AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
34.2003.6
Data decisione, Autorità:
22.04.2004, TCA
Raccomandata
Incarto n.
34.2003.6
fc/tf
Lugano
22 aprile
2004
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il vicepresidente
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Raffaele Guffi
con redattrice:
Francesca Cassina Barzaghini,
vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sulla petizione del 14 gennaio
2003 di
rappr. da: __________
contro
rappr. da: __________
in materia di previdenza professionale
ritenuto, in
fatto
1.1. __________ ,
nato il __________ 1937, ha svolto attività lucrativa alle dipendenze della
ditta __________. Ai fini dell'attuazione della previdenza professionale dei
suoi dipendenti, dal 1988 la datrice di lavoro era affiliata alla __________e,
Fondazione collettiva per la previdenza professionale, __________ (doc. _).
1.2. Con
decisione 14 gennaio 1994 l'Ufficio assicurazione invalidità cantonale (UAI) ha
riconosciuto a __________ una rendita intera d'invalidità dal 1. febbraio
1993 (doc. _).
Di
conseguenza, dal 1. gennaio 1997 gli è stata concessa anche una rendita intera
d'invalidità della previdenza professionale, dal 1. gennaio 2002 ammontante a
fr.11'848 annui (doc. _) versatagli dalla __________, Fondazione collettiva per
la previdenza professionale (doc. _).
1.3. Con lettera
17 gennaio 2003 la __________, Fondazione collettiva per la previdenza
professionale ha comunicato a __________ che a decorrere dal raggiungimento
dell'età di pensionamento (1. gennaio 2003), la rendita d'invalidità erogatagli
sarebbe stata sostituita da una rendita di vecchiaia annuale di fr. 5'415 annui
(doc. _).
1.4. In seguito
__________, rappresentato dal __________, richiamata la giurisprudenza del
Tribunale federale delle assicurazioni, ha più volte espresso alla Fondazione
le proprie rimostranze verso la paventata modifica delle prestazioni e in
particolare postulato la concessione, anche dopo il raggiungimento del
sessantacinquesimo anno d'età, di una rendita di importo pari a quella
(d'invalidità) percepita sino a quel momento (doc. _).
La
Fondazione si è dal canto suo riconfermata nelle proprie posizioni.
1.5. Con
petizione 14 gennaio 2003 al TCA nei confronti della __________e, Fondazione
collettiva per la previdenza professionale __________, sempre assistito dal
__________, ha chiesto in sostanza che anche dopo il 5 gennaio 2003 gli venga
versata una rendita di importo equivalente alla rendita d'invalidità versatagli
in precedenza.
A
motivazione della propria pretesa ha fatto valere:
"
Il Signor __________ è al beneficio di una
rendita di invalidità totale, e beneficiava dal fondo di previdenza
professionale, di importo superiore alla somma attribuitagli quale importo di
rendita di vecchiaia, subentrante dal corrente mese di gennaio.
Il 5 settembre scorso, avvalendoci della sentenza
del 24 luglio 2001 (sent. B48/98) del TF, chiedevamo alla __________
Versicherungen, l'applicazione della stessa e citavamo quanto estratto dal
decreto, ovvero:
"la sostituzione della rendita di invalidità
con una rendita di vecchiaia diminuita, è contraria al sistema della previdenza
professionale come inteso dal legislatore".
La __________ non tiene conto delle
considerazioni esposte ed indirizza a noi ed all'assicurato, la proiezione
degli importi di vecchiaia che risultano drasticamente ridotti in raffronto
all'invalidità in atto sino allo scorso mese.
Importo annuo LPP derivante dall'invalidità, pari
a fr. 16'700.--.
Importo presumibile di vecchiaia, pari a fr. 5'415.--
annui.
Il signor __________ continua ovviamente ad
essere persona invalida e, con il raggiungimento anche dell'età di vecchiaia,
viene paradossalmente decurtata la prestazione in vigore con gli immaginabili
disagi che si profilano.
Finora ha potuto essere finanziariamente
autosufficiente in seguito dovrebbe far capo alla prestazione complementare.
Passerebbe quindi da una situazione di autonomia
finanziaria alla necessità di far capo agli enti cantonali.
In virtù di quanto esposto e di quanto già
consolidato giuridicamente attraverso la menzionata sentenza TF del 24 luglio
2001, chiediamo, onorevoli signori che
● Rendiate applicabile la menzionata
sentenza attraverso vostra
ingiunzione." (I)
1.6. Con risposta
28 febbraio 2003 la Fondazione, rappresentata dall'avv. __________, rilevato
come la causa vertesse su di un tema oggetto di altre vertenze in attesa di
essere giudicate dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha postulato in
via principale la sospensione della procedura sino alla resa di una sentenza
dell'Alta Corte, in via subordinata la reiezione della petizione (V).
Chiamato
a pronunciarsi sulla domanda di sospensione, con scritto del 10 marzo 2003
l'attore ha comunicato di aderire alla stessa, pur tuttavia non illimitatamente
nel tempo (VII).
1.7. In data 28
ottobre 2003 il TCA ha fissato un termine di 10 giorni alla Fondazione
convenuta per l'inoltro delle motivazioni della risposta di causa e la
produzione dell'incarto completo (VIII).
Con
risposta 5 novembre 2003 la Fondazione, sempre rappresentata dall'avv.
__________, ha postulato la reiezione della petizione evidenziando, tra
l’altro, quanto segue:
"
2 - Come già anticipato in tale risposta, La
__________ Assicurazioni si oppone integralmente alla richiesta del signor
__________ chiedendo il rigetto del ricorso per i seguenti motivi:
a - come già rilevato nella risposta 28 febbraio
2003, il Tribunale federale nella sua sentenza ATF 127 V 259, ha accordato ad
una persona invalida, anche per quanto concerne la parte sovraobbligatoria LPP,
una rendita vitalizia. A tale decisione, recepita con indegno ed incomprensione
dagli specialisti in materia, il TFA è giunto applicando il principio base
della LPP, secondo il quale l'assicurato deve poter mantenere lo standard di vita
abituale anche dopo il raggiungimento dell'età pensionabile.
Il TFA basa il diritto alle prestazioni per il
versamento di una rendita vitalizia in materia di LPP-sovraobbligatoria
direttamente sulla costituzione federale. L'art 113 cpv. 2 CF pone il principio
secondo cui la previdenza professionale, insieme con l'assicurazione vecchiaia,
superstiti e invalidità, deve rendere possibile l'adeguata continuazione del
tenore di vita abituale.
Tale disposizione non attribuisce una competenza
ma s limita a specificare il contenuto del capoverso 1 (estensione della
competenza della Confederazione) (cf. Luzius Mader in:
Ehrenzeller/Mastronardi/Schweizer/Vallendere, Die Schweizerische
Bundesverfasdsung, Zürich 2002, art. 113, 1177 ff.) Né dall'articolo citato, né
dal mandato legislativo dell'art. 1 cpv. 2 LPP possibile desumere un concreto e
azionabile diritto a prestazioni di previdenza. Non esiste dunque una base
legale che giustifichi il diritto a prestazioni della parte sovraobbligatoria e
l'"effetto terzi" (Drittwirdung) postulato dal TFA non trova dunque
giustificazione alcuna;
b - non può inoltre essere seguita
l'argomentazione espressa dal TFA secondo la quale, raggiunta l'età del
pensionamento, la rendita d'invalidità non può essere sostituita da una rendita
di vecchiaia di entità inferiore nella misura in cui una diminuzione delle
prestazioni previdenziali è riconducibile all'invalidità, la quale ha
ostacolato il finanziamento delle medesime; si tratterebbe in effetti di una
rendita di vecchiaia per la quale l'assicurato non ha potuto, considerata la
sua invalidità, contribuire nella stessa misura di tutti gli assicurati che
hanno conseguito l'età del pensionamento esercitando un'attività lucrativa.
Divenuto invalido, l'interessato non ha la possibilità di incrementare il
proprio avere di vecchiaia, per cui la sua rendita di vecchiaia non può che
essere di importo ridotto.
Per prima cosa l'istituto di previdenza deve
continuare a tenere conto di vecchiaia di un invalido a cui versa una rendita,
nella prospettiva di un possibile reinserimento nella vita attiva o fino al
momento in cui questo ha raggiunto l'età conferente il diritto alla rendita di
vecchiaia (art. 34 cpv. 1 let. b BVG in relazione con l'art. 14
OPP2-liberazione dal pagamento dei premi in senso assicurativo).Tali accrediti
di vecchiaia sono calcolati sul salario coordinato dell'assicurato durante
l'ultimo anno d'assicurazione nell'istituto di previdenza (art. 24 cpv. 3 LPP
in relazione con art. 18 OPP2) e dunque sul salario prima dell'evento giustificante
l'invalidità.
Inoltre, la rendita di vecchiaia corrisponde,
anche per persone che percepiscono una rendita d'invalidità, almeno agli
accrediti di vecchiaia interessi compresi, calcolati annualmente in per cento
del salario coordinato senza invalidità, moltiplicato per l'aliquota di
conversione legale. Lo svantaggio potenziale, secondo il quale seguendo questo
metodo una possibile evoluzione del salario reale non venga preso in
considerazione, è sufficientemente equilibrato dal fatto che le prestazioni di
vecchiaia devono essere almeno adattate all'evoluzione dei prezzi come le
rendite d'invalidità (art. 36 cpv. 1 LPP/AJP 2001 s. 1378);
c - ai sensi degli art. 14-16 e 18-23 LPP
relativi alle prestazioni di vecchiaia e prestazioni per superstiti lo scopo
finale previsto dalla LPP è unicamente raggiunto nel caso in cui l'assicurato
non presenta vuoti contributivi. Il mandato legislativo secondo il quale la
previdenza professionale, insieme con l'assicurazione vecchiaia superstiti e
invalidità, deve rendere possibile l'adeguata continuazione del tenore di vita
abituale si basa dunque sull'ipotesi ("Fiktion") di una durata
contributiva completa. Questo sistema è uguale a quello previsto dall'AVS e AI.
Nel caso in cui una persona presenta vuoti contributivi le prestazioni
assicurative saranno dunque ridotte di conseguenza anche nell'ambito della
previdenza professionale.
Fronte a questo principio, il TFA, nella
sentenza citata, contrappone una sorta di garanzia dei diritti acquisiti
("Besitzstandgarantie"), prevedendo, al momento del pensionamento, la
sostituzione della rendita d'invalidità con una rendita di vecchiaia di uguale
entità. Così facendo, il TFA contravviene tuttavia al principio basilare della
LPP, ovvero il principio di tecnica assicurativa dell'equivalenza
("Aequivalenzprinzip") che prevede un equilibrio fra le entrate
("Einnahmen") e le uscite ("Ausgaben") (Carl Helbing, Personalvorsorge und BVG, Bern 2000, s. 205
f.).
Pertanto le conclusioni espresse dal TFA nella
sua sentenza DTF 127 V 259 non possono essere seguite per i seguenti motivi:
a) il diritto a questo tipo di rendita
vitalizia non trova base legale e non può neppure essere desunto dalla
costituzione;
b) per permettere questo tipo di prestazioni, è
necessaria una modifica legislativa nonché il riconoscimento agli istituti di
previdenza di un periodo di transazione per adattare il finanziamento di una
simile prestazione supplementare.
Tale opinione è stata condivisa pure dal
Tribunale cantonale delle assicurazioni del Canton Basilea-Campagna, il quale
in una sentenza 23 luglio 2003 in re W. / La B. ha rigettato il ricorso
inoltrato da un assicurato con le stesse richieste del signor __________."
(IX)
1.8. Con scritto
17 novembre 2003 l'attore, tramite il suo rappresentante, si è riconfermato
nelle proprie domande argomentando come segue:
"
Qui di seguito alcune nostre considerazioni in
riscontro alla "risposta di causa".
La sentenza del TFA pone giustamente il principio
che la previdenza professionale obbligatoria dal 1985, unitamente all'AVS-AI,
debba garantire alla persona inabile che giunge all'età della vecchiaia,
analogo trattamento pecuniario e non una decurtazione e detrimento del tenore
di vita ed un inevitabile passaggio alle richieste di prestazioni
complementari.
Il fatto che l'invalido non abbia potuto
contribuire negli anni di inattività evidentemente forzata, ad ulteriori
versamenti, non è certo colpa che gli si possa attribuire e deve qui scattare
un meccanismo economico a protezione dell'invalido.
Si sottolinea con forza che l'invalido che
raggiunge l'età di pensionamento, continua ad essere, ed è prioritariamente,
invalido.
La sentenza del TFA ha quindi la giusta
prospettiva della persona e della sua dignità.
Chiediamo quindi che la sentenza TF del 24 luglio
2001 sia applicata senza deroghe." (Doc. _)
1.9. Il TCA ha in
seguito chiesto dalle parti la produzione di diversa documentazione, intimando
loro le relative risultanze.
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Oggetto del
contendere è la continuazione dell'erogazione a __________ della rendita
d'invalidità della previdenza professionale da parte della __________,
Fondazione collettiva per la previdenza professionale dopo il raggiungimento
dell'età di pensionamento. A far tempo dal 1. gennaio 2003 la Fondazione ha
infatti riconosciuto unicamente il versamento di una rendita di vecchiaia di
fr. 5'415 annui, in luogo della prestazione d'invalidità di fr. 11'848 annui
erogata sino a tale momento. L'istituto previdenziale ritiene in sostanza che
il principio per cui la rendita d'invalidità ha carattere vitalizio è
applicabile solo nella previdenza professionale obbligatoria, censurando la più
recente giurisprudenza del TFA.
L'attore,
per contro, ribadisce il diritto all'attribuzione, anche dopo il pensionamento,
di una rendita di importo pari a quella percepita in precedenza, in quanto la
pretesa è vitalizia. Si appella in modo particolare alla sentenza resa il 24
luglio 2001 dal Tribunale federale delle assicurazioni (I, XI).
2.3. Dalla
documentazione acquisita agli atti risulta che la ditta __________ ha affidato
l'attuazione della previdenza professionale obbligatoria alla __________,
Fondazione collettiva per la previdenza professionale obbligatoria.
Secondo
il Regolamento di previdenza della Fondazione convenuta (Edizione 1995, doc.
_) le prestazioni di invalidità vengono garantite per la durata dell'incapacità
al guadagno, ma al massimo fino alla nascita del diritto alle prestazioni di
vecchiaia (art. 18 cifra 9). La rendita di vecchiaia viene a sua volta concessa
al raggiungimento dell'età di pensionamento (con 65 anni per gli uomini risp.
62 anni per le donne, art. 6.3.2. del Regolamento della Cassa, doc. _; per gli
assicurati che percepiscono una rendita di invalidità al momento del
pensionamento la rendita ammonta almeno alla rendita d'invalidità legale (art.
11 cifra 1, XXI/1).
Il
diritto alle prestazioni d'invalidità si estingue quindi, fra l'altro, quando
la persona assicurata raggiunge l'età di pensionamento. Da questo momento
l'assicurato ha diritto a una rendita di vecchiaia.
Vale
quindi il principio secondo cui al raggiungimento dell'età di pensionamento la
rendita d'invalidità si estingue e viene sostituita da una rendita di
vecchiaia.
2.4. In base alle
disposizioni della LPP e alla relativa giurisprudenza, nel caso in cui
l’assicurato, prima dell’età del pensionamento, percepisce una rendita di
invalidità dell'assicurazione obbligatoria, questa continua ad essere erogata,
poiché, secondo l’art. 26 cpv. 3 LPP, tale prestazione è vitalizia (cfr. DTF
123 V 126 consid. 4 e 118 V 100; FF 1976 I 208; STFA non pubblicata dell’11
aprile 1997 nella causa A. C, B 15/95).
Con una
pronunzia del 24 luglio 2001 l'alta Corte federale, esprimendosi sulla sorte
giuridica della rendita d'invalidità in regime previdenziale sovraobbligatorio
a far tempo dall'età di pensionamento, ha precisato che la giurisprudenza
sviluppata nell'ambito della previdenza obbligatoria, secondo la quale appunto
la rendita d'invalidità ha carattere vitalizio, vale, quale esigenza minima,
anche nella previdenza sovraobbligatoria. Ciò non impedisce a un istituto di
previdenza di disciplinare, nel suo regolamento, che una rendita di invalidità
sia sostituita, al raggiungimento dell'età di pensionamento, da una rendita di
vecchiaia. Nel campo obbligatorio così come in quello sovraobbligatorio, essa
deve tuttavia corrispondere quantomeno al valore equivalente alla rendita
d'invalidità erogata sino al pensionamento (cfr. DTF 127 V 259 segg. = RDAT
II-2001 pag. 610-611; cfr. anche U. Meyer/Blaser, 1990-1994, Die
Rechtssprechung vom Eidgenössischen Versicherungsgericht und Bundesgericht zum
BVG, SZS 1995 p. 103/104; H.U. Stauffer, “Die berufliche Vorsorge”. Serie: Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1996, p. 30; cfr. STCA
non pubblicata del 31 marzo 1995 nella causa A. C., pag. 6 e 10; cfr. anche
STFA non pubblicata dell’11 aprile 1997 nella causa A. C, B 15/95).
2.5. Come rilevato
dalla Fondazione convenuta, questa sentenza è stata oggetto di vigorose
critiche da parte della dottrina, per la quale il TFA, con la sua pronunzia,
avrebbe ignorato i limiti posti dal principio costituzionale della separazione
dei poteri operando un’inspiegabile ingerenza in un campo, quello della
previdenza professionale sovraobbligatoria, che il legislatore ha voluto
espressamente riservare alla libertà dispositiva degli istituti di previdenza.
L’estensione dei principi LPP alla previdenza
professionale sovraobbligatoria non sarebbe del resto giustificata nemmeno dal
richiamo all'obiettivo costituzionale del mantenimento del tenore di vita
abituale sancito dall'art.113 CF, non essendo manifestamente compito del
giudice quello di intervenire in un settore così complesso come quello della
previdenza professionale.
La
pronunzia in oggetto partirebbe inoltre da presupposti errati e misconoscerebbe
in particolare che i diritti scaturenti da un’invalidità non si esauriscono nel
diritto alla rendita d’invalidità. Nel senso di una prestazione accessoria e
nella prospettiva di un possibile reinserimento nella vita attiva, l’istituto
di previdenza deve infatti continuare a tenere il conto di vecchiaia
dell’invalido fino al momento in cui questi ha riacquistato la capacità di
guadagno o ha raggiunto l’età conferente il diritto alla rendita di vecchiaia
(art. 34 cpv. 1 lett. b LPP e art. 14 OPP 2). L'avere di vecchiaia continua
pertanto ad essere incrementato anche dopo il sopraggiungere dell'invalidità
mediante accrediti di vecchiaia calcolati sulla base dell’ultimo salario
assicurato (art. 24 cpv. 3 LPP, art. 18 OPP 2 e art. 34 cpv. 1 lett. a LPP).
Siffatto ordinamento vuole fare in modo che l’invalido possa disporre, nel caso
di ripresa della capacità lavorativa, di un avere di vecchiaia più o meno
uguale a quello che avrebbe avuto senza invalidità. Di conseguenza, secondo la
dottrina, non può essere seguito il TFA quando osserva che la diminuzione delle
prestazioni previdenziali al raggiungimento dell'età di pensionamento, nel caso
di un assicurato invalido, è da ricondurre direttamente all’invalidità stessa
che ha ostacolato il finanziamento delle medesime e, in particolare,
l'incremento dell'avere di vecchiaia.
In linea generale invece - argomenta ancora la
dottrina - la rendita di vecchiaia corrisponde (almeno) alla proiezione degli
accrediti di vecchiaia obbligatori, inclusi gli interessi, sulla base
dell’ultimo salario assicurato prima dell’insorgenza dell’incapacità di
guadagno. In definitiva quindi l'argomentazione del TFA costituirebbe una
critica alle modalità di calcolo delle rendite previste dalla legge in caso
d'invalidità in virtù dell'art. 24 cpv. 2 LPP.
La
dottrina sottolinea infine che il mantenimento di una simile giurisprudenza –
di cui in ogni modo auspica l’immediato cambiamento – avrebbe conseguenze
disastrose per l’equilibrio finanziario degli istituti di previdenza e, di
conseguenza, mutamenti drammatici a livello di piani di previdenza. Evidenti
sarebbero inoltre gli svantaggi per gli assicurati attivi e i loro aventi
diritto i quali si vedrebbero imporre contributi supplementari destinati a
coprire gli importanti deficit tecnici che ne deriverebbero. Siffatta
conseguenza costituirebbe una crassa disparità di trattamento rispetto agli
assicurati invalidi (cfr. Moser, Stauffer, Vetter, Das Urteil des EVG Nr. B
48/98 vom 24 Juli 2001 – Desaster oder einmalige “Entgleisung”?, in: AJP 2001,
pag. 1376 segg. e in: Schweizer Personalvorsorge 12/01, pag. 865 segg.;
Schweizer Personalvorsorge 1/02, pag. 11; Walser, "Ein Urteil mit Folgen
für die Vorsorgepläne der beruflichen Vorsorge: Kommentar zum Urteil des EVG
vom 24 Juli 2001, "in: SZS 2002 pag. 159 seg.; Riemer "Die
überobligatorische berufliche Vorsorge im Schnittpunkt von BVG - obligatorium
und vertragsrecht", in: SZS 2002 pag. 168; Wirz, "Das eidgenossische
Versicherungsgericht schiesst den vogel ab", in: plädoyer 2002 pag. 3; si
veda anche Schneider, "ATF 127 V 259: La fin du système de la biprimauté
des prestations dans la prévoyance professionnelle", in: SZS 2002 pag.
201segg; Kahil-Wolff, Pacifico, in AJP 2003 pag. 841segg.).
Questo
Tribunale ha preso atto delle critiche della dottrina appena riassunte.
Tuttavia, considerato come la sentenza federale in questione è stata emessa in
una vertenza ticinese dalla Ia Camera del TFA , nella composizione
di cinque giudici, ed è stata inoltre pubblicata nella Raccolta ufficiale (DTF
127 V 259) e nel Bollettino della previdenza professionale dell'ufas (n° 58 del 10 ottobre 2001 pag.
8), il TCA non può far altro che conformarvisi.
Spetterà
semmai all’Alta Corte, se lo riterrà opportuno, modificare tale giurisprudenza,
o, se del caso, al legislatore adottare eventuali correttivi (cfr. le STCA non
pubblicate del 18 febbraio 2002 in nella causa P., __________; del 3 maggio
2002 nella causa O., __________; del 25 novembre 2002 nella causa S.,
__________3; del 10 febbraio 2003 nella causa P., __________, tutte cresciute
in giudicato).
2.6. Nella
fattispecie, in applicazione della citata giurisprudenza federale, questo
Tribunale deve dunque concludere che a __________ deve essere garantita, anche
dopo il raggiungimento dell'età di pensionamento, una rendita di vecchiaia di
valore equivalente a quello della rendita d'invalidità, parte sovraobbligatoria
inclusa, versatagli sino a quel momento, pari a fr. 11'848 annui (IX).
2.7. A siffatta
conclusione non possono mutare le allegazioni della Fondazione convenuta. In
effetti, essa si limita in sostanza a riproporre le critiche espresse alla
recente sentenza del TFA dalla dottrina (consid. 2.5), le quali tuttavia, per i
motivi già evocati, non possono esimere questo Tribunale dall’applicare la
giurisprudenza federale.
L'esito
della presente vertenza non può evidentemente nemmeno essere modificato dalla
circostanza che il Tribunale delle assicurazioni del Canton Basilea Campagna
abbia statuito diversamente con il giudizio datato 23 luglio 2003 versato agli
atti dalla convenuta (doc. _).
2.8. La petizione
merita pertanto accoglimento. Di conseguenza, a far tempo dal 1. gennaio 2003 a
__________ è riconosciuta una rendita di vecchiaia di importo equivalente a
quello della rendita d'invalidità versatagli in precedenza.
2.9. Visto
l'esito della vertenza, la Fondazione convenuta verserà all'attore, rappresentato
da un'organizzazione sindacale (DTF 122 V 278; cfr. anche DTF 126 V 11 e
riferimenti; STFA non pubblicata dell'8 luglio 1997 in re D., I 73/96; STFA non
pubblicata 3 febbraio 1998 in re M.P., I 7/97; STFA non pubblicata del 30
settembre 1998 in re A.C.F.R., I 462/97 e STFA non pubblicata del 13 gennaio
2000 in re K.K., U 284/99 circa il diritto a ripetibili della persona cognita
in materia; STCA non pubbl. del 28 maggio 2002 in re G.T-V, 38.2001.218),
un'indennità per spese ripetibili di fr. 1'000-.
Per quel che
riguarda invece l'addebito di tasse e spese relative alla presente procedura,
si osserva che secondo la legge di procedura per i ricorsi al Tribunale
cantonale delle assicurazioni in materia di assicurazioni sociali (art. 20 cpv.
1), applicabile in virtù dell'art. 8 cpv. 2 LALPP, la procedura è di principio
gratuita.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- La
petizione è accolta.
§ La __________, Fondazione collettiva per la previdenza
professionale obbligatoria, __________ è condannata a versare a __________ una
rendita di vecchiaia di fr. 11'848 annui a far tempo dal 1. gennaio 2003 .
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
La
__________, Fondazione collettiva per la previdenza professionale obbligatoria,
__________ verserà a __________ fr. 1'000.- a titolo di spese ripetibili (IVA
inclusa).
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il
vicepresidente Il segretario
Raffaele Guffi Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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