AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
39.2002.10
Data decisione, Autorità:
07.06.2002, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
39.2002.00010-11
rs/sc
Lugano
7 giugno 2002
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
presidente
del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Raffaella
Sartoris
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sui ricorsi del 21 gennaio 2002
di
__________,
2.
__________,
contro
le decisioni del 27 novembre 2001 emanate
da
Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1 Caselle,
in materia di assegni di famiglia
ritenuto, in
fatto
1.1. Con due
decisioni del 27 novembre 2001, con effetto dal 1° settembre 2001, la Cassa
cantonale per gli assegni familiari (in seguito la Cassa) ha respinto la
richiesta di __________, tendente al riconoscimento del diritto ad un assegno
integrativo a favore dei figli __________ (11.10.1998) e __________ (22.12.2000) e ad un assegno di prima
infanzia.
A
motivazione delle proprie decisioni l'amministrazione ha precisato che i
redditi determinanti superano le spese riconosciute.
1.2. L'assicurata,
tramite l'__________, il 10 dicembre 2001 ha inoltrato alla Cassa il seguente
scritto:
"
con la presente chiediamo a nome della signora
citata di volere rivedere la domanda a suo tempo respinta.
In effetti l'adempimento delle norme inerenti la
residenza in Ticino della Signora è adempiuta essendo passati al momento
attuale 3 anni.
Inoltre i premi per la cassa malati sono
aumentati a Fr. 11'043.--.
In effetti il marito ha dovuto passare
all'assicurazione individuale per la perdita di guadagno.
Per questi motivi vi preghiamo di volere rivedere
il calcolo di assegno integrativo." (Doc. _)
Il 19
dicembre 2001 l'amministrazione ha risposto:
"
(…)
Il contributo assicurazione malattia viene
calcolato tenendo in considerazione il premio base obbligatorio (LAMAL) dedotto
l'eventuale sussidio cantonale, mentre tutte le assicurazioni complementari non
sono calcolate.
Per quanto concerne l'assicurazione privata per
perdita di guadagno, vi facciamo osservare che, secondo l'art. 3b cpv. 3 lett.
c LPC (Legge federale sulle prestazioni complementari), applicabile per
analogia al calcolo degli assegni familiari, sono riconosciute unicamente quali
spese i premi versati alle assicurazioni sociali della Confederazione,
eccettuata l'assicurazione malattie. Non possiamo dar seguito favorevole alla
vostra richiesta e vi confermiamo pertanto l'esattezza della nostra decisione
del 27 novembre u.s." (Doc. _)
1.3. Con ricorso
21 gennaio 2002 l'interessata e il marito, __________, hanno impugnato dinanzi
al TCA le decisioni di rifiuto dell'assegno integrativo e di prima infanzia.
Essi si sono così espressi:
"
(…)
riteniamo che non sia stato tenuto in considerazione il fabbisogno
della nostra famiglia, in particolare il premio per l'assicurazione perdita di
salario.
Il fabbisogno calcolato dalla cassa è di Fr. 52'781.-; ogni mese
il premio della perdita di salario è di Fr. 578.- che all'anno incide in Fr.
6'936.- sulla nostra economia. Quindi ci sarebbe uno scoperto di Fr. 5'302.-
che l'IAS non vuole riconoscere.
La Cassa dice, nella lettera al Sindacato del 19 dicembre
"Per quanto riguarda l'assicurazione privata per perdita di guadagno, vi
facciamo osservare che, secondo l'art. 3b cpv. 3 lett c LPC ( Legge federale
sulle prestazioni complementari) applicabile per analogia al calcolo degli
assegni familiari, sono riconosciute unicamente quali spese i premi versati
alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata l'assicurazione
malattie".
Ora noi contestiamo l'applicazione, per analogia, della
Legge sulle prestazioni complementari al nostro caso.
Di fatto può accedere alle prestazioni Complementari solo chi è
beneficiario di una rendita AVS/AI, che sotto questa formula ha un reddito.
Nel nostro caso vista, al momento, l'incapacità lavorativa del
capo famiglia per malattia, vista l'assenza di un datore di lavoro,(licenziato
da una ditta che nel frattempo è fallita), l'unico modo per ottenere un reddito
è pagare in forma privata l'assicurazione perdita di salario.
Per questo preghiamo, l'onorevole Tribunale delle assicurazioni,
di decidere sulla applicazione per analogia della Legge sulle prestazioni
complementari, alla nostra situazione." (Doc. _)
1.4. Con risposta
31 gennaio 2002 la Cassa ha proposto di respingere i gravami con le seguenti
motivazioni:
"
(…)
L'articolo 28 della LAF stabilisce:
" Per
l'accertamento ed il calcolo sono applicabili per analogia le disposizioni
della legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI (cpv. 1). Il
reddito del lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è
considerata quale reddito nella misura di 1/15 (cpv. 2). Il premio per
l'assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia
è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia non sono
prese in considerazione nel calcolo. (cpv. 3.)"
La semplice lettura di questo articolo conferma la legittimità
dell'applicazione per analogia delle disposizioni della legislazione sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI. I capoversi 2 e 3 indicano le sole
differenze di calcolo volute dal legislatore per l'applicazione delle due
leggi.
Nelle decisioni contestate la Cassa ha indicato l'applicazione
dell'art. 3 b della Legge federale sulle prestazioni complementari.
Quest'articolo enumerava esaustivamente le spese riconosciute nell'ambito del
calcolo del fabbisogno totale. L'art. 3 b, cpv. 3, lett. c) stabilisce quanto
segue:
" Per
le persone che vivono a casa e per le persone che vivono in un istituto sono
inoltre riconosciute le spese seguenti:
a) spese per
il conseguimento del reddito fino a concorrenza del reddito lordo dell'attività
lucrativa;
b) spese di
manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a concorrenza del ricavo
lordo dell'immobile;
c) premi
versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata
l'assicurazione militare;
d) importo
forfettario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
L'importo forfettario deve corrispondere al premio medio cantonale per
l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (compresa la copertura
infortuni);
e) pensioni alimentari versate in virtù del diritto di
famiglia."
Da quanto precede è confermata l'impossibilità di tener conto del
premio dovuto per la copertura dell'assicurazione malattia perdita di
guadagno." (Doc. _)
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
2.2. Il ricorso
del 21 gennaio 2002 contro le decisioni emanate dalla Cassa il 27 novembre 2001
è tempestivo.
Infatti
l'amministrazione avrebbe dovuto trasmettere gli atti a questa Corte, dopo aver
ricevuto la richiesta di revisione dei provvedimenti menzionati inoltrata
dall'insorgente, rappresentata dall'___________, il 10 dicembre 2001, ovvero
prima della scadenza del termine di ricorso di 30 giorni (cfr. consid. 1.2.;
doc. _ agli atti dell'amministrazione, cfr. art. 68 LAF).
Di
conseguenza il TCA entra nel merito del ricorso inoltrato dagli assicurati.
Nel
merito
2.3. Oggetto del
contendere è il calcolo effettuato dalla Cassa per stabilire se gli assicurati
possono avvalersi di un assegno integrativo e di un assegno di prima infanzia.
I
ricorrenti chiedono in particolare che venga tenuto conto del premio relativo
all'assicurazione malattia perdita di guadagno
stipulata
privatamente dal marito. Inoltre essi contestano l'applicazione per analogia
della Legge federale concernente le prestazioni complementari all'assicurazione
per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità al loro caso (cfr. consid. 1.3.).
2.4. L'art. 24
LAF stabilisce come segue le condizioni per poter beneficiare dell'assegno
integrativo:
" Il
genitore domiciliato nel Cantone ha diritto all'assegno (integrativo), per il
figlio, se cumulativamente:
a) ha la custodia
del figlio;
b) ha il domicilio
nel Cantone da almeno tre anni;
c) il reddito
disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta dell'eventuale assegno
di base nonché degli eventuali obblighi alimentari, è
inferiore ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI.
Se entrambi i
genitori hanno la custodia del figlio, la madre ha diritto all'assegno.
Non ha diritto
all'assegno il beneficiario di una prestazione complementare all'AVS/AI, se il
figlio è considerato per il calcolo della prestazione."
Secondo
l’art. 28 cpv. 1 a 3 LAF
" Per
l’accertamento ed il calcolo sono applicabili per analogia le disposizioni
della legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
Il reddito del
lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale
reddito nella misura di 1/15.
Il premio per
l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della
famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia
non sono prese in considerazione nel calcolo.”
L’art. 33
del Regolamento LAF (Reg. LAF), adottato dal Consiglio di Stato il 5 febbraio
1997, prevede che
" Nei
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI non è compreso il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le
malattie."
Per la
determinazione dell’importo dell’assegno vengono considerati anche i figli:
a) se non
sono in formazione, fino ai 18 anni;
b) se
sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più tardi fino ai 25
anni (art. 34 LAF).
2.5. L’assegno di
prima infanzia è regolato agli art. 31ss LAF.
L’art. 32
LAF, relativo alle famiglie biparentali, prevede in particolare che
" 1 I genitori domiciliati nel Cantone
hanno diritto all'assegno, per il figlio, se cumulativamente:
a) hanno il
domicilio nel Cantone da almeno tre anni;
b) uno dei
genitori non esercita nessuna attività lucrativa oppure ne esercita
una che non supera il 50% per dedicarsi alla cura del figlio;
c) il reddito
disponibile dei genitori, inclusi gli eventuali assegni di cui il nucleo
familiare beneficia in virtù della legge, è inferiore ai limiti
posti dall'art. 24 cpv. 1 lett. c).
2 Al genitore che
non esercita un'attività lucrativa o ne esercita una solo a tempo parziale,
senza giustificati motivi, è computabile un reddito ipotetico, pari al guadagno
di un'attività a tempo pieno, da lui esigibile.
3 Il reddito
ipotetico minimo è pari al doppio del limite minimo per persona sola secondo la
legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI."
Da quanto
esposto all’art. 32 lett. c LAF, che richiama l’art. 24 cpv. 1 lett. c LAF,
emerge che il calcolo per stabilire il diritto all’assegno di prima infanzia
corrisponde a quello relativo all’assegno integrativo.
L'art. 33
LAF sancisce:
"
1 Il diritto all'assegno sorge il primo giorno del mese in cui sono
soddisfatte le condizioni legali, ma al più presto il primo giorno del mese in
cui nasce il figlio.
2 Il diritto
all'assegno si estingue:
a) alla fine del
mese in cui il genitore inizia un'attività lucrativa con un grado di
occupazione superiore al 50%;
b) quando il
genitore affida il figlio alle cure di una terza persona per più di mezza
giornata sull'arco di un giorno;
c) al più tardi
alla fine del mese in cui il figlio compie i tre anni di età."
Secondo
l’art. 36 cpv. 1 a 3 LAF
" Per
l’accertamento ed il calcolo sono applicabili per analogia le disposizioni
della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
Il reddito del
lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale
reddito nella misura di 1/15.
Il premio per
l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della
famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia
non sono prese in considerazione nel calcolo.”
2.6. L’art. 3b
della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC), a cui rinvia l’art.
24 cpv. 1 lett. c LAF, entrato in vigore con la terza revisione delle PC il 1°
gennaio 1998, prevede che le spese riconosciute si compongono di un importo
destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno, pari, fino al 31
dicembre 2000, al minimo per le persone sole, a fr. 14’860.--, per i coniugi,
almeno 22’290.-- franchi e per gli orfani e per i figli che danno diritto a una
rendita per figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 7’830.--. Per i due primi figli si
prende in considerazione la totalità dell'importo determinante, per due altri
figli due terzi ciascuno (fr. 5'220.--) e per ogni altro figlio un terzo (fr.
2'610.--).
Dal 1°
gennaio 2001 il fabbisogno è di fr. 15'280.--, fr. 22'920.-- rispettivamente
fr. 8'050.-- (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni
complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000).
Viene
inoltre tenuto conto della pigione di un appartamento e delle relative spese
accessorie. In caso di presentazione di un conguaglio per le spese accessorie,
non si può invece tenere conto né di un pagamento di arretrati né di una
richiesta di restituzione (art. 3b cpv. 1 lett. b LPC).
Per quanto
riguarda l'importo computabile a titolo di pigione l'art. 5 cpv. 1 lett. b
cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per
pigione (comprese le spese accessorie) fino a concorrenza di un importo annuo
corrispondente, fino al 31 dicembre 2000, a fr. 13'800.-- per coniugi e le
persone con figli.
Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.
Dal 1°
gennaio 2001 tale importo è pari a fr. 15'000.-- (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento
delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto
esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS
e all'AI del 6 dicembre 2000).
2.7. Poiché le
decisioni impugnate sono state emesse nel 2001 e si riferiscono al medesimo
anno alla presente vertenza si applicano i nuovi limiti adeguati al 1° gennaio
2001. In concreto quindi il fabbisogno vitale della famiglia della ricorrente,
formata dalla madre, dal padre e da due figli, è pari a fr. 39'020.--, come
indicato dalla Cassa.
La
pigione pagata mensilmente dai ricorrenti ammonta a
fr.
800.--. Il canone annuo è pari pertanto a fr. 9'600.--, a cui vanno aggiunti
fr. 840.-- annui a titolo di spese accessorie (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
La somma
complessiva di fr. 10'440.-- è inferiore al massimo riconosciuto di fr.
15'000.-- (cfr. consid. 2.6.), dunque l'amministrazione ha correttamente
computato tale importo.
2.8. Per
stabilire l'ammontare degli assegni vanno pure computate secondo l’art. 3b cpv.
3 LPC le
"
a. spese per il conseguimento del reddito fino a
concorrenza del
reddito lordo dell'attività lucrativa;
b. spese di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a
concorrenza del ricavo lordo dell'immobile;
c. premi versati alle assicurazioni sociali della
Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie;
d. ….
e. pensioni alimentari versate in virtù del
diritto di famiglia (cpv. 3)."
Secondo
l’art. 3c cpv. 1 LPC, inoltre, i redditi di cui si deve tener conto per il
calcolo della PC e quindi dell’assegno integrativo e di prima infanzia
comprendono
" b. il
reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;
c. un quindicesimo
della sostanza netta oppure un decimo per i beneficiari di rendite di
vecchiaia, nella misura in cui superi per persone sole 25 000
franchi, per coniugi 40 000 franchi e per orfani e figli che danno diritto
a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15 000 franchi. Se l'immobile
appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra
persona compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione
ad almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile
eccedente 75 000 franchi é preso in considerazione quale
sostanza;
d. le rendite, le
pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese le rendite
dell'AVS e dell'AI;
e. le prestazioni
derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra convenzione analoga;
f. gli assegni
familiari
g. le entrate e le
parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;
h. le pensioni
alimentari del diritto di famiglia."
Per
quanto riguarda invece il reddito del lavoro non si applicano le disposizioni
della LPC, in quanto la LAF prevede in maniera autonoma la modalità di computo
di questo reddito in particolare il computo globale e non ridotto di questa
entrata (art. 28 cpv. 2 LAF; Messaggio relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’assegno di famiglia del 19 gennaio 1994 p. 51).
2.9. I ricorrenti
sostengono che nel conteggio dell'assegno integrativo e di prima infanzia sia
da computare anche il premio relativo all'assicurazione malattia perdita di
guadagno conclusa privatamente da __________ con l'__________ (cfr.
consid.1.3.).
Preliminarmente
va rilevato che gli insorgenti hanno affermato, a giustificazione della loro
asserzione che i contributi mensili versati all'________ per l'assicurazione
perdita di guadagno devono essere tenuti in considerazione dalla Cassa, che la
Legge federale concernente le prestazioni complementari all'AVS/AI non deve
essere applicata nel loro caso in quanto essi non sono beneficiari né di una
rendita AVS, né di una rendita AI (cfr. consid. 1.3.).
Al
riguardo va segnalato che, come esposto sopra (cfr. consid. 2.4.), è la LAF
medesima che, all'art. 28 cpv. 1 relativo all'assegno integrativo e all'art. 36
cpv. 1 riguardante l'assegno di prima infanzia, sancisce per l'accertamento e
il calcolo dei menzionati assegni l'applicazione per analogia delle
disposizioni della legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI.
Questa
scelta è stata determinata dalla circostanza che per avere diritto all'assegno
integrativo e all'assegno di prima infanzia un assicurato deve tra l'altro
avere un reddito disponibile, comprensivo dell'eventuale assegno di base,
nonché degli eventuali obblighi alimentari, inferiore ai limiti minimi previsti
dalla legislazione sulle prestazioni complementari (cfr. art. 24 cpv. 1 lett. c
e art. 32 cpv. 1 lett. c LAF).
Va del
resto osservato che grazie a questa regolamentazione è la prima volta che un
Cantone prevede nell'ambito degli assegni di famiglia, e meglio con
l'introduzione dell'assegno di prima infanzia, una garanzia di un reddito
minimo commisurato alla composizione del nucleo familiare (cfr. Messaggio
relativo all'introduzione di una nuova legge sugli assegni di famiglia del 19
gennaio 1994, pag. 12). L'assegno integrativo invece è destinato a coprire i
costi aggiuntivi del figlio (cfr. D. Cattaneo, La legge sugli assegni di
famiglia: caratteristiche, sentenze e problemi aperti, in "Il diritto
pubblico ticinese nel terzo millennio", RDAT I-2000, pag. 124-125).
Di
conseguenza correttamente la Cassa ha applicato per analogia le norme della
Legge federale sulle prestazioni complementari per effettuare il conteggio
dell'assegno integrativo e di prima infanzia degli assicurati.
2.10. Come appena
indicato, per stabilire il diritto all'assegno integrativo e all'assegno di
prima infanzia si tiene conto, di principio, delle disposizioni applicabili al
calcolo delle prestazioni complementari, con alcune eccezioni. Il reddito da
attività lavorativa va ad esempio computato per intero, mentre a titolo di
premio per l'assicurazione malattia si computa "il premio per
l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie" (cfr. art. 28
cpv. 3 LAF e 33 RegLAF).
A
quest'ultimo proposito va rilevato che in ambito PC viene invece computato il
cosiddetto premio medio cantonale. Secondo l’art. 3b cpv. 3 lett. d LPC del
medesimo articolo, a titolo di spesa, viene riconosciuto un
"
importo forfettario annuo per l’assicurazione
obbligatoria delle cure medico sanitarie. L’importo forfettario deve
corrispondere al premio medio cantonale per l’assicurazione obbligatoria delle
cure medico sanitarie (compresa la copertura infortuni)."
L'art. 3b
cpv. 3 lett. c LPC infatti prevede il computo dei premi versati alle
assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata l'assicurazione
malattie.
A
proposito della diversa regolamentazione del computo del premio relativo all'assicurazione
malattia in ambito LAF rispetto alla LPC, nel rapporto di maggioranza del Gran
Consiglio (p. 36) si legge:
"
per contro viene precisato che il premio netto -
già dedotto l'eventuale sussidio cantonale - per l'assicurazione contro le
malattie va preso in considerazione per il calcolo, dato che la LPC prevede
che, nel calcolo, il premio per l'assicurazione malattia non è compreso
integralmente. Si tratta di un primo passo per l'armonizzazione di due leggi
sociali: la LCAmal e la presente legge."
Dal
tenore del rapporto risulta quindi chiaramente che il legislatore intendeva
dedurre tutto il premio per l'assicurazione malattia obbligatoria e non solo il
premio medio cantonale.
2.11. La legge va
interpretata sulla base del suo testo letterale (cfr. DTF 123 V 317; DTF 121 V
60; DTF 119 V 429 consid. 5a). Secondo la giurisprudenza si può derogare dal
senso letterale di un testo chiaro, tramite interpretazione, solo se vi sono
ragioni obbiettive, ad esempio deducibili dai lavori preparatori, dallo scopo e
dal senso della disposizione oppure dalla sistematica della legge, le quali
permettono di presumere che il testo di legge non esprime il vero senso della
disposizione in oggetto (cfr. STFA del 6 luglio 1998 nella causa G.; DTF 123 V
317; DTF 123 III 91 consid. 3a; DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a; DTF
122 V 364 consid. 4a; DTF 119 V 429; DTF 119 V 60; DTF 118 Ib 4452; VSI, 1993,
p. 133; Pratique VSI 1933 p. 263; RAMI 1993 p. 132; DTF 117 V 109; DTF 117 V
45; 117 V 5; Imboden/Rhinow/Krähemann, Schweizerische
Verwaltungsrechtsprechung, Band 1, pag. 137 seg., no. 21B IV).
Se il
testo non è assolutamente chiaro oppure se sono possibili più interpretazioni,
conviene ricercare qual è la vera portata della norma, desumendola da tutti gli
elementi che vanno considerati e meglio dai lavori preparatori, dallo scopo
della norma dal suo spirito, così come dai valori sui quali si fonda o ancora
tramite la relazione con le altre norme legali (cfr. DTF 123 V 301; DTF 123 V
318; DTF 119 V 429 cons. 5a.; 118 Ib 191 cons. 5: 117 V 109; Pratique VSI 1993
- 3 cons. 3 e rif. ivi citati; DTF 116 II 415 cons. 5b, 527 cons. 2b e 578 con
- 2b).
2.12. Nel caso in
esame il testo letterale è chiaro.
In base
al suo tenore e pure ad un'interpretazione sistematica delle disposizioni in
esame risulta che la richiesta degli assicurati di computare i premi
dell'assicurazione malattia perdita di guadagno è infondata.
In
effetti l'art. 28 cpv. 3 LAF prevede espressamente che si tenga conto dell'assicurazione
sociale e obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia.
Secondo
l'art. 1 LAMal l'assicurazione sociale malattia comprende sia l'assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie che l'assicurazione d'indennità
giornaliera facoltativa.
Quest'ultima
assicurazione è tuttavia appunto facoltativa non obbligatoria (art. 63ss.
LAMal) e quindi non se ne può tenere conto nel calcolo degli assegni di
famiglia.
Va pure
rilevato che la LAMal non prevede la possibilità di introdurre l'obbligatorietà
di questa assicurazione (cfr. art. 67ss LAMal).
In questo
contesto l'assicurazione per perdita di guadagno, disciplinata, come visto,
anch'essa dalla LAMal (art. 1 LAMal), non può neppure essere considerata
un'"altra assicurazione sociale della Confederazione" (cfr.Werlen,
der Anspruch auf Ergänzungsleistungen und deren Berechnung, Baden 1995, p. 196)
ai sensi dell'art. 3b cpv. 3 LPC, in quanto questa disposizione esclude
espressamente l'assicurazione malattie in generale (cfr. consid. 2.8.).
La
deduzione di un importo forfetario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle
cure medico-sanitarie è regolata invece dall'art. 3b cpv. 3 lett. d. Tale
ammontare forfetario non prende in considerazione comunque né l'assicurazione
d'indennità giornaliere facoltativa, né un'eventuale assicurazione
complementare (cfr. Messaggio del Consiglio federale relativo alla terza
revisione della LPC, FF 1997 I 1996).
L'indennità
per perdita di guadagno in caso di malattia non può nemmeno essere equiparata a
quelle dell'assicurazione infortuni, in quanto l'obbligatorietà di quest'ultima
è prevista nella relativa legge.
Non va infine
dimenticato che l'assegno integrativo LAF è stato creato sul modello della LPC,
che prevede la deduzione di un elenco di spese esaustivo. Inoltre le disposizioni
sono di diritto federale imperativo (cfr. E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur
AHV/IV, Zurigo 1995, pag. 135 ed Ergänzungsband, Zurigo 2000, pag.83). Ciò che
non è compreso in questa lista non può quindi essere considerato.
A tutto
quanto non è possibile far fronte tramite i costi speciali previsti dalla
legge, si deve dunque sopperire tramite l'importo destinato a coprire il
fabbisogno minimo (in particolare: vestiti, vitto, mobilio, telefono e tasse
telefoniche, acqua, luce, ecc.;cfr. E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur
AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Basilea
1998).
Lo stesso deve
valere in ambito LAF, la quale si scosta unicamente per quanto riguarda la
modalità della deduzione del premio per l'assicurazione malattia sociale
obbligatoria, ma non per il principio.
Poiché quindi
ai sensi della LAMal a cui le due leggi fanno chiaro riferimento, l'indennità
giornaliera va considerata facoltativa, anche l'eventuale fatto che la
conclusione di un'assicurazione di questo genere sia resa obbligatoria per il
datore di lavoro da un contratto collettivo di lavoro non ha alcuna rilevanza.
Alla base di questa regolamentazione vi è infatti un contratto di diritto
privato e non una legge di diritto pubblico (cfr. a questo proposito art. 324a
CO).
Se si optasse
per una diversa soluzione e meglio se si deducessero questi premi per il
calcolo dell'assegno per il solo fatto che la conclusione dell'assicurazione è
obbligatoria per il datore di lavoro in base ad un contratto collettivo, si
verrebbe a creare una disuguaglianza di trattamento ai sensi dell'art. 8 Cost.
fed., tra questi assicurati e quelli che devono pagare il premio sulla base di
un'assicurazione conclusa facoltativamente dal datore di lavoro. In base al chiaro
tenore della legge quindi il premio per l'assicurazione per perdita di guadagno
in questione non può essere dedotto per il calcolo dell'assegno.
Sta al
legislatore cantonale di trovare, se lo ritiene opportuno, una adeguata
soluzione al problema della deducibilità di premi versati per l'indennità per
perdita di guadagno in caso di malattia (per un caso analogo cfr. STCA del 30
giugno 2000 nella causa B., pubblicata in RDAT I-2001 pag. 46 segg.).
2.13. Come indicato
al considerando precedente, ai fini del calcolo dell'assegno integrativo e
dell'assegno di prima infanzia è computabile unicamente il premio per
l'assicurazione obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia
e quindi per l'assicurazione sociale secondo la LAMal (cfr. consid. 2.12.; art.
28 cpv. 3 LAF e 33 RegLAF).
Gli
eventuali premi che concernono le prestazioni complementari alla LAMal non
vengono dunque computati (cfr. Rapporto di maggioranza del 23 maggio 1996 p.
36).
Inoltre
va evidenziato che è computabile il premio netto e meglio va tenuto conto di
eventuali sussidi erogati agli interessati. L’art. 28 cpv. 3 LAF precisa
infatti che va tenuto conto del premio per l’assicurazione sociale ed
obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia (cfr. in proposito il
rapporto di maggioranza della commissione della gestione del 23 maggio 1996 p.
36).
Nella
fattispecie il premio di base, senza la deduzione di eventuali sussidi, ammonta
a fr. 6'723.60 annui (fr. 217.70 premio mensile per l'assicurata, fr. 203.80
premio per il marito; fr. 75.-- premio per il figlio __________ e fr. 63.80
premio per il figlio __________; cfr. doc. _).
I sussidi
ammontano a fr. 1'143.60 per l'assicurata, a fr. 1'143.60 per il marito, a fr.
349.80 per ________ e a fr. 765.60.-- per ________.
Il
sussidio di un figlio è più elevato, poiché l'art. 44 LCAMal prevede che le
famiglie sussidiate sono esonerate dal pagamento del premio dell'assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie per il secondo figlio e per quelli
successivi, tuttavia ex art. 48 LCAMal solo fino all'ammontare massimo della
quota media cantonale ponderata per assicurati il cui premio è inferiore a
quello degli adulti, che corrisponde appunto a fr. 780.-- (cfr. art. 1 Decreto
esecutivo concernente le basi di calcolo per l'applicazione dei sussidi
nell'assicurazione sociale malattie per l'anno 2000).
Globalmente
quindi i sussidi sono di fr. 3'402.60.
In simili
condizioni il premio annuo a carico della ricorrente è pari a fr. 3'321.--,
come considerato dalla Cassa.
2.14. Secondo
l'art. 23 cpv. 1 e 2 OPC AVS-AI, applicabile anche all'accertamento e al
calcolo degli assegni di famiglia in virtù del rinvio di cui all'art. 28 cpv. 1
LAF, di regola per il conteggio della prestazione complementare sono
determinanti il reddito ottenuto nel corso dell'anno civile precedente e lo
stato della sostanza al 1° gennaio dell'anno per cui è assegnata la
prestazione. Per gli assicurati di cui la sostanza e il reddito da considerare
ai sensi della legge federale possono essere stabiliti servendosi di una
tassazione fiscale, gli organi esecutivi cantonali sono autorizzati a ritenere,
come periodo di calcolo, quello su cui si basa l'ultima tassazione fiscale, se
nel frattempo non è subentrata nessuna modifica della situazione economica dell'assicurato.
Giusta il
cpv. 3 dell'art. 23 OPC il calcolo della prestazione complementare annua deve
essere effettuato tenendo conto delle rendite, pensioni e altre prestazioni
periodiche correnti (cfr.
art. 3c
cpv. 1 lett. d LPC; consid. 2.8.; Direttive UFAS sulle prestazioni
complementari all'AVS/AI, cifra 7003).
Nell'evenienza
concreta il marito dell'assicurata percepisce dalla __________, dal 1°
settembre 2001, una rendita di invalidità del 15%, pari a fr. 550.-- mensili, a
seguito di un infortunio subito il 19 maggio 1999 (cfr. doc. _ agli atti
dell'amministrazione).
A giusta
ragione dunque la Cassa ha computato nel calcolo dell'assegno integrativo e
dell'assegno di prima infanzia, a titolo di reddito, la rendita corrente
erogata dalla __________ di fr. 6'600.-- annui (fr. 550.-- X 12 mesi).
2.15. A __________
vengono poi versate dalla __________ delle indennità giornaliere per perdita di
guadagno a causa di malattia, in virtù di un contratto concluso privatamente
(cfr. consid. 2.9.).
Anche le
indennità giornaliere dell'assicurazione malattia facoltativa sono delle
rendite che devono essere computate quale reddito ex art. 3c cpv. 1 lett. d LPC
(cfr. consid. 2.8.). Inoltre trattandosi di prestazioni periodiche vanno
considerati gli importi dell'anno in corso ai sensi dell'art. 23 cpv. 3 OPC
(cfr. consid. 2.14).
Le
indennità giornaliere bonificate al ricorrente, le quali devono essere
conteggiate integralmente (cfr. Pratique VSI 1993 pag. 261; Direttive UFAS
sulle prestazioni complementari all'AVS/AI, cifra 2088), ammontano a fr. 131.--
(cfr. doc. _).
Di
conseguenza l'importo considerato dall'amministrazione di fr. 47'815.-- (fr.
131.-- X 365 giorni) è corretto.
2.16. Alla luce di
quanto esposto occorre concludere che il calcolo effettuato
dall'amministrazione è incensurabile e pertanto, essendo il reddito
complessivo, corrispondente a fr. 54'415.--, più elevato rispetto al
fabbisogno, pari a fr. 52'781.--, (cfr. doc. _), i ricorrenti non hanno diritto
a un assegno integrativo e di prima infanzia.
In simili
condizioni il TCA non può che confermare le decisioni impugnate.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- I ricorsi
sono respinti.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Intimazione
alle parti.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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