AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
31.2000.61
Data decisione, Autorità:
18.12.2002, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
31.2000.00061
ZA/sc
Lugano
18 dicembre
2002
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo,
presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Zaccaria Akbas,
vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sulla petizione del 1° dicembre
2000 ai sensi dell'art. 52 LAVS di
__________,
contro
__________,
rappr. da: avv. __________,
In relazione alla
fallita __________
ritenuto, in
fatto
1.1. La
__________, con sede a __________, è stata iscritta a Registro di Commercio il
__________ 1991 (cfr. doc. _, FUSC del __________ 1991).
Lo scopo
sociale consisteva nell'esercizio di un'officina di gommista e meccanica,
ricostruzione pneumatici, ecc. (cfr. doc. _).
ha ricoperto la carica di amministratore unico della società dal 29 settembre
1994 al 7 dicembre 1994 (cfr. doc. _), con diritto di firma individuale (cfr.
doc. _).
La ditta
__________ è stata affiliata alla Cassa __________ AVS in qualità di datrice di
lavoro dal 1° gennaio 1992 al 30 giugno 1999.
La
__________ è entrata in mora con il pagamento dei contributi dal 1993. La Cassa
ha iniziato per questo motivo ad inviare sistematicamente delle diffide dal
mese di agosto 1993 ed ha promosso delle procedure esecutive dal mese di
dicembre 1994 (cfr. doc. _).
Con
decreti del 22 settembre 1999 e 2 novembre 1999, la Pretura del Distretto di
__________ ha dichiarato l'apertura del fallimento e la sospensione della
procedura per mancanza di attivi ai sensi dell'art. 230 LEF (FUSC del
__________ 1999).
La Cassa
ha insinuato all'UF di __________ il proprio credito di fr. 60'884.30 per
contributi paritetici insoluti per gli anni dal 1995 al 1999, per quest'ultimo
anno sino al mese di giugno, dopo regolare controllo del datore di lavoro (cfr.
doc. _).
La
procedura fallimentare è stata definitivamente chiusa per mancanza di attivo in
data __________ 1999, siccome nessun creditore aveva anticipato le spese, come
richiesto nella pubblicazione apparsa sul Foglio Ufficiale svizzero (cfr. doc.
_).
1.2. Costatato di
aver subito un danno, il 2 ottobre 2000 la Cassa ha emesso nei confronti di __________
una decisione di risarcimento danni ex art. 52 LAVS per fr. 48'521.05
solidalmente con __________ (amministratore unico dal 28 maggio 1999)
concernente i contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD/AF non versati dal 1995 al
1999, per quest'ultimo anno solo per il mese di gennaio (cfr. doc. _).
1.3. Con
opposizione 31 ottobre 2000, __________, rappresentato dall'avv. __________,
respinge l'addebito di intenzionalità e grave negligenza, adducendo di aver
assunto la carica di amministratore unico della società su esplicita richiesta
di __________, il quale avrebbe determinato la volontà della società, essendo
egli azionista unico e direttore della __________.
considera pure una responsabilità causale dell'Ufficio di revisione, in quanto
non sarebbe tempestivamente intervenuto nel 1997 nell'ambito delle proprie
competenze secondo l'art. 729b cpv.2 CO. Il convenuto sostiene che se l'Ufficio
di revisione fosse intervenuto avrebbe limitato il danno ritenuto che la
società si sarebbe già trovata in una grave situazione finanziaria (cfr. doc.
_).
1.4. Con
petizione 1° dicembre 2000, la Cassa ha postulato la condanna di __________ al
risarcimento di fr. 48'521.05, in quanto il convenuto non avrebbe ottemperato
agli obblighi di diligenza e vigilanza. La Cassa ha inoltre argomentato come
segue:
"
(…)
Nella fattispecie, il convenuto sostiene che ad esercitare un
potere effettivo sulla società ‑ quale organo di "fatto" ‑
sarebbe stato il signor __________, azionista e direttore.
Al riguardo si sottolinea che l'esistenza di un amministratore di
fatto non scarica, a priori, l'amministratore formale dalla sua responsabilità
ex art. 52 LAVS (STFA inedita del 30 marzo 1993 in re D. S., consid. 3c; STCA
inedita del 7 agosto 1996 in re 0. G, consid. 2.9).
In particolare, l'amministratore diligente non può mettere in
pericolo o lasciare che sia messo in pericolo, il versamento alla Cassa dei
contributi paritetici AVS.
Spetta in realtà all'amministratore, conformemente alla
giurisprudenza, vigilare sulle persone incaricate della gestione e della
rappresentanza, affinché rispettino le prescrizioni legali (DTF 114 V 223). Ciò
non è avvenuto, poiché il convenuto ha assunto il mandato quale
"prestanome", per altro ammesso dalla controparte medesima.
Purtroppo non aver fatto uso del potere decisionale che il mandato
conferiva al convenuto, non lo scagiona dalla propria responsabilità ex art. 52
LAVS (STCA 13 febbraio 1995 in re W. P. S. B.) e ciò in considerazione dal
fatto che la violazione delle norme legali è possibile anche per omissione.
Di conseguenza, la passività a dispetto della conoscenza
(eventuale) di mancati pagamenti di contributi dovuti, deve essere considerata
un'inosservanza per negligenza grave delle prescrizioni (RCC 1989, pag. 115).
Prove: C.S.
3.2
Segnatamente alla presunta responsabilità causale dell'Ufficio di
revisione sostenuta dalla controparte, l'attrice ritiene che tale affermazione
è stata enunciata solamente per tentare di discolpare il convenuto.
Dapprima si evidenzia che la morosità della società è iniziata
anteriormente alla nomina del revisore __________, avvenuta il 16 ottobre 1997.
Infatti, l'attrice ha dovuto sollecitare, mediante intimazione ex
art. 37 OAVS, il pagamento dei contributi paritetici già dal mese di agosto
1993 e dal mese di dicembre 1994, sono iniziate le procedure
esecutive (la prova di tale asserzione è a disposizione, qualora venisse
richiesta).
Trattandosi di una morosità durevole, questa permette di dedurre
che la società ha procrastinato e differito costantemente il pagamento dei
contributi.
Tale agire fa sorgere la responsabilità degli amministratori, ai
quali incombe per legge la massima vigilanza nella conduzione e nel controllo
della società (STFA inedita del 27 giugno 1997 in re M.A.).
Per quanto attiene alla responsabilità dell'Ufficio di revisione
nell'ambito di un'azione risarcitoria, ai sensi dell'art. 52 LAVS, la
giurisprudenza federale, prescrive che deve essere provata la violazione
colpevole di tale organo, in particolare del suo obbligo di informare il CdA.
Tuttavia, commette soltanto una negligenza lieve l'organo di
controllo che non avverte il CdA della violazione delle prescrizioni se
quest'ultimo è a conoscenza del fatto.
Nel caso in esame, il convenuto era a conoscenza degli scoperti
contributivi: egli ha interposto opposizione ai precetti notificati alla
società (Doc. _). Di conseguenza, è ingiustificato attribuire all'organo di
revisione una qualsivoglia responsabilità ai sensi dell'art. 52 LAVS.
Prove: C.S.
Secondo la giurisprudenza del TFA, un amministratore è da
ritenersi liberato dalla sua responsabilità, ai sensi dell'art. 52 LAVS, dalla
data in cui ha dimissionato (RCC 1989, pag. 114, consid. 4), in quanto da
quella data non ha più la facoltà di controllo sull'attività della ditta (DTF
109 V 86 consid. 13 = RCC 1983, pag. 475, consid. 13).
Il signor __________ ha dimissionato da amministratore unico della
società in data 12 febbraio 1999, ragion per cui la responsabilità dello stesso
è limitata ai contributi paritetici insoluti e scaduti al 31 gennaio 1999, pari
a fr. 48'521.05 (Doc. _).
Prove: C.S.
In considerazione dell'affermazione di controparte, segnatamente
il ruolo di amministratore di fatto del signor __________ o, l'attrice ha
provveduto a notificargli la decisione di risarcimento danni."
(Doc. _)
1.5. Con risposta
15 gennaio 2001, il convenuto, rappresentato dall'avv. __________, ribadendo
quanto espresso con l'opposizione, ha precisato:
"
(…)
È vero che il convenuto assunse la carica di amministratore unico
della __________ (in sostituzione della precedente amministratrice signora
__________) dal 29 settembre 1994; ma è altrettanto vero che, nemmeno 3 mesi
più tardi, il sig. __________ ‑ mediante invio raccomandato del
7.12.1994 alla __________ (doc. _) ‑ rassegnava, con effetto immediato,
le dimissioni da AU della società. Tale decisione era dettata dal fatto che il
convenuto, in poco tempo, aveva avvertito una certa approssimazione nella
gestione della __________, imputabile al sig. , già allora direttore della
ditta. Per cui, non vedendoci chiaro, preferì togliersi dagli impicci.
Tuttavia, per svariate ragioni, non ultima la grossa difficoltà nel reperire
un'altra persona disposta a subentrare formalmente nella carica, il succitato
sig. __________ (azionista unico della società) non convocò mai l'assemblea
generale per perfezionare la sostituzione dell'AU. Con il risultato che il
convenuto, il quale riteneva ‑ in perfetta buona fede ‑ che la
questione fosse liquidata, rimase iscritto a RC sino al 14.5.1999. Nel novembre
1998, accortosi che la cancellazione del suo nome dal RC non era stata
effettuata, il sig. __________ incaricò il sottoscritto legale di chiarire la
faccenda. Purtroppo, il 30 gennaio 1999, il convenuto rimase vittima di un
grave infortunio professionale che gli provocò diverse lesioni, tra cui un
forte trauma cranico, che ne comportarono il ricovero, in stato di profondo
coma, all', presso il quale egli rimase degente per diversi mesi. In
quell'infausto periodo il sig. __________ si trovò più volte in punto di morte
e venne operato a più riprese da neurochirurghi dell'ente di cui sopra. Le
terapie per salvargli la vita si protrassero molto a lungo e la guarigione fu
lenta e dolorosa. Tuttora il convenuto segue settimanalmente sedute di
fisioterapia riabilitativa, è totalmente inabile al lavoro e soffre comunque
sempre di frequenti, importanti amnesie; amnesie che gli hanno impedito dì
reperire prima il qui allegato doc. _, casualmente ritrovato gli scorsi giorni.
Sempre per le medesime amnesie il sottoscritto patrocinatore non ha potuto
ottenere dal mandante le necessarie spiegazioni e, di riflesso, non è stato in
grado di argomentare e documentare in modo più puntuale l'opposizione del 31
ottobre u. s.. Quanto precede conferma comunque le dichiarazioni contenute
nella menzionata opposizione, nel senso che il sig. __________,
sostanzialmente, non si era mai occupato della gestione della __________ e non
aveva alcun potere decisionale, dato che l'intera gestione era curata dal sig.
__________.
Prove: doc., si richiama dalla __________ l'intero
fascicolo relativo all'infortunio subìto dal convenuto il 30.1.1999 e
dall'__________, le cartelle cliniche concernenti il suo ricovero intervenuto
in stessa data.
Ad 2,3,4,5 e 6) Agli atti
AL DIRITTO
Ad 1 e 2) Ammesso
Ad 3) Contestato
Quanto indicato al precedente § 1 e comprovato dal doc. _,
basterebbe ad evidenziare l'infondatezza della pretesa di parte attrice.
Infatti l'insorgenza del danno di cui vien chiesto il risarcimento (al più presto
il 21.3.1995 ‑ doc. _) è posteriore alla data d'inoltro delle dimissioni
del convenuto dalla carica di AU della __________ (7.12.1994). Infatti da quel
giorno il sig. __________ non aveva più alcuna facoltà di controllo
sull'attività aziendale, per cui, per stessa ammissione di controparte e
conformemente alla giurisprudenza del TFA, egli è liberato da un'eventuale
responsabilità ex art. 52 LAVS.
Ma anche ove così non fosse, le argomentazioni di parte attrice
non sono pertinenti. In particolare il tentativo di evidenziare un'assenza di
responsabilità a carico del sig. __________, revisore della società, non regge.
Controparte dà per scontata la conoscenza, a partire dal novembre
1996, degli scoperti contributivi da parte del convenuto (poiché questi avrebbe
interposto opposizione ai PE intimati alla SA) allorquando tale conoscenza
scontata non lo è affatto. Intanto il sig. __________, come detto, non si
occupava della gestione della __________, che era invece svolta integralmente
dal sig. __________. A maggior ragione poi, visto l'inoltro delle dimissioni di
cui al doc. _, circostanza evidentemente nota all'ultimo citato, che non aveva
quindi alcuna ragione di informare il convenuto circa l'andamento della ditta.
In secondo luogo perché comunque le firme che figurano in calce ai
docc. _, non sono state apposte dal sig. __________. Per accertarlo basta un
semplice raffronto con quella che figura sulla procura di cui al doc. _. Per
cui, scartata l'ipotesi che il convenuto fosse a conoscenza della disastrata situazione
finanziaria della __________, occorre considerare la responsabilità del sig.
__________, revisore della società. Questi infatti non poteva non sapere che,
perlomeno dalla seconda metà del 1997, la ditta in oggetto era spesso
destinataria di precetti esecutivi per cospicui importi e che dall'inizio del
1998 l'insolvenza della società era evidente, come del resto dimostrato dal
doc. _. Il che avrebbe dovuto indurre il sig. __________ a depositare senza
indugio i bilanci aziendali in Pretura, visto che l'amministrazione, o chi per
essa, non vi provvedeva. Tale obbligo è espressamente previsto dall'art. 729 b
cpv. 2 CO ed incombe all'ufficio di revisione allorquando l'insolvenza è
manifesta. Come appunto nel presente caso.
Sul tema specifico vedasi P. Böckli, Das neue Aktienrecht, ed.
Schultess 1992, pag. 464, ni. 1713 e 1714. L'aver contravvenuto a tale obbligo
comporta una colpa grave a carico del sig. __________ ex art. 52 LAVS, in nesso
causale con il danno lamentato dalla Cassa attrice. Infatti se il fallimento
della __________ fosse stato pronunciato tempestivamente, l'ammanco
contributivo sarebbe stato di molto inferiore. Da qui una responsabilità certa
del succitato nella fattispecie. (…)" (Doc. _)
1.6. Con
osservazioni del 14 febbraio 2001, la Cassa ha precisato che quand'anche si
dovessero ritenere effettive le dimissioni del dicembre 1994, __________
avrebbe continuato comunque ad occuparsi della gestione della società fino al
mese di febbraio 1999. La Cassa precisa che il convenuto avrebbe ricevuto
personalmente i precetti esecutivi ed avrebbe sottoscritto i bilanci della
società dal 1995 al 1997 (cfr. doc. _)
1.7. A seguito di
un accertamento effettuato dal TCA, in data 10 settembre 2001 il convenuto ha
precisato:
" Riscontro
la Sua del 7 c.m. e relativo allegato, in merito al quale non posso far altro
che confermare integralmente quanto illustrato al § 1 dei fatti ed al § 3 del
diritto della risposta del 15.1.2001, nel senso che il Signor __________ non
si è mai occupato della gestione della __________ posteriormente al 7.12.1994,
data dell'inoltro delle sue dimissioni dalla carica di amministratore unico. E
questo perché tutta l'amministrazione era svolta dal Signor __________,
direttore ed unico azionista della SA, il quale firmava atti e documenti
societari utilizzando il nome del Signor __________ e, sempre a nome del
resistente, faceva opposizione ai numerosi PE che la Società riceveva, non solo
dalla Cassa attrice, ma anche dai numerosi altri creditori.
Si ribadisce che il Signor __________ personalmente e di suo
proprio pugno non ha mai sottoscritto nulla per conto della __________ (né
bilanci aziendali, né altro) e non era orientato sull'andamento della ditta,
anche perché avendo dimissionato appena 3 mesi dopo l'entrata in carica, egli
non aveva alcun motivo per interessarsene.
Il mio mandante contesta quindi le illazioni di controparte, del
tutto campate in aria e per nulla documentate." (Doc. _)
1.8. A seguito di
un accertamento effettuato dal TCA, in data 11 settembre 2001, la Cassa ha
osservato che:
" con
riferimento all'ordinanza del 7 settembre 2001 concernente la causa di cui a
margine, vi comunichiamo di non essere in possesso delle dimissioni che avrebbe
presentato il convenuto in data 12 febbraio 1999. Tale fatto risulta dal
verbale dell'assemblea generale straordinaria (Doc. _).
L'attrice ha solo potuto visionare l'incarto fiscale e per questo
motivo ne ha chiesto l'edizione (cfr. scritto 14 febbraio 2001 a pagina
2)." (Doc. _)
1.9. Interrogato
dal TCA sulle dimissioni di __________ del 7 dicembre 1994, l'ex revisore della
società __________, in data 24 settembre 2001 ha risposto:
" faccio
riferimento alla lettera del 07.09.01 e vi comunico che il Sig. __________ ha
dato le sue dimissioni correttamente.
Sono stato incaricato di eseguire la revisione dei conti
dell'esercizio chiuso al 31.12.1997.
Dopodiché ho chiesto la mia cancellazione quale ufficio di
revisione all'amministrazione della società. Non ricevendo più alcun bilancio
ho considerato chiusa la questione." (doc. _)
1.10. A seguito di
un accertamento del TCA, in data 3 ottobre 2001 __________, per il tramite del
suo rappresentante Avv. __________, ha precisato:
"
(…)
Nonostante le dimissioni, il signor __________ ha proseguito la
propria attività di amministratore anche dopo le dimissioni del 7 dicembre
1994. In particolare, considerato come la società non riusciva a trovare un
sostituto, egli ha continuato a fungere da AU sino all'estate del 1999.
La sua attività è rimasta quella di amministratore. Era infatti il
signor __________ a siglare i bilanci di fine anno ecc. E' pur vero che la
gestione effettiva della società era operata dal signor __________, al quale il
signor __________ chiedeva spesso delucidazioni sugli affari in corso.
Relativamente alla risposta presentata in data 15 gennaio 2001 dal
signor __________, il mio mandante presenta la seguente presa di posizione.
Ad. 1: Il signor __________
non conosce i motivi che hanno indotto il signor __________ a rassegnare le
dimissioni. E' certo vero che la fallita __________ presentava bilanci in
perdita, ma questo fatto non rappresentava motivo di particolare
preoccupazione, almeno nel 1994, in quanto legato alla normale fase di
avviamento di una società di recente costituzione. Peraltro, se la situazione fosse
stata tanto compromessa, non si comprende allora per quale motivo il signor
__________ sia rimasto in seno alla società per altri 5 anni.
Non è inoltre corretto quanto
indicato relativamente alla non convocazione dell'assemblea generale. Il signor
__________ ha rassegnato le dimissioni temendo che la situazione potesse
peggiorare e che in qualità di AU si sarebbe trovato esposto ad eventuali
responsabilità. L'intenzione era dunque quella di alleggerire la propria
posizione attraverso una lettera di dimissioni, seguitando però a svolgere
l'attività precedente come se ciò non fosse mai avvenuto.
Fu dunque di comune accordo tra
__________ e __________ che non vennero mai formalizzate dinanzi all'assemblea
generale le dimissioni.
Il signor __________ era dunque
perfettamente a conoscenza del fatto che era ancora iscritto a Registro di
Commercio quale AU in quanto questa era la sua precisa intenzione. Peraltro,
ciò è comprovato dal fatto che il signor __________ ha proseguito a firmare i
bilanci e ad occuparsi della società per oltre 5 anni. E' certo vero che la
gestione effettiva veniva condotta dal signor __________, ma il signor
__________ seguitava a chiedere informazioni contabili, verificare i bilanci
intermedi, esaminare i conti e siglare il bilancio finale.
Ad 3: Non può che essere
respinta ogni affermazione di non conoscenza della situazione contabile della
società. Come già indicato, seppur non svolgendo direttamente la gestione, il
signor __________ partecipava all'attività aziendale (e ciò fino al 1999),
chiedendo delucidazioni sulle operazioni della fallita _.
Pure i precetti esecutivi erano a lui
noti, in quanto in qualità di amministratore iscritto a RC, tali atti venivano
notificati a lui.
Egli era dunque perfettamente
informato della situazione finanziaria della società. In questo senso, pure il
fatto che vi erano scoperti AVS era a lui nota.
Le firme sui bilanci sono del signor
__________a, il quale come detto, ha proseguito a siglare i bilanci quale
amministratore fino all'estate del 1999." (Doc. _)
1.11. In data 22
ottobre 2001 __________ ha osservato che:
"
(…)
Le spiegazioni del 3.10.2001, fornite dal sig. __________ tramite
il suo legale, confermano, almeno in parte, le dichiarazioni di causa del sig.
__________, nel senso che le sue dimissioni da AU della __________ sono
effettivamente state rassegnate il 7.12.1994 e che l'intera gestione della
ditta è sempre stata svolta dallo stesso sig. __________. Questi si occupava
della tenuta dei libri contabili, dell'allestimento dei bilanci e delle
dichiarazioni fiscali (che sottoscriveva a nome del sig. __________,
guardandosi bene però dall'informarlo di tali scorrettezze) e più in generale
di tutte quelle operazioni amministrative che la conduzione di una ditta
comporta. Il sig. __________, ritenendosi completamente estromesso dalla SA
dopo il 7.12.1994, non aveva alcuna ragione di chiedere delucidazioni
sull'andamento dell'attività e non era quindi orientato su eventuali difficoltà
di bilancio. Anche perché il sig. __________, lo si ribadisce per l'ennesima
volta, non ha mai sottoscritto alcunché per conto della __________: né ordini
di bonifico bancario o postale, né bilanci o dichiarazioni fiscali, né altri
documenti, e nemmeno ha mai interposto opposizione a PE intestati alla ditta,
che venivano peraltro recapitati presso gli uffici aziendali situati a
__________. Al proposito vale la pena di rammentare che, all'epoca, il sig.
__________ lavorava nel Canton __________ e rientrava in Ticino solo
saltuariamente. Di modo che è escluso che eventuali atti per conto della
__________ avrebbero potuto essergli notificati al suo domicilio a __________.
Quanto dichiarato dal sig. __________ nello scritto del 3 c. m. (per evidenti
necessità di procedura) non corrisponde a verità. Si tratta di un goffo
tentativo di sottrarsi alle sue responsabilità per il danno arrecato
all'attrice, ribaltando colpe esclusivamente sue sulle spalle di chi, nella
vicenda, non aveva nulla a che vedere.
Quanto all'iscrizione a RC, il sig. __________ aveva a più riprese
chiesto al sig. __________ (azionista unico della SA), di formalizzare la
cancellazione del suo nome da amministratore della ditta, ricevendo sempre
promesse mai mantenute. Solo l'intervento del sottoscritto legale, effettuato
dopo il grave infortunio subìto dal sig. __________ alla fine di gennaio del
1999, permise di sbloccare la situazione.
Ovvio che in tali circostanze al mio mandante non può esser
imputata alcuna colpa, tanto meno grave, per il danno lamentato dalla CCC
AVS/AI/IPG, dato che questi dal 7.12.1994 non ha più avuto alcuna facoltà di
controllo sull'attività della __________." (Doc. _)
1.12. A seguito di
un accertamento effettuato preso l'UT Persone giuridiche, il TCA ha concesso
alle parti di visionare l'incarto fiscale della __________ e di presentare
eventuali osservazioni in merito nel termine di 10 giorni (cfr. doc. _).
1.13. In data 9
novembre 2001, il legale del conevenuto ha osservato che:
"
Ho esaminato le copie dei bilanci 1995, 1996 e
1997 della __________, inviatemi il 2 novembre u.s., e constato che, eccettuata
- forse - la firma apposta in calce al bilancio del 1995, tutte le altre
risultano esser assai diverse da quelle che figurano sul rogito del 14.9.1994,
uniche - queste ultime - ad esser state apposte indubitabilmente dal sig.
__________. Si tratta quindi di evidenti contraffazioni, alcune delle quali
peraltro di scarsa qualità, che saltano immediatamente all'occhio, anche di chi
è profano in materia. Il sig. __________ ribadisce pertanto quanto sostenuto
precedentemente e, con la presente, solleva formalmente l'eccezione di falso,
chiedendo che venga esperita una perizia calligrafica." (Doc. _)
1.14. In data 20
novembre 2001, la Cassa ha osservato che:
"
con riferimento al procedimento di cui a margine
ed in particolare alla richiesta di controparte, presentata in data 9 novembre
2001, di effettuare una perizia calligrafica, l'attrice non si oppone, qualora
l'autorità giudicante ritenesse necessario procedere a tale verifica.
Ci permettiamo portare all'attenzione i documenti
_ e _, i quali sono stati sottoscritti dal convenuto secondo due modalità
diverse. Premettendo l'autenticità di queste firme, vi è una forte somiglianza
tra la firma del doc. _ e quella apposta sul formulario della dichiarazione
fiscale 1997 e sui relativi allegati." (Doc. _)
1.15. Il TCA dopo
aver acquisito agli atti la documentazione relativa alla cancellazione del 6/7
maggio 1999 da amministratore unico della __________, ha richiesto alla Cassa e
a __________ di produrre copia delle dimissioni del 12 febbraio 1999 menzionate
nel verbale dell'assemblea generale straordinaria del 30 aprile 1999 (cfr. doc.
_). Lo stesso legale del convenuto, in data 4 dicembre 2001 ha fornito copia
del documento richiesto osservando (cfr. doc. _):
"
Ricevo la sua del 28 novembre u.s., con allegata
la corrispondenza intercorsa con l'attrice, volta a reperire la lettera di
dimissioni del 12.2.1999, citata nel doc. _, il cui originale risulta
introvabile. In seno alla presente le faccio avere un duplicato di tale
documento, di cui conservavo copia nel mio fascicolo. Come potrà rilevare si
tratta dello scritto di dimissioni da AU che, a nome del sig. __________, alla
data succitata avevo trasmesso per raccomandata alla __________.
All'epoca, come più volte ribadito, il mio cliente
si trovava degente in coma presso l'__________ a causa di un grave infortunio,
e chi scrive ignorava che le dimissioni fossero già state inoltrate dal diretto
interessato il 7.12.1994. Ove fossi stato al corrente della circostanza (di cui
ho saputo solo durante il mese di dicembre 2000) avrei semplicemente richiamato
la prima lettera di dimissioni, chiedendo alla Società di formalizzare la
cancellazione del nominativo dalla carica di AU a RC. Tanto più che il sig.
__________, malgrado l'indebita iscrizione a RC, non aveva alcuna funzione in
seno all'impresa, ciò che è confermato, tra le altre cose, anche dal fatto che,
per esempio, sulla dichiarazione fiscale per l'anno 1997 (doc. _) quali persone
abilitate a rilasciare informazioni complementari furono indicati i sigg.
__________ e __________, ma non il mio patrocinato, che con l'andamento
societario non c'entrava assolutamente nulla. E __________ lo sapeva anche se
ora, per evidenti motivi, lo nega." (Doc. _)
1.16. A seguito di
ulteriori accertamenti effettuati dal TCA, in data 6 febbraio 2002, il legale
di __________ ha osservato:
"
(…)
il sig. __________ (per le note ragioni più volte
esposte) ignora chi abbia allestito i bilanci della __________ negli anni dal
1995 al 1997. Probabilmente si tratta delle stesse persone che hanno riempito
le dichiarazioni fiscali, presentate in quel periodo, cui i citati bilanci
erano allegati: vale a dire il sig. __________ (già direttore e azionista unico
della società fallita) e tale sig. __________ (della __________).
Ossia quelle stesse persone che, ritenendosi
sufficientemente competenti per rilasciare informazioni complementari, hanno
indicato i rispettivi nominativi sulla prima pagina della dichiarazione fiscale
1997 della __________ (all. _).
Direi di sottoporre ai due succitati il quesito
rivolto al mio mandante." (Doc. _)
In data 9
febbraio 2002, , su richiesta del TCA, ha comunicato il nome del
responsabile e della fiduciaria che ha allestito i bilanci del 1995, 1996 e
1997 (; cfr. doc. _)
In data
15 febbraio 2002 la cassa ha osservato:
"
con riferimento al procedimento di cui a margine
ed in particolare all'ordinanza del 12 febbraio 2002, prendiamo atto che i
bilanci per gli anni 1995 - 1997 furono allestiti da una fiduciaria. Tale informazione
non chiarisce comunque l'obiezione del convenuto.
Tuttavia, riteniamo che potrebbe essere utile
verificare gli estremi del mandato attribuito alla __________, segnatamente se
esso includeva pure l'allestimento della/e dichiarazione/i fiscale/i; per quali
anni; le modalità della sottoscrizione della/e dichiarazione/i fiscale/i dei
relativi allegati, in particolare se la sottoscrizione è avvenuta presso la
fiduciaria, chi vi ha provveduto; in caso contrario, a chi è stata consegnata
la documentazione per la sottoscrizione." (Doc. _)
1.17. In data 18
febbraio 2002, __________ ha così risposto ai quesiti postigli dal TCA:
"
(…)
-
I
bilanci 1995 e 1996 sono stati allestiti dalla __________, di cui ero
amministratore unico, sulla base dei documenti giustificativi messi a
disposizione da chi gestiva la __________.
-
Non
sono in grado di ricordare a chi siano stati consegnati i bilanci 1995 e 1996.
-
La
firma apposta sui bilanci 1995 e 1996 è quella del signor __________, in questi
anni amministratore unico della __________.
La
firma apposta sull'allegato ai conti annuali al 31.12.1996 è quella del signor
__________ residente a __________.
- Non
sono in grado di riferire se il signor __________ abbia firmato i bilanci 1995
e 1996 in mia presenza o meno." (Doc. _)
1.18. Invitato a
prendere posizione sui documenti _ e relativi allegati, in data 18 febbraio
2002, __________ (amministratore unico della __________ dal 21 maggio 1999) ,
per il tramite del suo rappresentante, avv. __________, ha osservato:
"
(…)
Per quanto attiene il ruolo assunto dal signor __________ e
risultante dalla documentazione trasmessagli con suo scritto dell'8 febbraio
u.s., non posso che ribadire quanto segue:
-
II
signor __________ per conto della spett. __________, ha svolto mansioni di
contabilità esterna dal 1997.
-
Per
l'esercizio 1996 la spett. __________ era stata infatti organo di revisione
della società (fallita) __________;
-
Nello
svolgimento della sua attività il signor __________ ha operato nel pieno rispetto
delle norme contabili vigenti, attenendosi scrupolosamente ai principi imposti
dall'esercizio della sua professione.
-
La
persona di riferimento del signor __________ è sempre stato il signor
__________, azionista unico e titolare unico dell'attività svolta dalla
società.
-
Il
signor __________ non ha mai avuto alcuna possibilità di influenzare le scelte
operate dall'azionista nè le strategie aziendali, impegnandosi peraltro in
prima persona a rendere edotti i terzi fornitori/creditori sugli sviluppi della
situazione finanziaria della società.
-
L'indicazione
del nominativo del signor __________ in calce alla dichiarazione fiscale
relativa all'esercizio 1997 è puramente formale e non comporta alcuna
responsabilità in relazione al contenuto della dichiarazione medesima
-
II signor __________, persona informata sui
fatti contabili, non è in grado di esprimersi sulle asserite contraffazioni
della firma del signor __________, mentre può confermare che l'effettivo
titolare dell'azienda era il signor __________. (…)"
(Doc. _)
1.19. In data 26
febbraio 2002, __________, per il tramite dell'avv. __________, ha aggiunto:
" Ricevo
il suo invio del 22 c. m. e relativi allegati _ e prendo atto della conferma
che i bilanci della __________, per gli anni 1995 e 1996, sono stati allestiti
dalla __________, di cui era AU l'avv. __________. Ribadisco nuovamente che
tali bilanci non sono stati sottoscritti dal sig. __________, il quale, lo
sottolineo, non conosce l'avv. __________, non l'ha mai incontrato, non ha mai
avuto contatti con lui, né telefonici né sotto altra forma, e quindi non gli ha
mai conferito alcun mandato, né per conto proprio, né per conto di terze
persone.
Ciò stante, l'avv. __________ dovrebbe chiarire chi gli aveva a
suo tempo dato l'incarico di allestire i bilanci della __________ (questo forse
lo ricorderà) e spiegare come egli possa dichiarare, al n° 3 del suo scritto
del 18.2.2002, che "la firma apposta sui bilanci 1995 e 1996 è quella del
sig. __________ " (che però è domiciliato - da sempre - a __________ n. d.
r.), se poi al n° 4 della medesima lettera egli "non è in grado di
riferire se il sig. __________ abbia firmato i bilanci in sua presenza o
meno". Perché delle due l'una: o l'avv. __________ ha visto __________
firmare i bilanci (e allora lo può dichiarare), oppure non l'ha visto (e allora
si astenga da simili affermazioni)."
In data
27 febbraio 2002 la Cassa ha ribadito:
" con
riferimento al procedimento di cui a margine ed in particolare all'ordinanza
del 22 febbraio corri le comunichiamo che la Cassa non ha
osservazioni da presentare alle lettere del 18 febbraio 2002 dell'avv.
__________ rispettivamente dell'avv. __________.
L'attrice ribadisce quanto espresso nello scritto 20 novembre
2001, il contenuto del quale non è stato contestato. Peraltro va evidenziato
che il funzionario postale ha indicato, sui precetti esecutivi indicati quali
Doc. _, che gli stessi furono notificati al signor __________. Di conseguenza,
il convenuto vi ha apposto di proprio pugno la firma."
Con
scritto 9 marzo 2002, __________ ha osservato:
" in
risposta alla vostra lettera del 04.03.2002, vi confermo che, i bilanci della
__________ del 1995 / 1996, sono stati allestiti dalla __________, e firmati
dal Signor __________, come da copie allegati.
Inoltre, confermo che il Signor __________ conoscesse il Signor
Avv. __________, come pure il suo team di collaboratori che allora erano alle
dipendenze della __________.
Naturalmente, trovo al quanto infondata la presa di posizione del
Signor Avv. __________ nella sua lettera del 26.02.02, in quanto, il Signor
__________ in quegli anni era amministratore unico della __________, anche se
di fatto ero io sottoscritto, __________ a gestire la __________." (Doc.
_)
In data
16 aprile 2002, il legale __________ ha contestato il contenuto di quest'ultimo
scritto (cfr. doc. _).
1.20. In data 30
aprile 2002, __________, prendendo posizione sullo scritto dell'avv. __________
del 26 febbraio 2002, ha precisato:
"
(…)
-
non
corrisponde al vero quanto affermato dall'Avv. __________ nella sua lettera del
26 febbraio u.s. dove dice "che il Signor __________ non conosce l'Avv.
__________, non l'ha mai incontrato, non ha mai avuto contatti con lui, né
telefonici né sotto altra forma"; è vero invece che il Signor __________ è
stato 1 o 2 volte nei nostri uffici accompagnato dal Signor __________;
-
il mandato di
allestire i bilanci della __________ ci è stato affidato dagli allora azionisti
della stessa, Signor __________ (salvo errore) Signor __________;
-
ammetto che
la mia risposta al punto 3 della missiva del 18 febbraio u.s. debba essere
precisata, nel senso che ho letto il nome __________ in calce ai bilanci 1995 e
1996 ma che, non avendo la certezza che quest'ultimo li abbia sottoscritti in
mia presenza, non posso escludere che per ipotesi la firma sia stata apposta da
una terza persona;
-
confermo di
non essere in grado di riferire se il Signor __________ abbia firmato i bilanci
1995 e 1996 in mia presenza." (Doc. _)
1.21. In data 15
maggio 2002 il TCA ha chiesto a __________ di precisare quando __________ e
__________ sarebbero stati presso il suo ufficio (cfr. doc. _).
In data
17 ottobre 2002 __________ ha prodotto una serie di documenti che
attesterebbero la data della visita di __________ e __________ presso il suo
ufficio (cfr. doc. _).
In data
30 ottobre 2002 ha ancora aggiunto di non essere in possesso del verbale
dell'assembleare del 27 ottobre 1995 ritenendo che il protocollo non fu
allestito (cfr. doc. _).
