Interpellation Cotti Gianfranco
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a. Erhaltung wesentlicher ökologischer Abläufe und Lebensgrundlagen, von denen die Qualität des Lebens und der wirtschaftliche Fortschritt der Menschheit abhängen;
b. Erhaltung der genetischen Vielfalt;
c. Sicherstellen der dauerhaften Nutzung von Arten und Ökosystemen, die die Lebensgrundlage für Millionen ländli- cher Gemeinden wie auch für bedeutende Industrien bilden.
Die Internationale Walfangkommission (IWC) hat als ausfüh- rendes Organ des Übereinkommens die Jagd auf die beson- ders gefährdeten Arten (z. B. auf Blauwal, Glattwal, Buckel- wal, Grönlandwal, Porttwal) völlig untersagt oder lässt sie nur noch in äusserst beschränktem Umfang zu, wenn es sich darum handelt, Völkern wie zum Beispiel den Eskimos ein wichtiges Element ihrer kulturellen und wirtschaftlichen Lebensgrundlage zu erhalten.
Einzelne Walarten kommen nach wie vor in grösserer Zahl vor. Eine kontrollierte Nutzung dieser Arten ist mit den Prinzipien der Weltstrategie für die Erhaltung der Natur vereinbar. Indessen ist feststellbar, dass die Walfangindu- strie insgesamt einem Schrumpfungsprozess unterworfen ist, der in absehbarer Zeit ein Ende der industriellen Ausbeu- tung der Walbestände erwarten lassen kann und damit schliesslich auch dem Wunsch vieler Menschen nach einem vollständigen Schutz der Wale gerecht würde.
In den letzten Jahren hat denn auch die Internationale Walfangkommission bei den relativ häufig vorkommenden Arten eine immer restriktivere Haltung eingenommen. An ihrer 36. Jahrestagung in Buenos Aires vom 18. bis 22. Juni 1984 reduzierte sie die Fangquoten aller Walarten für die nächste Saison um fast 29 Prozent, jene des am häufigsten genutzten Wales, des Zwergwales (mit einem Anteil von fast 70 Prozent an den Fangquoten der laufenden Saison) sogar um 36,5 Prozent.
Die Schweiz hat sich stets für eine kontinuierliche Reduk- tion der Fangquoten auch für die weniger gefährdeten Wal- arten eingesetzt. Sie will damit auf einen sukzessiven Abbau der Fangflotten und einen gänzlichen Verzicht auf den Wal- fang hinwirken. Der Bundesrat hält dieses Vorgehen für erfolgversprechender als das Aufstellen von Maximalforde- rungen, deren Wirkung sich die betroffenen Nationen letzt- lich durch das Einlegen von Vorbehalten oder gar durch die Kündigung des Staatsvertrages entziehen.
Le président. L'interpellateur est partiellement satisfait de la réponse du Conseil fédéral.
84.428 Interpellation Cotti Gianfranco
Fernseh-«Sportkanal» und Empfang des Tessiner Programms Canale sportivo. Black out della RTSI nella Svizzera interna
Retransmissions sportives à la TV et réception du programme tessinois
Wortlaut der Interpellation vom 4. Juni 1984
Seit das Schweizer Fernsehen die sogenannte «Sportkette» eingeführt hat, kann das Programm des Fernsehens der italienischen Schweiz in der Deutsch- und in der Welsch- schweiz zeitweise nicht mehr empfangen werden. Dies hat bei den in der deutschen und französischen Schweiz woh- nenden Tessinern (und italienischsprachigen Personen ganz allgemein - ungefähr 500000) beträchtliche Unzufrie- denheit und Verärgerung hervorgerufen, die zu zahlreichen Protesten geführt haben und denen auch der Zentralvor- stand der Pro Ticino Ausdruck verliehen hat.
Die Tessiner Deputation der eidgenössischen Räte hat bei der Generaldirektion der Schweizerischen Radio- und Fern- sehgesellschaft sofort interveniert und aus grundsätzlichen Erwägungen eindringlich verlangt, dass der Empfangsbe- reich für die Programme des Fernsehens der italienischen Schweiz aufrechterhalten wird. In ihrer Antwort erklärt die Generaldirektion der SRG, sie sei sich der politischen Bedeutung der Frage bewusst und wolle dem Anliegen der Deputation Rechnung tragen, allerdings erst bei der Aus- wertung des Versuchs.
