Incarti n. 80.2022.27 80.2022.28 80.2022.29
Lugano 27 maggio 2024
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
cancelliera
Sabrina Piemontesi – Gianola
parti
RI 1
contro
RS 1
oggetto
ricorso del 28 gennaio 2022 contro la decisione del 5 gennaio 2022 in materia di IC e IFD 2017.
Fatti
A. Nel periodo fiscale 2017, i coniugi __________ erano domiciliati in __________, a __________, ed erano limitatamente assoggettati in Svizzera, essendo proprietari di immobili nel Canton Ticino.
Nella dichiarazione fiscale 2017, dichiaravano un reddito imponibile nullo ed una sostanza imponibile complessiva pari a fr. 1'479'388.-.
B. Con decisione del 10.11.2021, l’Ufficio di tassazione di Bellinzona (di seguito UT) notificava ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2017, nella quale commisurava il reddito imponibile in fr. 224'000.- (in fr. 268'200.- il reddito determinante per l’aliquota) per l’IC e in fr. 231'000.- (in fr. 276'600.- l’importo determinante per l’aliquota) per l’IFD e la sostanza imponibile in fr. 36'000.- (in fr. 86'000.- la sostanza imponibile per l’aliquota).
In particolare, nei redditi, oltre all’importo di fr. 48'000.-, già dichiarato dai contribuenti quale provento da amministratore di persone giuridiche, l’autorità fiscale aggiungeva altresì il reddito da valore locativo per “abitazione secondaria / di vacanza”, nonché le pigioni incassate, in base alle informazioni in “possesso dell’autorità fiscale”.
C. Con reclamo del 9/10.12.2021 __________ insorgeva contro la decisione di tassazione IC/IFD 2017, contestando di aver percepito redditi immobiliari e di detenere proprietà immobiliari in __________. Per quanto concerne gli interessi passivi dei vari contratti ipotecari, il contribuente confermava che “(…) alla banca __________ è stato corrisposto il pagamento degli stessi con anni di ritardo (ad esclusione delle particelle RFD / in __________) e che gli interessi bancari della __________ sono stati pagati l’anno seguente”.
D. Con decisione, trasmessa con invio APlus il 27.12.2021 all’avv. __________, l’autorità fiscale respingeva il reclamo.
In merito al reddito percepito quale amministratore di persone giuridiche, l’autorità fiscale rilevava che una deduzione forfettaria del 15% non era prevista né era ammessa. Inoltre, l’imposizione delle indennità ricevute era da effettuare alla fonte, giusta gli articoli 116 LT e 93 LIFD, dal momento che, nel 2017, il contribuente era domiciliato all’estero.
In merito alla commisurazione del valore locativo dell’abitazione di __________, il fisco rilevava che la stessa era a disposizione dei contribuenti per uso proprio. Dal momento che entrambi erano domiciliati in __________ per l’intero periodo fiscale, si trattava di un’abitazione secondaria. Motivo per il quale “la riduzione del 30% del valore locativo non è da applicare, come giustamente stabilito nelle tassazioni base”.
Per quanto concerne le pigioni percepite dalla locazione delle proprietà immobiliari ubicate in Ticino, l’autorità fiscale si era basata sulle informazioni ottenute presso l’Ufficio di esecuzione (di seguito: UE) di Locarno e dal Ministero pubblico.
In relazione alle spese di manutenzione per gli immobili in questione, l’UT, dopo aver ricordato il principio dell’onere della prova, ribadiva che, non era stata presentata alcuna documentazione giustificativa. Ad ogni modo, per l’abitazione secondaria di __________ era stata ammessa una deduzione per spese di manutenzione nella misura complessiva del 20% del valore locativo. Le spese dell’immobile di __________ (mapp. __________) erano state ammesse nella misura complessiva del 20%. Le spese relative agli altri immobili erano invece state stabilite sulla base delle informazioni ottenute dall’UE di Locarno.
Per quanto concerneva gli interessi passivi, erano stati dedotti quelli corrisposti durante il periodo fiscale, sulla base delle informazioni ottenute dall’UE di Locarno.
A riguardo del valore della sostanza immobiliare, il fisco si era basato sul valore di stima ufficiale al 31.12.2017. Anche per i debiti ipotecari, si era basato sul loro stato al 31.12.2017.
E. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, __________ impugna la decisione su reclamo IC/IFD 2017, formulando, contestualmente, una domanda di assistenza giudiziaria.
Nel gravame il contribuente rimprovera all’UT di avere erroneamente computato la sostanza imponibile determinante per l’aliquota. Nel 2017, tutta la sostanza si sarebbe trovata sotto sequestro e pignoramento. Pure inesistente sarebbe stato il valore mobiliare estero, pari a fr. 615'778.- riferito alla __________. Produce, a sostegno di quanto asserito, le decisioni delle autorità di tassazione __________, dalle quali risulta che la sostanza imponibile in __________ nel 2017 era pari a fr. 0.-.
Anche per quanto concerne il reddito imponibile la decisione non sarebbe corretta, in quanto “(…) devono essere dedotti gli interessi passivi per gli immobili di __________ e __________ per un importo pagato di CHF 30'691.94”.
Inoltre, per quanto attiene al reddito quale amministratore di persone giuridiche, pari a fr. 48'000.-, lo stesso non sarebbe stato “onorato” dalla __________ SA e __________, come da dichiarazioni allegate.
F. Con osservazioni del 3/4.2.2022, l’UT di Bellinzona chiede di respingere il ricorso, formulando alcune puntuali osservazioni.
La sostanza mobiliare assegnata allo Stato estero (v. riparto internazionale), dove i contribuenti avevano il domicilio, sarebbe stata considerata unicamente ai fini della tariffa applicabile. Su quest’aspetto, l’autorità fiscale si sarebbe limitata a riprendere “(…) quanto dichiarato dal contribuente nella dichiarazione d’imposta delle persone fisiche 2017 presentata il 26.07.2019”.
Per quanto concerne la deduzione degli interessi passivi, la stessa era stata esclusa per “(…) quelli non pagati nel corso del periodo fiscale, ma soltanto successivamente, in base alle informazioni trasmesse dall’Ufficio Esecuzioni di __________. Secondo il principio della periodicità, la loro deduzione sarà garantita nei periodi fiscali successivi in base al loro pagamento”. Inoltre, lo stesso contribuente avrebbe confermato, nel reclamo del 9.12.2021, che alla “banca __________ è stato corrisposto il pagamento degli stessi con anni di ritardo (ad esclusione di quelli gravanti le particelle RFD / di __________) e che gli interessi bancari della __________ sono stati pagati l’anno seguente”.
Gli importi ammessi in deduzione sarebbero quelli il cui pagamento è presumibilmente stato effettuato nel corso del 2017, in base ad un apprezzamento in mancanza di documentazione a loro comprova. Inoltre __________ non avrebbe mai fornito un elenco debiti compilato in maniera completa.
Da ultimo, per quanto concerne le indennità quale amministratore unico della __________ e __________, la loro imposizione sarebbe stata effettuata in base ai dati dichiarati dal contribuente. Inoltre la loro imposizione sarebbe da effettuare alla fonte in base agli art. 116 LT e 93 LIFD.
L’UT si oppone alla concessione dell’assistenza giudiziaria in difetto del requisito del “fumus boni iuris”.
Diritto
Anche il calcolo del reddito imponibile sarebbe errato, in quanto non sarebbero stati considerati gli interessi passivi corrisposti per gli immobili di __________ e __________, per un ammontare pari a fr. 30'691.94.
Da ultimo, per quanto concerne il reddito percepito quale amministratore di persone giuridiche, lo stesso non sarebbe stato pagato né dalla __________ né da __________ e quindi non sarebbe imponibile.
L’assoggettamento in Svizzera, rispettivamente nel Cantone Ticino, avviene per appartenenza personale (art. 3 LIFD; art. 2 LT) o per appartenenza economica (art. 4 LIFD; art. 3 LT).
Nel primo caso, le persone fisiche sono assoggettate all’imposta quando hanno domicilio o dimora fiscali in Svizzera/nel Cantone. Nella seconda evenienza, le persone fisiche senza domicilio o dimora fiscali in Svizzera/nel Cantone sono assoggettate all’imposta in virtù della loro appartenenza economica se sono proprietarie di fondi in Svizzera/nel Cantone o hanno su di essi diritti di godimento reali o diritti di godimento personali a questi economicamente assimilabili (art. 4 cpv. 1 lett. c LIFD; art. 3 cpv. 1 lett. c LT).
