DI 1

Incarto n. 17.2019.46+55

Locarno 12 aprile 2019/ms

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Corte di appello e di revisione penale

composta dai giudici:

Giovanna Roggero-Will, presidente, Rosa Item e Attilio Rampini

segretaria:

Christiana Lepori, vicecancelliera

sedente per statuire nella procedura d’appello avviata con annuncio del 14 gennaio 2019, confermato con dichiarazione di appello 13 febbraio 2019 da

AP 1

rappr. dall' DI 1

e sull’appello incidentale presentato

il 20 febbraio 2019 dal

Procuratore pubblico PP 1, 6901 Lugano

contro la sentenza emanata nei confronti di AP 1 l’11 gennaio 2019 dalla Corte delle assise criminali (motivazione scritta intimata l’8 febbraio 2019)

esaminati gli atti;

ritenuto

in fatto: A. Con sentenza 11 gennaio 2019 (intimata l’8 febbraio 2019), la Corte delle assise criminali ha dichiarato AP 1 autore colpevole di:

1.1. infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti, consumata e tentata

per avere, sapendo o dovendo presumere che l'infrazione poteva mettere direttamente o indirettamente in pericolo la salute di molte persone,

1.1.1. nel periodo compreso tra __________ e il __________, a __________, __________ e in altre imprecisate località __________ __________, senza essere autorizzato, acquistato, detenuto e alienato 576 grammi di eroina, nonché tentato di acquistare 150 grammi di eroina destinati a terzi,

1.1.2. il __________, a __________, senza essere autorizzato, detenuto 0.71 grammi di cocaina destinati a terzi;

1.2. ripetuta infrazione alla LF sugli stupefacenti

per avere, nel periodo compreso tra __________ e il __________, a __________, __________ e in altre imprecisate località __________, senza essere autorizzato, alienato 63 grammi di marijuana e 28 grammi di hashish, nonché detenuto 4.93 grammi di marijuana e 2.92 grammi di hashish, sostanze stupefacenti destinate a terzi;

1.3. ripetute tentate lesioni gravi

per avere, nel periodo compreso tra il __________ e il __________, a __________ e in altre imprecisate località del __________, consumando un imprecisato numero di rapporti sessuali non protetti con __________, sapendo di essere affetto da infezione HIV e sottacendoglielo, ripetutamente tentato di cagionare un grave danno al corpo o alla salute fisica o mentale della stessa, segnatamente di contagiarla con il virus dell’HIV;

1.4. ripetuta guida senza autorizzazione

per avere, nel periodo compreso tra il __________ e il __________, nel __________, ripetutamente condotto veicoli a motore sebbene la licenza di condurre gli fosse stata revocata dalla competente autorità __________ il __________

e lo ha condannato alla pena detentiva di 3 (tre) anni e 6 (sei) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto (disp. 3.), all’espulsione dal territorio svizzero per un periodo di 5 (cinque) anni (disp. 4.), al pagamento della tassa e spese di giustizia per complessivi fr. 1'000.- (mille) (disp. 9.) e al rimborso allo Stato, non appena le sue condizioni glielo permetteranno, della nota professionale del suo difensore d’ufficio (disp. 10.2.), approvata per totali fr. 7'635.95 (disp. 10.1.).

La prima Corte ha, inoltre, ordinato la confisca della documentazione cartacea e dei minigrip vuoti (disp. 5.), il dissequestro a favore dell’avente diritto di cellulari e carte SIM, previa cancellazione delle memorie (i cui costi sono da anticipare da AP 1, disp. 6.), il dissequestro del tablet (disp. 7.) e il mantenimento del sequestro conservativo a copertura di tasse e spese della somma di denaro sotto sequestro, eccezion fatta per fr. 300.- (trecento), per i quali è stata disposta la confisca (disp. 8.) in quanto provento di reato.

B. La citata sentenza è stata tempestivamente impugnata da AP 1 con annuncio d’appello del 14 gennaio 2019 (CARP I) e relativa dichiarazione del 13 febbraio 2019 (CARP III), con cui l’appellante ha precisato di impugnare unicamente il dispositivo 3., relativo alla commisurazione della pena: l’appellante ha postulato la riduzione della pena detentiva inflittagli dai primi giudici, chiedendo la propria condanna ad una pena detentiva parzialmente sospesa.

C. Con dichiarazione d’appello incidentale 20 febbraio 2019, il PP ha impugnato il dispositivo 4. della sentenza di primo grado, postulandone la modifica nel senso di ordinare l’espulsione di AP 1 dal territorio svizzero per un periodo di 8 (otto) anni, in luogo dei 5 (cinque) decisi dalla prima Corte (CARP VI).

D. In assenza di impugnazione, i dispositivi 1 (relativo alla colpevolezza), 2 (relativo al proscioglimento dall’imputazione di ripetuta tentata propagazione di malattie dell’uomo di cui al punto 4. dell’AA n. 167/2018), 5 (relativo alla confisca), 6 e 7 (relativi ai dissequestri), 8 (relativo al sequestro conservativo), 9 (relativo alle spese procedurali) e 10 (relativo alle spese per la difesa d’ufficio) sono, dunque, passati in giudicato.

Ritenuto che il pubblico dibattimento si è tenuto il __________ e a conclusione dei loro interventi:

  • il PP ha chiesto la conferma della condanna di AP 1 a 3 (tre) anni e 6 (sei) mesi di detenzione, nonché l’accoglimento dell’appello incidentale, quindi l’espulsione del condannato dal territorio svizzero per il periodo di 8 (otto) anni;

  • DI 1 ha chiesto l’accoglimento dell’appello e, dunque, la condanna di AP 1 ad una pena detentiva contenuta in 36 (trentasei) mesi, parzialmente sospesa - e meglio, in ragione di 24 (ventiquattro) mesi - con un periodo di prova di 5 anni.

Ritenuto

in fatto e in diritto

l’appellante, i precedenti penali, la situazione in carcere ed i legami con il territorio elvetico

  1. Sulla vita di AP 1, sui suoi precedenti penali, sulla situazione in carcere, sulle sue prospettive di vita e sul proprio legame con la Svizzera si richiamano, in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, i consid. 2-10 della sentenza impugnata:

“2. AP 1 è nato il __________ a __________. In punto alla sua vita egli ha riferito quanto segue:

(…) sono arrivato in Svizzera all’età di __________ anni, dove ho frequentato tutte le scuole dell’obbligo, in seguito ho intrapreso l’apprendistato quale meccanico d’auto. Ho lavorato qualche anno alla __________. Ho anche lavorato __________ anni in banca al centro elettronico, dal __________ al __________. Poi ho fatto il cameriere in un bar di __________ dai __________ ai __________ anni, poi ho fatto l’aiuto casaro dal __________ al __________, anno in cui sono stato arrestato per spaccio di eroina. Sono stato condannato nel __________ ed in quell’anno sono stato collocato grazie all’Assistenza nuovamente su un alpe. Sempre nel __________ ho però ricevuto l’espulsione e sono rientrato in __________ dove ho svolto lavoretti saltuari e sono stato in comunità per un anno e mezzo. Nel 2015 sono rientrato in Svizzera dove ho vissuto sempre grazie a lavoretti saltuari ed un anno fa ho acquistato un vecchio furgone ora adibito allo __________. (…) le mie entrate mensili da questa attività ammontano a circa CHF 2000.-. La mia convivente __________ percepisce l’assistenza, non so quanto riceve mensilmente. Preciso che ho il domicilio presso mia madre, dove ho una camera, ma sono quasi sempre dalla mia compagna. Con __________ ho una figlia di __________ anni ed ho un’altra figlia di __________ anni nata da una precedente relazione e vive a __________” (VI PG 04.07.2018, allegato 1 ad AI 8, p. 11).

AP 1 ha precisato in occasione del verbale del 5 settembre 2018 che:

(…) al termine dell’apprendistato ho conseguito il diploma di meccanico d’auto, non ho il domicilio ma la residenza presso mia madre, preciso che al momento dell’arresto non disponevo di alcun permesso di soggiorno, ero in attesa che lo stesso mi venisse rilasciato. Per quanto riguarda mia figlia di __________ anni vorrei precisare che lei e la madre si sono trasferite in Svizzera, entrambe sono cittadine svizzere, vivono a ____. Mia figlia lunedì ha iniziato anno di __________” (VI PP 05.09.2018, AI 53, p. 2).

  1. In sede dibattimentale l’imputato ha così riferito in punto alla sua situazione famigliare:

“Ho due figlie svizzere da due compagne diverse. La grande prima era in __________, mentre ora vivono entrambe in Svizzera, una a __________ e l’altra a __________. La piccola ha __________ anni e la grande __________. Vivono entrambe con la rispettiva madre” (VI DIB 11.01.2019, allegato 1 al verbale dibattimentale, p. 1).

  1. Con specifico riferimento alla sua situazione finanziaria AP 1 ha dichiarato:

“Mi sono creato un furgone per fare __________ e mi sono associato all’associazione di __________. L’ho fatto perché non riuscivo a trovare lavoro. Voglio dire che questa attività funzionava, non era un super guadagno, ma ci stavo dentro e mi dava soddisfazione per essere riuscito a creare qualcosa.

(…) il mio reddito da questa attività era di circa CHF 500.00 ad avvenimento. Facevo circa 7/8 avvenimenti a stagione. Avrei fatto anche mercatini di Natale, carnevali, ecc. Non posso fare un calcolo preciso, siccome non sono riuscito a finire la stagione. (…) riuscivo comunque a vivere, siccome non ho pretese, vivo con poco. (…) la mia compagna non lavorava, è in assistenza. Non so dire quanto percepiva, non me ne sono mai interessato. So che i soldi le bastavano giusto per mantenere la bambina e per lei. (…) Ho debiti per cose che avrei voluto mettere a posto, debiti passati per tasse, ecc.” (VI DIB 11.01.2019, allegato 1 al verbale dibattimentale, p. 2).

  1. Dal profilo delle sue condizioni di salute, gli esami esperiti nel novembre 2017 attestano la positività di AP 1 all’HIV e all’epatite C (cfr. AI 43).

  2. In merito ai suoi consumi di stupefacenti, l’imputato ha dichiarato di non più assumere sostanze stupefacenti da 5 anni (VI PG 04.07.2018, allegato 1 ad AI 8, p. 3), circostanza confermata dalle analisi sui suoi campioni biologici (AI 46).

  3. Dall’estratto del casellario giudiziale risultano a suo carico le seguenti condanne:

  • 14 mesi di detenzione comminati dalla Corte delle Assise correzionali di Lugano il __________ per infrazione e contravvenzione alla LF sugli stupefacenti e guida senza licenza di condurre o nonostante revoca (veicolo a motore);

  • 120 giorni di detenzione, e una multa di CHF 700.00, comminati dal Ministero pubblico del Cantone Ticino per guida senza licenza di condurre o nonostante revoca (veicolo a motore) il __________ (doc. TPC 12).

