale”.
Infine, quanto alle spese telefoniche, il ricorrente ha ribadito di avere dimostrato la sussistenza di due differenti contratti di telefonia mobile, di cui uno utilizzato per scopi professionali e, l’altro, per uso privato, come si evincerebbe dagli estratti conto completi (sia professionali che privati).
I. Con osservazioni di data 16 agosto 2023 l’UT propone la conferma delle decisioni impugnate e ribadisce che “la mancata risposta alla richiesta di documenti del 2 luglio 2020” ha reso necessario procedere ad una tassazione d’ufficio parziale relativamente al reddito da attività indipendente. Inoltre, “il reclamo e la relativa documentazione presentata non sono […] sufficienti a comprovare la manifesta inesattezza della decisione operata d’ufficio”, di cui chiede la conferma.
L. Nel corso dell’udienza tenutasi il 12 marzo 2024 dinanzi alla Camera di diritto tributario, il ricorrente ha nuovamente contestato la tassazione d’ufficio, ritenuto che il suo reddito derivante dall’attività lucrativa indipendente corrisponderebbe a quello indicato in sede di dichiarazione d’imposta. Ha in particolare contestato la ripresa dei costi per la locazione dell’appartamento di __________, che sarebbe stato esclusivamente utilizzato a fini professionali.
L’UT, invece, ha ribadito di aver dovuto procedere con la tassazione d’ufficio considerate le evidenti lacune nella documentazione presentata dal contribuente anche nel corso della procedura di reclamo. L’UT ha in particolare sottolineato l’ammanco risultante dal calcolo del dispendio e la poca chiarezza in merito ai rapporti fra l’attività professionale del ricorrente e l’attività della __________ Sagl. Quanto alla ripresa dei costi derivanti dall’abitazione di __________, ha affermato di avere proceduto ad una valutazione prudenziale, riconoscendo come spesa interamente professionale quella derivante dall’appartamento di __________, dove il ricorrente è domiciliato.
Diritto
La Camera di diritto tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli Uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Se l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.
1.2.
Con la decisione impugnata, l’autorità di tassazione ha dichiarato irricevibile il reclamo interposto dal contribuente contro la decisione con cui la stessa autorità aveva determinato il reddito della sua attività lucrativa indipendente per apprezzamento. Di conseguenza, questa Camera si limiterà a verificare se sia legittima la decisione con cui l’autorità fiscale ha dichiarato irricevibile il reclamo interposto dal contribuente contro la tassazione d’ufficio, mentre le è precluso l’esame del merito della tassazione.
Secondo gli articoli 123 cpv. 1 LIFD e 196 LT, le autorità di tassazione determinano, con il contribuente, le condizioni di fatto e di diritto per una imposizione completa ed esatta. La procedura di tassazione è in tal modo caratterizzata dalla collaborazione reciproca dell’autorità di tassazione e del contribuente (procedura di tassazione mista). Il contribuente deve fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta (articoli 126 cpv. 1 LIFD e 200 cpv. 1 LT). Deve in particolare compilare la dichiarazione d’imposta in modo completo e veritiero (articoli 124 cpv. 2 LIFD e 198 cpv. 2 LT) e allegare i documenti necessari (articoli 125 LIFD e 199 LT). Su domanda dell’autorità di tassazione, deve fornire informazioni orali e scritte, soprattutto quando, alla luce della dichiarazione d’imposta, sorgono delle domande, per esempio a proposito dei redditi, delle spese per il loro conseguimento o dell’evoluzione patrimoniale (cfr. articoli 126 cpv. 2 LIFD e 200 cpv. 2 LT). Il contribuente è in tal modo reso responsabile per l’esattezza della propria dichiarazione.
Secondo gli articoli 130 cpv. 2 prima frase LIFD e 204 cpv. 2 prima frase LT, l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Oltre alla condizione della diffida, la legge fa dipendere la procedura di tassazione d’ufficio dall’adempimento di due condizioni: 1) che il contribuente non abbia soddisfatto i suoi obblighi procedurali oppure 2) che gli elementi imponibili non possano essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Un’interpretazione letterale di questa disposizione (congiunzione “oppure”) lascia intendere che le due condizioni siano alternative. In virtù di una simile interpretazione, basterebbe la violazione degli obblighi di procedura perché l’autorità di tassazione possa procedere alla tassazione d’ufficio (dopo diffida). Secondo la giurisprudenza costante, tuttavia, il diritto di procedere ad una tassazione d’ufficio presuppone fondamentalmente che, dopo l’esame intrapreso dall’autorità di tassazione, sussista un’incertezza nei fatti, che impedisce a quest’ultima di procedere alla tassazione in modo completo e esatto (sentenza del TF 2C_3/2019 del 4 luglio 2019 consid. 6.2 e giurisprudenza citata).
