AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
52.2000.152
Data decisione, Autorità:
06.09.2000, TRAM
Incarto n.
52.2000.00152-155
Lugano
6 settembre
2000
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sui ricorsi
a) 5 giugno 2000 di
b) 8 giugno 2000 di
Comunione ereditaria fu __________
__________ e __________
__________ e __________
(patr. da: avv. __________)
contro
la decisione 23 maggio 2000 del Consiglio di Stato
(n. 2092) che conferma a determinate condizioni la licenza edilizia 25
gennaio 2000 rilasciata dal municipio di __________ a __________ per la
costruzione di una casa d'abitazione bifamigliare in località __________
(part. n. __________ RF);
viste le risposte:
-
15 giugno 2000 del
municipio di __________;
-
21 giugno 2000 del
Consiglio di Stato;
-
30 giugno 2000 di
__________ e __________, comunione ereditaria fu __________, __________,
__________, __________ e __________;
-
4 agosto 2000 del
Dipartimento del territorio;
al ricorso sub a
-
15 giugno 2000 del municipio di __________;
-
19 giugno 2000 di __________;
-
21 giugno 2000 del Consiglio di Stato;
-
4 agosto 2000 del
Dipartimento del territorio;
al ricorso sub b
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. Il 15
giugno 1999 __________ ha chiesto al municipio di __________ il permesso di
costruire una casa d'abitazione bifamigliare in località __________ (part. n.
__________ RF; zona R2). L'accesso all'edificio è previsto attraverso una
strada privata aperta al pubblico, di larghezza variante tra 2 e 3 m, che parte
dalla rotonda situata in prossimità della __________ e sale verso monte sino a
raggiungere il confine S della part. n. __________ RF, passando, nell'ultimo
tratto, sulla condotta principale dell'acquedotto delle __________ di
__________ (part. n. __________ RF).
Alla domanda di sono opposti i vicini qui
ricorrenti, contestandola dal profilo dell'indice di sfruttamento e
dell'adeguatezza dell'accesso.
Raccolto il benestare del Dipartimento del
territorio, il 25 gennaio 2000 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta,
subordinandola al divieto di utilizzare a scopo abitativo l'ampio solaio (98
m²), previsto nel sottotetto.
B. Con giudizio
23 maggio 2000 il Consiglio di Stato ha parzialmente accolto il ricorso
inoltrato dagli opponenti contro la licenza in questione, confermandola ad
ulteriori condizioni, volte ad evitare che il sottotetto fosse utilizzato
abusivamente scopi abitativi (eliminazione di due terrazze, riduzione delle
dimensioni delle aperture previste sulle facciate E ed W ed accesso al vano
attraverso una botola dotata di scala retrattile).
In sostanza, il Consiglio di Stato ha
ritenuto che l'accesso attraverso la strada privata aperta al pubblico fosse
garantito tanto dal profilo fattuale, quanto dal profilo giuridico. Il diritto
di passo con veicoli, concesso - pendente causa - dal comune di __________ sul
tratto di strada che si sovrappone all'acquedotto, avrebbe sanato il difetto lamentato
dagli insorgenti.
C. Contro il
predetto giudizio governativo insorgono davanti al Tribunale cantonale
amministrativo tanto il beneficiario della licenza, quanto i vicini opponenti.
a) __________ sollecita il ripristino
integrale della licenza accordatagli dal municipio, negando che le modifiche
imposte dal Consiglio di Stato siano atte ad assicurare l'inutilizzabilità del
solaio a scopi abitativi. Chiede inoltre che venga ordinato lo spostamento di
una tettoia, che ostacola il passaggio dei veicoli sul fondo del ricorrente
__________, impedendo l'esercizio del diritto di passo per accedere al suo
fondo.
b) Gli opponenti ripropongono e sviluppano
in questa sede le censure sollevate senza successo in prima istanza con riferimento
all'adeguatezza dell'accesso previsto.
A loro avviso, la via __________ sarebbe
eccessivamente stretta e pendente (sino al 18 %). Non permetterebbe l'incrocio
tra veicoli e non sarebbe atta a sopportare il traffico indotto dalle
costruzioni esistenti, rispettivamente da quelle che possono ancora essere
costruite nella zona. L'accesso al fondo dedotto in edificazione, proseguono i
ricorrenti, dovrebbe essere realizzato da N, da via __________ e non da via
__________. Lo esigerebbe il piano viario, che limita la penetrazione della
strada di quartiere all'altezza del fondo dei ricorrenti __________, evitando
di congiungersi a via __________.
D. All'accoglimento
dei ricorsi si oppongono il Consiglio di Stato ed il municipio di __________,
senza formulare particolari osservazioni.
Nelle rispettive osservazioni le parti in
lite si avversano vicendevolmente con argomenti che saranno discussi qui
appresso.
Considerato, in
diritto
- La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. La legittimazione
attiva dei ricorrenti, l'uno beneficiario della licenza, gli altri vicini e già
opponenti, è certa.
Di principio, i ricorsi, tempestivi, sono
dunque ricevibili in ordine.
Improponibile, siccome di competenza del
giudice civile, è unicamente la richiesta del ricorrente __________ di ordinare
lo spostamento della pergola eretta dai ricorrenti __________ sul tracciato
della strada d'accesso al suo fondo.
Avendo il medesimo oggetto, le impugnative
possono essere decise con un unico giudizio sulla base degli atti (art. 18
PAmm), senza assumere ulteriori prove. La situazione dei luoghi emerge
chiaramente dalle planimetrie ed è peraltro nota a questo tribunale.
L'esperimento di un sopralluogo non appare quindi idoneo a procurare la
conoscenza di ulteriori elementi di fatto, rilevanti per il giudizio.
- 2.1.
L'autorizzazione a costruire può essere rilasciata solo se il fondo è
urbanizzato (art. 22 cpv. 2 lett. b LPT). Un fondo è urbanizzato solo se
dispone, fra l’altro, di un accesso sufficiente ai fini della prevista
utilizzazione (art. 19 cpv. 1 LPT).
L'esigenza di un accesso sufficiente si
riallaccia a considerazioni di polizia del traffico, di polizia sanitaria e di
polizia del fuoco. L'accesso deve essere tale da non compromettere la sicurezza
della circolazione stradale e la fluidità del traffico. Deve inoltre garantire
ai mezzi di soccorso la possibilità di accedere liberamente al fondo (RDAT
19934 n. 22; DFGP, Commento alla LPT, ad art. 19 n. 12; Jomini, Commentaire de
la LAT, ad art. 19 N. 18 seg; Zimmerlin, Das Baugesetz des Kt. Aargau, § 156 n.
8b; Scolari, Commentario, IIa ed., ad art. 77 LALPT, n. 569 seg.).
La nozione di accesso sufficiente ai fini
della prevista utilizzazione è di natura indeterminata. Il contenuto precettivo
della norma va individuato caso per caso, tenendo debitamente conto della
situazione locale e delle finalità perseguite da questo requisito
dell'urbanizzazione (RDAT 1990, n. 88). In quest'ambito va considerato che nell'interpretazione
dei concetti giuridici indeterminati, l'autorità decidente dispone di una certa
latitudine di giudizio; latitudine di giudizio che le istanze di ricorso devono
rispettare, limitandosi a censurare quelle interpretazioni che non appaiono
ragionevolmente sostenibili, in quanto sprovviste di ragioni obbiettive,
fondate su considerazioni estranee alla materia o altrimenti lesive dei
principi fondamentali del diritto amministrativo.
2.2. Nell'evenienza concreta, gli insorgenti
contestano l'adeguatezza dell'accesso soprattutto dal profilo fattuale,
negando, in particolare, che una strada lunga 160 m e di larghezza variabile
tra 2 e 3 m risponda alle esigenze minime di sicurezza e di fluidità del
traffico.
Per quanto opinabile possa apparire, la
valutazione operata dal municipio circa la sufficienza dell'opera viaria va
esente da critiche. La conclusione alla quale è pervenuta l'autorità comunale
coincide infatti con le indicazioni del piano del traffico, che per urbanizzare
quel comprensorio considera sufficiente ed adeguata la strada privata
esistente, limitandosi a prevederne l'assunzione da parte del comune come
strada di quartiere di categoria Q 2, senza alcuna modifica del tracciato o del
calibro. Accreditare le tesi dei ricorrenti equivarrebbe pertanto a rimettere
in discussione le scelte pianificatorie adottate a suo tempo senza che nessuno,
pur avendone la possibilità, vi si opponesse. Eventualità, questa, che non può
essere ammessa, non essendo subentrato alcun cambiamento delle circostanze che
avevano indotto il pianificatore comunale ad adottarle (DTF 106 Ia 317; Imboden
Rhinow, Schweizerische Verwaltungs-rechtsprechung, V. ed., N. 143 B II h;
Rhinow Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung; Erg. Bd., ibidem).
