AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
72.2004.84
Data decisione, Autorità:
17.11.2004, PENAL
Titolo:
infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti per avere importato chili 23,842 di eroina
Incarto n.
72.2004.84
Lugano,
17 novembre
2004/nh
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Corte delle assise criminali
composta dei
giudici:
Mauro Ermani
(Presidente)
GI 1
GI 2
e dagli assessori
giurati:
AS 1
AS 2
AS 3
AS 4
AS 5
con il
segretario:
Enzo Barenco
Conviene oggi
nell’aula penale di questo Palazzo di giustizia
per giudicare
AC 1
__________e domiciliata a
detenuta dal 20 novembre 2003;
prevenuta colpevole
di:
infrazione aggravata
alla LF sugli stupefacenti
siccome riferita ad un quantitativo di eroina che
sapeva o doveva presumere essere tale da mettere in pericolo la salute di
parecchie persone e meglio,
per avere,
senza essere autorizzata,
il 20 novembre 2003, a __________,
proveniente da __________ , dove si era recata
con l'aereo la mattina del giorno precedente assieme alla figlia __________
(nata il 04.03.2001), con il volo __________, ripartendo ancora la sera stessa
per __________ alla guida della sua autovettura, marca Audi A6, targata ZH,
accompagnata da sua figlia e da sua cugina __________, transitando dalla
Serbia, Croazia, Slovenia e Italia,
detenuto, trasportato ed importato in Svizzera,
23 chili e 842 grammi di eroina (grado di purezza
medio del 22,4%), sostanza confezionata in 48 pani, del peso lordo di circa
540/550 grammi l'uno, avvolti ognuno in un doppio sacchetto trasparente e
sottovuoto, nonché con del nastro isolante di colore marrone, occultata nel
serbatoio del gasolio dell'autovettura e destinata a persone non identificate
residenti in Svizzera;
trasporto da lei organizzato,
nel corso dei mesi di ottobre e novembre 2003,
a __________ , __________ ed in altre imprecisate
località,
in correità con suo fratello __________,
dell'ignoto cittadino albanese o macedone ""
o "", nonché di altre persone non identificate,
residenti in Svizzera ed in Kosovo,
contro promessa di un imprecisato compenso in
denaro;
fatti avvenuti
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto
dall'art. 19 cifra 2 LS;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 98/2004 del 5 agosto 2004, emanato dal Procuratore
pubblico.
Presenti
§ Il PP 1.
§ L'accusata AC 1
assistita dal difensore di fiducia avv. __________.
Espleti i pubblici dibattimenti
-
mercoledì 10 novembre 2004 dalle ore 9:30 alle ore 17:20
-
giovedì 11 novembre 2004 dalle ore 9:30 alle ore 18:50
-
venerdì 12 novembre 2004 dalle ore 9:30 alle ore 17:30
-
lunedì 15 novembre 2004 dalle ore 9:30 alle ore 16:00
-
mercoledì 17
novembre 2004 dalle ore 9:30 alle ore 17:50.
Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale
illustra le varie fasi dell'inchiesta ed evidenzia come ci si trovi confrontati
con un processo parzialmente indiziario, incontestabile l'aspetto oggettivo
(l'accusata è stata trovata in possesso dell'ingente quantitativo di eroina) e
accertato, dal suo punto di vista, anche quello soggettivo (ammissioni fatte
dall'accusata nei primissimi verbali di polizia e al GIAR, poi ritrattate con
dichiarazioni poco credibili ed anche illogiche; contenuto delle telefonate e
contatti tra l'accusata e le varie persone coinvolte; confusione creata dalla AC
1 per giustificare il suo comportamento) esistendo sufficienti e concreti elementi
per sostenere che l'imputata sapesse esattamente di trasportare droga. Conferma
pertanto integralmente l'atto d'accusa in esame e conclude chiedendo che AC 1
venga condannata a:
12
anni di reclusione, nella quale è computato il carcere preventivo sofferto
15
anni di espulsione dal territorio svizzero, pena accessoria da porsi al
beneficio della sospensione condizionale per 5 anni.
Chiede inoltre la confisca di tutto quanto in
sequestro, la droga da distruggere, eccezion fatta per il denaro sequestrato
(saldo attivo del c.c.p. e Dinari Jugoslavi) sul quale deve essere mantenuto il
sequestro conservativo a garanzia della tassa di giustizia e delle spese
processuali.
§ Il Difensore, il quale, a mo' di premessa, chiede alla
Corte di tenere in debita considerazione che, fatta astrazione delle
dichiarazioni rese nel verbale 20.11.2003 e in quello dinanzi al GIAR, nei
restanti interrogatori AC 1 ha sempre sostenuto la sua estraneità ai fatti
contemplati nell'atto d'accusa ed ha sempre negato ogni suo coinvolgimento
nell'organizzazione e nel trasporto dell'ingente quantitativo di eroina di cui
nulla sapeva. Espone quindi i concetti giuridici che reggono il processo
indiziario (perché di processo indiziario si tratta!), in particolare il
principio dell'"in dubio pro reo". E__________na quindi la vicenda,
prestando particolare attenzione a tutti quegli indizi che hanno portato la
pubblica accusa a concludere per un coinvolgimento consapevole dell'accusata e
che, a mente della difesa, appaiono invece inconsistenti e insufficienti e
comunque non tali da poter far affermare fuori da ogni ragionevole dubbio, che AC
1 abbia scientemente organizzato e trasportato stupefacente. Contesta pertanto
l'ipotesi accusatoria dell'atto d'accusa e conclude chiedendo, in via
principale, il proscioglimento dell'accusata. In via subordinata e nella
denegata ipotesi la Corte dovesse ritenere sufficienti gli indizi per fondare
il proprio convincimento di colpevolezza, contestata in ogni caso
l'organizzazione del trasporto e sostiene il ruolo di sottomissione della sua
patrocinata alle due persone di riferimento, così come traspare dal contenuto
delle telefonate. Pertanto vista l'incensuratezza dell'accusata, la sua
particolare situazione famigliare (in riferimento alle figlie) e le attenuanti
generiche dell'art. 63 CP applicabili al caso, anche a fronte delle pene prolate
dalle nostre Corti per casi analoghi, chiede una sostanziale riduzione della
pena proposta. Si accoda alla richiesta del PP per quel che riguarda la pena
accessoria dell'espulsione sospesa condizionalmente. Non contesta nemmeno la
richiesta di confisca di quanto in sequestro, fatta eccezione per il saldo
attivo del c.c.p. che deve essere dissequestrato.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle
Parti, i seguenti
quesiti: AC
1
- E'
autrice colpevole di:
1.1. infrazione
alla Legge federale sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzata,
il 20 novembre 2003 a __________,
proveniente da __________ , dove si era recata con l'aereo la mattina del giorno
precedente assieme alla figlia __________ con il volo __________, ripartendo
ancora la sera stessa per __________, transitando dalla Serbia, Croazia,
Slovenia e Italia, accompagnata da sua figlia e da sua cugina __________,
detenuto, trasportato ed importato in Svizzera kg. 23,842 di eroina (grado di
purezza medio del 22,4%) destinata a persone non identificate residenti in
Svizzera,
sostanza confezionata in 48 pani del peso lordo di circa 540/550 grammi l'uno,
avvolti ognuno in un doppio sacchetto trasparente e sottovuoto, nonché con del
nastro isolante color marrone, occultata nel serbatoio del gasolio della sua
autovettura marca Audi A6, targata, da lei condotta ed a lei intestata,
trasporto da lei organizzato con terzi nel corso dei mesi di ottobre e novembre
2003, a __________ , __________ ed in altre località contro promessa di un
imprecisato compenso in denaro,
e
meglio come descritto nell'atto d'accusa?
1.1.1. Trattasi
di infrazione aggravata siccome riferita ad un quantitativo di eroina che
sapeva o doveva presumere essere tale da mettere in pericolo la salute di
parecchie persone?
- Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena:
2.1. privativa
della libertà?
2.2. accessoria
d'espulsione?
- Deve
subire la confisca, rispettivamente il sequestro conservativo:
3.1. di
kg. 23,842 di eroina?
3.2. dell'autovettura
Audi A6, di color verde, telaio no.?
3.3. della
licenza di circolazione per il veicolo Audi A6 targata?
3.4. della
licenza di circolazione per il veicolo Mercedes E 320 targata?
3.5. del
natel marca Nokia, IMEI no. e della tessera Sunrise Pronto no.?
3.6. di
5 agende telefoniche manoscritte?
3.7. di
materiale cartaceo diverso?
3.8. di
760 Dinari Jugoslavi?
3.9. del
saldo attivo del c.c.p. n. c/o, intestato alla ditta individuale __________
(saldo al 31.7.2004: CHF 24'468.51)?
Considerato, in
fatto ed in diritto
- CURRICULUM
VITAE
AC 1 (in seguito AC 1) è nata nel Kosovo il __________,
da una famiglia con altre due sorelle (__________e __________) che vivono in __________
e due fratelli (__________e __________) che vivono nel Kosovo. E’ di religione
mussulmana. Nel 1991 si è trasferita nel nostro paese a seguito del matrimonio
con __________, cittadino italiano domiciliato a __________ Da questa unione
sono nate le figlie __________ (09.02.93) nata con una malformazione alla
colonna vertebrale che ha comportato un intervento chirurgico, come si vedrà in
seguito, proprio nei giorni precedenti la partenza di AC 1 per il Kosovo e __________
(04.03.01). Il matrimonio è poi stato sciolto per divorzio all'inizio del 2003
a seguito, a dire dell’accusata, della tossicodipendenza del marito. Le bambine
sono state affidate alla madre. Con i genitori dell'ex-marito, in particolare
con la suocera __________ , AC 1 è sempre rimasta in ottimi rapporti.
La donna si è poi risposata nel maggio 2003 con
tale __________ (o __________), cittadino del Kosovo ivi residente, che in
passato già aveva risieduto in Svizzera per un paio d'anni come muratore, con
il quale non ha mai convissuto, mentre, parallelamente, ha allacciato una
relazione sentimentale con il cittadino albanese __________ (in seguito __________)
residente nel canton Svitto. Per quanto qui di rilievo AC 1 ha, tra gli altri,
in particolare due cugini: il primo da parte di madre, __________ (in seguito __________
) sposato con __________, richiedente l'asilo nel canton __________,
attualmente residente nell'appartamento doveva viveva AC 1 prima del suo
arresto, e, il secondo da parte di padre, __________ (in seguito __________ )
sposato con __________ dalla cui unione sono nati un figlio e __________ (in
seguito __________ ).
AC 1 non ha una formazione particolare. Ha
frequentato le scuole dell'obbligo in Kosovo e poi, all'età di 25 anni, ha
lasciato il paese per venire in Svizzera a seguito del suo matrimonio con .
Ella risulta essere titolare della ditta individuale di pulizia ""
__________ A mente dell'accusata già i suoi suoceri lavoravano nel ramo delle
pulizie: pur non avendo formalmente ritirato l'attività dei suoceri, è stato
grazie a loro che si è inserita in tale mercato cosicché ha poi fondato la sua
ditta individuale. Per quanto riguarda la sua situazione finanziaria va detto
che a suo dire l'azienda andava abbastanza bene ed impiegava pure degli operai.
Al momento del suo arresto l'impresa risultava essere titolare di un ccp presso
__________ di __________ con un saldo attivo aggiornato al 31 luglio 2004 di
fr. 24'468,51 (AI 136). L'accusata è risultata inoltre essere titolare di una
cassetta di sicurezza e di altri due conti presso il __________ di __________
con saldi attivi, al momento del suo arresto, di fr. 930.65 rispettivamente
1'563.40, averi poi dissequestrati dal Magistrato inquirente (AI 21 e 178).
Dall'esito della perquisizione ordinata il 16 gennaio 2004 è emerso che la
cassetta di sicurezza conteneva unicamente gioielli di proprietà dell'accusata
in seguito dissequestrati (AI 55, 63 e 65).
Per quanto concerne la situazione debitoria
dall'estratto 4 febbraio 2004 (AI 68) del Bretreibungsamt di __________ 11
emergono diverse esecuzioni prevalentemente per crediti derivanti dal diritto
pubblico in gran parte liquidate, mentre ve ne sono tre ancora aperte, con
comminatoria di fallimento, per poco meno di complessivi fr. 8'500.- relative a
crediti di diritto privato. Per il resto la donna possedeva pure una Mercedes e
l'Audi A6 poi sequestrata dalla polizia. Ma sulle vetture si tornerà in
seguito.
AC 1 è incensurata. Dall'estratto del casellario
giudiziale in atti risulta unicamente una condanna al pagamento di una multa di
fr. 800.- inflittale il 22 gennaio 2003 dal Bezirksanwaltschaft di __________
per grave infrazione alla LCS commessa il 31 agosto 2002, iscrizione cancellata
a far data dal 6 febbraio 2004 (AI 122).
- LE
CIRCOSTANZE DELL’ARRESTO
AC 1 è stata arrestata alla dogana di ____________________
il 20.11.2003 verso le 10’30 dopo che a seguito del controllo della sua
autovettura Audi A6 vennero rinvenuti 24 chili di eroina.
Il controllo non fu dettato dal caso. Le utenze
telefoniche in uso alla donna erano sotto ascolto da parte degli inquirenti bernesi
già dal 14 novembre 2003 nell’ambito dell’inchiesta denominata __________ che
coinvolgeva, oltre all’accusata, altri cittadini dell’ex Yugoslavia, tutti sospettati
di traffico di stupefacenti e di cui si dirà in seguito.
Dal rapporto del corpo delle guardie di confine
di data 25.11.2003 emerge quanto segue (PS9a):
" Il
giorno 20.11.2003 alle ore 10.30 si presenta al valico di __________-autostrada
in entrata il veicolo segnalato Audi A6, color verde (CH). Autista e detentore
del veicolo AC 1, (…).
Accompagnata dalla sua bambina: __________,
4.3.2001 e da __________, nata il 27.4.1983 (…) (n.d.r.: sua nipote).
Descrizione degli avvenimenti: Inizio delle visite
alle 10.30. Sul posto vi erano 2 agenti di __________ autostrada, che avevano
il compito di garantire la sicurezza. L’app. __________ ha effettuato le visite
preliminari ricerca armi e quelle personali nell’autorimessa di __________
autostrada, con esito negativo. Alle 10.40 si procedeva alla visita sommaria
dell’autovettura da parte del sgt __________, sgt __________ e sgt __________,
nel corso della quale si constatava la presenza di pani sotto vuoto riposti a
bagno nel serbatoio. A questo punto si richiedeva l’intervento della polizia
scientifica. In presenza della signora AC 1 si procedeva alla visita minuziosa
del serbatoio; rinvenuto 48 pani di ca. 540/550 g di eroina (16x9x3,5 cm) per
un peso lordo totale di g25880 (…)
. fatto ed in diritto
S;go e di tempo indicate;
nto sospesa e al condannato
è prescritto un periodo di prova di anni due.to:
a Le
due donne e la bambina sono state consegnate agli agenti del SAD. Al valico è
intervenuto anche il PP PP 1. Gli agenti dell’autostrada stendevano il 30.60 e
RCF, la sostanza stupefacente veniva consegnata alla scientifica di __________.”
I citati 48 pani di eroina erano occultati nel
serbatoio del veicolo di AC 1 senza accorgimenti particolari e meglio come
descritto nella documentazione fotografica di cui all’AI 101. Basti al riguardo
rilevare che essi, siccome a diretto contatto con il carburante diesel della
vettura, erano avvolti tutti in un doppio sacchetto di plastica trasparente e
sottovuoto. E__________ di laboratorio permettevano poi di accertare che si
trattava di 23,842 kg di eroina, con grado di purezza del 22,4%, per un totale
netto di 5,34 kg di sostanza pura (AI 101).
L’esame tossicologico a cui è stata sottoposta AC
1 il 20.11.2003 alle ore 16.45 ha dato esito negativo (PS5a).
L’arresto di AC 1 venne confermato dal GIAR il
21.11.2003 (AI 6).
__________ venne pure arrestata lo stesso giorno
e venne poi liberata dopo una settimana di carcere preventivo in quanto
risultata estranea ai fatti, così come poi indicato nel successivo decreto di
abbandono, non agli atti, ma che il PP ha confermato in aula di aver notificato
all’interessata.
- LE
PRIME DICHIARAZIONI DELL’ACCUSATA E LE LETTERE DAL CARCERE
a) Se dal profilo oggettivo l’infrazione aggravata alla LFStup appare
del tutto pacifica, la sua realizzazione emergendo già dal solo ritrovamento
della droga nella vettura, contestato è l’aspetto soggettivo del reato e meglio
che AC 1 sapeva dell’esistenza dello stupefacente celato nella sua automobile.
Da questo profilo – e, come vedremo, pure anche sotto una miriade di altri
particolari – le dichiarazioni dell’accusata non sono state sin dall’inizio
lineari. Nel primo verbale di polizia ha negato ogni addebito, salvo poi
ammettere nel secondo, steso il giorno stesso del suo arresto, di essere cosciente
che stava trasportando ed importando della droga, circostanza ribadita poi il
giorno dopo davanti al GIAR. A partire dall’interrogatorio di polizia del 26
novembre 2003 ha poi nuovamente cambiato versione – versione che, su questo
punto non muterà più – affermando di aver sempre ignorato che nella sua vettura
vi era dello stupefacente. Ma andiamo con ordine.
- verb. pol. 20.11.2003 ore 16.41 PS 2a:
"Prendo atto per
bocca dei verbalizzanti che occultata all’interno della vettura che io stavo
conducendo è stata rinvenuta dell’eroina. La stessa, da una prima verifica
dovrebbe avere un peso lordo di circa 26 kg.
D:
lei era a conoscenza della presenza dell’eroina occultata nell’auto?
R:
No, non sapevo che in auto fosse nascosta dell’eroina. (…) D: Come può spiegare
la presenza dell’eroina sulla sua autovettura?
R:
Posso solamente pensare a mio fratello che ha fatto un gesto del genere.
Infatti una settimana fa mi ha mandato un SMS sullo __________ in cui diceva di
chiamarlo per un business. Non mi ha spiegato quale tipo di affare. Io non l’ho
chiamato. Nel corso dei giorni successivi ci siamo sentiti. Mio fratello ha tre
numeri di telefono. Ne ricordo due a memoria e meglio __________ e __________.
Al telefono mi sgridava chiedendomi perché non l’avevo richiamato. Mi sono
giustificata dicendogli che avevo la figlia all’ospedale. Oltre a ciò so che
lui ha bisogno di soldi. Inoltre so che da noi è facile fare certi affari. È
l’unica giustificazione che so dare.
D:
ha qualche cosa da aggiungere?
R:
Mi dispiace tanto che questo fatto è capitato posso solamente ribadire che in
questa storia io non centro per niente.
- verb. pol. 20.11.2003 ore 19.10 PS 2b:
"Ho discusso con
i verbalizzanti, ho capito che non mi resta che confessare almeno le mie responsabilità.
In prossimi verbali sarò più precisa. Ammetto che io oggi ero a conoscenza del
fatto che la vettura marca Audi targata __________ di mia proprietà aveva
dell’eroina nascosta. Non sapevo dove era stata nascosta l’eroina. Non mi era
stato detto quanta eroina era nascosta nell’auto, comunque sapevo che il
quantitativo da me trasportato era importante. La mia nipote __________ non
sapeva assolutamente nulla. (…)
Io
ho fatto questo gesto poiché ho una figlia molto ammalata che ha bisogno di
cure mediche ed ospedaliere. Lei deve essere visitata a dicembre. La figlia è __________ . Lei senza di me non è in pratica
autosufficiente. Ho sbagliato, ho paura, voglio chiudere questa pagina in
fretta. Voglio ribadire il fatto che so benissimo di avere commesso un
infrazione alla legge sulla droga ma non l’ho fatto per avidità di soldi, bensì
perché era l’unica maniera per racimolare quel denaro per aiutare mia figlia.
Mi rendo anche conto che con tutta la droga che c’era nella macchina e che
sarebbe stata consumata dai tossicomani, essi si sarebbero fatti del male
perché so benissimo che la droga fa male. Adesso sono pentita anche per questo.
Il mio ex marito era consumatore di droga ed io ne ero contraria, tanto è vero
che litigavamo proprio per questo. Adesso io stessa ho vergogna di essere
caduta in un traffico di droga, cioè proprio contro quella cosa di cui ero
contraria. Ripeto nei prossimi verbali sarò più precisa.”
verb. GIAR 21.11.2003 AI 6:
"(…) confermo che sapevo che
nella mia vettura c’era nascosto qualcosa però non sapevo con precisione cosa.
(…)
ADR:
mio fratello mi ha detto che nella mia macchina c’era della roba nascosta da
portare a __________ e consegnare a delle persone che mi avrebbe indicato lui,
me lo ha detto quando sono arrivata all’aeroporto di (il 19.11.2003).
ADR
io non ho chiesto di cosa si trattasse, ma da noi la “roba” è droga. Non sapevo
di che tipo, ma avevo capito che si trattava di droga.
ADR
io dico che __________ non sa nulla perché io non le ho detto nulla e mio
fratello mi disse di non dire nulla a __________”
verb. pol. 26.11.2003 PS ore ??2e:
"I verbalizzanti
mi danno la possibilità di rileggere i miei verbali di interrogatorio del
20.11.2003 ore 16.41, ore 1910, e del 21.11.2003 ore 16.00. Ne prendo lettura.
Dopo averli letti con attenzione dichiaro che quanto contenuto in questi
verbali non corrisponde a quanto effettivamente da me commesso. Oggi dichiaro
che io non ero a conoscenza del fatto che, nascosta in auto, c’era della
droga.“
verb. pol. 26.11.2003 ore 14.45 PS2f:
"D: il giorno
dell’arresto, in lacrime, lei ripeteva continuamente la frase “perché non poso
ritornare indietro con il tempo”. A cosa si riferiva?
R:
A questo pasticcio, se sapevo che sarebbe finita così mai avrei cercato di vendere
l’Audi.”
verb. PP 18.12.2003 PS 2i:
"Mi viene riletto
il verbale d’interrogatorio di polizia del 20.11.2003 ore 19.10. Dichiaro che
tutto quanto scritto in questo verbale non corrisponde al vero. A questo
proposito vorrei precisare che dopo il primo interrogatorio ero scioccata sia
per il comportamento degli agenti nei miei confronti, che più volte mi hanno
sgridata, sia perché ero preoccupata per le mie bambine, in particolare per __________
. Ricordo che quando mi trovavo negli uffici della polizia a __________è
entrato un agente più anziano degli altri. Ricordo che aveva i baffi e un
cappello. Mi si è avvicinato e mi ha detto che era meglio per me se ammettevo
subito le mie responsabilità cosicché avrei potuto migliorare la mia posizione
e mi avrebbe dato la possibilità di vedere le mie bambine. Inizialmente non ho
detto niente perché non volevo dichiarare cose che non avevo fatto, poi però
visto lo stato in cui mi trovavo e la preoccupazione per le mie figlie, ho
fatto richiamare questo signore e ho deciso di ammettere quanto è stato scritto
in questo verbale. Voglio inoltre precisare che mentre mi trovavo in dogana a __________
e stavano controllando la mia autovettura è squillato il mio natel. Io volevo
rispondere per dare la possibilità alla polizia di individuare i veri
responsabili di questo traffico, ma gli agenti presenti me l’hanno impedito. La
stessa cosa è successa mentre ero negli uffici a __________, anche qui non mi
hanno lasciato rispondere. L’interrogante mi da lettura del verbale di notifica
d’arresto del 21 novembre 2003 e mi fa notare come in questa audizione io abbia
confermato al GIAR di sapere che nell’autovettura era nascosta della droga.
Anche questo verbale non contiene la verità. Noto in particolare che in
precedenza avevo indicato che il mio compenso era di fr. 10'000.- e non di
euro. Mi sono sbagliata. Voglio evidenziare che prima dell’udienza dinanzi al
GIAR ho incontrato l’isp. __________, il quale mi ha detto che avrei potuto
avere mia figlia con me alle pretoriali. Ero molto felice di questo, visto che
anche l’isp. __________ mi aveva detto che se avessi ammesso i fatti la mia
situazione sarebbe migliorata. Mi aveva pure chiesto di collaborare così da
migliorare la mia posizione poiché mi avrebbero aiutata. L’interrogante mi
chiede come mai, visto che in precedenza avevo indicato di voler collaborare,
in particolare rispondendo al mio natel quando è suonato mentre mi trovavo a __________,
non ho deciso a quel momento di collaborare. Rispondo che era mia intenzione
collaborare ma non volevo raccontare bugie. L’interrogante mi contesta il fatto
che quando era a __________ ho tentato di spegnere il natel e non di
rispondere. Dichiaro che questo non è vero. Ho chiesto di poter vedere che
numero mi chiamava per vedere se era quello di mia figlia.
ADR
che nel corso dell’udienza dinanzi al GIAR questo Giudice non mi ha chiesto se
ero stata maltrattata o se la polizia mi aveva fatto pressioni. Questo Giudice
non è stato né gentile né arrogante ma si è limitato a pormi le domande. La
persona che avevo indicato in precedenza come agente di polizia più anziano e
con i baffi ad un certo punto, mentre mi trovavo negli uffici di __________, mi
ha detto che donne come me meriterebbero di farsi asportare l’utero. Ha pure
fatto un gesto con le mani. A quel momento sono rimasta scioccata per questo
comportamento.”
Ora, delle pretese pressioni che la polizia, a mente
dell’accusata, avrebbe esercitato su di lei per estorcerle la confessione, non
vi è traccia agli atti. Che poi l’accusata, dopo aver sostanzialmente ribadito
le sue ammissioni davanti al GIAR (AI 6) che, per carica istituzionale, a
differenza del Magistrato inquirente, è il giudice della procedura e meglio
colui che verifica e corregge eventuali irregolarità nella procedura, non dica
nulla nel successivo verbale dello stesso giorno (PS 2d) e ritratti poi le sue
affermazioni, 5 giorni dopo (PS 2e), davanti alla polizia e meglio al medesimo isp.
__________ che l’aveva interrogata in occasione dei precedenti verbali, ossia
proprio al cospetto dell’autorità che l’aveva asseritamene messa sotto
pressione, appare certamente poco logico e credibile. Ma tant’è, le ammissioni
di AC 1 saranno prese in considerazione unicamente laddove trovano riscontri
oggettivi.
b) Il
10.12.2003 la direzione del penitenziario ha ritirato una lettera al momento
della scarcerazione della prevenuta __________, messa in libertà provvisoria
quel giorno. __________ ha cercato di approfittare di un attimo di distrazione
da parte dell’agente in servizio per infilarla nella valigia della __________.
Colta sul fatto ha pregato l’agentessa di distruggere la lettera, cosa promessa
ma non eseguita.
La
lettera è allegata all’AI29 e tradotta in PS14a e qui di seguito riprodotta:
"Buon
giorno e ben trovata
Flure
questa lettera te la mando di nascosto, tramite un'amica. Devi mandarlo
urgentemente a __________, ma non per telefono (intende di non leggere). Non
dove chiamare nemmeno __________, stanno controllando il suo numero, ci siamo
capiti?
L'auto in Kosovo l'ho mandata tramite __________, per vendere e per
riparare qualche difetto, lo sa lui. L'auto non l'ha potuta vendere con i soldi
in mano, ed io gli avevo detto di
non darla a nessuno senza i soldi in mano (cash). Gli ho detto di lasciarlo là
perché non posso venire a prenderla subito, però lui non aveva il garage ed
aveva paura che gliela rubavano. Così sono stata obbligata ad andare subito a prenderla
,e visto che __________ era già là, ho pensato che mi poteva aiutare con la
bambina (figlia).
Lui
é venuto a prendermi all'aeroporto con la BMW bianca, ha portato a __________ ,
e visto che io avevo fame ed era l'ora di pranzo, mi ha portato al ristorante __________.
Dopo le ore 1300 l'auto era posteggiata davanti al ristorante, ho esso la mia
roba sulla mia macchina, mentre io mangiavo lui andava a prendere la __________,
e nel frattempo io sono anche andata a lavare la macchina visto che era sporca.
Eravamo d'accordo d'incontrarci in una stazione di servizio, così sono partita
subito. Quando ha portato la __________ è arrivato con la BMW 850 rossa perché
doveva farmi vedere dei pezzi che io avrei dovuto comprare in Svizzera per la
BMW che avevamo venduto per EURO 16'000. Proprio quella persona che l'ha
comperata mi ha chiamato per arsi mandare quei pezzi, quella persona lo conosce
quel "zio". Lui ha affermato che c'e una persona interessata a
comperare l'Audi però solo quando avrà tutti i soldi pronti verrà a prenderla.
Mi ha detto quando arriverò in Svizzera chiamerò e lui mi darà il suo numero,
per il prezzo non ne abbiamo parlato, gli ho solo detto quanto l'ho pagata.
Devi
affermare che l'appartamento lo hanno venduto solo per aiutarmi a pagare delle
fatture, e che mi hanno dato CHF 32'000. L'appartamento è stato venduto per
EURO 45'000. A loro, io ho affermato che mi servivano per il matrimonio, non dire
che sono sposata nel Kosovo?!
Devi
mandare prima possibile questa lettera perché l'avvocato deve chiamare al
telefono, e può darsi che lo chiamano anche quest'altri. Deve dire anche che io
volevo tornare subito con l'aereo, però __________ mi ha detto che sarebbe
meglio portare l'auto visto che ero là e lui non aveva dove lasciarla. Così mi
ha convinto di partire con l'auto. Anche la Mercedes l'ho portata per venderla
solo che non ho avuto un grosso guadagno visto che era a benzina, e lui ha
affermato che le auto diesel si possono vendere bene, in particolare Audi6 TDI.
__________ mi ha dato anche una valigia con dei campioni di stoffa da vendere,
solo che non è andata bene visto che non si guadagnava tanto, non deve
dimenticare nessun dettaglio altrimenti non mi lasciano uscire, e non pensate
che __________ ha qualche collegamento (conoscenza) perché io non ho parlato con lui, e se non mi credete potete
chiedere a __________
Devi
dire a __________ di dare la colpa a qualcuno, deve pensarci lui perché io ho
detto che non sapevo niente e che sono venuta solo per prendere la mia auto.
Magari può affermare che __________ aveva l'auto, perché ho paura che non può
più venire in Svizzera, e __________ non ha intenzione di venire qui. Devono
pensarci bene loro cosa devono dire, però l'importante che a me non mi devono
immischiare perché io non sapevo niente.
Di
a __________ che è importante affermare che io ho una macchina Caravan nel
Kosovo che ho comperato per EURO 2'000 per potermi muovere quando vado in vacanza,
è che non volevo viaggiare più con la machina ma solo con l'aereo. Di a __________
di lasciare il telefono acceso che sicuramente loro chiameranno e se non
risponde è peggio per me. Chiedi a __________ se riesce a farmi in qualche modo
un biglietto per me e __________, dello stesso giorno nel quale dovevamo
tornare dal Kosovo per la Svizzera, sarebbe ottimo, però prima possibile perché
io ho detto che volevo tornare con l'aereo e questi vogliono vedere i biglietti
solo che ho detto di averi i dimenticati nell'auto di __________ quando è
arrivato per prendermi. (Ho detto che aveva paura per la __________, visto che
è stata operata e non volevo perdere del tempo visto che con l'aereo arrivavo
lo stesso giorno). Non dimenticare nessun dettaglio perché possono capire altre
cose (fraintendere), per questo
devi fare molta attenzione.
Tu
poi scrivermi se vuoi però non puoi scrivere niente su questo caso perché loro
non vedono l'ora di avere qualche cosa in mano per incolparmi (le lettere
vengono tutte lette), e fino adesso non hanno niente in mano per accusarmi.
Quando scrivi raccontami solo di voi e dei bambini, oppure meglio se non mi
scrivi.
Per
quanto riguarda me posso dirti che sto molto bene, l'unica cosa che mi
preoccupa e la __________ perché non so niente di lei e questi non mi vogliono
dire nulla, non so perché.
Qui
è come in un Hotel, ho delle amiche e si sta bene. Tutto il tempo le porte sono
aperte, fino le 2300. Per cena possiamo preparare tutto quello che vogliamo,
abbiamo un negozio dove possiamo comperare tutti i giovedì, solo che io non ho
soldi, attualmente non mi lasciano usare la carta della banca. __________mi ha
mandato CHF 100 solo che quelli non mi bastano nemmeno per le sigarette. Dovrei
comperare tutte le cose perché oltre i vestiti non ho diritto a ricevere nulla
da casa. Se puoi vai oppure
digli al __________di mandarmi dei soldi perché io glieli restituirò quando
uscirò perché ne ho ancora da __________ Voi siete venuti fino qui e non siete
arrivati da me, oppure potevate darli all'avvocato che così lui me li portava.
Se mandate dei soldi chiedete all'avvocato e lui vi dirà come mandarli.
Non
so come fare, se trovare un avvocato privato oppure tenere quello statale. Voi
dovete parlare con lui e dirgli di non avere paura per i soldi è che voi fate
da garanti, l'importante è che lui mi aiuti. Digli che tua sorella è innocente,
se puoi di a __________ di darti dei soldi e di non avere paura perché io
glieli restituirò.
In
questo momento l'unico problema è il telefono. Se non trovano niente mi
lasceranno uscire però io ho paura che tu e la __________avete parlato troppo
senza badare al discorso.