2.2.
Al contribuente spetta dimostrare l’esattezza degli elementi dichiarati, mentre spetta all’autorità fiscale portare la prova degli elementi imponibili che non sono stati dichiarati, ma comunque accertati. Quando un fatto non può essere provato, è colui al quale incombe l’onere della prova che deve sopportarne le conseguenze. Se le prove raccolte dall’autorità fiscale rilevano l’esistenza di elementi imponibili non dichiarati, allora appartiene nuovamente al contribuente stabilire l’esattezza delle sue allegazioni. Il ribaltamento dell’onere della prova è giustificato dagli elementi sufficientemente comprovanti raccolti dall’autorità di tassazione. Se l’autorità fiscale giunge alla conclusione che si realizza un’incertezza fattuale, allora potrà e dovrà procedere ad una valutazione dei fattori imponibili, segnatamente con l’ausilio di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione del patrimonio o di un’analisi del tenore di vita del contribuente. (cfr. articoli 130 cpv. 2 LIFD e 204 cpv. 2 LT; sentenza TF 2C_1101/2014 del 23 novembre 2015 consid. 3).
Contestata nel caso di specie è la determinazione del reddito derivante dall’attività indipendente dell’insorgente, che l’autorità fiscale ha stabilito per apprezzamento in CHF 104'000.-, operando una tassazione d’ufficio parziale, rispetto ai CHF 55’215.- dichiarati dal contribuente. Il fisco ha infatti ritenuto che la contabilità presentata fosse “inattendibile” e ha altresì constatato una “insufficiente disponibilità finanziaria” del contribuente, il quale non avrebbe del resto comprovato la “manifesta inesattezza” della decisione impugnata.
Di diverso avviso è il ricorrente, per il quale, invece, l’importo dichiarato al fisco sarebbe corretto. Contesta in particolare la ripresa effettuata dall’autorità fiscale dei costi di locazione dell’appartamento di __________, che sarebbero da considerarsi interamente professionali. Il ricorrente chiede anche la deduzione degli altri costi così come presentati, ovvero delle spese per l’auto e delle spese telefoniche.
3.2.
Giusta l’art. 199 cpv. 2 LT, le persone fisiche con reddito da attività lucrativa indipendente devono allegare alla dichiarazione d’imposta, in particolare: i conti annuali firmati (conto economico, bilancio e, per le società anonime, l’allegato), per il periodo fiscale in questione; in mancanza di una contabilità conforme all’uso commerciale, le distinte degli attivi e dei passivi, delle entrate e delle uscite, come anche degli apporti e dei prelevamenti privati (lett. a) e gli elenchi completi dei titoli, crediti e debiti (lett. b).
Per l’imposta federale diretta, secondo l’art. 125 cpv. 2 LIFD nella versione in vigore dal 1° gennaio 2016, le persone fisiche con reddito da attività lucrativa indipendente e le persone giuridiche devono allegare alla dichiarazione: i conti annuali firmati (bilanci e conti profitti e perdite) del periodo fiscale (lett. a); o, in caso di tenuta di una contabilità semplificata secondo l’articolo 957 capoverso 2 CO, le distinte relative alle entrate e alle uscite, alla situazione patrimoniale e ai prelevamenti e apporti privati del periodo fiscale (lett. b).
3.3.
L’art. 125 cpv. 2 LIFD non precisa però ciò che cosa bisogna intendere per “distinte relative alle entrate e alle uscite, alla situazione patrimoniale e ai prelevamenti e apporti privati del periodo fiscale”.
Le esigenze a cui devono rispondere queste distinte dipendono dal caso di specie, in particolare dal tipo di attività e dall’ampiezza di quest’ultima. In ogni caso, esse devono essere allestite in maniera tale da far risultare in modo completo ed affidabile il reddito e la sostanza legati all’attività lucrativa indipendente e poter essere controllate in condizioni ragionevoli da parte delle autorità fiscali. Ad ogni modo, non spetta alle autorità di tassazione ristabilire la contabilità manchevole allestita dal contribuente (cfr. ad esempio sentenza del TF n. 2C_618/2015 del 29 febbraio 2016, consid. 4.1.).
3.4.
Nel caso sub iudice, ricevuta la dichiarazione d’imposta, alla quale non è stata allegata alcuna documentazione riferita all’attività lucrativa indipendente, l’autorità fiscale ha chiesto al contribuente di voler presentare la relativa documentazione. A seguito della mancata presentazione della contabilità, con scritto del 2 luglio 2020 lo ha diffidato alla presentazione della relativa documentazione e lo ha avvertito che altrimenti avrebbe proceduto ad una tassazione d’ufficio. Così è stato, ritenuto che nessun documento è stato prodotto.
La tassazione d’ufficio si è basata, da un lato, sulle dichiarazioni dei periodi fiscali precedenti e, dall’altro, sul calcolo del dispendio. In particolare, l’UT ha constatato che il contribuente aveva preso in locazione due appartamenti, uno a __________ e uno a __________, ed aveva registrato quale costo aziendale la pigione più elevata (CHF 31'200.-), cioè quella per __________. In considerazione del fatto che la moglie aveva trasferito il domicilio da __________ a __________ a metà del 2019 e anche della circostanza che quest’ultimo Comune non aveva mai richiesto il riparto intercomunale del reddito dell’attività indipendente, l’autorità ha ripreso la pigione relativa a questo appartamento, inserendo fra i costi quella dell’appartamento di __________. Tenuto conto dell’ammanco risultante dal calcolo del dispendio, l’UT ha stabilito per apprezzamento il reddito dell’attività lucrativa indipendente in CHF 104'000.-.
3.5.
Nella situazione descritta, l’autorità fiscale non poteva che procedere ad una tassazione d’ufficio, ritenuto che il contribuente, nonostante diffida, non aveva presentato alcuna documentazione contabile a supporto di quanto indicato nella dichiarazione d’imposta e considerato che dal calcolo del fabbisogno era emersa una insufficiente disponibilità finanziaria. La decisione è stata correttamente munita delle indicazioni in merito ai requisiti di validità di un eventuale reclamo.
Il contribuente può impugnare la tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è “manifestamente inesatta”. Il reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT e art. 132 cpv. 3 LIFD).
Vi è quindi un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare la correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la stessa è manifestamente inesatta (sentenza TF n. 2C_419/2010 del 13 ottobre 2010 con-sid. 2.1).
4.2.
Le norme appena citate esigono che il contribuente apporti la prova della “manifesta inesattezza” della tassazione d’ufficio e richiede espressamente che il reclamo sia motivato e indichi eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT; art. 132 cpv. 3 LIFD). Tali requisiti del reclamo rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della tassazione per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in mancanza dei quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito (DTF 123 II 552).
Secondo il Tribunale federale, il requisito della motivazione del reclamo, contenuto nella disposizione in esame, deve essere considerato quale requisito di validità, sebbene la legge non lo designi esplicitamente come tale (cfr. DTF 81 I 98 consid. 3; 121 I 117 consid. 3a; 122 I 70 consid. 1c).
4.3.
Secondo la giurisprudenza della Suprema Corte, la prova della manifesta inesattezza può essere portata in due modi:
· in primo luogo, il contribuente può produrre i mezzi di prova necessari a sovvertire l’incertezza in merito alla situazione effettiva, consentendo in tal modo il corretto accertamento degli elementi imponibili. In questo caso, la tassazione d’ufficio contestata viene rimpiazzata da una tassazione ordinaria. A tal fine, si richiede tuttavia l’adempimento corretto degli obblighi procedurali precedentemente trascurati ed una completa esposizione dei fatti con il reclamo. Se ciò non si verifica, non si può rimediarvi nel seguito della procedura né mediante un’audizione personale del contribuente. D’altronde, la prova dell’inesattezza deve essere completa e non può limitarsi a singole posizioni della tassazione d’ufficio;
· in secondo luogo, il contribuente può anche provare che la tassazione impugnata è palesemente eccessiva (cfr. sentenza TF n. 2C_6/2011 del 16 maggio 2011 consid. 3.1 e giurisprudenza citata).
Con il reclamo del 4 settembre 2020 il contribuente ha presentato della documentazione, per il vero assai lacunosa, indicante sommariamente i costi e i ricavi derivanti dallo svolgimento della propria attività. Tra la documentazione prodotta non vi sono né le fatture emesse attestanti il reddito percepito, né i pagamenti effettuati comprovanti le spese indicate.
Dagli accertamenti effettuati dall’UT sono poi emerse delle società, la __________ Sagl e la __________ Sagl, almeno in apparenza riconducibili al contribuente, le cui partecipazioni non sono state indicate nella dichiarazione d’imposta; d’altra parte, è stata invece dichiarata la partecipazione ad una società, la __________ Sagl, che risultava riconducibile, almeno formalmente, a __________.
5.2.
Come visto, la prova della manifesta inesattezza può essere apportata – in sede di reclamo – adempiendo in maniera corretta gli obblighi procedurali precedentemente trascurati e con una completa esposizione dei fatti.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, se il contribuente interpone un reclamo che non adempie i requisiti previsti dalla legge per impugnare una tassazione per apprezzamento, l’autorità fiscale lo dichiara irricevibile senza attribuire al reclamante un termine di grazia per rimediarvi (Fenners/Looser, Besonderheiten bei der Anfechtung der Ermessensveranlagung, in AJP 2013 p. 33, in particolare p. 42 e giurisprudenza citata; Filippini/Balestra Gamboni, La tassazione d’ufficio, in RtiD I-2018 p. 638; cfr. anche le sentenze CDT n. 80.2019.71/72 del 4 novembre 20219; CDT n. 80.2013.230 del 30 ottobre 2013 consid. 2.4 e CDT n. 80.2016.123/124 del 17 ottobre 2016 consid. 1.6).
In una simile situazione l’autorità fiscale, avrebbe anche potuto dichiarare immediatamente irricevibile il reclamo senza procedere con un’ulteriore richiesta di documentazione. Infatti, al reclamo erano allegati solo un succinto bilancio e due schede, l’unica indicante genericamente “ricavi da prestazioni di servizio” per CHF 121'130.- e l’altra con costi per complessivi CHF 65'915.15.-.
L’autorità di tassazione ha tuttavia inviato ancora una dettagliata richiesta di collaborazione, soprattutto, ma non solo, in relazione al reddito dell’attività lucrativa indipendente.
5.3.
È stato lo stesso contribuente, con l’email del 8 novembre 2021 a riconoscere di non disporre di tutti i giustificativi comprovanti la cifra d’affari dichiarata, che sarebbe tuttavia stata desumibile dagli estratti del conto corrente postale sul quale sarebbero accreditati tutti i pagamenti ricevuti. Il reclamante ha anche indicato nel medesimo scritto di non riuscire a recuperare tutta la documentazione comprovante i costi sostenuti.
Quanto agli estratti del conto PostFinance, che sono stati prodotti il 24 novembre 2021, dai medesimi si evince unicamente che la maggior parte degli accrediti, che costituirebbero secondo il contribuente il suo fatturato, sono rappresentati da versamenti periodici e del medesimo importo di CHF 6'000.-, ordinati dalla __________ Sagl per complessivi CHF 71'000.-, senza che ne siano specificate la natura né la causale. Dai medesimi estratti di conto corrente risultano, tra gli altri, anche versamenti di denaro contante per complessivi CHF 9'630.-, un accredito derivante dal conto personale del contribuente per CHF 7'462.- ed una serie di accrediti dei quali non è indicato il mittente.
In queste circostanze, non si può ritenere provato l’ammontare del reddito dell’attività lucrativa indipendente del ricorrente. Non si spiegano fra l’altro i versamenti provenienti dalla __________ Sagl, società la cui socia e gerente risulta tuttora essere __________, cittadina italiana domiciliata a __________, sebbene nel corso della procedura di reclamo l’insorgente abbia dichiarato di esserne “l’avente diritto economico e l’effettivo proprietario” fin dal 2013, ma di essersi dimenticato di dichiarare le quote al fisco. La regolarità dei versamenti provenienti da tale società potrebbe anche far pensare all’esercizio di un’attività lucrativa dipendente. In ogni caso, la situazione risulta tutt’altro che chiara.
5.4.