Ich ersuche den Bundesrat zu bekräftigen, dass die Notwen- digkeit, den Empfangsbereich für die. Programme des Fern- sehens der italienischen Schweiz im ganzen Land ab sofort unangetastet zu lassen, rein politischer Natur im Sinne der Konzession ist.
Testo della interpellazione del 4 giugno 1984
Da quando la televisione svizzera propone il cosiddetto «canale sportivo» occultando nella Svizzera interna il pro- gramma della Televisione della Svizzera italiana, fra gli emi- grati ticinesi residenti nella Svizzera tedesca e francese (e gli italofoni in generale - circa 500000 persone), si è venuto a creare un notevole malcontento e disagio che è stato espresso in molte proteste e di cui si è fatto interprete anche il Comitato centrale della Pro Ticino.
La deputazione ticinese alle Camere federali è tempestiva- mente intervenuta presso la Direzione generale della Società Svizzera di Radiotelevisione chiedendo insistente- mente, per motivi di principio, che lo spazio di recizione dei programmi della Televisione della Svizzera italiana sia man- tenuto. Nella risposta la Direzione generale della SSR dichiara si di essere cosciente della rilevanza politica della questione e di voler tenere conto della preoccupazione della deputazione, ma soltanto nell'ambito della valutazione delle esperienze.
Chiedo al Consiglio federale di confermare la natura pretta- mente politica, nel senso della concessione, della necessità di mantenere intatto, senza remora, lo spazio di ricezione dei programmi della Televisione della Svizzera italiana in tutto il Paese.
Texte de l'interpellation du 4 juin 1984
Depuis que la télévision de notre pays propose le canal dit «sportif», qui rejette dans l'ombre, en Suisse centrale, le programme de télévision de la Suisse italienne, un certain malaise et un mécontentement considérable sont apparus parmi les émigrants tessinois résidant en Suisse alémanique et en Suisse française (ainsi que parmi les italophones en général - environ 500000 personnes): cela s'est traduit par
183-N
5 octobre 1984
N
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Interpellation Cotti Gianfranco
un grand nombre de protestations dont même le comité central de la Pro Ticino s'est fait l'écho.
La députation tessinoise aux Chambres fédérales est inter- venue en temps opportun auprès de la Direction générale de la Société suisse de radiodiffusion et télévision afin de demander avec insistance et pour des raisons de principe que l'aire de réception des programmes de la télévision de la Suisse italienne soit maintenue. Dans sa réponse, la Direc- tion générale de la SSR déclare connaître l'importance politique de la question et vouloir tenir compte des préoccu- pations des députés, mais seulement à titre d'évaluation de l'expérience.
Je prie le Conseil fédéral de confirmer la nature purement politique, au sens de la concession de la nécessité de maintenir intacte et sans délai l'aire de réception des pro- grammes de la télévision de la Suisse italienne dans tout le pays.
Mitunterzeichner - Cofirmatari - Cosignataires:
Carobbio, Christinat, Cotti Flavio, Giudici, Grassi, Pini, Rob- biani, Salvioni (8)
Schriftliche Begründung
Motivazione scritta - Développement par écrit
Il canale sportivo porta notevole nocumento alle minoranze residenti nella Svizzera interna. Il problema non è di tipo tecnico o gestionale, ma di portata politica generale. Se infatti da un lato si possono capire le richieste di numerosi teleabbonati per ottenere servizi sportivi puntuali ed aggior- nati, dall'altro non è facile accettare che questo servizio in favore di un gruppo linguistico comporti una mutilazione dei programmi destinati a una minoranza. Interessi culturali e di tipo integrazionale della somma importanza non possono essere ignorati. Né si può parlare di turbamento alle abitu- dini di minoranze: è questo un modo assai riduttivo di guardare al problema.
Alla SSR è assegnato il compito di diffondere informazioni e cultura e di intrattenere nelle quattro lingue nazionali. Essa deve, nell'esecuzione di questo mandato, raggiungere quanti più telespettatori possibili e in tal senso, lo si deve riconoscere, è stato profuso un grosso impegno tecnico per raggiungere anche i luoghi di difficile ricezione. Con questa politica mal si concilia un atto che occulta un programma televisivo a diverse centinaia di migliaia di interessati.