Non
mi ricordo esattamente di che cosa avete parlato perché il telefono è stato
registrato con tutte le chiamate ed io ho parlato anche delle altre cose, del
matrimonio e di tutte le altre cose. Spero che a loro questo non gli possa interessare.
Di
me non dovete preoccuparvi, sto bene e fate finta che sono in vacanza senza
stress e senza stare tutto il gi!orno in giro come al solito. Godo delle
vacanze, mi preoccupo solo per le figlie. Lo so che __________e __________ avranno cura e anche __________alla fine
del mese uscirà e poi non dovrò più preoccuparmi tanto. La __________ e tanto
felice che tu gli hai detto che la porterai con te a __________ AI telefono la
prima cosa ch'e ha detto era: vado con la zia __________a __________
Ora
vi saluto tutti e fatte attenzione con __________, non parlate niente per
telefono."
In data
13 dicembre 2003 venne trasmessa al MP un'altra lettera che AC 1 tentò
presumibilmente (mancano agli atti le circostanze del rinvenimento), di far
uscire dal carcere. La lettera è allegata agli atti all'AI 32 (in verità è
allegata due volta la seconda pagina della lettera originale che si trova al PS
14b), tradotta al PS14b e riprodotta qui di seguito:
"__________se per
caso ti chiedono peri soldi che ti ho dato, devi dire che ti sono serviti per
questioni (bisogni) privati. Tua moglie avrebbe dovuto pagare dei "BETRIEBE",
e che io dovevo EURO 6'000 alla tua sorella __________ da 5/6 mesi e tu non me
li dai in dietro tutti ma solo la differenza. Di a __________, la mamma di __________se
le chiedono qualche cosa sulla Mercedes lei deve dire che l'ha comperata da me
per CHF 24'000. La metà me li ha dati subito e l'altra metà un'altra volta (mi
ha pagato come poteva), solo che non mi ricordo esattamente perché lei mi ha
sempre aiutata.
Se
ti chiedono qualche cosa per il giorno in cui è partito __________ tu devi dire
che sei arrivato in fretta per cambiarti e per prendere dei soldi perché dovevi
andare a festeggiare il matrimonio nel quale non potevo venire per la questione
della __________ Quando tu sei arrivato ho mandato l'__________(il nome non é ben
leggibile) con la sua auto per prendere __________ alla
stazione di __________ , e subito siete usciti (andati),
non dovete affermare che voi avete lavato l'auto, non
dimenticartelo ti prego.
Vai
dal __________, oppure digli di andare in una cabina di farti chiamare, digli
che quel giorno quando é arrivato per prendere l'auto gli ho dato EURO 500,
EURO 100 doveva darli alla "ingjes" (mamma). lo ho pregato __________ di andare nel Kosovo per me, perché avevo
dei compratori che erano interessati a comperare l'auto, vuoi dire di venderla.
Quando io sono andato a prendere l'auto no ho visto per niente __________
Ancora
qualche cosa, se la __________ la mamma di __________domanda per la Mercedes
devi dirle "che lei è scema" che io dovevo coprire i soldi che avevo
preso per il matrimonio che ho fatto, e che non deve avere paura perché lei non
è controllata. __________non devi prendere con comodo questo lavoro, devi
prendere contatto subito con __________, sarebbe stato meglio che tu fossi
andato da lui oppure che lui fosse venuto da te, che parlarne al telefono. Ti
prego fammi questo lavoro (favore).
Per
quanto riguarda me io sto benissimo, sto riposando come se fossI in un Hotel e
mangio gratis, vado a dormire e mi alzo quando voglio, mangio delle torte di
diversi gusti.
Ho
delle amiche molto buone e se non erano loro, non so cosa avrei fatto. Abbiamo
creato un bel gruppo siamo in 5 (donne e ragazze), ho malinconia solo per le
figlie. Se le avessi qui con me non sarei uscita mai da qui, mi credi?
Tu
mi puoi scrivere ma stai attento e non scrivermi né di __________ né di questo
che ti ho detto perché le lettere sono lette prima di arrivare a me, questa
lettera te l'ho mandata di nascosto tramite il marito di una mia amica che sta
qui. Ti prego __________vai più spesso che puoi dalla __________ e giocate alle
carte perché non ha con chi giocare, lo sai che lei senza di me farà fatica,
però non posso fare niente al momento. Forse ti chiedo tanto e spero che un giorno potrò ricambiare li favore. Se qualcuno ti chiede di
me non dire niente, afferma che sono andata nel Kosovo oppure da qualche altra
parte. __________ti prego abbi cura di __________ perché ho paura per lei, ho
dimenticato anche la sua faccia, l'unica cosa che mi ricordo di lei è la voce
quando parla al telefono.
Non
dimenticare di mandarmi le cose che ti ho chiesto perché mi servono. Mi mandi
anche i colteIi neri che sono in cucina e soprattutto non dimenticare il caffè
e la caffettiera (turca).
Se
parli con __________ digli di non preoccuparsi perché io sto bene come in un
Hotel e spero che tutto andrà bene, mi saluti tutti. Di a __________ di
prendere contatto con l'avvocato che aveva anche per __________, questo è
importante.
Non
preoccuparti per me, ti saluto AC 1
Urgentemente
mi serve un avvocato. Di a __________ di parlare con quell'avvocato e se può
prendere in mano il mio caso, perché loro mi hanno dato un avvocato statale
(d'ufficio) che non vale niente. Dovrebbe dire che noi vogliamo il nostro
avvocato."
Il
15.12.2003 è stata eseguita una perquisizione nella cella di __________ e sono
state trovate 2 lettere. redatte dalla AC 1 e una lettera redatta da __________
le stesse erano depositate in una scatola per biscotti dove la __________tiene
la sua corrispondenza. L'interessata è stata informata del sequestro degli
scritti.
La
prima allegata all'AI33 è tradotta agli atti al PS14c qui riprodotto:
"__________
non so nemmeno io come cominciare questa lettera, però provo almeno ad
informarti della situazione. In quel giorno nel quale ti aspettavo per il
pranzo volevo anche parlarti.
Avevo
mandato anche le figlie dalla nonna per poter parlare tranquilli, solo che tu
sei andato da lei (riferisce a un'altra donna) a dormire in pieno giorno.
Ti ho chiamato diverse volte e tu non rispondevi. Quando finalmente mi hai
risposto mi hai detto che dormivi, solo che io sentivo la voce di lei. Dopo
tante mie fatiche sei passato da me alla sera, ho visto che tu non avevi fretta
per di più mi hai detto che non mi volevi più vedere. Più tardi quando ti ho
chiamato di nuovo dormivi. Mi hai detto che avevi una altra vicino a te. lo ti
avevo chiamato per chiederti di passare da me così in tal modo mi potevi
accompagnare all'aeroporto la mattina seguente, solo che io non l'ho fatta alla
lunga per il semplice motivo che non volevo sentire di nuovo come al solito
"lascia mi in pace", "non disturbarmi" oppure "non
chiamarmi mai più". Tutto il tempo sono stata preoccupata nel pensare come
fare con la svizzera che hai mandato a sposarsi con lo zio nel Kosovo. Ho
pensato, vado dopo che avrò fatto il lavoro magari ti sarà passato solo che è
successo diversamente. Spero che mi capisci anche se ti scrivo poche parole.
Qualche
giorno prima di partire per il Kosovo, avevo mandato l'auto visto che __________
mi aveva trovato dei compratori. Solo che loro non avevano subito i soldi, ed
io ho detto a __________ di non consegnare l'auto, gli ho detto di tenerla fino
a quando gli daranno i soldi e lui mi ha risposto di non avere un garage e
quindi di aver paura che la rubassero, casi sono stata obbligata ad andare a
riprenderla. Mi ha detto quando arriverò in Svizzera lo dovrò chiamare e mi
darà il numero di quella persona, così:lui verrà a prendere l'auto e mi darà i
soldi. lo sono partita subito per la Svizzera perché avevo in casa la figlia
operata.
Però
digli che io non avevo il tempo di incontrarti per la questione della svizzera (riferisce la donna che è sposata con il zio) per le carte, mi capisci
o no??????"
La seconda tradotta al PS 14d, qui di
seguito riprodotta:
"Questa
machina l'ho comprata con l'intenzione di venderla, perché e troppo cara e sta
di fatto che non avevo nemmeno i soldi per pagare subito. CHF 9'000 li ho dati
subito e altri CHF 9'000 li ho dato una seconda volta. Allora vai da lui, tu
sai che noi abbiamo combinato dei diversi matrimoni, questi (i novelli Sposi) ci davano dei regali che
abbiamo diviso sempre a metà, se me lo chiedono. Quando sono arrivata alla
dogana Svizzera mi stavano aspettando e non vedevano l'ora che io arrivassi,
perché qualcuno sapeva meglio di me il "caso" (la cosa). Di preciso no lo so, solo che le
parole di __________non riesco a togliermele dalla testa, sono abbastanza
chiara o no? lo non ho colpa non sapevo niente. Qui ho delle amiche e da una di
loro viene il marito in visita, le ho chiesto di contattarti solo che a te non funziona il telefono. Cosi ho dovuto scriverti e spero
che il marito della mia amica riesca a mandartela se non gliela trovano prima
di uscire, ora mi capisci. __________, per quanto mi riguarda sto bene solo che
mi mancate tanto tu e le figlie. Se non avessi avuto queste amiche qui non
saprei cosa avrei fatto. Qui si comportano bene con tutti noi, non avevo le
sigarette e loro me le hanno date. __________ se t'interessa di più per me poi
prendere contatto con questo avvocato che mi hanno dato loro __________,. Puoi
venire nel suo ufficio senza problemi. Sono arrivati anche la __________, __________e
__________solo che non hanno combinato niente. Ho scritto anche a __________una
lettera nella quale ho scritto cosa doveva portarmi e sarebbe bene se tu ti
mettessi in contatto con lui, così mi avresti portato queste cose
dall'avvocato, e fui me le portava, devi dire che sei __________mio cugino.
Qui
le condizioni sono come in un Hotel. Solo quando mangiamo chiudono la porta
altrimenti e sempre aperta. Ho dimenticato una altra cosa, se puoi vai dalla __________
perché avrà la malinconia, gli hanno detto che io ho avuto un incidente e che
mi trovo in ospedale, ho parlato con lei e ho visto che è triste senza di me. __________
mi scuso perché l'ultima volta ero molto gelosa nei
tuoi confronti, anche se tu non mi ami più io non ti dimenticherò mai, finche
morirò, ti amo. Tu puoi scrivermi, però fai attenzione cosa scrivi e firmarti
come __________"
La terza al 14e, qui riprodotta:
"__________devi
leggere attentamente questa lettera e devi fare tutto come ti scrivo. Se ti
chiedono per i CHF 10'000 che ti ho dato devi dire che ti servivano perché tu
dovevi sposarti e che servivano anche alla tua moglie perché aveva dei debiti
(BETRIEBE).
Il
giorno che ti sei sposato sei venuto da me in fretta solo per cambiarti ed __________ti
stava aspettando fuori. Ho pregato di andare a prendere __________ alla stazione
di __________ con la mia auto visto che era accesa. Non dovete dire che siete
venuti prima e che siete andati a lavare la mia machina, l'auto l'ho lavata io
e non voi, anche dei difetti della finestra e del tetto voi non sapevate
niente, non dimenticatelo. Vai subito da __________per riferirgli ciò ma non
telefonicamente.
Senz'altro
devi andare anche da __________, lui deve dire che quel giorno nel quale è
arrivato a prendere l'auto io sono uscita per comprarmi un profumo per l'auto e
per girare un po' onde caricare la batteria visto che era a terra, ma lui
questo non lo sa di sicuro perché aspettava a casa con la __________ e quando
io sono tornata gli ho dato EURO 500 per il viaggio e EURO 100 per la mamma.
Di
a __________, alla mamma di __________, che la Mercedes l'ha comperata da me
per CHF 24'000 e che mi ha pagato la metà due mesi fa' e il resto me li ha dati
poco a poco
secondo
le mie esigenze, visto che lei non ha mai fatto caso a soldi con me, quando io
non ne avevo lei mi ha sempre aiutata. Di un'altra cosa ad __________ che il
sabato quando è venuto da me gli avevo detto che magari saremmo rimasti anche
per il __________e lui mi ha sgridata chiedendo per quale motivo portavo la
machina in Kosovo visto che non ero sicura di poter guadagnare tanto. Non
dimenticare che dobbiamo dire tutti le stesse cose, altrimenti penseranno che
dico delle bugie. Vuoi dire che lui ha portato l'auto per venderla. Di anche a __________,
la mamma di __________, di non avere paura perché lei non è controllata e che
io dovrei coprire in qualche modo i soldi che mi hanno dato per il mio
matrimonio. Non devi sbagliare nel parlare telefonicamente ma devi andare di
persona da __________ e __________ Se qualcuno ti chiede di me, di che sono nel
Kosovo o da qualche altra parte. Tu puoi scrivermi se vuoi ma no dimenticare
che le lettere vengono lette prima che mi arrivino, fai attenzione cosa mi
scrivi. Per quanto mi riguarda sto bene mi riposo e mangio gratis, solo che mi
manca tantissimo la __________ e tu potresti andare qualche volta a giocare a
carte con lei. Ti prego __________abbi cura della __________
Devi
dire a __________ che io dovrei contattare l'avvocato di __________ perché gli
vorrei parlare, ricordatevi che io non ho un avvocato. Questo che mi hanno
assegnato non vale niente, fino ad oggi l'ho visto soltanto una volta. Mi hanno
detto che l'avvocato della __________ e troppo in gamba, mi serve il più presto
possibile un avvocato.
Dovete
mandarmi dei soldi perché non mi bastano per le sigarette, la mia fortuna sono
queste donne qui che sono molto brave e che mi prestano dei soldi, dovrei
ritornarli. Con la lista delle cose che ti ho mandato devi fare un pacco e
mandarmelo perché la __________mi ha portato solo una tutta da ginnastica, non
dimenticare il caffè e la caffettiera. Dovete informarvi prima perché ci sono
le vacanze di Natale. Di me non dovete preoccuparvi perché sto bene e
specialmente di sera nel momento in cui stiamo tutti insieme. Saluti a .tutti e
particolarmente a __________ e __________ Dai un bacio e un abbraccio; a __________
per me."
- IL
PROCESSO INDIZIARIO
A fronte delle contestazioni dell’accusata circa
l’aspetto soggettivo del reato ascrittole occorre brevemente ricordare i
principi cardine che informano il diritto penale. Per il processo indiziario,
l’indizio è una circostanza certa dalla quale si può trarre per induzione
logica una conclusione circa la sussistenza o non del fatto da provarsi; se la
circostanza indiziante non è certa devono avantutto accertarla altri elementi
di prova.
Si può fondare il giudizio di condanna mancando prove tranquillanti e sicure su
indizi, che tuttavia permettono un processo di induzione condotto con un metodo
rigorosamente logico e preciso.
L’esistenza o l’inesistenza di un fatto è provata
quando il giudice ne sia personalmente convinto. Egli deve essere moralmente
certo. Tale certezza morale non è data ove egli abbia ancora dubbi ossia quando
non sia in grado di escludere praticamente che nelle circostanze concrete la
situazione di fatto potrebbe essere diversa e giuridicamente non equivalente.
Allorquando il giudice penale, che per legge deve valutare liberamente le
prove, raggiunge tale convincimento, la prova dell’esistenza o dell’inesistenza
di un fatto risulta fornita. Va pure ricordato in questo contesto che il
principio “in dubio pro reo” non significa obbligo per il giudice di
prosciogliere ogni volta che egli, avuto riguardo ad una concreta fattispecie,
abbia dei dubbi, ma soltanto ove egli rimanga nel dubbio, cioè laddove le prove
assunte non hanno potuto procurargli la certezza dell’esistenza o
dell’inesistenza di un fatto rilevante. Devesi comunque trattare di dubbi
concreti fondati su circostanze certe e non di semplici ipotesi di
interpretazioni divergenti dei fatti. Quando comunque il giudice raggiunge
senza incorrere in arbitrio una convinzione determinata, tale principio
dubitativo non può trovare applicazione. Inoltre non è certamente lecito
estendere tale principio fino al punto illogico di valutare tutte le prove in
maniera irrazionale solo per poter giungere ad una dimostrazione favorevole
all’imputato.
Nemmeno la confessione assurge a prova regina, se
questa confessione non trova riscontri negli atti e negli accertamenti
istruttori e dibattimentali. Per sbaragliare il campo da qualsiasi equivoco la
Corte non ha considerato come prova determinante le prime ammissioni di AC 1,
laddove queste ammissioni non hanno trovato riscontri. Il lavoro di
ricostruzione dei fatti operato dalla Corte si è quindi basato su tutte le
risultanze dibattimentali, sui verbali d'interrogatorio, sulle lettere scritte
dall'accusata e sulle intercettazioni telefoniche.
- L’ACCUSA
La procedura penale moderna è retta dal principio
accusatorio. L’atto di accusa assume una doppia funzione: da un lato
circoscrive l’oggetto del processo, dall’altro garantisce i diritti della
difesa in modo che l’imputato possa adeguatamente far valere le proprie
ragioni. L’identità tra atto di accusa e oggetto del giudizio non deve essere
spinta all’eccesso fino ad esigere una letterale corrispondenza terminologica,
il principio accusatorio essendo leso soltanto quando il giudice si fonda su
una fattispecie diversa da quella che figura nell’atto di rinvio a giudizio
(CCRP 3 maggio 2000 in re M.; 21 ottobre 1999 in re B e 24 marzo 1998 in re C).
Ora, da un’attenta lettura dell’atto di accusa
emerge, di tutta evidenza che l’imputazione non è riferita al fatto di
appartenere ad una organizzazione costituitasi per esercitare il traffico di
stupefacenti bensì per aver detenuto, trasportato e importato un quantitativo
tale da mettere in pericolo la salute di parecchie persone, l’organizzazione
essendo riferita unicamente al trasporto come tale del trasporto della droga
poi sequestrata in dogana. Risultano pertanto in conferenti le argomentazioni
che la difesa ha esposto in arringa secondo le quali da un lato vi sarebbe
l’organizzazione e, dall’altro vi sarebbe il trasporto. Secondo il chiaro ed
inequivocabile testo dell’atto di accusa ad AC 1 è imputato di avere detenuto,
trasportato e detenuto oltre 23 kg di eroina, il cui trasporto dal Kosovo alla
Svizzera è stato da lei organizzato. Ed è quindi di questi fatti che ella deve
rispondere dinanzi a questa corte.
- L’INCHIESTA
a) In data 10 agosto 2003 una pattuglia della polizia cantonale e
municipale di __________ venne chiamata ad intervenire presso l’abitazione di
tale __________ da qui il nome dell’intera inchiesta denominata “__________”)
poiché un vicino di casa aveva notato due persone uscire da una finestra al
pianterreno di detta abitazione. Arrivati sul luogo, gli agenti entrarono
nell’appartamento della per accertare l’eventuale presenza di altri
ladri. Gli agenti trovarono l’appartamento in disordine e, all’interno di un
mobile aperto in salone, rinvennero e sequestrarono un pacco contenente 4 minigrip
di 25 grammi ciascuno di eroina. Sul pacco figurava il nome “” ed il
numero telefonico __________. __________ __________venne sentita il 18 agosto
2003 in merito agli oggetti che le erano stati rubati. Chiamata a dare poi
delle spiegazioni in merito alla droga ritrovata nel suo appartamento la donna
spiegò che si trattava di eroina destinata al suo consumo personale ed al
consumo personale del suo amico. L’eroina le era stata consegnata qualche
giorno prima dietro consegna di fr. 3'800.--. Interrogata sul nome __________e
sull’utenza telefonica rinvenuta sul pacchetto, __________ dichiarò che si
trattava del suo fornitore. Ella dichiarò inoltre di essersi recata presso il
domicilio di __________in una occasione e che __________era venuto più volte
presso il suo domicilio senza fornire ulteriore spiegazioni. Da informazioni
raccolte dalla polizia nel mondo dei tossicodipendenti, __________ aveva
l’abitudine di ricevere a casa sua diversi consumatori di droga e quindi nacque
il sospetto che lei stessa si dedicasse alla vendita di eroina.
L’utenza
telefonica di “__________” __________ ed il rispettivo IMEI, vennero messi
sotto ascolto (AI53 allegato 3) a partire dal 20.8.2003 alle ore 15.30, ma
senza successo.
Dal rapporto di polizia
di __________ del 21.8.2003 (AI53 allegato 4) all’attenzione del giudice
istruttore __________, emerge infatti che dall’utenza in questione non era
stato registrato alcun movimento, né in entrata, né in uscita. Sorse quindi il
sospetto che la notizia del sequestro dell’eroina rinvenuta presso il domicilio
della fosse giunta a “” e che quindi questi si fosse
sbarazzato del cellulare in questione. Gli inquirenti chiesero ed ottennero la
messa sotto ascolto dell’utenza __________ in uso a __________ __________al fine
di rintracciare i suoi fornitori.
Tra il 21 e il 27
agosto 2003 gli inquirenti registrarono sull’utenza in uso a __________ __________8
contatti con un certo __________, poi identificato in __________(AI 53 all 17).
Per quanto qui di rilievo, a seguito di numerose intercettazioni telefoniche
tutte autorizzate dal competente magistrato bernese, si è potuto stabilire che
il predetto __________aveva dato il suo natel ad una donna sposata a tale __________,
fratello di __________detto __________che, in seguito, sarà detto __________1(AI
53 all 15). Dal rapporto di polizia di __________ del 14.11.2003 (AI53 allegato
18) all’attenzione del predetto Giudice istruttore si evince che dall’ascolto
degli IMEI in uso a __________è emerso che __________aveva dei contatti con un
fornitore __________che si trovava in __________ /Kosovo. __________era in
procinto di preparare la consegna di 20 kg di eroina destinata a __________1,
chiamato anche __________, persona senza domicilio fisso sul territorio
elvetico.
In quel periodo __________avrebbe
preso contatto con un donna denominata AC 1 (ovvero AC 1), che avrebbe il ruolo
di trasportatrice. In occasione di una conversazione risulterebbe in
particolare che era imminente una trasferta di AC 1 nell’ex Yugoslavia per
prendere possesso di una grande quantità di eroina. Anche i numeri di telefono
in uso ad AC 1 vennero messi sotto censura dalle competenti autorità cernesi.
Per maggiori dettagli si rinvia all’AI 53.
b) Necessità d’inchiesta hanno fatto in modo che nei primi verbali
d’interrogatorio all’accusata non venisse contestato il contenuto delle
numerose intercettazioni telefoniche e questo per non pregiudicare l’esito
dell’intera inchiesta condotta dalle autorità confederate, in particolare
contro __________, ancora in libertà. In un primo tempo infatti l’intero
procedimento, che riguardava pure altri traffici e che coinvolgeva più persone,
avrebbe dovuto essere assunto dal Ministero Pubblico del Canton .
Significativo al riguardo il contenuto dell’AI 22 del 3 dicembre 2003 nel quale
il Giudice Istruttore __________ (GI) porgeva al nostro Ministero Pubblico i
propri ringraziamenti per l’ottima collaborazione e per “Ihre Bereitschaft, die
oben erwhänte Angeschuldigte (n.d.r. AC 1) noch zwei bis drei Wochen zu betreuen”.
Il 15 dicembre 2003 lo stesso Giudice Istruttore informava il Ministero
Pubblico che l’intero procedimento “”, a carico di almeno 10
imputati, tra cui AC 1 e __________1, veniva assunto dal Ministero Pubblico
della Confederazione (MPF). Con scritto 17 dicembre 2003 quest’ultimo
comunicava al MP di __________che la sua competenza era limitata a quattro dei
dieci personaggi precedentemente citati dal GI di Berna, tra cui 1,
ma non AC 1, nei confronti della quale il procedimento doveva rimanere di
competenza delle autorità cantonali (AI 38). Il 18 dicembre 2003, vista la
citata decisione del MPF, il GI di __________ comunicava al nostro MP che la
competenza a procedere nei confronti di AC 1 doveva essere assunta dalle
autorità ticinesi, stante che, a sua conoscenza, la donna non avrebbe commesso
alcun reato nel canton __________ (AI 40). Con scritto 19 dicembre 2003 (AI 41)
il Procuratore Pubblico osservava che l’arresto della donna era avvenuto su
esplicita richiesta delle autorità cantonali __________ e che tutte le
autorizzazioni relative alle censure telefoniche erano state ordinate dalle
autorità di quel cantone, invitando nel contempo il GI bernese a rivedere la
sua posizione in punto alla sua competenza non senza avvertirlo che, in caso di
silenzio entro il 29 dicembre 2003, avrebbe fatto uso delle informative JANUS,
dove erano contenuti i controlli telefonici relativi ad AC 1, senza attendere
la sua autorizzazione. Autorizzazione che, peraltro, giungeva il 23 dicembre
successivo (AI 43). Lo stesso giorno il Procuratore Generale del canton ,
d’accordo con il già citato GI, ribadiva che la competenza doveva essere
assunta dalle autorità ticinesi (AI 44). Il 29 dicembre successivo il
Procuratore Pubblico invitava l’ufficio del Procuratore generale del canton __________
a volergli inviare tutte le intercettazioni telefoniche relative all’inchiesta
“” che, fino a quel momento, non erano mai state trasmesse alle
nostre autorità proprio perché, in origine, il compito dei nostri inquirenti
avrebbe dovuto limitarsi alle formalità dell’arresto ed all’esperimento dei
primi accertamenti, l’intero procedimento essendo previsto che venisse assunto
dalle autorità del Canton __________ nell’ambito dell’intera inchiesta denominata
“” (AI 45). Fatto sta che l’intero plico delle intercettazioni
telefoniche è stato trasmesso al MP ticinese il 12 gennaio 2004 (AI 53). Ciò
spiega sia perché gli inquirenti hanno informato AC 1 per la prima soltanto il
5 gennaio 2004 che il suo arresto non era frutto del caso ma di un’inchiesta
già ed ancora in corso e che i suoi numeri telefonici erano sotto controllo, sia
perché l’accusata è stata avvertita solo in occasione del verbale del 30
gennaio 2004 che le risultanze dei predetti CT le sarebbero poi state
contestate in occasione dei successivi interrogatori, ciò che è poi avvenuto a
partire da quello di polizia del 23 marzo 2004 (PS 2 j-o).
- GLI
ANTEFATTI
a) L’acquisto
dell’AUDI A6 in cui è stata sequestrata l’eroina.
Dall’estratto
dell’ufficio delle circolazione di __________ emerge che la vettura Audi A6 è
stata immatricolata a nome di AC 1 il 29 ottobre 2003 (AI 74). Sulle modalità
di acquisto del veicolo l’accusata ha fornito varie versioni:
"Io
l’Audi l’avevo a mia volta comperata qualche settimana fa a __________ Era il
mio ragazzo, di cui preferisco non rivelare il nome poiché mio amante e
felicemente sposato (n.d.r. che l’accusata dirà poi chiamarsi __________, __________
2), che mi aveva trovato l’auto. Lui sapendo che a me piacciono le auto veloci
e che consumano poco, mi aveva segnalato l’Audi.
D: Quanto ha pagato
l’Audi?
R: L’ho pagata
28'000.- franchi circa. L’ho pagata dandogli una
vecchia Audi e circa fr. 9'000.- in contanti."
(verb. PS 2a 20.11.03 ore 16.41)
-"Il
mio amante mi aveva indicato la presenza di quest’auto in questo garage. Io mi
sono quindi recata a trattare l’acquisto. D: Quanto ha pagato l’auto?
R:
L’auto costava, dopo lo sconto, fr. 28'000.- Fr. 18'000.- glieli ho dati in due
volte in contanti, mentre il garagista mi ha bonificato 10'000.- franchi con la
ripresa di una mia altra vettura, una Audi 4 blu scura (…)
Preciso
che 9'000.- franchi glieli ho dati il giorno in cui ho ritirato l’auto, gli
altri 9'000.- franchi glieli ho dati qualche giorno dopo.” (verb. PS 2f 26.11.04).
Nello stesso verbale ha poi dichiarato:
"D:
Dove ha acquistato l’auto?
R:
A __________, non ricordo il nome esatto del garage, in auto si dovrebbe
trovare una lettera riferita a questo acquisto.
D:
Chi ha trattato l’acquisto dell’auto?
R:
Io personalmente. Il mio amante mi aveva indicato la presenza di quest’auto in
questo garage. Io mi sono quindi recata a trattare l’acquisto. D: Quanto ha
pagato l’auto? R: L’auto costava, dopo lo sconto, fr. 28'000. Fr. 18'000.- glieli
ho dati in due volte in contanti, mentre il garagista mi ha bonificato 10'000.-
franchi con la ripresa di una mia altra vettura, una Audi 4 blu scura .Preciso
che 9'000.- franchi glieli ho dati il giorno in cui ho ritirato l’auto, gli
altri 9'000.- franchi glieli ho dati qualche giorno dopo.(….)
Da
dove ha quindi preso i 9'000 franchi necessari a saldare l’acquisto dell’Audi?”
R:
Li avevo a casa in contanti.
D:
E’ quindi esatto dire che lei aveva a disposizione in contanti in pochi giorni
almeno 28'000 franchi in totale?
R:
Per l’esattezza a casa avevo 16'000 Euro e 9'000 franchi in contanti.
D:
Come li ha guadagnati questi soldi?
R
Qualche settimana fa ho venduto la mia Mercedes vecchia a mia suocera. Lei mi
ha dato 9000 franchi in contanti. I 16'000 euro provenivano da una vendita
della BMW fatta qualche mese fa in Kosovo”
-"Mi viene riletto il verbale d’interrogatorio di polizia
del 20.11.2003 ore 16.41. Confermo che quanto scritto in questo verbale
corrisponde a quanto da me dichiarato in quell’occasione. Voglio unicamente
correggere quanto indicato a pag. 2 in relazione al prezzo di acquisto
dell’autovettura Audi. Il prezzo dell’autovettura non era di fr. 28'000.- bensì
di fr. 31'600.-. Da questo importo è stato dedotto il valore della vecchia Audi
e mi è stato fatto anche uno sconto, motivo per cui avrei dovuto pagare in
contanti fr. 18'000.- (…)
Mi viene riletto il verbale di interrogatorio di polizia del
26.11.2003 ore 14.45. Quanto scritto in questo verbale corrisponde a quanto da
me dichiarato in quell’occasione con le seguenti correzioni: a pag. 2 quando ho
risposto alla domanda 4, non ho detto che i fr. 9'000.- mi sono stati dati dopo
qualche giorno bensì dopo qualche ora. Questi soldi me li ha procurati il mio
amante, non so da dove, e me li ha portati da consegnare al garagista.(…)
Quando ho acquistato l’auto anche il mio amante era presente” (verb. PP 18.12.03 PS 2j)
-"le chiediamo di ripetere nuovamente come ho pagato l’Audi
A6 con cui è stata fermata a __________
R: Il prezzo pattuito è stato di circa fr. 32'000.-. Io ho
dato l’audi A4 aggiungendo 18'000 franchi in contanti. Questi soldi li ho dati
lo stesso giorno in contanti. Fr. 9'000.- erano i miei, gli altri fr. 9'000.- me
li ha dati il mio amante __________. I verbalizzanti mi informano d’essere in
possesso della ricevuta riferita all’acquisto dell’Audi A6,
Doc. D.
D: Quando ha venduto la Mercedes E320 telaio (…)
alla sua ex suocera __________?
R: La mia ex suocera non mi ha dato denaro in contante. Non
avevo pattuito nessun prezzo con la donna. Lei mi ha dato tanti soldi nel corso
di questi anni. Ho dato la Mercedes per riconoscenza" (verb PP 05.01.04 PS 2j)
In
aula AC 1 ha dichiarato (verbale dib. p. 3) che la A6 fu pagata con la ripresa
della A4 valutata 10/11 mila franchi, e con 18 mila franchi in contanti
provento in parte dalla vendita della precedente BMW in Kosovo ed in parte
dalla dote di fr. 50'000.- che le avrebbe pagato il suo nuovo marito (__________)
su cui si tornerà in seguito. A questo stadio basti rilevare come, già solo
sulle modalità di acquisto e sul pagamento della vettura, la donna abbia
fornito svariate versioni in contrasto tra loro. Vi è poi un particolare
significativo della poca credibilità del racconto dell’accusata già su questa
questione che, tutto sommato, se presa a sé stante, non avrebbe una gran
rilevanza. In occasione del suo verbale di polizia del 26 novembre 2003, ossia
in quello in cui la donna trova, a suo dire, la forza di dire, nonostante le
asserite precedenti pressioni esercitate su di lei da parte degli stessi
verbalizzanti, di smentire le sue precedenti ammissioni, AC 1 ha dichiarato che
l’acquisto della A6 era finalizzato poi alla sua vendita in Kosovo al prezzo di
16'000 euro. Posta di fronte all’evidente ineconomicità dell’operazione, la
donna ha dichiarato solo in quel momento di essersi confusa e che quei 16 mila
euro erano in realtà il provento della vendita di una sua precedente BMW. Si
sarebbe trattato di un veicolo di sua proprietà che subì un danno totale in
Svizzera, per il quale l’assicurazione le versò il corrispettivo valore venale,
dedotti fr. 1'500.- per il relitto che lei ritirò, fece riparare in Kosovo e
rivendette per appunto 16 mila euro. Senonchè, interrogata dal PP sui veicoli
da lei posseduti da quando è in Svizzera, AC 1 non fa menzione della BMW:
"Quanti
e quali veicoli ha utilizzato nel corso degli ultimi anni?
