Interpellation Carobbio
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N
23 juin 1989
nehmlassungsverfahren durchzuführen. Dessen Ergebnis wird massgeblich zum Entscheid über die in Zukunft zu tref- fenden Massnahmen im Asylbereich beitragen. Im heutigen Zeitpunkt steht lediglich fest, dass auf jeden Fall Vorkehren in- nerhalb der geltenden gesetzlichen Ordnung zur schnelleren Behandlung der anstehenden Gesuche und zur Durchset- zung der gefällten Entscheide getroffen werden müssen. Auf internationaler Ebene sind insbesondere die Harmonisie- rungsbestrebungen zwischen den europäischen Aufnahme- ländern zu unterstützen und entsprechende Vereinbarungen in Kraft zu setzen.
Präsident: Der Interpellant ist von der Antwort des Bundes- rates nicht befriedigt. Er beantragt Diskussion.
Abstimmung - Vote
Für den Antrag auf Diskussion Dagegen
22 Stimmen 41 Stimmen
89.308
Interpellation Carobbio Hypothekarzinssatz. Erneute Erhöhung Interpellanza Carobbio Tasso ipotecario. Nuovi aumenti Interpellation Carobbio Nouvelle hausse des taux hypothécaires
Wortlaut der Interpellation vom 31. Januar 1989
Die Schweizerische Bankgesellschaft hat beschlossen, den Hypothekarzinssatz für neue Hypotheken sofort und für alte auf den 1. Mai um ein halbes Prozent zu erhöhen; andere Ban- ken sind diesem Beschluss gefolgt. Diese Erhöhung wirft ein- mal mehr das Problem der Auswirkungen solcher Entscheide auf. Diese werden von den Banken gefällt, ohne dass eine Möglichkeit der öffentlichen Kontrolle bestünde. Das Ausmass der Erhöhung und die Schnelligkeit, mit welcher der Be- schluss gefasst wurde, befremden; desgleichen das Einge- ständnis, der angekündigten Erhöhung könnte im Herbst eine zweite folgen. Es erstaunt auch die Tatsache, dass die Initia- tive zur Erhöhung des Hypothekarzinssatzes nicht wie früher von einer im Hypothekengeschäft besonders aktiven Kanto- nalbank ausgegangen ist, sondern von einer Grossbank.
Abgesehen davon geben die Auswirkungen, die dieser Be- schluss auf die Mieten und den Lebenskostenindex haben kann, zu Besorgnis Anlass. Insbesondere könnte der Be- schluss erneute Mietzinserhöhungen verursachen, die nach den Bestimmungen der Verordnung über Massnahmen ge- gen Missbräuche im Mietwesen bis zu 7 Prozent betragen können.
Die Unterzeichneten haben von der Erklärung des Bundes- rates, wonach die Erhöhung des Hypothekarzinssatzes nicht gerechtfertigt ist, und von seiner Einladung an die Banken, Mass zu halten, Kenntnis genommen. Sie fragen den Bundes- rat:
Was meint er zum Umstand, dass eine Grossbank wie die SBG die Initiative ergriff und als erste Bank den Hypothekar- zinssatz um ein halbes Prozent erhöhte?
Wie gedenkt er, direkt oder indirekt zu intervenieren, um zu verhindern, dass die angekündigte Erhöhung des Hypothe- karzinssatzes auf die Mietpreise überwälzt wird?
Will er zu diesem Zweck nicht beispielsweise prüfen, ob die Bestimmungen der Verordnung vom 10. Juli 1972 aufgeho- ben werden könnten, wonach jedes Viertelprozent, um das der Hypothekarzinssatz erhöht wird, zu einer Mietzinserhö- hung von 3,5 Prozent berechtigt (Art. 9 Abs. 3 Bst. b)? Es gilt nämlich zu berücksichtigen, dass die Mietzinse nicht herab-
gesetzt worden sind, als der Hypothekarzins gesenkt wurde, und zudem in den letzten Jahren bereits mehrere Male erhöht worden sind.
Testo dell'interpellanza del 31 gennaio 1989
La decisione dell'Unione di Banche Svizzere, seguita poi da al- tre banche, di aumentare il tasso ipotecario dello 0,5 per cento - subito per le nuove ipoteche, dal primo maggio per le vec- chie - risolleva il problema delle conseguenze di tali decisioni prese dalle banche al di fuori di qualsiasi possibilità di con- trollo pubblico. Stupisce l'importanza dell'aumento e la sua ra- pidità, nonché l'ammissione che l'aumento annunciato po- trebbe essere seguito in autunno da un altro. Meraviglia inoltre il fatto che, a differenza di quanto avvenuto in passato, anziché da una banca cantonale specialmente attiva nel settore delle ipoteche, l'iniziativa di aumentare il tasso ipotecario venga da una delle grandi banche.
Ma a parte questo, preoccupano le possibili conseguenze della decisione sugli affitti e sull'indice del costo della vita. In particolare la decisione potrebbe provocare nuovi aumenti di affitto, fino al 7 per cento in base alle disposizioni in vigore del- l'Ordinanza sulle misure contro gli abusi nel settore locativo. I sottoscritti, preso atto della dichiarazione del Consiglio fede- rale secondo la quale l'aumento del tasso ipotecario sarebbe ingiustificato e dell'invito alle banche alla moderazione, chie- dono:
Come giudica il Consiglio federale il fatto che sia una grande banca come l'UBS a prendere l'iniziativa di aumentare per prima il tasso ipotecario dello 0,5 per cento?
Come, concretamente, ritiene di intervenire, direttamente o indirettamente, per ottenere che l'annunciato aumento del tasso ipotecario non si ripercuota sugli affitti?
Se non pensa a questo scopo, ad esempio, di esaminare la possibilità di sospendere le disposizioni dell'ordinanza che permettono per ogni quarto di aumento del tasso ipotecario di aumentare del 3,5 per cento gli affitti (art. 9, cpv. 3, lett. b del- l'Ordinanza del 10.7.1972). Questo in considerazione del fatto che gli affitti non sono diminuiti quando il tasso ipotecario è di- minuito e del fatto che in questi anni le pigioni hanno già subito diversi rialzi.
Cosa intende fare per evitare in autunno altri aumenti del tasso ipotecario?
Texte de l'interpellation du 31 janvier 1989
La décision de l'Union de Banques Suisses, imitée ensuite par d'autres établissements, de majorer de 0,5 pour cent les taux hypothécaires - avec effet immédiat pour les nouvelles hy- pothèques, à partir du premier mai pour les anciennes - soulève à nouveau le problème des conséquences qu'entraî- nent de telles décisions, prises par les banques sans aucune possibilité de contrôle pour les pouvoirs publics. On s'étonne de l'importance de l'augmentation et de la rapidité avec la- quelle elle a été décidée, et l'on craint que la majoration an- noncée ne soit suivie d'une autre en automne. Il est d'autre part curieux de constater qu'à la différence de ce qui s'est passé précédemment, l'initiative en question vient non pas d'une banque cantonale particulièrement active dans ce sec- teur, mais de l'une des grandes banques.
De plus, les effets possibles de la décision sur les loyers et l'in- dice du coût de la vie sont une source de préoccupations. Cela pourrait se traduire par de nouvelles augmentations de loyer, jusqu'à 7 pour cent selon les dispositions en vigueur de l'or- donnance concernant des mesures contre les abus dans le secteur locatif.
Ayant pris acte de la déclaration du Conseil fédéral selon la- quelle l'augmentation des taux hypothécaires serait injustifiée et de l'invitation à la modération adressée aux banques, les soussignés posent les questions suivantes:
Que pense le Conseil fédéral du fait que ce soit une grande banque comme l'UBS qui ait pris l'initiative d'augmenter la première les taux hypothécaires de 0,5 pour cent?
Comment a-t-il l'intention d'intervenir, directement ou indi-
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Interpellation Brügger
rectement, pour obtenir que cette augmentation ne se réper- cute pas sur les loyers?
