Partial allowance of tax appeal on meal deduction

80.1998.94Übriges Gericht15.06.1998Partially Granted

Zusammenfassung

A taxpayer working shifts as a waitress challenged the tax office's refusal of a double-household deduction and its limitation of professional-expense deductions for IC/IFD 1997-98. The court held that the file did not allow an exact calculation of meals-away-from-home expenses, but granted a deduction of CHF 1,120 per year on an average basis, treating it like canteen meals. It upheld the tax office's treatment of the remaining items, including the lump-sum professional-expense deduction, and sent the case back for new tax calculations. No court fees or costs were charged.

Regest

Art. 25 cpv. 1 LT-1994; art. 26 cpv. 1 LIFD; deductions for meals away from home and other professional expenses. A deduction for supplementary meal costs is admissible only where the taxpayer cannot take the main meal at home because of distance or insufficient break time; if meals are taken in an employer canteen or at a reduced price, the deduction is limited or excluded depending on the degree of subsidy. Where the record does not permit an exact determination of the number or price of meals, the authority may, for reasons of procedural economy, approximate the deduction on a reasonable evidentiary basis. For other professional expenses, the lump-sum deduction applies absent proof of higher actual and professionally necessary expenses; unproven claims need not be examined further (consid. 4-5).

Gesamter Gesetzestext

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 80.1998.94

Data decisione, Autorità: 15.06.1998, CDT

140

Incarto n. 80.98.00094

Lugano 15 giugno 1998

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello

composta dai giudici:

Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

segretario:

Fiorenzo Gianinazzi

statuendo sul ricorso del 7 maggio 1998

in materia di: IC/IFD 97/98

presentato da:

__________ __________, __________ __________,

ritenuto

in fatto ed in diritto


ha lavorato quale cameriera con un orario a turni presso il __________ __________ di __________ fino alla fine di maggio del 1996 e dal 1° giugno presso il __________ __________. Nella dichiarazione d'imposta IC/IFD 1997-98 ha chiesto la deduzione dai redditi delle spese di trasporto con il mezzo pubblico in ragione di fr. 2'880.-, la deduzione per doppia economia domestica in ragione di fr. 2'600.- e la deduzione per altre spese professionali, segnatamente per abiti, in ragione di fr. 2'374.-.

L'UT le ha invece concesso la deduzione per spese di trasporto limitatamente a fr. 600.- (costo dell'abbonamento generale) e quella per altre spese professionali per fr. 2'000.- per l'IC e di fr. 1'800.- per l'IFD, mentre le ha integralmente negato la deduzione per doppia economia domestica. Secondo l'UT la contribuente beneficerebbe della possibilità di prendere i pasti sul luogo di lavoro a un prezzo di favore non superiore al costo se prendesse il pasto nella propria economia domestica. Non avrebbe inoltre provato la deduzione per altre spese professionali in misura superiore a quella concessa forfetariamente di fr. 2'000.- (cfr. decisione su reclamo del 14 aprile 1998).

  1. Con il presente, tempestivo ricorso __________ __________ chiede la deduzione per doppia economia domestica. Argomenta di essere costretta a prendere il pasto sul luogo di lavoro, che gli viene addebitato secondo le tariffe dell'AVS. Rileva inoltre di essere tenuta a vestirsi in modo adeguato.

  2. Sia secondo l'art. 25 cpv. 1 LT-1994 sia secondo l'art. 26 cpv. 1 LIFD le spese professionali deducibili sono: a) le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro; b) le spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a turni; c) le altre spese necessarie per l'esercizio della professione; d) le spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connessi con l'esercizio dell'attività professionale.

Gli altri costi e spese non possono essere dedotti (art. 33 LT-1994; art. 34 LIFD).

  1. Deduzione per altre spese professionali

4.1

Sono considerate altre spese professionali quelle necessarie all’esercizio della professione che sono sopportate dal contribuente per l’acquisto di attrezzi e strumenti di lavoro (compresi hard- e software EED), di riviste e libri specializzati, per l’uso di una camera privata a scopi professionali, per abiti di lavoro, per l’usura particolare delle scarpe e degli abiti, per lavori pesanti, ecc. (art. 7 cpv. 1 DE del 10 dicembre 1996). La relativa deduzione è ammessa nella misura complessiva di fr. 2’000.-- l’anno oppure nella misura delle spese effettive. In quest’ultimo caso dovranno essere giustificate la totalità delle spese e la loro necessità professionale (art. 7 cpv. 2 DE del 10 dicembre 1996). La deduzione complessiva è ridotta proporzionalmente se l’attività lucrativa dipendente è esercitata solamente durante una parte dell’anno o a tempo parziale (art. 7 cpv. 3 DE del 10 dicembre 1996).

Anche per l’IFD sono considerate altre spese professionali quelle necessarie all’esercizio della professione che sono sopportate dal contribuente per l’acquisto di attrezzi e strumenti di lavoro (compresi hard- e software EED), di riviste e libri specializzati, per l’uso di una camera privata a scopi professionali, per abiti di lavoro, per l’usura particolare delle scarpe e degli abiti, per lavori pesanti, ecc. (art. 7 cpv. 1 Ordinanza del 10 febbraio 1993). La deduzione è pari al 3% del salario netto, ritenuto un minimo di fr. 1’800.-- l’anno e un massimo di fr. 3’600.-- (cfr. appendice dell’ordinanza del 10 febbraio 1993, modificata il 31 maggio 1996). Tuttavia la riduzione forfetaria va ridotta in modo adeguato se l’attività lucrativa dipendente è esercitata solamente durante una parte dell’anno o a tempo parziale (art. 7 cpv. 2 Ordinanza del 10 febbraio 1993).

4.2.

Orbene, nel presente caso l'UT ha concesso la deduzione massima prevista dalla normativa legale per il caso di specie in mancanza di prove che documentino "altre spese professionali" per un importo effettivo superiore a quello forfetario. Non mette pertanto conto chiedersi se le spese per abiti rientrino o meno tra le "altre spese professionali".

  1. Deduzione per doppia economia domestica (pasti fuori casa)

5.1.

Sono considerate spese supplementari per doppia economia domestica quelle causate al contribuente quando non può consumare un pasto principale al proprio domicilio. La relativa deduzione è ammessa se il luogo di lavoro è a notevole distanza da quello di domicilio oppure quando, per le condizioni imposte dall'attività professionale, la pausa per i pasti è tale da non permettere al contribuente di rientrare a domicilio (art. 4 cpv. 1 DE concernente l'imposizione delle persone fisiche dell' 8 novembre 1994).

La deduzione massima per spese di doppia economia domestica è stabilita in fr. 2'600.-- l'anno, se i pasti a mezzogiorno sono consumati regolarmente fuori casa (art. 4 cpv. 2 lett. a DE del 10 dicembre 1996), rispettivamente in fr. 5'200.- se il contribuente soggiorna regolarmente al luogo di lavoro rientrando soltanto la fine settimana (art. 4 cpv. 2 lett. b DE del 10 dicembre 1996).

Per l’IFD le spese supplementari per pasti possono essere prese in considerazione quando il contribuente non può prendere il pasto principale a casa propria, poiché il luogo di domicilio e quello di lavoro si trovano a notevole distanza o perché la pausa del pasto è troppo breve (art. 6 cpv. 1 lett. a Ordinanza del 10 febbraio 1993). Per il periodo 1997-98 la deduzione massima è di fr. 2’600.- all’anno (cfr. appendice dell’ordinanza del 10 febbraio 1993, modificata il 31 maggio 1996).

5.2.

Se i pasti sono in parte o totalmente consumati nella mensa del datore di lavoro oppure se quest’ ultimo versa un contributo per ridurne il prezzo, le deduzioni previste dal capoverso 2 sono ammesse solo nella misura della metà (fr. 6.- il giorno o fr. 1’300.- l’ anno, rispettivamente fr. 18.- il giorno o fr. 3’ 900 l’ anno). Se la riduzione di prezzo è tale che il contribuente non ha palesemente più alcuna spesa supplementare, non è ammessa alcuna deduzione per quel pasto (cfr. art. 4 cpv. 3 DE del 10 dicembre 1996; inoltre appendice dell’ordinanza del 10 febbraio 1993, modificata il 31 maggio 1996).

5.3.

Dagli atti dell'incarto non emergono indicazioni precise che consentano di affermare quanti siano i pasti consumati fuori casa presso il datore di lavoro e se la ricorrente riceva un contributo o paghi un prezzo di favore. Risulta unicamente che dal salario le sono stati dedotti nel 1995 fr. 1'680.- e nel 1995 fr. 560.-, senza ulteriori indicazioni.

Questa carenza di dati impedisce di stabilire in quale misura la ricorrente possa ambire alla deduzione per doppia economia domestica (pasti fuori casa).

Per economia di giudizio, impregiudicati i prossimi periodi fiscali, questa Camera ritiene di poter accogliere su questo punto il ricorso, concedendo alla ricorrente una deduzione per pasti fuori casa, come se si trattasse di pasti consumati in una mensa aziendale, determinandone l'importo in fr. 1'120.- di media annua pari alla trattenuta operata a questo titolo dal datore di lavoro.

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

dichiara e pronuncia

  1. Il ricorso è parzialmente accolto.

§ Di conseguenza, la decisione su reclamo del 14 aprile 1998 è riformata nel senso che alla ricorrente è concessa una deduzione per doppia economia domestica di fr. 1'120.- di media annua. Per il resto è confermata.

§§ Gli atti del procedimento sono retrocessi all'UT perché emetta nuovi conteggi.

  1. Non si prelevano né tassa di giustizia né spese.

  2. Intimazione alle parti.

  3. Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).

per la Camera di diritto tributario

del Tribunale d’appello

Il Presidente: Il Segretario:

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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