R:
Giunta in Svizzera non avevo auto. La prima vettura è stata una Renault 19. In
seguito ho avuto una Ford Transit che ho venduto nel 2002. Poi ho immatricolato
una Mercedes, in seguito venduta alla AC 1 quindi un’Audi A4, acquistata nel
2003 e venduta circa 6 mesi dopo per ritirare l’Audi A6.” (verb. PP 05.01.04).
-"Avevamo deciso di pagare solo una parte dell’autovettura
per vedere come funzionava. Di fronte al garagista io ho mostrato che avevo
solo fr. 9'000.- e che non potevo pagare il resto. A quel momento egli ha detto
che non poteva consegnarci l’autovettura se non pagavamo la rimanenza e allora
in quel momento il mio amante ha fatto finta di uscire per andare a prendere
dei soldi ed ha poi consegnato anche gli altri fr. 9'000.-." (verbale PP 30.01.04 PS 2l).
b) Gli
spostamenti di AC 1 prima del 14.11.2003
Circa il percorso tra __________ ed il Kosovo, dal rapporto di polizia a p. 12,
che l’accusata non ha contestato, emerge che il viaggio __________ ha una
lunghezza di circa 1'600 km normalmente percorribili in 18 ore circa (dato
rilevato dal sito internet Viamichelin.com. [n.d.r.: cfr. PS 13a e b]). Per raggiungere
__________ partendo da __________ si deve attraversare l’Italia, transitare in
Slovenia attraversare Croazia e Serbia per poi giungere in Kosovo. Punto di
transito importante è il valico di __________ (Croazia)-Batrovci (Serbia).
Infatti in questo luogo i funzionari doganali hanno apposto il maggior numero
di timbri sui passaporti di AC 1. Inoltre si ricorda che per poter circolare in
Kosovo è necessario ottenere un certificato assicurativo rilasciato
dall’assicurazione CIU che ha uffici unicamente in Kosovo (cfr. allegato PS16d
riferita alla dichiarazione rilasciata dal responsabile dell’assicurazione)
L’auto Audi A6 (…) al momento dell’acquisto avvenuto il 29.10.2003 segnava
circa 133000 km al contatore[n.d.r.: cfr. allegato doc. D al verbale di polizia
PS2j: contratto di compra vendita dell’auto]. Al momento del fermo a __________
il 20.11.2003 l’auto segnava 143729 km, vale a dire 10729 km percorsi in poco
più di 20 giorni.
Dai timbri sui passaporti di AC 1 emerge quanto segue:
Il 9.10.2003 venne
rilasciata alla vettura Mercedes __________ intestata a AC 1 una polizza
assicurativa al confine di __________ che è un valico doganale tra Kosovo e
Serbia nei pressi della città __________ (PS16).
Il 27.10.2003 AC 1
uscì da __________ Croazia (PS7).
Il 27.10.2003 AC 1
entrò a __________ Croazia (PS7).
Il 29.10.2003 ha acquistato
l’Audi A6.
Il 30.10.2003 AC 1 è
rientrata nuovamente a __________ (PS7).
Il 31.10.2003 venne
rilasciata alla vettura Audi A6 intestata all'accusata una polizza assicurativa,
necessaria per poter circolare in Kosovo, al confine di __________ e (PS16).
Il 1.11.2003 AC 1
uscì da __________ Serbia Montenegro (PS7).
"D3: Quando è andata
in Kosovo la volta precedente il viaggio dell’arresto?
R3: Sono andata per
le ferie scolastiche d’autunno. Sono andata con entrambe le figlie e la moglie
di __________ , __________. Il viaggio è stato fatto in auto, la mia vecchia Mercedes
(…)
Ricordo che mentre
ero in Kosovo mi sono accorta che il passaporto italiano scadeva. Ho quindi
deciso di rientrare con l’aereo a __________ per rinnovare il documento. Una
volta rinnovato il documento sono quindi ritornata in Kosovo con l’aereo.”
Ciò
che contrasta col fatto che l’unico timbro aeroportuale precedente il 19
novembre 2003, data della sua ultima trasferta in Kosovo, reca la data del 19
agosto 2003 a __________ (PS7).
Più
avanti, nel medesimo verbale, l’accusata ha dichiarato:
"Non sono
ripartita il giorno stesso che ho ricevuto il passaporto italiano. Preciso che
il passaporto l’ho ricevuto il giorno in cui sono andata a richiederlo al
Consolato d’Italia a __________ I verbalizzanti mi informano che il passaporto
è stato rilasciato il 22.10.2003 a __________ Anche se mi viene detta la data,
non ricordo che fosse il 22.10.2003. È comunque corretto dire che il 17.10.2003
io mi trovavo in Kosovo poiché quello è il giorno del compleanno del mio ex
marito __________ Con le mie bimbe si era parlato del regalo da fare a __________
D4: Il volo che
tratta compie?
R4: Ho sempre volato
sulla tratta __________.
D5: È esatto dire
che una volta ritornata in Svizzera dalle vacanze citate sopra è ripartita
unicamente con l’aereo diretta in Kosovo per poi rientrare in Svizzera il
giorno dell’arresto?
R: È esatto.
D: Si ricorda quando
è stata comperata l’Audi A6?
R: Non ricordo la
data esatta, comunque l’Audi A6 è stata comperata una volta rientrata dalle
vacanze di ottobre.”
Ora,
se la vettura A6 è stata acquistata il 29 ottobre 2003 e su passaporto di AC 1
è registrata un’uscita dalla Serbia __________ il 1. novembre successivo,
mentre il 27 ottobre precedente è pure registrata un’uscita dalla Serbia __________
per la Croazia, significa che quella non fu l’ultima volta che la donna si recò
in Kosovo, visto che nel suo passaporto è pure registrato che il 30 ottobre
entrò in Serbia da __________ (PS 7).
Ma queste non sono le uniche affermazioni inveritiere di AC 1 a proposito dei
suoi spostamenti. Sempre il 1. marzo 2004 davanti agli agenti di polizia ha
dichiarato:
"I verbalizzanti
mi ripetono che dal contratto in possesso alla polizia ed allegato al mio
verbale del 5.1.2004 si rileva la data del 29.10.2003.
D7: le chiediamo
nuovamente cosa ha fatto il giorno dell’acquisto dell’Audi A6?
R7: La sera stessa
sono partita per la __________ per partecipare ad un matrimonio. La stessa
notte sono ritornata a casa. Avevo con me le due bimbe. Come ho già detto in
quel viaggio mi sono accorta che l’audi aveva problemi ai freni. Ho quindi
posteggiato l’auto a casa ed ho in seguito usato la Mercedes per spostarmi.
L’Audi è stata riparata qualche tempo dopo. Sino alla riparazione l’Audi non
l’ho più usata.
D8: Lei non è mai
andata in Kosovo con l’Audi A6 prima del viaggio dell’arresto?
R8: No.
D9: dalla lettura
dei timbri riportati sul mio passaporto JU si rileva quanto segue: 1.10.2003
entrata __________ /Croazia 1.10.2003 Uscita __________ /Serbia.
R9: Ricordo che io
sono stata pochi giorni prima delle vacanze dei bambini in Serbia per fare dei
documenti necessari alla convalida il mio matrimonio di maggio. Non ricordo se
mi sono fermata o sono subito ripartita per la Svizzera. Il viaggio è stato
fatto con la Mercedes, non ricordo esattamente il paese dove mi sono recata e
comunque nelle vicinanze di __________. A casa dovrei avere l’atto di nascita
ed il certificato di cittadinanza serba. Sono scesa con le due figlie.
D10: Sempre dalla
lettura dei timbri riportati sul passaporto JU si rileva quanto segue:
27.10.2003 uscita __________ /Serbia 27.10.2003 entrata __________ /Croazia.
R10: Mi spiego
nel seguente modo: Io in Serbia sono stata due volte la prima volta sono stata
durante le vacanze di autunno. La seconda volta, non ricordo la data esatta, è
capitato dopo queste vacanze”.
Ciò
che ancora una volta contrasta con il fatto che il 30 ottobre è entrata in
Serbia, il 31 ottobre è stata rilasciata l’autorizzazione a circolare in Kosovo
per la Audi A4 appena acquistata e che il primo novembre la donna è uscita
dalla Serbia da Batrovci.
Sempre nello stesso verbale di polizia, posta di fronte alle contestazioni
degli interroganti, la donna ha affermato:
"D11:
Con quale veicolo è andata in occasione del secondo viaggio (quello dopo le
vacanze)?
R11:
Non ricordo, probabilmente con l’Audi A6. I verbalizzanti mi informano che
quanto appena dichiarato è in contrasto con quanto dichiarato rispondendo a
domande fatte in precedenza. Infatti lei ha dichiarato che l’unica volta che è
andata in Kosovo con l’Audi A6 è stata nel corso del viaggio riferito
all’arresto.
D12:
Vuole prendere posizione?
R13:
È esatto io ho detto che in Kosovo non ci sono stata quando sono andata a
prendere i documenti in Serbia con l’audi."
Queste
dichiarazioni non corrispondono all’accertamento surriferito che il 31.10.2003
venne rilasciata alla vettura Audi A6 ZH141814 intestata a AC 1 una polizza
assicurativa al confine di __________.
"D14: I verbalizzanti rilevano dalla lettura del passaporto italiano i
seguenti timbri: 30.10.2003 entrata __________ /Serbia 1.11.2003 uscita __________
/Croazia.
R14:
Questa è la trasferta fatta per andare a prendere i documenti in Serbia. Ora mi
sorge il dubbio, non ricordo con quale auto ho fatto questa trasferta o con
l’audi o con la Mercedes. Io ho le targhe trasferibili tra Mercedes ed audi.
D15:
le chiediamo nuovamente se è corretto dire che lei in Kosovo è andata con
l’audi unicamente nel corso del viaggio dell’arresto.
R15:
È corretto.” (verbale pol.
01.03.04 PSm)
Affermazione
ancora una volta manifestamente non veritiera.
"I verbalizzanti mi informano che quanto dichiarato riguardo il viaggio
per acquisire i documenti in Serbia è in contrasto con quanto dichiarato in
precedenza. Infatti inizialmente ha dichiarato d’essere andata in Serbia prima
delle vacanze di autunno (4.10/19.10.2003).
D16:
Vuole prendere posizione?
R16:
Con le date proprio non mi ci trovo, non so dare ulteriori spiegazioni.
D17:
Lei il giorno in cui ha partecipato al matrimonio in __________, cos’ha fatto?
R17:
La stessa notte sono rientrata a casa. Se non erro il giorno dopo è stato il
viaggio fatto in Serbia per fare i documenti riguardanti il mio matrimonio (…)
Ribadisco
di non ricordare con quale auto io sono andata in Serbia. I verbalizzanti mi
informano che quanto appena dichiarato è in contrasto con la risposta 13 appena
data e già modifica di una risposta precedente.
DS18:
Vuole prendere posizione?
R18:
Non so più cosa dire, io ho fatto tanti viaggi. Non so più come sono andate le
cose. (…)
D20:
Lei ha dichiarato che una volta ritornata dalla __________ l’Audi non ha più
fatto importanti spostamenti sino al giorno della riparazione? È esatto quanto
appena scritto?
R20:
Penso di si, comunque in Svizzera è stata usata per brevi spostamenti.(…)
D21:
l’Audi la guida solamente lei?
R21:
L’ha guidata pure il mio amante che chiamo __________ (__________). L’ho data a
__________ qualche volta, non so essere più precisa, comunque lui la usava per
brevi spostamenti in Svizzera.
D22:
La informiamo che al momento dell’acquisto l’Audi aveva 133000km circa al
contatore, mentre al momento del fermo 143729. Dove ha fatto tutti questi km –
più di 10000 in soli 20 giorni circa?
R22:
__________ abita a circa 100 km da casa mia, lui faceva 200km al giorno minimo.
Ad altre persone non ho dato l’auto.” (verb. Pol. 01.03.04).
- Davanti
al PP ha poi dichiarato:
"Mi
è stato riletto il verbale d’interrogatorio di polizia del 1 marzo 2004, ore
10.10. Confermo che quanto scritto in questo verbale corrisponde a quanto da me
dichiarato e non ci sono correzioni da fare. Confermo che nel mese di ottobre
sono stata per le ferie scolastiche in Kosovo. Le vacanze scolastiche duravano
due settimane, ma io sono rimasta più a lungo perché avevo il problema del
rinnovo del passaporto italiano. Nel verbale d’interrogatorio di polizia gli
ispettori hanno indicato la data 4 ottobre sino al 19 ottobre. Non ricordo se
queste erano le date delle vacanze scolastiche, erano comunque nel mese di
ottobre.” (verbale 11.03.04)
E’
stato accertato senza contestazioni che le vacanze scolastiche di __________ ,
la figlia maggiore, __________ essendo ancora troppo piccola, sono durate dal 4
al 19 ottobre 2003. Prima dell’acquisto della A6 AC 1 è entrata a __________
Croazia il 1. ottobre 2003 proveniente da __________ (Serbia) (PS7). Il 9
ottobre successivo viene rilasciata l’autorizzazione a circolare in Kosovo per
la vettura Mercedes che reca lo stesso numero di targa della A6 poi acquistata.
Il 27 ottobre successivo AC 1 esce dalla Serbia, dal medesimo valico con la
Croazia. Nello stesso verbale dell’11 marzo 2004 ha dichiarato:
"Il
viaggio l’ho fatto con l’autovettura Mercedes e con me avevo il passaporto
italiano. Non ricordo esattamente la data di quando sono rientrata dal Kosovo
per prendere il passaporto italiano nuovo. Sicuramente non il 17 ottobre perché
quella è la data del compleanno del mio ex marito e sono sicura che mi trovavo
in Kosovo ed ero andata a cercargli un regalo. Gli avevo acquistato un paio di
scarpe che gli ho portato in regalo. Non ricordo quando sono tornata in
Svizzera. Prendo atto che il passaporto italiano è stato rilasciato dal
Consolato generale italiano di __________ il 22 ottobre 2003. È possibile che
sia rientrata qualche giorno prima. Il viaggio dal Kosovo a __________ l’ho
fatto con l’aereo. Con me avevo il passaporto italiano. Questo documento
scaduto dovrebbe trovarsi a casa mia a __________ Sono poi ritornata in Kosovo
dopo qualche giorno, sempre con l’aereo. Con me avevo sia il passaporto
italiano nuovo che il passaporto serbo."
Ma
il viaggio di ritorno in Kosovo non è indicato nel passaporto italiano nuovo.
Più avanti AC 1 ha riferito:
"Preciso
che con me ho sempre i due passaporti poiché solo su quello italiano ho
registrato le mie figlie. Non ricordo su quale dei due documenti mi è stato
apposto il timbro alla dogana dell’aeroporto. Prendo atto che sulla base delle
verifiche effettuate sia sul passaporto italiano nuovo che sul passaporto serbo
non risulta alcun timbro apposto all’aeroporto di in quel periodo. Non so
spiegarmi questa mancanza. Sono sicurissima che sono andata con l’aereo. Ho
volato con la __________, compagnia presso la quale si potrà sicuramente
verificare questo fatto.”
Dalle
informazioni ottenute dalla polizia aeroportuale (PS16e) sono emerse due sole
registrazioni di AC 1 su voli nel periodo gennaio 2003-novembre 2003: il primo
risale al mese di maggio del ed il secondo al mese di agosto ed in particolare
il 19.8.2003. Non ci sono altri voli. Ciò che è strano è che non c’è nemmeno
quello di novembre. Resta comunque singolare che sul passaporto italiano nuovo
non figuri il timbro d’entrata in Kosovo a fronte dell’affermazione
dell’accusata che si sarebbe effettivamente recata a __________, partendo da ,
per il rinnovo del passaporto.
Nel medesimo verbale di interrogatorio davanti al Magistrato AC 1 ha poi detto:
"Dopo
aver acquistato l’Audi A6, che prendo atto risulta essere stata acquistata il
29 ottobre 2003, mi sono recata lo stesso giorno in __________ da mio cugino
che abita dopo __________ . Non ricordo il nome di questa cittadina. Non
ricordo a quanti km da __________ si trovi, mi sembra che il viaggio è durato
circa 3 o 4 ore con partenza da __________ Sono partita da __________ verso le
re 19.00. Sono arrivata da mio cugino tra le 22.00 e le 23.00. Con me c’erano
le mie due figlie. Con me non c’erano altre persone. Non ricordo esattamente
fino a che ora sono rimasta da mio cugino. Sicuramente dopo le 24.00. preciso
che si trattava di una festa di matrimonio e di solito da noi queste feste
durano tutta la notte. Iniziano alle 20.00 e finiscono il giorno dopo verso le
5.00/6.00 del mattino. È possibile che sia partita dalla __________ verso le
1.00/2.00 e che sia giunta a __________ verso le 4.00/5.00. Non ho comunque
pernottato in __________ Anche le mie figlie sono rientrate con me a __________
Anche durante il viaggio di rientro ero sola ed ho sempre guidato io. Non
ricordo se ancora lo stesso giorno, ossia il 30.10.2003, oppure il giorno dopo,
31 ottobre 2003, sono partita da __________ per la Serbia per andare a ritirare
i documenti relativi al mio matrimonio. Non ricordo esattamente il nome della
località dove mi sono recata ma era nei pressi di __________ in Serbia. Negli
scorsi giorni, in cella, mi ero ricordata di questo nome, ma ora mi sfugge. ADR
non ricordo con quale autovettura ho fatto questo viaggio. Avevo il problema
dei freni dell’Audi A6 e forse ho utilizzato la Mercedes. Confermo che nei
precedenti verbali avevo indicato di essermi accorta di problemi ai freni
dell’Audi durante il viaggio in __________ e che al rientro ho lasciato questa
vettura nel garage e non l’ho più utilizzata. È possibile quindi che abbia
utilizzato la Mercedes, ma di questo non ne sono sicura. Ricordo di aver
parlato con il mio amante di questo problema di freni. Ricordo che si era
accesa una luce sul cruscotto dell’autovettura e avevo chiesto a lui
spiegazioni. Mi disse che era un problema ai freni. Non ricordo quando ho
parlato con lui di questo problema. Prendo atto che dal passaporto italiano
risulta il timbro di entrata a __________, Serbia Montenegro il 30 ottobre
2003, rispettivamente l’uscita da questo valico il 1 novembre 2003. Non ricordo
esattamente quanto tempo sono rimasta a __________, il 30 ottobre 2003, dopo
essere ritornata dalla __________ Ricordo di essermi riposata e di aver
mangiato, ma non ricordo quando sono partita esattamente dalla Serbia. È
possibile che sia partita ancora alla mattina per la Serbia. Per me mattina
possono essere le 11.00 o anche dopo, quando mi sono svegliata. Non ho guardato
l’orologio.
ADR
che non ho bisogno di dormire molto, mi bastano anche poche ore per recuperare.
Il viaggio da __________ fino in Serbia dura circa 7, 8 o anche 10 ore, a
dipendenza di come guido, dal traffico, ecc.
ADR
che quel viaggio l’ho fatto unicamente con le mie bambine."
Ciò
che, ancora una volta contrasta con le risultanze degli atti poichè dalla
tabella delle assenze della figlia maggiore, il 30 e il 31, la ragazza era a
scuola (PS16c).
Al
dibattimento la donna ha ribadito di essersi recata in __________, a __________
, subito dopo aver acquistato la vettura A6 (il 29.10) con entrambe le figlie,
per assistere ad un matrimonio. E’ poi rientrata a casa dopo circa due ore di
permanenza. Si è riposata un po’ e poi è ripartita, sempre con le figlie per il
Kosovo dove è entrata il 31 ottobre, da dove è ripartita il giorno dopo per far
rientro a __________ Il tutto con la Audi A6. Resta il fatto che il 30 ed il 31
ottobre la figlia __________ risultava regolarmente a scuola.
c) I
difetti della A6
Anche
su questo tema AC 1 ne ha raccontato di tutti i colori. Per quanto di rilievo e
per non tediare il lettore in inutili dettagli, basti ricordare che al
controllo tecnico dopo il fermo (AI 72) il veicolo presentava un piccolo
difetto al vetro anteriore destro, il tettuccio con i fili staccati altrimenti
funzionante ed i dischi e le pastiglie dei freni praticamente nuovi (sostituiti
recentemente).
Proprio
in punto al difetto ai freni AC 1 ha dapprima sostenuto:
-"Dopo
l’acquisto dell’auto, la stessa sera, sono partita per la __________, luogo in
cui dovevo partecipare ad un matrimonio. Per strada mi sono accorta che la spia
dei freni si era accesa. Al rientro in Svizzera ho quindi portato l’auto in un
garage per sistemare il difetto” (verb. Pol. 26.11.03 PS 2f).
Ciò
che contrasta con il fatto che AC 1 è ripartita subito dopo il rientro da __________
per il Kosovo con la stessa A6, così come emerge dalla relativa autorizzazione
a circolare su suolo di quel paese (PS7) del 31 ottobre 2003, documento che la
stessa accusata dichiara trattarsi “di un’assicurazione obbligatoria che
bisogna fare per poter circolare in territorio kosovaro” (verb. PP 11.03.04 PS
2n).
Posta
di fronte a queste contestazioni l’accusata ha poi affermato:
"non
ricordo con quale autovettura ho fatto questo viaggio. Avevo il problema dei
freni dell’Audi A6 e forse ho utilizzato la Mercedes. Confermo che nei
precedenti verbali avevo indicato di essermi accorta di problemi ai freni
dell’Audi durante il viaggio in __________ e che al rientro ho lasciato questa
vettura nel garage e non l’ho più utilizzata. È possibile quindi che abbia
utilizzato la Mercedes, ma di questo non ne sono sicura. Ricordo di aver parlato
con il mio amante di questo problema di freni. Ricordo che si era accesa una
luce sul cruscotto dell’autovettura e avevo chiesto a lui spiegazioni. Mi disse
che era un problema ai freni. Non ricordo quando ho parlato con lui di questo
problema. Prendo atto che dal passaporto italiano risulta il timbro di entrata
a __________, il 30 ottobre 2003, rispettivamente l’uscita da questo valico il
1 novembre 2003. Non ricordo esattamente quanto tempo sono rimasta a __________,
il 30 ottobre 2003, dopo essere ritornata dalla __________ Ricordo di essermi
riposata e di aver mangiato, ma non ricordo quando sono partita esattamente
dalla Serbia. È possibile che sia partita ancora alla mattina per la Serbia. (…)
ADR
che quel viaggio l’ho fatto unicamente con le mie bambine.” (verb PP 11.03.04 PS 2m)
Di
nuovo però non è possibile che ci fosse la figlia maggiore che risulta che era
a scuola.
- Nuovamente
posta di fronte alle sue contraddizioni in punto al fatto che non era possibile
che la A6 fosse rimasta in Svizzera dopo il suo rientro da __________ , AC 1 ha
fornito un’altra versione e meglio:
"che
il 30 ottobre 2003, quando sono rientrata a __________ da __________ , ho
subito lasciato l’auto nel mio garage. Ho poi chiamato __________ e gli ho
detto che ero arrabbiata poiché c’era questo problema ai freni e che mi avevano
venduto un’auto difettosa. __________ è venuto a casa mia, ha preso l’Audi e
l’ha portata dal rivenditore. __________ ha fatto un appuntamento con un
meccanico, che se non sbaglio si chiama __________. Non so se l’appuntamento
era per lo stesso giorno o per qualche giorno dopo. In ogni caso l’auto del
meccanico l’ho portata io poiché __________ non poteva e aveva altri impegni.
Dopo che __________ è stato dal venditore mi ha riportato l’Audi A6 a casa.
L’interrogante mi dice che quanto dichiarato ora è in contrasto con quanto
dichiarato in precedenza in merito al viaggio effettuato il 30 ottobre 2003
fino in Serbia. Dichiaro che c’è stato un malinteso con l’interrogante ma io
stavo parlando che l’auto l’ho portata dal rivenditore dopo il mio rientro
dalla Serbia. ADR che non ricordo quando esattamente si è accesa la spia dei
freni. Se nel viaggio di andata verso __________ o al ritorno. È andata troppo
in fretta e non mi ricordo quando si è accesa. Ricordo unicamente che di questo
problema ne avevo parlato con il mio amante, ma non ricordo quando. ADR che il
30.10.2003, prima di partire per la Serbia, non ho incontrato __________ ADR
che non ricordo più esattamente quando si è accesa la spia. È possibile che
fosse anche durante il viaggio durante la Serbia. Ero cosciente che c’era un
problema ai freni ma ho controllato e ho visto che frenava regolarmente. Mi
sono preoccupata, ma dovevo guidare lo stesso. ADR che non ho utilizzato il Mercedes
perché non mi ero ancora accorta del problema che aveva l’Audi. L’interrogante
mi dice che queste mie dichiarazioni sono in contrasto con quanto finora
dichiarato nei precedenti verbali. Da parte mia dico che sin dall’inizio ho
sempre detto che non mi ricordavo esattamente le date." (verb. PP 11.03.04 PS 2n)
In
aula AC 1 ha poi spiegato che effettivamente, dopo aver parlato con __________
2 in occasione di una sua visita che le ha reso in carcere, questi le ha fatto
ricordare che in realtà il guasto ai freni si verificò durante il viaggio di
ritorno dal Kosovo, e meglio in Serbia, di guisa che le riparazioni
all’impianto frenante sono comunque poi state eseguite in Svizzera dopo il 1.
novembre e prima del 14 novembre 2003.
In esito a quanto
suesposto è quindi stato accertato che, indipendentemente dalla questione di
sapere se quando AC 1 rientrò dal Kosovo il 1. novembre 2003 c’era anche la figlia
__________ , AC 1 si è recata il quel paese il 31 ottobre 2003 con la vettura
Audi A6 acquistata il 29 ottobre precedente. La stessa presentava al momento
della partenza per il suo ultimo viaggio in Kosovo avvenuto il 14 novembre
2003, unicamente un leggero difetto al finestrino destro, mentre
l’inconveniente ai freni era stato riparato ed il tettuccio non si apriva
semplicemente perché erano stati staccati i fili elettrici. Altri difetti
sostanziali la vettura non aveva (AI 72).
d) Il viaggio della A6 in Kosovo del 14.11.03
Attorno
al 10 novembre 2003 __________ dovette essere ospedalizzata in relazione alle
sue surriferite malformazioni. Restò in ospedale per alcuni giorni. La vettura
Audi A6 fu portata in Kosovo dal cugino __________ accompagnato dalla figlia __________
il 14 novembre successivo. Egli infatti, che già avrebbe dovuto partire per il
Kosovo in occasione della festa di fine __________ prevista di lì qualche
giorno, si prestò di anticipare di qualche giorno, previo accordo del suo
datore di lavoro, le sue ferie e di fare questo favore ad AC 1, che non poteva
partire date le condizioni della figlia, anche perché era molto riconoscente
alla famiglia di lei che lo aveva allevato da quando rimase orfano di entrambi
i genitori dall’età di sei anni. Fatto sta che la mattina del 14 novembre 2003 __________
partì da __________ con il treno alla volta di __________ dove alla stazione venne
a prenderlo un certo __________che lo portò a casa di AC 1 con la citata Audi
A6. A casa di AC 1 vi erano pure le figlie e l’altro cugino __________ Prima di
partire la donna disse di lasciare l’auto nel parcheggio poiché doveva uscire a
fare delle commissioni. Rientrò invero un po’ tardi, al punto che __________e lasciarono
l’appartamento. Al rientro della donna, __________ comunicò la sua intenzione
di non più partire data l’ora tardi ma la donna lo convinse a farle lo stesso
il favore che gli aveva chiesto. In realtà AC 1 convinse pure __________ , il
cui compito era unicamente quello di portare l’auto in Kosovo ma non di
riportarla in Svizzera, di prendere con sé la figlia __________ , che, così
come d’accordo con __________ ma all’insaputa di __________ , voleva incontrare
un ragazzo di laggiù al fine di fidanzarsi, raccontandogli che al ritorno la
stessa __________ l’avrebbe potuta aiutare con la bambina piccola ()
allorquando sarebbe scesa a riprendere la vettura. Fatto sta che __________ accettò.
La vettura venne consegnata a __________ , in Kosovo al fratello di AC 1, __________
ed il compito di __________ si esaurì lì. L’uomo rientrò in aereo il 20
novembre 2003.
, interrogato dalla polizia il 27 novembre 2003, allorquando la figlia ancora
si trovava in carcere, ha dichiarato:
"Lunedì
10 novembre 2003, in tarda mattinata, con la mia auto ed in compagnia di mia
moglie sono andato a casa di AC 1. Lei mi stava aspettando poiché poi tutti
assieme si doveva andare all’ospedale a trovare la figlia maggiore di AC 1, __________
. Verso mezzogiorno sono partito da casa di AC 1 e sono andato all’ospedale. In
auto, la mia Opel Astra targata __________, eravamo mia moglie, AC 1 e sua figlia
piccola __________ ed io. Io non sapevo la strada per l’ospedale. La stessa mi
è stata indicata passo passo da AC 1. Giunti in ospedale siamo andati da __________
. Non ricordo esattamente quando, probabilmente discutendo in auto durante lo
spostamento, AC 1 mi disse che aveva appena acquistato un’auto e che doveva
portarla in Kosovo per delle riparazioni. Lei mi chiese espressamente se io ero
disposto a portarle l’auto in Kosovo poiché a causa della malattia di __________
non poteva spostarsi dalla Svizzera per tanto tempo. Ricordo che ho detto ad AC
1 che già era mia intenzione andare a __________ per festeggiare il __________(fine
del __________). Per questo evento mi era stato dato qualche giorno di libero
tra il 22 ed il 27 novembre AC 1 ha insistito dicendomi che era importante che
l’auto fosse in Kosovo qualche giorno prima di quella data perché doveva essere
riparata e che inoltre lei non avrebbe in seguito avuto il tempo d’andare a
prendere l’auto poiché doveva rispettare degli appuntamenti da medici per
l’operazione subita da __________ . La proposta di AC 1 era che io scendessi
con l’auto completamente spesato. A me rimaneva la spesa per l’acquisto del
biglietto aereo per il ritorno. Non ho subito dato un riposta ad AC 1, prima ho
dovuto verificare al lavoro la possibilità di poter prendere vacanze qualche
giorno prima. Ottenute le vacanze ho dato la mia disponibilità ad AC 1. Preciso
che io ho un gran rispetto della donna, infatti io sono orfano di padre e di
madre dall’età di 6 anni. È stata la famiglia di AC 1 che mi ha cresciuto. Per
la mia gente questi favori sono molto importanti e meritano riconoscenza e
rispetto. A questo proposito va precisato che io, ottenuto il permesso di poter
fare i giorni di libero, ho ripetutamente tentato di mettermi in contatto con AC
- La chiamavo sul telefono di casa come pure sul suo cellulare (…).
Non
sono più riuscito a parlare con la donna. Ricordo che il giovedì sera
(13.11.2003) parlando in famiglia, avevo deciso di rinunciare al viaggio poiché
a questo punto non aveva nessun senso. La sera del 14 novembre sono riuscito a
contattare AC 1. Non ricordo se sono stato io a chiamare la donna oppure è lei
che mi ha telefonato. Sta di fatto che dopo questa telefonata io ho deciso di
partire. Quando mia figlia __________ ha sentito del viaggio mi ha chiesto di
poter venire con me. Io ho subito detto di no. In seguito anche mia moglie mi
ha chiesto di portarla con me. Qui va fatta una precisazione. In Kosovo __________
ha un amico. So che vuole fare una cosa serie con lui, questo viaggio le
sarebbe servito per poter incontrare l’amico e la sua famiglia. Di questo fatto
sono venuto a conoscenza per bocca di mia moglie solamente negli scorsi giorni,
dopo l’arresto di __________ . Ritornando alla partenza ricordo che ero rimasto
d’accordo d’andare in treno a prendere l’auto a casa di AC 1. Sabato mattina
sono quindi andato a __________ con il treno. Alla stazione, ad aspettarmi
c’era un amico di __________ (cugino di AC 1) che so chiamarsi __________ __________è
venuto alla stazione con l’audi che in seguito io ho guidato sino in Kosovo. A
precisa domanda da parte dei verbalizzanti rispondo che sono sicuro che __________è
venuto alla stazione di __________ a prendermi con l’Audi. Infatti salito in
auto ho chiesto ad __________perché una così bella auto doveva andare in Kosovo.
Inoltre ricordo che il finestrino anteriore del compagno di viaggio era
abbassato e che lo stesso è rimasto giù sino a casa di AC 1. Alla mia domanda __________ha
risposto che non sapeva nulla. Giunti a casa di AC 1 lei era al balcone. AC 1
abita al primo piano di un grande palazzo. La donna ha detto ad __________e a
me di salire e di lasciare lì l’auto che lei doveva partire subito per delle
commissioni. Mi ricordo che disse che voleva pulire l’auto e che doveva fare
altre piccole cose. In casa c’era pure __________ . In pratica a casa siamo
rimasti __________, __________ ed io in attesa di AC 1. Dopo un paio d’ore __________e
__________ , non vedendo tornare la donna, se ne sono andati. Io sono rimasto
ad aspettare AC 1. Va detto che a casa c’erano pure le due figlie di AC 1. AC 1
è rientrata a casa tra le 1600 e le 1700. In un primo tempo io, arrabbiato, le
ho detto che era troppo tardi per partire. Lei mi ha calmato e mi ha invitato a
rimanere a cenare a casa sua. Io ho mangiato a casa di AC 1. Abbiamo mangiato
dopo le 1700, vi ricordo che la nostra religione non ci permette di mangiare
prima delle 1700 durante il periodo del Ramazan (albanese). Durante la cena mi
ha convinto a portare con me __________ . Lei mi disse che avrebbe potuto
rientrare in Svizzera accompagnandola ed aiutandola ad accudire a __________,
la bimba piccola. Mi viene chiesto di spiegare cosa sapevo del viaggio
dell’Audi in Kosovo. Come accennato in precedenza io sapevo che l’auto, da poco
comperata da AC 1, aveva dei difetti. Il mio compito era di portarla a __________
e di consegnarla per le riparazioni al fratello di AC 1, __________ AC 1 mi
disse che l’auto aveva il tettuccio che si apriva e si chiudeva senza motivo.
La donna lo aveva comunque bloccato per il viaggio. Inoltre l’acceleratore
faceva un rumore strano, il finestrino destro, una volta abbassato, non si
chiudeva più, mentre la lancetta del serbatoio, nonostante funzionasse non si
alzava più di metà. AC 1 mi disse che se ci fosse stata la possibilità __________
avrebbe pure venduto l’audi. Mi viene chiesto quale sarebbe stato il mio
compenso per questo viaggio. Da parte mia non intendevo guadagnare nulla, so
che un viaggio del genere può costare 2 o 300 euro circa. AC 1 mi aveva
anticipato 500 euro per spese ed inconvenienti. I soldi non spesi io li avrei
ridato alla donna. In pratica a me non rimaneva che pagarmi il biglietto aereo
di ritorno. A tal proposito dico che ho ancora con me tra i 200 ed i 300 euro,
denaro che avrei dovuto restituire ad AC 1 (…)
Com’erano
gli accordi per il viaggio di ritorno di __________?
R:
Con __________ ero rimasto d’accordo che se fosse giunta AC 1 ancora quando io
ero giù lei avrebbe potuto aiutare la donna a curare __________ durante il
viaggio di rientro in auto, altrimenti sarebbe ritornata con me in aereo.
D:
Quando ha riservato il biglietto aereo, lo ha riservato solo per lei oppure
anche per sua figlia?
R:
Io ho riservato solo per me il viaggio aereo di ritorno. La riservazione l’ho
fatta in un’agenzia di viaggi a __________ il lunedì 17.11.2003. Al momento
della riservazione ho chiesto in agenzia se avrei avuto problemi per riservare
il volo per __________ con poco preavviso. In agenzia mi hanno detto che di problemi
non ce n’erano. Io dovevo essere sicuro del giorno del rientro poiché dovevo
rientrare assolutamente al lavoro venerdì mattina 21.11.2003. (…)
D:
A chi ha consegnato l’auto a __________ ?
R:
Giunto a __________ sono andato ad una stazione di benzina che si chiama __________.
Qui ho chiamato __________ sul suo cellulare. Fornisco il numero chiamato
utilizzando la rubrica del mio cellulare. Lo stesso è __________. Non sono
riuscito a contattare subito __________ Ho quindi deciso di chiamare AC 1 in
Svizzera. La donna mi ha risposto e mi ha comunicato che __________ stava
arrivando. Qualche istante dopo è arrivato __________ __________ è arrivato con
una BMW di colore bordeaux. Abbiamo scaricato l’Audi l’abbiamo parcheggiata
bene, l’abbiamo chiusa ed ho dato le chiavi a __________ Lui ci ha accompagnato
a casa (dei miei parenti) e da quel momento non ho più visto e sentito parlare
dell’Audi. D: Quando ha saputo dell’arrivo di AC 1 in Kosovo cos’ha fatto?
R:
Ho avvisato mia figlia. Quel giorno era giovedì, io ero a Peja, paese poco
distanze da __________ (70/80km), da parenti. Saputo dell’arrivo di AC 1 sono
ritornato a __________ poiché volevo salutare AC 1. Mi spostavo con l’auto di __________
A __________ comunque non ho incontrato AC 1 ma ho solo incontrato __________
che era venuto a prendere __________ . A casa nostra __________ è arrivato a
piedi. Quella mattina __________ so che è stata a fare compere prima della
partenza. Posso aggiungere che mi sono arrabbiato del fatto che AC 1 non è venuta
a salutarmi.
D:
Non ha trovato strano il fatto che AC 1 sia venuta personalmente con la figlia __________
a ritirare l’auto da riportare in Svizzera? Non era più semplice che la
riportasse lei una volta riparata?
R:
Io dovevo essere in Svizzera per il lavoro venerdì. Questo era un punto franco.
Inoltre non è strano per AC 1 stare in giro giorni con i figli al suo seguito.
Non accetto questo suo modo di agire con i figli ma è lei la madre! Ricordo che
lei aveva dei termini da rispettare per __________ , è questo il motivo che mi
ha portato ad aiutare AC 1. Ho saputo che mia moglie era a casa con __________ solamente
in Kosovo. Comunque già in Svizzera io ero rimasto d’accordo con AC 1 che mia
moglie le avrebbe curato __________ nel caso lei fosse partita. Sapendo che __________
in qualche modo avrebbe dovuto seguire la madre ho solamente pensato che se io
portavo l’auto giù, __________ avrebbe solamente fatto un viaggio in auto
mentre l’altra trasferta l’avrebbe fatta in aereo."
Dal
canto suo __________ ha sostanzialmente confermato la versione del padre nel
senso che si recò in Kosovo perché lì viveva il suo fidanzato di nome __________
(non ricordava il cognome se non che comincia con la __________), che le fu
detto che la vettura doveva subire delle riparazioni in particolare al vetro
laterale che poi però non fu riparato e che, se del caso, avrebbe anche potuto
essere venduta. La ragazza ha pure precisato che approfittò di qualche giorno
di libero per accompagnare il padre con lo scopo di incontrare __________ e
che fu AC 1 a convincere suo padre a prenderla con sé così avrebbe potuto
aiutarla con la piccola nel viaggio di ritorno. Per il resto il padre le disse
che i motivi della di lui trasferta erano affari suoi. Fatto sta giunta in Kosovo
incontrò alcuni parenti ed il suo amico __________ di cui era innamorata
(n.d.r. a dire di AC 1 in aula i due si sarebbero nel frattempo già sposati).
Il suo rientro dal Kosovo quel 19/20
novembre 2003 avvenne per lei in modo improvviso: fu suo padre a dirle che
sarebbe partita quel giorno con AC 1 e quindi __________ le telefonò dicendole
che sarebbe andato a prenderla. Interrogata dagli inquirenti la ragazza ha
dichiarato:
verb. Pol. 20.11.03 PS 3a:
"Sono
andata in Kosovo il 15.11.2003 con mio padre che guidava la sua auto. In Kosovo
siamo sempre rimasti a casa nostra a (….)
io
ho fatto la trasferta di questi giorni perché c’è il mio fidanzato e stiamo
pensando di sposarci. Il mio fidanzato si chiama __________ ma non ne conosco
il cognome [VI PP 27.11.2003 PS3c: “È da diverso tempo che lo conosco e che lo
vedo a __________ . È stato durante questo soggiorno a __________ che sono
uscita per la prima volta con lui. Il suo cognome inizia con la M. ma non
ricordo esattamente quale sia.”]. (….)
l’auto
che guidava mia zia questa mattina è la stessa che guidava mio padre sabato
15.11.2003 quando siamo andati dalla Svizzera in Kosovo. (…)
Confermo
che la guidava mio padre per scendere in Kosovo e che la stessa l’ha poi
guidata mia zia da ieri sera verso la Svizzera. So che questo viaggio in Kosovo
era per eseguire alcuni lavori all’auto ma non so di che genere di lavori di
trattava.
ADR
che non so dove l’auto è stata portata per fare questi lavori. Ricordo che mi
avevano parlato di un problema ad un vetro ma mi sembra che questo problema non
è stato risolto perfettamente. In Kosovo io e mio padre abbiamo incontrato
alcuni parenti ed il mio fidanzato. Preciso che l’auto non l’abbiamo più vista
né io né mio padre da sabato quando siamo arrivati fino a ieri sera [VI PP
27.11.2003 PS3c: l’autovettura di mia zia l’ho vista prima di partire dalla
Svizzera. Mentre mi trovavo a __________ non l’ho più rivista fino al momento
di partire per il viaggio di rientro. Avevo inoltre sentito dire che
l’autovettura sarebbe stata riparata, ma se c’era la possibilità sarebbe stata
venduta. Preciso inoltre che siamo arrivati a Ferizai non il sabato 15 bensì la
domenica 16 novembre 2003.
ADR
che ho saputo dapprima da mio padre che l’autovettura sarebbe stata probabilmente
venduta e poi durante il viaggio di ritorno mia zia mi ha detto che era
dispiaciuta perché non aveva trovato un buon compratore](…)
Io
avevo chiesto a mio padre perché facevamo questo viaggio e lui mi ha detto che
si trattava di fare un favore e che comunque non erano affari miei.”;
- verb.
Pol. 25.11.03 PS 3b:
"Io,
non avendo impegni, ho approfittato di questo viaggio e mi sono offerta di fare
compagnia a mio padre durante il viaggio [VI PP 27.11.2003 PS3c: ADR che è
stata AC 1 a chiedere a mio padre che io l’accompagnassi in Kosovo e io ho
chiesto a mia volta a mio padre di poterla accompagnare. Mio padre era convinto
che io la potessi aiutare con la bambina piccola. ADR è vero che io ho
telefonato ad AC 1 dicendole che aver chiesto a mio papà di poterla
accompagnare in Kosovo ma che lui non voleva. Le ho chiesto se dovevo insistere
o se dovevo lasciare perdere. AC 1 mi disse che ci avrebbe pensato lei a
convincere mio padre, perché l’avrei aiutata con la bambina. ADR che mio padre
non era d’accordo che io andassi con lui in Kosovo perché mi disse che non
valeva la pena, che mi sarei stancata perché il periodo era corto. Lui non
sapeva niente di __________ mentre la mamma lo sapeva. ADR non c’erano altri
motivi per i quali mio papà non era d’accordo che io andassi in Kosovo. Mio
papà non era preoccupato.]. Il mio scopo era quello di andare a __________ per
incontrare il mio ragazzo. __________ , questo è il suo nome non è proprio mio
ragazzo. Io mi sono innamorata di lui. Prima di dire qualcosa ai miei genitori
voglio conoscerlo meglio. Ecco perché ero entusiasta di accompagnare mio padre
a __________ . Siamo quindi partiti sabato sera direzione Kosovo. In auto
eravamo solamente mio padre ed io. Ricordo che inizialmente l’auto la doveva
portare a casa nostra AC 1. Mio padre, saputo dei problemi di salute della
figlia maggiore di AC 1 decideva di andare a prendere l’auto a __________ con
il treno. Durante il viaggio direzione Kosovo non ci sono stati problemi. Io
pensavo solamente ad incontrare __________ . Mio padre mi ha detto che il
viaggio a __________ lo faceva perché gli sembrava un buon piacere da fare nei
confronti di AC 1 [VI PP 27.11.2003 PS3c: ADR penso si riferisse al fatto che
siccome AC 1 aveva già un bambina malata e aveva poco tempo, lui l’aiutava a
portare l’auto in Kosovo]. Non sapeva il motivo del viaggio, supponeva che
l’auto dovesse essere riparata, è solo una supposizione. Lui mi disse che
avrebbe dovuto consegnare l’auto al fratello di AC 1. Siamo giunti a __________
verso le 1200 o le 1300 di domenica 16.11.2003. Durante il viaggio mio padre
mi disse che AC 1 gli aveva comunicato di portare l’auto in un grande
distributore di benzina, luogo in cui ci sarebbe venuto in contro il fratello
di AC 1, __________ (….)
Alla
stazione di benzina, non trovando __________, mio padre lo ha chiamato con il
cellulare. __________ è quindi giunto poco dopo alla stazione di benzina. Aveva
una BMW. Abbiamo scaricato tutti i nostri bagagli dall’Audi e li abbiamo
caricati sulla BMW. Quindi __________ ci ha portato a casa dai miei cugini.
L’audi è stata chiusa a chiave e lasciata alla stazione di benzina. Le chiavi
dell’Audi mio padre le ha consegnate a __________ Sino al giorno della partenza
io non ho più sentito parlare dell’Audi e tantomeno non ho più visto questa
vettura. (….).
Ora
che ci penso devo dire che già in Svizzera AC 1 aveva chiesto a mio padre se io
potevo rientrare dal Kosovo in auto con lei. Avrei potuto aiutare la donna con
la bimba piccola (__________). Mio padre aveva detto di si. Mercoledì scorso,
di mattina mio padre mi comunicava che sarei partita quel giorno con AC 1. Io,
dispiaciuta, sono quindi andata in città a fare qualche acquisto. Ho quindi
ricevuto la telefonata di __________ che mi diceva d’andare a casa che doveva
venire a prendermi. Sono rientrata a casa. __________ con la BMW mi stava già
aspettando. Potevano essere le 1600 circa. Ho caricato le mie cose sulla BMW ho
salutato i parenti e sono partita con __________ Ho quindi chiesto a __________
se poteva farmi salutare __________ . __________ ha esaudito questa richiesta.
Ricordo che __________ mi diceva di fare svelto. Siamo quindi ripartiti noi
due. __________ mi ha portato in un’altra stazione di benzina (per intenderci
non il luogo in cui abbiamo lasciato l’Audi). Qui siamo rimasti ad aspettare.
Ho chiesto a __________ chi stavamo aspettando e lui mi disse che stavamo
aspettando AC 1. Dopo qualche minuto siamo partiti con la BMW e ci siamo
spostati ad un’altra stazione di benzina. Qui non ci siamo fermati ma __________
ha solo guardato se trovava AC 1. Siamo quindi ritornati alla prima stazione di
benzina. Dopo qualche minuto AC 1 è arrivata con __________ (la bimba piccola)
a bordo dell’Audi."
I FATTI DELL’ATTO DI ACCUSA
La Corte ha accolto la tesi della pubblica accusa
secondo cui AC 1 ha organizzato il trasporto dei 23 kg e 842 grammi di eroina
importati dal Kosovo così come indicato nell’atto di rinvio a giudizio. Questo
intimo convincimento si fonda su tutta una serie di indizi gravi, univoci e convergenti
che verranno, a titolo introduttivo genericamente illustrati qui di seguito e
che verranno poi esposti in modo puntuale e circostanziato nei considerandi che
seguono.
In sostanza AC 1 ha sostenuto di aver acquistato
la Audi A6 in cui è stata sequestrata la droga, già con lo scopo di rivenderla
pensando di realizzare un beneficio di fr. 2000/3000.-(verb. dib. p. 3),
memore, a suo dire, di un precedente affare che le ha permesso di vendere un
relitto di una BMW per Euro 16'000 in Kosovo.
Sennonché tale tesi, aldilà delle numerose altalenanti versioni fornite
dall'accusata circa il finanziamento dell'acquisto (prima 28'000 CHF soluti con
la ripresa di una vecchia A4 e con 18'000 CHF pagati in parte con la
partecipazione del suo amante, poi presi da suoi risparmi personali, poi dalla
vendita alla suocera di una precedente Mercedes e via via discorrendo) e del
fatto che della BMW asseritamene venduta non vi è traccia, non tiene
poiché si scontra con le numerose spese che la donna avrebbe poi sopportato in
telefonate, in viaggi aerei, nel finanziare la trasferta di __________ e di __________
e da ultimo il suo viaggio in Kosovo in compagnia della figlia. Tanto più poi
che questa vettura, a mente dell'accusata, necessitava pure di riparazioni.
Nemmeno la tesi delle riparazioni trova fondamento. In realtà questa vettura, a
parte il vetro che non chiudeva bene, non presentava altri difetti, stante il
rapporto tecnico in atti, tanto più che in Kosovo non è stata riparata, fatta
salva la sostituzione della lampadina. E' poi dall'analisi delle
intercettazioni telefoniche prese nel loro insieme, che è emerso il
convincimento della Corte che la donna era consapevole che nella sua macchina
vi era dell'eroina. A questo riguardo basti al momento pensare alle telefonate
con __________, laddove si parla di quel lavoro, di quel ragazzo, della fretta
della donna di andare giù: conversazioni dal linguaggio criptato, allusivo, mai
chiaro manifestamente in codice, volto con ogni evidenza ad eventualmente
depistare qualche orecchio indiscreto. E il rischio di ipotetici controlli
telefonici, peraltro conosciuto negli ambienti degli spacciatori che mai
chiamano eroina l’eroina o cocaina la cocaina quando si parlano tra di loro, è
la stessa AC 1 a dire di temerlo quando il 10 dicembre 2003, dal carcere tenta
di far uscire, tramite la detenuta __________ uno scritto alla sorella ()
nel quale le dice che “in questo momento l’unico problema è il telefono, se
non trovano niente mi lasceranno uscire però io ho paura che tu e la __________avete
parlato troppo senza badare al discorso” (AI 29 in PS 14a). Conversazioni
di difficile comprensione per un lettore esterno, che mutano e diventano
comprensibilissime quando si tratta di parlare di questioni comuni, come chi va
a prendere __________ alla stazione, chi si deve occupare della bambina quando
AC 1 è assente o di portare in Kosovo __________ per farle incontrare l’amico o
convincere __________ di prendere con sé la figlia così da poterla aiutare nel
viaggio di ritorno con __________ Queste conversazioni, a differenza di quelle
con __________ e, come si vedrà con il fratello __________, con __________e con
__________ alias __________sono di facilissima comprensione. Ora perché parlare
in codice con __________? Anche qui la versione dell'accusata è apparsa fuori
luogo e illogica. A suo dire questo __________ sarebbe stato incaricato da tale
__________di restituirle un prestito di CHF 30'000 che gli avrebbe fatto,
provento della somma di CHF 50'000 che il nuovo marito le avrebbe dato in dote.
Somma che sarebbe stata integralmente restituita, salvo Euro 1'000 di
interessi. Soltanto in occasione di un incontro questo __________ avrebbe visto
l'auto A6 di AC 1 e avrebbe pensato che era ricca. AC 1 dal canto suo avrebbe
comunicato a __________ la sua intenzione di vendere la vettura e quest'ultimo
si sarebbe allora interessato presso __________in Kosovo, persona che lei non
conosceva, di venderla. Anche questa tesi, peraltro emersa non in modo lineare
raffrontando tutti i verbali in atti, cozza contro il tenore delle telefonate
tra __________e __________, contro quello della telefonata che lei stessa fa a __________e
poi a __________ alias __________ed anche con il contenuto delle
intercettazioni telefoniche con __________ Conversazioni che verranno riprese
più in dettaglio in seguito, bastando a questo stadio far riferimento a quella
del 17.11.2003 delle 20.33 con __________laddove AC 1 non parla di un lavoro
relativo alla vendita della vettura o di un prestito, ma di gente che è stata
messa in prigione, di una precedenza esperienza in __________, di un invito ad
andar giù un giorno e di ritornare subito indietro. Contenuto che cozza ancora
una volta con la versione dell'imputata che pretende addirittura di non
conoscere __________
Quo alla partenza di AC 1 per il Kosovo va detto
che la consecutio temporis delle intercettazioni telefoniche offre un'unica
chiave di lettura e meglio che AC 1 decise di non più trattare con __________e __________ma
di andare direttamente dal fornitore che le era ben noto. Alle 16.05 del
18.11.2003 ella comunicava infatti a __________ che sarebbe partita l'indomani;
alle 17.01 __________comunicava a __________che aveva dei problemi; alle 18.16 AC
1 comunicava al fratello, al quale __________ aveva consegnato la A6, che gli
avrebbe poi fatto sapere cosa veniva deciso; alle 18.40 sempre AC 1 diceva a __________
che nessuno deve sapere nulla salvo poi dirgli alle 21.25 che il lavoro non si
farà e che se non sente niente entro le 23.00 tutto cade. Palese a questo
proposito la seccatura di __________ che riesce a contattare __________solo il
giorno dopo, dicendogli che non ha potuto chiamarlo perché aveva il telefono
spento e gli comunica che la ragazza non sarebbe andata giù. Perché
effettivamente AC 1 quando, il 19.11.2003 partì da __________ alle 09.00 con la
piccola __________, non comunicò tale circostanza a __________ Emblematica è la
conversazione telefonica delle 22.51 con __________, alias __________, nella
quale egli si lamenta del fatto che è con la roba da cinque giorni a casa. A
questo proposito le spiegazioni fornite da AC 1 sono assolutamente ridicole e
meglio che questa roba sarebbero dei famigliari di un non meglio precisato
ragazzo che stava attendendo una fidanzata che lei doveva portar giù per
organizzare un matrimonio per conto di __________2.
La "roba" era la droga. E __________ alias __________è stato
informato in quella telefonata che andava messa nell'Audi A6, Audi A6 che egli
già conosceva, aveva già visto, perché è AC 1 a dirgli che è quella verde. Dopo
questa telefonata è stata proprio AC 1 a dare le disposizioni al fratello, alle
23.32, dicendogli che sarebbe andata il giorno dopo, mentre prima gli aveva
detto che non sapeva quando sarebbe andata giù. Ed è stata ancora AC 1 che prima
di partire ha raccomandato la figlia di non rispondere al telefono fisso e di
dire che mamma è andata a fare la spesa. E prima di partire è ancora AC 1 a
chiamare il fratello per assicurarsi se ha già finito il lavoro.
Tutti questi elementi permettono di concludere
aldilà di qualsiasi ragionevole dubbio che AC 1 ha organizzato lei il trasporto
di questi 23 chili e rotti di eroina. E' lei che ha mandato giù la vettura per
il tramite di __________ perché la figlia aveva appena subito una operazione
ed è lei che è scesa per andarla a riprendere dopo aver saputo che il lavoro,
ossia l'occultamento dell'eroina nella macchina, era stato eseguito. Altre
interpretazioni non sono possibili. Così stando le cose la Corte ha quindi
confermato appieno l'atto d'accusa. Ma andiamo con ordine.
A titolo di premessa si rileva che l'accusata ha
concordato con gli inquirenti circa l'identità delle persone che parlano nelle
intercettazioni telefoniche che le sono state contestate nel corso
dell'inchiesta ed in aula, tranne nel caso di quella del 18.11.2003 alle 22:51.
Per tutte le altre verranno quindi esposti gli interlocutori con l'indicazione
dell'iniziale del proprio nome (A=AC 1; D=; S=; F=__________).
a) Per AC 1, __________ sarebbe colui che, residente in Svizzera, fu
incaricato da __________, amico del fratello __________, di restituirle il
prestito di 30'000.- oltre fr. 3'000.- di interessi previsti una tantum entro
un mese (verb. dib. p. 4), prestito che gli aveva fatto, dopo che non potè
investire la dote versatagli dal nuovo marito __________ ammontante a fr.
50'000.- in un’operazione immobiliare in Kosovo che prevedeva la costruzione di
appartamenti a reddito su un terreno di famiglia a causa di problemi
burocratici che non si pon mente in questa sede di dettagliare in quanto di
nulla rilevanza ai fini del giudizio. Fatto sta che questo __________ le
avrebbe restituito l’intero prestito tranne 1'000 euro di interessi (verb. dib.
p. 4). In occasione di un incontro finalizzato proprio alla restituzione
integrale del prestito, __________ avrebbe visto l’Audi A6 - quindi dopo il 1.
novembre 2003 (stante che AC 1 la acquisto il 29 ottobre e parti subito per la __________
prima e per il Kosovo poi, salvo far rientro a __________ tra il 1. il 2 novembre
successivo e prima del 14 novembre data in cui fu organizzata la partenza
dell’auto nuovamente per il Kosovo – dal tipo di vettura avrebbe capito che era
ricca, AC 1 gli avrebbe comunicato la sua intenzione di venderla ed allora __________
le avrebbe detto che aveva qualcuno, un signore in Kosovo che poteva combinare
l’affare.
"Se
ho raccontato delle bugie l’ho fatto perché volevo nascondere il fatto di aver
ricevuto fr. 50'000.- per il mio matrimonio. Mio marito mi ha regalato
questo capitale per il nostro matrimonio. I soldi si trovavano in Svizzera in
una banca di __________ della quale non so dare indicazioni più precise. Sono
stati prelevati dal cognato di mio marito, ossia dal marito di sua sorella che
abita in Svizzera e sono stati portati in Kosovo. Sono stati portati tutti in
una volta sola. Non so effettivamente come abbia portato questi soldi. È stato
lui che ha detto di averli portati in contanti.
ADR
mio cognato si chiama __________ Non ricordo il suo cognome. So che abita a __________
ma non sono mai andata da lui. Di questo importo fr. 20'000.- li ho usati per
pagare i debiti che avevo. I debiti li avevo in Svizzera. Ho portato i sodi in
Svizzera di nascosto in più volte. Li ho nascosti perché se mi fermavano
nell’ex Yugoslavia me li avrebbero sequestrati perché è vietato trasportare
soldi. Gli altri fr. 30'000.- li ho prestato ad un paesano di __________ . Mi
ha detto che gli servivano per un amico che si trovava nei guai. Mi promise un
interesse del 10%. Non mi ha detto quando di preciso me li avrebbe restituiti.
Ricordo che mi aveva parlato di qualche settimana, forse un mese.
ADR
che se non avessi prestato questi soldi al mio paesano li avrei investiti in Kosovo
oppure se non riuscivo ad investirli li avrei riportati in Svizzera.
ADR
che il paesano al quale ho prestato i soldi si chiama __________ Non mi ricordo
il suo cognome.
ADR
che i soldi glieli ho dati nel mese di giugno o luglio 2003. Dopo varie
insistenze da parte mia e numerose telefonate di mio fratello, __________mi ha
detto di rivolgermi a tale __________, del quale mi aveva dato il numero di
telefono, che è registrato nella scheda telefonica (VI 10 dicembre 2003, pag. 1
e 2 ), il quale mi avrebbe restituito i soldi. __________ mi ha restituito in
più volte i soldi, ad eccezione di EU 1'000 che non mi voleva dare. Egli
riteneva di non dovermi più nulla, mentre sulla base dei miei calcoli mi doveva
ancora questo importo.
ADR
che __________ si era presentato con il nome di __________, dicendomi che
comunque non era il suo nome.
ADR
che __________non so esattamente dove abiti. Dovrebbe essere dalle parti di Aarau
o di Argovia. Una volta quando ci siamo incontrati lui ha visto la mia
autovettura Audi A6 e mi ha detto che ero ricca. Gli ho spiegato che avevo
acquistato l’auto per venderla in Kosovo, come già avevo fatto in precedenza.
Discutendo con lui mi disse che aveva un conoscente in Kosovo che avrebbe
potuto riparare i difetti che aveva e avrebbe trovato anche qualcuno
interessato all’acquisto. In mia presenza ha telefonato a questa persona, della
quale non mi ha detto il nome, e mi disse che si erano accordati in quel senso.
__________ ha pure comunicato a questa persona il numero telefonico di mio
fratello __________ affinché potessero accordarsi. Nelle settimane successive
non sono più stata contattata per cui ho richiamato mio fratello per vedere se
si concludeva l’affare. Mi sono pure incontrata nuovamente con __________ e in quell’occasione
mi ha detto che qualcuno avrebbe visto l’auto in Kosovo. Preciso che mi sono
incontrata con __________il giorno in cui l’Audi è partita per il Kosovo con __________
Prendo atto dall’interrogante che doveva essere il 15 novembre 2003. Non mi
ricordo la data esatta. In quell’occasione __________mi ha ribadito che c’erano
tante persone interessate all’acquisto. Il 17 novembre 2003 alle ore 19.11.51, __________mi
ha inviato un SMS ossia quello indicato al numero 5 allegato al VI 10.12.2003,
con il quale mi ha comunicato un numero di telefono che inizia con lo 043,
ossia un numero austriaco, della persona interessata all’acquisto. Non mi ha
dato il nome di questa persona. Io ho chiamato questa persona, senza sapere
come si chiamasse, e gli ho spiegato che l’auto era in Kosovo a __________ .
Volevo spiegargli in particolare come si apriva il tettuccio, visto che era
complicato Lui mi ha risposto che lo sapeva già, visto che glielo aveva
spiegato il ragazzo, ossia __________ o __________ Sono quindi partita per il Kosovo,
come ho già descritto nei verbali d’interrogatorio di polizia” (verbale PP 18.12.03 PS 2i)
Senonchè
l’11 novembre 2003 alle 15.30 la donna chiama __________1. Dal tenore della
telefonata i due non parlano né della vettura, né dei 1000 euro o franchi
mancanti del prestito ad __________, ma la donna riferisce di aver parlato con “quelli
giù” e di aver raccontato loro com’è la situazione, facendo poi riferimento
“a quel giorno che __________ ti ha finito il lavoro in __________”,
senza dire quale e che la donna, interrogata in aula, non ha saputo ricordare a
cosa si riferisse. Di certo non al residuo del prestito né tantomeno
all’asserita vendita delle vettura. A ciò aggiungasi che l’uomo si interessò
pure della salute della figlia e, su questo argomento, la telefonata è percontro
assai chiara.
b) Alle
18.18 del giorno dopo (mercoledì 12.11) AC 1 richiama __________ e questi le
dice che ha parlato e che “bisogna aspettare al più tardi venerdì poi ti do
il segnale per quando partire per giù”.
Anche
qui il linguaggio è fatto di sottintesi, di certo non si parla né della vettura
né tantomeno dei 1000 euro o franchi mancanti. I due combinano pure un incontro
da tenersi di li a poco.
Alle
19.32 __________ chiama __________(quello che secondo AC 1 doveva acquistare o
comunque organizzare la vendita della A6 per conto di __________) e gli chiede
se ha parlato con “quelli giù” e che venerdì l’avrebbe chiamato lui “e
ti racconto cosa”, mentre poi __________ e AC 1 cercano di incontrarsi ad
un ristorante turco (CT delle 20.09 e delle 20’52).
c)
Il 14 novembre 2003 AC 1 intrattiene alcune conversazioni telefoniche, in
particolare con __________, dal tenore chiaro: gli chiede dove si trova, gli
dice che sta uscendo dall’ospedale con la figlia e gli chiede se gli può lavare
l’auto specificando bene che si tratta dell’Audi e non della Mercedes e l’uomo
si sorprende (15.42, 15.45 e 16.41), fanno fatica ad incontrarsi (17.11 e
17.13), così come chiare sono le conversazioni con tale Xhevdet (ore 15’42) che
è un suo ex-dipendente e gli chiede se ha trovato lavoro e lui dice di no e con
tale __________ al quale dice di essere appena uscita dall’ospedale con __________
(ore 17’18), spiega che si trova al n. 18 e che manda fuori suo cugino che
“indossa un maglione bianco (19.19).
Linguaggio che è invece nebuloso quando la donna parla, alle 16’01
con l’amante __________ 2 dove si parla di “XX” che secondo AC 1 sarebbe una
ragazza che la donna doveva far sposare in Kosovo, salvo però che si parla al
maschile, che “lo ha chiamato e si trova a Milano”, e dove la donna
chiede se si è messo d’accordo con lo zio, che AC 1 dirà poi in aula trattarsi
di __________ Ma in questa telefonata non si parla di fidanzamento, di
matrimonio, di ragazza da far sposare, ma dapprima della riparazione dei freni
e poi di “XX”, di zio, di __________, senza che la conversazione abbia un filo
logico, se non ancora una volta di carattere criptato, in codice.
d)
Sempre il 14 novembre 2003, alle 21.21, __________ chiama __________in Kosovo
ed i due parlano di nuovo in codice:
"Adesso
ecco il problema, ho detto loro come sono (…) in altro modo non li accetto (….)
e questo prezzo (….) non posso pagare, perché gli ho detto per 22-23 pago 20,
quello che mi è stato mandato fino ad ora, ma perché questi sono così, ho detto
25 di più non posso pagare”.
Alle
21.32 AC 1 chiama __________ invitandolo a venire da lai perché ha la figlia
sulla sedia a rotelle e lo scopo dell’incontro è espresso in modo ancora una
volta criptato, illogico per una conversazione semplice come quella per
combinare un incontro: “Sai quel discorso (o patto) che avevo fatto con te,
capisci?” dice lui, e lì: “sì sì” e __________: ”quello è
raddoppiato” e la donna annuisce. Ancora una volta, se lo scopo dei vari
contatti tra i due era quello di vendere l’auto in Kosovo e di recuperare il
saldo di 1000 euro dal prestito di __________, mal si comprende perché debbano
parlarsi con allusioni non chiare e sottintesi, quando invece dell’incontro come
tale parlano in modo esplicito. Ciò che ancora la dice lunga sullo scopo di
questo linguaggio buio e nebuloso per chi lo sente dall’esterno.
Termini che tornano
invece ad essere di nuovo estremamente chiari quando AC 1, la stessa sera, alle
21.40 parla con __________ che l’aveva chiamata per dirle che il padre non
voleva prenderla con sé in Kosovo e, proprio per convincerlo, AC 1 le dice “Dì
a tuo padre che tornerai a casa con me” e la ragazza si sorprende e ribatte
che è suo padre che porta giù la vettura ed a quel punto la donna ribatte: “Io
vado giù per portare indietro la macchina”. Conversazioni ancora più chiare
con Gjevrije alle 22.04 e alle 22’09 dove le due donne discutono di come fare a
far giungere __________ in Kosovo ad incontrare l’amico nonostante
l’opposizione del padre.
e)
Alle 22.31 del 14.11.03 __________ chiama __________e gli dice che “appena
arrivano loro (nel senso di persone o cose di genere femminile) ti
chiamo”. Alle 23.23 __________ lo richiama e gli dice che “Lei domani
parte”, __________risponde che per il momento deve fermarsi perché prima
voleva definire le cose con “questo qua”. Con tono seccato __________
gli riferisce che è da una settimana che “mi state dicendo oggi, domani”
e l’altro lo rassicura che domani va bene, soltanto che deve definire degli
altri lavori con “questo qua”: “No, no è sicuro devo solo definire
dei lavori con questo qui. Ti ho detto che questo è un altro lavoro, non ha
niente a che fare con quello”. Evidente il riferimento ad altri affari che __________sta
conducendo anche con terze persone, a dipendenza dei quali la situazione con __________
si può sbloccare.
Come visto sopra
quella sera __________ e AC 1 dovevano incontrarsi e che il problema era la
figlia appena dimessa dall’ospedale cosicché era __________ che doveva andare
da lei (CT delle 21.32). Nella telefonata successiva delle 03.56 del 15 novembre
__________ e __________, dopo aver fatto riferimento in modo ancora una volta
assai poco chiaro ad una donna che si è seduta ad un altro tavolo e che ha
parlato con altri suscitando l’arrabbiatura di __________, discutono ancora se
“lei” può partire domani (evidente il riferimento al 15 novembre anche se la
mezzanotte è già trascorsa). __________esprime la preoccupazione di non perdere
la ragazza e che lei sta aspettando una risposta entro “domani mattina”. __________esita
a dare l’ok per la partenza ed invita l’interlocutore a dire alla ragazza: “tu
digli alla ragazza che io domani la chiamo e gli dico di partire così il lavoro
è finito. Tu gli darai il mio numero e quando arriva qui mi deve solo chiamare,
così io mi incontrerò con lei, prenderò la macchina e lei torna indietro,
questo è il suo lavoro (…) e il discorso è finito”. Coincidenze troppo
precise per essere solo, appunto, delle coincidenze, visto come, quando
scenderà, AC 1 riprenderà in poche ore possesso dell'A6 e ripartirà subito con
la vettura imbottita di droga, anche se fornita da altri.
AC 1 chiama __________in
serata per incontrarsi. Questi avvisa __________e poi gli dice di aver
incontrato la ragazza che vuole partire l’indomani, __________fa capire che ha
problemi ma alla fine acconsente e, proprio l’indomani la Audi A6 parte per il Kosovo.
Notarsi bene che da nessuna telefonata fra __________ed AC 1 emerge che la
donna abbia detto all’interlocutore che la vettura sarebbe stata portata giù da
una terza persona, di guisa che per __________era molto verosimilmente la donna
che doveva intraprendere il viaggio, fino a quando i due si parlano il 15
novembre 2003 in relazione alla telefonata delle 13.18 dove AC 1 dice “il
tipo che deve portare l’auto” e __________chiede:”chi è quel tipo?” e la
donna spiega che è quello che porterà la macchina ed aggiunge che adesso non ci
sono più problemi “perché io dovrei solo andare a prenderla, per quello che
io voglio parlare con te perché la cosa è molto più semplice. Queste cose non
te le posso dire al telefono (…) Non ci sono problemi, l’unico problema è
incontrarti (….) Fra mezz’ora tu devi uscire ad aspettarmi lì. Quando arrivo ti
chiamo dall’altro telefono”.
Ora,
interrogata dagli inquirenti sul significato di questa telefonata AC 1 ha
dichiarato:
"D:
Considerato che lei doveva vendere l’auto, per quale motivo diceva già a quel
tempo che doveva solo andare a prenderla?
R:
Non mi ricordo più cosa ho detto a __________ Chiedo che mi venga fatta
risentire la telefonata.
I
verbalizzanti mi fanno risentire la telefonata in questione.
Confermo
che la traduzione è fedele a quanto discusso in questa telefonata. Non riesco a
ricordare a che cosa mi sto riferendo quando parlo di quanto riportato nel
presente verbale e cioè:
“...Si, si, mi capisci, io dovrei solo
andare a prenderla, per quello che io voglio parlare con te perché la cosa è
molto più semplice. Queste cose non te le posso dire al telefono..."
In
aula ha per contro riferito che si trattava del problema al tettuccio, ciò che
è escluso dagli accertamenti tecnici che hanno permesso di stabilire che esso,
una volta riti i contatti, era funzionante. Ora che le cose si stavano mettendo
bene perché __________ aveva accettato di scendere in Kosovo con l’auto è
testimoniato sia dalla versione di __________ resa agli inquirenti e più sopra
riportata sia dalle successive intercettazioni telefoniche in cui il figlio di __________
dice ad AC 1 che il papà parte alle 12.10 (ore 11.48) e poi AC 1 spiega ad __________
quale treno deve prendere per andare da __________ HB a __________ (ore 12.43)
e __________ comunica alla donna dove si trova esattamente (ore 13.14 e
13.15). Meno evidente è perché, ancora una volta, la donna abbia bisogno di
incontrare __________, per un problema al tettuccio della A6, prima che __________
parta, suscitando pure la seccatura di quest’ultimo che per finire non voleva
nemmeno più partire dato il lungo viaggio che gli si prospettava, perché la
donna, dopo che lui era arrivato a casa sua, è uscita ed è rientrata dopo le 17’00.
Incontro tra __________e AC 1 che c’è stato dato il chiaro tenore della
telefonata delle 14.35 nel quale la donna informa l’uomo che ha sistemato tutto
e che “arriva fra mezz’ora”. Sul luogo dell’incontro i due, ancora una
volta, parlano in codice “ci vediamo là”, come del resto in quella delle
13.18 in cui AC 1 dice “fra mezz’ora tu devi uscire ad aspettarmi lì” e
che, contrariamente a quanto avviene secondo il corso ordinario delle cose fra
due persone che conversano di fatti che non si devono né nascondere né tantomeno
equivocare, “quando arrivo ti chiamo dall’altro telefono e tu mi richiami su
questo numero”. Che dire? Semplicemente che non è assolutamente credibile
che per un tettuccio che funziona peraltro regolarmente, ci si debba per forza
incontrare, per discutere di cose che al telefono non si possono dire,
lasciando le due figlie, la più grande menomata e l’altra piccolina, in casa
con __________e __________e facendo attendere qualche ora __________ che
doveva partire per il Kosovo ancora quel giorno. Certo, AC 1 ha detto in aula
che non poteva parlare al telefono di quelle cose, riferite al tettuccio,
perché era troppo complicato spiegare a __________il difetto e capire poi come
ripararlo, ma ancora una volta si tratta di una bugia in quanto è stata proprio
AC 1 a dire di aver staccato lei i contatti elettrici del tettuccio e, d’altro
canto, nemmeno era logico creare tutte quelle difficoltà alla partenza se, come
ha detto lei, la vettura doveva andare in Kosovo per essere riparata.
f)
Riprendendo con l’analisi dei CT in atti si ha che AC 1 alle 14.45 del 15
novembre 2003 avvisa __________ di tornare a casa e di prepararsi per partire
che il padre l’avrebbe presa con sé. Alla domanda della ragazza se anche lei
sarebbe scesa, AC 1 risponde di no precisando che sarebbe andata “dopodomani”.
__________ riferirà di essere partito dopo le 17’00, di essere andato a
prendere __________ perché così convinto da AC 1 che l’avrebbe aiutata nel
viaggio di ritorno con la piccola __________ Fatto sta che l’uomo entrerà in Kosovo
il 16 novembre stante che la necessaria autorizzazione a circolare rilasciata
per l’Audi A6 dell’accusata reca proprio la data del 16.11 (PS 16)Alle 18’47 AC
1 spiega a __________che il problema è che non può partire prima di martedì
(n.d.r. 17.11), il quale le chiede se "quell’amico" è partito
e lei risponde di sì. Il 16 novembre alle 15.23 la donna chiama il fratello __________
e gli chiede “se l’hai preso quello” e “dove l’hai lasciato”. __________
risponde affermativamente ma, seccato, le dice di non importunarlo con domande
sul dove. La sorella gli domanda allora se gli deve mandare un SMS “per il
numero di loro” e l’uomo le chiede se “loro” lo conoscono. AC 1 dice di no
ed allora il fratello chiede cosa deve dire, al che la donna riferisce di non
dire nulla “devi solo dargli la macchina e vi mettete d’accordo dove
incontrarvi”. __________ ha riferito che, una volta giunto a __________ ,
ha consegnato la A6 a __________ e non l’ha più rivista così come __________ ha
detto di averla rivista solo al momento di rientrare in Svizzera. Ora, ancora
una volta la telefonata con il fratello è in toni ermetici: parlano sì della
vettura, ma pure di “quelli”, persone che __________ non sa nemmeno se
lo conoscono e solo AC 1 sa che non lo conoscono. Al PP la donna ha riferito “che
l’autovettura era stata consegnata da __________ a mio Fratello __________, il
quale doveva portarla ad un’altra persona che io non conoscevo. Ho saputo
successivamente dalla polizia che si chiamava __________ " ver. PP
03.05.04 2v). Si tratta anche in questo caso di affermazioni non vere poiché,
come visto, è il fratello a chiedere ad AC 1 se quelli lo conoscono e lei
risponde di no, risposta che non poteva dare in quei termini se nemmeno lei
conosceva i destinatari della vettura. In altri termini come poteva dire che il
fratello non li conosceva se nemmeno lei li conosceva?
g)
Lunedì 17 novembre 2003 alle 12.12 __________ e AC 1 hanno la seguente
conversazione:
"F
Perché quelli, questo ha dovuto dichiarare come se io li
avessi
invitati a venire oggi?
A
Chi è questo? A chi l’avrebbe dovuto dire?
F
A questi qua.
A
Quello stronzo, quando lo vedrò, almeno poteva star zitto e non dirlo a
nessuno.
F
Sai io ho chiamato questo qua per “pulire” (saldare il debito) quello che era
in sospeso, per poter “pulire” del tutto. Lui mi ha chiesto perché io ho
chiamato quello. Io gli ho risposto che io non ho chiamato quello e che non so
nulla e nemmeno lo conosco. Sai lui è il tuo debitore, lui ti deve dare. Mi ha
anche detto che lo ha chiamato suo fratello ed io gli ho risposto nuovamente di
non sapere niente.
A
Ahiaiaiaiai!!!
F
Io sono stato poco fa con lui, è lui che ti deve “pulire” (saldare) il
debito. Mi ha detto che non ci sono problemi, però quell’altro là (in Svizzera)
non aveva bisogno di parlare.
A
Va bene, ora io subito richiamerò questo qua.
F
Hai chiesto ...incomprensibile... di mandarti dei soldi o qualche cosa d’altro?
A
No, niente.
F
Ok, però i biglietti mi sono rimasti ancora aperti.
A
Quali biglietti?
F Quelli
che avevo preso una volta.
A
No, non mi ricordo di questi biglietti.
F
I biglietti d’aereo.
A
Quali biglietti, non mi ricordo, dove li avevi presi.
F
Dal Xhema.
A
Allora è lui che ti deve pagare.
F
Ma si, lascia stare.
...
F
Quando tu puoi venire in Kosovo anche se non dipende da te, io dovrei avvisarti.
A
Io vengo domani."
(telefonata n. 54)
Si
tratta di nuovo di una chiamata con termini allusivi, di difficile comprensione
per un lettore esterno. In occasione del suo interrogatorio del 3 maggio 2004
davanti al PP, al proposito, AC 1 ha riferito:
"Nel
corso della telefonata n. 54 con mio fratello __________ parlo del debito che __________aveva
nei miei confronti di fr. 1'000.-. Io avevo acquistato due biglietti, nell’autunno
del 2003, per tornare in Svizzera con tutte e due le figlie, per fare rinnovare
il passaporto italiano visto che stava per scadere. Siccome non avevo tempo per
tornare con l’automobile, ossia la Mercedes con la quale avevo fatto il viaggio
di andata, ho acquistato i biglietti aerei presso un’agenzia dove mi rivolgo
regolarmente. Per me era inteso che questi biglietti avrebbero dovuto essere
pagati da __________visto che aveva il debito di fr. 1'000.- nei miei
confronti, cosa che egli non ha fatto. ADR che non mi ricordo cosa volesse dire
mio fratello con l’affermazione “i biglietti mi sono rimasti ancora aperti”.
Ma
queste spiegazioni non appaiono convincenti. Intanto fratello e sorella parlano
di quello che lui conosce e di quello là che non doveva parlare e quindi AC 1
dice che lo chiamerà lei quello qua. Ora che il “qua” ed il “là” si riferiscano
ai luoghi in cui si trovino le persone per rapporto all’interlocutore appare
pacifico e trova conferma nel fatto che poi il giorno dopo, alle 15.16 AC 1
chiama __________– che è in Svizzera, dove si trova lei – ossia questo qua e si
lamenta del fatto che __________non doveva sapere nulla. Non parla
dell’acquisto della vettura come due persone che normalmente conversano di un
affare da fare in relazione alla vendita di un veicolo, vettura che non viene
menzionata nemmeno di fronte alla sorpresa di __________che chiede “come ha
fatto a sapere __________?” L’uomo le chiede quindi di attendere che
avrebbe verificato. Sette minuti più tardi, alle 15.22 del 17 novembre 2003 i
due si risentono e la conversazione è la seguente:
"D
Ecco, ha il telefonino spento perché alle 1500 doveva incontrarsi con tuo fratello.
Appena lo riaccende lo richiamo e ti faccio sapere immediatamente.
A
Tu non devi parlare con lui di nulla, parlerò io quando vado là, perché io avrò
un altro discorso con lui.
D
Con quale?
A
Con quello là.
D
Ma il mio amico è un altro! E’ quello con cui si è incontrato tuo fratello.
A
Tu gli dovrai dire soltanto due cose. Io domani sarò là puntuale e che non deve
aver nessun contatto con __________ Non solo con lui ma con nessuno.
D
Non credo che il mio amico abbia parlato. Non è che ha parlato il tuo amico
qua, quello con i baffi?
A
No.
D
Sei sicura?
A
Al milione per cento.
D
Ma com’è successa questa cosa?
A
Gli ha detto che si è sentito con il suo fratello.
D
Magari si sono sentiti.
A
__________ha detto di mio fratello.
D
Tu perché non gli hai detto che sei qui in Svizzera?
A
Non so di che cosa si trattava. Non so in quale lingua spiegartelo.
D
Ok, richiamerò più tardi perché lui doveva incontrare tuo fratello alle 1500.
A
Digli che si farà male da solo.
D
Appena parlerò con lui ti richiamo.
A
Tu gli devi dire che il cerchio, più piccolo è, più forte è!
D
Si, va bene."
In
questa conversazione appare evidente come la donna esprima dapprima la
preoccupazione che __________non dica nulla a “quello là”.
L’interlocutore le fa notare che il suo amico è un altro, ossia quello con cui
si è incontrato il fratello (n.d.r. __________), al che la donna lo invita a
fare due cose: a dirgli che domani sarà là puntuale e che non deve parlare con __________”.
Più in là AC 1 precisa, nella stessa telefonata, che “__________ha detto di
mio fratello” e __________dice che il suo amico doveva incontrare __________
alle 15’00. Con il che emerge che l’amico di __________non è evidentemente __________
Ma se la vettura che, a dire della donna, era in Kosovo per essere venduta
dall’amico di __________, __________, che necessità vi era riparlare di __________?
Poco credibile al riguardo AC 1 quando dice al PP che non voleva che vedesse
l’auto altrimenti non le avrebbe più restituito il residuo del prestito: se la
vettura doveva essere mandata in Kosovo per essere riparata e venduta ad un
eventuale acquirente non ancora ben definito, che necessità c’era, come
vedremo, di tenerla nascosta e di partire poi di tutta fretta il 19 novembre
per andare a riprenderla in compagnia della piccola __________? Molto più
logico e credibile è invece che in quelle telefonate si parla del fornitore, di
chi deve caricare la droga in auto e che la donna non voglia che l’amico
(fornitore) di __________parli con il suo amico (fornitore) __________ Questa
chiave di lettura trova poi ampia conferma nella telefonata delle 18’08 fra AC
1 e __________ nella quale il fratello - che l’amico di __________, a dire di quest’ultimo
nella telefonata delle 15’22 con AC 1 aveva detto “lui deve incontrare tuo
fratello” mentre la donna gli aveva detto che sarebbe arrivata il giorno
dopo – __________ informa la sorella di non partire l’indomani e meglio:
"A Dove sei?
F Hai chiamato in
tempo.
A Ah si, perché?
F Non sbagliare a
partire domani.
A E perché?
F
Mi ha detto che le cose si sono incasinate. Entro mercoledì te lo faccio
sapere.
A
Merda! Io ho riservato anche il biglietto. (….)
Chiamo
subito sto qua per sapere cos’è sta roba"
h)
Appreso dal fratello che il giorno dopo non sarebbe potuta partire perché gli
avevano riferito che le cose si erano incasinate e dopo avergli comunicato che
avrebbe chiamato “sto qua” per sapere cosa stava accadendo – e __________si
trova in Svizzera come lei – alle 18.10 la donna chiama __________per
chiedergli spiegazioni con riferimento alla precedente telefonata con __________
e pure __________è sorpreso che le sia stato detto di non partire. In questi
momenti le telefonate si infittiscono. Alle 18.51 __________spiega alla donna
che è colpa di Shefqet che è andato direttamente da __________ a chiedere 1'000
euro. I due si lasciano con l’invito da parte di AC 1 ad essere informata
subito.
A mente dell’accusata
si tratterebbe non di shefket ma di shomit che significa amico, precisazione
che può essere ammessa senza difficoltà (verbale di polizia 06.04.04 PS 2r). Ma
ancora una volta se il tutto, ossia la vendita dell’automobile è andata in fumo
a causa del fatto che “l’amico” ha chiesto 1'000 euro che sarebbero il
residuo del prestito che il compaesano __________ancora le doveva restituire
tramite __________, non avrebbe alcun senso che proprio l’amico incaricato da __________di
venderle la macchina incasini tutto per mille euro in cui lui non c’entra
nulla, perché sono un debito di __________ Al dibattimento la donna ha poi
precisato che il “lui” di quella telefonata delle 18.51 è suo fratello (verb
dib. P. 9). Ancora una volta quindi la versione di AC 1 non sta in piedi, se
solo si pensa che la donna ha sempre sostenuto che il debito era di __________e
non “.. da __________ a chiedere 1000 euro. Denaro che lui (n.d.r. __________
secondo l’ultima versione dell’imputata) vi doveva” (telefonata n. 64
delle 18:51 del 17.11.2003).
Ella
ha pure sostenuto che il fratello le aveva spiegato, alle 18’08, che __________e
__________avevano dei problemi tra di loro. Centrava pure un certo __________.
Io non so cosa avevano tra di loro, ma in quella telefonata __________
era stato esplicito:
"Quando ho incontrato il mio amico
loro mi hanno detto che sono stati loro a dire a quello perché l’ho cercato (…)
Lui ha paura di far partire qualche
cosa perché loro gli chiedono garanzie”.
Richiesta
di meglio precisare di quali garanzie si tratti, la donna non ha saputo
rispondere (verbale pol. 27.04.04 PS 2u). Di certo non potevano trattarsi di
garanzie legate all’acquisto di una vettura non ancora perfezionato e nemmeno
relative alla restituzione del cennato saldo del prestito, se solo si pon mente
al fatto che per l’intero mutuo non erano state pattuite garanzie.
i)
Tornando alla telefonata (n. 64) delle 18.51 del 17 novembre 2003 tra __________e
AC 1, emerge che i due si risentono poi alle 19’07 ed in quell’occasione __________rimprovera
alla donna che tutto il caos è stato creato perché “Lui è andato a chiedere
1000 franchi. Ti avevo detto che non sono in discussione 1000 franchi anche
perché te li avrei dati io”. Ora, il tenore di questa conversazione smentisce
ancora una volta che tutti i contatti tra i due erano finalizzati alla
restituzione del saldo di 1000 (euro o franchi poco importa) del prestito fatto
ad __________: è __________stesso che dice alla donna che quello dei 1000 non è
mai stato un problema. Ma la conferma la dà la medesima AC 1: “Ma smettila
perché non sono in gioco mille franchi”.
La
conversazione prosegue poi sulla questione di chi sia la colpa del fatto che si
debba aspettare, con __________a dire che è colpa del fratello ed AC 1 a
sostenere che è di “quell’altro”:
"A Ma
smettila perché non sono gioco 1000 franchi ...(incomprensibile)... io ho
organizzato anche la donna che deve venire a curare i bimbi. Non posso giocare
con lei dicendo vieni e non vieni. I biglietti sono riservati. Tra le altre
cose ho anche giù la ragazza che devo riportare indietro.
D
Si...
A
Io avevo organizzato tutto, lei (__________) è sicura che mercoledì ritorno.
D
Ah..., tuo fratello.....
A
Mio fratello non ha colpa. Non è stato lui a rovinare il piano e a dire di aspettare
due giorni, è stato quell’altro a dire che le cose non sono a posto e che non
posso partire.
D
La colpa è tutta di tuo fratello. Quando lui si è incontrato con loro ha
fatto un casino!
A
Mio fratello non centra niente, l’altro doveva solo consegnare e basta. Anche
se mio fratello gli ha chiesto 1000 franchi. Al massimo il tuo amico poteva
dire a mio fratello di chiamarmi per metterci d’accordo (sempre riguardo i 1000
franchi) e la storia sarebbe finita qui. Non dovevano farla lunga.
D
__________ non aveva bisogno di dire che sta aspettando il tuo amico e che il
tuo amico mi ha chiamato (?).
A
Cosa centra questo. Anche se glie lo avessi detto, lui poteva dire che andava
bene. Doveva solo consegnare la macchina. Io ho provato a chiamare questo ma
non funziona il numero. Credo che questo numero non è giusto.
D
Quale numero hai chiamato?
A
Quello che mi hai dato tu.
D
Te ne mando un altro perché quello che hai tu non funziona in Kosovo. Ti mando
il numero e chiamalo tu.
A
Va bene gli parlerò io. Gli dirò anche che non posso organizzarmi
altrimenti. Tu lo sai che problemi ho con le figlie. Ti ho detto anche che mi
sta aspettando la ragazza”.
(telefonata n. 66)
Significativo
è che in questa conversazione vi è un chiaro riferimento a __________ che ha un
ruolo importante nella vicenda e che la donna dimostra di ben conoscere, ma al
riguardo AC 1 ha sempre sostenuto di non sapere nulla.
Ma tant’è.
Altro particolare non trascurabile è che
la conversazione finisce con la promessa di __________di inviarle il nuovo
numero che la donna deve chiamare ("chiamalo tu") perché
quello che gli ha dato lui non funziona. Alle 19.11 AC 1 riceve un SMS che le
comunica un numero di utenza albanese in uso a __________(cfr. tel. n. 68),
cosa peraltro non contestata dall'accusata.
Alle 19.12 AC 1 richiama il fratello e
gli rimprovera di aver incasinato tutto. __________ nega e le chiede cosa
intende fare e la donna risponde: “ora parlerò direttamente con lui e ti
faccio sapere” (tel. n. 67).
E tre minuti dopo la donna chiama __________,
s’inserisce la segreteria telefonica e si incrocia con una chiamata di __________che
le dice: “sicuramente sta parlando con qualcuno” e lei: “Io proverò
ancora una volta e se non funziona lascio perdere”, al che l’uomo le dice: “parlerò
io con lui e gli darò il tuo numero”. Poi alle 19’47 __________la richiama
e le dice che sta provando a rintracciarlo ma il telefono è sempre spento. La
donna lo invita ad insistere, poi la conversazione si sposta sull’ipotesi di
andare giù mercoledì “che si sono messi d’accordo così con tuo fratello,
così facendo gli altri non vengono a sapere niente” e AC 1 risponde che
mercoledì (n.d.r. 19.11) va ancora bene.
j)
Alle 20’12 __________ e AC 1 si sentono nuovamente. All’inizio della
conversazione la donna chiede al fratello di informarsi fino a quando __________
può rimanere in Kosovo. In seguito parlano dei difetti dell’auto. In
precedenza il fratello le aveva infatti inviato un SMS dicendole che i fari
erano stati riparati mentre non riesce a capire cosa abbia il tettuccio (ore
20’07), difatti risulterà che fumava regolarmente. Tre minuti dopo al telefono AC
1 gli ebbe a dire che quello che riusciva a riparare di pur farlo. Ma che la
questione dei difetti non era per AC 1 importante è lei stessa a dirlo nella
surriferita telefonata delle 20’12 (n. 72) dove, a domanda del fratello a
sapere quale vetro fosse rotto, la donna dice: ”lascia stare, questo non è
importante” e la conversazione si sposta poi su cosa “quello”
avrebbe detto ad AC 1 e meglio:
"A
Non lo so, non riesco a contattarlo
F
Vedi, io non sono scemo, ti ho chiamata per spiegarti come stavano le cose.
Vedi che ora mi hanno dato tutta la colpa a me!
A
Si sì lo vedo.
F
Questi qui non mi piacciono per niente... Fammi sapere cosa decidi per
mercoledì, altrimenti faccio riportare l’auto ad __________ .
A
(Arrabbiata) No, lascia l’auto là. __________ non deve sapere!
F
Io non posso tenere la macchina nascosta e non ho dove tenerla.
A
Nascosta, ma non l’hai lasciata a loro?
F
No, l’auto è da me.
A
Ahi, ahi, ahi...
F
Lui non l’a voluta!
A
Ok, va bene.”
Interrogata
dagli agenti al proposito AC 1 ha detto: “visti i casini che si sono creati
per questi 1000 euro, i difetti andavano in seconda posizione” (verb. Pol.
27.04.04 PSu), ciò che ancora una volta è smentito dalle precedenti
affermazioni dell’accusata contenute nelle intercettazioni telefoniche più
sopra esposte laddove ha detto di aver spedito l’auto in Kosovo proprio per
essere riparata e che soprattutto che la storia dei 1000 non è mai stata
importante.
k)
Alle 20’23 del medesimo 17 novembre __________chiama __________e gli chiede se
ha ricevuto il numero di “lei” e __________risponde di no. Nel prosieguo
della telefonata, dopo essersi scambiati le ragioni delle difficoltà incontrate
per sentirsi, __________comunica a __________che: “anche Lei ti sta
chiamando”. Ora questa comunicazione si inserisce perfettamente nel
contesto della chiamata fra AC 1 e __________delle 19’15 precedenti nella
quale, dopo aver tentato di mettersi in contatto con __________ed essersi
inserita la segreteria telefonica, la donna dice a __________: “io proverò
ancora una volta e se non funziona lascio perdere” e lui risponde: “parlerò
io con lui e gli darò il tuo numero”. Quindi la “lei” non può che
essere AC 1: si tratta infatti di conversazioni perfettamente lineari che si
intrecciano con l'intento della donna di dettare gli ordini di quello che
risultava essere il traffico di eroina sventato in dogana. Esse non possono
lasciare dubbi a proposito di chi sia la persona oggetto di discussione fra __________e
__________ Concordanze temporali e di contenuto che si confermano nei minuti a
venire quando alle 20’23 __________comunica a __________il numero di telefono
di “lei” ed alle 20’33 __________chiama AC 1 dalla __________, paese
dove nella precedente telefonata con __________delle 20’23, lo stesso __________aveva
detto di trovarsi.
l)
Infatti a quell'ora AC 1 ha con __________una
lunga conversazione il cui contenuto è il seguente (n. 73):
"A
Allo.
S
Buona sera.
A
Come stai?
S __________e,
e voi?
A
Non voglio farti perdere tempo, vorrei solamente sapere cos’è successo per arrivare
a questo disguido.
S
No, non c’è nessun disguido. Io ho parlato ieri con lui. Io ieri sono stato
là, solo che non l’ho incontrato per niente. Io oggi lo chiamerò e gli dirò che
alle 1500 esatte sarò là. Tuo fratello mi ha chiesto se non ho parlato con lui
perché si è incontrato con __________ davanti alla banca e gli hanno detto che
io ho chiamato quei ragazzi. Io gli ho detto che non ho parlato assolutamente
con nessuno.
S
Si, si, si, si...
...incomprensibile...
S
Lo sai anche tu che io ho degli obblighi verso di loro.
A
Io non so cosa tu abbia con loro. Mio fratello mi ha chiamato verso le 1300/1330
e mi ha detto che ci eravamo messi d’accordo che nessuno non doveva sapere
niente. Come mai lui mi ha chiamato e mi ha chiesto perché hai parlato con
loro, chi ha detto a lui. Inoltre mi ha chiesto se non siamo stati noi. Gli ho
risposto che non siamo stati noi .... Mi capisci?
S
Non so cosa è successo... cosa si sono detti, Io ho detto a lui che avrò dei
problemi con lui perché ho degli obblighi verso di lui.
A
A me non interessa cosa tu abbia con lui, non voglio avere nessun problema con
lui. Non sono legata a lui e non ho nessun contratto con lui.
S
Io ti capisco, però io ho un contratto con il mio amico. Io sono stato là.
E’ da solo due mesi che sono tornato. Io ho problemi con lui. Io sono legato a lui.
Ora mi tocca fare dei lavori senza di lui e questo non mi va. Adesso ho ancora
maggiori problemi perché loro hanno saputo che io ho parlato direttamente con
voi. Questo non riesco a capire da dove lo hanno saputo.
A
Appunto, anche a me sorprende questo fatto.
S
E’ stato tuo fratello ad andare a chiedere i 1000 Euro dicendo che aveva
bisogno e non voleva andare a chiedere soldi ad altri. Così mi ha chiamato __________
chiedendo spiegazioni circa quello che io ti avevo dato. Io gli ho risposto che
non gli devo spiegazioni perché AC 1 sa cos’ha ricevuto da me... in seguito __________spiega
ad AC 1 che ha detto a __________ se poteva dargli i 1000 franchi e __________
ha detto di no.
A
Non credo che il problema stia lì (nei 1000 Euro) ma il problema sta nei biglietti
perché quando io sono andata in Kosovo è stato lui ad andare a ritirare i
biglietti e così lui non mi doveva più niente. Mio fratello mi ha chiesto com’è
la storia dei biglietti (nel senso di chi deve pagare) ed io gli ho risposto
che li deve pagare quello là . Visto che lui non li ha pagati ed io conosco il
bigliettaio, ho mandato mio fratello a pagarli. Da allora io non l’ho più
sentito. Mi sembra strano che mio fratello parte da questi biglietti come scusa
per iniziare una discussione del genere.
S
Lo so, anch’io ho sbagliato e cos’ì loro là l’hanno saputo. Gli ho detto che
io quell’uomo non lo conosco e non l’ho mai visto. Io ho fatto solo quello che mi
avete chiesto voi. Il mio amico mi ha avvisato che non devo fregarlo.
A
Quel ragazzo non è così male come pensate voi.
S
No, non quello con la “A” ma quello con la “N”.
A
Io quello non lo conosco.
S
Io ho avuto a che fare con tutti e tre. Quello con la “A” non lo cago nemmeno,
non ho mai avuto problemi con lui, l’ho anche incontrato dove sei tu e anche
qua abbiamo lavorato assieme.
A
Io quell’altro non lo conosco e nemmeno lo voglio conoscere. Quello lì non
deve permettersi di parlare sul mio conto. Non ha nessun diritto visto che non
l’ho mai incontrato e non ho mai parlato con lui. Non vorrei nemmeno conoscerlo
perché è uno che non mi interessa.
S
Inutile parlare, facciamo come ci siamo messi d’accordo con quello in Kosovo
(?) perché veramente io ho paura ed ha pure paura anche lui. Lui mi ha detto
che non sappiamo con chi abbiamo a che fare. E’ successo quello, se vuoi la
verità... a me dispiace per gli uomini e non per le cose.
A
Si, sono d’accordo. Il mio vantaggio è che lui non sa con quale auto sono giù.
S
Oggi mi ha parlato di Mercedes. Mi ha detto che qui ha la Mercedes e mi ha chiesto
se non sono stato là anch’io. Gli ho risposto di no e gli ho detto “...vuoi
capire che non ho chiamato, che cosa vi succede?...” gli ho detto anche che voi
Kosovari volete muovere tutto il Kosovo...ma state bene? Siete diventati Kosovodrvo
(parola offensiva non traducibile).
A
Ah, Ah, Ah, Ah, Ah.
S Davvero, gli ho detto anche che voi fate i lavori con il culo ed
è ora di smetterla di domandarmi di lavorare con questo, quello e quell’altro. Veramente
loro mi hanno portato con l’acqua alla gola. Io credo che per sabato sarà
meglio, sino a quando le acque si calmano.
A
Sai dov’è il problema...
S
Per mercoledì o giovedì prossimo sarà tutto pronto. Gli ho detto che quando io
ti chiamo deve essere tutto in regola. Non dobbiamo parlare di niente. Lavoro
fatto e partire subito.
A
Sai dov’è il problema? Non posso io ho una figlia che è stata operata ed ho organizzato
qualcuno per accudire a lei. Quella donna non può venire tutti i giorni. Io
posso dire non domani ma dopodomani. Non posso aspettare a lungo. Capisci? Io
non posso aspettarti perché ho un’altra ragazza con me che deve tornare giovedì
o venerdì per la scuola. Questo è il problema perché io l’avrei organizzata in
modo diverso.
