Fire-safety upgrades cannot be ordered without proof of real danger

52.2004.174Übriges Gericht07.09.2004Granted

Von Omnilex extrahiert

Omnilex-Zusammenfassung

The owner of a 1985 apartment building with 13 units, a small tea-room and an aesthetics studio challenged an order requiring a fire-safety report and then the implementation of all measures identified in that report. The cantonal government had upheld the municipal order. The Administrative Court held that the building was neither a collective-use building nor a large building under the fire-safety rules, and that for older buildings without construction work the municipality may order measures only if a real fire danger is proven. Because the authority had not demonstrated such danger and had instead relied on a report concerned only with current compliance, the appeal was allowed and both lower decisions were annulled.

Omnilex-Regeste

Art. 41d LE, 41g LE, 44d and 44g RLE; fire-safety duties for existing buildings predating 1.1.1997. For buildings not undergoing construction, reconstruction, transformation or enlargement, the municipality may not demand a general conformity certificate with current fire-safety standards. It may order remedial works only where it establishes, on the basis of a proper expert assessment, the existence of a real danger to persons or property under prior law. The burden of proving such danger lies with the authority; a report that merely lists measures required for full compliance does not suffice to justify an order. The residual-risk concept under Art. 44g RLE is the controlling standard (consid. 3-5).

Gesamter Gesetzestext

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.2004.174

Data decisione, Autorità: 07.09.2004, TRAM

Titolo: imposizione di misure di sicurezza antincendio in uno stabile di appartamenti realizzato nel 1985, che non forma oggetto di interventi di natura edilizia

Incarto n. 52.2004.174

7 settembre 2004

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

segretario:

Leopoldo Crivelli

statuendo sul ricorso 12 maggio 2004 della

_RICO1 patrocinata da: _PAT1

contro

la decisione 20 aprile 2004 (no. 1590) del _CON3 che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 27 febbraio 2004 con cui il municipio di __________ le ha ordinato di realizzare entro sei mesi tutte le misure di protezione antincendio prescritte nella perizia 21.1.2004 dell'arch. __________ al fine di rendere accettabile il rischio residuo;

viste le risposte:

  • 24 maggio 2004 del Dipartimento del territorio;

  • 25 maggio 2004 del _CON3;

  • 1° giugno 2004 del _CON1;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

che la è proprietaria di uno stabile di cinque piani costruito nel 1985 sulla part. __________, nel quale trovano spazio 13 appartamenti, un tea-room e uno studio di estetica;

che il 15 ottobre 2003 il municipio di __________ ha ordinato alla di esibire una perizia redatta da un tecnico riconosciuto della polizia del fuoco al fine di accertare se l'immobile ossequiava le prescrizioni antincendio e presentava un rischio residuo accettabile giusta l'art. 44g RLE;

che la ha affidato il mandato all'arch. __________, il quale non ha valutato il rischio insito nell'immobile a tenore dell'art. 44g RLE, ma ha verificato la sua conformità con le vigenti prescrizioni in materia di polizia del fuoco;

che preso atto delle risultanze emergenti dalla perizia __________, il 27 febbraio 2004 il municipio di __________ ha ingiunto all'amministrazione del condominio di realizzare entro sei mesi tutte le misure indicate dall'esperto per rendere l'edificio conforme alle attuali prescrizioni antincendio;

che contro questa decisione l'obbligata è insorta davanti al _CON3 chiedendone l'annullamento;

che con giudizio 20 aprile 2004 il Governo ha respinto l'impugnativa; dopo aver ammesso che sarebbe spettato all'autorità comunale provare mediante perizia che l'immobile presenta un reale pericolo per le cose e le persone, il _CON3 ha nondimeno tutelato la risoluzione impugnata adducendo che le misure imposte erano indispensabili per garantire il rispetto delle esigenze minime di sicurezza contro gli incendi e contenere entro un limite accettabile il rischio residuo;

che contro questo giudizio la soccombente è insorta davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendogli di annullarlo assieme all’ordine censurato;

che in sostanza l'insorgente nega che la propria palazzina possa essere considerata un edificio ad uso collettivo ai sensi degli art. 44d e 44g RLE; queste norme non sarebbero pertanto applicabili alla fattispecie e quand'anche lo fossero non permetterebbero comunque di salvare la decisione impugnata dal suo carattere arbitrario dato che il condominio, edificato prima del 1997, resta soggetto al diritto precedente e non rappresenta alcun pericolo particolare, imminente e non altrimenti evitabile suscettibile di giustificare un intervento a protezione di beni di polizia;

che il ricorso è avversato dal _CON3 dal Dipartimento del territorio e dal _CON1 quest'ultimo in rappresentanza del comune nel quale è confluito per fusione i quali hanno rinunciato a presentare osservazioni particolari;

considerato, in diritto

che il ricorso è ricevibile in ordine giusta gli art. 21 LE, 43 e 46 PAmm; data la natura delle questioni poste a giudizio, l'impugnativa può essere evasa sulla base degli atti, la situazione dei luoghi essendo d'altronde perfettamente nota al Tribunale per conoscenza diretta (art. 18 PAmm);

che giusta gli art. 41d cpv. 3 LE e 44d RLE, alle domande per la costruzione, la ricostruzione e la riattazione di edifici di uso collettivo, quali istituiti di cura, scuole, alberghi, fabbriche, empori, sale di svago, come pure quelli concernenti edifici di grande mole, costruzioni sotterranee e impianti per il deposito di carburanti e gas, deve essere allegato un attestato, rilasciato da un tecnico riconosciuto nel campo specifico della polizia del fuoco, che certifichi che il progetto è allestito conformemente alle norme tecniche in materia emanate dal _CON3;

che per l'art. 41g cpv. 1 LE, gli edifici esistenti prima dell'entrata in vigore della norma succitata (1.1.97: cfr. BU 96,735) sono soggetti al diritto precedente e devono essere adeguati alle nuove disposizioni solo in caso di riattazione, di trasformazione o di ricostruzioni ed ampliamenti (art. 41g cpv. 2 LE);

che riallacciandosi all'elencazione dell'art. 44d RLE, l'art. 44g cpv. 1 RLE impone al proprietario di edifici di uso collettivo, quali istituiti di cura, scuole, alberghi, fabbriche, empori, sale di svago, come pure quelli concernenti edifici di grande mole, costruzioni sotterranee e impianti per il deposito di carburanti e gas realizzati prima del 1.1.97, che costituiscono "un reale pericolo per le cose e le persone secondo il diritto precedente", di "adattare i medesimi secondo un concetto di protezione che renda accettabile il rischio residuo";

che l’art. 44g cpv. 2 RLE permette al municipio di "concedere esenzioni all'adeguamento unicamente sulla base di una perizia che certifichi che il rischio presente è accettabile";

che quest’ultima disposizione in realtà non è altro che una conseguenza del capoverso precedente: è in effetti evidente che l’obbligo di risanamento non sussiste se il proprietario dimostra mediante perizia che il rischio è accettabile;

che dall'insieme delle norme summenzionate emerge chiaramente che il municipio può esigere la presentazione di un attestato di conformità alle prescrizioni di sicurezza antincendio soltanto in caso di costruzione, ricostruzione e riattazione degli edifici elencati all'art. 44d RLE;

che per gli edifici esistenti prima dell'entrata in vigore degli art. 41a - 41g LE, che non formano oggetto di interventi di natura edilizia, il municipio non può pertanto pretendere la presentazione di un attestato di conformità;

che per questi edifici l'autorità comunale può soltanto imporre le opere necessarie per eliminare “un reale pericolo per le cose e per le persone” (art. 44g RLE) dopo averne adeguatamente comprovato la sussistenza (STA 1° giugno 1999 in re C. S.);

che in concreto, il __________ è uno stabile realizzato nel 1985 che di recente non è stato oggetto di alcuna domanda di costruzione; ciononostante, l'autorità comunale ha dapprima ordinato alla di esibire una perizia redatta da un tecnico riconosciuto della polizia del fuoco al fine di accertare la situazione dell'immobile ad uso collettivo dal profilo delle misure di prevenzione antincendio, indi le ha ingiunto di realizzare entro sei mesi tutti gli interventi indicati dall'esperto per rendere l'edificio conforme alle prescrizioni vigenti;

che tale imposizione non può essere tutelata già solo perché il condominio della non è un edificio di uso collettivo ai sensi degli art. 41d cpv. 3 LE e 44d RLE e non rientra neppure nel novero degli edifici di grande mole secondo le norme appena citate;

