AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
52.2000.185
Data decisione, Autorità:
12.02.2001, TRAM
Incarto n.
52.2000.00185
Lugano
12 febbraio
2001
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi
segretario:
Thierry Romanzini, vicecancelliere
statuendo sul ricorso 12 luglio 2000 di
patr. dall'avv. __________
contro
la risoluzione 20 giugno 2000 (n. 2529) del
Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
avverso la decisione 23 dicembre 1999 del Dipartimento delle istituzioni,
Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di rilascio di un permesso
di dimora per __________ e __________ (ricongiungimento famigliare);
viste le risposte:
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. La
cittadina dominicana __________ è entrata la prima volta in Svizzera
nell'aprile 1992 proveniente dall'Italia, beneficiando fino al mese di novembre
dello stesso anno di diversi permessi di dimora di breve durata per lavorare
come artista in alcuni locali notturni. Per gli stessi motivi, la ricorrente ha
soggiornato nuovamente nel nostro Paese dal marzo all'ottobre 1993. In seguito,
essa è ripartita alla volta dell'Italia. Rientrata in Svizzera il 7 febbraio
1994 priva del necessario visto__________ è stata tuttavia autorizzata a
soggiornarvi temporaneamente, in quanto era in procinto di sposarsi con il
cittadino italiano __________, titolare di un permesso di domicilio. Il
matrimonio è stato celebrato l'11 maggio 1994 a __________. Per vivere insieme
al marito, la ricorrente ha infine ottenuto un permesso di dimora annuale, in
seguito regolarmente rinnovato. Dalla loro unione, il 17 giugno 1997 è nata
__________.
B. a) Il 24
marzo 1997 un'amica di famiglia ha chiesto all'allora Sezione degli stranieri
(ora: permessi e immigrazione) del Dipartimento delle istituzioni, per il
tramite del Consolato generale della Confederazione Svizzera a Santo Domingo,
che le cittadine dominicane __________ e __________ potessero entrare nel nostro
Paese per vivere insieme alla madre, qui ricorrente.
b) Il 3 settembre 1997 la Sezione degli
stranieri ha respinto la domanda. Ha rilevato che __________ era al beneficio
di un permesso di dimora che non le conferiva un diritto a farsi raggiungere in
Svizzera dalle bambine; ha pure ritenuto che la madre non avesse mantenuto con
esse stretti rapporti affettivi a partire dalla loro separazione, segnatamente
dal 1994, e che il suo alloggio fosse inadeguato per ospitarle. Ha pure
evidenziato la mancanza di concrete garanzie finanziarie per mantenerle nel
nostro Paese. La decisione - resa sulla base degli art. 4 e 16 LDDS, 8 ODDS,
11, 38 e 39 OLS - non è stata impugnata.
C. a) Il 23
luglio 1998 __________ ha chiesto al dipartimento, sempre tramite il Consolato
generale elvetico a Santo Domingo, che __________ potesse entrare definitivamente
in Svizzera. Su richiesta dell'autorità, il marito della ricorrente ha indicato
che, per il momento, non era previsto il ricongiungimento con __________,
poiché stava studiando.
b) Con decisione 7 settembre 1998 - fondata
ancora sugli art. 4 e 16 LDDS, 8 ODDS, 38 e 39 OLS - la Sezione degli stranieri
ha respinto la domanda in quanto verteva su un ricongiungimento parziale della
famiglia, non era dimostrata l'esistenza di un legame stretto ed intensamente
vissuto tra madre e figlia, e le garanzie finanziarie per il mantenimento della
fanciulla erano insufficienti.
D. a) Il 22
novembre 1999 __________ e __________ hanno presentato, tramite una loro zia,
una nuova domanda di entrata sul suolo elvetico per vivere con la madre. L'11
maggio precedente, quest'ultima aveva ottenuto il diritto al permesso di domicilio.
b) Il 23 dicembre 1999 la Sezione dei
permessi e dell'immigrazione ha rifiutato il rilascio di un permesso di dimora
in favore delle figlie dell'insorgente. Richiamate le precedenti decisioni
cresciute in giudicato, il dipartimento ha ritenuto che __________ non avesse
dimostrato di aver mantenuto stretti legami affettivi con la prole da quando
soggiornava stabilmente in Svizzera. Ha inoltre dato importanza al fatto che le
figlie della ricorrente vivevano da sempre nella Repubblica Dominicana, dove
risiedeva il padre. La decisione è stata resa in applicazione degli art. 4, 16
e 17 LDDS, 8 ODDS.
