AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
32.2003.69
Data decisione, Autorità:
30.03.2004, TCA
Raccomandata
Incarto n.
32.2003.69
BS/sc
Lugano
30 marzo 2004
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il vicepresidente
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Raffaele Guffi
con redattore:
Marco Bischof, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 3 settembre 2003
di
rappr. da: ____________
contro
la decisione del 26 giugno 2003 emanata
da
Ufficio assicurazione invalidità 6501 Bellinzona 1 caselle
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto, in
fatto
1.1. __________,
classe 1948, di formazione pittore, da ultimo professionalmente attivo, nel
2000, in un programma d’inserimento occupazionale come operaio ausiliario (doc.
_),
in data
4/10 ottobre 2001 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti (doc.
_).
1.2. Esperiti gli
accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una valutazione medica a
cura del Servizio medico regionale dell’AI (SMR), con decisione 2 aprile 2003
l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha respinto la domanda dell’assicurato
poiché:
"
(…)
Dall'esame della documentazione medico-economica
acquisita agli atti AI e, preso atto del rapporto del consulente in
integrazione professionale, risulta che l'assicurato è inabile in misura
completa in attività di tipo pesante, a causa del danno alla salute.
In attività leggere che rispettano le limitazioni
imposte dallo stato di salute la capacità lavorativa è ritenuta essere totale.
Il confronto del reddito ipotetico ancora
esigibile in attività leggere, pari a fr. 35'735.-- e, il reddito ipotetico
conseguibile senza il danno alla salute pari a fr. 52'556.--, ne risulta una
perdita di guadagno del 32%.
Reddito annuale esigibile:
senza invalidità CHF 52'556.00
con invalidità CHF 35'735.00
Perdita di guadagno CHF 16'821.00 = Grado
d'invalidità 32%
Essendo il grado d'invalidità inferiore al 40%,
il diritto alla rendita non esiste." (Doc. _)
1.3. A seguito
dell'opposizione dell’assicurato (doc. _), per il tramite dell’avv. __________,
in data 26 giugno 2003 l’UAI ha emanato una decisione su opposizione e
confermato il diniego di prestazioni (doc. _).
1.4. Con
tempestivo ricorso __________, patrocinato dall’avv. __________, ha postulato
l'annullamento della decisione su opposizione ed il riconoscimento di almeno
una mezza rendita.
Contestando
il rapporto 7 novembre 2001 del SMR, egli ha rilevato quanto segue:
"
(…)
- Il
ricorrente ribadisce le proprie censure in merito al rapporto stilato dal SMR.
Il medico curante del signor __________, nel suo rapporto del novembre 2001,
aveva indicato un'esigibilità di un'attività medio-leggera, che non necessiti
di alzare pesi superiori ai 10 kg, esercitata nella misura del 50%.
Nella propria
opposizione l'insorgente non si è limitato ad opporre alla valutazione medica
espressa dall'Ufficio AI quella del proprio medico curante, ma ha indicato le
chiare conclusioni alle quali è giunto il curante, che avrebbero dovuto essere
discusse e valutate anche dai medici del SMR. Ciò non è stato il caso. Neppure
l'Ufficio AI, nella decisione sull'opposizione, ha rivalutato la situazione
medica dell'assicurato, sottoponendo il caso al SMR, per nuovo esame alla luce
di quanto sostenuto nell'opposizione ed in particolare alla luce di quanto
indicato dal medico curante. L'esame effettuato dall'autorità resistente è
superficiale, essendosi quest'ultima limitata a confermare la valutazione del
SMR, ritenendo il relativo rapporto conforme alle condizioni poste dalla
giurisprudenza, senza entrare nel merito delle censure dell'opponente.
Di
fronte a tale situazione questo Tribunale non potrà far altro che ordinare un
accertamento peritale che valuti le conclusioni alle quali è giunto il medico
curante per rapporto a quanto stabilito dal SMR. Non vi è dubbio che ne
risulterà un'abilità al lavoro del signor __________ in attività medio-leggere,
solo nella misura del 50%. (…)" (Doc. _)
Parimenti
contestata è la quantificazione del reddito teorico senza invalidità operata
dall’amministrazione, poiché:
"
(…)
- Il
ricorrente ribadisce pure la propria censura relativa alla quantificazione del
reddito teorico senza invalidità.
L'Ufficio
AI non avrebbe potuto limitarsi a quanto emerge dalle tabelle dell'Ufficio
federale di statistica, ma avrebbe dovuto verificare gli importi notificati
all'AVS dall'assicurato allorquando il medesimo non presentava il danno alla
salute che è stato all'origine della domanda di prestazioni AI. Si chiede
pertanto già sin d'ora che l'Istituto delle assicurazioni sociali produca la
necessaria documentazione. Dalla stessa si potrà dedurre che l'importo preso in
considerazione dall'Ufficio AI è inferiore a quanto l'assicurato sarebbe in
grado di percepire senza il danno alla salute.
In
ogni caso si ribadisce, come già indicato in serie di opposizione, che
prendendo in considerazione l'abilità al lavoro stabilita dal curante, che
verrà senz'altro confermata anche dal perito giudiziario, al signor __________
va riconosciuta almeno una mezza rendita AI. Per il relativo calcolo si rinvia
al testo dell'opposizione 5 maggio 2003. (…)" (Doc. I)
Da
ultimo, il ricorrente ha postulato di essere posto al beneficio dell’assistenza
giudiziaria, accordata dal TCA con decreto 26 settembre 2003 (VII).
1.5. Mediante
risposta di causa 15 settembre 2003, l’UAI ha per contro chiesto la reiezione
del ricorso, confermando quanto sostenuto in procedura di opposizione in merito
all’esattezza della decisione impugnata, osservando tuttavia che:
"
(…)
Ad ogni modo, per quanto attiene alla questione
medica, giova sottolineare che prima di esprimersi in merito ad un caso di
specie, rispettivamente prima di effettuare una visita, il medico SMR prende
conoscenza dell'intera documentazione concernente l'assicurato interessato, ivi
compresi i pareri redatti dai diversi medici che si sono chinati sul caso.
In tal modo si è proceduto anche nel presente
caso. Risultava quindi superfluo presentare nuovamente l'incarto al SMR in sede
di opposizione, considerato come non sia stato frattanto prodotto alcun nuovo
parere medico.
Per quel che concerne invece la determinazione
del reddito senza invalidità, a ragione il ricorrente rileva che secondo prassi
occorre riferirsi essenzialmente ai redditi percepiti sino al momento in cui è
insorto il danno alla salute, ed in particolare ai redditi soggetti a
contributi AVS.
In sede di opposizione si è tuttavia spiegato per
quali ragioni si sia in casu optato per una diversa prassi. La discontinuità
nelle professioni svolte, le importanti oscillazioni a livello di conti
individuali, nonché i periodi di disoccupazione non hanno permesso di procedere
ad una stima sufficientemente precisa del reddito ipoteticamente conseguibile
senza invalidità. Si è pertanto fatto riferimento ai redditi statistici
riferiti alla categoria di professioni nella quale rientrano quelle esercitate
dall'assicurato." (Doc. _)
1.6. In data 1°
ottobre 2003 il ricorrente ha chiesto l’assunzione di diversi mezzi di prova
(VIII).
1.7. Nell’ambito
dell’istruttoria, il TCA ha richiamato dall’amministrazione l’estratto del
conto individuale dell’assicurato (X, XI), il quale è stato in seguito
trasmesso al ricorrente per una presa di posizione, avvenuta con scritto 16
ottobre 2003 (XIII).
Il 28
ottobre 2003 l’UAI ha ribattuto alle osservazioni del ricorrente (XVI).
Infine,
il 29 ottobre 2003 __________ ha prodotto ulteriore documentazione medica (XV),
a cui l’UAI non ha reagito.
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22
dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).
Nel
merito
2.2. Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.
Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1°
gennaio 2003.
Non
applicabili sono per contro le norme di legge introdotte, al 1° gennaio 2004,
dalla 4a revisione dell’AI.
Per quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione
in vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.
2.3. Oggetto del
contendere è sapere se __________ ha diritto ad una rendita d’invalidità.
2.4. Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio.
Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:
-
un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e
-
la conseguente
incapacità di guadagno.
Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra, pag. 216ss).
Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una
rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40
%.
Va
altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe,
dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali
provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid.
2).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se
non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi: DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84
consid. 1b).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c;
Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.
La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.
Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).
2.5. Nella
fattispecie in esame, l’UAI ha incaricato il proprio servizio medico (SMR) di
accertare le condizioni di salute di __________ o e di determinare l’eventuale
incapacità lavorativa (doc. _).
Nel
dettagliato e completo referto 11 ottobre 2002 il dr. __________, a seguito
dell’esame della documentazione medica contenuta agli atti e di una visita
ambulatoriale, ha posto la seguente diagnosi con influsso sulla capacità
lavorativa: sindrome algica dorso-lombare con irradiazione parestetica agli
arti inferiori e alterazioni statiche lombari con discopatia. Egli ha anche
elencato le singole diagnosi non invalidanti.
Dopo aver
proceduto alla discussione dei dati medici e dei risultati della consultazione
ambulatoriale, in merito alle eventuali conseguenze sulla capacità lavorativa
il dr. ___________ ha rimarcato quanto segue (sottolineatura del redattore):
"
(…)
Il signor __________ presenta un'anamnesi di
dolori con sensazione di parestesie agli arti inferiori accompagnati da dolori
dorso-lombari diffusi.
L'assicurato dichiara di non poter svolgere
attività con minimi pesi. La deambulazione è limitata. I dolori sono dichiarati
continui, non sembrano alleviati con il riposo. La sintomatologia algica è
anche dichiarata a livello scapolo-dorsale e cervicale. Dichiara di non poter
alzare alcun peso.
Obiettivamente l'assicurato presenta una lieve
sindrome algica dorso-lombare su alterazioni statiche e discale al livello
lombare. Non sono presenti segni clinici e anamnestici per un'irritazione
radicolare. La mobilità vertebrale è prevalentemente ridotta in anteflessione.
I disturbi di sensibilità non presentano le caratteristiche di un'eventuale
neuropatia diabetica. I disturbi circolatori non sono presenti. La sindrome
algica non è accompagnata da una contrattura muscolare. È presente un certo
grado di decondizionamento muscolare diffuso.
La documentazione radiologica mostra modiche
alterazioni ossee degenerative e delle discopatie. Le alterazioni radiologiche
presenti non permettono di motivare gli impedimenti dichiarati dall'assicurato.
Pur ammettendo la correttezza delle sue dichiarazioni, si può concludere che
l'assicurato presenta solo un lieve impedimento fisico.
Dalla visita odierna possiamo dedurre che
l'assicurato presenta una limitazione completa in un'attività pesante.
In un'attività medio-leggera che non necessiti
di trasportare/sollevare pesi superiori ai 15 kg, che permetta l'alternanza
della posizione statica ogni ora, che non imponga lunghi spostamenti, che non
obblighi la flessione anteriore prolungata o ripetuta del tronco, l'assicurato
risulta abile al 100%. L'uso delle braccia non è limitato.
Nell'attività di tassista, di autista per
consegne leggere, o venditore di mobili l'assicurato risulta abile totalmente
nel rispetto dei limiti sopra elencati." (Doc.
_)
Il dr. __________ ha poi
concluso che “ la somma delle alterazioni strutturali e funzionali del
rachide e le diverse patologie, non determinano un impedimento fisico tale da
non permettere al signor __________ di svolgere un’attività medio-leggera con
le limitazioni sopra elencate. Provvedimenti professionali non sembrano
indicati “(doc. _).
2.6. Va qui ricordato che affinché un rapporto medico
abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza
dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate.
A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).
Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).
Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).
Tale principio è stato del resto ribadito dal TFA
proprio in occasione di una valutazione del SMR [“ Un tel rapport, qui
émane d’un service medical régional au sens de l’art. 69 al 4 RAI, a en effet
une valeur probante s’il remplit les exigences requis par la jurisprudence, ce
qui n’est guère contestable en l’espèce (ATF 125 V 352 consid. 3a)” cfr.
STFA non pubblicata del 28 ottobre 2002 in re P (I 523/02), consid. 3].
Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc, cfr. m pag. 111).
2.7. Con il
presente gravame l’assicurato contesta la valutazione del SMR, facendo presente
come l’amministrazione non si sia confrontata con la chiara valutazione fornita
dal medico specialista curante.
Dagli
atti risulta che, con rapporto 7 novembre 2001, il dr. __________, specialista
in chirurgia, seppur partendo sostanzialmente dalla medesima diagnosi posta dal
SMR, ha ritenuto il ricorrente abile al 50% in attività medio leggere senza
sollevamento di pesi superiori ai 10 kg, rilevando inoltre come malgrado le
cure, l’interessato lamenti sempre i medesimi dolori alla colonna vertebrale
con difficoltà alla deambulazione, motivo per cui “verrà chiesto un consulto
reumatologico” (doc. _). Nel successivo rapporto 9 luglio 2002 il medico
curante ha confermato i succitati disturbi (doc. _).
Ora, ai
fini della presente vertenza, va fatto presente come la valutazione fornita dal
dr. __________ sia dettagliata, approfondita e rispecchi i parametri
giurisprudenziali sopra ricordati (cfr. consid. 2.7).
Il medico
del SMR ha fra l’altro evidenziato che i reperti oggettivi relativizzano la
sintomatologia accusata dall’assicurato ("La documentazione radiologica
mostra modiche alterazioni ossee degenerative e delle discopatie. Le
alterazioni radiologiche presenti non permettono di motivare gli impedimenti
dichiarati dall’assicurato. Pur ammettendo la correttezza delle sue
dichiarazioni, si può concludere che l’assicurato presenta un lieve
impedimento fisico". Doc. _ pag. 3 in fondo, la sottolineatura è
del redattore), motivo per cui egli ha ritenuto l’interessato pienamente abile
in attività medie leggere con le limitazioni indicate dettagliatamente nella
valutazione 11 ottobre 2002.
Determinante
è tuttavia che, secondo il dr. __________, l’assicurato può svolgere le
attività di tassista, di autista per consegne leggere e di venditore di mobili,
professioni che non richiedono il sollevamento o il trasporto di pesi oltre i
10 chili, che permettono di alternare la postura del rachide e che non
impongono lunghi spostamenti con ripetute e prolungate flessioni anteriori del
tronco.
Tale
valutazione rispecchia del resto il senso degli attestati del medico curante,
il quale ha sostenuto una parziale abilità (50%) in professioni medie-leggere,
che, a rigor di logica, dovrebbe essere totale nella misura in cui le attività
ancora esigibili sono da classificare leggere, come lo sono quelle ritenute dal
SMR.
Non
decisivo ai fini della causa è il rapporto d’uscita 22 ottobre 2003
dell’Ospedale di __________ (XV/B).
Infatti,
per costante giurisprudenza il giudice delle
assicurazioni sociali, ai fini dell’esame della vertenza, si basa di regola sui
fatti che si sono realizzati fino al momento della resa della decisione
contestata ( DTF 127 V 251 consid. 4d, 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid.
1a, 112 V 93 consid. 3, 99 V 102), in casu il 26 giugno 2003.
Ciò non impedirà tuttavia all’assicurato di inoltrare una nuova domanda di
prestazioni sulla base di documentazione attestante un rilevante peggioramento
delle condizioni si salute.
2.8. Come è già
stato rilevato in numerose sentenze, la valutazione dell'invalidità non va
stabilita unicamente in base a fattori medico-teorici (RAMI 1996 pag. 34, pag.
36 consid. 3b; STFA inedita del 23 marzo 92 nella causa F.A., consid. 4; DTF
110 V 275 consid. 4a, 105 V 207 seg.), bensì rilevanti sono gli effetti del
danno alla salute sulla capacità di guadagno (RAMI 1996 pag. 34, pag. 36
consid. 3b).
La
documentazione medica costituisce un importante elemento di giudizio per
determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato
(DTF 125 V 261 consid. 4, 114 V 314 consid. 3a, 105 V 158 consid. 1; SVR 1996
IV Nr. 74 pag. 214 consid. 2d; RCC 1982 pag. 35 consid. 1).
Non
spetta invece al medico graduare l'invalidità dell'assicurato.
Il
compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute e
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al
lavoro (RCC 1991, pag. 331 consid. 1c). Il medico non possiede invece né la
preparazione né gli strumenti per pronunciarsi sulla capacità di guadagno.
Questo giudizio spetta all'amministrazione, rispettivamente al giudice, e
dev’essere formulato sulla base del raffronto dei redditi (RCC 1986, pag. 432).
I
documenti medici sono comunque sempre di rilievo quando permettono di dedurre
le conseguenze economiche delle affezioni accertate (DTF 114 V 314 consid. 3c;
STFA inedita del 2 luglio 1996 nella causa M. N. consid. 2).
Di
conseguenza, il fatto che un assicurato sia, da un profilo medico, incapace al
lavoro ad un determinato grado, non significa ancora ch'egli debba
necessariamente beneficiare del riconoscimento dello stesso grado d'invalidità
da parte dell’Ufficio AI.
L'incapacità
di guadagno (sulla quale si fonda il concetto d'invalidità ai sensi dell'art. 8
LPGA) si distingue dall'incapacità di lavoro per il fatto che essa considera
quale guadagno può e deve ancora essere realizzato dall'interessato,
utilizzando la sua capacità lavorativa residua in un mercato del lavoro
equilibrato. L'incapacità di lavoro, invece, è l'impossibilità fisica di
muoversi o di fare uno sforzo, come pure l'impossibilità psichica di agire con
metodo. Essa viene valutata nella propria professione rispettivamente in altri
lavori e attività (Scartazzini, op. cit., pag. 228).
La LAI
tutela dunque non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa, ma l'incapacità
al guadagno.
In tale
contesto va detto che compito dell’orientatore professionale è quello di
stabilire, in base alle informazioni del medico riguardo alle mansioni ancora
possibili, le attività lavorative ancora concretamente ammissibili per
l’invalido (Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo
1997, pag. 228, Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen
Unfallversicherung, Friborgo 1995, pag. 201).
Ai fini dell'accertamento dell'invalidità ci si
deve quindi fondare su un mercato del lavoro equilibrato e quindi fittizio; ci
dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta di posti di lavoro e
un'offerta di posti diversificati in relazione con le capacità professionali,
intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto teorico e astratto
(DTF 110 V 276; Meyer-Blaser, op cit. pag. 212). Un assicurato non può pertanto
avvalersi dell'impossibilità congiunturale di trovare un posto di lavoro per
pretendere una rendita (ZAK 1984 pag. 347).
Ciò
non è il caso se l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente
limitata, che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se
il suo esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica
di un datore di lavoro medio (cfr. ZAK 1989 pag. 322 consid. 4a; Locher,
Grundriss des Sozialversicherungsrecht, 2a edizione, Berna 1997, pag. 80).
2.9. Ritornando
al caso in esame, con rapporto 1 aprile 2003 la consulente in integrazione
professionale, basandosi sulle conclusioni mediche del SMR, ha proceduto alla
valutazione economica, osservando fra l’altro quanto segue:
"
(…)
Dati socio professionali
Entrato in Svizzera nel 1964, ha svolto il
servizio militare per 4 anni; in seguito ha lavorato come muratore presso la
ditta __________; come camionista per trasporti nazionali e internazionali;
come venditore indipendente (montaggio e smontaggio mobili), attività
professionale che però non è riuscito a mantenere (per contingenze di mercato e
economiche).
Ha poi iniziato a lavorare come tassista; afferma
però che il suo stato di salute non gli ha permesso di continuare a svolgere
tale attività.
Nell'ambito di un programma di inserimento
professionale, ha lavorato all'Ospedale __________, dove svolgeva attività di
manutenzione; anche in questo caso, l'A. mi racconta di non essere riuscito a
tenere fisicamente.
Dati economici
Viste le difficoltà a stabilire il salario da
valido, considerato in maniera teorica che l'A. potrebbe essere inserito nella
categoria 4.2. (mediana delle attività generiche, semplici e ripetitive per
uomini).
Nel 2002, il reddito ipotetico senza danno alla
salute è di fr. 52'556.-- annui.
Calcolo della Capacità di Guadagno Residua
Considerando un reddito ipotetico di fr.
52'556.--, una capacità di lavoro residua del 100% e applicando una riduzione del
20% (per attività leggere, ergonomia e prima impiego), secondo le statistiche
RRS teoriche, risulta un reddito da invalido di fr. 35'735.-- e una capacità di
guadagno residua del 67.98%." (Doc. _)
L’assicurato
ha contestato il calcolo del salario da valido, sostenendo che, senza il danno
alla salute, avrebbe percepito più di fr. 52'556.
Nelle
osservazioni 16 ottobre 2003, preso atto dell’estratto dei conti individuali
richiesti dal TCA, egli ha inoltre fatto presente quanto segue:
"
(…)
Il ricorrente ha preso atto, dai documenti
prodotti dall'Ufficio dell'assicurazione invalidità, dei dati inerenti il
proprio conto individuale AVS. Dallo stesso risulta che, negli anni 1992 e 1993
vi sono stati redditi per rispettivamente fr. 52'000.-- e fr. 54'392.--. I
redditi conseguiti successivamente non fanno testo, essendo dovuti da un lato
alle vicissitudini finanziarie del ricorrente e dall'altro danno alla salute.
Ad ogni modo l'Ufficio AI avrebbe dovuto prendere in considerazione tali dati,
aggiornandoli al 2002. Ne sarebbe senz'altro risultato un reddito da valido
superiore a quello considerato nella decisione impugnata." (Doc. _)
2.10. Al fine di
determinare il grado d’invalidità secondo il metodo ordinario (cfr. consid.
2.4), occorre innanzitutto rilevare che, secondo la recente
giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono
determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del
diritto alla rendita; i redditi da valido e da invalido devono però essere
rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di
eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della
decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; SVR 2003 IV Nr. 24; STFA inedite del 26 giugno
2003 nella causa R consid. 3.1, I 600/01 e del 9 agosto 2002 nella causa S.
consid. 3.1, I 26/02; vedi anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G.
consid. 4.2, I 475/01).
In casu,
nel certificato 7 novembre 2001 del medico curante è stato indicata
un’incapacità al lavoro del 100% dal 16 ottobre 2000, motivo per cui l’anno di
carenza ex art. 29 cpv. 1 lett. b LAI viene a scadenza nell’ottobre 2001. Quale
momento del raffronto dei reddito fa quindi stato il 2001.
2.10.1. Per accertare
il reddito senza l'invalidità è decisivo stabilire, secondo il principio della
verosimiglianza preponderante, quanto l’assicurato guadagnerebbe, al momento
della nascita del diritto alla rendita, se fosse sano (STFA inedite 13 giugno
2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio 2000 nella causa T., U 243/99; RAMI
1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96
consid. 4a). Il reddito dev'essere fissato il più concretamente possibile.
Determinante
è dunque il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto
delle competenze professionali come pure delle circostanze personali per un
prospettato avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi,
l’inizio di studi ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in
merito (cfr. DTF 96 V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr.
U 168 pag. 100s. consid. 3b).
Un
salario di punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che
lo giustificano (RCC 1980 pag. 560 pag. 560 con riferimenti). I salari medi
pagati nel settore hanno in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base
a contratti collettivi di lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b).
Siccome
di norma una simile valutazione professionale parte dal presupposto che, senza
il danno alla salute, l’assicurato avrebbe continuato ad esercitare la
precedente attività lucrativa, devono essere considerati eventuali adeguamenti
ed aumenti salariali (RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b , ZAK 1990 pag.
519 consid. 3c).
Se nel caso
concreto non è possibile quantificare l’ipotetico reddito che l’assicurato
avrebbe potuto percepire senza l’invalidità, allora si può ricorrere a dati
ottenuti da valori statistici e d’esperienza (cfr. Pratique VSI 1999 pag. 248
consid. 3b; cfr. anche STFA inedita del 30 dicembre 2002 nella causa B., I
56/02).
Nell’evenienza
concreta, la consulente in integrazione professionale ha utilizzato alle
tabelle statistiche salariali, segnatamente i dati riferiti ad attività
generiche, semplici e ripetitive per uomini, non potendo determinare con
sufficiente precisione il reddito da valido, avendo il ricorrente esercitato
diverse professioni generiche con salari molto differenziati, intercalati da
periodi di disoccupazione. L’importo determinato è di fr. 52’556.--.
Il ricorrente parte invece da un salario di fr. 52'000 e di fr. 54'392
conseguiti rispettivamente nel 1992 e 1993.
Ora, a prescindere dal fatto che la media salariale sostenuta dall’assicurato
(fr. 53'196) corrisponde grossomodo all’importo preso in considerazione
dall’amministrazione (fr. 52'556), anche volendo tener conto - per ipotesi di
lavoro - di un salario da valido di fr. 60'000 (di ca. ottomila franchi
superiore a quanto sostenuto), come verrà esposto in seguito, __________ non ha
diritto ad una rendita.
2.10.2 Riguardo al
salario da invalido, va precisato che, secondo la giurisprudenza, il reddito da invalido va determinato sulla base
della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che
quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa
residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia
adeguato e non costituisca una paga sociale ("Soziallohn"; DTF 126 V
76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Se invece non esiste un siffatto guadagno, in
particolare perché l'assicurato non ha intrapreso una attività lucrativa da lui
esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella
determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti di
statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si
riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro
(DTF 126 V 76 consid. 3b/bb, RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485
consid. 3b).
Per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o
professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di
dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto
la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono
di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario
teorico statistico che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un
massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc, confermato in VSI 2002 pag. 64).
In applicazione dei succitati criteri, secondo
costante giurisprudenza di questo Tribunale, conformemente ai dati statistici
salariali (valore mediano) pubblicati dall'Ufficio federale di statistica
("L'enquête suisse sur la structure des salaires 2000"), il salario
ipotetico nel 2000 conseguibile in attività leggera e ripetitiva
adeguata esercitata a tempo pieno nel Cantone Ticino e prima di eventuali
riduzioni per motivi particolari, che possono arrivare al massimo al 25% (DTF
124 V 323; VSI 2000 pag. 85 e, soprattutto, STFA inedita del 9 maggio
2000 nella causa A, I 482/99), riportato su 41,8 ore (cfr. “La vie économique” 2/2002”, Tabella B9.2, pag. 88), nel settore privato corrisponde a fr. 50’498.--
(fr. 4027 : 40 x 41,8 x 12) per gli uomini e fr. 36'328.-- (fr. 2’897: 40 x
41,8 x 12) per le donne (cfr. Tabella TA 13 privato), mentre che nel settore
privato e pubblico l’ammontare è di fr. 51'702.-- (fr. 4123: 40 x 41,8 x 12)
per gli uomini e fr. 36'679.-- (fr. 2925: 40 x 41,8 x 12) per le donne (cfr.
Tabella TA 13 privato e pubblico).
Nella fattispecie in esame, per calcolare il
reddito da invalido, sulla base dei dati statistici, si deve partire da un
salario di fr. 50'498.-- riferito al settore privato ( cfr.”…. in primo
luogo sono applicabili i rilevamenti salariali applicabili nel settore
privato”; RAMI 2001 pag. 348).
Conformemente alla
giurisprudenza federale (cfr. 126 V 81 consid. 7a) questo importo, adeguato al
2001 in base all’indice dei salari nominali (cfr. “La vie économique 12/2003,
Tabella B10.3, p. 95), ammonta a fr. 51'750 (50498 x
1902 : 1856).
Tenuto
conto di un'esigibilità del 100% e pur ammettendo una riduzione di rendimento
massima del 25%, si giunge ad un reddito di fr. 38’812.--
Dal raffronto di tale reddito con quello ipotetico da valido di
fr. 60’000 risulta un'incapacità al
guadagno del 35% (60'000 – 38’812 x 100 :
60000), non giustificante
l'erogazione di una rendita. Visto il risultato al quale si è appena giunti, è
da ritenere, con il grado della verosimiglianza preponderante, valido
nell'ambito delle assicurazioni sociali (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e i
riferimenti ivi citati; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF
112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b), che (per lo meno) sino all’emanazione del querelato provvedimento
(cfr. consid. 2.4 in fine), l’assicurato non presenta un’incapacità al guadagno
di grado pensionabile, ritenuto per il resto che il consulente (cfr. rapporto
1° aprile 2003, doc. _) ha escluso ulteriori provvedimenti integrativi di
natura professionale.
Sulla scorta di quanto precede, la decisione contestata deve essere confermata
e il ricorso respinto.
2.11. __________ ha
chiesto l’assunzione dei seguenti mezzi di prova:
"
(…)
-
si dovrebbe chiedere un rapporto al dr.med. __________ di
__________, che ha attualmente in cura il ricorrente;
-
si chiede l'audizione del medico curante dr.med. __________;
-
si chiede l'allestimento di una perizia
medica;
-
si chiede il richiamo dalla Cassa cantonale AVS dei dati sui
salari notificati dal ricorrente prima dell'insorgere del danno alla
salute."
(Doc. _)
A tal
proposito va rilevato che, quando
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove ( valutazione anticipata delle prove; cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V
162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).
Nel caso
in esame, la documentazione agli atti è sufficiente per statuire nel merito
della vertenza.
Né vi
sono validi motivi per ritenere inaffidabile la valutazione del SMR, motivo per
cui l’audizione del medico curante e l’espletamento di una perizia giudiziaria
non sono da ritenere necessari.
Riguardo
al richiamo dei dati salariali notificati dai datori di lavori del ricorrente,
come indicato al consid. 1.7, gli stessi sono stati richiamati d’ufficio.
Il
ricorrente ha chiesto che venga assunto un rapporto del dr. __________,
specialista in psichiatria e psicoterapia, verosimilmente per documentare una
patologia extra-somatica.
In
effetti durante la visita al SMR è risultata una sindrome ansioso-depressiva lieve,
ritenuta dal dr. __________ senza ripercussione sulla capacità
lavorativa.
Orbene, va qui ricordato che se da una parte la procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo
cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal
giudice, dall’altra si rileva che questo principio non è però assoluto, atteso
che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare
all'istruzione della causa (cfr. STFA del 18 settembre 2001 nella causa C.R.W.,
264/99; STFA del 5 settembre 2001 nella causa F.C., U 94/01; STFA del 9 maggio
2001 nella causa W.Z., P 36/00; STFA del 9 maggio 2001 nella causa G.L.; DTF
125 V 195 consid. 2; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pag.
158‑159 consid. 3a; DTF 117 V 264
consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113).
Il
dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle
parti di apportare ‑ ove ciò fosse ragionevolmente esigibile ‑ le
prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati,
ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze della
carenza di prove (DTF 125 V 195 consid. 2; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid.
5a; RAMI 1993 pag. 158‑159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b con
riferimenti).
L’assicurato non ha tuttavia prodotto alcun atto medico al fine di
rendere perlomeno verosimile il carattere invalidante dell’affezione
psichica, mai precedentemente sollevata, motivo per cui non spetta allo
scrivente Tribunale richiedere al dr. __________ un certificato medico,
ovviando in tal modo ad un’omissione del ricorrente.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
t
erzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il
vicepresidente Il segretario
Raffaele Guffi Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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