che l'immobile della, 13 appartamenti disposti su cinque piani, non può essere infatti configurato alla stregua di un edificio di uso collettivo solo perché al PT accoglie anche un minuscolo tea-room con pasticceria e un istituto di estetica; né, stante le sue dimensioni, può essergli attribuita la qualifica di edificio di grande mole, conferita per prassi solo agli stabili con oltre 20 appartamenti o 22 m di altezza (cfr. Lucchini, Compendio giuridico per l'edilizia, p. 173-74);

che l'art. 44g RLE non gli è pertanto applicabile;

che quand'anche lo fosse per l'autorimessa sotterranea di cui è dotato, il municipio non ha per nulla dimostrato che il condominio costituisce un pericolo chiaro, imminente e non altrimenti evitabile, tale da giustificare l'ingiunzione avversata; la perizia che l'autorità comunale ha fatto allestire alla invertendo abusivamente l'onere della prova sancito dall'art. 44g RLE, attesta soltanto che per ossequiare appieno le vigenti prescrizioni antincendio lo stabile dovrebbe subire gli interventi consigliati nel referto (vedi perizia 21.1.2004 arch. __________, punto 1.3. e 5);

che contrariamente a quanto indicato nella controversa risoluzione del municipio di la perizia di cui trattasi non si esprime nemmeno sull'eventuale pericolo particolare di incendio insito nel condominio; le misure ordinate dall'esecutivo comunale sulla scorta di quel referto esulano peraltro da un concetto di protezione che renda accettabile il rischio residuo ai sensi dell'art. 44g cpv. 1 in fine RLE;

che, stando così le cose, il ricorso va accolto, annullando la decisione municipale impugnata e quella governativa che la conferma, siccome lesive del diritto;

che, dato l’esito, il Tribunale cantonale amministrativo si limita ad addebitare al comune resistente le ripetibili, prescindendo dal prelievo di una tassa di giustizia.

Per questi motivi,

visti gli art. 21, 41d, 41g LE; 44g RLE; 3, 18, 28, 31, 60 e 61 PAmm;

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è accolto.

§. Di conseguenza, sono annullate:

1.1. la decisione 20 aprile 2004 (no. 1590) del _CON3;

1.2. la risoluzione 27 febbraio 2004 con cui il municipio di __________ ha ordinato alla di realizzare entro sei mesi tutte le misure di protezione antincendio prescritte nella perizia 21.1.2004 dell'arch. __________.

  1. Non si preleva tassa di giustizia.

3.Il comune di __________ rifonderà alla fr. 1’200.- a titolo di ripetibili di entrambe le istanze.

  1. Intimazione a:

terzi implicati

  1. _CON1
  2. _CON2
  3. _CON3

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

  |  Informazioni legali  |  Requisiti minimi  |  Contatta il webmaster

Schlagwörter

fire safetyexisting buildingmunicipal orderresidual riskburden of proofcollective-use buildingbuilding standardsadministrative appeal

Von Omnilex extrahiert

Kernrechtsfrage

Whether the building fell within the category of collective-use or large buildings subject to Art. 41d LE and Art. 44d RLE.

Extrahierter Entscheid

No. A five-storey building with 13 apartments, a tiny tea-room and an aesthetics studio was not a collective-use building or a large building within those rules.

Extrahierte Begründung

The regulatory list concerns specific collective-use buildings and large buildings; the structure’s size and function did not meet those categories.

Kernrechtsfrage

Whether the municipality could require a conformity certificate and full fire-safety upgrades for an existing pre-1997 building without construction works.

Extrahierter Entscheid

No. For existing buildings not undergoing construction, the municipality may only order works to remove a proven real danger and cannot simply demand conformity with current standards.

Extrahierte Begründung

Under Art. 41g LE and Art. 44g RLE, pre-existing buildings remain under prior law unless renovated, transformed, rebuilt, or enlarged; only a demonstrated real danger justifies intervention.

Kernrechtsfrage

Whether a real, imminent and otherwise unavoidable fire danger was proved for this building.

Extrahierter Entscheid

No. The municipality did not show that the building posed a concrete dangerous condition; the report only listed measures needed for full compliance with current rules.

Extrahierte Begründung

The burden of proof lies with the authority under Art. 44g RLE, and the expert opinion did not assess an actual special fire danger nor justify the measures as a residual-risk concept.

Setzen Sie Ihre Recherche in ChatGPT oder Claude fort

Verbinden Sie Omnilex, um den Rechtskorpus über Ihren KI-Assistenten zu durchsuchen.