Tutti i
documenti sono stati inviati alle parti per conoscenza con la facoltà di
formulare eventuali osservazioni entro 5 giorni (cfr. doc. _).
1.22. In data 9
dicembre 2002, presenti __________, Avv. __________ (rappresentante del
convenuto) Avv. __________ e __________ per la Cassa, è stato sentito quale
teste il signor __________ (cfr. doc. _).
Il teste
__________ ha riferito quanto segue:
"
La Società __________ di cui sono stato
amministratore unico dal 1991 sino al 1999-2000 aveva ricevuto da parte della
__________ il mandato di allestire la contabilità sulla base dei documenti che
venivano consegnati "90 sul 100" da parte del sig. __________.
Ebbi modo di conoscere nell'ambito di tale
mandato sia il sig. __________ che il sig. __________. Per quanto riguarda
quest'ultimo ricordo di averlo incontrato al massimo due volte; presumo che una
prima volta lo incontrai in occasione dell'assemblea generale ordinaria della
__________ relativa all'esercizio 1994. Mi viene ostenso il doc. 79/1-3 che
concernono il primo la convocazione all'assemblea ordinaria, il secondo
concerne miei appunti relativi all'assemblea avvenuta il 27.10.1995 e il terzo
concerne il rapporto orario che conferma il fatto che l'assemblea è veramente
avvenuta.
La nostra società si occupava della contabilità e
dell'allestimento dei bilanci in occasione del quale prima dell'assemblea
prendevamo contatto col revisore al fine di allestire il relativo rapporto di
revisione. Prima dell'assemblea sottoponevamo il bilancio con il relativo
rapporto normalmente al sig. __________.
La nostra società ha allestito i bilanci
1995-1996 (come risulta dal mio scritto 18.2.2002 al TCA). Siamo stati
incaricati di allestire questi bilanci dal sig. __________. Non mi risulta che
i suddetti bilanci siano mai stati sottoscritti in mia presenza.
Mi ricordo che il sig. __________ mi fu
presentato dal sig. __________ come amministratore della società e ciò se ben
ricordo in un periodo antecedente il 1994.
Secondo me a gestire e ad occuparsi della
conduzione della società era il sig. __________ e posso affermare ciò in quanto
per es. se c'erano delle trattative da fare che concernevano pagamenti di
forniture o cose di questo genere era il sig. __________ ad occuparsene. Non
sono in grado di rispondere se il sig. __________ si occupasse anch'esso della
gestione e della conduzione della __________.
Ricordo che sin dall'inizio dell'assunzione del
mandato, tutti i documenti necessari all'allestimento dei bilanci aziendali mi
erano stati consegnati dal sig. __________. Forse in un paio di occasioni
qualche giustificativo mi venne portato dal sig. __________ coazionista assieme
al sig. __________ della SA. Successivamente il sig. __________ desiderava che
il sig. __________ abbandonasse la SA, cedendogli la sua quota parte di azioni.
Non se ne fece nulla, almeno a quanto ne so, dato che i due non trovavano un
accordo sul prezzo di cessione delle azioni.
Riguardo al momento in cui ho incontrato il sig.
__________ e qui mi riferisco al mio scritto 17 ottobre 2002 al TCA con i
relativi allegati, preciso che questo incontro avvenne in occasione
dell'assemblea generale ordinaria del 27 ottobre 1995, relativo
all'approvazione dei conti per l'esercizio 1994, dove erano presenti oltre al
sig. __________ in veste di amministratore unico anche gli azionisti, il
revisore e il sottoscritto.
Ad eccezione di questa assemblea io non ho mai
partecipato a nessun'altra assemblea né ordinaria, né straordinaria della
__________ " (doc. _).
Dalla
discussione di causa è emerso inoltre quanto segue:
"
A domanda del GD delegato relativamente alla mia
lettera di dimissione del 7 dicembre 1994 (vedi doc. _) (n.d.r. il convenuto
dichiara) posso precisare che tale lettera recapitata alla spett.le __________
è stata ritirata dal sig. __________, il quale si occupava della gestione della
società.
Il patrocinatore del sig. __________ fa presente
che quest'ultimo a seguito di un grave infortunio in occasione del quale ha
riportato un trauma cranico non è in grado di ulteriormente rispondere a
domande relative alla vertenza in questione.
Il sig. __________ precisa in ogni caso che dopo
il 1994 faceva capo al magazzino della __________ quale deposito di mio
materiale (gomme) che utilizzavo nell'ambito della mia attività di rally. Per
il resto mi limitavo qualche volta ad aiutare gli operai della ditta e ciò in
particolare in occasione dei miei rientri in Ticino, nel periodo in cui
risiedevo a __________ per motivi di lavoro.
Non ricordo di avere "teoricamente" mai
sottoscritto alcunché per conto della __________ dopo le mie dimissioni del
dicembre 1994.
La rappr. della Cassa rileva come i precetti
esecutivi i cui doc. _ datati 22 novembre 1996 rispettivamente 1° ottobre 1997
siano stati recapitati al sig. __________.
Dopo ampia discussione su domanda del GD delegato
il patrocinatore di __________ dichiara di mantenere l'eccezione di falso
sollevata con scritto 9.11.2001 al TCA. Richiesto dal GD delegato il rappr. del
convenuto indica nella persona del sig. __________ l'autore delle
contraffazioni oggetto di eccezione.
La rappr. della Cassa produce agli atti due
precetti esecutivi recanti la data 23.11.1998 il primo e 21.8.1998 il secondo.
Entrambe i precetti fatti spiccare dalla __________ indicano quale debitore la
__________ e quale amministratore unico __________, __________. Entrambi i
precetti risultano essere stati consegnati al sig. __________ il primo il
27.11.1998, il secondo il 29.8.1998. L'opposizione interposta ai due precetti
risulta sottoscritta dal sig. __________.
I due citati precetti unitamente alle rispettive
documentazioni vengono acquisiti agli atti
A tale riguardo il patrocinatore del convenuto
rileva che la firma apposta sui precetti esecutivi, siano questi stati
notificati a __________ e a __________ non cambia la sostanza delle cose, in
quanto tali atti non dimostrano che il destinatario del precetti esecutivi
avesse il potere decisionale in seno alla SA. È facoltà anche del più umile
impiegato di un'azienda interporre opposizione a un atto esecutivo che gli
viene recapitato, ma questo non significa ancora che tale persona abbia
qualcosa da dire nella conduzione aziendale.
La Cassa chiede come mai il sig. __________ ha
partecipato all'assemblea generale ordinaria tenutasi il 27.10.1995 quando esso
sarebbe stato amministratore unico della società dal 29 settembre 1994 al 7
dicembre 1994.
In risposta il rappr. del convenuto osserva che
l'esercizio aziendale in oggetto concerneva appunto il 1994, epoca nella quale
anche se per una breve durata, il sig. __________ era amministratore unico
della società a tutti gli effetti. Ovvio quindi che egli abbia partecipato
all'allestimento dei bilanci e all'assemblea generale che doveva ratificargli.
A domanda della Cassa a sapere come mai in
occasione di tale assemblea egli non abbia formalizzato le proprie dimissioni
del dicembre 1994 il convenuto osserva che non spettava a lui formalizzare
alcunché, dato che la revoca del mandato era avvenuta con regolare invio
raccomandato alla SA un anno prima. Compito di accettare le dimissioni di un
amministratore in carica e quindi formalizzare la cancellazione RC del
nominativo, e quello dell'assemblea generale della SA. Non era quindi colpa di
__________ se tutto ciò non è stato fatto " (doc. _)
in
diritto
2.1. In virtù dell'art. 52 LAVS
"il datore di lavoro deve risarcire alla cassa di compensazione i danni da
lui causati violando, intenzionalmente o per negligenza grave, le prescrizioni".
I
presupposti dell'obbligo di risarcimento sono quindi l'esistenza di un danno,
la violazione delle prescrizioni vigenti in materia di contributi paritetici,
da parte del datore di lavoro, e l'intenzionalità o la negligenza grave.
Nell’ipotesi
in cui il datore di lavoro è una persona giuridica, che è stata sciolta
allorché la pretesa viene fatta valere, possono essere convenuti, in via
sussidiaria, i suoi organi responsabili (DTF 123 V 15 consid. 5b con
riferimenti; SVR 2001 AHV Nr. 6, pag. 20).
Sussidiarietà
significa che la cassa di compensazione deve innanzitutto rivolgersi al datore
di lavoro. Solo nel caso in cui il datore di lavoro non può far fronte al suo
obbligo contributivo la cassa di compensazione può agire sussidiariamente e
direttamente contro i suoi organi. Generalmente questo è il caso in cui la
cassa accusa un danno a seguito del fallimento della società datrice di lavoro
(Nussbaumer, Die Haftung des Verwaltungsrates nach Art. 52 AHVG, in AJP/PJA
1996 pag. 107.; Frésard, Les développements récents de la
jurisprudence du Tribunal fédéral des assurances relative à la responsabilité
de l’employeur selon l’art. 52 LAVS, in RSA 1991, no. 2
pag. 163).
In questo
contesto si situa anche il rilascio dell’attestato di carenza beni definitivo
in una procedura di esecuzione in via di pignoramento. Tale documento attesta
ufficialmente, oltre al mancato adempimento all’obbligo di versare i
contributi, l’insolvibilità del datore di lavoro. Quindi alla Cassa è lecito
richiedere il risarcimento ex art. 52 LAVS agli organi anche se la società
esiste giuridicamente (cfr. RCC 1988 pag. 137 consid. 3c). Per questo, dalla
notifica di tale atto, non vi è motivo per non iniziare una procedura di
risarcimento contro i suoi organi sussidiariamente responsabili (RCC 1988 pag.
137 consid. 3c, confermato in RCC 1991 pag. 135 consid. 2a; cfr. critica in M.
Kunz, Die Schadenersatzplicht des Arbeitsgebers in der AHV, Diss. Winterthur
1989 pag. 63).
2.2. Si ha un
danno ai sensi dell'art. 52 LAVS ogni qualvolta dei contributi paritetici
legalmente dovuti all'AVS sfuggono a questa assicurazione. Il danno subentra
allorquando questi contributi non possono essere riscossi per motivi di diritto
o di fatto. Questo per intervenuta perenzione ai sensi dell’art. 16 cpv. 1 LAVS
o per insolvenza del datore di lavoro ( cfr. Nussbaumer, AJP/PJA 1996 pag.
1076; DTF 123 V 15, 16, consid. 5b). L'ammontare del danno corrisponde a quello
dei contributi che il datore di lavoro avrebbe dovuto versare (DTF 98 V 26 =
RCC 1972 pag. 687; Frésard, La responsabilité de l’employeur pour le
non-paiement de cotisations d’assurances sociales selon l’art. 52 LAVS, in RSA
1987, no. 10, pag. 9).
Costituiscono
elementi del danno risarcibile, tra l’altro, i contributi AVS/AI/IPG, sia per
la parte del salariato che quella del datore di lavoro (Pratique VSI 1994 pag.
104); i contributi della disoccupazione; i contributi dovuti all’assicurazione
cantonale degli assegni familiari, le spese di amministrazione ; le spese
esecutive, gli interessi moratori (cfr. la giurisprudenza citata in
Trisconi-Rossetti, L’azione di risarcimento danni della Cassa di compensazione
AVS/AI/IPG nei confronti del datore di lavoro ex art. 52 LAVS, RDAT II 1995
pag. 369 s; STFA del 24 ottobre 2000 nella causa T., C. e S., H 113/00, consid.
6).
Nell'evenienza concreta,
dagli specchietti concernenti l'evoluzione del debito contributivo (cfr. doc.
_), dagli estratti conto dei contributi e dai quaderni dei salari (cfr. doc.
_), risulta chiaramente l'importo dei contributi non saldati.
Il danno ammonta dunque a fr.
48'521.05 (cfr. consid. 1.4.).
Tale
importo non è del resto stato contestato dal convenuto.