E. Con
giudizio 20 giugno 2000, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________. Il Governo
ha ritenuto che non fossero dati i presupposti per autorizzare il ricongiungimento
familiare, perché il legame tra la madre e le sue due figlie - ormai prossime a
entrare nel mondo del lavoro - non appariva intenso ed effettivamente vissuto a
seguito della durata pluriennale della separazione volontaria tra le stesse e
alle informazioni inesatte fornite dall'insorgente sulla sua prole. Ha
considerato inoltre che non vi erano interessi famigliari preponderanti tali da
modificare le relazioni come erano state vissute fino a quel momento:
__________ e __________ sono nate e cresciute nella Repubblica Dominicana, dove
hanno sempre vissuto presso la nonna materna, gli zii e le cugine, che le
accudivano da quando la madre era partita per l'estero. Secondo l'Esecutivo
cantonale, non portavano a diversa conclusione gli asseriti problemi di salute
di __________: sua madre ne era in ogni caso al corrente dal 1996 e non ne
aveva mai fatto accenno nelle diverse domande concernenti il permesso di
soggiorno. Infine, il Governo ha ritenuto che la figlia della ricorrente potesse
continuare a farsi curare nel suo Paese d'origine.
F. Contro la
predetta pronunzia governativa, __________ insorge ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando che a
__________ e a __________ venga rilasciato un permesso per soggiornare in
Svizzera. Sostiene di avere diritto al ricongiungimento famigliare in virtù
degli art. 9 e 10 della Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo, 8 CEDU
e 17 cpv. 2 LDDS. Eccepisce una violazione del diritto di essere sentito
garantito dagli art. 12 della citata Convenzione dell'ONU e 29 Cost. Ritiene
inoltre che la decisione dipartimentale sia arbitraria e contraria al principio
della buona fede (art. 9 Cost), in quanto l'autorità di prime cure avrebbe
sistematicamente respinto le domande di soggiorno in favore delle figlie con
diversi pretesti (omessa dimostrazione di un legame intensamente vissuto tra
madre e figlie, alloggio inadeguato, mancanza di un permesso di domicilio,
assenza di garanzie finanziarie per il mantenimento). Sottolinea di soddisfare
ora tutte le condizioni necessarie. Asserisce inoltre di aver mantenuto con le
figlie uno stretto legame tramite il versamento regolare di denaro, visite e
continui contatti telefonici ed epistolari e occupandosi della loro educazione.
Critica il Governo per non aver esperito un'istruttoria al fine di accertare
che la relazione tra di loro è intensamente vissuta. Pone in evidenza che tra
l'inoltro del ricorso al Consiglio di Stato e la relativa decisione si
sarebbero verificati alcuni fatti rilevanti che avrebbero mutato radicalmente
l'attuale situazione di affidamento delle fanciulle. In questo senso, indica
che sua madre, malata e bisognosa di assistenza medica, si sarebbe nel
frattempo trasferita a New York, ospite di sua sorella; sua cognata avrebbe
lasciato l'isola e si sarebbe trasferita in Spagna per lavoro, dove sarà
raggiunta tra poco dal marito unitamente alle loro tre figlie; si sarebbe
invece sposata e avrebbe dato alla luce un figlio pochi mesi fa una delle sue
due cugine che si alternavano con sua madre e suo fratello nella cura di
__________ e __________. Sostiene inoltre che queste ultime corrono il rischio
di non avere più nessuno che possa accudirle, dal momento che non hanno nemmeno
contatti con il loro padre. Chiede infine che vengano sentiti suo marito, le
sue due figlie e suo fratello __________, e che si proceda a diversi
accertamenti al fine di dimostrare l'effettiva partenza per l'estero di sua
madre e di sua cognata.
G. All'accoglimento
del gravame, dopo nuova e attenta valutazione della fattispecie, si oppongono
sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con argomenti di cui si dirà, per
quanto necessario, in seguito.
H. Il 10 ottobre
2000 la ricorrente ha versato agli atti diversa documentazione volta a rendere
verosimile che sua madre, sua sorella e sua cognata risiedono all'estero. Ha
inoltre ribadito che le sue figlie sono attualmente ospiti del fratello, il
quale starebbe per raggiungere la moglie in Spagna. Invitate a pronunciarsi su
tali risultanze, le autorità inferiori hanno osservato che l'attuale situazione
famigliare di __________ e __________ non era mutata al punto tale da rendere
necessario il loro soggiorno in Svizzera presso la madre.
