Interpellation Carobbio
1751
88.509
Interpellation Carobbio Erwerb des Schweizer Bürgerrechts und Militärdienst in Italien
Interpellanza Carobbio Italiani che acquistano la cittadinanza svizzera. Obbligo del servizio militare in Italia Interpellation Carobbio Ressortissants suisses astreints au service militaire en Italie
Wortlaut der Interpellation vom 22. Juni 1988
Nach einem Rundschreiben des italienischen Konsulates in Zürich bleiben Italiener, die das Schweizer Bürgerrecht nach Vollendung des 18. Altersjahres erwerben, in Italien bis zum 31. Dezember des Jahres, in dem sie das 45. Altersjahr vollen- den, militärdienstpflichtig. Dies gilt nach dem Rundschreiben auch für unmündige Italiener (unter 18 Jahren), die das Schweizer Bürgerrecht selber, d. h. nicht mit den Eltern, er- werben und die nach dem 18. Altersjahr auf die zweite Staats- angehörigkeit, nämlich die italienische, verzichten. Der glei- chen Regelung sollen Italiener unterstehen, die in die Einbür- gerung oder die Wiedereinbürgerung ihrer geschiedenen oder getrennt lebenden Mutter einbezogen worden sind und mit 18 Jahren auf das italienische Bürgerrecht verzichten. Wir fragen den Bundesrat:
a) Handelt es sich bei den im Rundschreiben des italienischen Konsulates in Zürich genannten Bestimmungen tatsächlich um Bestimmungen, die in Kraft sind und angewendet werden? b) Stimmt es, dass in den genannten Fällen gebürtige Italie- ner, die durch Einbürgerung Schweizer geworden sind, bis zum 45. Altersjahr in Italien, also in einem fremden Staat, Mili- tärdienst leisten müssen?
c) Ist der Bundesrat - falls die Fragen a) und b) zu bejahen sind - nicht der Ansicht, dass die erwähnten Bestimmungen den Vorschriften widersprechen, wonach ein Schweizer Bür- ger im Ausland keinen Militärdienst leisten darf?
d) Hält er es in diesem Fall nicht für nötig, auf der Ebene bilate- raler Abkommen mit Italien und auf der Ebene der schweizeri- schen Gesetzgebung alle erforderlichen Schritte zu unterneh- men, damit die genannten Bestimmungen, falls diese rechts- kräftig sind, abgeschafft und eingebürgerte Schweizer italieni- scher Herkunft von der Militärdienstpflicht in Italien gänzlich befreit werden?
Testo dell'interpellanza del 22 giugno 1988
Secondo una circolare del Consolato Italiano di Zurigo gli ita- liani che acquistano la cittadinanza svizzera dopo i 18 anni re- stano «obbligati a prestare servizio militare in Italia sino al 31 dicembre dell'anno in cui compiono i 45 anni». Una identica disposizione vale, secondo la circolare in questione, anche per l'italiano minorenne (sotto i 18 anni) che acquista la cittadi- nanza svizzera per proprio conto, cioè non con i genitori, e che dopo i 18 anni rinuncia alla seconda nazionalità, quella italiana appunto. Analogo trattamento è riservato al minorenne ita- liano «compreso nella naturalizzazione o nella reintegrazione della madre separata» che a 18 anni rinunciasse alla seconda nazionalità, quella italiana.
Visto quanto sopra i sottoscritti chiedono al Consiglio federale: a) se le disposizioni citate dalla circolare del Consolato Ita- liano di Zurigo sono effettivamente quelle in vigore e applicate; b) se corrisponde quindi al vero che, nei casi citati, i cittadini di origine italiana naturalizzati svizzeri sono tenuti a prestare, fino a 45 anni, servizio militare in Italia, quindi in uno Stato estero; c) se non ritiene, in caso di risposta affermativa ai punti a, b, che tali disposizioni siano in contrasto con le norme che impe-
discono a un cittadino svizzero di prestare servizio militare al- l'estero;
d) se non ritiene, in questo caso, di intraprendere tutti i passi necessari a livello di accordi bilaterali con l'Italia e a livello legi- slativo interno perchè le disposizioni citate, nel caso fossero valide, vengano abolite e il cittadino naturalizzato svizzero, di origine italiana, venga completamente liberato dall'obbligo di prestare servizio militare in Italia.
