AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
34.2001.61
Data decisione, Autorità:
25.03.2003, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
34.2001.00061
fc/cd
Lugano
25 marzo 2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo,
presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
con redattrice:
Francesca
Cassina-Barzaghini, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sulla petizione del 11 ottobre
2001 di
__________,
rappr. da: avv__________,
contro
Fondazione __________,
rappr. da: avv. __________,
in materia di previdenza professionale
ritenuto, in
fatto
1.1. __________,
nata nel 1948, ha lavorato alle dipendenze della __________ in qualità di
segretaria, dal 3 aprile 1989 al 31 luglio 1992, data per la quale il contratto
di lavoro è stato disdetto dal datore di lavoro a seguito della prolungata
assenza della dipendente (doc. _).
Ai fini
dell'attuazione della previdenza professionale obbligatoria dei propri
dipendenti la __________ era affilliata alla Fondazione __________, alla quale
__________ era quindi assicurata nel periodo in cui era alle dipendenze della
medesima ditta (doc. _).
Terminato
il rapporto di lavoro, il 1. marzo 1993 la Fondazione __________ ha inviato
all'assicurata il certificato di libero passaggio invitandola poi, con lettera
del 21 agosto 1993, a fornire istruzioni in merito al trasferimento a suo
favore di una prestazione di libero passaggio di fr. 57'756 (doc. _). A detto
scritto l'interessata non ha dato formalmente seguito, pur avendo avuto dei
colloqui con l'amministratore del fondo previdenziale. L'istituto di previdenza
ha in seguito provveduto ad aggiornare il conteggio di libero passaggio nel
marzo 1994, nel febbraio 1996 e in gennaio 1997 (doc. _).
La
prestazione a favore dell'assicurata è infine rimasta depositata presso la
fondazione (cfr. XXXV).
1.2. Con
provvedimento del 21 novembre 1995 l'Ufficio Assicurazione Invalidità (UAI), in
evasione della relativa domanda di prestazioni formulata dall'assicurata il 15
giugno 1993 (doc. _ atti AI), ammesso un grado di invalidità del 70%, ha
concesso a __________ una rendita intera d'invalidità dal 1. febbraio 1993
oltre a una completiva per il figlio __________ (nato nel 1972), quest’ultima
sino al mese di agosto 1996 (doc. _).
Dal canto
suo, per decisione su opposizione del 9 marzo 1995, l'Istituto __________ ha
assegnato all'assicurata una rendita d'invalidità del 20% a far tempo dal 1.
febbraio 1992 oltre ad un'indennità per menomazione dell'integrità nella misura
del 10% di fr. 6'969 (doc. _).
1.3. Nel novembre
1998 __________ si è rivolta alla Fondazione __________ postulando l'erogazione
di una rendita d'invalidità della previdenza professionale considerato come
l'inabilità era a suo dire da ricondurre ad un'incapacità lavorativa insorta
nel febbraio 1992, momento in cui era ancora alle dipendenze della __________.
La fondazione
interpellata, con scritto del 10 dicembre 1998 (doc. _), ha respinto la
richiesta adducendo che al momento dell'inizio dell'invalidità, vale a dire nel
febbraio 1993 secondo la decisione dell'UAI, la richiedente non era già più
alle dipendenze della __________.
1.4. Nel corso
del 1998 e 1999, a favore dell'assicurata e da parte della __________ sono
stati effettuati dei versamenti per un ammontare totale di fr. 14'000.
In punto
alla richiesta di concessione di una rendita d'invalidità fra le parti sono
intercorse delle trattative che non hanno tuttavia portato ad un accordo (cfr.
LXIII).
In data
31 dicembre 1999 la Fondazione __________ ha sottoscritto una dichiarazione di
rinuncia a prevalersi dell'eccezione di prescrizione per i crediti non ancora
scaduti valida sino al 31 dicembre 2000 (doc. _), poi prorogata sino al 31
dicembre 2001 (doc. _).
1.5. Con petizione
al TCA datata 11 ottobre 2001 __________, rappresentata dallo studio legale
dell'avv. __________, ha convenuto la Fondazione __________ chiedendone la
condanna al pagamento di fr. 67'513.70 oltre interessi del 5% dal 1. gennaio
1998 a titolo di prestazioni di invalidità arretrate e al versamento di una
rendita mensile di fr. 975.55 dal 1° gennaio 2001 e fino al raggiungimento
dell'età della pensione.
A
motivazione delle proprie domande l'attrice ha fatto valere:
"
(…)
B. Nel
merito, il principio medesimo del diritto a una rendita d'invalidità non può
essere contestato poiché l'attrice era assicurata al momento dell'insorgere
dell'incapacità di lavoro che ha determinato l'invalidità e presenta
un'invalidità giustificante una rendita intera.
Controparte
fa invece risalire l'insorgere dell'incapacità di lavoro alla data stabilita
dall'AI e contesta dunque che l'attrice fosse ancora assicurata a quel momento.
Tale
concezione è contraria alla costante giurisprudenza del tribunale federale che
stabilisce nell'ambito della previdenza professionale che le prestazioni
d'invalidità sono dovute dall'istituto di previdenza al quale l'interessato è,
o era, affiliato al momento del realizzarsi dell'evento assicurato. Nella
previdenza obbligatoria, questo momento non coincide con quello dell'inizio del
diritto a una rendita dell'assicurazione invalidità ma corrisponde
all'insorgere dell'incapacità di lavoro la cui causa ha portato all'invalidità
(art. 23 LPP in fine; STF 117 V 329).
(…)
C. Stabilito che
la signora __________ ha diritto a percepire una rendita di invalidità da parte
della __________, resta a definirne l'ammontare.
Il
regolamento della __________ ha fatto uso della possibilità offerta dalla LPP e
dalla sua ordinanza di ridurre l'ammontare della rendita erogata quando questa,
unita ad altre rendite, oltrepassa il 90% del reddito di cui si presume che
l'assicurato è privato a causa della sua invalidità.
La rendita
dell'attrice è stata pertanto calcolata nella tabella seguente tenendo conto
dell'eccezione di sovrindennizzo. Va fatto notare che le rendite per il figlio
sono state computate solo per metà (art. 4. 4 cifra 2 del regolamento
__________) e che per l'anno 1995 è stato tenuto conto di un rincaro dell' 1.5
% e dell' 1 % per gli anni successivi. Il rincaro annuo è giustificato dal
fatto che il calcolo del sovrindennizzo interviene parecchi anni dopo il
realizzarsi dell'evento assicurato e che pertanto il divario tra l'ultimo
salario percepito dall'attrice e il reddito ipotetico ai sensi dell'ordinanza
può rivelarsi ampio. Con il guadagno presumibilmente perso dall'assicurato ai
sensi dell'art. 24 cpv. 1 OPP2, si intende, infatti, il reddito ipotetico che
l'assicurato percepirebbe senza invalidità, quel che non corrisponde
necessariamente al guadagno effettivamente ottenuto prima del realizzarsi
dell'evento assicurato (STF 123 V 204).
Giusta l'art. 4.12.1 del regolamento della __________, la rendita
d'invalidità viene completata con rendite per figli d'invalido, se
l'assicurato ha dei figli. Per calcolarla si applicano per analogia le
disposizioni sulla rendita per orfano che prevedono un ammontare della rendita
pari al 20% della rendita di vecchiaia da ultimo assicurata. Tale rendita viene
versata sino al compimento del 20° anno di età o sino alla conclusione della
formazione, al massimo tuttavia sino al compimento del 25° anno d'età. Nella
fattispecie, la signora __________ ha un figlio, __________, che era in
formazione dopo il 20° anno di età e che dava dunque diritto alla madre ad un
complemento di rendita e questo sino al 31 agosto 1996.
D.
anno
salario
90%
rendita
compl.
rendita
totale
importi
re- importi
AI
AI
per SUVA
rendite
clamati
reclamati
Figlio
per la signora
per il figlio
(1993)1
42'900.--
38'610.--
17'699.--
1'507.--
8'424.--
27'630.--
(10'980.--)
(3'069.--)
(1994)2
46'800.--
42'120.--
22'560.--
2'479.50
8'424.--
33'463.50
(
8'656.50)
(3'348.--)
19953
47'502.--
42'751.80
23'280.--
2'479.50
8'760.--
34'519.50
8'232.30
3'348.--
19964
47'977.--
43'179.30
23'280.--
2'328.--
8'760.--
34'368.--
8'811.30
2'232.--
19975
48'456.75
43'611.--
23'880.--
-.--
8'988.--
32'868.--
10'743.--
-.--
19986
48'941.30
44'047.--
23'880.--
-.--
8'988.--
32'868.--
11'179.--
-.--
19997
49'430.70
44'487.60
24'190.--
-.--
9'036.--
33'226.--
11'261.60
-.--
20008
49'925.--
44'932.50
24'190.--
-.--
9'036.--
33'226.--
11'706.50
-.--
totale al 31 dicembre 20009
61'933.70
5'580.--
E. Nella
previdenza obbligatoria come nella previdenza più estesa, i crediti
dell'assicurato sottostanno ad un termine di prescrizione di cinque anni quando
sono inerenti a delle prestazioni periodiche e di dieci anni negli altri casi
(art. 41 cpv. 1 LPP). Dunque per le rendite di invalidità, ogni arretrato si
prescrive in cinque anni, mentre il diritto di percepire le rendite come tali
si prescrive con un termine ordinario di dieci anni.
Nella
fattispecie il termine dei dieci anni non è trascorso al momento dell'inoltro
della presente petizione, mentre il termine dei cinque anni ci riporta alla
fine dell'anno 1994 poiché controparte, al momento dei tentativi di risoluzione
bonale del caso, ha sottoscritto delle dichiarazioni di rinuncia a prevalersi
dell'eccezione di prescrizione per i crediti non ancora prescritti al 31
dicembre 1999.
Le pretese
prescritte ammontano ad un totale di fr. 26'053.50, ma non
erano prescritte nel 1998 e nel 1999, anni nel corso dei quali la __________ ha
versato all'attrice degli anticipi per un totale di fr. 14'000.-.
Tali versamenti sono stati effettuati come anticipi sulle mensilità dovute alla
signora __________ a titolo di rendita di invalidità ed erano riferiti alle
mensilità passate o in corso e non a quelle future (a meno naturalmente che il
loro ammontare si rivelasse poi inferiore agli "anticipi").
1 solo 11 mesi; la rendita per
figli viene computata solo per metà (art. 4.4.2 regolamento della cassa
pensioni)
2 art. 4.4.2 regolamento cassa
pensioni (le rendite per figli vengono computate per metà)
3 rincaro dell'1.5%; art.
4.4.2 del regolamento
4 rincaro dell'1%; art. 4.4.2
del regolamento
5 rincaro dell'1%
6 rincaro dell'1%
7 rincaro dell'1%
8 rincaro dell'1%
9 senza gli interessi e senza
gli anni 1993 e 1994 il cui credito è già stato compensato con l'anticipo di fr. 14'000.--." (cfr. doc. _)
1.6. Con risposta
del 26 novembre 2001, completata da uno scritto del 10 dicembre 2001 (VII), la
Fondazione __________, assistita dall'avv. __________, ha chiesto di giudicare:
"
(…)
Per questi motivi si chiede di giudicare:
- In via principale:
a) La petizione è respinta.
b) E' accertato
che la signora __________ non ha il diritto a una rendita di invalidità nei
confronti della Fondazione __________.
c) E' accertato
il diritto della signora __________ alle prestazioni di libero passaggio, con
deduzione degli importi già versatile.
- In via subordinata:
a) La petizione è parzialmente accolta.
b) E' accertato
il diritto della signora __________ a una rendita di invalidità per l'importo
corrispondente alle prestazioni legali minime, con effetto dal 1.1.1995.
c) Le
prestazioni legali minime sono stabilite in fr. ............., a partire
dal 1.1.1995.
d) Il saldo a
favore della signora __________ fino al 31.12.2000 e dopo deduzione degli
importi già versatile, è accertato in fr...........
- In via ulteriormente subordinata:
a) La petizione è parzialmente accolta.
b) E' accertato
il diritto della signora __________ a una rendita di invalidità con effetto dal
1.1.1995.
c) La Fondazione
__________ è tenuta a versare alla signora __________ fr. 28'181.--,
come saldo degli arretrati fino al 31.12.2000.
d) La rendita di invalidità per l'anno 2001 è fissata in fr. 741.16.
- In ogni caso:
Protestate spese e ripetibili." (cfr. doc. _)
Nelle sue
motivazioni, la convenuta ha negato di essere debitrice della chiesta rendita
d'invalidità dal momento che l'incapacità lavorativa di __________ sarebbe da
ricondurre alle conseguenze, in parte posttraumatiche e in parte degenerative,
dell'incidente stradale patito nel 1975 e, quindi, ad un avvenimento
chiaramente precedente all'affilliazione della predetta alla Fondazione
__________. Ha inoltre rilevato che l'assicurata avrebbe commesso reticenza
avendo sottaciuto, al momento della sua assunzione alle dipendenze della
__________, i suoi problemi di salute. Qualora l'istituto di previdenza, al
momento dell'affilliazione dell'assicurata, avesse conosciuto il suo vero
stato, avrebbe introdotto la riserva di cinque anni contemplata dal regolamento
con la conseguenza che le eventuali pretese di invalidità della richiedente
sarebbero comunque limitate all'importo minimo legale. Sollevata l'eccezione di
prescrizione, ha inoltre rilevato che i versamenti, per complessivi fr. 14'000,
effettuati nel 1998 e 1999 dalla convenuta a favore dell'attrice erano stati
effettuati a titolo di acconti sull'importo di libero passaggio dovuto all'ex
dipendente e non quali anticipi sul pagamento di una pretesa, ma sempre
rifiutata, rendita d'invalidità. Ha infine contestato il conteggio delle
prestazioni arretrate allestito in petizione (V).
1.7. Con scritto
del 13 marzo 2002 l'attrice, tramite il suo patrocinatore, ha censurato le
argomentazioni di controparte, segnatamente che all'assicurata sia
rimproverabile una reticenza o la violazione di un presunto obbligo
d'informazione (XIX). In proposito, in data 14 marzo e 11 aprile 2002, ha
altresì rilevato che al momento dell'assunzione presso la __________
l'assicurazione collettiva malattie della ditta era al corrente dei problemi di
salute cui era sofferente __________. Anche la datrice di lavoro doveva
pertanto esserne a conoscenza (XXI, XXVIII).
Con presa
di posizione del 15 aprile 2002 la convenuta ha dal canto suo ribadito le
proprie allegazioni e argomentazioni (XXIX).
1.8. In corso di
causa il TCA ha provveduto ad acquisire agli atti l'incarto AI e __________
concernente l'assicurata dandone comunicazione alle parti (IX, X, XIII, XIV) e
a chiedere delle precisazioni all'UAI (LXIX, LXXII, LXXIII, LXXIV) che sono poi
state trasmesse alle parti (LXXV).
Il TCA ha
pure effettuato alcuni accertamenti interpellando le parti (XVI, XVII, XXXI,
LVIII, LVIX, LX, LXI) e le relative risultanze (XXX, XXXVIII, XL, XLI, LII,
LXII, LXIII, LXV, LXVI) sono state intimate alle parti, le quali hanno
formulato le loro osservazioni (XIX, XLVI, XLVIII, LI, LV, LXX).
Il 18
aprile 2002 il TCA ha posto per scritto alcuni quesiti a __________,
amministratore della Fondazione __________ all’epoca dei fatti litigiosi
(XXXII) intimando poi le risposte alle parti (XXXV) con facoltà di presentare
osservazioni in merito.
in
diritto
2.1. Oggetto del
contendere è l'erogazione a __________, da parte della Fondazione __________,
di una rendita intera d'invalidità della previdenza professionale. La
Fondazione convenuta non contesta l'invalidità in quanto tale dell'attrice né
la decorrenza della chiesta rendita; rifiuta tuttavia la concessione della
prestazione censurando la qualità di assicurata della richiedente. Sostiene in
particolare che il danno alla salute all'origine dell'incapacità lavorativa che
ha poi condotto all'invalidità sarebbe riconducibile all'incidente della
circolazione subito dall'interessata nel 1975, e, quindi, a circostanze
verificatesi in un’epoca nella quale l'attrice non era ancora assicurata presso
di lei. Per la convenuta quindi l'interessata avrebbe diritto unicamente alla
prestazione di libero passaggio che è peraltro tuttora depositata presso la
fondazione.
La
Fondazione __________ eccepisce inoltre un'avvenuta reticenza poichè al momento
dell'ammissione nella cassa pensioni __________ non avrebbe segnalato
l'esistenza dei problemi di salute di cui era affetta.
Solleva
altresì l'eccezione di prescrizione e reputa che in ogni modo ogni e qualsiasi
prestazione eventualmente dovuta andrebbe negata o almeno ridotta a motivo di
sovrassicurazione.
2.2. In concreto,
alfine di statuire sulla presente controversia va preliminarmente stabilito
qual è il regolamento dell'istituto di previdenza convenuto applicabile,
ritenuto che il Regolamento della Fondazione __________ in vigore dal 1.
gennaio 1989 (doc. _) è stato modificato con effetto dal 1. gennaio 1995 (doc.
_).
Secondo i
principi generali del diritto, in caso di modifica di norme giuridiche, si
applicano le disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello stato
di fatto che deve essere apprezzato giuridicamente oppure che ha delle
conseguenze giuridiche (DTF 121 V 100; SVR 1994 LPP No. 12; H.U Stauffer, Die
berufliche Vorsorge, Serie: Rechtssprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1996, p. 67). Questi principi valgono anche in
caso di mutamento delle disposizioni del regolamento o degli statuti dei fondi
di previdenza.
La loro
applicazione non causa difficoltà nell’ipotesi in cui si è confrontati con un
avvenimento unico, che può essere facilmente isolato nel tempo (SVR 1994 BVG
no. 12 p. 31; DTF 119 V consid. 2).
Nel caso
di una situazione durevole, non ancora evoluta nell’istante in cui interviene
il cambiamento di legge, si applica di regola il nuovo diritto, salvo vi sia
una disposizione transitoria che prevede il contrario. In tal caso non vi è
retroattività vera e propria (si tratta della cosiddetta “retroattività
impropria”, DTF 121 V consid. 1a e dottrina ivi citata; cfr. anche R. Schnyder,
Minimal Standards im nichtstreitigen Verfahren der beruflichen Vorsorge,
Referat am 477 Veranstaltun des schw. Institut für Verwaltungskurse, St.
Gallen, p. 11).
Per quanto
riguarda in particolare il diritto e l’ammontare della rendita di invalidità -
e, quindi, anche l'esistenza di una eventuale sovrassicurazione - sono di
principio determinanti le norme regolamentari vigenti al momento della nascita
del diritto alle prestazioni e non già quelle applicabili all’epoca in cui è
iniziata l’incapacità lavorativa che ha causato l’invalidità (DTF 121 V 97; SZS
1997 p. 411).
In
effetti la situazione di fatto dalla quale deriva il diritto alle prestazioni
non è l’inizio dell’incapacità di lavoro, considerata come evento isolato nel
tempo, bensì l’incapacità di lavoro come tale, che è uno stato di fatto
duraturo. La situazione giuridica che dà luogo ad una rendita di invalidità
dura, quindi, fino al momento della nascita del diritto alle prestazioni (DTF
121 V 101 consid. 1c).
In
concreto, applicabile è quindi il tenore del regolamento dell'istituto
previdenziale convenuto in vigore nel momento in cui è sorto l'eventuale
preteso diritto ad una rendita della previdenza professionale di __________
(cfr. in proposito i considerandi che seguono).
A.
Diritto alla rendita d'invalidità
2.3. Secondo
l’art. 23 LPP, che è una disposizione minima (art. 6 LPP), hanno diritto alle
prestazioni d’invalidità le persone che, nel senso dell’AI, sono invalide per
almeno il 50% ed erano assicurate al momento in cui è sorta l’incapacità di
lavoro la cui causa ha portato all’invalidità. Non è invece necessario che
l’interessato sia assicurato nell’istante della nascita dell’invalidità (SZS 1995
p. 464 consid. 3b; SVR 1995 BVG Nr. 43 p. 128 consid. 2a; DTF 120 V 116 consid.
2b; M. Moser, Bedeutung und Tragweite von art. 23 BVG, SZS 1995, p. 403; DTF
118 V 898, 35; A. Maurer, Bundessozialversicherungsrecht, Basilea 1994, p.
209).
Le
prestazioni sono quindi dovute dall'istituto di previdenza presso il quale il
ricorrente era affilliato al momento in cui è sorto l'evento assicurato ai
sensi dell'art. 23 LPP. Esso è infatti la sopravvenienza di un'incapacità
lavorativa di una certa importanza, non la nascita dell'invalidità vera e
propria (DTF 123 V 264 consid. 1b; SVR 1995 BVG n. 28 p. 128; SVR 1994 BVG n.
14 p. 37; SZS 1994 p. 469 consid. 5a; STFA non pubbl. del 20 luglio 1994 in re
consid. 2).
Il
richiedente dev'essere quindi assicurato secondo la LPP al momento
dell'insorgenza dell'incapacità lavorativa che ha condotto all'invalidità, non
necessariamente quando insorge l'invalidità oppure il peggioramento della
stessa (SZS 2002 pag. 155 seg.; DTF 123 V 264 consid. 1b; STFA non pubbl. del
6 marzo 1996 in re S.P; SZS 1995 p. 91 e 465 consid. 4a; SZS 1994 p. 469; STFA
non pubbl. del 20 luglio 1994 in re R consid. 2).
Questa
soluzione è stata introdotta per evitare lacune assicurative nel caso in cui il
datore di lavoro disdice il contratto prima che sia trascorso l’anno di attesa
ai fini dell’erogazione della rendita AI (art. 29 cpv. 1 lett. b LAI; DTF 123 V
264 consid. 1b e 120 V 116 consid. 2b). Le prestazioni sono dovute
dall'istituto di previdenza al quale l'interessato è - o era - affiliato al
momento dell'insorgenza dell'evento assicurato appena descritto, premesso che
tra l'incapacità lavorativa e l'invalidità esista una connessione materiale e
temporale (SZS 1997 pag. 552).
Il
diritto alla rendita non sorge dunque se il richiedente è assicurato
nell'istante in cui viene dichiarato invalido, bensì se egli era assicurato nel
momento in cui è sorta l'incapacità al lavoro che ha condotto all'invalidità.
I
medesimi principi valgono in materia di previdenza più estesa, in assenza di
disposizioni statutarie divergenti (SVR 1994 p. 38 consid. 2b, DTF 117 V 332
consid. 3).
L’art. 26
LPP dispone inoltre che, per la nascita del diritto alle prestazioni
d’invalidità, sono applicabili per analogia le pertinenti disposizioni della
legge federale sull’assicurazione invalidità (art. 29 LAI). L’istituto di
previdenza può pure stabilire, nelle sue disposizioni regolamentari, che il
diritto alle prestazioni sia differito, fintanto che l’assicurato riscuote il
salario completo (SZS 1998 p. 393; 1995 p. 464 consid. 3b).
2.4. L’art. 4 LAI
dispone che l’invalidità è l’incapacità al guadagno, presunta permanente o di
rilevante durata cagionata da un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Con incapacità di
guadagno si intende quell’incapacità di eseguire un’attività che si può esigere
dall’interessato in mercato del lavoro e equilibrato e quindi non solo quella
di effettuare il proprio lavoro (DTF 117 V 335 consid. 5c DTF 109 V 28; Maurer,
op. cit., p. 140/141).
In ambito
AI va pertanto valutato se l’assicurato dispone ancora di capacità di guadagno
nella sua professione e parimenti se vi è possibilità di guadagno in altre
professioni ammissibili in un mercato del lavoro equilibrato (DTF 109 V 28; DTF
111 V 21; Brühwiler, Die betriebliche Personalvorsorge in der Schweiz, 1989 p.
488). Le attività considerate non si limitano quindi a quelle che coincidono
con l’ultima attività svolta o ad attività affini, ma anche ad attività
diverse.
Per la
stretta relazione esistente tra la rendita d’invalidità dell’AI e quella del
secondo pilastro emerge che, il concetto d’invalidità nell’ambito della
previdenza obbligatoria e quello dell'assicurazione invalidità, è di principio
il medesimo (DTF 115 V 210; RDAT I 1995 consid. 2.2 p. 229).
In virtù
dell’art. 6 LPP le fondazioni di previdenza, oltre alla possibilità di
introdurre la previdenza più estesa (art. 49 cpv. 2 LPP; cfr. SZS 1995 p.
465/466 consid. 4b)aa), sono libere di estendere il concetto di invalidità a
favore dell’assicurato oppure di concedere prestazioni anche quando il grado
d’invalidità è inferiore al 50%. Ciò non significa tuttavia che i fondi di
previdenza dispongono di un margine di apprezzamento illimitato (SZS 1995 p.
466 consid. 4b)aa); DTF 118 V 35). Se gli istituti di previdenza fanno espresso
riferimento al concetto di invalidità previsto dall’AI, sono vincolati dalla
valutazione dell’invalidità fatta dalla commissione per l’assicurazione
invalidità, eccezion fatta se essa dovesse rivelarsi palesemente insostenibile
(sentenza del TFA del 30 novembre 1993; B 38/92, in Plädoyer 1994 p. 66).
Secondo
la giurisprudenza gli istituti di previdenza sono vincolati da quanto
pronunciato dall’assicurazione invalidità non solo per quel che riguarda il
grado di invalidità (SZS 1996 p. 48 consid. 2b e 2d; SVR 1994 BVG Nr. 15
consid. 3c; DTF 115 V 208 consid. 2c; 115 V 215 consid. 4c), ma ugualmente per
determinare il momento della sopravvenienza dell’incapacità di lavoro e,
quindi, per quanto concerne la nascita del diritto alla rendita (DTF 127 V 271
consid. 2a e riferimenti; SZS 2002 p. 155; SZS 1997 p. 68; SVR 1995 BVG Nr. 22
p. 57 consid. 2a; SVR 1994 BVG Nr. 15 p. 42 consid. 3c; DTF 118 V 35 consid.
2baa).
Nella
previdenza obbligatoria il concetto di invalidità è infatti il medesimo.
Accertamenti separati del grado d'invalidità potrebbero condurre a risultati
differenti in contraddizione con lo scopo perseguito dalla legge (DTF 115 V 210
e 218, DTF 118 V 39, Stauffer, op. cit. p. 24).
L’istituto
di previdenza può tuttavia scostarsi dalle conclusioni dell’assicurazione
invalidità se queste appaiono di primo acchito insostenibili (SVR 1995 BVG Nr.
22 p. 57 consid. 2a, DTF 115 V 208 consid. 2c, 212, 215 consid. 4c, 218 consid.
4; SZS 1996 p. 47; STFA del 30 novembre 1993, B 38/92, in Plädoyer 1994 p. 66;
DTF 109 V 24; Meyer/Blaser, op. cit., p. 21).
Nella
previdenza sovraobbligatoria, per contro, l’Istituto di previdenza è libero di
stabilire il concetto di invalidità nei suoi regolamenti (DTF 115 V 209; H. U.
Stauffer, op. cit. p. 25).
In tal
caso si giustifica un esame indipendente dell’invalidità da parte dell’Istituto
di previdenza, che può basarsi sulle conclusioni dell’AI, cui non è tuttavia
vincolata (DTF 115 V 213 consid. 2c; 215 consid. 4b).
2.5. In concreto,
dall'incarto AI emerge che l'UAI ha concesso all'assicurata una rendita intera
d'invalidità dal 1. febbraio 1993 (cfr. consid. 1.2). Le affezioni di cui è
portatrice __________ essendo di natura manifestamente labile e poiché, secondo
l’art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, il diritto alla rendita secondo l’art. 28 LAI
nasce al più presto nel momento in cui l’assicurato è stato per un anno e senza
notevoli interruzioni incapace al lavoro per almeno il 40% in media, l’UAI ha
considerato che l’incapacità al lavoro che ha condotto all’invalidità è da
ricondurre al 1. febbraio 1992.
2.6. Secondo
l’art. 4.11.1. del regolamento della Fondazione __________ (nelle versioni del
1989 e 1995)
" 1 Un
assicurato totalmente o parzialmente non più capace di esercitare la sua
professione o un’altra attività confacente alle sue cognizioni e capacità in
seguito a malattia, infermità o infortunio, viene considerato totalmente o
parzialmente invalido.
2 Il grado di invalidità si regola secondo la
perdita di guadagno provocata dall'invalidità. Esso viene fissato dal Consiglio
di fondazione in base alle decisioni dell'Assicurazione federale per
l'invalidità o dopo aver udito il referto del medico di fiducia."
Inoltre,
in virtù dell’art. 4.11.2 del Regolamento (sempre nelle versioni del 1989 e del
1995, doc. _)
"
1 Un assicurato che diventa invalido
parzialmente o totalmente prima del raggiungimento dell'età regolare del
pensionamento, ha diritto ad una rendita d'invalidità.
2 (…) Un grado di invalidità superiore ai due
terzi dà diritto alla rendita intera di invaldità, mentre uno inferiore al 25%
non dà diritto a prestazione alcuna.
3 Un rendita di invaldità viene corrisposta
fintantochè l'invalidità sussiste, al massimo però fino all’età del pensionamento
regolare. (…)"
Secondo
l'art. 4.11.3 infine:
"
La rendita intera d'invalidità corrisponde alla
rendita di vecchiaia assicurata, alla quale l'assicurato avrebbe diritto se
restasse nella Ditta sino alla data del pensionamento regolare."
Quanto
alla rendita di vecchiaia, la stessa ammonta all'1,5% del salario annuo
assicurato, per ogni anno computabile d'assicurazione (art. 4.5.2)
Infine,
per l'art. 4.2.1. le rendite vengono di regola versate in rate mensili ad ogni
fine mese. Il versamento inizia con quel mese in cui il reddito dell'assicurato
od un'eventuale compensazione di reddito non vengono più versati o versati
soltanto parzialmente. Per quel mese in cui il diritto alla rendita si
estingue, viene versata l'intera rendita mensile.
2.7. Dall'art.
4.11.1. del Regolamento appena citato, che non ha subito modificazioni nel
Regolamento entrato in vigore nel 1995 (doc. _), emerge che il concetto di
invalidità del Fondo di previdenza è più esteso di quello della LPP. Infatti,
oltre a prevedere il diritto a prestazioni, già con un grado di invalidità
superiore al 25% (art. 4.11.2), il Regolamento stabilisce che l'assicurato è
considerato invalido già per il solo fatto di non essere più in grado di
esercitare la sua professione (“Berufsunfähigkeit”; SZS 197 p. 73 consid. 2a e
1995 p. 102; cfr. STFA non pubbl. 17 dicembre 1991 in re F p. 7 consid. 3a; DTF
117 V 335 consid. 5b; RDAT I 1995 p. 221) oppure un’altra attività conforme
alle sue conoscenze e alle sue capacità. In virtù della giurisprudenza
suesposta, questo concetto di invalidità non coincide con quello generale di
incapacità al guadagno (cfr. Meyer/Blaser, SZS 1995 p. 102/103; DTF 117 V 335;
STFA non pubbl. in re A. del 25 marzo 1993; S. Beros, Die
Stellung des Arbeitnehmers in BVG, Zurigo 1993, p. 149;
STFA non pubbl. 17 dicembre 1991 in re F p. 7 consid. 3a).
Nella
presente fattispecie, poiché l’assicurata è stata riconosciuta totalmente
invalida ai sensi dell’AI e quindi della LPP (cfr. consid. 2.5), dev’esserlo
anche in virtù delle disposizioni dell’Istituto di previdenza che prevedono per
l'ammissione dell'incapacità al guadagno condizioni meno restrittive.
Poiché,
inoltre, il Fondo di previdenza fa indirettamente riferimento anche al concetto
di invalidità ai sensi dell’AI (cfr. art. 4.11.1. cpv. 2), esso è di principio
vincolato alle conclusioni di questa assicurazione.
D’altro
canto, l’interessata risulta essere stata regolarmente assicurata alla cassa
pensione convenuta, sia per l'assicurazione obbligatoria che per quella
sovraobbligatoria, dal 1. aprile 1989 (doc. _). Lo era quindi ancora, e già da
oltre due anni, nel momento in cui, secondo l'UAI, è insorta l’incapacità
lavorativa che ha condotto all’invalidità (1. febbraio 1992; cfr. consid. 2.5).
Dagli
atti emerge infatti che __________ è entrata alle dipendenze della __________
il 3 aprile 1989 con un'incapacità al guadagno uguale a zero e che vi è rimasta
sino al 31 luglio 1992, data alla quale l'attrice è pure uscita dal fondo di
previdenza convenuto.
In tali
circostanze, poiché beneficiaria di una rendita intera dell’AI dal 1. febbraio
1993, __________ ha quindi di principio (e riservato quanto segue) diritto, a
partire dalla medesima data, anche ad una rendita della previdenza
professionale giusta l'art. 26 cpv. 1 LPP da erogarsi dalla Fondazione
__________ in quanto assicurata quando è insorta l'incapacità al lavoro la cui
causa ha portato all'invalidità (cfr. SVR 1997 BVG n. 80).
2.8. Del resto,
la fondazione convenuta non contesta l'invalidità dell'assicurata né il diritto
della stessa alla rendita dell'AI né la decorrenza della rendita LPP chiesta
dall'interessata. Censura tuttavia di essere debitrice della prestazione
d'invalidità della previdenza professionale sostenendo che il danno alla salute
all'origine dell'incapacità al lavoro che ha originato l'invalidità era
preesistente all'assunzione da parte della __________ e, quindi,
all'affilliazione alla fondazione __________. Le cause invalidanti
risiederebbero in effetti in avvenimenti chiaramente precedenti
all'affilliazione alla cassa, segnatamente nei postumi dell'incidente della
circolazione subito dall'assicurata nel 1975.
Essa
sostiene quindi implicitamente che l’art. 23 LPP persegue anche lo scopo di
delimitare la responsabilità tra più istituti di previdenza (DTF 120 V 117
consid. 2c).
Tale
affermazione corrisponde al vero nell’ipotesi in cui il lavoratore, già colpito
nella sua salute in una misura atta a influenzare la sua capacita di lavoro,
entra al servizio di un nuovo datore di lavoro e vien posto al beneficio di una
rendita di invalidità. In tale ipotesi, a determinate condizioni, le
prestazioni devono essere versate dal precedente istituto di previdenza e non
dall'attuale (cfr. DTF 123 V 264 consid. 1c; DTF 120 V 120: "l'art. 23 LPP
vise quant à lui à prolonger la responsabilité de l'institution de prévoyance
au-delà de l'affiliation, lors de la survenance de l'éventualité assurée";
cfr. anche SZS 2002 pag. 156 consid. 2b; STFA non pubblicata del 6 giugno 2001
in re B., B 64/99).
Secondo
la giurisprudenza federale, affinché il precedente istituto di previdenza sia
tenuto a versare la prestazione d’invalidità, l’incapacità di lavoro deve
essersi manifestata in un’epoca in cui l’assicurato era affiliato presso
quell’istituto e deve inoltre sussistere fra detta incapacità e l’invalidità
uno stretto nesso materiale e temporale.
Vi è connessione
materiale se il danno alla salute all’origine dell’invalidità è
essenzialmente lo stesso che si è già manifestato durante l’affiliazione al
precedente istituto di previdenza e che ha causato un’incapacità di lavoro.
La connessione
temporale presuppone che l'assicurato, dopo l'insorgenza dell'inabilità
lavorativa, non sia ridivenuto abile al lavoro per lungo tempo. Tale
connessione è interrotta se, durante un certo periodo, l'assicurato è
nuovamente abile al lavoro, ritenuto comunque che un breve periodo di
remissione non basta per interrompere il rapporto di connessione temporale
(cfr. SZS 2002 pag. 156; DTF 123 V 264 consid. 1c e DTF 120 V 117 consid. 2c;
già citata STFA non pubblicata del 6 giugno 2001). In effetti secondo il TFA:
" l’ancienne institution de prévoyance ne saurait, en effet, répondre
de rechutes lointaines ou de nouvelles manifestations de la maladie plusieurs
années après que l’assuré a recouvré sa capacité de travail." (DTF 120 V 117 consid. 2c)
In tal
caso il vecchio istituto di previdenza è liberato da qualsiasi obbligo (DTF 120
V 117; M. Moser, Die zweite Säule und ihre Tragfähigkeit, Basilea 1993, p.
210).
Il TFA ha
inoltre precisato che, nel caso di interruzione dell’incapacità di lavoro, non
si può procedere ad un’applicazione schematica, analogamente a quanto previsto
agli art. 29ter e 88a cpv. 1 OAI (DTF 123 V 264 e 120 V 118 consid. 2c/bb),
mitigando il tenore di una precedente sentenza, in cui aveva stabilito che il
nuovo istituto di previdenza è obbligato a versare la rendita solo se
l’assicurato ha lavorato per tre mesi interi, dopodiché si è ripresentata
un’incapacità di lavoro (cfr. sentenza del TFA non pubbl. del 30 novembre 1993
B 38/92 in Plädoyer 4/94 p. 66/67).
Per
risolvere tale questione si dovrà quindi tener conto delle circostanze del caso
concreto, e meglio della natura della malattia, del pronostico del medico e dei
motivi che hanno indotto ad assumere l’interessato (SZS 2002 pag. 156 consid.
2b; SVR
2001 BVG no. 18 pag. 69segg.; DTF 123 V 264 consid. 1c e 267 consid. 2c; cfr.
anche DTF 120 V 118 consid. 2b).
Si
osservi infine che il requisito della connessione materiale e temporale quale
criterio per l'obbligo prestativo di un istituto di previdenza non è
applicabile solo quando si tratti di delimitare la responsabilità tra due
istituti di previdenza. Tale criterio vale in ogni caso, in particolare anche
nell'eventualità in cui un assicurato diventa incapace al lavoro in un periodo
in cui è assicurato e successivamente, in un momento in cui ancora non si è
affilliato ad un nuovo istuto di previdenza, diventa invalido (SVR 2001 BVG no.
18 pag. 69 segg.).
A titolo
abbondanziale va infine rilevato che, relativamente al presupposto della
connessione temporale, parte della dottrina ritiene che la durata
dell’esercizio dell’attività lavorativa, il cui motivo può essere terapeutico,
non ha rilevanza determinante né prevalente nell’ambito della valutazione delle
circostanze del caso concreto, bensì configura unicamente un indizio. Di
conseguenza il fattore tempo deve passare in secondo piano, rispetto ad altri
aspetti della fattispecie, se si può ritenere che, in un ambiente normale, cioè
non protetto né particolarmente comprensivo, il reinserimento sarebbe fallito
(M. Moser, Eine Gesetzesnorm sorgt zur Verunsicherung: weitere Fragen zu art.
23 BVG; SZS 1997 (Sonderheft) p. 120ss., in particolare p.124).
A mente
del TCA non esistono comunque sufficienti argomenti per scostarsi dalla
giurisprudenza federale, molto recente ed estremamente chiara.
In una
sentenza emessa nel Canton Ginevra è stato precisato che l'art. 23 LPP non
presuppone che l'interessato fosse assicurato all'inizio del decorrere del
termine di carenza di cui all'art. 29 cpv. 1 LAI; è sufficiente invece che egli
fosse affiliato all'istituto di previdenza al momento in cui è insorta
l'incapacità lavorativa che ha condotto all'invalidità (cfr. SVR 1997 BVG N°
80).
2.9. Nel caso di
specie dagli atti AI e __________ acquisiti all’inserto emerge che l'assicurata
è stata vittima di un incidente della circolazione il 23 agosto 1975 riportando
un "colpo di frusta" in sede cervicale con conseguenti cefalee,
incapacità di concentrarsi, nausea e dolori in zona cervicale (cfr. atti
__________).
Licenziata
dalla ditta per la quale a quell’epoca lavorava per la fine di novembre 1975,
ha in seguito sviluppato una depressione ma nel corso del 1976 ha comunque
intrapreso una nuova attività lavorativa a tempo pieno presso la __________,
ditta per la quale ha lavorato sino all'aprile 1988 (doc. _ atti AI, doc. _
atti __________).
Nel
periodo successivo all'incidente e sino al 1988, a tre riprese, il 21 settembre
1976, l'8 luglio 1981, e il 23 marzo 1984 l'assicurata ha annunciato
all'__________ delle ricadute dell'infortunio del 1975 lamentando segnatamente
esacerbazioni dei disturbi patiti, segnatamente dei dolori cervicali oltre che,
nel 1984, dolori lombosacrali (doc. _ atti AI e __________).
In tale
periodo l'assicurata ha comunque continuato a lavorare a tempo pieno e i medici
interpellati l'hanno sempre riconosciuta abile al lavoro in misura completa
(doc. _ atti AI). L'__________ dal canto suo ha negato una relazione tra l'infortunio
e i disturbi lombosacrali lamentati dall'interessata per la prima volta nel
1984 e per le affezioni cervicali si è limitata a riconoscere la copertura di
cure fisioterapiche (doc. _ atti AI).
In data
- settembre 1988 __________ ha annunciato all'__________ una nuova ricaduta
segnalando il ritorno della nota sintomatologia dolorosa in sede cervicale con
irradiazione occipitale. Il suo medico curante, dott. , l'ha
giudicata abile al lavoro in misura completa postulando tuttavia dall',
con successo, l'assunzione dei costi per la fisioterapia (cfr. doc. _ atti AI).
Al
termine di un periodo di disoccupazione, a far tempo dal 3 aprile 1989
__________ è stata assunta alle dipendenze della __________ con mansioni di
segretaria.
All'__________
l'attrice è poi tornata ad annunciarsi, a motivo di un nuovo manifestarsi dei
dolori cervicali, dopo oltre un anno di attività alle dipendenze del nuovo
datore di lavoro e più precisamente il 2 agosto 1990 (doc. _ atti AI). In
quest'occasione il suo medico curante ha certificato la presenza di cervicalgie
posttraumatiche attestando tuttavia un'abilità lavorativa completa (doc. _ atti
AI). __________ ha di fatti continuato a lavorare per la __________ con
frequenza usuale.
Nell'ambito
della pendente procedura di domanda di prestazioni, l'__________ ha predisposto
una serie di esami radiografici, a seguito dell'esecuzione dei quali
l'assicurata ha denunciato, nel giugno e nel dicembre 1991, un peggioramento
dei dolori in sede cervicale (doc. _ atti AI).
Per
quanto concerne l'attività svolta alle dipendenze della __________, la stessa
ha tuttavia continuato ad essere esercitata normalmente. Dal foglio “controllo
assenze” per l’anno 1991 prodotto in causa dalla Fondazione __________
risultano in effetti assenze sporadiche per malattia con una frequenza media
mensile di 1 giorno e mezzo circa e meglio in gennaio 2 giorni, in aprile 1, in
maggio 3, in giugno 5, in agosto 1, in settembre 1 (oltre a 2 per infortunio),
in ottobre 5, in novembre 1 (oltre a 3 per infortunio), in dicembre 2; in
gennaio 1992 non è vi è invece stata alcuna assenza per malattia (doc. _).
Il 7
febbraio 1992 l'assicurata, tramite la propria datrice di lavoro, ha infine
annunciato all’__________ una nuova ricaduta lamentando forti dolori cervicali,
alla faccia e al braccio sinistro oltre che vertigini. A causa di questi
problemi di salute ha interrotto la propria attività lavorativa a far tempo dal
4 febbraio 1992 (doc. _ atti AI). L'interessata ha ascritto il netto peggioramento
delle proprie condizioni al fatto che il 4 febbraio 1992, sul posto di lavoro,
aveva spostato un pacco di lettere molto pesante. Nei suoi attestati del 11 e
24 febbraio 1992 il dott. __________ ha certificato il riacutizzarsi della
sintomatologia dolorosa cervico-occipitale e una conseguente inabilità
lavorativa completa (doc. _ atti AI), conclusione condivisa anche dal dott.
__________ nel suo referto del 29 maggio 1992 (doc. _ atti AI).
A motivo
delle sue condizioni di salute, l'interessata non ha in seguito più ripreso
l'attività lavorativa, circostanza che ha infine costretto la __________ a
disdire il contratto di lavoro per la fine di luglio 1992 (doc. _).
Per
provvedimento del 9 marzo 1995 l’__________ ha infine riconosciuto all’assicurata
una rendita per un grado d’invalidità del 20% a decorrere dal 1. febbario
1992, oltre ad un’indennità per menomazione dell’integrità.
In data
15 giugno 1993 __________ ha inoltrato domanda di prestazioni per adulti all'AI
che infine, eseguiti i necessari accertamenti medici, per decisione del 21
novembre 1995 ha riconosciuto l'assicurata inabile al 70% assegnandole una
rendita intera d'invalidità dal 1. febbraio 1993 oltre alla completiva per il
figlio __________ (cfr. atti AI).
Risulta
dall'incarto AI che l'incapacità lavorativa è stata fatta risalire alle
conseguenze, in parte posttraumatiche e in parte degenerative dell'incidente
stradale del 1975, oltre che alla predisposizione e alle turbe degenerative. Si
veda in particolare il rapporto del Servizio Accertamento Medico
dell'Assicurazione Invalidità (SAM) del 20 ottobre 1995 nel quale vengono
citate quali diagnosi invalidanti un grave disturbo della personalità, una
sindrome cervicovertebrale di origine posttraumatica e su modiche turbe degenerative
oltre che emicrania semplice (doc. _ atti AI e doc. ; cfr. anche la perizia
del 20 agosto 1992 eseguita dal dott. __________ per l'_________ agli atti AI,
doc. _).
La
rendita AI è quindi stata erogata con effetto dal 1. febbraio 1993, mentre
l'inizio dell’incapacità al lavoro rilevante (superiore al 70%) ai fini della
prestazione risale al mese di febbraio 1992 (doc. _), quindi ben quasi tre
anni dopo che l’attrice aveva cambiato datore di lavoro entrando alle
dipendenze della __________ (consid. 1.1).
Come
detto, dagli atti emerge inoltre che negli anni in cui è stata alle dipendenze
della __________ l’assicurata si è assentata dal lavoro per brevi periodi e
meglio nel 1991 con una frequenza media mensile di 1 giorno e mezzo circa (doc.
_). Relativamente al biennio 1989 e 1990 la sua ex datrice di lavoro ha
dichiarato di non essere in possesso dei fogli di controllo delle assenze della
ex dipendente. La convenuta non ha tuttavia fatto valere che __________ si sia
assentata dal lavoro con una frequenza eccezionale per cui v'è da ritenere che
le assenze della medesima rientrassero in limiti normali (XL).
Da quanto
suesposto emerge chiaramente che, aperto il quesito di sapere se fra
l'incapacità manifestatasi la prima volta immediatamente dopo l'incidente del
1975 e quella che ha poi originato l'invalidità dell'assicurata esista una
connessione materiale stretta ai sensi della giurisprudenza (cfr. in
particolare i pareri in merito - almeno parzialmente negativi - del dott.
__________ del 21.12.1990, doc. _ atti AI, del dott. __________ del 8.2.1992,
doc. _ atti AI, del dott. __________ del 12.2.1992, doc. _ atti AI), deve
comunque essere recisamente negata la connessione temporale stretta tra la
prima incapacità lavorativa e quella, a far tempo dal febbraio 1992, che ha
condotto all'attuale invalidità.
Dalla
documentazione emerge infatti chiaramente che l’incapacità lavorativa si è
interrotta per numerosi anni e meglio dall’aprile 1976 (momento a partire dal
quale per i medici l'assicurata era nuovamente abile al lavoro in misura
completa successivamente all'incidente del 1975; cfr. certificato del dott.
__________ del 3 aprile 1976, doc. _ atti AI) sino in sostanza alla cessazione
dell'attività lavorativa per la __________ nel febbraio 1992. Se è vero infatti
che nel corso degli anni l'assicurata ha ripetutamente accusato delle
reesacerbazioni dei dolori cervicali patiti, è anche vero che essi non hanno
tuttavia mai influito in maniera limitante sulla sua capacità lavorativa, come
chiaramente si evince dai numerosi attestati medici agli atti e dal fatto che
l'interessata ha comunque sempre esercitato in modo normale le proprie
incombenze lavorative.
In tali
circostanze questo Tribunale ritiene che la capacità di lavoro dell’attrice si
è, successivamente al 1975, completamente ristabilita e che la nuova inabilità,
a far tempo dal febbraio 1992, deve essere considerata, se del caso, una nuova
manifestazione di una stessa patologia (o complesso di patologie) di cui deve
rispondere il nuovo istituto di previdenza (DTF 120 V 117 consid. 2c; cfr. SZS
2002 pag. 156; SVR 2001 BVG no. 18 pag. 69segg.; DTF 123 V 264 consid. 1c e 267
consid. 2c; già citata STFA non pubblicata del 6 giugno 2001; cfr. anche STFA
non pubblicata del 6 agosto 2001 in re P., B 22/99; STFA non pubblicata del 30
novembre 1993, B 38/92 in Plädoyer 4/94 p. 66/67; STCA del 27 agosto 2001 in re
M., __________).
Alla luce
di quanto appena esposto i presupposti di cui all’art. 23 LPP per il
riconoscimento di una rendita di invalidità del secondo pilastro a far tempo
dal 1. febbraio 1993 sono adempiuti. Responsabile del versamento della rendita
della previdenza professionale deve essere ritenuta la fondazione convenuta in
qualità di istituto di previdenza della __________, ditta per la quale
l’attrice era alle dipendenze nel 1992, epoca in cui si è manifestata
l'incapacità lavorativa che ha poi portato all'invalidità riconosciuta dall'AI.
B.
Reticenza
2.10. La convenuta
ha altresì eccepito una reticenza, in quanto a suo dire al momento dell'entrata
nel fondo di previdenza, e anche in seguito, la dipendente avrebbe sottaciuto
al datore di lavoro e alla cassa di previdenza il suo vero stato di salute sia
sotto il profilo soggettivo (essendosi sempre sentita malata) sia sotto quello
oggettivo (attestato dalla procedura di fronte all'AI).
Con tale
comportamento l'attrice avrebbe violato in modo grave il suo obbligo di
informazione nei confronti della cassa, la quale, avesse avuto conoscenza delle
sue effettive condizioni, avrebbe quantomento introdotto la riserva di cinque
anni contemplata dall'art. 2.6.3. del Regolamento (nelle versioni del 1989 e
del 1995, doc. _).
Il fondo
di previdenza ritiene pertanto che anche nell'ipotesi in cui la chiesta rendita
fosse riconosciuta, la stessa sarebbe dovuta unicamente in virtù delle
disposizioni minime della LPP (previdenza obbligatoria, art. 6 e 49 cpv. 1 LPP)
e non di quelle del regolamento della fondazione (previdenza sovraobbligatoria,
art. 49 cpv. 2 LPP). In effetti, l'invalidità è stata riconosciuta dal 1.
febbraio 1993, e quindi abbondantemente nel termine quinquiennale della riserva
che la fondazione, al momento dell’entrata nella cassa nell’aprile 1989,
avrebbe introdotto se avesse conosciuto lo stato di salute dell'assicurata.
In
proposito, l'interessata nega invece di essere incorsa in una reticenza,
sostenendo fra l'altro che la __________ era peraltro sempre stata al corrente
dei problemi alla salute di cui era portatrice (cfr., fra gli altri, LXVI).
Controversa
è quindi la questione di sapere se l'assicurata ha, in qualche modo, commesso
reticenza (impedendo alla convenuta di introdurre una riserva) e quindi se la
Cassa pensioni possa effettivamente rifiutare l’erogazione di prestazioni LPP
che vanno oltre il minimo legale.
In
proposito va rilevato che, a differenza di quanto previsto per la previdenza
professionale obbligatoria, nel cui ambito non è possibile introdurre delle
riserve sulla copertura dei rischi morte e invalidità (RCC 1986 p. 525; U.
Stauffer, Rechtssprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
Zurigo 1996 p. 26; DTF 115 V 215 e 223 consid. 6), nella previdenza più estesa
(sovra o preobbligatoria), gli istituti di previdenza, oltre ad avere la
facoltà di assicurare la capacità residua di guadagno delle persone invalide,
possono introdurre delle riserve (SZS 2000 pag. 62-63; SZS 1998 pag. 308; STFA
del 14 maggio 1997 in re G p. 6 consid. 3 pubbl. in SZS 1998 p. 372; DTF 119 V
283ss.; DTF 116 V 218; RDAT I- 1993 p. 235 consid. 3a; DTF 115 V 215 e 223
consid. 6, citato in maniera errata in Stauffer; B. Carron, op. cit., p. 40; B.
Viret, La jurisprudence du TFA en matière de prévoyance professionnelle: de
diverses questions de fond, in RSA 1991, p. 105).
In questo
ambito, quindi, i fondi di previdenza possono far dipendere dallo stato di
salute dell’assicurato la sua adesione all’assicurazione (SZS 2000 pag. 62;
STFA del 14 maggio 1997 in re G p. 6 consid. 3 pubbl. in SZS 1998 p. 372).
Per
l’art. 4 LCA
" 1 Il proponente deve dichiarare per iscritto
all'assicuratore, sulla scorta di un questionario o in risposta ad altre
domande scritte, tutti i fatti rilevanti per l'apprezzamento del rischio, in
quanto e come gli sono o gli devono essere noti alla conclusione del contratto.
2 Sono
rilevanti i fatti che possono influire sulla determinazione dell'assicuratore a
conchiudere il contratto od a conchiuderlo alle condizioni convenute.
3 Si presumono
rilevanti i fatti in merito ai quali l'assicuratore abbia formulato per
iscritto delle questioni precise, non equivoche."
Secondo
l’art. 6 LCA inoltre
" Se
alla conclusione del contratto chi era tenuto a fare la dichiarazione ha
dichiarato inesattamente o taciuto un fatto rilevante che conosceva o doveva
conoscere, l’assicuratore non è vincolato al contratto purché ne sia receduto
entro quattro settimane da quanto ne ebbe cognizione."
Le
disposizioni summenzionate contenute nella legge federale sul contratto di
assicurazione, si applicano per analogia anche alla previdenza professionale
più estesa, in difetto di norme statutarie o regolamentari analoghe (cfr. SZS
2000 pag. 63; STFA non pubbl. del 14 maggio 1997 in re G p. 6 consid. 3 pubbl.
in SZS 1998 p. 372ss; SVR 1996 BVG n. 63 p. 185 consid. 2a; SZS 1998 p. 309
consid. 2a; DTF 119 V 286; Carron, op. cit. p. 30; DTF 118 V 168 consid. 5 e
riferimenti; DTF 116 V 219, p. 225 consid. 4b, p. 226 consid. 5a; Riemer,
Berührungspunkte zwischen BVG und VVG, SZS 1998 p. 346).
2.11. In concreto,
dal tenore delle disposizioni del regolamento in vigore nel 1989, vale a dire
al momento dell'entrata in servizio dell'assicurata presso la __________ e,
quindi, dell’affilliazione alla Fondazione __________ (STCA non pubblicata del
16 aprile 1997 in re B., __________), emerge in particolare che:
Art. 2.6.
"
Prova di sanità
-
All'entrata nella Cassa, il dipendente deve dare sul modulo
d'ammissione delle informazioni sul suo stato di salute.
-
Il Consiglio di fondazione può disporre una visita del medico di
fiducia, a spese della cassa.
-
Se del caso il Consiglio di fondazione può apportare delle
riserve. Queste si estinguono al più tardi dopo cinque anni.
-
In base ad una riserva, le prestazioni per i superstiti e di
invalidità possono essere ridotte sino alle prestazioni minime prescritte dalla
LPP. Le prestazioni per la vecchiaia sono escluse da riduzioni. (doc. _)
Per
l'art. 2.7. cifra 1 del Regolamento inoltre l'assicurato e gli aventi diritto
sono obbligati a dare in modo veritiero alla Cassa tutte le informazioni
necessarie e a fornire le prove richieste (doc. _).
Sia
l'art. 2.6. che l'art. 2.7. non hanno subito modifiche nel regolamento del 1995
(doc. _).
Le
disposizioni regolamentari della cassa convenuta regolano dunque l’obbligo di
informazione dell’assicurato ma non gli effetti della violazione di tale
obbligo con la conseguenza che in proposito sono applicabili i precitati art.
4segg. LCA.
2.12. Secondo la
giurisprudenza di cui all’art. 4 LCA, relativo alle dichiarazioni obbligatorie
alla conclusione del contratto, il fondo di previdenza deve formulare in forma
scritta le domande sullo stato di salute dell'assicurato. Quest'ultimo deve,
dal canto suo, fornire per iscritto tutte le informazioni che permettano di
apprezzare il rischio, nella misura in cui ne ha o ne avrebbe dovuto avere conoscenza
al momento della conclusione del contratto (SZS 1998 p. 309). Non avendo
l’obbligo di dichiarare carattere globale, esso si limita ai fatti richiesti
per iscritto in maniera esplicita e senza equivoci. Se la relativa domanda non
è stata posta, il richiedente non è quindi obbligato a dare informazioni di
propria iniziativa in relazione ad un rischio (STFA non pubbl. del 14 maggio
1997 in re G p. 7 ; SZS 1998 p. 309 consid. 2; DTF 116 V 226; DTF 108 II 146,
Beros, op. cit. p. 123 N 750; STCA non pubbl. del 4 novembre 1998 in re O.,
__________).
La
violazione dell’obbligo di notifica si valuta in base a criteri soggettivi e
oggettivi, indipendentemente dalla colpa. In tale contesto il lavoratore fa
fronte all’obbligo di notifica solo se, oltre ai fatti da lui conosciuti,
indica anche quelli che non può omettere di dichiarare, se riflette seriamente
sulle domande sottopostegli dal fondo di previdenza (SZS 2000 pag. 63; STFA non
pubbl. del 14 maggio 1997 in re G p. 7; SZS 1998 p. 308, DTF 116 V 229ss).
Se,
quindi, l'Istituto di previdenza ammette un assicurato senza conoscere i
problemi di salute di cui soffre o la sua limitata capacità lavorativa, il
contratto di previdenza è di principio valido. Il Fondo può tuttavia recedere
dall'accordo, se vi è violazione dell’obbligo di notifica (SZS 1998 p. 310).
Considerato
che, come detto, le disposizioni della LCA si applicano per analogia anche alla
previdenza professionale, se il Regolamento di un istituto di previdenza non si
pronuncia sul termine entro il quale deve essere fatta valere una violazione
del dovere di notifica, la questione di sapere se l'istituto di previdenza
abbia dichiarato tempestivamente di voler recedere dal contratto e/o di voler
apportare una riserva deve essere giudicata sulla base dell'applicazione
analogica dell'art. 6 LCA. Di conseguenza, il richiamo ad un difetto della
conclusione del contratto è da ritenersi tardiva se non avviene entro quattro
settimane dal momento in cui il contraente ha avuto conoscenza della violazione
del dovere di annuncio. Si tratta di un termine di perenzione la cui decorrenza
non può essere né interrotta nè sospesa e che comincia a decorrere nel momento
in cui ha avuto sufficientemente notizia di fatti dai quali si può dedurre una
conclusione sicura in merito a violazioni dell'obbligo di notifica (DTF 119 V
287; DTF 116 V 219 e 229; DTF 118 II 338 consid. 3; STFA non pubblicata del 30
agosto 2000 in re C., B 68/99).
Infine,
in virtù dell’art. 8 LCA nonostante la reticenza (art. 6 LCA), l’assicuratore non
può recedere dal contratto, tra l’altro, se
" 3.
l’assicuratore conosceva o doveva conoscere il fatto sottaciuto
- l’assicuratore
conosceva o doveva conoscere esattamente il fatto inesattamente
dichiarato”.
2.13. Nel caso in
esame risulta che al momento dell'adesione alla Fondazione __________
all'assicurata non è stato chiesto di compilare un formulario sul suo stato di
salute (LXV). La "prova di sanità" contemplata dall'art. 2.6. del
Regolamento non è quindi stata effettuata né nella forma di un formulario da
far compilare dalla nuova affilliata né in quella della visita medica.
L'unico
documento attestante l'entrata nella cassa di __________ i, il doc. _ del 3
aprile 1989 prodotto dalla convenuta, e prevedente alla menzione "stato di
salute" la dicitura "buono" non risulta essere stato né
compilato dall'assicurata né da lei sottoscritto (cfr. XIX). Trattasi
verosimilmente di un formulario allestito per gli atti dalla fondazione stessa,
e per essa dal suo amministratore (cfr. LXIII).
Non
risultano per il resto dal fascicolo processuale altri documenti dai quali si
possano dedurre quesiti posti all'assicurata sul suo stato di salute
all'entrata nella fondazione e la convenuta stessa ha ammesso di non aver
proceduto, alla sua ammissione, ad un esame più approfondito del rischio (LXV).
Alla luce
della giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.16 e 2.17) non si può
neppure ritenere che l’assicurata avrebbe dovuto fornire spontaneamente
precisazioni sul proprio stato di salute, in difetto di quesiti scritti postile
dall'istituto di previdenza del nuovo datore di lavoro.
Non è
superfluo rilevare che in una vertenza in cui all'assicurato erano invece state
poste determinate domande da parte della cassa pensione, al proposito il TFA ha
precisato che:
" Unter
diesen Umständen lässt es sich aber nicht beanstanden, dass er als
medizinischer Laie die subjektiv gehaltene Frage, ob er sich "für gesund
und voll arbeitsfähig halte", bejaht hat. Nachgerade bei derart weit
erfassten, einen grossen Beurteilungsspielraum öffnenden Fragen darf eine
Verletzung der Anzeigepflicht nur mit grosser Zurückhaltung angenommen werden
(BGE 101 II 344).
Dies gebietet schon die
Härte des Gesetzes, nach welchem die Verletzung der Anzeigepflicht
gegebenenfalls nicht zu einer Anpassung des Vorsorgevertrages, sondern, wie
hier, zu dessen Wegfall führt. Es ist Sache des Versicherers, durch klare und
präzise Fragen auf genaue Antworten hindurch klare und präzise Fragen auf
genaue Antworten hinzuwirken. So wäre es für die Stiftung ein leichtes gewesen,
den Vorsorgeinteressenten nach bestimmten durchgemachten Krankheiten oder
ärztlichen Behandlungen zu fragen, wie sie dies denn auch in ihrem neuen
Fragebogen macht."
(STFA del 14 maggio
1997 in re G, p. 9 pubbl. in SZS 1998 p. 372ss)
(cfr.
anche STFA non pubblicata del 15 marzo 2000 in re V., B 33/99).
In
concreto, come detto, dagli atti e dagli accertamenti compiuti dal TCA, non è
emerso che l’istituto di previdenza abbia posto all’assicurata domande precise
a proposito del suo stato di salute, rispettivamente di eventuali incapacità
lavorative precedenti.
In tali
circostanze, secondo questo Tribunale, l’assicurata, omettendo, all' adesione
all’assicurazione, di indicare le precedenti inabilità lavorative causate dai
problemi cervicali posttraumatici, non ha risposto scorrettamente e
incompletamente a domande postele. Inoltre, anche se le fosse stata posta, come
potrebbe far pensare il formulario di cui al doc._ una domanda generale in
merito al suo stato di salute, visto la formulazione generica del quesito, la
medesima non sarebbe comunque stata obbligata a fornire altre, più specifiche,
informazioni.
A mente
di questo Tribunale, non si può quindi concludere che __________ abbia violato
il suo obbligo di notifica nei confronti della __________ o abbia altrimenti
commesso reticenza.
2.14. Il tema di
sapere se l’assicurata abbia in concreto effettivamente commesso una reticenza
ai sensi dell’art. 6 LCA potrebbe comunque in concreto restare aperto ritenuto
come, anche nell’evenienza affermativa, la fondazione convenuta, appellandovisi
tardivamente, ha lasciato perimere il suo diritto di recedere dal contratto ai
sensi dell’art. 6 LCA e, quindi, di limitare le sue prestazioni al minimo
legale (DTF 119 V 287 consid. 5a, 116 V 229 consid. 6a).
Come
anticipato infatti, in difetto di un’esplicita norma regolamentare, - come
nella specie – torna per analogia applicabile l’art. 6 LCA per il quale il
richiamo, da parte dell’assicuratore, ad un difetto di informazione commesso dall’assicurato
alla conclusione del contratto deve avvenire entro quattro settimane da quando
ne ha avuto conoscenza.
Ora,
nella fattispecie, dal fascicolo processuale risulta in modo incontrovertibile
che la convenuta ha avuto conoscenza dei noti problemi di salute di cui era
portatrice __________ e del fatto che gli stessi l’avessero regolarmente e
ripetutamente interessata già prima della sua entrata in servizio per la
__________ al più tardi, e con piena cognizione di causa, nel gennaio 2000 allorquando
prese visione diretta degli incarti dell’AI e dell’__________ (il fascicolo AI
è stato inviato alla fondazione __________, su sua richiesta, il 13 gennaio
2000, doc. _ atti AI). Al più tardi in questo momento (gennaio 2000) la
__________ disponeva quindi di sufficienti elementi per poter concludere per la
sussistenza di un’eventuale violazione dell’obbligo di notifica da parte
dell’assicurata al momento dell’affilliazione.
Ora,
secondo le affermazioni dell’attrice (LXVI) – rimaste incontestate (cfr. LXX) e
del resto non smentite dagli atti di causa – la convenuta ha tuttavia fatto
valere la mancata informazione dell'assicurata e, quindi, l'eventuale reticenza
con la conseguente possibilità di apporre una riserva, solo con la risposta di
causa datata 26 novembre 2001 (V) e, quindi, ben oltre le quattro settimane
previste perentoriamente dall’art. 6 LCA (DTF 116 V 219).
In
proposito si osservi a titolo abbondanziale che il fatto che la fondazione
convenuta avesse già in precedenza rifiutato di erogare la chiesta prestazione
d’invalidità invocando altri motivi 8cfr. LXX) - segnatamente l’uscita dalla
Cassa prima del riconoscimento dell’invalidità (cfr. doc. _, lettera della
__________ del 10 dicembre 1998) o poiché le cause invalidanti risiederebbero in
fatti antecedenti all’affilliazione alla __________ o, ancora, in ragione
dell’intervenuta prescrizione, di sovrassicurazione oppure per il fatto che
l'interessata aveva accettato in modo definitivo la prestazione di libero
passaggio (cfr. doc. _) - non muta alle conclusioni che precedono. Simili prese
di posizione non possono infatti manifestamente essere valutate quali
dichiarazioni di recesso dal contratto ai sensi dell’art. 6 LCA e del resto non
potevano o dovevano esimere la fondazione convenuta dall’invocare la reticenza
e, quindi, il rifiuto della copertura previdenziale sovraobbligatoria (cfr.
LXX; cfr. STFA non pubblicata del 26 novembre 2001 in re H., B 41/00).
Già per
questo motivo quindi la convenuta non può prevalersi di una riserva e, quindi,
non può limitare le prestazioni di invalidità dovute alla sola quota
obbligatoria ma è tenuta ad erogare anche la parte sovraobbligatoria.
In queste
condizioni può pertanto pure rimanere irrisolta la questione - sollevata
dall'attrice - di sapere se la fondazione __________, così come la __________,
già fosse o già dovesse essere a conoscenza, al momento dell’affilliazione
dell’attrice, dei problemi di salute con la conseguenza che non potrebbe
richiamarsi alla presunta vilazione dell’obbligo di notifica giusta l’art. 8
cifra 4 LCA.
C.
Rendita per figli
2.15. L’assicurata
chiede anche il versamento della rendita per figli.
Per
l'art. 25 LPP gli assicurati cui spetta una rendita d'invalidità hanno diritto
ad una rendita complementare per ogni figlio che, alla loro morte, potrebbe
pretendere una rendita per orfani. L'ammontare della rendita per i figli è
uguale a quello della rendita per orfani ed è calcolato secondo le norme
applicabili alla rendita d'invalidità. D’altra parte, per l'art. 22 cpv. 3 LPP
il diritto alle prestazioni per orfani si estingue quando l'orfano muore o
compie i 18 anni. Esso sussiste tuttavia, ma al massimo sino al compimento del
25. esimo anno d'età, fintanto che l'orfano è a tirocinio o agli studi o è
incapace di guadagnare perché invalido per almeno due terzi.
L’art.
4.12 del Regolamento della __________ (Rendita per figli d'invalido), nelle
versioni del 1989 e del 1995 (doc. _), recita quanto segue:
4.12.1.
Diritto
La rendita
d'invalidità viene completata con rendite per figli d'invalido, se l'assicurato
ha dei figli. Il diritto si regola per analogia secondo le disposizioni sulla
rendita d'invalidità e per orfano.
4.12.2. Ammontare
L'ammontare e la
durata della rendita per figli d'invalido si regola secondo le disposizioni
sulla rendita per orfano.
Giusta
l'art. 4.9.1. (Ammontare della rendita per orfani), la rendita per orfani viene
versata sino al compimento del 20mo anno di età dell'avente diritto. Se
l'avente diritto al compimento del 20mo anno di età si trova agli studi o in
formazione professionale, senza esercitare totalmente una professione, le
rendite vengono versate sino alla conclusione della formazione, al massimo
tuttavia sino al compimento del 25mo anno d'età. Inoltre, per l'art. 4.9.2. la
rendita per orfano ammonta al 20% della rendita di vecchiaia da ultimo
assicurata.
In
concreto __________ ha un figlio, __________, nato il __________ 1972 (doc. _)
che ha quindi compiuto i 20 anni nel 1992.
Dalle
affermazioni dell'attrice, rimaste incontestate, è emerso che il figlio ha
concluso la formazione professionale alla fine d'agosto 1996, data a partire
dalla quale anche l'UAI ha di conseguenza sospeso l'erogazione della rendita
completiva (cfr. I pag. 4, doc. _).
In simili
condizioni __________ ha di principio (e riservato quanto segue) diritto ad una
rendita della previdenza professionale anche per il figlio __________ dal 1.
febbraio 1993 sino alla fine del mese di agosto 1996.
D.
Prescrizione
2.16. Ammesso
quindi di principio l'obbligo per la fondazione convenuta di versare
all'attrice una rendita di invalidità della previdenza professionale a far
tempo dal 1. febbraio 1993, oltre alla completiva per il figlio __________ sino
al mese di agosto 1996, resta da esaminare se all'erogazione della stessa o
delle singole rate osti l'intervento della prescrizione.
La
fondazione convenuta ha infatti sollevato l'eccezione di prescrizione delle
rate della rendita di invalidità venute a scadenza nel 1993 e nel 1994.
Ora, in
proposito va rilevato che per l'art. 41 cpv. 1 LPP i crediti che riguardano
contributi o prestazioni periodici si prescrivono in cinque anni, gli altri in
dieci anni. Gli articoli 129 a 142 del Codice delle obbligazioni sono
applicabili (cfr. RDAT I-1995 p. 232; SZS 1997 p. 562). Tale norma si applica
sia agli istituti di diritto pubblico che di diritto privato, tuttavia solo
alla previdenza obbligatoria (art. 49 cpv. 2 LPP; DTF 127 V 317; A Maurer,
Bundessozialversicherungsrecht, Basilea 1994, p. 220; H. M. Riemer, Das Recht
der beruflichen Vorsorge in der Schweiz, Berna 1985, p. 104 N 20). Nella
previdenza sovraobbligatoria e preobbligatoria, in difetto di una prescrizione
regolamentare (DTF 127 V 318), sono applicabili gli art. 127 e 128 CO che
contemplano un’analoga regolamentazione (SVR 1995 BVG Nr. 43 p. 129 consid. 5b;
Riemer, op. cit., pag. 104 n. 20).
Non
essendo l’azione di cui all’art. 73 LPP sottoposta ad un termine, le pretese si
estinguono quindi solo in virtù dell’art. 41 LPP (DTF 117 V 333; DTF 116 V 343;
DTF 115 V 379).
2.17. A proposito
delle prestazioni periodiche - quale è la rendita d'invalidità - l’art. 131 CO
prevede che la prescrizione delle rendite vitalizie e di simili prestazioni
periodiche comincia per l'intero credito alla scadenza della prima prestazione
arretrata (cpv. 1). Prescritto l'intero credito sono prescritte anche le
singole prestazioni (cpv. 2).
La
prescrizione comincia quando il credito è esigibile (art. 130 cpv. 1 CO).
Per
quanto quindi attiene alla rendita d’invalidità ciascuno degli arretrati si
prescrive in cinque anni dall’esigibilità del credito in applicazione dell’art.
130 cpv. 1 CO, mentre la pretesa principale (“Rentenstammrecht”) nel termine
ordinario di dieci anni dalla scadenza della prima prestazione arretrata,
conformemente all’art. 131 cpv. 1 CO (DTF 124 III 451 consid. 3b; DTF 117 V 332
consid. 4; DTF111 II 501; STFA non pubblicata del 4 agosto 2000 in re X., B
9/99; SVR 1996 BVG n. 63 p. 187 consid. 4a; SVR 1995 BVG Nr. 43 p. 129 consid.
5b; SZS 1994 p. 270; Riemer, op. cit., pag. 104 n. 20).
Infine,
per l'art. 135 CO
"
La prescrizione è interrotta:
mediante riconoscimento del debito per parte del
debitore, in specie mediante il pagamento di interessi o di acconti e la
dazione di pegni o fideiussioni;
mediante atti di esecuzione, azione od eccezione
aventi un giudice od un arbitro, e così pure mediante insinuazione nel
fallimento o citazione avanti l’ufficio di conciliazione".
Il
Regolamento della fondazione convenuta non contempla alcuna regolamentazione in
materia di prescrizione rendendo quindi applicabile la normativa legale sopra
descritta.
2.18. Nel caso
concreto, come detto il diritto alla rendita d'invalidità dell'AI è nato il 1.
febbraio 1993, ciò significa che la rendita è esigibile a partire da quel
momento. Di conseguenza, il preteso diritto ad una rendita d’invalidità della
previdenza professionale è parimenti sorto alla medesima data (art. 29 cpv. 1
LAI e art. 26 LPP; cfr. consid. 2.3 e 2.5; cfr. DTF 123 V 271 consid. 2a in
fine). È quindi a questo momento che deve essere situata la scadenza della
prima prestazione arretrata, ai sensi dell’art. 131 cpv. 1 CO, con la
conseguenza che la prescrizione decennale del diritto alla pensione
d’invalidità ha cominciato a decorrere dal mese di febbraio 1993. Il credito
non può di conseguenza essere considerato prescritto alla fine del 1999, al
momento cioè della sottoscrizione, da parte della Fondazione __________, della
dichiarazione di rinuncia a sollevare l'eccezione di prescrizione (doc. _)
quale primo atto interruttivo della prescrizione agli atti (cfr. art. 135 cifra
2 CO e la dottrina e la giurisprudenza).
Come
rettamente sostenuto dalla convenuta (cfr. V), sono invece di principio
prescritte le rate mensili dal febbraio 1993 sino alla fine di dicembre 1994,
in quanto già prescritte al momento della dichiarazione di rinuncia a
prevalersi dell'eccezione della prescrizione sottoscritta, come si è detto, in
data 31 dicembre 1999 (doc. _).
2.19. __________
contesta dette conclusioni adducendo che la Fondazione __________ le avrebbe
versato nel corso degli anni 1998 e 1999 degli "anticipi", per un
ammontare complessivo di fr. 14'000, su quanto dovutole per gli anni trascorsi.
Trattandosi quindi di anticipi sulle mensilità, passate o in corso, dovute a
__________ a titolo di rendita d'invalidità, essi avrebbero avuto per effetto
di impedire l'intervento della prescrizione anche per gli anni 1993 e 1994.
Tale
allegazione è recisamente contestata dalla Fondazione __________ per la quale
in sostanza i pagamenti effettuati a favore dell'interessata nel 1998 e 1999
nulla avrebbero a che vedere con la pretesa rendita d'invalidità, essendo per
contro unicamente dei versamenti eseguiti - su espressa e insistente richiesta
dell'assicurata – come anticipo sull'importo di libero passaggio depositato a
suo favore presso la fondazione e più precisamente a debito del relativo conto
interessi.
Ora,
tutto ben considerato, alla luce degli accertamenti esperiti in corso di causa,
questa Corte non può condividere la tesi dell'attrice ma deve prestare adesione
a quella della Fondazione __________.
Dagli
atti non emerge infatti alcun elemento che possa in qualche modo accreditare la
tesi per la quale i pagamenti di complessivi fr. 14’000 effettuati a favore
dell'assicurata costituissero degli anticipi sulla rendita chiesta
dall'attrice. Innanzittutto una simile ipotesi sarebbe in palese contrasto con
l'atteggiamento della convenuta la quale ha sin dall'inizio recisamente
contestato di essere debitrice di una rendita d'invalidità a favore di
__________.
Risulta
inoltre dagli atti che il primo dei cinque versamenti effettuati a favore
dell'interessata, di fr. 3'000, è avvenuto a seguito di un ordine di bonifico
del 31 luglio 1998 (XL, doc. _), momento in cui l’assicurata nemmeno ancora
aveva chiesto all'istituto di previdenza l'erogazione della rendita, la prima
domanda in tal senso risultando esser stata introdotta il 10 novembre 1998
(doc. _).
Ma anche
il secondo versamento di fr. 2'000, avvenuto a seguito di un ordine di bonifico
datato 21 dicembre 1998 (XL, doc. _), non può essere considerato in relazione
con la pretesa rendita d'invalidità ove si consideri che è stato effettuato
solo dopo pochi giorni dalla risposta, tassativamente negativa, inviata alla
richiedente dalla fondazione di previdenza il 10 dicembre 1998 alla domanda di
rendita del 10 novembre precedente (doc. _).
Per
quanto poi riguarda gli altri versamenti eseguiti il 30 marzo (o 1. aprile;
XXXVIII), 7 giugno (o 9 giugno, XXXVIII) e 27 settembre (o 29 settembre,
XXXVIII) 1999 (doc. _; cfr. anche doc. _) per complessivi ulteriori fr. 9'000,
non esiste alcun indizio che permetta in qualche modo di concludere che
l'isitituto di previdenza volesse in tal modo operare degli anticipi su una
pretesa, quella alla rendita d'invalidità, che continuava ad essere recisamente
contestata, e questo anche dopo l'intervento dei rispettivi legali delle parti.
Non si dimentichi che proprio alla fine del 1999, vista la posizione
irremovibile dell'Istituto di previdenza, il legale di __________ ha chiesto e
ottenuto dalla controparte la sottoscrizione di una dichiarazione di rinuncia a
prevalersi dell'eccezione di prescrizione (doc. _).
Infine,
anche l'allora amministratore della __________, __________, rispondendo con
scritto del 16 maggio 2002 alle domande postegli dal TCA, ha recisamente negato
che i versamenti in questione avessero una qualsivoglia relazione con la
pretesa rendita d'invalidità dichiarando in proposito quanto segue:
"
(…)
- AI
termine del rapporto di lavoro e senza risposta alle mie
richieste
l'importo spettante alla signora __________ è stato
trasferito
in Cassa Risparmio in attesa di ricevere disposizioni
in
merito.
In
seguito le furono versati, in diverse riprese, a titolo di
anticipo
sul suo avere (a causa delle ristrettezze finanziarie in
cui
si trovava la signora __________) per un importo totale di
Fr.
14'000.--. Questi importi sono stati girati dal ns. CCP a
quello della beneficiaria. Questi anticipi sono stati da me
versati in quanto si trattava di parte di "interessi maturatì" che
non
intaccavano in alcun modo il capitale di partenza. Avevo
detto alla signora __________ che si trattava di una eccezione per
"andarle incontro" perché la legge, nella stretti interpretazione
della stessa, non permetteva anticipi sugli averi in PP.
(…)
4bis Ho saputo
della richiesta di riconoscimento della rendita di invalidità dalla lettera della
signora __________ del 10 novembre 1998, alla quale ho risposto con mia dei 10
dicembre 1998. Discussioni non ce ne furono mai, ma soltanto scambi di
informazioni relativi alle procedure in PP e possibilità
di versamento di anticipi (vedi punto 3 della presente)."
(cfr. XXXV)
Ulteriore
dimostrazione di quanto detto si evince dalle comunicazioni inviate dalla
Fondazione __________ a __________ relative all'ammontare della sua prestazione
di libero passaggio che continuava a rimanere depositata presso la Cassa
risparmio della fondazione, dalle quali si evince come i versamenti effettuati
all'assicurata venivano effettivamente dedotti dall'avere in cassa risparmio
intestato alla medesima (cfr. in particolare la comunicazione del 8 gennaio
1999 che menziona espressamente i prelevamenti, di fr. 3'000 e 2'000 effettuati
il 4 agosto e 23 dicembre 1998, doc. _ e lo scritto 25 novembre 1999
dell'amministratore della fondazione convenuta al legale di __________, nel
quale si fa riferimento ai conteggi aggiornati della prestazione di libero
passaggio indicanti "se del caso, l'importo dei prelevamenti", doc.
_). Del resto, a tali comunicazioni l'interessata non ha mai opposto alcuna
reazione (cfr. per contro lo scritto del 21 settembre 1999 dell’attrice alla __________,
doc. _), una reazione che invece evidentemente si sarebbe imposta qualora essa
non fosse stata cosciente che si trattava di versamenti a debito del suo
credito di libero passaggio.
Si deve
quindi concludere che le singole rate della rendita d’invalidità dovute a
__________ per gli anni 1993 e 1994 vanno ritenute prescritte di modo che il
versamento della prestazione può essere preteso dall’interessata solo a far
tempo dal 1. gennaio 1995.
E.
Sovrassicurazione
2.20. Ammesso
quindi il diritto di __________ a percepire, da parte della Fondazione
______, una rendita di invalidità della previdenza professionale, oltre
alla completiva per il figlio sino all'agosto 1996, a far tempo dal 1. febbraio
1993 (ritenuto comunque che le rate per gli anni 1993 e 1994 sono prescritte),
controverso resta ancora se, ed eventualmente in che misura la prestazione
previdenziale possa essere rifiutata o ridotta a motivo di sovrassicurazione.
La fondazione convenuta ne reputa in effetti adempiuti gli estremi considerato
come le rendite percepite dall'interessata dall'AI e dall' superino il 90%
del reddito presumibilmente perso. Occorre in altre parole esaminare se le
diverse prestazioni assicurative versate all'attrice la porrebbero in una
situazione economica migliore rispetto a quella di cui godeva prima del
verificarsi dell'evento assicurato.
Preliminarmente
si ribadisce che rilevanti per stabilire l'eventuale diritto ad una rendita
della previdenza professionale sono le disposizioni (legali e) regolamentari in
vigore al momento della nascita del diritto alla rendita (cfr. consid. 2.2). Il
medesimo principio vale anche per il calcolo della sovrassicurazione (SZS 1997
p. 411; STCA non pubbl. del 25 novembre 1999 in re G., 34.1998.60). Nella
fattispecie, contrariamente a quanto implicitamente ritenuto dalla convenuta,
applicabile è quindi il regolamento della __________ del 1989, ancora in vigore
nel 1993, momento in cui, come visto, è sorto il diritto alla chiesta rendita.
A questa
conclusione non muta evidentemente la circostanza per cui la convenuta abbia -
con successo - sollevato l'eccezione di prescrizione con riferimento alle rate
dovute per gli anni 1993 e 1994, tale circostanza non mutando al fatto che il
diritto alla rendita d'invalidità in quanto tale è sorto, come si è visto, il
- febbraio 1993.
2.21. L’art. 34
cpv. 2 LPP stabilisce che:
" il
Consiglio federale emana disposizioni per impedire indebiti profitti
dell’assicurato o dei suoi superstiti in caso di concorso di prestazioni...”
La citata
disposizione configura una norma generale di coordinamento, che intende evitare
la sovrassicurazione (Messaggio del Consiglio federale concernente la LPP del
19 dicembre 1975, p. 110; Nef, Die Leistungen der Beruflichen Vorsorge in
Konkurrenz zu anderen Versicherungsträgern sowie haftpflichtigen Dritten, SZS
1987 p. 24; A. Maurer, Bundessozialversicherugsrecht, Basilea e Francoforte
1994, p. 223, p. 172; E. Peter, Die Koordination von Invalidenrenten, Zurigo
1996, p. 195).
Il
concetto di indebito profitto coincide in particolare con quello di
sovrindennizzo di cui all’art. 45bis LAI: dopo la realizzazione del rischio
assicurato, l’avente diritto non deve trovarsi in una situazione
finanziariamente più vantaggiosa rispetto a quella in cui si sarebbe trovato se
non si fosse realizzato l’evento assicurato (Maurer, op. cit., p. 223; DTF 112
V 130 consid. 2e; Messaggio citato p. 111). Di conseguenza le prestazioni
assegnate non devono superare il totale risarcimento del danno (Peter, op.
cit., p. 195).
In base
alla suesposta delega legislativa l’Esecutivo federale ha stabilito all'art. 24
OPP2, in vigore dal 1. gennaio 1993 (per il periodo precedente cfr. SZS 1997
pag. 467-468, DTF 116 V 184, DTF 120 V 314):
" 1 L’istituto di previdenza può ridurre le prestazioni per i
superstiti o quelle d’invalidità nella misura in cui aggiunte ad altri redditi
conteggiabili superano il 90 % del guadagno presumibilmente perso
dall’assicurato.”
" 2 Sono considerati redditi conteggiabili le prestazioni di natura e
scopo affine che vengono versati alle persone aventi diritto sulla base
dell’evento danneggiante, quali le rendite o le prestazioni in capitale al loro
valore di trasformazione in rendite, provenienti da assicurazioni sociali e da
istituti di previdenza svizzeri ed esteri ad eccezione degli assegni per grandi
invalidi, delle indennità per menomazione dell’integrità e di prestazioni
analoghe. È inoltre conteggiato il reddito dell’attività lucrativa conseguito
da beneficiari di prestazioni di invalidità.”
In virtù
del capoverso 3 del medesimo disposto le rendite per coniugi AVS/AI possono
essere conteggiate solo per due terzi. I redditi della vedova e degli orfani
sono conteggiati insieme.
L'art. 24
cpv. 1 OPP2 é stato dichiarato conforme alla legge dal TFA (DTF 126 V 471, DTF
124 V 281 consid. 1, DTF 123 V 210, DTF 122 V 314 seg. consid. 6b). In
particolare l’Alta Corte ha precisato che questo limite è stato stabilito per
tener conto del fatto che l’assicurato, dopo la realizzazione del rischio, è liberato
da certi oneri sociali, stimati all’incirca nel 10% del salario lordo (DTF 122
V 314).
Secondo
l’art. 24 capoverso 5 OPP2, inoltre,
" l’Istituto
di previdenza può sempre riesaminare le condizioni e l’estensione di una
riduzione e adattare le sue prestazioni se la situazione si modifica in modo
importante”.
Dal
tenore della disposizione emerge quindi che il calcolo della sovrassicurazione
effettuato una prima volta e meglio al momento dell’assegnazione della rendita
non resta immutato per il futuro. In effetti, col trascorrere del tempo, sia
l’ammontare delle rendite conteggiabili che quello dei redditi da attività
lucrativa può mutare (cfr. SZS 1997 p. 469 consid. 3b; vedi anche DTF 114 V
328).
Di
principio, quindi, secondo legge e giurisprudenza, il calcolo della
sovrassicurazione può essere rivisto in ogni tempo, se la situazione si
modifica in maniera importante (SZS 1997 p. 469 consid. 3b).
In due
successive sentenze pubblicate in DTF 123 V 193 seg. (201) e in DTF 123 V 204
seg. (211) l’Alta Corte ha poi risolto definitivamente la questione relativa ai
presupposti necessari per poter procedere all’adeguamento dell’ammontare della
rendita, precisando che
" un
adeguamento delle prestazioni nella misura del 10% costituisce, in linea di
principio, una modifica importante ai sensi dell’articolo 24 cpv. 5 OPP2”.
Alla luce
della giurisprudenza federale citata, quindi, un adeguamento della rendita
della previdenza professionale è ammissibile solo se la situazione si modifica
di un importo pari almeno al 10% (cfr. anche DTF 125 V 164 consid. 3b, SVR 2000
BVG n. 6 pag. 32) .
2.22. Secondo
l'art. 4.4. del Regolamento della Fondazione __________ (Computo di altre
prestazioni d'assicurazione come pure di pagamenti per risarcimento danni), nella
sua versione in vigore nel 1993 (cfr. il consid. 2.2.),
"
1.
Le prestazioni regolamentari dell'assicurazione
di rischio e le prestazioni di terzi non possono oltrepassare il 90% del
salario annuo AVS dell'assicurato. In caso contrario esse vengono decurtate.
Quali prestazioni di terzi vengono considerate
quelle
-
dell'Assicurazione federale per la vecchiaia, i superstiti e
l'invalidità (le rendite per coniugi, per figli e per orfani vengono computate
solo per la metà, le rendite complementari per la moglie non vengono computate
del tutto);
-
dell'assicurazione contro gli infortuni,
-
dell'assicurazione militare,
-
di altre assicurazioni per le quali la ditta ne ha pagato i
premi per intero o per parte preponderante,
-
di pagamenti di risarcimento di danni da
parte della ditta e di terzi."
(doc. _)
2.23. Il concetto
di “guadagno presumibilmente perso” di cui all’art. 24 cpv. 1 OPP2 è stato
definito dal TFA in numerose sentenze (cfr. DTF 122 V 151ss (cfr. anche DTF 126
V 93segg.; DTF 123 V 197 consid. 5a e 209 consid. 5; DTF 122 V 314 consid. 6;
317 consid. 2a; 317 consid. 2a; su questo tema cfr. anche I. Vetter-Schreiber,
Ueberentschädigung/Ungerechtfertigte Vorteile, in Tagung "Neue
Entwicklungen in der beruflichen Vorsorge", 4.5.2000).
Secondo
l’Alta Corte federale si deve in particolare intendere, conformemente al senso
letterale dell’Ordinanza, il salario ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto
realizzare senza l’invalidità, nell’istante in cui si pone la questione del
sovrindennizzo. Tale guadagno non corrisponde forzatamente al guadagno
assicurato o al reddito effettivamente ottenuto prima della realizzazione
dell’evento assicurato e non è sottoposto ad alcun limite verso l’alto (DTF 126
V 471 consid. 4a; SZS 1999 p. 141, 144 e 1997 p. 469; DTF 123 V 278 consid. 2b;
DTF 123 V 197 consid. 5a e 209 consid. 5; DTF 122 V 154 consid. 3c e dottrina
ivi citata; DTF 113 V 314 consid. 6a; I. Vetter-Schreiber, Es bleibt einen
Ermessensspielraum, SPV 1999 p. 581; STFA non pubblicate del 12 febbraio 2001
in re C., B43/00 e del 24 maggio 2000 in re S., B 12/98).
In quanto
fattore da considerare nel calcolo della sovrassicurazione, esso può essere
rifissato in ogni momento ai sensi dell’art. 24 cpv. 5 OPP2 (DTF 123 V 197
consid. 5a e giurisprudenza ivi citata).
Il TFA ha
inoltre precisato che questi principi venivano già applicati al calcolo del
sovrindennizzo secondo i vecchi art. 45 LAI e 39bis OAI e secondo l’art. 48
LAVS e 66quater OAVS e l’art. 40 LAINF (in cui è indicato il concetto di
"guadagno di cui l'assicurato è presumibilmente privato").
L’Alta
Corte ha poi precisato che non è invece rilevante il guadagno assicurato per il
calcolo delle rendite complementari in materia di assicurazione infortuni, cioè
il principio secondo cui vale il salario percepito l’anno precedente
l’infortunio (DTF 122 V 155; 317 consid. 2a; cfr. anche STCA del 30 settembre
1998 in re F. I; SPV 1999 p. 581 e 583).
2.24. In concreto
dal tenore delle disposizioni del Regolamento dell'istituto di previdenza
convenuto risulta che il concetto di guadagno presumibilmente perso coincide in
sostanza con quello di cui all'art. 24 OPP2, precisato dalla giurisprudenza
succitata. In effetti, il concetto di guadagno presumibilmente perso è analogo
a quello di reddito da valido dell'AI e della LAINF (art. 28 cpv. 2 LAI e 18
LAINF) e meglio al reddito ipotetico che l'assicurato avrebbe percepito se non
fosse divenuto invalido. In tale ipotesi è rilevante il reddito AVS sottoposto
al pagamento dei contributi (art. 25 cpv.1 OAI; cfr. a tal proposito la
sentenza del Tribunale cantonale di Basilea pubblicata in Plädoyer 1999 p.
61ss, in particolare consid. 4.2; I. Vetter-Schreiber, es bleibt einen
Ermessensspielraum, die Problematik des mutmasslich entgangenen Verdienstes,
SPV 1999 p. 583; e medesima autrice, Ueberentschädigung/Ungerechtfertigte
Vorteile, Referat, der Tagung "neue Entwicklungen in der beruflichen
Vorsorge" vom 4 Mai 2000 p. 5).
Per il
calcolo della sovrassicurazione si deve quindi tener conto di questo concetto,
sebbene la fondazione interessata preveda anche prestazioni della previdenza
sovraobbligatoria (art. 49 cpv. 2 LPP), a cui di regola l'art. 24 OPP2 non si
applica, in quanto i fondi di previdenza sono liberi di stabilire
differentemente la coordinazione con gli altri ambiti (cfr. DTF 122 V 155
consid. 3d; SVR 2000 BVG n. 6 p. 31; STFA non pubblicata del 28 giugno 2002 in
re A., B 66/00; cfr. anche STCA non pubblicata del 30 settembre 1998 in re F.
I).
2.25. Per quanto
riguarda le concrete modalità di calcolo della sovrassicurazione, il TFA ha
precisato che
" per
calcolare il sovrindennizzo ci si deve basare sul guadagno presumibilmente
perso dall’assicurato in caso di incapacità totale al guadagno, deducendo dallo
stesso i redditi che egli ha effettivamente conseguito sfruttando la sua
parziale capacità di lavoro e di guadagno” (DTF 123 V 88; 93 consid. 3a; vedi
anche DTF 126 V 102 segg.).
In
proposito l’Alta Corte ha evidenziato che questo modo di procedere corrisponde
a quanto stabilito dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e
militare in materia di calcolo della sovrassicurazione (DTF 123 V 93 consid.
3a; DTF 117 V 400).
In
proposito il TFA in DTF 117 V 400 consid. 4b ha precisato che per calcolare il
guadagno presumibilmente perso bisogna fondarsi su una capacità lavorativa
piena e sul relativo guadagno deducendo gli eventuali redditi che l’assicurato
percepisce sfruttando la capacità di guadagno residua.
Il
reddito ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto percepire utilizzando la
parte valida non va invece computato (DTF 123 V 201; cfr. STCA del 21 agosto
1998 in re L.M, non pubbl. consid. 2.11; STCA del 30 settembre 1998 in re F.
I).
2.26. Nel caso in
esame, come visto (cfr. consid. 2.2), il diritto alla rendita d'invalidità della
previdenza professionale di __________ è sorto il 1. febbraio 1993 e il fatto
non è in sé contestato e non è modificato dalla circostanza che le singole rate
della prestazione dovute per gli anni 1993 e 1994 sono prescritte.
Conformemente ai succitati principi legali e giurisprudenziali, per stabilire
se esiste sovrassicurazione, e, quindi, l'eventuale riduzione della rendita
d'invalidità della previdenza professionale dell'assicurata va dunque accertato
il salario che l'assicurata avrebbe percepito a quella data, quale segretaria
se non fosse divenuta invalida (DTF 123 V 93 e 197; STCA non pubblicata del 24
luglio 2000 in re I, 34,1999.20 e del 21 agosto 1998 in re L.M; SZS 1997 p. 469
consid. 2c).
Dagli
atti emerge infatti che, al momento dell'insorgenza dell'incapacità lavorativa
che ha poi portato all'invalidità l'interessata svolgeva questa attività per la
__________ (cfr. STCA del 27 agosto 2001, __________).
Per
stabilire il reddito presumibilmente perso ci si fonda sull'ultimo reddito
percepito dal richiedente, e lo si adegua al rincaro (STFA del 31 luglio 1997
in re N.) e all'aumento reale dei salari ("Reallohnerhöhung ") (cfr.
STFA non pubblicata del 24 gennaio 2000 in re C., B 21/99).
Questa
conclusione si fonda sulla constatazione empirica, secondo cui, nell'ipotesi di
buona salute l'interessato avrebbe continuato a svolgere la precedente attività
(cfr. sentenza del Tribunale delle assicurazioni del Canton Basilea del 2
dicembre 1998 citata in Plädoyer 2/1999 p. 61; I. Vetter-Schreiber, op. cit. p.
585; idem, Ueberentschädigung/Ungerecht- fertigte Vorteile, Referat, der Tagung
"neue Entwicklungen in der beruflichen Vorsorge" vom 4 Mai 2000 p. 6)
e meglio che la situazione si sarebbe mantenuta sostanzialmente stabile (cfr.
RDAT I 1999 p. 287 consid. 2.1.2; STCA non pubblicata del 31 luglio 2000 in re
C., __________).
Nel caso
concreto, ciò vale sia per la parte obbligatoria della LPP, sia per quella
sovraobbligatoria, considerato come la fondazione convenuta abbia stabilito la
coordinazione con gli altri ambiti in modo analogo a quello previsto dalla
legge (cfr. consid. 2.22; DTF 122 V 155 consid. 3d).
Ora, dai
dati forniti dalla convenuta e dalla documentazione all'inserto risulta che
__________ percepiva nel 1992, per un'attività a tempo pieno, un reddito annuo
di fr. 46'800, pari a fr. 3'600 mensili (LXIII; cfr. anche doc. _ atti AI).
Secondo
la convenuta, il salario annuo lordo cui avrebbe avuto diritto __________ se
fosse stata totalmente abile al lavoro nel 1993 sarebbe rimasto invariato
(LXIII). Nello scritto del 29 gennaio 2003 al TCA la convenuta ha in effetti
così osservato in proposito:
"
Presso __________ i salari non erano legati a
una clausola d'adeguamento. Per due esercizi (1995: + 1,5%; 1996: +1,0%) sono
stati concessi degli adeguamenti, a una parte dei dipendenti, secondo criteri
di merito. Nessun adeguamento è stato concesso per gli anni 1993,1994, 1997,
1998. Dopo la fusione con __________ (nuova ragione sociale: __________) non
sono stati più concessi adeguamenti puntuali al rincaro.
(….)
Si deve infine ribadire, in relazione agli
adeguamenti del 1995 e 1996, che sicuramente l'attrice non ne avrebbe
beneficiato, già solo in considerazione delle sue frequentissime assenze (cfr.
doc. _: lista delle assenze 1991 e 1992)." (LXIII)
Il TCA
non ha motivi per scostarsi da queste cifre, le argomentazioni avanzate dalla
convenuta a sostegno delle medesime apparendo convincenti (cfr. LXIII) e le
stesse non essendo del resto state contestate dall’attrice (cfr. LXVI; cfr. STFA
dell'8 ottobre 2002 nella causa S., K 26/00 consid. 4.5).
In
proposito si osservi pure che "il guadagno presumibilmente perso" ai
sensi dell'art. 24 OPP2 costituisce comunque un valore ipotetico che il giudice
può determinare disponendo di un certo margine d'apprezzamento (cfr. DTF 123 V
93 consid. 3b e STFA non pubblicata del 24 gennaio 2000 in re C., B 21/99) e
riferendosi rigorosamente alla concreta situazione, sulla base dell'evoluzione
particolare più presumibile e non di quella più vantaggiosa o di quella
generale. Non è infatti superfluo ribadire in questa sede che, come detto
(consid. 2.21 e 2.23), il concetto di indebito profitto di cui all'art. 34 cpv.
2 LPP coincide con quello di sovrindennizzo di cui all’art. 45bis LAI per il
quale dopo la realizzazione del rischio assicurato l’avente diritto non deve
trovarsi in una situazione finanziariamente più vantaggiosa rispetto a quella
in cui si sarebbe trovato se non si fosse realizzato l’evento assicurato
(Maurer, op. cit., p. 223; DTF 112 V 130 consid. 2e; Messaggio citato p. 111).
Di conseguenza le prestazioni assegnate non devono superare il totale
risarcimento del danno concretamente intervenuto (Peter, op. cit., p. 195).
Inoltre,
al reddito ipotetico vanno di principio aggiunti, secondo la giurisprudenza,
gli assegni familiari che l’assicurato avrebbe percepito se non fosse divenuto
invalido (STFA del 31 luglio 1997 in re N.; cfr. STFA del 31 luglio 1997 non
pubbl. consid. 3 citato in I. Vetter/Schreiber, Kinderzulagen als
Lohnbestandteil, SPV 1998 p. 381, che critica la decisione del TFA; cfr. STFA
non pubblicata del 24 gennaio 2000 in re C., B 21/99 per la quale nel guadagno
presumibilmente perso sono inclusi, oltre al salario base, anche le eventuali
indennità concesse al lavoratore - "Zulagen und Nebenbezüge" -; STCA
del 31 luglio 2000 in re F.C. non pubbl. consid. 2.10, 34.1998.51; del 24
luglio 2000 in re E.I. non pubbl. consid. 2.13, 34.1999.20; del 21 agosto 1998
in re L.M non pubbl. consid. 2.13, 34.1997.45; del 30 settembre 1998 in re F.I.
non pubbl. consid. 2.7, 34.1997.58).
Nell’evenienza
concreta tuttavia, secondo le affermazioni di entrambe le parti, nel periodo in
cui era alle dipendenze della __________, all’attrice non erano stati versati
assegni famigliari (cfr. LXIII e, per l’attrice, LXVI così come la petizione).
Del resto per il periodo rilevante ai fini del calcolo della eventuale
sovrassicurazione, vale a dire dal 1. febbraio 1993, il pagamento di un assegno
famigliare a __________ non era obbligatorio, la Legge cantonale sugli assegni
famigliari ai salariati del 24 settembre 1959 (così come del resto anche quella
dell'11 giugno 1996) prevedendone l’assegnazione solo sino al raggiungimento
del 20.esimo anno età del figlio e __________ avendo compiuto i venti anni il __________
1992.
Di
conseguenza, in questa sede al reddito ipotetico dell’attrice non vanno
aggiunti gli assegni famigliari.
In
concreto il salario annuo computabile per il 1993 è quindi pari a fr. 46'800 e,
di conseguenza, il 90% del salario annuo presumibilmente perso nel 1993
determinante per il calcolo della sovrassicurazione a fr. 42'120.
2.27. Per quanto
riguarda invece le entrate dell'assicurata dopo l'insorgenza dell'invalidità,
sono computabili, in forza dell'art. 34 LPP in relazione con l'art. 24 OPP2 e
del Regolamento della fondazione convenuta, la rendite AI percepita per sé (dal
- febbraio 1993 di fr. 1'609 mensili, doc. _ e doc. _ atti AI, LXXII), quella
per il figlio (di fr. 966, doc. _), ritenuto comunque che le rendite per i
figli sono computabili solo per la metà conformemente al cpv. 2 dell'art. 4.4.
del Regolamento in vigore sino al 1995 (doc. _) (cfr. consid.2.22; la
disposizione è conforme alla legge in quanto più favorevole per gli assicurati,
cfr. art. 6 LPP) e la rendita LAINF (di fr. 702 mensili, doc. _ e 42.6) per
complessivi fr. 2'794 mensili e, quindi, fr. 33'528 annui (XXVII e atti AI).
Senza
tener conto delle prestazioni erogate dalla Cassa pensioni, al momento del
calcolo della sovrassicurazione l'assicurata, in quanto invalida, percepiva
quindi globalmente
fr.
33'528 all'anno.
La
Fondazione convenuta ha dal canto suo dichiarato – e tali affermazioni sono
rimaste incontestate - che la rendita d'invalidità della previdenza
professionale (parte sovraobbligatoria inclusa) ammonta a fr. 16'740 annui per
il 1993 per l'assicurata (doc. _ e XXX), quella per il figlio a
fr. 3'348
(LXIII) per un totale di fr. 20'088 (LXIII; cfr. anche XXX, doc. _).
2.28. Ritenuto che,
come visto al considerando che precede, l'importo complessivo delle rendite AI,
__________ e LPP é di fr. 53'616 (fr. 33'528 dall'AI – computando solo per
metà quella per il figlio - e dall’__________ e fr. 20'088 dalla cassa
pensioni), si é effettivamente di fronte ad un caso di sovrassicurazione in quanto
le prestazioni percepite dall'interessata superano il 90% del salario lordo
perso. La rendita d'invalidità LPP deve pertanto essere ridotta. L’ammontare
delle rendite di invalidità annue che la cassa pensioni convenuta dovrebbe
versare all’attrice dal 1. febbraio 1993 ammonta quindi a fr. 8’592 secondo il
seguente calcolo:
90% del
salario lordo perso fr. 42'120
./.
rendite invalidità AI fr. 19'308
./. rendita AI per il figlio (solo 1/2) fr. 5'796
./.
rendita __________ fr.
8'424___
fr.
8'592
==========
All’attrice
è pertanto di principio riconosciuta, dal 1. febbraio 1993, una rendita di
invalidità annua di fr. 8'592 pari ad una prestazione di fr. 716 mensili. Come
detto, con riferimento alle rate del 1993 (e anche del 1994, in proposito del
quale cfr.il considerando che segue) è comunque stata validamente sollevata
l'eccezione di prescrizione di modo che il versamento effettivo della
prestazione (per l’importo cfr. il consid. 2.29) dovrà aver effetto dal 1.
gennaio 1995.
2.29. Per quanto
riguarda gli anni successivi va detto che conformemente all'art. 24 cpv. 5 OPP2
e alla richiamata giurisprudenza del TFA il calcolo della sovrassicurazione
effettuato una prima volta e meglio al momento dell'assegnazione della rendita
può essere rivisto se la situazione si modifica in maniera importante,
evenienza che si verifica allorquando la modifica di uno dei fattori posti alla
base del calcolo della sovrassicurazione comporta una differenza pari almeno al
10% (DTF 123 V 193 seg. e DTF 123 V 204).
Nella
fattispecie, in applicazione di tale disciplinamento legale e
giurisprudenziale, il calcolo della rendita dovuta a __________ deve quindi
essere rivisto una prima volta con effetto a decorrere dal 1. gennaio 1994
considerato come gli importi erogati dall'AI all'assicurata abbiano subito un
incremento superiore al 10%. In effetti la rendita erogata all'assicurata è
passata dai fr. 1'609 mensili del 1993 (fr. 19'308 annui, doc. _) a fr. 1'880
del 1994 (fr. 22'560 annui, doc. _, LXXII), quella per il figlio da fr. 966
mensili (fr. 11'592 annui, doc. _) a fr. 1'128 mensili (fr. 13'536 annui, doc.
_, LXXII) per un totale, comprensivo dei fr. 8'424 annui erogati dalla
__________ (doc. _), di fr. 39'324 nel 1993 e fr. 44'520 nel 1994, aumento
quindi superiore al 10%.
Occorre
pertanto rioperare il calcolo. Dai dati forniti dalla convenuta e dalla
documentazione all'inserto risulta che __________ avrebbe percepito nel 1994 il
medesimo salario del 1993 pari a fr. 46'800 (LXIII). Per i motivi già esposti
sopra questa Corte non ha motivo per scostarsi da tali cifre indicate dalla
convenuta, richiamato ancora il margine di apprezzamento sul quale dispone il
giudice in sede di determinazione del "guadagno presumibilmente
perso" ai sensi dell'art. 24 OPP2 (cfr. DTF 123 V 93 consid. 3b e STFA non
pubblicata del 24 gennaio 2000 in re C., B 21/99)
In
concreto il salario annuo computabile per il 1994 è quindi pari a fr. 46'800 e,
di conseguenza, il 90% del salario annuo presumibilmente perso nel medesimo
anno determinante per il calcolo della sovrassicurazione ammonta a fr. 42'120.
Per
quanto riguarda invece gli introiti dell'assicurata dopo l'insorgenza
dell'invalidità, sono computabili, in forza dell'art. 34 LPP in relazione con
l'art. 24 OPP2 e del Regolamento della fondazione convenuta, la rendita AI
percepita per sé (dal 1. gennaio 1994 di fr. 1'880 mensili, doc. _, doc. _)
quella per il figlio di fr. 1'128 mensili (doc. _; quest’ultima computabile nella
misura della metà) e la rendita LAINF (di fr. 702 mensili, doc. _) per
complessivi fr. 3'710 mensili (risp. fr. 3'146 computando la rendita per il
figlio per metà) e fr. 44'520 annui (atti AI) (risp. fr. 37'752).
La
Fondazione convenuta ha dal canto suo dichiarato che la rendita d'invalidità
della previdenza professionale (parte sovraobbligatoria inclusa) ammonta a fr.
16'740 annui per il 1994 per l'assicurata e fr. 3'348 per il figlio (doc. _ e
XXX; LXIII; cfr. anche doc. _).
Ritenuto
che l'importo complessivo delle rendite AI, __________ e LPP é di fr. 57'840
annui (computando la rendita AI per il figlio solo per metà), si é nuovamente
confrontati ad un caso di sovrassicurazione in quanto le prestazioni percepite
dall'interessata superano il 90% del salario lordo perso. La rendita
d'invalidità LPP deve pertanto essere ridotta. L’ammontare della rendita di
invalidità annua che la cassa pensioni convenuta deve di principio all’attrice
dal 1. gennaio 1994 (riservata la prescrizione delle singole rate) ammonta
quindi a fr. 4'368 annui secondo il seguente calcolo:
90% del
salario lordo perso fr. 42'120
./.
rendite invalidità AI per l’assicurata fr. 22'560
./.
rendita invalidità AI per il figlio (1/2) fr. 6'768
./.
rendita __________ fr.
8'424___
fr.
4'368
==========
All’attrice
deve pertanto essere riconosciuta, a far tempo dal 1. gennaio 1994, una rendita
di invalidità annua di fr. 4'368 pari ad una prestazione di fr. 364 mensili.
Ritenuto
che, come si è visto, l'eccezione di prescrizione per l'anno 1994 è stata
validamente sollevata, la rendita della previdenza professionale dovrà essere
effettivamente erogata solo a decorrere dal 1. gennaio 1995.
2.30. Una seconda
modifica rilevante (vale a dire superiore al 10%) si è in seguito verificata
con effetto dal mese di settembre 1996, momento in cui il figlio __________ ha
concluso l'apprendistato e a decorrere dal quale l'AI non ha di conseguenza più
versato la rendita per figli e a partire dal quale anche la rendita per figli
della previdenza professionale non è più dovuta (doc. _).
Il
calcolo della rendita della previdenza professionale dovuta a __________ deve
quindi essere rivisto con effetto da questa data.
Dalla
documentazione all'inserto risulta che __________ avrebbe percepito anche nel
1996 il medesimo salario del 1993 pari a fr. 46'800 (LXIII). Per i motivi già
esposti sopra questa Corte non ha motivo per scostarsi da queste cifre indicate
dalla convenuta.
In
concreto il salario annuo computabile per il 1996 (dal settembre) è quindi pari
a fr. 46'800.
Di
conseguenza, il 90% del salario annuo presumibilmente perso in quest’anno è di
fr. 42'120.
Per
quanto riguarda invece le entrate dell'assicurata, sono computabili, in forza
dell'art. 34 LPP in relazione con l'art. 24 OPP2 e del Regolamento della
fondazione convenuta, la rendite AI percepita per sé (dal 1. gennaio 1996 di
fr. 1'940 mensili, doc. _, doc. _, cfr. anche LXXII) e la rendita LAINF (di fr.
730 mensili, doc. _) per complessivi fr. 2'670 mensili e fr. 32'040 annui
(XXVII e atti AI).
Senza
tener conto delle prestazioni erogate dalla Cassa pensioni, al momento del
calcolo della sovrassicurazione l'assicurata, in quanto invalida, percepiva
quindi globalmente
fr.
32'040 all'anno.
Secondo
la Fondazione convenuta la rendita d'invalidità della previdenza professionale
(parte sovraobbligatoria inclusa) ammonta anche per il 1996 a fr. 16'740 annui
per l'assicurata (doc. _, _ e XXX; LXIII; cfr. anche doc. _, doc. _).
Ritenuto
che, come visto, l'importo complessivo delle rendite AI, __________ e LPP é di
fr. 48'780 (fr. 23'280 dall'AI, fr. 8'760 dall’__________ e fr. 16'740 dalla
cassa pensioni), si é nuovamente confrontati ad un caso di sovrassicurazione.
L’ammontare
della rendita di invalidità annua che la cassa pensioni convenuta dovrà versare
all’attrice dal 1. settembre 1996 ammonta quindi a fr. 10'080 secondo il
seguente calcolo:
90% del
salario lordo perso fr. 42'120
./.
rendite invalidità AI fr. 23'280
./.
rendita __________ fr.
8'760__
fr.
10'080
==========
All’attrice
deve pertanto essere concessa, dal 1. settembre 1996, una rendita di invalidità
annua di fr. 10'080, pari ad una prestazione di fr. 840 mensili.
Si
ricorda tuttavia ancora che qualora le circostanze (segnatamente l'ammontare
delle rendite percepite) dovessero nuovamente modificarsi in misura rilevante
(vale a dire di almeno il 10%) ai sensi del citato art. 24 cpv. 5 OPP2 in
rapporto alla situazione vigente al momento in cui è stato eseguito il calcolo
della sovrassicurazione, è data facoltà all’assicurata di postulare un nuovo
adattamento della rendita della previdenza professionale cui ha diritto,
estremi che successivamente al settembre 1996 non sembrano dagli atti invero
più essersi verificati (cfr. sopra consid. 2.3. e doc. _).
2.31. Riassumendo
la fondazione __________ dovrà versare a __________ una rendita intera della
previdenza professionale di fr. 364 mensili (fr. 4'368 annui) dal 1. gennaio
1995 al 31 agosto 1996, e di fr. 840 mensili (fr. 10'080 annui) dal 1.
settembre 1996.
Il TCA
deve ancora rilevare che, come a ragione sostenuto dalla convenuta (cfr. V pag.
6), la prestazione di libero passaggio già percepita dall'attrice dalla
Fondazione convenuta nella forma degli acconti incassati nel 1998/1999 per un
ammontare complessivo di fr. 14'000 dev’essere restituita conformemente
all'art. 3 cpv. 2 LFLP. Se l’interessata non è in grado di farlo le rendite dovute
dovranno essere compensate per un certo periodo con il credito di restituzione
(cfr. SZS 2001 p. 485, 1997 pag. 547segg; cfr. anche l'art. 3 cpv. 3 LFLP).
F.
Adeguamento all’evoluzione dei prezzi
2.32. L'attrice
chiede inoltre che la rendita da versarsi dalla convenuta sia adeguata al
rincaro.
In
proposito si rileva che, secondo l’art. 36 LPP,
" Dopo
tre anni di decorrenza le rendite per i superstiti e quelle di invalidità
devono essere adattate all’evoluzione dei prezzi, secondo quanto disposto dal
Consiglio federale, fino all’età di 65 anni per gli uomini e fino all’età di 62
per le donne."
" L’Istituto
di previdenza deve, nel limite delle sue possibilità finanziarie, emanare
disposizioni sull’adattamento delle altre rendite in corso."
Con
riferimento all’art. 36 cpv. 2 LPP, l’art. 70 LPP (Misure speciali) dispone che
ogni istituto di previdenza deve devolvere l’uno per cento dei salari
coordinati di tutti gli assicurati tenuti a pagare contributi per le
prestazioni di vecchiaia al miglioramento delle prestazioni in favore della
generazione d’entrata, secondo gli art. 32 e 33, e all’adattamento delle
rendite in corso all’evoluzione dei prezzi, secondo l’art. 36 cpv. 2.
Inoltre,
per l’art. 1 dell’Ordinanza sull’adeguamento delle rendite superstiti e
invalidità all’evoluzione dei prezzi
" Le
rendite superstiti e invalidità che decorrono da tre anni saranno adattate per
la prima volta all’evoluzione dei prezzi all’inizio dell’anno civile
seguente."
" Il
tasso d’adeguamento corrisponde a quello dell’indice svizzero dei prezzi al
consumo del mese di settembre dell’anno in cui comincia a decorrere la rendita
e il mese di settembre dell’anno in cui comincia a decorrere la rendita e il
mese di settembre precedente l’anno in cui avviene l’adeguamento . L’Ufficio
federale delle assicurazioni sociali pubblica il tasso d’adeguamento."
Tale
normativa configura una disposizione minima ai sensi dell’art. 6 LPP (in
relazione con l'art. 49 LPP) ed è applicabile unicamente all’assicurazione
obbligatoria in vigore dal 1 gennaio 1985, mentre nell’ambito della previdenza
pre o sovraobbligatoria non vi è nessun obbligo di adeguamento (DTF 127 V 264
consid. 2 e riferimenti; DTF 117 V 166ss; SVR 2000 BVG n. 12 pag. 58; Stauffer,
Die berufliche Vorsorge; Serie: Rechtssprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherugsrecht, Zurigo 1996, p. 52; SZS 1995 p. 99; cfr. AJP
2001 p. 1441).
Nella specie, conformemente alla giurisprudenza appena citata, a ragione la
__________ sostiene che relativamente alla parte sovraobbligatoria non esiste
un obbligo legale di adeguamento.
Rimane
tuttavia in concreto da esaminare se un diritto all’adeguamento al rincaro
della parte di rendita relativa alla previdenza sovraobbligatoria possa essere
dedotto dal regolamento in virtù della previdenza più estesa (art. 49 cpv. 2
LPP e 6 LPP).
Per
l'art. 4.3. del Regolamento della __________ (nella versione dl 1989 e del
1995, doc. _ e _) le rendite vengono adeguate all'evoluzione dei prezzi, a
norma della legge e dei mezzi disponibili. Il diritto all'adeguamento non è
applicabile se le rendite superano le prestazioni minime previste dalla LPP.
Sulla
base di tale normativa la convenuta nega di dovere adeguare la chiesta rendita
dovuta a __________ sulla base della previdenza sovraobbligatoria considerato
come la stessa superi abbondantemente la prestazione legale.
In
proposito, va osservato che il TFA, esprimendosi sull'adeguamento delle rendite
per superstiti e d'invalidità all'evoluzione dei prezzi, ha avuto tra l'altro
modo di affermare che è conforme alla legge la prassi degli istituti di
previdenza secondo la quale l'adeguamento al rincaro delle rendite per i
superstiti e d'invalidità, il cui importo eccede il minimo predisposto
dall'ordinamento legale, non è obbligatorio fintantoché l'ammontare totale
della rendita è superiore a quello della rendita LPP adeguata all'evoluzione
dei prezzi (cfr. DTF 127 V 264).
Ora,
nella fattispecie, in applicazione dell'esposta giurisprudenza, considerato
come la rendita d'invalidità dovuta a __________ negli anni 1993 e 1996 in base
all'assicurazione sovraobbligatoria ammonta di principio a fr. 16'740 annui
mentre che le rendite minime legali ammonterebbero, negli stessi anni, a fr.
7'239 annui nel 1993, fr. 7'471 dal 1. gennaio 1997, fr. 7'509 dal 1. gennaio
1999 e fr. 7'615 dal 1. gennaio 2001(XXX, doc. _), a ragione la Fondazione
__________ si appella all'art. 4.3 del Regolamento e nega che la prestazione
debba essere adeguata al rincaro. La richiesta dell'attrice deve, su questo punto,
essere respinta.
G.
Interessi di mora
2.33. __________ ha
infine chiesto l'assegnazione di interessi di mora del 5% sulle prestazioni
dovutele a decorrere dal 1. gennaio 1998 (data media degli arretrati).
A tal
proposito il Tribunale federale delle assicurazioni ha stabilito che in caso di
versamento tardivo di una prestazione di invalidità gli interessi di mora sono
dovuti (DTF 119 V 131 e 134, cfr. DTF non pubbl. del 31 luglio 1992 per quanto
riguarda le prestazioni di vecchiaia).
Secondo
il TFA, infatti, i motivi che hanno indotto a riconoscere l’obbligo del
versamento di interessi di mora su una prestazione di libero passaggio sono
validi anche per quel che riguarda altre prestazioni (DTF 119 V 134 consid.
4b.).
In tal
caso va applicato il tasso previsto dal regolamento (cfr. art. 104 cpv. 2 CO;
SZS 1994 p. 468; DTF 119 V 133; DTF 117 V 350). Nell’evenienza in cui la
questione non è stata disciplinata, si applica l’art. 104 cpv. 1 CO, di natura
dispositiva, secondo cui l’interesse dovuto ammonta al 5% annuo. A tal
proposito va rilevato che gli statuti possono prevedere un tasso inferiore
(cfr. DTF 119 V 134).
Nel caso
di specie dalla documentazione agli atti emerge che le parti non hanno pattuito
un interesse di mora superiore a quello previsto dalla legge. Di conseguenza
può essere riconosciuto unicamente l’interesse del 5%.
Per quel
che riguarda la decorrenza degli interessi di mora il TFA applica l’art. 105
cpv. 1 CO secondo cui
“il debitore in mora al pagamento di interessi
o alla corresponsione di rendite od al pagamento di una somma donata non deve
gli interessi moratori se non dal giorno in cui si procedette contro di lui in
via esecutiva o mediante domanda giudiziale” (DTF 119 V
135 consid. 4c. e giurisprudenza ivi citata).
Dagli
atti non emerge che l’attrice abbia promosso una procedura esecutiva nei
confronti della convenuta. Di conseguenza gli interessi di mora decorrono
dall’11 ottobre 2001, data della petizione (I).
H.
Ripetibili e spese di causa
2.34. Il tema della
rifusione delle ripetibili non è regolato dalla LPP.
L'art. 73
cpv. 2 LPP si limita a delegare ai Cantoni l'istituzione di una procedura di
ricorso semplice, spedita e di regola gratuita, in cui il giudice accerta
d'ufficio i fatti.
Nel Canton
Ticino nella Legge di procedura per i ricorsi al Tribunale cantonale delle
assicurazioni ha previsto all’art. 22 che
"il ricorrente che vince la causa ha
diritto nella misura stabilita dal giudice al rimborso delle spese processuali,
dei disborsi e delle spese di patrocinio".
Il
diritto è dunque riservato, analogamente alle norme di diritto federale sopra
citate, al solo ricorrente.
Il motivo
di questo privilegio è esposto dal TFA in DTFA 7 dicembre 1989 in causa D.W.,
pubblicata in RAMI 1990 U 98 p. 195 a proposito dell'art. 108 LAINF, precisando
che scopo della norma è di consentire all'assicurato, spesso socialmente
debole, di far valere in giustizia le sue pretese a prestazioni assicurative
senza esserne trattenuto dal timore di dover sborsare, in caso di soccombenza,
un'indennità alla controparte. Motivi analoghi presiedono all'esclusione del
diritto a ripetibili a favore di organismi adempienti funzioni di diritto
pubblico, sancito dall'art. 159 cpv. 2 OG in fine (112 V 49).
In
materia di LPP il diritto a ripetibili dev'essere esclusivamente riservato al
convenuto/attore-assicurato vittorioso in causa: le ripetibili sono in tale
ipotesi accollate all'assicuratore che ha introdotto la causa e l'ha persa.
L'assicuratore
che vinca la causa non ha, di regola, diritto a ripetibili (DTF 112 V 356, STCA
del 9 marzo 1992 in re F.P. c/S. SA; per le eccezioni vedasi: DTF 112 V 362,
RAMI 1992 pag. 164).
Pure la
fissazione dell'indennità avviene in base al diritto cantonale (DTF 114 V 86;
T. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 1994, p. 374).
Secondo
la giurisprudenza il giudice di prima istanza dispone di un vasto potere di apprezzamento
(DTF 114 V 87; DTF 111 V 49; DTF 110 V 365).
In tale
ambito il giudice di prima istanza deve prendere in considerazione l'importanza
e la difficoltà della causa, l'estensione della prestazione e il tempo
necessitato dall'avvocato.
Nel
Canton Ticino "l'importo delle ripetibili è determinato in relazione alla
difficoltà della fattispecie e del valore litigioso" (art. 22 cpv. 2 della
Legge di procedura).
In
concreto, in quanto l'attrice è parzialmente vittoriosa in causa, la Fondazione
convenuta verserà a __________, rappresentata da un legale, fr. 2’000 a titolo
di spese ripetibili.
Per quel
che riguarda invece l’addebito di tasse e spese relative alla presente
procedura, si osserva che secondo la legge di procedura per i ricorsi al
Tribunale cantonale delle assicurazioni in materia di assicurazioni sociali
(art. 20 capoverso 1), applicabile in virtù dell’articolo 8 cpv. 2 LALPP, la
procedura è di principio gratuita.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- La
petizione è parzialmente accolta ai sensi dei considerandi.
§ Di conseguenza la
Fondazione __________ è condannata a versare a __________ a titolo di rendita
di invalidità della previdenza professionale, fr. 364 mensili dal
- gennaio 1995 sino
al 31 agosto 1996 (comprensivi della rendita per il figlio) e successivamente
fr. 840 mensili oltre a interessi di mora del 5% dall’11 ottobre 2001.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
La
Fondazione __________ verserà a __________ fr. 2'000 a titolo di ripetibili
parziali.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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