2.2.
Contrariamente all’ipotesi dell’assoggettamento per appartenenza personale, per definizione illimitato (art. 6 cpv. 1 LIFD; art. 5 cpv. 1 LT), l’assoggettamento in virtù dell’appartenenza economica è limitato alle parti di reddito e di sostanza per le quali sussiste un obbligo fiscale in Svizzera/nel Cantone (art. 6 cpv. 2 LIFD; art. 5 cpv. 2 LT).
Secondo l’art. 7 cpv. 1 LIFD, tuttavia, le persone fisiche parzialmente assoggettate all’imposta sul reddito in Svizzera devono l’imposta sugli elementi imponibili in Svizzera al tasso corrispondente alla totalità dei loro redditi. Nello stesso senso si esprime anche l’art. 6 cpv. 1 LT, secondo cui le persone fisiche parzialmente assoggettate all’imposta sul reddito e sulla sostanza nel Cantone devono l’imposta sugli elementi imponibili nel Cantone all’aliquota corrispondente alla totalità dei loro redditi e della sostanza.
I. Determinazione della sostanza imponibile
Come indicato in ingresso, nel 2017, i coniugi __________ erano domiciliati in __________, a __________. In Ticino erano proprietari di immobili ed inoltre, il contribuente era amministratore di persone giuridiche, la __________ e __________.
Nel proprio ricorso, __________ contesta l’ammontare della sostanza imponibile ritenuta in Ticino (valore degli immobili) come pure della sostanza determinante per l’aliquota, in particolare la sostanza mobiliare di fr. 615'778.- che, nel riparto è stata attribuita alla __________. Dalla documentazione presentata, e meglio dalle decisioni fiscali __________ afferenti al medesimo anno, risulterebbe invece che la “(…) sostanza del 2017 è pari a zero”.
3.2.
Secondo l’art. 227 cpv. 1, prima frase LT, il contribuente può impugnare con ricorso scritto la decisione su reclamo dell’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notifica, davanti alla Camera di diritto tributario.
Il riconoscimento della legittimazione ricorsuale implica l’esistenza di un interesse degno di protezione, sia esso un interesse di diritto o di fatto, direttamente connesso con l’oggetto della contestazione ed attuale (Dubey/Zufferey, Droit administratif général, Basilea 2014, n. 2082 ss, p. 733 ss; Scolari, Diritto amministrativo, Parte generale, Bellinzona 1988, p. 200 s.). In altri termini, perché sia data la legittimazione, devono essere adempiuti i seguenti presupposti:
· l’interessato deve essere toccato e pregiudicato dalla decisione: è irrilevante che si tratti di interessi giuridici o fattuali, bastando che la decisione gli cagioni uno svantaggio economico, ideale, materiale o di altra natura;
· il ricorrente deve dimostrare di avere un interesse alla modifica della decisione: si richiede pertanto che egli sia toccato in modo particolare e diretto, in misura maggiore e con intensità superiore rispetto a chiunque altro (Dubey/Zufferey, loc. cit. e giurisprudenza citata; Knapp, Grundlagen des Verwaltungsrechts, Vol. II, 4a ediz., Basilea/Francoforte 1993, n. 1980, p. 489).
3.3.
Ora, l’UT ha stabilito, sostanza imponibile in fr. 36'000.- e la sostanza determinante per l’aliquota in fr. 86'000.-. Il debito d’imposta sulla sostanza è pari a fr. 0.-.
Di conseguenza, è evidente che al riguardo i contribuenti non hanno alcun interesse attuale degno di tutela ad ottenere una decisione di questa Camera in merito al calcolo dell’imposta sulla sostanza (cfr. p. es. la sentenza del Tribunale federale n. 2C_233/2017 del 13 aprile 2018 consid. 2.2. con riferimenti a giurisprudenza e dottrina).
Motivo per il quale, il ricorso, presentato contro l’imposta sulla sostanza, si rivela irricevibile.
II. Determinazione del reddito imponibile
Per quanto concerne l’imposta sul reddito, il contribuente lamenta il fatto che non sarebbero stati conteggiati integralmente gli interessi passivi da lui corrisposti per il 2017, in relazione agli immobili di __________ e __________, per un ammontare pari a fr. 30'691.94.