A seguito di tali condanne, AP 1 ha dichiarato di avere passato in carcere complessivamente 14/15 mesi (VI DIB 11.01.2019, allegato 1 al verbale dibattimentale, p. 2).

L’imputato ha confermato di essere stato espulso dalla Svizzera con decisione amministrativa in ragione della condanna del __________ e di esservi poi rientrato nel __________, precisando che:

(…) durante quei 5 anni ho fatto la scuola di __________ in __________, mi sono rifatto la patente, volevo aprire una trattoria, ma alla fine non l’ho fatto. Ho avuto una ricaduta e sono andato in comunità. Nel 2015 sono tornato in Svizzera. Non consumo stupefacenti da quasi 5 anni. Per rifare la patente avevo i controlli mensili del capello e in occasione di un controllo sono risultato positivo al THC, anche se non so come sia possibile” (VI DIB 11.01.2019, p. 2 allegato 1 al verbale dibattimentale).

In Italia l’imputato è stato condannato a 4 mesi di reclusione per violazione del T.U. sulla disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione degli stati di tossicodipendenza il __________ (doc. TPC 13).

In corso d’inchiesta, così come pure in aula, l’imputato ha riferito di vivere una situazione molto difficile in carcere, e meglio:

(…) in carcere sto vivendo una pessima situazione a seguito della notizia riportata dalla stampa in dicembre circa la mia positività all’HIV. I codetenuti mi trattano come se avessi la peste. In cucina verificano tutto quanto tocco, in palestra mi invitano a non utilizzare determinati attrezzi e so che alcuni di loro stanno raccogliendo delle firme affinché mi trasferiscano in un’altra sezione. Sono d’accordo che per i miei sbagli devo pagare ma ritengo vada fatta un po’ di sensibilizzazione in carcere sulla mia malattia, non sono contagioso come se avessi il tifo. Per dirla tutta sono anche disposto a esser trasferito nella sezione dei pedofili pur di non dover passare ogni giorni quanto sto ora passando. (…)

Da quando sono in carcere sto assumendo la terapia e ora i valori sono a “0” nel senso che non sono infettivo. Su questo argomento in carcere purtroppo c’è molta ignoranza” (VI PP 04.01.2019, doc. TPC 19, p. 2).

  1. In occasione del pubblico dibattimento, rivolgendosi in particolare agli organi di __________, si è così espresso:

Voglio dire, soprattutto alla __________, che quando è venuta fuori l’informazione della mia malattia alla TV, io sto vivendo un periodo negativo alla __________, non posso giocare a calcio, non posso toccare niente, devo mangiare da solo, ecc. Sto vivendo una situazione davvero brutta, e quindi chiedo alla __________ se possono essere un po’ discreti. Io sto facendo veramente fatica, mi sento proprio in pericolo, perché io sono orgoglioso. Il problema della __________ è anche quello che i giornalisti non hanno dato un’informazione giusta, perché si tratta di HIV e non AIDS, prima di tutto, e poi bisogna anche dire che io ora, con la terapia che faccio, non sono più infettivo. La sto proprio vivendo male. Poi io pago quello che devo pagare, ma questa cosa mi sta proprio spaccando, è una continua umiliazione da parte di gente ignorante, uno che ha accoltellato la moglie mi dice che devo andare via dalla sezione e mi chiedo come sia possibile. Un coglione che tocca le donne mi dice che stanno tirando su le firme per mandarmi via dalla sezione. Ci vuole informazione in carcere, perché non siamo negli anni ’90 di Freddie Mercury quando era un disastro. Io non sono un pericolo, non è come se avessi la lebbra. Per me è un disastro” (VI DIB 11.01.2019, allegato 1 al verbale dibattimentale, p. 5).

  1. Quanto alle sue prospettive di vita, AP 1 nel corso del pubblico dibattimento ha riferito di voler tornare il prima possibile in Italia e continuare con l’attività “__________” avviata nel nostro Paese e trovare casa a __________ o __________, di modo da poter stare vicino alle figlie (cfr. VI DIB 11.01.2019, allegato 1 al verbale dibattimentale).

  2. Con specifico riferimento al suo legame con la Svizzera, rispettivamente con l’Italia, invitato a prendere posizione in punto a un’eventuale espulsione dal nostro territorio, l’imputato ha in fine affermato:

Accetto chiaramente l’espulsione, ma vorrei essere agevolato a venire a trovare le mie figlie, per le quali sono sempre presente. (…) Ho due figlie qui. Io con la Svizzera ho un legame forte, perché sono qua da quando ho __________ anni, ho fatto qui il diploma di __________ e ho lavorato parecchi anni in Svizzera. Ho fatto anche l’alpigiano in __________ per quasi __________ anni e sono affezionato alla Svizzera, ma sarà quel che sarà. Sono __________, ma mi sento più __________. Ho sempre vissuto qui, dove ho fatto le scuole. (…) In __________ non ho nessuno, tranne qualche parente lontano in __________”(VI DIB 11.01.2019, allegato 1 al verbale dibattimentale, p. 6)”

(sentenza impugnata, pag. 8 e segg.).

fatti accertati in prima sede e non contestati

  1. Non sono contestati né i fatti accertati dalla prima Corte né la loro sussunzione giuridica. Di seguito ci si limita, quindi, a riportare gli elementi di fatto essenziali (e necessari per la commisurazione della pena) con riferimento ai reati di cui AP 1 è stato dichiarato autore colpevole.

infrazione aggravata alla LStup (consumata e tentata) e infrazione ripetuta alla LStup

  1. In relazione ai traffici ed alla detenzione di sostanze stupefacenti per cui AP 1 è stato ritenuto autore colpevole, vengono richiamati, in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, i consid. 52-53 della sentenza impugnata:

“ 52. Per quanto attiene ai fatti, relativamente ai punti 1 e 2 la Corte ha ritenuto corretti i quantitativi indicati nell’atto d’accusa, con la sola precisazione che nei confronti di __________ sono stati ritenuti 4 grammi in luogo di 5 e ciò in applicazione del principio in dubio pro reo.

Di fatto già in sede d’inchiesta l’imputato aveva ammesso tutti i quantitativi menzionati nella promozione dell’accusa, con l’unica (parziale) riserva costituita dall’eroina alienata ad __________.

In merito a quest’ultimo aspetto, come già rilevato, in sede dibattimentale l’imputato si è, in fine, allineato anche alle dichiarazioni fornite dall’acquirente.

Si dirà comunque, a titolo abbondanziale, che soppesando la credibilità delle parti, la Corte avrebbe comunque confermato i 560 grammi riferiti da __________. Questi, contrariamente ad AP 1, è stato infatti costante e lineare nelle proprie dichiarazioni, confermandole altresì anche a confronto con l’imputato. __________ non aveva peraltro alcun motivo per mentire, ritenuto che egli è stato condannato precisamente per tale quantitativo di sostanza. Già solo per questo motivo si sarebbe imposto di confermare tale chiamata di correo.

Ne consegue che la Corte ha ritenuto in capo ad AP 1 un’alienazione di 576 grammi di eroina.

Analogamente, l’imputato ha pure confermato di aver acquistato 150 grammi di una sostanza che riteneva essere eroina e che avrebbe poi venduto, scoprendo dopo averne dato un campione ad un consumatore che non si trattava di stupefacente.

  1. Per quanto attiene al diritto, il reato di infrazione aggravata alla LStup risulta essere pacificamente dato e ciò pure tenendo conto del consueto grado di riduzione della sostanza pura al 10%. Nello specifico, ricordando che il caso aggravato è dato, per l’eroina, in presenza di 12 grammi di sostanza pura, l’imputato è chiamato a rispondere di 57,6 grammi di eroina.

A questo occorre aggiungere i 0,71 grammi di cocaina che l’imputato avrebbe alienato.

Per quanto attiene ai 150 grammi di sostanza acquistata credendola (erroneamente) eroina, il reato è dato nella forma del tentativo.

Analogamente realizzato è il reato di cui all’art. 19 cpv. 1 LStup per quanto attiene all’alienazione di marijuana e hashish, nonché al possesso di dette sostanze presso l’abitazione della compagna.

Ne discende la conferma dei punti 1 e 2 dell’atto d’accusa.”

(sentenza impugnata, pag. 31-32).

ripetute tentate lesioni gravi

  1. Sull’accertamento dei fatti relativi all’imputazione di ripetute tentate lesioni gravi, si richiamano, sempre in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, i consid. 54-56 della sentenza impugnata:

“54. Relativamente ai punti 3 e 4, AP 1 in sede dibattimentale ha ammesso di aver intrattenuto alcuni rapporti sessuali non protetti con __________ dopo aver preso consapevolezza di essere sieropositivo, sostenendo tuttavia che la donna avrebbe, a quel momento, già avuto contezza della di lui condizione.

Tale versione dei fatti non può tuttavia essere ritenuta credibile.

AP 1 è infatti apparso oltremodo ondivago, avendo egli inizialmente sostenuto di aver intrattenuto complessivamente 2-3 rapporti sessuali e di non aver più intrattenuto rapporti dopo aver appreso della propria sieropositività e ciò “neppure utilizzando le dovute precauzioni, questo perché nel frattempo avevo sistemato le cose con __________” (cfr. VI PP 05.09.2018, AI 53, p. 6-7), dichiarando in seguito, prendendo atto delle affermazioni di __________, che vi era stato un rapporto successivo, ma soltanto poiché voluto dalla donna, concludendo, in sede dibattimentale, a 2-3 rapporti consumati dopo la consapevolezza della propria condizione di salute, ma tutti comunque voluti da __________.

Da parte sua, la donna è stata costante nelle proprie dichiarazioni. Eccettuata una piccola incongruenza in merito alle circostanze in cui avrebbe appreso della sieropositività di AP 1, la stessa è infatti rimasta costante nel dire che si è trattato di più rapporti consumati all’insaputa della sieropositività e uno successivamente all’averne preso atto.

Analogamente, le sue reazioni di stupore e paura appaiono genuine. __________ neppure è parsa volersi accanire particolarmente nei confronti dell’imputato, tanto che inizialmente ha esitato nel raccontare la vicenda. Oltremodo significativo è il fatto che la donna è pure giunta ad ammettere di aver intrattenuto un rapporto anche dopo aver saputo della sieropositività, circostanza che, in ultima analisi, avrebbe potuto gettarle discredito.

In fine, il messaggio agli atti è pure oltremodo indicativo del fatto che la stessa ha intrattenuto rapporti sessuali anche prima di sapere che AP 1 fosse portatore di HIV.

  1. In tale contesto, la Corte ha ritenuto che AP 1 ha indubbiamente intrattenuto rapporti sessuali con __________, dopo aver saputo della propria sieropositività e all’insaputa della donna. Tra queste, uno si è consumato dopo che la donna ha avuto notizia della condizione di salute del partner.

Unicamente, si impone di rilevare che la Corte non può seguire l’indicazione figurante nell’atto d’accusa secondo cui ciò sarebbe avvenuto in una decina di occasioni.

Se è vero che __________ ha indicato di aver avuto rapporti sessuali con l’imputato, complessivamente, “più di 10 volte”, non si può non rilevare che la relazione tra le parti è iniziata nei primi mesi del 2017, è terminata nella primavera del 2018 e che AP 1 ha appreso di essere portatore dell’HIV soltanto dal mese di novembre 2017. Ciò implica che buona parte dei rapporti sono verosimilmente stati consumati prima che l’imputato sapesse di essere sieropositivo.

D’altra parte, __________ ha unicamente indicato che tra i mesi di __________ e __________ “siamo ancora andati a letto insieme più volte" (AI 57, p. 2), senza tuttavia saper indicare il numero preciso.

Dal computo totale va poi dedotto l’episodio che ha visto la donna consapevole della sieropositività che, sulla scorta della giurisprudenza sopra riportata, non è costitutivo di reato.

Ne consegue che la Corte non ha potuto confermare il numero di rapporti in “una decina” come indicato nell’atto d’accusa ai punti 3 e 4, dovendosi limitare a ritenerne un numero imprecisato che, per quanto ne è della commisurazione della pena, in applicazione del principio in dubio pro reo, è stato ritenuto essere di 2 volte.

  1. In diritto, per quanto attiene al punto 3, ricordando le menzionate sentenze del Tribunale federale, la Corte ha ritenuto il comportamento posto in essere da AP 1 costitutivo del reato di cui all’art. 122 CP e ciò nella forma del dolo eventuale. Di fatto, l’imputato, intrattenendo rapporti sessuali non protetti pur sapendo di essere portatore dell’HIV non può non aver preso in considerazione che __________ potesse contrarre l’infezione, ciò che non è avvenuto per mera fortuna (cfr. DTF 125 IV 253).

Si ricorderà inoltre che l’art. 122 CP non è applicabile quando una persona è consapevole di intrattenere rapporti non protetti con un partner sieropositivo. Ciò impone di non considerare l’episodio in cui __________ si è congiunta carnalmente con l’imputato dopo aver appreso della di lui sieropositività.

Il punto 3 dell’atto d’accusa è quindi stato confermato con la precisazione di cui si è detto.”

(sentenza impugnata, pagg. 32-34).

  1. ripetuta guida senza autorizzazione

Sui fatti ritenuti costitutivi del reato di guida senza autorizzazione, si pone in evidenza il fatto che l’appellante ha, in buona sostanza, ammesso quanto contestatogli, dichiarando che il permesso di condurre italiano gli era stato ritirato il __________ poiché egli era risultato positivo al THC in occasione di un’analisi del capello. Egli ha, poi, precisato che si sarebbe limitato a guidare a più riprese senza l’autorizzazione solamente nel Luganese (cfr. doc. TPC 19, pag. 2, rr. 9-10 e 13-14). Per gli spostamenti relativi alla sua attività di __________, AP 1 sarebbe infatti, a suo dire, stato accompagnato da conoscenti che guidavano il ______ (cfr. doc. TPC 19, pag. 2, rr. 10-13).

In occasione del pubblico dibattimento di primo grado, ha aggiunto che aveva più volte guidato per andare a fare la spesa (cfr. all. 1 a verb. dib. primo grado, pag. 5-6).

appello

  1. Con il suo appello, AP 1 si limita a chiedere che la pena detentiva a suo carico venga contenuta in 36 mesi e che venga posta al beneficio della sospensione condizionale parziale.

  2. Per l’art. 47 cpv. 1 CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene conto della vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa che la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; 128 IV 73 consid. 4; 127 IV 101 consid. 2a; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010, consid. 2.1 e 2.2.2; 6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5; 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2; 6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2; 6B_14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2 e riferimenti).

a. Occorre, dunque, determinare la colpa dell’appellante in funzione delle circostanze legate ai reati di cui risponde, valutandone, dapprima, le circostanze oggettive. La colpa va, infatti, prima di tutto determinata considerando, dal profilo oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso e la reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten), elementi che la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del previgente diritto designava con le espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF 129 IV 6 consid. 6.1).

Passando a esaminare gli aspetti soggettivi dei reati (Tatverschulden), vanno considerati i moventi e gli obiettivi perseguiti – che corrispondono ai motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) – e la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità, nonché l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid 2.1).

b. Giusta l’art. 49 cpv. 1 CP, quando per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per l’inflizione di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata. Non può tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata ed è, in ogni modo, vincolato al massimo legale del genere di pena.

  1. AP 1 risponde di:
  • infrazione aggravata alla LStup, consumata e tentata (art. 19 cpv. 2 lett. a) – reato per cui è comminata una pena detentiva non inferiore a un anno, che può essere cumulata con una pena pecuniaria - per avere acquistato, detenuto e venduto complessivamente 576 gr di eroina, nonché tentato di acquistarne altri 150 gr destinati alla vendita a terzi e detenuto 0.71 gr di cocaina (grado di purezza 87.7 %), pure destinata alla vendita;

  • ripetuta infrazione alla LStup (art. 19 cpv. 1) - per cui è comminata una pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria - per avere venduto complessivi 63 gr di marijuana e 28 gr di hashish, nonché detenuto, in vista della loro vendita a terzi, 4.93 gr di marijuana e 2.92 gr di hashish;

  • ripetute tentate lesioni gravi (art. 122 cpv. 3 CP) - per cui è comminata una pena detentiva da sei mesi a dieci anni – per avere avuto due rapporti sessuali non protetti con ________, sottacendole di essere sieropositivo;

  • ripetuta guida senza autorizzazione (art. 95 LCStr) - per cui è comminata una pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria – per avere ripetutamente condotto autoveicoli malgrado la necessaria licenza gli fosse stata ritirata;

a. infrazione aggravata alla LStup, consumata e tentata

Dal profilo oggettivo, va detto che la colpa di AP 1 è da considerarsi come almeno mediamente grave.

Determinante in tal senso è, innanzitutto, il quantitativo di eroina da lui alienato e, quindi, messo in circolazione. Si tratta di oltre mezzo chilogrammo di sostanza, e meglio di 576 grammi, cioè di un quantitativo che, pur considerando l’usuale riduzione per tener conto del grado di purezza non conosciuto (10%, pari a 57.6 grammi), risulta essere ben superiore al discrimine dei 12 grammi di eroina posta dalla giurisprudenza per determinare la sussistenza di un’infrazione aggravata (DTF 111 IV 101; DTF 109 IV 144; STF del 2 ottobre 2006 inc. 6P_149/2006, 6S.336/2006, consid. 7.3; Albrecht, Die Strafbestimmungen des Betäubungsmittelgesetzes, Art. 19-28 BetmG).

Ai 576 grammi di eroina alienata si aggiunge la detenzione di 0.71 grammi di cocaina (grado di purezza 87.7 %), cui si assommano, per quel che ne è del tentativo, 150 grammi di sostanza da taglio, che l’appellante ha acquistato e detenuto convinto che si trattasse di eroina da destinare a terzi.

Va sottolineato che, nell’ambito delle infrazioni alla LStup, la quantità di stupefacente trattato, pur non essendo, come rilevato dalla difesa in sede di dibattimento di appello, l’unico elemento di rilievo, va comunque considerato nella determinazione della colpa dell’autore. Se è, infatti, vero che, secondo la giurisprudenza del TF, più la quantità di droga si allontana dal limite a partire dal quale si è in presenza di un’infrazione aggravata alla LStup, più tale fattore perde di importanza per la commisurazione della pena, è altrettanto vero che essa ricopre una valenza non trascurabile nella misura in cui maggiore è il quantitativo di stupefacente trafficato, maggiore è il numero delle persone la cui salute viene potenzialmente messa in pericolo (DTF 121 IV 202 consid. 2d/cc; DTF 119 IV 180, consid. 2b; DTF 118 IV 342 consid. 2b; STF del 21 novembre 2011, inc. 6B_558/2011, consid. 3.4; STF del 13 agosto 2010, inc. 6B_265/2010, consid. 2.3).

Se è vero, come rilevato dalla difesa in appello, che AP 1 non ha agito come membro di un gruppo organizzato e non ha trafficato stupefacenti su scala internazionale –limitandosi a vendera lo stupefacente a consumatori locali e per la grande maggioranza al solo __________ -, il quantativo di eroina da lui trafficata è comunque importante.

Di qui la conferma della gravità della colpa di AP 1 dal profilo oggettivo, mitigata unicamente dal fatto che per i 150 grammi - ch’egli ha acquistato convinto si trattasse di eroina - il reato non si è consumato, realizzandosi nella forma del tentativo.

Dal profilo soggettivo, va innazitutto differenziato il caso dell’autore tossicomane che agisce per finanziare il proprio consumo da quello di colui che traffica unicamente per motivi di lucro (DTF 122 IV 299 consid. 2b; STF 02.07.2010 inc. 6B_390/2010 consid. 1.1; STF 10.05.2010 inc. 6B_10/2010 consid. 2.1; STF 17.04.2002 inc. 6S.21/2002 consid. 2c).

AP 1 ha dichiarato di non far più alcun uso di sostanze stupefacenti dal 2013. Egli, pertanto, come correttamente concluso della prima Corte, non si è dedicato al traffico di stupefacenti per garantirsi il suo personale consumo, ma lo ha fatto per puro spirito di lucro, per avere “un aiutino” – che per quel che è della sola infrazione aggravata alla LStup supera la cifra di fr. 25'000.- - e, a suo dire, finanziare così l’attività legata allo __________.

Su questo tema, pur se le sue entrate (fr. 500.- ad ogni evento di __________, per circa 7-8 eventi a stagione) non possono dirsi esorbitanti, occorre considerare che esse gli bastavano per vivere (non avendo – ha detto – particolari pretese) e, soprattutto, occorre considerare che le sue diverse qualifiche (o esperienze) professionali (è un meccanico diplomato e vanta esperienze lavorative che spaziano dall’elettronica, alla ristorazione [per cui ha anche frequentato, in Italia, dei corsi di esercente]) gli offrivano più di un’alternativa per reinserirsi nel mondo del lavoro e guadagnarsi di che vivere nel rispetto delle regole: ciò aggrava, in relazione al movente, la sua colpa.

Ad ulteriore aggravamento della sua colpa, occorre considerare che egli, da ex tossicodipendente, si è riavvicinato al traffico di droga in modo volontario, soltanto per assicurarsi un facile guadagno, malgrado fosse ben conscio, per averlo sperimentato di persona, delle conseguenze dannose per la salute del consumo di stupefacenti.

b. ripetute tentate lesioni gravi (art. 122 cpv. 3 CP)

In relazione al reato di ripetute tentate lesioni gravi, si ha che la colpa di AP 1 è grave dal profilo oggettivo. Tenuto conto del grave danno alla salute fisica, delle cure – a volte pesanti e logoranti – cui il virus costringe la persona che ne è colpita e della sua diminuita qualità di vita legata alle limitazioni della libera espressione della propria sessualità e affettività, il contagio con il virus HIV si configura, infatti, come una grave lesione del bene protetto dall’art. 122 cpv. 3 CP (DTF 141 IV 97, consid. 2.4.1.).

Ad attenuazione – dal profilo oggettivo – della colpa di AP 1 va considerato il fatto che il reato non si è consumato ma si è realizzato soltanto nella forma del tentativo. Tuttavia, il valore attenuante di questo elemento è mitigato dal fatto che si è trattato di un tentativo ripetuto.

Dal profilo soggettivo, occorre considerare, ad attenuazione della sua colpa, che l’autore non ha agito per dolo diretto ma solo per dolo eventuale (Niggli/Maeder, Basler Kommentar, n. 49 ad art. 12 CP; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allg. Teil II, Berna 2006, § 6, n. 27). Quanto al movente, AP 1 ha detto di avere agito spinto da una passione fisica travolgente, ciò che la difesa ha ribadito anche in occasione del dibattimento d’appello. Detto che, per quanto intensa, la pulsione sessuale può e deve essere tenuta a bada, anche volendo credere alla versione di un’intensa attrazione fisica si dovrebbe concludere – e non può essere altrimenti - per un movente egoistico ritenuto che, pur di dare sfogo al suo desiderio, AP 1 non ha esitato a mettere seriamente in pericolo la salute di colei che della pretesa passione era l’origine. E questo nonostante avrebbe potuto, senza grandi sforzi, usando una semplice protezione, evitare qualsiasi rischio per la donna.

c. ripetuta infrazione alla LStup (art. 19 cpv. 1 LStup)

Complessivamente, per quel che è delle circostanze oggettive e soggettive legate a questo reato, in considerazione delle quantità esigue (67.93 gr di marijuana e 30.92 gr di hashish), la colpa di AP 1 è poco più che lieve, pur tenendo conto del fatto che, anche qui, il suo movente – lucro – è egoistico.

d. ripetuta guida senza autorizzazione (art. 95 LCStr)

Non trascurabile – relativamente al tipo di infrazione – è la colpa di AP 1 per la ripetuta guida senza autorizzazione visto che egli, dopo la revoca, ha guidato con una certa frequenza (sono parole sue) sull’arco di un anno. E questo per semplice comodità (“per fare la spesa”), nonostante nelle immediate vicinanze del suo luogo di residenza (__________) vi siano sia mezzi di trasporto pubblici che negozi: ancora una volta, il movente che lo ha spinto a infrangere la legge è un puro egoismo, cioè un anteporre i propri comodi al rispetto delle leggi.

e. Ne consegue che, se l’infrazione aggravata alla LStup si fosse integralmente consumata, tenuto conto del quadro edittale nonché della prassi delle Corti ticinesi (CARP inc. 17.2016.241+17.17.09 del 18.10.2017; inc. 17.2014.109 del 29.07.2014), adeguata alla colpa di AP 1 sarebbe stata una pena detentiva non inferiore ai 33 mesi. Il fatto che l’infrazione si sia parzialmente realizzata solo nella forma del tentativo – per 150 grammi - impone una riduzione della pena di 2 mesi.

A questa pena vanno aggiunti 9 mesi per il reato di lesioni gravi, tentate e ripetute: si tratta di un periodo che, oltre al meccanismo dell’art 49 CP, tiene conto, a favore dell’autore, del fatto che questi non ha agito per dolo diretto e, in modo importante, del fatto che, seppur ripetuto (una volta), il reato è solo tentato e, quindi, il bene protetto dalla norma violata non è stato leso.

Infine, per colpire l’infrazione alla LStup e la ripetuta guida senza autorizzazione, ai 40 mesi cosi ottenuti ne vanno aggiunti altri 2.

Dunque, in funzione delle circostanze oggettive e soggettive legate ai reati di cui AP 1 risponde, adeguata è la pena di 42 mesi.

f. circostanze personali legate all’autore

A questo punto, vanno considerate - a ponderazione in senso attenuante od aggravante della pena così determinata - le circostanze personali legate all’autore: va, cioè, tenuto conto della sua vita anteriore, della reputazione, della situazione personale (stato di salute, età, obblighi familiari, situazione professionale, rischio di recidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5; 129 IV 6 consid. 6.1; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2; cfr. anche STF 6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).

In quest’ambito, AP 1 non può invocare particolari benefici dalla vita anteriore.

Su di lui, in particolare, pesano – aggravandone sensibilmente la colpa (STF 6B_49/2012 del 5.7.2012) - i precedenti penali, relativamente prossimi ai fatti oggetto del presente giudizio e specifici. L’effetto aggravante di questo fattore è, però, azzerato, in concreto, dalla particolare sensibilità alla pena, in ragione delle condizioni di salute in cui versa AP 1 e delle conseguenze che queste hanno sulla sua situazione in carcere.

La collaborazione di AP 1, solo parziale, in particolare con riferimento alle reticenze dimostrate dall’appellante per quanto attiene al reato di ripetute lesioni gravi tentate, non può integrare un elemento di attenuazione della sua colpa.

Considerato tutto quanto precede, la pena che oggi viene inflitta a AP 1 è di 3 (tre) anni e 6 (sei) mesi.

L’appello presentato da AP 1 è, quindi, respinto.

espulsione e appello incidentale

  1. Con il proprio appello incidentale, il PP ha impugnato il dispositivo 4. della sentenza di primo grado, postulando l’espulsione di AP 1 dal territorio svizzero per un periodo di 8 (otto) anni, in luogo di 5 (cinque).

  2. Giusta l’art. 66a cpv. 1 lett. o CP, il giudice espelle dal territorio svizzero per un tempo da cinque a quindici anni lo straniero condannato per infrazione all’art. 19 cpv. 2 della LF sugli stupefacenti.

Ai sensi del cpv. 2 di questa norma, il giudice può rinunciare eccezionalmente a pronunciare l’espulsione, se essa costituisce per lo straniero un grave caso di rigore personale e l’interesse pubblico all’espulsione non prevale sull’interesse privato dello straniero a rimanere in Svizzera. Tiene, in ogni modo, conto della situazione particolare dello straniero nato o cresciuto in Svizzera.

Secondo il chiaro tenore letterale della norma, in caso di condanna per uno o più reati menzionati dall’art. 66a cpv. 1 CP l’espulsione è le regola e la sua rinuncia un’eccezione subordinata alla realizzazione delle due condizioni cumulative di cui all’art. 66a cpv. 2 CP (STF 6B_371/2018 consid. 2.1).

  1. Nel caso di specie, questa Corte è chiamata a valutare unicamente la proporzionalità della durata del periodo di espulsione inflitto dei primi giudici.

Considerato il principio di proporzionalità, la durata dell’espulsione deve essere determinata, in primo luogo, in funzione della durata della pena inflitta (STF 2C_27/2017 del 07.09.2017 consid. 4.1; STF 2C_910/2015 dell’11.04.2016 consid. 5.2).

In concreto, l’estensione della durata di espulsione a 8 anni (chiesta dal PP) non si giustifica avuto riguardo al fatto che la pena inflitta si colloca nella fascia bassa del quadro edittale previsto dall’art. 19 cpv. 2 LStup.

L’appello incidentale è, di conseguenza, respinto.

tassazione della nota d’onorario del difensore d’ufficio

  1. Il difensore d’ufficio di AP 1, DI 1, ha prodotto la sua nota d’onorario __________ relativa al procedimento d’appello che espone complessivi fr. 2'302.60, di cui fr. 2'004.- di onorario (corrispondenti a 11 ore e 8 minuti di lavoro, a fr. 180.- l’ora), fr. 134.- di spese, oltre all’IVA (cfr. doc. dib. appello 1).

  2. L’onorario esposto è adeguato al lavoro svolto e commisurato a quanto avrebbe fatto un difensore mediamente esperto ed è, quindi, interamente approvato.

La nota professionale DI 1 è pertanto approvata per complessivi fr. 2'302.60, di cui fr. 2'004.- di onorario, fr. 134.- di spese e fr. 164.60 di IVA.

  1. Visto l’esito di questo giudizio, AP 1 dovrà risarcire allo Stato quanto anticipato per la sua difesa (art. 135 cpv. 4 CPP).

I costi di patrocinio riconosciuti e tassati con la sentenza di primo grado, andranno, come stabilito al suo dispositivo n. 10, in caso di ritorno a miglior fortuna, integralmente rimborsati.

spese

  1. Visto l’esito del giudizio (art. 428 cpv. 1 CPP) le spese relative all’appello di AP 1 sono poste interamente a suo carico. Quelle relative all’appello incidentale del PP, sono poste a carico dello Stato.

Per questi motivi,

visti gli art. 10, 76 segg., 80 segg., 84, 135, 348 segg., 379 segg., 398 e segg. CPP

40, 47, 49, 66a, 122 CP

19 cpv. 1 e 2 LStup

95 LCStr

nonché, sulle spese e sulle ripetibili, l’art. 428 CPP e la LTG rispettivamente il Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili,

dichiara e pronuncia:

1.1. L’appello di AP 1 è respinto.

1.2. L’appello incidentale del PP è respinto.

  1. Di conseguenza, ricordato che i dispositivi n. 1, 2, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 della sentenza impugnata sono passati in giudicato,

ricordato, in particolare, che egli è stato dichiarato autore colpevole di infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti, consumata e tentata, ripetuta infrazione alla LF sugli stupefacenti, ripetute tentate lesioni gravi, ripetuta guida senza autorizzazione,

2.1. AP 1 è condannato:

2.1.1. alla pena detentiva di 3 (tre) anni e 6 (sei) mesi, da dedursi il carcere preventivo e di sicurezza sofferti;

2.1.2. all’espulsione dal territorio svizzero per la durata di 5 (cinque) anni.

  1. Per le sue prestazioni relative alla procedura di appello, all’avvocato DI 1, difensore d’ufficio di AP 1, vengono riconosciuti:
  • onorario fr. 2'004.-

  • spese fr. 134.-

  • IVA 7.7% fr. 164.60

fr. 2'302.60

3.1. La richiesta di pagamento deve essere inviata dal difensore all’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative della Divisione della giustizia, Residenza governativa, 6501 Bellinzona, allegando l’originale del presente dispositivo e la nota d’onorario.

3.2. Contro la presente tassazione è dato reclamo, entro 10 giorni dalla notificazione, al Tribunale penale federale, 6501 Bellinzona.

3.3. Non appena le sue condizioni glielo permetteranno, AP 1 sarà tenuto a rimborsare allo Stato l’integralità di quanto da questo anticipato per la sua difesa nel procedimento di secondo grado (art. 135 cpv. 4 CPP).

  1. Gli oneri processuali dell'appello di AP 1, consistenti in:
  • tassa di giustizia fr. 1'000.-

  • altri disborsi fr. 200.-

fr. 1'200.-

sono posti a carico dell’appellante.

  1. Gli oneri processuali dell'appello del PP, consistenti in:
  • tassa di giustizia fr. 500.-

  • altri disborsi fr. 200.-

fr. 700.-

sono posti a carico dello Stato.

  1. Intimazione a:

  2. Comunicazione a:

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente La segretaria

Rimedi giuridici

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.

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