Incarto n. 17.2019.3-6

Locarno 15 maggio 2019/cv

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Corte di appello e di revisione penale

composta dai giudici:

Giovanna Roggero-Will, presidente, Chiarella Rei-Ferrari e Matteo Galante

segretaria:

Cristina Maggini, vicecancelliera

sedente per statuire nelle procedure d’appello avviate con annuncio dell’8 e del 12 novembre 2018 e confermate con dichiarazioni d’appello del 28 e del 29 gennaio 2019 da

e dal

AP 1 ,

rappr. dall'avv. DI 1, 6901 Lugano

procuratore pubblico PP 1, 6901 Lugano

contro la sentenza emanata il 5 novembre 2018 dalla Corte delle assise criminali nei confronti di:

  • AP 1, dati di cui sopra

  • IM 1,

rappr. dall’avv.DI 2, 6901 Lugano

esaminati gli atti;

ritenuto che: A. Con atto d’accusa 8.8.2018 il procuratore pubblico ha rinviato a giudizio davanti alla Corte delle assise criminali AP 1 e IM 1 ritenendoli autori colpevoli di:

“AP 1 e IM 1 in correità

  1. ripetuta amministrazione infedele qualificata

siccome commessa per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto

per avere,

a , __________ ed in altre località della Svizzera e dell’,

nel periodo agosto 2013 – dicembre 2017,

agendo in correità fra loro,

nonché in parte in correità con IM 2(contro il quale si procede separatamente),

AP 1 nella sua qualità di direttore generale __________, di amministratore unico della società __________ e successivamente in qualità di organo di fatto della società __________,

AP 1 nella sua qualità di segretaria di __________ e successivamente di organo di fatto della società __________,

obbligati per negozio giuridico e per legge e gestire gli interessi patrimoniali della __________, rispettivamente della __________,

mancando al proprio dovere, danneggiando in tal modo il patrimonio delle due entità e procacciandosi un indebito profitto per un importo equivalente alle operazioni indebite, ovvero pari a complessivi CHF 1'066'588.24,

e meglio per avere,

1.1. nel periodo agosto 2013 – agosto 2016,

AP 1 nella sua qualità di Direttore generale della __________ e di amministratore unico della __________, con diritto di firma individuale sulle relazioni bancarie e postali delle stesse,

IM 1 nella sua qualità di segretaria della __________ con diritto di firma individuale sulle relazioni bancarie e postali della stessa,

ripetutamente ed intenzionalmente violato i loro doveri, compiendo personalmente dalle relazioni no. __________ presso __________, no. __________ presso , entrambe intestate a, nonché dalla relazione no. __________ intestata a __________ numerosi prelevamenti indebiti a contanti, rispettivamente eseguendo bonifici a loro favore o a favore di terzi per il pagamento di importi da loro personalmente dovuti, per un importo complessivo di CHF 917'043.22,

utilizzando tale importo per scopi personali, estranei all’associazione, segnatamente per saldare debiti personali, per alimentare conti di società e/o associazioni riconducibili allo stesso AP 1,

permettendo con il loro agire che il patrimonio della __________ venisse concretamente danneggiato e procacciandosi in tal modo un indebito profitto per un importo equivalente ai prelevamenti e bonifici indebiti, ovvero pari a CHF 917'043.22;

1.2. nel periodo dicembre 2016 – dicembre 2017,

AP 1 e IM 1 nella loro qualità di organi di fatto e operativi della società __________,

in parte in correità con IM 2, nella sua qualità di socio e gerente della __________ per il periodo 10 gennaio 2017 – 29 maggio 2017,

ripetutamente ed intenzionalmente violato i loro doveri, facendo compiere ai gerenti, in particolare a IM 2, il quale si è disinteressato della gestione della società limitandosi ad eseguire quanto gli veniva richiesto da AP 1 e da IM 1, numerosi prelevamenti indebiti a contanti, rispettivamente dei bonifici indebiti a favore di relazioni intestate ad AP 1, dalle relazioni no. __________ presso __________, no. __________ presso la __________, no. __________ e no. __________ presso __________, tutti intestati a __________, per un importo complessivo di almeno CHF 94'574.94,

utilizzando tale importo per scopi personali, estranei all’associazione, segnatamente per saldare debiti personali, per alimentare conti di società e/o associazioni riconducibili allo stesso AP 1,

permettendo con il loro agire che il patrimonio della __________ venisse concretamente danneggiato e procacciandosi in tal modo un indebito profitto per un importo equivalente ai prelevamenti e bonifici indebiti, ovvero pari a CHF 94'574.94;

ripetuta truffa

aggravata siccome commessa per mestiere data la disponibilità degli imputati ad agire ripetutamente per procurarsi una regolare fonte di reddito,

e meglio per avere,

2.1. a __________ ed in altre imprecise località ______,

nel periodo agosto 2013 – agosto 2016,

AP 1 nella sua qualità di direttore generale della __________ associazione attiva nell’ambito dello sviluppo della cultura a livello internazionale, mediante corsi universitari, Masters e dottorati in convenzioni o in accordi con università a livello internazionale,

IM 1 nella sua qualità di segretaria, responsabile della parte didattica, della gestione dei rapporti con università europee e della richiesta di accreditamento __________, nonché in sostanza organo di fatto unitamente ad AP 1 della stessa,

per procacciare a loro stessi o ad altri un indebito profitto, in particolare per assicurare ad __________, e di riflesso a loro stessi, un’entrata regolare,

ripetutamente e sistematicamente ingannato con astuzia gli studenti iscritti all’__________,

approfittando subdolamente dell’errore in cui tali persone si venivano a trovare a seguito delle false affermazioni o per aver loro sottaciuto cose vere, così da indurli ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio,

configurandosi l’inganno astuto:

  • nel far credere che __________ era un istituto universitario, indicando chiaramente nel sito internet, in cui era leggibili: “__________ è un’Università di diritto svizzero”, ben sapendo che in realtà la stessa non aveva ottenuto il necessario accreditamento;

  • nel continuare ad utilizzare il nome “Istituto privato Universitario Svizzero” anche dopo essere stati informati di non aver ottenuto l’accreditamento istituzionale nell’ambito degli istituti universitari svizzeri;

  • nel far credere, contrariamente al vero, che al termine degli studi sarebbe stato rilasciato da __________ un diploma da un istituto accreditato nella Confederazione e sottoposto alla legislazione elvetica, quindi con garanzia di validità in Svizzera, mentre in realtà __________ non ha mai ottenuto un accreditamento istituzionale ai sensi della Legge universitaria cantonale;

  • nel far credere che, contrariamene al vero, in virtù di accordi che in realtà si sono avverati essere mere lettere d’intenti o sono stati annullati in quanto non rispettati da __________ stessa, gli studenti avrebbero ottenuto anche un titolo di “Bachelor’s Degree o di Master’s Degree riconosciuto e abilitante alla professione nel paese di origine”;

  • nel far credere che l’eventuale titolo di bachelor conseguito presso un’università _______ o ________ rappresentava una condizione sufficiente per l’abilitazione all’esercizio della professione sia in Svizzera che in __________, ciò che non corrispondeva alla realtà, come d’altronde chiaramente indicato anche nel rapporto AAQ (Agenzia svizzera di accreditamento e di garanzia della qualità) del 21 novembre 2014;

  • nel rassicurare gli studenti, quando hanno manifestato dubbi o perplessità, con lettere o scritti e-mail, circa l’effettiva esistenza di un accordo con l’Università __________ di __________ (di seguito __________), in realtà revocato a seguito dell’inadempienza della stessa __________;

inducendo in tal modo gli studenti, con inganno, ad atti pregiudizievoli al loro patrimonio e meglio a versare a favore di __________ la quota annuale di Euro 9'500.00 (Euro 8'500.00 senza il rimborso delle spese di trasferta),

considerato che la maggior parte degli stessi non è mai stata immatricolata presso un istituto estero, segnatamente __________ a __________, rispettivamente che non hanno ottenuto alcun titolo di studio, non avendo __________ alcun accordo in essere al momento del fallimento,

ritenuto che dal 2013 __________ ha incassato rette per complessivi CHF 7'315'616.07 (comprensivi dei rimborsi già effettuati, pari a CHF 105'000.90), rispettivamente dalla revoca dell’accordo con __________, avvenuta in data 16 settembre 2015, __________ ha incassato rette per complessivi CHF 2'689'076.76 (comprensivi dei rimborsi già effettuati, pari a CHF 51'529.53);

2.2. a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

nel periodo maggio 2017 – settembre 2017,

ingannato con astuzia i dipendenti della __________, dando indicazioni non veritiere e presentando documentazione annullata, segnatamente dei contratti di lavoro attestanti un salario superiore a quello percepito,

inducendoli in tal modo ad erogare, per infortunio, prestazioni in denaro per complessivi CHF 17'664.05 a favore di AP 1 e CHF 10'440.90 a favore di IM 1 a titolo di indennità giornaliere,

arrecando all’ente assicurativo un danno patrimoniale di almeno CHF 4'411.32 per quanto concerne AP 1 e di CHF 4'895.30 per quanto concerne IM 1;

e meglio per avere,

dopo essere rimasti vittime di un incidente stradale in compagnia di PC 1 ePC 2,

annunciato l’infortunio alla __________, affermando di essere dipendenti della __________ e di percepire, contrariamente al vero, AP 1 uno stipendio lordo di CHF 8'500.00 e IM 1 uno stipendio lordo di CHF 8'000.00, mentre in realtà a quel momento il loro stipendio, come da contratto, era pari a CHF 6'000.00 lordi,

inducendoli in tal modo ad erogare, per tale infortunio, indennità non dovute per un importo complessivo di almeno CHF 9'306.62;

bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento

per avere,

a __________ ed in altre località __________,

nel periodo agosto 2013 – agosto 2016.

AP 1 nella sua qualità di Direttore generale della __________,

IM 1 nella sua qualità di segretaria della __________, nonché di organo di fatto della stessa,

entrambi con diritto di firma individuale sulle relazioni no. __________ presso __________ e no. __________ presso __________, intestate a __________,

ripetutamente diminuito fittiziamente, in danno dei creditori, l’attivo dell’associazione, distraendo valori patrimoniali di spettanza di quest’ultima,

e meglio per avere,

distratto beni provento dell’attività e pertanto di spettanza dell’associazione stessa, per un valore complessivo di almeno CHF 917'043.22, pari all’importo prelevato a contanti per il quale non è stato possibile accertare il destino, rispettivamente pari all’importo dei bonifici effettuati a proprio favore da AP 1 e/o IM 1 e non nell’interesse dell’associazione,

diminuendone fittiziamente gli attivi in danno dei creditori e cagionando in tal modo procedure esecutive per un importo complessivo di CHF 187'197.40, ritenuto che l’associazione è stata poi dichiarata fallita con decreto della Pretura del distretto di __________ del 1° settembre 2016,

considerato che, nonostante la sospensione della procedura di fallimento per mancanza di attivo e la susseguente assenza di diffide ai creditori per insinuare i propri crediti, successivamente sono stati spontaneamente insinuati crediti per un importo complessivo di CHF 810'848.00;

ALTERNATIVAMENTE

ripetuta cattiva gestione

per avere,

nel periodo dicembre 2012 – agosto 2016,

a __________ ed in altre località __________,

AP 1 nella sua qualità di Direttore generale della __________,

IM 1 nella sua qualità di segretaria della __________, nonché di organo di fatto della stessa,

a causa di cattiva gestione, in particolare a causa di un’insufficiente dotazione di capitale, rispettivamente di una grave negligenza nell’amministrazione dei suoi beni,

cagionato o aggravato l’eccessivo indebitamento, rispettivamente l’insolvenza o aggravato la situazione conoscendo l’insolvenza della __________ con sede a __________, poi dichiarata fallita,

e meglio per avere,

nelle menzionate circostanze di tempo e di luogo,

omettendo di dotare la società sin dall’inizio di un sufficiente capitale e successivamente distraendo beni provento dell’attività, utilizzando gli importi per scopi personali, estranei all’associazione,

cagionato, rispettivamente aggravato l’eccessivo indebitamento e l’insolvenza della __________, conoscendone la relativa situazione,

ritenuto che la società è stata dichiarata fallita a far tempo dal 1° settembre 2016 con decreto della Pretura del distretto di __________ del 1° settembre 2016 e che in quel momento la stessa aveva esecuzioni in corso per un importo complessivo di CHF 187'197.40,

considerato che, nonostante la sospensione della procedura di fallimento per mancanza di attivo e la susseguente assenza di diffide ai creditori per insinuare i propri crediti, successivamente sono stati spontaneamente insinuati crediti per un importo complessivo di CHF 810'848.00;

omissione della contabilità

per avere,

nel periodo 2013 – agosto 2016,

a __________ ed in altre località __________,

AP 1 nella sua qualità di Direttore generale della __________,

IM 1 nella sua qualità di segretaria della __________, nonché di organo di fatto della stessa,

associazione dichiarata fallita dalla Pretura __________ in data 1° settembre 2016, ragione radiata d’ufficio in data 6 ottobre 2017,

omesso di tenere regolarmente e conservare i libri di commercio e di allestire i bilanci, violando in tal modo il dovere imposto dalla legge ed impedendo così di rilevare la situazione patrimoniale dell’associazione,

e meglio, per avere

omesso di allestire o far allestire il bilancio e il conto economico dell’associazione __________ per gli anni contabili 2013, 2014, 2015 e 2016 fino al giorno del fallimento;

AP 1, singolarmente

  1. ripetuta appropriazione indebita d’imposta alla fonte

per avere,

nel periodo gennaio 2015 – dicembre 2015,

a __________ ed in altre località __________,

nella sua qualità di direttore generale __________ ed in quanto tale tenuto a trattenere l’imposta alla fonte sugli stipendi dei dipendenti non domiciliati in Svizzera della società, ripetutamente impiegato a proprio profitto o di terzi la ritenuta d’imposta concernente l’anno 2012,

omettendo di riversare gli importi dedottiPC 3,

per un ammontare complessivo di CHF 66'554.90, come da diffida e accordo di dilazione di pagamento del 12 aprile 2017,

considerato che ad oggi è stato versato unicamente un importo di CHF 4'553.90;

  1. infrazione alla LF sugli stranieri (inganno nei confronti delle autorità)

per avere,

il 31 gennaio 2013,

a __________,

fornendo dati falsi in merito ai suoi precedenti penali, e meglio dichiarando, in occasione della compilazione del formulario “Autocertificazione precedenti penali per cittadini UE-AELS e di Stati terzi dove non vige l’obbligo della presentazione del certificato penale”, di non essere mai stato condannato e di non avere procedimenti penali in corso, nonostante la condanna da lui subita in __________ come da Sentenza della __________ del 7 gennaio 2013 (a conferma della sentenza emessa in data 6 dicembre 2011 dal __________), divenuta irrevocabile il 12 aprile 2013,

ingannato l’autorità incaricata del rilascio del permesso, ottenendo in tal modo il rilascio del permesso di dimora in territorio svizzero;

  1. contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti

per avere,

a far tempo dal 7 aprile 2016,

a __________,

omesso di compilare e presentare alla PC 4presso la quale era affiliato in qualità di datore di lavoro, la distinta salari, riferita all’anno 2015, dei dipendenti della società __________;

IM 1, singolarmente

  1. infrazione alla LF sugli stranieri (inganno nei confronti delle autorità)

per avere, il 31 gennaio 2013, a __________, fornendo dati falsi in merito ai suoi precedenti penali, e meglio dichiarando, in occasione della compilazione del formulario “Autocertificazione precedenti penali per cittadini UE-AELS e di Stati terzi dove non vige l’obbligo della presentazione del certificato penale”, di non essere mai stata condannata e di non avere procedimenti penali in corso, nonostante la condanna pronunciata nei suoi confronti come da Sentenza della __________ del 30 ottobre 2012 (a conferma della sentenza del 2 maggio 2011 emessa dal __________) per il reato di truffa, divenuta irrevocabile il 26 febbraio 2013, ingannato l’autorità incaricata del rilascio del permesso, ottenendo in tal modo il rilascio del permesso di dimora in territorio svizzero.”

B. Esperito il dibattimento, con sentenza 5.11.2018 (motivazione scritta intimata l’8.1.2019), la Corte delle assise criminali ha dichiarato:

i. AP 1 autore colpevole di amministrazione infedele qualificata (ai danni di __________), ripetuta truffa in parte aggravata (ai danni degli studenti di __________ e della __________), ripetuta cattiva gestione, ripetuta omissione della contabilità, ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte, infrazione alla LF sugli stranieri e contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, prosciogliendolo, invece, dai reati di ripetuta amministrazione infedele qualificata (ai danni di ______, punto 1.1 dell’AA, e di __________ limitatamente a fr. 15'668.96, punto 1.2 dell’AA) e di ripetuta truffa aggravata (limitatamente all’aggravante del mestiere, punto 2.2 dell’AA).

Lo ha, pertanto, condannato:

  • alla pena detentiva di 26 (ventisei) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto;

  • al pagamento di una multa di fr. 500.-;

  • a versare (in solido con IM 1) agli studenti di __________ indicati al punto 9 del dispositivo gli importi in esso stabiliti a valere quale partecipazione delle spese legali da essi sostenute;

  • a versare PC 3 fr. 62'000. - a titolo di risarcimento danni;

  • al pagamento di tasse e spese in ragione di 3/6 pari a fr. 16'277.35;

  • a versare allo Stato, non appena le sue condizioni economiche glielo permetteranno, fr. 27'120.10 per le spese anticipate per la sua difesa;

ii. IM 1 autrice colpevole di ripetuta truffa in parte aggravata (ai danni degli studenti di __________ e della __________), ripetuta cattiva gestione, ripetuta omissione della contabilità e infrazione alla LF sugli stranieri, prosciogliendola, invece, dai reati di ripetuta amministrazione infedele qualificata (ai danni di __________ e __________, punto 1 dell’AA) e di ripetuta truffa aggravata (limitatamente all’aggravante del mestiere, punto 2.2 dell’AA).

L’ha, pertanto, condannata:

  • alla pena detentiva di 20 (venti) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto, condizionalmente sospesa per un periodo di prova di 3 (tre) anni;

  • a versare (in solido con AP 1) agli studenti di __________ indicati al punto 9 del dispositivo gli importi in esso stabiliti a valere quale partecipazione delle spese legali da essi sostenute;

  • al pagamento di tasse e spese in ragione di 2/6 pari a fr. 10'851.57;

  • a versare allo Stato, non appena le sue condizioni economiche glielo permetteranno, fr. 27'729.30 per le spese anticipate per la sua difesa.

iii. La Corte di primo grado ha, inoltre:

  • rinviato gli studenti di __________ al competente foro civile per le loro pretese non contemplate al punto 9 del dispositivo;

  • respinto le pretese di risarcimento di PC 5(rettore di __________), PC 6, PC 1, PC 7(docente presso __________ e PC 2 (già gerente __________);

  • respinto le istanze d’indennizzo ex art. 429 CPP presentate dagli imputati.

C. Contro la sentenza della Corte delle assise criminali, il procuratore pubblico e AP 1 hanno tempestivamente annunciato di voler interporre appello e, dopo avere ricevuto la motivazione scritta della pronuncia, hanno confermato tale volontà con dichiarazione 28, rispettivamente 29 gennaio 2019 in cui:

i. il procuratore pubblico ha precisato di chiedere che gli imputati, vengano riconosciuti autori colpevoli - oltre che dei reati per cui sono stati condannati in prima istanza - anche per quello di amministrazione infedele aggravata di cui al punto 1.1. dell’AA (ai danni di __________) con conseguente condanna, per AP 1, alla pena detentiva di 3 anni e 6 mesi e, per IM 1, alla pena detentiva di 30 mesi di cui 6 da espiare e 24 sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni. Tasse e spese a carico degli imputati;

ii. AP 1 ha precisato di chiedere il suo proscioglimento dalle imputazioni di amministrazione infedele ai danni di __________, di ripetuta truffa (ai danni degli studenti di ______ e della __________), di ripetuta cattiva gestione, di ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte e di contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti con conseguente riduzione della pena (che deve essere posta interamente al beneficio della sospensione condizionale), la reiezione di qualsiasi istanza d’indennizzo degli AP, il riconoscimento a suo favore di un indennizzo per la riparazione del torto morale e l’accollo di tasse e spese allo Stato.

D. Non impugnati, i dispositivi n 1.4, 1.6., 2, 2.1, 2.1.1, 2.1.2, 2.2, 2.3, 2.4, 3.2, 4.2, 8, 11, 12, 13, 14, 14.1, 14.2, 15, 15.1, 15.2, 16, 18, 20, 20.1, 20.2, 21, 21.1, 21.2, 21.3, 22 e 23 sono passati in giudicato.

E. Il pubblico dibattimento si è tenuto il 30 aprile 2019.

A conclusione dei loro interventi:

  • il procuratore pubblico ha chiesto l’accoglimento del suo appello, la reiezione dell’appello dell’imputato, la condanna di AP 1 alla pena detentiva di 3 anni e 10 mesi da espiare nonché alla multa di fr. 500.- e di IM 1 alla pena detentiva di 30 mesi, rimettendosi alla Corte per il tema della sua parziale sospensione condizionale alla quale non si è opposto;

  • il difensore di IM 1 ha chiesto, in via principale, la reiezione dell’appello della PP e la conferma della sentenza di primo grado e, in via subordinata, che la pena detentiva comminata sia contenuta in 24 mesi e interamente sospesa condizionalmente. Si è rimessa alla Corte per la durata del periodo di prova;

  • il difensore di AP 1 ha chiesto che il suo assistito venga prosciolto dai reati di ripetuta truffa aggravata ai danni degli studenti di __________, di amministrazione infedele qualificata ai danni di __________ e di __________ nonché di cattiva gestione. Si è, invece, rimesso alla Corte per quanto concerne i reati di truffa ai danni di __________, di ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte e di contravvenzione alla LF per la vecchiaia e per i superstiti. Ha, poi, chiesto che la pena venga massicciamente ridotta e, in ogni caso, posta al beneficio della sospensione condizionale e la reiezione di qualsiasi pretesa degli AP. Infine, ha postulato l’accoglimento dell’istanza d’indennizzo per il torto morale (a causa dell’ingiusta carcerazione) in ragione di fr. 50'000.

Considerato

in fatto e in diritto:

vita degli imputati e precedenti penali

AP 1

1.1. Sulla vita dell’imputato si richiama, in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, il considerando 5 (pag. 43-47) della sentenza impugnata al quale si rinvia.

Al riguardo, è necessario sottolineare che nemmeno raccontando della sua vita l’imputato è stato credibile.

Al dibattimento d’appello, contraddicendo le sue precedenti dichiarazioni, ha sostanzialmente preteso di avere svolto un’attività in proprio di investigatore privato per una quindicina d’anni e di avere, poi, lavorato, per una decina d’anni, come “volontario” per asserite associazioni benefiche che gli avrebbero “pagato le spese” - non limitate (come è di norma per i volontari) alle spese incorse per l’attività prestata a favore delle (qui fantomatiche) associazioni benefiche - ma estese, in sostanza, a tutte le sue necessità (pagamento del canone di locazione dell’appartamento in cui abitava, del vitto, dell’abbigliamento, ecc….; insomma, tutto quanto necessario al suo mantenimento).

Le associazioni “benefiche” per cui AP 1 avrebbe “lavorato come volontario a tempo pieno” per circa una decina d’anni e che gli avrebbero dato di che vivere sarebbero due: da un lato, l’associazione __________ (di cui ha, peraltro, detto di essere stato il presidente e factotum; cfr. VI PP 11.12.2017, pag. 8, AI 30 inc. MP __________) e, dall’altro, il __________.

Anche volendo dimenticare che in inchiesta aveva detto di avere fatto volontariato con la “” (VI PP 25.8.2016 pag. 2, AI 41), basta l’indicazione delle due associazioni a generare più di una perplessità: da un lato, l’ - come, peraltro, ben indica il suo nome - è stata dallo stesso AP 1 in inchiesta indicata come un’associazione che si occupa di esoterismo (tema che ha ben poche attinenze con la beneficenza); dall’altro, la denominazione “__________” identifica lo scopo dell’associazione in questione che, pure, con la beneficenza nulla hanno a che fare.

Le perplessità aumentano se, poi, si considera che AP 1 ha detto che, per entrambe queste associazioni, egli si occupava di accompagnare persone handicappate in : in sostanza, per una decina d’anni egli avrebbe girato costantemente l’ per portare in Vaticano frotte di handicappati che avrebbero dovuto partecipare a udienze con il Papa (evidentemente, pure impegnato a tempo pieno in quest’attività).

Del tutto nebuloso (e non poteva essere altrimenti) è rimasto il tema di come (cioè, con quali soldi) queste due associazioni abbiano potuto mantenere AP 1 (pagando i costi di tutte le sue necessità). E il fatto che di almeno una di esse AP 1 ha detto di essere stato, in sostanza, il deus ex machina, aggiunge spessore alla nebbia. Navigando in questo grigiore, non si può che concludere che nebulosa è rimasta la vita di AP 1 (almeno) nella decina d’anni che hanno preceduto il suo arrivo in Svizzera: in parole povere, difficile è dire come egli si sia guadagnato da vivere nei 10 anni precedenti il suo trasferimento in Svizzera (e questo, volendo abbonargli gli anni di asserita attività da investigatore privato).

È vero che egli ha detto anche di avere lavorato come giornalista per delle “testate giornalistiche”. Ma anche queste si sono, poi, rivelate essere delle sostanziali bufale o, nel migliore dei casi, delle mistificazioni. Richiesto di precisare per quali testate giornalistiche, AP 1, infatti, si è limitato a dire di avere lavorato, da un lato, ad una specie di bollettino destinato ai (circa 300) soci dell’__________. A questo ha, poi, aggiunto di avere, per un periodo imprecisato, lavorato (sembrerebbe come free-lance) per __________ (attività cui non ha mai, sin qui, fatto cenno) e di avere gestito “la testata giornalistica” della __________ di __________ di cui sarebbe stato il presidente e da cui “non era stipendiato” ma riceveva “un appannaggio di 700 Euro al mese”) mentre in inchiesta, aveva detto di avere gestito la __________ di __________, senza mai nemmeno nominare la __________.

Quindi, molto fumo ma poco arrosto.

Così come molto fumo è stato quello buttato sulla sua formazione professionale: AP 1 ha dichiarato di avere frequentato dei corsi in tecniche investigative in una scuola di __________ che gli avrebbe rilasciato un certificato di capacità (verb. dib. d’appello, pag. 3); durante l’inchiesta, ha detto di avere studiato giornalismo a __________ (VI PP 25.8.2016, pag. 2, AI 41), poi ha ridimensionato i suoi studi negli Stati Uniti ad una formazione seguita per corrispondenza (qualche riga dopo), formazione che non ha fatto, però, più alcuna apparizione al dibattimento d’appello.

AP 1 è, quindi, apparso alla Corte come un affabulatore, capace, in altri contesti, di vendere lucciole per lanterne, abile nello stravolgere il senso delle cose e delle parole attribuendovi significati tutti suoi e mutevoli a seconda delle circostanze e necessità.

1.2. In Svizzera AP 1 è incensurato (doc. TPC 11).

1.3. In __________ l’imputato è stato oggetto di tre condanne (doc. TPC 23):

  • per il reato di omessa tenuta delle scritture contabili alla pena di 2 mesi e 20 giorni di reclusione sospesa condizionalmente (sentenza 5.3.1993 della Pretura di __________);

  • per il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare continuata (fatti avvenuti dal 1.6.2001 al 30.4.2002 a __________) alla pena di 1 mese di reclusione sospesa condizionalmente e al pagamento di una multa di Euro 150. – (sentenza 15.6.2005 del Tribunale di __________);

  • per il reato di falsità in scrittura privata continuata (fatti avvenuti a __________ dal 4.4.2007) alla pena di 1 anno di reclusione (sentenza 7.1.2013 della Corte di appello __________), reato depenalizzato/abrogato.

IM 1

2.1. Sulla vita dell’imputata si richiama, in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, il considerando 6 (pag. 47-50) della sentenza impugnata al quale si rinvia.

2.2. In Svizzera IM 1 è incensurata (doc. TPC 11).

2.3. In __________ l’imputata è stata oggetto di:

  • una condanna per il reato di truffa continuata (fatti commessi a __________ nel periodo marzo 2004/luglio 2008) a 2 anni e 2 mesi di reclusione e al pagamento di una multa di Euro 600. - (sentenza 30.10.2012 della Corte di appello di __________): pena condonata l’11.11.2015 in virtù dell’indulto (doc. TPC 22);

  • una condanna per il reato di appropriazione indebita alla pena di un anno di reclusione e al pagamento di una multa di Euro 600. - (sentenza 24.10.2014 del Tribunale di __________, AI 93 allegato doc. 1 inc. MP __________) che è stata annullata per intervenuta prescrizione (sentenza 29.6.2018 della Corte di appello di __________).

avvio dell’inchiesta e circostanze dell’arresto

  1. L’inchiesta ha preso inizio a seguito della denuncia presentata nei confronti degli imputati da parte di diversi studenti e di alcuni dipendenti di __________. Gli studenti lamentavano, in sostanza, di essere stati ingannati sulla possibilità di ottenere una laurea valida sia in Svizzera che in Europa. I dipendenti si lagnavano, più in generale, di una malagestione in seno all’istituto. La denuncia di ex soci e partner in affari di __________ (società con sede nel canton __________ dove gli imputati hanno, in sostanza, continuato l’attività in precedenza attuata con __________ e interrotta dall’intervento delle autorità) ha, poi, dato avvio a una seconda inchiesta.

In applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, si rinvia, per la descrizione delle circostanze dell’arresto degli imputati, ai consid. 7 e 8 (pag. 50-52) della sentenza di primo grado. Per quanto qui d’interesse, va rilevato che AP 1 e IM 1 sono stati arrestati dopo l’apertura del procedimento penale aperto a loro carico concernente la società __________ cioè quando nei loro confronti era già pendente da oltre un anno e mezzo il procedimento riguardante la __________

__________, __________, __________ e i ruoli degli imputati

  1. Dai due rapporti di ricostruzione finanziaria della polizia giudiziaria sezione reati economico-finanziari (AI 183 inc. MP __________ e AI 260 inc. MP __________) emerge quanto segue.

a. L’associazione __________

  • __________ - è nata dal cambio di nome, sede e scopo sociale del __________ avvenuto il 21.12.2012, data dalla quale AP 1 è stato iscritto a RC quale direttore generale con firma individuale, __________ quale presidente con firma individuale e __________ quale segretario generale con firma individuale.

L’istituto aveva quale scopo quello di “svolgere corsi universitari, Masters e dottorati in convenzioni o in accordi con Università a livello internazionale” ma, in un primo tempo, veniva indicato che non poteva rilasciare “direttamente diplomi di lauree” (cfr. scopo sociale a RC in AI 183, pag. 5, inc. MP __________); salvo poi - sei mesi più tardi - proporsi come un istituto universitario a tutti gli effetti (cfr. modifica 1.8.2013 a RC secondo cui “L’istituto potrà rilasciare direttamente diplomi di lauree”, AI 183, pag. 6, inc. MP ____________________).

Va, qui, annotato che al dibattimento d’appello l’imputato, dopo aver definito “uno sbaglio” l’indicazione sul sito secondo cui ______ era un’università e rilasciava titoli universitari, riguardo alla suddetta modifica a RC ha reso, nello spazio di qualche minuto, due versioni diverse. Prima ha sostenuto che la modifica era stata fatta su consiglio del rettore __________ e dell’allora avvocato di __________ Poi, poco dopo, ha detto che la modifica era avvenuta su pressione di __________ (con cui __________ aveva concluso un accordo) che, per ottemperare alle leggi vigenti in __________, ha, in sostanza, preteso che __________ dichiarasse il falso spacciandosi per un’università (verb. dib. d’appello, pag. 3-4). AP 1 ha, poi, aggiunto a questa seconda versione che, in fondo, si era trattato soltanto di anticipare quel che il signor __________ del DECS aveva loro promesso (e meglio, l’accreditamento di __________ e il suo riconoscimento di istituto universitario).

a.1. È opportuno, a questo punto, riferire delle vicissitudini di __________ nell’ambito della procedura di accreditamento (accreditamento che, val la pena ricordarlo già sin d’ora, l’istituto non ha mai ottenuto).

i. Dalla cronologia prodotta dalla Divisione cultura e studi universitari (cfr. AI 3.1 inc. MP __________) risulta che il 6.9.2013 __________, per il tramite del suo rappresentante legale, avv. __________, ha chiesto l’autorizzazione alla denominazione universitaria. Gli atti attestano, poi, un incontro tra le parti avvenuto il 5.12.2013 (al quale, per __________, hanno partecipato AP 1, __________ __________ e l’avv. __________), durante il quale:

i rappresentanti di __________ hanno spiegato, da un lato che i 78 studenti in infermieristica e fisioterapia non erano immatricolati presso l’istituto ma presso università in __________ e __________, d’altro lato che, a quel momento, l’istituto (non avendo propri studenti immatricolati) non rilasciava alcun titolo agli studenti i quali ne avrebbero ricevuto uno solo dalle rispettive università presso cui erano immatricolati. I rappresentanti di __________ hanno, però, manifestato l’intenzione, per il futuro, di immatricolare studenti e rilasciare titoli universitari (cfr. email 6.12.2013 da __________ della __________ a __________ e all’avv. __________, AI 3.1 inc. MP __________);

  • i funzionari della __________, sulla base di queste informazioni, hanno spiegato ai rappresentanti di ______ che, poiché l’istituto non rilasciava titoli accademici, non necessitava dell’autorizzazione per l’utilizzo della denominazione universitaria precisando, tuttavia, che, se fosse entrata in vigore la modifica della legge vigente in materia che, a quel momento, era in discussione in parlamento, sarebbe stato necessario avviare una procedura di accreditamento federale per poter utilizzare tale denominazione. E questo anche nel caso in cui l’istituto non avesse rilasciato direttamente dei titoli accademici (cfr. email citata).

ii. Con scritto 30.5.2014 (in AI 3.1 inc. MP __________) il DECS ha informato __________ che la modifica di legge prospettata dalla DCSU nell’incontro del 5.12.2013 era, effettivamente, entrata in vigore il 1° marzo 2014 e che, alle procedure pendenti, si applicava il nuovo diritto, con il che, la precedente richiesta di __________ per l’autorizzazione alla denominazione universitaria, doveva essere adeguata alla nuova normativa (entro il 31.7.2014). Ha, inoltre, segnalato la possibilità di richiedere un’autorizzazione provvisoria alla denominazione universitaria per una durata massima di 2 anni, condizionata all’ottenimento di un attestato che certificasse: da un lato, che la domanda di accreditamento avesse superato l’esame preliminare da parte dell’OAQ (cioè dell’organo federale per l’accreditamento e la qualità delle istituzioni universitarie svizzere) e, d’altro lato, che la procedura ordinaria di accreditamento fosse stata avviata.

iii. A ricezione della domanda di autorizzazione provvisoria di , il DECS ha ribadito a quest’ultimo che, per poter entrare nel merito della medesima, necessitava della conferma dell’OAQ in merito al superamento dell’esame preliminare e all’avvio della procedura ordinaria di accreditamento (cfr. scritto 8.8.2014 del DECS a __________ in AI 3.1 inc).

iv. Dagli atti emerge che __________ non ha, mai, superato lo scoglio dell’esame preliminare.

L’OAQ, con rapporto 21.11.2014, ha, infatti, giudicato __________:

“non conforme all’insieme delle condizioni enumerate all’art. 16 cpv. 3 delle Direttive per l’accreditamento per il superamento dell’esame preliminare”

(cfr. rapporto citato, pag. 12, in AI 3.1 inc. MP __________).

Il rapporto ha messo in luce:

  • la mancata regolamentazione dei requisiti per l’ammissione degli studenti,

  • la mancanza di qualsiasi evidenza, per gli studenti iscritti, dei titoli di studio in loro possesso,

  • l’insufficiente offerta formativa effettivamente attivata (che non ottemperava al requisito di interdisciplinarietà),

  • l’insufficiente dotazione di personale sia amministrativo che docente per poter proporre una propria attività di insegnamento e ricerca,

  • la mancanza di un’offerta regolare dei cicli di studi, posto che l’unico dato “solido” era costituito dagli studenti iscritti al bachelor in fisioterapia,

  • il mancato conferimento di dottorati,

  • il fatto che __________ non rispettava le direttive di Bologna e le raccomandazioni della Conferenza dei rettori delle università svizzere (già solo perché non rilasciava titoli di studio).

Il rapporto ha, poi, evidenziato problemi legati alle risorse di personale, ai locali e ai mezzi finanziari per garantire l’esercizio dell’attività:

“L’incertezza sull’assunzione di proprio staff permanente, sui locali a disposizione per un’attività in crescita continua, così come i dati finanziari ancora da consolidare, pongono dubbi sulla sostenibilità dell’attività dell’istituzione richiedente, se l’attività prevede effettivamente insegnamento e ricerca universitari ai sensi delle Direttive per l’accreditamento” (rapporto citato, pag. 11, in AI 3.1 MP __________).

L’OAQ ha, quindi, concluso che __________, così come strutturata, non era, in realtà, un’università perché si limitava a mettere a disposizione degli studenti “locali, gestione, amministrazione […] ed una rete di docenti e strutture del settore socio-sanitario dislocati sul territorio _____, fungendo da campus distaccato di università europee”, tanto che a rilasciare i titoli di studio erano, solo, le università estere convenzionate. E quello che offriva era, semplicemente, “la possibilità di una formazione parzialmente a distanza, con l’obbligo di frequenza dei moduli tecnici nella sede di __________, concentrata in certi periodi dell’anno, consentendo, ad esempio, di conciliare studio e lavoro o di minimizzare le spese di vitto e alloggio a __________” (rapporto citato, pag. 11).

v. A seguito della richiesta di rinnovo della domanda di accreditamento da parte di __________ il 15.7.2015, l’agenzia svizzera di accreditamento e garanzia della qualità (AAQ) ha, nella sostanza evidenziato le medesime criticità di cui al rapporto 21.11.2014 dell’OAQ, giungendo alla conclusione che

“l’esito dell’esame preliminare quale prima tappa verso un accreditamento istituzionale nel settore universitario risulta complessivamente negativo” (rapporto citato, pag. 14, in AI 3.1 inc. MP __________).

vi. In questo contesto va ricordato che, con sentenza 2.11.2017 della pretura penale (nel frattempo passata in giudicato), AP 1 è stato condannato al pagamento della multa di fr. 10'000. - per violazione della LF sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero e della legge sull’università della Svizzera italiana e sugli istituti di ricerca (cfr. doc. 76 e 81 TPC).

a.2. La successiva modifica 4.12.2015 a RC dello scopo e della ragione sociale, a seguito della quale è sparito il termine “università” e l’istituto, oltre a denominarsi semplicemente __________, ha modificato la dicitura del titolo rilasciato (non più “diplomi di lauree” bensì “diplomi di studio”), è la conseguenza dell’intervento del DECS. Il dipartimento, dopo aver appreso che il Consiglio svizzero di accreditamento aveva deciso in via definitiva di respingere la (seconda) domanda di __________ per l’ottenimento dell’accreditamento quale istituzione universitaria, aveva, infatti, ripetutamente sollecitato l’associazione “in maniera categorica e ultimativa” ad adeguare “la denominazione” in “tutte le comunicazioni visibili o destinate al pubblico a quanto prescritto dalla Legge sull’Università della Svizzera italiana, sulla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana e sugli istituti di ricerca” (cfr. email 12.10.2015 ore 15:39, 12.10.2015 ore 17:11 e 13.10.2015 ore 15:40 del DECS a __________, allegate a AI 3.1).

a.3. Di fatto, a gestire l’istituto, erano AP 1 e IM 1. La circostanza emerge chiaramente dagli atti ed è, peraltro, stata ammessa dagli imputati (cfr. VI PP AP 1 25.8.2016, pag. 4 righe 7-8, AI 41 inc. MP __________; VI PP IM 1 25.8.2016, pag. 8, righe 39-40, AI 40, inc. MP __________).

b. __________, con sede a __________:

  • è stata costituita da __________ e __________ il 15.10.2010;

  • il 29.11.2016 la sede è stata trasferita nel canton __________ e, a quel momento, IM 2 e IM 3 sono diventati soci gerenti con 10 quote ciascuno, il primo con firma individuale e il secondo collettiva a due. Entrambi detenevano le quote a titolo fiduciario per conto di AP 1 e __________ (cfr. allegato doc. 1 a VI PP 14.12.2017 IM 2, AI 47 inc. __________);

  • il 13.1.2017 IM 3 è uscito dalla società cedendo le sue 10 quote IM 2 (il quale, a quel punto, deteneva le 20 quote a titolo fiduciario per conto di AP 1 e __________, cfr. allegato doc. 2 a VI PP 14.12.2017 IM 2, AI 47 inc. MP __________);

  • il 19.5.2017 anche IM 2 è uscito dalla società cedendo le sue quote alla __________ con sede __________ (detenuta al 51% da AP 1 e al 49% da __________, cfr. VI PP 11.12.2017 AP 1, pag. 5, AI 30 inc. MP __________). Contestualmente, PC 2 è diventato gerente con firma individuale, per poi dimettersi il 2.10.2017, quando la sua funzione è stata assunta da IM 1.

In concreto, nonostante il susseguirsi di persone con diritto di firma per la società, la sua gestione di fatto è avvenuta, in massima parte, ad opera degli imputati (che, formalmente, figuravano quali dipendenti).

La società si voleva attiva nell’ambito della formazione superiore, universitaria e postuniversitaria (cfr., scopo sociale a RC, AI 260, pag. 6 inc. MP __________). Per quanto qui d’interesse, va detto che, in pratica, gli imputati hanno continuato la precedente attività svolta con ______ presso la __________ (cfr. ordine di perquisizione e sequestro 6.12.2017 in cui si legge che “presso tale società/istituto risultano iscritti prevalentemente studenti _________, i quali seguono i corsi (prevalentemente di fisioterapia) per via elettronica e, un mese all’anno circa, si recano nel canton __________ per sostenere degli esami”, allegato a AI 34 inc. MP __________).

c. La __________ è nata il 17.1.2013 dal cambio di nome, scopo sociale, organi e sede della __________. Organo formale della società era ______, iscritto a RC quale AU con firma individuale. AP 1, oltre a esserne azionista (cfr. VI PP 25.8.2016 AP 1, pag. 4, AI 41 inc. MP ), figurava (dal 1.2.2013) quale procuratore con firma individuale, anche se, in concreto, egli ha, sempre, agito quale organo di fatto (cfr. VI PP 7.10.2016 AP 1: “ […] in pratica non ha svolto alcuna attività come amministratore, essendomi occupato io di firmare sia i contratti di locazione, sia il contratto di lavoro di IM 1, considerato che avevo una procura individuale”, pag. 10, AI 92 inc. MP __________) per diventarne, poi, AU dopo le dimissioni di __________ (intervenute a inizio 2016).

__________ si occupava, esclusivamente, della gestione amministrativa di __________ (cfr. AI 183, pag. 8, inc. MP __________ VI SG 25.8.2016 IM 1, pag. 8, AI 40 inc. MP ______) e aveva, quale unica dipendente, IM 1 (cfr. AI 183, pag. 8, inc. MP ). In sostanza, __________ aveva, quale unico cliente, ______ da cui dipendeva - completamente - dal profilo economico, tanto che tutte le entrate sul conto intestato a __________ aperto presso __________ provenivano da (e questo per il periodo dal 4.4.2013 al 3.8.2016, cfr. estratti conto in classificatore “Esito __________ 1/4”, separazione 6, scatola 9/10).

la truffa ai danni degli studenti di __________

  1. I primi giudici hanno ritenuto AP 1 e IM 1 autori colpevoli di truffa aggravata (poiché commessa per mestiere) ai danni degli studenti di __________ (cfr. punto 2.1 dell’AA).

In sostanza, agli imputati è stato rimproverato di avere ottenuto l’iscrizione degli studenti (e il conseguente pagamento della retta) con l’inganno, e meglio facendo credere loro, contrariamente al vero, che:

  • l’__________ era un istituto universitario svizzero;

  • al termine degli studi, sarebbe stato loro rilasciato:

  • dall’__________, un diploma “con garanzia di validità in Svizzera”;

  • da un’università __________ o __________ un “Bachelor’s Degree” o “Master’s Degree” che li avrebbe abilitati all’esercizio della professione sia in Svizzera che in _______;

e, poi, più in là nel tempo, fugando le perplessità degli studenti circa l’effettiva esistenza dell’accordo con l’Università __________.

AP 1 chiede il suo proscioglimento da tale imputazione.

6.a. Ricordato che __________ non era un’università svizzera (cfr. consid. 4.a1), va detto che l’istituto nemmeno aveva un accordo con università estere (né __________ né altre) che permettesse ai suoi studenti di ottenere un bachelor o un master.

L’unico accordo esistente - cioè quello sottoscritto con__________

  • costituiva, infatti, per dirla con le parole del patrocinatore degli AP, una

“mera lettera d’intenti che poneva esclusivamente le basi per la futura collaborazione […] e che quindi non garantiva a priori l’iscrizione degli Studenti presso l’__________ e di conseguenza neppure il conseguimento di un diploma europeo” (AI 2, pag. 5, inc. MP __________).

In effetti, dalla lettura di tale accordo (cfr. doc. E allegato a AI 2 inc. MP __________) la sola cosa che emerge è un intento di cooperazione molto generico da cui nulla di concreto può essere dedotto:

“I firmatari coopereranno nelle seguenti aeree:

· organizzazione e realizzazione di corsi di istruzione e di laurea e lo scambio di esperienze e di informazioni sui programmi di studio, i metodi e le procedure didattiche appositamente concordate in relazione ai piani di studio e discipline scientifiche;

· docenti e scambi di studenti;

· organizzazione e realizzazione di progetti di ricerca congiunti e di scambio reciproco di infomlazioni sui risultati della ricerca;

· insegnamento e sviluppo di Facoltà di ricerca;

· scambio reciproco di informazioni sulle attività accademiche e sullo sviluppo universitario programmati;

· scambio a tutte le pubblicazioni edite da Università e importanti per lo sviluppo delle attività scientifiche e didattiche;

· cooperazione bibliotecaria reciproca e per lo scambio di libri, periodici o altro materiale informativo;

· collaborazione dl studenti e organizzazioni studentesche nel campo delle attività accademiche, culturali e sportive;

· altre aree in cui è stabilito un interesse reciproco nella cooperazione”

(articolo 2 accordo 14.9.2013 tra __________ e __________, allegato E a AI 2 inc. MP __________

b. Agli atti non ci sono cifre esatte sul numero di studenti iscritti a __________. C’è, però, l’ammontare delle rette versate nel periodo da agosto 2013 a agosto 2016 (cioè per tutta la durata dell’attività dell’istituto) che, senza tener conto degli importi, poi, rimborsati, ammontano a fr. 7'420'616.97 (cfr. punto 2.1 dell’AA). Ritenuto che la retta variava tra gli Euro 8'500. - e gli Euro 9'500.

  • e l’iscrizione, per alcuni, è avvenuta per più anni di studio, è ragionevole ritenere che il numero di studenti iscritti ammontasse a alcune centinaia.
  1. È, dunque, chiaro che, non essendo un istituto universitario di diritto svizzero, l’__________ non avrebbe potuto rilasciare alcun diploma (bachelor o master che sia) di livello universitario.

È altrettanto chiaro che, l’__________ non avendo nessun accordo con nessuna università europea (in particolare, con quella menzionata nell’AA), gli studenti iscritti non avrebbero ricevuto da nessuna università estera (___//…) nessun titolo di bachelor o di master.

Dando loro queste indicazioni, dunque, gli imputati hanno ingannato coloro ai quali chiedevano/offrivano di iscriversi.

  1. Occorre, ora, determinare se l’innegabile inganno messo in atto dagli imputati fosse astuto. Infatti, perché vi sia truffa ex art. 146 CP, non basta che la vittima sia stata ingannata. È necessario che la vittima sia stata ingannata con astuzia.

Secondo la giurisprudenza, vi è astuzia non solo quando l'autore si avvale di un edificio di menzogne, di maneggi fraudolenti o di una messa in scena, ma anche laddove si limiti a fornire delle false informazioni la cui verifica non è possibile, è difficile o non è ragionevolmente esigibile, oppure se il truffatore dissuade la vittima dall'effettuare una verifica o prevede, date le circostanze, che essa rinuncerà a farlo in virtù segnatamente di un particolare rapporto di fiducia (DTF 133 IV 256 consid. 4.4.3, STF 6B_645/2012 del 27 maggio 2013 consid. 2.1). Il carattere astuto non dipende dal buon esito dell'inganno. È invece determinante sapere se l'inganno non era, o solo difficilmente, rilevabile dalla vittima, tenuto conto dei mezzi di verifica di cui questa disponeva e della sua situazione concreta, così come l'autore la conosce e la sfrutta (DTF 135 IV 76 consid. 5.2 pag. 79; STF 6B_645/2012 del 27 maggio 2013 consid. 2.1).

a. In concreto, si trattava, con evidenza, di un inganno astuto ai sensi dell’art 146 CP, poiché:


si presentava, espressamente, come un’università di diritto svizzero;

  • si presentava, anche, come “campus universitario di alcune importanti università europeee in linea con i dettami del trattato di Bologna”;

  • offriva due titoli di studio di valore universitario;

  • offriva sia corsi di laurea di bachelor’s degree che di master’s degree;

  • metteva in evidenza, come punto di forza, il riconoscimento di titoli di studio di valore universitario a livello europeo;

  • menzionava, quale punto di forza, l’eccellenza didattica, spiegando che “il corpo docente è composto da professori ed esperti di elevata competenza ed esperienza, per assicurare elevati standard di qualità della formazione” e precisando che “la qualità e l’eccellenza dell’insegnamento rappresentano il fattore distintivo e di garanzia __________”;

  • citava, quale ulteriore punto di forza, “l’orientamento internazionale”, spiegando che “le facoltà prevedono programmi di studio con contenuto ad indirizzo internazionale, aprendo opportunità professionali a giovani che intendono affermarsi con successo in qualsiasi parte del mondo”;

  • faceva leva sul fatto che la sede era in Svizzera, cioè in un territorio “privilegiato”, spiegando che “la scelta del cantone Ticino __________ – Switzerland – come sede del Campus è stata determinata dal fatto che il territorio svizzero si colloca in un contesto economico e politico molto favorevole: da sempre la Svizzera garantisce elevati standard di istruzione, sicurezza sociale e qualità di vita e dunque tutto il percorso formativo sarà erogato seguendo i dettami che vengono imposti dalle norme della Confederazione elvetica” (sott. del red.);

  • si presentava in modo serio, facendo riferimento a un calendario delle lezioni, insistendo sull’impegno richiesto nello studio e prevedendo, persino, un’autorizzazione da parte degli studenti al trattamento dei dati personali forniti in conformità alla LF sulla protezione dei dati

(cfr. estratti dal sito di __________ e modulo d’iscrizione, allegati doc. C, D e F a AI 2 inc. MP __________).

Ricordato che l'astuzia va negata solo qualora la vittima avrebbe potuto difendersi dando prova di un minimo di attenzione o evitare l'errore con un minimo di prudenza, cioè quando la vittima è corresponsabile del danno per non aver osservato le misure elementari che si imponevano (ciò che fa decadere la tutela penale poiché la leggerezza della vittima è tale da relegare in secondo piano il comportamento truffaldino dell'autore, cfr. Corboz, Les infractions en droit suisse, Volume I, 3a edizione, Berna 2010, ad art. 146 n. 24; Donatsch, Strafrecht III, 10a edizione, Zurigo 2013, pag. 234), nel caso di specie l’inganno era astuto perché le indicazioni e le promesse false erano fatte con modalità e inserite in un contesto che le rendeva assolutamente credibili ed escludeva, all’inizio, la necessità di verifiche. ______, infatti, faceva credere agli studenti, in modo molto convincente, di essere, esattamente, quel che prometteva (e che, tuttavia, in realtà non era): un’università svizzera che operava secondo gli standard svizzeri e che aveva concluso accordi di collaborazione con università europee rispettose dei dettami del trattato di Bologna.

  1. Il 28 settembre 2015, l’università __________ ha scritto agli studenti di __________ un’email, spiegando, in sostanza, che:

presso __________ erano iscritti, per l’anno accademico 2014/2015, 81 studenti __________ e di questi soltanto 7 avevano adempiuto i loro obblighi, mentre gli altri 74 studenti non avevano sostenuto i necessari esami, da qui l’impossibilità, per loro, di accedere all’anno accademico successivo presso __________;

  • nell’anno accademico 2014/2015 __________ non aveva adempiuto ai propri obblighi contrattuali nei confronti di __________ (ma anche in quelli degli studenti), ciò che rendeva impossibile per __________ portare avanti le proprie attività in campo formativo con ______

(cfr. AI 39, doc. 3 e allegato G a AI2 inc. MP __________

Quel che traspariva dall’email era, quindi, che:

solo per pochissimi studenti ______ aveva provveduto alla loro iscrizione presso l’università __________;

  • comunque, __________ aveva, poi, mancato ai propri impegni con __________, cioè non aveva pagato le rette degli studenti, ciò che, del tutto logicamente, __________ pretendeva visto che non vi era nessun accordo se non quello di una cooperazione futura da cui, come visto, nulla di concreto poteva essere dedotto (cfr., al riguardo, denuncia AI 2, pag. 5, consid. 4).

Per dirla con le parole di __________ (docente presso l’______ e coordinatore del corso “di laurea” in fisioterapia):

“all’esito di tale comunicazione [ndr. l’email 28 settembre 2015] di __________ [ndr. __________] tutti gli altri studenti venivano ad apprendere di non essere mai stati immatricolati presso l’Università __________” (allegato a AI 11 inc. MP ______, pag. 2),

tanto che

“diversi studenti e loro legali si sono rivolti al __________ DIVISIONE DELLA CULTURA E DEGLI STUDI UNIVERSITARI DEL CANTON TICINO dott. __________ il quale ha evidenziato ai medesimi la situazione di palese illegalità dell’__________ […] Considerata tutta la gravissima situazione venutasi a creare il sottoscritto così come gli altri docenti accreditati presso __________ rassegnavano le proprie dimissioni” (allegato a AI 11 inc. MP __________, pag. 3).

Del resto, sono il rettore e la segretaria di __________ a raccontare che, in quel periodo, gli studenti si sono presentati in massa presso l’ateneo di __________ chiedendo se erano iscritti e, avendo saputo di non esserlo, molti di loro dicevano che:

“__________ li aveva ingannati dicendo loro che erano iscritti in __________ e che avevano compilato il modulo di richiesta per studiare in __________. Noi abbiamo constatato che __________ non aveva mai consegnato i moduli di richiesta, bensì aveva consegnato i moduli di richiesta soltanto per 84 studenti per i quali aveva ritirato anche i moduli di iscrizione. Presto era diventato evidente che __________ non intendeva pagare le quote di iscrizione né le rette per parecchi studenti; anche per gli 84 studenti aveva pagato solo l’iscrizione, per questo non aveva mai portato gli studenti in __________ né aveva consegnato la loro documentazione. Gli studenti __________ e i loro genitori hanno iniziato a venire in massa, molto preoccupati, ad __________ […] Venivano sempre più studenti con i genitori e ci chiedevano di risolvere in qualche modo la situazione. Presto hanno cominciato a venire anche i professori ingannati dicendo che i loro studenti erano stati truffati” (interrogatorio in via rogatoriale __________, AI 158 inc. MP ______, pag. 5; sott. del red; cfr., anche, interrogatorio in via rogatoriale __________. AI 158 inc. MP __________, pag. 8).

A partire da questo momento, le informazioni che li avevano determinati ad iscriversi alla ______ dovevano, per tutti gli studenti, rivelarsi per quel che erano: un castello di bugie.

È ben vero che AP 1 ha, ancora, provato a dare una spiegazione agli studenti riguardo all’email di cui sopra, sostenendo che il rettore dell’università _________ (__________) aveva “subìto una frattura all’anca” ciò che lo aveva portato a dimettersi lasciando il “posto alla figlia , la quale avrebbe deciso di aumentare la retta che l’ avrebbe dovuto versare __________ per noi studenti” (VI SG 13.5.2016 __________, pag. 4, AI 8 a inc. MP __________). La spiegazione non era, però, minimamente credibile. Non solo perché, comunque, l’email in questione era firmata dal rettore e non dalla figlia, ma anche perché l’imputato pretendeva che “tutto ciò non era vero, che i rapporti con __________ erano anche buoni e che il contratto era tuttora valido e in essere” millantando di avere dei documenti a comprova di quanto diceva, salvo, poi, nonostante le loro richieste, rifiutare di mostrare agli studenti questi documenti (cfr. VI SG 13.5.2016 __________, pag. 4, AI 6 inc. __________

Per tacere del fatto che dell’infondatezza delle spiegazioni di AP 1 hanno avuto conferma alcuni studenti recatisi in __________. Essi, in quell’occasione, hanno, infatti, avuto modo di parlare direttamente con il rettore __________ il quale, non solo ha smentito di aver subìto un qualsiasi infortunio, ma si è espresso in termini non “propriamente positivi” su ______ (cfr. VI 13.5.2016PC 8, pag. 4, AI 5 inc. MP __________).

  1. Solo con l’email 28 settembre 2015 di __________, quel che prima poteva essere ritenuto un’incongruenza senza particolare significato (ad esempio l’episodio della professoressa d’inglese che aveva invitato gli studenti ad andarsene ma che era stata immediatamente allontanata da __________, alcune anomalie riguardo all’immatricolazione presso __________ per alcuni studenti, il richiamo da __________ a qualche studente per sollecitare il pagamento della retta, l’organizzazione non propriamente ottimale delle lezioni) doveva assumere una rilevanza maggiore e far nascere l’esigenza improrogabile di rivolgersi al DECS (tant’è vero che alcuni studenti, come riferito da __________, hanno, effettivamente, agito in questo modo).

11.a. È, quindi, accertato che AP 1 e IM 1 hanno, per il periodo da agosto 2013 al 28 settembre 2015, astutamente ingannato gli studenti facendo loro credere, contrariamente al vero, che __________ era un’università svizzera e che al termine dei loro studi avrebbero ottenuto due titoli di valore universitario, uno valido in Svizzera e uno valido a livello europeo, inducendoli, così in errore. Sulla base di tale errore, gli studenti hanno pagato la retta, compiendo, così, un atto pregiudizievole al loro patrimonio (cfr. Corboz, Les infractions en droit suisse, Volume I, 3a edizione, Berna 2010, ad art. 146 n. 33; Donatsch, Strafrecht III, 10a edizione, Zurigo 2013, pag. 239-240; DTF 122 IV 279 consid. 2a e 121 IV 107 consid. 2c riferite al reato di amministrazione infedele).

Benché IM 1 non abbia presentato appello, in virtù dell’art. 392 cpv. 1 CPP il periodo delle malversazioni deve essere ridotto anche per lei.

b. I primi giudici hanno sostenuto che, in concreto, non sarebbe possibile quantificare, “anche solo sommariamente”, il danno, poiché non è possibile “determinare quanti e quali studenti […] abbiano comunque potuto continuare il loro percorso di studi presso un altro istituto scolastico, rispettivamente se e quanti dei loro pregressi crediti sono stati riconosciuti da altri atenei” (cfr. consid. 13.1.2.2 sentenza impugnata, pag. 97).

L’argomentazione non può essere condivisa.

Accertato che __________ non era un’università e che non aveva sottoscritto alcun valido accordo con università europee è, di principio, escluso che gli studenti possano aver beneficiato di “crediti pregressi” presso altri atenei.

Detto questo, le rette pagate dagli studenti da agosto 2013 al 28.9.2015, ammontano a fr. 5'009'299.69 (cfr. CARP XXIII), importo che corrisponde al danno da loro patito.

Tuttavia, ritenuto che i primi giudici hanno condannato gli imputati per aver causato agli studenti un danno, rispettivamente per aver procurato a sé o a altri un indebito profitto non meglio precisati, in assenza dell’appello del PP riguardo a tale dispositivo, questa Corte ritiene che cifrare (in fr. 5'009'299.69) il danno causato e l’indebito profitto percepito costituirebbe (in particolare, per le sue conseguenze) una materiale violazione del divieto della reformatio in peius (art 391 cpv. 2 CPP).

c. Dagli atti emerge chiaramente che, con la loro attività truffaldina, gli imputati si sono garantiti un reddito regolare: sia percependo da __________ uno stipendio mensile sia attingendo, direttamente, dal patrimonio dell’istituto per scopi personali (e meglio come si dirà in seguito). Del resto, non risulta che durante il periodo in questione AP 1 e IM 1 abbiano svolto altre attività per garantirsi il sostentamento. Essi hanno, quindi, agito per mestiere.

d Gli imputati vanno, quindi, riconosciuti autori colpevoli di truffa aggravata ai danni degli studenti di __________ L’appello di AP 1, su questo punto, è accolto limitatamente al periodo dal 28.9.2015 a agosto 2016 e, come detto, in virtù dell’art. 392 CPP, gli effetti del suo appello vengono estesi anche a IM 1.

l’amministrazione infedele qualificata ai danni di __________

  1. Al punto 1.1. dell’AA, agli imputati è rimproverato di avere danneggiato il patrimonio di __________ per complessivi fr. 917'043.22 destinando tale importo a scopi personali, comunque estranei all’associazione.

I primi giudici hanno prosciolto AP 1 e IM 1 da tale imputazione.

La PP ha impugnato tale proscioglimento e ha chiesto che AP 1 e IM 1 siano riconosciuti autori colpevoli di amministrazione infedele ai danni di ______ così come indicato al punto 1.1 dell’AA.

  1. I primi giudici hanno decretato il proscioglimento di AP 1 e IM 1 da tale imputazione argomentando, primariamente, che non c’è concorso ideale tra questo reato e quello di truffa di cui al punto 2.1 dell’AA.

L’argomentazione non è condivisa da questa Corte.

Tra il reato di truffa ai danni degli studenti di __________ e quello di amministrazione infedele qualificata ai danni di __________, sussiste, infatti, un concorso reale.

Il comportamento che viene rimproverato con i due reati è diverso: costitutivo della truffa è l’aver ingannato astutamente gli studenti, mentre costitutivo dell’amministrazione infedele è l’aver usato i fondi di ______ per scopi diversi da quelli dell’associazione.

Oltre a ciò, i danneggiati sono diversi: il patrimonio danneggiato dal reato ex punto 2.1 dell’AA è, infatti, quello degli studenti, mentre quello danneggiato dal reato di cui al punto 1.1 dell’AA è il patrimonio di __________.

  1. Dagli atti emerge quanto segue.

14.1. __________ era un’associazione senza scopo di lucro iscritta a RC. Il suo patrimonio era costituito, in sostanza, dalle rette versate dagli studenti (cfr. rapporto di ricostruzione finanziaria AI 183 inc. MP __________, pag. 11).

A gestire l’istituto erano AP 1 (che, sin dall’inizio dell’attività dell’associazione, ha ricoperto la carica di direttore generale con firma individuale, cfr. estratto RC __________ in AI 3.1) e IM 1: l’imputato, riguardo al suo ruolo, ha tenuto a precisare che si occupava “di tutto quanto” riguardava l’associazione (VI PP 25.8.2016, pag. 4, AI 41 inc. MP __________), mentre l’imputata ha spiegato che “in definitiva, a gestire l’istituto siamo io, per quel che concerne la parte amministrativa, e AP 1 per le decisioni importanti” (VI PP 25.8.2016, pag. 8, AI 40 inc. MP __________).

Perfettamente in linea con quelle degli imputati sono, fra le altre, le dichiarazioni di __________ (assunta come aiuto di IM 1 in ambito amministrativo):

“AP 1 e IM 1 erano le persone che dirigevano la struttura. Tutto il personale rispondeva a AP 1 e IM 1. AP 1 ricopre il ruolo di direttore, so che era lui unitamente alla signora IM 1 che avevano potere decisionale. […]

Voglio precisare che la struttura era molto gerarchica. AP 1 e IM 1 erano al vertice e non c’era la possibilità di discutere delle loro decisioni” (VI SG 16.8.2016, pag. 2-3, AI 20 inc. __________).

Così come quelle di __________ (docente e coordinatore didattico):

“presso __________ vi è un sistema piramidale. In cima alla piramide si possono mettere IM 1 e AP 1” (VI PP 16 agosto 2016, pag. 2, AI 21 inc. MP __________).

Oppure ancora da quelle di __________, della fiduciaria __________

  • società che avrebbe dovuto occuparsi dell’allestimento della contabilità di __________, ma che non ha mai, nonostante i vari solleciti, ottenuto la necessaria documentazione - il quale ha affermato che:

“Preciso che in pratica era IM 1 che si occupava completamente delle questioni amministrative […]. Come già accennato io discutevo di queste cose unicamente con IM 1” (VI PP 30.5.2018, pag. 3 e 7, AI 251 inc. MP __________).

Che AP 1 fosse il motore di __________ e il principale referente per studenti, docenti e autorità, risulta evidente dagli atti:

  • era lui a intrattenere i rapporti verso l’esterno, ad esempio la corrispondenza con il DECS nell’ambito della procedura di accreditamento (cfr. corrispondenza in AI 3.1 inc. MP __________),

  • a interfacciarsi con gli studenti per iscritto (cfr. email di cui ai doc. I e J allegati a AI 2) e verbalmente (cfr. VI SG 13.5.2016 __________, pag. 3 AI 6 inc. MP __________),

  • a contattare le persone da assumere (cfr. VI PP 17.5.2016 __________, pag. 2, AI 9 inc. MP __________),

  • a intrattenere i rapporti con le università, __________ in primis (cfr., ad esempio, accordo doc. E a AI 2 da lui sottoscritto).

Quanto a IM 1, gli atti indicano che, nonostante la sua funzione “ufficiale” di segretaria, ella rivestiva un ruolo di primo piano in seno a ______:

  • gestiva da sola colloqui di assunzione (cfr. VI PP 16.8.2016 __________, docente, pag. 2, AI 19 inc. MP __________),

  • vi partecipava, alla pari, con AP 1 (VI PP 18.8.2016 PC 5, rettore, pag. 2, AI 24 inc. MP __________),

  • gestiva i colloqui con gli studenti (da sola, cfr. VI PP 13.5.2016 PC 8, pag. 2, AI 5 inc. MP __________, oppure con AP 1, cfr. VI SG 13.5.2016 __________, pag. 3, AI 6 inc. MP __________),

  • si interfacciava con i docenti che si lamentavano del mancato pagamento dello stipendio (cfr. VI PG 25.8.2016 __________, pag. 2, allegato 1 a AI 181) e con gli studenti che chiedevano informazioni (cfr. VI PP 13.5.2016 PC 8, pag. 3, AI 5 inc. MP __________),

  • si occupava “della parte amministrativa, come pure di quella di coordinamento didattico” e meglio “si occupava di amministrazione in merito ai pagamenti e alle quote d’iscrizione” (VI PG 25.8.2016 __________, pag. 4, allegato 2 a AI 181),

  • collaborava “nella programmazione del programma scolastico” (VI PG 25.8.2016 __________, pag. 4, allegato 2 a AI 181),

  • seguiva i rapporti con __________ (cfr. AI 158 inc. MP __________, interrogatorio __________ in via rogatoriale, pag. 3-4).

Anche dal profilo finanziario, la gestione di ______ (il cui patrimonio, era costituito dalle rette versate dagli studenti sui conti bancari intestati all’associazione aperti presso __________ e __________, cfr. VI PP 25.8.2016 IM 1 secondo cui le rette erano l’unica entrata su cui ______ poteva contare, pag. 5, AI 40 inc. MP __________; cfr., anche, ricostruzione finanziaria AI 183, allegato 1, inc. MP ______) era in mano agli imputati.

Essi avevano, del resto, diritto di firma individuale sui conti: AP 1 su tutti e tre i conti (n. __________ e n. __________ presso __________ rispettivamente n. __________ presso __________, IM 1 su quello in __________ e sul primo dei due citati conti in __________ (cfr. documenti di apertura in classificatore 2/4 “Esito __________”, separazione 1 e documenti di apertura in classificatore “Esiti __________”, seconda separazione, AI 110 e 18, scatola 9/10). Sul conto n. __________ presso __________ l’imputata aveva, comunque, possibilità di disporre sia mediante la carta __________ che si era fatta rilasciare sia mediante il sistema __________ della __________ (cfr. documenti di apertura in classificatore 2/4 “Esito __________”, separazione 1, scatola 9/10). Al riguardo va rilevato, da un lato, che le transazioni a debito di questo conto sono avvenute tutte mediante prelevamenti con la carta oppure mediante sistema __________ (cfr. estratti conto in classificatore 2/4 “Esito __________”, separazione 2, scatola 9/10), d’altro lato che su questo conto non sono state accreditate rette degli studenti (cfr. allegato 1 a AI 183 inc. MP __________) e le entrate provengono, praticamente tutte con pochissime eccezioni, dall’altro conto aperto in __________.

A occuparsi dei pagamenti, concretamente, era IM 1, tanto che la sua assistente, __________, ha riferito che:

“per quanto concerne i conti bancari e i pagamenti in genere io so solo che si interfacciavano tutti quanti con la signora IM 1. Non so dire con esattezza se fosse lei a disporre del diritto di firma sui conti o avere accesso ai conti in altro modo. Era comunque lei la persona di riferimento per qualsiasi tipo di pagamento” (VI SG 16.8.2016, pag. 3, AI 20 inc. MP __________).

14.2. L’analisi dei conti riconducibili a ______ aperti presso __________ e __________, ha evidenziato:

  • da un lato prelevamenti a contanti in ragione di fr. 1'454'989.98,

  • d’altro lato, pagamenti estranei agli interessi dell’associazione.

Si tratta, in particolare, dei seguenti pagamenti:

  • a favore della __________, in ragione di fr. 53'116.40, nel senso che sono state pagate fatture emesse da terzi a carico __________ (cfr. allegati 7 e 19 a ricostruzione finanziaria AI 183, inc. MP __________);

  • a favore dell’__________, in ragione di fr. 5'464. -, nel senso che sono state pagate fatture di terzi emesse nei confronti della citata associazione (cfr. allegato 5 a AI 183, inc. MP __________);

  • a favore della __________, in ragione di fr. 1'132.41, nel senso che sono state pagate fatture di terzi emesse nei confronti della citata società (cfr. allegato 6 a AI 183, inc. MP __________);

  • a favore di __________, in ragione di fr. 51.01, nel senso che è stato pagato tale importo che era dovuto dalla citata società all’Ufficio esazione e condoni (cfr. allegato 8 a AI 183, inc. MP __________);

  • a favore di __________, in ragione di fr. 15'954.48 (cfr. allegato 17 a AI 183, inc. MP __________);

  • a saldo di fatture private degli imputati, in ragione di fr. 129'709.03 (cfr. allegato 4 a AI 183, inc. MP __________).

Dall’analisi è, anche, risultato un uso per scopi privati, da parte degli imputati, delle carte di credito appoggiate sul conto intestato a ______ e aperto presso __________, e meglio in ragione di fr. 36'579.82 (cfr. allegato 20 a AI 183, inc. MP __________).

14.3. Detto che entrambi gli imputati hanno sostenuto che gli importi prelevati a contanti erano stati usati, in massima parte, per le spese di ______ e ricordata l’assenza di qualsiasi contabilità in seno all’istituto (tanto che IM 1 e AP 1 rispondono per il relativo reato ex art. 166 CP), per ricostruire la destinazione data a tali fondi agli imputati è stata messa a disposizione tutta la documentazione contabile sequestrata (giustificativi, scontrini, fatture, ecc.).

La ricostruzione è opera esclusiva di IM 1 e AP 1 (cfr. VI PP 5.1.2017 AP 1, pag. 4-5, AI 128 inc. MP __________; VI PP 5.1.2017 IM 1, pag. 2-3, AI 127 inc. MP __________).

Una prima versione è stata trasmessa dal difensore di IM 1 al PP in data 13.11.2017 (cfr. AI 175), posto che l’imputata ha tenuto a precisare che, prima della consegna all’avv. DI 2, aveva “rivisto il tutto” con l’imputato (cfr. VI PP IM 1 31.1.2018, pag. 3, AI 113 inc. __________). Essa giustificava i prelevamenti in contanti in ragione di fr. 1'192'915. - e lasciava senza destinazione l’importo di fr. 256'040.63 (cfr. VI PP 11.12.2017 AP 1, pag. 15, AI 30 inc. MP __________).

Va detto che alla ricostruzione non era stata allegata (fisicamente) buona parte dei giustificativi in essa menzionati (cfr. VI PP 31.1.2018 IM 1, AI 113 inc. __________; VI PP 11.12.2017 AP 1, pag. 16, AI 30 inc. __________): in sostanza, erano stati giustificati numerosi prelevamenti a contanti sulla base d’indicazioni date dagli imputati per le quali, tuttavia, non c’era alcun riscontro cartaceo. Inoltre, la medesima non teneva debitamente in conto spese comprovatamente personali degli imputati quali, ad esempio, il contributo alimentare a favore della figlia di AP 1 pagato con soldi di __________ (cfr. VI PP 11.12.2017 AP 1, pag. 15, AI 30 inc. MP ______).

Gli stessi imputati hanno, quindi, autonomamente proceduto alla sua completazione e ad un suo aggiornamento. IM 1 ha, quindi, consegnato al PP una seconda versione, il 16.2.2018 (cfr. VI PP 5.3.2018 IM 1, pag. 2, AI 155 inc. __________). A tale ricostruzione (che giustificava i prelevamenti in contanti in ragione di fr. 256'727.41 e Euro 356'862.57 e lasciava il resto senza una destinazione, cfr. VI PP 15.3.2018 AP 1, pag. 4, AI 177 inc. MP __________) sono, poi, stati apportati dei correttivi da parte della polizia giudiziaria sezione reati economico-finanziari, e ciò a seguito di diverse incongruenze: alcuni dei giustificativi prodotti si riferivano a pagamenti effettuati per bonifico o mediante carta di credito, altri erano stati usati due volte nella ricostruzione, alcuni non erano, manifestamente, attinenti all’attività di ______; inoltre, alcuni importi erano stati considerati come giustificati, benché costituissero, palesemente, dei prestiti o delle donazioni per scopi privati (cfr. allegati 23 e 24 a AI 183 inc. MP __________).

Quel che emerge dagli atti è che:

  • la ricostruzione è stata allestita in modo autonomo e libero dai due imputati;

  • una prima ricostruzione è stata consegnata al PP il 13.11.2017 ed è, quindi, stata allestita prima del loro arresto (avvenuto l’11.12.2017). Con il che AP 1 e IM 1 avevano la possibilità di attingere, oltre che alla documentazione messa loro a disposizione dagli inquirenti (e cioè a tutta la documentazione sequestrata presso __________) a eventuale altra documentazione di cui, solo in un secondo momento, hanno millantato non potersi escludere l’esistenza;

  • essi hanno pienamente condiviso i criteri della ricostruzione, prima di tutto per esserne stati, in sostanza, gli artefici, secondariamente perché, nel corso di numerosi interrogatori, sono stati regolarmente informati sugli sviluppi della medesima, in particolare sui correttivi che si imponevano a fronte di alcune manifeste e palesi incongruenze;

  • durante tali interrogatori, né IM 1 né AP 1 hanno, mai, messo in discussione il metodo in sé della ricostruzione;

  • nell’ambito della ricostruzione, essi hanno goduto di piena autonomia e hanno, anche, avuto modo di avanzare delle richieste sul materiale da mettere loro a disposizione (ad esempio quaderni d’appunti, agende).

Indicative dell’autonomia di cui si diceva, ma anche del fatto che sono stati, proprio, gli imputati, ad allestire la ricostruzione incrociando il materiale a loro disposizione rispettivamente chiedendo altri supporti agli inquirenti, appaiono, del resto le dichiarazioni di IM 1:

“Inizio col precisare che ho avuto a disposizione la documentazione che era stata sequestrata presso __________, direttamente presso gli Uffici della Polizia. In pratica ho verificato faldone per faldone quanto contenuto a livello di documentazione, sia per data che per fornitore. Ho poi chiesto la stampata di tutti i movimenti concernenti le relazioni __________ e ho poi provveduto a incrociare i dati, aggiungendo anche le spese varie per cui vi erano degli scontrini di cassa ritrovati nella documentazione. ADR sia la prima parte di verifica faldone per faldone, sia la ricostruzione di fondo sono state da me allestite. Successivamente ho rivisto il tutto con AP 1 prima di consegnarlo al mio avvocato […] Dichiaro che è mia intenzione completare questa ricostruzione, nel senso che, come mi viene chiesto dalla PP, per ogni voce indicata nella stessa verrà fotocopiato il giustificativo, che si tratti di fattura e/o annotazione sull’agenda dei motivi per cui un determinato importo è stato consegnato. Chiedo a tal fine di poter avere anche, per poter svolgere questo lavoro, i quaderni su cui ho annotato i miei appunti e che sono stati sequestrati in occasione del mio arresto. Inoltre dovrò avere a disposizione anche le agende, anch’esse sequestrate in occasione del mio arresto, per poter fotocopiare le annotazioni” (cfr. VI PP 31.1.2018 IM 1, pag. 2-3 e 5, AI 113 inc. MP __________).

Se IM 1, della ricostruzione, è stata l’esecutrice materiale, AP 1 ha, non di meno, “rivisto” il lavoro dell’imputata e lo ha avallato, non senza apportarvi il suo (discutibile, ma questa è un’altra storia) contributo: ad esempio, per giustificare con documentazione creata ad arte consegne di denaro __________ (cfr. VI PP 5.6.2018 AP 1, pag. 2-3, AI 252 inc. MP __________) oppure per giustificare talune consegne in contanti a terzi con la restituzione di prestiti a suo tempo fatti a __________ (cfr. VI PP 31.1.2018 IM 1, pag. 4, AI 113 inc. MP __________).

14.4.a. Riguardo ai prelevamenti in contanti, AP 1 ha dichiarato che essi servivano, in massima parte, per pagare spese di ______ e, “in piccola parte”, per pagare fatture personali (VI PP 25.8.2016, pag. 4, AI 41 inc. MP __________).

Poiché egli, così come l’imputata, non era in grado di spiegare la destinazione data ai fondi prelevati (tanto che di fronte a una prima cifra intermedia contestatagli dagli inquirenti, di molto inferiore rispetto all’importo definitivo, egli ha affermato “che l’importo in contanti mi sembra eccessivo, non so dare una spiegazione”, VI PP 25.8.2016, pag. 5, AI 41 a inc. MP __________), si è, come detto, reso necessario procedere alla ricostruzione di cui al considerando che precede.

Riguardo ai pagamenti a favore di terzi, l’imputato si è, così, espresso:

  • per i pagamenti a favore della __________ (di cui AP 1 era presidente), dell’__________, di __________ (di cui AP 1 era gerente) e di __________, si trattava di “fatture pagate da __________ per mio conto” che, quindi, “dovranno andare a scalare quanto a me dovuto quale stipendio”, ammettendo, quindi, che erano società che non avevano alcun legame con l’associazione (VI PP 5.1.2017, pag. 4, AI 128 inc. MP __________);

  • per i pagamenti a favore di __________, si trattava dei contributi alimentari versati per la figlia che, anche in questo caso, “andranno dedotti dal mio stipendio” (VI PP 25.8.2016, pag. 4, AI 41 inc. MP __________).

Per quanto concerne le spese personali sostenute attingendo dai fondi dell’associazione, egli ha affermato che:

“si tratta di importi che andranno compensati con il mio stipendio, considerato che io non ho ricevuto regolarmente lo stipendio dalla __________” (VI PP 5.1.2017, pag. 4, AI 128 inc. MP __________)

limitandosi a dire che “riteneva” di aver ricevuto da ______ meno di quanto gli era dovuto, senza, tuttavia, essere in grado di quantificare né a quanto ammontavano gli stipendi arretrati né a quanto ammontavano le spese personali sostenute con i fondi di ______ (VI PP 5.1.2017, pag. 4, AI 128 inc. MP __________).

b. Analogamente all’imputato, IM 1, avuto riguardo ai prelevamenti a contanti, in sede d’inchiesta ha dichiarato:

“per la maggior parte questi importi venivano utilizzati per effettuare pagamenti di pertinenza di __________, ma in parte anche per effettuare dei pagamenti personali miei e di AP 1. Preciso che noi non prendevamo lo stipendio e quindi procedevamo ad effettuare questi pagamenti quale compensazione. […] Non sono in grado di quantificare per quale cifra sono state fatte” (VI SG 25.8.2016, pag. 10, AI 40 inc. MP __________).

Anche l’imputata ha, quindi, ammesso che i fondi di ______ erano stati, in parte, usati per scopi personali estranei all’associazione precisando che si trattava d’importi che andavano, poi, dedotti dagli stipendi arretrati.

E con riferimento allo stipendio, IM 1 ha dichiarato:

“Io lo stipendio dovrei riceverlo da __________. Per il pagamento del mio stipendio _____ emette delle fatture a __________. Sapendo che __________ aveva necessità di liquidità non ho mai ritenuto di dover procedere al prelevamento del mio salario. Ho solo proceduto al pagamento di mie fatture personali. Ritengo tuttavia di non aver mai superato l’importo di fr. 6'000.00 mensili previsti dal contratto di lavoro con __________ (VI SG 25.8.2016, pag. 10, AI 40 inc. MP __________; sott. del red.).

c. Dagli atti emerge, con evidenza, che né IM 1 né AP 1 hanno tenuto un conteggio degli stipendi arretrati (che del resto non sono mai riusciti a quantificare, nemmeno sommariamente) e, neppure, delle spese personali effettuate con i fondi di pertinenza di __________.

Una circostanza, questa, che rende del tutto inattendibile la tesi della compensazione che presuppone, inevitabilmente, di avere contezza circa l’ammontare delle relative obbligazioni che si pretende porre in compensazione l’una dell’altra.

Non solo. La circostanza è, chiaramente, indicativa della loro volontà di usare il patrimonio di ______ per scopi personali e, comunque, estranei all’associazione, senza minimamente preoccuparsi dei rapporti di dare e avere con essa. Diversamente, se, come preteso, la loro preoccupazione fosse stata, realmente, quella di adoperarsi affinché gli interessi economici dell’associazione venissero preservati (cfr. verb. dib. di primo grado, pag. 18), avrebbero tenuto un conteggio di quanto speso e degli stipendi a cui, ancora, avevano diritto. Condizione, questa, imprescindibile - come detto - per procedere a una compensazione delle due poste.

Riguardo all’imputata, concorre a rendere (definitivamente) inattendibile il suo racconto, il fatto che, inizialmente, ha preteso di non aver mai percepito lo stipendio (cfr. VI SG 25.8.2016, pag. 10, AI 40 inc. MP __________), per poi aggiustare la sua versione - di fronte all’ampiezza della voragine di prelevamenti a contanti e in palese difficoltà nel giustificarla - aggiungendo agli stipendi arretrati cui avrebbe avuto diritto anche le ore straordinarie che avrebbe accumulato e le vacanze non godute (cfr. VI PP 20.4.2018, pag. 3, AI 212 inc. __________): ore straordinarie e vacanze di cui mai, prima, aveva riferito e per le quali non aveva tenuto un conteggio. Quanto all’imputato, il suo prelevare a piene mani per onorare debiti suoi nel patrimonio di ______ come se fosse suo (basta ricordare che egli ha pagato con i fondi di ______ il contributo alimentare per la figlia, anche in questo caso senza tenere alcun conteggio, cfr. VI PP 25.8.2016, pag. 4, AI 41 inc. MP __________) era tale da rendere impossibile credere che egli, realmente, intendesse procedere a una compensazione.

Già solo in considerazione di quanto precede gli imputati, non sono credibili. Sennonché, dagli atti, emergono altri elementi che contribuiscono a inficiare la loro già compromessa affidabilità.

14.5.a. Già si è detto che l’imputato ha, da subito, pacificamente ammesso che i pagamenti a favore di terzi, tra cui

  • in particolare - quelli a favore della __________, erano da considerarsi sue spese personali, poiché tali enti rispettivamente persone non avevano un legame con __________ (cfr. consid. 14.4.a). Poco importa che, nel momento in cui egli si è espresso in questi termini alcuni degli importi contestatigli riguardanti, appunto, i pagamenti a terzi erano ancora in fase di elaborazione e, quindi, diversi da quelli finali: la sua era, manifestamente, una presa di posizione di principio che prescindeva dalle singole cifre.

In un secondo momento, AP 1, contraddicendo queste sue precedenti dichiarazioni, ha preteso di giustificare cospicue somme di denaro prelevate in contanti dai conti di ______ con consegne a favore della __________, sostenendo che:

“nella stessa gravitano persone che a noi interessavano, quali medici o altro e poi sarebbero venuti a tenere delle lezioni presso __________. ADR che questi professori sarebbero stati pagati per le lezioni che tenevano, anche se probabilmente quanto venivano pagati era di molto inferiore rispetto a quello che avrebbero potuto ottenere presso altri istituti” (VI PP 11.12.2017, pag. 16, AI 30 inc. MP __________).

La contraddizione di queste dichiarazioni (rese quando l’imputato era in palese difficoltà nel giustificare la voragine di prelevamenti in contanti) con quelle fatte in precedenza è evidente. Se i pagamenti per bonifico a favore della __________ erano da considerarsi come spese personali dell’imputato poiché ______ non aveva nessun legame con questo ente, non si vede perché, invece, dovrebbero essere qualificate diversamente le somme di denaro versate in contanti.

Per tacere del fatto che il racconto di AP 1, al riguardo, è, a dir poco, inverosimile: si sarebbe, infatti, trattato di versamenti fatti anticipatamente, per pagare docenti non meglio identificati che avrebbero tenuto non meglio precisate lezioni in un futuro tutto da definire.

Del resto, è l’imputato a contraddirsi, di nuovo, laddove ha affermato che, in realtà, le somme in questione sarebbero andate a saldare il canone di locazione dovuto dalla __________ al locatore degli uffici che essa occupava (VI PP 11.12.2017, pag. 16, AI 30 inc. __________) e, quindi, non riguardavano il pagamento di lezioni.

A destituire di qualsiasi fondamento questa fantasiosa versione dell’imputato concorrono, poi, le dichiarazioni di IM 1 che al riguardo (peraltro anche lei solo in un secondo momento, poiché inizialmente aveva affermato di non essere in grado di riferire nulla in proposito, cfr. VI PP 5.1.2017, pag. 4-5, AI 127 inc. MP __________) ha preteso che il denaro dato alla __________ era da intendersi come un’operazione di marketing affinché quest’ultima divulgasse “l’esistenza di __________” (VI PP 31.1.2018, pag. 4, AI 113 inc. MP __________): nulla a che vedere, quindi, con il pagamento d’ipotetiche lezioni a ipotetici docenti. Che le due divergenti versioni siano indicative del tentativo, da parte di entrambi gli imputati, di giustificare i prelevamenti a contanti anche a costo di raccontare il falso, appare evidente.

Il successivo cambio di versione di AP 1, che ha esteso le finalità dei soldi consegnati alla __________ al finanziamento di un _____ e al finanziamento di eventi in generale (VI PP 15.3.2018, pag. 5, AI 177 inc. MP __________) concorre a rendere inattendibile il suo racconto. Per tacere del fatto che, in ogni caso, né il _________ né il finanziamento di eventi della __________ possono, ragionevolmente, rientrare in spese attinenti l’attività di ______.

Per finire va rilevato che l’analisi dei conti bancari ha evidenziato come, in realtà, ______ abbia pagato spese vive del citato ente che nulla avevano a che vedere né col pagamento di lezioni né con una campagna marketing (cfr., ad esempio, allegato 19 AI 183 inc. MP __________ da cui risulta il pagamento di fatture dovute dalla __________ ad una società di viaggi, la __________).

b. L’imputato ha, poi, sostenuto che alcuni enti e persone avrebbero “reclutato” studenti per ______ e che, per questo motivo, ______ li avrebbe ricambiati con importi in contanti. Ciò sarebbe avvenuto, ad esempio, da parte di tale monsignor __________:

“i versamenti effettuati a Monsignor __________ servivano per le opere caritatevoli da loro seguite. Si trattava del miglior ringraziamento per avermi aiutato a reclutare studenti per __________” (VI PP 19.1.2018, pag. 5, AI 106 inc. MP __________).

Neanche su questo tema, AP 1 è credibile.

Dapprima, perché questa non è l’unica sua versione in merito. Per esempio, al dibattimento d’appello, fra l’altro, ha detto di essere stato lui, percorrendo in lungo e in largo l’, a reclutare gli studenti (verb. dib. d’appello, pag. 4 dove ha aggiunto che tale modalità di reclutamento gli aveva consentito di “riferire alle persone che contattavo che l’ non poteva rilasciare diplomi”).

Poi, perché la tesi è in sé inverosimile per i motivi che seguono.

Per ammissione dell’appellante, non c’erano accordi scritti con gli enti e le persone che avrebbero aiutato __________ a reclutare studenti (cfr. VI PP 19.1.2018, pag. 5, AI 106 __________): una circostanza che, già in sé, rende ben poco credibile il racconto dell’imputato, ritenuto che, per un istituto che si voleva di livello universitario, simili accordi andavano, semmai, formalizzati, anche per stabilire i reciproci impegni dei contraenti. Che non vi sia alcun dato del numero di studenti che, in virtù dell’intervento di questi enti e persone, sarebbero giunti a __________, costituisce, poi, un altro elemento che compromette l’attendibilità della tesi di AP 1: non è, seriamente, ipotizzabile che __________, senza nemmeno sapere quanti studenti tali enti e persone avessero, effettivamente, apportato, si metta a versar loro degli importi a caso quale “ringraziamento”. Nemmeno è verosimile che, se realmente __________ avesse apportato “molti” studenti, l’imputato non abbia saputo citarne almeno uno (cfr. VI PP 15.3.2018, pag. 7, AI 177 inc. MP __________). Del resto, con riferimento a monsignor __________, è AP 1 ad ammettere (di fronte all’evidenza dei documenti contestatigli) che con gli importi a suo favore ______ aveva pagato l’affitto di quest’ultimo, rispettivamente un suo debito personale nei confronti della diocesi di __________ (cfr. VI PP 15.3.2018, pag. 7, AI 177 inc. MP __________). Non occorre spendere troppe parole per spiegare che non è, francamente, serio anche solo ipotizzare che pagare affitti e debiti di un terzo da parte di un istituto che si pretendeva di livello universitario possa costituire il pagamento di prestazioni da inserirsi in un’operazione di reclutamento.

Tanto più che IM 1, per spiegare come ______ si fosse mossa, inizialmente, per reclutare gli studenti ha parlato di “volantinaggio” senza minimamente accennare a enti o persone in particolare (cfr. VI SG 25.8.2016, pag. 5, AI 40 inc. MP __________). È, poi, quasi superfluo rilevare che l’attitudine menzognera di AP 1 è manifesta già solo se si considera come egli abbia tentato di spacciare come “opere caritatevoli” i soldi versati a monsignor __________ (peraltro - ciliegina sulla torta - suo amico da oltre trent’anni, cfr. VI PP 15.3.2018, pag. 7, AI 177 inc. __________), lasciando intendere che si trattasse di progetti di ampio respiro da parte di quest’ultimo, salvo, poi, dover ammettere, di fronte all’evidenza delle contestazioni, che si trattava del pagamento di suoi debiti personali.

c. Sempre in un secondo momento e sempre in affanno per la voragine di prelevamenti in contanti, AP 1 ha, poi, preteso che i fondi prelevati sarebbero serviti, in parte, a rimborsare dei prestiti effettuati da amici all’inizio dell’attività di ______:

“Nel momento in cui __________ è nata la stessa non aveva denaro e quindi alcuni amici che hanno creduto in __________ hanno prestato denaro alla stessa che negli anni successivi è stato almeno in parte rimborsato” (VI PP 11.12.2017, pag. 16, AI 30 inc. MP __________).

Detto che, a sostegno di tali prestiti (peraltro piuttosto ingenti) non vi è alcun documento (cfr. VI PP 11.12.2017 AP 1, pag. 16, AI 30 inc. __________), la sua (nuova, poiché non ne aveva, mai, parlato prima) versione si scontra con le prime dichiarazioni di IM 1 (quelle più genuine poiché non ancora condizionate dalla necessità di giustificare, a tutti i costi, la destinazione dei numerosi prelevamenti a contanti), secondo cui:

  • l’unica entrata su cui ______ poteva contare erano le rette degli studenti,

  • l’unico prestito ricevuto per avviare l’attività di ______ era stato quello da parte di __________, in ragione di “un importo di CHF o EUR 50/60’000”,

  • non erano mai stati fatti altri tentativi per reperire capitali,

  • inizialmente, in attesa del versamento delle prime rette da parte degli studenti, ______ aveva ricevuto un prestito unicamente da __________ e a tutti i fornitori era stato chiaramente spiegato che le loro fatture sarebbero state onorate solo nei mesi successivi, man mano che avremmo avuto le prime entrate”

(VI SG 25.8.2016, pag. 4, AI 40 inc. MP __________).

Del resto, che ______ non avesse una sufficiente dotazione di capitale iniziale è ben evidente dal fatto che, non appena gli studenti (una volta scoperto l’inganno) hanno smesso di versare le rette, l’associazione è, sostanzialmente, collassata.

In ogni caso, se, realmente, l’attività di ______ avesse potuto prendere avvio contando su prestiti, peraltro piuttosto importanti, di amici e conoscenti, non è dato comprendere per quale motivo, l’imputata, non ne abbia parlato (così come, invece, ha riferito del prestito di __________) e abbia, addirittura, spiegato di aver dovuto chiedere ai vari fornitori di pazientare per ottenere il pagamento di quanto loro dovuto.

A ciò va aggiunto che, dagli atti, è emerso, ad esempio, quanto segue:

  • i soldi versati a __________ non erano, in realtà, da ricondurre alla restituzione di un prestito fatto da quest’ultimo per finanziare l’attività di ______ (come preteso nella ricostruzione), bensì ad un impegno assunto a suo tempo da AP 1 in nome e per conto di una società, la __________ (cfr. allegati 7 e 8 a VI PP 15.3.2018 AP 1, AI 177 inc. MP __________). Del resto l’imputato, confrontato con l’evidenza dei documenti attestanti l’impegno a suo tempo assunto in nome e per conto __________, ha tentato di correggere il tiro rispetto alle sue precedenti dichiarazioni affermando, prima, che i soldi versati a __________ erano in parte da ricondurre al citato impegno in nome e per conto della citata società e in parte alla restituzione del prestito per il finanziamento di ______, poi riservandosi di riflettere meglio sulla questione (cfr. VI PP 15.3.2018, pag. 8-9, AI 177 inc. MP __________), salvo mai ritornare sul tema;

  • i soldi versati a __________ non erano una restituzione di un prestito per il finanziamento di __________, bensì il pagamento degli affitti arretrati di un appartamento a __________ locato alla già citata associazione __________ __________ rappresentata dall’imputato e abitato da quest’ultimo (cfr. allegati doc. 12 e 13 a VI PP 15.3.2018, AI 177 inc. MP __________; cfr., anche, dichiarazioni dell’imputato al dibattimento d’appello, verb. dib. d’appello, pag. 3). La tesi di AP 1, secondo cui Di Maio avrebbe prestato dei soldi a ______ benché già fosse creditore nei confronti dell’associazione __________ rappresentata dall’imputato di una somma di ben Euro 80'000. - per la locazione di un appartamento abitato da AP 1 medesimo, non è minimamente credibile (cfr. VI PP 15.3.2018 AP 1, pag. 11, AI 177 inc. MP __________). Tanto più che __________ aveva preteso dall’imputato un accordo scritto per la restituzione degli Euro 80'000. - ed era intenzionato a trasmettere questo documento ai carabinieri (cfr. 12 e 13 allegati a VI PP 15.3.2018 AP 1, AI 177 inc. MP __________): ciò che dimostra che voleva riavere quanto gli spettava e che non era più disposto ad aspettare (tantomeno, quindi, a concedere altri prestiti).

Per tacere del fatto che le ricevute agli atti relative alla consegna di soldi a contanti a __________ attestano un importo di Euro 18'000. - e non 80'000. - come preteso nella ricostruzione (cfr. VI PP AP 1 16.3.2018, pag. 2, AI 237 inc. MP __________).

d. In aggiunta a quanto precede, va annotato che AP 1:

  • ha giustificato, nella ricostruzione, parte dei prelevamenti a contanti con la restituzione di un prestito (di 13'900. - euro o fr.) che tale __________ avrebbe fatto a ______, salvo, poi, contraddirsi e dichiarare, interrogato al riguardo, che __________ “non ha prestato denaro. Si trattava del pagamento delle azioni” (VI PP 15.3.2018, pag. 10, AI 177 inc. MP __________). Per tacere del fatto che i giustificativi agli atti di soldi consegnati a __________ attestano complessivi Euro 5'400. - e non l’importo preteso nella ricostruzione (cfr. doc. 10 allegato a AI 177 inc. MP __________);

  • ha preteso che l’importo pagato da __________ a tale __________ per l’affitto di una foresteria a __________ per un intero anno costituisse un “benefit extra in quanto __________ si occupava anche di questioni legate all’informatica per __________”, salvo, poi, affermare che __________ faceva il bidello per ______ e percepiva un salario mensile di 2'000. - fr. (VI PP 15.3.2018, pag. 12, AI 177 inc. MP __________);

  • ha preteso giustificare come una spesa di ______ il pagamento di un soggiorno di tre giorni a __________ a favore di tali __________ e __________, poiché “potevano tornare utili in occasione del reclutamento di nuovi studenti” (lasciando, quindi, chiaramente intendere che il reclutamento era futuro e ipotetico), trattandosi di un “rappresentante di una nota casa farmaceutica”, rispettivamente di un membro della “segreteria politica di __________ “ nonché “capo infermiere presso __________” (VI PP 15.3.2018, pag. 12, AI 177 inc. MP __________), salvo, poi, contraddirsi e affermare che il reclutamento da parte di __________ e __________ era effettivamente già avvenuto (cfr. VI PP 25.4.2018, pag. 9, AI 214 inc. MP __________;

  • ha giustificato, nella ricostruzione, alcuni prelevamenti con operazioni di sdoganamento, salvo, poi, non essere in grado di spiegare il legame di tali operazioni con __________ (cfr. VI PP 15.3.2018, pag. 12, AI 177 inc. MP __________);

  • ha giustificato, nella ricostruzione, alcuni prelevamenti con il pagamento di tredici entrate ai musei vaticani, salvo, poi, non sapere riferire nulla al riguardo (cfr. VI PP 15.3.2018, pag. 12, AI 177 inc. MP __________

Tutte circostanze che contribuiscono, da un lato, a rendere inattendibile l’imputato che, in generale, ha raccontato di tutto e di più, d’altro lato, a comprovare che AP 1 pescava nei conti di __________ /faceva uso dei fondi di __________ come se si trattasse del proprio portamonete, a beneficio suo e di suoi amici e conoscenti.

e. Avvalora questa conclusione anche il fatto che l’appellante, ha dichiarato che le carte di credito appoggiate sul conto di__________ in uso a lui e a IM 1 “venivano utilizzate unicamente per spese legate a __________” (VI PP 15.3.2018, pag. 5, AI 177 inc. MP __________), ciò che contrasta in modo evidente con le risultanze degli atti da cui appare manifesto un uso, anche piuttosto smodato, delle carte di credito per spese personali tra cui spicca un acquisto presso il negozio __________ a __________, un soggiorno a __________ con la famiglia tra Natale e Capodanno 2014, e un braccialetto acquistato per il compleanno dell’imputata (cfr. VI PP 16.5.2018, pag. 3-4, AI 237 inc. MP __________ e allegati 2, 4,6, 8, 10 e 12 al citato verbale).

f. A compromettere, definitivamente, la generale attendibilità di AP 1 vi è, per finire, il suo tentativo, in corso di ricostruzione, di giustificare alcuni prelevamenti a contanti con documentazione creata ad hoc il 15.11.2017, quindi dopo la consegna da parte del difensore di IM 1 della prima versione della ricostruzione (cfr. VI PP 5.6.2018 AP 1, pag. 3, AI 252 inc. MP __________).

14.6.a. Anche IM 1 si è spesso contraddetta.

Inizialmente, avuto riguardo all’avvio dell’attività di ______ ha, come detto, fatto riferimento a un unico prestito, quello ricevuto __________, spiegando che, per il resto, aveva dovuto chiedere ai fornitori di pazientare per il pagamento delle loro fatture fintanto che gli studenti non avessero iniziato a versare le rette (cfr. consid. 14.5.c.). Di fronte alla necessità di trovare giustificazione ai numerosi prelevamenti a contanti, l’imputata, contraddicendo le sue precedenti dichiarazioni, ha affermato di avere inserito nella ricostruzione la restituzione di diversi prestiti di cui, pur non essendovi al riguardo né un contratto né delle ricevute, si ricordava:

“sia io sia AP 1 ci ricordavamo di questi prestiti” (VI PP 11.12.2017, pag. 19, AI 29 inc. MP __________).

Che IM 1 si sia ricordata di questi prestiti solo in un secondo tempo e solo quando si trovava in affanno per giustificare la voragine di prelevamenti, è circostanza che rende, già da sola, inattendibili le sue (seconde) dichiarazioni.

Detto, poi, che è del tutto inverosimile che qualcuno conceda un prestito ad un’impresa commerciale senza che venga allestito uno straccio di documento, si aggiunge che è altrettanto inverosimile che, in assenza di qualsiasi giustificativo, IM 1 potesse ricordarsi in dettaglio sia delle persone che avevano erogato i prestiti, sia della loro entità e sia, anche, degli importi restituiti. Indicativo, al riguardo, è - del resto - il fatto che, così richiesta dagli interroganti, ha ammesso di non saper dire “se abbiamo rimborsato tutti i prestiti richiesti da __________” (VI PP 11.12.2017, pag. 19, AI 29 inc. MP __________) e, più in generale (contrariamente a quanto aveva precedentemente affermato), di non essere in grado di riferire nulla con riferimento ai prestiti (cfr. VI PP 5.3.2018, pag. 3, AI 155 inc. MP __________).

b. Riguardo ai pagamenti a favore di terzi, IM 1 ha:

  • dichiarato di non essere in grado di riferire nulla per i pagamenti a favore della __________, di __________, __________, precisando che si trattava di pagamenti effettuati su richiesta di AP 1;

  • escluso, per quanto a sua conoscenza, che __________ avesse “rapporti con __________” (VI PP 5.1.2017, pag. 4-5, AI 127 inc. MP __________);

  • spiegato, riguardo agli importi a favore di __________, che “è la mamma di AP 1. L’importo si riferisce agli alimenti che AP 1 deve pagare a favore della figlia, che dovrebbero essere circa 600.00 Euro al mese. Questo importo naturalmente andava a scalare da quello che era lo stipendio che AP 1 avrebbe dovuto ricevere da __________” (VI PP 5.1.2017, pag. 5, AI 127 inc. MP __________).

Sennonché, in seguito, ha preteso giustificare diversi prelevamenti a contanti con importi consegnati alla __________ per l’attività di reclutamento e, in generale, di pubblicità che avrebbe svolto per __________ (cfr. VI PP 31.1.2018, pag. 4, AI 113 inc. MP __________; VI PP 5.3.2018, pag. 5, AI 155 inc. MP __________. La contraddizione con le sue precedenti dichiarazioni è evidente: se i pagamenti mediante bonifico a favore della __________ erano una questione sulla quale, l’imputata, non era in grado di riferire niente perché nulla sapeva al riguardo, non si vede per quale motivo, invece, lei dovesse essere a conoscenza della finalità delle consegne in contanti. Né, del resto, lei lo spiega.

c. Non giova alla credibilità dell’imputata nemmeno il fatto che ella abbia affermato che le carte di credito appoggiate sul conto di __________ erano sempre state usate nell’interesse dell’associazione precisando che:

“Per quanto mi concerne non ne facevo un uso personale […] è possibile che sia qualche volta capitato che io non avessi denaro per fare la spesa e quindi utilizzassi la carta di credito” (VI PP 20.4.2018, pag. 3, AI 212 inc. MP __________ sott. del red.).

Le sue dichiarazioni sono, infatti, smentite: da un lato dalla regolarità degli utilizzi, nel senso che non si trattava di utilizzi occasionali bensì ripetuti (cfr. allegato 20 a AI 183 inc. MP __________; cfr., anche, VI PP 20.4.2018, pag. 9-10, AI 212 inc. MP ); d’altro lato dal tipo di pagamento, ritenuto che si trattava di pagamenti riferiti non soltanto alla “spesa” (comunemente intesa come spesa di alimentari) bensì, ad esempio, a negozi di abbigliamento (, __________, __________ di __________, __________), saloni da parrucchiere, gioiellerie, negozi per articoli da regalo, negozi di fiori, ecc. (cfr. VI PP 20.4.2018, pag. 3-10, AI 212 inc. MP __________ e allegati 3, 4, 6, 7, 8, 9, 10, 11,12, 14, 17).

14.7. In sunto, a fronte della generale inattendibilità degli imputati, si ha che essi non possono essere creduti:

  • né quando pretendono che i fondi di ______ prelevati in contanti sarebbero stati usati, in massima parte, nell’interesse dell’istituto, circostanza che, peraltro, si scontra manifestamente con l’evidenza degli atti,

  • né quando pretendono che avrebbero compensato gli importi prelevati per scopi personali con gli stipendi arretrati pur non avendo contezza né dell’una né dell’altra posta,

  • né quando pretendono che i prelevamenti in contanti ai quali non hanno saputo dare una spiegazione plausibile sarebbero da ricondurre, comunque, generalmente a spese legate a __________

14.8. In esito ai correttivi, come visto più che giustificati a fronte delle incongruenze nella ricostruzione presentata dagli imputati, la polizia giudiziaria sezione reati economico-finanziari ha, quindi, proceduto:

  • a calcolare l’ammontare degli stipendi che IM 1 e AP 1 avrebbero dovuto percepire (e ciò partendo dai rispettivi contratti di lavoro) giungendo all’importo di fr. 424'358.40 (cfr. allegato 18 a AI 183 inc. MP __________);

  • a estrapolare dalla documentazione bancaria gli stipendi effettivamente versati agli imputati (fr. 127'381.17, cfr. allegati 14 e 15 a AI 183 inc. MP __________;

  • a calcolare, partendo dalla documentazione bancaria e dalle dichiarazioni degli imputati, i fondi usati per bonifici e pagamenti estranei all’istituto (cfr. consid. 14.2, rispettivamente cfr. allegati 4, 5, 6, 7, 8, 17 e 19 a AI 183 inc. MP __________) giungendo all’importo di fr. 242'007.15;

  • a dedurre dal totale degli stipendi maturati (fr. 424'358.40) gli stipendi versati (fr. 127'381,17) e gli importi destinati a terzi mediante bonifico (fr. 242'007.15) giungendo all’importo di fr. 54'970.08 corrispondente agli stipendi arretrati a cui gli imputati hanno, ancora, diritto (cfr. allegato 18 a AI 183 inc. MP __________; non ci si formalizza qui sul riconoscimento, troppo generoso, a IM 1, della compensazione per stipendi quando il suo contratto di lavoro era con la __________);

  • a dedurre dall’ammontare dei prelevamenti a contanti (fr. 1'454'989.98) quanto ricostruito dagli imputati e corretto a seguito delle già citate incongruenze (fr. 482'976.69 corrispondenti ai prelevamenti giustificati, cfr. allegati 23-25 a AI 183 inc. MP __________) giungendo a un importo di prelevamenti non giustificati pari a fr. 972'013.29;

  • a dedurre dal suddetto importo gli stipendi arretrati (pari a fr. 54'970.08) giungendo a un totale di fr. 917'043.21 corrispondente ai fondi usati per scopi estranei all’associazione.

Già si è detto che __________ era nata per gestire __________ dal profilo amministrativo e che non aveva altra attività al di fuori di questa. In sostanza si trattava di una sorta di “prolungamento” di ______, tanto che le sue uniche entrate provengono dall’associazione. Essa, è stata, quindi, inglobata nella ricostruzione che ha considerato anche i fr 14'623.27 di prelevamenti a contanti effettuati a debito del conto intestato alla citata società rispettivamente i giustificativi relativi a spese della medesima.

  1. Giusta l’art. 158 cifra 1 CP, si rende colpevole di amministrazione infedele chi, obbligato per legge, mandato ufficiale o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio altrui o a sorvegliarne la gestione, mancando al proprio dovere, lo danneggia o permette che ciò avvenga.

La pena è la detenzione sino a tre anni o una pena pecuniaria (art. 158 cifra 1 cpv. 1 CP). Per il terzo capoverso del citato disposto, il giudice può pronunciare una pena detentiva da uno a cinque anni se il colpevole ha agito per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto.

L’adempimento della fattispecie presuppone la realizzazione di tre condizioni oggettive ed una soggettiva: è necessario che l’autore abbia avuto una posizione di gerente (Forum Poenale 2/2011, pag. 69 segg. ed ivi ripresa sentenza del Bezirksgericht di Zurigo, 9. Abteilung, del 3 settembre 2010, con riferimenti dottrinali), che egli abbia violato un obbligo che gli incombeva nell’ambito di tale funzione, che ne sia risultato un pregiudizio, e che egli abbia agito intenzionalmente o con dolo eventuale (cfr. Corboz, Les infractions en droit suisse, Volume I, 3a ed., Berna 2010, n. 2 segg. ad art. 158; Niggli, in Basler Kommentar, Strafrecht II, 3a ed., Basilea 2013, n. 11 segg. ad art. 158; Trechsel/Pieth, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, 2a ed., Zurigo/San Gallo 2013, n. 2 segg. ad art. 158; DTF 123 IV 17, DTF 122 IV 279 e DTF 120 IV 190).

L’art. 158 CP punisce l’uso infedele di un potere di amministrazione o di sorveglianza: si parla di “Treubruch” da parte di chi ha una “Garantenstellung” nei confronti della vittima, vale a dire ha assunto un ruolo di garante.

Perseguita è la violazione intenzionale dei doveri di amministrare e di sorvegliare che derivano dalla legge, da un mandato ufficiale o da un negozio giuridico (Mauro Mini, La legge sull’esercizio delle professioni di fiduciario, 2002, p. 225 e 226 e riferimenti).

L’autore deve, così, essere tenuto a gestire gli interessi pecuniari altrui o a sorvegliarne la gestione. È, quindi, necessario che egli abbia un dovere di amministrazione o di tutela.

Gestore ai sensi della norma è colui che dispone di sufficiente indipendenza nel senso di un potere di amministrazione autonomo sul patrimonio affidatogli (DTF 129 IV 124 consid. 3.1, DTF 123 IV 17 consid. 3b, DTF 120 IV 190 consid. 2b). E’, dunque, indispensabile, affinché vi sia gestione ai sensi dell’art. 158 CP, che il gestore goda di un’autonomia sufficiente su tutto o su parte del patrimonio altrui, sui mezzi di produzione o sul personale di un’azienda (STF 6B_931/2008 del 2 febbraio 2009, consid. 2.1; DTF 123 IV 17 consid. 3b; 120 IV 190 consid. 2b).

La norma in questione precisa che il dovere di gestione o di salvaguardia di interessi pecuniari altrui può derivare dalla legge, da un mandato ufficiale, da un negozio giuridico o anche da una gestione d’affari senza mandato (FF 1991 II 1018; per esempi concreti cfr. Stratenwerth/Jenny/Bommer, Schweizerisches Strafrecht, BT I, 7a ed., Berna 2010, § 19 n. 10).

Il potere di amministrazione autonomo sui beni affidati può manifestarsi sia attraverso la stipulazione di atti giuridici, sia con l’obbligo di difendere, sul piano interno, precisi interessi patrimoniali, sia, infine, con il compimento di atti materiali (STF 6S.711/2000 del 18 gennaio 2003, consid. 4.3.; DTF 123 IV 17 consid. 3b).

Perché vi sia reato, il gestore deve aver trasgredito ad un dovere che gli incombe in tale sua qualità (DTF 120 IV 190). Per stabilire se vi è stata una trasgressione, occorre preliminarmente determinare in maniera concreta i contenuti dell’obbligo o, detto altrimenti, stabilire quale comportamento avrebbe dovuto adottare l’autore. Nell’effettuare questo esame bisogna, tra le altre cose, chiarire se egli era tenuto a conservare il patrimonio oppure se era chiamato a fare in modo che esso aumentasse.

Gli obblighi di amministrare e sorvegliare richiedono l’adempimento di atti tendenti alla tutela degli interessi patrimoniali altrui (Mauro Mini, op. cit., pag. 227 e riferimenti).

Non ogni inadempimento contrattuale realizza la fattispecie dell’art. 158 CP: penalmente perseguibile è la violazione di un obbligo principale da parte dell’autore, mentre quella di semplici doveri accessori non realizza il reato (Mario Postizzi, Contratto di Mandato e reato per omissione, in CFPG, Basilea 2009, n. 43, pag. 192).

Esempi di trasgressione dei doveri di gestore sono, tra gli altri, l’utilizzo contrario alle regole di un patrimonio affidato, come l’impiego non dichiarato di manodopera subordinata all’autore per suoi scopi privati o a favore di un’altra ditta (DTF 81 IV 280 seg.), il mancato incasso di tasse dovute e pagabili da parte di un segretario comunale (DTF 81 IV 232), la trascuranza volontaria della promozione della vendita dei prodotti in un chiosco (DTF 86 IV 15), la conclusione di contratti per proprio conto o a favore di terzi concorrenti invece che per conto del proprietario della ditta per la quale l’autore lavora (DTF 105 IV 313 consid. 3; DTF 80 IV 243, 248), la deviazione da parte del gerente di una filiale di guadagni spettanti alla casa madre sui conti di una ditta da lui controllata (DTF 109 IV 112 seg., consid. 2a), l’accettazione di tangenti in cambio di un comportamento che nuoce agli interessi patrimoniali del committente (DTF 129 IV 124, consid. 4.1.), l’effettuazione di una serie di investimenti speculativi contrari agli interessi ed alle istruzioni dei clienti (DTF 120 IV 190, consid. 2b).

Il reato è consumato solo se vi è un pregiudizio economico a danno di una terza persona (DTF 120 IV 190 consid. 2b). È il caso quando ci si trova di fronte ad una vera lesione del patrimonio, vale a dire ad una diminuzione dell’attivo, ad un aumento dei passivi, ad una mancata diminuzione del passivo o ad un mancato aumento dell’attivo, oppure ancora ad una messa in pericolo dell’attivo, tale da avere per effetto una diminuzione del suo valore dal punto di vista economico (STF 6B_223/2011 del 13 gennaio 2011, consid. 3.3.3 e 6B_931/2008 del 2 febbraio 2009, consid. 4.1).

Un pregiudizio temporaneo è sufficiente (DTF 121 IV 104 consid. 2c).

qualità di gestori

16.1. In concreto, alla luce di quanto accertato al considerando 14.1, emerge chiaramente che AP 1 e IM 1 agivano quali organi di amministrazione di ______: erano, infatti, loro a occuparsi della gestione effettiva dell’attività e dell’organizzazione interna, così come della rappresentanza verso l’esterno.

Che AP 1, nella sua qualità di direttore con diritto di firma individuale avesse un potere di disposizione autonomo sul patrimonio dell’associazione è pacifico. Così come non ha da essere argomentato per spiegare che egli, in virtù dell’obbligo previsto dalla legge secondo cui i membri della direzione hanno il dovere di curare gli interessi dell’associazione (art. 69 CC), aveva una posizione di garante nei confronti di ______ (cfr., al riguardo, Trechsel/Pieth, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, ad art. 158, n. 6; cfr., anche, DTF 122 IV 279 e 105 IV 110). Ragione per cui, l’apodittica tesi difensiva secondo cui “l’imputato non ha violato un dovere di gestione che peraltro non aveva” (cfr. verb. dib. di primo grado, pag. 20) non regge.

Non va diversamente per IM 1. Ella ha agito, infatti, sia negli affari interni all’associazione che nella sua rappresentanza verso terzi, come organo di fatto di ______ e il suo diritto di disporre sui conti bancari intestati all’associazione è indicativo dell’autonomia di cui godeva sul patrimonio della medesima (cfr. Basler Kommentar, 3a edizione, ad art. 158, n. 19-20). Pure indicativo della sua autonomia è la libertà di cui godeva nell’organizzazione della propria attività (cfr. BK, op. cit., ad art. 158, n. 20; DTF 102 IV 90), tanto che è stata lei a occuparsi dell’assunzione della sua assistente __________, sottoponendole il contratto di lavoro, discutendo con lei le condizioni durante il colloquio e spiegandole quali sarebbero stati i suoi compiti (VI SG 16.8.2016 __________, pag. 4, AI 20 inc. MP __________).

Non è, perciò, condivisibile la tesi difensiva (e quella sostenuta, abbondanzialmente, dai primi giudici per sostenere il proscioglimento dell’imputata) secondo cui l’art. 158 CP non può trovare applicazione poiché IM 1 avrebbe agito - sempre e solo - seguendo le istruzioni di AP 1, senza disporre di alcuna autonomia.

Intanto, se è ben vero che l’imputata ha, da un lato, sostenuto di essere subordinata a AP 1 al punto da non avere alcuna autonomia, d’altro lato non ha esitato ad affermare che la gestione di __________ era nelle sue mani e in quelle dell’imputato, che le altre persone non erano mai state operative in seno a __________ per cui “è corretto dire che tutto era gestito da me e da AP 1” (VI PP 6.6.2018, pag. 6, AI 253 inc. __________; cfr., anche, VI SG 25.8.2016, pag. 8 e 10, AI 40 a inc. MP __________). La perentorietà di queste sue allegazioni è in urto con la pretesa subordinazione: difficile credere che chi, realmente, riveste un ruolo subalterno, si esprima in questi termini.

Né risultano credibili le dichiarazioni rese, in proposito, dall’imputato: non solo o non tanto perché esse sono manifestamente volte a minimizzare le responsabilità dell’allora compagna, ma anche perché la sua generale credibilità risulta compromessa, posto come egli in sede d’inchiesta e, ancora, ai dibattimenti di primo e secondo grado abbia raccontato di tutto e di più, arrivando (persino) a sostenere che le formulazioni “Entrambe le Università” rispettivamente “Cooperazione interuniversitaria” nell’accordo con __________ erano frutto di “un errore di battitura” (cfr. verb. int. al dibattimento di primo grado, pag. 9, classificatore n. 3 dei doc. TPC). A ciò va aggiunto che AP 1 si è, pure, contraddetto, poiché se, da un lato, ha relativizzato l’autonomia di cui IM 1 avrebbe goduto, d’altro lato ha affermato che era stata lei, unitamente __________, a redigere in italiano, prima, e tradurre, poi, l’accordo con __________ (cfr. VI PP 5.6.2018, pag. 10, AI 252 inc. MP __________): un accordo che, per ammissione dell’imputato, era a dir poco, fondamentale per __________, poiché da esso dipendeva, in sostanza, l’attività dell’associazione.

Ma, soprattutto, l’argomentazione difensiva si scontra con le risultanze in atti e, in particolare, con le dichiarazioni - unanimi - di studenti, docenti e dipendenti che hanno, chiaramente, detto che la gestione di ______ era nelle mani dei due imputati, senza descrivere un rapporto di subordinazione tra i due, bensì illustrando i rispettivi ruoli, nella sostanza, alla pari: tanto che entrambi gli imputati, alla medesima stregua, erano collocati “in cima alla piramide” nella gerarchia di ______ (cfr. dichiarazioni di __________ e __________ già citate al consid. 14.1). Particolarmente rilevanti appaiono, poi, le dichiarazioni di __________, braccio destro di IM 1, secondo cui l’imputata era, per tutti quanti, il riferimento per quanto concerneva i pagamenti.

In conclusione, è evidente che l’ampiezza dei poteri in capo a AP 1 e IM 1 li qualificava come amministratori ai sensi dell’art. 158 CP.

correità

16.2. Questa Corte condivide l’opinione del PP secondo cui i due imputati hanno agito di concerto e con uno stesso obiettivo e che, quindi, IM 1 abbia, nei fatti, la stessa responsabilità di AP 1. IM 1 ha avuto, dall’inizio alla fine, un ruolo da protagonista nell’amministrazione del patrimonio di __________. Che i due imputati agissero con una comune volontà e per un fine comune emerge proprio dal fatto che si è trattato, dall’inizio alla fine, di un’azione portata avanti in due in modo concorde, in sintesi secondo quello che può essere definito un piano comune anche se non esplicitato a parole. Ne deriva l’accertamento secondo cui i due sono correi nello stesso reato (cfr. DTF 135 IV 152 consid. 2.3.1; 130 IV 58 consid. 9.2.1; 126 IV 84 consid. 2c/aa; 125 IV 134 consid. 3a; 120 IV 17 consid. 2d; 120 IV 136 consid. 2b; 120 IV 265 consid. 2c/aa; STF 6B_587/2012 del 22.7.2013 consid. 2.2; 6B_45/2013 del 18.7.2013 consid. 1.3.5; 6B_527/2011 del 22.12.2011 consid. 2.1; 6B_758/2009 del 6.11.2009 consid. 2.4; 6B_890/2008 del 6.4.2009 consid. 3.1; 6S.307/2003 del 9.10.2003 consid. 3.1; 6S.283/2002 del 26.11.2002 consid. 4.1; sentenza CARP 17.2011.11 del 9.6.2011 consid. 3.2).

violazione dei doveri nell’amministrare il patrimonio altrui

16.3. È pacifico che AP 1 e IM 1, destinando - come hanno fatto - dei fondi di pertinenza di ______ a scopi personali, rispettivamente a scopi estranei all’istituto, hanno disatteso i doveri che derivavano dalla loro funzione di amministratori e che consistevano, molto semplicemente, nella tutela degli interessi dell’associazione. Essi hanno usato i conti di __________ alla stregua di un proprio salvadanaio: ne sono la prova le causali di molti pagamenti (dai negozi di moda di IM 1, alla vacanza con la famiglia di AP 1), ma, soprattutto, ne è una prova - inconfutabile - il fatto che nessuno dei due ha tenuto un conteggio, anche solo approssimativo, di quanto prelevato per scopi personali e che nessuno dei due avesse contezza, anche solo sommariamente, dell’ammontare degli stipendi arretrati.

danneggiamento del patrimonio amministrato

16.4. Dato è, anche, il pregiudizio economico a danno di ______ il cui patrimonio, a seguito dell’agire dei suoi amministratori (che lo hanno, in parte, destinato per scopi personali, comunque per scopi estranei all’associazione), ha subìto una diminuzione considerevole (poco meno di 1 mio di fr., cfr. consid. 14.8).

Al dibattimento d’appello il difensore di AP 1 ha, sostenuto che non si possono considerare come destinati a scopi estranei a quelli dell’associazione - e, quindi, come danno causato - i fondi di cui non è stato possibile accertare l’effettiva destinazione.

L’argomentazione (che si riferisce ai soldi prelevati a contanti) cade nel vuoto poiché, in concreto, non ci sono fondi la cui destinazione non è stata accertata nella misura in cui è evidente che l’impossibilità dei due imputati di indicare una destinazione ai prelevamenti da loro effettuati a contanti (fr 1'454'989.98) è, appunto, inequivocabilmente indicativa del loro utilizzo per interessi privati personali o di terzi (comunque, non nell’interesse della società che dovevano gestire).

Non ha da essere spiegato che l’evidente anomalia delle modalità di prelevamento - una corretta gestione societaria esclude, infatti, il principio del prelevamento a contanti di cospicui importi - impone, per chi le utilizza su conti societari (o di terzi), l’obbligo inderogabile di giustificarne, prima, la necessità e, poi, di provare che il denaro prelevato a contanti è stato usato nell’interesse della società (o del terzo) titolare del conto. I due imputati non hanno saputo, per i fondi di cui trattasi, far fronte a tale obbligo. O, per meglio dire, hanno tentato di farvi fronte (almeno in parte) con documentazione falsa appositamente creata, con indicazioni palesemente menzognere o con altri artifici di analoga natura (cfr. supra, consid. 14.3). Ciò che è ulteriormente indicativo, nel senso che supporta e blinda l’accertamento che già si deriva dall’impossibilità dei due imputati di dare le giustificazioni che si imponevano avuto riguardo alle anomale modalità di prelievo messe in atto sui conti intestati alla __________.

Non va, poi, dimenticato che, come già evidenziato (cfr. consid. 14.3), non solo sono stati gli stessi imputati a procedere alla ricostruzione di cui trattasi, ma che lo hanno fatto in piena autonomia e libertà e avendo accesso a tutta la documentazione possibile, che i due hanno potuto esprimersi più che esaurientemente in diversi interrogatori sui correttivi apportati a questo lavoro di ricostruzione dalla Sezione reati economici e finanziari della polizia giudiziaria e, infine, che il metodo di ricostruzione non è mai stato contestato. In queste circostanze - avuto, poi, riguardo, al generale contesto in cui i due (che erano i deus ex machina della __________ e da cui tutto dipendeva) si muovevano che era caratterizzato da un loro costante e disinvolto uso dei soldi della società come se si trattasse di loro soldi privati - la citata impossibilità giustificativa non può che avere, come conseguenza, l’accertamento secondo cui tali soldi sono stati usati per scopi che con la __________ nulla avevano a che fare.

Da tutto ciò deriva, dunque, che, in concreto, tutto quanto necessario è stato oggetto di un positivo accertamento.

intenzionalità di arrecare un danno al patrimonio amministrato

16.5. Entrambi gli appellanti sostengono di non avere mai avuto l’intenzione di danneggiare il patrimonio di __________.

16.5.1. Dal profilo soggettivo, l’art. 158 cifra 1 CP implica che l’autore, in modo consapevole, mancando ai propri doveri nell’amministrare il patrimonio altrui o nel sorvegliarne la gestione, voglia arrecare pregiudizio agli interessi pecuniari della vittima o permettere che essi siano violati (Donatsch, Strafrecht III, Delikte gegen Einzelnen, 10 ed., Zurigo 2013, § 30, n. 1.2). Egli deve avere intenzionalmente cagionato il danno oppure omesso di evitarne la produzione (DTF 86 IV 12 seg./JdT 1960 IV 76 seg.). Il dolo eventuale è sufficiente nella misura in cui l’autore prenda in seria considerazione l’avverarsi del risultato ed acconsenta alla prospettiva che si verifichi (DTF 123 IV 23/JdT 1998 IV 150; 120 IV 193; 86 IV 11/JdT 1960 IV 66; Stratenwerth/Jenny/Bommer, Schweizerisches Strafrecht, BT I: Straftaten gegen Individualinteressen, 7 ed., Berna 2010, § 19 N. 18; Donatsch, op. cit., § 30, n. 1.2; Trechsel/Pieth, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, 2 ed., Zurigo 2013, ad art. 158 n. 14).

16.5.2. È evidente che sia IM 1 che AP 1 hanno agito consapevolmente, ben sapendo di arrecare pregiudizio a __________ e volendolo fare. Non è serio, infatti, pretendere che essi non si rendevano conto che, utilizzando i fondi di __________ alla stregua di un loro salvadanaio, avrebbero arrecato un danno all’associazione.

16.6. Gli imputati vanno, quindi, riconosciuti autori colpevoli del reato di amministrazione infedele qualificata ai danni di __________ (punto 1.1 dell’AA). L’appello del PP su questo punto, è perciò accolto.

Cattiva gestione di __________

  1. I primi giudici hanno ritenuto AP 1 e IM 1 autori colpevoli di cattiva gestione (ripetuta). Agli imputati è stato rimproverato di avere, a causa di un’insufficiente dotazione di capitale e di una grave negligenza nell’amministrazione dei suoi beni, cagionato, rispettivamente aggravato, l’eccessivo indebitamento e l’insolvenza di __________ (il cui fallimento è stato dichiarato l’1.9.2016).

AP 1 chiede il suo proscioglimento da tale imputazione.

  1. In concreto, non c’è dubbio che, violando crassamente il suo dovere di amministrazione, in particolare attingendo al patrimonio di __________ per scopi personali (comunque estranei all’associazione) quasi si trattasse del proprio portamonete (senza, peraltro, tenere alcun conteggio delle spese personali sostenute), AP 1 ha commesso una grave negligenza che denota una chiara mancanza di responsabilità nella gestione (cfr. Donatsch, Strafrecht III, 10a ed. 2013, pag. 355; Wermeille, La diminution effective de l’actif au préjudice des créanciers et la gestion fautive, in: RPS 117/1999 pag. 385; Corboz, Les infractions en droit suisse, Vol. I, 3a ed. 2010, pag. 522 n. 21-22 con rif. A DTF 115 IV 41 consid. 2).

Pure pacifico che __________ non era dotato di un capitale minimamente sufficiente: si sa (per ammissione di IM 1) che l’unico finanziamento su cui l’istituto ha potuto contare all’inizio della sua attività è il prestito di fr. 50'000. -/60'000. - concessole dalla __________ (operazione che, pure, suscita perplessità nella misura in cui, come visto, __________ lavorava solo per __________), tanto che ai fornitori era stato chiesto di pazientare per ottenere il pagamento delle loro fatture fintanto che gli studenti non avrebbero iniziato a versare le rette. Che a fronte dei progetti, a dir poco ambiziosi, che gli imputati avevano per ______si trattava di un capitale insufficiente, è manifesto.

Entrambe le condotte rimproverate sono di natura tale per cui può essere pacificamente ritenuto che esse, secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza generale della vita, pur senza esserne state le uniche o la causa diretta, hanno causato il dissesto dell’associazione o, quantomeno, lo hanno favorito (STF 6B_765/2011 del 24.5.2011 consid. 2.2.1; 6B 949/2014 del 6.3.2017 consid. 4).

Dal profilo soggettivo va rilevato quanto segue.

In ordine alla dotazione insufficiente di capitale, l’imputato non poteva non sapere che gli ambiziosi progetti di __________ - che non solo si proponeva come un istituto universitario ma offriva agli studenti un numero impressionante di facoltà - non sarebbero potuti minimamente decollare con il solo prestito di alcune migliaia di franchi ottenuto da __________. La sproporzione tra il fine che l’associazione si prefiggeva e l’effettivo capitale che aveva a disposizione era talmente crassa che la probabilità di un sovra indebitamento, rispettivamente dell’insolvenza di __________, era estremamente alta (per non dire certa) e, quindi, tale da imporsi all’imputato che, agendo cionondimeno come ha agito, ha accettato che sovra indebitamento e insolvenza potessero effettivamente realizzarsi (STF 6B_662/2011 del 19 luglio 2012 consid. 4.1; 6B_806/2011 del 16 luglio 2012 consid. 2.1; 6B_782/2010 del 23 giugno 2011 consid. 3.2.1; 6B_621/2010 del 20 maggio 2011 che conferma la sentenza CCRP 17.2009.59 del 9 giugno 2010 consid. 4.3.c; STF 6B_996/2009 del 15 marzo 2010 consid. 1.2; DTF 135 IV 12 consid. 2.3.3; 134 IV 26 consid. 3.2.2 e rinvii; 133 IV 1 consid. 4.1).

In ordine alla grave negligenza nell’amministrazione dei beni di __________, l’imputato non poteva non sapere che attingere a piene mani e reiteratamente dal patrimonio di __________ (oltretutto senza tenere un conteggio anche solo sommario e approssimativo dei rapporti di dare e avere con l’associazione) era un comportamento idoneo a produrre un sovra indebitamento rispettivamente l’insolvenza (6B_765/2011 del 24.5.2011 consid. 2.2.1; 6B_949/2014 del 6.3.2017 consid. 4).

Ne consegue che AP 1 ha agito con dolo eventuale.

La difesa ha preteso che non essendoci una contabilità, l’imputato “non poteva accorgersi della situazione debitoria dell’associazione” (verb. dib. di primo grado, pag. 21).

L’argomento non ha pregio.

Intanto, l’omissione della contabilità è da imputare all’appellante, il quale risponde, anche, per tale reato che, peraltro, non ha contestato in appello. Sia come sia, anche in assenza di una contabilità, non vi è chi non veda e capisca che assumendo un comportamento come quello che ha tenuto l’imputato (che ha attinto a piene mani per i suoi scopi personali per un importo di poco inferiore al milione), il rischio di un sovra indebitamento, rispettivamente di un’insolvenza, sia estremamente elevato.

Essendo pacificamente realizzati i presupposti oggettivi e soggettivi del reato, AP 1 è riconosciuto autore colpevole del reato di cattiva gestione per avere, nelle modalità descritte, peggiorando la posizione debitoria di ______ di almeno fr 917'043.21. (cfr. consid 14.8).

Su questo punto il suo appello è, pertanto, respinto.

l’amministrazione infedele qualificata ai danni di __________

  1. Al punto 1.2. dell’AA, agli imputati è rimproverato di avere danneggiato il patrimonio di __________ per complessivi fr. 94'574.94 destinando tale importo a scopi personali, comunque estranei alla società, agendo, in parte, in correità con IM 2 (che, quale gerente della società, si era disinteressato della sua gestione limitandosi a eseguire quanto da loro richiesto) al quale facevano compiere numerosi prelevamenti a contanti, rispettivamente dei bonifici a favore di AP 1 attingendo dai conti della società.

AP 1 contesta il dispositivo 1.2. della sentenza di primo grado con cui i primi giudici lo hanno riconosciuto autore colpevole di questo reato (riducendo l’importo del danno a fr. 78'905.98).

Si ricorda, qui, che l’assoluzione di IM 1 da tale reato - non impugnata dalla PP - è passata in giudicato.

Dagli atti emerge quanto segue.

20.1.a. La __________ si voleva, come detto (cfr. consid. 4c), attiva nel campo della formazione superiore, universitaria e postuniversitaria (cfr. scopo sociale a RC). Di fatto, quando a seguito delle vicissitudini di ______ l’attività di quest’ultimo istituto si era arenata, gli imputati hanno continuato a fare quello che facevano con ______ nella __________.

Indicative, al riguardo, le dichiarazioni di IM 2:

“ADR che a quel momento AP 1 mi aveva detto che quest’attività [ndr: di ______] aveva dovuto essere chiusa in quanto in Ticino vi era stata una modifica di legge che non gli permetteva più di continuare. Per questo voleva trasferire tutto in Vallese, costituendo una nuova società e quindi era alla ricerca di qualcuno che abitasse in quel Cantone e che potesse fare da gerente. Successivamente, anziché costituire una nuova società, mi è stato detto che sarebbe stata trasferita una società già esistente, che già era attiva nell’ambito della formazione e meglio la __________” (VI PP 14.12.2017, pag. 2, AI 47 inc. MP __________).

È __________ a spiegare che:

“ho creato io la scuola __________ con mio figlio __________. ADR che __________, mi sembra, è poi diventata __________ a fine 2015 […] avevamo fatto tutti i passi che ritenevamo necessari per poter ottenere l’accreditamento, che c’è stato negato due volte. […] A questo punto io ho quindi deciso di non più acquisire nuovi studenti, bensì di chiudere l’attività portando fino alla conclusione degli studi quelli che avevano deciso di rimanere. In pratica a fine 2016 __________ avrebbe dovuto chiudere, salvo che poi sono intervenuti AP 1 e IM 1 […] AP 1 mi aveva spiegato che aveva ancora degli studenti che dovevano completare la formazione [ndr. studenti di ______] e quindi mi ha chiesto se ero disposto ad avviare un’attività didattica nell’ambito sanitario con __________. Essendo questo anche il mio ambito, essendo io fisioterapista, gli ho detto che se ne poteva discutere. È quindi nata la nostra collaborazione nell’ambito di __________” (VI PP 16.1.2018, pag. 3, AI 95 inc. MP __________).

b. La società ha avuto diverse persone che si sono avvicendate nel ruolo di gerente: prima IM 2 (con firma individuale) e IM 3 (con firma collettiva a due), poi soltanto IM 2, a seguire PC 2 e, per finire, IM 1 (cfr. consid. 4b).

Gli imputati figuravano quali dipendenti di _____.

c. Che, nonostante l’avvicendamento in seno alla società, la sua gestione fosse, in massima parte, nelle mani di AP 1 è proprio quest’ultimo a dichiararlo, nella misura in cui, rispondendo al presidente della Corte di prime cure, ha affermato che:

“Decidevo io cosa bisognava pagare. Facevo mandare le fatture all’amministratore che eseguiva i pagamenti” (allegato 1 a verb. dib. di primo grado, pag. 6; sott. del red.).

Anche in corso d’inchiesta egli si è espresso in termini del tutto analoghi, spiegando, ad esempio, che:

“Solitamente i pagamenti venivano effettuati su mia richiesta. ADR che io mi occupavo di tutto quello che erano le relazioni esterne all’università e quindi anche quello che era il pagamento dei viaggi degli studenti e pernottamenti. In pratica io chiedevo al gerente di pagare le fatture dell’agenzia viaggi. ADR che tutto questo lo faccio da gennaio 2017” (VI PP 11.12.2017, pag. 4, AI 30 inc. MP __________; sott. del red.).

d. In linea con le dichiarazioni dell’imputato ci sono, poi, quelle di __________, IM 2 e PC 2.

d.1. __________ (che ha ricoperto la carica di gerente da novembre 2016 a gennaio 2017), si è rivolto con parole durissime all’imputato per come quest’ultimo aveva gestito la __________ Parole dalle quali emerge, con evidenza, che AP 1 era il deus ex machina della società:

“dormi! che il sonno ti porta consiglio. trova i soldi e paga i creditori compreso il sottoscritto. Ti ho consegnato una società senza debiti, lo si vede dai bilanci che hai voluto vedere compreso il certificato rilasciato dall’ufficio fallimenti. Non giocare, agisci. Recupera gli ammanchi e consenti di proseguire l’attività. Tutto il resto ti serve per fare scena gettando discredito sugli altri. Continua a fare “il capo” e dimostra che ce li hai…” (cfr. email 27.7.2017 ore 0:21 da __________ a AP 1, allegato doc. 3 a VI PP 16.1.2018 __________, AI 95 inc. MP __________; sott. del red.).

d.2. IM 2 (che ha ricoperto la carica di gerente da gennaio a giugno 2017) ha riferito che era AP 1 a dirgli cosa fare:

“ADR che per quanto concerne la mia attività mi occupavo del pagamento delle fatture, di allestire la contabilità e di svolgere tutti quei compiti che mi venivano richiesti da AP 1. […] ADR che solitamente era sempre AP 1 a dirmi quanto andava fatto” (VI PP 9.1.2018, pag. 5, AI 83 inc. MP __________; sott. del red.);

ADR che io non prendevo decisioni in __________ circa l’attività della stessa. L’unica volta che ho preso una decisione è stato quando nel febbraio 2017 ho mandato una lettera di licenziamento a tutti, in quanto mi era chiaro che la società non avrebbe potuto sopravvivere con la gestione che vi era in atto. ADR che in effetti la società aveva salari troppo elevati e le entrate erano state inferiori rispetto a quello che avrebbero dovuto essere” (VI PP 14.12.2017, pag. 3, AI 47 inc. MP __________; sott. del red.).

Egli ha, anche, spiegato che era stato AP 1 a imporre l’ammontare del proprio stipendio, rispettivamente a pretendere che gli venissero versati degli importi che, a suo dire, costituivano dei rimborsi spese:

“ADR che AP 1 e IM 1 avevano imposto per loro un salario netto di fr. 6'000. - [ndr.: poi ridotto da IM 2 in un secondo tempo]

[…] ADR che il rimborso spese gli [ndr. A AP 1] veniva alcune volte pagato quando presentava delle fatture, poiché faceva pressioni per ottenere questi importi” (VI PP 14.12.2017, pag. 3-4, AI 47 inc. MP __________; sott. del red.);

io venivo stressato da AP 1 il quale mi chiedeva insistentemente di dargli dei soldi. Voglio pure precisare che spesso le fatture venivano da lui consegnate dopo che gli erano già stati consegnati gli importi. ADR che gli era pure stato detto che così come le aveva presentate le fatture non andavano bene in quanto non indicavano quale attività lo stesso avesse svolto” (VI PP 9.1.2018, pag. 5, AI 83 inc. MP __________ sott. del red.).

d.3. PC 2 (gerente da giugno a settembre 2017) ha, in sostanza, affermato di non aver svolto alcuna attività per la società:

“ADR che io sono stato nominato gerente della società __________. Il medesimo giorno rientrando dal Vallese unitamente a AP 1 IM 1 e PC 1, abbiamo avuto un incidente stradale. Io sono rimasto ricoverato circa un mese e fino a quel momento in pratica non ho avuto modo di verificare nulla. Una volta ristabilitomi, ho avuto la possibilità di visionare l’estratto bancario del conto presso __________ della __________, estratto che mi ero fatto inviare direttamente dalla banca in quanto non riuscivo ad ottenerlo da AP 1. A quel momento ho potuto vedere che sul conto non c’era praticamente più nulla e questo nonostante tutto il denaro versato dai vari studenti quale retta.

[…] Una volta verificata la documentazione bancaria, mi sono subito reso conto che qualcosa non andava. Ho quindi deciso di rassegnare le dimissioni.

[…] ADR che io ho inviato le mie dimissioni per iscritto, senza informare AP 1. Ho avuto però modo di parlare con IM 3 e IM 2, i quali a quel momento mi avevano spiegato che IM 1 e AP 1 partivano da __________ per andare a prendere i soldi a __________ In pratica loro si incontravano con IM 2 e lo portavano in banca affinché quest’ultimo effettuasse i prelevamenti” (VI PP 25.10.2017, pag. 3-4, AI 3 inc. MP __________.

PC 2, unitamente a PC 1 (quest’ultimo gerente della __________, società per il 51% di proprietà di AP 1 che deteneva, a sua volta, la ____________________ ha, poi, sporto denuncia nei confronti degli imputati per una serie di reati patrimoniali ai danni di __________

d.4. In aggiunta a quanto precede, va rilevato che AP 1 ha avuto, a partire da un certo momento, procura con firma individuale sui conti aperti in __________ e presso __________ intestati alla __________cfr. documentazione bancaria in classificatore 1/1 “Esiti OPS 25.10.2017).

d.5. In sunto, dagli atti emerge che era AP 1 a decidere della gestione di __________: era lui a dire a IM 2 cosa doveva fare, era lui a decidere quali fatture andavano pagate ed era, sempre, lui a chiedergli con insistenza dei soldi. Per quanto, qui, d’interesse va rilevato che il procedimento penale nei confronti di IM 2 (eIM 3) è stato disgiunto dal presente procedimento con decisione 16.7.2018 (AI 283).

L’argomento difensivo secondo cui l’imputato andrebbe prosciolto poiché non aveva diritto di firma per la società, quindi, non regge: egli, peraltro per sua ammissione, ha, infatti, sempre agito quale amministratore di fatto della società.

Nemmeno regge la tesi con cui si pretende che nulla avrebbe impedito a IM 2 di dire di no: non solo per la manifesta insistenza, anzi, pressione che AP 1 esercitava su di lui, ma anche a fronte del fatto che, come rettamente rilevato dalla pubblica accusa, la scelta di IM 2 da parte dell’imputato non può, certo, dirsi casualeIM 2, disoccupato, bisognoso di guadagnare qualcosa e senza esperienza era, sicuramente, la persona ideale da manipolare.

20.2. Dall’analisi dei conti intestati a __________, per quanto concerne l’imputato, sono emersi:

  • pagamenti a suo favore a fronte di 7 fatture emesse da lui per complessivi fr. 52'154.25,

  • consegne a contanti per anticipi spese in ragione di fr. 12'200,

  • consegne a contanti a lui senza alcun riferimento per complessivi fr. 18'139.44,

  • pagamenti all’associazione __________ per complessivi fr. 19'512.42,

  • consegne a contanti per fondo cassa fr. 13'000. -,

  • pagamenti per costi di ______in ragione di fr. 2'668.96.

a. Per gli importi ottenuti mediante presentazione di sue fatture personali, AP 1 ha dato, in corso d’inchiesta, giustificazioni diverse:

in un primo tempo ha preteso che si trattava di importi incassati a fronte di prestazioni precise e puntuali che lui faceva per __________ e che, poi, provvedeva a fatturare alla società (cfr. VI PP 19.1.2018, pag. 8 e segg., AI 106 inc. MP __________;

  • in un secondo tempo, egli ha, invece, sostenuto che gli importi da lui incassati erano da ricondurre a un accordo (verbale) tra lui e IM 3 (di cui solo loro due erano a conoscenza) secondo cui egli doveva ricevere il 15% dell’introito complessivo delle rette pagate dagli studenti e fr. 40'000. - per l’apporto di materiale (che a suo dire era del valore di fr. 60'000. -), per cui “complessivamente avrei quindi ricevuto circa 130'000. - franchi” (cfr. VI PP 31.1.2018., pag. 2, AI 114 inc. __________).

Un cambio di versione la cui tempistica, è da sola significativa:

“Inizialmente vorrei fare delle precisazioni in merito al mio ultimo verbale, in particolar modo ai motivi per cui la __________ mi ha versato complessivamente 135'000. - franchi nel periodo dicembre 2016-maggio 2017. Non so per quale motivo, ma l’ultima volta sono andato nel pallone e non ho indicato che le motivazioni sono molto semplici. Con IM 3 avevamo stabilito, già nell’ottobre 2016, che io avrei ottenuto il 15% dell’introito complessivo relativo alle rette che avrebbero pagato gli studenti, nonché un importo di 40'000. - franchi per l’apporto di materiale […] quindi avrei ricevuto circa 130'000. - franchi” (cfr. VI PP 31.1.2018., pag. 2, AI 114 inc. MP __________

In altre parole: messo alle strette dalla PP che gli chiedeva di giustificare 135'000. - fr. ricevuti da __________ sull’arco di soli cinque mesi (dal 19.12.2016 al 23.5.2017) per una media mensile di 27'000. - fr., e, quindi, in evidente difficoltà (cfr. VI PP 19.1.2018, pag. 3, AI 106 inc. MP __________), l’imputato - nel successivo interrogatorio - ha fatto uscire dal cilindro un accordo di cui mai, prima, aveva parlato.

Nell’apprendere quanto sostenuto dall’imputato, IM 3 si è detto “allibito”:

“Sono allibito. Io non ho mai discusso una cosa del genere con AP 1. ADR che nemmeno avevo la facoltà di decidere una cosa del genere, considerato che a quel momento nemmeno detenevo le quote sociali, né direttamente né a titolo fiduciario” (VI PP 21.2.2018, pag. 4, AI 143 inc. MP __________).

Alla luce di questo cambio di versione non si può dare credito all’imputato che, nella prima come nella seconda versione, ha, comunque, preteso che i soldi ricevuti gli fossero dovuti in virtù della sua attività per __________ se realmente quegli importi avessero avuto una causale seria e reale, non si vede perché l’imputato, nello spazio di una decina di giorni, abbia raccontato di tutto e di più per giustificarli, contraddicendosi manifestamente. Tanto più che si trattava di somme ricevute meno di un anno prima, per cui il ricordo doveva essere, ancora, piuttosto nitido.

Del resto, gli importi in questione erano, quasi sempre (con una sola eccezione), delle cifre “belle tonde” (cfr. allegato 16 a AI 260 inc. MP __________), ciò che appare alquanto strano se, effettivamente, si fosse trattato del pagamento di prestazioni concrete e puntuali fatte per la società o della percentuale del 15% sulle rette versate dagli studenti. Inoltre, per

quanto riguarda le fatture prodotte dall’imputato a sostegno di sue prestazioni per __________ la loro pretestuosità è evidente già solo perché esse non indicavano, mai, l’attività effettivamente svolta (cfr. VI PP 21.2.2018 IM 3, pag. 5 e VI PP 9.1.2018 IM 2, pag. 5, AI 143 rispettivamente 83 inc. MP __________).

Non solo: AP 1, alla PP che gli chiedeva come avesse usato l’importo complessivo ricevuto da __________, ha affermato di averlo speso tutto per pagare sue spese e suoi debiti personali (cfr. VI PP 19.1.2018, pag. 3, AI 106 inc. MP __________). Egli aveva, quindi, bisogno di quei soldi, tanto che faceva pressione nei confronti di IM 2 per ottenerli:

“io venivo stressato da AP 1, il quale mi chiedeva insistentemente di dargli dei soldi” (VI PP 9.1.2018, pag. 5, AI 83 inc. MP __________

Al punto che IM 2, alla PP che gli chiedeva il motivo per cui, in qualità di gerente di __________, aveva dato seguito al pagamento delle fatture presentate da AP 1, considerato che l’imputato era dipendente al 100% della società, ha affermato:

“perché ero obbligato. ADR che con questo intendo dire che Vincenzo AP 1i chiamava dicendomi che le fatture andavano pagate. Se io mi rifiutavo lui mi richiamava e capitava che venisse anche in Vallese. ADR che io mi sentivo sotto pressione” (VI PP 21.2.2018, pag. 3, AI 145 inc. MP __________).

b. Per i contanti ricevuti (complessivi fr. 31'139.44 per i quali egli, sul giustificativo bancario, ha firmato in segno di ricevuta), AP 1 non ha saputo fornire nessuna spiegazione affermando, in sostanza, di non ricordarsi di averli ricevuti (senza, tuttavia, escluderlo) e che, comunque, “ci dovrebbero essere tutti i giustificativi” (cfr. VI PP 19.1.2018, pag. 6 e segg., AI 106 inc. MP __________; sott. del red.). Detto che dalla ricostruzione della polizia sezione reati economico-finanziari emerge che i giustificativi a sostegno di presunte spese legate a __________ che l’imputato avrebbe pagato non ci sono (cfr. allegato 16 a AI 260 in cui tali prelevamenti vengono classificati come “non giustificati”), forza è concludere che AP 1 ha preso per sé questi importi e li ha spesi, unitamente agli altri importi ricevuti da __________ per pagare sue spese e suoi debiti personali (come del resto da lui dichiarato).

c. Sulle fatture dell’associazione __________ (che ha ricevuto, complessivamente, 19'512.42 fr.), l’imputato ha raccontato di tutto e di più.

Ricordato che egli era presidente dell’associazione e che, per sua ammissione, la medesima si occupava di “organizzare gite in Vaticano” (cfr. VI PP 11.12.2017, pag. 8, AI 30 inc. MP __________, AP 1 ha affermato che:

  • quanto pagato a __________ era da ricondurre a prestazioni di reclutamento che quest’ultima aveva fatto per ______senza mai fatturargliele (cfr. VI PP 11.12.2017, pag. 8, AI 30 inc. MP __________);


aveva “preso il posto” della __________ nel reclutamento degli studenti perché “la __________ non aveva più ragione di esistere e questo perché era stata coinvolta nella questione __________” (cfr. VI PP 19.1.2018, pag. 4, AI 106 inc. MP __________) lasciando, quindi, intendere che avrebbe reclutato studenti per ______ e contraddicendo, così, le sue precedenti dichiarazioni secondo cui avrebbe, invece, fatturato le sue prestazioni fatte per __________ a __________;

  • egli lavorava per __________ e gli importi versati a tale associazione erano da ricondurre al suo lavoro per tentare di permettere agli studenti di ______ di proseguire gli studi presso __________ (cfr. AI 106, pag. 4, inc. MP __________;

  • aveva, in realtà, usato il conto dell’__________ “in quanto il mio conto era posto sotto sequestro. Quando poi ho avuto occasione di aprire un nuovo conto personale e meglio quando sono stato assunto da __________, ho allestito le fatture a mio nome” (cfr. VI PP 31.1.2018, pag. 2, AI 114 inc. MP __________).

Come se non bastasse, l’imputato ha, poi, dichiarato che:

  • era stato lui a allestire le fatture per __________ (cfr. AI 30, pag. 9 inc. MP __________;

  • non sapeva spiegare il motivo per cui il codice fiscale indicato sulle fatture risultava inesistente (cfr. AI 30, pag. 9 inc. MP __________);

  • sulle fatture non era indicato il conto sul quale effettuare il pagamento perché era stato lui a comunicare gli estremi del conto a IM 3 (cfr. AI 30, pag. 9 inc. MP __________);

  • la sede legale indicata sulle fatture corrispondeva al suo indirizzo di residenza in __________ (cfr. AI 30, pag. 10 inc. MP __________).

La contraddittorietà delle argomentazioni addotte per giustificare perché __________ avrebbe dovuto ricevere soldi da __________ è evidente. Ed è, pure, evidente che - come in realtà ammesso dall’imputato - i soldi versati all’associazione __________ erano destinati a lui. Detto che l’imputato non è stato in grado di documentare il suo lavoro per __________ a sostegno delle fatture emesse da __________ e ricordate, ancora una volta, da un lato la sua comprovata attitudine a confondere il patrimonio delle società che era chiamato a gestire con il proprio portamonete e, d’altro lato, la sua generale inattendibilità, s’impone concludere che anche i soldi pagati all’associazione Arcana sono finiti nelle tasche dell’imputato senza alcuna giustificazione.

d. Ritenuto che i primi giudici hanno prosciolto AP 1 dal reato di amministrazione infedele per quanto concerne le consegne a contanti per “fondo cassa” (in totale fr. 13'000. -) rispettivamente i pagamenti per costi di __________ (fr. 2'668.96), poiché “nella visione più favorevole all’imputato, potevano ancora rientrare nell’attività e nello scopo perseguiti da __________ e, di riflesso, nell’interesse degli studenti e del patrimonio della società” (sentenza impugnata, 13.1.1, pag. 94) e in assenza dell’appello della PP, non occorre entrare nel merito di tali operazioni.

20.3. Dall’analisi dei conti di __________ da parte della polizia sezione reati economico-finanziari che, in accordo col magistrato, ha considerato del tutto inattendibili le dichiarazioni dell’imputato sul perché egli, rispettivamente sue società, avrebbero ricevuto soldi da __________ è, quindi, emerso che AP 1, tenuto conto degli stipendi percepiti, ha ricevuto complessivi fr. 129'675.07 da __________ (cfr. allegato 16 a AI 260 inc. MP __________ pag. 1) per cui, deducendo da questo importo gli stipendi arretrati che ancora gli spettavano, cioè fr. 35'100.13 (cfr. allegato 16 a AI 260 inc. MP __________, pag. 2), egli aveva ricevuto fr. 94'574.94 senza alcuna giustificazione attinente la società (cfr. allegato 16 a AI 260 inc. MP __________ pag. 1).

Da tale importo, come indicato al precedente considerando, i primi giudici - in applicazione del principio in dubio pro reo - hanno dedotto fr. 15'668.96 (pari a quanto servito per “rimpolpare” il fondo cassa della società e quanto pagato a copertura di costi legati a ______), giungendo a un totale di fr. 78'905.98 (corrispondente a quanto indebitamente percepito dall’appellante).

20.4. In concreto, alla luce di quanto accertato, emerge chiaramente che AP 1 agiva quale organo di amministrazione di fatto della società __________: era lui a dire ai gerenti, in particolare a IM 2 cosa andava fatto rispettivamente cosa andava pagato. Che egli, facendosi pagare degli importi, rispettivamente facendosi consegnare soldi a contanti senza alcuna giustificazione attinente all’attività della società, abbia violato il suo dovere di amministrazione è, poi, pacifico. Così come è pacifico che, con il suo agire, egli ha causato un danno alla società quantificato in fr. 78'905.98. Per finire, l’appellante non poteva non rendersi conto che, usando i fondi di __________ per scopi personali, comunque estranei agli interessi della società, le avrebbe arrecato un danno. Con il che il reato di amministrazione infedele è realizzato, anche, dal profilo soggettivo.

20.5. AP 1 dev’essere, quindi, riconosciuto autore colpevole di amministrazione infedele qualificata ai danni di __________ Il suo appello, su questo punto, è perciò respinto.

la truffa ai danni della __________

  1. I primi giudici hanno ritenuto AP 1 e IM 1 autori colpevoli di truffa, commessa in correità, ai danni della __________. Agli imputati è stato rimproverato di avere ingannato i dipendenti della citata assicurazione fornendo loro, nell’ambito della procedura conseguente a un sinistro che avevano subito, un dato falso in merito al salario percepito, in particolare facendo loro credere di percepire uno stipendio di fr. 8'500. - lordo invece di quello effettivo di fr. 6'018. - lordi per l’imputato e di fr. 5'787. - lordi per l’imputata, inducendoli, così, ad atti pregiudizievoli del patrimonio dell’assicurazione in ragione di complessivi fr. 9'306.62.

AP 1 chiede il suo proscioglimento da tale imputazione.

21.1. In data 19 maggio 2017, quando erano alle dipendenze della __________, gli imputati hanno avuto un incidente della circolazione con conseguente incapacità al lavoro per alcuni mesi (o presunta tale, almeno per l’imputato, visto che, secondo PC 2, egli aveva continuato a lavorare). Nei relativi annunci di sinistro alla __________, AP 1 e IM 1 hanno notificato uno stipendio lordo mensile di fr. 8'500. - ciascuno (cfr. annunci di sinistro in AI 26). Dagli atti emerge che gli stipendi, a quel momento, erano, in realtà, inferiori:

  • l’imputato percepiva uno stipendio di fr. 6’1018 lordi rispettivamente di fr. 4'000.15 netti, e meglio come risulta dal contratto di lavoro con la __________ e dal certificato di salario per il mese di aprile 2017 (allegati a VI 25.10.2017 PC 1 e PC 2, AI 3 inc. MP __________);

  • l’imputata percepiva uno stipendio di fr. 5'787. - lordi rispettivamente 4'000.65 netti, e meglio come risulta dal contratto di lavoro con la __________ e dal certificato di salario per il mese di aprile 2017 (allegati a VI 25.10.2017 PC 1 e PC 2, AI 3 inc. __________).

La questione è emersa a seguito dell’intervento di PC 2 che, non avendo ricevuto documentazione da __________ riguardo al sinistro, ha preso contatto con l’assicurazione e ha, così, saputo che gli imputati avevano notificato uno stipendio superiore a quello effettivamente percepito a quel momento (cfr. AI 26, verbale del colloquio 6.9.2017 tra __________ della __________ e PC 2/PC 1, posto che con contratto 28.2.2017 il loro stipendio era stato ridotto. A ciò ha fatto seguito un colloquio tra __________ gli imputati, i quali hanno preteso di percepire, realmente, fr. 8'500. - lordi, affermando di non aver preso in considerazione il contratto di fine febbraio 2017 (col quale il loro stipendio lordo era fissato in fr. 6'108. - rispettivamente in fr. 5'787. -) di cui, comunque, erano evidentemente a conoscenza, poiché in più percepivano fr. 2'000. - come rimborso spese (cfr. verbale colloquio 13.9.2017, pag. 5-6). Detto che sul contratto del 28.2.2017 non c’era menzione di indennità per rimborso spese (cfr. relativi contratti in AI 26), IM 2 (gerente di __________) ha escluso qualsiasi pattuizione di rimborsi:

“Io contesto quanto dichiarato da IM 1 e AP 1 La diminuzione di salari era avvenuta a seguito della mia lettera di licenziamento. Io avevo comunicato a tutti i dipendenti il licenziamento [ndr. Di cui c’è evidenza in atti, cfr. AI 26] in quanto le spese erano troppo elevate e in seguito abbiamo ridiscusso il salario di tutti i dipendenti. Ricordo che io avevo pure detto ad AP 1 che se lui faceva delle attività maggiori per la società avrebbe poi potuto fatturarle e dichiararle lui stesso nella sua dichiarazione fiscale. ADR che assolutamente non si era discusso di un importo fisso di franchi 2'000. - quale rimborso spese” (VI PP 14.12.2017, pag. 5, AI 47 inc. MP __________).

21.2. Al dibattimento di primo grado, la difesa di AP 1, facendo proprie le argomentazioni del difensore di IM 1 ha sostenuto che la media dello stipendio nei quattro mesi precedenti l’infortunio era di fr. 6'000. - netti, quindi circa fr. 8'500. - lordi, con il che non vi era la volontà d’ingannare l’assicurazione. Inoltre, ha preteso che il nuovo contratto 28.2.2017 voluto da IM 2 fosse una finzione per pagare meno oneri sociali.

L’argomentazione non regge già solo perché smentita dall’imputato medesimo che, in occasione del dibattimento di primo grado ha affermato di non aver mai percepito fr. 8'500. - al mese (cfr. verb. dib. di primo grado, pag. 13) e, a quello d’appello, ha dichiarato che lo stipendio che la __________ gli versava era di fr. 6'000. - (cfr. verb. dib. d’appello, pag. 5). A ciò va aggiunto che non vi sono elementi a sostegno del presunto carattere fittizio del contratto 28.2.2017. Anzi: dagli atti emerge che IM 2 era realmente preoccupato delle spese molto alte di __________ tanto da arrivare a licenziare tutti i dipendenti (cfr. lettere di licenziamento in AI 26) e ridiscutere, poi, i salari di tutti (cfr. VI PP 14.12.2017, pag. 5, AI 47 inc. MP __________).

In appello, il difensore dell’imputato, ha invece sostenuto che, in virtù dell’accordo concluso tra l’imputato e la __________ (che, in sostanza, ha rinunciato a far valere le proprie pretese nei confronti degli imputati e a segnalare la fattispecie al ministero pubblico), non vi sarebbe più spazio per un’imputazione in sede penale. Non occorre spendere molte parole per dire che il citato accordo è del tutto ininfluente, posto che il reato in questione è perseguibile d’ufficio.

Ne discende che AP 1 va riconosciuto autore colpevole del reato di truffa ai danni della __________.

l’appropriazione indebita di imposte alla fonte

  1. I primi giudici hanno riconosciuto AP 1 autore colpevole di appropriazione indebita di imposte alla fonte. All’imputato è stato rimproverato di avere impiegato a proprio profitto, rispettivamente a profitto di terzi, la ritenuta d’imposta per l’anno 2015 (pari a fr. 66'553.90 successivamente corrisposta solo per fr. 4'553.90).

22.1. L’imputato, nella dichiarazione d’appello, ha chiesto il suo proscioglimento da tale imputazione.

La contestazione è irricevibile, nella misura in cui al dibattimento di primo grado, la Difesa si era rimessa al giudizio della Corte (cfr. verb. dib. di primo grado, pag. 21), rinunciando, così, a contestare questo reato. Ciò a maggior ragione ritenuto che, anche al dibattimento d’appello, il difensore di AP 1 si è rimesso al giudizio della Corte.

Ciò detto, a titolo abbondanziale, si rileva che, quand’anche si volesse entrare nel merito, l’appellante andrebbe ritenuto autore colpevole del reato.

AP 1 non può essere creduto quando afferma che gli stipendi venivano pagati al lordo (cfr. verb. dib. d’appello, pag. 6). Ciò già solo in virtù della generale inattendibilità di cui ha dato prova sino al dibattimento d’appello. Sul tema, egli è ancor meno credibile, poiché ha sempre sostenuto, non solo di non essersi mai occupato di queste questioni, ma, addirittura, di non avere mai nemmeno visto una busta paga (nemmeno la sua) così da non sapere nulla di questioni amministrative. Venendo, ora e solo per questo tema, a sostenere il contrario - cioè, a sostenere di sapere che ai dipendenti veniva versato lo stipendio lordo - AP 1 ottiene il solo effetto di confermare la sua spregiudicatezza e inattendibilità. Del resto, in primo grado, per difendersi dall’imputazione di truffa ai danni di __________, egli, associandosi alla Difesa di IM 1, ha preteso di avere sempre ricevuto una media di fr. 6'000. - netti quale stipendio corrispondente a circa fr. 8'500. - lordi: dimostrando, così, che, in concreto, gli stipendi venivano pagati al netto e non al lordo.

Del resto, prova del contrario - e cioè, prova del fatto che gli stipendi venivano versati al netto - è il fatto che la PC 4 abbia segnalato al ministero pubblico soltanto la mancata consegna delle distinte dei salari 2015 da parte di __________ e non, invece, il mancato versamento degli oneri sociali ex art. 87 LAVS per l’intero periodo di attività di ______.

Ne consegue che la condanna di AP 1 per il reato di appropriazione indebita di imposte alla fonte è confermata.

la contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti

  1. AP 1 è stato dichiarato autore colpevole anche di contravvenzione alla LAVS per avere omesso di compilare e presentare alla PC 4 di Bellinzona, presso la quale era affiliato, la distinta dei salari riferita all’anno 2015 dei dipendenti della società __________.

Egli contesta tale imputazione, nel senso che “riconosco i fatti ma era compito del commercialista fare il suo mestiere” (allegato 1 a verb. dib. di primo grado, pag. 15). Tale argomentazione è stata ripresa al dibattimento d’appello (cfr verb. dib. d’appello, pag. 6).

23.1. È certo che AP 1 é sempre stato organo di __________ (cfr. consid. 4c). Lo era, di fatto, nel periodo in cui figurava quale procuratore con firma individuale mentre quale AU della società compariva, formalmente, __________ (cfr. VI PP 7.10.2016 AP 1 secondo cui “__________ […] in pratica non ha svolto alcuna attività come amministratore, essendomi occupato io di firmare sia i contratti di locazione, sia il contratto di lavoro di IM 1, considerato che avevo una procura individuale”, pag. 10, AI 92 inc. MP __________). E lo era, evidentemente, quando è diventato AU della società (dal 10.5.2016).

Pacifico, quindi, che l’obbligo di compilare e presentare alla PC 4 la distinta salari spettava a lui: con il che, l’argomentazione difensiva cade.

Del resto__________ ha dichiarato di essersi ripetutamente lamentato con AP 1 e IM 1 perché, nonostante le sue continue richieste in tal senso, questi ultimi non gli fornivano né la documentazione né le informazioni di cui necessitava per svolgere il mandato assunto da __________: da qui la sua decisione di rescinderlo (cfr. VI 30.5.2018 e allegati, AI 251).

Ne consegue che AP 1 deve essere dichiarato autore colpevole di contravvenzione alla LF sulla vecchiaia e i superstiti.

la pena

  1. Per l’art. 47 cpv. 1 CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene conto della vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa che la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; 128 IV 73 consid. 4; 127 IV 101 consid. 2a; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010, consid. 2.1 e 2.2.2; 6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5; 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2; 6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2; 6B_14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2 e riferimenti).

24.1. AP 1 deve rispondere di:

  • ripetuta truffa aggravata poiché commessa per mestiere ex art. 146 cpv. 2 CP (per cui è prevista una pena detentiva sino a dieci anni o una pena pecuniaria non inferiore a 90 aliquote giornaliere);

  • truffa ex art. 146 cpv. 1 CP (per cui è prevista una pena detentiva sino a cinque anni o una pena pecuniaria);

  • ripetuta amministrazione infedele qualificata ex art. 158 cifra 2 CP (per cui è prevista una pena detentiva sino a cinque anni o una pena pecuniaria);

  • cattiva gestione ex art. 165 cifra 1 CP (per cui è prevista una pena detentiva sino a cinque anni o una pena pecuniaria);

  • ripetuta omissione della contabilità ex art. 166 CP (per cui è prevista una pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria);

  • ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte ex art. 270 LT (per cui è prevista una pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria cui può essere cumulata una multa fino a fr. 10'000. -);

  • infrazione alla LF sugli stranieri ex art. 118 cpv. 1 LStr.(per cui è prevista una pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria);

  • contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti ex art. 88 cpv. 1 LAVS (per cui è prevista una multa).

24.2. IM 1 deve rispondere di:

  • ripetuta truffa aggravata poiché commessa per mestiere ex art. 146 cpv. 2 CP (per cui è prevista una pena detentiva sino a dieci anni o una pena pecuniaria non inferiore a 90 aliquote giornaliere);

  • truffa ex art. 146 cpv. 1 CP (per cui è prevista una pena detentiva sino a cinque anni o una pena pecuniaria);

  • amministrazione infedele qualificata ex art. 158 cifra 2 CP (per cui è prevista una pena detentiva sino a cinque anni o una pena pecuniaria);

  • cattiva gestione ex art. 165 cifra 1 CP (per cui è prevista una pena detentiva sino a cinque anni o una pena pecuniaria);

  • ripetuta omissione della contabilità ex art. 166 CP (per cui è prevista una pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria);

  • infrazione alla LF sugli stranieri ex art. 118 cpv. 1 LStr.(per cui è prevista una pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria).

24.3. Secondo l’art. 49 cpv. 1 CP, quando per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per l’inflizione di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata. Non può tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata ed è, in ogni modo, vincolato al massimo legale del genere di pena.

24.3.1. Nel caso in disamina, per quanto concerne AP 1, l’art. 49 cpv. 1 CP trova applicazione per i reati di ripetuta truffa, aggravata, truffa, ripetuta amministrazione infedele qualificata, cattiva gestione, ripetuta omissione della contabilità, ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte, infrazione alla LF sugli stranieri, mentre esso non trova applicazione per la contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstite: va, perciò, in aggiunta alla pena detentiva, inflitta una multa (DTF 137 IV 57).

24.3.2. Per quanto concerne, invece, IM 1, l’art. 49 cpv. 1 CP trova applicazione per tutti i reati di cui risponde.

24.4. Occorre, dunque, determinare la colpa degli imputati in funzione delle circostanze legate ai reati di cui rispondono, valutandone, dapprima, le circostanze oggettive. La colpa va, infatti, prima di tutto determinata considerando, dal profilo oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso e la reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten), elementi che la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del previgente diritto designava con le espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF 129 IV 6 consid. 6.1).

Passando a esaminare gli aspetti soggettivi dei reati (Tatverschulden), vanno considerati i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità nonché l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid 2.1).

circostanze legate ai reati

24.4.1. reati di cui gli imputati rispondono in correità

24.4.1.a. truffa ai danni degli studenti

La loro colpa è, dal profilo oggettivo, dapprima, qualificata dal grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico protetto (DTF 129 IV 6 consid. 6.1), e meglio dall’entità - non certo indifferente - del danno al patrimonio complessivamente causato alle vittime e dalla particolare “avvedutezza truffaldina” dimostrata scegliendo la Svizzera (dove si sono trasferiti appositamente all’uopo) come sede per la loro “università” così da vestire il loro inganno con la credibilità unanimemente attribuita al nostro paese e, in particolare, alle sue istituzioni scolastiche.

Contribuisce, poi, ad aumentare la loro colpa il fatto che essi hanno delinquito in serie sull’arco di tre anni e che non hanno avuto alcuno scrupolo né alcun pensiero per le possibili conseguenze che tale loro agire avrebbe avuto, a breve e medio termine, sulla formazione di molti giovani, costretti a riprendere da zero un percorso di studi presso altri istituti.

Passando a esaminare gli aspetti soggettivi del reato (Tatverschulden), si ha, ad aggravamento della colpa di AP 1 e IM 1, il fatto che essi hanno agito per la brama di facili guadagni, senza che nulla impedisse loro o rendesse loro particolarmente difficile cercare di guadagnarsi da vivere con mezzi leciti (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid 2.1).

Questa Corte non condivide l’opinione dei primi giudici secondo cui IM 1 avrebbe avuto “un ruolo di rilevanza minore rispetto a quello del correo” (cfr. sentenza impugnata, consid. 18.2, pag. 110). Al contrario. IM 1 ha avuto un ruolo di primo piano: sono gli studenti e i dipendenti a metterla, esattamente, sul medesimo piano di AP 1, e cioè, per dirla con le parole di __________, al vertice della piramide gerarchica. Del resto, basta ricordare che ella si interfacciava sia con gli studenti che chiedevano informazioni (confermandoli nel loro errore) sia con i docenti che si lamentavano perché non veniva loro versato lo stipendio (temporeggiando e accampando scuse).

b. truffa ai danni della __________

Dal profilo oggettivo, va detto che la colpa di AP 1 e IM 1 è qualificata, non solo o non tanto dall’indebito profitto conseguito e, quindi, dalla lesione del bene protetto (in sé, piuttosto ridotto), quanto dalla “disinvoltura” o meglio dall’impudenza con cui hanno agito, dimostrando di non avere alcuna remora a mentire sistematicamente: in effetti, reduci da tre anni d’inganno ai danni di un gran numero di studenti di ______ e con il procedimento penale per questo filone d’inchiesta già aperto, essi non hanno esitato - appena approdati in __________

  • a reiterare nella loro attitudine menzognera ingannando i funzionari della __________. Soggettivamente, ad aggravare la loro colpa, concorre - anche in questo caso - l’aver agito solo per ottenere un indebito profitto in modo facile e veloce.

c. amministrazione infedele qualificata ai danni di __________, cattiva gestione e omissione della contabilità

La colpa di AP 1 e IM 1 è particolarmente grave, tenuto conto che i due, chiamati a curare gli interessi di __________, li hanno pesantemente danneggiati e hanno, conseguentemente, danneggiato anche gli interessi dei creditori. Essi non si sono, infatti, trattenuti dal violare crassamente e ripetutamente

elementari e fondamentali obblighi di correttezza e lealtà e lo hanno fatto solo per fini di lucro.

Anche con riferimento a tale reato, questa Corte non condivide l’opinione dei primi giudici secondo cui l’imputata avrebbe avuto “un ruolo di rilevanza minore rispetto a quello del correo” (cfr. sentenza impugnata, consid. 18.2, pag. 110). Il ruolo di IM 1 era senz’altro centrale, tanto che era lei il punto di riferimento all’interno di ______ per tutti i pagamenti. Non solo: anche l’imputata ha attinto a piene mani dal patrimonio dell’associazione per scopi personali, senza alcuno scrupolo, e non ha mostrato minimamente di volersi, in qualche modo, distanziare dall’imputato.

24.4.2. reati di cui AP 1 risponde singolarmente

24.4.2.a. amministrazione infedele qualificata ai danni di __________

La colpa dell’imputato è particolarmente grave: da un lato, per i medesimi motivi esposti in relazione all’amministrazione infedele ai danni di __________ che valgono, anche, per le malversazioni ai danni di __________; d’altro lato perché egli, dopo avere - letteralmente - dissanguato ______ non ha esitato a reiterare agendo esattamente allo stesso modo nei confronti della __________.

b. appropriazione indebita di imposte alla fonte

La colpa dell’imputato non è certamente da banalizzare, non solo perché l’importo non riversato all’Ufficio delle imposte alla fonte e indebitamente usato per altri scopi è, comunque, piuttosto rilevante, ma anche perché sono diversi i dipendenti toccati dal suo agire.

c. infrazione alla LF sugli stranieri

Mediamente grave è la colpa di AP 1 per il reato d’infrazione alla LF sugli stranieri, ritenuto che egli, ancor prima di stabilirsi durevolmente in Svizzera, non ha esitato a mentire all’autorità incaricata per il rilascio del permesso di dimora riguardo ai suoi precedenti penali in __________, mostrando così una particolare spregiudicatezza.

d. contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti

Pure da non banalizzare è la colpa dell’imputato per tale reato, posto che l’omissione riguarda l’intero 2015 e, quindi, il potenziale danno all’assicurazione sociale non è di poco conto.

24.4.3. reato di cui IM 1 risponde singolarmente

24.4.3.a. infrazione alla LF sugli stranieri

In relazione alla colpa dell’imputata valgono le considerazioni esposte per l’imputato avuto riguardo al medesimo reato (cfr. 24.4.2.c.).

circostanze legate all’autore

24.4.4. A questo punto, vanno considerate - a ponderazione in senso attenuante o aggravante della pena le circostanze personali legate all’autore: va, cioè, tenuto conto della sua vita anteriore, della reputazione, della situazione personale, del comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5; 129 IV 6 consid. 6.1; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2; cfr. anche STF 6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).

24.4.4.1. In quest’ambito, va detto che AP 1 non può certo trarre giovamento dal suo comportamento processuale. Il men che si possa dire, al riguardo, è che egli non ha mostrato alcuna collaborazione con gli inquirenti, mentendo, negando persino l’evidenza, rispettivamente contraddicendosi di continuo e fornendo versioni ben poco convincenti. Non solo. Con la sua condotta, a dir poco scorretta, l’imputato ha, anche, ostacolato gli accertamenti degli inquirenti: come quando, ad esempio, ha creato e fatto produrre da IM 1 giustificativi posticci e falsi per giustificare l’impressionante voragine di prelevamenti a debito dei conti di ______.

Ad aggravare la sua colpa concorre, poi, il comportamento successivo all’apertura del procedimento penale per i fatti concernenti ______: l’imputato, nonostante fosse stato ripetutamente interrogato nel filone d’inchiesta di cui si è appena detto, non ha esitato a riprendere, poco dopo, a malversare sia ai danni di __________ sia ai danni di __________.

Pure quale fattore aggravante vanno, poi, considerati i suoi precedenti in __________ in parte specifici.

Preoccupa, infine, che - approdato, come detto, in Ticino appositamente per delinquere - l’imputato non abbia mai smesso di farlo, sino al suo arresto.

Ne discende che, in considerazione delle circostanze legate ai reati e di quelle legate all’autore, questa Corte ritiene adeguata alla colpa di AP 1 la pena detentiva di 3 anni nonché una multa di fr. 500.-.

24.4.4.2. Se è vero che l’imputata, in sede d’inchiesta, ha negato qualsiasi addebito in relazione alle truffe commesse ai danni degli studenti, ha perseverato nel sostenere che - per la maggior parte - i fondi di ______ erano stati usati nell’interesse dell’associazione, rispettivamente ha buttato su altri (__________) la responsabilità per la mancata tenuta della contabilità, senza confrontarsi con le dichiarazioni di quest’ultimo secondo cui erano proprio gli imputati, e in particolare IM 1 che era la sua principale interlocutrice, a non consegnargli la documentazione per poter esplicare il proprio mandato, il suo comportamento processuale globale è, comunque, a tinte meno scure rispetto a quelle che contraddistinguono il comportamento di AP 1.

Da un lato per il suo impegno profuso nella ricostruzione finanziaria, poiché è innegabile che ne è stata l’elemento trainante.

D’altro lato perché, già al dibattimento di primo grado - seppure timidamente - e, poi, dopo la sentenza di prime cure, ella si è comunque assunta alcune responsabilità, tanto da non presentare appello avverso una sentenza, quella appunto di prima sede, che la condannava a diversi reati (prosciogliendola, unicamente, dalle amministrazioni infedeli).

Tale assunzione di responsabilità, sebbene non proprio piena (posto che IM 1 è, comunque, resistente rispetto all’appello della PP concernente il proscioglimento dal reato di amministrazione infedele ai danni di __________) va, comunque, tenuta in considerazione in quest’ambito. Così come va considerato a suo favore, il fatto che ella abbia compreso la necessità di “smarcarsi” da AP 1: non solo accettando, diversamente da lui, la maggior parte delle condanne inflittele in primo grado, ma soprattutto distanziandosi da lui nella vita privata.

È in virtù di queste circostanze, nonché del fatto che IM 1 si è adoperata per trovare un lavoro, che è possibile “sfumare” sia la gravità del suo comportamento successivo all’apertura nei suoi confronti del procedimento penale per i fatti concernenti ______ e riguardante la __________, sia il suo precedente specifico in __________ (risalente, comunque, ad alcuni anni fa).

Tutto ciò considerato, dunque, a IM 1 viene inflitta oggi la pena detentiva di 30 mesi.

sospensione condizionale

24.4.5. L’art. 42 cpv. 1 CP sancisce il principio in base al quale il giudice sospende di regola l’esecuzione di una pena detentiva non superiore ai due anni se una pena senza condizionale non sembra necessaria per trattenere l’autore dal commettere nuovi crimini o delitti. Di principio, quindi, se l’autore non è recidivo e con un pronostico favorevole, deve essere ordinata la sospensione condizionale della pena, laddove un pronostico favorevole è presunto dalla legge (DTF 134 IV 1 consid. 4.2.2.). Giusta l'art. 43 cpv. 1 CP, il giudice può sospendere parzialmente l'esecuzione di una pena pecuniaria o di una pena detentiva di un anno a tre anni se necessario per tenere sufficientemente conto della colpa dell'autore. Anche se la norma non lo prevede esplicitamente, la concessione della sospensione condizionale parziale presuppone, come nell'ambito dell'art. 42 CP per la condizionale totale, una prognosi favorevole (DTF 134 IV 60 consid. 7.4 pag. 77).

24.4.5.1. In concreto, per quanto riguarda AP 1, già si è detto che, nonostante l’apertura nei suoi confronti del procedimento penale per i fatti di ______, l’imputato non ha esitato a recidivare malversando ai danni di __________ e di __________ (e agendo, nei confronti di quest’ultima società, con modalità del tutto analoghe a quelle adottate nei confronti di ______). Egli ha, così, dimostrato una risoluta propensione a delinquere.

Non solo. Particolarmente preoccupante è apparso il suo comportamento processuale: AP 1 ha dimostrato di non volersi assumere nessuna responsabilità e di non essersi, quindi, minimamente ravveduto per quanto fatto.

Ciò considerato, e rilevata ancora la presenza di precedenti in parte specifici e l’assenza di qualsiasi prospettiva di lavoro, obbligata è, per lui, la posa di una prognosi negativa.

Pertanto, la pena che oggi gli viene inflitta è interamente da espiare.

24.4.5.2. Quanto a IM 1, l’ombra proiettata sulla sua prognosi dalla truffa perpetrata ai danni di __________ quando già era stata interrogata nel filone d’inchiesta che riguardava ______ e dal suo precedente specifico ______ è, in parte, dissipata dalla sua collaborazione con gli inquirenti, in particolare dall’innegabile sforzo profuso nella ricostruzione di cui s’è detto. Pur se nell’attività di ricostruzione la donna ha, a volte, ceduto a tentazioni cui avrebbe dovuto resistere e che ciò sembra sminuire il valore di tale collaborazione, è anche vero che l’accettazione del giudizio di condanna non può che essere interpretato che come un passo ulteriore - e forse, decisivo - nella presa di coscienza degli errori commessi e nell’assunzione di responsabilità, presupposto irrinunciabile al ravvedimento. Contribuisce a rischiarare ulteriormente l’orizzonte di IM 1 il suo essersi attivata e l’essere riuscita a reperire un lavoro.

In queste circostanze, nonostante alcune perplessità, occorre concludere che, esaminati spassionatamente e nel loro complesso, gli elementi in atti non bastano a formulare una prognosi negativa: la pena detentiva inflitta a IM 1 può, dunque, essere parzialmente - in ragione di 24 mesi - sospesa, con un periodo di prova di 4 anni.

Per il resto, la pena è da espiare.

pretese civili degli AP

25.1. In considerazione dell’esito dell’appello, segnatamente della condanna degli imputati per il reato di truffa aggravata ai danni degli studenti, il dispositivo n. 9 della sentenza impugnata con cui è stata riconosciuta, agli AP, una partecipazione alle spese legali sostenute nel procedimento di primo grado, deve essere confermato.

Non impugnato, il rinvio al foro civile degli AP per ogni loro altra pretesa (dispositivo n. 11 della sentenza impugnata) è passato in giudicato.

25.2. In considerazione dell’esito dell’appello, in particolare della sua condanna per il reato di ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte, AP 1 è condannato a versare PC 3 fr. 62'000. - a titolo di risarcimento (cfr. al riguardo AI 1 e AI 11 inc. MP 2017.1590, classificatore “incarti secondari”, scatola 2/10).

tassazione della nota d’onorario dell’avv. DI 1 per la procedura d’appello

  1. Il difensore d’ufficio di AP 1, avv. DI 1, ha prodotto al dibattimento la nota d’onorario 30 aprile 2019 per le sue prestazioni per il procedimento d’appello (doc. dib 1). Egli ha esposto complessivi fr.8'005.75 (cui va aggiunta la partecipazione al dibattimento d’appello) di cui fr 6'490.50 di onorario (corrispondenti a 37 ore e 6 minuti di lavoro), fr.942.90 di spese e fr. 572.35 di IVA.

26.1.a. Delle prestazioni esposte non vengono riconosciute come necessarie:

  • 3 ore e 35 minuti di colloqui/telefoni/email con __________, persona sconosciuta alla Corte;

2 ore e 10 di colloqui con il cliente, ritenuto che le 7 ore e 10 minuti esposti appaiono eccessivi.

A quanto esposto va aggiunto il dispendio orario per la partecipazione al dibattimento d’appello in funzione della sua effettiva durata, aumentata di una mezz’ora prima dell’inizio e un’altra mezz’ora alla fine (per un totale di 4 ore e 45 minuti).

b. Le spese esposte pari a fr. 942.90 sono integralmente approvate.

c. La nota professionale dell’avv. DI 1 è pertanto approvata per complessivi fr. 7'811.90 (di cui fr. 6'310.50 di onorario, fr. 942.90 di spese e fr. 558.50 di IVA).

26.2. Visto l’esito dell’appello, in caso di ritorno a miglior fortuna, AP 1 dovrà rimborsare allo Stato 9/10 di quanto da questi anticipato per i costi della sua difesa.

tassazione della nota d’onorario dell’avv. DI 2 per la procedura d’appello

  1. Il difensore d’ufficio di IM 1, avv. DI 2, ha prodotto al dibattimento il conteggio delle sue prestazioni per il procedimento d’appello (doc. dib 2). Ella ha esposto complessivi fr. 1'695. - di onorario (corrispondenti a 9 ore e 25 minuti di lavoro) e fr. 78.30 di spese. Non ha esposto l’IVA.

27.1. L’onorario e le spese esposte sono adeguati al lavoro svolto e commisurati a quanto avrebbe fatto un difensore mediamente esperto. In aggiunta, va considerato il dispendio orario per la partecipazione al dibattimento d’appello per un totale di 4 ore e 45 minuti. La nota d’onorario é, quindi, approvata in ragione di fr. 2'550. - di onorario e fr. 78.30 di spese, per un totale di fr. 2'628.30.

27.2. Visto l’esito dell’appello del PP cui ha inutilmente resistito, IM 1 dovrà, in caso di ritorno a miglior fortuna, rimborsare allo Stato quanto da questi anticipato per i costi della sua difesa.

spese procedurali

28.1. Viene confermata la ripartizione degli oneri processuali di primo grado (3/6 a carico di AP 1, 2/6 a carico di IM 1 e 1/3 a carico dello Stato).

28.2. Per quanto riguarda la procedura di appello, visto l’esito del procedimento (art. 428 cpv. 1 CPP):

  • le spese relative all’appello di AP 1, consistenti in fr. 1'500. -, sono poste in ragione di 9/10 a suo carico e in ragione di 1/10 a carico dello Stato.

  • quelle relative all’appello del PP (parzialmente accolto), consistenti in fr. 1'200. -, sono poste in ragione di 1/3 a carico di AP 1, in ragione di 1/3 a carico di IM 1 e per 1/3 a carico dello Stato.

indennizzo ex art. 429 cpv. 1 lett. c CPP

  1. La richiesta d’indennizzo per torto morale di complessivi fr. 50'000. - formulata da AP 1 al dibattimento d’appello per la carcerazione patita dev’essere respinta in considerazione dell’esito del procedimento.

visti gli art. 6, 10, 77, 80, 81, 84, 135, 139, 348 e segg., 379 e segg., 398 e segg., 422, 428, 429, 433 CPP,

12, 40, 42, 43, 47, 49, 51, 103, 106, 146, 158, 165, 166, CP,

118 LStr.,270 LT, 88 LAVS,

nonché, sulle spese e sulle ripetibili, l’art. 428 CPP e la LTG rispettivamente il Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili,

dichiara e pronuncia:

1.1. L’appello di AP 1, per quanto ricevibile, è parzialmente accolto.

1.2. L’appello del procuratore pubblico è parzialmente accolto.

  1. Di conseguenza,

ricordato che i dispositivi n 1.4, 1.6., 2, 2.1, 2.1.1, 2.1.2, 2.2, 2.3, 2.4, 3.2, 4.2, 8, 11, 12, 13, 14, 14.1, 14.2, 15, 15.1, 15.2, 16, 18, 20, 20.1, 20.2,21, 21.1, 21.2, 21.3, 21.4, 22 e 23 sono passati in giudicato,

2.1. AP 1, oltre che di omissione della contabilità e infrazione alla LF sugli stranieri,

2.1.1. è dichiarato autore colpevole di:

2.1.1.1. ripetuta truffa aggravata

per avere, nel periodo da agosto 2013 al 28 settembre 2015, a ______ e in altre imprecisate località in , agendo in correità con IM 1, fatto credere a un gran numero di studenti, contrariamente al vero, che l’ era un istituto universitario svizzero e che al termine degli studi sarebbe stato loro rilasciato, dall’______ un diploma con garanzia di validità in Svizzera, e da un’università __________ o __________ un Bachelor’s Degree o un Master’s Degree che li avrebbe abilitati all’esercizio della professione sia in Svizzera che in __________, riuscendo in tal modo a farsi indebitamente versare un importo non meglio precisato, e meglio come indicato nei considerandi;

2.1.1.2. truffa

per avere, nel periodo maggio 2017-31.7.2017, a __________, __________ e in altre località, agendo in correità con IM 1, fatto credere ai funzionari della __________, contrariamente al vero, nell’ambito della pratica susseguente un sinistro da loro subìto, che il loro salario lordo era di fr. 8'500. - ciascuno (anziché di fr. 6'018. - per lui e di fr. 5'787. - per lei), riuscendo così a farsi indebitamente versare complessivi fr. 9'306.62, e meglio come indicato nell’AA e precisato nei considerandi;

2.1.1.3. ripetuta amministrazione infedele qualificata

a. per avere, nel periodo agosto 2013-agosto 2016, a __________ e in altre località della Svizzera e dell’__________, a scopo di indebito profitto, approfittando della sua funzione di amministratore di ______ e agendo in correità con IM 1 (anche lei amministratrice di fatto dell’associazione), ripetutamente bonificato a favore loro e/o di terzi rispettivamente prelevato e usato a favore loro e/o di terzi per scopi, comunque, estranei all’associazione, fondi di proprietà di quest’ultima per un importo di complessivi fr. 917'043.20, e meglio come indicato nell’AA e precisato nei considerandi;

b. per avere, nel periodo dicembre 2016- 11.12.2017, a __________ e in altre località della Svizzera e dell’____, a scopo di indebito profitto, approfittando della sua funzione di amministratore di fatto di __________, ripetutamente fatto bonificare a favore suo e/o di terzi, rispettivamente fatto prelevare e usato a favore suo e/o di terzi per scopi, comunque, estranei alla società, fondi di proprietà di quest’ultima per un importo di complessivi fr. 78'905.98, e meglio come indicato nell’AA e precisato nei considerandi;

2.1.1.4. cattiva gestione

per avere, nel periodo dicembre 2012-31.8.2016, a __________ e in altre località, agendo in correità con IM 1, nella loro funzione di organi di __________, a causa di un’insufficiente dotazione di capitale e di una grave negligenza nell’amministrazione dei beni dell’associazione, cagionato rispettivamente aggravato l’eccessivo indebitamento e l’insolvenza di quest’ultima peggiorandone la posizione debitoria di almeno fr 917'043.21, posto che il 1° settembre 2016 è stato decretato il suo fallimento, e meglio come indicato nell’AA e come precisato nei considerandi;

2.1.1.5. ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte

per avere, nel periodo 1.1.2015-31.12.2015, a __________ e in altre località, agendo nella sua qualità di direttore e amministratore di __________ e in quanto tale tenuto a trattenere le imposte alla fonte sugli stipendi dei dipendenti dell’associazione non domiciliati in Svizzera, ripetutamente impiegato a proprio profitto o di terzi la ritenuta d’imposta per l’anno 2015 in ragione di fr. 66'553.90 (successivamente corrisposta solo per fr. 4'553.90), e meglio come indicato nell’AA e precisato nei considerandi;

2.1.1.6. contravvenzione alla LF per la vecchiaia e per i superstiti

per avere, a far tempo dal 7 aprile 2016, a ____, omesso di compilare e presentare alla PC 4 presso la quale era affiliato in qualità di datore di lavoro e amministratore unico della __________, la distinta salari per l’anno 2015 dei dipendenti della società, e meglio come indicato nell’AA e precisato nei considerandi;

2.1.2. è prosciolto dall’imputazione di:

2.1.2.1. truffa ex punto 2.1 dell’AA limitatamente al periodo dal 29.9.2015 a agosto 2016;

2.2. IM 1, oltre che di truffa ai danni di __________, cattiva gestione, ripetuta omissione della contabilità e infrazione alla LF sugli stranieri,

2.2.1. è dichiarata autrice colpevole di:

2.2.1.1. ripetuta truffa aggravata

per avere, nel periodo da agosto 2013 al 28 settembre 2015, __________ e in altre imprecisate località in , agendo in correità con AP 1, fatto credere a un gran numero di studenti, contrariamente al vero, che l’ era un istituto universitario svizzero e che al termine degli studi sarebbe stato loro rilasciato, dall’______ un diploma con garanzia di validità in Svizzera, e da un’università __________ o __________ un Bachelor’s Degree o un Master’s Degree che li avrebbe abilitati all’esercizio della professione sia in Svizzera che in __________, riuscendo in tal modo a farsi indebitamente versare un importo non meglio precisato, e meglio come indicato nei considerandi;

2.2.1.2. ripetuta amministrazione infedele qualificata

per avere, nel periodo agosto 2013-agosto 2016, a __________ e in altre località della Svizzera e __________, a scopo di indebito profitto, approfittando della sua funzione di amministratrice di fatto di __________, agendo in correità con AP 1 (anche lui amministratore dell’associazione), ripetutamente bonificato a favore loro e/o di terzi rispettivamente prelevato e usato a favore loro e/o di terzi per scopi, comunque, estranei all’associazione, fondi di proprietà di quest’ultima per un importo di complessivi fr. 917'043.20, e meglio come indicato nell’AA e precisato nei considerandi;

2.2.2. è prosciolta dall’imputazione di truffa ex punto 2.1 dell’AA limitatamente al periodo dal 29.9.2015 a agosto 2016.

3.1. AP 1 è condannato:

3.1.1. alla pena detentiva di 3 (tre) anni, da dedursi il carcere preventivo e di sicurezza sofferti;

3.1.2. alla multa di fr. 500.- che, in caso di mancato pagamento, sarà commutata in una pena detentiva sostitutiva di cinque (5) giorni.

3.2. IM 1

è condannata alla pena detentiva di 30 (trenta) mesi - da dedursi il carcere preventivo sofferto - di cui 24 (ventiquattro) mesi sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 4 (quattro) anni e per il resto da espiare.

  1. AP 1 e IM 1 sono condannati, in solido, a versare a favore degli AP danneggiati dal reato di truffa aggravata, quale partecipazione delle spese legali per la procedura di primo grado le indennità indicate al punto 9 da 9.1 a 9.85.

  2. AP 1 è condannato a versare a favore PC 3 fr. 62'000.-.

  3. È confermato il rinvio al foro civile degli AP così come stabilito al punto 11 della sentenza impugnata.

  4. Non si riconosce a AP 1 alcuna indennità ex art. 429 cpv. 1 lett. c CPP.

8.a. La nota professionale dell’avv. DI 1 relativa alla procedura d’appello è approvata per:

  • onorario fr. 6'310.50

  • spese fr. 942.90

  • IVA fr. 558.50

Totale fr. 7'811.90

e posta a carico dello Stato.

b. La nota professionale dell’avv. DI 2 relativa alla procedura d’appello è approvata per:

  • onorario fr. 2'550.00

  • spese fr. 78.30

Totale fr. 2'628.30

e posta a carico dello Stato.

8.1. Contro queste decisioni è dato reclamo entro 10 giorni dalla notificazione al Tribunale penale federale, 6501 Bellinzona.

8.2. La richiesta di pagamento dev’essere inviata, da parte dei difensori/patrocinatori, all’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative della Divisione della giustizia, Piazza Governo 7, 6501 Bellinzona, allegando l’originale del presente dispositivo.

8.3. Non appena le sue condizioni economiche glielo permetteranno AP 1 è tenuto a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino fr. 7'030.71 corrispondenti a 9/10 di quanto quest’ultimo ha anticipato per la sua difesa.

8.4. Non appena le sue condizioni economiche glielo permetteranno IM 1 è tenuta a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino fr. 2'628.30 corrispondenti a quanto quest’ultimo ha anticipato per la sua difesa.

  1. Gli oneri processuali di prima sede sono posti in ragione di 3/6 a carico di AP 1, in ragione di 2/6 a carico di IM 1 e in ragione di 1/6 a carico dello Stato.

10.1. Gli oneri processuali relativi all’appello di AP 1, consistenti in:

  • tassa di giustizia fr. 1300.-

  • altri disborsi fr. 200.-

fr. 1500.-

sono posti a carico dell’imputato/sono posti per 9/10 a carico dell’imputato e per 1/10 a carico dello Stato.

10.2. Gli oneri processuali relativi all’appello del procuratore pubblico, consistenti in:

  • tassa di giustizia fr. 1'000.

  • altri disborsi fr. 200.-

fr. 1'200.

sono posti per 1/3 a carico di AP 1, per 1/3 a carico di IM 1 e per 1/3 a carico dello Stato.

  1. Intimazione a:

  2. Comunicazione a:

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente La segretaria

Rimedi giuridici

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.

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