AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
32.2002.61
Data decisione, Autorità:
02.04.2003, TCA
Incarto n.
32.2002.61
cr/sc
Lugano
2 aprile 2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il vicepresidente
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Raffaele Guffi
con redattrice:
Cinzia Raffa, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 23 maggio 2002 di
rappr. da: __________
contro
le decisioni del 24 aprile 2002 emanate
da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto, in
fatto
1.1. __________,
nato nel 1960, ha lavorato presso il Ristorante __________, in qualità di
cameriere, a partire dal 1° maggio 1998.
In data 15
agosto 1998, mentre andava a pescare, egli è scivolato ed è caduto lungo un
dirupo da un'altezza di dieci metri, procurandosi la lussazione del gomito
sinistro, la frattura del calcagno e del talo sinistro e la frattura della
vertebra L2, frattura quest'ultima che ha reso necessario un intervento di laminectomia
eseguito presso l'Ospedale __________.
Visto il decorso post-operatorio favorevole, in
data 1° settembre 1998 l'assicurato è stato trasferito alla Clinica __________
per essere sottoposto ad un programma di riabilitazione.
A fine novembre 1998 l'assicurato ha fatto
ritorno al proprio domicilio.
Il 12
aprile 1999 l’assicurato ha presentato una domanda tendente ad ottenere delle
prestazioni AI per adulti (doc. AI _).
1.2. Esperiti gli
accertamenti medici ed economici del caso, con progetto di decisione 9 maggio
2001 l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha stabilito:
"
(…)
In seguito ad un infortunio accaduto il 15 agosto
1998, la consueta attività lavorativa di cameriere non può più essere svolta.
Le limitazioni dovute alle conseguenze infortunistiche non permettono la messa
in atto di un provvedimento professionale che, del resto, non contribuirebbe ad
incrementare la rimanente capacità di guadagno. Sotto il profilo medico è
esigibile che l'assicurato svolga un'attività leggera in posizione corporea
alternata tra seduta/eretta, con sollevamento e porto dei pesi non superiore ai
10 kg, in misura del 50%. La media salariale riguardante attività ripetitive e
semplici è fissata a Fr. 45'390 annui. Considerando le limitazioni fisiche, la
cittadinanza straniera e che si tratterebbe di un primo impiego, si effettua
una deduzione del 24%. Tenendo poi presente la limitazione del 50 %, si ricava
un salario annuo ancora conseguibile di
Fr. 17'248.
Nella professione svolta prima dell'infortunio,
l'assicurato, senza il danno alla salute, potrebbe oggi guadagnare Fr. 44'400
annui. Dal confronto di questi redditi si ricava una perdita di guadagno del
62%.
Giusta l'art. 29 lett. b LAI il diritto alla
rendita nasce dopo un anno di attesa, ovvero il 1 agosto 1999. Da questa data
in poi versiamo una mezza rendita d'invalidità con un grado del 62%.
Reddito annuo ragionevolmente esigibile
proveniente da un'attività lucrativa franchi
senza invalidità 44
400
con invalidità 17
248
perdita di guadagno/grado d'invalidità 27
152 = 62 %
====
"
(Doc. AI _)
Mediante
lettera datata 22 maggio 2001 l’assicurato, rappresentato dall'Avv. __________,
ha chiesto all’amministrazione di rivedere la pratica, osservando:
"
(…)
In merito al progetto di assegnazione di rendita
del 9 maggio u.s. le comunico che il signor __________ non è d'accordo con la
valutazione della limitazione della sua capacità lavorativa al 50%. Infatti,
egli sostiene, (v. anche certificato medico 18.5.01 del Dr. __________,
__________) di non riuscire a sollevare alcun peso di 10 KG, di fare fatica a
stare in piedi, come seduto.
Inoltre il Dr. __________ si è accorto che le
radiografie che il signor __________ ha mostrato a lui, come agli altri medici
che l'hanno visitato non sono le sue, ma di un certo __________ (1952).
Tali radiografie sono in mio possesso ed a vostra
disposizione.
Alla luce di quanto sopra esposto credo che sia
utile sottomettere il signor __________ ad una nuova perizia, cercando di recuperare
le sue vere radiografie." (Doc. AI _)
Con
provvedimenti formali datati 25 aprile 2002 l’UAI ha confermato l'attribuzione
di una mezza rendita di invalidità a favore di __________ con effetto a partire
dal 1° agosto 1999, unitamente all'attribuzione, sempre a partire dal 1° agosto
1999, delle rendite completive a favore della moglie __________ e dei figli
__________ e __________ (cfr. doc. _).
1.3. Contro le
decisioni amministrative è tempestivamente insorto __________, per il tramite
dell’Avv. __________, postulandone l’annullamento ed il riconoscimento di una
rendita intera AI.
L’assicurato
ha inoltre rilevato:
"
(…)
- Nonostante la volontà ed il desiderio di guarire il
ricorrente non riuscì più a ristabilirsi completamente ed a tutt'oggi soffre:
-
di cefalea
diurna e notturna con partenza dalla sede occipito-nucale prevalente
soprattutto a sinistra, sensazioni vertiginose con sensazione di perdita di
equilibrio;
-
di algie
urenti irradianti al trapezio superiore, alla scapola, lungo il tricipite,
lungo la porzione radiale ed ulnare dell'avambraccio fino al I° dito della mano
sinistra;
-
lamenta
parestesie sotto forma di formicolio ad entrambe le mani, diffuso, che
determinano, assieme alla cefalea, numerosi risvegli notturni;
-
al mattino
si sente spossato, privo di energie e di concentrazione a causa della
permanente deprivazione di sonno;
-
la mobilizzazione
dal letto al mattino, soprattutto se la temperatura è più rigida, è limitata a
causa dei sintomi descritti e per l'insorgenza di dolori paravertebrali dorsolombari
profondi e superficiali a livello della cicatrice post-operatoria, le algie
tendono, con il movimento, ad irradiarsi a livello delle sincondrosi sacroiliache
bilateralmente, all'arto inferiore sin lungo il versante posteriore ed in parte
al versante anteriore della coscia, alla regione peritrocanterica con disestesie
urenti. II calcagno sin al mattino è molto dolente ed il piede appare gonfio ed
iperemico;
-
la
deambulazione in pianura è ridotta a 150 metri, in salita a circa 50 metri,
dopo aver salito 10-15 scalini il dolore dorsolombare ed all'arto inferiore
sinistro diventa insopportabile;
-
debolezza
all'arto inferiore sinistro e la possibilità di bloccarsi con la schiena senza
preavviso e per movimenti talvolta banali. La stazione eretta e la posizione
seduta sono dolorose e la sintomatologia algica diviene insopportabile se non
riesce a coricarsi ogni 30-45 minuti;
-
talvolta vertigini.
Tutti questi problemi di salute, rilevati anche dall'Ufficio AI e
dal perito della __________ (assicurazione del datore di lavoro), Dr.
__________, hanno portato l'Ufficio stesso a concludere che il ricorrente è
invalido, in quanto soffre di un danno alla salute irreversibile che non
migliorerà né, verosimilmente, peggiorerà.
Che il ricorrente si possa definire invalido e che in seguito
all'infortunio non possa più lavorare in qualità di cameriere, non è contestato
né dal qui ricorrente né dall'Ufficio AI che lo ammette espressamente nella
decisione qui impugnata.
Quello che viene contestato nella fattispecie è il grado di
invalidità/perdita di guadagno. Grado che l'Ufficio AI fissa al 62 %.
Tale grado di invalidità si basa, anche, su una valutazione medica
(Doc. _) che fece il Prof. __________ per l'ufficio Al, che afferma in particolare:
" l'assicurato
può ancora svolgere un'attività leggera in posizione corporea alternata tra
seduta / eretta con sollevamento e porto dei pesi non superiore ai 10 Kg, in
misura del 50% …"
Questa valutazione medica, riportata dall'ufficio AI nella decisione
qui impugnata emerge da una lettera del 22 agosto 2000 (Doc. _) firmata,
appunto, dal Prof. __________.
Questa lettera che non porta particolari motivazioni, dopo aver
esposto una condizione del paziente che non dimostra alcun miglioramento
rispetto alle condizioni successive all'intervento chirurgico, si limita ad
ipotizzare la possibilità che il signor __________ "possa raggiungere
un grado soddisfacente di capacità lavorativa". Queste possibilità, a
mente del ricorrente, non si sono concretizzate, come dimostra la perizia (Doc.
_) del Dr. __________ che afferma, invece, che l'attività che potrebbe
svolgere il ricorrente è solo di un 20 % e che l'instabilità di cui soffre il
signor _______ non è limitata al trasporto di pesi inferiori ai 10 kg, ma può
intervenire anche solo spostando una tazzina di caffè.
Dalla perizia del Dr. __________ si legge, infatti: "In effetti, pur in mancanza di una radiografia
lombare funzionale (non mi risulta che ne siano state effettuate) che dimostri
l'esistenza di una instabilità segmentaria visibile, appare ampiamente
dimostrato da dati clinici e biomeccanici della letteratura, come sopra e sotto
una fusione vertebrale aumentino le sollecitazioni di taglio sui livelli
adiacenti (1).
Alla luce delle conoscenze attuali
sul piano biomeccanico il concetto di instabilità viene inteso come una
riduzione della rigidità vertebrale associata a movimenti anomali segmentari
che possono essere provocati da perturbazioni minime al sistema (questo
significa che il paziente a dipendenza delle circostanze potrebbe bloccarsi a
livello lombare anche spostando una tazzina di caffè). Si ritengono importanti,
sul piano patogenetico, il ruolo dei meccanismi di controllo neuromuscolari e
persino le proprietà dei tessuti molli (altrimenti uno scheletro dovrebbe
potere stare in piedi da solo e non appeso ad un chiodo) ...."
(Doc. _: Perizia 28.02.2002, Dr. __________ pag. 7).
II Dr. __________ a differenza del Dr. __________ valuta il
ricorrente, da un profilo medico, inabile al lavoro al minimo all'80 %.
Il qui ricorrente ritiene, quindi, indispensabile essere
sottoposto alla perizia di un medico esperto in neurochirurgia scelto da questo
Tribunale per chiarire una volta per tutte il suo grado di invalidità.
Peraltro neppure capisce il qui ricorrente come il Dr. __________,
medico della Assicurazione __________, possa stabilire per lui un lavoro di 4
ore al giorno quando afferma, nella sua perizia del 6 febbraio 2001, che il qui
ricorrente:
-
non può più fare il cameriere;
-
deve
alternare la posizione seduta a quella eretta; deve evitare la deambulazione
per più di 4 o 5 minuti;
-
non deve portare pesi superiori a 8/10 kg;
-
deve evitare di salire e scendere le scale;
-
deve evitare
i movimenti di antero flessione, latero flessione, inclinazione o rotazione del
rachide toraco lombo sacrale.
Oltre a ciò, e non va dimenticato, i medici che hanno visitato il
signor __________ prima del 22 maggio 2001 si sono basati, anche, su delle
radiografie che non erano sue.
Il signor __________, infatti, ha consegnato a suddetti medici le
radiografie qui allegate (Doc. _), pensando che fossero le sue (gliele
aveva consegnate direttamente l'ospedale). A mente del signor __________,
l'unico che si è accorto dell'errore è il Dr. __________.
Resta, quindi, il dubbio che le valutazioni precedenti la scoperta
dell'errore da parte del Dr. __________ siano state influenzate dalle dette
radiografie.
A fronte di quanto sopra esposto il ricorrente ritiene, da un
profilo medico, di aver subito un danno alla salute fisica che lo rende inabile
al lavoro di cameriere al 100% (come anche sostenuto dall'Ufficio AI) ed
inabile a qualsiasi altro lavoro al minimo all'80 % (invece del 50%
dell'Ufficio AI). Tale valutazione influenza, quindi, il suo grado di
invalidità che diventa superiore al 66 e 2/3 % (invece dell'attuale 62% come
riconosciuto dall'Ufficio AI).
Egli chiede, quindi, che gli venga riconosciuta una rendita di
invalidità intera, invece dell'attuale mezza rendita." (Doc. _)
1.4. Mediante
risposta 28 maggio 2002 l’UAI ha postulato la reiezione del gravame,
osservando:
" Nel
mese di aprile del 1999 l'assicurato, precedentemente attivo quale cameriere,
ha avanzato una richiesta di prestazioni assicurative, a causa delle sequele di
un infortunio subito nel mese di agosto dell'anno precedente.
Esperiti l'istruttoria di rito, con decisione 25 aprile 2002 I'UAI
ha posto l'interessato a beneficio di una mezza rendita di invalidità a far
tempo dall'agosto del 1999, essendogli stato riconosciuto un grado di invalidità
pari al 62%.
Prontamente insorto, l'assicurato postula per contro il
riconoscimento di una rendita intera, ritenendosi inabile in misura pari almeno
all'80% anche in attività adeguate al proprio stato di salute.
Per quanto attiene all'aspetto medico lo scrivente Ufficio,
riesaminata la documentazione agli atti, ritiene di dover confermare un grado
di inabilità pari al 50%, riferito allo svolgimento di attività adeguate.
Tale giudizio è infatti stato espresso dal dottor __________,
specialista in chirurgia (cf. rapp. 25.10.1999, doc. n. 15 inc. AI), dal dottor
__________, specialista in neurochirurgia (cf. rapp. 22.8.2000, doc. n. _ inc.
AI), ed infine dal dottor __________, parimenti specialista in neurochirurgia (cf.
rapp. 10.4.2001, doc. n. _ inc. AI).
A medesima conclusione è infine giunto il dottor __________,
medico chirurgo specializzato in medicina infortunistica (cf. rapp. 6.2.2001,
doc. n. _.).
La questione relativa alle radiografie errate é stata sottoposta
al Servizio medico regionale (SMR).
Il fatto che le lastre in un primo tempo esaminate non
corrispondessero a quelle dell'assicurato non è influente, in quanto i limiti
funzionali alle cervicali sono comunque stati esaminati nell'ambito di una TAC
eseguita successivamente.
Considerato tuttavia come la pratica necessiti di alcune indagini
supplementari dal punto di vista economico, si postula la retrocessione degli
atti per complemento istruttorio.
La decisione impugnata è conseguentemente da ritenersi
annullata." (Doc. _)
1.5. In data 9 luglio
2002 il legale dell’assicurato ha osservato:
"
(…)
Le comunico di non aver altre prove da
notificare.
La informo, inoltre, di non aderire alla
proposta, formulata nella risposta dell'ufficio AI, di annullamento della
decisione impugnata.
Infatti, indipendentemente dai parametri di
calcolo della rendita (punto di vista economico), il signor __________ ritiene
che gli debba essere riconosciuto un grado di inabilità, riferito allo
svolgimento di attività adeguate, dell'80 % e non del 50 % come confermato
dall'Ufficio AI.
Del resto l'Ufficio AI, nella sua risposta, non
ha preso posizione sulla perizia del Dr. __________, limitandosi a riconfermare
le lettere dei dottori __________, __________, __________ e __________; lettere
che, secondo l'opinione del mio mandante non portano particolari motivazioni,
ragion per cui egli ribadisce la necessità di una perizia di un medico scelto
dal Vostro Tribunale." (Doc. _)
1.6. Con
ordinanza del 1° ottobre 2002 (cfr. doc. _), il TCA ha ordinato l’allestimento
di una perizia medica giudiziaria a cura del Servizio Accertamento Medico (SAM)
dell'Assicurazione Invalidità di Bellinzona.
1.7. In data 6
novembre 2002, il SAM ha inviato al TCA le seguenti osservazioni:
" Dopo
attenta lettura dell'incarto riguardante l'assicurato suindicato, mi permetto
di sottoporle alcune osservazioni.
Attualmente il nostro servizio di accertamento medico non dispone
di consulenti specializzati in neurochirurgia. Gli incarichi peritali richiesti
dall'assicurazione invalidità vengono pertanto (per i casi riguardanti la
neurochirurgia) esaminati dai nostri consulenti in ortopedia e neurologia, con
un giudizio d'insieme da parte dei periti SAM.
Dall'incarto riguardante il Signor __________, prendo nota che la
rappresentante legale (avv. __________), nel suo ricorso del 23.05.2002, a pag.
5, afferma che: "Il qui ricorrente ritiene indispensabile essere
sottoposto alla perizia di un medico esperto in neurochirurgia scelto da questo
Tribunale per chiarire, una volta per tutte, il suo grado d'invalidità".
Alla luce di quanto osservato sopra, ritengo importante, prima di
accettare l'incarico peritale, che il Tribunale possa rendere noto alla
rappresentante legale dell'A. il modo di procedere del nostro servizio ed
ottenere l'accordo a procedere in tal senso.
Faccio, inoltre, notare, che i tempi attuali di attesa presso il
nostro servizio si aggirano attorno ai sei mesi." (Doc. _)
1.8. Il doc. _ è
stato trasmesso al ricorrente, con la facoltà di presentare osservazioni
scritte (cfr. doc. _).
Con scritto 20 novembre 2002 il legale
dell'assicurato ha osservato:
" (…)
II signor __________ è stato operato dal Dr. __________ e, dopo
l'intervento, è stato curato dai dottori: __________, __________, __________,
__________ (presso il quale è in cura a tutt'oggi) e dal medico generico Dr.
__________.
Si tratta di 4 specialisti in neurochirurgia e di uno specialista
in ortopedia.
Pur non avendo sufficienti conoscenze mediche per giustificare
l'esclusione a priori di un neurologo, mi sento in dovere di manifestarle una
viva preoccupazione per il fatto che il signor __________ non possa essere
visitato da uno specialista in neurochirurgia.
Inoltre mi inquieta il termine di 6 mesi di attesa che occorre per
essere visitato dal servizio di Accertamento Medico dell'AI.
Le chiedo, quindi, se non sia possibile sottoporre il signor
__________ a 2 visite mediche, una presso un neurochirurgo in Ticino, Grigioni
o presso un Ospedale Universitario e la seconda presso un ortopedico (anche del
servizio del Dr. __________), il tutto a scelta di questo Tribunale.
Presumo sia anche un problema di costi. In questo caso il signor
__________ sarebbe anche disposto ad assumerseli, parzialmente o interamente,
naturalmente conoscendone prima l'ammontare."
(Doc. _)
1.9. Viste le richieste
formulate dal ricorrente, con ordinanza del 23 dicembre 2002 (cfr. doc. _) il
TCA ha ordinato l’allestimento di una perizia medica giudiziaria a cura del
Prof. __________, spec. FMH in chirurgia vertebromidollare presso la __________ Klinik di __________.
1.10. In data 20
febbraio 2003, il perito ha consegnato al TCA il proprio referto (cfr. doc. _),
il quale è stato immediatamente intimato alle parti per osservazioni (cfr. doc.
_).
Le
osservazioni dell'assicurato datano del 5 marzo 2003 ed hanno il seguente
tenore:
"
(…)
Anche se il perito non risponde, precisamente e punto per punto,
ai quesiti sottoposti egli conclude (con piena soddisfazione del mio mandante)
per una totale incapacità lavorativa dello stesso sia nella professione di
cameriere come in altre professioni.
Ritengo, quindi, che la fattispecie sia chiara e che non abbisogni
di altri approfondimenti.
II Professore elenca tre dei principali disturbi del signor
__________ ossia, la leptomeningite
cronica, i dolori lombari, i dolori al tallone sinistro ed al gomito e
ribadisce più volte, chiaramente, che sono sufficienti per determinarne una
invalidità al 100 % ed una sua incapacità lavorativa totale sia nella
professione di cameriere come in altre professioni. Egli ne conferma pure il
rapporto di causalità con l'infortunio.
Con una incapacità lavorativa assoluta del 100 % (e non è più del
100 % per la professione di cameriere, ma del 50% come commesso in negozi che
vendono articoli leggeri) l'ufficio AI dovrà rivedere la propria decisione che
il mio mandante si augura, esperiti i vari calcoli, arrivi a fargli ottenere
una rendita intera." (Doc. _)
L’UAI ha
invece comunicato di non avere particolari osservazioni da presentare (cfr.
doc. _).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H
335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio
2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel
merito
2.2. Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per l’invalidità.
Tale
legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché, secondo la
giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non tiene conto
di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della
resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non pubblicata del 9
gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid.
1b).
Ne consegue che, essendo stati i provvedimenti qui impugnati resi il 25 aprile
2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI corrispondono al
tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.
2.3. Oggetto del
contendere è sapere se __________ ha diritto ad una rendita intera
d'invalidità.
L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:
-
un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e
-
la conseguente
incapacità di guadagno.
Affinché
il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).
Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.
2.4. Secondo l'art.
28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito
del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e
dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido.
Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l'assurance-invalidité, Les prestations, pagg. 200 e ss.).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età
dell'assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G. Scartazzini,
Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag.
232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage,
pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.
La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.
Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa.
Se ciò
non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata
sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid.
3a).
2.5. Dagli atti
dell'incarto emerge che durante l'istruttoria amministrativa __________ è stato
visitato da diversi specialisti.
Il Dr. Med.
__________, Capo Clinica di Chirurgia presso l'Ospedale __________, nel suo
rapporto 25 ottobre 1999, ha ritenuto l'assicurato inabile al lavoro al 100%
nella sua precedente professione di cameriere e al 50% in altre attività che
alternino la posizione eretta con quella seduta, osservando:
"
(…)
3 Diagnosi:
¨ Frattura
del calcagno e talo a sinistra trattate conservativamente
¨ Frattura
instabile del corpo L2 trattata con intervento di spondilodesi da L1 a L3
¨ Lussazione del gomito sinistro
4.1 Anamnesi:
Il paziente ebbe un trauma di scivolamento
e caduta in un dirupo il 15 agosto 1998. In questa caduta si procurò la
frattura da compressione instabile della vertebra lombare 2, frattura del
calcagno e talo a sinistra e lussazione del gomito sinistro. All'Ospedale
__________ viene sottoposto ad intervento di spondilodesi da L1 a L3, la
lussazione del gomito viene trattata conservativamente come pure la frattura
del talo e calcagno.
Attualmente da me viene trattato e
valutato per quanto concerne la caviglia ed il piede a sinistra, mentre per
quanto concerne la colonna viene seguito dai Colleghi di Neurochirurgia
dell'Ospedale __________.
Deambulazione sui talloni e sulle
punte con dolori in sede fibulotalare e talo-calcaneare e carico piuttosto sul
bordo esterno del piede. Flessione dorsale e flessione plantare a sinistra
15°-0°-45°, eversione ed inversione ridotte di 1/3 a sinistra, pro e
supinazione a sinistra 35°-0°-30°. I dolori sono maggiori alla flessione
plantare della caviglia ed alla palpazione in sede inframalleolare. Le
radiografie della caviglia mostrano un cedimento da parte del talo, mentre la
frattura del calcagno é consolidata.
5 Una
consultazione o una visita sono state necessarie per l'allestimento di questo
rapporto?
Sì.
6 Desidera essere informato della decisione
dell'Ufficio AI?
Sì.
F O G L I O C O M P L
E M E N T A R E
DOMANDE SULL'ULTIMA ATTIVITÀ ESERCITATA
1 Quale
influsso ha il danno alla salute sull'attività finora esercitata?
Ha un influsso del 100% in quanto
svolgeva l'attività di cameriere.
2.1 L'attività finora esercitata é ancora proponibile?
No.
2.2 Esiste ancora una limitazione del rendimento?
Sì al 100%.
DOMANDE SULLE POSSIBILITÀ DI REINTEGRAZIONE
1 La
capacità lavorativa può essere migliorata all'attuale posto di lavoro?
No.
2 e Sono
proponibili all'assicurato altre attività? Se sì, di che genere?
2.1 Sono
proponibili attività che alternino la posizione eretta con quella seduta con
relativa capacità di camminare, ma senza la necessità di alzare e portare pesi
di qualsiasi tipo, oppure un'abilità lavorativa in attività d'ufficio dove c'è
una maggiore libertà di movimento. A tale proposito posso proporre il lavoro
come cassiere in una stazione di benzina, oppure gestione di un chiosco per
giornali, oppure operaio generico con mansioni in posizione seduta e la
possibilità di alzarsi più volte durante l'arco della giornata.
2.2 Esisterebbe
una limitazione del rendimento? Se si, in quale misura?
Sì penso del 40%-50%." (Doc. AI _)
Anche il Dr. Med. __________ a, Primario di
Neurochirurgia all'Ospedale __________, nel suo rapporto medico del 22 agosto
2000, ha ritenuto l'assicurato inabile al lavoro al 100% nella sua precedente
attività di cameriere e al 50% in altre attività che alternino la posizione
eretta con quella seduta, rilevando:
" (…)
Constatazioni mediche: controllo ambulatoriale del 05.05.2000
Il paziente è stato sottoposto il 17.8.1998 ad un intervento di
stabilizzazione posteriore transpeduncolare L1/L3 e greffe intertrasversale
bilaterale con laminectomia L1 a L3 per una frattura tipo Burst di L2.
Attualmente egli continua a lamentare dolori nella parte superiore
della colonna lombare con irradiazioni in sede lombare inf. come pure nella
regione toracale superiore e bruciori al carico, specialmente alla marcia,
nella natica come pure al piede sin. con irradiazioni verso il ginocchio.
Il paz. ha effettuato regolarmente esercizi in piscina con effetto
moderato per i dolori a livello della schiena, malgrado ciò nota un lieve
progresso. I disturbi alla caviglia sono sempre evidenti. Attualmente assume Arthrotec
1 tabl. die.
L'esame clinico del 05.5.2000 non mette in evidenza alcun deficit sensomotorio.
Buona mobilità della colonna lombare con una distanza dito-suolo di 20 cm. e
senza limitazione sia alla reclinazione, alla latero-flessione e alla rotazione
del dorso in ambedue i lati.
L'esame della colonna lombare a.p. e laterale in posizione eretta
del 14.2.2000 aveva mostrato una buona posizione delle viti in uno spazio tra i
limiti inf. di L1 e i limiti superiori di L3 sia anteriormente che
posteriormente e una minima protrusione del muro posteriore di L2. Persisteva
un importante schiacciamento del corpo vertebrale L2.
La RM del 21.12.1999 aveva messo in evidenza un'iperintensità di
segnale intramidollare nel corpo vertebrale L2 con discontinuità e spessore
estremamente ridotto nella sua parte centrale (necrosi post-traumatica).
L'atteggiamento terapeutico rimane conservativo.
Per quel che concerne la capacità lavorativa riteniamo il paziente
inabile in misura completa nell'attività originaria (cameriere). In attività
leggere che non comportino la permanenza prolungata in una determinata
posizione, movimenti iterativi di anteroflessione del tronco e il sollevamento
frequente di pesi superiori ai 10 kg, pensiamo egli possa raggiungere un grado
soddisfacente di capacità lavorativa.
Domande particolari: (allegato al questionario medico)
- abilità
lavorativa presunta in attività che alternino la posizione eretta a quella
seduta, con relativa capacità di camminare e portare pesi:
50 % a condizione che i pesi non superino i 10 kg
- abilità
lavorativa in attività sedentarie di tipo industriale (senza grandi possibilità
di cambiare spesso posizione del corpo) e d'ufficio (maggiore anche se non
totale libertà di movimento):
50% " (Doc. AI _)
Il Dr. Med. __________, specialista FMH in
Neurochirurgia, nel referto redatto in data 10 aprile 2001, ha dal canto suo
osservato:
"
(…)
L'esame clinico non evidenzia una sintomatologia lombovertebrale
di rilievo e l'esame neurologico risulta pure normale. Anche a livello
cervicale assenza di deficit in senso motorio, ma presenza di una
sintomatologia cervicale più importante. Poiché la sintomatologia dominante è
quella cervicale ho provveduto ad una TAC che non ha comunque confermato delle
compressioni radicolari o stenosi dei foramini malgrado le gravi alterazioni
degenerative a livello C3/4 e C4/5.
Soggettivamente il paziente non
se la sente di riprendere il lavoro.
A mio modo di vedere penso che
il paziente in un'attività confacente, quindi attività leggere con ergonomia
favorevole possa essere ritenuto abile al lavoro nella misura di almeno il 50%.
Ritengo opportuno anche una valutazione più approfondita della capacità
lavorativa presso il SAM di Bellinzona, tanto più che una riqualifica
professionale probabilmente non entra in considerazione." (Doc. AI _)
Il Dr. Med. __________, specialista in Chirurgia,
nel suo rapporto datato 6 febbraio 2001, ha rilevato:
"
(…)
CONCLUSIONE:
esiti di infortunio in data
15 agosto 1998 a seguito del quale il paziente ha subito un politrauma. Specificatamente
· lussazione del gomito sinistro riposta e guarita senza particolari reliquati;
· frattura instabile del corpo di L2 trattata cruentemente
con intervento di laminectomia L1-L3 bilaterale con spinotomia, patch di dura
madre artificiale, spondilodesi da
L1 a L3 con buon risultato clinico e radiologico. Permangono limitazione
funzionale e dolori in assenza di evidenti segni per sofferenza radicolari;
· frattura del calcagno talo a sinistra
trattate conservativamente. Permangono dolori alla deambulazione prolungata o
alla stazione prolungata, impossibilità a deambulare su terreni sconnessi o
portare pesi superiori i kg. 8-10, necessità di utilizzare scarpe tipo
__________;
· sindrome cervicale non di origine
infortunistica." (Doc. _ )
Come visto, dunque, tutti gli specialisti
consultati sono giunti alla conclusione che __________ sia inabile al 100% nella
precedente occupazione di cameriere, mentre invece sia da considerare abile al
lavoro al 50% in attività adeguate che alternino la posizione seduta a quella
eretta.
In sede ricorsuale, per contro, l'assicurato ha
prodotto una perizia effettuata dal Dr. Med. __________, Neurochirurgo e
Dirigente medico del Dipartimento di Neuroscienze all'Ospedale __________,
nella quale lo specialista ha attestato un'inabilità lavorativa del 100%
dell'assicurato nella professione di cameriere e un'inabilità lavorativa
dell'80% in tutte le attività che non prevedano la possibilità di coricarsi
ogni 30-45 minuti circa e di muovere qualche passo.
Nel
rapporto datato 28 febbraio 2002 lo specialista, dopo aver proceduto alla
valutazione dello stato di salute dell’insorgente, ha riscontrato:
"
(…)
VALUTAZIONE
ll Sig. __________ presenta quindi:
- una
sintomatologia dolorosa dorso-lombare persistente e permanente sia in posizione
ortostatica che durante la deambulazione, si attenua discretamente in posizione
supina in scarico ed in decubito-laterale.
Tale
sintomatologia si aggrava imprevedibilmente con dei blocchi lombari che
insorgono anche nei movimenti più banali con e senza modico carico; addirittura
l'igiene personale viene eseguita con molta cautela e circospezione.
Presenta
inoltre delle irradiazioni algiche all'arto inferiore sinistro che raramente si
estendono al di sotto della fossa poplitea e che sono suggestive per una
irritazione del ramo posteriore primario. L'esame clinico depone per la
diagnosi di sindrome da insufficienza o instabilità lombare dove si
inserisce una sindrome delle faccette articolari posteriori.
L'esame
clinico ed i reperti radiologici a disposizione escludono una sofferenza
radicolare agli arti inferiori.
In
effetti, pur in mancanza di una radiografia lombare funzionale (non mi risulta
che siano state effettuate) che dimostri l'esistenza di una instabilità segmentaria
visibile appare ampiamente dimostrato da dati clinici e biomeccanici della
letteratura come sopra e sotto una fusione vertebrale aumentino le
sollecitazioni di taglio sui livelli adiacenti (1).
Alla
luce delle conoscenze attuali sul piano biomeccanico il concetto di instabilità
viene inteso come una riduzione della rigidità vertebrale associata a movimenti
anomali segmentari che possono essere provocati da perturbazioni minime al
sistema (questo significa che il paziente a dipendenza delle circostanze
potrebbe bloccarsi a livello lombare anche spostando una tazzina di caffé). Si
ritengono importanti, sul piano patogenetico, il ruolo dei meccanismi di
controllo neuromuscolari e persino le proprietà dei tessuti molli (altrimenti
uno scheletro dovrebbe potere stare in piedi da solo e non appeso ad un
chiodo).
All'esame
clinico appare evidente un non perfetto funzionamento delle facoltà propriocettive;
sicuramente gli esiti della frattura talo calcaneare sinistra contribuiscono a
creare un disbalance muscoloscheletrico con verosimile contributo ad alterare
gli schemi propriocettivi.
Purtroppo,
allo stato delle conoscenze attuali, i rilievi radiografici standard ed in
movimento non sono sufficientemente sensibili e specifici da poter inquadrare
con precisione tale sindrome clinica.
Appare
altresì noto come un tutore produca una immobilizzazione dubbia e possa
determinare un aumento dei carichi e dei movimenti sul rachide lombare basso.
In
effetti le fissazioni segmentarie corte di fratture vertebrali toracolombari da
scoppio (burst fracture), senza fusione, presentano un Low Back Outcome Score
pressoché identico alle fissazioni con associato grafting posterolaterale (greffes
untertrasversaria) (2,3,4).
Non
vale la pena quindi soffermarsi eccessivamente sulla interpretazione
radiologica di una avvenuta fusione o no in quanto questa è comunque
discutibile ed è difficilissimo escludere una pseudoartrosi (4) ed inoltre,
come dimostrato in importanti studi multicentrici (5) il metodo del trattamento
chirurgico non influenza:
-
la
lunghezza del periodo riabilitativo e la quota di miglioramento.
-
la
capacità fisica, che é significativamente diminuita e solo il 71% degli operati
ritorna al lavoro.
Inoltre l'opzione chirurgica (greffes
più fissatore interno o solo fissatore) non dimostra alcuna correlazione
statisticamente significativa tra parametri radiologici e clinici.
- la cefalea occipito
nucale, le algie cervicali, la deprivazione di sonno ed il conseguente stato ansioso-depressivo,
anamnesticamente reattivo, unitamente alla presenza di caratteristici "trigger
points" evocano (come probabilmente indicato dal Dr. __________ riferendosi
ad una "tendo inserzionite diffusa" che tecnicamente si chiama entesite)
l'insorgenza di una malattia pseudoreumatologica e pseudopsichiatrica rognosa,
benigna ma praticamente inguaribile, che si chiama fibromialgia (fibrositis
syndrome degli anglosassoni, polientesopatia, o ancora sindrome polialgica idiopatica
diffusa).
Al
momento attuale, pur in presenza di una TAC cervicale con evidenti processi spondilodiscoartrosici,
l'esame clinico non depone per una mielopatia o radicolopatia degli arti superiori
anche se, a complemento d'indagine, una RM cervicale sarebbe indicata. Si
evidenzia piuttosto, in aggiunta a quanto sopra, una sofferenza sensitiva del
nervo mediano sin ad una elettroneurografia eseguita dal Dr. __________ il
24.4.2001.
- inoltre la cervicalgia,
i sintomi soggettivi di vertigine e sbandamento, l'alterata efficienza del
controllo posturale evidenziato clinicamente (6,7,8,9), la rettileinizzazione
del segmento cervicale con inversione, in cifosi, della lordosi fisiologica con
fulcro in C6, sono indicativi di reliquati ascrivibili a trauma distorsivo
cervicale occorso con la caduta da 10 metri del 15.8.1998. Una anamnesi per
precedenti eventi infortunistici al rachide cervicale non è nota ed il tutto è
stato probabilmente scotomizzato a causa delle più rilevanti, sul piano dell'imaging,
fratture traumatiche.
Bisogna
comunque specificare che spesso disturbi relativi ad un trauma distorsivo
cervicale si manifestano tardivamente rispetto all'evento infortunistico (10).
-
i dolori al
piede sinistro durante la deambulazione sono in modo preponderante da ascrivere
agli esiti della frattura del calcagno e del talo trattati
conservativamente dove residua un cedimento strutturale del talo e processi artrosici.
-
la
lussazione del gomito sinistro non ha dato esito ad instabilità o rigidità
della funzione articolare.
CONCLUSIONI DIAGNOSTICHE
ASCRIVIBILI AL TRAUMA
-
Lussazione del gomito sinistro senza reliquati
-
Frattura del calcagno e del talo piede sinistro
-
Trauma distorsivo cervicale con sindrome cervicale
correlata
-
Insufficienza
o instabilità lombare dove si inserisce una sindrome delle faccette articolari
posteriori (ramo posteriore primario).
CONCLUSIONI DIAGNOSTICHE
NON ASCRIVIBILI AL TRAUMA
- Sindrome fibromialgica verosimilmente primaria
CAPACITÀ LAVORATIVA
Il Sig. __________ è inabile al lavoro al 100% quale cameriere ed
inabile al lavoro all'80% per tutte quelle professioni od attività che non
prevedono la possibilità di coricarsi ogni 30-45 minuti circa e di muovere
qualche passo." (Doc. _)
Basandosi
sugli accertamenti medici effettuati dal Dr. __________, dal Dr. __________,
dal Dr. __________ e dal Dr. __________, l’amministrazione ha dunque ritenuto
che l’interessato è inabile al 100% nella sua precedente attività di cameriere,
mentre invece è abile al 50% in attività adeguate che alternino la posizione
eretta a quella seduta e ha quindi attribuito all'assicurato una mezza rendita
d'invalidità.
Il ricorrente, per contro, in virtù della perizia
del Dr. __________, ritiene che gli si debba riconoscere, oltre all'inabilità
lavorativa del 100% nell'attività di cameriere, un'inabilità lavorativa pari
almeno all'80% in qualsiasi altra professione.
Considerate
le summenzionate contrastanti valutazioni mediche, questa Corte ha ordinato
l’esecuzione di una perizia multidisciplinare a cura del Prof. Dr. Med.
__________ della __________ Klinik di Zurigo.
2.6. Sulla base
delle risultanze degli atti contenuti nell’incarto, nonché degli accertamenti
medici eseguiti presso la __________ Klinik,
il Dr. __________ ha posto la seguente diagnosi con ripercussioni sulla
capacità lavorativa:
"
(…)
6.- Considerazioni
6.1. Il trauma sul tratto toracolombare della colonna, sul midollo
spinale e sulla parte craniale della cauda equina in seguito al ruzzolone in
un dirupo il 15 08 98 è stato certamente violento: lo prova la frattura della
seconda vertebra lombare, lo strappo della dura madre, il reperto della RMN del
17 12 1999 (cfr. 5.2.2). Se le conseguenze della frattura possono esser curate
con un'operazione, che nel caso del Signor _________ è stata eseguita
tempestivamente e in modo ottimale, le conseguenze del trauma del tessuto
nervoso sono spesso molto meno tranquille. Il cono midollare è stato solo
leggermente contuso, tant'è che deficit neurologici importanti non sono mai insorti.
Ma la fibrosi leptomeningea può peggiorare, senza che essa possa esser curata
in modo causale e certo. La prognosi circa le conseguenze di una simile lesione
rimane dunque, quasi cinque anni dopo il trauma, ancora aperta.
6.2. Il Signor __________ ha voluto e creduto di dover dimostrare
e sottolineare in modo molto teatrale i disturbi che lo tormentano nelle gambe
(cfr. 5.1.): in realtà, fatta la tara della necessità avvertita dal signor __________
di far valere le sue ragioni, i disturbi di cui si lamenta sono quelli tipici
della leptomeningite cronica fibroplastica della cauda equina: crampi
soprattutto, dolori, irritazione radicolare perenne, malessere, irritabilità,
fastidio continuo. Si deve credere, alla luce dell'anamnesi e del quadro della
RMN (cfr. 5.2.2), che questi disturbi esistono per davvero e che a causa di
essi il signor __________, indipendentemente da quanto soffre per le conseguenze
della frattura del calcagno sn e della lussazione del gomito sn, è e rimarrà
totalmente invalido, a causa esclusivamente delle conseguenze del trauma del
15 08 98.
6.2. La raccomandazione di riconoscere un'invalidità totale è
ribadita dalla considerazione che si tratta delle conseguenze di una lesione
grave di colonna, midollo e cauda equina. I disturbi neurogenici sono
plausibili, e, data la loro natura, non ben curabili. Un'operazione per
togliere una parte della leptomeninge ispessita ha un senso solo se si dovesse
sviluppare una cisti liquorale importante. In caso di forti dolori radicolari
potrebbe esser presa in considerazione la stimolazione delle fascie posteriori
del midollo spinale. Oggi tale indicazione, nonostante il deficit minimo della
sensibilità tattile nella gamba sn, non è data, perché non sono presenti i
tipici disturbi da deafferentazione. Spesso non si può far altro che
somministrare al paziente medicamenti sintomatici. Un'altra caratteristica dei
disturbi polimorfi della leptomeningite cronica fibroplastica e cistica spinale
è che l'intensità dei disturbi e dei fastidi può esser così imprevedibile da render
impossibile o aleatoria la programmazione di una giornata, quindi ancor più di
una giornata di lavoro.
6.4. Certamente non traumatici sono i malesseri che il signor
_________ localizza nel segmento cervicale e dei quali si rintraccia la prima
notizia negli atti due anni dopo l'incidente, e dei quali non si trova alcun
appoggio nelle indagini con immagini.
7.- Domande della parte convenuta
7.1. Quali patologie presenta l'assicurato (con e senza influsso
sulla capacità lavorativa)?
La patologia determinante è la lesione nella regione della punta
del midollo spinale e della parte prossimale della cauda equina. I disturbi
provocati da questa lesione, anche se non ha prodotto un deficit neurologico
vistoso, sono credibili, intensi, e scarsamente influenzabili da mezzi
terapeutici. Ai disturbi di questa lesione si associano quelli della frattura
del calcagno sinistro (che dovrebb'esser presto operata, ci ha detto il signor
__________), e dei postumi della lussazione del gomito sinistro. Oggi il
signor __________ lamenta dolori fortissimi nella nuca e nel segmento
cervicale: di essi non si è trovato il substrato morfologico, e, comunque, non
sono da riportare all'incidente del 15 08 98.
7.2. Da quanto tempo?
I disturbi della leptomeningite cronica, i dolori lombari, i
dolori al tallone sinistro ed al gomito sn sono da imputare esclusivamente al
trauma del 15 08 98. I dolori alla nuca e alle spalle, non traumatici, vengono
registrati per la prima volta due anni dopo l'incidente del 15 08 98 e sono
certamente non traumatici.
7.3. Specifichi il perito quali sono i limiti funzionali
dell'assicurato.
Cfr. 6.1., 6.2. e 6.3. Già la limitazione (funzionale? non si
capisce bene che cosa significhi) oggettiva della lesione toraco-lombare a
carico del midollo e della cauda sono sufficienti ad individuare una
limitazione molto importante: si tratta, accanto ai dolori somatici, di dolori neuralgici
da irritazione radicolare pressoché continui. Inoltre la frattura del calcagno
sinistra è ancora dolorosa e richiederebbe un nuovo intervento chirurgico.
7.4. La precedente attività di cameriere è ancora proponibile? In
caso affermativo, in quale misura?
I disturbi credibili e verosimili che il signor __________ ha
nella regione lombare e nelle gambe sono da soli sufficienti ad impedirgli il
lavoro di cameriere. Alla sua invalidità totale contribuiscono poi le
conseguenze della frattura del calcagno sinistro, la condizione successiva a lussazione
del gomito a sinistra e i dolori cervicali, questi ultimi certamente non di
natura traumatica.
7.5. Quale grado di capacità mantiene l'assicurato nell'ambito di
un'attività che rispetti i limiti indicati?
Di regola coloro i quali hanno subito un trauma dell'entità e
della natura del signor __________ - con riferimento particolare alla lesione a
ridosso del midollo e della parte prossimale della cauda equina - per la
costanza dei disturbi, per la loro imprevedibilità e per la scarsità dell'aiuto
che può esser dato, sono invalidi in misura completa o quasi. Non vedo, nel
caso del signor________ , almeno ora, la concreta possibilità di un destino
diverso.
7.6. E' possibile migliorare la capacità lavorativa, rispettivamente
la capacità in attività adeguate, tramite eventuali provvedimenti
d'integrazione?
E' ovvio che, una volta guarita la lesione del calcagno sinistro,
un tale tentativo può esser fatto. Ritengo comunque che le possibilità siano
minime quando non nulle. Dolori neurogenici cronici sono veramente molto,
molto debilitanti.
8.- Domande della parte attrice
8.1. Quali patologie presenta il paziente; soffre di: cefalea
diurna e/o notturna; sensazione di vertigine; perdita di equilibrio; algie
urenti ed irradianti al trapezio superiore; algie urenti ed irradianti alla
scapola, lungo il tricipite, lungo la porzione radiale ed ulnare dell'avambraccio
fino al primo dito della mano sinistra; parestesie sottoforma di formicolio ad
entrambe le mani; dolori paravertebrali e dorsolombari; dolori anche a livello
delle sincondrosi sacroiliache; dolori all'arto inferiore sinistro lungo il
versante posteriore ed anteriore della coscia; dolori alla regione peritrocanterica;
dolori al calcagno sinistro soprattutto al mattino?
Dopo aver letto questa lista non di patologie ma di disturbi
ho pensato bene di non chiederne al signor __________ la conferma (non
rimangono che pochi angoli del corpo che vengano risparmiati), ma l'ho pregato
di elencare i suoi disturbi in ordine di gravità attuale, senza tralasciarne
nessuno. Ne è sortita la lista di 3. Torno a ripetere: l'elenco di 8.1. è un sammelsurium di ogni possibile
disturbo senza possibilità di verifica oggettiva. Se il signor __________ non
ha parlato d'altro di quanto elencato in 3. vuol dire che non soffre che di
quei disturbi, già di per sé sufficienti per compromettergli probabilmente
per sempre l'esistenza.
8.2 Quali altre patologie non elencate al punto 1 presenta il
paziente?
Cfr. 3
8.3 L'attuale stato di salute dell'assicurato è da ritenersi
stazionario?
Non con certezza. Un miglioramento dei disturbi posttraumatici
(tralasciamo qui i disturbi cervicali, certamente non d'origine traumatica) è
possibile per quanto riguarda il tallone sinistro, è possibile - non molto
probabile - per quel che riguarda il dolore lombare, impossibile per le
irritazioni radicolari alle gambe. La possibilità di un peggioramento non è
scomparsa, anche cinque anni dopo il trauma, per quanto spiegato in 5.2.2,
6.1., 6.2.
8.4. Il paziente soffre di una sindrome da insufficienza o instabilità
lombare?
Non ne soffre dal punto di vista clinico né da quello radiologico.
I suoi dolori lombari sono la conseguenza del trauma, della vertebra
fratturata, della contusione delle parti molli, della necessità di tagliare la
muscolatura genuina della schiena per poter eseguire l'inevitabile operazione,
ma non di una instabilità attuale. Le rx lombari danno un reperto ottimo. Una
instabilità potrebbe venire col tempo, come conseguenza dell'ipercarico
funzionale dei segmenti non fusi.
8.4.1, 2, 3, 4: irrilevanti
8.5. Il paziente soffre di fibromialgia?
No, non c'è nessun sospetto di questa malattia.
8.6 Il paziente soffre di trauma distorsivo cervicale manifestatosi
in seguito alla caduta da 10 m.?
No, nessun elemento della documentazione consente di ricondurre
gli attuali dolori cervicali al trauma del 15 08 98.
8.7. Il paziente soffre di spondilartrosi cervicale con mielopatia?
No.
8.8. Le domande 8 e 8.1. si riferiscono alla lesione del piede
sinistro di cui non ho competenza. Quale che sia la prognosi di questa
lesione, quella generale rimarrà invariata.
8.9. Viste le patologie di cui soffre il paziente, in che misura
è incapace al lavoro nella sua professione di cameriere.
Ne è totalmente incapace.
8.10. Viste le patologie di cui soffre [... si ventila
l'opportunità di un'altra professione].
Cfr. 7.6." (Doc. _)
2.7. Perché un
rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed
esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami
approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia
stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della
situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate
(cfr. Ulrich Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989
p. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123).
A
proposito delle perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura amministrativa
il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell’ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili ((DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14
aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F. inedita,
STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e
332; ZAK 1986 p. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
1994, p. 332 ).
Lo stesso
vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAL 1986 p.
188; RAMI 1993 p. 95).
Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a/cc, cfr. U. Meyer-Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p. 230).
2.8. In caso di
perizia giudiziaria, il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalle
conclusioni del perito, il cui ruolo consiste proprio nella messa a
disposizione della giustizia della propria scienza medica, per fornire
un'interpretazione scientifica dei fatti (STFA del 12 novembre 1998 in re L.A;
SVR 1998 LPP Nr. 16 p. 55; STFA non pubbl. del 14 aprile 1998 in re O.B; DTF
122 V 161; STFA non pubbl. del 28 novembre 1996 in re G. F.; DTF 112 V 32 consid.
1a; DTF 107 V 174 consid. 3). Il giudice può disattendere le conclusioni del
perito giudiziario, nel caso in cui il rapporto peritale contenga delle
contraddizioni o sulla base di una controperizia, richiesta dal medesimo
tribunale, che conduca ad un altro risultato (DTF 101 IV 130).
Egli può
discostarsene anche nel caso in cui, fondandosi sulla diversa opinione di altri
esperti, ritiene di avere sufficienti motivi per mettere in dubbio l'esattezza
della perizia giudiziaria.
Va
tuttavia sottolineato che il perito giudiziario - contrariamente al perito di
parte o allo specialista che si esprime sotto un'altra veste - ha uno statuto
speciale nel senso ch'egli esercita, in virtù del mandato giudiziario che lo
sottopone alla comminatoria secondo l'art. 307 del Codice penale, una funzione
qualificata al servizio della giurisprudenza (RCC 1986, pag. 201 consid. 2a).
Per ciò
che concerne il valore probante di un rapporto medico è inoltre determinante il
fatto che il rapporto sia completo nei punti litigiosi, si basi su uno studio
esteso, prenda in considerazione anche le lamentele espresse, sia stato
consegnato in piena conoscenza dell'incarto, sia chiaro nell'esposizione delle
relazioni mediche e nella valutazione della situazione medica e le conclusioni
dell'esperto siano motivate (RAMI 1991 pag. 311 consid. 1).
2.9. Nell'evenienza
concreta questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le
conclusioni cui è pervenuto nella propria perizia il Prof. Dr. Med. __________,
specialista delle affezioni invalidanti di cui il ricorrente è portatore, dopo
aver preso in considerazioni tutte le patologie di cui è affetto l'assicurato
(lesione nella regione della punta del midollo spinale e nella parte prossimale
della cauda equina, frattura del calcagno sinistro e lussazione del gomito
sinistro).
Infatti,
il perito ha compiutamente valutato il danno alla salute lamentato
dall'assicurato sulla base di accertamenti approfonditi e completi, giungendo a
conclusioni logiche e motivate in merito alla capacità di lavoro. Lo
specialista ha valutato il ricorrente inabile al 100% sia nella sua precedente
professione di cameriere, sia in qualsiasi altra attività, escludendo
l’esecuzione di provvedimenti integrativi volti ad aumentare la capacità lavorativa
(cfr. doc. _).
Tale valutazione conferma sostanzialmente quanto
già espresso dal Dr. __________ nella perizia “privata” 28 febbraio 2002 (doc.
_).
In simili
circostanze, dunque, alla perizia del Dr. __________ della __________ Klinik deve essere attribuita forza probante
piena conformemente ai succitati parametri giurisprudenziali (cfr. consid.
2.7.).
Pertanto,
è da ritenere dimostrato con la certezza richiesta nel campo delle
assicurazioni sociali (cfr. DTF 121 V 208 consid. 6a; DTF 115 V 142 consid. 8b;
SVR 1996 Nr. 85 pag. 269; SVR 1996 LPC Nr. 22 pag. 263ss RAMI 1994 pag.
210/211) che __________ è da ritenere totalmente inabile al lavoro nella sua
professione di cameriere così come in qualsiasi altra attività, a decorrere dal
15 agosto 1998, e, a partire da tale data, non più collocabile in qualsiasi
altra attività lucrativa adeguata.
Conformemente
all'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI - che prevede la nascita del diritto alla
rendita al più presto nel momento in cui l’assicurato, per un anno e senza notevoli
interruzioni, è stato incapace al lavoro per almeno il 40 per cento in media -
il diritto ad una rendita intera a favore di __________, unitamente alle
rendite completive per la moglie e per i figli, decorre dal
1°
agosto 1999.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
è accolto.
§ Le
decisioni 25 aprile 2002 sono annullate.
§§ __________
ha diritto ad una rendita d'invalidità intera, unitamente ad una rendita
completiva per sua moglie e per i suoi figli, a decorrere dal 1° agosto 1999.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L’UAI
verserà all’assicurato fr. 2000.-- a titolo di ripetibili.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il
vicepresidente Il segretario
Raffaele Guffi Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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