Texte de l'interpellation du 22 juin 1988
Selon une circulaire émanant du Consulat d'Italie à Zurich, les Italiens qui acquièrent la citoyenneté suisse après 18 ans res- tent tenus «d'accomplir leur service militaire en Italie jusqu'au 31 décembre de l'année où ils ont 45 ans revolus». La même disposition est applicable, selon la circulaire en question, à l'Italien mineur (de moins de 18 ans) qui acquiert la nationalité suisse par lui-même, c'est-à-dire non pas conjointement avec ses parents, et qui, après 18 ans, renonce à la seconde natio- nalité, l'italienne en l'occurence. Un traitement analogue s'ap- plique aux enfants mineurs italiens «compris dans la naturali- sation ou dans la réintégration de la mère séparée», qui renon- ceraient à 18 ans à la seconde nationalité, l'italienne précisé- ment.
Étant donné ce qui précède, les soussignés demandent au Conseil fédéral:
a) si les dispositions mentionnées dans la circulaire du Consu- lat d'Italie à Zurich sont effectivement en vigueur et appli- quées;
b) s'il est vrai que, dans les cas cités, les citoyens d'origine ita- lienne naturalisés suisses sont tenus d'accomplir, jusqu'à 45 ans, du service militaire en Italie, donc dans un Etat étranger; c) si, dans le cas d'une réponse affirmative aux points a) et b), le Conseil fédéral ne considère pas que de telles dispositions sont contraires aux règles qui interdisent à un citoyen suisse d'accomplir du service militaire à l'étranger;
d) si, dans ce cas, le Conseil fédéral envisage de prendre tou- tes les mesures nécessaires, aussi bien au niveau d'accords bilatéraux avec l'Italie qu'au niveau de notre propre législation, en vue d'obtenir l'abolition des dispositions citées, dans l'hy- pothèse où elles sont valables, pour que le citoyen naturalisé suisse et d'origine italienne soit totalement libéré de l'obliga- tion d'accomplir du service militaire en Italie?
Mitunterzeichner - Cofirmatari - Cosignataires: Bäumlin Ri- chard, Borel, Braunschweig, Fankhauser, Ledergerber, Leuenberger-Solothurn, Longet, Matthey, Mauch Ursula, Stappung, Uchtenhagen, Ulrich, Ziegler (13)
Schriftliche Begründung - Motivazione scritta Développement par écrit
L'interpellante rinuncia alla motivazione e desidera una rispo- sta scritta.
Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates vom 31. August 1988 Risposta scritta del Consiglio federale del 31 agosto 1988
Rapport écrit du Conseil fédéral du 31 août 1988
a) Le disposizioni citate sono basate sulla legge italiana sulla cittadinanza, del 13 giugno 1912, che all'articolo 8 prevede che la perdita della cittadinanza italiana da parte di chi sponta- neamente acquista una cittadinanza straniera e stabilisce o ha stabilito all'estero la propria residenza non esime dagli obbli- ghi del servizio militare, salvo le facilitazioni concesse dalle leggi speciali.
b) I cittadini italiani che ottengono la cittadinanza svizzera per naturalizzazione rimangono sottoposti all'obbligo militare in Italia fino al 31 dicembre dell'anno in cui raggiungono l'età di 45 anni. Si tratta in particolare degli italiani naturalizzati svizzeri dopo i 18 anni di età (maggiore età per l'Italia), che hanno perso automaticamente la nazionalità italiana, come pure de- gli italiani naturalizzati individualmente prima dei 18 anni, che sono diventati doppi nazionali. Questi ultimi, secondo le infor- mazioni forniteci dalle autorità italiane, hanno la possibilità di
N 6 octobre 1989
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Interpellation Leuba
rinunciare alla nazionalità italiana e di farsi in seguito liberare dagli obblighi militari in Italia.
