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Numero d'incarto:
80.2003.70
Data decisione, Autorità:
07.07.2003, CDT
Incarto n.
80.2003.70
Lugano
7 luglio 2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di diritto tributario del
Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Alessandro Soldini, presidente,
Stefano
Bernasconi, Ivo Eusebio
segretario:
Fiorenzo Gianinazzi
statuendo sul ricorso del 31 maggio 2003
in materia di: IC/IFD 01/02
intermedia
presentato da:
__________ __________, __________ __________
ritenuto
in fatto ed in diritto
- 1.1.
Il
27 agosto 2001 l'Ufficio di tassazione di Locarno notificava a __________ e
__________ __________ la tassazione ordinaria IC/IFD 2001-2002, in cui esponeva
loro, oltre al reddito della sostanza, anche le rendite AVS/AI e le altre
rendite pensionistiche, compresi gli importi a favore dei figli __________,
nato nel 1975 e __________, nato nel 1977.
La
tassazione passava incontestata in giudicato.
1.2.
Il
26 settembre 2002 __________ __________ avvertiva l'Ufficio di tassazione di
__________ di aver iniziato l' 8 gennaio 2001 un'attività lavorativa dipendente
per la Fondazione __________ __________ di __________ con uno stipendio mensile
di fr. 15'000.- e che l'attività, ancorché provvisoria, si sarebbe protratta,
contrariamente a quanto inizialmente previsto, per oltre due anni, quindi anche
dopo il 31 dicembre 2002.
L'
11 novembre 2002 l'Ufficio di tassazione notificava al contribuente la
tassazione intermedia 2001-2002, a valere dall' 8 gennaio 2001 al 31 dicembre
2002, in cui aggiungeva ai redditi imposti nella tassazione ordinaria il
reddito del lavoro, dal quale venivano operate le deduzioni correlate.
1.3.
Il
contribuente presentava reclamo il 20 novembre 2002, contestando l'importo
della deduzione per contributi AVS versati per la moglie, l'importo della
deduzione per spese professionali e chiedendo un'ulteriore deduzione per
contributi AVS in relazione al conguaglio ricevuto il 18 aprile 2002. Postulava
inoltre, quanto meno implicitamente, lo stralcio delle rendite per i figli.
1.4.
Il
reclamo veniva parzialmente accolto con decisione del 26 maggio 2003. Dopo aver
ricordato i limiti posti alle contestazioni in materia di tassazione
intermedia, che non consentono di rimettere in discussione gli elementi della
tassazione ordinaria non toccati dall'intermedia già passati in giudicato,
l'Ufficio di tassazione respingeva la richiesta di scorporare le rendite per i
figli, ma aumentava nondimeno le deduzioni per contributi di legge e per spese
professionali (trasporto, doppia economia domestica).
-
Con
il presente tempestivo ricorso __________ __________ chiede lo stralcio dalla
sua tassazione degli importi delle rendite per i figli __________ e __________.
-
3.1.
Secondo
gli artt. 55 lett. b LT e 45 lett. b LIFD si procede a una tassazione
intermedia del reddito e della sostanza in caso di inizio o cessazione duraturi
dell'attività lucrativa.
Gli
artt. 56 LT e 46 LIFD dispongono che la tassazione intermedia interviene al
momento del cambiamento (cpv. 1) e che si fonda su quella ordinaria, aumentata
o diminuita degli elementi di reddito e di sostanza mutati (cpv. 2). Gli
elementi di reddito e di sostanza aggiuntivi sono calcolati secondo le regole
applicabili all'inizio dell' assoggettamento (cpv. 3).
3.2.
Ne
consegue che per costante giurisprudenza il reclamo e il ricorso contro la
tassazione intermedia sono ricevibili limitatamente agli elementi di reddito e
di sostanza modificati dalla tassazione intermedia (cfr. CDT n. 447/84
in re Lu.; CDT 73-74/91 in re M. D.).
In
altre parole, il contribuente non può impugnando la tassazione intermedia, far
valere prove o sollevare eccezioni che ha dimenticato di esibire o di eccepire
nella tassazione base. Nella procedura di reclamo o di ricorso contro la
tassazione intermedia, la competente autorità può quindi soltanto verificare
liberamente, da un lato, l'esistenza dei presupposti che giustificano questa
tassazione e, dall'altro, la determinazione degli elementi di reddito o di
sostanza che si sono modificati, nonché il calcolo dell'imposta (cfr. Masshardt/Tatti,
Commentario Imposta Federale Diretta, Porza, 1985, p. 422, n. 31 all'art. 96; Agner/Jung/
Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995,
p. 165; STF del 27 settembre 1985 in re F.B., consid. 2 b).
3.3
La
questione sollevata nel ricorso riguarda l'imposizione delle rendite a favore
dei figli maggiorenni versate ai genitori, che secondo il ricorrente, stando
alla prassi del Canton __________, sarebbero imponibili ai figli stessi.
Orbene,
questo argomento non riguarda assolutamente i fattori di reddito e sostanza toccati
dalla tassazione intermedia per inizio dell'attività lucrativa, ma fattori di
reddito concernenti la tassazione ordinaria, che quindi sfuggono al potere
d'esame sia dell'autorità fiscale sia dell'autorità giudiziaria chiamata ad
esprimersi in materia di tassazione intermedia.
La
questione andava sollevata presentando reclamo nel termine di trenta giorni
dalla notifica della tassazione ordinaria intimata il 27 agosto 2001 e, se del
caso, presentando ricorso contro l'eventuale decisione su reclamo negativa
dell'Ufficio di tassazione. Essa non può invece più essere riproposta in questa
sede.
3.4.
Il
ricorrente potrà comunque riproporre la questione nella prossima tassazione
ordinaria IC/IFD 2003B, anche se non va disatteso che l'orientamento
giurisprudenziale sembra essere di segno opposto a quello auspicato dal
ricorrente.
Basti
ricordare che questa Camera ha già avuto modo di affermare, che una pensione di
vecchiaia per figli versata a un pensionato in considerazione dell' età e della
condizione di studente del figlio, deve essere aggiunta ai redditi imponibili
del pensionato, il quale ne è egli stesso creditore. Dallo statuto di quella
Cassa pensione risultava infatti chiaramente che l’assicurato, vale a dire il
genitore, era anche l’avente diritto alla prestazione, mentre il figlio
costituiva semplicemente il presupposto perché l’assicurato beneficiasse
dell’ulteriore pensione di vecchiaia per figli (CDT n.
..__________ del 12 febbraio 1999 in re E. e G. Be.,
consid. 4.3.).
Non
diversamente il Tribunale federale ha stabilito in materia di rendite AI che,
in applicazione dell'art. 22 cpv. 1 LIFD, le rendite AVS/AI devono essere
dichiarate dalle persone che ne sono beneficiarie dirette. Il beneficiario di
una rendita AI che ha diritto ad una rendita AI complementare per figlio deve
pertanto dichiararla lo stesso, anche se la riceve per un figlio adulto (STF
del 29 maggio 2002 -2A.536/2001- in RF 2002 p. 632). In questo senso si
era d'altronde espressa anche questa Camera (CDT n.
..__________ in re F. C.-S.).
3.5.
Va
infine rilevato, per mero scrupolo di completezza, che la questione sollevata
nel ricorso è manifestamente inidonea a costituire un novum che permetta
di rivedere una tassazione passata in giudicato grazie al rimedio giuridico
eccezionale della revisione, tanto più che nulla impediva al ricorrente di
sottoporre la questione al giudizio di questa Camera presentando formale
reclamo all'Ufficio di tassazione e, se del caso, ricorso all'autorità
giudiziaria (cfr. art. 232 cpv. 1 e cpv. 2 LT; art. 147 cpv. 1 e cpv. 2 LIFD).
Per questi motivi,
visti per le spese gli
art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara
e pronuncia
-
Il
ricorso è respinto.
-
Le
spese processuali consistenti:
a.
nella tassa di giustizia di fr. 300.–
b.
nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per
un totale di fr. 380.–
sono
a carico del ricorrente.
-
Intimazione
alle parti.
-
Per
l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT).
Per
l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna
(art. 146 LIFD).
per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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