S
Aspetta, cosa pensi, ho detto al mio amico là ed a tuo fratello... visto che
è successo questo casino. Credimi che io ne so qualche cosa anche dalla mia esperienza
in __________ Sarebbe molto meglio ritardare un po’ il lavoro che combinare qualche
cosa di brutto. Te lo dico apertamente che non mi dispiace per niente. Questo
mi succede tutti gli anni, ma mi dispiace per l’uomo. Non so se il mio amico ti
ha raccontato che un mese, un mese e mezzo fa due dei miei amici che facevano
quello che state facendo voi li hanno rinchiusi là da voi (in Svizzera).
A
Ascolta non facciamola lunga. Io avrei preferito che l’auto la prendevate
voi e non lasciarla a quel ragazzo. Voi dovevate nasconderla da qualche parte
perché anche lui non ha il posto dove metterla. Visto che lui non circola per
niente non volevo far capire a nessuno che l’auto si trova là.
S
Aha, devo andare a prenderla?
A
Si, vai a prenderla, è pronta e non hai bisogno di avere contatti con
nessuno. Mi devi dire solo a me, quando, dove e non c’è bisogno che sappia né
mio fratello e tanto meno questo qua. Tu devo parlare solo e solo con me direttamente.
S
Sai, io volevo parlare con te perché quell’amico dove io dovrei finire il lavoro
mi ha detto di parlare con te e dirti che sarebbe molto meglio di sospendere
tutto per qualche giorno. Quando arrivi tu qui nessuno potrà accorgersi di
niente perché sarà finita in fretta (in pochi minuti). Meglio aspettare perché
può succedere...Mi capisci? Dammi retta, così è meglio che anche tu non debba
avere tanto lavoro qui. Vieni un giorno e scappi subito.
A
Però io non posso venire così!
S
E quando puoi venire?
A
Il problema sta proprio lì. Io ho la ragazza in Kosovo che mi sta aspettando
per andare a prenderla, martedì, mercoledì o al più tardi giovedì. Non so
esattamente quando inizia la scuola. Quindi io al più tardi devo tornare
giovedì. Mi capisci?
S
No, è troppo presto.
A
Troppo presto?
S
Si.
A
Parlerò ancora con mio fratello.
S
Se tu riesci (ad organizzarti) per martedì di settimana prossima?
A
No, non posso, è troppo tardi, non posso davvero. Devo parlare con la ragazza
e chiedergli sino a quando ha libero. Credo che settimana prossima ha scuola.
S
Va bene, parla con lei e mi richiami. Hai il mio numero?
A
Quello che ho non funziona.
S
Mi chiami su quello macedone... 476.
A
Ma non funziona.
S
Si perché io venivo dalle montagne e non aveva sicuramente ricezione.
A
Posso richiamarti su questo numero che usi ora?
S
No, questo è di casa, ora ti mando un SMS con il numero."
Interrogata in polizia
a proposito di questa telefonata AC 1 riferisce che si trattava di colui che
doveva comprare l’auto e che quella era la prima volta che ci parlava (Verb. Pol.
06.04.04 PS 2r). Nuovamente interrogata dagli agenti il 27 aprile 2004 (PS 2u)
l’accusata ha dichiarato:
"Nel
corso del verbale steso dinnanzi al PP in data 18 dicembre 2003, ore 1400, a
pagina 8 ha dichiarato quanto segue:
"...
il 17 novembre 2003, alle ore 19.11.51, __________ mi ha inviato un SMS, ossia
quello indicato al numero 5 allegato VI 10 dicembre 2003, con il quale mi ha
comunicato un numero di telefono che inizia con lo __________, ossia un numero
austriaco, della persona interessata all’acquisto. Non mi ha detto il nome di
questa persona. Io ho chiamato questa persona, senza sapere come si chiamasse,
e gli ho spiegato che l’auto era in Kosovo a __________ . Volevo spiegargli in
particolare come si apriva il tettuccio, visto che era complicato. Lui mi ha
risposto che lo sapeva già, visto che glielo aveva spiegato il ragazzo, ossia Dashor
o __________ Sono quindi partita ...”
D Si
ricorda di questa sua dichiarazione?
R Si,
mi ricordo.
(…)
Alla
Polizia risulta che lei abbia tentato di contattare questo numero nel corso
della sua telefonata no. 68 (n.d.r. quella delle 19.15 con __________che si è
inserito dopo la segreteria telefonica di __________). In seguito, telefonata
70 (n.d.r. delle 19.47 con __________), pure __________ le comunica di non
riuscire a contattare il personaggio.
Come
risulta da altre censure telefoniche non a suo carico ma di cui lei ha preso
visione nel corso del verbale di Polizia 16.04.2004, ore 1400; alle ore 2023
del 17.11.2003 __________ comunica a __________ __________(personaggio a cui è
legato il numero di telefono __________) il numero del suo (di AC 1) cellulare.
Lei
riceve la telefonata da __________alle ore 2033 – telefonata no. 73.
Leggendo
questa telefonata risulta come il contenuto della discussione sia ben diverso
da quanto descritto dinnanzi al PP."
Successivamente
interrogata dal PP in relazione alla medesima telefonata la donna ha detto:
"In
relazione alla telefonata n. 73, malgrado le contestazioni dell’interrogante,
ribadisco che si stava discutendo sempre del problema dell’automobile. Era la
prima volta che parlavo con questo __________e devo precisare che lui parla con
un altro dialetto e non capivo tutto quello che mi diceva. Visto che era la
prima volta che parlavo con lui no mi sono permessa di interromperlo e gli ho
lasciato raccontare quello che voleva. In particolare quando mi ha raccontato
quando di due suoi amici che sarebbero stati “rinchiusi in Svizzera” non sapevo
a cosa si riferisse e l’ho lasciato parlare. Quando ha detto che “queste
persone facevano lo stesso lavoro che fate voi”, questa affermazione non era
riferita direttamente a me e a mio fratello bensì era un’affermazione generica.
Quando nella telefonata si parla “di non fregarlo, di aspettare che le acque si
calmino e di aspettare qualche giorno”, presumo fosse riferita sempre alla discussione
avuta tra mio fratello e le altre persone. Non so assolutamente perché __________aveva
discussioni con queste persone. Quando __________mi ha detto “vieni un giorno e
scappi subito” voleva dire che la discussione con lui in merito all’automobile
sarebbe durata poco tempo.”
In
aula, a proposito sempre di questa telefonata con __________, l’accusata ha
dichiarato:
"A.d.
del presidente l'accusata conferma: che il "lui" della telefonata è __________,
che "…quello con la 'A'" è sempre __________, che "… io quell'altro
non lo conosco e nemmeno lo voglio conoscere …" trattasi di __________,
che "… e non lasciarla a quel ragazzo…" è suo fratello, che
"… tanto meno questo qua…" trattasi sempre di __________, che
"… parlare con te perché quell'amico dove io dovrei finire il lavoro…"
trattasi di __________ mentre non sa cosa è il lavoro"
(verb. dib. p. 10)
Ancora una volta
pretendere che quella telefonata si riferisse alla vendita della vettura Audi
A6 è illogico, non credibile, smentito dal contenuto stesso della
conversazione:
__________non può essere l’acquirente di una vettura quando della vettura si
parla di non “lasciarla a quel ragazzo” inteso come __________ (verb. Dib. 10),
quando si parla di “quell’amico” inteso come __________che sarebbe il
mutuatario del cennato prestito per cui __________non aveva alcun incarico e
non sapere però cos`è quel lavoro che __________dovrebbe finire con quell’amico
che secondo AC 1 sarebbe __________.
Dal contenuto non emerge affatto che i due non si conoscano e che si parlino
per la prima volta come sostiene l’imputata. __________le dice infatti di aver
chiesto a suo fratello se non ha parlato con lui perché si è incontrato con __________
davanti alla banca e gli hanno detto che lui ha chiamato quei ragazzi. Più avanti
le dice che è colpa del fratello che è andato a chiedere a __________
1000 euro, così __________ l’ha chiamato per chiedergli spiegazioni circa
quello che lui () le aveva dato e gli ha risposto che non deve
spiegazioni a nessuno perché AC 1 sa cosa ha ricevuto da lui. __________spiega
alla donna di aver a sua volta chiesto a __________ i 1000 euro e che questi ha
detto di no. Al che la donna risponde che il problema (ancora una volta) non
sono i 1000 euro.
Questo
smentisce quindi tutto il castello, invero già non credibile da solo, che si
tratterebbe del saldo del prestito, perché della sua restituzione, secondo AC 1
stessa, doveva occuparsi __________per conto di __________e non __________che
afferma di nemmeno conoscere.
-
La
conversazione si sposta poi su una questione di biglietti aerei, salvo poi
tornare su personaggi che non vengono nominati se non con l’iniziale. __________parla
di quello con la “A” e di quello con la “N”. AC 1 dice che quello con la A non
è male, mentre quello con la N – che in aula preciserà essere __________ (verb.
dib. P. 10), non lo vuole nemmeno conoscere e che non deve permettersi di
esprimersi sul suo conto. L’uomo cerca di tagliare corto e le dice che è
inutile farla lunga e che ha paura perché “lui ha detto che non sappiamo con
chi abbiamo a che fare”. AC 1 risponde che il suo vantaggio è che non sanno
con che auto è giù e __________le dice “oggi mi ha parlato di Mercedes”.
Ora, anche qui, se si trattasse delle vendita della Audi A6 non ha alcun senso
dire all’interessato che il suo vantaggio è che quello non sa con che auto è
giù, se proprio della vendita di quella vettura doveva trattarsi.
In seguito __________le spiega di essere con l’acqua alla gola e le chiede
di attendere fino a giovedì o venerdì della settimana dopo “lavoro fatto e
partire subito”. La donna gli risponde che ha la figlia ammalata e può
attendere al massimo fino a “dopodomani” e che ha un’altra ragazza che
deve rientrare a scuola. Poi lui le ricorda che è meglio “ritardare un po’
il lavoro che combinare qualcosa di brutto” facendo riferimento a due tipi
che, due mesi prima, “facevano quello che state facendo voi e li hanno
rinchiusi là da voi”.
A
questo punto sorge spontanea la domanda “come mai finire rinchiusi per aver
fatto un lavoro come quello che sta facendo AC 1” se stava semplicemente
combinando la vendita della sua vettura? A tale proposito la donna ha risposto
in aula di non sapere di che lavoro si trattasse ribadendo che l’interlocutore
parlava in modo stretto, a tratti incomprensibile, e quindi lo lasciava parlare
dicendole di sì anche se non capiva bene cosa diceva. Ma al proposito, nella
citata conversazione. AC 1 dimostra di capire bene e gli risponde di non farla
lunga, che avrebbe preferito che l’auto non l’avesse “quel ragazzo”,
ossia suo fratello (perché definirlo così?) e che “voi dovevate nasconderla
da qualche parte perché anche lui non ha il posto dove metterla” e che “visto
che lui non circola non volevo far capire a nessuno che l’auto si trova là”.
Ora, perché nascondere l’auto dopo che lei stessa aveva detto ad __________ di
consegnarla proprio al fratello __________? Certo, AC 1 ha spiegato che non
voleva che la vedesse l’altro fratello Flamur altrimenti le avrebbe chiesto dei
soldi perché già precedentemente gli aveva rifiutato un prestito di 50'000
franchi e lei però non si fidava di lui (verb PP 30.01.04 PS l), ma anche
questa è una versione che può trovare spazio solo e soltanto nella sua fantasia
o nelle fiabe che, verosimilmente qualche volta avrà raccontato alle figlie:
spedire un’auto in Kosovo per far riparare dei difetti poco importanti con
l’intento, come ha sostenuto AC 1, di venderla se si trovava un acquirente,
salvo però preoccuparsi di nasconderla perché nessuno la veda, è talmente
assurdo che non merita alcun commento se non che si tratta, ancora una volta,
di una menzogna.
-
Proseguendo
nell’analisi di questa conversazione AC 1 esprime, a colui che dice di non
conoscere e di sentire per la prima volta, che lui deve parlare solo con lei e
che non c’è bisogno che sappia né suo fratello (n.d.r. che ha la macchina) né tantomeno
“questo qua”, ossia __________che sta qui in Svizzera e tramite il quale
ha parlato proprio con __________ E al proposito __________le spiega che lui ha
proprio voluto parlare con lei perché quell’amico “dove io dovrei finire il
lavoro” gli ha detto di parlare con lei per dirle che sarebbe meglio
sospendere tutto per qualche giorno così quando lei arriva giù “nessuno
potrà accorgersi di niente e sarà finita” in pochi minuti, “vieni un
giorno e scappi subito”. Anche in questo passaggio della telefonata appare
oltremodo chiaro che i due non possono parlare della vendita del veicolo.
Invero nemmeno AC 1 in aula l’ha preteso, precisando che non sa quale lavoro
doveva essere finito, ancora una volta perché l’interlocutore parlava con un
accento stretto. Ma ancora una volta ella dimostra di capire bene perché
gli risponde con senno dicendole che lei non può aspettare perché ha la ragazza
giù ( ) che deve tornare a scuola e quindi si deve fare al più tardi
entro giovedì (n.d.r. il 20.11). L’uomo le dice che è troppo presto e lei le
ribadisce che è troppo tardi.
-
Una
volta conclusa la telefonata, alle 20’50 AC 1 si preoccupa di verificare presso
__________ se ha chiesto a __________ quando deve tornare, il fratello le dice
che non c’è fino alle 22’00 e lui non lo sa, al che la donna lo invita a
chiamarla o a rintracciarla e di farglielo sapere per SMS.
m) Alle 22’00 __________chiama __________il quale riferisce di aver
parlato con la donna e “ci siamo messi d’accordo con lei, ora parla con suo
fratello e mi dirà come fare”, che “non ci sarebbero stati problemi se lei non
avesse avuto il biglietto (…) quando suo fratello ha ritirato il biglietto
l’hanno visto anche gli altri che lei doveva venire quaggiù". Nel
prosieguo __________dice che ha “una figlia malata” e che “ha una ragazza solo
che non lo sapeva ancora se aveva preso le vacanze o no, vede cosa ha fatto e
poi mi farà sapere”.
In effetti nella precedente
telefonata fra __________e AC 1 i due parlano di biglietti e meglio la donna
afferma di aver parlato con il fratello che gli ha chiesto cos’era la storia
dei biglietti e che visto che lei conosceva il bigliettaio ha mandato lei il
fratello a pagarli e __________risponde di capire e che anche lui ha sbagliato “così
loro là l’hanno saputo”. Il riferimento ad AC 1 nella conversazione fra __________e
__________delle 22’00 appare poi incontrovertibile dal fatto che riferisce
della figlia malata (n.d.r. __________ ) e della ragazza () che non
sa ancora se ha preso le vacanze, palese essendo il riferimento che la donna fa
nella precedente telefonata con lo stesso __________a proposito del fatto che
ha giù la ragazza di cui non sa bene quando deve tornare, circostanza che prova
poi a verificare subito dopo presso __________ (tel. n. 74).
Ora, sostenere che
ancora una volta si tratti della vendita della vettura di AC 1 equivale a
sostenere una tesi semplicemente temeraria: che bisogno c’era infatti per __________di
chiamare __________dalla Macedonia in Svizzera se aveva appena parlato con la
proprietaria ed aveva concluso la conversazione concordando che si sarebbero
successivamente sentiti e nel corso della quale la donna si è raccomandata
tanto di non dire nulla a nessuno? Inoltre di un’auto i due parlano solo in
fine di conversazione ma è __________a dire a __________che a lui la ragazza
non gli darà la macchina. Ora, se l’acquirente è __________questa frase,
peraltro pronunciata dopo che i due parlano pure di altre cose non riferibili,
almeno per quanto è emerso dagli atti e dal dibattimento, ad AC 1 (parlano tra
l’altro di un ragazzo, di una certa Mergine, ecc), non può concernere la
vettura dell’accusata.
n)
Alle 15.37 del 18 novembre 2003 __________ 2, contro il quale non risultano
procedimenti aperti e che peraltro rende pure regolari visite ad AC 1 in
carcere, comunica alla donna un numero di telefono, lo __________ che è in uso
a __________1, che l’accusata chiama un minuto dopo, dicendogli che la donna
che doveva venire a curare le bimbe non può né giovedì né venerdì, invitandolo
poi a dire “a loro che io al più tardi devo tornare giovedì”, “Loro”
che AC 1 in aula ha precisato trattarsi di __________(verb. Di. P. 11). Alle
16’05 si risente con __________e la donna conferma che partirà l’indomani e
l’uomo le dice che “parlerò con lui”.
o)
AC 1 richiama il fratello alle 18.16 dello stesso giorno per dirgli che lo
informerà su cosa è stato deciso per il giorno dopo. __________ le manifesta la
sua paura di __________ e lei lo rassicura nel senso che parlerà ancora lei con
un certo “lui”. Interrogata dal PP, dopo che agli agenti di polizia aveva detto
di ritenere di non dover commentare oltre la telefonata (ver. pol. 09.04.04 PS
2s), ha riferito di non sapere perché avessero paura di __________ (verbale PP
06.05.04 PS 2w). Fattosta che alle 18.40 AC 1 chiama nuovamente __________e la
conversazione ha il seguente tenore:
"A Dove cavolo sei finito?
D Stavo dormendo perché non ho dormito tutta la notte, te l’ho
detto anche prima.
A Beato te. Adesso ascoltami. Hai parlato?
D Si.
A E allora?
D Adesso lui è con l’altro e ti chiameranno, ti chiamerà quel ragazzo,
il mio amico.
A Io dovrei sapere per la questione del biglietto, dovrei fare
arrivare anche la donna che cura la bambina.
D Dammi retta, ora lui ti chiamerà e parlerete assieme. Io ho
chiamato prima quando ti avevo detto. Solamente che lui insiste a voler parlare
con te, così ti dirà tutto.
D Nel caso che parli con ...(si ferma e non dice il nome)... con
tutti, anche con il __________, devi dire che “ha creduto”. Devi dire a tutti
che ha creduto, e la cosa è fatta. Non vorrei che nessuno venga a sapere.
D Vedi, hai ragione, noi due la prima volta c’eravamo messi d’accordo
benissimo, e soltanto per una parola vedi cos’è successo.
A Appunto per questo che non voglio che nessuno sappia. Devi dire
a chi ti chiede che io ci ho creduto. A parte noi due non voglio che nessuno
sappia.”
Al
proposito di questa conversazione, nel verbale di polizia del 9.4.2004, PS 2s
l’accusata ha dichiarato:
"D Corrisponde la trascrizione sopra riportata a quanto
detto nel corso della telefonata?
R Si, non ho nulla
da modificare o da aggiungere.
D Cosa intende comunicare all’interlocutore con questa telefonata?
R Non ritengo di dover commentare ulteriormente questa
telefonata!"
Salvo
poi precisare al PP il 6.5.2004 (PS 2s):
"In
relazione alla telefonata n. 97 (n.d.r.
quella delle 18’40 del 18.11) non ricordo cosa
intendessi dire con l’affermazione “l’ha creduto”. Mi sembra che volessi dire
di dimenticare la discussione in merito alla vendita dell’autovettura. Mi
sembra che __________ non sapesse neppure che io sarei andata a prendere
l’autovettura."
In aula AC 1 ha detto:
"A.d.
del presidente l'accusata, con riferimento alla telefonata n. 97 dichiara che:
non volevo che nessuno sapesse che io parlavo direttamente con __________per la
macchina. Mi viene chiesto perchè allora ne parlavo con __________ visto che
con __________avevo già parlato direttamente. Non lo so perchè adesso è passato
un anno e non mi ricordo più esattamente." (verb dib p. 11)
Anche
queste sono spiegazioni tanto illogiche quanto non credibili. Se si trattava
della vendita della vettura, perché non parlarne apertamente, senza sottintesi?
Perché dire “nel caso che parli con tutti, anche con il __________, devi
dire che ha creduto. Devi dire a tutti che ha creduto, e la cosa è fatta, non
vorrei che nessuno venga a sapere” se voleva semplicemente comunicare che
non voleva che si sapesse che lei aveva parlato con __________direttamente
della vendita dell’automobile?
p) Alle 21.25 AC 1 richiama __________(tel. n. 99):
"A Mi hai detto che
mi chiamavi subito, puoi tradurre in alba cosa vuol dire “è da un’ora che ti aspetto”...
D Si vuol dire che
quando è il tempo di chiamarti...
A Ah, ah, ah. Hai
parlato?
D No, al momento il suo
cellulare è spento.
A Ascoltami, a questo
punto lasciamo perdere tutto. Io dirò a quello di portarmi la macchina qui.
D Ehi, sai cosa...
A Possiamo fare per
un’altra volta.
D Sai cosa?
A Cosa?
D Lui è con quello ...
con gli amici laggiù. E’ per quello che ha spento il telefono.
A Mi dispiace ma io non
posso aspettarvi. Non posso, ti ho detto come stanno le cose.
D Ah si? Noi possiamo
aspettarti e tu no? (sorpreso)
A Ti ho detto come
stanno le cose, non posso.
D Aspetta che ora lui
accende il telefono e io ti faccio sapere subito.
A E’ tardi, nei miei
piani era che questo lavoro doveva finire domani perché quella donna non viene
a curarmi i bambini.
D Aspetta, io gli ho spiegato,
solo che ora stanno facendo...
A Riunione?
D Riunione,
conferenza... Piano non avere fretta.
A Lo sai che il bravo
agnello ha due mamme (detto alba che viene usato per dire che quando una
persona è buona ha diverse possibilità). Io sono un cattivo agnello ed ammazzo
le due mamme! (arrabbiata).
D Quello cattivo non ha
la vita lunga.
A Non fa niente.
D No, davvero, appena accende
il telefono mi richiama subito perchè gli ho mandato un SMS.
A Aha..., qui io non ti
chiamo più.
D No, non c’è bisogno,
ci siamo capiti. Noi due ci capiamo con una parola.
A Se mi chiami dopo le
2300 sarà troppo tardi perché a quell’ora io non chiamo nessuno perché la gente
dorme.
D Cosa?
A Se non mi chiami prima
delle 2300 io poi non posso organizzare nulla perché la gente dorme.
D Ma no, appena accende il
telefono mi richiama e poi io ti farò sapere.
A Voglio vedere se mi
dimentichi come prima.
D Posso dimenticarmi di
tutti ma non di te.
Saluti di
chiusura."
Di
tutta evidenza la donna, una volta appreso che l’interlocutore non ha parlato,
gli dice che allora tutto va all’aria e che dirà a quello (__________ , perché __________,
come visto, sa che l’auto l’ha portata giù un altro) di riportare la macchina,
e che si farà semmai un’altra volta. L’uomo si arrabbia e le dice che lei non
può aspettare ma loro devono attendere. AC 1 ribadisce che “E’ tardi, nei
miei piani era che questo lavoro doveva finire domani”. Ed anche qui non
parla in modo chiaro di una banale vendita di una vettura, ma “questo lavoro”,
e meglio utilizza un linguaggio più sfumato, ancora una volta ambiguo,
criptico. Poi gli dà una sorta di ultimatum: “se mi chiami dopo le 23’00
sarà troppo tardi” e l’altro le dice “Ma no, appena accende il telefono
mi richiama e poi ti farò sapere”. Ora, che il tema sia nuovamente la
vendita della macchina è ancora una volta fuori luogo, nella misura in cui
oltre a parlare con linguaggio poco chiaro, ma che i due capiscono bene, non si
capisce perché la donna, che dalla vendita della A6 ha dichiarato che voleva
ricavare un beneficio di 2/3'000 franchi, continui a spendere soldi in
telefonate e soprattutto si preoccupi, come visto in precedenti CT, che la
vettura venga nascosta. Ma se __________tergiversava e non concludeva
l’acquisto, perché non farla girare questa vettura cosicché venisse vista da
altri potenziali acquirenti, dato che, come detto dalla stessa AC 1 in aula in
Kosovo, basta andare in giro con una bella vettura targata svizzera, perché
tutti ti chiedano se la vendi?
Da notare poi che
questa è l’ultima telefonata che è stata registrata tra __________e AC 1.
q)
Ulteriori elementi importanti ritenuti dalla corte
nel proprio convincimento che AC 1 ha organizzato ed eseguito consapevolmente
il trasporto dell’eroina poi sequestrata dalla polizia il 20 novembre 2003 al
valico di __________, li forniscono le successive conversazioni telefoniche
della donna, in particolare la n. 100 delle 22’51 del 18.11.03. A prescindere
dall’identità dell’interlocutore - che per gli inquirenti è il famoso __________,
quello del prestito in realtà mai avvenuto, mentre per AC 1 è __________che, al
PP, la donna ha riferito trattarsi di colui che aveva fatto da intermediario
nella vendita della precedente BMW (verbale 06.05.04 PS 2w), mentre in aula ha
precisato che era colui che aveva in casa i parenti di un ragazzo che
attendevano l’arrivo di una ragazza che __________ 2 avrebbe dovuto mandare
dalla Svizzera nel Kosovo per combinare il matrimonio (verb. dib. p. 12) – è di
meridiana evidenza che il contenuto della conversazione è riferito alla droga,
che la donna, stufa del tergiversare del duo __________e __________, pressata
dalla necessità di andar giù quel giorno perché doveva riprendere __________ e
perché se no non aveva chi le tenesse __________ , si rivolse direttamente a
chi sapeva essere in grado di portare a buon fine il lavoro in poco tempo. Tant’è
che poi partirà il giorno dopo con la piccola, ritirerà l’auto, prenderà a
bordo __________ e rientrerà in Svizzera dove sarà fermata in dogana, in
possesso della droga.
Dapprima
verrà esposto il testo integrale della conversazione con la precisazione che,
data la contestazione circa l’identità dell’interlocutore, l’uomo viene
indicato con la lettera B, mentre AC 1, come sempre in precedenza, è A. In
seguito verranno ripresi alcuni passaggi della telefonata che la corte ha
ritenuto i più significativi e il cui significato verrà analizzato nonchè,
laddove necessario, confrontato con precedenti conversazioni che permettono di
concludere che l’unica chiave di lettura possibile è, ancora una volta, quella
sostenuta dall’accusa.
Ma andiamo con ordine. La conversazione:
"B
Pronto.
A Alo.
B Mi senti.
A Io sì e tu mi senti.
B A ciao, come stai, cosa fai?
A Aaaa dico io, non vedo l’ora di vederti (nel senso che non si
sentono da tanto tempo).
B Cosa fai, niente?!
A Sì niente, non ho tempo né di riposare né di fare niente perché
ho la figlia ammalata.
B Come sta tua figlia?
A Non hai mai pensato di chiedermi come sta mia figlia visto che è
stata anche operata.
B Piano che arrivo anche a quello, neppure tu non ti sei mai
chiesto come sta lo zio, cosa fa e se ancora è vivo. Ringrazio Dio che
l’operazione di tua figlia è andata bene e che ora sta meglio.
A Grazie.
B Cosa fai?
A Niente, __________ piange perché vuole entrare nella vasca da
bagno a fare il bagno.
B Ma cosa aspetti, buttala nella vasca e non pensarci più
(scherzando).
A Sì e facile per te.
B Ha, ha, ha (ride).
A Scherzi con me! Tu “bastardo” (scherzando) perché non mi chiami
direttamente invece di dire a __________ di chiamarmi per dirmi quello che tu vuoi?
B Quando?
A Cosa?
...fanno fatica a sentirsi...
B __________, lo sai se lui è ancora vivo e dove si trova?
A Si è in Svizzera.
B Lo hai mai incontrato da qualche parte?
A Sì tutti i giorni.
B Benissimo.
A Sì tutti i giorni.
B Volevo solo sapere se lui è ancora vivo.
A Sì si è ancora vivo.
B Se tu puoi dire al __________ .....
A Sì cosa?
B No niente glielo dico io.
A Si diglielo tu perché lui mi ha chiesto qualche cosa ed io gli ho
detto non voglio avere niente a che fare con voi, non voglio immischiarmi nei
vostri lavori.
B Hai fatto bene, gli hai detto giusto, digli che non ci sono
problemi.
A Lui mi dice che la colpa è mia, e io gli ho risposto che ti
avevo spiegato che con le bugie e gli imbrogli con me non va.
B Tu non hai nessuna colpa.
A Sai mi sono offesa quando lui mi ha riportato che lo zio mi ha
detto di chiederti una cosa. Io gli ho risposto: ma che lo zio non ha il mio
numero per chiamarmi?
B No, io ho il tuo numero, tu non hai nessuna colpa, non
preoccuparti che io parlerò con __________ e mi metterò in chiaro.
A Va bene se tu ti metti in chiaro con lui ma io volevo solo
sapere il motivo perché mi deve dire lui e non tu direttamente.
B Avrei voluto dirti io tutto, non ci sono problemi anche se __________
ha sbagliato tantissimo con me. Non può un uomo non rispondere al telefono,
capisci?
A Quelli sono i vostri affari che io non conosco e non li voglio
sapere. Volevo soltanto dirti che questa settimana mi faccio vedere là (intende
in Kosovo), mi capisci ?
B Dimmi cosa ti ha detto lui di riferirmi?
A Zitta che se ti do una sberla (dice alla bambina che sta
piangendo).
B Zitta ...
A È uscito il numero (intende se il suo numero compare sul display
del suo cellulare)?
B Sì si ho visto il numero.
A Sai questo numero è prepagato e non posso parlare a lungo, se per
caso si interrompe la comunicazione mi richiami tu.
B Mi vuoi dire cosa ti ha detto __________?
A Quello che tu gli hai detto.
B No no, quello che tu devi dirmi.
A Mi ha detto che tu lo hai consigliato che io dovrei venire là
(intende in Kosovo) per finire quello.
B ...la interrompe e chiede.. Sai dove si trova quell’uomo?
A Ti ho detto che lui si trova in Svizzera, e che lui non lo sa che
io ora sto parlando con te. Ieri sera mi ha pregato dicendo “ti prego vai”. Io
gli ho risposto che non vado così come sono andata prima, con mille imbrogli.
Gli ho detto che io senza parlare con voi personalmente non parto per il Kosovo,
e cosa mi servi tu a venire con me… (dalla virgola in poi praticamente
incomprensibile).
B Ascolta cosa ti dico.
A Prego.
B Tu sei in ordine, solo __________ ha sbagliato tantissimo con me.
A Cosa avete fatto tra di voi non mi interessa.
B Ma no quello non è un problema e non ha nessuna importanza perché
credo di aggiustare le cose.
A Grazie a Dio che io non ero immischiata in quell’affare
(occasione) tra di voi.
B Ma no se sarò vivo quello lo aggiusterò (metterò a posto).
A Io non lo so che problema avete avuto voi due.
B Lo sa lui e sicuramente a te non ha detto niente.
A Lui ha tentato di dirmelo però io, appena cominciava lo fermavo dicendo
che non mi interessa e che non volevo sapere, se vuoi puoi chiedere anche tu se
non è cosi.
B Puoi mandargli un saluto.
A Che genere di saluto.
B Perché non alza il telefono (intende rispondere) visto che lo chiamo
da tre giorni.
A Ti giuro che anche io sono arrabbiata con lui e che è da ieri che
non gli parlo. Ieri eravamo assieme...
B La interrompe e dice: va bene ma tu lo saluti.”
A Sai non lo so se...
B La interrompe di nuovo e dice ad AC 1 di riferire a __________:
“Di’ a __________, mi ha detto lo zio che non sapevo che sei un uomo così con
due facce.”
A No aspetta, sai perchè non ti ha risposto quel giorno? Ti dico
io... perché non era ancora pronto.
B Quello non mi interessa affatto.
A Quegli SMS che ti ha mandato sono stata io a scriverli perché lui
non è capace a scrivere. Ti avevo scritto: “quando sarò pronto ti chiamo”
perché quel ragazzo è …. In Francia e arriva con l’aereo.
B Quelle cazzate a me non interessano.
A No è la verità quel SMS l’ho scritto io.
B Quello non mi interessa, lui lo sa è stato qui e mi ha
“costretto” ...incomprensibile... io da 4/5 giorni che ho la gente a casa mia.
A Si lo so per questo ti ho chiamato.
B È da 5 giorni che sto rischiando. Mi ha lasciato la gente a casa
e digli che non ha fatto bene a mentirmi, digli che lo zio ha detto grazie!
A Ti ho detto che non parlo con lui perché sono molto arrabbiata
per una cosa.
B Non fa niente tu digli solo questo.
A AC 1, molto arrabbiata dice: “Ehi alba non parlo con lui, lo
capisci l’alba?”
B Cosa?
A Non parlo con lui perché sono molto arrabbiata per una cosa.
B Io è da 5 giorni che sto rischiando, da quando la gente mi ha
lasciato la roba in casa.
A Ma lo so, non risponde neppure a me, io gli ho scritto un a
mezzogiorno e non mi ha ancora risposto perchè ieri sera abbiamo litigato di
brutto. Ora mi capisci?
B Il mio amico è rimasto là dove sei tu (intende Svizzera).
A Si si lo so.
B Ho rotto con il mio miglior amico perché io ho tradito. Mi hanno
lasciato la gente in casa con la roba e mi hanno chiesto pure se io ero sicuro.
Io gli ho detto che per quell’ora del giorno dopo ero sicuro (di riuscire a preparare
il lavoro). Da allora non si è fatto vivo e non risponde al telefono. Quella gente
mi ha lasciato la roba qui e io sono rimasto né per aria né per terra. Digli
grazie a __________
A Perché non mi hai chiamato. E’ per questo motivo che io sono
offesa con te.
B Volevo farlo, ma lui mi ha detto che tu hai la figlia in
ospedale, che tu non vieni e che sta arrivando una altra (persona) e che non
devo neppure telefonarti. Tu sei in ordine, l’unico colpevole qui sono io che
non ti ho chiamata.