Gli italiani naturalizzati svizzeri che restano obbligati al servizio militare in Italia e che hanno lasciato l'Italia prima dei 17 anni, hanno la possibilità di chiedere presso il Consolato d'Italia competente una dispensa dal presentarsi alle armi in tempo di pace. Coloro che sono partiti dall'Italia dopo i 17 anni, al mo- mento in cui adempiono alle condizioni di naturalizzazione in Svizzera hanno già dovuto effettuare il loro servizio militare ob- bligatorio in Italia. Le persone domiciliate in Svizzera non hanno alcun problema, nella pratica, per regolarizzare i loro obblighi militari in Italia.
c) Il fatto che in circostanze particolari un cittadino svizzero re- sta obbligato al servizio militare in Italia anche dopo la perdita della nazionalità italiana, dal punto di vista del diritto interna- zionale è irrefutabile. In effetti la Svizzera nella sua dichiara- zione del 22 luglio 1868 relativa all'articolo 4 del Trattato di do- micilio e consolare tra la Svizzera e l'Italia, della stessa data (RS 0.142.114.541) ha riconosciuto e accettato questa situa- zione giuridica.
Conformemente alla citata dichiarazione la liberazione dal ser- vizio militare italiano (art. 4 del Trattato) non è valevole per i cit- tadini italiani naturalizzati in Svizzera. Questa dichiarazione si riferisce ai casi di perdita della cittadinanza italiana elencati nell'articolo 11 del Codice civile del Regno d'Italia del 1865.
Giusta l'articolo 12 di questo codice, la perdita della cittadi- nanza italiana non esentava «nei casi espressi nell'articolo precedente» dagli obblighi del servizio militare italiano (vedasi nota a piè di pagina in RS 0.142.114.541, pag. 8), ed entrambi gli Stati si sono esplicitamente richiamati a questo articolo 12 nella loro dichiarazione. L'articolo 11 designava nei dettagli tutte le possibilità di perdita della cittadinanza italiana. Di con- seguenza la nuova regolamentazione italiana relativa agli ob- blighi militari degli Italiani naturalizzati all'estero è tuttora ga- rantita dalla dichiarazione del 22 luglio 1868.
d) Per ciò che concerne l'eventuale stipulazione di un accordo in materia militare tra la Svizzera e l'Italia, effettivamente il co- stante aumento dei casi di doppia cittadinanza ha già sollevato tale questione. Proprio quest'anno l'Ufficio federale dell'aiu- tantura ha istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale in- caricato di esaminare il problema.
Il gruppo di lavoro esaminerà pure se la dichiarazione del 22 luglio 1868 dovrà essere abrogata, in accordo con le autorità italiane.
Präsident: Der Interpellant ist von der Antwort des Bundes- rates teilweise befriedigt.
89.374
Interpellation Leuba
Aussagen eines Beamten des Bundesamtes für Polizeiwesen
Déclaration télévisée d'un fonctionnaire de l'Office fédéral de la police
Wortlaut der Interpellation vom 8. März 1989
Im September 1988 hat die Loterie romande eine «europai- sche Serie» angeboten, die insbesondere einen Haupttreffer von einer Million Franken enthielt, den eine Vereinbarung mit der belgischen Staatslotterie ermöglicht hatte. Es handelte sich um einen Zusatztreffer, den der Käufer eines Loses aus der «europäischen Serie» der Loterie romande oder aus der entsprechenden Serie der belgischen Staatslotterie gewinnen konnte.
In der offensichtlich irrigen Annahme, es werde für diese Zie- hung irreführende Werbung betrieben, hat das welsche Fern-
sehen die «europäische Serie» zum Thema ihrer Sendung «A bon entendeur» gemacht.
Im Verlauf dieser Sendung erschien auf dem Bildschirm ein Beamter des Bundesamtes für Polizeiwesen, Herr Arnold Bolli- ger (sein Name wurde eingeblendet). Herr Bolliger sprach im Zusammenhang mit der genannten Serie der Loterie romande von der «Durchführung einer verbotenen Lotterie, Verletzung des Bundesgesetzes betreffend die Lotterien und die ge- werbsmässigen Wetten» sowie von der Anzeige, die er beim Staatsanwalt des Kantons Waadt (dem Sitzkanton der Loterie romande) einzureichen beschlosssen habe.
Im Zeitpunkt, zu dem Herr Bolliger am Fernsehen seine Erklä- rungen abgab, war der Losverkauf der Loterie romande in vol- lem Gang. Die Verantwortlichen der Lotterie wussten noch nichts von der Anzeige des Bundesamtes für Polizeiwesen. Der Direktor der Loterie de la Suisse romande erfuhr erst im Verlauf der Sendung, dass gegen seine Einrichtung Anzeige erstattet worden war.
Es ist klar, dass die Sendung «A bon entendeur» ganz allge- mein und die von einem Beamten des Bundesamtes für Poli- zeiwesen am Fernsehen abgegebenen unangebrachten Er- klärungen im besonderen der Loterie romande einen beträcht- lichen Schaden zugefügt haben. Während die «europäische Serie» in den meisten der beteiligten Länder guten Erfolg hatte, war sie für die Loterie romande ein Misserfolg. Dafür wer- den die Hilfswerke und die kulturellen Institutionen der wel- schen Schweiz büssen müssen, da der Gewinn der Loterie ro- mande an sie geht.
Wie leicht vorauszusehen war, verfügte der Untersuchungs- richter des Kantons Waadt, der die Anzeige des Bundesamtes für Polizeiwesen behandelte, die Einstellung des Verfahrens. Dessen ungeachtet bekräftigte Arnold Bolliger im Februar 1989 - in einer anderen Sendung «A bon entendeur» - seine Aussagen. Anstatt sich zu fragen, ob die vom Bundesamt für Polizeiwesen erstattete Anzeige vielleicht schlecht begründet war, beklagte er sich darüber, dass die Einstellungsverfügung nicht der Beschwerde unterlag, was ebenfalls nicht zutraf. Der Staatsanwalt des Kantons Waadt hätte nämlich, wenn er von der Berechtigung der Anzeige überzeugt gewesen wäre, ge- gen die Einstellungsverfügung Beschwerde erheben können. Zudem kündigte Arnold Bolliger an, der Bundesrat werde die Verordnung ändern, um einer höheren Gerichtsinstanz das Beschwerderecht einzuräumen.
Die Unterzeichneten stellen dem Bundesrat die folgenden Fra- gen:
Was für Vorschriften gelten für Bundesbeamte, die nicht ei- nem Dienst vorstehen, hinsichtlich des Amtsgeheimnisses, wenn sie sich im Fernsehen oder in einem andern Medium äussern?
Findet es der Bundesrat normal, dass der Direktor einer In- stitution durch am Fernsehen abgegebene Erklärungen eines Bundesbeamten erfährt, dass gegen ihn oder seine Institution Strafanzeige erstattet worden ist?
Wie lassen sich die Aussagen von Arnold Bolliger mit dem Untersuchungsgeheimnis des waadtländischen Strafverfah rens vereinbaren?
· 4. Muss ein Bundesbeamter, der öffentliche Erklärungen ab- gibt, nicht bedenken, welchen Schaden er einem Handels- betrieb zufügen kann, wenn er ihn zu Unrecht namentlich der Gesetzesverletzung oder der Durchführung einer verbotenen Lotterie bezichtigt, ohne dass eine Strafuntersuchung die Vor- würfe erhärtet hat?
Ist der Bundesrat nicht der Meinung, ein nicht angefochte ner und demzufolge rechtskräftig gewordener Justizentscheid wie die Einstellungverfügung des Untersuchungsrichters des Kantons Waadt sei auch für Staatsangestellte, einschliesslich der Beamten des Bundesamtes für Polizeiwesen, bindend? 6. Wurde Arnold Bolliger wegen seines Vorgehens gerügt? Sind gegen ihn Sanktionen ergriffen worden?
Ist der Bund bereit, die Loterie romande zu entschädigen, falls diese nachweist, dass ihr aus den Erklärungen, die Arnold Bolliger abgegeben hat, ein Schaden erwachsen ist?
Texte de l'interpellation du 8 mars 1989 En septembre 1988, la Loterie romande a mis en vente une
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Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali
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06.10.1989 - 08:00
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