AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
35.2003.6
Data decisione, Autorità:
05.06.2003, TCA
Raccomandata
Incarto n.
35.2003.6
mm/sn
Lugano
5 giugno 2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattore:
Maurizio Macchi, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 15 gennaio 2003
di
rappr. da: __________
contro
la decisione del 14 ottobre 2002 emanata
da
rappr. da: __________
in materia di assicurazione contro gli
infortuni
ritenuto, in
fatto
1.1. In data 5
luglio 2000, __________ - alle dipendenze dell'Impresa di costruzioni
__________ in qualità di muratore e, perciò, assicurato d'obbligo contro gli
infortuni presso l'__________ - ha accusato un contraccolpo alla spalla destra,
mentre stava fissando degli ancoraggi con la trivella.
A seguito
di questo sinistro, egli ha riportato la rottura della cuffia dei rotatori
della spalla destra.
Il caso è
stato assunto dall'__________, il quale ha regolarmente corrisposto le
prestazioni assicurative.
1.2. Alla
chiusura del caso - sentito il parere del proprio medico di circondario (cfr.
doc. _) - l'Istituto assicuratore, con decisione formale del 12 giugno 2002, ha
assegnato a __________ una rendita di invalidità del 26% a far tempo dal 1°
febbraio 2002, siccome, citiamo: "dagli accertamenti medici ed economici
risulta che si può pretendere che il signor __________ svolga un lavoro leggero
per tutto il giorno. Quali attività pensiamo ad esempio all'operaio di
fabbrica, al venditore in un chiosco o al magazziniere, dove potrebbe
realizzare un guadagno annuo medio di fr. 44241. Senza l'infortunio
guadagnerebbe fr. 59423. Ne consegue una perdita lucrativa del 26% per cui, dal
1.2.02, accordiamo una rendita di invalidità in tale misura" (doc. _).
D'altra
parte, all'assicurato è stata riconosciuta un'indennità per menomazione
dell'integrità del 15%.
A seguito
dell'opposizione interposta dal Sindacato __________ per conto dell'assicurato
(cfr. doc. _), l'Istituto assicuratore, in data 14 ottobre 2002, ha
sostanzialmente confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc.
_).
1.3. Con
tempestivo ricorso del 15 gennaio 2003, , sempre patrocinato dall',
ha chiesto che l'__________ venga condannato a versargli una rendita di
invalidità del 50% almeno, nonché un'IMI del 30% (cfr. I, p. 3).
Questi,
in particolare, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno della
propria pretesa ricorsuale:
"
(…)
Nella decisione la __________ afferma che "Dagli
accertamenti medici ed economici risulta che si può pretendere che il signor
__________ svolga un lavoro leggero per tutto il giorno…. dove potrebbe
realizzare un guadagno annuo di fr. 44241" (cfr pag. 2 dec. del
12.06.02).
È evidente che la __________ nella decisione
considera l'assicurato in grado di svolgere senza limitazione alcuna per tutta
la giornata un lavoro leggero. Avvalendosi delle facoltà che la giurisprudenza
concede (cfr. sentenza del 2.7.2001 del Tribunale Federale delle assicurazioni,
__________ contro __________), il reddito statistico di fr. 55639.-- è stato
quantificato in fr. 44241.--.
La diminuzione percentuale pur non raggiungendo
il 25 % appare proporzionata. La decisione precisa chiaramente che
dall'assicurato si può pretendere un lavoro leggero a tempo pieno.
Solo in sede di decisione su opposizione la
__________ afferma di aver tenuto conto nell'esigibilità del lavoro dei dolori
alla spalla destra e delle conseguenti limitazioni dell'attività mentre che
nella decisione si parlava chiaramente di un lavoro leggero e di tutta la
giornata lavorativa.
Orbene, come già sostenuto nella nostra
opposizione, il __________ non è più in grado di svolgere "…lavori né
pesanti né leggeri, data la facile stancabilità dell'arto…" (cfr.
certificato medico 28.08.2002 Dr. __________ agli atti).
Pur non condividendo il parere della __________
circa la validità del certificato medico rilasciato da medici stranieri, le
valutazioni che il Dr. __________ ha sottoscritto non riguardano i redditi che
il signor __________ potrebbe percepire, ma si pronuncia solo sul danno alla
salute e sulle attività che lo stesso potrebbe svolgere.
Il calcolo del guadagno da invalido dovrebbe
dunque partire dal fatto che il __________ non può svolgere, data la facile
stancabilità dell'arto, nella misura completa lavori leggeri. Per questa
ragione non entra in linea di conto nessuna attività in cui il lavoro è svolto
su tutta una giornata per cui il guadagno di fr. 44241.-- (che come visto prima
tiene conto unicamente dei fattori di riduzione così come alla sentenza del
2.7.2001 citata) deve essere ridotto di almeno la metà, essendo pacifico che
nella propria attività di muratore, il __________ non può continuare a lavorare.
Nel caso concreto ci troviamo confrontati con due
risultanze mediche diametralmente opposte (visita chiusura __________ e
certificato Dr. __________) per cui a nostro modo di vedere una perizia neutra
potrebbe dapprima stabilire di quali danni alla salute il paziente soffre ed in
secondo luogo quali limitazioni all'attività lavorativa (leggera) questi danni
comportano. Il __________ si tiene a disposizione per un eventuale esame.
Per quanto riguarda la percentuale di IMI,
siccome la stessa viene determinata in base ai reperti medici, sempre in
riferimento al certificato medico del Dr. __________ il quale attesta gravi
conseguenze dal profilo medico, si chiede che la stessa sia portata al 30 %
almeno data l'importante e permanente menomazione all'integrità fisica"
(I).
1.4. L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III).
1.5. In replica,
l'assicurato ha essenzialmente ribadito la necessità che il TCA abbia ad
ordinare l'allestimento di una perizia medica giudiziaria (cfr. VII).
1.6. In corso di
causa, questa Corte ha invitato l'__________ a rispondere alle seguenti due
domande:
"1. Riguardo alla questione del reddito da invalido, voglia
comunicarci cosa pensa a proposito di quanto il TCA ha affermato, per la prima
volta, nella sentenza del 4 settembre 2000 nella causa R., pubblicata in
RDAT I-2001, p. 250ss. e in SVR 2001 IV nr. 35:
" Al fine
di non discriminare gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in
cui i salari
sono notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, visto che il reddito
da non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati
nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo Tribunale ritiene che
nell'applicazione dei dati statistici occorre utilizzare la tabella che
riflette i salari versati nella nostra regione".
- Perché
i dati salariali regolarmente utilizzati dall'__________ (DPL) sono dati
raccolti a livello cantonale e non nazionale?" (V)
La
risposta dell'Istituto assicuratore convenuto è pervenuta il 17 febbraio 2003
(VI) ed è stata trasmessa all'insorgente (VIII).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale
e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle
assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA
del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella
causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa
H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel
merito
2.2. Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000. Con la stessa sono state
modificate numerose disposizioni nel settore dell'assicurazione contro gli
infortuni. Poiché dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali
non può, per principio, tenere conto di modifiche di legge e di fatto
subentrate successivamente al momento determinante della decisione in lite
(cfr. SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 467 consid. 1; DTF 126 V 166 consid. 4b) e
poiché, inoltre, il Tribunale delle assicurazioni valuta la legalità di una
decisione in base alla situazione di fatto esistente al momento in cui essa è
stata emessa (cfr. SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 121 V 366 consid. 1b; qui: il 14
ottobre 2002), nel presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore
fino al 31 dicembre 2002.
2.3. L’oggetto
della lite é circoscritto all'entità della rendita d'invalidità,
rispettivamente, dell'indennità per menomazione all'integrità, spettanti a
__________.
2.4. Rendita
di invalidità
2.4.1. Definizione
dell'invalidità
L'art. 4
LAI definisce l'invalidità come la diminuzione della capacità di guadagno,
presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Lo stesso
concetto vale negli altri settori delle assicurazioni sociali e nello
stesso senso va letto l'art. 18 cpv. 2 LAINF secondo cui "è considerato
invalido chi è presumibilmente alterato nella sua capacità di guadagno in
modo permanente o per un periodo rilevante".
Due sono
dunque di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:
-
il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)
-
la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico)
Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un
nesso causale adeguato (fattore causale). Nell'assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni dev'esserci per giunta un nesso causale tra il danno
alla salute e l'infortunio.
2.4.2. Commisurazione
dell'invalidità
Giacché
il danno alla salute e la perdita della capacità di guadagno devono essere in relazione
causale, il primo avrà giuridica rilevanza solo nella misura in cui riduca la
seconda.
L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.
Tuttavia,
poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende
da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in
questione.
Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.
Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione,
precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre
analoghe.
Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti,
risp. le precauzioni rese necessarie dal danno alla salute provocano sia nella
professione attuale che nelle altre relativamente confacenti.
La
valutazione della ripercussione di simili inconvenienti sul piano reddituale
spetta invece all'amministrazione e, all'occorrenza, al giudice.
L'invalidità,
evento di natura essenzialmente economica, si misura raffrontando il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido
con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la
residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili
in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (cfr. art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase
LAINF; RAMI 1994 U 187 p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133)
I due
redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve
però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.
La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno.
Il TFA ha
avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto
di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire
pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua residua
capacità lavorativa (STFA del 30 giugno 1994 nella causa P., U 25/94).
La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno
computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al
mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro
particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato
esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare
che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito
corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991
U 130, p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).
Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,
esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la
propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).
I.
Termine: reddito da invalido
La misura
dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in
funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come
l'età, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.
Secondo
la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno
considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria.
Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti
hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla
media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due redditi
da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 U 168 p. 97ss.,
consid. 5a, b).
Nel
valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla
in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato
del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato, nella
situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino
(RAMI 1994 U 187 p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA del 30 giugno 1994
succitata).
Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni è la norma di cui
all'art. 28 cpv. 4 OAINF:
" Se a causa della sua età l'assicurato non riprende più un'attività
lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della capacità di guadagno è
essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, sono determinanti per valutare
il grado d'invalidità i redditi che potrebbe eseguire un assicurato di mezza
età vittima di una danno alla salute della stessa gravità."
II.
Termine: reddito conseguibile senza invalidità:
Nel
determinare il reddito conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto
possibile sulla situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà
l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazione si
sarebbe mantenuta sostanzialmente stabile (STFA del 25 ottobre 2002 nella
causa P., U 283/01, consid. 4.4.). Ci si discosterà da questa proiezione solo
se le premesse per modifiche di qualche rilievo sono già date al momento dell'infortunio
o se particolari circostanze ne rendono il verificarsi altamente probabile
(RAMI 1993 U 168 p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).
Il
grado d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.
2.4.3. In concreto,
in data 2 ottobre 2001, ha avuto luogo la visita medica di chiusura a cura dal
medico di circondario dell'__________, il dottor __________, spec. FMH in
chirurgia ortopedica.
Questo lo
status oggettivamente costatato dal dottor _______ a livello dell'arto
superiore destro:
"
Spalla destra
All'ispezione senza particolarità, cicatrice
calma. Alla palpazione nessun dolore pressorio è evidenziabile.
Funzione
Abduzione/adduzione attiva 80-0-30°
Abduzione/adduzione passiva 100-0-30°
Elevazione/retroversione 110-0-30°
Intra-/extrarotazione
90-0-20°
Dolori terminali all'extrarotazione.
Forza della mano destra 60 pounds, sinistra 120
pounds.
Test di Jobe lievemente positivo. Lift-off-test
appena possibile, Palm-up e Neer negativi.
Funzione del gomito destro completamente nella
norma.
D I A G N O S I
-
Funzione lesa della spalla destra, in stato dopo artroscopia
diagnostica e shaving capsulare anteriore con acromio plastica in bursoscopia
spalla destra il 4.7.2001.
-
Stato dopo reinserzione transossea del sovraspinoso,
acromioplastica anteriore e chiusura intervallo rotatori il 20.2.2001, in stato
dopo rottura completa del muscolo sovraspinoso, parziale dell'infraspinoso e
acromion tipo 3 spalla destra, in stato dopo distorsione il 5.7.2000. (…)"
(doc. _, p. 2)
Il medico
di circondario ha poi discusso la questione riguardante l'esigibilità
lavorativa, in relazione alla quale ha puntualmente descritto gli impedimenti
funzionali dipendenti dai postumi infortunistici residuali:
"
(…)
L'assicurato può molto spesso portare pesi fino a
5 kg all'altezza dei fianchi, spesso portare e sollevare pesi da 5-10 kg
all'altezza dei fianchi, talvolta può sollevare e portare pesi da 10-25 kg fino
all'altezza dei fianchi, ma non può più portare pesi da 25-45 kg fino
all'altezza dei fianchi. Non può più sollevare pesi da 5 kg sopra l'altezza del
petto.
Può ancora molto spesso maneggiare attrezzi di
leggera entità, di rado di media entità, ma non può più di pesante o molto
pesante entità.
Lavori sopra la testa non sono più esigibili. La
rotazione, le posizioni seduta inclinata in avanti e in piedi inclinata in
avanti sono esigibili molto spesso. Anche lavori in ginocchio o con la
flessione delle ginocchia, sono molto spesso fattibili. La posizione seduta di
lunga durata o in piedi non è ridotta. Può camminare senza problemi anche per
lunghi tragitti.
Non ha problemi per camminare su terreno
accidentato. La salita delle scale è esigibile molto spesso, ma salire su scale
a pioli è esigibile di rado. (…)"
(doc. _, p. 3)
Sulla
base delle risultanze della visita medica di chiusura, l'assicuratore LAINF
convenuto ha concluso che l'originaria attività di muratore non appariva più
ragionevolmente esigibile (doc. _, p. 3).
L'__________
ha, quindi, stabilito il grado di invalidità facendo riferimento al mercato
generale del lavoro, in applicazione del metodo ordinario del raffronto dei
redditi. Seguendo le indicazioni fornite dal proprio medico di circondario,
l'Istituto assicuratore ha ritenuto che __________ possa ancora svolgere, a
tempo pieno e con un completo rendimento, un lavoro più leggero dal profilo
dell'impegno fisico, quali il trafilatore presso la __________, il venditore
presso il Garage __________, l'operatore su robot presso la __________, il
magazziniere presso la __________ e, infine, l'operaio addetto al caricamento
dei cestelli presso la __________ (cfr. doc. _).
Con il
proprio gravame, l'assicurato contesta di presentare una capacità lavorativa
integra in attività leggere, facendo sostanzialmente riferimento alla
certificazione 28 agosto 2002 del suo medico curante, dott. __________,
specialista in odontoiatria e protesi dentaria a Malesco, a mente del quale
__________ non sarebbe "… in grado di fare lavori pesanti, né leggeri,
data la facile stancabilità dell'arto" (cfr. certificato del 28.8.2002
accluso al doc. _ - la sottolineatura è del redattore).
A seguito
dell'opposizione interposta dall'assicurato, l'Istituto assicuratore ha
risottoposto l'intero incarto al dottor __________, il quale ha, in data 4
ottobre 2002, ribadito la propria valutazione dell'esigibilità lavorativa (cfr.
doc. _).
Tutto ben
considerato, questo TCA ritiene che l'opinione del dottor __________ possa
validamente costituire da supporto probatorio per il presente giudizio, senza
che si riveli necessario compiere degli ulteriori atti istruttori (perizia
medica giudiziaria).
Al
proposito, va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione
anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STFA
dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella
causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA
del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella
causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986 p.
202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio
1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre
1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274;
U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p.
212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes,
2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
La
certificazione, datata 28 agosto 2002, del dott. __________ non é atta a
scalfire il valore probante dell'apprezzamento espresso dal medico di
circondario dell'__________.
In primo
luogo, il medico curante ha sì affermato che il suo paziente non sarebbe in
grado di svolgere neppure un'attività leggera, tuttavia egli ha completamente
omesso di motivare la propria opinione.
In
secondo luogo, il dott. __________ - contrariamente al dott. __________ - non
può certo essere considerato qualificato per pronunciarsi, in concreto, sulla
questione dell'esigibilità lavorativa, essendo egli uno specialista in
odontoiatria e protesi dentaria.
Infine,
va ricordato che, secondo la nostra Massima Istanza, le certificazioni del
medico curante - anche se specialista (cfr. STFA del 7 dicembre 2001 nella
causa M, U 202/01, consid. 2b/bb) - hanno un valore di prova ridotto, ciò in
ragione del rapporto di fiducia che lo lega al suo paziente (cfr. SVR 2002 IV 21, p. 64 consid. 4c; RAMI 2001
U 422, p. 113ss. (= AJP 1/2002, p. 83); DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; DTF 124 I
175 consid. 4; DTF 122 V 161; RCC 1988 p. 504; R. Spira, La preuve en droit des
assurances sociales, in Mélanges en l'honneur de Henri-Robert Schüpbach,
Basilea 2000, p. 269s.).
D'altronde,
gli impedimenti funzionali descritti dal dott. __________ in occasione della
visita medica di chiusura, sono quelli che si riscontrano, normalmente, in
assicurati che hanno lamentato una rottura della cuffia dei rotatori: in
sostanza, si tratta dell'impossibilità di sollevare, rispettivamente,
trasportare pesi anche solo relativamente importanti nonché d'ingaggiare l'arto
superiore interessato in mansioni da eseguire al di sopra dell'orizzontale
(cfr., fra le tante, STCA del 23 novembre 1998 nella causa O., 35.1998.63 e
STCA del 29 luglio 1999 nella causa C., 35.1998.117, tutelata dal TFA con
pronunzia del 3 gennaio 2000, U 296/99).
D'altro
canto, a mente dello scrivente Tribunale, bisogna ritenere che le opportunità
di reperire un'attività che sia conciliabile con i disturbi accusati dall'assicurato
nonché con le sue condizioni personali, non devono essere considerate
irrealistiche o eccezionali ai sensi della giurisprudenza federale (cfr. RCC
1991, p. 332 consid. 3c).
Certo,
non possono essere ignorati gli sforzi e gli inconvenienti che la messa a
profitto della residua capacità lavorativa comporterà per __________. Ciò
nondimeno, essi non appaiono sproporzionati né inesigibili, ricordato ancora
che secondo il già citato principio generale del diritto delle assicurazioni
sociali, l'assicurato ha l'obbligo di intraprendere tutto quanto può da lui
essere ragionevolmente preteso per ovviare nel miglior modo possibile alle
conseguenze delle sue affezioni invalidanti (DTF 113 V 28 consid. 4a e
riferimenti ivi citati; cfr., pure, STFA del 10 settembre 1998 nella causa S.
inedita e DTF 123 V 96 consid. 4c).
Se, malgrado tale impegno, un'occupazione
confacente non è reperibile in concreto, questo è dovuto alla congiuntura del
momento, per la quale, considerata la nozione di mercato equilibrato del
lavoro, l'assicurazione contro gli infortuni non è tenuta a rispondere (DTF 110
V 276 consid. 4c; RCC 1991 p. 332 consid. 3b; P. Omlin, Die Invalidität in der
obligatorischen Unfallversicherung, Tesi Friborgo 1995, p. 83).
Del
resto, in una sentenza inedita del 12 novembre 1996 nella causa F.,U 69/86, il
TFA ha, ad esempio, ritenuto realistica la possibilità di mettere a frutto la
restante capacità lavorativa in attività cosiddette sostitutive, trattandosi di
un assicurato cinquantacinquenne che - a causa dei postumi infortunistici
interessanti, in particolare, la spalla destra - era impedito nel sollevare
pesi superiori ai 10 kg lungo tutto l'asse corporeo. La mobilità era ridotta di
2/3, certi movimenti non erano più possibili, come ad esempio, il sollevamento
del braccio oltre i 60°, di modo che il braccio destro poteva unicamente
servire come aiuto per il braccio adominante.
Il TFA è
pervenuto alla medesima conclusione in una sentenza del 7 agosto 2001 nella
causa K., U 240/99, parzialmente pubblicata in RAMI 2001 U 439, p. 347ss.:
"
(…)
Aufgrund der Beschwerden und Funktionsdefizite in
der ganzen rechten oberen Extremität ist der Beschwerdeführer faktisch als Einhänder
einzustufen, der seine rechte Hand bei der Arbeit - wenn überhaupt - nur noch
in ganz untergeordnetem Masse als Hilfshand einsetzen kann. Es kann ihm daher
nicht mehr zugemutet werden, bei einer manuellen Arbeit seinen rechten Arm und
seine rechte Hand dauernd einzusetzen und damit Gewichte bis zu 2 kg zu heben.
Überdies fallen häufigere Schreibarbeiten wegen der dabei auftretenden
schmerzhaften Verkrampfungen ausser Betracht. Die im Einspracheentscheid vom
11. April 1996 genannten Verweisungstätigkeiten, u.a. Überwachungsarbeiten an
automatischen und halbautomatischen Produktionseinheiten, Qualitätskontrolle,
Arbeiten im Auskunftsdienst oder als Portier, können auch bei vorwiegendem
Gebrauch der linken Hand ausgeführt werden und sind daher vom (unfall-)
medizinischen Standpunkt aus grundsätzlich vollzeitlich zumutbar. Hingegen fällt
die Tätigkeit als Transportdisponent ausser Betracht, nachdem der
Beschwerdeführer die gemäss Unfallversicherer hiefür erforderliche Umschulung
(zweijährige Handelsschulausbildung) nicht erfolgreich beendet hat.
Bei den angeführten noch zumutbaren erwerblichen
Tätigkeiten handelt es sich um solche, die auf dem allgemeinen ausgeglichenen
Arbeitsmarkt durchaus zu finden sind. Zudem werden in Industrie und Gewerbe
Arbeiten, welche physische Kraft erfordern, in zunehmendem Mass durch Maschinen
verrichtet, während den körperlich weniger belastenden Bedienungs- und
Überwachungsfunktionen eine stetig wachsende Bedeutung zukommt (ZAK 1991 S. 321
Erw. 3b am Ende)." (STFA succitata, consid. 3b)
Infine,
in una recente sentenza del 25 febbraio 2003 nella causa P.-G., U 329/01 e U
330/01, l'Alta Corte ha riconosciuto come reintegrabile nel mondo del lavoro,
un'assicurata, vittima di un grave politrauma, che, secondo l'avviso dei
medici, poteva ancora esercitare un'attività da svolgere in posizione
prevalentemente seduta e non comportante il sollevare rispettivamente il
trasportare pesi anche solo relativamente importanti, così come l'utilizzo
dell'arto superiore destro in mansioni da eseguire al di sopra
dell'orizzontale:
"
(…)
La tesi cantonale, in quanto conforme alla
giurisprudenza federale, va senz'altro confermata. In effetti, contrariamente a
quanto ritiene l'assicurata, questa Corte ha già ripetutamente statuito in casi
con limitazioni funzionali analoghe che esiste un mercato del lavoro
sufficiente in cui realizzare la propria capacità lavorativa residua (consid.
2b non pubblicato della sentenza DTF 119 V 347; VSI 1998 pag. 296 consid. 3b;
si veda anche sentenza del 4 aprile 2002 in re W., I 401/01, consid. 4c). Si
tratta segnatamente del mercato occupazionale aperto a personale femminile non
qualificato o semi qualificato (RCC 1989 pag. 331 consid. 4a), in cui vi è una
sufficiente offerta di occupazioni, in particolare appunto nell'industria, in
cui possono venir eseguite mansioni di sorveglianza e controllo, che non
comportano aggravi fisici e con possibilità di cambiare frequentemente
posizione (RCC 1980 pag. 482 consid. 2). In tale ambito bisogna pure
considerare la ancor giovane età dell'interessata con conseguente presumibile
buon potenziale di adattamento ad una nuova professione (cfr. SVR 1995 UV no.
35 pag. 106 consid. 5b; e contrario sentenza già citata del 4 aprile 2002 in re
W. consid. 4a-d).
Inoltre se è vero che vanno indicate possibilità
di lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al giudice non vanno
poste esigenze esagerate. È infatti sufficiente che gli accertamenti esperiti
permettano di fissare in maniera attendibile il grado di invalidità. In
proposito va rilevato che questa Corte ha in particolare già ritenuto corretto
il rinvio ad attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori
leggeri di montaggio, compiti di controllo e sorveglianza (VSI 1998 pag. 296
consid. 3b; si veda nuovamente sentenza del 4 aprile 2002 in re W. consid. 4c).
Certo, non si misconoscono gli sforzi e gli
inconvenienti che la messa a profitto della residua capacità lavorativa
dell'interessata comporterà. Tuttavia, essi non appaiono sproporzionati né
inesigibili, ricordato altresì che per un principio generale del diritto delle
assicurazioni sociali l'assicurato ha l'obbligo di intraprendere tutto quanto
può da lui essere ragionevolmente preteso per ovviare nel miglior modo
possibile alle conseguenze delle sue affezioni invalidanti (DTF 127 V 297
consid. 4b/cc; DTF 113 V 28 consid. 4a e riferimenti; cfr. anche DTF 115 V 52
consid. 3d e 114 V 285 consid. 3)." (STFA succitata, consid. 4.7)
2.4.4. Incontestata
l'entità del reddito da non invalido (fr. 59'423.--/anno - cfr. doc. _),
occorre ora determinare l’entità del reddito che l'insorgente potrebbe
conseguire esercitando delle attività cosiddette sostitutive (reddito da
invalido).
A mente
dell’Istituto assicuratore convenuto, che ha compiuto degli accertamenti presso
alcune aziende del Cantone Ticino (cfr. doc. _), l’insorgente - malgrado i
postumi residuali dell'evento traumatico del luglio 2000 - potrebbe conseguire
un reddito annuo ammontante a fr. 44'241.--.
2.4.4.1. Per
quel che concerne la determinazione del reddito ipotetico da invalido
conseguibile da manodopera maschile nel Cantone Ticino in attività leggere e
non qualificate, svolte a tempo pieno e con rendimento completo in un mercato
del lavoro equilibrato, questo Tribunale, utilizzando dati salariali concreti,
ha stabilito, in una sentenza di principio pubblicata in SVR 1996, UV N° 55
pag. 183, che il reddito annuo ammonta:
per il 1992 fr. 34'000.--
per il 1993 fr. 34'500.--
per il 1994 fr. 35'000.--
per il 1995 fr. 35'000.--
Lo scrivente TCA ha, poi,
escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto, anche per il 1996,
l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re M.). Simile aumento è,
poi, stato escluso anche per il 1997 (STCA 18 marzo 1998 in re O.), per il 1998
(STCA 19 giugno 1998 in re M.) e per il 1999 (cfr. STCA 28 gennaio 2000 in re
C.).
Nel passato, questi parametri
sono sempre stati approvati dal TFA, in particolare nella sentenza pubblicata
in RAMI 1998 U 292 pag. 223 (= SVR 1998 UV N° 6 p. 15s.).
In una sentenza del 27
ottobre 1999 nella causa S., pubblicata in SVR 2000 IV N° 21, il TCA ha
riconfermato la propria giurisprudenza, dopo avere constatato che i salari di
riferimento sarebbero praticamente identici anche utilizzando i risultati
dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari dell'ufficio federale di
statistica (cfr. DTF 124 V 324 = Pratique VSI 1999 pag. 51 seg.; Pratique VSI
2000 pag. 84-85) riducendoli, se del caso, conformemente a quanto stabilito
dall'Alta Corte (cfr. DTF 124 V 323-324 = Pratique VSI 1999 pag. 55-56; Pratique
VSI 2000 pag. 85-86).
La giurisprudenza federale
relativa alla fissazione del reddito da invalido è stata oggetto
di una completa verifica da parte del Tribunale federale delle assicurazioni
(cfr., a tale proposito, D. Cattaneo, Novità e tendenze legislative e
giurisprudenziali nel campo delle assicurazioni sociali, in RDAT
II-2001, p. 593 segg. (p. 602-606)).
In una sentenza del 30
giugno 2000 nella causa B. (I 411/98) - pervenuta al TCA il 24 luglio 2000 -
l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo alle conclusioni del
suo esame:
" (…)
3.- b) Contrariamente all'__________, l'autorità giudiziaria
cantonale ha invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che
riguarda, in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo
alla propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di
riferimento ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più
volte confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto
l'importo di fr. 35'100.‑, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione
annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati
non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996
UV no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati
su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si
riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del
Tribunale federale delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata
alla pubblicazione.
4.- In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza
stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato, in
primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa l'assicurato.
Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di quest'ultimo,
possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i dati forniti
dalle statistiche salariali.
La questione di sapere se e in quale misura i salari medi
fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle
circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto
(limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi
che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto
del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo,
come una riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico
permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul
reddito di lavoro.
Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima
sentenza, che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare -
percentuale che è stimata e deve essere succintamente motivata
dall'amministrazione -, il giudice delle assicurazioni sociali non può senza
valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello
dell'amministrazione. (n.d.r., in quella sentenza il TFA ha operato una
riduzione del 15% invece del 40% effettuata dai giudici cantonali).
5.- Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo
cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro
equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti
allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze
specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa le
esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.
In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la decisione
amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono rinviati
all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità fondandosi sulla
recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul diritto ai
provvedimenti professionali in lite."
(STFA succitata)
La nostra Corte federale
ha pure emesso numerose sentenze in materia d'assicurazione contro gli
infortuni. Si tratta di fattispecie in cui questo TCA aveva proceduto a
quantificare il reddito da invalido in applicazione della suesposta prassi, a
discapito della valutazione operata dall'______ sulla base dei dati risultanti
dalla documentazione sui posti di lavoro (DPL).
La prima di queste
pronunzie è stata emanata nella causa INSAI c/ L., U 181/98 e reca la data del
22 maggio 2001. Essa è stata successivamente confermata con i seguenti giudizi:
STFA 31 maggio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 286/98; 31 maggio 2001 nella
causa INSAI c/ M., U 275/98; 31 maggio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 279/98;
11 giugno 2001 nella causa INSAI c/ M., U 17/99; 11 giugno 2001 nella causa
INSAI c/ S., U 285/98; 19 giugno 2001 nella causa INSAI c/ P., U 271/98; 21
giugno 2001 nella causa R. c/ INSAI, U 349/98; 27 giugno 2001 nella causa INSAI
c/ B., U 362/98; 28 giugno 2001 nella causa INSAI c/ C.-D. C., U 18/99; 2
luglio 2001 nella causa INSAI c/ F., U 4/99; 9 luglio 2001 nella causa INSAI c/
M., U 142/99; 10 luglio 2001 nella causa UAI c/ C. e INSAI c/ C., I 442/99 + U
256/99; 18 luglio 2001 nella causa G. c/ INSAI e INSAI c/ G., U 154 + 163/99;
19 luglio 2001 nella causa INSAI c/ T., U 190/99; 27 luglio 2001 nella causa
INSAI c/ B., U 252/99; 31 luglio 2001 nella causa G., U 311/99; 5 ottobre 2001
nella causa INSAI c/ B., U 165/00; 5 ottobre 2001 nella causa INSAI c/ I., U
91/00; 10 ottobre 2001 nella causa INSAI c/ C., U 217+225/00; 16 ottobre 2001
nella causa M., U 301/00; 13 febbraio 2002 nella causa INSAI c/ L., U 41/00; 19
febbraio 2002 nella causa INSAI c/ C., U 99/00; 19 febbraio 2002 nella causa
INSAI c/ C., U 268/00; 5 marzo 2002 nella causa INSAI c/ CE fu M., U 155/00; 15
marzo 2002 nella causa A. c/ INSAI e INSAI c/ A., U 220 + 238/00; 18 marzo 2002
nella causa INSAI c/ K., U 239/00; 18 marzo 2002 nella causa INSAI c/ P.S., U
235/00; 24 aprile 2002 nella causa INSAI c/ R., U 240/00; 30 aprile 2002 nella
causa INSAI c/ P., U 241/00; 8 maggio 2002 nella causa C.-F., U 449/00; 23
maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U 234/00).
Sostanzialmente, il TFA ha
approvato i dati salariali utilizzati dall'INSAI, dopo avere anche verificato,
in applicazione della DTF 126 V 75ss., che, nel caso di specie, l'importo
ritenuto dall'assicuratore LAINF appariva plausibile alla luce dei dati dedotti
dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari edita dall'Ufficio federale
di statistica, considerata la possibilità di ridurre il salario statistico fino
al limite massimo del 25%:
" (…)
Ai fini di stabilire le ripercussioni economiche
dell'impossibilità, per l'assicurato, di svolgere la precedente attività, le
istanze inferiori hanno fatto capo ad un paragone dei redditi, come lo
prescrive l'art. 18 cpv. 2 LAINF, già citato. Per quel che riguarda, in
particolare, il reddito ipotetico da invalido, i primi giudici, in modifica di
quanto stabilito nel provvedimento amministrativo impugnato e prevalendosi
della propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario
di riferimento per il calcolo della capacità di guadagno residua, hanno
ritenuto l'importo di fr. 35'000.--, che corrispondeva negli anni dal 1994 al
1998 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese
da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività
leggere adeguate. Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati
statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è
stata oggetto di una recente sentenza del Tribunale federale delle
assicurazioni pubblicata in DTF 126 V 75 segg.
c) In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito
che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato in primo
luogo la situazione professionale e salariale concreta dell'interessato.
Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla
giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La
questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati
statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze
personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno
alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora,
grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare
globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del
25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle
assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a
pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che
l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido
motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione.
d) Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un
mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in
attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare
riferimento alle specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non
soddisfa manifestamente le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata
(nello stesso senso: sentenze 19 aprile 2001 in re P., I 226/00, 31 gennaio
2001 in re R., I 10/00 e 30 giugno 2000 in re B, I 411/98). Il giudizio
querelato non può quindi essere tutelato.
e) Per determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato, l'istituto ricorrente ha compiuto degli accertamenti
presso alcune aziende del Cantone Ticino appurando come in attività leggere,
che anche l'interessato sarebbe in grado di esercitare dal profilo sanitario, i
dipendenti di tali ditte percepissero un reddito annuo medio pari a fr.
42'030.--. Orbene, il Tribunale federale delle assicurazioni può aderire alla
valutazione del guadagno ipotetico di invalido operata dall'______. L'importo
stabilito appare plausibile alla luce dei dati statistici sulla struttura dei
salari editi dal competente Ufficio federale - dati secondo i quali la
retribuzione annua media dei lavoratori di sesso maschile attivi in occupazione
semplici e ripetitive nel settore privato ammontava, nel 1997, a fr. 54'245.--
(fr. 4'294.-- : 40 x 41,9 x 12 x 100,5%) - quando si consideri come, ai sensi
della giurisprudenza in DTF 126 V 75 sopra indicata, le specifiche circostanze
del caso concreto siano suscettibili di comportare una riduzione del salario
statistico fino, realizzate tutte le premesse, al limite massimo del 25%.
3.- In tali condizioni, ritenuto che il reddito ipotetico
conseguibile senza invalidità (fr. 50'568.-- annui) non è mai stato contestato
dalle parti in causa, la decisione amministrativa in lite che riconosce
all'opponente il diritto ad una rendita calcolata su un'invalidità del solo 17%
merita di essere ristabilita."
(STFA 22 maggio 2001 nella causa L. c/ INSAI, p. 4ss.).
L'Alta Corte nelle
sentenze menzionate non ha comunque risolto la questione di principio a sapere
quale deve essere, in materia di assicurazione contro gli infortuni, il
rapporto tra i dati dell'Ufficio federale di statistica (ai quali il TFA fa
costantemente riferimento nella giurisprudenza pubblicata, cfr. DTF 124 V 323-324
e DTF 126 V 75) e le DPL (cfr. D. Cattaneo, op. cit., p. 604-605).
2.4.4.2. Nel caso di specie, in ossequio alla
più recente giurisprudenza federale, occorre, dunque, basarsi sui dati
statistici e, concretamente, sull'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari
2000 (l'ultima edizione disponibile), edita dall'Ufficio federale di
statistica.
Dalla
tabella TA1 risulta che un uomo, svolgendo nel 2000 un'attività semplice e
ripetitiva in Svizzera, avrebbe potuto conseguire, mediamente, un salario mensile
lordo pari a fr. 4'437.-- (considerando soltanto il settore privato, visto che
__________ non ha evidentemente accesso a quello pubblico), quindi,
riportandolo su 41.8 ore (cfr., per quest'ultimo aspetto, STFA del 10 agosto
2001 nella causa R., I 474/00, consid. 3 c) aa)), a fr. 4'636.-- oppure a fr.
55'632.-- per l'intero anno (fr. 4'636 x 12, ritenuto che la quota di
tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio 1999 nella causa B. c/
INSAI, p. 5 consid. 3a).
Va,
tuttavia, segnalato che il TFA ha stabilito che per la commisurazione del
diritto alla rendita è determinante l'anno in cui inizia tale diritto (cfr. DTF
128 V 174s.).
In casu, il diritto
alla rendita è iniziato il 1° febbraio 2002 (cfr. consid. 1.2.), perciò vanno
considerati i dati concernenti l'anno 2002.
Dopo
adeguamento all'indice dei salari nominali ("Nominallohnindex"
- cfr. DTF 126 V 81 consid. 7a e STCA del 20 febbraio 2001 nella causa R.; per
l'adeguamento 2002, si ha a disposizione un dato, certo parziale, ma comunque
indicativo, rappresentato dalla variazione percentuale dei salari in termini
nominali fra i primi 3 trimestri del 2001 ed i primi 3 trimestri del 2002, cfr.
tab. B 10.2, pubblicata in La Vie économique, 5-2003, p. 83) - si
ottiene, per il 2001, un reddito mensile di fr. 4'750.90 e, per il 2002, di fr.
4'836.40 oppure di fr. 58'036.80 per l'intero anno (fr. 4'836.40 x 12).
Come
visto (cfr. consid. 2.4.4.), l'importo stabilito dall'Istituto assicuratore
convenuto è pari a fr. 44'241.--.
Questo Tribunale non ha
motivo per non aderire alla valutazione del guadagno ipotetico da invalido
operata dall'__________, quando si consideri come, ai sensi della
giurisprudenza di cui alla DTF 126 V 75, le specifiche circostanze del caso
concreto siano suscettibili di comportare una riduzione del salario statistico
fino - realizzate tutte le premesse - al limite massimo del 25% (il 75% di fr. 58'036.80 corrisponde a fr. 43'527.60; STFA del 18 marzo 2002
nella causa INSAI c/ P.S., U 235/00; STFA del 18 marzo 2002 nella causa INSAI
c/ K., U 239/00; STFA del 27 luglio 2001 nella causa INSAI c/ B., U 252/99;
STFA del 21 giugno 2001 nella causa R., U 349/98; STFA del 2 luglio 2001 nella
causa F., U 4/99).
Infatti, in concreto, il
reddito statistico risulterebbe ridotto di poco meno del 24% (fr.
44'241.-- rappresentano circa il 76% di fr. 58'036.80).
2.4.4.3. Va
ancora rilevato che nelle pronunzie citate al considerando 2.3.4.1.,
il TFA ha proceduto a quantificare il reddito da invalido partendo dal salario
mediamente percepito, a livello nazionale, da un uomo, rispettivamente
da una donna, esercitanti attività semplici e ripetitive nel settore privato
(TA1).
Il TCA, nel recente
passato, ha avuto modo d'affermare che l'applicazione di dati salariali
statistici validi per tutta la Svizzera - quali quelli utilizzati dal TFA - si
rivela essere discriminante per gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui
i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, ritenuto
che il reddito da non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito
dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno alla salute.
In
questo ordine d'idee, questa Corte, in una sentenza del 4 settembre 2000 nella
causa R., pubblicata in RDAT I-2001, p. 250ss. e in SVR 2001 IV nr. 35 -
successivamente confermata in più di un'occasione (cfr., ad esempio, STCA 17
aprile 2001 nella causa B. c/ INSAI e 22 maggio 2001 nella causa M. c/ SWICA
Assicurazioni SA) - sentito preliminarmente il parere del __________
dell'Ufficio federale di statistica, dottor __________, ha così precisato la
propria giurisprudenza:
" In
data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha inviato al dottor __________,
__________ dell'Ufficio federale di statistica, uno scritto del seguente
tenore:
"(…)
Il Tribunale federale delle
assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di fondarsi, in
molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare il reddito da
invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con problemi di
salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere adeguate.
Al riguardo vengono in particolare
utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio fr. 4294.-- nel 1996,
cfr. "L'enquête suisse sur la structure des salaires 1996" pag. 17, e
per la giurisprudenza, Pratique VSI 2000 pag. 85).
Al fine di applicare la giurisprudenza
federale, in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato che l'altro termine
di paragone per fissare il grado di invalidità è sostanzialmente il salario
conseguito nel nostro Cantone dall'assicurato prima dell'insorgenza del
danno alla salute), mi occorre sapere:
Perché no? Quale
coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per adattarlo
alla situazione del nostro Cantone?
(…)" (cfr. doc. _)
Il dottor __________ ha così risposto in data 14 agosto 2000:
"
(…)
Benché il campione dell'indagine
svizzera sulla struttura dei salari sia definito per poter disporre di
risultati rappresentativi a livello nazionale, è possibile ottenere anche una
serie d'indicatori salariali per singole entità regionali, beninteso nel
rispetto dei criteri di validità e di qualità statistiche ed evidentemente ad
un livello di aggregazione superiore. I valori dell'indagine sulla struttura
dei salari del 1996 che Lei cita nella sua lettera possono dunque essere
utilizzati legittimamente, dal punto di vista statistico, per il Cantone
Ticino.
In allegato Le invio tre tabelle
relative ai salari mediani per l'anno 1998 (ultimi risultati disponibili),
ripartiti in base al sesso e al livello di qualificazione richiesto dal posto
occupato.
I valori specifici per il Cantone Ticino
sono i seguenti:
-
Nel 1998
(settore pubblico e settore privato), il salario lordo mediano per un uomo
esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era di 3'813.-- franchi
al mese (cfr. tabella TA13).
-
È ancora
possibile precisare che il 50% dei lavoratori dipendenti di questa stessa
categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi. Considerando unicamente il
settore privato, il salario mediano (sempre per la stessa categoria di
lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14)
A titolo di confronto Le invio anche
la tabella TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera (settore privato),
ripartiti stavolta per settore economico (…)" (cfr. doc. _).
Al fine di non discriminare gli assicurati attivi in Ticino,
Cantone in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla media
nazionale, visto che il reddito da non invalido è quello che verrebbe
effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno
alla salute, questo Tribunale ritiene che nell'applicazione dei dati
statistici occorre utilizzare la tabella che riflette i salari versati nella
nostra regione.
Se si ignorasse questo aspetto, sostenendo per ipotesi che siccome
la LAI è una legge federale occorre riferirsi ad un unico dato salariale
statistico valido per tutto il paese (ad esempio fr. 4628.-- nel 1998 per un
uomo, cfr. TA1; DTF 124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si finirebbe per
utilizzare dati salariali irrealistici ed in definitiva giungere ad un
risultato che non garantisce l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V 36;
DTF 126 V 48; STFA del 22 maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I 76).
Del resto, il TFA, nella sua giurisprudenza, ha per lungo tempo
giustamente e regolarmente tenuto conto dei salari vigenti nel Cantone in cui
opera l'assicurato (cfr. RCC 1989 pag. 485 "du Canton concerné";
sentenza del 26 agosto 1998 nella causa K.W. citata in SVR 1996 UV Nr. 55 pag.
185: "Im Wohnsitz Kanton des Beschwerdegegners (Thurgau)".
Nella sentenza pubblicata in SVR 2000 IV Nr. 21, il TCA ha al
riguardo precisato:
"
La necessità di adattare i salari medi nazionali alla situazione del
Ticino risulta peraltro implicitamente nella risposta del Consiglio di Stato
del 28 settembre 1999 ad una interrogazione dell'On. __________ del 14 agosto
1999 «Bassi salari e reddito famigliare» con la quale chiedeva di pubblicare,
dati disponibili per documentare la situazione relativa al reddito e alle
condizioni sociali della famiglie in Ticino, nonché di presentare i dati
aggiornati sui livelli salariali nel nostro Cantone:
«(…)
Su scala federale la statistica
ufficiale fornisce diversi dati che permettono di conoscere l'evoluzione e la
struttura dei salari in Svizzera.
A livello regionale, le informazioni di
cui si dispone sono molto ridotte e riguardano unicamente la struttura dei
salari, i cui dati vengono rilevati ogni due anni. Si ricorda al lettore che
nel 1994 la statistica è stata sottoposta a profonda revisione, e per
quell'anno, eccezionalmente. Il Ticino ha potuto disporre di informazioni
supplementari.
Il calcolo dei dati regionali (grandi
regioni) si basa tuttavia sullo schema di ponderazione dell'economia svizzera,
schema che, come noto, presenta diversità anche importanti rispetto al Ticino.
Non si è certi tuttavia in che misura
questo accorgimento provochi delle distorsioni nei dati pubblicati.
Per i prossimi anni è inoltre probabile
che l'UST, ritenuta l'importanza della tematica in questione, riesca a mettere
a disposizione delle regioni un numero più elevato di informazioni. Per il
Ticino si tratterebbe in questo caso di applicare ai dati lo schema di
ponderazione della struttura economica cantonale»"
Va pure ricordato che, secondo il TFA, occorre prendere in
considerazione il salario, risultante dalla tabella, di un uomo, se si tratta
di un assicurato, e di una donna se si tratta di un'assicurata (cfr. Pratique
VSI 2000 pag. 84-85):
"
Dans ce cas, en raison des inégalités de salaires entre
les deux sexes révélées par les statistiques, il faut se référer, pour les
femmes, aux salaires des femmes et, pour les hommes, aux salaires des hommes.
Il n'est pas question de se baser sur une valeur moyenne entre les salaires des
femmes et des hommes. (…)"
(STCA succitata - la sottolineatura è del redattore).
Nel presente caso - per le medesime ragioni diffusamente indicate nella STCA 4
settembre 2000 in re R., pubblicata in RDAT I-2001, p. 250ss. e in SVR 2001 IV nr.
35 - a questa Corte sembra più coerente determinare il reddito ancora esigibile
malgrado il danno alla salute, utilizzando i valori specifici per il Cantone
Ticino (cfr. STFA del 30 novembre 2001 nella causa R., I 226/01 e D. Cattaneo,
op. cit., p. 605).
Ora,
applicando i dati salariali che risultano dalla tabella TA13 per il settore
privato, il reddito annuo realizzabile da __________ in occupazioni semplici e
ripetitive nel settore privato ticinese ammontava, nel 2000, a fr. 50'498.--
(fr. 4'027.-- : 40 x 41.8 x 12). Adeguando questo reddito al 2002, si ottiene
un salario annuo di fr. 52'681.10. Tale importo - analogamente a quello che è
stato dedotto dalla tabella TA1 e adeguato per il 2002 (cfr. consid. 2.3.4.3.) - dimostra, tenuto
sempre conto del fatto che il salario statistico è suscettibile d'essere
ridotto a seconda delle circostanze del caso concreto, l'attendibilità del reddito
di fr. 44'241.-- considerato dall'Istituto assicuratore
convenuto (riduzione del reddito di fr. 52'681.10 leggermente superiore al
16%).
A
proposito dell'affermazione, contenuta nella decisione su opposizione del 14
ottobre 2002, secondo cui "nessun motivo permette all'__________ di far
capo a dei dati cantonali" (doc. _, p. 4) al fine di determinare il
reddito da invalido, il TCA ha, in corso di causa, interpellato l'assicuratore
LAINF, invitandolo a rispondere alle seguenti domande:
"1. Riguardo alla questione del reddito da invalido, voglia
comunicarci cosa pensa a proposito di quanto il TCA ha affermato, per la prima
volta, nella sentenza del 4 settembre 2000 nella causa R., pubblicata in
RDAT I-2001, p. 250ss. e in SVR 2001 IV nr. 35:
" Al fine
di non discriminare gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari
sono notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, visto che il reddito
da non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati
nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo Tribunale ritiene che
nell'applicazione dei dati statistici occorre utilizzare la tabella che
riflette i salari versati nella nostra regione".
- Perché i dati salariali regolarmente utilizzati dall'__________
(DPL) sono dati raccolti a livello cantonale e non nazionale?" (V)
Questa è
stata la risposta dell'__________:
"
(…)
A partire dalla sentenza in re L. del 22.5.2001
il TFA ha sempre e solo fatto riferimento, ai fini di un controllo della
plausibilità delle DPL, ai dati statistici federali. Con la sentenza in re C.
del 9 maggio 2002, richiamata nell'impugnata decisione su opposizione, il TFA
ha espressamente indicato che, in linea di principio, sono determinanti i dati
nazionali e non quelli regionali. L'__________ non vede motivo alcuno per
mettere in discussione la prassi seguita dall'Alta Corte e soprattutto
deplorerebbe che venisse applicato un procedimento particolare solo per quegli
assicurati sottoposti alla giurisdizione del Canton Ticino. Se si volesse far
capo ai dati statistici cantonali il modo di procedere andrebbe rivisto per
tutti gli altri Cantoni.
Instaurando le DPL l'__________ ha voluto porsi
il più vicino possibile alla realtà dell'assicurato avuto riguardo alle
menomazioni riportate e al luogo di residenza risp. di lavoro per gli
assicurati domiciliati all'estero. L'__________ non fa capo esclusivamente ai
dati del Cantone in questione ma della regione soprattutto per chi risiede in
un piccolo cantone o si trova in zone limitrofe. Questo modo di procedere, a
mente della sottoscritta, non significa che, per un controllo della
plausibilità, non possa essere fatto ricorso a dei dati più generici che non
tengono conto né del luogo di residenza né della menomazione subita.
Inoltre, visto che i dati statistici possono
essere ridotti a seconda delle variabili soggettive di ogni assicurato, l'_______
ritiene che non può venir applicato lo stesso tasso di riduzione per i salari
nazionali rispetto a quelli cantonali. (…)" (VII)
Da parte
sua, questa Corte rileva, da un canto, che il TFA - che ha posto il principio
della priorità dei dati statistici nazionali rispetto a quelli regionali (cfr.,
fra le tante, RAMI 2001 U 439, p. 347ss. = SVR 2002 UV 15, p. 47ss.) - in alcune recenti pronunzie ha confermato il
reddito da invalido fissato sulla base di valori regionali.
Ad
esempio, in una sentenza del 10 agosto 2001 nella causa R., I 474/00 - sentenza
che è poi stata ripresa in più di un giudizio federale (cfr., per es., la STFA
del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00, consid. 4c, parzialmente
pubblicata in DTF 128 V 174s.) - il TFA ha considerato non censurabile
l'applicazione dei dati relativi alla regione "Svizzera orientale"
(TA 13), siccome più favorevoli all'assicurata rispetto al dato nazionale (cfr.
consid. 3c/aa: "Obwohl das Eidgenössische Versicherungsgericht grundsätzlich
die gesamtschweizerischen Werte heranzieht, ist vorliegend auch nicht zu kritisieren,
dass der Berechnung zu Gunsten der Beschwerdeführerin die tieferen Werte der Region
Ostschweiz (TA 13) zu Grunde gelegt worden sind").
Parimenti,
nelle sentenze del 30 novembre 2001 nella causa R., I 226/01 e del 20 novembre
2002 nella causa D., I 764/01, l'Alta Corte ha valutato il reddito da invalido
facendo capo al valore afferente al Cantone Ticino, rispettivamente, alla
regione lemanica.
D'altro
canto, lo scrivente Tribunale osserva che nelle procedure che sono sinora state
pendenti dinanzi ad esso, l'Istituto assicuratore convenuto ha sempre
quantificato il reddito da invalido fondandosi su dati salariali afferenti a
posti di lavoro presso aziende del Cantone Ticino.
Pertanto,
quanto affermato dall'__________ in risposta al secondo quesito, non trova
alcun riscontro per quel che concerne almeno gli assicurati sottoposti alla
giurisdizione di questo TCA.
2.4.5. In
esito ai considerandi che precedono, il grado d’invalidità di __________ -
determinato confrontando i fr. 44'241.-- con il reddito
che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto l’infortunio, e
cioè fr. 59'423.-- - risulta effettivamente essere del
26%.
Di conseguenza, su questo
punto, l'impugnata decisione su opposizione dell'__________ deve essere
confermata.
2.5. Indennità
per menomazione all'integrità
2.5.1. Secondo
l'art. 24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto ad un'equa indennità se, in
seguito all'infortunio, accusa una menomazione importante e durevole all'integrità
fisica o mentale.
Tale
indennità è assegnata in forma di prestazione in capitale.
Essa non
deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca
dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità delle menomazioni.
Il
Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo
dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF).
2.5.2. L'art. 36
cpv. 1 OAINF definisce i presupposti per la concessione dell'indennità giusta
l'art. 24 LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se verosimilmente
sussisterà tutta la vita almeno con identica gravità ed importante se
l'integrità fisica o mentale è alterata in modo evidente o grave.
In questa
valutazione dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche
dalle circostanze personali dell'assicurato: secondo la giurisprudenza,
infatti, la gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di
accertamenti medici senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto
morale secondo il diritto privato, le eventuali particolarità dell'assicurato
(DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 U 31, p. 438).
La parte
della riparazione del torto morale contemplata dagli artt. 24ss. LAINF è,
dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del danno (segnatamente il pretium
doloris e il pregiudizio estetico) ne sono esclusi (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter,
op. cit., p. 121).
2.5.3. Giusta l'art.
36 cpv. 2 OAINF, l'indennità è calcolata in base alle direttive contenute nell'Allegato
3 dell'OAINF.
Una
tabella elenca una serie di lesioni indicando per ciascuna il tasso normale
di indennizzazione, corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo
del guadagno assicurato.
Questa
tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco
esaustivo (DTF 113 V 219 consid. 2a; RAMI 1988 U 48, p. 235 consid. 2a e
sentenze ivi citate). Deve essere intesa come una norma valida "nel caso
normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).
Le
menomazioni extra-tabellari sono indennizzate secondo i tassi previsti tabellarmente
per menomazioni di analoga gravità (cifra 1 cpv. 2 dell'allegato).
La
perdita totale dell'uso di un organo è equiparata alla perdita dell'organo
stesso. In caso di perdita parziale l'indennità sarà corrispondentemente
ridotta; tuttavia nessuna indennità verrà versata se la menomazione
dell'integrità risulta inferiore al 5% (cifra 2 dell'allegato).
Se più
menomazioni all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni sono
concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo (art.
36 cpv. 3 1a frase OAINF).
Si terrà
adeguatamente conto di un aggravamento prevedibile della menomazione
dell'integrità. È esclusa la revisione.
2.5.4. L'__________
ha allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che
integrano quella dell'ordinanza.
Semplici
direttive di natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non
vincolano il giudice (cfr. RAMI 1989 U 71, p. 221ss.).
Tuttavia,
nella misura in cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire
la parità di trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con
l'annesso 3 all'OAINF (RAMI 1987 U 21, p. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF
116 V 157, consid. 3a).
2.5.5. In casu,
l'assicuratore LAINF convenuto ha assegnato all'assicurato un'indennità per
menomazione all'integrità del 15%, facendo riferimento all'apprezzamento
enunciato dal proprio medico fiduciario, il dottor __________, spec. in
chirurgia ortopedica, in occasione della visita medica di chiusura del 2
ottobre 2001, nella quale il citato sanitario si è così espresso:
"
VALUTAZIONE
L'assicurato in data odierna non accusa dolori
alla spalla destra, però la funzione è limitata. Riesce ad alzare il braccio
destro soltanto in abduzione fino a 80° e all'elevazione fino a 110°.
L'extrarotazione è ridotta a 20°.
La forza è ridotta in tutto il braccio, inclusa
la mano, al 50%.
VALUTAZIONE
15%
GIUSTIFICAZIONE
La ridotta funzione della spalla da diritto ad
un'IMI del 15% secondo la tabella 1.2 dell'OAINF." (doc. _)
Con il
proprio ricorso, l'assicurato ha preteso l'assegnazione di un'IMI del 30%,
facendo genericamente valere che il dott. __________ ha attestato "gravi
conseguenze dal profilo medico, …" (I, p. 2 in fine).
Il TCA
ritiene di poter fondare il proprio giudizio sul parere espresso dal dottor
__________ - specialista nella materia che qui interessa - a mente del quale
__________ ha diritto ad un'indennità per menomazione all'integrità del 15%.
La tesi
difesa dall'insorgente, secondo il quale egli sarebbe portatore di una
menomazione all'integrità fisica del 30%, si appalesa, già a prima vista, come
infondata, ritenuto che una tale indennità non viene neppure accordata in
presenza di un'articolazione gleno-omerale in cui è stata impiantata una
protesi con un pessimo risultato funzionale (la tabella n. 5.2 edita dalla
Divisione medica dell'__________ indennizza infatti questa fattispecie con una
IMI del 25%).
D'altro
canto, la pretesa di __________ appare parimenti infondata alla luce del fatto
che la medesima tabella n. 5.2 prevede, per un'articolazione gleno-omerale completamente
bloccata (artrodesi), la corresponsione di una IMI del 25%.
A mente
del TCA, le due menomazioni all'integrità citate sono più gravi rispetto a
quella di cui è portatore l'assicurato.
Del
resto, la valutazione del medico di circondario dell'__________ é persino
largheggiante rispetto a quanto deciso da questa Corte in una sentenza del 26
febbraio 2002 nella causa R., inc. n. 35.2001.29, consid. 2.3.5., riguardante
un assicurato, anch'egli rimasto vittima di una lesione traumatica della cuffia
dei rotatori, posto al beneficio di un'IMI del 12.5% in presenza di una spalla
destra la cui mobilità era fortemente limitata (100° in elevazione e 90° in
abduzione).
Queste,
in particolare, le considerazioni allora espresse:
"
(…)
Il TCA ritiene che la valutazione dell'IMI
effettuata dal medico di circondario, paragonando il quadro clinico
dell'assicurato a una periartropatia della spalla destra di media entità (cfr.
doc. _ e _), meriti d'essere parzialmente seguita, nella misura in cui
l'assicurato - benché non possa più ingaggiare l'arto superiore destro in
lavori da compiere sopra l'altezza delle spalle - è comunque in grado di
alzarlo al di là dell'orizzontale.
Al ricorrente, che pretende avere diritto a
un'indennità del 15% dato che l'uso del braccio destro è limitato sopra
l'orizzontale, il TCA segnala - con riferimento a quanto deciso nella suevocata
procedura ricorsuale - che la tabella 1.2. edita dalla Divisione medica dell'__________
prevede la corresponsione di un'IMI del 15% in presenza di un impedimento
totale, blocco meccanico, del movimento della spalla sopra i 90°. Ciò
che non è tuttavia il caso del ricorrente, il quale presenta una limitazione
funzionale dell'arto superiore al di sopra dell'orizzontale.
D'altro canto, però, non può essere ignorato che,
per rapporto all'assicurato V., le limitazioni - in elevazione e in abduzione -
di cui è portatore R., sono sostanzialmente più gravi: se la spalla destra di
V. raggiungeva in elevazione i 170° e in abduzione i 160° - quindi un'ampiezza
di movimenti solo leggermente inferiore a quella di sinistra (cfr. XIX) - la
spalla destra di R. raggiunge 100° in elevazione e 90° in abduzione (cfr. doc.
, p. 2). La differente gravità delle menomazioni è stata espressamente
riconosciuta anche dal medico di circondario dell'_______ (cfr. XXV:
"Condivido pienamente il tenore della vostra osservazione e posso pure
confermare il fatto che i due casi da lei citati si trovano effettivamente
verso gli estremi contrapposti di una periatropatia della spalla di media
entità" - la sottolineatura è del redattore).
Il dottor C. ha nondimeno precisato che, per
prassi, egli si astiene "… dall'effettuare una suddivisione supplementare
del tasso della IMI, rispetto alle tabelle da noi adottate", e ciò per,
citiamo: "… evitare di cadere in speculazioni nel voler adattare una
tabella numerale rigida a maglie strette a dei reperti caricati di un certo
margine d'apprezzamento. Personalmente ho interpretato in questo senso lo
spirito del legislatore nel porre dei limiti della rilevanza di un certo
postumo, per esempio nell'amputazione completa di due falangi di un dito senza
considerare i diversi stadi intermedi" (cfr. XXV).
Questa Corte constata, da parte sua, come la
dottrina riconosca la possibilità di graduare più "finemente", a
seconda delle particolarità del caso di specie, il grado della menomazione
all'integrità:
" Die Liste kennt nur Prozentsätze, die durch
5 teilbar sind. Es fragt sich, ob auch feiner abgestuft werden kann. Die Frage
darf grundsätzlich bejaht werden. Die Liste erfasst nur die Regelfälle (Ziff.
1 Abs. 1 der Richtlinien). Wenn ein zu beurteilender Schaden kleiner oder
grösser ist als der klassische Fall, so rechtfertigt es sich ausnahmsweise,
eine Feinabstufung vorzunehmen und Zwischenwerte wie 331/3% oder 662/3% oder
121/2% usw. zu wählen."
(W. Gilg/H. Zollinger, Die Integritätsentschädigung,
Berna 1984, p. 54; cfr., nello stesso senso, Th. Frei, Die Integritätsentschädi-
gung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die Unfall- versicherung, Tesi
Friborgo 1998, p. 41, nonché p. 44, a proposito della possibilità di scostarsi
dai valori indicativi contenuti nelle tabelle edite dalla Divisione medica dell'NSAI:
"Die Richtwerte der _______-Tabellen gelten also auch nur für den "Regelfall",
weshalb bei medizinischen Sonderfällen Abweichungen zulässig sind").
D'altro canto, anche la giurisprudenza federale
ha già avuto modo di pronunciarsi in questo senso, avallando - nella DTF 113 V
218ss. concernente un assicurato portatore di un'amputazione transmetacarpale
del dito indice destro - la valutazione enunciata dai medici fiduciari dell'_______:
"(…).
… Dr.
med. B. bemass in seinem Bericht vom 24. Juni 1985 den Integritätsschaden auf
7.5%. Er ging davon aus, dass nach Figur 17 der Tabelle 3 betreffend
Integritätsschaden bei einfachen oder kombinierten Finger-, Hand- und
Armverlusten (Mitteilungen der Medizinischen Abteilung der SUVA, Nr. 57 S. 22
ff.) für eine transmetakarpale Amputation des Kleinfingerstrahls der
Integritätsschaden mit 5% gleich hoch wie für den Verlust des Kleinfingers im
Grundgelenk. Der Zeigefinger sei aber für die Gebrauchsfähigkeit der Hand
bedeutsamer als der Kleinfinger, weshalb der Schaden für einen Zustand nach transmetakarpaler
Zeigefingeramputation höher als 5% zu bemessen sei. Er liege indessen nicht so
hoch, als wenn Zeigefinger und Kleinfinger beide im Grundgelenk amputiert
wären, was nach Figur 29 der Tabelle 3 einen Integritätsschaden von 10% ergibt.
Die Einschätzung wurde durch Dr. med. R., Spezialarzt FMH für Chirurgie und
Chef der Gruppe Unfallmedizin der SUVA, bestätigt: Namentlich im Vergleich zur
vorliegenden Schädigung zeigte die Totalamputation des Zeigefingers und des
Kleinfingers einen Zustand, der funktionell und vor allem kosmetisch wesentlich
gravierender sei. Im übrigen lasse sich für die Vierfingerhand hinsichtlich der
Integritätsschädigung eine Unterscheidung zwischen dominanter und nicht
dominanter Hand nicht begründen (Bericht vom 9. Juli 1986).
(…).
… Es bestand nach dem Gesagten kein Grund, von der
Einschätzung des Integritätsschadens durch die __________, welche sich im
Rahmen der Tabelle 3 ihrer Medizinischen Abteilung hält, abzuweichen. (…). Der vorinstanzliche
Entscheid ist deshalb insoweit aufzuheben, als die SUVA verpflichtet wurde,
eine über 7.5% liegende Integritätsentschädigung auszurichten"
(DTF
succitata, consid. 3a e 5).
Nel caso di specie, è stato accertato che la
menomazione di cui è portatore il ricorrente è più importante rispetto a quella
dell'assicurato V., indennizzata con un'indennità del 10%. Per contro, il caso
di R. è meno grave rispetto a quello di colui che presenta una "spalla
mobile fino all'orizzontale", il quale ha diritto ad un'IMI del 15% (cfr.
tabella INSAI 1.2).
Tutto ben considerato, in ossequio a quanto
stabilito dalla dottrina e dalla giurisprudenza, nonché allo scopo di garantire
l'uguaglianza di trattamento fra gli assicurati, questa Corte ritiene corretto
assegnare all'insorgente un'indennità per menomazione dell'integrità del 12.5%.
Come è possibile arguire dallo scritto 7 gennaio
2002 del dottor C. (cfr. XXV), un'ulteriore, più "sottile",
graduazione non può entrare in linea di conto, siccome racchiude in sé il
rischio di cadere nell'arbitrio."
(STCA succitata)
La
decisione impugnata deve dunque essere confermata anche su questo punto.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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