In relazione all’appartamento di __________, della cui pigione il contribuente ha contestato la ripresa effettuata dall’UT, va evidenziato che l’Ufficio controllo abitanti del Comune di __________ ha indicato che, nel periodo qui d’interesse, e meglio dal 1° febbraio 2017 al 1° giugno 2018, vi è stata domiciliata RI 2, moglie del ricorrente. Inoltre, la copia del contratto di locazione del 4 dicembre 2017, prodotta alle autorità fiscali dal Comune di __________, indica che l’ente locato è adibito ad “uso personale”, mentre la copia dello stesso contratto del 4 dicembre 2017, prodotta dal contribuente, indica che l’ente locato è adibito ad “uso personale: ufficio”.
Tale divergenza, all’evidenza anomala, non è stata chiarita nemmeno nel corso dell’udienza del 12 marzo 2024, in occasione della quale il contribuente non ha presentato ulteriore documentazione a supporto delle proprie richieste.
È vero che agli atti figura anche una dichiarazione, rilasciata dall’amministratore dello stabile il 13 gennaio 2017, con la quale RI 1 e RI 2 vengono autorizzati “a domiciliare la società __________ Sagl presso l’abitazione in Via __________ a __________”. Ancora una volta, mancano spiegazioni in merito ai rapporti fra la società citata e il contribuente. In ogni caso, l’eventuale presenza di collaboratori della __________ Sagl nell’abitazione del ricorrente non implicherebbe che quest’ultima si debba considerare sede o succursale della sua attività lucrativa indipendente. D’altronde, il Comune di __________ non ha mai rivendicato una quota dell’imposta comunale in base all’art. 281 cpv. 1 LT.
5.5.
Quanto emerso dagli accertamenti effettuati dall’Ufficio di tassazione nel corso della procedura di reclamo non è certo servito a comprovare la manifesta inesattezza della tassazione d’ufficio. Anzi, nel corso della procedura sono emersi elementi tutt’altro che chiari circa le diverse partecipazioni del contribuente nelle società, soltanto alcune delle quali a lui formalmente riconducibili. D’altra parte, l’assenza della documentazione contabile, pure riconosciuta dal ricorrente, non permette una ricostruzione chiara e attendibile del reddito derivante dall’attività indipendente. E non compete certo all’UT ricostruire la contabilità sulla base di estratti di conti correnti bancari o postali che peraltro attestano degli accrediti derivanti da una società di pertinenza dello stesso contribuente e senza spiegazione alcuna quanto alla prestazione a cui si riferisce l’accredito. Nemmeno la questione relativa alla ripresa delle spese derivanti dall’abitazione di __________ è stata chiarita, avendoci abitato nel corso del periodo d’imposta considerato la moglie del ricorrente e tenuto conto della diversa formulazione delle due copie dei contratti di locazione sottoscritti. In ogni caso, l’autorità di tassazione ha adottato una soluzione prudenziale, in quanto non si è limitata a riprendere i costi per la locazione di tale appartamento, ma ha nel contempo considerato costi commerciali quelli per la locazione dell’appartamento di __________, dove pure il ricorrente aveva il proprio domicilio.
5.6.
Ne consegue che la decisione impugnata, con cui l’UT non è entrato nel merito del reclamo contro la tassazione d’ufficio, si rivela legittima. Il semplice fatto che l’autorità di tassazione, confrontata con un reclamo interposto contro una tassazione d’ufficio, intraprenda degli atti istruttori, non implica comunque in ogni caso che la tassazione d’ufficio debba essere sostituita con una tassazione ordinaria. Se infatti l’autorità di tassazione ritiene che il contribuente abbia presentato un reclamo conforme ai requisiti di validità previsti dalla legge, allora riprenderà le sue indagini e assumerà le prove offerte dal reclamante. Nel caso in cui queste indagini permettano di raccogliere prove che consentono all’autorità di stabilire gli elementi imponibili in modo ineccepibile, allora la tassazione d’ufficio sarà sostituita con una tassazione ordinaria. Se invece, anche al termine dell’istruttoria, la fattispecie rimane del tutto o in parte incerta, la tassazione d’ufficio è mantenuta e può esserne verificata unicamente la misura (cfr. Zweifel/Casanova/Beusch/Hunziker, Schweizerisches Steuerverfahrensrecht – Direkte Steuern, 2a ediz., Zurigo 2018, § 20, n. 28, p. 312; Zweifel/Hunziker, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum DBG, 4a ediz., Basilea 2022, n. 50 ad art. 132 LIFD, p. 2230).