2.3. Per
definizione, il danno considerato dall'art. 52 LAVS è quello derivante da un
atto o da un'omissione in relazione ai compiti che la legge attribuisce al
datore di lavoro, segnatamente in materia di versamento dei contributi
(Pratique VSI 1994 pag. 99, consid. 5a). Le prescrizioni cui fa riferimento
l'art. 52 LAVS sono innanzitutto quelle contenute nella LAVS medesima e nelle
sue disposizioni di esecuzione: in particolare le norme concernenti l'obbligo
di pagare i contributi, il calcolo degli stessi dovuti sul reddito di
un'attività salariata, il prelevamento dei contributi dei salariati, l'obbligo
di allestire i relativi conteggi: sono queste le disposizioni in senso stretto
(art, 14 cpv. 1 LAVS, art. 34ss OAVS; cfr. RCC 1985, pag. 607 consid. 5a).
L’obbligo
di conteggiare e versare i contributi da parte del datore di lavoro è un
compito di diritto pubblico (Pratique VSI 1994 pag. 108 consid. 7a con
riferimenti) ed il venire meno a questo compito costituisce una violazione di
prescrizioni ai sensi dell’art. 52 LAVS e comporta il risarcimento integrale
del danno (Pratique VSI 1993 pag. 84 consid. 2a, DTF 111 V 173 consid. 2; DTF
108 V 186 consid. 1a; 192 consid. 2a; RCC 1985 p. 646 consid. 3a, 650 consid.
2).
Inoltre -
anche se ciò non è esplicitamente menzionato nella legge - il datore di lavoro
deve preoccuparsi dei contributi paritetici dei quali egli è tenuto ad assumere
il prelevamento e la trasmissione alla Cassa con tutta la necessaria attenzione
richiesta. Ne consegue che se egli è causa della propria insolvenza nei
confronti della Cassa, egli può essere reso responsabile ai sensi dell'art. 52
LAVS, anche se non ha violato una prescrizione specifica della LAVS (RCC 1985,
pag. 608 consid. 5b).
2.4. La Cassa di
compensazione che constata di aver subito un danno in seguito alla non osservanza
delle prescrizioni (ad es. dell'art. 14 LAVS, relativo all'obbligo di dedurre
da ogni paga i contributi e di versarli periodicamente alla cassa,
rispettivamente degli art. 34 e ss. OAVS relativi ai modi di conteggio e di
pagamento dei contributi) può presumere che il datore di lavoro ha violato le
prescrizioni intenzionalmente o almeno per grave negligenza e quindi può
procedere contro di lui.
Incombe
allora al datore di lavoro di far valere e provare validi motivi di
giustificazione e di discolpa, idonei cioè ad escludere una violazione
intenzionale o per negligenza grave delle prescrizioni, rispettivamente idonei
a giustificarla in base a circostanze speciali (DTF 108 V 187; SVR 1995 AHV Nr.
70 pag. 213).
È quindi
possibile che, procrastinando il pagamento dei contributi, il datore di lavoro
riesca a salvaguardare l’esistenza della ditta, ad esempio nell’ipotesi di
difficoltà passeggere di liquidità.
Affinché
un simile comportamento non comporti l’applicazione dell’art. 52 LAVS, occorre
che il datore di lavoro, nell’istante in cui decide, abbia seri e oggettivi
motivi di ritenere che gli sarà possibile solvere i contributi entro un termine
ragionevole (DTF 108 V 188; RCC 1992 pag. 261 consid. 4b; RCC 1985 p. 604
consid. 3a).
L’obbligo
del datore di lavoro e dei suoi organi responsabili di risarcire il danno alla
Cassa sarà negato, e di conseguenza decadrà, se questi reca e prova motivi di
giustificazione, rispettivamente di discolpa (DTF 108 V 187 consid. 1b; Knus,
op. cit., pag. 54, Frésard, op. cit., RSA 1987, pag. 7).
2.5. Ai sensi
della giurisprudenza del TFA si deve ammettere una negligenza grave del datore
di lavoro quando questi abbia trascurato di fare quanto doveva apparire
importante a qualsiasi persona ragionevolmente posta nella stessa situazione.
La misura
della diligenza richiesta viene apprezzata secondo il dovere di diligenza che
si può e si deve generalmente esigere, in materia di gestione, da un datore di
lavoro della stessa categoria di quella a cui appartiene l’interessato ( RCC
1988 pag. 634 consid. 5a; DTF 112 V 159 consid. 4 con riferimenti; M. Knus, op.
cit., p. 53). Questo dovere risulta accresciuto quando si tratta di un
amministratore unico; egli deve dare prova di tutta la diligenza necessaria
alla corretta gestione degli affari sociali non essendo sufficiente l'ossequio
della diligentia quam in suis (DTF 112 V 3 consid. 2b; cfr. anche DTF 122 III
198 consid. 3a). Egli deve conservare un assoluto controllo sugli affari
importanti della ditta, essendo segnatamente suo preciso dovere vigilare
affinché i contributi vengano regolarmente versati. Occorre però esaminare se
speciali circostanze legittimavano il datore di lavoro a non versare i
contributi o potevano scusarlo dal provvedervi ( DTF 121 V 244 consid. 4b; 108
V consid. 1b e 193 consid.2b)
2.6. Innanzitutto
va precisato che, secondo costante giurisprudenza (cfr. STCA 14 giugno 1995
nella causa G.C.; inc. __________), la responsabilità del datore di lavoro ai
sensi dell'art. 52 LAVS non è in relazione alla gestione della società per se
stessa, né a eventuali cause di un fallimento.
ha ricoperto la carica di amministratore unico della società dal 29 settembre
1994 al 7 dicembre 1994 (cfr. doc. _), con diritto di firma individuale (cfr.
doc. _).
2.6.1. Il convenuto
ritiene di non poter essere reso responsabile del danno causato alla Cassa in
quanto egli si sarebbe dimesso nel dicembre del 1994. La Cassa per contro
sostiene che, al di là delle dimissioni del 7 dicembre 1994, il convenuto
avrebbe comunque continuato ad agire come amministratore.
In data
30 aprile 1999 ha avuto luogo l'assemblea generale straordinaria della
__________ presso lo studio dell'avv. __________ i. Dal verbale dell'assemblea straordinaria
emerge quanto segue:
"
(…)
Presiede l'assemblea il sig. __________ che designa la signorina
__________ quale segretaria.
Il Presidente constata e fa constatare la presenza dell'intero
capitale sociale. Trattasi quindi di assemblea plenaria ai sensi dell'art. 701
CO. Essa è stata regolarmente convocata con invio raccomandato del 2.3.99 del
rappresentante dell'AU sig. __________, per deliberare sul seguente ordine del
giorno:
-
Dimissioni dell'attuale amministratore unico.
-
Nomina del nuovo amministratore unico.
-
Eventuali.
Ad 1. Il Presidente prende atto delle dimissioni rassegnate il
12.2.99 dall'attuale amministratore unico, sig. __________, a causa di un grave
infortunio professionale subito, ciò che rende impossibile per lui la continuazione
dello svolgimento di tale mandato. Con rincrescimento l'assemblea accetta le
dimissioni del sig. __________, lo ringrazia dell'attività svolta in favore
della Società, formula i più fervidi auguri per una pronta guarigione e gli dà
interamente scarico del suo operato. (…)" (Doc. _)
Le
(successive) dimissioni del 12 febbraio 1999 citate nel verbale dell'assemblea
generale del 30 aprile 1999, stilate all'epoca dall'avv. __________, hanno il
tenore seguente:
"
Nella mia veste di legale del sig. __________ vi
segnalo che il mio mandante, recentemente, è purtroppo rimasto vittima di un
infortunio professionale con gravi conseguenze per il suo stato di salute.
Data la sua situazione è evidente che egli non
può più occuparsi dell'amministrazione della vostra società, né verosimilmente
lo potrà in avvenire. Mio tramite egli si vede quindi costretto ad inoltrare le
proprie dimissioni dalla carica di amministratore unico della __________, e
questo con effetto immediato.
Vorrete cortesemente indire - con la dovuta
premura - un'assemblea straordinaria onde provvedere alla nomina di un nuovo
amministratore e quindi richiedere all'Ufficio del Registro di commercio di
__________ la cancellazione del nominativo del mio mandante dalla carica in
oggetto." (Doc. _)
Il
problema cui si trova confrontato il TCA è quello di sapere se anche dopo le
dimissioni di __________ del 7 dicembre 1994 (cfr. doc. , allegato doc. ),
egli ha ancora svolto le funzioni di amministratore, così come afferma
__________ (cfr. doc. ) e quindi se abbia, de facto, revocato le sue
dimissioni del 1994. Il legale di __________ sostiene inoltre che il suo
mandante non lo avrebbe informato delle dimissioni del dicembre 1994 in quanto
nel periodo in cui egli ha stilato le dimissioni del 12 febbraio 1999, il suo
assistito "..si trovava degente in coma presso l'_______ a causa di
un grave infortunio, e chi scrive ignorava che le dimissioni fossero già state
inoltrate dal diretto interessato il 7.12.1994.." (cfr. consid. 1.15).
Si
premette innanzitutto che __________ ha ammesso a più riprese di occuparsi
della gestione vera e propria della società. A suo dire __________ firmava solo
i bilanci, si informava della situazione societaria e ritirava i PE:
" (…)
Nonostante le dimissioni, il signor __________ ha proseguito la propria
attività di amministratore anche dopo le dimissioni del 7 dicembre 1994. In
particolare, considerato come la società non riusciva a trovare un sostituto,
egli ha continuato a fungere da AU sino all'estate del 1999.
La sua attività è rimasta quella di
amministratore. Era infatti il signor __________ a siglare i bilanci di fine
anno ecc. E' pur vero che la gestione effettiva della società era operata dal
signor __________, al quale il signor __________ chiedeva spesso delucidazioni
sugli affari in corso.
(…)
Il signor __________ ha
rassegnato le dimissioni temendo che la situazione potesse peggiorare e che in
qualità di AU si sarebbe trovato esposto ad eventuali responsabilità.
L'intenzione era dunque quella di alleggerire la propria posizione attraverso
una lettera di dimissioni, seguitando però a svolgere l'attività precedente
come se ciò non fosse mai avvenuto
(…)
il signor __________ ha proseguito a firmare i bilanci e ad
occuparsi della società per oltre 5 anni. E' certo vero che la gestione
effettiva veniva condotta dal signor __________, ma il signor, __________
seguitava a chiedere informazioni contabili, verificare i bilanci intermedi,
esaminare i conti e siglare il bilancio finale
(…)
seppur non svolgendo direttamente la gestione, il signor
__________ partecipava all'attività aziendale (e ciò fino al 1999), chiedendo
delucidazioni sulle operazioni della fallita __________.
Pure i precetti esecutivi erano a lui noti, in quanto in qualità
di amministratore iscritto a RC, tali atti venivano notificati a lui (…)"
(cfr. doc. _)
__________,
amministratore unico dal 21 maggio 1999 (cfr. doc. _) ha confermato che la
persona di riferimento e il titolare unico della società à sempre stato
__________ (cfr. consid. 1.18).
Appurato
che la gestione della ditta era affidata al solo __________, rimane da chiarire
il motivo per cui __________ non ha provveduto alla cancellazione a RC delle
dimissioni date nel dicembre del 1994, ritenuto che secondo la giurisprudenza
del TFA, un amministratore è da ritenersi liberato dalla responsabilità ex art.
52 LAVS dalla data in cui egli ha dimissionato quale organo della società e che
è a partire da questa data - e non dalla radiazione del Registro di Commercio -
che egli non ha infatti più alcuna facoltà di controllo sull’attività della
medesima (cfr. SVR 2000 AHV Nr. 24 = DTF 126 V 61 consid. 4a e 4b = Pratique
VSI 2000, pag 293; STFA del 27 febbraio 2002 nella causa S., H 282/01, consid.
3a; DTF 123 V 173 consid. 3a = Pratique VSI 1998, pag. 521; DTF 112 V 1 consid.
3c e 3b, cfr. anche Forstmoser/Meier-Hyoz/Noberl, Schweizerisches Aktienrecht,
Berna 1996 § 27 n. 54, STFA 25 novembre 1999 inedita in re SC, H 201 + 207/98).