La politica del Consiglio federale è descritta dettagliata- mente nel messaggio concernente l'articolo costituzionale sulla radiotelevisione del 1º giugno 1981. Vi si afferma che la nozione di libertà in materia di radio e di televisione è comprensiva anche del diritto del pubblico di ricevere tutte le produzioni emesse liberamente in Svizzera e all'estero. E più avanti si afferma la rilevante importanza della radio e della televisione nel processo di formazione dell'opinione pubblica: un eccellente mezzo di comunicazione sociale (come rileva il Tribunale federale). Ancora nello stesso mes- saggio è affermato il diritto del pubblico a una informazione diversificata ed esaustiva. Ora si può ben dire che l'occulta- mento del canale della RTSI è atto contrario alla politica generale che in materia il Consiglio federale propone. L'esperimento in corso infatti sottrae a lungo a buona parte di pubblico programmi di portata generale, di tipo politico, culturale, scientifico, ricreativo e informativo, a vantaggio di un solo tipo di informazione.
Non deve indurre in errore il fatto che la SSR parli di un esperimento in corso. Ciò facendo la SSR prende in seria considerazione una soluzione che, in quanto prescinde dai diritti sacrosanti di una grossa parte dei cittadini, non può nemmeno entrare in linea di conto.
In queste condizioni non appare né auspicabile, né utile che un gruppo di lavoro interregionale si occupi del problema. Il discorso è di tipo politico generale. L'autorità politica, quindi il Consiglio federale in primo luogo, non può evitare di pronunciarsi sul problema e di emanare le relative diret- tive.
Tutta la Svizzera italiana, e non soltanto il Ticino, non può
accettare una mutilazione dei programmi di lingua italiana a favore di un arricchimento dell'offerta ai teleutenti di lingua tedesca e francese, specie quando questa offerta può essere formulata diversamente.
È di questi giorni la notizia che la nuova Autorità indipen- dente di esame dei ricorsi in materia di radio-televisione non considera illegale l'occultamento di un programma normale in favore di un programma sportivo. A detta della stampa l'Autorità di ricorso si è però limitata a decidere del diritto dell'abbonato alla trasmissione (probabilmente intesa come ricezione) dei tre programmi svizzeri. A prescindere dalla fondatezza della decisione, su cui ci si potrebbe pronun- ciare solo dopo aver preso conoscenza delle motivazioni, va sin d'ora rilevato che essa commissione non può sostituirsi all'autorità politica, ma deve limitarsi ad applicare il diritto vigente. E probabilmente si è limitata a giudicare dei diritti dell'utente nell'ambito del contratto di abbonamento con la SSR. La decisione dell'Autorità di ricorso lascia quindi aperto il discorso politico, lo propone anzi con maggiore urgenza.
Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates vom 12. September 1984
Risposta scritta del Consiglio federale del 12 settembre 1984 Rapport écrit du Conseil fédéral du 12 septembre 1984
Il problema non è limitato al programma ticinese, ma con- cerne tutti e tre i programmi televisivi diffusi nelle regioni linguistiche del nostro Paese. Occorre riconoscere, tuttavia, che esso interessa più da vicino i programmi di lingua italiana.
Grazie alle catene di emittenti televisive delle PTT, la SSR è in grado di diffondere tre programmi in ogni regione lingui- stica. Generalmente si tratta dei programmi televisivi della Svizzera tedesca, romanda e italiana.
In occasione di manifestazioni che si estendono nel tempo e che suscitano l'interesse di una parte importante della popo- lazione, la trasmissione di questi stessi avvenimenti si fa sui tre canali contemporaneamente: se ciò può soddisfare gli sportivi, irrita quella parte del pubblico non interessata a questo genere di manifestazioni e che si vede privata del programma normale.
Durante i campionati mondiali di calcio del 1982, la SSR ha proceduto, per ogni regione linguistica, alla sostituzione del programma della TSI con un programma sportivo commen- tato nella lingua della regione di ricezione. Lo stesso è avvenuto in occasione dei giochi olimpici invernali del 1984 e dei campionati europei di calcio del 1984: in questo caso il canale sacrificato è stato, in rotazione, uno dei tre canali nazionali.
Dai sondaggi eseguiti nel 1982, risulta che la metà degli interrogati (1651 in tutta la Svizzera) è favorevole a questa formula e pronta ad accettarne l'estensione anche a pro- grammi non sportivi; il 15% è indifferente, il 9% potrebbe senz'altro rinunciarvi, il 24% non ha voluto esprimersi, e solo il 4% ha espresso parere decisamente contrario. Il 75% degli interrogati ritiene che il canale sportivo non comporta disagi particolari, l'11% sostiene, al contraio, che ad esso sono legati un certo numero di svantaggi, quali:
l'abolizione di un programma in una delle lingue nazio- nali,
i conflitti familiari che nascono al momento di scegliere i programmi.
