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Numero d'incarto:
52.1995.83
Data decisione, Autorità:
31.03.1995, TRAM
Incarto n.
52.95.00083
DP 50/95
leo
Lugano
31 marzo 1995
In
nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso del 6
febbraio 1995 di
contro
la decisione 24 gennaio 1995 del Consiglio di Stato (n. 503) che annulla la licenza edilizia 25 ottobre 1994 rilasciata all'insorgente
dal municipio di __________ per la ristrutturazione e l'ampliamento di una
casa d'abitazione situata nel nucleo (part. n. __________ RF);
viste le risposte:
-
22
febbraio 1995 del Consiglio di Stato;
-
23
febbraio 1995 del municipio di __________;
-
24
febbraio 1995 di __________;
-
2 marzo
1995 del Dipartimento del territorio;
letti ed
esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
A. Dopo vicissitudini procedurali che non mette conto di
rievocare, il 18 agosto 1994 __________ ha chiesto al municipio di __________
il permesso di ristrutturare ed ampliare una casa d'abitazione situata nel
nucleo del paese (part. n. __________ RF). L'intervento prevedeva di demolire
un piccolo ripostiglio addossato alla facciata S dell'edificio, sostituendolo
con un'ala di m 4,35 x 3,95 strutturata su due piani e confinante con la part.
n. __________ RF, di proprietà di __________.
Alla domanda si è opposto __________, domiciliato a
__________ e proprietario delle part. n. __________ e __________ RF;
quest'ultima situata a circa 20 m dallo stabile del ricorrente. Secondo
l'opponente, l'ampliamento avrebbe disatteso le prescrizioni dell'art. 36 NAPR,
disciplinanti l'attività edilizia nella zona del nucleo.
B. Raccolto il preavviso favorevole del Dipartimento del
territorio, il 25 ottobre 1994 il municipio di __________ ha rilasciato la licenza
richiesta.
C. Con giudizio 24 gennaio 1995 il Consiglio di Stato ha
annullato il provvedimento, accogliendo l'impugnativa contro di esso inoltrata
da __________.
Il Governo ha in sostanza ritenuto che l'art. 36 NAPR non permettesse
l'ampliamento delle costruzioni esistenti nella zona del nucleo.
D. Contro il predetto giudizio governativo il soccombente
insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone
l'annullamento e postulando il ripristino della licenza rilasciatagli
dall'autorità comunale.
Dopo aver rilevato che l'ampliamento avversato non tocca minimamente
la situazione dell'opponente __________, il ricorrente nega che l'art. 36 NAPR
escluda la possibilità di ampliare le costruzioni esistenti. Se sono ammesse
nuove costruzioni, osserva, devono necessariamente essere ammessi anche gli ampliamenti.
L'obbligo di rispettare gli spazi liberi, conclude, non si tradurrebbe d'altro
canto in un divieto di ridurli.
E. All'accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di
Stato, senza formulare osservazioni.
Ad identica conclusione perviene il resistente __________,
con argomenti che si riallacciano alle tesi svolte dal Consiglio di Stato nel
giudizio impugnato.
Il municipio di __________ postula invece l'accoglimento dell'impugnativa.
F. Delle risultanze del sopralluogo si dirà per quanto
necessario nei seguenti considerandi.
Considerato, in diritto
- La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è
incontestabilmente data dall'art. 21 LE.
La legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività
dell'impugnativa sono pacifiche.
Il ricorso è dunque ricevibile in ordine.
- Il Consiglio di Stato ha ammesso la legittimazione
attiva del qui resistente __________, considerandolo domiciliato a __________.
In realtà, l'opponente __________ non era domiciliato a
__________ quando è insorto davanti al Consiglio di Stato contro la licenza 25
ottobre 1994 rilasciata dal municipio di quel comune al ricorrente __________.
Per sua stessa ammissione, a quel momento, __________ era domiciliato a
__________ (cfr. ricorso 9.11.1994).
Occorre quindi verificare se la legittimazione attiva gli
potesse essere riconosciuta nella sua qualità di proprietario delle part. n.
__________ e __________ RF.
2.1. Per principio, è legittimato a ricorrere soltanto chi
appartiene a quella limitata e qualificata cerchia di persone la cui situazione
risulta collegata con l'oggetto del provvedimento impugnato da un rapporto
sufficientemente stretto ed intenso. Al fine di evitare che il ricorso di
diritto amministrativo si traduca in un actio popularis, il ricorrente deve
inoltre apparire portatore di un interesse giuridico o fattuale, di natura
personale, diretta ed attuale. In altri termini, occorre quindi che la
decisione impugnata tocchi l'insorgente in misura più marcata di quanto non
incida sugli interessi degli altri membri della collettività (giurisprudenza
costante).
2.2. Nel caso in esame, si deve recisamente negare che
fossero dati i presupposti per riconoscere ad __________ la qualità per agire
in giudizio.
Contrariamente a quanto questi assume, la sua situazione di
proprietario di fondi ubicati nel nucleo di __________ non risulta collegata
con l'oggetto del provvedimento impugnato da un rapporto sufficientemente
stretto ed intenso. Il controverso intervento concerne in effetti un sedime
distante oltre 20 m dal confine più vicino dei fondi del resistente (confine S
part. n. __________ RF). In quanto occultato dalla costruzione esistente esso è
inoltre completamente sottratto alla vista da questi fondi. Di conseguenza, ben
si deve riconoscere che non si ripercuote in alcun modo sulla sua situazione
giuridica o fattuale.
A torto l'opponente __________ deduce la legittimazione
attiva dalla notifica dell'avviso di pubblicazione della domanda di costruzione.
L'art. 6 cpv. 3 LE, che nella versione in vigore sino al 15 marzo 1995 imponeva
di notificare tale avviso ai proprietari di fondi situati nel raggio di 30 m
dalla costruzione oggetto della domanda, non creava alcuna presunzione in
favore del riconoscimento della legittimazione attiva di questi vicini. Era una
semplice regola procedura volta a salvaguardare l'esercizio del diritto di
opposizione, che non esimeva comunque gli opponenti dall'obbligo di documentare
la loro legittimazione attiva in base ai criteri sopra illustrati.
Né il resistente appare portatore di un interesse personale,
attuale, diretto e concreto a dolersi del provvedimento censurato per il
pregiudizio effettivo che quest'ultimo gli arrecherebbe. I suoi allegati
dimostrano chiaramente che l'opposizione è dettata dall'intenzione di
salvaguardare interessi generici, di natura paesaggistica, che non si
differenziano per nulla da quelli che sono di pertinenza degli altri membri
della collettività.
Ne discende che la decisione governativa non può essere confermata
già perché riconosce a torto ad __________ la legittimazione attiva ad
impugnare un provvedimento che non lo riguarda direttamente. Già per questo
motivo il ricorso di __________ va quindi accolto, annullando il giudizio
censurato e ripristinando la licenza edilizia rilasciata dal municipio di
__________.
- Abbondanzialmente, si può ancora rilevare che il
giudizio del Consiglio di Stato andrebbe comunque annullato anche nel merito.
Contrariamente a quanto assume il Governo, l'art. 36 cifra 2
NAPR di __________ non esclude infatti gli ampliamenti. Se la norma ammette
nuove costruzioni, non può non ammettere anche l'aumento volumetrico delle
costruzioni esistenti. La sentenza di questo Tribunale citata dal Consiglio di
Stato non giunge ad altra conclusione.
Né l'obbligo di rispettare gli spazi liberi adiacenti sancito
dalla medesima disposizione vieta questo tipo d'intervento. Siffatto obbligo
non può invero essere interpretato alla stregua di un divieto assoluto di
ridurre le dimensioni degli spazi liberi. Una modica riduzione di tali spazi,
qual è quella in discussione (-7 mq, pari a meno del 10 % della superficie del
cortile adiacente), non viola di certo l'obbligo di rispettarli.
Considerato il margine d'apprezzamento che la norma in esame
riserva all'autorità comunale, da questo profilo l'annullamento della licenza
disposto dal Consiglio di Stato, non resiste quindi alla critica.
Né la larghezza della finestra rivolta verso E può giustificare
una simile conclusione; al massimo può giustificare l'adozione di una clausola
volta a ridurla convenientemente.
-
Ferme queste premesse, il ricorso va quindi accolto,
annullando la decisione governativa impugnata e ripristinando la licenza 25 ottobre
1994 rilasciata dal municipio di __________.
-
La tassa di giustizia segue la soccombenza.
Per questi
motivi;
visti gli art. 21 LE, 36 NAPR di
__________; 3, 18, 38, 60, 61, 65 PAmm,
dichiara e
pronuncia:
- Il ricorso è accolto
§. Di conseguenza.
1.1. la decisione 24 gennaio 1995 del Consiglio di Stato (n. 503)
è annullata e riformata nel senso che il ricorso inoltrato da __________ contro
la licenza edilizia 25 ottobre 1994 rilasciata dal municipio di __________ ad
__________ è dichiarato irricevibile;
1.2. la licenza edilizia 25 ottobre 1994 rilasciata dal municipio
di __________ ad __________ per l'edificazione della part. n. __________ RF è
confermata.
-
Le spese e la tassa di giustizia di fr. 1'200.--
(milleduecento) sono a carico del resistente __________.
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale
amministrativo:
Il presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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