Sul tema
il TFA in DTF 112 V 1 (= RCC 1986 pag. 420), ha stabilito quanto segue:
(…)
b) Soweit diese Ausführungen der Vorinstanz
Feststellungen tatsächlicher Natur - insbesondere solche über die konkreten
Handlungen des Beschwerdeführers nach dem 6. September 1982 - betreffen, sind
sie für das Eidg. Versicherungsgericht verbindlich (Art.
105 Abs. 2 OG). Näher zu prüfen ist dagegen, ob die nach dem
Zeitpunkt der Demission vorgenommenen Handlungen die Schlussfolgerung der
Vorinstanz zulassen, der Beschwerdeführer habe dadurch die Geschäftsführung
noch massgeblich beeinflussen können bzw. es liege trotz der Rücktrittserklärung kein effektives Ausscheiden aus dem
Verwaltungsrat vor (BGE 109 V 94 f.). Bei dieser
vorinstanzlichen Schlussfolgerung geht es - entgegen der Auffassung des
Bundesamtes für Sozialversicherung - nicht um eine Sachverhaltsfeststellung,
sondern um eine Rechtsfrage, die durch das Eidg. Versicherungsgericht frei
überprüfbar ist (Art. 104 lit. a OG).
c) Der Beschwerdeführer hat der Firma A. Holding
AG mit Schreiben vom 6. September 1982 erklärt, dass er sein Mandat als
Verwaltungsrat der Firma M. AG per sofort niederlege. Mit dieser - an sich
unbestrittenermassen korrekt erklärten - Demission trat die Beendigung des
Amtes als Verwaltungsrat ein, und zwar mit sofortiger Wirkung (BÜRGI, Zürcher
Kommentar, N. 8 zu Art. 705 OR; VON
STEIGER, Das Recht der Aktiengesellschaft in der Schweiz, 4. Aufl., S. 226 f.; SCHUCANY,
Kommentar zum Schweizerischen Aktienrecht, 2. Aufl., N. 2 zu Art. 705 OR; PATRY, Précis du droit Suisse des
Sociétés, vol. II, S. 250; BGE 104 Ib 323 Erw. 2b). Eine faktische Fortsetzung
des Mandats über den genannten Zeitpunkt hinaus mit der Möglichkeit, die
Geschäftsführung der Gesellschaft noch massgeblich zu beeinflussen, ist trotz
der Vollmachterteilung vom 1. November 1982 bzw. des Schreibens vom 2. Dezember
1982 zu verneinen. Es erscheint nämlich als glaubhaft, dass der
Beschwerdeführer gewisse Handlungen nur noch zur Liquidation seines Mandats im
Sinne der Erfüllung einer Sorgfaltspflicht vornahm, weil die Aktiengesellschaft
infolge der fristlosen Demission ihres einzigen Verwaltungsrates formell
handlungsunfähig wurde. Wenn sich der Beschwerdeführer zu diesen Handlungen -
sei es zu Recht oder zu Unrecht - berechtigt oder verpflichtet fühlte, so kann
daraus nicht abgeleitet werden, er habe seine Demission vorläufig suspendiert.
Dies muss vorliegend um so mehr gelten, als er bereits im Schreiben vom 6.
September 1982 um die entsprechende Publikation im Handelsregister ersucht
hatte und in der Folge wiederholt und unwidersprochen geltend machte, die
Löschung des Eintrages sei durch die Verantwortlichen der Firma A. Holding AG
hinausgezögert worden (vgl. hiezu FORSTMOSER/MEIER-HAYOZ, Aktienrecht, 2.
Aufl., S. 171 N. 23; BGE 104 Ib 324 f. Erw. 2b und 3b). Bei diesen
Gegebenheiten kann entgegen der Meinung von Verwaltung und Vorinstanz nicht auf
die Löschung des Eintrags im Handelsregister abgestellt werden. Als
massgebender Zeitpunkt des effektiven Ausscheidens aus dem Verwaltungsrat muss
vielmehr der 6. September 1982 betrachtet werden (…) "
L'Alta
Corte Federale in una sentenza del 19 maggio 2000 nella causa C. e G., H
113/99, parzialmente pubblicata in DTF 126 V 61 (= Pratique VSI 2000, pag. 183
e SVR 2000 AHV Nr. 24) ha ancora rilevato:
"(…)
4.- a) Nach ständiger Rechtsprechung zu Art. 52 AHVG BGE 123 V
173 Erw. 3a, 112 V 4 Erw. 3c, 109 V 93 Erw. 13; vgl. auch THOMAS
NUSSBAUMER, Die Haftung des Verwaltungsrates nach Art.
52 AHVG, in: AJP 1996 S. 1081) dauert die
Verantwortlichkeit eines Verwaltungsrates in der Regel bis zum Moment seines
tatsächlichen Austritts aus dem Verwaltungsrat, und nicht bis zum Zeitpunkt der
Löschung seiner Funktion im Handelsregister. Das gilt jedenfalls in denjenigen
Fällen, in denen die Betroffenen, nach ihrer Demission, keinen Einfluss mehr
auf den Gang der Geschäfte und keine Entschädigung für ihre
Verwaltungsratsstellung erhalten haben. Mit anderen Worten kann ein
Verwaltungsrat nur für Schaden haftbar erklärt werden, der auf die
Nichtbezahlung von Beiträgen zurückzuführen ist, welche im Zeitpunkt seines
effektiven Austrittes entstanden und fällig waren. Vorbehalten bleibt der Fall,
in dem der Schaden durch Handlungen verursacht worden ist, deren Wirkungen sich
jedoch erst nach seinem Rücktritt als Verwaltungsrat entfaltet haben".
(…)
5.- Nach dem Gesagten vermag die Ausgleichskasse
aus dem einzigen Umstand, dass der Beschwerdeführer bis Oktober 1993 im Handelsregister
als Verwaltungsrat der Y.________ AG eingetragen blieb, nichts zu ihren Gunsten
abzuleiten. Da zudem weder Anhaltspunkte bestehen noch geltend gemacht wird,
dass der Beschwerdeführer nach der faktischen Beendigung des
Verwaltungsratsmandates im Zusammenhang mit dem 1981 aufgelösten
Arbeitsverhältnis seither noch irgend eine Beziehung zur Firma aufrechterhalten
hätte, welche für seine Organeigenschaft sprechen würde, hat die Vorinstanz
seine Haftung für den eingetretenen Schaden zu Unrecht bejaht."
Il TCA
ritiene che le dimissioni del 7 dicembre 1994 date da __________ in realtà sono
state di fatto revocate con il comportamento avuto negli anni successivi dal
convenuto. Questa conclusione si fonda sui seguenti motivi.
Un primo
elemento che corrobora la tesi secondo la quale __________ ha continuato ad
occuparsi della società anche dopo le dimissioni del 7 dicembre 1994, è dato
dal fatto che il convenuto si è recato presso gli uffici della __________ il 27
ottobre 1995 in compagnia di __________ (cfr. _). __________ ha infatti
affermato che:
"
non corrisponde al vero quanto affermato dall'Avv. __________
nella sua lettera del 26 febbraio u.s. dove dice "che il Signor __________
non conosce l'Avv. __________, non l'ha mai incontrato, non ha mai avuto
contatti con lui, né telefonici né sotto altra forma"; è vero invece che
il Signor __________ è stato 1 o 2 volte nei nostri uffici accompagnato dal
Signor __________ "
In data
17 ottobre 2002 __________ ha prodotto una serie di documenti che attestano la
data (27 ottobre 1995) della visita di __________ e __________ presso il suo
ufficio (cfr. doc. _). In data 30 ottobre 2002 ha ancora aggiunto di non essere
in possesso del verbale dell'assemblea del 27 ottobre 1995 ritenendo che il
protocollo non fu allestito (cfr. doc. _).
In sede
di audizione testimoniale del 9 dicembre 2002, __________ ha precisato:
"
Riguardo al momento in cui ho incontrato il sig.
__________ e qui mi riferisco al mio scritto 17 ottobre 2002 al TCA con i
relativi allegati, preciso che questo incontro avvenne in occasione
dell'assemblea generale ordinaria del 27 ottobre 1995, relativo
all'approvazione dei conti per l'esercizio 1994, dove erano presenti oltre al
sig. __________ in veste di amministratore unico anche gli azionisti, il
revisore e il sottoscritto.
Ad eccezione di questa assemblea io non ho mai
partecipato a nessun'altra assemblea né ordinaria, né straordinaria della
__________ " (Doc. _).
si è dunque presentato all'assemblea generale del 27 ottobre 1995 in veste di
amministratore unico, come tale ancora iscritto a RC, dieci mesi dopo le sue
dimissioni "con effetto immediato. L'ordine del giorno non prevedeva
peraltro la nomina di un nuovo amministratore unico (cfr. doc. _). Se le
dimissioni del 1994 fossero state effettive, avrebbe dovuto essere presente il
nuovo amministratore unico, o a verbale doveva figurare l'intenzione della
società di volerne nominare uno nuovo al più presto (a quanto pare non fu
nemmeno stilato un verbale; cfr. doc. _). A nulla giova affermare che la
presenza del __________ era necessaria per lo scarico dell'esercizio 1994 (che
tra l'altro, se consideriamo le dimissioni del 7 dicembre 1994, è rimasto in
carica per meno di tre mesi in quell'anno). Anche ammettendo che la sua presenza
fosse necessaria, resta il fatto che agli azionisti e a __________, __________
si é presentato come amministratore unico della __________, e nulla agli atti
faceva presumere che si volesse procedere alla sua sostituzione.
Un altro
elemento che corrobora la tesi secondo cui il convenuto è rimasto
amministratore unico ben oltre il dicembre 1994 deriva dal fatto che __________
nel corso del 1996 (per la precisione il 25 novembre 1996, cfr. doc. _) e del
1997 (per la precisione il 2 ottobre 1997, cfr. doc. _), ha interposto
opposizione a due precetti esecutivi recapitati al proprio domicilio di
__________, firmandoli. Ora lo stesso ufficiale (postino) che ha consegnato
il PE ha indicato che la persona che ha ritirato il PE era __________ (cfr.
doc. _ e _).
Se
veramente __________ si fosse dimesso nel dicembre del 1994 egli non avrebbe
esitato in quell'occasione a chiedere spiegazioni alla società (ritenuto che
normalmente tutti si oppongono ad un precetto esecutivo). Egli si sarebbe così
accorto di essere ancora iscritto a RC ed avrebbe agito di conseguenza
chiedendo lo stralcio del suo nome. Oltretutto gli stessi PE indicavano
chiaramente a cosa erano dovuti (il primo ad una somma relativa ai contributi
del 1995 non versati dalla __________, e il secondo relativo a contributi del
periodo gennaio-giugno 1997) e a chi ("A.U __________ "). Il
Convenuto ha invece addirittura negato di aver ritirato i PE in parola perché
egli lavorava nel Cantone __________ e rientrava solo saltuariamente in Ticino
(cfr. doc. _).
La Cassa
in sede di udienza del 9 dicembre 2002 ha peraltro prodotto due PE esecutivi
indirizzati presso la sede sociale della società a __________, entrambi
ritirati e sottoscritti da __________ (cfr. doc. _). Si può quindi dedurre che
i PE intimati alla sede sociale venivano ritirati da __________, mentre quelli
al domicilio del convenuto, da __________. A meno che si voglia sostenere che
al momento del ritiro dei PE in casa del convenuto ci sia stato __________ e
che il postino abbia erroneamente scambiato __________ per __________ e questo
per ben due volte, nel 1996 e nel 1997. Tale ipotesi non è evidentemente
credibile. Del resto è eloquente l'affermazione del patrocinatore del
convenuto, che in sede di udienza del 9 dicembre 2002 ha implicitamente
affermato che i PE del 25 novembre 1996 (cfr. doc. _) e del 2 ottobre 1997
(cfr. doc. _) sono stati ritirati da __________:
"
A tale riguardo il patrocinatore del convenuto
rileva che la firma apposta sui precetti esecutivi, siano questi stati notificati
a __________ e a __________ non cambia la sostanza delle cose, in quanto tali
atti non dimostrano che il destinatario del precetti esecutivi avesse il potere
decisionale in seno alla SA. È facoltà anche del più umile impiegato di
un'azienda interporre opposizione a un atto esecutivo che gli viene recapitato,
ma questo non significa ancora che tale persona abbia qualcosa da dire nella
conduzione aziendale"
Un
ulteriore elemento a conferma del ruolo attivo avuto all'interno della società
dal convenuto anche dopo il 1994 è il seguente.
Per
verificare la tesi di __________ secondo la quale __________ avrebbe firmato i
bilanci della società anche dopo le dimissioni del 1994, il TCA ha svolto
un'indagine presso l'UT persone giuridiche. Le risultanze dell'indagine hanno
confermato tale fatto. L'avvocato del convenuto afferma tuttavia che le firme
apposte sui bilanci non sarebbero del __________ ed ha sollevato l'eccezione di
falso, chiedendo nel contempo l'erezione di una perizia calligrafica (cfr. doc.
_).
Durante
l'udienza del 9 dicembre 2002, su domanda del Giudice delegato, il
patrocinatore di __________ ha dichiarato di mantenere l'eccezione di falso
sollevata con scritto 9 novembre 2001 al TCA. Richiesto dal Giudice delegato,
il rappresentante del convenuto ha indicato nella persona del sig. __________
l'autore delle contraffazioni oggetto di eccezione.
In merito
a tali contraffazioni, il TCA non entra nel merito della discussione se non su
quelle del 1995. Il caso verrà comunque segnalato al Ministero pubblico (cfr.
consid. 2.8).
Il TCA
ritiene che le firme apposte sul bilancio del 1995, sono pressoché identiche a
quelle di cui al Rogito notarile doc. _.
Del resto
il legale del convenuto in data 9 novembre 2001, ha affermato:
"
Ho esaminato le copie dei bilanci 1995, 1996 e
1997 della __________, inviatemi il 2 novembre u.s., e constato che, eccettuata
- forse - la firma apposta in calce al bilancio del 1995, tutte le altre
risultano esser assai diverse da quelle che figurano sul rogito del 14.9.1994,
uniche - queste ultime - ad esser state apposte indubitabilmente dal sig.
__________. Si tratta quindi di evidenti contraffazioni, alcune delle quali
peraltro di scarsa qualità, che saltano immediatamente all'occhio, anche di chi
è profano in materia. Il sig. __________ ribadisce pertanto quanto sostenuto
precedentemente e, con la presente, solleva formalmente l'eccezione di falso,
chiedendo che venga esperita una perizia calligrafica" (Doc. _).
A mente
del TCA non vi è nessun altro motivo per cui __________ ha firmato il bilancio
del 1995, se non quello che il suo mandato di amministratore unico in seno alla
__________ non è cessato con effetto immediato il 7 dicembre 1994.
Un altro
elemento da considerare è il seguente.
Il
convenuto ha dichiarato di avere rassegnato le proprie dimissioni del 7
dicembre 1994, con effetto immediato, poiché:
"
Tale decisione era dettata dal fatto che il convenuto, in poco
tempo, aveva avvertito una certa approssimazione nella gestione della
__________, imputabile al sig. , già allora direttore della ditta.
Per cui, non vedendoci chiaro, preferì togliersi dagli impicci. Tuttavia, per
svariate ragioni, non ultima la grossa difficoltà nel reperire un'altra persona
disposta a subentrare formalmente nella carica, il succitato sig. __________
(azionista unico della società) non convocò mai l'assemblea generale per
perfezionare la sostituzione dell'AU. Con il risultato che il convenuto, il
quale riteneva ‑ in perfetta buona fede ‑ che la questione fosse
liquidata, rimase iscritto a RC sino al 14.5.1999. Nel novembre 1998, accortosi
che la cancellazione del suo nome dal RC non era stata effettuata, il sig.
__________ incaricò il sottoscritto legale di chiarire la faccenda. Purtroppo,
il 30 gennaio 1999, il convenuto rimase vittima di un grave infortunio
professionale che gli provocò diverse lesioni, tra cui un forte trauma cranico,
che ne comportarono il ricovero, in stato di profondo coma, all',
presso il quale egli rimase degente per diversi mesi. In quell'infausto periodo
il sig. __________ si trovò più volte in punto di morte e venne operato a più
riprese da neurochirurghi dell'ente di cui sopra. Le terapie per salvargli la
vita si protrassero molto a lungo e la guarigione fu lenta e dolorosa. Tuttora
il convenuto segue settimanalmente sedute di fisioterapia riabilitativa, è
totalmente inabile al lavoro e soffre comunque sempre di frequenti, importanti
amnesie; amnesie che gli hanno impedito dì reperire prima il qui allegato doc.
_, casualmente ritrovato gli scorsi giorni (risposta di causa
doc. _).
Il TCA si
chiede peraltro come mai __________ ha atteso fino al mese di novembre del 1998
per verificare se la __________ avesse cancellato l'iscrizione a RC.
Ora, le
(successive) dimissioni del 12 febbraio 1999, stilate all'epoca dall'avv.
__________, hanno il tenore seguente:
"
Nella mia veste di legale del sig. __________,
vi segnalo che il mio mandante, recentemente, è purtroppo rimasto vittima di un
infortunio professionale con gravi conseguenze per il suo stato di salute.
Data la sua situazione è evidente che egli non
può più occuparsi dell'amministrazione della vostra società, né verosimilmente
lo potrà in avvenire. Mio tramite egli si vede quindi costretto ad inoltrare le
proprie dimissioni dalla carica di amministratore unico della __________, e
questo con effetto immediato.
Vorrete cortesemente indire - con la dovuta
premura - un'assemblea straordinaria onde provvedere alla nomina di un nuovo
amministratore e quindi richiedere all'Ufficio del Registro di commercio di
__________ la cancellazione del nominativo del mio mandante dalla carica in
oggetto." (Doc. _)
In
quest'ultimo scritto del 12 febbraio 1999 non si fa nessun riferimento alle
dimissioni del 1994. Il TCA constata che nella risposta di causa, l'avvocato ha
affermato di avere saputo già nel mese di novembre del 1998 che il nome di
__________ non era stato cancellato da RC.
Se le
dimissioni del 1994 fossero state vere, la lettera di dimissioni del 12
febbraio 1999 qui sopra riportata avrebbe dunque dovuto avere ben altro tono
(ritenuto che __________ non era più amministratore da quasi 5 anni!). In data
22 ottobre 2001 il legale del convenuto ha rilevato che:
"
Quanto all'iscrizione a RC, il sig. __________
aveva a più riprese chiesto al sig. __________ (azionista unico della SA), di
formalizzare la cancellazione del suo nome da amministratore della ditta,
ricevendo sempre promesse mai mantenute. Solo l'intervento del sottoscritto
legale, effettuato dopo il grave infortunio subìto dal sig. __________ alla
fine di gennaio del 1999, permise di sbloccare la situazione"(doc. _).
Quindi se
__________ ha esortato "a più riprese" __________ a provvedere
alla cancellazione dell'iscrizione a RC, si presume che nel novembre del 1998,
quindi prima dell'infortunio, il convenuto era a conoscenza dell'iscrizione a
RC.
Secondo
l'art. 711 cpv. 1 CO la società notifica senza indugio al Registro di
commercio, perché vi sia iscritta, l'uscita di un amministratore. Ove tale
notificazione non sia fatta entro 30 giorni, l'amministratore uscente può
chiedere direttamente la cancellazione (cfr. art. 711 cpv. 2 CO).
aveva così avuto più di quattro anni, per procedere alla cancellazione motu
proprio, senza averlo mai fatto, considerato che l'evento infortunistico è
avvenuto nel gennaio del 1999.
In data 4
dicembre 2001 il legale di __________ ha aggiunto (doc. _):
"
chi scrive ignorava che le dimissioni fossero
già state inoltrate dal diretto interessato il 7.12.1994. Ove fossi stato al
corrente della circostanza (di cui ho saputo solo durante il mese di dicembre
2000) avrei semplicemente richiamato la prima lettera di dimissioni, chiedendo
alla Società di formalizzare la cancellazione del nominativo dalla carica di AU
a RC"
In realtà
come appena visto, secondo quanto da lui stesso affermato, il rappresentante
dell'assicurato sin dal novembre 1998 sapeva della mancata cancellazione.
Decisivo
a mente del TCA è piuttosto il fatto che nelle dimissioni del 2 febbraio 1999
sopra citate per esteso emerge che il convenuto a causa dell'infortunio del 30
gennaio 1999 "..non può più occuparsi dell'amministrazione della vostra
società, né verosimilmente lo potrà in avvenire..". Ciò significa che
fino a quel momento egli era rimasto amministratore unico. In caso contrario il
tono della lettera sarebbe stato ben diverso ed avrebbe stigmatizzato il fatto
che dopo 4 anni dalle dimissioni egli figurava come amministratore unico.
Nel
presente caso siamo di fronte ad una fattispecie ben diversa da quella di un
amministratore di fatto mai iscritto a RC (in questo caso, ciò che è
determinante, per qualificare come organi della società persone che non fanno
parte del Consiglio di amministrazione, è la circostanza che esse esercitano
effettivamente la funzione di organi prendendo delle decisioni di competenza di
questi ultimi o assumendo la gestione effettiva e influendo così in modo
determinante sulla formazione della volontà della società; cfr. STFA del 16
settembre 2002 nella causa P. Z., L. B. e J. A. B., H 10+45/01, consid. 7.1.;
STFA del 23 agosto 2002 nella causa V. V. e M. C., H 405+406/00, consid. 4.3;
STFA non pubblicata del 27 marzo 2000 nella causa V.G. e R.N, pag. 12, H
279/99; DTF 114 V pag. 218; 111 V pag. 178), in quanto __________ è stato per circa
tre mesi, dal 29 settembre 1994 al 7 dicembre 1994, amministratore unico
formalmente iscritto a RC. Egli ha tuttavia partecipato, dopo le dimissioni, ad
un'assemblea generale nell'ottobre del 1995, ha ritirato due precetti esecutivi
nel 1996 e nel 1997 ed ha firmato per lo meno il bilancio del 1995
(l'autenticità delle firme dei bilanci del 1995, 1996 e 1997, nonché quelle
apposte sui PE, verrà comunque verificata dal Ministero pubblico). Infine,
__________ ha nuovamente dimissionato nel febbraio del 1999 ed ha richiesto la
radiazione a RC qualche mese dopo. In particolare non è applicabile il DTF 112
V 1, in quanto in quel caso la cancellazione a RC era avvenuta pochi mesi dopo
le effettive dimissioni. Nella fattispecie __________ non ha mantenuto momentaneamente
l'iscrizione a RC solo per liquidare il proprio mandato (così come nella
fattispecie descritta in DTF 112 V 1, dove l'amministratore unico della società
si è dimesso il 6 settembre 1982 mentre la radiazione a RC è avvenuta nel mese
di gennaio 1993, "..Es erscheint nämlich als glaubhaft, dass der
Beschwerdeführer gewisse Handlungen nur noch zur Liquidation seines
Mandats..").
Nemmeno
la fattispecie descritta in DTF 126 V 61, torna applicabile, in quanto
l'amministratore non era stato radiato da RC per errore, restando formalmente
iscritto per più di dieci anni senza più aver fatto nulla in relazione alla
società, "Die einzige Verbindung zur Gesellschaft sei der ab 1981
weiterbestehende Handelsregistereintrag gewesen, der irrtümlicherweise nicht
gelöscht worden sei" ).
È parere
di questo Tribunale quindi che __________ ha avuto la chiara intenzione di
mantenere l'iscrizione nel tempo.
Apprezzando
le prove secondo l'abituale criterio della probabilità preponderante (cfr. STFA
del 18 settembre 2001 nella causa W, C 264/99, pag. 3; STFA del 15 gennaio 2001
nella causa C. P., C 49/00 Ws, consid. 2c; STFA del 23 dicembre 1999 in re
A.F., C 341/98 Ws, consid. 3, pag., 6; STFA 6 aprile 1994 in re E.P.; SZS 1993
pag. 106 consid. 3a; RCC 1986 pag. 202 consid. 2c, RCC 1984 pag. 468 consid.
