AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
33.2000.32
Data decisione, Autorità:
16.08.2000, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
33.2000.00032
MB/sc
Lugano
16 agosto 2000
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
Presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice
Daniele Cattaneo
con redattrice:
Michela Bürki
Moreni
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 26 aprile 2000 di
contro
la decisione del 29 marzo 2000 emanata da
Cassa cant. di compensazione, 6501 Bellinzona 1 Caselle,
in materia di prestazioni complementari
ritenuto, in
fatto
1.1. __________
ha beneficiato di una prestazione complementare dal 1. marzo 1994 al 31 ottobre
1996.
Con
sentenza 24 luglio 1997, cresciuta in giudicato, il TCA ha confermato la
decisione di soppressione della rendita pronunciata dalla Cassa di
compensazione con effetto dal 1 novembre 1996 (cfr. atti dell’amministrazione).
1.2. Con
decisione 6 dicembre 1996 la Cassa ha chiesto a __________ la restituzione di
fr. 7’592, pari a prestazioni complementari versate a torto dal 1 marzo 1994 al
31 ottobre 1996. A motivazione del provvedimento l’amministrazione ha precisato
di aver accertato che l’interessata è titolare di una pensione assegnatale
dalla Cassa pensioni __________ con effetto dal 1. novembre 1993.
1.3. Il 9
settembre 1998 l’amministrazione ha respinto la domanda di condono della
restituzione, presentata dall'assicurata.
Con
sentenza 11 gennaio 1999, cresciuta in giudicato, il Presidente del TCA ha
invece accolto il ricorso presentato da __________ contro la decisione
amministrativa, in quanto ha accertato che l'assicurata ha percepito in buona
fede le prestazioni complementari chieste in restituzione. La Corte ha quindi
rinviato gli atti all'amministrazione, affinché stabilisca se la restituzione
costituisce per l'interessata un onere troppo grave e quindi va condonata.
1.4. Dopo aver
esperito i necessari accertamenti economici, con decisione 29 marzo 2000 la
Cassa di compensazione ha nuovamente respinto la richiesta dell'interessata
tendente all'ottenimento del condono. Per l'amministrazione il presupposto
dell'onere troppo grave non sarebbe adempiuto. In particolare, a fronte di
redditi per fr. 38'717, l'assicurata deve far fronte a spese per fr. 23'981,
quindi è in grado di restituire le prestazioni indebitamente percepite (doc.
_).
1.5. Con
tempestivo ricorso 26 aprile 2000 __________ ha contestato la decisione
amministrativa precisando che il presupposto dell'onere troppo grave è dato per
i seguenti motivi:
"
(…)
-
la
rendita PC percepita dal 1.4.1994 al 31.10.1996 mi è stata assegnata dalla
Cassa di compensazione AVS, a conoscenza della mia effettiva situazione
finanziaria;
-
le
mie entrate annue attuali ammontano a Fr. 29'477.00 (AVS-LPP-INPS), pago
interessi ipotecari e spese di manutenzione per Fr. 4'545.00 e premio Cassa
Malati per Fr. 3'334.80 (vedi allegato).
Inoltre
le mie pessime condizioni di salute (vedi certificato medico allegato) mi
obbligano a partecipazioni per spese mediche, ospedaliere e farmaceutiche non
indifferenti, oltre a richiedere l'aiuto di terze persone.
A
comprova delle mie difficoltà economiche allego prova di quanto penoso sia
stato per me rimborsare l'importo di fr. 1'386.80 alla cassa malati __________
a seguito della soppressione della rendita PC." (Doc. _)
1.6. Con risposta
di causa 9 maggio 2000 la Cassa ha proposto al TCA di respingere il ricorso con
le seguenti motivazioni:
"
(…)
Se la condizione della buona fede è adempita,
come già dimostrato con sentenza del TCA dell11 gennaio 1999, si può condonare
l'intero importo richiesto oppure una parte di questo purché la condizione
dell'onere troppo grave sia realizzata.
Si ammette che vi è un caso di rigore ai sensi
dell'art. 47 cpv. 1 LAVS quando il reddito annuo, determinato secondo le
disposizioni relative alle prestazioni complementari, non raggiunge il limite
di reddito fissato nell'art. 2 cpv. 1 e 3 della legge federale del 15 marzo
1965 sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i
superstiti e l'invalidità (art. 79 cpv. 1 bis OAVS).
Nel caso specifico e in conformità a quanto
precede alla ricorrente non può essere riconosciuto il requisito dell'onere
troppo grave in quanto, come si evince dal calcolo notificato unitamente al condono
respinto del 29 marzo 2000, il totale dei redditi è superiore al totale delle
spese. Nel caso specifico la resistente ha tuttavia riesaminato il calcolo
notificato ed in merito possiamo assicurare, alla luce delle indicazioni
fornite dalla ricorrente che confermano l'esattezza dei dati notificati, che lo
stesso è corretto e conforme alle vigenti disposizioni legali." (Doc. _)
1.7. Con replica
19 maggio 2000 l'assicurata ha dichiarato quanto segue:
" - i miei figli non sono in grado di aiutarmi ad eventualmente
restituire, sia pure in parecchie rateazioni, l'importo di fr. 7'592.00 per i
seguenti motivi:
-
__________, __________, è portatore di handicap e deve
sottoporsi a frequenti terapie e anche ad interventi chirurgici. E' coniugato e
la moglie è senza attività. Ha economia domestica propria.
-
__________, __________, lavora in qualità di operaio non
qualificato presso la __________ e il suo stipendio mensile non raggiunge i Fr.
3'000.00 netti (vedi allegato). Ha infatti dovuto chiedere alla Banca
__________ di voler sospendere il pagamento degli ammortamenti sul debito
ipotecario fino a quando il suo reddito non migliorerà.
-
Faccio inoltre rilevare che nel conteggio del reddito calcolato
dalla Cassa Cantonale di Compensazione è stato esposto l'importo di Fr.
8'685.00 (100% del valore calcolato sulla stima) mentre per gli interessi
ipotecari si è tenuto conto solo di Fr. 2'373.00 (50%).
-
A prova delle frequenti spese causate dal mio grave stato di
salute allego copia della quota a mio carico per un recente ricovero in
clinica. Faccio inoltre rilevare che sono in attesa di essere nuovamente
ricoverata." (Doc. _)
1.8. Questa Corte
ha, pendente causa, richiamato d'ufficio gli atti fiscali dell'assicurata
relativi ai bienni 1997/1998 e 1999/2000.
in
diritto
2.1. Oggetto del
contendere è il condono della restituzione dell'importo di fr. 7'592 percepito
a torto dall'assicurata e in particolare il rifiuto della Cassa di
compensazione di riconoscere, nel caso concreto, l'esistenza di un onere troppo
grave. L'amministrazione ritiene, infatti, che i redditi superino il fabbisogno
e che, quindi, l'assicurata è in grado di restituire le prestazioni
indebitamente percepite. Di parere contrario è __________, secondo cui deve far
fronte a spese mediche elevate.
A mente
dell'art. 47 LAVS (applicabile per analogia alle prestazioni complementari, in
virtù dell'art. 27 OPC), perché sia concesso il condono dell'obbligo di
restituzione è necessario che siano adempiuti cumulativamente i seguenti
presupposti (SVR 1996 AHV Nr. 102 p. 313; SVR 1995 AVS Nr. 61 p. 182 consid.
4):
Il
requisito dell'onere gravoso è in particolare legato alla situazione economica
della persona tenuta a restituire l'indebito e deve essere valutato in base
alle sue capacità finanziarie.
Esso
dovrà pertanto essere stabilito concretamente, tenendo conto della particolare
situazione patrimoniale dell'obbligato al momento di restituire (DTF 122 V 140
consid. 3c; DTF 116 V 12 consid. 2a e giurisprudenza ivi citata).
Ai sensi
dell’art. 79 cpv. 1bis OAVS (in vigore dal 1° gennaio 1997) si ammette un caso
di rigore quando il reddito annuo, determinato secondo le disposizioni vigenti
in materia di prestazioni complementari, non raggiunge il limite di reddito
degli art. 2 cpv. 1 e 3 della LPC.
Contrariamente,
quindi, al principio generale secondo cui il giudice accerta la fattispecie
così come risulta al momento dell’emanazione della decisione sul condono, nel
caso dell’esame dei presupposti del condono, è rilevante l’istante in cui la
restituzione deve effettivamente avvenire, poiché l’onere troppo grave può
intervenire anche posteriormente alla decisione di restituzione (DTF 110 V 27,
cfr. anche Mayer-Blaser, op. cit., nota 85 a pié pagina pag. 488 ).
Il
giudice, comunque, non è tenuto ad esaminare direttamente ed in modo definitivo
se e in quale misura la situazione economica del debitore si è modificata dopo
la notifica della decisione impugnata. Tuttavia, ciò non gli impedisce fondare
il suo giudizio, per ragioni di economia procedurale, in ossequio del diritto
di essere sentito, sulla nuova situazione (DTF 116 V 293 consid. 2c; 107 V 80
consid. 3b; Mayer-Blaser, op. cit., pag. 488/89).
2.2. Secondo
l’art. 3a LPC (cfr. anche art. 2 LPC)
" L'importo
della prestazione complementare annua deve corrispondere alla differenza tra
l'eccedenza delle spese riconosciute e i redditi (cpv. 1)."
Per
quanto riguarda le spese riconosciute l’art. 3b LPC, prevede che:
" Per
le persone che non vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o
in un ospedale (persone che vivono a casa), le spese riconosciute sono le
seguenti:
a. importo (valido
fino al 31.12.98) destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per
anno:
-
per le persone
sole, almeno 14690 franchi e al massimo 16 290 franchi;
-
per i coniugi,
almeno 22 035 franchi e al massimo 24 435 franchi;
-
per gli orfani e
per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS
o dell'AI, almeno 7745 franchi e al massimo 8545 franchi. Per i due
primi figli si prende in considerazione la totalità
dell'importo determinante, per due altri figli due terzi ciascuno
e per ogni altro figlio un terzo;
b. la pigione di un
appartamento e le relative spese accessorie. In caso di presentazione di un
conguaglio per le spese accessorie, non si può tenere conto né di un
pagamento di arretrati né di una richiesta di
restituzione."
Dal 1
gennaio 1999 l’importo massimo computabile a titolo di fabbisogno è pari fr.
16’460 per persone sole, fr. 24’690 per coniugi, fr. 8’630 per il primo e per
il secondo figlio o orfano, fr. 5'755 per il terzo e per il quarto figlio o
orfano e fr. 2’880 per il quinto e successivi figli o orfani (Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all’AVS/AI del 18
novembre 1998).
Gli
stessi importi si applicano nel 2000.
Per le
persone che vivono a casa e per le persone che vivono in un istituto sono
inoltre riconosciute le spese seguenti:
a. spese per il
conseguimento del reddito fino a concorrenza del reddito lordo
dell'attività lucrativa;
b. spese di
manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a concorrenza del
ricavo lordo dell'immobile;
c. premi versati
alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata
l'assicurazione malattie;
d. importo
forfettario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
L'importo forfettario deve corrispondere al premio medio cantonale per
l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie
(compresa la copertura infortuni);
e. pensioni
alimentari versate in virtù del diritto di famiglia (art. 3b cpv.
3 LPC)."
La lista
dei costi considerabili ai fini del calcolo della PC è esaustiva e le
disposizioni in esame sono di diritto federale imperativo (E. Carigiet,
Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, Zurigo 1995, p. 135; e Ergänzungsband, Zurigo
2000, p. 83).
Spese che
non rientrano nella lista succitata non possono quindi essere ammesse.
Secondo
l’art. 3c cpv. 1 LPC, inoltre, i redditi determinanti comprendono
"a. le entrate in denaro o in natura provenienti dall'esercizio di un'attività
lucrativa. Un importo di 1000 franchi per le persone sole e di 1500 franchi per
i coniugi e le persone con figli che hanno o danno diritto a una rendita é
dedotto dal reddito annuo proveniente dall'esercizio di un'attività lucrativa,
il saldo é computato in ragione di due terzi. Per gli invalidi ai sensi
dell'articolo 2c lettera d, il reddito dell'attività lucrativa é interamente
computato;
b. il reddito
proveniente da sostanza mobile e immobile;
c. un quindicesimo
della sostanza netta oppure un decimo per i beneficiari di rendite di
vecchiaia, nella misura in cui superi per persone sole 25 000
franchi, per coniugi 40 000 franchi e per orfani e figli che danno diritto
a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15 000 franchi. Se l'immobile appartiene
al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona
compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale
abitazione ad almeno una di queste persone, soltanto il valore
dell'immobile eccedente 75 000 franchi é preso in
considerazione quale sostanza;
d. le rendite, le
pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese le
rendite dell'AVS
e dell'AI;
e. le prestazioni
derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra convenzione analoga;
f. gli assegni
familiari
g. le entrate e le
parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;
h. le pensioni
alimentari del diritto di famiglia."
2.3. In concreto
__________ contesta il calcolo effettuato dalla Cassa per stabilire che non è
dato, in concreto, l'onere troppo grave, precisando di dover sopportare
interessi ipotecari per fr. 4'545 e premi per la cassa malati di fr. 3'334.80,
oltre a spese di partecipazione ai costi di malattia elevati, a seguito della
necessità di cure mediche e ricoveri frequenti.
Per
quanto riguarda in primo luogo i premi dovuti a favore dell'assicurazione
malattia si rileva che, ai fini del calcolo della PC e, quindi, anche per
stabilire l'esistenza o meno dell'onere troppo grave, non si computa il premio
lordo dovuto alla Cassa malati, bensì unicamente un importo forfettario annuo
per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Esso deve
corrispondere al premio medio cantonale per l'assicurazione obbligatoria delle
cure medico-sanitarie (compresa la copertura infortuni; art. 3b cpv. 3 lett. d
LPC). Nel 2000 è pari a fr. 2'976 (cfr. Ordinanza federale sui premi medi
cantonali).
In
proposito il Messaggio del Consiglio federale relativo alla terza revisione
della PC precisa che:
" Fino
alla fine del 1995, i premi di assicurazione malattie per l'assicurazione di
base delle cure medico-sanitarie sono stati dedotti. Per quanto concerne i
premi delle assicurazioni complementari, si sono potuti dedurre solo la parte
necessaria per coprire le spese di degenza nella camera comune di uno
stabilimento ospedaliero pubblico o di utilità pubblica. Riguardo alla
riduzione dei premi prevista dalla Legge federale sull'assicurazione malattie
(LAMal), entrata in vigore il 1° gennaio 1996, i premi di assicurazioni
malattie non possono più essere dedotti nel sistema delle prestazioni
complementari. Per compensare la soppressione di tale deduzione, i limiti di
reddito stabiliti al vigente articolo 2 capoverso 1 LPC subiscono un aumento
unico il cui importo é determinato dal nostro Collegio (cfr. disposizione
transitoria alla modificazione della LPC).
A partire dal 1997,
i Cantoni devono aumentare in modo imperativo i limiti di reddito.
Tale correzione deve
essere integrata in modo costruttivo nella 3a revisione delle PC. Si
prevede pertanto d'introdurre nelle spese riconosciute un importo cantonale
annuo forfetario, volto a coprire l'assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie. Tale importo forfetario deve corrispondere al premio medio
cantonale. questa spesa coprirebbe l'assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie conformemente alla LAMal. Tale importo forfetario non può
prendere in considerazione né l'assicurazione d'indennità giornaliera
facoltativa né eventuali assicurazioni complementari per la camera semi-privata
o privata."
L’importo
computato dalla Cassa pari a fr. 2'976, che non coincide, quindi, con il premio
effettivo dovuto dalla ricorrente alla Cassa malati, bensì al premio medio
cantonale, è conforme alla legge e deve essere confermato.
2.4. Per quanto
riguarda l'ammontare computabile degli interessi ipotecari la LPC prevede la
deduzione insieme alle
spese di
manutenzione di fabbricati fino a concorrenza del ricavo lordo dell'immobile
(art. 3b cpv. 3 lett. d LPC).
In
concreto dagli atti emerge che, con atto notarile 13 aprile 1999, __________ ha
donato al figlio __________ la sua quota di comproprietà di 1/2 sulle fol PPP
__________e __________del fondo base no. __________di __________.
Quale
controprestazione alla donazione ricevuta dalla madre __________ si è assunto:
"
(…)
integralmente a proprio esclusivo carico il
debito ipotecario che grava le unità di PPP, liberando da ogni relativo obbligo
__________ e __________.
Per quanto riguarda __________, nella sua qualità
di titolare del diritto di abitazione e fin tanto che eserciterà effettivamente
detto diritto, soggiornando nell'ente gravato dalla servitù qui in parola,
rifonderà al figlio __________ metà degli interessi correnti sui menzionati
debiti ipotecari. (…)" (atto notarile, pto. 5.4)
In
tale occasione le parti hanno inoltre pattuito che:
"
(…)
__________ e __________ convengono qui di
costituire e costituiscono, a favore della signora __________, la quale accetta
ed acquisisce in sostituzione dell'esistente diritto di usufrutto in di lei
favore a carico delle quote di comproprietà dei suddetti fondi già di proprietà
dei figli, un diritto di abitazione a' sensi dell'art. 776 e rel. CC a carico
dell'intera PPP n° __________ suddescritta.
Il diritto di abitazione è strettamente
personale, nel senso che potrà essere esercitato esclusivamente dalla
beneficiaria sopra espressamente indicata.
Dovrà essere iscritto a registro fondiario quale
servitù personale a favore della signora __________, sua vita natural durante.
Il diritto di abitazione è costituito a titolo
gratuito.
L'iscrizione del diritto di usufrutto va
cancellata per estinzione del diritto di usufrutto. (…)" (atto notarile
pto. 4.1)
2.5. In virtù
degli accordi pattuiti con l'atto notarile summenzionato gli interessi
ipotecari sono a carico dell'assicurata per la metà.
L'importo
computabile a questo titolo è quindi di fr. 2'373 (1/2 degli interessi
complessivi dovuti nel 1999, cfr. atti dell'amm.).
L'importo
computato a questo titolo dalla Cassa è quindi corretto e va confermato.
2.6. Ai sensi
dell'art. 16 cpv. 1 OPC le spese di manutenzione dei fabbricati sono dedotte in
base al tasso forfettario dell'imposta cantonale diretta fissata dal Cantone di
domicilio.
Ai sensi
dell'art. 30 cpv. 1 LT, in linea di principio vanno riconosciute le spese
effettive di manutenzione, gestione e amministrazione sostenute nel biennio di
computo. Tuttavia, per semplificare l'accertamento e per evitare al
contribuente la raccolta e la presentazione della documentazione, è lecito
concedere la deduzione forfettaria delle spese (cfr. CDT n° 282 del 30 ottobre
1992 in re J.P., CDT n° 316 del 28 agosto 1986 in re K.; circolare n° 33/1 ACC
del 15 gennaio 1985; Epiney-Colombo RDAT 1991 II p. 310; Rivier, L'imposition
du revenu et de la fortune, Ed. Ides et Calendes 1980 Neuchâtel, pag. 122).
In base
alla circolare n° 33/1 ACC del 15 gennaio 1985, recepita dalla giurisprudenza
della CDT, la deduzione forfettaria è del 15% del valore locativo se l'immobile
è stato costruito fino a 10 anni prima dell'inizio del periodo fiscale; oltre i
10 anni la deduzione è del 25%.
2.7. Per
stabilire se può essere dedotto un importo anche a titolo di spese per
manutenzione fabbricati, va dapprima stabilito qual è il valore di reddito
dell'immobile. L'assicurata dispone infatti di un diritto di abitazione su
questa sostanza.
Il
reddito della sostanza immobiliare ai sensi dell’art. 3c cpv. 1 lett. b LPC
comprende pigioni, canoni d’affitto, diritti di abitazione e il valore locativo
della propria abitazione (Direttive UFAS sulle prestazioni complementari, cifre
2091-2092; Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, Zurigo 1995, p. 112).
Secondo
l'art. 12 OPC AVS-AI, il valore locativo dell'abitazione occupata dal
proprietario o dall'usufruttuario come pure il reddito proveniente dal
subaffitto è valutato secondo i criteri validi in materia d'imposta cantonale
diretta del Cantone di domicilio e, se tali criteri non esistono, secondo
quelli in materia di imposta federale diretta.
Giusta
l'art. 20 lett. b) LT e 21 lett. b) LIFD l'uso da parte del proprietario (o
dell'usufruttuario) del suo immobile o di parte di esso è fiscalmente
imponibile quale reddito della sostanza immobiliare; ad esso viene attribuito
un valore locativo. La legge non indica tuttavia come debba essere valutato ai
fini dell'imposizione il vantaggio economico derivante dall'uso personale della
proprietà fondiaria.
Di regola
il valore locativo deve corrispondere alla pigione che il contribuente dovrebbe
pagare per avere l'uso di un bene equivalente (RDAT 1993 II, 389). Il Tribunale
federale ha precisato che il valore locativo deve corrispondere "al canone
che si potrebbe esigere equamente da un locatario desideroso di assicurarsi il
godimento di un oggetto del genere - tenendo conto in modo adeguato delle
particolarità della costruzione e delle sue installazioni, in quanto esse
rispondano ai bisogni normali di un utente di condizioni economiche e sociali
analoghe a quelle del proprietario (ASA 15, 361; 438 consid. 1; DTF 69 I 24/25;
Rusconi, L'imposition de la valeur locative, Losanna 1988, pag. 98).
Secondo
l'art. 23 cpv. 1 OPC AVS-AI, di regola, per il calcolo della prestazione
complementare annua sono considerati i redditi determinanti ottenuti nel corso
dell'anno civile precedente e lo stato della sostanza al 1° gennaio dell'anno
per cui é assegnata la prestazione.
Per gli
assicurati di cui la sostanza e il reddito da considerare ai sensi della legge
federale possono essere stabiliti servendosi di una tassazione fiscale, gli
organi esecutivi cantonali sono autorizzati a ritenere, come periodo di
calcolo, quello su cui si basa l'ultima tassazione fiscale, se nel frattempo
non é subentrata nessuna modifica della situazione economica dell'assicurato
(cpv. 2).
2.8. Dagli atti
fiscali richiamati d'ufficio da questa Corte e in particolare dalla notifica di
tassazione 1999/2000 risulta che il reddito da sostanza immobiliare tassato è
pari a fr. 8'685. Di questo importo si può tener conto, come indicato dalla
Cassa, in quanto l'assicurata beneficiava, prima della donazione e costituzione
del diritto di abitazione, di un diritto di usufrutto, il cui valore coincide
con quello del diritto di abitazione.
Tenuto
conto, quindi, del valore massimo delle spese per manutenzione fabbricati (25%
di fr. 8'685, cfr. consid. 2.6), l'importo computabile a questo titolo è di fr.
2'172, come indicato dalla Cassa, nell'allegato alla decisione impugnata.
In simili
condizioni gli importi di cui ha tenuto conto l'amministrazione per quanto
riguarda interessi ipotecari, spese per manutenzione fabbricati e reddito della
sostanza devono essere confermati.
Anche
su questo punto il ricorso dev'essere quindi respinto.
2.9. Per quanto
concerne la partecipazione ai costi di malattia, la LPC prevede all'art. 3
lett. b LPC che la prestazione complementare comprende anche il rimborso delle
spese di malattia e invalidità.
Secondo
l'art. 3d cpv. 1 LPC i beneficiari di una prestazione complementare annua
hanno, tra l'altro, diritto al rimborso della partecipazione alle spese giusta
l'articolo 64 LAMal (lett. b).
La
franchigia a carico degli assicurati va pure considerata quale spesa di
malattia, in quanto partecipazione ai costi di malattia (art. 19 cpv. 2 OPC;
STCA del 10.5.1999 in re T.D.S; messaggio del Consiglio federale concernente la
terza revisione della LPC, p. 13).
Della
partecipazione ai costi per la degenza ospedaliera dell'assicurata va pertanto
tenuto conto nel calcolo per stabilire l'onere troppo grave. L'importo è di
pari fr. 570 (doc. _).
2.10 Infine va
rilevato che, secondo la giurisprudenza, ai fini del calcolo della PC e quindi
dell'onere troppo, la deduzione per pigione e spese accessorie va computata
anche nel caso di proprietari che abitano nel proprio immobile, di usufruttari
e di titolari di un diritto di abitazione (cfr. per le spese accessorie art.
16a OPC-AVS/AI; ZAK 1968 p.248; Werlen, der Anspruch auf Ergänungsleistungen
und deren Berechung, Baden 1995, p. 229).
__________,
in quanto titolare di un diritto di abitazione, ha quindi diritto alla
deduzione per pigione e spese accessorie.
In tale
ipotesi si tien conto del valore locativo dell'abitazione (A. Rumo-Jungo,
Bundesgesetz über Ergänzungsleistungen zur Alters-Hinterlassenen- und
invalidenversicherung, Serie: Rechtssprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, p. 79).
Come
indicato al consid. 2.8 questo importo è pari a fr. 8'685 e va computato per
metà, in quanto l'assicurata vive con il figlio Giancarlo (art. 16c OPC; cfr. V
e atti amm.). L'importo forfettario per le spese accessorie è pari a fr. 1'680
e va anche computato per metà (art. 16a cpv. 3 OPC AVS-AI).
Alle
spese considerate dalla Cassa nel calcolo, per fr. 23'981, vanno aggiunti fr.
5'183 a titolo di pigione e spese accessorie. Globalemente, tenuto conto anche
della partecipazione ai costi di fr. 570, l'assicurata deve sopportare spese
per fr. 29'734.
Poiché
l'assicurata dispone di redditi per fr. 38'717, essa dispone di un'eccedenza di
fr. 8'983.
La
correzione pendente causa del calcolo, non modifica quindi l'esito della
vertenza, in quanto l'importo da restituire ammonta a fr. 7'592. L'assicurata
può quindi farvi fronte con l'eccedenza di cui dispone.
Visto
quanto sopra il presupposto dell'onere troppo grave per ammettere il condono della
restituzione, non è adempiuto.
Il
ricorso, quindi, in quanto infondato va pertanto respinto.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
è respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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