N'estime-t-il pas qu'il serait bien, par exemple, d'examiner la possibilité de suspendre les dispositions de l'ordonnance qui permettent de majorer les loyers de 3,5 pour cent chaque fois que les taux hypothécaires augmentent d'un quart pour cent (art. 9, 3e al., let. b, de l'ordonnance du 10.7.1972)? Cela compte tenu du fait que les loyers n'ont pas baissé lorsque les taux hypothécaires ont diminué et que, ces dernières années, ils ont déjà subi diverses hausses.
Qu'entend-il faire pour éviter d'autres augmentations des taux hypothécaires en automne?
Mitunterzeichner - Cofirmatore - Cosignataire: Leuenberger Moritz (1)
Schriftliche Begründung - Motivazione scritta - Développement par écrit
L'autore rinunzia alla motivazione e desidera una risposta scritta.
Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates vom 27. Februar 1989 Risposta scritta del Consiglio federale del 27 febbraio 1989
Rapport écrit du Conseil fédéral du 27 février 1989
Le banche decidono la loro politica ipotecaria secondo il pro- prio apprezzamento e ne assumono personalmente la respon- sabilità. Quando l'Unione di Banche Svizzere - il maggior cre- ditore ipotecario del Paese - ha deciso di aumentare di mezzo punto il tasso ipotecario, gli altri istituti di credito ipotecario non erano costretti a fare altrettanto: Il fatto che in definitiva essi ne abbiano seguito l'esempio sta a dimostrare l'esistenza di una certa intesa sul mercato ipotecario svizzero. Potrebbe trattarsi in parte di convenzioni regionali (cartelli degli interessi ipote- cari) e in parte di accordi taciti in vista di un comportamento comune: esaminare se in entrambi i casi siamo di fronte a si- tuazioni che sottostanno alla legislazione sui cartelli. Il recente rialzo dei tassi d'interesse ipotecario ha mostrato in ogni caso che le leggi del mercato non hanno potuto funzionare piena- mente in mancanza di una maggiore concorrenza nell'ambito del mercato ipotecario.
E' noto che la Commissione dei cartelli sta terminando un rap- porto sulle condizioni di concorrenza nel settore bancario sviz- zero. Il rapporto tratta gli accordi a livello nazionale, accordi che tuttavia non contemplano gli interessi ipotecari. Dopo la pubblicazione del precitato rapporto, la Commissione dei car- telli ha l'intenzione di avviare un'inchiesta sugli accordi regio- nali tra le banche che disciplinano tra l'altro il problema degli interessi ipotecari. Inoltre, il nostro Collegio esamina la possi- bilità di sottoporre gli interessi del credito alla sorveglianza dei prezzi. In questa ipotesi, l'Ufficio di sorveglianza dei prezzi po- trebbe intervenire qualora la Commissione dei cartelli non po- tesse evitare eventuali accordi sugli interessi ipotecari me- diante una terapia volta a combatterne le cause.
Per quanto concerne la traslazione degli aumenti degli inte- ressi ipotecari nelle pigioni, le autorità politiche non dispon- gono di possibilità di intervento diretto. Giusta il decreto fede- rale concernente provvedimenti contro gli abusi in materia di locazione e la relativa ordinanza, in caso di aumento o di dimi- nuzione della pigione l'inquilino può farne esaminare il carat- tere abusivo da parte dell'ufficio di conciliazione. L'esame da parte dell'ufficio di conciliazione e dei tribunali non dovrebbe essere esteso a precedenti traslazioni di diminuzioni del tasso dell'interesse ipotecario. L'abrogazione della disposizione dell'articolo 9 capoverso 3 lettera b (RS 221.213.11) avrebbe lo svantaggio di sopprimere un chiaro criterio di valutazione che ha svolto finora la funzione di limite superiore per gli au- menti della pigione. Non è però da escludere che in periodi di tensione sul mercato dell'alloggio questo possa ripercuotersi favorevolmente per l'inquilino.
Da quanto precede risulta che in caso di ulteriori movimenti di rialzo dell'interesse ipotecario il nostro Collegio non potrà uni- camente far valere motivi etici presso i responsabili delle ban- che. Conformemente alla legge sui cartelli, il Dipartimento fe-
derale dell'ecconomia pubblica può autorizzare la Commis- sione dei cartelli a svolgere inchieste nel settore degli accordi bancari regionali e a constatare eventuali ripercussioni econo- miche e sociali nefaste da parte dei cartelli o di organizzazioni analoghe. In tal modo si dovrebbero poter introdurre in questo settore i principi dell'economia di mercato. D'altra parte, il no- stro Collegio è convinto che la politica monetaria restrittiva della Banca nazionale allenterà l'evoluzione dell'inflazione e della domanda di terreno. Vi sono così migliori presupposti per un capovolgimento dell'evoluzione degli interessi.
Präsident: Der Interpellant ist von der Antwort des Bundes- rates nicht befriedigt. Er beantragt Diskussion.
Abstimmung - Vote
Für den Antrag auf Diskussion Dagegen
46 Stimmen 55 Stimmen
88.751
Interpellation Brügger Bericht der CIM-Expertengruppe Rapport du groupe d'experts CIM
Wortlaut der Interpellation vom 5. Oktober 1988
Aus dem Bericht der CIM-Expertengruppe des Bundesamtes für Konjunkturfragen geht deutlich hervor, dass die schweize- rische Industrie Gefahr läuft, von den modernen Produktions- methoden der computerintegrierten Fertigung überrollt zu werden.
Wie immer in solchen Fällen besteht die Gefahr übereilten Handelns, womit sehr oft das Ziel verfehlt wird. Der vorgelegte Bericht ist zwar ein gutes Grundlagenpapier, worauf sich eini- ges aufbauen lässt. Einige Fragen bleiben trotzdem offen oder wurden zum Teil überhaupt nicht angegangen. So wurden etwa die Fragen, welche Auswirkungen die neuen Produkti- onsmethoden auf die Arbeitswelt haben, praktisch ausgelas- sen. Dabei sind mit der Einführung der CIM gewaltige Verän- derungen am Arbeitsplatz verbunden, die auch unweigerlich einen grundlegenden Einfluss auf den arbeitenden Menschen haben werden. Beim heutigen Stand der Dinge drängen sich etliche Fragen auf, und ich bitte den Bundesrat, zu nachfol- genden Punkten Stellung zu beziehen:
Mit der Einführung von CIM ist ein offensichtliches Defizit an qualifizierten Mitarbeitern prognostiziert. Was wurde bereits vorgekehrt, um die Inhalte der Ausbildungsprogramme an den öffentlichen Berufsbildungsinstitutionen auf die neuen Bedürfnisse auszurichten?
Mit der geltenden Ausländerregelung wird die Anstellung ausländischer Fachleute erschwert. Wäre es nicht ange- bracht, gewisse Erleichterungen vorzusehen, damit auch hochqualifiziertes ausländisches Fachpersonal berücksich- tigt werden könnte? In welchem Ausmass und in welcher Art könnte eine Lockerung der Bestimmungen in Frage kommen? 3. Es ist die Rede von sogenannten CIM-Labors und CIM-Pilot- fabriken, die in enger Zusammenarbeit mit Industrie, Universi- tät und technischen Schulen die neuen Produktionsmethoden erforschen und anwenden sollen. Wäre für solche Anlagen eine dezentrale Standortberücksichtigung nicht von besonde- rer Bedeutung? Wie können nebst den beiden Eidgenössi- schen Technischen Hochschulen auch die Höheren Techni- schen Lehranstalten und die allgemeinen Hochschulen in den Auftrag eingebunden werden?
Die Gesamtkosten des Aktionsprogrammes werden auf 170 Millionen Franken geschätzt, wovon 100 Millionen Fran- ken vom Bund zu leisten sind. Das ist für die 6-jährige Laufzeit ein durchschnittlicher Jahresaufwand von 17 Millionen Fran-
Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali
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1989
Année
Anno
Band
III
Volume
Volume
Session
Sommersession
Session
Session d'été
Sessione
Sessione estiva
Rat
Nationalrat
Conseil
Conseil national
Consiglio
Consiglio nazionale
Sitzung
16
Séance
Seduta
Geschäftsnummer 89.308
Numéro d'objet
Numero dell'oggetto
Datum 23.06.1989 - 08:00
Date
Data
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1210-1211
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