AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
72.2004.43
Data decisione, Autorità:
29.07.2004, PENAL
Incarto n.
72.2004.43
Lugano,
29 luglio 2004/nh
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La presidente della Corte delle assise
correzionali
di Lugano
Presidente:
giudice Giovanna
Roggero-Will
Segretario:
Pascal Cattaneo,
vicecancelliere
Sedente nell’aula
penale di questo Palazzo di giustizia, senza intervento degli assessori
giurati, avendovi l’accusato, con l’annuenza del difensore e del procuratore
pubblico, rinunciato,
per giudicare
detenuto dal 18
novembre 2003 al 12 marzo 2004;
prevenuto colpevole
di:
- appropriazione
indebita, ripetuta
qualificata siccome
commessa in qualità di gerente di patrimoni e nell'ambito di attività
sottoposta alla legge cantonale sulle professioni di fiduciario
per
avere,
a
Lugano,
nel
periodo gennaio 2000 - ottobre 2000,
allo
scopo di procacciarsi un indebito profitto,
impiegato
indebitamente parte della somma di CHF 150'000.-- complessivi affidatagli a
scopo di investimento da 5 (cinque) clienti, e meglio singolarmente
1004
/____________ - CHF 40'000.-,
1005
/____________ - CHF 50'000.-,
1006
/____________ - CHF 25'000.-,
1007
/____________ - CHF 25'000.-,
1008
/____________ - CHF 10'000.-,
appropriandosi
dei seguenti importi:
CHF 25'000.-- complessivi, tra il 27.01.2000 ed il 18.02.2000, prima di
procedere a qualsiasi investimento, importo prelevato a contanti dalla
relazione bancaria no. 247/557.693.01 F "KUNDEN" CHF, presso UBS SA
_________, intestata alla società ___________, di cui egli è azionista unico ed
avente diritto economico,
- CHF
32'391.90 complessivi, successivamente all'investimento di CHF
125'000.-- in data 18.02/01.03.2000 presso il broker __________ Ltd di Londra,
disinvestendo parte dell'investimento ovvero facendo rientrare in tre distinte
occasioni complessivi CHF 22'000.- (frs. 10'000.- il 27.04.2000 + frs.
12'000.- il 16.05.2000) e USD 6'241,41 (USD 4'883,35 + USD 1'358,06 il
19.09.2000), pari a CHF 10'391,90, sulla relazione bancaria no. 247/557.693.01
F "KUNDEN" CHF, importi poi prelevati a contanti;
ritenuto
che ___________ha successivamente impiegato queste somme per necessità sue e
delle sue società,
ritenuto
inoltre che la differenza tra quanto investito e quanto rientrato dal broker
_________, pari a circa CHF 92'608,10 (al lordo delle spese e/o provvigioni del
broker), è andata persa a seguito degli investimenti effettuati e che per
celare le appropriazioni e le perdite subite, nonché per rassicurare i clienti
e ritardare così richieste di restituzione del denaro affidatogli e/o ottenere
ulteriori fondi, l'accusato ha allestito e inviato a questi ultimi rendiconti
attestanti contrariamente al vero l'esistenza di utili,
ritenuto
infine che ___________ha parzialmente risarcito tre dei citati clienti (CHF
20'000.-- a _____________ il 11.10.2000; CHF 10'000.-- a _____________ il
19.11.2002 e CHF 3'251.70 a _____________ il 16.05.2003), facendo capo a denaro
affidatogli dai clienti truffati di cui sub. 2;
- truffa,
ripetuta
qualificata siccome commessa per mestiere,
data la disponibilità dell'accusato ad agire ripetutamente per assicurarsi una
regolare fonte di reddito
per
avere,
a
Lugano nonché in altre località in Svizzera e all'estero,
nel
periodo 22.06.1999 - 18.11.2003 (data del suo arresto),
allo
scopo di procacciarsi un indebito profitto,
ingannato
con astuzia terze persone, affermando cose false e dissimulando cose vere, inducendole
in tal modo ad atti pregiudizievoli al loro patrimonio,
e meglio per
avere,
agendo
tramite le società ___________, ___________ e ___________ ed avvalendosi di
procacciatori di clienti,
raccolto
capitali presso terzi, prospettando investimenti nel settore delle divise e
delle materie prime, sottacendo che in realtà tali fondi non sarebbero stati
investiti ma utilizzati per le necessità sue e delle sue società
rispettivamente per rimborsare altri clienti i cui fondi erano stati precedentemente
persi o utilizzati indebitamente,
inducendo
in tal modo 25 (venticinque) clienti investitori a versargli a contanti o
tramite bonifico sui suoi conti personali e societari l'importo complessivo di
CHF 1'382'822,93,
mettendo
così in pericolo perlomeno temporaneamente il loro capitale, rispettivamente
cagionando loro - considerato il rimborso di CHF 552'543,15 - un pregiudizio
effettivo complessivo di CHF 882'102.63,
e meglio
singolarmente
No.
Clienti
Versamenti
Rimborsi ricevuti
Danno subito
1
1001 __________
SFr. 36'000.00
SFr.
SFr. 36'000.00
2
1002 __________
SFr. 70'000.00
SFr.
SFr. 70'000.00
3
1003 __________
SFr. 45'000.00
SFr. 9'920.30
SFr. 35'079.70
4
1004 __________
SFr.
100'000.00
SFr. 30'000.00
SFr. 70'000.00
5
1009
SFr.
50'000.00
SFr.
56'097.70
SFr.
6
1010
SFr. 31'000.00
SFr.
SFr. 31'000.00
7
1011
__________ r
SFr.
60'000.00
SFr.
20'000.00
SFr. 40'000.00
8
1012
SFr.
10'000.00
SFr. -
SFr. 10'000.00
9
1013
SFr. 20'000.00
SFr. 20'625.15
SFr.
10
1014
__________ t
SFr. 70'000.00
SFr.
20'000.00
SFr. 50'000.00
11
1015
SFr.
32'500.00
SFr.
SFr. 32'500.00
12
1016
SFr.
415'768.00
SFr.
SFr. 415'768.00
13
1017
SFr.
5'000.00
SFr.
SFr. 5'000.00
14
1018
SFr.
17'000.00
SFr. -
SFr. 17'000.00
15
1019
SFr.
56'000.00
SFr.
64'300.00
SFr.
16
1020
SFr.
50'000.00
SFr.
50'000.00
SFr.
17
1021
SFr. 12'350.00
SFr. -
SFr. 12'350.00
18
1025
SFr. 20'000.00
SFr. 26'200.00
SFr. -
19
1026
SFr.
42'500.00
SFr.
65'100.00
SFr.
20
1027
SFr.
11'000.00
SFr.
6'300.00
SFr. 4'700.00
21
1028
SFr.
62'500.00
SFr.
70'500.00
SFr.
22
1029
SFr.
10'000.00
SFr.
3'500.00
SFr. 6'500.00
23
1030
SFr.
126'485.80
SFr.
112'000.00
SFr. 14'485.80
24
1031
SFr.
7'000.00
SFr.
SFr. 7'000.00
25
1033
SFr.
22'719.13
SFr.
SFr. 22'719.13
Totali
SFr.
