AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
35.2001.17
Data decisione, Autorità:
25.02.2002, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
35.2001.00017
mm
Lugano
25 febbraio 2002
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo,
presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Maurizio Macchi
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 16 marzo 2001 di
__________,
contro
la decisione del 19 dicembre 2000 emanata
da
__________,
rappr. da: __________,
in materia di assicurazione contro gli
infortuni
ritenuto, in
fatto
1.1. In data 23
maggio 2000, __________ - all'epoca alle dipendenze delle __________ in qualità
di Capo-impianto presso la centrale di __________ e, perciò, assicurato
d'obbligo contro gli infortuni presso l'__________ - stava posando un pavimento
presso la propria casa di vacanza, quando è caduto nel locale sottostante,
riportando delle fratture costali in serie a sinistra (dalla III alla VII).
Persistendo
una sintomatologia dolorosa a livello della spalla sinistra, l'assicurato è
stato sottoposto ad un'artro-risonanza magnetica, che ha permesso di mettere in
luce una lesione del complesso labbro-legamentare gleno-omerale anteriore (cfr.
doc. _).
Il caso è
stato assunto dall'__________, il quale ha regolarmente corrisposto le proprie
prestazioni assicurative.
1.2. Sentito il
parere del proprio medico di circondario, l'Istituto assicuratore, con
decisione formale del 2 novembre 2000, ha dichiarato _________ abile al lavoro
in misura completa a far tempo dal 18 settembre 2000.
Per
contro, esso ha ritenuto ancora necessaria una cura medica (cfr. doc. _).
A seguito
dell'opposizione personalmente interposta dall'assicurato (cfr. doc. _),
l'assicuratore LAINF, in data 19 dicembre 2000, ha sostanzialmente confermato
il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).
1.3. All'inizio
del mese di marzo 2001, __________ ha privatamente consultato il dottor
__________, spec. FMH in chirurgia ortopedica, il quale - diagnosticata una
lesione capsulare ventrale e del labbro ventrale nonché, all'esame clinico, un
allargamento dell'intervento dell'intervallo dei rotatori e lesione parziale
del sottoscapolare - ha proposto un'artroscopia della spalla sinistra con
ricostruzione (cfr. doc. _).
1.4. Con
tempestivo ricorso del 16 marzo 2001 - completato il 28 marzo 2001 - __________
ha chiesto che l'__________ venga condannato "… a pagare le cure che il
caso comporta e che infine abbia a decidere nuovamente sul mio diritto a
indennità giornaliera e se del caso a una rendita e a una IMI", osservando
quanto segue:
"
(…).
A mio modo di vedere la __________ non considera
che la spalla sinistra secondo il reperto della risonanza magnetica la lesione
è sul muscolo mentre la cuffia dei rotatori non ha lesioni, fatto che la
__________ non accenna.
Non sono d'accordo con tale decisione, perché
secondo lo specialista dott. ______ per risolvere il problema della spalla
sinistra dovuto all'infortunio occorrono ulteriori cure, non escludendo un
intervento chirurgico.
Farò pervenire al tribunale al più presto la
relazione medica dello specialista dott. __________, il quale spiegherà
adeguatamente la situazione della spalla"
(I).
1.5. L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. V).
1.6. In replica,
il ricorrente ha ancora fatto valere quanto segue:
"
-
Ritengo che le spese di cura rientrano nella
normale copertura assicurativa che per legge e contratto viene garantita agli
assicurati. Per questo motivo confermo che non ho mai contestato le prestazioni
inerenti le cure mediche e ospedaliere.
-
L'infortunio è avvenuto prima del mio pensionamento
ufficiale. Faccio notare che lo stesso ha influenzato la cessazione del mio
rapporto di lavoro con le __________; infatti la decisione di anticipare il
pensionamento di 1 anno è stata, anche, dettata dal mio stato di non integrità
fisica dovuta all'infortunio.
-
Confermo (a differenza di quanto affermato dall'______
, vedi cap. 2 della lettera dell'11.4.2001) che la mia integrità fisica, oggi,
non è ancora al 100%. Quindi anche dal 18.9.2000 la mia situazione è sì
migliorata ma non certo da considerare di fatto come abile al lavoro al 100%.
-
Le considerazioni di cui al punto 3 sono
confermate dai rapporti e visite mediche. Tra cui una risonanza magnetica ed i
documenti fanno parte del dossier già in vostro possesso"
(VII).
1.7. In corso di
causa, il TCA ha interpellato l'ex datore di lavoro del ricorrente, allo scopo
di chiarire quali fossero concretamente le mansioni che incombevano a
__________ in qualità di Capo-impianto (cfr. VIII).
La
risposta della __________ è pervenuta il 10 maggio 2001 (IX). Alle parti è
stata concessa la facoltà di esprimersi al riguardo.
L'__________
ha formulato le proprie osservazioni in data 28 maggio 2001 (cfr. XIII +
allegato).
L'assicurato,
da parte sua, è rimasto silente. Egli ha però preso posizione in merito al
contenuto dello scritto 28 maggio 2001 dell'__________, rispettivamente, del
referto 16 maggio 2001 del dott. __________, medico di circondario (cfr. XV).
1.8. In data 12
giugno 2001, lo scrivente Tribunale ha chiesto al dott. __________ una sua
valutazione della capacità lavorativa presentata dall'assicurato, a fronte dei
postumi infortunistici alla spalla sinistra (cfr. XVI).
Il dottor
__________ ha risposto l'8 ottobre 2001 (XIX).
Le parti
hanno avuto modo di presentare le loro osservazioni al proposito (cfr. XXIII +
allegati e XXV).
in
diritto
2.1. Litigiosa è
unicamente la questione a sapere se l'__________
era o meno legittimato a dichiarare __________ totalmente abile al lavoro a
decorrere dal 18 settembre 2000.
Nella misura
in cui il ricorrente ha postulato che l'__________ venga condannato ad assumere
i costi della cura medica, questa pretesa, in realtà, è priva d'oggetto. In
effetti, con la decisione formale del 2 novembre 2000 (cfr. doc. _) -
confermata in sede di opposizione - l'Istituto assicuratore ha esplicitamente
dichiarato che la cura medica non poteva essere ritenuta chiusa, tant'è che,
nel prosieguo, esso ha continuato ad assumere i costi della fisioterapia (cfr.
doc. _).
2.2. Secondo
l'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare a
seguito d'infortunio o di malattia professionale ha diritto all'indennità
giornaliera.
Conformemente
alla costante giurisprudenza, la nozione di incapacità di lavoro è identica in
tutti i campi dell'assicurazione sociale: viene considerata incapace di lavoro
la persona che per motivi di salute non è più in grado di svolgere la propria
attività o lo è soltanto in misura ridotta oppure, ancora, soltanto con il
rischio di aggravare il suo stato di salute (DTF 111 V 239 consid. 1b; A. Maurer,
Schweizerisches Sozialversicherungsrecht, vol. I, Berna 1979, p. 286ss.; Ghélew,
Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna
1992, p. 91).
La
questione a sapere se l'assicurato sia o meno incapace di lavorare in misura
giustificante il riconoscimento del diritto a prestazioni deve essere valutata
sulla base dei fatti forniti dal medico.
Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e tracciare
un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare determinate
funzioni.
Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività.
Determinante
ai fini della graduazione dell'incapacità lavorativa non è comunque
l'apprezzamento medico-teorico, bensì la diminuzione della capacità di lavoro
che effettivamente risulta dall'impedimento (cfr. RAMI 1987 K720 p. 106
consid. 2, U27 p. 394 consid. 2b e giurisprudenza ivi citata; RJAM 1982 n. 482
p. 79 consid. 2).
L'assicurato
che rinuncia a utilizzare la sua residua capacità oppure che non mette in atto
i provvedimenti da lui ragionevolmente esigibili per sfruttare al meglio la propria
capacità lavorativa è, ciò nonostante, giudicato per l'attività che egli
potrebbe esercitare dimostrando buona volontà.
Carenze
di volontà risultanti da un'anomalia caratteriale non sono prese in
considerazione nell'ambito dell'assicurazione infortuni: possono essere,
tutt'al più, considerate nell'ambito dell'assicurazione malattia se la loro
causa é da ricercare in un'affezione patologica (DTF 101 V 145 consid. 2b; 111
V 239 consid. 1b e 2a; RAMI 1986 p. 56; 1987 p. 105 consid 2; 1987 p. 393
consid. 2b; 1989 p. 106 consid. 1d; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 91).
2.3. In concreto,
__________ è rimasto vittima di un infortunio alla spalla sinistra il 23 maggio
2000 (doc. _).
Durante
il periodo 23-28 maggio 2000, egli è rimasto degente presso il Servizio di
chirurgia dell'Ospedale regionale di __________a, dove gli sono state applicate
le cure mediche del caso (cfr. doc. _).
In data
12 luglio 2000, l'assicurato è stato sottoposto ad una visita di controllo da
parte del dottor __________, spec. FMH in chirurgia, il quale l'ha dichiarato
totalmente abile al lavoro a contare dal 1° settembre 2000 (cfr. doc. _, p. 2).
Il 13
settembre 2000 - su richiesta del medico curante, il quale aveva fatto stato,
segnatamente, di una dolenzia alla spalla sinistra con una diminuita mobilità
(cfr. doc. _) - l'insorgente è stato visitato dal dottor __________, spec. FMH
in chirurgia ortopedica.
Questo lo
status clinico constatato a livello della spalla sinistra:
"
Spalla sinistra
All'ispezione senza particolarità, alla
palpazione si nota un modico dolore sopra il processo coracoideo e sopra il
solco del muscolo bicipite. Extra-rotazione e intra-rotazione passiva scatena
un cric-crac nella regione del solco bicipitale.
Funzionalità
Abduzione/adduzione 170-0-30° a destra,
l'adduzione è un po’ fastidiosa da fare, a sinistra 180-0-30°.
Elevazione/retroversione a sinistra 170-0-30°, a
destra 180-0-40°.
Extra-rotazione, intra-rotazione a sinistra
45-0-80°, a destra 50-0-80°.
Tests
Neer, Jobe, 0-abduzione negativi.
Lift-off test fattibile. Test d'iperadduzione
negativo.
(…).
Attualmente l'assicurato asserisce ancora
problemi alla spalla sinistra nel senso di un'extra-rotazione provocata.
I movimenti sono praticamente tutti nella norma,
esiste però ancora un dolore finale all'abduzione e all'extra-rotazione.
I problemi al torace ed al ginocchio destro sono
risolti"
(doc. 14,
p. 2).
Preso
atto di una situazione tutto sommato blanda, il medico di circondario dell'__________
ha poi confermato una piena capacità lavorativa a far tempo dal 18 settembre
2000 (cfr. doc. _, p. 2 in fine).
Una terza
visita di controllo presso il dottor __________ ha avuto luogo il 27 ottobre
2000. In quell'occasione, il medico fiduciario ha diagnosticato una periartropatia
omero-scapolare post-traumatica a sinistra, ha prescritto l'esecuzione di un
ulteriore ciclo di fisioterapia ed ha nuovamente dichiarato __________ abile al
lavoro nella misura del 100% (cfr. doc. _).
Nel corso
del mese di novembre 2000, l'assicurato si è sottoposto ad un'artro-RM della
spalla sinistra, accertamento grazie al quale è stata evidenziata una lesione
del complesso labbro-legamentare gleno-omerale anteriore. D'altro canto,
l'esame di risonanza magnetica ha però escluso la presenza di una rottura della
cuffia dei rotatori (cfr. doc. _).
Prima di
procedere all'emanazione dell'impugnata decisione su opposizione, l'Istituto
assicuratore convenuto ha ancora interpellato il dottor __________, il quale -
considerata l'attività svolta dall'assicurato al momento dell'infortunio - ha
confermato una piena capacità lavorativa (cfr. doc. _).
Dalle tavole processuali
emerge poi che, nel marzo 2001, __________ ha privatamente consultato il dottor
__________, spec. FMH in chirurgia ortopedica. Il suddetto specialista, dal
profilo terapeutico, ha proposto l'esecuzione di una artroscopia della spalla
sinistra con ricostruzione (cfr. doc. _).
Allo
scopo di chiarire il genere di attività che __________ era chiamato a svolgere
in qualità di Capo-impianto presso il suo ex datore di lavoro, il TCA, in corso
di causa, ha interpellato direttamente la __________ (cfr. VIII).
Queste le
indicazioni fornite dai dirigenti della summenzionata azienda:
"
(…)
ci riferiamo alla vostra istanza del 3 corrente
con la quale richiedete alcune informazioni sull'attività svolta a suo tempo
dal nostro ex collaboratore, sig. __________, nel frattempo passato al
beneficio della pensione dallo scorso 30 giugno 2000.
Come vi è già noto il sig. __________ occupava il
posto di Capo-impianto, responsabile della centrale idroelettrica di
__________. In questa funzione gli competevano principalmente le seguenti
mansioni:
·organizzazione e gestione dell'impianto con particolare attenzione
all'impiego delle risorse umane;
·assicurare il funzionamento efficiente degli impianti della centrale
garantendo in ogni momento la sicurezza dell'impianto stesso;
·gestione e liquidazione delle pratiche amministrative giornaliere;
·collaborazione durante le fasi di carico e scarico materiale, lavori
nell'officina, al tornio, ecc.
Le attività che richiedevano un certo impegno dal
lato fisico si ripetevano con una frequenza alternata e la loro durata
complessiva è stata stimata da 1 a 1,5 giorni per settimana. L'entità
dei pesi poteva raggiungere anche i 40/50 kg ed in talune circostanze,
la spalla sinistra sopportava parte dei suddetti pesi oltre alla posizione
orizzontale (pensiamo ad es. al carico di materiale su di un furgone)"
(IX).
Chiamato
a prendere posizione in merito alle informazioni ottenute dalla __________,
l'assicuratore LAINF ha risottoposto il caso al proprio medico di circondario,
il dottor __________, il quale ha ribadito, una volta di più, la tesi secondo
cui __________ sarebbe stato senz'altro in grado di riprendere la propria
attività in misura completa:
"
Ho preso nota della descrizione del lavoro del
signor __________.
Il dott. __________ ed io personalmente abbiamo
visto l'assicurato già dal mese di luglio 2000 e conosciamo le mansioni che
deve svolgere durante il suo lavoro, per questo motivo l'abbiamo sempre
dichiarato abile al 100%.
Il signor __________ lavora in qualità di
capo-impianto e la valutazione per questo lavoro per una persona di 40 anni e i
reperti oggettivabili della spalla sinistra, permettono di dichiarare
un'abilità totale.
L'unico problema per l'assicurato è
l'extra-rotazione della spalla, però questa manovra non è importante per lavori
manuali.
Necessaria è una buona abduzione e elevazione
fino a 100° (il test di Jobe era sempre negativo: abduzione in circa 90° in
lieve elevazione contro resistenza). Inoltre è importante una funzione completa
del gomito.
Penso che un capo-impianto deve portare raramente
pesi fino a 50 chili"
(XIII
bis).
Da parte
sua, il ricorrente ha commentato criticamente l'apprezzamento enunciato dal
dottor __________, sottolineando il fatto che egli avrebbe omesso di
considerare le sue attività extra-professionali:
"
(…).
Prendo inoltre posizione in merito alla lettera
__________ del 16 maggio 2001.
Il dott. __________ pensa che un capo-impianto
"deve portare raramente pesi fino a 50 kg"
a) contesto questa affermazione in quanto, a mio
parere, non ritengo che il dott. __________ sia in grado di giudicare il mio
compito lavorativo da me svolto sul lavoro, e fuori dal normale impiego.
b) in questo senso faccio notare che da almeno 45
anni sono stati pagati i contributi riguardanti gli infortuni anche non
professionali e che per mia fortuna non ho avuto quasi mai bisogno delle
prestazioni __________. La sicurezza mia e del personale ha sempre avuto
priorità, anche in situazioni di lavori pericolosi.
Sono alquanto meravigliato della confusione della
__________ quando nella lettera del 16
maggio 2001 si afferma che "il signor __________ lavora in qualità di capo
impianto e la valutazione per questo lavoro per una persona di 40 anni …".
Per la buona regola vi comunico che sono nato il
__________e che secondo i miei calcoli compio quest'anno 65 anni e che ho
anticipato il pensionamento in buona parte a seguito della mia integrità fisica
con l'infortunio (vedi lettera del 20 aprile 2001)"
(XV).
Ai fini
dell'istruttoria di causa, questa Corte ha pure proceduto a prendere contatto
con il dottor __________, al quale è stata chiesta una sua valutazione della
capacità lavorativa presentata da __________, e ciò alla luce delle
informazioni raccolte presso il suo ex datore di lavoro (cfr. XVI).
La
risposta del dottor __________ data dell'8 ottobre 2001:
"
(…)
in risposta al Vostro scritto inerente la
capacità lavorativa del paziente sopraccitato, Vi comunico quanto segue:
l'ho visto due volte, il 06 marzo ed il 16 maggio
2001.
Diagnosi: stato dopo traumatizzazione della
spalla sinistra con lesione capsulare e labbro ventrale.
Allargamento dell'intervallo dei rotatori,
lesione parziale del sottoscapolare spalla sinistra.
Stato dopo fratture costole a sinistra.
A quanto mi riferiva lo scorso 6 marzo, è in
pensione.
Rispondo ai punti in questione:
-
un lavoro strettamente d'ufficio può essere
svolto al 100%.
-
Se questo funzionamento comprendesse soltanto un
lavoro d'ufficio, potrebbe essere garantito al paziente, se invece per
assicurare il funzionamento dovrebbe eseguire lavori pesanti oltre
l'orizzontale, allora sarebbe inabile al 100%, in quanto è una funzione che con
la spalla sinistra non può più garantire;
-
in merito alla parte amministrativa è abile al
100%;
-
nel ramo carico e scarico di materiale con
questa spalla è inabile al 100%"
(XIX).
A mente
del dottor , quindi, __________ è impedito per lavori pesanti da
svolgere sopra l'altezza delle spalle, così come evidenziato dal medico di
circondario dell' nella sua presa di posizione del 29 ottobre 2001:
"
Secondo il dott. __________ l'assicurato è abile
nella misura del 100% per lavori fino all'orizzontale. Al di sopra soltanto i
lavori pesanti non sono più fattibili.
Nella vita normale quasi tutti i lavori sono
eseguiti in questo quadro. Raramente e per breve tempo deve eseguire lavori
sopra l'orizzontale.
Di conseguenza a questa valutazione, l'assicurato
sarebbe abile al lavoro nella misura completa in qualità di capo-centrale, come
già confermato in precedenza"
(XXIII
1).
L'insorgente,
con lo scritto 10 novembre 2001, ha così commentato le osservazioni del dottor
__________:
"
(…).
Prendo inoltre posizione in merito alla lettera
__________ dell'8 novembre 2001.
a) Sono in pensione dal 1.7.00. Ritengo che non
necessariamente un pensionato deve essere inabilitato a eseguire lavori
materiali specifici. Bisogna forse richiamare all'attenzione della __________
che lei stessa promuovo e consiglia di svolgere attività fisica: mi riferisco
in particolare alle trasmissioni televisive e annunci su varie riviste
svizzere.
b) Secondo il mio parere, il dott. __________ non
ha mai eseguito lavori manuali ad esempio per coltivare la vigna, prati,
tagliare legna e manutenzioni varie di una casa unifamiliare come nel mio caso
e con una spalla dolorante. In questo senso, le tesi che vengono portate avanti
dal dott. __________ sono fuorvianti.
c) Il dott. __________ dovrebbe leggere più
attentamente la dichiarazione della ditta in data 7 mag. 01 agli atti, e che
comunque la mia situazione quale dipendente della __________ prima del
pensionamento non ha nulla a che fare con la mia vita attuale: oggi ritengo di
dover svolgere ogni attività - manuale o altro - nell'interesse della mia
famiglia. Le quote dell'assicurazione professionale e non professionale,
ricordo, sono sempre state dedotte dal salario indipendentemente dall'attività
professionale da me svolta.
d) Faccio notare la seguente contraddizione: in
data 18.9.2000 sono stato abilitato al 100% mentre la risonanza magnetica del
28 novembre 2000 confermava la lesione del complesso labbro-legamentare
gleno-omerale anteriore.
Al momento, in considerazione di quanto sopra e
nell'attesa di una vostra decisione in fatto e in diritto, chiedo:
- che mi vengano riconosciute - come finora -
tutte le spese mediche, ambulatoriali, di fisioterapia, che verranno ordinate
dai medici curanti in relazione all'infortunio del 23.5.2000"
(XXV).
2.4. Attentamente
esaminate le tavole processuali, questo TCA ritiene che le opinioni dei dottori
__________ e __________, l'uno spec. FMH in chirurgia, l'altro spec. FMH in
chirurgia ortopedica, possano validamente costituire da supporto probatorio per
il presente giudizio.
Al proposito, va ricordato che, per costante
giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce
l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle
prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere
considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero
modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad
assumere altre prove (RCC 1986 p. 202 consid. 2d; sentenza TFA del 27 ottobre
1992 in re A.B.P.; sentenza TFA del 13 febbraio 1992 in re M.O.; sentenza TFA
del 13 maggio 1991 in re A.A.; sentenza TCA del 25 novembre 1991 in re G.M.; F.
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren
in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117) senza che ciò
costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv.
2 nCost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
Il TCA, chiamato a pronunciarsi su una questione
sostanzialmente di carattere medico, non ha in concreto motivi di scostarsi
dalle valutazioni enunciate dagli specialisti consultati dall'______, il cui
contenuto non è affatto stato smentito, se si considera che, per costante giurisprudenza,
in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede
la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto
oggettivo (cfr. RAMI 1997 U281, p. 282; DTF 104 V 209; sentenze inedite 5
gennaio 1993 in re S., 5 aprile 1984 in re M. e 2 novembre 1983 in re M.; U. Meyer-Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989, p. 30ss.).
Il TFA,
nella DTF 122 V 157ss., ha ancora precisato che dagli artt. 4 Cost. e 6 n. 1
CEDU non può essere dedotto un diritto formale di essere sottoposto a perizia
medica esterna da parte dell'istituto assicuratore quando si tratti di lite in
materia di prestazioni. Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove é, in
linea di principio, consentito che l'amministrazione ed il giudice delle
assicurazioni sociali fondino la loro decisione esclusivamente su basi di
giudizio interne dell'istituto assicuratore: in questo caso, devono, però,
essere poste esigenze severe per quanto riguarda l'imparzialità e
l'attendibilità di simili prove (cfr., pure, RAMI 1999 U356, p. 572).
Nella DTF
125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV10, p. 33ss. e RAMI 1999 U356, p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
Per quel
che concerne il valore probante di un rapporto medico determinante é che il
rapporto sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure dell'assicurato, che sia stato
redatto in piena conoscenza della pregressa vicenda valetudinaria (anamnesi),
che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni
siano chiare, motivate e condivisibili (RAMI 1991 pag. 311 consid. 1; RAMI 1996
pag. 191ss.; DTF 122 V 160ss. consid. 1c e riferimenti; STFA 29.9.1998 in re
UAI c. F. non pubbl.).
Determinante
dal profilo probatorio non é, dunque, di principio, l'origine del mezzo di
prova o la sua designazione quale rapporto o perizia, bensì il suo contenuto
(DTF 122 V 160 in fine).
Lo
scrivente TCA considera accertato che, a fronte dei postumi infortunistici
residuali alla spalla sinistra, __________ presenta degli impedimenti
unicamente per lavori pesanti da svolgere sopra l'orizzontale, circostanza
quest'ultima riconosciuta anche dal dottor __________, specialista privatamente
consultato dall'assicurato (cfr. XIX: "…, se invece per assicurare il
funzionamento dovrebbe eseguire lavori pesanti oltre l'orizzontale,
allora sarebbe inabile al 100%, in quanto è una funzione che con la spalla
sinistra non può più garantire" - la sottolineatura è del redattore).
In particolare, in occasione della visita di
controllo del 13 settembre 2000, il dottor __________ aveva riscontrato una
spalla sinistra mobile in tutte le direzioni, con dolore finale
all'abduzione ed alla rotazione esterna (cfr. doc. _).
In data 27 ottobre 2000, il dottor __________
aveva, da parte sua, constatato difficoltà soltanto nell'abduzione oltre i 100°
(possibile fino a 140°) e nella postergazione (cfr. doc. _, p. 2).
Se ne
deduce, pertanto, che l'assicurato va ritenuto in grado di svolgere lavori fino
all'altezza delle spalle.
Dalle
informazioni raccolte presso i responsabili della __________, emerge che a
__________ incombevano prioritariamente, nella sua qualità di responsabile
della Centrale idroelettrica di __________a, dei compiti d'organizzazione e
sorveglianza del lavoro (cfr. IX: "organizzazione e gestione dell'impianto
con particolare attenzione all'impiego delle risorse umane, assicurare il
funzionamento efficiente degli impianti della centrale garantendo in ogni
momento la sicurezza dell'impianto stesso") nonché di gestione e
liquidazione delle pratiche amministrative correnti.
Di tanto
in tanto (cfr. IX: "… da 1 a 1,5 giorni per settimana"), egli
era pure chiamato a fornire la propria collaborazione in attività che
richiedevano un certo impegno fisico. Più di rado (cfr. IX: "… in talune
circostanze, …"), per esempio quando si trattava di caricare/scaricare del
materiale, l'assicurato doveva sollevare pesi oltre l'altezza delle spalle.
Alla luce
di quanto precede, occorre concludere che l'ingaggio dell'arto superiore
sinistro in lavori pesanti da svolgere al di là dell'altezza delle spalle,
costituiva per il ricorrente un'evenienza straordinaria. Del resto, questa
constatazione non è affatto stata smentita da __________, il quale si è sempre
limitato a sostenere che le attività extra-professionali da lui svolte,
comportavano delle mansioni incompatibili con gli impedimenti derivanti dal
danno alla salute (cfr. XV e XXV: "Secondo il mio parere, il dott.
__________ non ha mai eseguito lavori manuali ad esempio per coltivare la
vigna, prati, tagliare legna e manutenzioni varie di una casa unifamiliare come
nel mio caso e con una spalla dolorante. In questo senso, le tesi che vengono
portate avanti dal dott. __________ sono fuorvianti").
D'altra
parte, all'insorgente va pure riconosciuta la possibilità - grazie soprattutto
alla particolare funzione ricoperta in seno alla __________ - d'ottimizzare l'organizzazione del proprio lavoro, evitando
così di dover compiere quelle (poche) mansioni inadeguate. Al riguardo, va
ricordato che, per un principio generale del diritto delle assicurazioni
sociali, l'assicurato ha l'obbligo di intraprendere tutto quanto può da lui
essere ragionevolmente preteso per ovviare nel miglior modo possibile alle
conseguenze delle sue affezioni invalidanti (cfr. DTF 113 V 28 consid. 4a e
riferimenti; cfr., pure, DTF 115 V 52 consid. 3d e 114 V 285 consid. 3).
L'insorgente
fa valere che nella valutazione della capacità lavorativa si debba tenere conto
anche delle attività extra-professionali non retribuite (ad esempio, la
coltivazione della vigna, il taglio della legna, i lavori di manutenzione della
propria abitazione, ecc.).
Questa
tesi non può essere condivisa.
In
effetti, il grado della capacità lavorativa viene di principio determinato in
funzione dell'abituale attività lucrativa esercitata dall'assicurato
(cfr., al proposito, Ghélew, Ramelet,
Ritter, op. cit., p. 91: "Le degré d'incapacité de travail s'apprécie au regard
de la diminution de la productivité de l'assuré dans sa profession actuelle, tant
qu'on ne peut raisonnablement exiger de lui qu'il utilise dans un autre secteur
d'activité sa capacité fonctionnelle résiduelle" e RAMI 2000 U366, p.
92ss.).
D'altra
parte, il fatto che egli abbia sempre pagato i premi afferenti agli infortuni non
professionali, significa soltanto che anche per questo genere di evento (oltre
che per gli infortuni professionali), vi era copertura assicurativa.
In simili
condizioni occorre ritenere provato - e si ricorda che, nell’ambito del diritto
delle assicurazioni sociali, è sufficiente che i fatti vengano provati secondo
il criterio della verosimiglianza preponderante (cfr. DTF 121 V 6 consid. 3b, 47 consid. 2a, 208 consid.
6b; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 320, A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung,
Zurigo 1995, p. 338 e G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, Basilea 1991, pag. 63) - che l’assicurato aveva riacquistato la
capacità lavorativa nei tempi e nei modi indicati dall’______ nella decisione
impugnata.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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