Exclusion from building zone confirmed; forest claim inadmissible

90.2001.105Übriges Gericht30.10.2002Dismissed

Von Omnilex extrahiert

Omnilex-Zusammenfassung

A landowner challenged the cantonal approval of a revised municipal zoning plan, seeking inclusion of her parcel in the building zone and the removal of a wooded strip from related planning maps. The court held that the appeal was admissible but rejected it on the merits. It found the municipal plan already overly generous in building-zone capacity, that the parcel was not sufficiently built up to qualify under Art. 15 LPT, and that agricultural and landscape considerations justified the non-building designation. The forest-related request was deemed inadmissible because the parcel was not in a building zone and the forest indication had no independent legal effect. Costs of CHF 1,200 were charged to the appellant.

Omnilex-Regeste

Art. 15 LPT; building-zone designation and judicial review of zoning plans; the criteria of suitability for building and substantial development are only relative planning directives and do not compel inclusion in the building zone where a global weighing of interests justifies exclusion. In assessing a municipal plan, the cantonal reviewing authority must respect municipal discretion but ensure conformity with the fundamental aims of federal planning law and with the cantonal plan; the court’s review is limited to legality, save for special cases. Terrains outside a compactly built-up area do not qualify as “built up in large part” merely because they contain scattered pre-existing buildings. Forest indications in zoning-plan procedures are only binding where the forest borders a building zone; otherwise they are merely indicative and not separately appealable (consid. 2-8).

Gesamter Gesetzestext

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 90.2001.105

Data decisione, Autorità: 30.10.2002, TPT

Incarto n. 90.2001.00105

Lugano 30 ottobre 2002

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale della pianificazione del territorio

composto dai giudici:

Raffaello Balerna, presidente, Lorenzo Anastasi, Werner Walser

vicecancelliere

Stefano Furger

statuendo sul ricorso del 19 novembre 2001 di

__________ __________, __________, rappr. dall'avv. __________. __________, __________ __________,

contro

la risoluzione __________ottobre 2001 (n. __________) del Consiglio di Stato di approvazione del Piano regolatore di __________;

viste le risposte:

  • 27 marzo 2002 del municipio di __________;

  • 15 aprile 2002 della divisione della pianificazione territoriale del dipartimento del

territorio;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,

in fatto:

A. Nella seduta del 6 luglio 1999 il consiglio comunale di __________ ha adottato la revisione generale del piano regolatore. In quella sede il mapp. __________, di proprietà di __________ __________, è stato assegnato alla zona non edificabile, confermando l'azzonamento del precedente piano regolatore. Il mapp. __________presenta una superficie di 6'190 mq ed è ubicato a valle di via __________, in località __________, che fa parte dell'area collinare sopra la città.

B. __________ __________ è insorta contro quella deliberazione dinanzi al Consiglio di Stato, chiedendo, da un lato, l'inclusione del suo fondo nella zona edificabile e, dall'altro lato, lo stralcio dal piano viario e dal piano delle attrezzature ed edifici pubblici di una striscia di bosco, che non risulta invece tale nel piano delle zone.

C. Con risoluzione __________ottobre 2001 (n. __________) il Consiglio di Stato ha approvato il piano regolatore. Il ricorso di __________ __________ è stato respinto, in quanto motivi inerenti essenzialmente alla contenibilità del piano, alla salvaguardia del territorio agricolo e al mantenimento dell'equilibrio paesaggistico escludevano l'azzonamento postulato (cfr. risoluzione citata, pag. 70 seg.), mentre che è stato dichiarato irricevibile sulla questione della classificazione boschiva (cfr. risoluzione, pag. 176 seg.).

D. Con ricorso 19 novembre 2001 __________ __________ insorge innanzi a questo Tribunale avverso la menzionata risoluzione governativa, postulandone l'annullamento e riproponendo le medesime richieste di prima istanza. La ricorrente afferma che il fondo in parola, oltre ad essere sprovvisto di qualsiasi vocazione agricola, è idoneo all'edificazione, giacché parzialmente edificato, è urbanizzato ed inserito in un contesto già edificato a connotazione residenziale.

E. Il municipio e la divisione della pianificazione territoriale postulano la reiezione del gravame.

F. In data 29 agosto 2002 il Tribunale ha esperito una visita dei luoghi, in occasione della quale sono state scattate alcune fotografie del mappale della ricorrente, in seguito acquisite agli atti. Il 25 settembre 2002 si è tenuta l'udienza, durante la quale le parti hanno confermato le rispettive allegazioni e domande, rinunciando al sopralluogo in contraddittorio.

considerato, in diritto:

  1. La competenza del Tribunale è data, il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1 LALPT) e la legittimazione della ricorrente certa (art. 38 cpv. 4 lett. b LALPT). Il ricorso è dunque ricevibile.

  2. In campo pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è, però, assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 37 cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno potere cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma anche dell'opportunità delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità loro subordinate il margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il diritto di questo di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole od opportuna. Esso non può però limitarsi ad intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto della pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà segnatamente che sia stata effettuata in modo corretto la ponderazione globale degli interessi richiesta dall'art. 3 OPT (RDAT II-1999 n. 27 consid. 3).

Il potere cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT cit., ibidem; inoltre II-1997 n. 23); fanno eccezione - per poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una modifica del piano regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.

  1. I piani regolatori hanno lo scopo di garantire un'appropriata e parsimoniosa utilizzazione del suolo e un ordinato insediamento del territorio (cfr. art. 75 cpv. 1 Cost.). Essi devono delimitare, in primo luogo, le zone edificabili, agricole e protette (art. 14 cpv. 2 LPT). Le zone edificabili comprendono, secondo l'art. 15 LPT, i terreni idonei all'edificazione che sono già stati edificati in larga misura (lett. a) e quelli prevedibilmente necessari ed urbanizzati entro 15 anni (lett. b). Di massima un terreno che adempie queste esigenze va attributo alla zona edificabile a meno che, dopo una ponderazione e globale degli interessi che la legislazione sulla pianificazione del territorio tende a salvaguardare (cfr. in particolare art. 1 e 3 LPT), debba venir incluso, parzialmente o totalmente, nel territorio fuori della zona edificabile (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3a). I criteri posti dall'art. 15 LPT per l'assegnazione di un terreno alla zona edificabile non hanno pertanto un valore assoluto, ma una portata relativa. Essi rappresentano piuttosto dei principi generali della pianificazione del territorio, dei punti di riferimento, che - ancorché soddisfatti - non conducono necessariamente all'attribuzione del terreno interessato alla zona fabbricabile (cfr. la giurisprudenza appena citata; inoltre Flückiger, Commentario LPT, ad art. 15 n. da 25 a 29; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, Aménagement du territoire, construction, expropriation, Berna 2001, n. 314).

  2. Il Consiglio di Stato non ha approvato - in generale - l'estensione delle zone edificabili rispetto al precedente piano avuto riguardo, in primo luogo, alla contenibilità del nuovo piano regolatore (art. 15 lett. b LPT; cfr. risoluzione impugnata cifra 4.2.3., in particolare pag. 21 segg.). Dal rapporto di pianificazione (pag. 59) esso ha desunto che la contenibilità teorica del nuovo piano regolatore corrispondeva a di 45'000 unità insediative, di cui 28'000 abitanti e 17'000 posti di lavoro. Questo risultato veniva conseguito applicando un grado di attuazione del piano estremamente basso (del 50%) e, inversamente, un alto rapporto superficie utile lorda/unità insediative (di 50 mq): adottando i parametri usuali (grado di attuazione del 70-80% rispettivamente rapporto superficie utile lorda/unità insediative di 40-45 mq), la contenibilità teorica del nuovo piano si attestava, in realtà, a 70'000-80'000 unità insediative. Il Governo ha indi accertato che la popolazione residente nel comune, nel 1999, era di 16'906 persone, i posti di lavoro 12'369 (dati del

  1. e i posti per il turismo 500: in totale 29'775 unità insediative. Ne ha concluso che la contenibilità teorica del piano regolatore superava largamente le prevedibili necessità di sviluppo demografico ed edilizio nell'arco dei 15 anni, rendendo possibile oltre il raddoppio delle unità insediative. Questa valutazione merita di essere condivisa, per quanto concerne particolarmente l'evoluzione del numero di abitanti, che qui interessa. In effetti, anche volendo adottare le (quantomai parziali) proiezioni formulate dal comune, il nuovo piano regolatore permetterebbe comunque sia di insediare, nei prossimi 15 anni, almeno ulteriori 11'094 abitanti sul territorio comunale, pari ad un aumento della popolazione del 66%, ovvero di 2/3, di quella attuale. Per contro, la popolazione residente nel comune non è in sostanza aumentata negli ultimi trent'anni. Secondo i dati riportati nell'Annuario statistico ticinese (Comuni, anno 2000, pag. 46 seg.), ripresi dai censimenti federali, la popolazione economica residente a __________ assommava nel 1970 a 16'979 unità, nel 1980 a 16'743 unità e nel 1990 a 16'849 unità (cfr. inoltre il grafico alla pagina 7 del rapporto di pianificazione): queste cifre corrispondono alla popolazione legale permanente al 31 dicembre 1999 accertata dal Consiglio di Stato nel giudizio impugnato. Avuto pertanto riguardo all'aumento oggettivamente pronosticabile della popolazione, la contenibilità teorica del nuovo piano regolatore appare eccessiva. A giusta ragione il Consiglio di Stato ha, pertanto, negato l'estensione delle zone fabbricabili a scopi residenziali rispetto al perimetro del piano regolatore precedente, approvato dallo stesso il 18 maggio 1977. Questa soluzione appare, in concreto, ulteriormente giustificata dai dati forniti nel rapporto di pianificazione (pag. 59), dai quali risulta che il piano regolatore precedente avrebbe già permesso di conseguire una popolazione di 27'000 abitanti, ossia di soli 1'000 abitanti inferiore a quella del piano in esame ed inoltre che quest'ultimo prevede, rispetto al precedente, un incremento dell'indice di sfruttamento all'interno della zona edificabile. Sussiste difatti un interesse generale ad impedire la formazione di zone edificabili troppo vaste (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3c). Queste considerazioni devono, di conseguenza, essere applicate anche al fondo della ricorrente.
  1. In concreto, nemmeno è adempiuto il presupposto dell'art. 15 lett. a LPT. Con terreni già edificati in larga misura si intende essenzialmente il territorio costruito in maniera compatta, oltre eventualmente singole particelle inedificate al suo interno, direttamente confinanti con la zona edificabile, in genere già edificate e di superficie relativamente ridotta (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3b; Flückiger, op. cit., ad art. 15 n. 60; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, op. cit., n. 319). Il fondo della ricorrente, ubicato in località Roccolo, separato dalla zona edificabile da via Artore e in posizione discosta rispetto all'omonimo nucleo, fa invece parte di un ampio territorio, in gran parte inedificato. Sullo stesso sono presenti, in ordine sparso, alcune abitazioni: tra di esse, quella della ricorrente. La costruzione di tali edifici risale ad un'epoca anteriore al previgente piano regolatore, che aveva assegnato quest'area alla zona inedificabile. Essa non può pertanto essere considerata come edificata in larga misura nel senso restrittivo inteso dalla giurisprudenza.

  2. Nell'ambito di una ponderazione globale degli interessi (cfr. consid. 3), oltre al già ricordato obiettivo di impedire la formazione di zone edificabili troppo vaste (cfr. consid. 4), va poi ricordato che il comparto collinare di cui fa parte il fondo in parola è caratterizzato dalla diffusa presenza di vigneti che, intercalati da strisce di bosco ed estensioni prative, concorrono altresì a formare un paesaggio di pregio, in equilibrio con le edificazioni presenti (cfr. su quest'ultimo aspetto la risoluzione impugnata, pag. 22). Si giustifica pertanto appieno di preservare questo territorio da un'ulteriore edificazione anche per motivi di ordine agricolo e paesaggistico; va, da ultimo, sottolineata l'imprescindibile necessità di salvaguardare sufficienti spazi liberi per le future generazioni.