1'382'822.90
SFr. 554'543.15
SFr. 880'102.63
ritenuto
che l'accusato ha utilizzato l'indebito profitto conseguito per sostenere le
spese societarie e sue personali,
ritenuto
altresì che per perfezionare l'inganno astuto e per celare le previe
malversazioni nonché per ottenere ulteriori fondi dai clienti l'accusato ha
allestito e inviato a questi ultimi rendiconti attestanti contrariamente al
vero l'esistenza di investimenti e di utili;
- amministrazione
infedele, ripetuta
per
avere,
nelle circostanze di tempo e di luogo di cui sub 1,
nella sua
qualità di gerente di patrimoni e quindi obbligato per negozio giuridico ad
amministrare il patrimonio altrui,
mancando
ripetutamente al proprio dovere ovvero omettendo di informare i clienti di cui
sub 1 del reale esito degli investimenti ossia delle costanti e consistenti
perdite subite ed anzi rassicurandoli indicando ed inviando loro rendiconti
attestanti contrariamente al vero l'esistenza di utili,
danneggiato
il patrimonio dei clienti, perdendo interamente il capitale investito di CHF 92'608,10 (al lordo delle spese e/o
provvigioni del broker) e causando loro un danno equivalente;
- falsità
in documenti, ripetuta
per avere,
nelle
circostanze di tempo e di luogo di cui ai punti 1, 2 e 3,
allo
scopo di procacciare a sé un indebito profitto ovvero per celare le previe
malversazioni nonché rassicurare i propri clienti e ritardare così richieste di
restituzione del denaro affidatogli e/o ottenere ulteriori fondi, allestito
documenti falsi e segnatamente falsi rendiconti attestanti contrariamente al
vero l'esistenza di operazioni di investimento e di utili, facendone altresì
uso inviandole e/o consegnandole ai propri clienti;
- esercizio
abusivo della professione di fiduciario
per avere,
a
Lugano,
nel
periodo 22.06.1999 - 18.11.2003 (data del suo arresto),
operando
ininterrottamente quale gestore di patrimoni, segnatamente affidatigli a scopo di
investimento, nell'interesse di almeno 37 (trentasette) clienti ed agendo
tramite le società ___________, ___________ e ___________, con uffici a Lugano
e conti bancari presso UBS SA __________ e Cornèr Banca __________,
esercitato
senza autorizzazione la professione di fiduciario finanziario, così come
definita dalla Legge Cantonale sull'Esercizio delle Professioni di Fiduciario,
ottenendo, oltre all'indebito profitto realizzato con i reati di cui sub 1, 2 e
3, un guadagno lordo complessivo da commissioni e ristorni di USD 14'105,97
(USD 9'000.- il 12.07.2000 + USD 4'900.- il 14.08.2000 + USD 205,97 il
19.09.2000) versati dal broker __________ Ltd e di CHF 13'900.- e USD
104'109,70 versati dal broker __________;
fatti avvenuti nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti
art. 138 Cifra 2 CP, Art. 146 cpv. 2 CP, Art. 158 n. 1 cpv. 1 CP, Art. 251
Cifra 1 CP, art. 19 Legge sui fiduciari LFID;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 50/2004
del 27 aprile 2004, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§ Il __________.
§ L'accusato
__________ assistito dal difensore di fiducia (GP) avv. __________.
Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore 9:30
alle ore 12:30.
Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale
chiede la conferma integrale, sia in fatto che in diritto, dell’atto di accusa.
Sottolinea la gravità della colpa dell’imputato sia per il lungo tempo durante
il quale ha delinquito, sia per l’ammontare del danno causato, sia per l’alto
numero delle sue vittime che per i precedenti penali analoghi per i quali era
già stato condannato dal tribunale del Canton Grigioni. In favore dell’imputato
sottolinea, invece, la fattiva collaborazione prestata agli inquirenti nella
ricostruzione delle sue malversazioni finanziarie e la presa di coscienza degli
errori commessi dimostrata dalla richiesta di espiazione anticipata della pena.
Conclude, quindi, chiedendo la condanna dell’imputato alla pena di 24 mesi di
detenzione e la revoca della sospensione condizionale delle pene di 16 mesi di
detenzione inflitta il 26.6.2001 e di 90 giorni di detenzione inflitti il
5.5.2003.
Chiede inoltre la confisca di tutto quanto in
sequestro e l’accoglimento delle pretese delle PC nella misura di cui alla
tabella riassuntiva di pagina 3 dell’AA.
§ Il Difensore, che pone in risalto la figura, la
personalità e la vita anteriore del suo patrocinato.
Non contesta né i fatti né il diritto di cui
all’atto di accusa e non si oppone alla richiesta di confisca di quanto in
sequestro e alle richieste di risarcimento delle PC. In favore di
___________sottolinea la piena, immediata e fattiva collaborazione prestata
nella ricostruzione delle sue malversazioni, la piena presa di coscienza degli
sbagli commessi e il pentimento dimostrato dalla richiesta di espiare in modo
anticipato la propria pena detentiva. Conclude chiedendo che la pena detentiva
venga contenuta in 18 mesi da porre al beneficio della sospensione condizionale
con un periodo di prova di 5 anni. Non si oppone alla revoca delle sospensioni
condizionali delle precedenti pene.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle
Parti, i seguenti
quesiti: ___________
- E’ autore
colpevole di:
1.1. ripetuta
appropriazione indebita
1.1.1 per avere,
a Lugano nel periodo gennaio 2000 – ottobre 2000,
impiegato indebitamente parte della somma di
150'000.- CHF affidatagli a scopo d’investimento da cinque suoi clienti
e meglio per essersi appropriato di complessivi
57'391,90 fr., importo in seguito utilizzato per necessità sue e della società
___________?
1.1.2 trattasi di
ripetuta appropriazione indebita aggravata siccome commessa nella sua qualità
di gerente di patrimoni?
1.2. ripetuta
truffa
per avere,
a Lugano e in altre località in Svizzera e
all’estero,
nel periodo 22.6.1999 – 18.11.2003,
ingannato con astuzia 25 suoi clienti con le
modalità descritte nell’atto di accusa, riuscendo con ciò ad ottenere dalle
stesse un importo complessivo di 1'382'822.93 fr.,
denaro utilizzato per pagare spese societarie,
sue personali e per rimborsare altri clienti i cui fondi erano stati
precedentemente persi od utilizzati indebitamente, causando un danno finale di
complessivi 880'102.63 fr.?
1.2.1 trattasi di
ripetuta truffa qualificata siccome commessa per mestiere?
1.3. ripetuta
amministrazione infedele
per avere
nelle circostanze di tempo e di luogo di cui sub.
1 AA,
nella sua qualità di gerente di patrimoni,
mancato ripetutamente al proprio dovere
contrattuale d’informare i suoi clienti delle perdite subite nell’ambito degli
investimenti effettuati, inviando loro per contro rendiconti attestanti
contrariamente al vero l’esistenza di utili, perdendo così l’intero capitale di
92'608.10 fr. e causando loro un danno equivalente?
1.4. ripetuta
falsità in documenti
per avere,
nelle circostanze di tempo e di luogo di cui ai
pt. 1, 2 e 3 dell’AA, allo scopo di celare le malversazioni finanziarie
commesse, nonché per ritardare le richieste di restituzione del denaro ed
ottenere ulteriori fondi, allestito, e spedito ai suoi clienti, falsi
rendiconti?
1.5. esercizio
abusivo della professione di fiduciario
per avere,
a Lugano, nel periodo 22.6.1999 – 18.11.2003,
operando ininterrottamente quale gestore di
patrimoni affidatigli da 37 clienti a scopo d’investimento, ed agendo tramite
le società ___________, ___________ e ___________,
esercitato, senza autorizzazione,
la professione di fiduciario finanziario,
ottenendo un guadagno lordo di complessivi 118'215.67 USD e 13'900 fr.,
e meglio come descritto nell’atto d’accusa?
-
Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena privativa di libertà?
-
Deve
subire la revoca della sospensione condizionale della pena di:
3.1. 16 mesi di
detenzione inflittagli il 26.6.2001 dal Tribunale cantonale dei Grigioni?
3.2. 90 giorni di
detenzione inflittagli il 5.5.2003 dal Ministero Pubblico di Bellinzona?
-
Deve
subire la confisca di quanto in sequestro?
-
Deve essere
condannato al pagamento di un’indennità alle parti civili?
Considerato, in fatto
ed in diritto
- ___________, cittadino svizzero, domiciliato a __________, è nato il
22 luglio __________a Berlino. Poco dopo la sua nascita, i genitori (il padre è
di nazionalità tedesca e la madre svizzera) si sono trasferiti con il figlio,
dapprima, a __________ e poi, dopo un paio d’anni, a __________ dove il padre
lavora come medico assistente. Nel 1981, la famiglia ___________si è trasferita
a __________ (JU) dove il padre, nel frattempo specializzatosi in radiologia,
diventa primario nei nosocomi di __________ e __________.
La madre, infermiera di professione, si è sempre
dedicata alla famiglia.
Il fratello minore è assistente sociale.
- ___________, dopo avere frequentato le scuole dell’obbligo (in parte
a __________ nel Canton __________ e in parte a __________y), ed un anno di
liceo (tipo E) a __________, nel __________si diploma presso la __________.
Dopo il servizio militare, nel novembre del 1993
si trasferisce in Ticino dove lavora presso la __________, una fiduciaria con
sede a __________. Il suo lavoro consiste nel contattare telefonicamente i
potenziali clienti – scelti in genere in base all’attività lavorativa indicata
sull’elenco telefonico – e convincerli a partecipare a degli investimenti a
termine. Così come spiegato al dibattimento, il suo lavoro si divide in due
fasi: la prima di acquisizione della fiducia del potenziale cliente vantando i
pregi della società (con colloqui ed invio di materiale pubblicitario) e la
seconda di vendita vera e propria dell’investimento. Dopo circa un anno
___________passa alla __________– società che fa parte del “gruppo” __________–
dove continua a svolgere la stessa attività con la sola differenza che viene
promosso a capo settore e il suo guadagno mensile raggiunge una media di
7'000.-/ 8'000.- fr.
- Nel settembre 1994 ___________ sposa __________ a.
Dal matrimonio - sciolto con sentenza di divorzio
__________- non nasceranno figli.
- Nel corso del 1995, ___________decide di mettersi in proprio. Messo
fine al rapporto lavorativo con la __________ (1.1995-1.9.1995), l’1.10.1995
costituisce, insieme a ___________, la società ___________.
Quale sede della società viene scelto il Grigioni
in quanto - come ha spiegato ___________in aula - in quel Cantone non è
richiesta alcuna autorizzazione per esercitare la professione di fiduciario
finanziario.
___________riprende con la ___________ (1.10.1995
– 31.5.1999) l’attività che praticava in Ticino, occupandosi dell’acquisizione
di clientela cui propone investimenti ad alto rischio speculativo (mercati a
termine, opzioni e divise).
La ___________ - che rimane attiva dal dicembre
1996 al marzo 1999 – non mantiene, però, le promesse fatte ai clienti .
Nel 1999 la situazione precipita. I clienti
protestano. Il 16.7.1999 la ___________sottopone loro una proposta di
restituzione dei capitali affidati per 729'329.75 fr. per i quali il 2.8.1999
___________e ___________si riconoscono, solidalmente, debitori. Il 17.12.1999
viene aperta la procedura di fallimento che terminerà, il 21.1.2000, con la
cancellazione della ___________per mancanza di attivi.
Contestualmente, il 7.6.1999, la Commissione
federale delle banche avvia un’inchiesta sull’attività della ___________ nel
mercato forex. Il 4.10.1999 __________, dipendente della __________, viene
incaricato di far luce su quanto avvenuto fra la ___________ e i suoi clienti.
Il 7 aprile 2000 __________ consegna il suo rapporto dal quale risulta che la
maggior parte del denaro consegnato dagli investitori alla ___________ non era
nemmeno stato investito e che, in relazione a ciò, erano stati redatti degli
estratti conto fittizi. Avutone notizia, la Procura pubblica apre
un'inchiesta nei confronti di ___________e __________, del cui esito si dirà in
seguito.
- Con l’intento di “rifarsi” ___________, il 1.6.1999, costituisce le
società ___________ con sede a __________ (trasferita poi a __________o) e
___________ con sede a __________ (poi a __________).
Così come ammesso, le sedi societarie erano state
scelte per sottrarsi all’obbligo di ottenere l’autorizzazione all’esercizio
della professione di fiduciario finanziario. A questo proposito va segnalato
che, il 4.5.2001, ___________, in occasione di un sopralluogo da parte di un
ispettore del Consiglio di vigilanza sulle professioni di fiduciario, ha
spudoratamente mentito dichiarando quanto segue:
" la
ditta non è ancora attiva …….. che non sono finora stati contattati clienti,
non sono stati raccolti fondi né stipulato contratti di gestione, ……... che
egli per il momento è stato incaricato di trovare un fiduciario finanziario e
procedere all’affiliazione ad un organismo di autodisciplina. Il colloquio
termina con la promessa del sig. ___________di attenersi alle indicazioni
dell’ispettore e di informare l’autorità di sorveglianza sui fiduciari al
momento in cui ___________ Sa avvierà l’attività effettiva” (Al 11).
In realtà, contrariamente a queste indicazioni, a
Lugano, sotto l’egida delle citate due società, ___________continua a fare quel
che già faceva nei Grigioni: acquisisce clientela a cui propone degli
investimenti in forex da effettuare per il tramite di brokers professionisti.
___________nell’ambito della sua attività di
acquisizione della clientela utilizza un prospetto pubblicitario per vantare le
qualità manageriali della ___________. Il prospetto - dal titolo “Financial
Services: Interbank, Devisenhandel, Das Dynamische Kapital-management” - è un
opuscolo dalla grafica e dalle foto (banconote, lingotti, ecc..) accattivanti e
nel quale si spiega ai potenziali clienti i motivi per i quali conviene loro
far capo alla società ___________: “Warum mit uns zusammenarbeiten? Stärken,
Erfahrung, Seriösität, Sicherheit, International”. In esso viene pure spiegato
che con un capitale di 1'000'000.- fr. è possibile movimentare un capitale di
10'000'000.- fr. (effetto leva x 10) e che la società ___________ ha sviluppato
il meccanismo dello “Stop-Loss Order” grazie al quale è possibile limitare il
rischio di perdita del capitale investito. Vengono illustrati alcuni esempi
d’investimento dai quali si evince che con un capitale del cliente di
1’000'000.- fr., in poche ore, rispettivamente giorni, è possibile realizzare
un guadagno di 80'000.- fr., rispettivamente di 300'000.- fr. (cfr. documentazione
in atti in classeur Rapporto Polizia annesso 7, separazione 12).
Durante il periodo d’attività 1.6.1999 –
18.11.2003 ___________riesce a convincere ben 29 clienti ad affidargli circa
1'500'000.- fr. da investire.
I contratti (cfr. contratti in classeurs Rapporto
Polizia annessi 1 e 2) fatti sottoscrivere da ___________prevedono in
particolare che:
" Mit
der Unterzeichnung dieses Auftrages bestätigt der Anleger ausdrücklich, dass er
sich der Risiken, denen sein Kapital im Divisengeschäft ausgesetzt ist, voll
bewusst ist. Er akzeptiert diese Risiken als natürlichen Bestandteil des
Devisengeschäftes. Dem Anleger ist bekannt, dass bei sehr ungünstigen Umständen
ein Teil – oder Totalverlust seines investierten Kapitals eintreten kann.”
Inoltre, in detti contratti si legge quanto
segue:
" Der
Anleger erhält von der ___________ einmal monatlich einen Kontoauszug
zugestellt, der alle getätigen Transaktionen und die Kapitalveränderung einzeln
ausgewiesen aufzeigt”.
- Il 26.6.2001, il procedimento penale che era stato avviato nei
confronti di ___________ in relazione alla sua attività con la
___________sfocia nella sentenza di condanna alla pena di 16 mesi di detenzione
sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni per truffa per
mestiere e ripetuta falsità in documenti (Al 19).
In sintesi, la magistratura grigionese ha
accertato che i fondi versati dai clienti non venivano investiti ma utilizzati
da ___________e ___________per “vivere, sostenere le proprie spese personali e
della società e, in piccola parte, per rimborsare altri clienti che reclamavano
il proprio denaro” e che, per nascondere i mancati investimenti e l’illecito
loro utilizzo, venivano redatti dei falsi estratti conto dai quali risultava
che degli investimenti erano stati effettuati e che questi investimenti avevano
prodotto degli utili.
La sentenza grigionese accertava che l’importo
malversato ammontava complessivamente a 618'047.- fr. mentre il danno finale si
situava a 457'266.40 fr.
- ___________, oltre a quella inflittagli con la citata sentenza del
26.6.2001, conta altre due condanne (Al 28).
La prima del 15.7.2002 con cui il Tribunale
militare di Divisione __________ di __________ gli ha inflitto 20 giorni di
arresto sospesi con un periodo di prova di tre anni per omissione di servizio e
assenza ingiustificata.
La seconda, del 5.5.2003, con cui il Ministero
Pubblico ticinese gli ha inflitto 90 giorni di detenzione sospesi
condizionalmente per 4 anni, oltre che la revoca della sospensione condizionale
della citata pena di 20 giorni, per avere guidato in stato di ebrietà.
Dal profilo finanziario la situazione di
___________ è catastrofica: a suo carico, il 29.12.2003 risultavano esserci
(estratto UEF 29.12.2003, separazione 18 in Al 72) esecuzioni in corso per
circa 136'670 fr. (periodo 2001 – dicembre 2003) e attestati di carenza beni
per circa. 148'128.05 fr. (periodo 1998 – 2001).
In aula ___________ha aggiornato questi dati,
indicando in ca. fr. 300'000.- gli attestati carenza beni e dichiarando di
avere chiesto ed ottenuto il fallimento privato.
- I fatti così come descritti nell’atto di accusa non sono contestati.
Anzi ___________si è assunto la paternità di questa ricostruzione dei fatti,
nel senso di avere lui medesimo largamente contribuito alla ricostruzione degli
eventi (cfr. verb. ___________a PP Al 24, 77 e 87; verb. ___________a polizia
doc. 3 in Al 72).
I fatti di cui all’atto di accusa si riferiscono
all’attività esercitata da ___________ nell’ambito delle due citate società
___________ di sua “proprietà”, e ciò nel periodo che va dal 1.6.1999 fino al
giorno del suo arresto, il 18.11.2003.
In questo periodo ___________, avvalendosi anche
di procacciatori di clienti (__________, __________ e altri ancora; cfr. verb.
doc. 15 e 16 in Al 72), contatta tutta una serie di potenziali clienti, scelti
in base alla professione da loro svolta (si tratta della medesima strategia
messa in atto presso la __________ e la ___________GmbH). ___________propone
loro d’investire il loro denaro nel mercato delle divise.
Questa attività viene svolta da ___________,
inizialmente dai locali di casa sua, in seguito dagli uffici a Lugano delle
società __________ allestiti a tale scopo e ciò malgrado ___________fosse a
conoscenza (___________ha ammesso di avere istituito le sedi societarie delle
___________ in svizzera interna proprio per aggirare la legge ticinese)
dell’obbligo di ottenere un’autorizzazione per l’esercizio della professione di
fiduciario nel Cantone Ticino (cfr. verb. dibattimento, p. 3).
Così come ammesso al dibattimento, del denaro
ricevuto dai primi clienti all’inizio dell’attività con la ___________,
___________si è appropriato per – dice lui – avviare l’attività. Questo
avviamento di attività si traduce nell’acquisto dei mobili per l’ufficio, nel
pagamento degli affitti e nello spendere per sé.
Gli unici soldi investiti da ___________sono
quelli ricevuti da alcuni clienti (5) nel periodo da febbraio a ottobre 2000:
___________ha effettivamente investito 125'000.- fr. , cioè parte del denaro
consegnatogli dai clienti __________ (fr. 40'000.-), __________ (fr. 50'000.-),
__________ (fr. 25'000.-), __________ (fr. 25'000.-) e __________ (fr.
10'000.-). Questi sono gli unici importi investiti come prospettato
nell’opuscolo pubblicitario e come concordato nei contratti sottoscritti (cfr.
verb. ___________a PP Al 24, 77 e 87).
Il rimanente del capitale ottenuto dai clienti,
ovvero fr. 1'407'822.90 (fr. 1'382'822.90 di cui al pt. 2 dell’AA + fr.
25'000.- di cui al pt. 1 dell’AA), non è mai stato investito, né è mai stato
fatto tentativo alcuno in tal senso.
Semplicemente questo denaro è stato utilizzato -
è lo stesso ___________ad averlo ammesso - per “potere vivere”. E’ stato, cioè,
utilizzato da ___________per garantirsi un alto tenore di vita, per pagare le
spese delle sue società (pochissime, ha precisato al dibattimento) e, infine,
in parte, per rimborsare il denaro che alcuni suoi clienti gli chiedevano di
restituire (in totale fr. 554'543.15 fr.; cfr. verb. ___________a PP Al 24, 77
e 87).
Va precisato che – così come ammesso davanti al
PP e, poi, ribadito al dibattimento – ___________effettuava questi rimborsi per
far credere ai clienti di avere effettivamente investito i loro capitali e che
tali investimenti rendevano bene così da rassicurarli ed ottenere nuovi fondi
(verb. a polizia p. 13 doc. 3 in Al 72; verb. ___________a PP Al 24 p. 2).
Nuovi fondi che egli sapeva benissimo che non avrebbe mai investito ma di cui
egli si sarebbe appropriato così come aveva fatto con quelli precedentemente
ottenuti (eccezion fatta per quei fr. 125.000.- di cui s’è detto).
Ne risulta che – così come ammesso al
dibattimento - nei quattro anni di attività delle società ___________,
___________si è appropriato – senza nemmeno tentare di adempiere al mandato di
investimento che gli era stato affidato - ed ha sperperato circa 880'000.- fr.
. In pratica – così come confermato al dibattimento – ___________ha vissuto per
4 anni attingendo ai soldi che i clienti gli affidavano, per un importo annuo
medio di fr. 200.000.- in modo da garantirsi un alto tenore di vita.
Relativamente al capitale investito (125'000.-
fr.), va precisato che ___________ha ben presto proceduto ad una serie di
disinvestimenti per complessivi 32'391.90 fr. in quanto - ha detto in aula –
aveva bisogno di soldi per sostenere le sue spese personali e quelle delle sue
società (che sappiamo essere praticamente irrilevanti).
La differenza, fr. 92'608.10 fr., rimasta
investita è, invece, poi andata integralmente persa (verb. ___________a PP Al
77, p. 2 e Al 87 p. 2).
Al fine di nascondere la situazione poc’anzi
descritta (mancati investimenti, differente utilizzo dei capitali rispetto a
quanto pattuito, perdita del capitale investito) così da evitare che i clienti
gli chiedessero la restituzione dei loro capitali, come pure per cercare di
carpire nuovi capitali che gli permettessero di continuare a “vivere” così come
gli piaceva, ___________ha allestito una lunghissima serie di rendiconti falsi
che attestavano l’esistenza d’investimenti e di utili (cfr. verb. ___________a
PP Al 24 p. 2, Al 77 p. 2 e Al 87 p. 2; verb. ___________a Polizia p. 15 doc. 3
in Al 72).
- A seguito delle denunce inoltrate da alcuni clienti, la Procura
pubblica ticinese ha aperto un’inchiesta per i fatti sopra descritti (Al 3 e
5).
La prima denuncia presentata da __________ risale
al 7.5.2003: è la Procura pubblica del Canton Lucerna che la trasmette al MP
ticinese che decide il 20.8.2003 di assumere il procedimento (Al 1 e 3). La
seconda risale al 12.8.2003 ed è di __________ (Al 2).
Il 18.11.2003, dopo la perquisizione degli uffici
delle società ___________ e dell’appartamento di ___________, quest’ultimo
viene arrestato (Al 16).
- Dopo
alcuni mesi di carcere preventivo, il 12 marzo 2004, previo versamento di una
cauzione di 30'000.- fr. e il deposito dei documenti d’identità (verb.
___________a PP Al 96), ___________ viene scarcerato e posto in libertà
provvisoria.
Il 14.5.2004, per il tramite del suo legale,
___________ha comunicato l’intenzione di rientrare in carcere “il giorno 20
maggio p.v. onde iniziare a scontare anticipatamente la pena privativa della
libertà che gli verrà comminata” (allegata a doc. TPC 3).
Il 21.5.2004 ___________si è effettivamente
ripresentato presso il Penitenziario di Lugano al fine di porsi in esecuzione
anticipata della pena (doc. TPC 4). Quindi, dal 21.5.2004, ad eccezione dei
giorni 26/7 giungo 2004 per i quali ha beneficiato di un congedo (doc. TPC 11 e
12), si trova in espiazione di pena anticipata. Sulle motivazioni di questa
decisione, ___________, al dibattimento, ha dichiarato:
" di
avere deciso di entrare in espiazione anticipata di pena perché sono pentito di
quello che ho fatto e perché sapevo che non avrei potuto sfuggire alla
prigione” (verb. dibattimento, p. 3).
- Il
reato di appropriazione indebita è contemplato dall’art. 138 CP (in vigore dal
- gennaio 1995) che commina la reclusione fino a 5 anni o la detenzione a
chiunque tra l’altro impieghi indebitamente a profitto proprio o di un terzo
valori patrimoniali affidatigli (cifra 1). La comminatoria di pena è però la
reclusione fino a 10 anni o la detenzione se il colpevole ha agito tra l’altro
quale gerente di patrimoni (cifra 2).
La fattispecie qualificata riguarda la cerchia di
autori che, per la loro posizione nei rapporti con le vittime, godono di una
particolare fiducia e sottostanno, quindi, a un particolare obbligo di fedeltà
(DTF 117 IV 22; 120 IV 184).
E' gerente di patrimoni colui che adempie in modo
indipendente e a titolo professionale incarichi di gestione patrimoniale, anche
se ciò non rappresenti la sua attività principale (cfr. oltre alla
giurisprudenza testé menzionata: Rep. 1987 274, in particolare cons. 1.3
a pag. 276 e nota 2 a pag. 277; Rep. 1982 190).
___________, disinvestendo parte dei 150.000.-
fr. investiti (fr. 32'391.90) ed utilizzandolo, unitamente ai rimanenti
25'000.- fr. mai investiti, in modo contrario a quanto concordato
contrattualmente, ed agendo in qualità di gerente di patrimoni ai sensi di
quanto suindicato, si è reso autore colpevole della forma qualificata
dell’appropriazione indebita per l’importo complessivo di 57'391.90 fr.
Per l'art. 146 cpv. 1 CP, commette truffa e è
punito con la reclusione fino a cinque anni o con la detenzione chiunque, a
scopo d'indebito profitto, tra altro inganna con astuzia una persona per
indurla ad atti pregiudizievoli al suo patrimonio o a quello di altri ( DTF
126 IV 165; 125 IV 127; 122 IV 197; 120 IV 188; 119 IV 28; 118 IV 35 e 359; 116
IV 23; 107 IV 170, cons. 2 a; 101 I a 613; Corboz, Les principales
infractions, all'art. 146 n. 16 segg.; Stratenwerth, Schweiz.
Strafrecht, BT I, § 15 n.16-18 e rif.; Trechsel, Kurzkommentar, all’art.
146 n. 7)
Il mestiere implica un’attività di carattere
professionale. L’autore agisce professionalmente quando, a causa del tempo e dei
mezzi consacrati alla sua attività delittuosa, come pure della frequenza degli
atti durante un determinato periodo e dei redditi sperati o conseguiti, risulti
che egli esercita la propria attività delittuosa alla stessa stregua di una
professione. Un’attività delittuosa esercitata alla stregua di una professione
accessoria è sufficiente a giustificare la qualifica del mestiere (DFT 116 IV
319).
___________– così come ammesso dalla difesa – si
è reso autore colpevole di truffa per mestiere avendo egli ingannato i suoi
clienti sulle sue reali intenzioni al momento della sottoscrizione dei
contratti di gestione. Sin dall’inizio – eccettuati gli investimenti fatti
nell’isola temporale gennaio/ottobre 2000 - ___________non aveva alcuna
intenzione di investire il 1'382'822.93 fr. ottenuti in gestione dai clienti.
Al contrario, come ha fatto e come ha ammesso, ___________ha, sin dall’inizio,
voluto appropriarsi dei beni che i clienti gli affidavano - o, meglio, che
egli, con l’inganno (cioè, mentendo sulle sue reali intenzioni), riusciva ad
estorcere loro - per sostenere le numerose sue spese personali.
Quest’attività truffaldina si è protratta per un
lungo periodo (4 anni), occupandolo praticamente a tempo pieno. Numerosi sono
stati i clienti truffati (25), ingente il capitale raccolto (oltre 1'300'000.-
fr.) e con un "utile netto" ragguardevole (200'000.- fr. l’anno). Non
v’è dubbio alcuno che nel caso concreto vada applicata l’aggravante del
mestiere ex. art. 146 cpv. 2 CP.
L’art. 158 CP punisce con la detenzione chiunque,
obbligato per legge, mandato ufficiale o negozio giuridico ad amministrare il
patrimonio altrui o a sorvegliarne la gestione, mancando al proprio dovere, lo
danneggia o permette che ciò avvenga.
Così come ammesso anche dalla difesa, mancando al
dovere contrattualmente assunto di corretta informazione sull’andamento degli
investimenti e togliendo, così, ai clienti qualsiasi possibilità di controllo
sui loro investimenti, ___________si è reso autore colpevole di amministrazione
infedele ripetuta per i fatti descritti al punto 3 dell’AA.
Anche la falsità in documenti è punita con la
reclusione fino a cinque anni o la detenzione ed è commessa da chiunque, a
scopo d'indebito vantaggio (non necessariamente pecuniario) o al fine di
nuocere al patrimonio od a altri diritti di una persona, tra altro forma un
documento falso o altera un documento vero oppure attesta o fa attestare in un
documento, contrariamente alla verità, un fatto giuridicamente importante (art.
251 n. 1 CP); ove per documento va inteso uno scritto destinato o atto a
provare un fatto di portanza giuridica oppure un segno destinato a provare tale
fatto (art. 110 n. 5 cpv. 1 CP).
Nel caso del falso ideologico occorre, per
distinguerlo dalla semplice (e non punibile) menzogna scritta, una credibilità
accresciuta del documento, ovvero una sua affidabilità particolare, tale da far
apparire inutile o non pretendibile un controllo da parte dei destinatari (DTF
123 IV 61).
Di questo reato – ripetuto - l'accusato si è reso
colpevole con l’allestimento dei rendiconti indicanti, contrariamente al vero,
avvenuti investimenti e esistenza di utili e il loro invio o consegna ai
clienti (DTF 122 IV 28 cons. b; 120 IV 361; Corboz, Les
principales infractions, all'art. 251 n. 37segg. e 133).
Giusta l’art. 19 cpv. 1 lett. a e cpv. 5 della
legge sull’esercizio delle professioni di fiduciario (Lfid) punisce, nei casi
gravi o di recidiva, con l’arresto o la multa chiunque senza autorizzazione
esercita in Ticino per conto di terzo e a titolo professionale le professioni
di fiduciario commercialista, fiduciario immobiliare e di fiduciario
finanziario (art. 1 Lfid.).
Ritenuto che ___________ ha gestito, sull’arco di
4 anni, averi patrimoniali per un valore complessivo superiore al milione di
franchi, che ha avuto oltre 20 clienti e che da tale attività ha attinto per
almeno 200'000.- franchi annui e, inoltre, che sapeva perfettamente
dell’esistenza della legge cantonale citata, tutti gli elementi oggettivi e
soggettivi del reato di cui all'art. 19 LFID sono certamente realizzati (cfr.
CCRP 30.7.2003 in re F.P.).
- Per l'art. 63 CP, il giudice commisura la pena,
nei limiti della comminatoria edittale, alla colpa del reo, tenendo conto dei
motivi a delinquere, della sua vita anteriore e delle sue condizioni personali.
A tale riguardo,
entrano in considerazione numerosi fattori quali il movente e le circostanze
esterne, l’intensità del proposito, l’eventuale assenza di scrupoli, i modi
d’esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio arrecato volontariamente, la durata
o reiterazione dell’illecito, la recidiva, le difficoltà personali e
psicologiche, il pentimento, la volontà di emendamento, la collaborazione con
gli organi inquirenti, gli imperativi di prevenzione generale, ecc.
La colpa
dell’accusato va innanzitutto valutata considerando la portata oggettiva dei
reati intenzionalmente commessi: considerando cioè quel che egli ha fatto
volendolo fare, le sue motivazioni, il modo di esecuzione, le circostanze in
cui ha agito e il risultato ottenuto (Corboz, La motivation de la peine, in
ZbJV 1995 24).
ll criterio essenziale è, dunque, quello della
gravità della colpa e, pertanto, il giudice
deve prendere in considerazione, in primo luogo, gli elementi che portano
sull'atto in quanto tale, in particolare sul risultato dell'attività illecita,
sui modi di esecuzione e, dal punto di vista soggettivo, sull'intensità del
dolo così come dei motivi del delinquere. L'importanza della colpa dipende
altresì dalla libertà di decisione di cui ha disposto l'autore: più gli sarebbe
stato facile rispettare la norma violata, più fortemente pesa la sua decisione
di trasgredirla e quindi più è grave la sua colpa (DTF 127 IV 101; 122 IV 241 consid 1 p. 243 e sentenze citate).
Anche il
comportamento dopo la perpetrazione del reato entra in linea di conto, compresa
la collaborazione con gli inquirenti e la volontà di emendamento (DTF 124 IV 47
consid 2d con rinvio a DTF 117 IV 112 consid 1 e 116 IV 289 consid 2a). Criteri
ispirati alla parità di trattamento con casi analoghi hanno, invece, portata
relativa (DTF 124 IV 47 consid 2c), mentre esigenze di prevenzione generale
svolgono solo un ruolo di second’ordine (DTF 118 IV 350 consid 2g).
Per l'art. 68 n.1 cpv. 1 CP, quando per uno o più
atti un delinquente incorre in più pene privative della libertà personale, il
giudice lo condanna alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in
misura adeguata, ma senza oltrepassare nell’aumento la metà della pena massima
comminata, ritenuto che con ciò si intende che occorre dipartirsi dal reato con
la pena edittale più elevata (Trechsel, Kurzkommentar zum StGB, 2. Ed, n. 12 ad
art 68; DTF 118 IV 121; 116 IV 304; 115 IV 25; 93 IV 10; CCRP, sentenza del 28
aprile 1998 in re P. e coimputati, consid 22c).
Se si deve giudicare di un reato punito con pena
privativa della libertà che il colpevole ha commesso prima di essere stato
condannato ad una pena privativa della libertà personale per altro fatto, il
giudice determina la pena in modo che il colpevole non sia punito più
gravemente di quanto sarebbe stato se i diversi reati fossero stati compresi in
un unico giudizio (art 68 n. 2 CP; cfr. sent. CCRP 25.11.1999 in re I.V. N.
consid. 17b).
Dal profilo
oggettivo, si ha che ___________ ha ripetutamente – l’atto di accusa in esame
si riferisce ad un lasso di tempo di 4 anni - e sistematicamente delinquito
contro il patrimonio altrui, malversando complessivamente circa 1.500.000.- fr.
(di cui circa 500.000.- fr. malversati prima della sentenza di condanna del
giugno 2001).
Dell’importo
malversato, egli ha rimborsato soltanto una minima parte, circa 500.000.-, e
soltanto grazie alla commissione di nuovi reati ed, ancora, non per una reale
presa di coscienza del male fatto, ma unicamente per tenere tranquilli quei
clienti che cominciavano a chiedergli conto dei suoi pretesi investimenti e
convincerli ad affidargli nuovi capitali di cui lui, poi, sapeva già che si
sarebbe nuovamente appropriato.
Al di là della
cifra malversata – che, comunque, essendo molto consistente, rimane un elemento
che non può non pesare nella commisurazione della pena – la colpa di
___________è estremamente grave poiché egli ha agito senza scrupolo alcuno.
Senza avere alcun ripensamento, senza avere alcun momento di pentimento, egli
ha continuato per quattro anni a contattare clienti, prospettando loro qualità
gestionali, serietà e competenze nel campo degli investimenti in divise al solo
ed unico scopo di estorcere loro, con la fiducia, soldi da utilizzare
sostanzialmente quasi esclusivamente – se si eccettua quei soldi (di soli 5 clienti)
investiti in quell’isola temporale situantesi fra gennaio e ottobre 2000 – per
finanziare la sua “bella vita”.
Eccettuati quei
125.000.- fr.. di cui s’è detto - ma di cui ha, poi, disinvestito quasi
33.000.- al solo scopo di utilizzarli per sè - ___________non ha neppure mai
tentato di adempiere al mandato di gestione affidatogli dai suoi clienti: egli
prelevava a contanti i soldi che i clienti versavano sui conti della società e
li usava per sé. Li spendeva – ha detto - per vivere e per i bisogni della
società. Ma, ritenuto che - come egli ha ammesso al dibattimento – i bisogni
societari erano, in realtà, ridottissimi, la maggior parte di quei soldi il
___________li ha usati “per vivere”. Si trattava – come ammesso al dibattimento
– di un importo che superava i 200.000.- fr. all’anno (tenuto conto soltanto
del danno causato con la truffa e l’appropriazione indebita). E consumare per
vivere più di 200.000.- fr. all’anno significa – soprattutto se si tien conto
della giovane età del ___________(che aveva, nel periodo considerato, dai 27 ai
31 anni e non aveva particolari oneri familiari) – fare la bella vita.
Significa spendere
e spandere per concedersi tutto quel che si desidera. E significa, perciò, che
___________ha delinquito per puro spirito di lucro e significa, perciò ancora,
che la sua colpa non conosce attenuanti (se non quelle, di cui vedremo poi,
relative al suo comportamento dopo l’arresto).
Non basta a rendere
meno spregevole il suo agire, il fatto che ___________abbia utilizzato parte
(ma una piccola parte) dei capitali affidatigli per rimborsare alcuni clienti.
Come si è visto, infatti, egli l’ha fatto non con l’intento di riparare le
proprie malefatte, ma con l’intento di tener buoni i clienti (che ingannava, in
più, con l’invio di falsi rendiconti) così da poter continuare nel suo
delinquere e così anche da estorcere loro ancora nuovi capitali di cui
appropriarsi: infatti - se si eccettua quella piccola isola temporale di cui
s’è detto – ___________non ha mai nemmeno tentato di investire i soldi dei suoi
clienti, così che la sua dichiarazione secondo cui egli continuava l’attività
poiché sperava di poter poi, un giorno, rimborsare i clienti si rivela essere
una pura strategia intesa a sminuire la sua colpa. Egli non provava neppure ad
investire i soldi che gli venivano affidati ma si limitava ad appropriarsene ed
a spenderli per soddisfare i suoi egoistici bisogni, per garantirsi, in
sintesi, un elevato tenore di vita. Così come è chiaro per tutti che i soldi
spesi non danno frutti, anche per ___________era perfettamente chiaro che,
continuando a sperperare i soldi dei clienti senza mai investirli, mai e poi
mai avrebbe potuto far fronte ai propri obblighi nei confronti dei clienti.
Ulteriore elemento
di aggravazione della colpa di ___________è il fatto che egli aveva dalla sua
tutto per poter comportarsi bene: egli è nato in una famiglia agiata, ha potuto
studiare e farsi una formazione che gli ha permesso – a soli 22 anni – di
trovare un lavoro che gli garantiva un reddito mensile medio di 7/8.000.- fr.
Avrebbe potuto continuare e costruirsi facilmente, senza i sacrifici cui sono
costretti la maggior parte di noi, la vita in modo onesto. Ma non l’ha fatto.
Ha voluto ancora di più di quanto già non avesse. E per avere questo di più,
___________– che già aveva molto, in ogni caso molto di più del necessario -
non ha esitato a delinquere.
Infine, ulteriore e
pesantissimo elemento di aggravazione della colpa di ___________– relativamente
alle malversazioni compiute dopo l’intervento della giustizia penale grigionese
- è il fatto che egli ha compiuto le malversazioni per cui oggi viene giudicato
dopo essere stato oggetto di un procedimento penale per fatti analoghi nel
Canton Grigioni sfociato nella condanna del 26.6.2001. Lasciata la ___________–
nel cui ambito aveva malversato per più di 600.000.- fr. con modalità analoghe
a quelle descritte nell’atto di accusa oggi in esame - ___________costituisce
nuove società con cui continuare quel che nei Grigioni non gli riusciva più.
Riprende ad operare con gli stessi sistemi truffaldini e con la menzogna più
spudorata: mente all’ispettore del Consiglio di vigilanza sull’attività dei
fiduciari sulla sede dell’attività della ___________ poiché cosciente di non
poter operare come consulente finanziario in difetto dell’autorizzazione, mente
ai clienti sulle competenze sue e dell’inesistente struttura operativa, mente
sulle sue intenzioni relativamente all’utilizzo dei soldi che gli vengono
affidati e mente sul reale ed effettivo utilizzo dei capitali dei clienti inviando
loro rendiconti del tutto fantasiosi. E fa tutto questo riproducendo schemi già
messi in atto, schemi già oggetto di un procedimento penale e, poi, già
giudicati da un tribunale e qualificati di truffa per mestiere e falsità in
documenti. Del monito di quel procedimento penale e della fiducia che il
giudice grigionese ha voluto accordargli con la sospensione condizionale della
pena ___________si è fatto beffe. E se ne è fatto beffe nel modo più spudorato
possibile, senza nemmeno la decenza di porre fra quel procedimento penale e i
nuovi reati un certo lasso di tempo. ___________ha riprodotto l’agire per cui
era indagato e, poi, condannato nei Grigioni praticamente contestualmente a
quel procedimento e a quella condanna. Non ha mai smesso durante l’istruttoria
pre-dibattimentale, tant’è che non s’è fatto scrupolo di usare per sè (o per la
società ma la cosa non cambia) tutti i soldi affidatigli nel 1999 dai primi
clienti. Ha continuato a farlo con quelli affidatigli dai clienti arrivati dopo
e non ha smesso nemmeno il giorno successivo al dibattimento e alla sentenza di
condanna tant’è che uguale destinazione hanno avuto anche tutti i soldi
affidatigli (sarebbe più appropriato dire “estorti”) dopo la sentenza di
condanna. Quindi, colpa tanto più grave ancora poiché ___________ha continuato
a delinquere nonostante per fatti identici fosse indagato e, poi, condannato.
___________- ragazzo di buona famiglia con tutto dalla sua - ha delinquito
pesantemente, facendosi beffe della giustizia, facendosi beffe della fiducia
estorta ai suoi clienti i cui risparmi – e si trattava, in genere, dei soldi di
piccoli risparmiatori - egli ha dilapidato per garantirsi un tenore di vita ben
superiore a quello della maggior parte della nostra popolazione.
Venendo alla commisurazione
della pena, l’agire di ___________nei due anni compresi fra il giugno 1999 e il
giugno 2001 che lo vede rendersi autore di malversazioni per ca. 500.000.- fr.
con una colpa che deve essere considerata vieppiù grave a dipendenza
dell’incuranza dimostrata nei confronti dei segnali che la giustizia gli stava
mandando con l’inchiesta in corso per quanto malversato sotto l’egida della
__________, avrebbe imposto al giudice grigionese di infliggere a
___________una pena di almeno 6/8 mesi superiore a quella di 16 mesi
effettivamente inflitta. Questo ritenuto che l’importo complessivo delle
malversazioni ammontante, in realtà, a quasi il doppio di quello allora
conosciuto (___________è stato condannato per circa truffa per mestiere di
600.000.- fr.) e che la persistenza del delinquere nelle more dell’inchiesta
non avrebbero permesso al giudice di comprimere la pena entro i limiti della
sospensione condizionale.
Per il periodo
successivo alla condanna grigionese - periodo in cui si incontrano malversazioni
per un importo di ca. 1.000.000.- fr. con una colpa acuita rispetto ai fatti
precedenti dalla reiterazione nel delinquere dopo la condanna per medesimi
reati - l’agire di ___________ imporrebbe l’applicazione di una pena detentiva
ben superiore ai due anni.
E’ soltanto per
tener conto del comportamento processuale (ottima collaborazione con gli
inquirenti) di ___________e per tener conto – ma ampiamente – della sua entrata
in esecuzione anticipata di pena nonché della revoca obbligata della
sospensione condizionale delle pene inflittegli il 21.6.2001 e il 5.5.2003, che
la Corte, in uno sforzo di benevolenza, ha deciso di comprimere la pena che,
così, nella sua commisurazione finale - dopo l’aggiunta dei 6 mesi da
considerarsi aggiuntivi alla pena inflitta nel giugno 2001 - si trova ad essere
limitata in 18 mesi di detenzione.
- Come previsto dall'art. 41 n.1 CP, il giudice può sospendere
l'esecuzione di una condanna a una pena privativa della libertà non superiore a
18 mesi o a una pena accessoria se la vita anteriore e il carattere del
condannato lasciano supporre che tale provvedimento lo tratterrà dal commettere
nuovi crimini o delitti (cpv. 1) e se, nei 5 anni precedenti il reato commesso,
egli non ha scontato una pena di reclusione o di detenzione superiore a 3 mesi
per un crimine o un delitto intenzionale (cpv. 2).
Secondo giurisprudenza, quando deve essere
pronunciata una pena aggiuntiva in applicazione dell'art. 68 cifra 2, questa
può essere posta al beneficio della sospensione condizionale unicamente se,
addizionata a quella principale, non rappresenta una detenzione superiore ai 18
mesi (DTF 76 IV 75; 80 IV 10; 94 Iv 49; 109 IV).
Il principio rimane valido anche nei casi in cui,
come in concreto, la pena non è che parzialmente aggiuntiva alla precedente,
ritenuto che sottoposti a giudizio sono reati compiuti prima di una
precedente condanna e dopo tale condanna e a condizione che si possa –
come ancora è il caso in concreto – definire quale parte della nuova pena va a
colpire i reati commessi precedentemente la prima condanna (DTF 109 IV 68).
In concreto, come visto sopra, addizionata alla
pena inflitta dal tribunale grigionese (16 mesi + 6/8 mesi), la parte di pena
relativa alle malversazioni messe in atto prima di tale condanna e in essa non
comprese fa in modo che la pena oggi inflitta non possa più essere posta al
beneficio della sospensione condizionale poiché la pena complessiva supera i 18
mesi (DTF 109 IV 68; DTF 122 IV 156).
Ma, anche facendo astrazione da questo principio,
una sospensione condizionale della pena che oggi è stata inflitta al
___________non può, in concreto, entrare in linea di conto per i motivi che
seguono.
Il beneficio della sospensione condizionale può
essere concesso, dati i presupposti oggettivi di cui all'art. 41 cifra 1 CP,
se, in funzione degli antecedenti e del carattere del condannato, è prevedibile
che tale misura lo dissuaderà dal commettere altri crimini o delitti (DTF 119
IV 195; 117 IV 3; 114 IV 95). Il giudice deve procedere ad una valutazione
globale, considerando le circostanze in cui è stato commesso l’atto punibile,
gli antecedenti, la situazione personale , la reputazione al momento del
giudizio, l’atteggiamento e la mentalità del condannato. Il pronostico deve
fondarsi su tutti gli elementi atti a chiarire il carattere dell’accusato e le
sue possibilità di ravvedimento. Vaghe speranze circa un miglior comportamento
futuro non sono sufficienti ad emettere un pronostico favorevole (DTF 115 IV
81)
In concreto, una prognosi favorevole non può
certamente essere posta.
Da un lato, ___________ha già avuto modo di
dimostrare con i fatti che il beneficio della sospensione condizionale della
pena non è una misura atta a trattenerlo dal delinquere: come visto sopra, egli
ha continuato imperterrito a mettere in atto le malversazioni iniziate
nell’ambito della ___________non soltanto quando il suo operato era oggetto di
un’inchiesta penale ma anche subito dopo la condanna subita. La sospensione
condizionale della pena inflittagli nel 2001 dal tribunale grigionese non è
stata in grado di farlo desistere dal delinquere neppure per un giorno. Le sue
malversazioni sono continuate, praticamente ininterrottamente, nonostante
tutto. E sono state fermate soltanto dal suo arresto in Ticino nell’autunno
2003. Soltanto questo intervento d’imperio l’ha fermato. La sospensione
condizionale della pena non ha avuto alcun effetto dissuasivo ritenuto che
___________ha continuato a delinquere riproducendo le stesse identiche modalità
messe in atto nei Grigioni per altri due anni dopo il giudizio penale.
E non si è trattato di una sola caduta, di un
solo episodio delinquenziale. ___________, dopo la condanna e la concessione
della sospensione condizionale della pena, ha continuato a delinquere con
regolarità e sistematicità sino al suo arresto (i soli tentativi – invero
miseri visto quanto rilevato al consid. 8 - di investimento dei capitali dei
clienti sono ben circoscritti ad alcuni mesi del 2000, cioè prima della
condanna grigionese).
Questo reiterare regolare e sistematico nell’illecito
dopo che la giustizia gli aveva concesso fiducia dimostra inequivocabilmente
che per ___________la sospensione condizionale della pena non è una misura
sufficiente a trattenerlo dal delinquere.
La Corte ha, ciò nonostante, voluto esaminare se
vi sono nuove circostanze che potrebbero togliere attualità a questo giudizio
altamente negativo.
L’unica circostanza di rilievo trovata dalla
Corte è l’entrata in espiazione anticipata di pena. Se è vero che questa
decisione può essere indizio di una presa di coscienza del male fatto e della
volontà di dare una svolta alla propria vita, è anche vero che la reale portata
di questo gesto va in concreto relativizzata poiché al dibattimento
___________ha detto di averlo fatto perché cosciente dell’ineluttabilità della
revoca della sospensione condizionale della pena grigionese o, in ogni caso,
dell’impossibilità di sfuggire alla prigione. Quindi, la Corte ha certo
considerato positivamente l’entrata di ___________in espiazione anticipata di
pena. L’ha considerata positivamente come importante fattore di attenuazione
della pena (ritenuto che, senza quello, la pena per i fatti successivi alla
condanna grigionese avrebbe superato i 24 mesi; cfr. consid. 12) ma non ha
potuto considerarla sufficiente ad annullare, nella valutazione della prognosi
di cui all'art. 41 cifra 1 CP, il significato negativo della persistenza nel
delinquere di cui s’è detto sopra.
Del resto, il condannato non ha saputo portare
alla Corte elementi che, aggiunti a questa entrata in espiazione anticipata di
pena, avrebbero potuto indurre la Corte ad una diversa valutazione. Nessuna
possibilità concreta di lavoro è stata portata all’attenzione della Corte.
Soltanto vaghe indicazioni – e di natura solo verbale – di presunti contatti
con una non identificata società di marketing per un’attività di ricerca
clienti dai contorni rimasti estremamente vaghi. Dunque, nulla non solo di
certo ma neanche di minimamente probabile e, forse, neanche lontanamente
veritiero. Non certo una volontà ferma, decisa e in qualche modo verificabile
di mettersi a lavorare seriamente e onestamente. Nulla, insomma. Nulla se non
dichiarazioni di principio tipo quella secondo cui per lui “la finanza è cosa
chiusa” che, tuttavia, la Corte non ha potuto fare a meno di confrontare e mettere
sullo stesso piano di quelle – fatte al dibattimento – secondo cui
___________continuava nella sua attività perché era fermamente deciso a
rimborsare i suoi clienti.
Fra il dire e il fare…. verrebbe voglia di dire
attingendo alla saggezza popolare.
Così come non bastano vaghe e vuote (perché
contraddette dai fatti) dichiarazioni di volontà di restituzione dei soldi
dissipati a diminuire la colpa del ___________, così non bastano generiche
dichiarazioni di volontà di lavorare onestamente ed allontanarsi dal mondo dei
facili guadagni a contrastare l’effetto devastante sulla formulazione di una
prognosi di quanto egli ha concretamente fatto negli ultimi anni (cfr. DTF 115
IV 81).
Neanche basta a questo scopo la dichiarazione del
padre di volere aiutare il figlio. Al dibattimento, ___________ha dichiarato di
avere sempre avuto buoni rapporti con la famiglia: nonostante questi buoni
rapporti, egli in passato ha delinquito e l’ha fatto pesantemente e
ripetutamente dimostrando ancora una volta che l’avere dalla sua tutte le
potenzialità non era sufficiente a mantenerlo sulla retta via.
Dunque, in sintesi, la Corte non ha trovato alcun
elemento atto a convincerla con tranquillizzante certezza che oggi la
concessione della sospensione condizionale possa costituire quel monito che in
passato non ha saputo essere.
La pena inflitta a ___________ non può, dunque,
essere sospesa condizionalmente.
- ___________ deve pure subire la revoca delle sospensioni
condizionali delle pene precedentemente inflittegli.
Infatti, con i reati compiuti dopo il 21.6.2001,
egli ha delinquito nel periodo di prova ciò che comporta - non essendo dati i
presupposti di cui all'art. 41 cifra 3 cpv. 2 (cfr., per il caso di lieve
gravità, DTF 122 IV 156) – la revoca della sospensione condizionale e
l’esecuzione delle pene.
- ___________ ha riconosciuto di dovere rimborsare ai clienti
costituitisi parti civili il danno loro derivante dai reati da lui commessi,
così come quantificato nel rapporto dell’EFIN.
Pertanto, le pretese avanzate sono riconosciute
entro tali limiti.
Per il resto, le PC sono rinviate al foro civile.
- Quanto in sequestro viene, con l’accordo esplicito del condannato e
del suo difensore, confiscato in applicazione dell'art. 58 CP.
Rispondendo affermativamente a tutti
i quesiti, meno che al quesito n. 2;
visti gli art. 18, 36, 41,
58, 63, 68 cfr. 1 e 2, 69, 138 cfr. 2, 146 cpv. 2, 158 n. 1 cpv. 1, 251 cfr. 1
CP;
19 Legge sui fiduciari LFID;
9 segg. CPP e 39 sulle spese;
dichiara e pronuncia:
-
è autore colpevole di:
1.1 ripetuta
appropriazione indebita aggravata
per avere,
nella sua qualità di gerente di patrimoni e
nell’ambito di attività sottoposta alla Legge cantonale sulle professioni di
fiduciario,
a Lugano nel periodo gennaio 2000 – ottobre 2000,
impiegato indebitamente parte della somma di
150'000.- CHF affidatagli a scopo d’investimento da cinque suoi clienti
e meglio
per essersi appropriato di complessivi 57'391,90
fr.,
importo in seguito utilizzato per necessità sue e
della società ___________;
1.2. ripetuta
truffa qualificata
siccome commessa per mestiere,
per avere,
a Lugano e in altre località in Svizzera e
all’estero,
nel periodo 22.6.1999 – 18.11.2003,
ingannato con astuzia 25 suoi clienti con le
modalità descritte nell’atto di accusa, riuscendo con ciò ad ottenere dalle
stesse un importo complessivo di 1'382'822.93 fr., denaro utilizzato per pagare
spese societarie, sue personali e per rimborsare altri clienti i cui fondi
erano stati precedentemente persi od utilizzati indebitamente, causando un
danno finale di complessivi 880'102.63 fr.;
1.3. ripetuta
amministrazione infedele
per avere
nelle circostanze di tempo e di luogo di cui sub.
1 AA,
nella sua qualità di gerente di patrimoni,
mancato ripetutamente al proprio dovere
contrattuale d’informare i suoi clienti delle perdite subite nell’ambito degli
investimenti effettuati, inviando loro per contro rendiconti attestanti
contrariamente al vero l’esistenza di utili, perdendo così l’intero capitale di
92'608.10 fr. e causando loro un danno equivalente;
1.4. ripetuta
falsità in documenti
per avere,
nelle circostanze di tempo e di luogo di cui ai
pt. 1, 2 e 3 dell’AA, allo scopo di celare le malversazioni finanziarie
commesse, nonché per ritardare le richieste di restituzione del denaro ed
ottenere ulteriori fondi, allestito, e spedito ai suoi clienti, falsi
rendiconti;
1.5. esercizio
abusivo della professione di fiduciario
per avere,
a Lugano, nel periodo 22.6.1999 – 18.11.2003,
operando ininterrottamente quale gestore di
patrimoni,
affidatigli da 37 clienti a scopo d’investimento,
ed agendo tramite le società ____________,
___________ e ___________, esercitato, senza autorizzazione,
la professione di fiduciario finanziario,
ottenendo un guadagno lordo di complessivi 118'215.67 USD e 13'900.- fr.
- Di
conseguenza ___________ è condannato:
2.1. alla pena di
18 mesi di detenzione, a valere parzialmente quale pena addizionale a quelle di
16 mesi di detenzione inflittagli in data 26.6.2001 dal Tribunale cantonale dei
Grigioni e di 90 giorni di detenzione inflittagli dal Ministero Pubblico di
Bellinzona, nella quale è computato il carcere preventivo sofferto;
2.2. al pagamento
della tassa di giustizia di fr. 200.- e delle spese processuali.
- Revocata
la sospensione condizionale, é ordinata l’esecuzione della pena di:
3.1. 16 mesi di
detenzione inflitta al condannato in data 26.6.2001 dal Tribunale cantonale di
Grigioni;
3.2. 90 giorni di
detenzione inflitta al condannato in data 5.5.2003 dal Ministero Pubblico di
Bellinzona.
-
è inoltre condannato a versare un’indennità di:
4.1. fr. 40'000.-
a __________
4.2. fr. 90'000.-
a __________
4.3. fr. 40'000.-
a __________
4.4. fr.
21'748.30 a __________
4.5. fr. 25'000.-
a __________
4.6. fr.
4'700.- a __________
4.7. fr. 10'000.-
a __________
4.8. fr. 12'350.-
a __________
4.9. fr.
415'768.- oltre interessi a far tempo dall’8.9.2003 ad __________
4.10. fr. 32'500.- a
4.11. fr. 35'079.70
a __________
4.12. fr. 31'000.-
a __________
4.13. fr. 14'485.80
a __________
4.14. fr. 5'000.- a
Per il resto, le citate PC, come pure tutte le
altre PC, sono rinviate al foro civile.
-
È ordinata
la confisca di tutto quanto in sequestro.
-
Questo
giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la
dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte
entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla
notificazione della sentenza integrale.
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr.
200.--
Inchiesta preliminare fr. 430.40
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr.
50.--
fr. 680.40
============
Intimazione a:
-
procuratore
pubblico __________
-
Comando
della Polizia cantonale, SG/SC (Servizi centrali),
Via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona
-
Ministero
Pubblico, SERCO, 6501 Bellinzona
-
Sezione
dell'esecuzione delle pene e delle misure, cp
238,
6807
Taverne
-
Sezione
della circolazione, Ufficio giuridico, CP, 6528 Camorino
-
Sezione
dei permessi e dell'immigrazione, Ufficio stranieri,
6501
Bellinzona
-
Dipartimento
opere sociali, Segreteria generale, 6500 Bellinzona
-
Ministero
Pubblico della Confederazione, Taubenstrasse 16, 3003 Berna
-
Ufficio
centrale svizzero di Polizia, Sezione stupefacenti,
3003
Berna
-
Direzione del Penitenziario cantonale La Stampa, CP,
6904 Lugano
-
(rappr. PC)
-
(rappr. PC)
-
(rappr. PC)
-
(PC)
-
(PC)
-
(PC)
-
(PC)
-
(PC)
-
(PC)
-
(PC)
-
(PC)
-
(PC)
-
(PC)
terzi implicati
PC1
2.
PC2
3.
PC3
4.
PC4
5.
PC5
6.
PC6
7.
PC7
8.
PC8
9.
PC9
10.
PC10
11.
PC11
12.
PC12
13.
PC13
14.
PC14
15.
PC15
16.
PC16
17.
PL1
18.
PL2
19.
PL3
20.
PL4
21.
PL5
22.
PL6
23.
PL7
24. Raphael
PL8
Per la Corte delle assise correzionali
La presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
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