Le reazioni sono abbastanza simili nelle tre regioni lingui- stiche.
Il canale sportivo, così creato, non implica per la SSR né spese per l'acquisto di diritti supplementari, né sforzi impor- tanti di produzione. Vengono inoltre evitate le spese, assai elevate, legate alla creazione di un nuovo canale.
L'Autorità indipendente di ricorso, pronunciatasi recente- mente su questo problema, non ha ritenuto che la SSR abbia violato la concessione. Nello stesso tempo, essa ha riconosciuto la natura prevalentemente politica del pro- blema stesso.
Il Consiglio federale riconosce la gravità del problema solle-
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Interpellation Keller
vato. In maniera generale, esula dalle sue competenze occu- parsi dei programmi della SSR, essendo quest'ultima una società concessionaria indipendente. Il Consiglio federale può intervenire solo in presenza di violazione della conces- sione. Nel caso in esame, ciò non si è verificato. Il Consiglio federale constata tuttavia la presenza di due esigenze impor- tanti, tra loro contradditorie.
Da un lato, esiste un interesse assai forte per un programma sportivo commentato nella lingua della regione di ricezione: nello stesso tempo, vogliono monopolizzare i tre canali televisivi per le trasmissioni sportive. D'altro lato, esistono le esigenze di minoranze particolarmente sensibili. Per i tele- spettatori di lingua francese ed italiana residenti nella Sviz- zera tedesca, e per quelli di lingua tedesca e francese abitanti la Svizzera italiana, la ricezione dei programmi TV nella propria lingua è di importanza fondamentale per la difesa della loro identità culturale e dei loro legami con la regione d'origine.
La SSR ha dovuto scegliere sotto la spinta di queste esi- genze contraddittorie, e nel quadro delle limitazioni imposte dalla disponibilità di tre soli canali. La situazione potrebbe essere migliorata solo disponendo di un quarto canale, la cui realizzazione tuttavia comporta grossi oneri finanziari. Essa ha trovato una soluzione di compromesso decidendo di trasmettere le manifestazioni sportive di grande impor- tanza su uno dei canali nazionali. Il tempo così occupato è minimo, se paragonato al tempo di trasmissione globale nel corso dell'anno.
Secondo il giudizio del Consiglio federale, la soluzione trovata dalla SSR, senza essere perfetta, può essere tuttavia accettata dalla maggioranza dei telespettatori, soprattutto se confrontata alla situazione precedente (quando, cioè, le trasmissioni sportivi avvenivano contemporaneamente sui tre canali nazionali con grave disagio dei telespettatori non sportivi).
Il Consiglio federale vuole tuttavia precisare che, a suo parere, una tale soluzione è possibile e accettabile solo alla condizione che il tempo occupato dalle trasmissioni spor- tive su uno dei tre canali nazionali sia modesto, e che queste trasmissioni si riferiscano a manifestazioni di grande inte- resse per il pubblico.
Le président: L'interpellateur n'est pas satisfait de la réponse du Conseil fédéral.
84.442 Interpellation Keller Fernsehen DRS. Dezentralisierung Télévision suisse alémanique. Décentralisation
Wortlaut der Interpellation vom 7. Juni 1984
Die Programmgestaltung des Fernsehens DRS weist, vor allem im Bereich der Inlandberichterstattung, einen starken Bezug auf die Standortregion Zürich auf. In anderen für die Meinungsbildung : wichtigen Regionen der deutschen Schweiz (Bern, Basel, Innerschweiz, Ostschweiz) schafft das immer wieder Unbehagen. Das Fernsehen der welschen Schweiz verfügt über eigentliche regionale Fernsehequipen, was sich positiv auswirkt.
Ist der Bundesrat bereit, sich als Aufsichtsbehörde und Konzessionsgeber für eine vermehrte Dezentralisierung des Fernsehens DRS nach folgender Richtung einzusetzen?
Kurzfristig: Personelle Verstärkung der Bundeshausre- daktion und Verbesserung ihres Status in dem Sinne, dass sie direkt dem Programmdirektor DRS unterstellt wird;
Mittelfristig: Bildung von drei oder mehr gleichgewichti- gen und gleichberechtigten Regionalstudios des Fernse-
hens DRS, gleich wie beim Radio, wobei jedem Fernsehstu- dio ein Bereich schwerpunktmässig zuzuweisen ist.
Texte de l'interpellation du 7 juin 1984
Les programmes de la télévision suisse alémanique, et notamment les bulletins nationaux d'information, accordent une large place à la région zurichoise, ce qui provoque toujours un malaise dans d'autres régions de Suisse aléma- nique (Berne, Bâle, Suisse centrale et orientale) importantes pour la formation de l'opinion. La télévision romande, en revanche, dispose d'équipes régionales, ce qui est ressenti positivement.
En sa qualité d'autorité de surveillance, compétente pour l'octroi de la concession SSR, le Conseil fédéral est-il prêt à s'employer à assurer une décentralisation plus poussée de la télévision alémanique en recourant aux mesures sui- vantes?
A court terme: accroître le nombre des rédacteurs accré- dités au Palais fédéral et améliorer leur statut en subordon- nant directement cette rédaction au directeur des pro- grammes de la télévision suisse alémanique;
A moyen terme: constituer, comme c'est le cas pour la radio, au moins trois studios régionaux de la télévision suisse alémanique, d'importance équivalente et jouissant du même statut, chacun étant plus particulièrement chargé d'un secteur précis.
Mitunterzeichner - Cosignataires: Blunschy, Cantieni, Columberg, Dirren, Fehr, Feigenwinter, Fischer-Hägglingen, Frei-Romanshorn, Günter, Hari, Hess, Hofmann, Kühne, Martignoni, Müller-Wiliberg, Nussbaumer, Ogi, Rüttimann, Schmidhalter, Schnider-Luzern, Segmüller, Stamm Judith, Steinegger, Weber Leo, Wellauer, Wick, Ziegler (27)
Schriftliche Begründung - Développement par écrit
Die Gesamtleitung des Fernsehens DRS, inklusive der regio- nalen Aussenstellen und des Bundeshausstudios, liegt bei den zuständigen hierarchischen Instanzen im Studio Leut- schenbach in Zürich. Seit Jahren wird dem Fernsehen DRS in allen Bereichen (Inlandaktualitäten und Inlandinforma- tion, Kultur und Gesellschaft, Unterhaltung und Sport) eine ausgeprägte «Züri»-Zentrierung und -Perspektive in der Pro- grammgestaltung vorgeworfen. Diese Problematik hat man auch beim Fernsehen DRS erkannt und ihr mit der Einrich- tung von regionalen Programmstellen zu begegnen ver- sucht. Allerdings bestimmt man nach wie vor von Zürich aus, wann was wie lange und mit welcher Gewichtung gesendet wird. Dabei wird die Stadt und die Agglomeration Zürich in einem Masse bevorzugt behandelt, welches weit über ihren Stellenwert in der Region DRS hinausgeht. So findet etwa eidgenössische Politik schwergewichtig in Bern und nicht in Zürich statt.
Die Konzentration der jeweiligen redaktionellen und infra- strukturellen Mittel auf einen Ort pro Sprachregion war seinerzeit die logische Folge der relativ hohen Investitionen für die technischen Infrastrukturen. Die neuen technischen Möglichkeiten der Fernsehaufzeichnung relativieren allerdings dieses Argument für die örtliche Konzentration in hohem Masse. Elektronische Bildaufzeichnungen (ENG) und Bildübermittlung verschaffen dem Medium Fernsehen hohe Flexibilität und Mobilität, besonders in jenen Berei- chen, die nicht von technisch aufwendigen und grossen Studios abhängig sind. Aus diesen Gründen liesse sich eine Dezentralisierung des Fernsehens DRS nach Bereichen auf verschiedene Standorte zum heutigen Zeitpunkt realisieren und verantworten. Dabei könnte analog zum Konzept von Radio DRS vorgegangen werden.
Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali
Interpellation Cotti Gianfranco Fernseh-«Sportkanal» und Empfang des Tessiner Programms
Interpellation Cotti Canale sportivo. Black out della RTSI nella Svizzera interna Retransmissions sportives à la TV et réception du programme tessinois
In
Dans
In
Amtliches Bulletin der Bundesversammlung Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale
Jahr
1984
Année
Anno
Band
IV
Volume
Volume
Session
Herbstsession
Session
Session d'automne
Sessione
Sessione autunnale
Rat
Nationalrat
Conseil
Conseil national
Consiglio
Consiglio nazionale
Sitzung
15
Séance
Seduta
Geschäftsnummer 84.428
Numéro d'objet
Numero dell'oggetto
Datum 05.10.1984 - 08:00
Date
Data
Seite
1447-1449
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Pagina
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20 012 788
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