Stabilito che l’autorità fiscale non poteva sostituire la tassazione d’ufficio con una ordinaria, a causa dell’inosservanza degli obblighi procedurali da parte del contribuente, resta ancora da verificare se la tassazione contestata non sia palesemente eccessiva.
6.2.
A questo proposito, il Tribunale federale ha stabilito che possono essere censurati solo gravi errori di valutazione. Una tassazione per apprezzamento è manifestamente inesatta se ha trascurato o valutato in modo erroneo un aspetto essenziale o se l’autorità fiscale è incorsa in errori palesi (cfr. sentenza del TF n. 2C_96/2019 del 19 settembre 2019, consid. 5.2.2. e giurisprudenza citata; inoltre Zweifel/Casanova/Beusch/Hunziker, op. cit., § 20, n. 29; Fenners/Looser, Besonderheiten bei der Anfechtung der Ermessensveranlagung, AJP 2013 p. 33 ss., p. 38). Una tassazione d’ufficio non è manifestamente inesatta solo quando la valutazione su cui si fonda è oggettivamente insostenibile o si basa su elementi, metodi o strumenti di stima inadeguati, ma anche se si scosta a tal punto dalla effettiva capacità contributiva e dalle altre circostanze da essere manifestamente motivata da considerazioni penali o fiscali (cfr. sentenza del TF n. 9C_329/2019 del 17 ottobre 2019, consid. 4.1 con riferimenti alla sentenza del TF n. 2C_679/2016 dell’11 luglio 2017).
6.3.
Anche quando intraprende una tassazione d’ufficio, l’autorità fiscale deve tener conto di tutti i fatti conosciuti al momento della tassazione e, come nell’ambito di una tassazione ordinaria, deve prendere in considerazione d’ufficio tutti i documenti di cui dispone (cfr. sentenza del TF n. 2C_679/2016 dell’11 luglio 2017 consid. 4.2.2 e giurisprudenza citata). Nella misura del possibile, l’autorità fiscale deve tener conto degli elementi conosciuti di ogni singolo contribuente, in particolare quelli forniti da terzi secondo gli obblighi di collaborazione previsti dagli articoli 127 ss LIFD e articoli 201 ss LT. L’autorità può, se del caso, procedere ad atti istruttori addizionali per poter stabilire gli elementi necessari alla tassazione, che non sono contenuti nell’incarto fiscale, come ad esempio richiedere un certificato di salario giusta l’art. 127 cpv. 2 LIFD. Non si può tuttavia esigere che l’autorità fiscale proceda ad inchieste troppo dettagliate, in particolar modo quando non dispone di elementi probatori (RDAF 2000 II 41). Il ricorso al calcolo del dispendio o all’evoluzione della situazione patrimoniale, come pure al tenore di vita sono ammissibili (Althaus-Houriet, in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD, 2a ediz., Basilea 2017, n. 23 ad art. 130 LIFD).
6.4.
Non da ultimo, l’autorità fiscale deve procedere ad una stima coscienziosa, senza peraltro essere obbligata, nelle valutazioni imposte dalla condotta del contribuente, a scegliere, in caso di dubbio, la soluzione più favorevole a quest’ultimo: si deve impedire che il contribuente che si è preoccupato di presentare gli elementi della tassazione in modo tale che possano essere sottoposti a verifica debba pagare più imposte di quello che rende impossibile una simile verifica per motivi che sono a lui imputabili. Non si deve poter trarre vantaggio dalla violazione degli obblighi procedurali (cfr. ad esempio sentenza del TF n. 2C_679/2016 dell’11 luglio 2017, consid. 4.2.3. con riferimenti giurisprudenziali).
6.5.
Ritornando al caso che qui ci occupa, il reddito dell’attività indipendente del contribuente è stato stabilito per apprezzamento in CHF 104'000.-, tenuto conto fra l’altro del suo tenore di vita. Considerato l’insieme della situazione che risulta dagli atti, compresi i rapporti poco limpidi con alcune società, la stima intrapresa dall’autorità di tassazione non può certo essere considerata arbitraria. Così stando le cose, la valutazione operata dall’UT non si palesa manifestamente eccessiva.
La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico del ricorrente, soccombente.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
Il ricorso è respinto.
Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 1’000.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 100.–
per un totale di fr. 1’100.–
sono a carico del ricorrente.
municipio di .
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il cancelliere: