AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
34.2002.8
Data decisione, Autorità:
10.02.2003, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
34.2002.00008
fc/sn
Lugano
10 febbraio
2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
vicepresidente
del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Raffaele
Guffi
con redattrice:
Francesca
Cassina-Barzaghini, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sulla petizione del 21 febbraio
2002 di
,
rappr. da: __________,
__________,
contro
__________,
rappr. da: __________,
in materia di previdenza professionale
ritenuto, in
fatto
1.1. __________,
nato il __________ 1936, ha svolto attività lucrativa alle dipendenze della
__________ dal 1. giugno 1974 al 31 agosto 1998 (XI). Ai fini dell'attuazione
della previdenza professionale dei suoi dipendenti, la datrice di lavoro era
affiliata dal 1985 alla Fondazione per la previdenza professionale __________
(doc. _). I dipendenti della __________ godevano inoltre di una copertura
previdenziale complementare stipulata con la __________ e poi ripresa a far
tempo dal 1. gennaio 1993 dalla __________, Fondazione per la previdenza
complementare in base a due contratti (no. __________e __________) (doc. _).
1.2. Con
decisioni del 14 maggio 1999 l'Ufficio assicurazione invalidità cantonale (UAI)
ha riconosciuto a __________ una mezza rendita d'invalidità dal 1. maggio al 31
agosto 1998 e dal 1. settembre successivo una prestazione intera (doc. _).
Di
conseguenza, dal mese di maggio 1999 gli è stata concessa anche una rendita
d'invalidità della previdenza professionale di fr. 5'410.20 annui versatagli
dalla Fondazione per la previdenza professionale __________ (doc. _) oltre ad
una rendita d'invalidità della previdenza sovraobbligatoria di fr. 4'748 annui
da parte della __________, Fondazione per la previdenza complementare (in
seguito: __________) (doc. _).
1.3. A decorrere
dal raggiungimento dell'età di pensionamento, la rendita d'invalidità erogata
dalla Fondazione per la previdenza professionale della __________ è stata
sostituita da una rendita di vecchiaia annuale di pari importo (fr. 5'818 dal
- gennaio 2002) (doc. _).
1.4. Per contro,
la __________, con lettera del 10 settembre 2001, ha comunicato a __________
che a seguito del raggiungimento dell'età termine la rendita d'invalidità
sarebbe stata sostituita dal 1. gennaio 2002 da una rendita di vecchiaia di fr.
1'190 annui, specificando pure che l'assicurato aveva la possibilità di optare
per un versamento in capitale di fr. 16'335 (doc. _).
1.5. Con scritto
del 24 ottobre 2001 alla __________, __________, rappresentato __________,
richiamata la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni, ha
postulato la concessione, anche dopo il raggiungimento del sessantacinquesimo
anno d'età, di una rendita di importo pari a quella percepita sino a quel
momento (doc. _).
Con uno
scritto del 26 novembre 2001 la fondazione ha ribadito la precedente presa di
posizione del 10 settembre 2001 (doc. _) e con una lettera del 10 dicembre 2001
ha comunicato all'assicurato di aver proceduto all'accredito sul suo conto
bancario di un capitale di vecchiaia di fr. 16'335 (doc. _).
1.6. Con
un'ulteriore lettera del 17 dicembre 2001 , sempre tramite
l', ha nuovamente contestato le prese di posizione dell'istituto di
previdenza così come il versamento del capitale di fr. 16'335 ribadendo la
richiesta di erogazione della rendita d'invalidità percepita in precedenza (di
fr. 4'748, doc. _) anche dopo il raggiungimento dell'età termine (doc. _).
1.7. In risposta,
l'Istituto di previdenza ha inviato il 6 febbraio 2002 una lettera al
rappresentante dell'assicurato del seguente tenore:
" Con
la presente desideriamo prendere posizione in merito alla sua comunicazione del
17.12.2001 concernente la sostituzione della rendita temporanea d'invalidità
con una rendita di vecchiaia.
E' vero che il Tribunale federale delle assicurazioni, in una
sentenza del 24.07.2001, si è pronunciato per il versamento vita natural
durante della rendita d'invalidità di maggior importo, accogliendo quindi
l'obiezione che una persona assicurata aveva sollevato contro la sostituzione
della sua rendita temporanea d'invalidità con una rendita di vecchiaia di
minore entità. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha pubblicato
questa decisione nel n. 58 delle "Mitteilungen" del
10.10.2001, comunicazione n. 361. L'articolo in questione inizia in questo
modo: "La rendita d'invalidità viene versata vita natural durante, anche
in regime di previdenza professionale superiore ai limiti legali."
Purtroppo, però, per noi questa sentenza non ha alcun effetto
pratico, poiché:
-
il Tribunale
federale delle assicurazioni non ha tenuto conto di quanto figura nell'art. 49
LPP, e cioè che nell'ambito di questa legge gli istituti di previdenza possono
strutturare liberamente le prestazioni e il loro finanziamento. Ci rifacciamo
in particolare all'art. 26, cpv. 3 LPP, laddove viene specificato che il
diritto alla prestazione d'invalidità si estingue con la morte dell'avente
diritto o con la cessazione dell'invalidità, ma ciò non vale per la previdenza
professionale superiore ai limiti legali. Per questo motivo l'istituto di
previdenza può, nel suo regolamento, stabilire che il diritto alla rendita
d'invalidità cessi quando la persona assicurata raggiunge l'età pensionabile,
a condizione che la rendita di vecchiaia sia almeno uguale alla rendita
d'invalidità adeguata al rincaro, versata dalla previdenza professionale
obbligatoria;
-
se
si applicasse la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni, gli
assicurati invalidi riceverebbero un trattamento privilegiato, il che sarebbe
ingiustificato se si pensa che coloro che raggiungono l'età pensionabile senza
essere invalidi hanno diritto solamente a una rendita di vecchiaia di minore
entità."
(doc. _)
1.8. Con
petizione 21 febbraio 2002 al TCA nei confronti della Fondazione per la
previdenza professionale della __________, , assistito
dall', ha chiesto:
-
La petizione è accolta.
-
La __________ deve riconoscere al signor __________ una rendita
di vecchiaia che abbia quanto meno il valore equivalente alla rendita
d'invalidità erogata fino al 2001;
-
Spese e ripetibili rifuse."
A
motivazione della propria pretesa ha fatto valere:
"
(…)
- II signor
__________ dal 1997 è invalido ai sensi dell'AI (in un primo tempo al 50%, poi
all'80%), percependo una rendita d'invalidità Al (doc._).
Parallelamente
gli è stato riconosciuto il diritto ad una rendita di invalidità del secondo
pilastro da parte della __________ (doc.). Analogicamente, anche la convenuta,
in base ad una copertura assicurativa LPP complementare (contratto
no._________) a partire dal 1. ottobre 1999 ha erogato una rendita di
invalidità trimestrale di fr. 1'187 (fr. 4748.-
annui) (doc. _).
Nello
scorso mese di dicembre il signor __________ ha compiuto 65 anni, maturando il
diritto ad una rendita di vecchiaia AVS (doc. _).
Conformemente
al DTF 118 V 100 e seguenti, la Fondazione di previdenza __________ ha
continuato a versare la precedente rendita di invalidità, seppur denominandola
rendita di vecchiaia (doc._).
- Con lettera
24 ottobre 2001 (doc. _) il rappresentante legale del signor __________ ha
richiamato la giurisprudenza del Tribunale Federale delle Assicurazioni,
contestando l'intenzione della convenuta di procedere al versamento di una
rendita di vecchiaia di fr. 1190.- annui o di un capitale
di fr. 16'335.-.
Infatti,
il signor __________, aveva ricevuto la comunicazione dalla __________, con cui
veniva posto nella necessità di scegliere tra una modesta rendita annua e un
capitale di fr. 16'335.-, ma l'interessato non aveva
espresso alcuna preferenza.
La __________ offriva fr.
1190.-, sulla base di un numero di contratto diverso __________ (doc._),
rispetto a quello con cui aveva erogato negli ultimi 4-5 anni la rendita di
invalidità. Inoltre, a fronte di una rendita di invalidità annuale versata
anche nel 2001 di fr. 4'748.- (doc. _), offriva una
rendita di fr. 1190.
II signor , che ha ricevuto
sul proprio conto bancario il capitale versato, ha dato mandato all'
di intervenire.
II
capitale, comunque, versatogli non verrà prelevato dal nostro assistito, che si
impegna a ritornarlo alla Fondazione di previdenza, se come ci auguriamo, il
TCA disporrà per la continuazione dell'erogazione della rendita di invalidità
da parte della convenuta anche successivamente al compimento dei 65 anni.
- La __________
ha quindi versato fr. 16'335.- (doc. ) sulla base di un
contratto che secondo l'_________ non avrebbe potuto entrare in vigore.
Come
da lettera __________ 17 dicembre 2001 (doc. _), si ritiene che la rendita di
invalidità assegnata dall'Istituto di Previdenza non possa essere sostituita da
una rendita di vecchiaia diminuita, perché ciò sarebbe contrario al sistema della
previdenza professionale come inteso dal Legislatore.
La giurisprudenza 118 V 105 consid. 4b
ha introdotto il principio che nel campo obbligatorio la rendita di vecchiaia
deve essere quantomeno equivalente alla rendita di invalidità.
Sulla base della sentenza 24 luglio
2001 del Tribunale Federale delle Assicurazioni, nella causa P., contro
Previdenza X. ha stabilito che detto principio deve trovare applicazione anche
nel campo della Previdenza sovraobbligatoria.
Si
tratta proprio del caso del signor __________ che dall'inizio degli anni '90
godeva come dipendente della ditta __________ della previdenza professionale
sovra-obbligatoria con una copertura presso la __________. (…)" (I)
1.9. Con risposta
30 aprile 2002 la Fondazione, rappresentata dall'avv. __________ (V), ha
postulato la reiezione della petizione evidenziando, tra l’altro, quanto segue:
"
(…)
a) Le
prestazioni contemplate nel contratto tra il datore di lavoro di __________ e
la convenuta, il cui regolamento è definito nell'allegato 1, le relative
prestazioni non sono assicurate nell'ambito della previdenza professionale
obbligatoria descritte nella LPP come prestazioni minime legali. Questo risulta
da una parte che le prestazioni sono state chiaramente fornite dalla Fondazione
per la previdenza complementare. Si tratta di prestazioni
extra-obbligatorie, fuori dalla previdenza professionale obbligatoria, come
risulta dalla cifra 1.2.1 del regolamento. Solo così è anche spiegabile perché
le prestazioni contemplate nella cifra 3.1.1, come suindicato, non comprendono
l'intera gamma delle prestazioni ascritte nell'art. 7 seg. LPP. Appare evidente
al primo colpo d'occhio che, in base al regolamento esistente, non vengono
corrisposte delle prestazioni di vecchiaia ed in special modo non vengono corrisposte
né una rendita di vecchiaia, né una rendita per figli di pensionato. Queste
prestazioni sarebbero invece costrittive per una Fondazione operante
nell'ambito della previdenza professionale obbligatoria.
Così può essere stabilito che il
precitato contratto d'assicurazione corrisponda unicamente delle prestazioni
extra-obbligatorie.
Inoltre, alla cifra 3.4.6 del
regolamento viene definito che il diritto alle prestazioni d'invalidità termina
se il grado d'invalidità è inferiore ad un quarto, se viene raggiunto l'età
termine oppure in caso di decesso di un assicurato. Anche la stesura dimostra
in modo inequivocabile che non si tratta di prestazioni della previdenza
professionale obbligatoria ma fondamentalmente di prestazioni
extra-obbligatorie le cui disposizioni vengono emanate unicamente e solamente a
giudizio della Fondazione di previdenza.
(…)
c) La
rappresentante del signor __________ si appella anche alla recente decisione
del TFA del 24 luglio 2001 in merito alla rendita d'invalidità vitalizia (DTF
127 V 259 s.). Questa sentenza concerne un caso di un'Istituzione di previdenza
con prestazioni extra-obbligatorie. Il Tribunale Federale delle Assicurazioni
ha deciso che anche una rendita d'invalidità temporanea pattuita
contrattualmente che, con il raggiungimento dell'età termine, viene sostituita
con una rendita di vecchiaia regolamentare deve essere continuata ad essere
versata dopo il raggiungimento dell'età termine, basato sul principio che la
rendita d'invalidità della previdenza professionale sia dovuta vita natural
durante. Questo però è altrettanto errato. Da una parte il tribunale federale
delle assicurazioni interviene in una materia che il legislatore ha
espressamente delegato all'autonomia regolamentare delle Istituzioni di previdenza.
Questa intenzione risulta già dal messaggio alla
LPP (BBI 1976 I, pag. 254 e pag. 160). Nel dibattito parlamentare questo
principio non è mai stato messo in discussione.
(…)
Infine, tuttavia, è da notare che il
citato DTF 127 V 259 s. non è decisivo per il presente caso dato che le
prestazioni previdenziali extra-obbligatorie secondo il regolamento coprono
unicamente il rischio in caso di decesso e d'invalidità e non viene fornita
alcuna prestazione di vecchiaia. In relazione a questo è di massima importanza
l'accertamento del regolamento secondo cui, alla cifra 3.4.6, il diritto alle
prestazioni d'invalidità si estingue se il grado d'invalidità è inferiore ad un
quarto, se viene raggiunto l'età termine oppure in caso di decesso di un
assicurato. Il regolamento prevede quindi il termine dell'erogazione delle
prestazioni d'invalidità con il raggiungimento dell'età termine, cosa che
indubbiamente è ammissibile nella concezione extra-obbligatoria delle
condizioni previdenziali." (VII)
1.10. Il TCA ha in
seguito chiesto dalle parti la produzione di diversa documentazione, intimando
loro le relative risultanze. L'attore si è riconfermato nelle proprie posizioni
con scritti datati 12 settembre 2002 e 20 novembre 2002 , così come pure la
convenuta con lettere del 19 settembre 2002 e del 28 ottobre 2002.
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22
dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Oggetto del
contendere è la continuazione dell'erogazione a __________ della rendita
d'invalidità della previdenza professionale complementare da parte della
Fondazione per la previdenza complementare della __________ (in seguito:
__________) dopo il raggiungimento dell'età di pensionamento. A far tempo dal
- gennaio 2002 detta Fondazione ha infatti riconosciuto unicamente il
versamento di una rendita di vecchiaia di fr. 1'190 annui, in luogo della
prestazione d'invalidità di fr. 4'748 annui erogata sino a tale momento o, in
alternativa, di un versamento in capitale di fr. 16'335. L'istituto
previdenziale ritiene in sostanza che il principio per cui la rendita
d'invalidità ha carattere vitalizio è applicabile solo nella previdenza
professionale obbligatoria, censurando la più recente giurisprudenza del TFA.
Rileva poi che in concreto le prestazioni in discussione si riferiscono ad una
copertura previdenziale esclusivamente extraobbligatoria basata su due
contratti stipulati dalla __________ in base ai quali la rendita d'invalidità è
concessa, in forza del contratto n. __________, solo sino al raggiungimento
dell'età di pensionamento; a partire da questo momento è invece dovuta una
rendita di vecchiaia (o un versamento unico di un capitale di vecchiaia) sulla
base del contratto n. __________.
L'attore,
per contro, ribadisce il diritto all'attribuzione, anche dopo il pensionamento,
di una rendita di importo pari a quella percepita in precedenza, in quanto la
pretesa è vitalizia. Si appella in modo particolare alla sentenza resa il 24
luglio 2001 dal Tribunale federale delle assicurazioni (I).
2.3. Dalla
documentazione acquisita agli atti risulta che la ditta __________ ha affidato
l'attuazione della previdenza professionale obbligatoria alla Fondazione per la
previdenza professionale __________. A favore di suoi dipendenti ha inoltre
stipulato una copertura sovraobbligatoria con la __________; quest'ultimo
rapporto assicurativo è poi stato integralmente rilevato, dal 1. gennaio 1993,
dalla __________ sulla base di due contratti: il n. __________contemplante il
versamento di una rendita in caso d'invalidità, oltre all'esonero dal pagamento
dei contributi, e di un capitale di decesso (doc. _) e il n.
__________prevedente l'erogazione, all'età termine, di una rendita o di un
capitale di vecchiaia e di un capitale di decesso (doc. _). Secondo il
Regolamento della Fondazione convenuta relativo al contratto __________, in
vigore dal 1. gennaio 1993, il diritto alle prestazioni d'invalidità si
estingue, fra l'altro, quando la persona assicurata raggiunge l'età di
pensionamento (art. 3.4.6. doc. _). Da questo momento l'assicurato ha diritto a
una rendita di vecchiaia (o al versamento di un capitale di vecchiaia) in virtù
del contratto n. __________ (doc. _).
Nell'ambito
della copertura previdenziale sovraobbligatoria stipulata con la __________
dalla __________ a favore dei suoi dipendenti vale quindi il principio secondo
cui all'insorgere dell'età di pensionamento la rendita d'invalidità si estingue
e viene sostituita da una rendita di vecchiaia.
2.4. In base alle
disposizioni della LPP e alla relativa giurisprudenza, nel caso in cui l’assicurato,
prima dell’età del pensionamento, percepisce una rendita di invalidità
dell'assicurazione obbligatoria, questa continua ad essere erogata, poiché,
secondo l’art. 26 cpv. 3 LPP, tale prestazione è vitalizia (cfr. DTF 123 V 126
consid. 4 e 118 V 100; FF 1976 I 208; STFA non pubblicata dell’11 aprile 1997
nella causa A. C, B 15/95).
In una
recente pronunzia l'alta Corte federale, esprimendosi sulla sorte giuridica
della rendita d'invalidità in regime previdenziale sovraobbligatorio a far
tempo dall'età di pensionamento, ha precisato che la giurisprudenza sviluppata
nell'ambito della previdenza obbligatoria, secondo la quale appunto la rendita
d'invalidità ha carattere vitalizio, vale, quale esigenza minima, anche nella
previdenza sovraobbligatoria. Ciò non impedisce a un istituto di previdenza di
disciplinare, nel suo regolamento, che una rendita di invalidità sia
sostituita, al raggiungimento dell'età di pensionamento, da una rendita di
vecchiaia. Nel campo obbligatorio così come in quello sovraobbligatorio, essa
deve tuttavia corrispondere quantomeno al valore equivalente alla rendita
d'invalidità erogata sino al pensionamento (cfr. DTF 127 V 259 segg. = RDAT
II-2001 pag. 610-611; cfr. anche U. Meyer/Blaser, 1990-1994, Die
Rechtssprechung vom Eidgenössischen Versicherungsgericht und Bundesgericht zum
BVG, SZS 1995 p. 103/104; H.U. Stauffer, “Die berufliche Vorsorge”. Serie:
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1996, p.
30; cfr. STCA non pubblicata del 31 marzo 1995 nella causa A. C., pag. 6 e 10;
cfr. anche STFA non pubblicata dell’11 aprile 1997 nella causa A. C, B 15/95).
2.5. Come
rilevato dalla Fondazione convenuta, questa sentenza è stata oggetto di
vigorose critiche da parte della dottrina, per la quale il TFA, con la sua
pronunzia, avrebbe ignorato i limiti posti dal principio costituzionale della
separazione dei poteri operando un’inspiegabile ingerenza in un campo, quello
della previdenza professionale sovraobbligatoria, che il legislatore ha voluto
espressamente riservare alla libertà dispositiva degli istituti di previdenza.
L’estensione dei principi LPP alla previdenza
professionale sovraobbligatoria non sarebbe del resto giustificata nemmeno dal
richiamo all'obiettivo costituzionale del mantenimento del tenore di vita
abituale sancito dall'art.113 CF, non essendo manifestamente compito del
giudice quello di intervenire in un settore così complesso come quello della
previdenza professionale.
La
pronunzia in oggetto partirebbe inoltre da presupposti errati e misconoscerebbe
in particolare che i diritti scaturenti da un’invalidità non si esauriscono nel
diritto alla rendita d’invalidità. Nel senso di una prestazione accessoria e
nella prospettiva di un possibile reinserimento nella vita attiva, l’istituto
di previdenza deve infatti continuare a tenere il conto di vecchiaia
dell’invalido fino al momento in cui questi ha riacquistato la capacità di
guadagno o ha raggiunto l’età conferente il diritto alla rendita di vecchiaia
(art. 34 cpv. 1 lett. b LPP e art. 14 OPP 2). L'avere di vecchiaia continua
pertanto ad essere incrementato anche dopo il sopraggiungere dell'invalidità
mediante accrediti di vecchiaia calcolati sulla base dell’ultimo salario
assicurato (art. 24 cpv. 3 LPP, art. 18 OPP 2 e art. 34 cpv. 1 lett. a LPP).
Siffatto ordinamento vuole fare in modo che l’invalido possa disporre, nel caso
di ripresa della capacità lavorativa, di un avere di vecchiaia più o meno
uguale a quello che avrebbe avuto senza invalidità. Di conseguenza, secondo la
dottrina, non può essere seguito il TFA quando osserva che la diminuzione delle
prestazioni previdenziali al raggiungimento dell'età di pensionamento, nel caso
di un assicurato invalido, è da ricondurre direttamente all’invalidità stessa
che ha ostacolato il finanziamento delle medesime e, in particolare,
l'incremento dell'avere di vecchiaia.
In linea generale invece - argomenta ancora la
dottrina - la rendita di vecchiaia corrisponde (almeno) alla proiezione degli
accrediti di vecchiaia obbligatori, inclusi gli interessi, sulla base
dell’ultimo salario assicurato prima dell’insorgenza dell’incapacità di
guadagno. In definitiva quindi l'argomentazione del TFA costituirebbe una
critica alle modalità di calcolo delle rendite previste dalla legge in caso
d'invalidità in virtù dell'art. 24 cpv. 2 LPP.
La
dottrina sottolinea infine che il mantenimento di una simile giurisprudenza –
di cui in ogni modo auspica l’immediato cambiamento – avrebbe conseguenze
disastrose per l’equilibrio finanziario degli istituti di previdenza e, di
conseguenza, mutamenti drammatici a livello di piani di previdenza. Evidenti
sarebbero inoltre gli svantaggi per gli assicurati attivi e i loro aventi
diritto i quali si vedrebbero imporre contributi supplementari destinati a
coprire gli importanti deficit tecnici che ne deriverebbero. Siffatta
conseguenza costituirebbe una crassa disparità di trattamento rispetto agli
assicurati invalidi (cfr. Moser, Stauffer, Vetter, Das Urteil des EVG Nr. B
48/98 vom 24 Juli 2001 – Desaster oder einmalige “Entgleisung”?, in: AJP
12/2001, p. 1376 segg. e in: Schweizer Personalvorsorge 12/01, p. 865 segg.;
Schweizer Personalvorsorge 1/02, p. 11; H. Walser, "Ein Urteil mit Folgen
für die Vorsorgepläne der beruflichen Vorsorge: Kommentar zum Urteil des EVG
vom 24 Juli 2001 "in SZS 2002 pag. 159 seg.; H.M. Riemer "Die
überobligatorische berufliche Vorsorge im Schnittpunkt von BVG - obligatorium
und vertragsrecht" in SZS 2002 pag. 168; G. Wirz, "Das eidgenossische
Versicherungsgericht schiesst den vogel ab" in plädoyer 2/02 pag. 3; si
veda anche il parere giuridico dell'avv. dott. Jacques-André Schneider dal
titolo: "Portée de l'ATF 127 V 259: La fin du système de la bi-primauté
des prestations dans la prévoyance professionnelle ?").
Questo
Tribunale ha preso atto delle critiche della dottrina appena riassunte.
Tuttavia, considerato come la sentenza federale in questione è stata emessa in
una vertenza ticinese dalla Ia Camera del TFA , nella composizione
di cinque giudici, ed è stata inoltre pubblicata nella Raccolta ufficiale (DTF
127 V 259) e nel Bollettino della previdenza professionale dell'ufas (n° 58 del 10 ottobre 2001 pag.
8), il TCA non può far altro che conformarvisi.
Spetterà
semmai all’Alta Corte, se lo riterrà opportuno, modificare tale giurisprudenza,
o, se del caso, al legislatore adottare eventuali correttivi (cfr. le STCA non
pubblicate del 18 febbraio 2002 in nella causa P., __________; del 3 maggio
2002 nella causa O., __________; del 25 novembre 2002 nella causa S.,
__________; tutte cresciute in giudicato).
2.6. Nella
fattispecie, in applicazione della citata giurisprudenza federale, questo
Tribunale deve dunque concludere che a __________ deve essere garantita, anche
dopo il raggiungimento dell'età di pensionamento, una rendita di vecchiaia di
valore equivalente a quello della rendita d'invalidità, parte sovraobbligatoria
inclusa, versatagli sino a quel momento, pari a fr. 4'748 annui per la parte
complementare erogata dalla __________.
2.7. A siffatta
conclusione non possono mutare le allegazioni della Fondazione convenuta. In
effetti, essa si limita in sostanza a riproporre le critiche espresse alla
recente sentenza del TFA dalla dottrina (consid. 2.5), le quali tuttavia, per i
motivi già evocati, non possono esimere questo Tribunale dall’applicare la
giurisprudenza federale.
L'esito
della presente vertenza non può nemmeno essere modificato dall'argomentazione
della __________ secondo cui in concreto le prestazioni previdenziali sarebbero
state espressamente concordate nel senso che le prestazioni d'invalidità
previste dal contratto n. __________vengono a cadere al momento del
raggiungimento dell'età termine, subentrando a questo momento la prestazione di
vecchiaia prevista dall'altro contratto n. __________. In effetti, non vi è chi
non vede che i due contratti in oggetto formino un tutt'uno, essendo l'uno
complementare all'altro, nell'ambito della copertura previdenziale
sovraobbligatoria stipulata dalla __________ a favore dei suoi dipendenti. Ma a
prescindere da questa constatazione, non può evidentemente essere di rilievo il
fatto che la copertura sovraobbligatoria per i dipendenti della __________ sia
stata suddivisa in due contratti distinti, tale circostanza non avendo
manifestamente rilevanza alla luce delle motivazioni su cui si basa la
giurisprudenza introdotta dalla massima Corte federale con la citata sentenza
pubblicata in DTF 127 V 259segg. Basterà ricordare che nel medesimo giudizio il
TFA, esprimendosi appunto sulla sorte giuridica della rendita d'invalidità in
regime previdenziale sovraobbligatorio a far tempo dall'età di pensionamento,
ha tra l'altro fatto specifico riferimento al principio generale della
previdenza professionale per il quale l'assicurato, al pensionamento, deve
poter mantenere il suo livello di vita abituale (DTF 127 V 259 seg.). Ora, tale
principio non è garantito nel caso in cui, come in concreto, l'assicurato si
vede confrontato con una diminuzione delle sue entrate di considerevole
importanza al momento della sostituzione di una rendita di invalidità
sovraobbligatoria di fr. 4'748 annui con una rendita di vecchiaia di fr. 1'190
annui e questo evidentemente a prescindere dal fatto che la prestazione sia
dovuta in forza di uno o più contratti.
Nemmeno può
essere di rilevo il fatto che la fondazione abbia già versato all'attore il
capitale di vecchiaia di fr. 16'335 (doc. _ e _). In effetti, aperto il tema di
sapere se detto versamento sia avvenuto o meno con l'accordo validamente
espresso dell'interessato (cfr. doc. _), in corso di causa la convenuta si è
comunque dichiarata disposta a procedere alla sostituzione del capitale con la
rendita di vecchiaia contrattuale, previa restituzione del capitale da parte
dell'interessato, il quale si è peraltro già dichiarato disposto in tal senso
(cfr. I).
2.8. La petizione
merita pertanto accoglimento. Di conseguenza, a far tempo dal 1. gennaio 2002 a
__________ è riconosciuta una rendita di vecchiaia di importo equivalente a
quello della rendita d'invalidità versatagli in precedenza.
Il TCA deve
ancora rilevare che il capitale di vecchiaia già versato dalla convenuta su un
conto di pertinenza dell'attore le dovrà essere restituito.
2.9. Visto
l'esito della vertenza, la __________, Fondazione per la previdenza
complementare verserà a __________ i, rappresentato da __________ (DTF 122 V
278; cfr. anche DTF 126 V 11 e riferimenti; STFA non pubblicata dell'8 luglio
1997 in re D., I 73/96; STFA non pubblicata 3 febbraio 1998 in re M.P., I 7/97;
STFA non pubblicata del 30 settembre 1998 in re A.C.F.R., I 462/97 e STFA non
pubblicata del 13 gennaio 2000 in re K.K., U 284/99 circa il diritto a
ripetibili della persona cognita in materia; STCA non pubbl. del 28 maggio 2002
in re G.T-V, 38.2001.218), un'indennità per spese ripetibili di fr. 1'000.
Per quel che
riguarda invece l'addebito di tasse e spese relative alla presente procedura,
si osserva che secondo la legge di procedura per i ricorsi al Tribunale
cantonale delle assicurazioni in materia di assicurazioni sociali (art. 20 cpv.
1), applicabile in virtù dell'art. 8 cpv. 2 LALPP, la procedura è di principio
gratuita.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- La
petizione è accolta.
§ La __________ è condannata a versare a __________ una rendita di
vecchiaia di fr. 4'748 annui a far tempo dal 1. gennaio 2002 .
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
La
__________, Fondazione per la previdenza complementare verserà a __________ fr.
1'000 a titolo di spese ripetibili.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il
vicepresidente Il segretario
Raffaele Guffi Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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