A Visto che ammetti, la metà ti viene perdonata. Se tu avessi
parlato con me, la cosa sarebbe andata diversamente.
B Riesci a capirmi, ti sto dicendo che io sono il colpevole. lo so
che tu sei in ordine. Con te non ho niente da discutere, ma lui….
A Per quello che io sono incazzata, solo perché tu non mi hai
chiamato. Lui non ti ha detto di chiamarmi direttamente perché io una volta gli
ho detto: ...visto che lo zio mi vuole perché non chiama me invece di dire a
te.
B Io glie l’ho detto ma lui mi ha risposto che sta arrivando l'amica
del “Vecchio” (soprannome), di quell’altro, di quell’altra merda. Mi ha chiesto
di chiamare la gente in Macedonia e di farla arrivare qui...
A Lo interrompe dicendo: “si si so tutto e non c’è bisogno che tu
mi spieghi come stanno le cose.”
B Da 5 giorni che io sono prigioniero in casa, ne di la ne di qua.
A Lo so, lo so.
B Quel mio amico mi ha telefonato e mi ha detto: “Grazie, non lo
sapevo che tu sei cosi” Capisci mi ha fatto rompere con il mio miglior amico perché
ha rovinato il piano là. Mi ha costretto a stare a casa con la paura e continua
a mandarmi degli SMS. Sai io non sono una puttana per mandarmi gli SMS.
A Io ho scritto perché è lui che mi ha chiesto.
B I veri uomini non mandano SMS. Il vero uomo deve parlare. Se vuoi
sapere un’altra cosa quella sera ho pregato di non prendermi in giro se era
sicuro per domani. Lui mi ha risposto “non preoccuparti che la cosa e fatta già
da adesso”.
A Per questo lui non ha la colpa perché anche io ero presente. Non
ti ha mentito per davvero. Era successo così.
B Ma piantala!
A Ti giuro che non ti ha mentito, non voglio tenergli la parte.
B Ma va per favore, gli è successo tanto quanto gli è successo a
mia madre (si usa in alba per dire che non gli è successo proprio niente).
A Si che gli è successo, ti ho detto che non voglio tenergli la
parte, specialmente ora che sono molto arrabbiata con lui e non posso vederlo.
Ti sto dicendo solo la verità, e in più lui mi ha chiamato da là per dirmi che
entro due ore io dovrei partire. Io gli ho risposto che non vado solo perché
ero arrabbiata con te.
B Si si va bene, lui ha a che fare con me.
A Se tu mi avessi chiamato direttamente sarebbe stato diverso
perché là (Kosovo) io ho quella.
B Va bene mi metto io in chiaro con lui non c’è nessun problema.
A Con lui non hai niente da metterti in chiaro per quanto mi
riguarda, e se tu hai qualche cosa con me mi devi chiamare direttamente. Io ti
ho chiamato solo per dirti questo.
B Se tu senti che l’ho chiamato di nuovo per te oppure per fare
degli altri lavori con lui, allora puoi dire che sono un uomo di carattere
debole. Nessuno al mondo si è permesso di maltrattarmi in questo modo, a parte
lui, perché li ho sempre considerati come veri amici. Pure lui l’ho considerato
come tale e guarda cosa mi ha combinato. Io so di essere molto pulito e quando dico
così sarà così per davvero. Lui questo non lo deve mai dimenticare.
A Ascolta, solo per il fatto che tu sei stato sempre coretto, ti
giuro su mia figlia che è malata, io sto facendo questo (lavoro). Te l’ho detto
anche l'ultima volta, perché tutte le volte che io ti ho chiamato tu mi sei
venuto sempre incontro. Lo sai anche tu quello che io ho fatto per te. Mi
capisci io non ho mai avuto problemi con te. “Stimmt”.
B Come ti ho detto anche prima io non posso dire niente sul tuo
conto.
A Lo sai che tutte le volte che io ho avuto bisogno di te tu ci sei
sempre stato, non so se mi capisci, quindi io questo non lo dimentico perché
non sono una bambina oppure una scema.
B Ti dirò una cosa.
A Prego.
B Io dovrei ammazzarmi perché tu sei stata sempre onesta con me.
A Ha, ha, ha, (ride) ma noo non è cosi (dice per non addossare la
colpa solo a lui).
B Mi capisci io dovrei suicidarmi, perché io sono il tipo che dò
anche l’anima alla gente.
A Anche io sono così però è sbagliato, bisogna solo essere sinceri
e “allungare le gambe quanto è lunga la coperta” (detto alba per dire, non si
fa il passo più lungo della gamba), anche se sono una donna ho sempre fatto
cosi.
B La cosa migliore sarebbe stata di non dimenticare il tuo numero
che lo tengo scritto da qualche parte.
A Vedi che ho ragione quando dico che tu hai dimenticato il mio
numero?
B Ma non è vero, anche se tu hai ragione a dire tutto quello che
vuoi, l’unico colpevole sono io.
A Tu non lo sai ancora che io ho l’auto là. A me servivano solo due
ore per arrivare là (Kosovo) solo due ore.
B Ma quale hai qui?
A Quella bella.
B Quello di prima?
A Ma no, quella che hai visto anche tu, l’ultima.
B Ahaa con quella sei tu.
A Si con la grande.
B Con quella nera che hai comperato da poco?
A Si, con quella ma non è nera è verde.
B Quale quella?
A Quella A6.
B A quella, ce l’hai qui quella?
A Si.
B Mi prendi in giro?
A No davvero, quella l’ho lasciata là perché io ne ho due e non mi
servono qui tutte due, così quando ho bisogno là è pronta la macchina.
B Che ti venisse un colpo!
A Che ti venisse a te perché a me?
B Si si hai ragione tu.
A Per essere coretti ti dico che lui è da una settimana che mi sta
rompendo la testa solo che io dicevo di no per colpa tua e non per colpa sua.
B Tu hai ragione.
A Ti giuro che non ti racconto balle, gli ho detto che solo per
colpa tua, visto che tu non mi chiamavi, non voglio andare.
B Ascoltami, tu hai ragione, ma voglio dirti solo una cosa.
A Prego.
B Lui lo sa benissimo che quando io dico di venire, tutto sarà
pronto. Ti ricordi una volta cosa ti avevo detto? o non ti ricordi?
A Si si (molto scettica).
B Ti avevo detto...quando io dico di venire e se non ci sarà così,
allora io sarò in debito con te.
A Proprio così, ora mi ricordo.
B Lo sai di quella volta quando mi avevi detto che non volevi
tornare ...e mi avevi chiesto di finire il tuo lavoro…
A Si si mi ricordo, per quello che io ti ho detto che io queste
cose non le dimentico mai!
B Quello li non aveva nessun bisogno di farmi restare (rimanere) in
casa da 5 giorni senza poter uscire e di farmi rompere con il mio miglior
amico. Ti ricordi una volta quando ti ho detto che in caso che voi avreste
avuto bisogno io ho un vecchio amico (amico di vecchia data) con il quale non
avevo lavorato da un pezzo, ti ricordi ora?
A Si che mi ricordo.
B È arrivato il giorno di incontrare il mio amico e di cominciare a
parlare (lavorare) con lui per i miei bisogni, e lui non doveva e non aveva
bisogno di farmi questo.
A Ascolta sto per finire il credito (soldi sulla carta telefonica)
e non posso finire (intende il discorso).
B Cosa?
A Io non voglio che lui non viene a sapere che io ho parlato con
te.
B Ma neanche per sogno.
A Sai perché?
B Ti giuro su tutta la mia famiglia che lui non sentirà neanche una
parola da me sul tuo conto.
A Lo sai perché, mi sta pregando da una settimana ed io gli ho
detto che non vengo per colpa dello zio.
B Brava hai detto bene.
A Non ti dico bugie e se vuoi posso ripeterlo anche davanti a lui.
Gli ho detto se tu hai bisogno devi parlare con me.
B Lo sai perché ti voglio bene?
A He (come dire perché).
B Perché sei giusta ed onesta, dici sempre come stanno le cose...
così e basta.
A Si si questo che ti sto dicendo io te lo può confermare anche lui
domani in caso che voi due parliate. Io …incomprensibile...
B No no io non voglio mai più parlare con lui, io ho chiamato in continuazione
e lui non mi risponde.
Versione Ajtene:
...mandare...
Versione Ajtene:
...volevano...
A Lo so, io ero con lui quando tu hai chiamato.
B Allora perché non mi rispondeva.
A Diceva cosa gli devo dire ora io, mi chiedeva cosa doveva dirti
(cosa poteva dirti), io dovrei dare una risposta a lui, guarda cosa mi hai
fatto.
B Perché non gli hai detto che io rispondevo sempre quando lui mi chiamava?
A Ti giuro sui miei figli di averglielo detto, anzi gli ho detto di
risponderti, di darti una risposta. Gli ho detto che non succede niente se tu
gli dici “non sono ancora pronto” e la cosa finisce qui.
B Ascoltami tesoro mio, una sera prima gli ho detto e ho pregato di
dirmi se lui è sicuro perché io lo sentivo che lui non era sicuro e mi sembrava
che mi voleva imbrogliare. Ho chiesto per favore se c’era qualche cosa che non andava.
A Lo sai dove era il problema? Gli ho detto che con certa gente tu
non puoi finire dei grossi lavori, gli ho detto anche che questo lavoro non è
un scherzo e non lo puoi fare con certe troie, drogate ed ubriacone.
B Queste parole gli ho detto anch’io.
A Sai che ci sono donne che si sono ubriacate per strada ed hanno
creato un sacco di problemi! Sono dovuta andare io a prenderle. Tu non hai la minima
idea di quello che ho passato io con loro. Sai che quando l’ho vista mi ha
fatto paura? Anche senza sana fa paura!
B Ascolta, tu l’A6 ce l’hai da qualche parte?
A Si.
B Cosa vuoi fare ora tu (a questo punto)?
A Io ho paura perché non voglio avere dei problemi con lui, non
voglio che lui venga a sapere che ho parlato con te altrimenti poi lui mi dirà
“quando io avevo bisogno tu non volevi parlargli”. Ho paura solo di questo.
B Tu non devi avere paura di lui, e se tu vuoi compri (ritira)
domani il biglietto.
A Lo interrompe dicendo: “ho già riservato il biglietto.”
B Ok allora sali (intende di salire sull’aereo) e vieni qui, beviamo
un caffé e poi ne parliamo. Io sono pronto e in 5 minuti finisco il tuo lavoro.
A Il problema è che la figlia minore e ammalata e si trova in carrozzina.
B La __________?
A No la figlia maggiore e stata operata.
B Aha (sorpreso e dispiaciuto).
A Lei è sulla carrozzina e non può camminare. Io questa (la figlia maggiore)
non la volevo portare. Volevo solo la __________, e mi sta aspettando anche
quella bella ragazza. Ti ricordi che eravamo a Ulqin (Montenegro), no ma che a Ulqin...
B Aha quella ragazza con cui eravate da me quella volta, si ora mi ricordo.
A Si quella che cercavamo a Gjakove (Kosovo).
B Ecco portala da me cosi posso fidanzarmi con lei perché sono rimasto
per strada (intende dire che se si fidanzasse con lei sarà a posto anche perché
lei hai un permesso in Svizzera).
A Lei mi sta aspettando là per tornare con me.
B Per amor di Dio, portala qui e ci fidanziamo noi due!
A Macchè, lei e già andata (nel senso che lei non e più libera).
B E già fidanzata !
A Non ancora, però è andata per questo motivo, prima vuole vedere
il ragazzo.
B Ah si va bene.
A Niente, volevo solo dirti che io ho un'altra donna là (in Alba si
dice cosi inteso la ragazza) per tornare con me, così mi aiuta e io non mi
annoio durante il viaggio.
B Brava!
A Il problema è ...incomprensibile... dove hai l’amico qui (intende
dire dove sta il suo amico in Svizzera), lui è qui?
B Si là dove sei tu.
A __________e solo che io non mi sono messa in chiaro per le altre
cose, e non lo so se valgono ancora le parole (promesse) che mi ha detto il __________
B Cosa ti ha detto il __________
A Mi ha detto 3.
B Non ti preoccupare gli faccio vedere io a lui, a te darò anche 5.
A Ha, ha, ha (ride).
B Visto che lui ti ha detto 3 non ci sarà nessun problema.
A Ok, lui mi ha detto cosi.
B La interrompe dicendo: “Non ti preoccupare perché lo zio ti paga!”.
A Lo so che con te non ho mai avuto problemi.
B Con me tu non avrai mai dei problemi.
A Se tu l’ultima volta ti mettevi in contato direttamente con me
non ci sarebbe stato nessun problema perché tutto era “tip top” (andava tutto
benissimo). Io conoscevo tutta la gente, ero a conoscenza come procedeva il
lavoro. Mi ha sorpreso solo una cosa.
B Cosa?
A Quando mi ha detto quel ragazzo, per poco non ho avuto un infarto.
Mi credi che per due ore ho perso la strada se non sapevo nemmeno dove mi
trovavo.
B Allora vuoi venire domani così ci mettiamo seduti e ne parliamo per
bene in modo che una volta per tutte finiamo queste pagliacciate (nel senso di
non dare ascolto quello che dicono gli altri)?
A Va bene quando arrivo là ti faccio sapere, vedrò se ci sarà l’aereo
ed in mattinata ti faccio sapere.
B Va bene perché dovrei avvisare il mio amico che si trova da te
(intende Svizzera), mi capisci?
A No non devi avvisare questo qua (amico di zio) prima che io arrivo
da te.
B Io dovrei informalo senz’altro capisci, ma visto che tu hai qui
l’A6 non ci sarà nessun problema.
A Io ho i biglietti aperti, e vi ho detto anche di non essere
sicura di volare perché ho la bambina ammalata. Ora dovrei confermare (bestätigung)
a loro, si o no.
B Si si devi dire Ja (Si) e la cosa è finita.
A Ok, lo sai che tu non meriti questo, e che tu mi devi un favore, non
penso in qualche (geschenkt) regalo o in qualche altra cosa, non so come dirti,
mi devi solo delle buone parole (parlare bene di lei).
B Si si lo so.
A Tu sei in debito con me almeno per una buona parola.
B Non allunghiamola, visto che tu vieni, poi ne parliamo.
A Ok allora quando arrivo ne parliamo.
B Io non ti dirò mai più una bugia e non ti nasconderò mai più niente,
i segreti non devono esistere per le brave persone, però con la gente cattiva
sarò un grosso problema.
A Ok quando arrivo domani mi spieghi tutto.
B Se il Dio vuole domani sarai qui, no?
A Se Dio vuole, però aspetta che prima dovrei chiamare una donna
che deve venire a stare con la __________
B Ok cerca di riuscire a fare (nel senso di convincere la donna).
A Ok Tchüss.
B Mi farai sapere questa sera quando…….
A Si si ti farò sapere questa sera."
Nella prima parte i due si salutano e parlano della figlia malata (__________ ).
Poi la conversazione si sposta su __________, che per AC 1 sarebbe __________
2, l’amante. Il primo elemento di identificazione dell’interlocutore lo
fornisce il seguente passaggio:
"B Se tu puoi
dire al __________ .....
A
Sì cosa?
B
No niente glielo dico io.
A
Si diglielo tu perché lui mi ha chiesto qualche cosa ed io gli ho detto non voglio
avere niente a che fare con voi, non voglio immischiarmi nei vostri lavori”
In
effetti nella telefonata n. 73 del 17.11.03 alle ore 20’33, AC 1 dice a __________“A
me non interessa cosa tu abbia con lui” precisando in aula che “lui” è __________(verb.
Dib. P. 10). Ora, accertato che __________è in Svizzera e __________si trova in
Macedonia, conversano al telefono a proposito di traffici
di
droga, come già è emerso e come verrà più dettagliatamente esposto in seguito,
così come AC 1 sa che i due sono in contatto tra loro (a suo dire per venderle
la macchina) l’allusione della donna di aver detto a __________ che non vuole
sapere nulla dei loro affari, non può che essere riferita alla circostanza che
ha informato __________di non voler avere niente a che fare con __________, tant’è
che nella telefonata successiva delle 22’00 __________informa __________:
"Poi
lei mi ha detto di avere paura che gli altri le possano fare qualcosa. Le ho
detto:”Ma tu cosa credi? Perché io sto facendo così. Per che cosa?” Mi ha detto
che lei non ha niente a che fare con lui e poi le ho risposto che ho a che fare
con lui perché ho degli obblighi verso di lui (…) lei mi ha detto “non so cosa
avete con lui”."
Ne
discende che, di tutta evidenza quel __________ non può essere __________ , ma
è __________, il lui è __________ (tel. n. 73) e l’interlocutore è __________(alias
__________) con il quale a __________aveva detto di non sapere cosa avessero
loro (__________e __________) con __________
- Nel
prosieguo della telefonata AC 1 vuol sapere perché non può parlare direttamente
con lui (B) ma deve passare per il tramite di __________ B risponde che __________
ha sbagliato tantissimo con lui al che la donna gli dice che quelli sono affari
loro e lo informa che “questa settimana mi faccio vedere là”. In sottofondo si
sente la piccola piangere e AC 1 che la zittisce, avvertendola che se no le dà
una sberla. In seguito l’uomo insiste per sapere cosa __________ le ha detto di
dirgli e la donna risponde “Mi ha detto che tu lo hai consigliato che io
dovrei venire là per finire quello” e poi lo informa che __________ si
trova in Svizzera e che non sa che sta parlando con lui.
Ed in effetti __________non sa
che AC 1 avrebbe parlato direttamente con __________ Nella precedente
telefonata gli aveva detto che se non si sentono entro le 23’00 sarebbe caduto
tutto. Circostanza poi confermata nella successiva conversazione delle 12.53
del giorno dopo nella quale __________chiama __________ed esordisce
chiedendogli dove “cavolo sei finito che ti sto chiamando come un matto (….)
Ci siamo ammazzati a chiamarti”. Poi lo informa che la donna non sarebbe
ormai più scesa in Kosovo, e meglio:
"S Pronto?
D
Dove cavolo sei che ti sto chiamando come un matto?
S
Sono qui, perchè li hai spenti i telefoni ?
D
Cosa ?
S
Sono qui, la moglie mi ha chiamato dicendo che tu hai chiamato, e io ho
detto che i tuoi telefoni sono spenti.
D
Da ieri che mi ammazzo chiamandoti.
S
Su quale telefono mi hai chiamato, su quale numero mi hai chiamato, questo e
sempre stato acceso.
D Ma
che acceso.
S Ti
giuro sui miei figli che questo numero e sempre stato acceso.
D Macché
acceso.
S Quasi
arrabbiato dice: certo che lo avevo acceso, mi ha chiamato mia moglie dicendomi
che ti ha chiamato il __________, ed io gli ho risposto se __________ mi
chiamava sul questo numero gli avrei risposto visto che è sempre stato acceso.
D
Ma che acceso, da ieri che ti chiamo sia sul questo numero sia in questo
Austriaco e tutti i due erano spenti.
S
Quello austriaco si, perché lo avevo lasciato in machina visto che ho
cambiato quello di ……
D
Cosa fai, dove sei ?
S
Io sono….e lo interrompe __________
D
Non mi hai detto…. Lo interrompe S
S
Sono a Tetovë
D
Non mi avevi detti ieri che mi chiamavi e non ti sei fatto vivo per niente.
S
Quando ?
D
Ieri sera.
S
Se ti ho detto ti chiamavo, fino a quando posso chiamarti?
D
Ci siamo ammazzati a chiamarti.
S
E impossibile
D
Ma certo che si.
S
Ti giuro sul dio che e’ impossibile, altrimenti non saprei cosa dirti.
D
In più ti ho spedito un SMS dicendo di chiamarmi.
S
Su quale telefono lo hai spedito ?
D
Sul questo telefono.
S
Ti giuro su Dio che tu hai confuso i numeri, perché in questo numero non è
arrivato nessun SMS, non è che lo hai spedito su quello altro, sul 904?
Controllerò la carta apposta, per vedere se tu lo hai spedito li, altrimenti è
impossibile perché in questo non c’e’.
D
Dici sul serio ?
S
No, ti giuro su dio, può darsi in quello austriaco, solo che quello lo avevo
lasciato in machina…
D
Cosa c’e’, cosa hai fatto, dimmi tutto?
S
Cosa c’e’, io in serata andrò da quelli e metterò tutto a posto.
D
No, non affaticarti per “quello”
S
Perché ?
D
Non viene più giù
S
Cosa ?
D
Non viene più giù.
S
Non viene, perché ?
D
Non viene perché Lei non ha tempo, mi ha detto che non partiva oggi non ha più
tempo.
S
Domani si può?
D
Amico mio Lei non viene.
S
Ma perché, cosa è successo ?
D
Non viene… lo interrompe
S
Lei mi ha detto per giovedì, mi ha chiesto se me le puoi fare per giovedì.
D
Allora amico mio perché … tu la chiami e parli con Lei, io non la chiamo.
S
Ok, allora la chiamo io.
D
Io non la chiamo
S
La chiamo io e parlerò con Lei.
D
Io non la chiamo e non posso stare nonstop al telefono con Lei, e tu lo sai
che Lei è molto appiccicosa.
S
Si che lo so, lei è una appiccicosa, e digli a quella stronza che tu ti fotti
con __________, quella figlia di puttana scopa con __________e sta cercando di
creare confusione. Quel giorno Lei mi diceva che non voglio che __________viene
a sapere anche se è un bravo ragazzo e dal altra parte __________va a
prenderla. Gli ho detto a questa figlia di puttana lo so che __________è un
bravo ragazzo ma sei tu che vuoi creare dei problemi.
D
Ah, se è cosi tu non devi avere paura perché io __________lo lascerò con le
mani in bocca. Gliela fotterò la donna.
S
Questa è una grande figlia di puttana, Lei scopa con __________, io lo so chi
è Lei, ho vista all’ aeroporto di Shkup quando ho accompagnato/a __________
D
Gliela prendo e gliela fotterò io a lui la sua donna.
S
Questa figlia di puttana, digli che __________quando passa per l’ aeroporto
di Shkup passa con Lei, Lei è con la figlia ? due figlie, Lei mi conosce,
chiedi se lo conosci il __________?
D
Con due figlie
S
Si è quella figa, Lei scopa con __________, a me vuole creare dei problemi,
che vada affanculo, dice che __________non deve sapere, l’ho chiesto perché __________non
deve sapere e l’ho mandato affanculo dicendo che lo ha rovinato l'amicizia. Non
deve sapere __________, e lui va a prenderla, allora perché non dovrebbe sapere
__________?
D
Ma che vada affanculo, quando mi chiamerà le chiederò di darmela."
Ora,
al di là della volgarità del termine usato (scopare) riferito ad __________e
alla Lei, non va di tutta evidenza inteso nella sua comune accezione di, per
usare un eu__________smo, “fare l’amore”, bensì “di mettersi con”,
ciò che suscita le ire di __________
Che nella telefonata n. 100 AC 1 e B stanno parlando di __________è
ulteriormente confermato dal fatto che la donna, sempre a proposito di __________
gli dice: “Ieri sera mi ha pregato dicendo ti prego vai. Io gli ho risposto
non vado così come sono andata prima, con mille imbrogli”. E, ancora una
volta questa circostanza è confermata nella surriferita chiamata tra __________e
__________laddove il primo informa il secondo che “Lei” non parte. Fatto sta
che B si lamenta con AC 1 di __________ e cerca di rassicurare la donna nel
senso che lei non ha colpa e che anche lui invece ne ha, ma la donna non vuol
sapere di queste storie, di precedenti affari tra di loro, ma approfitta, visto
lo stato di arrabbiatura di B con __________per dirgli che anche lei è
arrabbiata con lui perché, anche se in realtà è una bugia, non gli parla da un
giorno. B la invita pure a riferirgli che lo zio (così è chiamato B) “non
sapeva che sei un uomo così con due facce”. Il tutto perché __________ non
gli ha parlato al telefono ma gli ha mandato solo degli SMS (“io non sono
una puttana per mandarmi gli SMS” dirà poi nel prosieguo della telefonata),
che AC 1 dice però di aver scritto lei con il telefonino di __________:“No
aspetta, sai perché non ti ha risposto quel giorno? Ti dico io perché non era
ancora pronto”. Ed è proprio dalla storia degli SMS che parte il discorso
relativo ai rischi che B corre. Egli dice infatti alla donna che è da “5 giorni
che sto rischiando”. AC 1 capisce subito di cosa parla B e gli riferisce “per
questo ti ho chiamato”. B le dice che per colpa sua è da 5 giorni che sta
rischiando, da quando la gente mi ha lasciato la roba in casa “quella gente
mi ha lasciato la roba qui e io sono rimasto né per aria né per terra”.
A
proposito della traduzione del termine “roba” l’accusata ha ribadito in aula
che il termine usato non è l’equivalente albanese di roba ma di cose.
L’interprete ha dal canto suo ribadito, sotto giuramento, di aver tradotto,
dopo che la registrazione è stata fatta risentire al dibattimento, in modo
fedele e che la parola usata è “roba” che anche in albanese significa droga.
Già questo basta per ritenere che il tema della conversazione è riferito ancora
una volta allo stupefacente. Ma tale circostanza trova pure ulteriori riscontri
sia nell’illogica spiegazione data da AC 1 secondo la quale sarebbero i parenti
del futuro sposo che sarebbero arrabbiati con lui perché non vedevano arrivare
la ragazza promessa da __________ , sia per il contesto della telefonata stessa
in cui la donna dice all’interlocutore di averlo chiamato proprio perché lui
sta rischiando e non si fa riferimento a parenti che sarebbero in casa e che lo
minaccerebbero o a una ragazza da far sposare. D’altro canto rischiare per il
fatto di avere per 5 giorni qualcosa in casa significa rischiare per una cosa
che scotta, così come aver paura al punto che “mi hanno chiesto pure se io
ero sicuro. Io gli ho detto che per quell’ora e per quel giorno ero sicuro”.
Ne discende che B non può che essere l’__________di cui parlano __________e __________nella
telefonata delle 12.53 del giorno dopo.
-
B
dice pure che per colpa di __________ avrebbe rotto con il suo migliore amico e
lui passa per un traditore, ha la roba in casa e __________ non si fa vivo, gli
manda solo SMS. AC 1 gli rimprovera di non averla chiamata direttamente e lui
risponde di aver saputo da __________ che aveva la figlia ammalata. Ora, è pur
vero che entrambi i __________ sapevano della malattia di __________ , ma è
altrettanto vero che la questione emerge nella telefonata proprio come
conseguenza dei surriferiti sgarbi che __________ha fatto a B.
-
La
conversazione continua poi con tutta una serie di rimproveri che B fa a sé
stesso anche per non aver chiamato direttamente AC 1 alla quale riferisce che
lei non ha colpe. Senonchè l’uomo ammette poi di aver perso il suo numero e la
donna glielo fa notare. A quel punto il discorso si sposta sulla vettura. E’ AC
1 ad introdurre questo argomento nella conversazione: “tu non sai che io ho
l’auto là. A me servono solo due ore per arrivare là solo due ore.” E da __________
in Kosovo in aereo ci si impiega circa un paio d’ore!
L’uomo
manifestamente non sa nulla della vettura tant’è che chiede: “Ma quale
auto?” e lei: “quella bella”, lui: “quella di prima?” e lei: “Ma
no quella che hai visto anche tu, l’ultima”, e poi spiega che è la A6,
suscitando quasi l’incredulità dell’interlocutore. La donna spiega che ha due
auto e quindi la A6 non le serve in Svizzera così “quando ho bisogno là è
pronta la macchina”. A questo punto B comprende che la cosa è più facile ed
esclama: “che ti venisse un colpo”. Ora, cosa c’entri ancora una volta
la ragazza che dovrebbe sposare il kosovaro i cui parenti starebbero da B di
cui questi pure ha paura, con la precisazione che lei non solo ha già giù la
vettura ma che si tratta pure della A6 proprio non può, pur con tutti gli
sforzi possibili ed immaginabili, essere compreso. Questo passaggio della
conversazione prova invece che __________(l’interlocutore) aveva già visto in
precedenza la vettura “quella che hai visto anche tu (….) sì con quella ma
non è nera è verde”. Audi A6 verde che è poi quella con cui la donna è
rientrata e nella quale è stata rinvenuta la droga oggetto di questo procedimento.
E che AC 1 fosse stata in Kosovo l’ultima volta il 31 ottobre/1. novembre
precedenti proprio con la A6 è stato, come precedentemente esposto, accertato
dai timbri sul suo passaporto e dal rilascio della relativa autorizzazione a
circolare per la medesima vettura.
- I
due riprendono a parlare di __________ e la donna si raccomanda di non dirgli
nulla della telefonata “Io non voglio che lui viene a sapere che ho parlato
con te” e che, per dire la verità, lei gli (a __________1) ha fatto credere
che era per colpa sua (di __________) e gli ha detto che non voleva più
partire. Fatto sta che di nuovo il discorso poi ricade sulla A6, ma questa
volta è __________a riprenderlo chiedendole se ce l’ha da qualche parte e cosa
intende fare. AC 1, prudentemente gli dice di temere che "lui",
ossia, come, visto __________1, venga a sapere che ha parlato con lui e __________le
risponde:
"Tu non devi
avere paura di lui e se tu vuoi compri domani il biglietto (….) e vieni qui, beviamo
un caffè, poi ne parliamo. Io sono pronto in 5 minuti e finisco il tuo lavoro”.
Questo passaggio
appare oltremodo significativo poiché corrisponde appieno a quanto accade poi
il giorno dopo e meglio quando AC 1 scende in Kosovo con l’aereo (“prendi il
biglietto”), riprende possesso della sua Audi A6 e rientra, dopo una
brevissima permanenza, con la droga nel serbatoio (“io sono pronto e in 5
minuti finisco il lavoro”).
- Dopo
aver concordato l’incontro per l’indomani __________le dice che deve “avvisare
il mio amico che si trova da te” e, ancora una volta la donna lo invita a
non parlare con nessuno. I due si lasciano con AC 1 che avverte l’interlocutore
che deve ancora “chiamare una donna che deve venire a stare con la __________”
e che gli avrebbe fatto avere una conferma ancora entro la sera.
Finito
di parlare con __________la donna chiama, alle 23’32 (tel. n. 102), __________
informandolo che parte l’indomani e lui chiede ”perché?” e lei risponde:
“Nessuna discussione. Quando arrivo ti farò una telefonata e mentre tu vieni
sai che sono da sola”. Subito dopo aver avvertito il fratello, la donna
alle 23.39 richiama __________e gli conferma “che io ho parlato e parto
domani. La donna arriva questa sera”. Ha ancora un solo problema ossia i
biglietti aerei che ha lasciato “open” e __________le dice che dal Kosovo ne
può avere quanti ne vuole e poi cade la linea (tel. n. 103).
E’
stato accertato che AC 1 è partita da __________ il 19.11.2003 attorno alle
09’00 per . Non prima però di aver raccomandato alla figlia __________ , nella
telefonata delle 07.10 di quel giorno, di non rispondere al telefono fisso e a
chi chiede di mamma di dire che è andata a fare la spesa:
"C Si.
A __________
C Si.
A Quando
telefona qualcuno non devi dire a nessuno dove sono.
C Ok,
che devo dire.
A Che
mamma è andata a far la spesa e torna più tardi, il telefono di casa non lo
prendere...
Saluti."
(tel. n. 105)
Preoccupazioni
logiche in relazione a quanto andava a fare in Kosovo e soprattutto al fatto
che nessuno doveva saperlo (in particolare __________), all’infuori ovviamente
del fratello che aveva la macchina e che doveva “finire il lavoro”. Così dopo
avergli detto la sera prima che sarebbe partita l’indomani e che l’avrebbe
chiamato, alle 08’23 del 19.11 lo chiama effettivamente e gli chiede “Hai
già finito il lavoro con lui?”. Il fratello risponde: “Ora sto andando a
finire il lavoro con lui. In caso che farò tardi tu mi aspetti”. La donna
si raccomanda pure: “Gli devi dire di venire anche lui perché gli dovrei
parlare. Ci siamo capiti?”.
Il
riferimento alla telefonata tra la donna e __________della sera prima appare
chiaro. In quell’occasione la donna aveva sollecitato di incontrarsi e l’uomo
acconsentì.
- A
proposito del lavoro che il fratello doveva finire, interrogata dal PP AC 1 ha introdotto
una nuova versione e meglio che si trattava: ”della compra-vendita di
frutta”, salvo però poi non sapere a cosa si riferisse quando gli ha
chiesto “hai già finito il lavoro con lui?” (verb. PP 06.05.04 PS 2W).
Ancora una volta la verità è ben diversa da quello che dice la donna: il lavoro
non può che essere l’occultamento della droga nella vettura e non certo un
estemporaneo, per rapporto a tutto il concatenarsi delle telefonate, lavoro
relativo alla frutta. Insomma, AC 1 prima ha chiamato __________dalla Svizzera
al Kosovo concordando che sarebbe scesa l’indomani e che in 5 minuti il lavoro
sarebbe stato fatto invitandolo a non dire nulla a nessuno, poi ha avvisato il
fratello che avrebbe fatto il viaggio, successivamente ha confermato ad __________che
sarebbe partito davvero, assicurandosi poi da un lato che la figlia non dica
dov’è e che non risponda al telefono e dall’altro che il fratello abbia fatto
il lavoro ed infine la donna è rimasta poche ore in Kosovo rientrando subito,
percorrendo 1'600 km con la propria vettura imbottita di eroina. Pretendere che
ne fosse ignara è semplicemente assurdo. Assurdo come è pretendere che nella
lunga telefonata con __________discuta di un matrimonio che __________ doveva
combinare tra una ragazza che sta in Svizzera ed un kosovaro che sta giù,
discussione che poi sfocerebbe con la sua decisione di partire l’indomani senza
la ragazza per sistemare le cose in 5 minuti, salvo poi sostenere in aula che
partì per andare a riprendersi la vettura che il fratello non era riuscito a
vendere, e di essersi però pentita, già sull’aereo, dopo essere partita, di
aver lasciato __________ sola a casa e quindi pensare di rientrare, non appena
giunta a , di nuovo in aereo, ma di essere stata convinta da __________ a
rientrare in macchina perché non sapeva più dove tenerla o nasconderla. Si
tratta per la corte di affermazioni tanto assurde quanto fatte per tentare di
confondere la vera realtà delle cose, affermazioni del tutto smentite dalla
puntuale analisi delle conversazioni telefoniche sopra riportate.
r)
La chiave di lettura fin qui esposta e meglio che AC 1 ha deciso di partire
senza dire nulla a __________e a __________, che invece erano in relazione con __________,
e che lei invece li ha fregati ed è andata direttamente da __________per far
mettere, tramite il fratello, l’eroina nella vettura, è confermata dalle
successive telefonate fra i due. Già si è detto di quella delle 12’53 del
19.11.03 in cui __________informa __________che lei non andrà più giù e __________lo
avverte che quella va da __________ In quella telefonata __________dice pure “io
questa sera vado da __________ perché __________ mi ha detto che abbiamo un
altro che si trova qui (…) __________ mi ha detto che abbiamo un altro qui e
quella troia può andare affanculo”. Segno evidente di come __________era al
corrente del doppio gioco della donna. Non si preoccupa tuttavia più di quel
tanto, visto che da un lato non sa che AC 1 sarebbe scesa e, comunque, il
lavoro previsto con __________ può essere fatto, invece che con AC 1, tramite
un altro che è già giù.
Alle
15’45 del 20 novembre 2003, allorquando AC 1 già è stata fermata dalle guardie
di confine svizzere, l’amante, __________ , preoccupato perché non ha notizie
di AC 1 chiama __________- il cui collegamento lo si è visto più sopra
allorquando, alle 15.37 del 18 novembre 2003 __________ ha comunicato ad AC 1
il numero di __________- e gli esterna le proprie angosce: ha parlato con il
fratello che gli ha detto che non la sente dalle 10’00, che è molto preoccupato
per lei e che la bambina è a casa da sola e gli tocca occuparsene. In questa
occasione __________gli dice che si erano messi d’accordo che lei non sarebbe
partita e __________ gli dice: ”smettila con quello che vi eravate detti,
lei è andata giù”. E __________è sorpreso e dice: “A sì?”. In questa
conversazione appare quindi evidente come l’amante, con il quale AC 1 aveva
litigato nei giorni precedenti per questioni di gelosia (vedasi ad esempio la
tel. n. 101), abbia saputo da __________, preoccupato, che la donna era scesa
in Kosovo e cerca informazioni utili presso __________convinto che ne sappia
qualcosa. Ma questi non sa nulla, nemmeno che è partita, perché AC 1 lo aveva
già tagliato fuori andando direttamente da __________
Chiave
di lettura ancora una volta confermata dalla telefonata che alle 08’07 del 22
novembre successivo da __________fa a __________in cui gli chiede se ha sentito
“quella con la A”. __________dice di no perché ha spento il telefono e di aver
parlato poco prima con __________ e che questi gli ha detto di non averla
vista. __________dice di non capire cosa stia succedendo, ciò che conferma pure
__________1, dicendogli che anche l’amico della ragazza che si trova qui ha
spento il telefono. Al che __________ipotizza che la sarà la ragazza ad aver
combinato qualche casino:
"D Quando arriva da me la ragazza le dirò
qualche cosa.
S: Questi figli di puttana!
A: Io ho la chiave della sua Audi.
S: Ah sì?
A: Sì sì, quando arriva da me le chiedo 5000 euro per la chiave,
così impara.
S: Ah sì?
A: Sì sì.
S: Non dargliela la chiave
A: Macché, non ci penso nemmeno!
S: Che vada affanculo, e’ lei che ha creato tutto questo casino
perché continuava a incolpare gli altri e non voleva nemmeno discutere. Non
sarebbe successo se lei parlava (nel senso si metteva d’accordo con lui).
A: Ma che vada affanculo!"
Al
che poi, una volta avuta la conferma che AC 1 è andata da __________e li ha
fregati, __________dice a __________che se ha bisogno di “un gufo” glielo
manda. __________risponde che il problema sono i soldi da dare a “questo qua” e
__________risponde che forse domani arriva un suo amico e può sistemare le
cose. Evidente che i due, appreso del doppio gioco della donna, pensano già a
come far arrivare un altro trasportatore che porti la droga, verosimilmente
tramite __________, che AC 1 ha invece preso da __________
Alle
19’30 dello stesso giorno __________e __________– che più non hanno avuto
contatti con AC 1 – si sentono di nuovo e __________gli dice di aver parlato
con un certo Naki e di aver appreso che “si è ammalata di brutto” ma di
non sapere se si trova in Italia o in Austria. Di questa circostanza __________esprime
il proprio compiacimento, che si trasforma quasi in un rammarico perché non è
morta: “ Si è ammalata di brutto (…) è normale che lei si ammala (…) porca
puttana ho detto, perché non è rimasta secca, con quello che lei ha combinato
questo non è niente”. Ora, che nel gergo dei trafficanti di droga, finire
all’ospedale significhi essere arrestati è fatto quasi notorio; ma a
prescindere da ciò, che due stessero parlando del fermo di AC 1 è, ancora una
volta, confermato dal tenore delle precedenti telefonate dove si dicono che la
donna li ha fregati e poi dal fatto che, in coda alla medesima conversazione, __________nomina,
quantunque l’audio sia disturbato, un processo o un procedimento penale. E’ ben
vero che, su questo punto, AC 1 ha contestato la traduzione dicendo di aver
sentito la parola “amico” e non tribunale, ma di nuovo l’interprete, di fronte
alle contestazioni della donna, ha ribadito che la parola in questione si
riferisce ad un procedimento giudiziario (verb. Dib. P. 13). D’altra parte
anche la logica della telefonata depone a favore della fedefacenza della
traduzione: i due parlano della donna che è finita in prigione e __________sottolinea
come sia ancora poco quello che le è capitato; è quindi ovvio che riferisca di
qualche cosa di giudiziario.
Successivamente,
il 24 novembre alle 19’30 __________chiama di nuovo __________ __________non sa
ancora dove si trova AC 1. __________gli dice in Ungheria. Questa informazione
non trova spiegazioni, verosimilmente perché così deve aver capito da un
servizio televisivo, ma poco importa. Fatto sta che lo informa che il
fratello(), visto come sono andate le cose, si è rivolto a __________
e che si sarebbe fatto per venerdì o sabato. Ma tant’è.
s) Tutto
quanto sopra esposto ha quindi permesso alla corte di raggiungere il morale
convincimento, al di là di ogni ragionevole dubbio, che AC 1 era in relazione
con __________e __________che erano coloro i quali dovevano coordinare l’importazione
dell’eroina in Svizzera. Questa eroina doveva verosimilmente provenire da o
tramite __________ il cui ruolo non ha potuto essere accertato con maggior
precisione, risultando irrilevante ai fini del giudizio se questi era il
fornitore di __________o semplicemente un suo collaboratore a lui subalterno. AC
1 doveva invece organizzare il trasporto. Ciò che ha fatto mandando giù la sua
vettura Audi A6 tramite __________ per qualche giorno, non potendolo fare lei
direttamente in quanto aveva la figlia malata e sapendo di trovare la
disponibilità del cugino che era grato alla sua famiglia per averlo di fatto
adottato dopo la morte dei suoi genitori. Il compito del cugino è stato semplicemente
quello di consegnare l’auto a __________, tant’è che non la vedrà più e
rientrerà in Svizzera in aereo lo stesso giorno in cui l’imputata sarà
arrestata. AC 1 ha pure approfittato del fatto che __________ voleva
incontrare il suo ragazzo in Kosovo, per fare in modo che la ragazza scendesse
e poi tornasse con lei in macchina, così da dare l’impressione di essere la
bella famiglia che torna dalle vacanze e non dare troppo nell’occhio in
occasione di eventuali controlli. Significativo al riguardo il fatto che la
stessa __________ , una volta ricongiuntasi in Kosovo con AC 1, ha riferito di
essere rimasta sorpresa dall’abbigliamento della donna, che portava una
minigonna, poiché solitamente quando si fanno viaggi così lunghi si indossano
vestiti comodi. Fatto sta che con __________e __________le cose non vanno,
qualcosa va storto: lo stesso __________ disse alla sorella che i tipi da cui è
stato non gli piacciono (tel. n. 72). __________è spesso irreperibile, va sulle
montagne, suscitando il nervosismo anche di __________1. AC 1, che non poteva
attendere ulteriormente anche a causa delle condizioni della figlia che
conosceva già __________da precedenti non meglio definiti affari, decide di
rivolgersi direttamente a lui bypassando __________e __________e combina
l’incontro in Kosovo per il giorno dopo, spiegandogli quale vettura ha giù e
meglio la A6, quella nuova, quella che lui ha già visto. Avverte il fratello
che parte invitandolo a finire il lavoro. Si accerta che l’abbia fatto. Parte
in aereo, rimane in Kosovo quel tempo che basta per prendere la vettura e
caricare __________ e ritorna in Svizzera, percorrendo circa 1'600 km con la
droga nel serbatoio. Altre spiegazioni non sono possibili.
t) Tutte le versioni date da AC 1 sono tanto assurde quanto non
credibili:
dapprima la vettura doveva essere portata in Kosovo per essere riparata, ma un
vetro che chiude male e, aggiungiamoci pure il tettuccio bloccato, non valgono
certo il pagamento del viaggio a __________ e a __________ e quello in aereo
per lei e la figlia;
poi la vettura doveva, se del caso essere pure venduta, ma allora perché
partire di tutta fretta per andare riprendersela, se ancora le riparazioni non
erano state fatte e nemmeno si era trovato l’acquirente? Come dice AC 1 perché
il fratello non sapeva più dove nasconderla, ma perché nasconderla se bastava
farla girare per trovare facilmente degli acquirenti?
AC 1 stessa è scesa personalmente a ritirarla spendendo soldi in aereo
inutilmente. Perché, se il fratello non era riuscito a vendergliela, non farla
riportare da __________ che era giù? A dire di AC 1 perché si sarebbe offeso
visto che quelli non erano i patti, nella loro cultura una parola data non
potendo più essere smentita: altra frottola perché __________ , che doveva
molto alla famiglia di AC 1 che l’aveva praticamente adottato, avrebbe avuto
tutto l’interesse a non pagarsi il biglietto di aereo e rientrare in macchina
spendendo meno;
la telefonata n. 100 – che si è accertato essere stata fatta con l’__________,
di cui parlano __________ e __________in quella delle 12.53 del giorno dopo –
non può essere riferita a non meglio precisati parenti di un cittadino kosovaro
che attendono da 5 giorni l’arrivo di una ragazza residente in Svizzera che __________
dovrebbe procurare per combinarne il matrimonio, perché in essa si parla di
roba che fa paura, e meglio di droga, perché il contenuto corrisponde appieno a
quanto avviene effettivamente e meglio che AC 1 va giù ed in quattro e quattr’otto
riprende l’auto imbottita di eroina così come la versione di AC 1 si scontra
con il suo stesso comportamento partendo con la piccola __________ e non con la
fantomatica ragazza da far sposare;
pure i tentativi di AC 1 di inquinare le prove quando dal carcere ha tentato
di far uscire la lettera per la sorella __________con la quale invitava il
fratello a trovare dei biglietti di ritorno, evidentemente falsi, per
dimostrare che lei il 19 novembre voleva tornare in aereo, costituiscono altri
indizi di colpevolezza, perchè non è vero tale versione cozzando ancora una
volta, tra gli altri elementi già esposti nell’analisi delle telefonate, con
quanto riferito da __________ e meglio che era inteso che __________ sarebbe
tornata con lei per aiutarla con la bimba, tant’è che fu questo argomento a
convincerlo a prendere con sé __________ ;
ulteriori indizi circa la malafede dell’accusata sono costituiti dalle altre
tre lettere che ha tentato inopinatamente di far uscire dal carcere comunica al
cugino __________cosa deve dire se lo interrogano, lo invita ad andare da __________
e riferirgli che deve dire certe cose piuttosto che altre “non dimenticare che
dobbiamo dire tutti le stesse cose” e dice a __________ che la macchina era
stata acquistata per essere venduta. Ma che bisogno c’era di dirlo se
all’acquisto ha partecipato anche lui ed era perfettamente al corrente delle
condizioni, se non per informarlo delle sue versioni rese agli inquirenti?
u) Certo,
per tornare a __________e __________, è vero, come ha sostenuto il difensore,
che i due nelle loro conversazioni parlano anche di donne con riferimento a __________(13.11.03
ore 20’56), __________(14.11.03 ore 23.23), __________ o __________ (15.11.03
ore 03’56), ma non va dimenticato che da un lato si tratta di due trafficanti
di droga che non hanno in ballo solo questo traffico dato che __________è in
galera per ordine del MPF perché implicato in un’organizzazione internazionale
che ha trattato più traffici di eroina e , subito dopo aver compreso
il raggiro operato da AC 1 pensa già ad un altro “gufo” ossia trasportatore e
quindi possono certamente aver parlato di altri affari, così come hanno parlato
ad esempio nella telefonata del 17.11.03 delle ore 22’00 a proposito di “Imer”e
di quello in “”. Tutto ciò non scalfisce minimamente il convincimento
della corte che è stata AC 1 ad organizzare il trasporto degli oltre 23 kg di
eroina poi sequestrati in dogana.
Da
tutto ciò l’atto d’accusa deve essere integralmente confermato.
- DIRITTO
Per l’art. 19 della LF sugli stupefacenti (LS),
chiunque intenzionalmente e senza essere autorizzato tra l’altro acquista,
trasporta, importa, esporta, deposita, detiene, distribuisce, procura, negozia
per terzi o vende stupefacenti, oppure fa preparativi a questi scopi, è punito
con la detenzione o con la multa (n. 1). Nei casi gravi la pena è però della
reclusione o della detenzione non inferiore a un anno, cui può essere cumulata
una multa fino un milione di franchi (n. 2).
Un caso è
ad esempio grave se l’autore sa o deve presumere che la sua infrazione si
riferisce a una quantità di stupefacenti che può mettere in pericolo la salute
di parecchie persone (lett. a): il che è oggettivamente dato già per
quantitativi, presi nel loro complesso (DTF 112 IV 113; con la
precisazione in DTF 114 IV 165), di 12 gr. di eroina pura o di 18 gr. di
cocaina pura (DTF 109 IV 145, con le precisazioni in DTF 119 IV
180 e 120 IV 334). Per quanto riguarda poi l’aspetto soggettivo, occorre tenere
presente che le nefaste conseguenze dell’uso di droga pesante è ormai una
realtà di comune conoscenza (DTF 104 IV 211; cfr. anche 106 IV 232).
Equivale ad importazione il trasporto dello
stupefacente già nel territorio doganale svizzero (art. 3 Oprec - RS
812.121.3).
Dal profilo soggettivo il reato è intenzionale.
Basta il dolo eventuale che è dato allorquando l'agente, pur non volendo un
determinato risultato di rilevanza penale, lo accetta nel caso in cui si
realizzi.
Alla luce degli accertamenti esperiti dalla Corte
si ha che AC 1 è autrice colpevole di grave infrazione alla LFStup per avere
intenzionalmente detenuto, trasportato ed importato ben 23, 842 kg di eroina,
ossia un quantitativo enormemente al di sopra della soglia posta dalla
giurisprudenza per definire il caso grave e che pertanto è tale da mettere in
pericolo la salute di un numero molto elevato di persone.
- LA
COMMISURAZIONE DELLA PENA
a) Giusta
l'art. 63 CP il giudice commisura la pena, nei limiti della comminatoria edittale,
alla colpa del reo, tenendo conto dei motivi a delinquere, della sua vita
anteriore e delle sue condizioni personali. La gravità della colpa è il
criterio fondamentale per la fissazione della pena. A tale riguardo entrano in
considerazione numerosi fattori: movente e circostanze esterne, intensità del
proposito (determinazione), risultato ottenuto, assenza di scrupoli, modi di
esecuzione del reato, entità del pregiudizio arrecato volontariamente, durata o
reiterazione dell'illecito, e così via. Per quanto riguarda l'autore in particolare
occorre considerare la sua situazione familiare e professionale, l'educazione
ricevuta e la formazione seguita, l'integrazione sociale, gli eventuali
precedenti e la reputazione in genere. Anche il comportamento dopo la
perpetrazione del reato entra in linea di conto, compresa la collaborazione
prestata con gli inquirenti e la volontà di emendamento (DTF 117 IV
112). Nella commisurazione della pena il giudice fruisce di ampia autonomia
quando valuta l'importanza di ogni singolo fattore di determinazione (DTF
122 IV 15). In considerazione dei numerosi e diversi parametri che intervengono
nella commisurazione della pena, una comparazione con casi analoghi è molto
discutibile (DTF 120 IV 144), una certa disuguaglianza in tale ambito
spiegandosi con il principio dell'individualizzazione voluto dal legislatore (DTF
19 giugno 2003 in re M.)Va infine considerato che la pena commisurata in base
al criterio della colpa può nondimeno secondo la sensibilità dell'imputato e
che di fronte a colpe equivalenti la pena deve essere non in funzione della
durata ma della durezza (CCRP 18 febbraio 2004 in re M.).
La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che il criterio decisivo nella
commisurazione della pena non è la quantità della droga trattata, bensì
l’aspetto soggettivo (DTF 121 IV 193) e, in particolare, che la quantità e la
purezza dello stupefacente è di rilievo solo ove l’imputato intendesse trattare
droga particolarmente diluita (DTF 122 IV 299) o facesse dipendere la sua
attività delittuosa proprio dai quantitativi (CCRP 22 ottobre 2004 in re S.).
b) Non vi è dubbio che la colpa di AC 1 è estremamente grave. Il primo
pensiero va all’enorme pericolo per la salute pubblica del quantitativo
trasportato nonché al valore di ben oltre un milione di franchi che esso ha sul
mercato avuto riguardo ad una valutazione assai prudenziale di fr. 50.- il
grammo. Che AC 1 sapeva con esattezza il peso della droga trasportata non è di
per sé rilevante, la donna essendo di certo a conoscenza che si trattata di un
quantitativo importante, così come ella stessa ha dichiarato nei due verbali in
cui ha ammesso, quantunque in modo parziale, le sue responsabilità. Ammissioni
che su questo punto trovano ampia conferma nell’investimento fatto in biglietti
di aereo, in trasferte fino in Kosovo come quella fatta proprio subito dopo
aver acquistato la vettura ed essere stata in __________, in occasione della
quale __________vide la vettura, nel pagare quella del cugino __________ e
della di lui figlia, nelle numerose e quindi costose telefonate fatte con il
suo cellulare in Svizzera con __________, in Macedonia con __________e in
Kosovo con __________e __________ Con il che non si può non concludere che la
donna ha agito per mero scopo di lucro, tanto più che ella non versava in
condizioni economiche difficili.
c) Il ruolo di AC 1 non è stato quello del semplice corriere. E’ lei
che ha organizzato il trasporto, è lei che ha dettato i tempi al fratello, è
lei che ha mandato la vettura in Kosovo approfittando del cugino, è lei che,
non vedendo sbloccarsi la situazione mette fretta al duo __________-__________per
poi rivolgersi direttamente al fornitore. È infine lei che è scesa
direttamente a riprendere l’auto imbottita di eroina.
d) AC 1 ha agito per puro egoismo. Non era pressata da debiti, aveva
un’azienda di pulizie che le dava da vivere e, come da lei stessa riferito in
aula, ha sempre potuto contare sull’aiuto finanziario della famiglia __________.
Aveva un’attività certamente dura, ma onesta. Ciononostante ha preferito
trafficare droga.
e) Che la droga faccia male è fatto notorio, ma per AC 1 doveva
essere ancora più tangibile, se solo si consideri che lei stessa era stata
confrontata con un marito tossicodipendente. E’ pure madre di famiglia, con una
ragazzina che all’epoca aveva poco più di 10 anni, ossia un’età che è prossima
ai momenti di maggior pericolo che la droga rappresenta. Ma neanche ciò l’ha
trattenuta. Anzi, AC 1 ha pure in un certo qual modo usato le figlie per
portare avanti i suoi propositi criminali, sfruttando la malattia di __________
per mettere fretta ai suoi correi e prendendosi poi appresso la piccola __________
sottoposta, alla sua età, ad una vera e propria maratona di oltre 24 ore tra il
viaggio di andata a in aereo e quello di ritorno in Svizzera in auto, unitamente
a __________ , per dare l’impressione della bella famigliola che rientra dalle
vacanze e quindi non incappare in eventuali controlli in dogana.
f) Sul comportamento processuale la Corte non misconosce il diritto
dell'imputata di tacere, di negare e financo di mentire. Questo comportamento
omertoso avuto da AC 1 non può però giustificare alcuno sconto di pena. Perché
è sinonimo di assoluta assenza di volontà di emendamento e di assunzione delle
proprie responsabilità. La Corte è cosciente del fatto che lo scopo principale
della pena è quello di risocializzare, ma la risocializzazione passa per forza
di cose dalla presa a carico, da parte dell'accusata, delle proprie
responsabilità. In questo senso il cammino di AC 1 è ancora molto lungo. Basti
pensare che non solo ha negato fino all'ultimo le proprie responsabilità, ma ha
pure cercato di inquinare le prove con il tentativo di fare uscire le lettere
dal carcere dove esprimeva tra l'altro, la sua preoccupazione per eventuali
intercettazioni telefoniche, nonché l’invito ai destinatari a confermare, se
interrogati, la sua versione.
g) A favore dell'imputata sono stati considerati la sua incensuratezza,
che si è trattato di un unico traffico, che il risultato è stato sventato
grazie all'intervento delle forze dell'ordine, nonché la provenienza da una
cultura diversa, anche se su quest'ultimo punto non va dimenticato che la donna
vive nel nostro paese da oltre dodici anni, si è formata una famiglia ed aveva,
verso le figlie, una responsabilità accresciuta data dal fatto che il padre è
un tossicodipendente che, a dire della stessa accusata, al momento del suo
arresto si trovava in espiazione di pena.
h) Tutto ciò ben ponderato una pena di nove anni di reclusione appare
giusta ed adeguata, avuto riguardo alla colpa, al ruolo ed al comportamento
processuale dell’accusata nonché ad altri casi già giudicati da corti ticinesi,
anche se quest’ultimo criterio non è mai quello determinante (DTF 123 IV 150).
Ciò posto, a titolo abbondanziale, in un’ottica di garanzia del principio della
parità di trattamento, la corte ha rilevato che recentemente sono stati
inflitti 6 anni di reclusione ad un cittadino albanese residente in Italia per
aver avuto il ruolo di semplice trasportatore di poco meno di 10 kg di eroina
dall’Albania alla Svizzera, attraverso l’Italia, occultandoli nella sua vettura
(sentenza Assise Criminali Mendrisio 8 ottobre 2004 in re D.). A fronte del
medesimo comportamento processuale assolutamente omertoso, la colpa di AC 1 è
ben più grave non solo per il pericolo maggiore creato per salute pubblica
dovuto ad un quantitativo di oltre il doppio, ma soprattutto per il ruolo di
organizzatrice del trasporto che ha avuto.
i) Come previsto all'art. 41 CP il giudice può sospendere l'esecuzione
di una condanna non superiore ai 18 mesi (la giurisprudenza ha poi stabilito
che fino a 21 mesi occorre infliggerne solo 18 per poter rimanere entro i
limiti della sospensione) se per il condannato è possibile esprimere una
prognosi favorevole e se nei 5 anni precedenti il reato egli non ha subito
condanne superiori ai tre mesi per reati intenzionali. Già per il fatto che la
durata della pena inflitta supera i 18 mesi, questo beneficio non entra in
linea di conto nel caso in esame.
-
L’ESPULSIONE
-
Per l’art. 55 cfr. 1 CPS
"Il
giudice può espellere dal territorio svizzero per un tempo da tre a quindici
anni lo straniero che è stato condannato alla reclusione o alla detenzione. Nel
caso di recidiva, l’espulsione può essere pronunciata a vita".
a) L’espulsione
è sia una pena sia una misura di sicurezza e persegue pertanto un duplice
obiettivo, di sanzionare il condannato e di protezione dell’ordine pubblico
(DTF 104 IV 222). Essa è una sanzione che tocca le libertà individuali. Nella
sua valutazione occorre quindi tener conto dei legami dell’accusato con il
nostro paese e con quello di origine: il solo fatto che uno straniero, sposato
ad una cittadina elvetica, ha commesso dei reati non è sufficiente per
considerare che non è assimilato e di conseguenza a giustificarne l’espulsione
(DTF 117 IV 112), tuttavia il fatto che egli sia al beneficio di un permesso di
domicilio non fa per principio ostacolo all’allontanamento giusta l’art. 55 CPS
(DTF 112 IV 70) così come il matrimonio con una svizzera non deve diventare, in
assenza d’altri legami con il nostro paese, un comodo artificio che imponga di
ammettere la presenza dell’individuo sul nostro territorio, altrimenti
intollerabile dal profilo dell’ordine pubblico (BJP 1987 n. 257 e Favre-Pellet-Stoudmann,
Code pénal annoté, n. 1.3. ad art. 55 CPS) cosicché uno straniero che ha messo
in pericolo la sicurezza pubblica deve essere espulso anche se sposato ad una
svizzera, se non intrattiene con il nostro paese altri legami professionali o
personali (Favre-Pellet-Stoudmann, op.cit., p. 135).
b) L’accusata
è in Svizzera dal 1991. E’ ben vero che fino al momento del suo arresto AC 1 si
è sempre comportata in modo corretto, dimostrando di sapersi integrare nel
nostro Paese imparando il tedesco (lingua del luogo di residenza) e l’italiano
(lingua dell’ex-marito) ed esercitando un’attività lavorativa del tutto
rispettabile. E’ però anche vero che poco prima del suo arresto è convolata a
nozze con un cittadino kosovaro che ha sempre abitato in Kosovo, mantenendo
quindi con il suo paese solidi contatti, di guisa che una sua risocializzazione
non appare di principio più difficile in Kosovo per rapporto al nostro paese. A
ciò aggiungasino la gravità del reato commesso e la grave lesione dell’ordine
pubblico che configura un vero e proprio tradimento della fiducia in lei
riposta dalle nostre autorità, che le hanno dato l’opportunità di guadagnarsi
da vivere con un lavoro onesto e di avere un futuro economicamente migliore
rispetto al suo paese. Tenuto conto del principio che la durata della pena
accessoria deve avere un rapporto di proporzionalità con quella della pena
principale, si giustifica di infliggere ad AC 1 un’espulsione di 15 anni.
c) Resta da esaminare la questione della sospensione condizionale del
provvedimento. In tale ambito entrano in linea di conto considerazioni legate
alla prognosi. In altri termini occorre stabilire se le possibilità di risocializzazione
del prevenuto sono migliori in Svizzera o al suo Paese (DTF 116 IV 2283;
BJP 1994 N. 578), tenendo conto del pericolo che lo straniero rappresenta per
l'ordine pubblico svizzero (DTF 103 Ib 26).
La
Corte ha condiviso l’opinione del Procuratore Pubblico secondo la quale
un’espulsione effettiva renderebbe le figlie doppiamente vittime del
comportamento della propria madre, ragione per cui questa pena accessoria viene
condizionalmente sospesa per il periodo massimo previsto dalla legge, dati
ancora una volta la grave colpa dell’accusata ed il suo comportamento
processuale omertoso che dimostra come il cammino che ella deve compiere sulla
via della risocializzazione sia ancora molto lungo.
- LE
CONFISCHE
a) Per quanto riguarda le richieste di confisca deve valere che per
l’art. 58 CP il giudice, indipendentemente dalla punibilità di una data
persona, ordina la confisca degli oggetti che hanno servito o erano destinati a
commettere un reato o che costituiscono il profitto di un reato se tali oggetti
compromettono la sicurezza delle persone, la moralità o l'ordine pubblico.
Il
giudice può ordinare che gli oggetti confiscati siano resi inservibili o
distrutti.
b) A tale riguardo deve valere che la droga è evidentemente corpo di
reato e deve essere confiscata. Identica sorte devono subire l’autovettura (con
la relativa licenza di circolazione) ed il cellulare sequestrati in quanto
“corpus sceleris” del traffico di stupefacente. Per quanto riguarda la
documentazione cartacea essa è acquisita all’incarto quale mezzo di prova
documentale.
c) Quo all’importo di 760 Dinari jugoslavi e al saldo (di fr. 24'468.51
al 31.07.04) del conto postale 87-531388-2 presso La Posta di __________
intestato ad AC 1, e meglio alla sua ditta individuale, non è stata stabilita
una relazione con il reato commesso. Viene quindi mantenuto il sequestro
conservativo a garanzia delle spese processuali che la condannata è chiamata a
pagare (art. 9 CPP). La richiesta della difesa di liberare il saldo del conto
citato a favore delle figlie di AC 1 non può essere accolta da un lato poiché
mancano prove che rendano anche solo verosimile che le ragazze vivano nel
bisogno e dall’altro nemmeno è stato dimostrato che l’accusata si trovi in
quelle ristrettezze economiche che giustificherebbero la restituzione anche
soltanto parziale di questi averi. Ben inteso: qualora al termine della
procedura, a crescita in giudicato della sentenza, dovesse risultare un saldo a
favore dell’imputata, questo le sarà restituito.
Rispondendo affermativamente
a tutti i quesiti, tranne al quesito n. 2.1.;
visti gli art. 18,
35, 41, 55, 58, 59, 63, 69 CP;
19
cfr. 1 e 2 LFStup;
9
segg. CPP e 39 TG sulle spese;
dichiara e
pronuncia:
- AC
1 è autrice colpevole di:
1.1. infrazione
aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti
siccome riferita ad un quantitativo di eroina che sapeva o doveva presumere
essere tale da mettere in pericolo la salute di parecchie persone,
per avere, senza essere autorizzata,
il 20 novembre 2003 a,
proveniente da __________ , dove si era recata con l'aereo la mattina del
giorno precedente assieme alla figlia __________., con il volo __________-,
ripartendo ancora la sera stessa per __________, transitando dalla Serbia,
Croazia, Slovenia e Italia,
accompagnata da sua figlia e da sua cugina __________, detenuto, trasportato ed
importato in Svizzera kg. 23,842 di eroina (grado di purezza medio del 22,4%)
destinata a persone non identificate residenti in
Svizzera
sostanza confezionata in 48 pani del peso lordo di circa 540/550 grammi l'uno,
avvolti ognuno in un doppio sacchetto trasparente e sottovuoto, nonché con del
nastro isolante color marrone, occultata nel serbatoio del gasolio della sua
autovettura marca Audi A6, targata, da lei condotta ed a lei intestata,
trasporto da lei organizzato con terzi nel corso dei mesi di ottobre e novembre
2003, a __________ , ed in altre località contro promessa di un imprecisato
compenso in denaro,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa e
precisato nei considerandi.
- Di
conseguenza AC 1 è condannata:
2.1. alla pena di
9 (nove) anni di reclusione, nella quale è computato il carcere preventivo
sofferto;
2.2. all'espulsione
dal territorio svizzero per 15 (quindici) anni;
2.3. al pagamento
della tassa di giustizia di fr. 5'000.-- e delle spese processuali.
-
L'esecuzione
della pena accessoria d'espulsione inflitta alla condannata è sospesa condizionalmente
ed alla stessa è prescritto un periodo di prova di 5 (cinque) anni.
-
E'
ordinata la confisca:
4.1. di kg.
23,842 di eroina, da distruggere;
4.2. dell'autovettura
Audi A6, di color verde, telaio no.;
4.3. della
licenza di circolazione per il veicolo Audi A6 targata;
4.4. della
licenza di circolazione per il veicolo Mercedes __________ E 320 targata;
4.5. del natel
marca Nokia, IMEI no. e della tessera Sunrise Pronto no.;
4.6. di 5 agende
telefoniche manoscritte;
4.7. di materiale
cartaceo diverso;
-
Sull'importo
di 760 Dinari Jugoslavi e sul saldo attivo del c.c.p. n. c/o, __________,
intestato alla ditta individuale, __________ (saldo al 31.7.2004: CHF
24'468.51) è mantenuto il sequestro conservativo a garanzia del pagamento della
tassa di giustizia e delle spese processuali.
-
Questo
giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP. La
dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte
entro cinque giorni da oggi. La motivazione entro venti giorni dalla
notificazione della sentenza integrale.
Intimazione a:
terzi implicati
- AS 1
- AS 2
- AS 3
- AS 4
- AS 5
- AS 6
- AS 7
- GI 1 __________
- GI 2 __________
- IE 1
- IE 2
Per la Corte delle assise criminali
Il presidente Il
segretario
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 5'000.--
Inchiesta preliminare fr. 650.--
Spese diverse fr. 19.--
Perizie fr. 822.--
Interpreti fr. 1'872.--
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 100.--
fr. 8'463.--
===========
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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