Considerato, in
diritto
- 1.1. In
materia di diritto degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime sono suscettibili di
essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
(cfr. art. 10 lett. a LALPS).
1.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3
OG, in materia di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo
al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di
permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto.
L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente, nei limiti
delle disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla
concessione del permesso di dimora o di domicilio. Lo straniero ha quindi un
diritto all'ottenimento di un simile permesso solo laddove tale pretesa si
fonda su una disposizione particolare del diritto federale o di un trattato
internazionale (DTF 122 II 388, consid. 1a con rinvii).
1.3. Non esiste alcun trattato conchiuso tra
la Confederazione Svizzera e la Repubblica Dominicana che regoli in modo specifico
il soggiorno nel nostro Paese dei cittadini dominicani, dal quale potrebbe
scaturire un diritto al rilascio di un permesso per ricongiungimento
famigliare. Anche la Convenzione 20 novembre 1989 sui diritti del fanciullo (RS
0.107) non istituisce un diritto in tal senso (DTF 124 II 361, consid. 3b).
1.4. Giusta l'art. 17 cpv. 2 LDDS i figli
celibi d'età inferiore ai 18 anni hanno il diritto di essere inclusi nel
permesso di domicilio dei genitori, a condizione che essi vivano con questi
ultimi.
__________ ha indicato di avere una figlia
nata il __________ di nome __________. In precedenza, la ricorrente aveva
tuttavia dichiarato alla Sezione degli stranieri che sua figlia si chiamava
__________ (v. domanda 23 febbraio 1994 di rilascio di un permesso di dimora
per vivere insieme al futuro marito), mentre il 22 settembre 1994 aveva
precisato di essere madre di __________. Orbene, dagli atti risulta che la
figlia di __________ si chiama ufficialmente __________, nata da una relazione
con il connazionale __________, che l'ha riconosciuta il 4 giugno 1987 (v.
estratto dell'Ufficio dello stato civile di __________ del 16 giugno 1987).
L'insorgente è inoltre domiciliata in Svizzera dal maggio 1999. La domanda di
ricongiungimento famigliare è stata depositata il 22 novembre successivo, quando
__________ aveva poco più di 13 anni: conformemente alla norma menzionata, di
principio, essa dispone dunque di un diritto al permesso sollecitato. Se quindi
la censura di violazione dell'art. 17 cpv. 2 LDDS fosse sollevata innanzi al
Tribunale federale attraverso un ricorso di diritto amministrativo, la Corte federale
la dichiarerebbe ammissibile in applicazione dell'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3
OG. Il gravame è pertanto ricevibile anche avanti al Tribunale cantonale amministrativo.
Per quanto riguarda invece __________, la
quale aveva poco più di 15 anni al momento del deposito della domanda, il Consolato
generale di Svizzera a Santo Domingo, in occasione delle diverse richieste di
ricongiungimento famigliare, aveva sollevato dubbi - ripresi in seguito dal
Consiglio di Stato nella decisione impugnata - sul fatto che la fanciulla fosse
realmente figlia della ricorrente, in quanto era stata riconosciuta dal padre
ben dieci anni dopo la secondogenita (v. osservazioni 17 aprile 1997 e 2
dicembre 1999 della rappresentanza consolare elvetica). Sia come sia, la
questione non necessita di essere approfondita. Le perplessità espresse dalle
menzionate autorità, anche se si rivelassero fondate, non muterebbero l'esito
del presente giudizio.
1.5. Lo straniero che ha uno stretto legame
di parentela con una persona che possiede un permesso di domicilio in Svizzera
può invocare, a protezione della propria vita familiare, l'art. 8 CEDU. In tal
caso, se il legame è intatto ed effettivamente vissuto, la libertà delle autorità
cantonali di rifiutare un permesso di soggiorno (cfr. art. 4 LDDS) è limitata e
contro una decisione di rifiuto è ammissibile il ricorso di diritto
amministrativo dinanzi al Tribunale federale in applicazione dell'art. 100 cpv.
1 lett. b n. 3 OG (DTF 122 II 5 consid. 1e, 292 consid. 1e, 389 consid. 1b, 93
consid. 1c) e, di riflesso, nella presente sede attraverso il rinvio di cui all'art.
10 lett. a LALPS. La legittimazione a ricorrere compete in questi casi sia allo
straniero a cui è stato negato il permesso, sia al parente con il quale egli
intende ricongiungersi in Svizzera (DTF 119 Ib 84 consid. 1c). Nella
fattispecie, la ricorrente sostiene esplicitamente di avere mantenuto con
__________ e __________ un legame vivo e intenso per aver regolarmente reso
loro visita nella Repubblica Dominicana, telefonato, scritto e versato loro del
denaro al fine di assicurarne il mantenimento. Per rendere verosimile queste
affermazioni, l'insorgente ha versato agli atti copia di alcuni biglietti
d'aereo recenti, di diverse bollette telefoniche, di alcuni ordini di bonifico
bancario e di una serie di ricevute di bollettini di versamento internazionale.
Sapere se il gravame in esame sia ricevibile dal punto di vista della predetta
disposizione convenzionale può tuttavia restare indeciso, dal momento che il
Tribunale può entrare nel merito del medesimo in virtù dell'art. 17 cpv. 2
LDDS.
1.6. Il gravame è inoltre tempestivo (art.
10 LALPS e 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a
ricorrere (art. 43 PAmm). Come si vedrà in appresso (consid. 2), il ricorso può
essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
- La
ricorrente rimprovera al Governo di non aver proceduto ad interrogare diversi famigliari
al fine di dimostrare l'intensità del suo legame affettivo con le due figlie di
primo letto. In questa sede, essa ribadisce la sua domanda di sentire
__________ e __________, suo marito __________ nonché suo fratello __________.
Chiede pure che si proceda ad accertare l'avvenuta partenza per l'estero di sua
madre e di sua cognata.
2.1. La natura ed i limiti del diritto di
essere sentito sono determinati innanzitutto dalla normativa procedurale
cantonale. Se questa risulta insufficiente, valgono le garanzie minime dedotte
dagli art. 29 Cost. e 6 CEDU, norme che assicurano all'interessato il diritto
di esprimersi su tutti i punti essenziali di un procedimento prima che sia
emanata una decisione e che gli garantiscono anche il diritto di partecipare
all'assunzione delle prove, di conoscere i risultati delle stesse, di
determinarsi a riguardo e di avanzare offerte di prova (DTF 120 Ib 379, 118 Ia
17; STF 7 giugno 1996 in re M.). La procedura amministrativa cantonale è retta
dal principio inquisitorio (cfr. art. 18 cpv. 1 PAmm). In virtù di questo
principio l'autorità amministrativa deve accertare d'ufficio gli elementi
suscettibili di determinare la decisione ed assumere di sua iniziativa le prove
necessarie confrontando accuratamente i contrapposti interessi (DTF 104 Ia 212),
senza essere peraltro vincolata dalle domande delle parti. In quest'ambito, all'autorità
spetta la facoltà di procedere al cosiddetto apprezzamento anticipato delle
prove, rinunciando a quelle offerte dalle parti la cui assunzione non
condurrebbe verosimilmente ad alcun nuovo chiarimento di rilievo per il
giudizio (DTF 109 II 398, 106 Ia 162, 104 V 210; Rep. 1980 p. 7; Borghi, GAT,
N. 364). In base alla valutazione anticipata delle prove esibite l'autorità
amministrativa può quindi rifiutarsi di assumere quelle considerate ininfluenti,
ma deve darne ragione nel proprio giudizio (RDAT II-1994 N. 50, 1990 N. 43). Va
osservato inoltre che l'art. 12 della Convenzione sui diritti del fanciullo non
conferisce allo stesso un diritto assoluto ad essere sentito personalmente,
ovvero oralmente. A seconda del caso e delle circostanze, è sufficiente che
egli possa esprimersi per iscritto o tramite un rappresentante (cfr. n. 2 di
tale disposizione; DTF 124 II 368 consid. 3c).
2.2. Il Consiglio di Stato ha ritenuto che
non fosse necessario raccogliere le testimonianze offerte dalla ricorrente, in
quanto non apparivano necessarie ai fini del giudizio (consid. A). Siffatta
motivazione basta per giustificare il diniego, da parte dell'Esecutivo
cantonale, di esperire un'istruttoria. La documentazione annessa era infatti
sufficiente per l'emanazione della risoluzione governativa. Tenuto conto delle
prove già presenti agli atti, questo Tribunale ritiene anch'esso che non sia
necessario interrogare il marito __________ e il fratello dell'insorgente
__________, dal momento che tali testimonianze non fornirebbero elementi di
rilievo per il giudizio (v. in seguito, consid. 4 e 5). Per quanto riguarda
__________ e __________, esse hanno avuto la possibilità di esprimersi per
bocca della madre ed è indubbio che le richieste avanzate dalla ricorrente
riflettano il desiderio delle fanciulle di potersi stabilire in Svizzera. In
questo modo, il loro diritto di essere sentite è stato salvaguardato. Infine,
per quanto concerne invece l'asserita modifica delle relazioni famigliari
esistenti, nel corso della procedura dinnanzi a questo Tribunale la ricorrente
ha già versato agli atti diversa documentazione al fine di rendere verosimile
che sua sorella __________ nonché sua madre __________ risiedono negli Stati
Uniti (doc. 1 e 2) e che l'altra sorella, __________, si è trasferita in Spagna
insieme a suo fratello __________ e alla cognata __________ (doc. 3, 4 e 5). In
virtù del principio dell'apprezzamento anticipato delle prove offerte, le richieste
formulate dall'insorgente non vengono pertanto accolte.
-
L'art. 17
cpv. 2 LDDS ha per scopo quello di permettere ed assicurare a livello giuridico
un'effettiva convivenza famigliare (DTF 119 Ib 81 consid. 2c). Tale disposto
può essere di conseguenza invocato solo per favorire una tale convivenza; ciò
non è il caso se lo straniero domiciliato in Svizzera vive separato dai figli
per anni e poco prima che essi compiano i diciotto anni li fa venire nel nostro
paese. In questi casi, si presume che il vero obiettivo non è l'ottenimento di
un'autorizzazione di soggiorno. Un'eccezione può unicamente sussistere se
validi motivi hanno impedito un ricongiungimento più tempestivo (DTF 119 Ib 88
consid. 3a). Benché la norma sia stata essenzialmente concepita dal legislatore
federale per permettere il ricongiungimento dell'intero nucleo famigliare, essa
è applicabile per analogia nell'ambito di famiglie monoparentali (DTF 125 II
585). In questi casi non esiste però un diritto incondizionato dei figli che
vivono all'estero a raggiungere il genitore stabilitosi in Svizzera. Essi hanno
però diritto di essere inclusi nel permesso del genitore domiciliato nel nostro
Paese, solo se è con quest'ultimo che essi hanno le relazioni familiari più intense.
Nella valutazione di tale aspetto, si deve tenere conto non soltanto delle circostanze
passate, ma anche di eventuali cambiamenti successivi e delle prospettive
future (DTF 118 Ib 159 consid. 2b). In ogni caso non può essere ritenuto come
unicamente determinante il fatto che il figlio abbia sempre vissuto all'estero,
dove ha allacciato i legami più stretti, altrimenti il ricongiungimento
famigliare non diverrebbe in pratica mai possibile. E' necessario per contro
accertare presso quale dei genitori la prole abbia vissuto, e, in caso di
divorzio, chi ne ha ricevuto l'affidamento; se nel frattempo gli interessi dei
figli si sono modificati, l'adattamento alla nuova situazione famigliare dovrebbe,
di principio, essere dapprima regolato dal diritto civile. Tuttavia, anche nei casi
in cui uno dei genitori vive in Svizzera e il figlio è restato nel proprio
Paese d'origine in cura ad una terza persona o presso un altro famigliare che
non sia né il padre né la madre, valgono per analogia i principi appena esposti
(DTF 125 II 588 segg. consid. 2c). Va inoltre ricordato che dagli art. 9 e 10
della Convenzione sui diritti dei fanciulli non può essere dedotto un diritto,
né per il bambino né per i suoi genitori, al raggruppamento famigliare. D'altra
parte, la Svizzera ha formulato una riserva in relazione all'art. 10 cpv. 1
della citata Convenzione, proprio per quanto riguarda l'applicazione del
medesimo nell'ambito di questioni legate al ricongiungimento famigliare di
cittadini stranieri (DTF 124 II 361 consid. 3b con rif.).
-
4.1. In
concreto, nel febbraio 1994 la ricorrente è rientrata in Svizzera, dove si è
sposata nel maggio successivo con un cittadino italiano titolare di un permesso
C. A quel momento, __________ aveva già trascorso gran parte del tempo separata
dalle proprie bambine, allorquando queste ultime avevano un'età in cui
necessitavano maggiormente della presenza della madre. Difatti, l'insorgente
aveva lasciato il suo Paese d'origine, quantomeno già nel 1992: nell'aprile di
quell'anno essa era entrata in Svizzera proveniente dall'Italia, rimanendovi
otto mesi, allo scopo di lavorare come artista in diversi locali notturni. Dopo
essersi trasferita nella Repubblica Dominicana, essa è rientrata in Svizzera
nel marzo 1993, dove ha soggiornato fino all'ottobre successivo per lavorare
come artista. Dopodiché, la ricorrente ha lasciato il territorio elvetico: non
per tornare definitivamente nel suo Paese d'origine, bensì per risiedere in
Italia. Se ne deduce che __________ non è stata costretta ad allontanarsi dalle
proprie figlie, ma ha scelto la via della separazione per cercare migliori opportunità
all'estero. Dopo il matrimonio, l'interessata ha poi atteso quasi tre anni
prima di chiedere l'autorizzazione a farsi raggiungere dalla prole. Va pure
tenuto in considerazione l'atteggiamento assunto dall'insorgente verso le
autorità di polizia degli stranieri, alle quali aveva sottaciuto, fino al 1997,
di essere madre di due figlie di nome __________ e __________ (art. 3 cpv. 2
LDDS e 8 cpv. 4 ODDS; cfr. pure DTF 115 Ib 98 consid. 3b). Questo modo di agire
suscitava ulteriori dubbi circa l'intensità del legame. Il 3 settembre 1997 la
Sezione degli stranieri ha dunque rifiutato il ricongiungimento famigliare, in
quanto la ricorrente non aveva reso verosimile di aver mantenuto con le figlie
stretti rapporti affettivi a partire dalla sua entrata definitiva in Svizzera.
Tanto più che l'alloggio era insufficiente e mancavano pure concrete garanzie
di mantenimento della prole. Pure la successiva domanda di autorizzazione
d'entrata del 23 luglio 1998 è stata respinta dal dipartimento: non solo perché
verteva su un ricongiungimento famigliare parziale, ma ancora perché non era provata
l'esistenza di un legame stretto ed effettivamente vissuto tra madre e figlia.
Contro queste decisioni, l'insorgente non ha presentato ricorso, accettandole.
Visto quanto precede, il dipartimento non poteva dunque che rifiutare
l'ennesima domanda di raggruppamento famigliare, sottolineando ancora la
mancanza di stretti rapporti affettivi. E' quindi a torto che la ricorrente
critica l'autorità di prime cure, ritenendo che essa abbia violato il principio
della buona fede per aver sistematicamente respinto le sue diverse domande
formulate a favore della sua prole.
4.2. Ora, a prescindere dall'esistenza o
meno di un legame attuale intenso e vivo delle figlie con la madre - invocato
da quest'ultima con il versamento di denaro e con le recenti telefonate,
lettere e visite nel suo Paese d'origine - occorre accertare se sussistono
interessi familiari preponderanti che esigono una modifica delle relazioni
esistenti rispetto alle precedenti richieste di autorizzazione di
ricongiungimento famigliare. La ricorrente adduce che sua madre __________, la
quale si sarebbe occupata di __________ e __________ unitamente a suo figlio __________,
sarebbe malata e bisognosa di assistenza medica e si sarebbe nel frattempo
trasferita a New York ospite di un'altra sorella, Altagracia (doc. 1 e 2). Sua
cognata __________ si sarebbe trasferita in Spagna per lavoro, dove starebbe
per essere raggiunta dal marito __________ unitamente alle loro tre figlie. Si
sarebbe invece sposata e avrebbe dato alla luce un figlio pochi mesi fa una
delle sue due cugine, che si alternavano con la madre dell'insorgente e il di
lei fratello nella cura e l'educazione di __________ e __________. Non
essendoci altre persone in grado di occuparsi della prole, sostiene la
ricorrente, s'imporrebbe pertanto il ricongiungimento famigliare richiesto,
visto che le figlie non avrebbero praticamente nessun contatto con il padre, il
quale si sarebbe sempre disinteressato della loro sorte. __________ invoca tali
circostanze per la prima volta dinnanzi al Tribunale, nonostante ne fosse già
al corrente prima dell'emanazione della decisione del Consiglio di Stato. In questo
modo, la ricorrente non ha rispettato l'onere di offrire tempestivamente le
prove su fatti personali di sua conoscenza, che le autorità elvetiche non
avrebbero potuto raccogliere senza la sua collaborazione, se non con
difficoltà. Difatti, quest'obbligo incombe all'insorgente, indipendentemente
dalla massima ufficiale che regge la procedura (DTF 124 II 365 consid. 2b; 122
II 385 consid. 4c/cc e rinvii). Di fronte ad una situazione famigliare così
complessa, unita alla confusione sul nome di __________ (v. consid. 1.4.),
s'imponeva immediatamente maggiore chiarezza da parte dell'interessata. Ma
tant'è. Una verifica di quanto asserito dalla ricorrente, la quale non indica
nemmeno la data esatta di partenza dei parenti per l'estero, non è comunque
necessaria, in quanto l'attuale situazione famigliare di __________ e
__________ non si è in ogni caso modificata al punto tale da rendere necessario
il soggiorno di queste ultime in Svizzera presso la madre, unico legame che
hanno nel nostro Paese. Da circa otto anni, l'insorgente è infatti assente in
modo definitivo dalla Repubblica Dominicana. Da quando la madre si è separata
da __________ e __________, queste ultime vivono presso lo zio __________, il
quale continua ad occuparsi di loro (doc. F: dichiarazione giurata 5 gennaio
2000 di __________). Del resto, la sua imminente partenza per la Spagna, dove
soggiornerebbe sua moglie per motivi di lavoro, non si è ancora concretizzata
(doc. 5; scritto 10 ottobre 2000 di __________). La ricorrente non fa nemmeno
valere l'impossibilità che possa continuare ad assisterle l'altra sua cugina.
Inoltre, contrariamente a quanto addotto dall'insorgente, il padre naturale di
__________ e __________ non è assente dalla vita delle fanciulle. __________
non ha incontrato difficoltà a raccogliere da __________ le diverse
autorizzazioni di espatrio per le figlie (v. procura speciale 6 marzo 1997,
dichiarazioni 7 luglio 1998 e 28 luglio 1999). Non porta a diversa conclusione
che __________ soffra di disturbi alla tiroide (v. diversi certificati medici
dominicani prodotti dinnanzi al Consiglio di Stato). In primo luogo,
l'insorgente ha invocato gli asseriti problemi di salute della figlia per la
prima volta con la domanda di ricongiungimento famigliare in rassegna,
nonostante ne fosse al corrente sin dal 1996. Inoltre, non risulta che le
condizioni di salute della fanciulla si siano aggravate e che non possa continuare
a essere curata nel suo Paese d'origine come finora (doc. G-P).
4.3. La situazione non è quindi mutata in
maniera tale da giustificare il rilascio dell'autorizzazione richiesta. Che
__________ abbia chiesto il ricongiungimento famigliare con le figlie solo qualche
mese dopo aver ottenuto un permesso di domicilio, adducendo di poter infine
fornire concrete garanzie per mantenere le figlie in Svizzere e offrire loro un
alloggio adeguato, non è dunque di decisivo rilievo. Inoltre __________ e
__________ sono nate e risiedono da sempre nella Repubblica Dominicana. È
dunque in quel paese che hanno i loro legami sociali e culturali più stretti.
Dato che nel loro Paese d'origine sono ancora presenti parenti che continuano
ad occuparsi delle stesse, non appare dunque appropriato inserirle in un ambiente
di cui non conoscono la lingua e in un sistema socioprofessionale totalmente diverso
dal loro. In siffatte circostanze, non si vedono oggettivamente quali possano
essere i fattori che hanno spinto __________ ad avviare una nuova pratica per ricongiungersi
con __________ e __________, se non, verosimilmente, la volontà che queste
ultime beneficiassero di un futuro migliore, segnatamente una formazione ed un
avvenire professionale più favorevoli di quelli ottenibili nella Repubblica
Dominicana.
4.4. Visto quanto precede, si deve
concludere che i presupposti di cui all'art. 17 cpv. 2 LDDS non sono adempiuti
e che il principio della proporzionalità non è stato violato. A torto quindi la
ricorrente rimprovera il dipartimento di aver sistematicamente respinto le
domande di soggiorno in favore delle figlie, ogni volta con diversi pretesti.
Il ricorso, su questo punto, va dunque respinto.
- Occorre
ora esaminare se la decisione impugnata violi l'art. 8 CEDU.
5.1. Giusta l'art. 8 CEDU ogni persona ha
diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo domicilio e
della sua corrispondenza (n. 1). Non può esservi ingerenza della pubblica autorità
nell'esercizio di tale diritto se non in quanto tale ingerenza sia prevista
dalla legge e in quanto costituisca una misura che, in una società democratica,
è necessaria per la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, il benessere
economico del paese, la prevenzione dei reati, la protezione della salute o
della morale, o la protezione dei diritti e delle libertà altrui (n. 2).
5.2. L'art. 8 CEDU tutela, tra l'altro, la
relazione familiare tra genitori e figli. Non assicura tuttavia alla persona
residente in Svizzera un diritto assoluto di far venire nel nostro paese un suo
familiare, segnatamente quando essa stessa ha preso la decisione di vivere
separata da quest'ultimo per venire a risiedere in Svizzera. Tale principio
vale, a maggior ragione, laddove gli interessati dimostrano con il loro comportamento
che il permesso richiesto non è volto in primo luogo a permettere una vita
familiare comune, bensì al raggiungimento di altri obiettivi (DTF 122 II 392 consid.
4b con rinvii; 119 Ib 91 consid. 4a; 118 Ib 153 consid. 2c). Difatti, in
presenza di un'ingerenza nella vita famigliare giustificata ai sensi dell'art.
8 n. 2 CEDU dalla politica restrittiva in materia di stranieri praticata dalla
Svizzera - in particolare dalla salvaguardia del mercato svizzero del lavoro e
dal mantenimento di un rapporto equilibrato tra popolazione svizzera e
straniera - appare legittimo rifiutare un permesso di entrata e di soggiorno
sul nostro territorio al figlio di uno straniero quando la separazione della
famiglia risulta dalla libera scelta o volontà del genitore residente in Svizzera,
non sussistono interessi familiari preponderanti che impongono una modifica
delle relazioni esistenti rispettivamente una modifica si appalesa imperativa,
ed infine che la continuazione delle relazioni familiari non siano ostacolate
dall'autorità (ibidem).
5.3. In concreto, è da escludere che l'art.
8 CEDU imponga il rilascio del controverso permesso od appaia anche solo
violato. In primo luogo, madre e figlie vivono definitivamente separate almeno
dal 1994. Non vi sono inoltre interessi famigliari preponderanti che esigano
una modifica delle relazioni esistenti. In simili circostanze, poiché
l'avversato diniego del permesso trae indiscutibilmente origine dalla politica
restrittiva in materia di stranieri praticata dal nostro paese, esso deve
essere considerato giustificato. Questa soluzione si impone a maggior ragione
se si tiene conto che, come è già stato spiegato dianzi, sussistono più che fondati
motivi per ritenere che la venuta in Svizzera della prole della ricorrente
risponda al soddisfacimento di obiettivi di natura essenzialmente economica. Va
infine rilevato che nulla impedisce a __________ di continuare a mantenere le
relazioni personali come le ha intrattenute con le figlie finora. Non risulta
del resto che la madre abbia incontrato ostacoli di rilievo recandosi nella
Repubblica Dominicana per render loro visita. Da questo punto di vista, la
decisione impugnata è compatibile con l'art. 8 CEDU.
-
Rifiutando
di rilasciare il permesso di dimora alle figlie della ricorrente, le autorità
inferiori non hanno disatteso nessuna normativa internazionale e federale. La
decisione censurata non procede infatti da un esercizio abusivo del potere di
apprezzamento che la legge riserva all'autorità di polizia degli stranieri in
ordine alla valutazione dell'adeguatezza della misura adottata e non appare di
conseguenza insostenibile e in contrasto con la giurisprudenza dell'alta Corte
federale, cui essa è ispirata.
-
Sulla
scorta di quanto precede, il ricorso deve essere respinto.
Tassa e spese di giustizia seguono la
soccombenza (art. 28 PAmm).
Per questi motivi,
visti gli art. 9, 10 e 12 della Convenzione dell'ONU
sui diritti del fanciullo; 8 CEDU; 9 e 29 nCost; 1, 4, 17 cpv. 2 LDDS; 8 ODDS;
100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 61 PAmm;
dichiara
e pronuncia:
-
Il ricorso
è respinto.
-
La tassa e
le spese di giustizia, per complessivi di fr. 800.–, sono poste a carico della
ricorrente.
-
Contro la
presente decisione, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.
-
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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