Nella decisione impugnata, l’UT ha riconosciuto la somma di fr. 17'450.- a titolo di interessi passivi privati, in base a quanto effettivamente pagato, nel corso del periodo fiscale in questione, sulla base delle informazioni ottenute presso l’Ufficio esecuzioni di Locarno. Gli stessi sarebbero peraltro stati stabiliti “per apprezzamento in mancanza di documentazione a loro comprova. D’altronde il contribuente non ha mai fornito un elenco debiti compilato in maniera completa” (osservazioni al ricorso 3.2.2022, p. 2).
4.2.
Secondo l’art. 24 LT, di uguale tenore dell’art. 25 LIFD, il reddito netto corrisponde ai proventi lordi imponibili meno le spese di acquisizione e le deduzioni generali di cui agli art. 25-32 LT, rispettivamente 26-33 LIFD. Quali deduzioni generali, gli art. 32 cpv. 1 lett. a LT e 33 cpv. 1 lett. a LIFD contemplano gli interessi maturati su debiti privati, fino a concorrenza dei redditi da sostanza imponibili in virtù degli art. 19 e 20 LT (art. 20 e 21 LIFD) e di ulteriori fr. 50’000.–.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, la nozione di interessi deve essere interpretata dal punto di vista economico, mentre non sono determinanti la forma, la designazione e il momento del loro versamento. L’interesse è la remunerazione dovuta per la concessione e la non restituzione del capitale, nella misura in cui è regolarmente calcolata in percentuale, pro rata temporis e in proporzione al capitale. La deduzione di interessi passivi presuppone pertanto l’esistenza di un debito pecuniario. Solo in presenza di una relazione fra interessi e debito possono esservi interessi passivi (DTF 143 II 396 consid. 2.1 con riferimenti a giurisprudenza e dottrina).
4.3.
4.3.1.
Ora, in sede di ricorso, il contribuente presenta due estratti conto della __________ relativi ai mesi di marzo e di settembre 2017 della “rubrica affitti”, nei quali è registrato il pagamento d’interessi per i periodi 30.6-31.12.2016 e 31.12.2016 – 30.06.2017.
4.3.2.
L'esistenza e l’ammontare del debito e degli interessi devono essere comprovati indicando il creditore e presentando un’attestazione corrispondente (Locher, Kommentar zum DBG, vol. I, 2° ed., Basilea 2019, n. 9 ad art. 33 LIFD, p. 983). Infatti, l'onere della prova per i fatti che escludono o riducono l'imposta - che comprendono anche gli interessi passivi deducibili – è a carico del contribuente, che non deve solo affermare i fatti che riducono l'imposta, ma anche provarli (cfr. DTF 121 II 257 E. 4c/aa pag. 266 e 273 E. 3c/aa pag. 284). Se manca la relativa prova, gli interessi passivi fatti valere non possono essere ammessi in deduzione (sentenza TF 2A.2/2006 del 17.5.2006 consid. 2.2.3; Locher, Kommentar, loc. cit.; DTF 107 Ib 213).
4.3.3.
L’art. 127 cpv. lett. b LIFD prevede che devono rilasciare attestazioni scritte al contribuente, i creditori e i debitori, sull’esistenza, l’ammontare, gli interessi e le garanzie di crediti. Di analogo tenore l’art. 201 cpv. 1 lett. b LT.
L’obbligo di rilasciare attestazioni sussiste primariamente nei confronti del contribuente (Zweifel/Hunziker, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar DBG, 4a ed., Basilea 2022, n. 28 ad art. 127 LIFD, p. 2173). Il contribuente è obbligato a trasmettere l’attestazione all’autorità di tassazione, in adempimento degli obblighi di collaborazione a suo carico, o allegandolo alla sua dichiarazione oppure su specifica domanda dell’autorità di tassazione (Zweifel/Hunziker, op. cit., n. 29 ad art. 127 LIFD, p. 2173).
