AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
39.2000.98
Data decisione, Autorità:
10.07.2001, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
39.2000.00098-99
rs/nh
Lugano
10 luglio 2001
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
presidente
del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Raffaella
Sartoris
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sui ricorsi del 14 dicembre 2000
di
__________,
contro
le decisioni del 15 novembre 2000 emanate
da
Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1 Caselle,
in materia di assegni di famiglia
ritenuto, in
fatto
1.1. Con due
decisioni 15 novembre 2000, con effetto dal 1° giugno 2000, la Cassa cantonale
per gli assegni familiari (in seguito la Cassa) ha respinto la richiesta di
__________, tendente all'assegnazione di un assegno integrativo a favore delle
figlie __________ (18 marzo 1992) ed __________ (28 luglio 1997) e di un
assegno di prima infanzia.
A
motivazione delle proprie decisioni l'amministrazione ha precisato che i
redditi determinanti superano le spese riconosciute.
1.2. Con
tempestivo ricorso 14 dicembre 2000 l'interessata ha impugnato le decisioni
della Cassa, chiedendo l'erogazione dei due tipi di assegno. Essa si è così
espressa:
"
(…)
Vi espongo qui di seguito le mie contestazioni:
P.to no 111 " Pigione lorda annua"
Mi è stata calcolata una pigione mensile di Fr.
870.‑‑ (Fr. 800.‑ affitto effettivo e Fr. 70.‑ spese
accessorie). La documentazione allegata alla mia richiesta comprovava invece
che le spese accessorie (riscaldamento, acqua, fognatura) ammontavano a Fr.
180.‑‑ e non Fr. 70.‑‑. E' infatti alquanto impossibile
che una famiglia di 3 persone spenda solamente Fr. 840.-- annui anche solo
considerando le spese di riscaldamento.
P.to no 105 "contributo assicurazione
malattia"
Non è stata calcolata la franchigia annua che ci
permette di mantenere i premi bassi ma che comporta il pagamento senza rimborso
di spese mediche intervenute durante l'anno il cui ammontare non ha raggiunto
la somma totale della franchigia. Per questo tipo di spesa avevo calcolato
nella mia richiesta un ammontare di Fr. 1'000.‑‑ all'anno per tutta
la famiglia.
"spese per il conseguimento del
reddito"
Mi è stata calcolata la spesa per il trasporto
casa‑lavoro ma non la spesa che mensilmente devo sostenere, Fr. 450.‑‑,
per la cura delle mie bambine durante il tempo in cui lavoro. Tengo a precisare
che vivendo sola con 2 bambine mi è d'obbligo sostenere l'economia famigliare
intraprendendo un'attività lavorativa. Senza quest'ultima possibilità mi vedrei
costretta a fare richiesta di assistenza sociale visto che il mio ex‑marito
è in condizioni finanziarie più precarie delle mie.
Vorrei inoltre chiedervi di informarmi riguardo
alle spese che potrebbero intervenire a questo mio ricorso. Non sono infatti in
grado di sostenere delle spese amministrative del vostro lodevole tribunale,
ritengo quindi importante esserne informata prima di qualsiasi vostra presa di
posizione." (Doc. _)
1.3. Con risposta
6 marzo 2001 la Cassa ha proposto di respingere il gravame con le seguenti
motivazioni:
"
(…)
Dalla lettura dei ricorsi emergono
sostanzialmente tre contestazioni che riguardano la determinazione della
pigione lorda annua, dei contributi all'assicurazione malattia e delle spese
per il conseguimento del reddito.
In ordine alle tre contestazioni la Cassa precisa quanto segue:
a) la pigione lorda annua è stata considerata in ragione di fr.
10'440.‑ suddivisibili in fr. 9'600.‑ di affitto netto ai quali
sono stati aggiunti fr. 840.‑ di spese di riscaldamento (= forfait per le
spese di riscaldamento quando il loro pagamento non è previsto dal contratto):
la ricorrente indica spese accessorie per fr. 180.- mensili senza tuttavia
documentarle;
b) i costi di copertura della franchigia annua a carico degli
assicurati secondo la LAMal non rientrano fra le spese riconosciute nell'ambito
della LAF. Sono deducibili per contro i premi dell'assicurazione obbligatoria
contro le malattie, dedotto l'importo dei sussidi: nel caso della signora
__________ è stato tenuto conto dell'importo totale pagato alla __________ senza
alcuna deduzione perché non beneficia di sussidi;
c) a titolo di spese per il conseguimento del reddito la Cassa ha
tenuto conto di fr. 4'620.‑ di spese di trasporto generate dall'uso
dell'automobile per il tragitto domicilio-luogo di lavoro, è stato accertato
che la ricorrente percorre giornalmente 35 Km per recarsi e tornare dal lavoro,
ciò comporta la spesa di fr. 4'620.all'anno (Km 35 x 220 giorni x 0.60
fr./Km). Le spese per la cura dei figli fatturate dall'Associazione
Luganese __________ non sono state riconosciute dal momento che non risultano
deducibili secondo la legge tributaria e secondo le disposizioni vigenti in
materia di prestazioni complementari.
Per concludere si fa notare che anche
nell'ipotesi di un riconoscimento di fr. 180.- mensili di spese accessorie
dell'affitto, il diritto ai due tipi di assegno non è dato.
Da ultimo, e questo è un elemento nuovo scaturito
in sede ricorsuale, si precisa che la ricorrente dal 01.11.2000 (le nostre
decisioni hanno effetto dal 01.06.2000) ha incrementato il suo grado
d'occupazione (dal 50% al 70%) percependo un salario lordo mensile di fr.
4'200.‑ contro i fr. 3'060.‑ delle decisioni contestate. Questa
modifica è tale da rendere impossibile il riconoscimento delle due prestazioni
dopo il 01.11.2000.
Si chiede pertanto a codesto lodevole Tribunale
di voler respingere i ricorsi confermando il rifiuto delle prestazioni dal
01.06.2000 e, a maggior ragione, dal 01.11.2000." (Doc. _)
1.4. Il TCA, in
data 19 aprile 2001, ha posto all'assicurata il seguente quesito con la
preghiera di trasmettere pure la documentazione probatoria:
"- a
quanto ammontano annualmente questi costi, in particolare le spese per l'acqua
potabile, rispettivamente per la fognatura e per le altre eventuali spese a cui
deve far fronte?" (Doc. _)
Con
scritto 30 aprile 2001 l'interessata ha risposto:
"
(…) in allegato vi invio la documentazione
richiesta riguardo alle spese non comprese nella pigione dell'anno 2000:
Azienda acqua Potabile 124.60
Azienda elettrica
- Semestre 429.30
Acconto 2. Semestre 161.25
Saldo 2. Semestre 252.10
Tassa fognatura 69.60
Rifiuti 182.75
Riscaldamento a legna 1'390.--*
Assicurazione RC domestica 237.--
Totale spesa annua 2'777.--
- La casa in cui
vivo è dotata di riscaldamento centrale a legna. Le ricevute allegate
comprovano l'acquisto in data 1.3.2000 e 20.12.2000. Ad inizio settembre 2000
ho acquistato una fornitura per i primi mesi invernali di Fr. 560.‑
purtroppo però non trovo più la ricevuta. Se vi è necessaria ne chiederò una
copia al Signor __________, rivenditore di legna.
Tengo inoltre a sottolineare il mio disappunto
per il fatto che l'Istituto delle assicurazioni sociali non tenga conto della
spesa che mensilmente devo sostenere per la cura delle bambine (presso le
__________, vedi copia pagamenti nell'anno 2000 allegata).
Senza la possibilità di lasciare in custodia le
bambine presso una famiglia diurna non potrei intraprendere un'attività lavorativa
e questo richiederebbe sicuramente una richiesta più alta del sussidio
cantonale.
Con la mia raccomandata del 14 dicembre 2000 vi
chiedevo informazioni riguardo alle spese che potrebbero intervenire al mio
ricorso presso il vostro Lodevole Tribunale. Non avendo ricevuto una
risposta vorrei chiedervi d'informarmi nel caso in cui ci fossero delle spese
amministrative a mio carico." (Doc. _)
1.5. La Cassa, il
15 maggio 2001, ha osservato:
"a) i
costi relativi al consumo dell'elettricità per l'economia domestica della
signora __________ non rientrano nell'ambito delle spese accessorie della
locazione secondo le disposizioni vigenti in materia di prestazioni
complementari;
b) per le fatture dell'acqua potabile (fr. 124.60), per la tassa
uso fognatura (fr. 69.60) e per la tassa raccolta rifiuti (fr. 128.75) non ci
opponiamo al loro computo;
c) per l'acquisto di legna (casa dotata di riscaldamento centrale
a legna) la signora __________ afferma d'aver speso complessivamente fr. 1'390.‑
(documentati fr. 830.‑). La legna acquistata dovrebbe coprire i bisogni
che vanno oltre l'anno (parzialmente l'inverno 1999/2000 e probabilmente tutto
l'inverno 2000/2001) dal momento che la terza fornitura è stata fatta il
20.12.2000; ci sembra pertanto equo tener conto di due forniture all'anno per
complessivi fr. 830.‑;
d) le spese per l'assicurazione dell'economia domestica non sono
riconoscibili (fr. 395.80).
In conclusione il computo delle spese accessorie
potrebbe avvenire nella misura di fr. 1'206.95 (arrotondati a fr. 1'207.‑)
anziché i fr. 840.‑ computati dalla Cassa.
Ne risulterebbe una decisione ancora negativa
circa il diritto all'assegno integrativo." (Doc. _)
1.6. Il doc. _ è
stato sottoposto all'assicurata, alla quale è stata data la possibilità di
esprimersi in merito (cfr. doc. _). Nonostante il sollecito (cfr. doc. _), essa
è tuttavia rimasta silente.
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C.,
I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).
Nel
merito
2.2. Oggetto del
contendere è il calcolo effettuato dalla Cassa per stabilire se __________ può
avvalersi di un assegno integrativo e di un assegno di prima infanzia.
La
ricorrente chiede in particolare che venga tenuto conto delle spese effettive,
e meglio delle spese accessorie (riscaldamento, acqua, fognatura) alla pigione,
della franchigia della cassa malati e della retta versata all'Associazione
__________ per la cura delle proprie bambine nelle ore di lavoro (cfr. consid.
1.2.).
2.3. L'art. 24
LAF stabilisce come segue le condizioni per poter beneficiare dell'assegno
integrativo:
" Il
genitore domiciliato nel Cantone ha diritto all'assegno (integrativo), per il
figlio, se cumulativamente:
a) ha la custodia
del figlio;
b) ha il domicilio
nel Cantone da almeno tre anni;
c) il reddito
disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta dell'eventuale assegno
di base nonché degli eventuali obblighi alimentari, è
inferiore ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI.
Se entrambi i
genitori hanno la custodia del figlio, la madre ha diritto all'assegno.
Non ha diritto
all'assegno il beneficiario di una prestazione complementare all'AVS/AI, se il
figlio è considerato per il calcolo della prestazione."
Secondo
l’art. 28 cpv. 1 a 3 LAF
" Per
l’accertamento ed il calcolo sono applicabili per analogia le disposizioni
della legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
Il reddito del
lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale
reddito nella misura di 1/15.
Il premio per
l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della
famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia
non sono prese in considerazione nel calcolo.”
L’art. 33
del Regolamento LAF (Reg. LAF), adottato dal Consiglio di Stato il 5 febbraio
1997, prevede che
" Nei
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI non è compreso il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le
malattie."
Per la
determinazione dell’importo dell’assegno vengono considerati anche i figli:
a) se non
sono in formazione, fino ai 18 anni;
b) se
sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più tardi fino ai 25
anni (art. 34 LAF).
2.4. L’assegno di
prima infanzia è regolato agli art. 31ss LAF.
L’art. 32
LAF prevede in particolare che
" 1 I genitori domiciliati nel Cantone
hanno diritto all'assegno, per il figlio, se cumulativamente:
a) hanno il
domicilio nel Cantone da almeno tre anni;
b) uno dei
genitori non esercita nessuna attività lucrativa oppure ne esercita
una che non supera il 50% per dedicarsi alla cura del figlio;
c) il reddito
disponibile dei genitori, inclusi gli eventuali assegni di cui il nucleo
familiare beneficia in virtù della legge, è inferiore ai limiti
posti dall'art. 24 cpv. 1 lett. c).
2 Al genitore che
non esercita un'attività lucrativa o ne esercita una solo a tempo parziale,
senza giustificati motivi, è computabile un reddito ipotetico, pari al guadagno
di un'attività a tempo pieno, da lui esigibile.
3 Il reddito
ipotetico minimo è pari al doppio del limite minimo per persona sola secondo la
legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI.
Da quanto
esposto all’art. 32 lett. c LAF, che richiama l’art. 24 cpv. 1 lett. c LAF,
emerge che il calcolo per stabilire il diritto all’assegno di prima infanzia
corrisponde a quello relativo all’assegno integrativo.
L'art. 33
LAF sancisce:
"
1 Il diritto all'assegno sorge il primo giorno del mese in cui sono
soddisfatte le condizioni legali, ma al più presto il primo giorno del mese in
cui nasce il figlio.
2 Il diritto
all'assegno si estingue:
a) alla fine del
mese in cui il genitore inizia un'attività lucrativa con un grado di
occupazione superiore al 50%;
b) quando il
genitore affida il figlio alle cure di una terza persona per più di mezza
giornata sull'arco di un giorno;
c) al più tardi
alla fine del mese in cui il figlio compie i tre anni di età."
Da quanto
esposto all’art. 32 lett. c LAF, che richiama l’art. 24 cpv. 1 lett. c LAF,
emerge che il calcolo per stabilire il diritto all’assegno di prima infanzia
corrisponde a quello relativo all’assegno integrativo.
2.5. L’art. 3b
della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC), a cui rinvia l’art.
24 cpv. 1 lett. c LAF, entrato in vigore con la terza revisione delle PC il 1
gennaio 1998, prevede che le spese riconosciute si compongono di un importo
destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno, pari, fino al 31
dicembre 2000, al minimo per le persone sole, a fr. 14’860.--, per i coniugi,
almeno 22’290.-- franchi e per gli orfani e per i figli che danno diritto a una
rendita per figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 7’830.--. Per i due primi figli si
prende in considerazione la totalità dell'importo determinante, per due altri figli
due terzi ciascuno (fr. 5'220.--) e per ogni altro figlio un terzo (fr.
2'610.--).
Dal 1°
gennaio 2001 il fabbisogno è di fr. 15'280.--, fr. 22'920.-- rispettivamente
fr. 8'050.-- (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni
complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000).
Poiché la
decisione impugnata è stata emessa nel 2000 alla presente vertenza si applicano
i limiti citati validi fino al 31 dicembre 2000. In concreto quindi il
fabbisogno vitale della famiglia della ricorrente, formata dalla madre e dalle
due figlie, è pari a fr. 30'025.--, come indicato dalla Cassa.
Viene
inoltre tenuto conto della pigione di un appartamento e delle relative spese
accessorie. In caso di presentazione di un conguaglio per le spese accessorie,
non si può invece tenere conto né di un pagamento di arretrati né di una
richiesta di restituzione (art. 3b cpv. 1 lett. b LPC).
Per
quanto riguarda l'importo computabile a titolo di pigione l'art. 5 cpv. 1 lett.
b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per
pigione (comprese le spese accessorie) fino a concorrenza di un importo annuo
corrispondente, fino al 31 dicembre 2000, a fr. 13'800.-- per coniugi e le
persone con figli.
Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.
Dal 1°
gennaio 2001 tale importo è pari a fr. 15'000.-- (cfr. Ordinanza 01
sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre
2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni
complementari all'AVS e all'AI del 6 dicembre 2000).
2.6. Per
stabilire l'ammontare degli assegni vanno pure computate secondo l’art. 3b cpv.
3 LPC le
"
a. spese per il conseguimento del reddito fino a
concorrenza del
reddito lordo dell'attività lucrativa;
b. spese di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a
concorrenza del ricavo lordo dell'immobile;
c. premi versati alle assicurazioni sociali della
Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie;
d. ….
e. pensioni alimentari versate in virtù del
diritto di famiglia (cpv. 3)."
A
differenza dell'art. 3b cpv. 3 lett. d LPC, il quale, relativamente al premio
per l'assicurazione malattia, prevede il computo unicamente del premio medio
cantonale, ai fini del conteggio dell'assegno integrativo e dell'assegno di
prima infanzia viene dedotto l'intero premio per l'assicurazione malattia
obbligatoria (cfr. consid. 2.3.).
Secondo
l’art. 3c cpv. 1 LPC, inoltre, i redditi di cui si deve tener conto per il calcolo
della PC e quindi dell’assegno integrativo e di prima infanzia comprendono
" b. il
reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;
c. un quindicesimo
della sostanza netta oppure un decimo per i beneficiari di rendite di
vecchiaia, nella misura in cui superi per persone sole 25 000
franchi, per coniugi 40 000 franchi e per orfani e figli che danno diritto
a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15 000 franchi. Se l'immobile
appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra
persona compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione
ad almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile
eccedente 75 000 franchi é preso in considerazione quale
sostanza;
d. le rendite, le
pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese le rendite
dell'AVS e dell'AI;
e. le prestazioni
derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra convenzione analoga;
f. gli assegni
familiari
g. le entrate e le
parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;
h. le pensioni
alimentari del diritto di famiglia."
Per
quanto riguarda invece il reddito del lavoro non si applicano le disposizioni
della LPC, in quanto la LAF prevede in maniera autonoma la modalità di computo
di questo reddito in particolare il computo globale e non ridotto di questa
entrata (art. 28 cpv. 2 LAF; Messaggio relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’assegno di famiglia del 19 gennaio 1994 p. 51).
2.7. Nell'atto di
ricorso la ricorrente sostiene di dover far fronte annualmente ad alcune spese
non computate dalla Cassa, più precisamente a delle spese accessorie alla
pigione più elevate rispetto a quelle considerate nel calcolo relativo agli
assegni di famiglia, alla franchigia della cassa malati e alla retta versata
all'associazione ___________ per la cura delle sue due figlie nelle ore di
lavoro (cfr. consid. 1.2.).
Nel caso
di specie la Cassa ha tenuto conto, a titolo di pigione, dell'importo di fr.
10'440.--.
Dal
contratto di locazione emerge che la pigione annua è di fr. 9'600.-- e che le
spese accessorie per il riscaldamento, l'acqua potabile, la fognatura,
l'illuminazione dei vani comuni ecc. non sono comprese nella pigione (cfr. doc.
_ agli atti dell'amministrazione).
Secondo
l'art. 16 cpv. 1 e 2 OPC AVS/AI,
"
Oltre alle spese accessorie usuali, un forfait
per le spese di riscaldamento è concesso alle persone che vivono in locazione
in un appartamento da esse stesse riscaldato e non devono pagare al locatore
alcuna spesa di riscaldamento ai sensi dell'articolo 257b capoverso 1 del
Codice delle obbligazioni (CO).
L'ammontare annuo del forfait è uguale alla
metà dell'ammontare di cui all'articolo 16a."
Poiché
l’importo previsto all’art. 16a OPC AVS/AI è di fr. 1’680.--, l'ammontare
deducibile a titolo di spese di riscaldamento è di fr. 840.--.
L'importo
computato dalla Cassa a titolo di pigione annua tiene quindi conto delle spese
forfettarie di riscaldamento, come chiesto dalla ricorrente.
Non può
pertanto essere dato seguito a quanto asserito dall'amministrazione nelle sue
osservazioni del 15 maggio 2001 (cfr. consid. 1.5.), circa il fatto che sembra
equo considerare l'importo di fr. 830.-- a titolo di spese per l'acquisto di
legna.
Infatti è
corretto l'importo di fr. 840.-- contenuto nella decisione impugnata e nella
risposta di causa (cfr. doc. _).
2.8. Pendente
causa questa Corte ha inoltre chiesto all'assicurata di quantificare le spese
per l'allacciamento alla fognatura, per l'acqua potabile e per gli eventuali
costi posti a carico dell'inquilino a titolo di spese accessorie nel contratto
di locazione e, quindi, non comprese nella pigione (cfr. consid. 1.4.).
Per
l'art. 257a cpv. 1 CO
"
le spese accessorie sono la remunerazione dovuta
per le prestazioni fornite dal locatore o da un terzo in relazione all'uso
della cosa.
Per il
capoverso 2 esse sono a carico del conduttore solo se specialmente pattuito.
In virtù
della succitata norma il proprietario può fatturare solo i costi che sono stati
convenuti. In mancanza di una convenzione, essi sono compresi nel canone di
locazione (DTF 121 III 142 e dottrina citata; Lachat, op. cit. p. 222 N 1.5; T.
Oberle, op.cit. p. 33).
Per
l'art. 257b CO
"
nel caso di locali d'abitazione e commerciali le
spese accessorie sono la remunerazione per i costi effettivamente sostenuti dal
locatore per prestazioni connesse con l'uso quali i costi di riscaldamento e di
acqua calda e analoghe spese d'esercizio, come pure i tributi pubblici a carico
della cosa".
Le
disposizioni sono di diritto imperativo (D. Lachat, Le bail a Loyer, Losanna
1997 p. 222; T. Oberle, Nebenkosten, Heizkosten, Zurigo 1995 p. 32)
2.9. In data 30
aprile 2001 l'assicurata ha trasmesso il giustificativo della tassa per l'acqua
potabile, fatturata al proprietario dell'immobile in cui vive la ricorrente,
pari a fr. 124.60 (cfr. doc. _). Questo importo può essere riconosciuto a
titolo di spese accessorie (consid. 2.14 di STCA del 18 aprile 2000 nella causa
G.M cresciuta in giudicato e giurisprudenza citata) e pertanto aggiunto alla
pigione e alle spese di riscaldamento.
L'assicurata
ha pure trasmesso i giustificativi relativi alla tassa per la raccolta dei
rifiuti, indirizzata all'inquilina, pari a fr. 182.75 annui (cfr. doc. _) e
alla tassa per l'uso della fognatura di fr. 69.60 annui (cfr. doc. _), oltre
alla fattura per la fornitura di energia elettrica pari, per l'anno 2000, a fr.
831.40 (cfr. doc. _).
Al riguardo va
rilevato che il TCA ha già stabilito che la tassa per i rifiuti e quella per
l'uso della fognatura vanno considerate quali spese accessorie e quindi
riconosciute (consid. 2.14 di STCA del 18 aprile 2000 nella causa G.M cresciuta
in giudicato e giurisprudenza citata).
Le spese
per la fornitura di energia elettrica, per contro, vanno considerate costi
accessori alla pigione, solo se si riferiscono all'illuminazione dei locali
comuni, al funzionamento della macchina da lavare, dei ventilatori (Oberle, op.
cit. p. 20).
Nel caso
in cui invece derivano dall'utilizzo dell'energia per esclusivo uso proprio
dell'inquilino non vanno considerati tali (i cosiddetti
"Verbraucherkosten", cfr. Oberle, op. cit. p. 19 e dottrina citata).
Costi di questa natura sono per esempio quelli relativi all'allacciamento
telefonico, la tassa per la concessione radiotelevisiva, e appunto i costi per
la fornitura dell'energia elettrica per uso personale dell'inquilino. Essi
vengono di regola fatturati direttamente all'inquilino (Oberle, op. cit. p. 19;
37) e, non essendo costi accessori, vanno posti a carico di quest'ultimo, senza
che sia necessaria una pattuizione secondo l'art. 257a cpv. 2 CO.
Nell'evenienza
concreta le fatture dell'elettricità si riferiscono al consumo di elettricità
per l'abitazione, per cui esse non possono essere computate quali spese
accessorie alla pigione.
Va
segnalato che a tutto quanto non è possibile far fronte tramite i costi
speciali previsti dalla legge, si deve dunque sopperire mediante l'importo
destinato a coprire il fabbisogno minimo (in particolare: vestiti, vitto,
mobilio, telefono e tasse telefoniche, acqua, luce, ecc.; cfr. E. Carigiet,
Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Basilea 1998).
Per cui
nella fattispecie l'assicurata deve sopperire alle spese per l'elettricità,
come ai costi relativi all'assicurazione RC domestica (cfr. consid. 1.4.),
tramite l'ammontare finalizzato a coprire il fabbisogno vitale.
Riassumendo
quindi, a titolo di spese accessorie supplementari a quelle di riscaldamento,
già considerate dalla Cassa nella decisione impugnata, vanno computati fr.
377.-- (fr. 124.60 + fr. 182.75 + fr. 69.60).
Di
conseguenza nel conteggio relativo agli assegni di famiglia, quale pigione
lorda, deve essere considerato l'importo di fr. 10'817.-- (fr. 9'600.-- + fr.
840.-- + fr. 377.--). Tale ammontare è infatti inferiore al massimo computabile
fino al 31 dicembre 2000 di fr. 13'800.-- (cfr. consid. 2.5.).
2.10. Per quanto
riguarda il pagamento della franchigia prevista dall’assicurazione malattia si
rileva che, secondo l’art. 28 cpv. 3 seconda frase LAF,
" Le
spese di cura e di malattia non sono prese in considerazione”.
Poiché la
franchigia ai sensi della LAMal è quella porzione di spese di cura e malattia
che è a carico dell’assicurato (cfr. il rapporto di maggioranza del 23 maggio
1996 p. 36 che ha introdotto la citata disposizione), essa non può venire
considerata ai fini del calcolo dell’assegno integrativo.
2.11. L'assicurata
chiede inoltre che sia dedotta dal reddito da attività dipendente, oltre alle
spese di trasporto, la retta versata dall'assicurata all'Associazione
__________ per la cura delle due bambine mentre essa lavora, a titolo di spesa
per il conseguimento del reddito.
L'art.
11a OPC, al quale la LAF rinvia (cfr. art. 28 cpv. 1 LAF), prevede che:
" il
reddito annuo di un’attività lucrativa è calcolato deducendo dal reddito lordo
le spese per il conseguimento del reddito, debitamente comprovate, e i
contributi dovuti alle assicurazioni sociali obbligatorie prelevati sul
reddito.”
Secondo
la giurisprudenza le spese per il conseguimento del reddito sono costituite dai
costi insorti in relazione con l'esercizio di una professione e che sono
direttamente legate alla realizzazione del reddito lordo o alla sua
conservazione. Le spese che non sono in relazione con il conseguimento di un
reddito o che hanno solo un rapporto indiretto con tale realizzazione non sono
considerate tali (STFA dell'11 dicembre 1997 in re T. I; DTF 111 V 128; DTF 108
V 221 consid. 3b; RCC 1990 p. 127 consid. 3a).
A titolo
di spese per il conseguimento del reddito si possono dedurre le spese
supplementari dovute al fatto di dover consumare i pasti fuori casa (RCC 1980
p. 138 consid. 3b; 1968 p. 113; A. Rumo Jungo, Bundesgesetz über
Ergänzungsleistungen, Serie: Rechtssprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherugsrecht,
Zurigo 1994, p. 52).
Costituiscono
spese per il conseguimento del reddito anche i costi per le trasferte
(“Fahrspesen”; RCC 1980 p. 125, 127, 128 consid. 3c). A questo titolo possono
essere dedotte le spese per l’utilizzo di un mezzo pubblico. I costi di un
autoveicolo entrano in linea di conto se non vi sono mezzi pubblici a
disposizione oppure l’utilizzo non è ammissibile, ad esempio, per la lontananza
della prossima fermata (RCC 1980 p. 125, 127, 128 consid. 3c; A. Rumo Jungo,
op. cit., p. 52 e 53).
Inoltre
possono essere dedotte le spese per gli abiti professionali (cfr. Direttive
sulle prestazioni complementari, n. 2083).
Le spese
per la cura dei figli, per contro, non sono riconosciute quale deduzione dal
reddito. Del resto anche la legislazione fiscale federale e quella cantonale
non prevedono nella loro lista esaustiva di deduzioni tale spesa (cfr. art. 26
LIFD; art. 25 LT).
Pertanto
a giusta ragione l'amministrazione ha computato quale spesa per il
conseguimento del reddito unicamente i costi di trasporto sostenuti
dall'assicurata.
2.12. Per quanto
concerne gli assegni di base, nelle decisioni impugnate è stato computato un
assegno di base annuale intero (cfr. doc. _).
Tuttavia
la ricorrente fino al mese di novembre 2000 ha lavorato presso la _________
(__________) al 50% (cfr. doc. _).
Perlomeno
fino al mese di novembre 2000, quando ha iniziato a lavorare al 70% (cfr. doc.
_), essa ha dunque percepito un assegno di base per ciascuna figlia di un
importo mensile pari alla metà dell'ammontare massimo erogabile, corrispondente
a fr. 183.-- mensili (cfr. art. 16 cpv. 1 LAF), ovvero fr. 91.50.
Infatti giusta l'art. 18
cpv. 1 LAF la persona che esercita solo accessoriamente o parzialmente
un'attività salariata ha diritto ad un assegno calcolato in proporzione alla
durata effettiva delle prestazioni lavorative prestate.
D'altronde
ciò emerge pure dal certificato di salario del datore di lavoro dell'assicurata
(cfr. doc. _).
Di
conseguenza la Cassa a torto ha computato a titolo di assegno di base l'importo
di fr. 4'392.--, corrispondente alla somma annuale di due assegni di base
interi.
L'amministrazione
avrebbe dovuto tenere conto di un ammontare di fr. 2'196.--.
2.13. L'art. 27
cpv. 3 LAF prevede che l'assegno integrativo non è versato se il suo importo
annuo è inferiore all'importo mensile dell'assegno di base per un figlio.
Benché
dunque la censura sollevata dall'assicurata relativa alle spese accessorie alla
pigione sia parzialmente fondata (cfr. consid. 2.9.) e l'ammontare dell'assegno
di base effettivamente percepito dalla ricorrente sia la metà di quello
computato dalla Cassa (cfr. consid. 2.12.), all'assicurata non può essere
versato né un assegno integrativo, né un assegno di prima infanzia.
Infatti
il reddito complessivo determinante ammonterebbe, apportata la modifica
concernente l'importo dell'assegno di base, a fr. 44'221.--, a fronte di un
fabbisogno di fr. 44'270.--.
La
differenza annua tra il reddito e le spese riconosciute corrisponderebbe di conseguenza
a fr. 49.--.
Quest'ultimo
importo è chiaramente inferiore all'ammontare mensile dell'assegno di base per
un figlio pari a fr. 183.-- (cfr. art. 16 LAF).
In simili
condizioni pertanto il TCA non può che confermare le decisioni impugnate.
2.14. Giova
comunque ribadire che l'assegno di prima infanzia è erogato unicamente al
genitore che si occupa della cura del figlio e non esercita nessuna attività
lucrativa oppure ne esercita una in misura non superiore al 50% (cfr. art. 31
lett.b LAF). Inoltre esso garantisce un reddito minimo durante al massimo i
primi tre anni di vita del figlio (cfr. art. 33 cpv. 2 lett. c LAF; consid.
2.4.).
Nella
fattispecie la prima figlia dell'assicurata, __________, è nata il 18 marzo
1992 (cfr. doc. _), per cui avendo più di tre anni, non dà diritto al
percepimento di un assegno di prima infanzia.
Per
contro __________ è nata il 28 luglio 1997 (cfr. doc. _). Essa ha dunque
compiuto i tre anni il 28 luglio 2000, quindi anche se i presupposti economici
fossero stati realizzati (ciò che non è il caso, cfr. consid. 2.13.) avrebbe
avuto diritto all'assegno di prima infanzia solo fino al 31 luglio 2000.
2.15. A titolo
abbondanziale va comunque segnalato che risulta dagli atti che l'assicurata,
come testé esposto, dal 1° novembre 2000, ha aumentato la percentuale di
impiego presso la __________ (__________) dal 50% al 70% (cfr. doc. _). Da
questa data essa percepisce dunque uno stipendio mensile più elevato, e meglio
essa guadagna fr. 4'200.-- lordi, invece dei precedenti fr. 3'000.-- (cfr. doc.
_).
Inoltre
avendo aumentato la percentuale di attività, l'importo dell'assegno di base
percepito è più elevato (cfr. art. 18 cpv. 1 LAF).
Essendo
aumentati complessivamente i redditi determinanti dell'assicurata, essa beneficia,
dal 1° novembre 2000, dopo aver fatto fronte al pagamento delle diverse spese
riconosciute, di un importo disponibile più elevato rispetto ai mesi
precedenti.
Tale
ammontare può essere dunque utilizzato per sostenere parte dei costi non computabili
nel calcolo dell'assegno integrativo.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- I ricorsi
sono respinti.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Intimazione
alle parti.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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