DTF 132 II 128, 2A.50/2000, 2A.68/2000, 2C_267/2007, 2C_640/2010
Incarto n. 80.2010.46
Lugano 29 marzo 2011
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente, Stefano Bernasconi, Mauro Mini
segretario
Rocco Filippini, vicecancelliere
parti
RI 1
contro
CO 1
oggetto
ricorso del 2 aprile 2010 contro la decisione del 3 marzo 2010 in materia di IC e IFD 2007.
Fatti
A. RI 1, nato nel 1939, di professione maestro conducente, annunciava al comune di Mendrisio la cessazione della propria attività il 13 febbraio 2007.
Con successiva risoluzione del 26 novembre 2007, la cassa cantonale di compensazione poneva il contribuente al beneficio di una rendita AVS, con effetto retroattivo a decorrere dal 1° ottobre 2004.
B. Notificandogli la tassazione IC/IFD 2007, con decisione dell’11 novembre 2009, l’Ufficio di tassazione di Mendrisio accertava in fr. 23'880.– le rendite AVS ed in fr. 52'164.– le liquidazioni in capitale per prestazioni ricorrenti. Tale importo, relativo alle rendite maturate dal 1° ottobre 2004 al 31 dicembre 2006, veniva imposto applicando l’aliquota attenuata prevista dagli art. 37 LT e LIFD.
C. Il contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo del 10 dicembre 2009, lamentando in sostanza l’imposizione dei versamenti arretrati afferenti agli anni 2004-2006.
In occasione di un’udienza tenutasi il 15 febbraio 2010, il reclamante spiegava di avere richiesto la rendita AVS solo a 68 anni per motivi personali, ma di avere nel frattempo aumentato di fr. 63'000.– i suoi debiti ipotecari, per far fronte alle spese correnti. A suo dire, tale importo andava quindi dedotto dal totale delle rendite percepite nel corso del 2007.
L’autorità di tassazione respingeva il reclamo, con decisione del 3 marzo 2010. Nelle motivazioni, osservava in particolare che l’imposizione con l’aliquota attenuata delle prestazioni maturate negli anni 2004-2006 risultava addirittura favorevole al reclamante, rinunciando tuttavia a riformare in peius la precedente decisione.
D. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta nuovamente l’imposizione degli arretrati, ribadendo che gli stessi erano già stati, di fatto, anticipati dall’aumento dei suoi debiti ipotecari.
All’udienza del 2 marzo 2011, il giudice delegato ha avvertito il ricorrente dell’esistenza degli estremi per una modifica della tassazione a suo svantaggio. Da parte sua, il ricorrente ha dichiarato di mantenere ugualmente il ricorso, sostenendo di essere fortemente penalizzato dalla tassazione in discussione, per il fatto che avrebbe pagato un’imposta molto inferiore negli anni precedenti, se avesse richiesto sin da subito il versamento delle rendite AVS.
Diritto
Secondo gli art. 15 cpv. 1 LT e 16 cpv. 1 LIFD, l’imposta sul reddito ha per oggetto la totalità dei proventi, siano essi periodici oppure unici. Analoga formulazione è prevista dall’art. 7 cpv. 1 della legge federale sull’armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni (LAID).
Come ha ripetutamente sottolineato il Tribunale federale, con riferimento all’art. 16 cpv. 1 LIFD, il legislatore ha in tal modo fatto proprio il principio dell’imposizione del reddito netto globale (“Grundsatz der Gesamtreineinkommensbesteuerung”).
1.2.
Sono in particolare imponibili tutti i proventi dell’assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità, nonché da istituzioni di previdenza professionale o da forme riconosciute di previdenza individuale vincolata, comprese le liquidazioni in capitale e il rimborso dei versamenti, premi e contributi (art. 21 cpv. 1 LT; art. 22 cpv. 1 LIFD). Fatta salva la disciplina transitoria dell’art. 204 LIFD, queste prestazioni sottostanno interamente all’imposta sul reddito (DTF 132 II 128, consid. 3.1).
