AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
35.2002.1
Data decisione, Autorità:
24.03.2003, TCA
Raccomandata
Incarto n.
35.2002.1
mm/sc
Lugano
24 marzo 2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
composto dei
giudici:
Daniele Cattaneo,
presidente,
Raffaele Guffi,
Ivano Ranzanici
redattore:
Maurizio Macchi, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 28 dicembre 2001
di
rappr. da: avv. __________
contro
la decisione del 1° ottobre 2001 emanata
da
rappr. da: avv. __________
in materia di assicurazione contro gli
infortuni
ritenuto, in
fatto
1.1. In data 10
giugno 1992, __________ - dipendente della ditta __________ in qualità di
montatore di riscaldamenti e, perciò, assicurato d'obbligo contro gli infortuni
presso l'__________ - è caduto da una scala ed ha battuto l'emicorpo sinistro,
dapprima, contro un muretto e, in seguito, contro il suolo, riportando delle
contusioni.
Accertamenti
successivamente predisposti hanno consentito di mettere in luce una rottura
della cuffia dei rotatori della spalla sinistra (cfr. esito dell'artroscopia
del 16.9.1992, doc. _), rispettivamente, del capo lungo del bicipite sinistro
(cfr. esito dell'artroscopia del 2.6.1993, doc. _).
L'Istituto
assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità al riguardo ed ha
regolarmente versato le prestazioni di legge.
Tenuto
conto della situazione della spalla sinistra, l'assicurato è stato
dichiarato totalmente abile al lavoro a far tempo dal 3 gennaio 1994 (cfr. doc.
_)
Dalle
tavole processuali emerge che l'assicurato, nel corso del mese di aprile 1993,
ha iniziato a lamentare dei disturbi anche all'arto superiore destro.
Egli è
così stato sottoposto, il 10 novembre 1993, ad un'artroscopia con sutura della
cuffia rotatoria ed acromioplastica e, in data 9 settembre 1994, ad un secondo
intervento artroscopico che ha mostrato la presenza di un osteofite e di una
rottura del capo lungo del bicipite.
I
relativi costi sono stati assunti dall'assicuratore contro le malattie di
__________.
1.2. Accertato
che una ripresa dell’originaria attività lavorativa di installatore di
riscaldamenti non sarebbe più stata possibile a dipendenza del danno alla
salute, __________ é stato posto al beneficio di provvedimenti di integrazione
professionale da parte dell'assicurazione per l'invalidità.
A contare
dal 1° gennaio 2000, egli è quindi entrato alle dipendenze della ditta
__________ in qualità di "meccanico utensili".
1.3. Con decisione
formale del 19 dicembre 2000, l'__________ ha negato all'assicurato il diritto
ad una rendita di invalidità, siccome "… per i soli postumi infortunistici
alla spalla sinistra che ci concernono, dovrebbe essere in grado di svolgere
l'attività di montatore di riscaldamenti senza un'apprezzabile diminuzione di
rendimento" (doc. _).
A seguito
dell'opposizione interposta dall'avv. __________ per conto dell'assicurato
(cfr. doc. _), l'assicuratore LAINF, in data 1° ottobre 2000, ha
sostanzialmente ribadito il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).
1.4. Con
tempestivo ricorso del 28 dicembre 2001, __________, sempre patrocinato
dall'avv. , ha chiesto che l' venga condannato a
riconoscergli una rendita di invalidità del 50% almeno (cfr. I, p. 6).
Questi,
in particolare, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno della
propria pretesa ricorsuale:
" (…).
L'oggetto del contendere, di per sé, è piuttosto semplice, ovvero
sapere se:
i problemi alla salute fisica del ricorrente sono da addurre
all'infortunio del 1992, sia per quanto attiene la spalla sinistra che la
destra, come egli sostiene,
oppure se
l'affezione alla spalla sinistra sia l'unica susseguente al
medesimo infortunio, mentre il problema alla spalla destra è legato a malattia,
come sostiene la __________.
In altre parole, in discussione vi è il nesso causale naturale e
adeguato tra l'infortunio in questione e il danno alla spalla destra, ritenuto
che quello inerente la sinistra è pacifico.
(…)
La __________ ha basato essenzialmente il suo giudizio sul parere
del medico di circondario: "Con apprezzamento del 20.9.2001 il dott.
__________... è giunto alla conclusione che dette affezioni non sono in
relazione causale né con l'infortunio né con le problematiche alla spalla
sinistra. A seguito dell'infortunio non è stata riscontrata alcuna lesione in
corrispondenza del rachide. Solo nel 2000 sono stati fatti valere dei disturbi
a tal parte del corpo" (n.d.r.: la destra) (cfr. decisione impugnata, pag.
3, pt. 3).
A torto. A prescindere dal fatto che si tratta di una lesione
difficilmente riscontrabile, tant'è che anche per quanto concerne la spalla
sinistra si è reso necessario un secondo esame con conseguente intervento per
mettere in luce il problema nella sua globalità, non si vede come il medico
possa asserire quanto sopra con certezza, visto che il ricorrente non ha subito
alcun infortunio dopo quello del 1992, che, è bene ribadirlo, la __________ ha
definito come "trauma violento" (cfr. doc. 10). Non solo: egli non ha
subito nemmeno il benché minimo trauma. E' dunque evidente che egli, alterato
dai dolori alla spalla sinistra, ha sottovalutato il problema a destra, così
come i medici curanti, che si sono concentrati sulla parte più dolorante, non
accorgendosi dell'altro problema. Ciò è del tutto credibile, se solo si pensa
che anche il problema alla spalla sinistra, identico che a destra, malgrado i
ripetuti ed approfonditi esami, è stato appurato solo mesi dopo l'infortunio.
II ricorrente, nel tentativo di compensare la lesione alla spalla sinistra,
fintanto che ha potuto ha utilizzato la destra, la quale, già colpita a seguito
della caduta, ha finito per cedere. Va poi detto che la testi sostenuta dal
medico di circondario è palesemente zoppicante anche un agli occhi di un
profano. Ritenuto che per sua stessa affermazione la patologia di sinistra è
identica a quella di destra (cfr. rapporto agosto 2000, doc. 69, pag. 4 in
fine), non si vede come l'una possa essere causata da un infortunio e l'altra
da malattia. Se effettivamente la destra soffrisse di un problema legato a
malattia, allora si dovrebbe giungere paradossalmente alla conclusione che
anche il problema a sinistra è si emerso in seguito ad infortunio, ma causato
da una degenerazione dovuta a malattia. Che il risultato sia urtante è palese,
il che non fa altro che confermare che anche il
problema alla spalla destra non è che la conseguenza del noto
infortunio.
Pure l'affermazione secondo cui i dolori a destra sarebbero stati
fatti valer solo nel 2000 è errata. Basti esaminare, ancora una volta, il
dossier della __________ medesima, che riferisce di dolori a destra già
nell'aprile del 1993 (cfr. doc. 23), poi puntualmente riconfermati in tutte le
visite successive.
(…)
Anche in merito alle conseguenze economiche subite dal ricorrente
la __________ è incorsa in un errore, negando il pregiudizio economico. A tal
proposito basta esaminare il dossier __________ medesimo. L'Ufficio __________,
considerando una perdita economica del 15%, si è basato su un salario di fr. 63'000.-/64'000.- (cfr. doc. _ richiamati nel dossier
__________), mentre la Cassa di compensazione __________
ha effettuato un conteggio partendo da un salario annuo di fr. 65'340.-.
Prendendo dunque una media di fr. 64'500.- e dividendola
per tredici mensilità, ne consegue un salario mensile di fr. 4'961.-,
inferiore di ben fr. 661.- al salario attuale. Senza
considerare che il ricorrente svolgeva non solo mansioni di montatore, ma pure
"dirigenziali e tecniche, risp. di superiore tecnico (controlli,
sorveglianza, responsabilità organizzativa"), come riconosciuto dalla
__________ medesima (cfr. doc. _, pag. 6), ciò che comporta un salario
certamente superiore a quello tuttora percepito.
(…)
Si contesta poi che il ricorrente sia in grado di svolgere ancora
la professione originaria di montatore di riscaldamenti, come asserito dalla
__________. Ammesso e non concesso che la tesi di
considerare ai fini della procedura in esame il solo problema a sinistra sia
corretta, non è vero che egli prima dell'infortunio praticava la suddetta
professione esperendo solo lavori leggeri, senza responsabilità. Innanzitutto
il salario che percepiva attesta piuttosto il contrario, a meno che il suo ex
datore strapagasse i suoi collaboratori, fatto da escludere a priori.
Sull'effettivo lavoro svolto gli accertamenti praticati sono poi contraddittori
(cfr. ad es. doc. _ con doc. _). Inoltre si noti che al
momento dell'infortunio il ricorrente stava saldando dei tubi in alto, su una
scala, ciò che sicuramente non può essere definito un lavoro leggero, fosse
solo per la posizione adottata (cfr. doc. _ e _ inc. __________).
A prescindere da ciò, la capacità lavorativa del ricorrente è seriamente
compromessa, fosse solo per la perdita considerevole di forza, e la possibilità
di peggioramento ulteriore è seriamente data, come attestato dal dr. med.
__________ già nel 1993 ("Per quanto riguarda la spalla sinistra il caso
non è semplicemente da chiudere perché il paz. sarà da valutare anche in futuro
come soggetto con lesione della cuffia in quanto anche se funziona la cuffia
abb. bene, manca il capo lungo del bicipite che è un fattore importante di
rischio ulteriore patologia alla cuffia"; cfr. doc. _). II medesimo medico
aveva suggerito già nel 1994 di garantire al ricorrente una rendita
d'invalidità visto che "il calo di forza residuale è troppo forte"
(cfr. doc. _). Non solo. Anche il dr. med. __________ ha accertato i medesimi
problemi nel 1995 (cfr. doc. _. pag. 3), abbinati a tutta una serie di altre
conseguenze, quali problemi alle braccia, alle mani e alla cervicale (cfr.
medesimo doc. pag. 2).
(…)
Infine, si ribadisce che il problema alle spalle del ricorrente
non può essere scisso in compartimenti, destra e sinistra, ma considerato nel
suo assieme, ciò che porta alla chiara conclusione che egli non può più
svolgere la professione originaria. Ma quand'anche si procedesse come pretende
la __________, il risultato sarebbe il medesimo. Prova ne
è che l'Ufficio , considerando la stessa, identica affezione alla
spalla destra, ha riqualificato il ricorrente come meccanico. Va poi detto che,
contrariamente a quanto affermato dal medico di circondario, il ricorrente non
è affatto migliorato, ma il suo stato è stazionario ed egli riesce a lavorare
solo sottoponendosi ad un numero di sedute di fisioterapia abnorme, così come
di ginnastica specifica durante il suo tempo libero. Purtroppo la sua voglia di
guarire per finire lo ha penalizzato, visto che né la __________ né
l', che ragionano a
compartimenti stagni, sembrano ricordarsi che egli è una sola
persona, che in realtà è stato vittima di un solo infortunio, da cui sono poi
derivate tutte le sue disgrazie" (I).
1.5. L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III).
1.6. In corso di
causa, il TCA ha proceduto a richiamare dall'AI l'intero incarto riguardante
__________ (cfr. VII).
Alle
parti è stata concessa facoltà di presentare delle osservazioni (cfr. VIII).
1.7. In data 5
febbraio 2002, il ricorrente ha versato agli atti un rapporto, datato 24
gennaio 2002, del dott. __________ (cfr. VI + allegato).
1.8. Con
ordinanza del 10 aprile 2002, questa Corte ha ordinato una perizia giudiziaria
a cura della Clinica di chirurgia ortopedica dell'__________ (XIV).
1.9. In data 3
dicembre 2002, il PD dott. __________ ha consegnato al TCA il proprio referto
peritale (XIX), il quale è stato immediatamente intimato alle parti per
osservazioni (cfr. XX).
1.10. L'__________
ha preso posizione il 16 dicembre 2002 (cfr. XXI), mentre __________ o, da
parte sua, lo ha fatto in data 8 gennaio 2003 (cfr. XXIII).
1.11. Nel corso del
mese di gennaio 2003, il TCA ha nuovamente interpellato il perito giudiziario,
il quale è stato invitato a spiegare "… come dobbiamo interpretare la
risposta da lei fornita al quesito n. 6 di parte ricorrente (cfr. XIX, p. 11) e
ciò tenuto conto dell'affermazione secondo la quale __________, per quanto riguarda
la spalla sinistra, è reputato avere ormai raggiunto lo status quo sine
(= assenza di qualsiasi postumo residuale di natura infortunistica) a margine
dell'evento traumatico del mese di giugno 1992 (cfr. XIX, p. 8 risposta al
quesito n. 3 di parte convenuta, in fine)" (XXII).
Il
complemento peritale allestito dal PD __________ è pervenuto in data 16 gennaio
2003 (XXIV).
L'__________
ha formulato le proprie osservazioni il 21 gennaio 2003 (cfr. XXVIII), mentre
__________, da parte sua, è rimasto silente.
in
diritto
2.1. L'oggetto
della presente vertenza è circoscritto alla questione a sapere se è a torto o a
ragione che l'Istituto assicuratore convenuto ha negato che __________
presentasse un'incapacità lavorativa di origine traumatica.
2.2. Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è, in effetti, l'esistenza di un nesso di causalità naturale
fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).
Questo presupposto
è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.
È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali. Al riguardo essi si attengono, di regola, alle
attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la
disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134;
DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).
Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a
e sentenze ivi citate).
L'assicuratore
contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che
le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione
delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi:
-
quando
lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva
immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);
-
quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine)
(cfr.
RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von
Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici
svizzeri 71/1990, p. 1093).
Secondo
la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia
dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è
liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non
costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute.
Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il
diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio
deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza
preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un effetto
causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione del diritto alle
prestazioni, l'onere della prova incombe, non già all'assicurato, ma
all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi
citati).
2.3. Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi
summenzionati.
Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361
consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).
Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 51-53).
La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore
restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni
allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza
di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che
l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che
solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102
consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U.
Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in
SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).
2.4. In concreto,
l'__________ ha negato all'insorgente il diritto alla rendita di invalidità,
sostenendo che egli - nonostante i postumi dipendenti dall'evento traumatico
del giugno 1992 - potrebbe esercitare, senza alcuno
scapito di rendimento, l'attività di montatore di riscaldamenti presso la ditta
__________, ossia l'ultima svolta prima di rimanere vittima dell'infortunio
assicurato.
Va
precisato che l'Istituto assicuratore convenuto ha valutato la residua capacità
lavorativa di , prendendo in considerazione unicamente i disturbi
alla spalla sinistra (cfr. III, p. 3s.: "L' osserva che dal
rapporto 28/30 agosto 2000 del dott. __________ (doc. ) si evince chiaramente
che l'assicurato presenta alterazioni degenerative a entrambe le spalle.
Considerato che soltanto la spalla sinistra era stata traumatizzata,
l', così come previsto dall'art. 34 cpv. 1 LAINF, ha preso a proprio
carico l'intero danno a tale spalla. Per contro, la spalla destra non è stata
toccata dall'infortunio né può essere ammesso che le lesioni a destra (rottura
della cuffia dei rotatori) sia imputabile a un eventuale sovraccarico a
sinistra. Il solo evento che possa concernere l'________ concerne la spalla
sinistra. Nella decisione impugnata sono chiaramente esposti i motivi per i
quali l'___ non può riconoscere una rendita di invalidità per tale
evento").
L'__________
si è fondato sul parere del proprio medico di circondario, il dottor
__________, spec. FMH in chirurgia, espresso in occasione della visita medica
di controllo del 30 agosto 2000.
Questo,
in particolare, il contenuto del relativo rapporto:
"
(…)
Siamo dunque confrontati con un assicurato 48enne, già portatore
di alterazioni degenerative alla spalla destra e sinistra, specie irregolarità
del tetto acromiale, osteofitosi acromiale, artrosi acromio-claveare, sclerosi
del trochite maggiore e restringimento dello spazio sotto-acromiale nonché
tendinopatia della cuffia rotatoria.
Tale patologia a sinistra è diventata sintomatica dopo una caduta
sull'emicorpo sinistro, motivo di ulteriori indagini, rispettivamente riscontro
(sono-tomografico) di una lesione anteriore del tendine del muscolo
sopra-spinato.
Stato dopo reinserzione del sopraspinato (in modo transosseo) del
16.9.1992, momento in cui si procede pure ad un allargamento dello spazio
sotto-acromiale, realizzando un'acromio-plastica anteriore.
Considerata la causa effettiva della rottura della cuffia
rotatoria (ossia il conflitto sotto-acromiale), è comprensibile che già il
2.6.1993, il signor __________ deve essere risottoposto ad un secondo
intervento operatorio, per sindrome d'attrito sotto-acromiale persistente,
ritrovando un acromio sempre uncinato con restringimento dello spazio
sotto-acromiale e rimanente scatto pure dopo l'asportazione dei nodi di
sutura (a livello del tubercolo maggiore).
Il signor __________, appena ripreso il lavoro nella misura del 50
q, incomincia ad accusare una medesima sintomatologia di evidente
conflitto sotto-acromiale e insufficienza della cuffia rotatoria, pure alla
spalla destra, benché in nessun momento la spalla destra sia stata coinvolta
né in un infortunio né sollecitata sul lavoro.
Nonostante questa frequente duplicità, risp. simmetria della
patologia degenerativa, l'assicurato ha sostenuto ripetutamente in varie sedi
di aver subito la lesione della cuffia rotatoria destra, per via di un
sovraccarico della spalla destra / risparmio del braccio sinistro!
Per l'origine puramente morbosa-degenerativa dell'affezione delle
spalle è pure sintomatico che anche a livello della spalla destra non
era sufficiente un primo intervento di sutura del tendine del sopra-spinato ed
un'acromio-plastica, ma pure necessaria una seconda operazione (il quarto a
livello delle spalle!), per allargare ulteriormente lo spazio sotto-acromiale,
asportando ulteriori sporgenze/osteofiti acromiali.
In merito alla spalla sinistra l'assicurato in agenzia è stato
sottoposto ad un esame clinico/radiologico dettagliato (2.12.1993) con verifica
di una buona funzione complessiva, senza residuale conflitto sotto-acromiale
né note d'insufficienza della cuffia dei rotatori.
In tal modo, il caso fu chiuso con aumento della capacità
lavorativa graduale (fino al 100 %) entro il 3.1.1994.
Questi referti collimano con l'esito della visita presso il Prof. __________ (del 3.5.1995), quando
riferisce che l'assicurato non lamenta alcuna riduzione di mobilità, nessun
dolore notturno né a riposo, ma unicamente della forza bruta ridotta, dovendo
lavorare con il braccio sinistro in iperabduzione.
I residui organici dell'infortunio del 10.6.1992 riscontrati in
dicembre 1993 quindi non erano tali da poter stabilire una menomazione
dell'integrità ai sensi dell'OAINF.
Visto l'interessamento di ambedue le spalle e soprattutto l'arto
superiore dominante a destra, l'__________ ha
disposto per una riformazione professionale, conclusa con successo, entro fine
1999 (per le mansioni di meccanico utensili).
In base dalla documentazione medica a nostra disposizione, la
funzione da questa parte era mai proprio soddisfacente, tant'è vero che il Prof. __________, ancora in maggio 1995
vagliava la necessità di un ulteriore intervento, risp. resezione
dell'articolazione acromio-claveare e revisione dell'intervallo dei rotatori
(quindi una terza operazione).
Anche all'esame odierno, oggettivamente si nota una lieve
differenza al trofismo muscolare del deltoide (a destra leggermente minore),
mobilità attiva praticamente simmetrica, ma più marcate le alterazioni
degenerative a livello dell'acromio, trochite maggiore, articolazione AC nonché
dell'articolazione omero-scapolare a destra.
La forza bruta (tenendo conto del destrismo dell'assicurato)
risulta simmetrica, benché esista il sospetto di una neuropatia compressiva
(del nervo mediano), a livello carpale della mano sinistra, sicuramente non in
relazione con l'infortunio di nostra pertinenza (primi disturbi insorti a fine 1994).
I relativi disturbi come stancabilità, cedimento e insorgenza di
crampi al braccio sinistro non sono quindi da imputare alle conseguenze
dell'infortunio del 1992.
In sintesi, per quanto riguarda il danno fisico alla spalla
sinistra, i residui patologici tuttora presenti, sono dei postumi di alterazioni
degenerative preesistenti a livello acromiale, del trochite nonché del tendine
del sopraspinato, in modo classico pur presente (addirittura ancora più
pronunciato) alla spalla destra.
Con gli interventi effettuati a carico della __________, la situazione anatomica addirittura è stata migliorata,
per cui non persiste una menomazione dell'integrità ai sensi dell'OAINF.
In merito all'attività professionale bisogna tener conto di tutte
le mansioni svolte nel 1992, nell'ambito della ditta __________, vale a dire
non semplicemente le mere attività di montatore idraulico, ma pure delle
mansioni dirigenziali tecniche, risp. di superiore tecnico (controlli,
sorveglianze, responsabilità organizzativa).
Solo questi compiti d'altronde possono spiegare l'ammontare
dell'indennità giornaliera, percepita al momento dell'infortunio, altrimenti
non spiegabile con il semplice lavoro di montatore di riscaldamenti (senza
diploma federale).
A prescindere da queste attività summenzionate ed astraendo pure
completamente dalla patologia, pur presente (addirittura in modo maggiore) alla
spalla destra, il signor __________ potrebbe senz'altro continuare a lavorare
in qualità di montatore d'impianti di riscaldamento, senza significante
riduzione del rendimento, considerata la mancanza di segni d'insufficienza
della cuffia rotatoria né delle note di un significativo conflitto
sotto-acromiale da questo lato, risp. normale mobilità e regolare trofismo
muscolare.
A questo punto va nuovamente ricordato che una probabile neuropatia
periferica (del nervo mediano, a livello carpale), non è in relazione
con l'infortunio di nostra pertinenza.
Con l'espressione "senza significante riduzione del
rendimento" intendiamo dell'aiuto da parte di un collega di lavoro, nel
caso di spostamento/montaggio di caldaie o bruciatori pesanti, ma anche in tali
occasioni solo richieste, qualora il braccio sinistro fosse particolarmente
sollecitato in una posizione sopraelevata, oltre la linea orizzontale, in modo
duraturo.
L'assicurato viene informato circa le nostre conclusioni in modo
esaustivo e continua ad essere abile al lavoro nella misura del 100% (dal
3.1.1994)"
(doc. _).
Con il
proprio gravame, __________ ha contestato la tesi difesa dall'assicuratore
LAINF convenuto, sostenendo, in sostanza, che la questione riguardante il
diritto ad una rendita di invalidità debba venire esaminata tenendo conto del
danno ad entrambe le spalle (cfr. I, p. 4).
2.5. Allo scopo
di chiarire la fattispecie da un profilo eziologico, questa Corte ha ordinato
una perizia giudiziaria, affidandone l’esecuzione al PD dott. __________,
__________ della Clinica di chirurgia ortopedica dell'Ospedale __________.
Dopo aver
ricostruito l'anamnesi dell'assicurato ed averne descritto lo status,
clinico e radiologico, a livello delle spalle, il Prof. __________ ha affermato
che i disturbi localizzati alla spalla destra non costituiscono una
naturale conseguenza, né diretta né indiretta, dell'infortunio del 10 giugno
1992:
"
2) Gemäss dem Kriterium der überwiegenden Wahrscheinlichkeit
sind die Beschwerden an der rechten Schulter dem Unfall vom 10. Juni 1992 oder
dem Schaden an der linken Schulter zuzuschreiben? Begründung?
Antwort:
Hauptursache der Beschwerden im Bereiche der
rechten Schulter ist mit überwiegender Wahrscheinlichkeit nicht der Unfall vom
10.6.92. Der Explorand macht geltend, dass er nach dem Unfall vom 10.06.92 die
rechte Schulter übermässig beanspruchen musste und folglich die rechte
Rotatorenmanschette einen Schaden erlitten hat.
Aus folgenden Ueberlegungen lässt sich diese
Begründung nicht aufrechterhalten:
-
Die Symptome im Bereiche der rechten Schulter
sind relativ früh nach dem Unfall aufgetreten. Falls es sich um eine chronische
Ueberbeanspruchung (overuse) handeln würde, wäre ein über mehrere Jahre hinweg
progredientes und schubweise verlaufendes Krankheitsbild zu erwarten.
-
Bei der praktischen Tätigkeit als
Heizungsinstallateur ist es kaum nachvollziehbar, dass überwiegend einhändig
gearbeitet werden konnte.
-
Auf der Röntgenaufnahme der rechten Schulter
vom 10.06.92 besteht ein deutlicher Acromionenthesophyt. Dieser zeugt für eine
schon zu diesem Zeitpunkt bestehende, aber offensichtlich klinisch
asymptomatische Pathologie im Subacromialraum.
- Ist das Gesundkeitsproblem von Herrn
_________ bei der rechten Schulter die Konsequenz des Unfalles von 1992, oder
handelt es sich um eine Krankheit?
Antwort:
Nein. Die Beeinträchtigung der rechten Schulter
ist degenerativ bedingt. Es handelt sich um eine Krankheit.
Wie weiter ober erwähnt macht Herr _________
geltend, dass die Beschwerden des rechten Armes durch die notwendige
Ueberbeanspruchung bedingt seien. Nachvollziehbar wäre die These eigentlich
nur, wenn die Ueberbeanspruchung massiv und über längere Zeit (Jahre!)
nachweisbar wäre. Aus meiner Beurteilung der Sachlage waren sowohl das Ausmass
der relativen Ueberbeanspruchung, weil die zeitliche Dauer der potentiellen
relativen Ueberbeanspruchung nicht ausgeprägt genug, um einen transmuralen
Schaden der Rotatorenmanschette in derart kurzer Zeit zu erzeugen. Des Weiteren
besteht ein Röntgenbefund vom 10.06.92, der eine pathognomonische Veränderung
des Acromions (Enthesophyt) zeigt, welche mit einer Pathologie des
Subacromialraumes bzw. der Supraspinatussehne korreliert.
- Die Tatsache, dass Herr __________ 1992 auf
die linken Seite des Körpers gefallen ist, schliesst es aus, dass die rechte
Seite des Körpers geschädigt wurde, insbesondere die Schulter, oder ist es
möglich, dass der Unfall den Schaden an der rechten Schulter verursacht hat,
der aber später ersichtlich geworden ist?
Antwort:
Grundsätzlich kann auch bei einem Sturz auf die
linke Flanke unter Umständen eine Läsion der rechten Rotatorenmanschette
stattfinden. Allerdings ist es praktisch ausgeschlossen, dass eine intakte
Manschette durch aktive Muskelkontraktion einen Schaden erleiden würde.
Hingegen ist es möglich, dass bei einer vorbestehenden Partialruptur eine akute
Extension der Ruptur durch eine plötzliche, unbeabsichtigte massive
Abwehrspannung der Muskulatur auftritt.
- Ist es möglich, dass die erhöhte
Anstrengung, die bei der rechten Schulter ausgeübt wurde, um die Schmerzen und
die verminderte Kraft bei der linken Schulter nach dem Unfall von 1992
auszugleichen, den Schaden bei der rechten Schulter verursacht hat?
Antwort:
Es ist möglich, dass die vermehrte Beanspruchung
der erchten Schulter zu einer fortschreitenden strukturellen Schädigung der
rechten Rotatorenmanschette geführt hat. Der potentiell entstandene
Zusatzschaden ist jedoch nur bei vorgeschädigter Manschette (beispielsweise vorbestehende
Unterflächenparzialruptur) möglich. Eine intakte Rotatorenmanschette kann wie
weiter oben aufgeführt kaum innert kurzer Zeit derart beschädigt werden."
(XIX, risposta al
quesito n. 2 di parte convenuta, rispettivamente, ai quesiti n. 2, 3 e 4 di
parte ricorrente).
Rispondendo
al quesito n. 5 di parte ricorrente, l'esperto designato dal TCA ha negato
un'eziologia traumatica pure ai disturbi localizzati al rachide cervicale,
rispettivamente, alla mano sinistra:
"
5) Ausser dem Gesundheitszustand der Schultern,
soll der Sachverständige auch den Zustand der Arme, der Hände und des Rückens untersuchen.
Falls er Pathologien finden sollte, sage er, ob es sich um Konsequenzen des Unfalles
von 1992 handelt.
Antwort:
Wie oben erwähnt, besteht eine Pathologie im Bereiche
der HWS. Die HWS zeigt eine leichtgradige Einschränkung der Rotationsamplitude,
eine Verspannung der paravertebralen Muskulatur und ein entsprechendes radiologisches
Korrelat mit einer Osteochondrose C4/C5 und C5/C6. Im Bereiche der linken Hand besteht
aufgrund der anamnestischen Angaben und des fraglich positiven Phalenzeichens ein
mögliches incipientes Carpaltunnelsyndrom.
Beide Affektionen haben meines Erachtens keine
kausale Beziehung mit dem Unfallereignis vom 10.06.92."
(XIX, p. 10s. - la
sottolineatura è del redattore).
Per quel
che concerne il danno alla spalla sinistra, direttamente interessata
dall'evento infortunistico del 1992, il dott. __________ ha affermato che la
situazione attuale corrisponde ormai ampiamente allo status quo sine:
"
3) In Anbetracht der alleinigen Unfallfolgen,
welches sind die Beeinträchtigungen des Versicherten?
Antwort:
Wie weiter unter aufgeführt, kann eine vorbestehende
Pathologie der linken Schulter auf der Röntgenaufnahme vom 27.08.92 nachgewiesen
werden. Dieser Röntgenbefund zeugt unmissverständlich für eine chronische Pathologie
der cranialen Rotatorenmanschette, welche offenbar zum Zeitpunkt des Unfalles asymptomatisch
war. Man kann durchaus davon ausgehen, dass zu diesem Zeitpunkt eine Unterflächenpartialruptur
der Supraspinatussehne vorlag.
Die Beeinträchtigung, die aufgrund des Unfallereignisses
entstanden ist, könnte die Extension der Unterflächenpartialruptur sein. Diese Extension
hat möglicherweise dazu geführt, dass eine transmurale Ruptur im vorderen Supraspinatusanteil
entstanden ist. Somit wären die Beeinträchtigungen, welche als Folgen des Unfalles
vom 10.06.92 entstanden sind, lediglich auf die Extension der Unterflächenpartialruptur
zu beziehen. Die Extensionkomponente wurde chirurgisch behandelt. Die Integrität
(Kontinuität) der Rotatorenmanschette wurde magnetresonanz-tomografisch nachgewiesen.
Es verbleibt eine deutliche Ausdünnung der Manschette, welche morphologisch gesehen
dem Vorzustand entsprechen dürfte.
Daraus kann abgeleitet werden, dass der Status
quo sine weitgehend erreicht ist."
(XIX, risposta al
quesito n. 3 di parte convenuta - la sottolineatura è del redattore).
Infine, a
mente del perito giudiziario, _________ presenta un'incapacità lavorativa del
25% quale montatore di riscaldamenti, rispettivamente, del 10% quale meccanico
di utensili:
"
Unter Berücksichtigung der alleinigen Unfallfolgen
besteht als Heizungsmonteur eine 25%ige und als Werkzeugmechaniker eine
10%ige Arbeitsunfähigkeit. Die Werte sind unter Berücksichtigung der, meines Erachtens
doch sehr relevanten und radiologisch nachweislich degenerativ veränderten Rotatorenmaschette
zum Zeitpunkt des Unfalles zu verstehen."
(XIX, risposta al
quesito n. 6 di parte ricorrente).
Notando
un'apparente contraddizione fra la risposta al quesito n. 3 di parte convenuta
e quella fornita al quesito n. 6 di parte ricorrente, il TCA ha chiesto al
Prof. __________ di spiegare - a titolo di complemento peritale - "… come
dobbiamo interpretare la risposta da lei fornita al quesito n. 6 di parte
ricorrente (cfr. XIX, p. 11) e ciò tenuto conto dell'affermazione secondo la
quale __________, per quanto riguarda la spalla sinistra, è reputato avere
ormai raggiunto lo status quo sine (= assenza di qualsiasi postumo residuale
di natura infortunistica) a margine dell'evento traumatico del mese di giugno
1992 (cfr. XIX, p. 8, risposta al quesito n. 3 di parte convenuta, in fine)"
(XXII).
In data
14 gennaio 2003, il dott. __________ ha così risposto:
"
(…)
Mit Ihrem Schreiben vom 02.01.2003 ersuchen Sie
mich um Stellungnahme zu meiner Antwort auf Frage Nr. 6 betreffend obenerwähnte
Begutachtung.
Wenn ich Sie richtig verstehe, besteht auf den
ersten Blick ein Widerspruch zwischen meiner Antwort auf Frage Nr. 3 und meiner
Antwort auf Frage Nr. 6.
Unter Antwort Nr. 3 halte ich fest, dass der
Status quo sine weitgehend erreicht ist. Unter Antwort Nr. 6 räume ich als
Heizungsmonteur eine 25%ige Arbeitsunfähigkeit, unter Berücksichtigung der
alleinigen Unfallfolgen, ein.
Dieser vermeintliche Widerspruch beruht auf der
Interpretation des Adjektivs "weitgehend". In meinem
medizinisch-biologischen Verständnisses Wortes heisst "weitgehend"
gleich/oder über 75%. Demzufolge kann abgeleitet werden, dass eine alleinige
unfallbedingte Arbeitsunfähigkeit von max. 25%, möglich ist.
Ich bin nach wie vor der Meinung, dass diese
Einschätzung adäquat ist"
(XXIV).
In
sintesi, il perito giudiziario ha dunque escluso che esista una relazione di
causalità naturale fra, da un canto, l'infortunio del 10 giugno 1992 e, d'altro
canto, i disturbi localizzati alla spalla destra, al rachide cervicale ed alla
mano sinistra, di modo che l'incapacità lavorativa che eventualmente ne deriva
non può essere posta a carico dell'Istituto assicuratore convenuto.
Per
quanto riguarda invece la spalla sinistra, il PD __________ ha indicato che la
presenza di un'inabilità lavorativa di origine traumatica (di un'entità massima
del 25%) è semplicemente possibile (cfr. XXIV, p. 2: "Demzufolge kann
abgeleitet werden, dass eine alleinige unfallbedingte Arbeitsunfähigkeit von
max. 25%, möglich ist" - la sottolineatura è del redattore), ciò
che non è sufficiente per ritenere impegnata la responsabilità
dell'assicuratore LAINF (cfr. la giurisprudenza citata al consid. 2.2.).
Alla luce
delle risultanze della perizia giudiziaria - che risulta essere senz’altro
completa sui punti litigiosi, chiara nell’esposizione degli elementi sanitari e
nella valutazione della situazione (cfr. RJJ 1995 p. 44; RAMI 1991 U 133 p. 312
consid. 1b), ragione per cui deve essergli riconosciuta piena forza probante -
lo scrivente TCA considera accertato, con un sufficiente grado di
verosimiglianza, che l'incapacità lavorativa presentata da __________ non si
trovava più in un nesso di causalità naturale con l'evento infortunistico
assicurato.
È quindi
a giusta ragione che l’__________ ha negato al ricorrente il diritto ad una
rendita di invalidità, ritenuto che non sussiste alcuna inabilità lavorativa
riconducibile, secondo quanto suindicato, all’infortunio del mese di giugno
1992.
2.6. Con le
proprie osservazioni dell'8 gennaio 2003, l'assicurato ha postulato che il
perito giudiziario abbia a rispondere ai seguenti quesiti complementari:
"
(…)
-
A
mente del perito l'affezione di cui soffre il ricorrente alla spalla destra è
da ascrivere a malattia (cfr. perizia, risposta alla domanda no. 2 del
ricorrente). Tuttavia alla risposta successiva egli non ha escluso che una
caduta sulla parte sinistra del corpo possa danneggiare comunque la spalla destra,
a condizione che preesistesse una rottura parziale. Si chiede pertanto al
perito di precisare nel caso concreto, partendo dal presupposto che nel 1992 la
spalla destra fosse comunque già affetta da malattia, in quale misura la caduta
ha peggiorato la situazione e ha compromesso l'uso della spalla medesima.
-
Il
perito ha definito percentualmente l'incapacità lavorativa come montatore di
riscaldamenti, rispettivamente come meccanico, limitatamente alle conseguenze
dell'infortunio. Gli si chiede ora di considerare la sofferenza psichica
derivante da dieci anni di sofferenza, interventi e cure e di rivalutare le
suddette percentuali in tal senso"
(XXIII).
Da parte
sua, lo scrivente TCA ritiene superfluo interpellare di nuovo il dottor
__________, così come preteso da __________, nella misura in cui il referto
peritale del 29 novembre 2002, tenuto conto della precisazione da lui fornita
il14 gennaio 2003, è sufficientemente chiaro da non necessitare di ulteriori
delucidazioni.
In primo
luogo, dagli atti all'inserto non risulta affatto che l'assicurato presenti un
qualsiasi disturbo di natura psichica. In particolare, nell'incarto non figura
alcuna certificazione medica che vada in questo senso.
D'altronde,
non può essere ignorato che neppure in sede di ricorso è stato fatto valere che
__________ lamenterebbe delle difficoltà a livello psichico (cfr. I e XIII).
In
secondo luogo, è vero che, rispondendo al quesito n. 3 di parte ricorrente, il
dott. __________ ha affermato che - teoricamente - realizzate determinate
circostanze, è possibile che una caduta sulla parte sinistra del corpo provochi
una lesione della cuffia dei rotatori della spalla destra (cfr. XIX, p. 10).
Nondimeno
- con riferimento al caso concreto - egli ha pure chiaramente escluso che il
danno riscontrato alla spalla destra possa essere fatto risalire, direttamente
oppure indirettamente, all'evento traumatico del 10 giugno 1992 (cfr. XIX,
risposta al quesito n. 2 di parte convenuta ed al quesito n. 2 di parte
ricorrente).
Occorre
dunque concludere che le risposte del perito non conterrebbero, comunque, dei
nuovi elementi di valutazione.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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