Contrariamente a quanto assumono gli
insorgenti, l'incrocio dei veicoli è peraltro possibile in corrispondenza della
curva posta a circa 50 m dall'intersezione con la rotonda. La pendenza della
strada è significativa, ma non è sicuramente tale da pregiudicarne l’agibilità.
Importanti sono anche le possibilità edificatorie non ancora sfruttate della
zona sottostante. Esse non sono tuttavia tali da far apparire inadeguata la
strada di quartiere prevista dal PR mediante semplice assunzione da parte del
comune dell’esistente strada privata. Qualora il futuro sfruttamento dei fondi
non ancora edificati dovesse superare le previsioni del PR, resta peraltro
sempre ancora riservata agli opponenti la possibilità di contestare
l’adeguatezza dell’accesso per rapporto alle opere previste dai futuri
interventi.
A torto ritengono gli opponenti che le
possibilità di accedere al fondo del resistente anche da via __________ ostino
al rilascio della licenza. È ben vero che la strada di quartiere termina in
corrispondenza del fondo dei ricorrenti __________, ma nulla impedisce ai proprietari
dei terreni situati oltre questo limite di allacciarvisi, mantenendo nel
contempo gli sbocchi esistenti su quella via. Il fatto che la strada di quartiere
è a fondo cieco non vieta la realizzazione di ulteriori accessi privati.
L’allacciamento del fondo del resistente alla pubblica via su due fronti fa del
resto apparire ancor più infondate le eccezioni sollevate dai vicini opponenti
in relazione alla sufficienza dell’accesso.
Il loro ricorso va quindi respinto.
- 3.1.
L'art. 37 cpv. 1 LE definisce l'indice di sfruttamento (i.s.) come il rapporto
tra la superficie utile lorda (SUL) e la superficie edificabile degli edifici.
La SUL è la somma della superficie dei piani sopra e sotto terra degli edifici
che è utilizzata o può essere utilizzata per l'abitazione o il lavoro.
I solai sono esplicitamente esclusi dal
computo della SUL, poiché sono considerati inutilizzabili a scopi abitativi.
Decisive ai fini del computo di una
determinata superficie nella SUL non sono tuttavia le indicazioni date dal progetto,
ma le caratteristiche intrinseche del locale e l'oggettiva possibilità di utilizzarlo
a scopi abitativi o lavorativi (Scolari, Commentario, II ed., ad art. 38 LE, n.
1126). Per escludere dal computo della SUL il vano sottotetto di un'abitazione,
non basta quindi chiamarlo solaio. L'indicazione è irrilevante. Decisiva è la
sua configurazione oggettiva e la possibilità di utilizzarlo a fini abitativi.
3.2. Nell'evenienza concreta, il progetto
presentato dal ricorrente __________ prevede di realizzare nel sottotetto
dell'edificio un vano di 98 m², che il progetto definisce "solaio".
Questo locale, alto da m 1.50 a m 3.00, è collegato all'appartamento
sottostante mediante una comoda scala ed è dotato di ampie porte-finestre, che
permettono di uscire sulle terrazze previste sui lati W ed E.
Il municipio l'ha escluso dal computo della
SUL, limitandosi a vietarne l'uso a scopi abitativi. Il Consiglio di Stato ha
ritenuto che l'esclusione dal computo della SUL dovesse essere garantita
mediante accorgimenti costruttivi, atti ad impedire al proprietario di
utilizzarlo abusivamente. Ha quindi imposto, a titolo di condizione della licenza,
l'eliminazione delle terrazze, delle porte-finestre e della scala d'accesso,
lasciando al proprietario la facoltà di sostituire quest'ultime con finestre di
cm 60 x 60, rispettivamente con una botola munita di scala retrattile.
Il ricorrente __________ contesta la
legittimità di queste condizioni.
Orbene, un esame oggettivo del vano
sottotetto, permette di dubitare seriamente della destinazione attribuitagli
dal progetto. Le sue caratteristiche sono tali da permetterne la trasformazione
in locali ad uso abitativo con modifiche di minima entità, quali l'apertura di
alcuni lucernari e l'erezione di alcune pareti divisorie; modifiche che,
considerate indipendentemente dal contesto in cui s'inseriscono, non sono
nemmeno sottoposte a permesso di costruzione.
Gli accorgimenti imposti dal Consiglio di
Stato non possono tuttavia essere senz'altro condivisi.
La soppressione delle terrazze non
costituisce in effetti un provvedimento indispensabile per assicurare
l'inabitabilità del sottotetto. Vero è che terrazze come quelle in esame sono
solitamente connesse a locali abitabili, che sono così resi maggiormente
confortevoli. L'abitabilità di questi locali non è tuttavia data dalle
terrazze, ma dalle loro caratteristiche oggettive, in particolare dalle
rifiniture e dall'illuminazione naturale. La condizione va quindi annullata.
Le porte-finestre che permettono di accedere
a queste terrazze servono a non averne dubbio anche all'illuminazione naturale
del sottotetto. Esse facilitano di conseguenza un'utilizzazione abusiva del
vano. Per prevenire questa eventualità non occorre tuttavia imporne
l'eliminazione. È sufficiente esigere che la parte vetrata non superi le
dimensioni di cm 60x60. Entro questi limiti la relativa condizione imposta dal
Consiglio di Stato va pertanto riformata.
Da annullare, siccome sproporzionata, è pure
la clausola relativa alla soppressione della scala d'accesso al sottotetto e la
sua sostituzione con una botola munita di scala retrattile. È vero che un
simile, drastico provvedimento esclude in pratica qualsiasi utilizzazione
abusiva del vano. Esso ostacola tuttavia l'accesso al solaio in misura
sproporzionata. Trattandosi di una modifica interna, le possibilità del
municipio di controllare che questa misura venga mantenuta, non sono inoltre
maggiori di quelle di cui l'autorità comunale dispone per verificare che il
sottotetto non venga utilizzato abusivamente a scopi abitativi.
Per prevenire una trasformazione abusiva del
vano, questo tribunale ritiene comunque indispensabile imporre al ricorrente di
mantenerlo allo stato grezzo, di applicare l'isolazione termica al pavimento
invece che al tetto, di vietare la posa di corpi o di serpentine riscaldanti e
di escludere già sin d'ora qualsiasi apertura di lucernari o di abbaini nel
tetto.
Entro questi limiti il ricorso di __________
va accolto, riformando di conseguenza la decisione governativa impugnata.
- Da
respingere, siccome infondate, sono infine le contestazioni che i ricorrenti
rivolgono nei confronti della ripartizione delle spese decisa dal Consiglio di
Stato. Ponendo a loro carico due terzi della tassa di giustizia di fr. 600.- ed
il resto al ricorrente __________, il Governo non ha certo abusato del potere
discrezionale riservatogli dall'art. 28 PAmm.
La tassa di giustizia del presente giudizio
è suddivisa fra le parti tenendo conto della preponderante soccombenza dei
vicini opponenti.
Per questi motivi,
visti gli art. 22 LPT, 37 LE, 3, 18, 28, 31, 60, 61,
65 PAmm;
dichiara
e pronuncia:
- Il ricorso
sub a) è parzialmente accolto.
§. Di conseguenza:
1.1. le condizioni a) e c) del dispositivo n.
1.1. della decisione 23 maggio 2000 (n. 2092) del Consiglio di Stato sono
annullate, mentre la condizione b) è riformata nel senso che la parte vetrata
delle porte-finestre sulle facciate E ed W non potrà superare le dimensioni di
cm 60x60.
1.2. la licenza edilizia è confermata
all'ulteriore condizione che il sottotetto sia mantenuto allo stato grezzo, che
l'isolazione termica sia applicata al pavimento invece che al tetto, che non
siano posati corpi riscaldanti o serpentine e che non siano aperti nel tetto
lucernari od abbaini.
-
Il ricorso
sub b) è respinto.
-
La tassa di
giustizia di fr. 1'000.- è a carico dei ricorrenti menzionati sub b) nella misura
di fr. 800.- e del ricorrente menzionato sub a) per la rimanenza.
-
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster