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Numero d'incarto:
52.1996.261
Data decisione, Autorità:
21.01.1997, TRAM
Incarto n.
52.96.00261
Lugano
21 gennaio 1997
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo
Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo
Crivelli
statuendo
sul ricorso 2 dicembre 1996 della
__________ patrocinato da: avv. __________
contro
la
decisione 13 novembre 1996, no. 5858, del Consiglio di Stato che annulla la
licenza edilizia 19 giugno 1996 rilasciatale dal municipio di __________ per
trasformare in locale notturno il bar situato a pianterreno dello stabile che
sorge sulla part. no. __________ RF di __________;
viste le risposte:
-
11 dicembre 1996 del Consiglio di
Stato;
-
18 dicembre 1996 di __________;
-
19 dicembre 1996 del municipio di
__________;
letti
ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. La ricorrente __________ è
proprietaria del "__________", situato a pianterreno di uno stabile,
che sorge ad __________ lungo via __________ (part. no. __________ RF, zona
R4). Il 6 marzo 1996 la __________ ha chiesto al municipio di permesso di
trasformare l'esercizio pubblico in un locale notturno. Alla domanda si sono
opposti due vicini, fra cui __________, che contestava soprattutto la mancanza
di posteggi e l'adeguatezza dell'accesso veicolare.
B. Raccolto il preavviso
favorevole dell'autorità cantonale, il 19 giugno 1996 il municipio di
__________ ha rilasciato la licenza richiesta, respingendo le opposizioni.
__________ ha impugnato la licenza davanti al Consiglio di
Stato, riproponendo in quella sede le censure sollevate senza successo con
l'opposizione.
C. Con giudizio 13 novembre
1996 il Consiglio di Stato ha accolto l'impugnativa ed ha annullato la licenza.
In sostanza, il Governo ha ritenuto che l'insediamento di un
locale notturno nello stabile in questione non fosse conforme alla funzione
residenziale assegnata alla zona di situazione.
D. Contro il predetto giudizio
governativo la __________ insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
chiedendone l'annullamento e postulando il ripristino della licenza edilizia
rilasciatale dal municipio di __________.
La ricorrente nega anzitutto che la prevista trasformazione
configuri un cambiamento di destinazione. La modifica delle condizioni di
utilizzazione, argomenta, sarebbe irrilevante. L'intervento, soggiunge, sarebbe
d'altro canto conforme alla funzione attribuita alla zona di situazione del
locale; zona che, oltre agli insediamenti residenziali, ammette anche contenuti
commerciali.
Il piano-bar, conclude, sarebbe peraltro un locale notturno
tranquillo, perfettamente compatibile anche con la funzione residenziale della
zona.
E. All'accoglimento del ricorso
si oppone il Consiglio di Stato, che non formula particolari osservazioni.
Ad identica conclusione perviene l'opponente __________, che
contesta partitamente le tesi dell'insorgente, insistendo sulla natura molesta
del locale e riproponendo in questa sede le censure sollevate in prima istanza
con riferimento alla sicurezza dell'accesso ed alla mancanza di posteggi.
Il municipio appoggia invece il ricorso, rilevando in
particolare che il locale è situato nella zona R4 del PR, ove sono ammessi
anche insediamenti commerciali, e non nella zona R3, come erroneamente ritenuto
dal Consiglio di Stato.
F. Con sentenza 2 dicembre 1996
questo Tribunale ha respinto l'impugnativa inoltrata da __________ contro la
decisione 21 febbraio 1996 con cui il Dipartimento delle istituzioni, Ufficio
permessi e passaporti, aveva autorizzato la trasformazione della patente di bar
in patente di locale notturno.
Considerato, in
diritto
-
Il ricorso è ricevibile in
ordine giusta gli art. 21 LE, 43 e 46 PAmm. Il giudizio può essere reso sulla
base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). La situazione dei luoghi e
dell'oggetto della contestazione emerge chiaramente dagli atti ed è sufficientemente
nota a questo Tribunale.
-
Cambiamento di destinazione
La trasformazione di un bar in un locale notturno (piano-bar)
configura indubitabilmente un cambiamento di destinazione soggetto a permesso
di costruzione (cfr. RDAT 1995 I n. 36).
La modifica delle condizioni di utilizzazione è invero atta a
produrre ripercussioni sostanzialmente diverse e localmente percettibili
sull'ordinamento delle utilizzazioni. Non tanto a causa dell'introduzione di
strumenti musicali destinati a caratterizzare l'attività dell'esercizio
pubblico, quanto piuttosto in considerazione del radicale cambiamento degli
orari d'apertura del ritrovo (cfr. art. 37 e 39 LEsPub; bar: tra le 0500
e le 0100; locale notturno: tra le 1900/2100 e le 0200/0400).
Su questo punto, il giudizio governativo impugnato va
senz'altro confermato.
- Conformità di zona
3.1. Il principio della conformità di zona sancito dagli art.
22 cpv. 2 lett. b LPT e 67 cpv. 2 lett. a LALPT dispone che l'autorizzazione a
costruire può essere rilasciata soltanto per edifici od impianti conformi alla
funzione assegnata alla zona di utilizzazione in cui sono previsti. Le
costruzioni non devono soltanto evitare di porsi un contrasto con la
destinazione assegnata alla zona di situazione, ma devono integrarvisi
confacentemente in modo da concorrere al conseguimento degli obbiettivi perseguiti
dall'azzonamento (cfr. RDAT 1994 II N. 56; DFGP/UPT, Commento alla LPT, ad art.
22 N 29).
Le zone residenziali sono essenzialmente riservate agli
insediamenti abitativi ed alle attività complementari a questa funzione. Da
queste zone sono in linea di massima bandite le attività moleste, ovvero gli
insediamenti suscettibili di produrre immissioni incompatibili con le esigenze
dell'abitare.
Le zone commerciali ed artigianali sono invece destinate ad insediamenti
legati allo svolgimento di attività lavorative o produttive, ovvero ad attività
che possono anche risultare inconciliabili con la funzione abitativa.
La suddivisione fra le zone residenziali e quelle commerciali
non è sempre chiara e netta. Numerosi sono infatti i PR che prevedono zone
miste, ossia zone nelle quali sono ammessi insediamenti di natura eterogenea,
chiamati a coesistere all'interno di un determinato comprensorio in base a
criteri definiti in modo più o meno preciso (cfr. Zimmerlin, Baurecht des Kt. Aargau,
II. ed., § 130 - 133 N 7 ed 11). Frequente è l'abbinamento fra gli insediamenti
residenziali e quelli commerciali od artigianali. In questi casi, le NAPR sono
solite specificare la tipologia di quest'ultimi in base a prescrizioni riferite
all'intensità delle immissioni prodotte ("gradi di molestia").
3.2. Contrariamente a quanto assume il Consiglio di Stato,
l'oggetto della contestazione è situato nella zona residenziale intensiva (R4)
di __________ e non nella zona residenziale semi-intensiva (R3).
La zona R4 ammette tanto gli insediamenti residenziali,
quanto gli insediamenti esclusivamente commerciali o amministrativi. Non si
tratta quindi di una zona a vocazione esclusivamente residenziale, come il
marginale dell'art. 45 NAPR potrebbe indurre a ritenere, ma di una zona
mista, destinata sia all'abitazione, sia al commercio ed alle attività del
terziario.
Diversamente da altri piani regolatori, le NAPR di __________
non prevedono una definizione dei diversi gradi di molestia intesa a precisare
le caratteristiche degli insediamenti ammissibili nelle singole zone di
utilizzazione.
In mancanza di prescrizioni vincolanti, volte a definire
ulteriormente la tipologia delle attività commerciali ammissibili sulla base
dell'intensità delle immissioni prodotte, non è quindi dato di escludere dalla
zona in esame gli insediamenti del terziario che ingenerano sull'ambiente
circostante ripercussioni sostanzialmente diverse da quelle derivanti dall'abitare.
Manifestamente a torto reputa il Consiglio di Stato che nella
zona R4 di __________ siano ammesse soltanto attività non moleste. La funzione
commerciale attribuita a questa zona non è subalterna alla funzione
residenziale. L'art. 45 lett. a NAPR le riserva pari dignità e diritti. Non
esclude nè direttamente, nè indirettamente gli insediamenti commerciali molesti
o poco molesti.
Così stando le cose, in assenza di disposizioni intese a limitare
la tipologia degli insediamenti commerciali ammissibili, pare evidente che
un'attività come quella esercitata dal controverso locale notturno non possa
essere considerata contraria alla funzione che la norma succitata assegna alla
zona di utilizzazione in esame.
Dal profilo della conformità di zona, le deduzioni operate
dal municipio in base al diritto autonomo comunale vanno quindi senz'altro condivise.
- Accessi e sicurezza della
circolazione
L'autorità cantonale ed il municipio di __________ hanno ritenuto
che l'attuale accesso all'esercizio pubblico fosse adeguatamente commisurato
anche alle esigenze del controverso locale notturno.
La valutazione espressa dalle precedenti istanze non presta
il fianco a critiche di sorta.
L'accesso esistente, largo 7 - 8 m, permette in effetti ai
veicoli di entrare ed uscire dal fondo senza particolari difficoltà. Via
__________ è una strada larga e rettilinea. E' a senso unico ed è gravata da un
limite di velocità di 50 km/h. La visuale dall'accesso sulla strada principale
è buona. Il traffico, durante la stagione turistica, è abbastanza intenso, ma
il numero limitato di posteggi riservati al locale (3) lascia prevedere un
numero altrettanto limitato di movimenti veicolari.
Ritenendo l'accesso compatibile con le esigenze di sicurezza
della circolazione e di fluidità del traffico, le autorità decidenti non hanno
certamente abusato della latitudine di giudizio che la nozione di accesso
sufficiente riserva loro in ordine all'individuazione del contenuto precettivo
di questo concetto giuridico indeterminato.
Le generiche critiche sollevate in proposito dall'insorgente
sono quindi da respingere.
- Posteggi
5.1. Giusta l'art. 49 NAPR di __________ per nuovi edifici,
ricostruzioni, ampliamenti o cambiamenti sostanziali di destinazione di edifici
esistenti è obbligatoria la formazione di posteggi dimensionati secondo le
norme VSS-SNV.
Da questa norma si evince che non tutti i cambiamenti di destinazione
di edifici esistenti soggiaciono all'obbligo di approntare un adeguato numero
di posteggi. Soltanto i cambiamenti sostanziali, ovvero le trasformazioni che
sovvertono in misura radicale le modalità di utilizzazione della costruzione,
danno luogo a quest'obbligo.
5.2. In concreto, il municipio di __________ ha ritenuto che
la trasformazione del bar in un locale notturno non fosse da considerare alla
stregua di un cambiamento sostanziale di destinazione.
Anche questa valutazione sfugge alla critica dell'insorgente.
Benchè significativa, la modifica degli orari d'esercizio del ritrovo, non
permette in effetti di rimproverare all'autorità comunale di aver abusato della
latitudine di giudizio che la norma le riserva in ordine alla determinazione
dell'importanza del cambiamento di destinazione. Le diverse modalità di
utilizzazione lasciano invero sostanzialmente immutato il genere di attività
commerciale esercitato dal ritrovo.
Anche su questo punto la licenza risulta quindi conforme al diritto.
- Ferme queste premesse, il
ricorso va quindi accolto, annullando la decisione governativa impugnata e
ripristinando la licenza edilizia rilasciata dal municipio di __________
all'insorgente.
La tassa di giustizia e le ripetibili seguono la soccombenza.
Per
questi motivi,
visti
gli art. 22 LPT, 67 LALPT, 45, 49 NAPR di __________, 3, 18, 28, 31, 60, 61, 65
PAmm
dichiara e pronuncia:
- Il ricorso è accolto.
§. Di conseguenza:
1.1. la decisione 13 novembre
1996 del Consiglio di Stato (no. 5858) è annullata;
1.2. è confermata la licenza
edilizia 19 giugno 1996 rilasciata dal municipio di __________ alla __________.
-
Le spese e la tassa di
giustizia di fr. 1'000.-- sono a carico della resistente che rifonderà fr.
1'500.-- alla ricorrente a titolo di ripetibili di entrambe le istanze.
-
Intimazione
a:
Per
il Tribunale cantonale amministrativo
Il
presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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