  3. La controversa decisione nemmeno è costitutiva di una disparità di trattamento, vietata dall'art. 8 cpv. 1 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.). Innanzitutto, il principio dell'uguaglianza dinanzi alla legge ha una portata necessariamente limitata nell'ambito di provvedimenti pianificatori. Siccome occorre formare zone, è necessario poterle delimitare, talora prescindendo da situazioni esistenti. Non è quindi insostenibile trattare differentemente dal profilo pianificatorio ed edilizio anche terreni analoghi per conformità e posizione. L'invocato principio si identifica in sostanza con il divieto dell'arbitrio: per non essere arbitrario, il provvedimento deve fondarsi pertanto su criteri pianificatori oggettivi e ragionevoli (RDAT I-2001 n. 49 consid. 5a). Ora, in concreto, i motivi per escludere il fondo in esame dalla zona edificabile sono senza dubbio oggettivi e ragionevoli. Meritano, pertanto, conferma.

  4. La risoluzione impugnata dev'essere dunque confermata per quanto concerne l'esclusione dalla zona edificabile del fondo 1893. La reiezione di questa domanda comporta la dichiarazione di irricevibilità della richiesta di stralcio dal piano viario e da quello delle attrezzature ed edifici pubblici di una striscia di bosco non contemplata del piano delle zone. In effetti, l'accertamento dell'area forestale nell'ambito di una procedura di adozione di un piano regolatore ha carattere vincolante solo laddove la foresta confina o confinerà con le zone edificabili (art. 10 cpv. 2, 13 LFo 4 cpv. 3 LCFo; cfr. risoluzione impugnata, cifra 4.1.1., pag. 11). Dal momento che invece il mapp. 1893 non è stato assegnato alla zona edificabile, le informazioni risultanti dalle rappresentazioni grafiche del piano regolatore relative all'esistenza e all'estensione del bosco su questa particella sono sprovviste di effetti giuridici. Esse hanno, per contro, un carattere puramente indicativo e non sono, pertanto, impugnabili.

  5. Il ricorso va, dunque, integralmente respinto, nella misura in cui è ricevibile.

  6. La tassa di giudizio e le spese devono essere poste carico dell'insorgente (art. 28 PAmm).

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla fattispecie,

dichiara e pronuncia

  1. Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso è respinto.

  2. La ricorrente è condannata al pagamento delle tasse di giudizio e spese per complessivi fr. 1'200.- (milleduecento).

  3. Intimazione: - __________ __________, __________ __________ __________ __________, ____________________, rappr. da: avv. __________ __________, __________ __________ __________, ____________________

Municipio di __________ , __________ __________o, __________ __________

Consiglio di Stato, Residenza Governativa, 6501 Bellinzona

Divisione della pianificazione

territoriale, Viale S. Franscini 16,

6501 Bellinzona

Il presidente ll segretario

Tribunale della pianificazione del territorio

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Schlagwörter

zoningbuilding zoneplanning discretionland-use capacitybuilt-up landagricultural protectionlandscape protectionforest classificationstandingcourt costs

Von Omnilex extrahiert

Kernrechtsfrage

Whether the appeal against the zoning decision was admissible

Extrahierter Entscheid

The court had jurisdiction, the appeal was timely, and the appellant had standing; the appeal was admissible.

Extrahierte Begründung

Cantonal law and the Land Use Planning Act guaranteed review, and the procedural requirements were met.

Kernrechtsfrage

Whether the parcel had to be included in the building zone

Extrahierter Entscheid

No. The exclusion from the building zone was justified.

Extrahierte Begründung

The new plan already had excessive capacity under Art. 15 LPT, the parcel was not built up to the degree required by Art. 15(a) LPT, and agricultural and landscape-protection interests supported keeping it outside the building zone.

Kernrechtsfrage

Whether the request to strike a wooded strip from the road and public-facilities plan was admissible

Extrahierter Entscheid

No. That request was declared inadmissible because the forest indication on the parcel had no independent legal effect once the parcel was not zoned for building.

Extrahierte Begründung

Forest findings in zoning-plan procedures are binding only where the forest borders or will border a building zone; otherwise the graphic indication is merely indicative and not appealable.

Kernrechtsfrage

Who bears the court costs

Extrahierter Entscheid

The appellant must pay the judicial fee and costs.

Extrahierte Begründung

As the appeal failed, costs were allocated to the appellant under the applicable cantonal procedural law.

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