Appeal against order suspending construction works

52.2006.120Übriges Gericht22.06.2006Dismissed

Von Omnilex extrahiert

Omnilex-Zusammenfassung

RI 1 appealed against a CV-LEPIC order prohibiting it from continuing construction works on two parcels. It claimed the works had been sublet to a registered contractor and that it had only lent workers temporarily. The Administrative Court held the appeal timely and admissible, but found serious indicia that RI 1 itself was running the site with its own workforce and machinery, making the subletting appear fictitious and justifying a precautionary suspension of works. The appeal was dismissed and CHF 800 in costs were imposed on the appellant.

Omnilex-Regeste

Art. 21 PAmm; precautionary suspension of construction works under the LEPIC; an administrative authority may order a work stoppage to preserve the status quo where, on a prima facie assessment, serious doubts exist as to the undertaking’s entitlement to execute the works. For registered construction firms, the statutory scheme presupposes operation with their own equipment and workforce; labour lending is not excluded but must not be so extensive as to alter the firm’s identity. Where the alleged subletting appears fictitious and aimed at circumventing the registration requirement, a stop-work order is justified (consid. on standing and precautionary measures).

Gesamter Gesetzestext

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.2006.120

Data decisione, Autorità: 22.06.2006, TRAM

Titolo: Ordine di sospensione lavori

Incarto n. 52.2006.120

Lugano 22 giugno 2006

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

segretaria:

Micol Morganti, vicecancelliera

statuendo sul ricorso 4 aprile 2006 di

RI 1

contro

la decisione 16 marzo 2006 della Commissione di vigilanza per l’applicazione della legge sull’esercizio della professione di impresario costruttore (CV-LEPIC) che vieta alla ricorrente di proseguire i lavori in corso sulle part. n. __________ e __________ RF di __________;

vista la risposta 24 aprile 2006 della CV-LEPIC;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

che la ricorrente RI 1, __________, è appaltatrice delle opere di impresario costruttore per l’edificazione di due case monofamiliari a __________ (part. __________ e __________);

che l’insorgente, non iscritta all’albo cantonale delle imprese, ha subappaltato i lavori alla ditta __________, __________, regolarmente iscritta all’albo;

che il 16 marzo 2006, constatata la presenza sul cantiere di 2 operai indipendenti, non remunerati dalla __________ e di 4 operai stipendiati dalla RI 1, la CV-LEPIC ha fatto divieto a quest’ultima di proseguire i lavori di impresario costruttore su suddetti sedimi, con la comminatoria dell’art. 292 CPS e negando l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso;

che avverso il provvedimento di sospensione dei lavori, la RI 1 si aggrava dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento;

che l’insorgente asserisce che l’effettiva esecutrice dei lavori di cui si chiede la sospensione sarebbe __________ in qualità di subappaltatrice, alla quale avrebbe unicamente dato in prestito degli operai per un periodo limitato;

che all’accoglimento del ricorso si oppone la CV-LEPIC, ribadendo sostanzialmente che, essendo presenti sul cantiere unicamente operai della ricorrente, questa ne sarebbe la reale responsabile, ritenuto che __________ non sarebbe comunque in grado di gestire un cantiere simile vista l’esiguità delle sue maestranze.

Considerato, in diritto

che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art. 15 cpv. 1 LEPIC; RL 7.1.5.3);

che se fosse vero che la ricorrente non opera sul cantiere, la legittimazione attiva le andrebbe negata, poiché il divieto di proseguire i lavori non la toccherebbe minimamente;

che la lesione degli interessi fatta valere dalla RI 1 se da un lato giustifica il riconoscimento della qualità per agire in giudizio, dall’altro permette di dubitare seriamente del buon fondamento della tesi difensiva;

che il gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è ricevibile in ordine;

che il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm);

che nel Canton Ticino, l’esercizio della professione di impresario costruttore è soggetto ad autorizzazione rilasciata dal Dipartimento competente (art. 2 LEPIC);

che allo scopo di garantire un corretto esercizio della professione di impresario la LEPIC ha istituito un albo, al quale hanno diritto ad essere iscritte le imprese che rispondono a determinati requisiti professionali minimi (RDAT I-1993, N. 25; cfr. art. 3 cpv. 2 e 5 cpv. 1 e 2 LEPIC);

che, di principio, giusta l’art. 4 cpv. 1 LEPIC, soltanto le imprese di costruzione iscritte al relativo albo sono abilitate ad eseguire lavori di sopra- e sottostruttura i cui costi preventivabili superano l’importo di fr. 30’000.-;

che sono considerate imprese di costruzione le persone giuridiche, le società di persone o le ditte individuali che, con attrezzature ed un organico proprio, eseguono lavori di sopra e sottostruttura (art. 1 cpv. 2 LEPIC);

che dagli art. 4 cpv. 1 ed 1 cpv. 2 LEPIC discende che le imprese di costruzione iscritte all’albo devono per principio operare con attrezzature e maestranze proprie; il prestito di manodopera non è escluso, ma non deve essere di importanza tale da snaturare l’identità dell’impresa (cfr. in tal senso art. 28 RLCPubb);

che giusta l’art. 21 cpv. 1 PAmm l’autorità amministrativa adotta, d’ufficio o su istanza di parte, le opportune misure provvisionali;

che il divieto di proseguire i lavori avviati da un’impresa di costruzione su un cantiere è un provvedimento di natura cautelare, volto ad assicurare lo status quo nell’attesa che sia accertato se l’impresa ha diritto di eseguirli;

che il provvedimento si giustifica quando sulla base di un giudizio di apparenza sussistono fondati dubbi sul diritto dell’impresa di costruzione di eseguirli;

che, in concreto, la ricorrente sostiene di aver subappaltato i lavori di costruzione delle due case alla __________, ditta iscritta all’albo degli impresari costruttori, alla quale ha nel contempo prestato gli operai necessari (cfr. rapporto d’intervento della polizia intercomunale del 20 apriRI 1;

che nella misura in cui i lavori erano eseguiti dalle maestranze della ricorrente con i macchinari della stessa, sussiste il fondato sospetto che il cantiere sia effettivamente gestito da quest’ultima e che il subappalto non sia altro che un negozio fittizio, volto ad aggirare l’impedimento che le deriva dalla mancata iscrizione all’albo delle imprese;

che questo sospetto giustifica pienamente l’adozione del controverso ordine di sospensione dei lavori;

che il ricorso va pertanto respinto;

che la tassa di giustizia e le spese vanno poste a carico dell’insorgente secondo soccombenza (art. 28 PAmm).

Per questi motivi,

visti gli art. 2, 3, 4, 5 e 15 LEPIC; 18, 21, 28, 43, e 46 PAmm;

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è respinto.

  2. La tassa di giustizia e le spese, di complessivi fr. 800.-, sono poste a carico della ricorrente.

  3. Intimazione a:

; .

terzi implicati

CO 1

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

  |  Informazioni legali  |  Requisiti minimi  |  Contatta il webmaster

Schlagwörter

administrative appealconstruction worksstop-work orderprovisional measurestandingsubcontractinglabour lendingregistration requirementcosts

Von Omnilex extrahiert

Kernrechtsfrage

Whether the appeal against the suspension order was admissible and timely.

Extrahierter Entscheid

The appeal was admissible in form and filed on time.

Extrahierte Begründung

The court found its jurisdiction established and held that the filing met the statutory deadline; the appellant also had standing because the order affected its interests.

Kernrechtsfrage

Whether the commission was entitled to prohibit the appellant from continuing the works.

Extrahierter Entscheid

The order suspending the works was justified as a precautionary measure because there were serious indications that the appellant was in fact running the site without the required registration.

Extrahierte Begründung

Under the LEPIC, construction firms must generally operate with their own equipment and workforce; the alleged subletting and labour lending could appear fictitious and designed to bypass the registration requirement, so preserving the status quo was warranted.

Kernrechtsfrage

Allocation of court costs.

Extrahierter Entscheid

Costs were charged to the appellant as the losing party.

Extrahierte Begründung

Costs follow the result of the case.

Setzen Sie Ihre Recherche in ChatGPT oder Claude fort

Verbinden Sie Omnilex, um den Rechtskorpus über Ihren KI-Assistenten zu durchsuchen.