Se i proventi comprendono liquidazioni in capitale in sostituzione di prestazioni ricorrenti, l’imposta sul reddito è tuttavia calcolata, tenuto conto degli altri proventi e delle deduzioni autorizzate, con l’aliquota che sarebbe applicabile se al posto della prestazione unica fosse corrisposta una prestazione annua corrispondente (art. 37 LT; art. 37 LIFD). Dapprima limitata ai casi in cui il versamento unico compensava aspettative future, il Tribunale federale ha successivamente stabilito che, in date circostanze, versamenti in capitale destinati a compensare prestazioni parziali accumulate, cioè che trovano la propria fonte nel passato, possono ugualmente essere considerati versamenti in capitale per prestazioni ricorrenti (decisione TF 2A.68/2000 del 5 ottobre 2000, in: RDAF 2002 II 1 = StE 2001 B 29.2 N. 7 = ASA 70 p. 210; decisione TF 2A.50/2000 del 6 marzo 2001, in: RDAF 2001 II 253 = ASA 71 p. 486).
1.3.
La giurisprudenza ha in particolare precisato che l’agevolazione dell’aliquota prevista dagli art. 37 LIFD e 37 LT è ammissibile unicamente nella misura in cui il versamento unico non è stato provocato dal contribuente medesimo: non cadono pertanto sotto le summenzionate norme prestazioni per loro natura periodiche, che, invece di venire distribuite a scadenze prestabilite, vengono deliberatamente accumulate durante anni per poi essere liquidate con un versamento unico, come nel caso, ad esempio, di riserve tacite non distribuite. In altri termini, la scelta dell’aliquota non può essere lasciata all’arbitrio del contribuente (RDAF 2002 II 1 = StE 2001 B 29.2 N. 7 = ASA 70 p. 210; cfr. anche Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, 2. ediz., Zurigo 2009, n. 9 ad art. 37 LIFD, p. 608).
Diversamente dal caso delle riserve tacite deliberatamente accumulate, l’agevolazione dell’art. 37 LIFD è stata quindi ammessa dal Tribunale federale nel caso del pagamento di rendite arretrate, che si erano accumulate per diversi anni, a seguito di una transazione intervenuta tra la SUVA e l’assicurato, con la precisazione che simili versamenti possono beneficiare dell’imposizione privilegiata al tasso della rendita annua corrispondente, secondo l’art. 37 LIFD, solo se normalmente, secondo la natura delle prestazioni di cui si tratta, un pagamento periodico sarebbe stato previsto ma non è stato effettuato, non però in conseguenza dell’intervento del contribuente cui le prestazioni erano dovute. Sono pure suscettibili di beneficiare dell’agevolazione prevista dagli articoli 37 LIFD e 37 LT altre prestazioni periodiche maturate nel passato, per es. contributi di mantenimento secondo l’art. 125 CC, oppure ancora il pagamento di salari arretrati dovuti in applicazione dell’art. 8 cpv. 3 Cost. fed. (RDAF 2002 II 1 = StE 2001 B 29.2 N. 7 = ASA 70 p. 210).
1.4.
Questa soluzione, ancora recentemente confermata dal Tribunale federale (decisione TF 2C_640/2010 dell’11 dicembre 2010), che circoscrive l’agevolazione prevista sia dall’art. 37 LIFD sia dall’art. 37 LT ai soli casi in cui il versamento arretrato non è frutto di scelta deliberata del beneficiario, consente un’applicazione della norma conforme al suo spirito, che è in sostanza quello di non penalizzare l’imposizione di prestazioni periodiche maturate nel passato con un’aliquota maggiorata, quando, indipendentemente dalla volontà del beneficiario, vengono liquidate con un versamento unico.
Venendo al caso in esame, oggetto di discussione è l’imposizione della liquidazione delle rendite di vecchiaia maturate dal 1° ottobre 2004 al 31 dicembre 2006, di complessivi fr. 52'164.–, che la cassa cantonale di compensazione ha versato al ricorrente, sotto forma di capitale, solamente nel corso del mese di novembre del 2007.
