N 18 juin 1993
1408
Interpellation Camponovo
sie den für die Erteilung und den Entzug der kantonalen, eid- genössischen und militärischen Führerausweise zuständigen Behörden bekannt:
a. Verweigerung und Entzug von Lernfahr- und Führerauswei- sen, Fahrlehrerausweisen, Fahrschulbewilligungen sowie Be- willigungen zur Ausbildung von Lastwagenführerlehrlingen;
b. Fahrverbot für Motorfahrräder und Fahrräder;
c. Aberkennung ausländischer Führerausweise;
d. Verwarnung, verkehrspsychologische Untersuchung, neue Führerprüfung und Teilnahme am Verkehrsunterricht;
e. Aufhebung oder Aenderung von Massnahmen nach den Buchstaben a bis d.
PTT- und SBB-Bedienstete, die dienstlich Bundesfahrzeuge führen, bedürfen des eidgenössischen Führerausweises. Für die Zulassung dieser Fahrzeugführer ist die Direktion Automo- bildienste der Generaldirektion PTT zuständig. Sie erfüllt die Aufgaben eines Strassenverkehrsamtes für die Belange der genannten Bundesbetriebe.
Die Direktion Automobildienste der Generaldirektion PTT ist für Abfragen direkt (On-Line) an das automatisierte Datensy- stem Admas angeschlossen.
Die Direktion Automobildienste der Generaldirektion PTT ist für die Erfüllung ihrer Aufgaben auf den Anschluss an das au- tomatisierte Datensystem angewiesen.
Erklärung des Interpellanten: teilweise befriedigt Déclaration de l'interpellateur: partiellement satisfait
92.3304
Interpellation Camponovo Die Schweiz auf der «schwarzen Liste» der italienischen Steuerbehörden
Interpellanza Camponovo La Svizzera nella «lista nera» della legge fiscale italiana Interpellation Camponovo La Suisse sur la «liste noire» du fisc italien
Wortlaut der Interpellation vom 24. August 1992
«Mit Bezug auf die Gesellschaften, die weder Kantons- noch Gemeindesteuern bezahlen müssen wie die Holding-Gesell- schaften, die Domizil-Gesellschaften und die Gesellschaften, die lediglich Hilfstätigkeiten ausüben», hat Italien die Schweiz auf die «schwarze» Liste der Länder gesetzt, mit denen die Zu- sammenarbeit zunehmend schwieriger wird. Dies erstaunt um so mehr, als unser Land einer der besten Handelspartner Itali- ens ist. Schlimm an diesem Umstand ist laut «Corriere tributa- rio» Nr. 26/1992 nicht so sehr, dass die erwähnten Gesell- schaften auf die Liste der Gesellschaften gesetzt werden, die die Aufwendungen nicht mehr vom Gewinn abziehen können, was jedoch gegen das im Doppelbesteuerungsabkommen zwischen Italien und der Schweiz verankerte Prinzip der Nicht- diskriminierung verstiesse; der Abzug kann allerdings dann wieder vorgenommen werden, wenn die Gesellschaften eine reale wirtschaftliche Tätigkeit oder das reale Interesse des Ge- schäfts für die italienische Gesellschaft nachweisen können. Weit schwerer wiegt nach dem «Corriere tributario» die volle Besteuerung der Dividenden, die besagte schweizerische Ge- sellschaften italienischen Gesellschaften zahlen.
Ich frage den Bundesrat, ob er die Lage, die mit dieser Anord- nung geschaffen wurde, mit den italienischen Behörden unter besonderer Berücksichtigung des Doppelbesteuerungsab- kommens zu klären gedenkt.
Testo dell'interpellanza del 24 agosto 1992
L'Italia ha inserito la Svizzera «con riferimento alle società non soggette alle imposte cantonali e municipali, quali le società holding, ausiliarie e di domicilio» nella lista cosiddetta «nera» di Paesi con i quali diventerà difficile lavorare. Il fatto ha sor- preso, essendo il nostro Paese uno dei maggiori partner com- merciali dell'Italia. La gravità, commenta il «Corriere tributario» no. 26/1992, non riguarda tanto l'inclusione di dette società nell'elenco ai fini dell'indeducibilità dei costi (ipotesi che può essere esclusa fornendo la prova dell'effettiva attività commer- ciale o dell'effettivo interesse dell'operazione per la società ita- liana, anche se l'indeducibilità contrasterebbe comunque con il principio della non discriminazione sancito dalla Conven- zione di doppia imposizione tra l'Italia e la Svizzera), bensì la piena tassazione dei dividendi distribuiti da dette società sviz- zere alle società italiane.
Chiedo al Consiglio federale se intende chiarire la disposi- zione con le autorità italiane, con particolare riguardo alla Con- venzione di doppia imposizione.
Texte de l'interpellation du 24 août 1992
L'Italie a inscrit la Suisse dans sa «liste noire» des pays avec lesquels il deviendra difficile de collaborer, faisant référence aux sociétés non soumises à l'impôt cantonal et communal, telles les sociétés dites de portefeuille (holding), auxiliaires, et de domicile. Cette décision a surpris, notre pays étant un des principaux partenaires commerciaux de l'Italie.
La gravité de la mesure, commente le «Corriere tributario» (no. 26/1992), ne tient pas tant au fait qu'elle met les sociétés visées dans l'impossibilité de déduire leurs coûts, (cas qui peut être exclu en fournissant la preuve de l'activité commer- ciale effective ou de l'intérêt de l'opération pour la société ita- lienne, même si la non-déductibleté contredit de toute manière le principe de non-discrimination prévu par la Convention de double imposition entre l'Italie et la Suisse), mais bien au fait qu'elle implique la pleine imposition des dividendes distribués par les sociétés suisses aux sociétés italiennes.
Le Conseil fédéral est prié de dire s'il entend éclaircir cette si- tuation avec les autorités italiennes, en se référant notamment à la convention de double imposition.
Mitunterzeichner - Cofirmatari - Cosignataires: Keiner - Nes- suno - Aucun
Schriftliche Begründung - Motivazione scritta - Développement par écrit L'autore rinuncia alla motivazione e desidera una risposta scritta.
Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates vom 5. Mai 1993 Risposta scritta del Consiglio federale del 5 maggio 1993 Rapport écrit du Conseil fédéral
du 5 mai 1993
La legge italiana numero 413 del 30 dicembre 1991 contiene due misure contro l'evasione fiscale internazionale commessa da società situate nei cosiddetti paradisi fiscali.
I pagamenti d'interessi, di canoni, di commissioni, eccetera effettuati da una società italiana a una società estera che bene- ficia di privilegi fiscali nello Stato in cui ha la sua sede non sono riconosciuti come spese deducibili della società italiana, a meno che tale società italiana possa provare che detti paga- menti avvengono nell'ambito di un'attività commerciale ordi- naria (inversione dell'onere della prova). Si veda l'articolo 11 paragrafo 12 della legge numero 413, codificato all'articolo 76 paragrafi 7bis e 7ter, Testo Unico.
I dividendi che una società madre italiana percepisce da una società estera che beneficia di privilegi fiscali nel Paese in cui ha la sua sede sono esclusi dal privilegio holding italiano. Di conseguenza la società madre italiana dovrà versare su questi dividendi un'imposta italiana del 36 percento in luogo dell'imposta del 14,4 percento (cfr. art. 11 cpv. 14 della legge n. 413, codificato all'art. 96 cpvv. 1bis e 1ter, Testo Unico).
Interpellation Camponovo
1409
Allorquando le autorità svizzere sono venute a conoscenza del testo della predetta nuova legge numero 413, vale a dire già all'inizio del 1992, si sono messe in contatto con il Ministero ita- liano delle finanze. Al fine di analizzare le ripercussioni della ci- tata legge esse hanno proposto degli incontri che si sono poi tenuti a Roma agli inizi del mese di aprile 1992. Lo scopo di questa iniziativa era di evitare che la Svizzera figurasse sulla li- sta dei paradisi fiscali. Questi sforzi hanno dato i risultati auspi- cati; tuttavia il Decreto ministeriale del 24 aprile 1992 men- ziona alcune società svizzere come beneficiarie dei privilegi fi- scali a tenore della legge numero 413. I provvedimenti di cui ai numeri 1 e 2 più sopra s'applicano quindi anche a queste so- cietà svizzere.
Subito dopo l'insediamento del nuovo Governo, la Svizzera ha consegnato alle autorità italiane un promemoria nel quale esprime, innanzi tutto, la sua imcomprensione di fronte ad una discriminazione manifesta della Svizzera nei confronti dei Paesi della CE, esclusi a priori da qualsiasi provvedimento. Il documento spiega inoltre le ragioni per le quali le società sviz- zere che beneficiano di privilegi fiscali cantonali non possono venire parificate a società situate in paradisi fiscali. Le autorità svizzere sollecitano infine un riesame delle considerazioni che stanno alla base del Decreto ministeriale del 24 aprile 1992.
A metà febbraio 1993 si è tenuto un altro incontro con le auto- rità italiane. In quest'occasione la delegazione svizzera ha nuovamente ribadito che in materia fiscale intende essere con- siderata come quei Paesi della CE che applicano parimenti il tradizionale sistema della tassazione unitaria del reddito com- plessivo e con i quali la Svizzera è i concorrenza. D'altra parte occorre pure evidenziare le peculiarità del trattamento fiscale delle società holding, di domicilio e delle società ausiliarie. Lo sgravio accordato in questo ambito segnatamente a livello cantonale e comunale mira ad evitare una doppia o pluriimpo- sizione economica che risulterebbe se la società che parte- cipa ad un'altra impresa dovesse pagare le imposte anche su- gli utili distribuiti da quest'ultima. E', questa, una problematica già trattata esaustivamente e risolta secondo il diritto vigente nell'ambito del disegno di armonizzazione fiscale licenziato nel 1990. La parte svizzera ha inoltre sottolineato che nella convenzione di doppia imposizione con l'Italia è riconosciuto il ruolo dell'imposta alla fonte come mezzo per evitare la sottra- zione d'imposta. La discriminazione unilaterale di tipi di so- cietà svizzere è in contraddizione con questo impegno con- trattuale.
La parte italiana ha mostrato la sua disponibilità a rivedere eventualmente l'elenco, e ciò sulla base di ulteriori esposizioni riguardo agli aspetti qualitativi e quantitativi dell'imposizione nel nostro Paese nonché in certi Paesi con i quali siamo in con- correnza. Si tratta quindi di accertare tutte le possibilità con- sentite dal diritto vigente federale e cantonale.
Il Consiglio federale si attende che siano elaborate soluzioni che soddisfino gli interessi comuni di entrambe le economie.
Erklärung des Interpellanten: befriedigt Déclaration de l'interpellateur: satisfait
92.3453
Interpellation Camponovo Besteuerung der Holdinggesellschaften Interpellanza Camponovo Imposizione società di partecipazione (holding) Interpellation Camponovo Imposition des sociétés de participation (holding)
Wortlaut der Interpellation vom 30. November 1992
Das «Archiv für schweizerisches Abgaberecht» (Oktober 1992) enthält einen Beitrag von A. Camenzind unter dem Titel: «Die Besteuerung von Holdinggesellschaften».
Ich ersuche den Bundesrat, die Frage zu beantworten, ob er die im folgenden wörtlich wiedergegebenen Schlussfolgerun- gen des Autors teilt: «Die EG und die meisten EG-Staaten ha- ben bewiesen, dass sie in der Lage sind, Neuerungen im steuerlichen Bereich rasch und effizient umzusetzen. Dies führt zu einer Verstärkung des Konkurrenzdruckes gegenüber der Schweiz. Will die Schweiz in absehbarer Zeit wieder an ihre einstmals erfolgreiche Holdingtradition anschliessen, so wird sie nicht umhin kommen, die schon lange anstehenden Pro- bleme ebenso effizient an die Hand zu nehmen. Nachdem dies offenbar durch Revision der verschiedenen bestehenden Erlasse nicht möglich ist, müssen neue Wege beschritten wer- den. Vielleicht wäre die Einführung eines EG-tauglichen Hol- dingtypus im Rahmen einer 'lex specialis', mit der alle Steuer- arten abgedeckt werden, ein gangbarer Weg. Denkbar wäre eine solche Lösung zumindest als Sofortmassnahme und Uebergangslösung, bis man sich zu einer Regelung im Rah- men der bestehenden Gesetze entschliessen kann.»
Testo dell'interpellanza del 30 novembre 1992
L'«Archiv für Schweizerisches Abgaberecht> dell'ottobre 1992 pubblica un contributo di A. Camenzind sotto il titolo «Die Be- steuerung von Holdinggesellschaften».
Chiedo al Consiglio federale se concorda con la considera- zione conclusiva che qui riproduco:
(riferirsi al testo tedesco)
Texte de l'interpellation du 30 novembre 1992
Les archives de droit fiscal suisse ont publié, dans leur fasci- cule d'octobre 1992, une contribution de A. Camenzind concernant l'imposition des sociétés de participation dites holding.
Je demande au Conseil fédéral s'il est d'accord avec la conclusion de cet article, que je reproduis ci-après (traduc- tion):
La Communauté européenne et la plupart des Etats de la CE ont montré qu'ils sont à même de mettre en oeuvre rapide- ment et efficacement les innovations dans le domaine fiscal. Il en résulte un renforcement des contraintes que subit la Suisse en matière de concurrence. Si la Suisse veut renouer avec le succès qui a été traditionnellement le sien en matière de socié- tés de participation (holding), elle ne pourra éviter de s'atta- quer tout aussi efficacement aux problèmes qui se posent de- puis passablement de temps. Puisqu'il est apparu qu'elle ne peut le faire par une révision des actes législatifs existants, il lui faut trouver de nouveaux moyens. Une solution possible serait peut-être l'institution, par le biais d'une «loi spéciale» réglant toutes les formes d'impôt, d'un type de holding qui soit euro- compatible. Une telle voie serait praticable au moins à titre pro- visoire en tant que mesure immédiate, jusqu'à ce que l'on puisse se mettre d'accord sur un régime établi dans le cadre de la législation en vigueur.
Mitunterzeichner - Cofirmatari - Cosignataires: Keine - Nes- suno - Aucun
Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali
Interpellation Camponovo Die Schweiz auf der «schwarzen Liste» der italienischen Steuerbehörden
Interpellation Camponovo La Suisse sur la «liste noire» du fisc italien Interpellanza Camponovo La Svizzera nella «lista nera» della legge fiscale italiana
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1993
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Consiglio
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18.06.1993 - 08:00
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