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Numero d'incarto:
52.2000.73
Data decisione, Autorità:
05.09.2000, TRAM
Incarto n.
52.2000.00073
Lugano
5 settembre
2000
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso 6 marzo 2000 del
Comune di __________
contro
la decisione 16 febbraio 2000 del Consiglio di Stato
(n. 635) che riforma ai sensi dei considerandi la decisione 26 ottobre 1999
con cui il municipio di __________ ha limitato gli orari d'esercizio dell'osteria
__________;
viste le risposte:
-
17 marzo 2000 del
Dipartimento delle istituzioni, Sezione dei permessi e dell'immigrazione;
-
22 marzo 2000 del
Consiglio di Stato;
-
23 marzo 2000 di
__________;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. Il
resistente __________ è titolare dell'osteria __________, situata nel nucleo di
__________. Da alcuni anni l'esercizio pubblico è frequentato dagli studenti
della locale Accademia di architettura, che con la loro giovanile esuberanza
hanno a più riprese suscitato proteste e reclami da parte del vicinato, disturbato
di notte dalla musica ad alto volume prodotta al suo interno e dagli schiamazzi
degli avventori in sosta sulla piazza antistante anche dopo l'orario di
chiusura (01.00).
Falliti tutti i tentativi intrapresi per
porre rimedio agli inconvenienti lamentati dal vicinato, il 26 ottobre 1999 il
municipio ha imposto al resistente di chiudere l'esercizio pubblico alle 24.00,
di cessare la produzione di musica alle 23.00 e di astenersi dall'organizzazione
di manifestazioni musicali o concerti.
Con lo stesso provvedimento, fondato sugli
art. 107 LOC e 112 RC, l'autorità comunale ha inoltre ricordato all'esercente
l'obbligo di tutelare la quiete pubblica dentro e fuori dal locale, riservandosi
il diritto di addebitargli i costi derivanti dall'assunzione di un ausiliario
di polizia di agenzie ufficiali di vigilanza allo scopo di mantenere l'ordine.
Contro questa decisione __________ è insorto
davanti al Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento.
B. Con
giudizio 16 febbraio 2000 il Consiglio di Stato ha parzialmente accolto il
ricorso di __________, riformando ai sensi dei considerandi il provvedimento
impugnato.
In sostanza, il Governo ha ritenuto che la
limitazione dell'orario di apertura imposta al resistente violasse il principio
di proporzionalità. Per tutelare la quiete pubblica basterebbe a suo avviso
limitare l'orario di chiusura alle 24.00 per un periodo di tre mesi. Parimenti
inadeguata sarebbe la limitazione delle produzioni musicali, essendo
sufficiente al riguardo obbligare il gerente a tenere porte e finestre chiuse.
C. Contro il
predetto giudizio governativo si aggrava davanti al Tribunale cantonale
amministrativo il comune di __________, chiedendo il ripristino integrale della
decisione inizialmente adottata dal municipio.
Richiamato l'art. 107 LOC, l'insorgente nega
in particolare che la riduzione di un'ora dell'orario di apertura sia atta
compromettere la sopravvivenza economica dell'esercizio pubblico. Del tutto insostenibile,
prosegue l’insorgente, sarebbe la limitazione della durata del provvedimento ad
un periodo di tre mesi. Per ottenere risultati concreti, la misura dovrebbe
durare almeno un anno. Giustificati sarebbero pure il limite d'orario per la
produzione di musica ed il divieto di tenere manifestazioni musicali o
concerti.
D. All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato senza formulare osservazioni. Ad
identica conclusione perviene il resistente __________, contestando in
dettaglio le tesi dell'insorgente con argomenti che verranno discussi qui
appresso.
Considerato, in
diritto
- La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 208 LOC. Al
comune, insorto a tutela di un provvedimento adottato dal suo municipio per
motivi di polizia locale, va di principio riconosciuta la legittimazione
attiva.
Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile
in ordine.
Il giudizio può essere reso sulla base degli
atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).
- 2.1.
Giusta l'art. 107 LOC, il municipio esercita le funzioni di polizia locale.
Queste hanno specialmente per oggetto: (a) il mantenimento dell'ordine e della
tranquillità, la repressione delle azioni manifestamente illegali e le misure
dettate dallo stato di necessittà, (b) la tutela della pubblica salute ed
igiene, (c) le misure intese a gestire i beni comunali, ad assicurare l'uso dei
beni comuni ed a disciplinarne l'uso accresciuto ed esclusivo, (d) le misure
intese a disciplinare il traffico sul territorio comunale, (e) le funzioni di
polizia che la legislazione federale e cantonale devolvono ai municipi.
L'art. 107 LOC si limita in sostanza a
definire l'organo comunale competente ad adottare provvedimenti di polizia,
ovvero misure volte a salvaguardare i cosiddetti beni di polizia, quali
l'ordine pubblico, la quiete, la sicurezza, la salute, la moralità pubbliche e
la buona fede nei rapporti commerciali (Imboden Rhinow, Schweizerische
Verwaltungsrechtsprechung, V. ed., N. 131 B I). La norma in questione non costituisce
la base legale per l'adozione di tali provvedimenti, né determina la natura e
le modalità degli interventi ammissibili. Tanto la base legale, quanto il contenuto
delle singole misure devono essere ricercati altrove, nelle norme specifiche
che regolano le tematiche concretamente interessate. Resta riservato il caso in
cui ricorrano gli estremi per far capo alla cosiddetta clausola generale di
polizia: rimedio di natura sussidiaria che, in caso d'urgenza, permette al
municipio di intervenire con provvedimenti adeguati atti a ristabilire l'ordine
pubblico od a sventare un pericolo grave che incombe su un determinato bene di
polizia (RDAT 1993 I n. 2; Imboden Rhinow, Schweizerische
Verwaltungsrechtsprechung, V. ed., n. 134 B I seg.; Rhinow Krähenmann,
Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung; Erg. Bd., ibidem).
- Giusta
l'art. 37 cpv. 1 LesPub, gli esercizi pubblici, esclusi i locali notturni e le
discoteche, devono rimanere aperti almeno per otto ore giornaliere, sull'arco di
venti ore che va dalle 05.00 all'01.00. La chiusura entro l'01.00 è
obbligatoria al pari del divieto di aprire prima delle 05.00. Al municipio è
riservata unicamente la facoltà di concedere deroghe d'orario di durata
limitata per occasioni straordinarie (art. 38 LEsPub).
L'art. 37 LEsPub stabilisce soltanto i
limiti estremi degli orari d'apertura degli esercizi pubblici. La definizione
dell'orario concretamente praticato dal singolo esercizio pubblico è lasciata
al gerente responsabile, che deve notificarla entro il 1. gennaio di ogni anno
al municipio (art. 41 LEsPub). All'autorità comunale è data facoltà di intervenire
a vietare o coordinare le chiusure notificate qualora il servizio di ristorazione
non risultasse garantito sul territorio comunale (art. 42 LEsPub).
Contrariamente a quanto il tenore letterale
della norma induce a ritenere, l'art. 37 LEsPub non conferisce al singolo
esercizio pubblico il diritto di aprire senz'altro dopo le 05.00 o di rimanere
in ogni caso aperto sino all'01.00. Gli orari d'apertura e di chiusura del
singolo esercizio pubblico costituiscono in effetti modalità d'utilizzazione di
un impianto che assumono particolare rilevanza dal profilo ambientale a causa
delle emissioni direttamente prodotte o indotte per il tramite dei loro
avventori (DTF 123 II 325 seg.). Il diritto di tenere aperto l'esercizio
pubblico nei limiti d'orario fissati dall'art. 37 LEsPub sussiste quindi
soltanto nella misura in cui si concilia con le esigenze poste dalla LPAmb, in
particolare con l'obbligo, sancito dall'art. 11 cpv. 2 LPAmb, di limitare le
emissioni, nell'ambito della prevenzione, nella misura massima consentita dal
progresso tecnico, dalle condizioni d'esercizio e dalle possibilità economiche,
indipendentemente dal carico inquinante esistente.
Per principio, gli orari d'apertura dei
nuovi esercizi pubblici e di quelli modificati (art. 8 OIF) devono essere
preventivamente definiti in occasione del rilascio del permesso di costruzione,
nell'ambito del preavviso formulato dall'autorità cantonale in applicazione
della LPAmb. È invero compito del Dipartimento del territorio e non del municipio
esaminare se le immissioni foniche da essi prodotte non superano da sole i
valori di pianificazione nelle vicinanze (art. 25 LPAmb; 3 cifra 4 DLALPAmb).
Gli orari di chiusura degli esercizi
pubblici esistenti possono invece dar luogo a provvedimenti di risanamento,
qualora risulti che non soddisfano le prescrizioni della LPAmb o quelle, ecologiche,
di altre leggi federali (art. 16 LPAmb). Anche in questo caso, spetta comunque
all'autorità cantonale e non al municipio ordinare le misure che si rendono
necessarie per conformare alle disposizioni della LPAmb quegli esercizi
pubblici che contribuiscono in modo determinante al superamento dei valori
limite d'immissione (art. 13 OIF; 3 cifra 5 DLALPAmb).
Oltre ai compiti di polizia locale, la
legislazione ambientale non attribuisce in effetti al municipio altra
competenza all'infuori dell'obbligo di notificare al Dipartimento del
territorio ogni violazione di tale legislazione, nonché l'insorgenza di ogni
fenomeno ambientale anomalo (art. 5 DLALPAmb).
- Nell'evenienza
concreta, l'osteria __________ esiste da molti anni. Sicuramente da ben prima
del 1. gennaio 1985, data dell'entrata in vigore della LPAmb.
Per quanto consta a questo tribunale, dal
profilo della legislazione edilizia, gli orari d'esercizio non hanno mai
formato oggetto d'autorizzazione. Sino alla fine del 1995, l'esercizio pubblico
rimaneva aperto sino a mezzanotte, ora di chiusura prescritta dall'allora
vigente art. 36 LEsPub 1967. A partire dal 1. gennaio 1996, data dell'entrata
in vigore dell'attuale LesPub, la chiusura è stata, di fatto, posticipata
all'01.00, con il tacito benestare dell'autorità comunale, verosimilmente
indotta a ritenere che la modifica delle condizioni d'esercizio fosse
senz'altro permessa dall'art. 37 della nuova LesPub.
Richiamati i numerosi episodi di disturbo
della quiete pubblica registrati negli ultimi anni e gli infruttuosi tentativi
di porvi rimedio, il 26 ottobre 1999 il municipio ha ordinato al resistente di
anticipare a mezzanotte la chiusura del locale, di cessare alle 23.00 la
produzione di musica mediante apparecchi e di astenersi dall'organizzare
manifestazioni musicali o concerti.
Orbene, le limitazioni d'orario, ordinate
dal municipio a tempo indeterminato e circoscritte invece a tre mesi dal
Consiglio di Stato, configurano - a non averne dubbio - provvedimenti volti a risanare
una turbativa di natura ambientale. Esse mirano infatti a ripristinare una
situazione conforme alle disposizioni della LPAmb, riducendo, mediante
l'imposizione di prescrizioni d'esercizio, le immissioni foniche prodotte dall'attività
dell'osteria e dagli avventori che sostano al suo esterno oltre l'orario di
chiusura, anch'esse attribuibili al locale (DTF 123 II consid. 4 a).
Trattandosi di misure di risanamento
sostanzialmente riconducibili alla legislazione ambientale, al municipio
dev'essere negata la competenza ad adottarle. Competente è infatti il
Dipartimento del territorio e non l'autorità comunale (art. 3 cifra 5 DLALPAmb).
Resta ovviamente riservata al municipio la facoltà di notificare la situazione
all'autorità cantonale sollecitandone l'intervento.
Non essendo manifestamente dati i
presupposti per un intervento fondato sulla clausola generale di polizia, il
ricorso va quindi disatteso.
Dato l'esito si prescinde dal prelievo di
una tassa di giustizia.
Per questi motivi,
visti gli art. 107, 208 LOC; 16 LPAmb; 13 OIF; 6
DLALPAmb; 3, 18, 28, 60, 61 Pamm;
dichiara
e pronuncia:
-
Il ricorso
è respinto.
-
Non si
preleva tassa di giustizia.
-
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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