Dall’obbligo di inviare l’attestazione all’autorità di tassazione e di fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta (art. 126 cpv. 1 LIFD) deriva l’obbligo per il contribuente di richiedere e controllare l’attestazione. Il contribuente deve quindi richiederla di sua iniziativa alla persona obbligata a rilasciarla. Inoltre, per quanto possibile e ragionevole, deve verificare personalmente la completezza e l’esattezza dell’attestazione. Se necessario, deve chiedere alla persona obbligata a rilasciare l’attestazione di completarla o correggerla. Se si rifiuta di rilasciare un’attestazione o di rimediare al difetto individuato, il contribuente è tenuto a informarne l'autorità di tassazione (Zweifel/Hunziker, op. cit., n. 30 ad art. 127 LIFD, p. 2173).
4.3.4.
Ora, gli interessi passivi sono deducibili dal reddito già al momento della loro scadenza, indipendentemente dall’effettivo pagamento, a meno che non sussistano fondati dubbi in merito al futuro pagamento (Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar DBG, 4a ed., Basilea 2022, n. 12c ad art. 33 LIFD, p. 763). Gli estratti conto prodotti dal contribuente si riferiscono in parte ad interessi passivi relativi al periodo fiscale precedente. La loro deduzione non sarebbe pertanto compatibile con il principio di periodicità.
Indipendentemente da tale aspetto, gli estratti in questione non costituiscono validi giustificativi utilizzabili a fini fiscali. Non vi figurano infatti la menzione “attestazione fiscale” né la dicitura “da conservare ai fini fiscali” (cfr. per analogia la sentenza TF 2C_1087/2016 del 31.3.2017, consid. 4.3.).
4.4.
Ne discende che, non essendo stato rispettato l’onere della prova – a carico del contribuente –, neanche su questo aspetto il ricorso ha esito positivo.
Da ultimo, il contribuente contesta pure di aver ricevuto il compenso quale amministratore di persone giuridiche da parte delle società __________ e __________. In sede ricorsuale produce delle “dichiarazioni” datate 28.1.2022, per entrambe le società, e sottoscritte da lui medesimo, in veste di amministratore unico, nelle quali afferma che gli onorari dovuti nel 2017 non sarebbero stati corrisposti in “mancanza di liquidità”.
Nelle osservazioni al ricorso, l’autorità fiscale rileva che la loro imposizione si basa sulla dichiarazione d’imposta dello stesso contribuente.
5.2.
Ora, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, il reddito è considerato realizzato a partire dal momento in cui il contribuente dispone di una pretesa ferma sulla quale ha effettivamente un potere di disposizione. Ad ogni modo, la scadenza di un credito di diritto privato non è sempre una condizione per l’imposizione del reddito; a seconda delle circostanze, l’acquisizione del credito rilevante ai fini fiscali è già data prima della sua scadenza (Reich/Weidmann, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar DBG, 4a ed., Basilea 2022, n. 36-37 ad art. 16 LIFD, p. 207 s.).
5.3.
Nella dichiarazione d’imposta 2017, il contribuente ha indicato di aver percepito compensi per fr. 48'000.- quale amministratore di persone giuridiche. Non ha indicato di vantare alcun credito nei confronti delle società __________ e __________. Del resto neppure è stato dimostrato l’avvio di una procedura esecutiva o di un’azione in giudizio, per l’incasso dell’onorario che gli spettava quale AU.
Ora, tale comportamento ricorsuale appare perlomeno incoerente ed in contrasto con il principio della buona fede e con il divieto di comportamento contraddittorio (“venire contra factum proprium”), che ne discende.
Anche su quest’aspetto, il ricorso non merita tutela alcuna.
L’istanza di assistenza giudiziaria, presentata contestualmente al gravame, va parimenti respinta in quanto il ricorso appariva sin dall’inizio privo di probabilità di successo, ritenuto come, da una parte, l’imposta sulla sostanza fosse pari a fr. 0.- e, dall’altra, i documenti presentati a comprova delle allegazioni non fossero conformi ai requisiti esatti dalla legge e dalla giurisprudenza (cfr. la sentenza del Tribunale federale 2C_849/2013 del 30 dicembre 2013 consid. 4.1 con riferimenti).
La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico del ricorrente, soccombente.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1.2. Per quanto concerne l’imposta sul reddito, il ricorso è respinto.
a. nella tassa di giustizia di fr. 500.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 100.–
per un totale di fr. 600.–
sono a carico del ricorrente.
municipio di __________;
__________, __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: La cancelliera: