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Numero d'incarto:
52.1995.408
Data decisione, Autorità:
28.08.1995, TRAM
Incarto n.
52.95.00408
DP 157/95
leo
Lugano
28 agosto 1995
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo
Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo
Crivelli
statuendo sul ricorso 13 giugno 1995 di
rappr. da: avv. __________
contro
la decisione 23 maggio 1995 del Consiglio di Stato
(n. 2859) che annulla la licenza edilizia 19 gennaio 1995 rilasciata
all'insorgente dal municipio di __________ per la costruzione di uno stabile
abitativo sulla part. n. __________ RFD;
viste le risposte:
-
22 giugno 1995
di __________ e __________;
-
28 giugno 1995
del Consiglio di Stato;
-
4 luglio 1995
del Dipartimento del territorio;
-
4 luglio 1995
del municipio di __________;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. Il
7 ottobre 1994 __________ ha chiesto al municipio di __________ il permesso di
ampliare una casa d'abitazione situata nel nucleo di __________ (part. n.
__________ RFD; zona NV). Il progetto inoltrato prevedeva di occupare interamente
il cortiletto esistente sul lato SE della casa, edificandovi uno stabile
strutturato su tre livelli, contiguo all'edificio che sorge sul fondo
contermine (part. n. __________ RFD).
Alla domanda si sono opposti i
vicini __________ e __________, qui resistenti.
B. Raccolto
il preavviso favorevole dell'autorità cantonale, il 19 gennaio 1995 il municipio
di __________ ha rilasciato la licenza richiesta, respingendo l'opposizione dei
vicini.
C. Con
giudizio 23 maggio 1995 il Consiglio di Stato ha annullato il provvedimento, accogliendo
l'impugnativa contro di esso inoltrata dagli opponenti.
Dopo aver ricordato che nel nucleo
le nuove costruzioni sono ammesse sulle aree libere di contorno "solo se
costituiscono un inserimento organico nell'edificazione esistente", il
Governo ha ritenuto insostenibile la valutazione operata dall'autorità comunale
nel caso concreto.
D. Contro
il predetto giudizio governativo il soccombente insorge davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, postulando il ripristino della licenza annullata.
Il ricorrente rimprovera al
Consiglio di Stato di essersi indebitamente sostituito al municipio
nell'esercizio del potere di apprezzamento che la legge riserva all'autorità
comunale. Ricorda che uno degli opponenti vent'anni orsono ha ottenuto il
permesso per una costruzione del tutto analoga ed evidenzia che il nucleo è
formato da tasselli, con spazi vuoti che vengono chiusi nel corso degli anni.
E. All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato che non formula osservazioni.
Il municipio chiede invece la
conferma della licenza.
Ad opposta conclusione pervengono
infine i vicini resistenti, che contestano partitamente le tesi del ricorrente
con argomenti che verranno ripresi più avanti.
Considerato, in
diritto
- La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva del
ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono incontestabilmente date
(art. 21 LE, 43 e 46 PAmm).
Il ricorso è dunque ricevibile in
ordine.
-
Il
giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18
PAmm). In particolare senza richiamare la licenza edilizia concessa vent'anni
orsono al resistente __________: da quel permesso, accordato prima dell'entrata
in vigore dell'attuale PR, nulla può infatti essere dedotto a favore del
ricorrente. Trattandosi di un singolo caso e non di una prassi non sarebbero comunque
date le premesse per richiamarsi con successo alla parità di trattamento
nell'illegalità.
-
Giusta
l'art. 34 NAPR di __________:
"Nei limiti delle aree definite "nucleo
tradizionale sono comprese:
-
le parti di tessuto urbano che per le
caratteristiche ambientali e per la presenza di parti edilizie risalenti storicamente
ai secoli passati, sono riconoscibili come nuclei abitativi che costituiscono
gli insediamenti originari di __________ e __________;
-
le parti di aree libere di contorno alle parti
edilizie storiche la cui non edificabilità costituisce la garanzia
dell'integrità e dell'omogeneità del contesto ambientale in cui i nuclei
storici sono inseriti.
Sentito il parere dell'Autorità cantonale
competente sono ammessi:
(...)
b) la demolizione e ricostruzione degli edifici
funzionalmente non abitabili e completamente sprovvisti di elementi di valore
storico-artistico o ambientali.
Le nuove volumetrie dovranno rispettare gli
allineamenti storici e le contiguità esistenti lungo le contrade e dovranno ambientarsi,
architettonicamente, all'aspetto tradizionale del nucleo.
Nella composizione delle facciate si dovrà tener
conto del rapporto di pieni e vuoti tipico delle facciate tradizionali.
Le distanze da rispettare sono :
-
da un fondo aperto: in confine o a ml
1,50 per pareti cieche e ml 2,00 per pareti con aperture;
-
verso un edificio senza aperture: in
contiguità o a ml 3,00;
-
verso un edificio con aperture: ml
4,00.
c) nuove costruzioni, nelle aree libere di contorno
alle parti edilizie storiche, solo se esse costituiscono un inserimento organico
dell'edificazione già esistente.
Per le nuove volumetrie valgono le disposizioni
alla lettera b)."
A differenza di altre norme comunali disciplinanti
l'edificazione dei nuclei, l'art. 34 NAPR di __________ sottolinea la sostanziale
inedificabilità delle aree libere di contorno alle parti edilizie storiche;
vincolo, questo, che viene concepito come garanzia dell'integrità e
dell'omogeneità del contesto ambientale in cui i nuclei sono inseriti. Nuove
costruzioni su queste aree sono ammesse solo a titolo eccezionale, ovvero
"solo se costituiscono un inserimento organico dell'edificazione già
esistente" (cfr. art. 34 lett. c NAPR). In linea di massima, queste aree
sono quindi inedificabili.
Il concetto di "inserimento
organico" è di natura indeterminata. Nell'individuazione del suo contenuto
precettivo resta quindi riserta all'autorità comunale una certa latitudine di
giudizio: latitudine di giudizio, che l'autorità di ricorso è tenuta a
rispettare, limitandosi a censurare le interpretazioni manifestamente sprovviste
di ragioni obiettive o fondate su considerazioni estranee alla materia.
Il termine di "inserimento
organico" sottintende comunque un'edificazione volta a colmare uno spazio
rimasto casualmente inedificato, che non appare necessario a garantire quell'alternanza
armonica di costruzioni e di spazi liberi caratteristica del nucleo di
__________. Deve quindi trattarsi di un'opera edilizia che si limiti a completare
le costruzioni esistenti, senza alterare il delicato equilibrio instauratosi
col tempo fra le costruzioni e le aree inedificate.
- In
concreto, lo spazio inedificato che separa la costruzione del ricorrente da
quella che sorge sul fondo vicino (part. n.__________ RFD) è senz'altro da
considerare "un'area libera di contorno alle parti edilizie storiche"
ai sensi dell'art. 34 NAPR. La sua funzione, immediatamente riconoscibile
dall'ubicazione e dalle sue ridotte dimensioni (ca m 6 x 7), è essenzialmente
quella di separare le costruzioni poste ai suoi lati. Si è quindi in presenza
di uno spazio vuoto, costitutivo della struttura stessa del nucleo e non di un
tassello mancante, che dev'essere edificato per equilibrare il rapporto fra gli
ingombri e le aree inedificate. Indubitabilmente si tratta di un'area gravata
dal vincolo di inedificabilità sancito dall'art. 34 cpv. 1 NAPR, sulla quale sono
ammesse nuove costruzioni solo se "costituiscono un inserimento organico
dell'edificazione già esistente": condizione, questa, che in concreto
risulta palesemente insoddisfatta.
Nulla permette infatti di considerare
lo stabile che il ricorrente intende incastonare fra i fabbricati esistenti
alla stregua di una completazione organica del tessuto edilizio circostante. Lo
escludono la funzione dell'area libera che verrebbe edificata e la struttura
delle costruzioni adiacenti, che non richiamano alcuna completazione.
Già per questo motivo,
l'impugnativa va quindi disattesa.
A torto rimprovera il ricorrente
al Consiglio di Stato di aver sostituito il proprio apprezzamento a quello del
municipio. Il Governo si è limitato a correggere un'interpretazione
insostenibile data dall'autorità comunale ai concetti giuridici indeterminati
contenuti nell'art. 34 NAPR: interpretazione, che permettendo l'edificazione di
un'area libera come quella in discussione svuotava di portata pratica il
vincolo di inedificabilità sancito dall'art. 34 cpv. 1 NAPR (cfr. per analogia
DTF 26.10.1994, non pubblicata, in re E., sulla nozione di fondo aperto).
- Così
stando le cose, la decisione governativa impugnata va senz'altro confermata
siccome immune da violazioni del diritto.
La tassa di giustizia e le
ripetibili seguono la soccombenza.
Per questi motivi,
visti gli art. 21 LE; 34 NAPR di __________; 3, 18,
28, 31, 60, 61 PAmm,
dichiara
e pronuncia:
-
Il
ricorso è respinto.
-
La
tassa di giustizia di fr. 800.-- (ottocento) è a carico del ricorrente, che
rifonderà fr. 1'200.-- (milleduecento) ai resistenti.
-
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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