A dire dello stesso contribuente, tale importo dovrebbe pertanto essere stralciato dai proventi del 2007, poiché di fatto già anticipato dall’aumento dei debiti ipotecari accesi negli anni precedenti, allo scopo di fronteggiare le sue spese correnti. Di parere opposto è invece l’autorità di tassazione, che in occasione dell’udienza del 2 marzo 2011 ha chiesto di riformare la tassazione a sfavore del ricorrente, imponendo tale prestazione in capitale con l’aliquota ordinaria, anziché con quella attenuata prevista dagli art. 37 LT e LIFD.
2.2.
Secondo gli art. 51 cpv. 1 LT e 210 cpv. 1 LIFD, il reddito imponibile è determinato in base ai proventi conseguiti durante il periodo fiscale.
Dottrina e giurisprudenza sono concordi nell’affermare che un reddito è realizzato quando il soggetto fiscale ne può disporre effettivamente, sia entrandone in possesso, cioè incassando la somma, sia ricevendo sul medesimo una pretesa giuridica ferma; semplici previsioni sono, al contrario, insufficienti (Reich, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, Vol. I/2a, 2. ediz., Basilea 2008, n. 34 ad art. 16 LIFD, p. 160; RDAF 2004 II 293; ASA 66 p. 377). Nei casi in cui l’adempimento del credito è particolarmente insicuro, non ci si deve pertanto fondare sul momento dell’acquisto del credito, bensì su quello dell’adempimento effettivo. Chiamato a giudicare l’imposizione di una liquidazione in capitale in sostituzione di prestazioni ricorrenti, il Tribunale federale ha, per esempio, avuto modo di precisare a più riprese che le rendite d’invalidità arretrate del primo e del secondo pilastro sono imponibili solo quando vengono pagate, anche se il diritto al loro versamento nasce precedentemente (decisioni TF 2C_640/2010 dell’11 dicembre 2010 e 2C_267/2007 del 5 ottobre 2007).
2.3.
La medesima conclusione deve valere anche per le rendite di vecchiaia, oggetto della presente procedura.
A norma dell’art. 21 cpv. 1 della Legge federale su l’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS, RS 831.10), il diritto al loro versamento nasce, per gli uomini, il primo giorno del mese successivo a quello in cui compiono 65 anni e, per le donne, il primo giorno del mese successivo a quello in cui compiono 64 anni. L’art. 67 cpv. 1 dell’Ordinanza federale (OAVS, RS 831.101) dispone tuttavia che il diritto alle rendite deve essere fatto valere dall’assicurato, presentando alla cassa di compensazione competente un modulo di richiesta debitamente compilato. A loro volta, le direttive sulle rendite (DR) edite dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali precisano, alla cifra marginale n. 10201, che le rendite dovute ma non ancora versate possono essere pagate retroattivamente solo nel termine di prescrizione di cinque anni disciplinato dall’art. 24 cpv. 1 della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). In altri termini, se l’assicurato presenta il modulo di richiesta solo posteriormente alla nascita del diritto, come nella fattispecie, la cassa di compensazione deve versare retroattivamente, sotto forma di capitale, unicamente le rendite non ancora prescritte. D’altra parte, a rendere maggiormente insicuro il pagamento delle rendite di vecchiaia sin dalla nascita del loro diritto, vi è anche la possibilità offerta alle persone che raggiungono l’età prevista per il pensionamento di rinviare l’inizio della loro riscossione da un minimo di un anno ad un massimo di cinque anni (art. 39 LAVS), con conseguente supplemento mensile di differimento, una volta che ne beneficeranno.
Così stando le cose, è quindi immediatamente evidente che le rendite di vecchiaia, così come le rendite di invalidità del primo e del secondo pilastro, vanno imposte solo al momento in cui vengono pagate, anche se il diritto al loro versamento nasce precedentemente.
2.4.
Nel caso di specie, il ricorrente è nato il 7 settembre 1939. In virtù dell’art. 21 cpv. 1 LAVS, egli aveva pertanto diritto alla riscossione delle rendite di vecchiaia sin dal 1° ottobre 2004. Per sua stessa ammissione, RI 1 ha tuttavia aspettato il compimento del suo 68o anno di età per richiederne il versamento, adducendo non meglio precisati “motivi personali”. Partendo da questa premessa, egli vorrebbe ora stralciare dai proventi del 2007 le rendite arretrate afferenti appunto agli anni 2004-2006, per un importo complessivo di fr. 52'164.–.
A tale proposito, l’argomento relativo all’aumento dei debiti ipotecari, sviluppato nel ricorso, è chiaramente privo di ogni fondamento. Il ricorrente non può infatti negare di avere potuto disporre dell’intero importo di fr. 52'164.–, solo perché potenzialmente utile a rimborsare l’aumento dei debiti ipotecari accesi negli anni precedenti. La contraddittorietà di questo argomento risulta manifesta: solo dopo avere ricevuto tale importo, il contribuente avrebbe infatti potuto risanare (almeno parzialmente) la sua situazione debitoria.
Del tutto ininfluente è pure l’ulteriore argomentazione, sollevata in corso di udienza, secondo la quale sarebbe stato fortemente penalizzato dalla tassazione in discussione, per il fatto che avrebbe potuto pagare un’imposta molto inferiore negli anni precedenti, se avesse richiesto sin da subito il versamento delle rendite AVS, alle quali aveva diritto. A prescindere dal fatto che non si capisce per quale ragione abbia atteso oltre tre anni per richiederne il versamento, specie se si considera che nel frattempo ha dovuto aumentare i debiti ipotecari per far fronte alle sue spese correnti, questa tesi non fa altro che confermare l’esistenza degli estremi per una reformatio in peius della decisione impugnata.
Come anticipato in precedenza, l’agevolazione dell’aliquota prevista dagli art. 37 LIFD e 37 LT, secondo cui l’imposta sul reddito va calcolata – tenuto conto degli altri proventi e delle deduzioni autorizzate – all’aliquota che sarebbe applicabile se fosse corrisposta una prestazione annua invece delle prestazione unica, è ammissibile unicamente nella misura in cui il versamento unico non è stato provocato dal contribuente medesimo.
Nella fattispecie, per contro, il pagamento posticipato delle rendite di vecchiaia maturate dal 1° ottobre 2004 al 31 dicembre 2006 è frutto di una libera scelta di RI 1. Per sua stessa ammissione, egli ha infatti posticipato di oltre tre anni il versamento di tali rendite, adducendo non meglio precisati “motivi personali”. Non possono quindi esserci dubbi sul fatto che l’importo di fr. 52'164.– andava imposto applicando l’aliquota ordinaria.
In simili circostanze, vi sono tutti i presupposti per una modifica della decisione impugnata a sfavore del ricorrente.
3.2.
Secondo gli art. 230 cpv. 2 LT e 143 cpv. 1 LIFD, questa Camera prende la sua decisione fondandosi sui risultati dell’inchiesta e, sentito il ricorrente, può modificare la tassazione anche a svantaggio del medesimo.
Sulla base di queste ultime disposizioni, in occasione dell’udienza tenutasi il 2 marzo 2011, il giudice delegato ha avvertito il ricorrente dell’esistenza dei presupposti per una riforma a suo sfavore della decisione impugnata, conferendogli la possibilità di prendere posizione, nel pieno rispetto del suo diritto d’essere sentito. Come visto, per tutta risposta, RI 1 ha dichiarato di mantenere ugualmente il ricorso, limitandosi a sostenere di essere fortemente penalizzato dalla tassazione in discussione.
Nulla si oppone pertanto alla modifica della tassazione nel senso indicato sopra.
Visto l’esito del gravame, tassa di giustizia e spese processuali sono poste a carico del ricorrente, soccombente.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
La decisione su reclamo del 3 marzo 2010 è riformata nel senso che l’importo di fr. 52'164.– è tassato applicando l’aliquota ordinaria.
Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 500.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 580.–
sono a carico del ricorrente.
Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
Intimazione a:
-; -; -; -.
Copia per conoscenza:
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il segretario: