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Numero d'incarto:
52.2000.143
Data decisione, Autorità:
18.07.2000, TRAM
Incarto n.
52.2000.00143
Lugano
18 luglio
2000
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso 24 maggio 2000 di
patr. da: avv. __________
contro
la decisione 3 maggio 2000 del Consiglio di Stato
(n. 1747) che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la
risoluzione 29 febbraio 2000 con cui il Dipartimento delle istituzioni (Sezione
dei permessi e dell'immigrazione) ha accertato che l'attività svolta dallo
stabilimento di sua proprietà a __________ soggiace alla LEsPub quale colonia
di vacanza;
viste le risposte:
-
30 maggio 2000 del
Municipio di __________;
-
30 maggio 2000 del
Dipartimento delle istituzioni, SPI;
-
6 giugno 2000 del
Consiglio di Stato;
-
9 giugno 2000 di
__________;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. Il
patriziato di __________, qui ricorrente, è proprietario di uno stabile ad uso
abitativo, situato a __________ (part. n. __________ RF) in riva al lago. Da
decenni l'edificio è utilizzato dalla __________ come colonia di vacanza per
anziani bisognosi della città di __________, salvo nei mesi di luglio ed
agosto, durante i quali viene locato a turisti e villeggianti.
Il resistente __________ è invece un vicino
di casa, che da anni chiede all'autorità cantonale di assoggettare lo
stabilimento della ricorrente alla LEsPub.
Il 7 gennaio 1998 l'Ufficio permessi e
passaporti (UPP; ora Sezione dei permessi e dell’immigrazione) ha rilasciato
d'ufficio al patriziato un'assicurazione di massima per la concessione di una
patente di pensione. Su ricorso del vicino, al quale si è associato il diretto
interessato, che non aveva chiesto e non intendeva nemmeno sollecitare il
rilascio di una patente d’esercizio pubblico, questo tribunale ha tuttavia
annullato il provvedimento (STA 28.10.98 in re M.). In quel giudizio l'autorità
cantonale è stata fra l'altro invitata a pronunciarsi con decisione formale
circa l'assoggettamento dell'attività della ricorrente all'obbligo del permesso
secondo la LEsPub.
L'11 marzo 1999 l'UPP ha sollecitato il
ricorrente a chiedere una patente per colonia di vacanza. Per chiudere l'annosa
vertenza, quest’ultimo si è dichiarato disposto a presentare una domanda in tal
senso a condizione che il vicino non vi si opponesse. Ravvisando in questa
presa di posizione una domanda di rilascio della patente, l'8 aprile 1999
l'ufficio in questione ha accordato al ricorrente una patente d'esercizio
pubblico per colonia di vacanza. Contro questa decisione il vicino __________ è
insorto davanti al Consiglio di Stato. Il ricorso è tuttora pendente, poiché la
risoluzione governativa 25 agosto 1999, che l'aveva accolto, è stata annullata
per motivi d'ordine da questo tribunale con giudizio 23 febbraio 2000.
B. Dando
seguito all'invito rivoltogli dalla sentenza 28 ottobre 1998 di questo
tribunale, il 29 febbraio 2000 il Dipartimento delle istituzioni (SPI) ha
accertato che lo stabilimento del ricorrente era soggetto all'obbligo della
patente per colonia di vacanze. Con la stessa decisione, l'autorità ha
sollecitato il patriziato a chiederne il rilascio.
A titolo di motivazione, il provvedimento si
limitava a richiamare il giudizio 25 agosto 1999 del Consiglio di Stato, di cui
si è detto sopra.
C. Contro
questa decisione il patriziato di __________ è insorto davanti al Consiglio di
Stato, eccependo la sufficienza dalla motivazione e rilevando che l'art. 2
LEsPub considera esercizi pubblici soltanto gli stabilimenti attivi nel campo
della ristorazione che perseguono fini di lucro: condizione che nel suo caso
non sarebbe soddisfatta.
D. Con giudizio
3 maggio 2000 il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso.
Il Governo ha in sostanza ritenuto che il
rinvio al giudizio 25 agosto 1999 costituisse una motivazione sufficiente. Ha
inoltre escluso che il perseguimento di scopi ideali permettesse al ricorrente
di sottrarsi all'obbligo della patente esplicitamente sancito dall'art. 5
LesPub.
E. Contro il
predetto giudizio governativo il soccombente si aggrava ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, riproponendo in questa sede le censure sollevate
senza successo in prima istanza.
Eccepita nuovamente la carente motivazione
del provvedimento censurato, l'insorgente contesta l'obbligo della patente,
rilevando di svolgere un'attività di tipo assistenziale senza fini di lucro:
elemento, quest'ultimo, che caratterizzerebbe gli esercizi pubblici assoggettati
all'obbligo della patente.
F. All'accoglimento
del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato, la Sezione dei permessi e
dell'immigrazione ed __________, contestando le tesi dell'insorgente con
argomenti di cui si dirà qui appresso.
Considerato, in
diritto
- La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 71 PAmm. La
legittimazione attiva del ricorrente è certa.
Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile
in ordine e può essere evaso sulla base degli atti (art. 18 PAmm).
- 2.1.
Giusta l'art. 26 PAmm ogni decisione deve essere motivata per iscritto. L'estensione
della motivazione va determinata tendendo conto dell'insieme delle circostanze
e degli interessi del destinatario. La motivazione è in linea di massima sufficiente
quando fornisce agli interessati gli elementi indispensabili per esercitare il
diritto di ricorso (Borghi Corti, Compendio di procedura amministrativa
ticinese, ad art. 26 PAmm, n. 1 seg. e rimandi).
2.2. Le eccezioni sollevate dall'insorgente con
riferimento alla motivazione del provvedimento censurato vanno disattese.
La decisione dipartimentale in esame è
infatti conseguente a decisioni del Consiglio di Stato e di questo Tribunale,
nelle quali veniva chiaramente prospettata l'ipotesi che l'attività svolta
dalla ricorrente soggiacesse all'obbligo della patente d'esercizio pubblico in
quanto configurabile come colonia di vacanza.
Il patriziato non poteva quindi ignorare i
motivi che hanno indotto l'autorità cantonale a procedere all'accertamento in
questione. Tanto meno quanto si consideri che aveva diffusamente preso
posizione sull'argomento in sede di risposta al ricorso inoltrato da __________
al Consiglio di Stato contro la patente per colonia di vacanze, rilasciatale
d'ufficio dalla SPI; ricorso, che è sfociato nella risoluzione governativa 25
agosto 1999 richiamata a titolo di motivazione dal provvedimento censurato.
Nelle particolari circostanze del caso in
esame, il semplice richiamo di tale giudizio costituiva senz'altro una
motivazione sufficiente. Da quel giudizio il ricorrente poteva in effetti
dedurre senza difficoltà i motivi che avevano indotto la SPI a ritenere che lo
stabilimento in esame soggiaceva all'obbligo della patente d'esercizio pubblico
secondo la LEsPub.
- 3.1. Giusta
l'art. 2 LEsPub 1994 sono esercizi pubblici gli immobili o parti di essi, dove,
a titolo professionale e a scopo di lucro diretto o indiretto si alloggiano
ospiti (lett. a) e/o si vendono cibi o bevande da consumare sul posto (lett.
b).
Secondo l'art. 5 LesPub, sono soggetti
all'obbligo della patente d'esercizio pubblico: a) gli alberghi (...), b) gli
ostelli della gioventù, c) i ristoranti (...), d) i caffé, i bar (...), e) i
locali notturni (...), f) i circoli (...), g) le case di salute, cura, (...), le
colonie di vacanza, h) le pensioni private (...).
3.2. L'insorgente ammette di gestire una
colonia di vacanza. Contesta tuttavia l'obbligo della patente, obiettando di
non perseguire fini di lucro.
L'obiezione è priva di fondamento.
E' ben vero che l'art. 2 LEsPub definisce
l'esercizio pubblico come un immobile in cui viene svolta, a titolo
professionale e a scopo di lucro diretto o indiretto, una determinata attività
nel campo della ristorazione. E' tuttavia altrettanto vero che l'art. 5 lett g
LEsPub assoggetta esplicitamente le colonie di vacanza all'obbligo della patente,
prescindendo dalla questione a sapere se la loro attività sia finalizzata al conseguimento
di un lucro.
Ora, la decisione impugnata non ha accertato
che lo stabilimento gestito dal ricorrente è un esercizio pubblico ai sensi
dell'art. 2 LEsPub, ma si è limitata a stabilire che, trattandosi di una colonia
di vacanza, ossia di una pensione organizzata da enti pubblici o privati a
favore di dipendenti, allievi, associati, assistiti, aderenti ecc. (cfr. art.
18 RLEsPub), soggiace all'obbligo della patente sancito dall'art. 5 LEsPub.
L'apparente incongruenza di cui l'insorgente
si prevale non è quindi atta ad esimerla dall'obbligo in contestazione.
- 4.1. Il
cittadino è di regola protetto nella fiducia che ripone nelle assicurazioni
dategli dall'autorità amministrativa o in un atteggiamento atto a suscitare
precise aspettative che questa assume nei suoi confronti (Scolari, Diritto
amministrativo, vol. I, N. 178). Il principio della buona fede può tuttavia
essere invocato con successo soltanto se nel frattempo la legge non è stata
modificata (DTF 102 Ia 336). Non vincola l'autorità in caso di modifica della
legge (Rhinow Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung; Erg. Bd., N.
74 b IX g). Per prevalere sul principio di legalità, le assicurazioni date
dall'autorità devono inoltre aver indotto il destinatario a prendere
disposizioni che non può revocare senza subire un pregiudizio.
4.2.In concreto, il ricorrente non può
pretendere di andare esente dall'obbligo in contestazione, richiamandosi alla
decisione 21 luglio 1989, con cui l'autorità cantonale aveva ritenuto che lo
stabilimento in discussione non soggiacesse all'obbligo della patente
d'esercizio pubblico.
Questa determinazione si fondava infatti
sull'abrogata LEsPub 11 ottobre 1967 (BU 68, 113), che non assoggettava le
colonie di vacanza all'obbligo della patente d'esercizio pubblico, ma soltanto
a semplice permesso (art. 3 lett. i LEsPub 1967). Avendo la nuova legge esteso
il regime della patente a tale categoria di stabilimenti, abrogando l'istituto
del permesso, non sono quindi date le premesse per invocare con successo il
principio dell'affidamento.
La decisione in questione non ha d'altro
canto indotto il ricorrente a prendere disposizioni che non possono essere
modificate senza danno. Anche da questo profilo il ricorrente non può quindi
richiamarsi alla decisione del 1989 per sottrarsi all'obbligo in contestazione.
- Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va quindi respinto.
La tassa di giustizia e le ripetibili sono
poste a carico del ricorrente secondo soccombenza (art. 28 e 31 PAmm).
Per questi motivi,
visti gli art. 2, 5, 71 LesPub; 18 RLEsPub; 3, 18, 28,
31, 60, 61 PAmm;
dichiara
e pronuncia:
-
Il ricorso
è respinto.
-
La tassa di
giustizia di fr. 500.- è a carico del ricorrente, che rifonderà fr. 600.- al resistente
a titolo di ripetibili.
-
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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