AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
34.2000.43
Data decisione, Autorità:
27.08.2001, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
34.2000.00043-46
mb/nh
Lugano
27 agosto 2001
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo,
presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Michela Bürki
Moreni
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sulle petizioni del 18 ottobre
2000 di
__________,
rappr. da: avv. __________,
contro
__________,
2.
__________,
3.
__________,
__________,
rappr. da: avv. __________,
in materia di previdenza professionale
ritenuto, in
fatto
1.1. __________,
1965, coniugato con due figli, ha svolto attività lavorativa quale magazziniere
e autista.
Dal 1°
maggio 1994 al 31 gennaio 1996 ha lavorato in questa veste presso la __________
(cfr. questionario del datore di lavoro agli atti AI), che era affiliata, ai
fini dell'attuazione della previdenza professionale, alla LPP Fondazione di
previdenza della __________ (XI).
Dal mese
di dicembre 1994 il dipendente è stato ripetutamente dichiarato inabile al
lavoro al 100% (cfr. atti AI; consid. 2.5).
1.2 Con effetto
dal 15 febbraio 1996 __________ è stato assunto quale magazziniere presso la
__________. Ai fini della previdenza professionale il datore di lavoro era
affiliato alla Fondazione di previdenza LPP della __________ (cfr. consid.
1.8).
A partire
dall'11 marzo 1996 è stato nuovamente dichiarato inabile al lavoro al 100%, con
un'interruzione di otto giorni nel mese di marzo (cfr. questionario del datore
di lavoro della __________, agli atti AI).
L'assicurazione
malattia del datore di lavoro lo ha poi ritenuto abile al lavoro al 100% in
attività leggere, di tipo organizzativo e intellettuale dal 1° novembre 1996
(doc. _), mentre il rapporto di lavoro è stato disdetto per il 30 novembre 1996
(doc. _).
1.3 In data 13
maggio 1996 __________ ha presentato istanza all'assicurazione invalidità (UAI)
tendente all'assegnazione di prestazioni dell'AI per adulti, in quanto affetto
da sindrome lombovertebrale cronica recidivante su protrusione discale e base
larga del segmento L4-L5, nonché recessi laterali stretti bilateralmente tra
L4-L5 fino a L5-S1 su ipertrofia e degenerazione delle articolazioni interapofisarie,
manifestatasi nell'ottobre 1994.
Alla luce
della documentazione medica prodotta, in data 11 ottobre 1996, l'UAI ha avviato
la procedura integrativa. In attesa di una decisione da parte
dell'assicurazione invalidità __________ ha percepito indennità di
disoccupazione dal 1° gennaio al 31 agosto 1997 (consid. seguente).
Con
provvedimento dell' 8 settembre 1997 l'UAI ha quindi riconosciuto, a favore
dell'assicurato, la "riformazione quale impiegato di commercio presso la
ditta __________ a decorrere dal 1° settembre 1997 al 31 agosto 2000",
così come le relative indennità giornaliere.
Il
tirocinio avviato presso la __________ è stato interrotto a fine 1997, per
essere ripreso presso la __________.
La
riformazione professionale ha tuttavia dovuto essere definitivamente interrotta
nel corso del 1999 a causa dei problemi di salute dell'interessato, a cui è
quindi stata assegnata una rendita intera di invalidità dal 1° settembre 1999.
1.4 Gli averi
accumulati a favore della previdenza professionale presso la Fondazione
__________, sono stati accreditati a favore della __________ Fondazione di
libero passaggio (doc. _; inc. __________).
1.5 In data 18
ottobre 2000, __________, rappresentato dall'avvocato __________, ha presentato
petizione al TCA nei confronti della
Fondazione Istituto collettore LPP
__________ Fondazione collettiva LPP
__________ società svizzera di assicurazione sulla vita,
Fondazione di previdenza del personale della __________
chiedendo
di giudicare
"1. La
petizione è accolta. Di conseguenza la Fondazione collettiva LPP della
__________, la Fondazione di previdenza a favore del personale della __________
la __________, Fondazione di libero passaggio, __________ e la Fondazione
Istituto collettore LPP, Agenzia regionale della svizzera italiana, Lugano sono
condannati a corrispondere al Signor __________ le prestazioni di cui all'art.
23 e segg. della Legge federale sulla previdenza professionale per la
vecchiaia, i superstiti e l'invalidità, segnatamente a corrispondere
la rendita a far tempo dal 13 maggio 1996, di almeno fr. 20'000.‑‑
annui.
- Protestate
eventuali tasse e spese e, in ogni caso, le ripetibili tutte."
A
motivazioni delle proprie richieste l'assicurato ha evidenziato
"7. Dato
che la domanda Al è stata presentata dall'attore già il 13 maggio 1996 (era
ancora dipendente della __________), se si considera che i provvedimenti di
reintegrazione non hanno avuto buon fine, indipendentemente dal fatto che
l'istituto Al abbia concesso una rendita intera solo a decorrere dal primo
settembre 1999, egli avrebbe avuto diritto alle prestazioni LPP dalla
Fondazione collettiva LPP della __________ proprio perché da un lato era ancora
dipendente dalla __________ A, e dall'altro, a quel tempo già era invalido!
Infatti,
giusta l'art. 5 del Regolamento per l'opera di previdenza della __________ di
cui al doc. Al, esiste invalidità se la persona assicurata è invalida ai sensi
dell'Al e se è obbiettivamente provato in base a perizia medica che la persona
assicurata è completamente o parzialmente inabile ad esercitare la sua
professione o un'altra attività lucrativa conforme alla sua posizione sociale,
alle sue conoscenze e capacità.
E'
evidente, nel caso in esame che l'attore fosse già invalido a far tempo dalla
prima domanda Al o che adempisse alle suesposte condizioni.
Se però
questo Tribunale non aderisse a questa tesi, lo si invita a far allestire una
dichiarazione, eventualmente una perizia dal dott. __________ attestante che le
condizioni di cui all'art. 5 del Regolamento erano già realizzate quando
l'attore ancora era dipendente della __________. Di conseguenza la Fondazione
collettiva LPP della __________ deve corrispondere la rendita intera di
invalidità annua, dopo il periodo di attesa di 24 mesi, di fr. 17'290.‑
fino al 30 aprile 2030.
Cautelativamente,
ritenuto che su numerosa corrispondenza (doc. _) è indicata la Fondazione di
Previdenza a favore del personale della __________, si conviene pure
quest'ultima.
- Nella
denegata e contestata ipotesi in cui questo Tribunale non aderisse a quanto
sopra, in via subordinata, si precisa che in ogni caso le prestazioni suddette
dovranno essere corrisposte dalla Fondazione di libero passaggio __________.
Infine, in
via ancor più subordinata vale comunque quanto segue.
Come
detto, l'attore, ha beneficiato delle prestazioni della disoccupazione a far
tempo dal 1. gennaio 1997 al 1. settembre 1997.
Ora,
giusta l'art. 60 della LPP, in vigore dal 1. luglio 1997, la Cassa
disoccupazione __________, a far tempo dal 1. luglio 1997, deduceva le
prestazioni LPP, versandole alla Fondazione Istituto collettore LPP, Agenzia
regionale della Svizzera italiana, Lugano.
Di
conseguenza, la Fondazione di libero passaggio avrebbe dovuto versare
l'istituto collettore l'avere sul conto di libero passaggio, ciò che però non
ha fatto. In tale ipotesi sarebbe l'istituto collettore a dover versare la
rendita all'attore.
- Per completezza si precisa che sarebbe assurdo,
anche da un profilo logico, che l'attore, il quale ha sempre regolarmente
versato i contributi LPP e la cui domanda Al risale al 13.05.1996, dato l'esito
negativo di tutti i provvedimenti di reintegrazione, sia precluso dal
versamento di una rendita LPP, ma semplicemente gli venga concesso l'importo di
fr. 19952.75, tuttora a disposizione presso la Banca __________.
A tal fine, l'attore dichiara espressamente che
la somma suddetta sarà riversata, dietro ordine di questo Tribunale,
all'istituto di previdenza che verrà condannato a rifondere lui una rendita,
sulla base degli art. 23 e segg. LPP."
1.6 Con risposta
di causa del 24 ottobre 2000 la Fondazione Istituto collettore ha proposto di
respingere il gravame, adducendo quanto segue:
"
considerato che l'inizio della malattia sembra
risalire all'11.03.1996, data nella quale l'interessato era in forze presso la
__________, affiliata all'Istituzione di previdenza della __________, sulla
base dell'art. 23 LPP crediamo che quest'ultima sia tenuta al versamento delle
prestazioni previdenziali."
1.7 La Fondazione
di libero passaggio della __________ ha esposto quanto segue in data 31 ottobre
2000
"
Il signor __________, essendo riconosciuto
invalido all'80%, le condizioni generali della __________ Fondazione di libero
passaggio permettono di ritirare il capitale.
Il capitale di fr. 15'952.75 sono stati versati
alla Banca __________, a disposizione del cliente il 31.01.2000."
1.8 In data 24
novembre 2000 la Fondazione collettiva LPP della __________ ha formulato i
seguenti quesiti
"a) La
chiamata in causa dell'istituzione di previdenza presso la quale era affiliato
l'attore nell'estate 1995 in materia di diritto previdenziale.
b) Il richiamo e la consultazione degli atti
dell'AI."
A
motivazione delle proprie domande la convenuta ha precisato
"
1.Avendo iniziato il rapporto di lavoro con la __________ il 15 febbraio
1996, l'attore era affiliato presso la convenuta 3 ai sensi del regolamento.
Si parte
dal presupposto che l'attore abbia firmato la notifica per l'assicurazione
collettiva il 18 marzo 1996 (allegato _), periodo in cui risultava inabile al
lavoro nella misura del 100%. Siccome però la domanda sullo stato di salute in
questo formulario si riferiva all'inizio dell'assicurazione, in questo caso non
si può parlare di reticenza. Contrariamente all'affermazione della convenuta 3
nella lettera del 27 gennaio 1997, in linea di principio l'attore è assicurato
in base al regolamento e non soltanto nel quadro delle prestazioni minime
secondo la LPP.
- Per la
presente invalidità occorre differenziare tra la questione relativa
all'assicurazione e quella concernente l'obbligo di versare le prestazioni
d'invalidità.
Giusta
l'art. 23 LPP hanno diritto a prestazioni d'invalidità le persone che, ai sensi
dell'AI sono invalide per almeno il 50 per cento ed erano assicurate al
momento in cui è sorta l'incapacità di lavoro la cui causa ha portato
all'invalidità. Questa disposizione mira anche a limitare la competenza di
diverse istituzioni di previdenza nel caso in cui un dipendente, le cui
condizioni di salute sono già talmente intaccate da incidere sulla sua capacità
lavorativa, ricevesse una rendita dell'assicurazione per l'invalidità dopo aver
cambiato datore di lavoro; in questo caso il diritto a versare le prestazioni
non deriva dal nuovo rapporto di previdenza. Le prestazioni d'invalidità devono
piuttosto essere corrisposte dalla istituzione di previdenza presso cui
l'interessato era affiliato al momento in cui è subentrata l'incapacità
lavorativa che ha comportato l'invalidità [DTF 120 V 117, c. 1 c].
- Si deve
pertanto esaminare quando è sorta l'incapacità lavorativa rilevante.
In base ai
rapporti medici del dott. __________ si può rilevare che dall'ottobre 1994
l'attore soffre di una sindrome lombo vertebrale e che, in particolare nel
periodo decorrente dal 4 al 26 aprile 1995, è stato ricoverato all'ospedale a
causa della sua malattia.
Successivamente
l'attore è stato inabile al lavoro nella misura del 100% almeno dal 30 maggio al 26 giugno 1995. La convenuta 3 parte pertanto dal
presupposto che l'incapacità lavorativa che ha comportato l'invalidità sia
subentrata al momento in cui l'attore non era affiliato presso la stessa
nell'ambito della previdenza professionale.
Secondo la citata sentenza del TFA del 31 maggio 1994, il
precedente istituto di previdenza resta soggetto all'obbligo di versare le
prestazioni se l'incapacità lavorativa ha avuto inizio in un'epoca in cui
l'assicurato era affiliato presso la medesima istituzione e se sussiste fra la
detta incapacità lavorativa e l'invalidità un nesso materiale e temporale;
viceversa, il nuovo istituto è esonerato da qualsiasi obbligo di versare una
rendita d'invalidità (DTF 120 V 112). Questa giurisprudenza è stata confermata,
anche in un caso specifico in cui all'inizio dell'incapacità lavorativa che aveva
comportato l'invalidità l'interessato non era affiliato presso nessuna
istituzione di previdenza. (cfr. DTF 123 V 262 e le decisioni ivi indicate).
-
L'attuale
invalidità dell'attore è da attribuire alla medesima causa che ha cagionato il
periodo d'incapacità lavorativa nel 1995. Sussiste pertanto chiaramente il
nesso materiale.
-
Si può
accettare un'interruzione del nesso temporale tra la prima incapacità
lavorativa e l'invalidità soltanto se la piena capacità lavorativa era stata
riacquistata per un periodo sufficientemente lungo senza che successivamente
ci si potesse attendere una ricaduta [cfr. DTF 123 V 265 c. l. c), nonché
Markus Moser, significato e portata dell'art 23 LPP, nel SZS 1995, 401 segg.].
Gli atti
non permettono di rilevare con certezza se l'attore abbia riacquistato la piena
capacità lavorativa tra il mese di luglio 1995 e il mese di marzo 1996 e se la
natura della sua malattia facesse presupporre che la capacità lavorativa poteva
essere riacquistata in modo durevole.
La convenuta
3 chiede pertanto al tribunale di richiamare tutti gli atti dell'Al e di permetterle
di consultarli.
- La
convenuta 3 non è al corrente presso quale istituzione di previdenza era
affiliato l'attore nell'estate 1995. Alla convenuta 3 non è noto se nell'estate
1995 la previdenza professionale dell'attore rientrava nelle competenze della Fondazione
di previdenza LPP __________, la quale aveva trasferito alla convenuta 3 la
prestazione di libero passaggio risultante da precedenti rapporti di previdenza.
Occorre
pertanto sollecitare l'attore a fornire informazioni in merito.
La
convenuta 3 chiede inoltre che l'istituzione di previdenza competente sia
chiamata in causa."
1.9 La
Fondazione di previdenza del personale della __________ ha presentato la
risposta di causa, tramite l'avvocato __________ in data 29 novembre 2000,
chiedendo di respingere la petizione, sulla base delle seguenti motivazioni:
" Si
prende atto che controparte ammette che il signor __________ era assicurato, in
qualità di dipendente di __________, presso la Fondazione collettiva della
__________ nell'ambito dell'opera di previdenza per il personale della
__________.
Assicuratore LPP del signor __________ nel periodo in cui era
dipendente di __________ era quindi la Fondazione collettiva della __________.
E' contro tale istituto di previdenza, e solo contro questo, che il signor
__________ deve far valere le sue pretese.
Nessuna pretesa può invece esistere nei confronti della Fondazione
di previdenza della __________.
Quest'ultima, che si occupa anche dei dipendenti di __________, ha
sì come scopo statutario quello di assicurare la previdenza del personale. Tale
previdenza è però oggi garantita esclusivamente mediante il contratto con il
fondo di previdenza della __________. La Fondazione non accorda prestazione
assicurative in proprio ma si occupa unicamente di mansioni amministrative. La
Fondazione non concede neppure prestazioni sovraobbligatorie.
D'altra parte l'attore nemmeno sostiene che la Fondazione di
previdenza per il personale della __________ accordi delle prestazioni. Non a
caso egli fonda la propria pretesa unicamente sul regolamento della Fondazione
collettiva LPP della __________.
Evidentemente alla luce di quanto suesposto nessuna pretesa può
esistere, a seguito di invalidità, direttamente nei confronti della Fondazione.
La petizione deve quindi, in quanto inoltrata contro la Fondazione di
previdenza a favore del personale della __________, essere respinta,
indipendentemente dalle ragioni di merito.
A giusta ragione l'attore concentra qui la propria attenzione
sulla Fondazione collettiva LPP della __________. Ammesso e non concesso che il
signor __________ abbia diritto a prestazioni da parte dell'assicuratore LPP
presso cui era assicurato nel periodo in cui era alle dipendenze di __________,
queste andrebbero corrisposte da __________.
Si precisa che il regolamento cui l'attore fa riferimento è quello
della Fondazione collettiva LPP della __________. Non si tratta di un
regolamento della Fondazione di previdenza della __________.
Non si entra qui nel merito della questione a sapere se il signor
__________ abbia diritto o meno a prestazioni da parte della Fondazione
collettiva LPP della __________, lasciando che sia l'assicuratore LPP a
prendere posizione.
L'inoltro di una causa nei confronti della Fondazione di
previdenza a favore del personale della __________ è come detto del tutto
inutile. In realtà nella documentazione citata da controparte a giustificazione
di tale inoltro nemmeno figura! Nel caso la causa venisse ritirata alla luce
delle risposta, ciò che peraltro si auspica, si chiede che alla convenuta
vengano assegnate delle ripetibili."
1.10 Pendente
causa il TCA ha richiamato agli atti l'incarto AI dell'assicurato, comunicando
alle parti che i documenti possono essere visionati presso il TCA.
in
diritto
In ordine
2.1. Oggetto del
contendere è l'assegnazione di una rendita intera di invalidità della
previdenza professionale a __________ da parte di uno dei fondi di previdenza
convenuti.
Secondo
l'art. 73 cpv. 1 prima frase LPP le controversie tra istituti di previdenza,
datori di lavoro e aventi diritto sono decise da un Tribunale di ultima istanza
cantonale.
L'art. 73
LPP si applica, da un lato, agli istituti di previdenza registrati di diritto
privato o di diritto pubblico, sia per quel che concerne le prestazioni minime
obbligatorie che per quel che attiene alle prestazioni più estese di quelle
minime (art. 49 cpv. 2 LPP) e, d'altro lato, alle fondazioni di previdenza a
favore del personale non registrate, nel campo delle prestazioni che eccedono
il minimo obbligatorio (art. 89bis cpv. 6 CCS; DTF 119 V 443; RDAT I-1994 pag.
195; SZS 1994 pag. 65; RDAT I-1993 pag. 233, DTF 116 V 220 consid. 1a, DTF 115
V 247 consid. 1a, DTF 114 V 104 consid. 1a, DTF 113 V 200 consid. 1a, DTF 112 V
358 consid. 1a = RCC 1987 pag. 179, RCC 1988 pag. 48 = SZS 1988 pag. 47; Viret,
"La jurisprudence du TFA en matière de prévoyance professionnelle:
Questions de procédure" in RSA 1989 pag. 84; Schwarzenbach-Hanhart,
"Die Rechtspflege nach BVG" in SZS 1983 pag. 174).
La
giurisprudenza ha già avuto modo di statuire che la Fondazione di libero
passaggio non è un istituto di previdenza ai sensi dell'art. 73 LPP (SVR 1997
BVG 6; DTF 122 V 326 consid. 3c; H.U. Stauffer, Rechtsweg bei Streitigkeiten
mit Freizügig- keitsstiftungen, SZS 1999 p. 231ss). In particolare nella
sentenza pubblicata in DTF 122 V 320 relativa alla competenza ratione materiae
il TFA ha precisato che le vie di diritto dell'art. 73 LPP non sono aperte
qualora la controversia opponga un istituto di libero passaggio (fondazione
bancaria, istituto d'assicurazione) ad un affiliato. Simili istituti non
rientrano, in effetti, nella categoria degli istituti di previdenza ai sensi
dell'art. 73 LPP.
La petizione
presentata nei confronti della __________, Fondazione collettiva LPP, in quanto
Fondazione di libero passaggio (III inc. __________4), è pertanto irricevibile
(cfr. DTF 122 V 329).
.
Nel
merito
2.2 Secondo
l’art. 23 LPP, che è una disposizione minima (art. 6 LPP), hanno diritto alle
prestazioni d’invalidità le persone che, nel senso dell’AI, sono invalide per
almeno il 50% ed erano assicurate al momento in cui è sorta l’incapacità di
lavoro la cui causa ha portato all’invalidità. Non è invece necessario che
l’interessato sia assicurato nell’istante della nascita dell’invalidità (SZS
1995 p. 464 consid. 3b; SVR 1995 BVG Nr. 43 p. 128 consid. 2a; DTF 120 V 116
consid. 2b; M. Moser, Bedeutung und Tragweite von art. 23 BVG, SZS 1995, p.
403; DTF 118 V 898, 35; A. Maurer, Bundessozialversicherungsrecht, Basilea
1994, p. 209). Questa soluzione è stata introdotta per evitare lacune
assicurative nel caso in cui il datore di lavoro disdice il contratto prima che
sia trascorso l’anno di attesa ai fini dell’erogazione della rendita AI (art.
29 cpv. 1 lett. b LAI; DTF 120 V 116 consid. 2b).
2.3. L’art. 4 LAI
stabilisce che l’invalidità è l’incapacità al guadagno, presunta permanente o
di rilevante durata cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente
a infermità congenita, malattia o infortunio. Con incapacità di guadagno si
intende quell’incapacità di eseguire un’attività che si può esigere
dall’interessato in mercato del lavoro e equilibrato e quindi non solo quella
di effettuare il proprio lavoro (DTF 117 V 335 consid. 5c DTF 109 V 28; Maurer,
op. cit., p. 140/141).
In ambito
AI va pertanto valutato se l’assicurato dispone ancora di capacità di guadagno
nella sua professione e parimenti se vi è possibilità di guadagno in altre
professioni ammissibili in un mercato del lavoro equilibrato (DTF 109 V 28; DTF
111 V 21; Brühwiler, Die betriebliche Personalvorsorge in der Schweiz, 1989 p.
488). Le attività considerate non si limitano quindi a quelle che coincidono
con l’ultima attività svolta o ad attività affini, ma anche ad attività
diverse.
Per la
stretta relazione esistente tra la rendita d’invalidità dell’AI e quella del
secondo pilastro emerge che, il concetto d’invalidità nell’ambito della
previdenza obbligatoria e quello dell'assicurazione invalidità, è di principio
il medesimo (DTF 115 V 210; RDAT I 1995 consid. 2.2 p. 229).
2.4 In concreto
l'assicurato è invalido ai sensi dell'AI, in quanto dal 1 settembre 1999
percepisce una rendita intera di invalidità (consid. 1.3). Va quindi accertato
se al momento in cui è insorta l'incapacità lavorativa la cui causa ha condotto
all'invalidità era assicurato.
In
proposito la Fondazione Istituto Collettore LPP e la Fondazione di previdenza
del personale della __________ sostengono al riguardo di non essere
debitori della prestazione previdenziale di invalidità, mentre la Fondazione
collettiva LPP della __________ ritiene che il diritto alla rendita è dato nei
confronti dell'istituto di previdenza a cui era affiliato il precedente datore
di lavoro, la __________, essendo l'assicurato inabile al lavoro per lo stesso
motivo già nel 1994.
Secondo
la giurisprudenza l’art. 23 LPP persegue anche lo scopo di delimitare la
responsabilità tra più istituti di previdenza (DTF 120 V 117 consid. 2c). La questione
si pone ad esempio nel caso in cui il lavoratore, già colpito nella sua salute
in una misura atta a influenzare la sua capacita di lavoro, entra al servizio
di un nuovo datore di lavoro e viene in seguito posto al beneficio di una
rendita di invalidità. In tale ipotesi, a determinate condizioni, le
prestazioni vanno versate dal precedente istituto di previdenza e non
dall'attuale (cfr. DTF 120 V 120 secondo cui "l'art. 23 LPP vise quant à
lui à prolonger la responsabilité de l'institution de prévoyance au-delà de
l'affiliation, lors de la survenance de l'éventualité assurée").
Secondo
la giurisprudenza federale, affinché il precedente istituto di previdenza sia
tenuto a versare la prestazione d’invalidità, l’incapacità di lavoro deve
essersi manifestata in un’epoca in cui l’assicurato era affiliato presso
quell’istituto e deve inoltre sussistere fra detta incapacità e l’invalidità
uno stretto nesso materiale e temporale.
Vi è connessione
materiale se l’affezione all’origine dell’invalidità è la stessa che si è
già manifestata durante l’affiliazione al precedente istituto di previdenza e
che ha causato un’incapacità di lavoro.
La connessione
temporale implica che non sia intercorsa una lunga interruzione
dall’incapacità di lavoro. Se l’incapacità di lavoro è interrotta per un certo
periodo l’assicurato è di nuovo atto a lavorare. In effetti secondo il TFA:
" l’ancienne institution de prévoyance ne saurait, en effet, répondre
de rechutes lointaines ou de nouvelles manifestations de la maladie plusieurs
années après que l’assuré a recouvré sa capacité de travail”.
(DTF 120 V 117 consid.
2c)
In tal
caso il vecchio istituto di previdenza è liberato da qualsiasi obbligo (DTF 120
V 117; M. Moser, Die zweite Säule und ihre Tragfähigkeit, Basilea 1993, p.
210).
Il TFA ha
inoltre precisato che, nel caso di interruzione dell’incapacità di lavoro, non
si può procedere ad un’applicazione schematica, analogamente a quanto previsto
agli art. 29ter e 88a cpv. 1 OAI (DTF 120 V 112, 117), mitigando il tenore di
una precedente sentenza, in cui aveva stabilito che il nuovo istituto di
previdenza è obbligato a versare la rendita solo se l’assicurato ha lavorato
per tre mesi interi, dopodiché si è ripresentata un’incapacità di lavoro (cfr.
sentenza del TFA non pubbl. del 30 novembre 1993 B 38/92 in Plädoyer 4/94 p.
66/67).
Per
risolvere tale questione si dovrà quindi tener conto delle circostanze del caso
concreto, e meglio della natura della malattia, del pronostico del medico e dei
motivi che hanno indotto ad assumere l’interessato (DTF 120 V 118a consid.
2b.).
2.5 Nel caso in
esame dagli atti emerge che l'assicurato ha presentato domanda di prestazioni
dell'AI il 13 maggio 1996, che dall'ottobre 1994 soffre di dolori alla schiena
(cfr. rapporto del dottor __________ agli atti dell'AI) e che l'inabilità
lavorativa al 100% nell'attività precedentemente svolta di magazziniere/autista
è da ricondurre, con delle brevi pause, al dicembre 1994 (consid. 1.1-1.3).
A
proposito dei periodi di inabilità lavorativa riconducibile a questo danno
dagli atti AI risulta che __________ è stato inabile al lavoro al 100% il 16
dicembre 1994, dal 9 gennaio al 15 gennaio 1995, dal 23 gennaio 1995 al 31
luglio 1995 (cfr. rapporto medico del dottor __________ agli atti dell'AI; dal
4 aprile 1995 al 26 aprile 1995 è pure stato degente presso la clinica di
riabilitazione di __________), il 25 ottobre, il 7 novembre, dal 20 novembre al
22 novembre, dal 27 dicembre al 29 dicembre 1995 e il 12 gennaio 1996 (cfr.
questionario del datore di lavoro, __________ agli atti dell'AI; certificato
del dottor __________).
Dalle
attestazioni del dottor __________ all'assicurazione __________ del 6 maggio
1996 risulta inoltre che da agosto 1995 __________ ha ripreso l'attività
lavorativa svolgendo tuttavia prevalentemente un'attività d'ufficio e quindi
non quella più pesante precedentemente svolta.
Il 15
febbraio 1996 l'attore ha poi iniziato a svolgere nuovamente l' attività di
magazziniere presso la __________ (cfr. questionario del datore di lavoro agli
atti dell'AI). Una prima inabilità lavorativa si è però manifestata dopo
neppure un mese ed è perdurata dall'11 marzo al 17 marzo 1996. In seguito egli
è stato inabile al lavoro al 100% dal 26 marzo al 22 aprile 1996, al 50% da
questa data al 28 aprile 1996 e successivamente di nuovo al 100% (cfr. anche il
rapporto del dottor __________ agli atti dell'AI).
Nel
maggio 1996 __________ ha presentato domanda di invalidità e nel gennaio 1997
si è iscritto alla disoccupazione in attesa della delibera sui provvedimenti
reintegrativi AI. Durante l'esecuzione degli stessi l'inabilità lavorativa
nella precedente professione è rimasta costante ed è pure peggiorata quella in
lavori leggeri, motivo per cui l'attore non ha potuto essere reintegrato (cfr.
certificati del dottor __________ nel periodo integrativo; certificato medico
del dottor __________ del 27 ottobre 1997). Di conseguenza egli è stato posto
al benficio di una rendita intera di invalidità dal 1. settembre 1999.
2.6 Nelle
circostanze concrete secondo questa Corte si deve ammettere, come sostenuto
dalla Fondazione della __________, che fra l' incapacità lavorativa
manifestatasi la prima volta nel dicembre del 1994, quando l'attore era ancora
alle dipendenze della __________ e la susseguente invalidità è data sia una
connessione materiale che temporale stretta ai sensi della giurisprudenza
federale applicabile.
Dagli
atti emerge infatti che la situazione di salute dell'assicurato rispettivamente
l'inabilità lavorativa al 100% nell'attività svolta non ha subito mutamenti
notevoli dalla fine del 1994, rispettivamente dal 1995. Anzi la documentazione
comprova che i danni alla salute e la conseguente inabilità lavorativa sono in
realtà peggiorati. Se l'assicurato appariva inizialmente in grado di svolgere
attività leggere invece di quella più pesante di magazziniere/autista
precedentemente svolta, in seguito non ha più potuto svolgere neppure queste
mansioni, motivo per cui la procedura integrativa è stata sospesa. In effetti
durante la sua esecuzione l'assicurato ha palesato problemi di salute tali da
non permettergli, malgrado i buoni risultati scolastici, neppure di svolgere
attività leggere.
Alla luce
di quanto sopra, responsabile del versamento della rendita di invalidità della
LPP non può essere ritenuta la Fondazione collettiva LPP della __________, in
qualità di istituto di previdenza della __________, datore di lavoro
dell'assicurato dal 15 febbraio al 30 novembre 1996. In effetti l’incapacità al
lavoro la cui causa ha portato all’invalidità secondo l'art. 23 LPP si è
manifestata alla fine del 1994. A quel tempo l'assicurato era alle dipendenze
della __________, affiliata presso l'omonima Fondazione, chiamata in causa
dalla Fondazione __________.
Le
petizioni presentata nei confronti di questa Fondazione e dell'Istituto
collettore vanno quindi respinte.
2.7 La
Fondazione di previdenza del personale della __________ A, ha dichiarato in
causa che l'attore, nel periodo in cui era alle dipendenze della __________,
era assicurato presso la Fondazione collettiva LPP __________ e che le
spettavano unicamente mansioni amministrative.
Questo
fatto è confermato dalla Fondazione della __________ che nella risposta di
causa ha appunto ammesso l'affiliazione dell'attore presso di lei dall'inizio
dell'attività lavorativa presso la __________.
Per
questi motivi anche la petizione presentata nei confronti della Fondazione di
previdenza del personale della __________ dev'essere respinta, per carenza di
legittimazione passiva.
A titolo
abbondanziale va rilevato che anche se l'assicurato fosse stato affiliato a
questa Fondazione e non a quella della __________, la petizione sarebbe stata
da respingere in quanto l'incapacità lavorativa il cui danno ha condotto
all'invalidità è sorto quando l'attore non era più alle dipendenze della
__________.
2.8 Infine a
proposito dell'istanza della Fondazione collettiva LPP della __________
tendente alla chiamata in causa della Fondazione __________ va rilevato che,
secondo l'art. 19a della Legge di procedura per i ricorsi al TCA,
"
l'autorità giudicante può ordinare d'ufficio o
su istanza di parte la chiamata in causa di terzi che hanno un interesse
legittimo all'esito del procedimento"
Visto l'esito
negativo della petizione e ritenuto che la decisione di chiamata in causa è
lasciata al libero apprezzamento del giudice, questa Corte respinge la
richiesta, considerato anche che in ogni caso l'assicurato avrebbe potuto e in
ogni caso potrà in futuro presentare azione nei confronti della __________, a
tutela dei propri diritti, non essendo il termine di prescrizione di cui
all'art. 41 LPP ancora scaduto.
2.9 Ai fondi di
previdenza vittoriosi in causa non possono essere assegnate indennità di
patrocinio.
Il tema
della rifusione delle ripetibili non è disciplinato dalla LPP.
L'art. 73
cpv. 2 LPP si limita a delegare ai Cantoni l'istituzione di una procedura di
ricorso semplice, spedita e di regola gratuita, in cui il giudice accerta
d'ufficio i fatti.
Il
principio, enunciato sia dall'art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS (estensibile all'AI,
PC, IPG, AF contadini di montagna) sia dall'art. 108 cpv. 1 lett. g LAINF,
secondo cui il ricorrente vittorioso ha diritto a ripetibili, non può essere
applicato per analogia in materia di LPP. E neppure, per costante giurisprudenza
(DTF 114 V 228ss, 112 V 111 con riferimenti), il diritto a ripetibili può
essere dedotto dall'art. 4 CF così come non è deducibile dall'art. 6 CEDU.
Spetta ai cantoni prevederlo.
Vi ha
provveduto, nel Ticino, la Legge di procedura per i ricorsi al Tribunale
cantonale delle assicurazioni, che all'art. 22 cpv. 1 prevede che "il
ricorrente che vince la causa ha il diritto nella misura stabilita dal giudice
al rimborso delle spese processuali, dei disborsi e delle spese di patrocinio".
Il
diritto è dunque riservato, analogamente alle norme di diritto federale sopra
citate, al solo ricorrente.
Il motivo
di questo privilegio è esposto dal TFA in DTFA 7 dicembre 1989 in causa D.W.,
pubblicata in RAMI 1990 U 98 p. 195 a proposito dell'art. 108 LAINF, precisando
che scopo della norma è di consentire all'assicurato, spesso socialmente
debole, di far valere ingiustizia le sue pretese a prestazioni assicurative
senza esserne trattenuto dal timore di dover sborsare, in caso di soccombenza,
un'indennità alla controparte. Motivi analoghi presiedono all'esclusione del
diritto a ripetibili a favore di organismi adempienti funzioni di diritto
pubblico, sancito dall'art. 159 cpv. 2 OG in fine (112 V 49).
In
materia di LPP il diritto a ripetibili dev'essere esclusivamente riservato al
convenuto-assicurato vittorioso in causa: le ripetibili sono in tale ipotesi
accollate all'assicuratore che ha introdotto la causa e l'ha persa.
L'assicuratore
che vinca la causa non ha, di regola, diritto a ripetibili (SZS 2001 p. 174;
DTF 112 V 356, STCA del 9 marzo 1992 in re F.P. c/S. SA; per le eccezioni
vedasi: DTF 112 V 362, RAMI 1992 pag. 164).
Malgrado
le Fondazioni convenute siano vittoriose, non è giustificato assegnare loro
spese ripetibili.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- La
petizione presentata nei confronti della __________, Fondazione di libero
passaggio, è irricevibile.
2.- Le
petizioni presentate nei confronti della Fondazione Istituto Collettore LPP,
Fondazione collettiva LPP della __________, Fondazione previdenza del personale
della __________, sono respinte.
3.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
4.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster