Verwaltungsbehörden 21.03.1984 82.405
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Motion (Bacciarini)-Pini
werden vor allem dem Berggebiet eine spürbare Entlastung bringen.
Zur Frage 3: Die Revision der eidgenössischen Forstgesetz- gebung ist für die laufende Legislaturperiode geplant. Die Subventionsnormen - auch jene für die Aufforstungen und Lawinenverbauungen - werden in diesem Rahmen über- prüft.
Zur Frage 4: Aus dem Reinertrag des Treibstoffzolles sollen in Zukunft auch Mittel für die Finanzierung von Schutzbau- ten zugunsten von Strassen zur Verfügung stehen. Die entsprechende Vorlage ist vom Bundesrat soeben zuhanden der eidgenössischen Räte verabschiedet worden. Vor ihrer Inkraftsetzung, frühestens am 1. Januar 1987, können aber zur Finanzierung von Schutzbauten an Strassen keine Treib- stoffzollmittel freigegeben werden.
Zur letzten Frage 5: Das Bundesamt für Forstwesen, das mit der Prüfung der Lawinenverbauungsprojekte betraut ist, bemüht sich um eine rasche und zweckmässige Behand- lung der Projektgesuche. In dringenden Fällen werden unter Vorbehalt der Projektgenehmigung vorzeitige Baubewilli- gungen erteilt, sofern es die zeitlichen Verhältnisse verlan- gen. Die aufgrund der aussergewöhnlichen Lawinensitua- tion 1984 dringenden Projekte werden auf diese Art und Weise behandelt.
Columberg: Ich danke Ihnen, Herr Bundesrat Egli, und dem gesamten Bundesrat, für die Anteilnahme und für die Zusi- cherungen. Mit der Beantwortung der Fragen 1, 3 und 5 bin ich sehr zufrieden, mit der Beantwortung der Fragen 2 und 4 teilweise.
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Mozione (Bacciarini)-Pini Italienisch als obligatorisches Maturitätsfach Enseignement obligatoire de l'italien pour la maturité L'italiano materia obbligatoria di maturità
Wortlaut der Motion vom 10. Juni 1982
Der Bundesrat wird eingeladen, durch eine Änderung der Maturitäts-Anerkennungsverordnung (MAV) Italienisch für alle Schweizer Gymnasiasten als Pflichtfach einzuführen.
Texte de la motion du 10 juin 1982
Le Conseil fédéral est invité à modifier l'ORM de telle sorte que l'italien devienne une langue obligatoire dans tous les gymnases suisses.
Testo della mozione del 10 giugno 1982
Il Consiglio federale è invitato a modificare l'ORM in modo da introdurre l'italiano quale lingua obbligatoria per tutti i liceali svizzeri.
Mitunterzeichner - Cosignataires - Cofirmatari: Akeret, Aubry, Barchi, Brélaz, Carobbio, Cevey, Christinat, Colum- berg, Cotti Gianfranco, Delamuraz, Eng, Girard, Gloor, Gün- ter, Jelmini, Kohler Raoul, Loetscher, Meier Kaspar, Morel, Muheim, Nauer, Petitpierre, Pini, Ribi, Robbiani, Schmid, Vannay, Wyss (28)
Schriftliche Begründung - Développement par écrit Motivazione scritta
Nella sua risposta alla mia interpellanza 81.482 del 29 set- tembre 1981, il Consiglio federale afferma:
«La questione se l'italiano debba esser dichiarato materia obbligatoria per tutti gli studenti dei licei svizzeri è già stata
discussa più volte in passato, segnatamente quando venne introdotta la maturità D (lingue moderne).
L'idea ha sempre incontrato forte opposizione negli ambienti interessati, non da ultimo a causa dell'indiscussa preminenza dell'inglese nella vita odierna. La fondatezza delle esigenze dell'italianità è stata tuttavia riconosciuta in quanto tutte le scuole che portano al conseguimento di una maturità B, C ed E debbono fornire un insegnamento d'ita- liano come materia opzionale o facoltativa, mentre le scuole che hanno un programma di maturità del tipo D debbono offrire pari possibilità di studiare l'italiano o l'inglese.
Sia infine ricordato che, secondo quanto risulta da un'in- chiesta condotta dal Centro svizzero di documentazione nel settore dell'insegnamento e dell'educazione, le scuole nor- mali offrono oggi maggiori possibilità che non in passato di studiare l'italiano.
La riforma dei nostri licei è oggetto presentemente di ampie discussioni, e si parla pure di una revisione dell'Ordinanza federale sul riconoscimento dei certificati di maturità. Il riesame di tale ordinanza comprenderà anche quello dello spazio riservato alla lingua italiana.»
Due affermazioni di questa risposta mi preme sottolineare e riprendere:
il riconoscimento della fondatezza dell'esigenza dell'ita- lianità;
l'opposizione determinata dall'indiscussa preminenza della lingua inglese nella vita odierna.
Per quanto concerne l'esigenza riconosciuta della tutela dell'italianità, ribadisco qui il concetto già sviluppato nella mia interpellanza dell'assoluta necessità, nello spirito fede- ralistico e costituzionale, di usare tutti i mezzi idonei a permettere la diffusione dell'italiano in tutta la Svizzera. Molti argomenti potrebbero essere portati a sostegno di questa tesi. Mi limiterò ad accennarne quattro:
l'opinione di 1032 reclute agli esami pedagogici del 1981;
l'opinione di quattro professori universitari;
i dati di una inchiesta che confermano, purtroppo, il poco interesse riservato dagli studenti svizzeri all'italiano in quanto materia opzionale;
la Raccomandazione del Consiglio d'Europa che insiste sull'aspetto politico di comunicazione e quindi di coesione europea (nel nostro caso nazionale) del plurilinguismo.
1 1032 giovani Svizzeri che hanno partecipato agli esami pedagogici nel 1981 hanno formulato le rivendicazioni che ritengono opportune per rafforzare le minoranze linguisti- che. Fra queste:
la conoscenza dell'italiano da parte dei confederati;
il potenziamento dell'insegnamento dell'italiano oltre San Gottardo;
la priorità dell'italiano come lingua nazionale, rispetto all'inglese.
Questi sono argomenti sostenuti non solo dal prof. Lurati, ma anche da Remo Fasani, professore all'Università di Neu- châtel (cfr. «La Svizzera plurilingue», ed. Cenobio, 1982). Così scrive, a mio avviso ironicamente, Fasani: «Per questo propongo di ritornare alla prima concezione del nostro
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governo e di modificarla andando un passo più in là: prima lingua straniera, per tutti gli Svizzeri, l'inglese; seconda e terza lingua straniera, a scelta, tra il tedesco, il francese, l'italiano, lo spagnolo, il russo e, circostanze permettendolo, il romancio. Grazie all'inglese, gli svizzeri francesi e gli italiani non dovrebbero più imparare due specie di te- desco ... »
Mi risulta che anche il prof. Teodoro Gossen, insigne roma- nista e ex rettore dell'Università di Basilea, condivida la tesi di questa mozione.
La situazione è disastrosa nella Svizzerea romanda; al Gym- nase de la Cité di Losanna, ron ci son candidati per l'ita- liano; al Gymnase Belvédère di Losanna, 100 per cento sceglie inglese, 0 italiano; a Briga, pur esistendo la possibi- lità di scelta, non ci sono corsi d'italiano; a Friborgo, al Collège St. Michel, esistendo la possibilità d'opzione, 9 allievi scelgono l'inglese, 1 l'italiano; al Collège di Ginevra, in quarta «latine», 6 allievi su 140 scelgono l'italiano. La realtà è indiscutibile. Esistendo la possibilità di scelta, gli studenti preferiscono, per ragioni pratiche e economiche, l'inglese all'italiano.
Si tratta di una scelta giusta? Non sarebbe opportuno cor- reggerla proprio con precise disposizioni dell'ORM?
Queste sono le considerazioni di ordine filosofico-socio- politico che mi spingono a chiedere, con la presente mozione, la revisione dell'ORM affinchè anche la terza lin- gua nazionale, l'italiano, diventi lingua obbligatoria di matu- rità.
Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates Rapport écrit du Conseil fédéral
Risposta scritta del Consiglio federale
La mozione è basata sul principio, che condividiamo, secondo cui ogni svizzero dovrebbe poter comunicare con i suoi concittadini. La padronanza delle lingue nazionali dovrebbe dunque far parte del patrimonio culturale di tutti gli svizzeri ed è d'altro canto giustificato che le lingue minoritarie - in questo caso l'italiano - godano di un soste- gno speciale, affinché non siano progressivamente erose da quelle maggioritarie. L'insegnamento deve senza dubbio assumere un ruolo di primo piano in questo contesto.
Per ciò che concerne l'insegnamento liceale, l'ordinanza federale sul riconoscimento degli attestati di maturità (ORM) prescrive a tutte le scuole preparanti alla maturità di tipo B, C ed E d'insegnare fino alla maturità la terza lingua nazio- nale (generalmente l'italiano), sia quale materia opzionale sia quale materia facoltativa. Le scuole di tipo D (lingue moderne) devono offrire la scelta tra la terza lingua nazio- nale e l'inglese, quale seconda e terza lingua straniera.
Come terza lingua straniera possono pure essere insegnati lo spagnolo e il russo. L'inglese, contrariamente all'italiano, deve essere scelto come terza lingua straniera nel caso non lo sia stato come seconda.
Per quanto concerne la regolamentazione dell'offerta di corsi di lingua italiana, alcune disposizioni sono dunque previste, allo scopo di tutelare la posizione dell'italiano nei licei svizzeri. Questo non significa naturalmente che gli allievi scelgano l'italiano nella misura appropriata, in parti- colare nei casi in cui esiste una situazione di concorrenza con l'inglese.
Per ciò che riguarda gli esempi romandi citati, dove l'italiano non sarebbe stato scelto da nessun allievo, costatiamo che l'italiano è materia obbligatoria per le classi di tipo D di queste due scuole. Nel cantone Vaud, per restare a questo esempio, circa un terzo dei liceali deve seguire obbligatoria- mente l'insegnamento dell'italiano e una parte degli altri allievi lo sceglie come materia facoltativa. La situazione è analoga in alcuni altri cantoni.
Se consideriamo la situazione dell'insieme dei licei svizzeri essa è, a nostro avviso, più complessa di quanto un primo esame potrebbe far pensare, e probabilmente meno disa- strosa per l'italiano di quanto è indicato nello sviluppo della mozione. Lo scopo di queste indicazioni non è tuttavia di far apparire l'attuale situazione dell'italiano nei nostri licei migliore di quella che effettivamente è, e cioè lungi dall'es- sere ottimale. Senza dubbio, si potrebbe fare di più per migliorarla, ma per raggiungere questo scopo esistono diverse possibilità che vanno attentamente e seriamente vagliate. Come esempio si può citare la possibilità di raffor- zare la posizione dell'italiano nel tipo D, rendendolo obbli- gatorio.
La Commissione federale di maturità è pronta ad intrapren- dere a corta scadenza, nell'ambito del suo «Gruppo di lavoro per il riesame dell'equivalenza dei tipi», l'analisi della situazione per il tipo D ed a presentare, all'occorrenza, proposte concrete di miglioramento. Essa è d'altronde disposta, in tempi più lunghi, a esaminare in tutta la sua globalità il problema della promozione della terza lingua nazionale nei nostri licei.
Dobbiamo peraltro qui rilevare, che il liceo rappresenta una parte relativamente modesta, nel contesto di tutta la realtà scolastica svizzera, e che la problematica della promozione della lingua italiana a livello scolastico è ben più larga. Siamo perciò del parere che si giustifichi l'inclusione d'altri settori educativi, come per esempio quello delle scuole normali e delle scuole professionali, in un riesame globale della situazione dell'italiano nell'insegnamento (ciò che potrebbe d'altronde venire incontro all'interesse dei figli dei lavoratori italiani residenti nel nostro paese). Siamo dunque pronti ad esaminare questo problema in modo approfon- dito, in collaborazione con la Conferenza dei direttori canto- nali della pubblica istruzione e con altri servizi competenti. Ricordiamo per contro che l'idea d'introdurre obbligatoria- mente l'italiano per tutti i liceali del nostro paese ha, già in passato, sollevato l'opposizione di numerosi ambienti inte- ressati. Per questa ragione non possiamo accettare senz'al- tro il mandato di rivedere l'ORM nel senso di questa mozione. Per contro ci auguriamo, nella prospettiva qui sopra indicata, che la mozione sia trasformata in postulato. A titolo d'informazione menzioniamo pure il fatto, che que- sta proposta non potrebbe d'altronde essere accettata come mozione per delle ragioni giuridiche. Essa tocca in effetti il settore legislativo delegato al Consiglio federale (CAC 43 | 1979, No 1).
Schriftliche Erklärung des Bundesrates Déclaration écrite du Conseil fédérale
Dichiarazione scritta del Consiglio federale
Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.
M. Pini: Notre excellente et ancienne collègue, Mme Alma Bacciarini, avait défendu à plusieurs reprises à cette tribune, non seulement la communauté linguistique tessinoise, mais
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aussi celle du pays tout entier. En effet, elle était convaincue que la compréhension nationale, surtout aujourd'hui, passe justement par la connaissance de nos principales langues nationales: la langue allemande à juste raison, la langue française également, sont des matières obligatoires dans les écoles du canton du Tessin. La langue italienne est une matière à option à l'examen pour l'obtention du certificat de maturité des catégories A, B, C et D.
La revendication de la Suisse italienne, pour faire admettre l'italien comme langue obligatoire à tous les niveaux sco- laires, ne date pas d'aujourd'hui. Je dois reconnaître - et je pense être ici l'interprète de la députation tessinoise aux Chambres fédérales - que ces dernières années, le Parle- ment et le gouvernement ont témoigné d'une grande sensi- bilité à l'égard des problèmes culturels des minorités lin- guistiques, en particulier de la tessinoise qui compose la «troisième Suisse». Mais cela est insuffisant, Monsieur le conseiller fédéral. La Suisse de cette fin de siècle a besoin d'une compréhension plus grande entre ses habitants. Nous ne pouvons nous «entendre uniquement avec les mains». Il faut encore pouvoir se comprendre par la parole, par l'écri- ture, par la lecture de nos textes, de nos journaux de part et d'autre des régions linguistiques de notre pays, de la Suisse italienne à la Suisse alémanique et à la Suisse romande. Or, le texte de la motion est très simple. Il invite le Conseil fédéral à modifier l'ordonnance sur la reconnaissance du certificat de maturité, de telle sorte que l'italien devienne une langue obligatoire dans tous les gymnases de Suisse. Je dois dire que la réponse du Conseil fédéral laisse à penser que celui-ci a saisi toute la portée et tout l'esprit qui animent cette motion. En effet, ne dit-il pas: «Nous devons aussi relever ici que le gymnase ne constitue qu'une partie de la réalité scolaire suisse et que la promotion de la langue italienne dans les gymnases ne représente qu'un aspect relativement modeste dans l'ensemble de cette réalité sco- laire.» De la part du Conseil fédéral, c'est la reconnaissance morale, noble, d'une culture sans laquelle la Suisse ne serait pas la Suisse. Néanmoins, le Conseil fédéral conclut en préconisant de transformer cette motion en postulat, pour des raisons juridiques. En effet, il précise, à titre d'informa- tion, que la motion touche au domaine législatif délégué au gouvernement. Certes, le Conseil fédéral a une compétence bien définie, au niveau législatif, dans cette matière d'ordon- nance concernant les certificats de maturité. La motion ne veut pas que ce droit lui soit enlevé, elle veut uniquement qu'il soit stimulé. Le but de la motion est d'intérêt général pour toute la nation et tend à concrétiser le principe de l'égalité de traitement de nos langues officielles.
Mi permetterete che, difendendo questa mozione a nome della ex collega Alma Bacciarini, io abbia a concludere nella mia e nella vostra terza lingua ufficiale nazionale, dicendovi, come l'ho detto poc'anzi, che la Svizzera di oggi, ma soprat- tutto la Svizzera di domani, ha bisogno, attraverso la sua gioventù, di capirsi meglio. Per fare questo non sono forse tanto necessari i milioni o le sovvenzioni, quanto un impe- gno non più platonico nel difendere le nostre lingue nazio- nali, attraverso un impegno reale, costruttivo ed educativo, che deve avvenire appunto a livello di tutti gli ordinamenti scolastici del Paese, come giustamente dice il Consiglio federale, e non solamente a livello dei licei, delle scuole medie o delle scuole medie superiori. La sala non è oggi quella delle udienze più folte e più attente. Me lo aspettavo, ce lo aspettavamo. Ma io sono certo che ponendo oggi questo problema dell'insegnamento obbligatorio delle tre principali lingue nazionali, il Consiglio federale, accettando questo principio, fa un notevole passo in avanti verso una più rafforzata, concreta, civica comprensione fra le diverse parti etniche e culturali della Svizzera. lo confido nella sensibilità di questo Parlamento, perché il principio della mozione venga accolto e come tale diventi stimolo per il Governo per il miglioramento dell'Ordinanza federale sui certificati di maturità.
Mme Christinat: A titolo eccezionale mi esprimo nella mia lingua materna, visto che ho contrassegnato la mozione
della collega Alma Bacciarini. Il problema dell'italiano nelle scuole non è un problema minore. Esso interessa tutta la Svizzera, non solo il Ticino e la Svizzera italiana. Non si può rifiutare la mozione con un pretesto giuridico, un po' troppo semplice, come lo fa il Consiglio federale. Ne va dei plu- ralismo linguistico e della nostra cultura, cultura trilingue, anzi, quadrilingue. L'italiano non deve essere lingua nazio- nale solo qui, quando stiamo dibattendo di un problema importante, in questo momento davanti ad una sala semi- vuota. Difendere oggi l'italiano significa difendere anche le altre lingue minoritarie, il francese pure compreso, e forse anche il tedesco, minacciato esso pure dalla diffusione della lingua degli affari, vale a dire dell'inglese. Lei, onorevole consigliere federale Egli, amico del Ticino, non può restare indifferente a questo postulato della Svizzera italiana. Domando perciò a questo Consiglio di votare la mozione quale mozione, e non come postulato. A nome dei ticinesi vi ringrazio d'avanzo.
Bundesrat Egli: Natürlich wäre es erstrebenswert, wenn jeder gebildete, Schweizer mindestens alle drei Amtsspra- chen, wenn nicht alle vier Landessprachen beherrschte. Ich bin mit Ihnen absolut einig, Herr Pini und Madame Christi- nat, das wäre ein erstrebenswertes Ziel. Sie kennen ja meine eigene Sympathie nicht nur fürs Tessin, sondern auch gegenüber der italienischen Sprache ganz besonders. Aber ich frage mich doch, ob wir der Gesamtkultur einen grossen Dienst erweisen, wenn wir die Weltsprachen, die in der ganzen Welt gesprochen werden, nun zugunsten des Italie- nischen zurückstellen. Ich meine damit das Französische und das Englische.
Die schriftliche Antwort des Bundesrates auf Ihre Vorstosse datiert vom Juni 1982; es ist also bald zwei Jahre her. Ich kann Ihnen sagen, dass ich seither eine Kommission einge- setzt habe, die gerade diese Frage nochmals studiert. Sie haben aus unserer schriftlichen Antwort gesehen, wie sehr wir das Italienische als Frei- und als Wahlfach schon gefor- dert haben. Die Frage, ob es als Pflichtfach für alle Mittel- schüler eingeführt werden kann, muss wirklich vorerst stu- diert werden, bevor wir uns schnell in Beantwortung einer Motion dazu entscheiden können. Geben Sie dieser Kom- mission Gelegenheit, die Revision der Maturitäts-Anerken- nungsverordnung zu studieren und zu ihren Schlüssen zu kommen.
Ich möchte nur noch am Rande bemerken: Es ist schon vom Verfahren her fraglich, ob in diesem Bereiche überhaupt eine Motion entgegengenommen werden könnte, da die rechtliche Zulässigkeit einer Motion im delegierten Recht- setzungsbereich des Bundesrates im allgemeinen grund- sätzlich verneint wird.
Ich sehe also auch rechtliche Schwierigkeiten für eine Motion, möchte aber nicht diese juristische Wortklauberei in den Vordergrund stellen. Ich bitte Sie daher, die Motion in ein Postulat umzuwandeln.
Le président: Le Conseil fédéral demande la transformation en postulat. M. Pini maintient la forme de motion.
Abstimmung - Vote Für Überweisung als Motion 36 Stimmen Für Überweisung als Postulat 37 Stimmen
Überwiesen - Transmis
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1984
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I
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Frühjahrssession
Session
Session de printemps
Sessione
Sessione primaverile
Rat
Nationalrat
Conseil
Conseil national
Consiglio
Consiglio nazionale
Sitzung
12
Séance
Seduta
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Datum 21.03.1984 - 08:00
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