3b, RCC 1983 pag. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323
consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, "Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung", in Basler Juristische Metteilungen
(BJM) 1989 pag. 31-32; Scartazzini, "Les rapports de causalité dans le
droit suisse de la sécurité sociale", Basilea 1991, pag. 63) questo
Tribunale deve dunque concludere che __________ ha continuato ad amministrare
la società, e ciò anche se la gestione effettiva era nelle mani del __________.
2.6.2. __________ ha
così funto da prestanome sino all'uscita definitiva dal CdA del 12 febbraio
1999.
Accettando
il mandato di amministratore unico della __________ ha assunto tutti gli oneri
che da tale funzione derivano (cfr. STFA del 16 settembre 2002 nella causa P.Z,
L.B. e J.A.D.B, H 10+45/01, consid. 10.1.; STFA del 23 agosto 2002 nella causa
V. V. e M. C., H 405+406/00, consid. 4.2; STFA del 28 maggio 2002 nella causa
F., H 403/01, consid. 3b; STFA del 5 novembre 2001 nella causa F., H 153/01,
consid. 6b).
La
responsabilità per il corretto adempimento degli oneri assicurativi nonché la
diligenza necessaria alla corretta gestione degli affari sociali non incombeva
quindi solo a __________ (organo di fatto della società), bensì anche e
soprattutto all'amministratore unico __________, trattandosi di attribuzioni
inalienabili nel senso dell'art. 716a cpv. 1 cifra 5 CO (cfr. STFA del 27
febbraio 2002 nella causa S., H 282/01, consid. 5a; STFA del 27 aprile 2001
nella causa B., H 234/00, consid. 5d; STFA del 13 novembre 2000 nella causa S.,
consid. 4b, H 238/98). In caso contrario si finirebbe per legittimare la figura
"dell'uomo di paglia" (cfr. STFA del 15 aprile 2002 nella
causa J., H 365/01, consid. 5; STFA del 27 aprile 2001 nella causa B., H
234/00, consid. 5d; STFA del 13 febbraio 2001 nella causa M, H 225/00, consid.
3c; STFA del 29 maggio 1995 nella causa C., consid. 3b, H 294/94).
Nella
presente fattispecie le argomentazioni sollevate dal convenuto non sono
sufficienti per liberarlo della responsabilità ex art. 52 LAVS.
non ha minimamente provato di essere stato impedito di raccogliere
informazioni in merito al pagamento dei contributi sociali né ha indicato come
e quando ha verificato che i contributi sociali venissero regolarmente pagati
(ad esempio interpellando direttamente la Cassa). __________ ha dichiarato che
__________ si informava della situazione societaria e firmava i bilanci.
Tuttavia __________ non ha agito di conseguenza, lasciando realmente la
società.
Il
convenuto si limita a sostenere che era __________ ad occuparsi della
conduzione e la gestione della società.
Tutto ciò
non è sufficiente.
a, in violazione degli obblighi che gli derivano dalla carica di amministratore
unico di una società anonima, non ha svolto nessun tipo di controllo.
Come
ricorda la costante giurisprudenza federale, ad ogni amministratore spetta ai
sensi dell’art. 716a cpv. 1 cifra 5 CO “l’alta vigilanza sulle persone
incaricate della gestione, in particolare per quanto concerne l’osservanza
della legge, dello statuto, dei regolamenti e delle istruzioni “.
Pertanto
deve, di principio, informarsi periodicamente dell’andamento
dell’azienda ed in particolare sugli affari principali, richiedendo rapporti
dettagliati, studiandoli attentamente, cercando di chiarire errori ed agendo
per correggere irregolarità. Se, dalle informazioni raccolte, sorge il sospetto
di una gestione scorretta o negligente da parte di chi ha ottenuto la delega
gestionale, l’organo deve intervenire affinché le prescrizioni siano rispettate
(cfr. STFA del 27 febbraio 2002 nella causa S., H 282/01, consid. 5a; DTF 114 V
219, consid. 4a = RCC 1989, pag. 116, consid. 4a e STFA 25 luglio 1991 nella causa
V.E.; cfr. anche STFA del 29 agosto 1997 nella causa M.). Segnatamente è suo
preciso dovere vigilare affinché i contributi vengano regolarmente versati (cfr.
STFA del 24 aprile 2002 nella causa G., H 153/00, consid. 8b; DTF 108 V 202
consid. 3a; Frésard, Les développements récent de la jurisprudence du Tribunal
fédéral des assurances relative à la responsabilité del l’employeur selon
l’art. 52 LAVS, RSA 1991, pag. 165). Non è sufficiente esaminare i conti una
volta all'anno (cfr. STFA del 27 febbraio 2002 nella causa S., H 282/01,
consid. 5a). Secondo la nostra Massima istanza, egli deve rassegnare le proprie
dimissioni dal CdA se, nonostante le sue sollecitazioni, i contributi
paritetici rimangono impagati (cfr. STFA del 17 gennaio 2002 nella causa A. e
B., H 38/01, consid. 4b; STFA del 21 dicembre 1993 nella causa M.T.S. e STFA
del 15 dicembre 1993 nella causa N.).
Se non ha
adempiuto i suoi obblighi con la dovuta diligenza che, secondo la
giurisprudenza, va oltre la prudenza che è d’uso osservare nei propri affari
(STFA del 29 maggio 1995 nella causa A. C. p. 6; DTF 99 II 179; STFA del 19
maggio 1995 nella causa M. D), il membro del Consiglio di amministrazione o
l'amministratore unico sarà ritenuto responsabile del danno.
Il ruolo
di organo di fatto di __________, non giustifica comunque la passività di
__________. Egli non ha adempiuto ai propri obblighi con la dovuta diligenza
che, secondo la giurisprudenza, va oltre la prudenza che è d’uso osservare nei
propri affari (STFA del 29 maggio 1995 nella causa A. C. p. 6; DTF 99 II 179).
Il
convenuto non poteva, nella veste di amministratore unico di una società
anonima, accontentarsi di svolgere un ruolo passivo nella società. Egli avrebbe
dovuto verificare puntualmente e personalmente che i contributi paritetici
venissero effettivamente versati alla Cassa (cfr. STFA del 17 gennaio 2002
nella causa A. e B., H 38/01, consid. 4b). __________ avrebbe anche potuto
interpellare l'ufficio di revisione attingendo dati contabili oggettivi, dai
quali avrebbe facilmente potuto dedurre che vi erano oneri sociali scoperti o
perlomeno possibili difficoltà finanziarie della società (cfr. STFA dell'11
settembre 2002 nella causa C. C. e M. C., H 349/01, consid. 2.4).
Essersi
fidato senza una verifica accurata della situazione finanziaria della ditta, è
segno di una grave negligenza dell'amministratore unico. I controlli gli
avrebbero permesso di appurare la precaria situazione finanziaria della società
(cfr. STFA dell'11 settembre 2002 nella causa C. C. e M. C., H 349/01, consid.
2.4; STFA del 28 maggio 2002 nella causa F., H 403/01, consid. 3c; STFA del 4
febbraio 2002 nella causa C., H 194/01, consid. 4c; STFA del 17 gennaio 2002
nella causa A. e B., H 38/01, consid. 4b;STFA dell'8 marzo 2001 nella causa A.
C., G. P. e F. F., H 115/00 e H 132/00, consid. 8b), che navigava in brutte
acque da diverso tempo, costringendo la Cassa a diffidarla dall'agosto 1993 e
precettarla sin dal dicembre 1994.
2.6.3. A prescindere
dall'esistenza o meno degli elementi per convenire in giudizio l'ufficio di
revisione, va comunque ricordato che, secondo la giurisprudenza del TFA, alla
cassa di compensazione spetta per legge un’ampia facoltà di decidere, nel caso
di solidarietà tra più debitori, se convenire in giudizio tutti i debitori o
soltanto uno o solo alcuni di essi. Qualora la Cassa omette di procedere contro
uno di loro, nessun’altra autorità può sostituirsi ad essa ed agire al suo
posto (DTF 108 V 195 consid. 3). In tal senso, dunque il TCA non può
intervenire. Il TFA ha ancora recentemente confermato questo principio in una
sentenza del 15 aprile 2002 nella causa J., H 365/01, consid. 3a:
"
3.- a) La recourante fait d'abord valoir que
A.________ est le principal responsable du dommage subi par la caisse, de sorte
qu'il aurait dû être partie à la procédure cantonale en qualité de consort
nécessaire; à défaut, la décision litigieuse serait nulle. C'est oublier que
l'art. 52 LAVS institue une responsabilité solidaire, de sorte que la caisse
jouit d'un concours d'actions en cas de pluralité de responsables. Autrement,
dit, elle peut rechercher tous les débiteurs, quelques-uns ou un seul d'entre
eux, à son choix (ATF 119 V 87 consid. 5a, 112 V 262 consid. 2b). Elle n'aurait
eu ainsi, pour ce premier motif, aucune obligation d'agir également à
l'encontre de A.________."
2.6.4. Per quanto
attiene alla esclusiva colpa di __________, si ricorda in questo contesto che
l'art. 759 cpv. 1 CO non è applicabile nell'ambito della responsabilità ai
sensi dell'art. 52 LAVS per giustificare una riduzione del risarcimento in
relazione con la gravità dell'errore commesso dal responsabile (cfr. Pratique
VSI 1996, pag 306, citata in STFA del 13 novembre 2000 nella causa S., consid.
4b, H 238/98).
Il TFA ha
infatti precisato che (Pratique VSI 1996 pag 309):
"
En l'espèce, les faits reprochés aux recourants
sont en partie postérieurs à cette date. Mais l'art. 759 al. 1 CO ne saurait,
quoi qu'il en soit, trouver application dans le cadre de la responsabilité de
l'art. 52 LAVS, pour justifier une réduction de l'étendue de la réparation en
relation avec la gravité de la faute responsable. Cette nouvelle disposition du
code des obligations autorise une limitation de la responsabilité du défendeur
jusqu'à concurrence du montant qu'il devrait payer s'il était seul responsable
(solidarité différenciée); elle permet au responsable d'invoquer des facteurs
de réduction qui lui sont propres. Pour ce qui est de la gravité de la faute de
l'auteur de l'acte illicite, c'est uniquement la légèreté de celle-ci (art. 43
al. 1 CO) qui peut être invoquée (Böckli, op. cit., p. 1103, note 2022
ss; Forstmoser/Meier-Hayoz/Nobel, Schweizerisches Aktienrecht, & 36,
note 99 ss).
Or la responsabilité fondée sur l'art. 52 LAVS
implique, par définition, une faute qualifiée, soit une faute intentionnelle,
soit une négligence grave."
In
sostanza, il disinteresse mostrato da __________ ne determina la sua
responsabilità ex art. 52 LAVS. Il convenuto ha omesso di compiere quanto
doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevole nell'ambito delle
incombenze riconducibili alla funzione di amministratore unico di una società
anonima (cfr. STFA del 4 febbraio 2002 nella causa C., H 194/01, consid. 4c,
nella fattispecie si trattava di un membro del CdA). Egli ha omesso di verificare
se i contributi sociali fossero stati pagati. Questa omissione costituisce una
grave violazione del suo dovere di diligenza (cfr. RCC 1992, pag. 269), dovere che risulta accresciuto quando si tratti,
come in concreto, di un amministratore unico (cfr. STFA del 28
maggio 2002 nella causa F., H 403/01, consid. 3b; STFA dell'11 gennaio 2002
nella causa C., H 103/01, consid. 4c; STFA del 5 novembre 2001 nella causa F.,
H 153/01, consid. 6b; DTF 112 V 3 consid.
2b; cfr. anche DTF 122 III 198 consid. 3a).
Del
resto, la passività a dispetto della conoscenza (eventuale) di mancati
pagamenti di contributi deve essere considerata un’inosservanza per negligenza
grave delle prescrizioni (RCC 1989 pag. 115). La passività del convenuto è
quindi in relazione di causalità naturale e adeguata con il danno subito dalla
Cassa (cfr. STFA del 13 maggio 2002 nella causa A, H 65 /01, consid. 5; STFA
del 17 gennaio 2002 nella causa A e B., H 38/01, consid. 4b).
2.7. Infine,
per quanto riguarda la richiesta di assunzione di prove fatta dal convenuto,
corollario del diritto di essere sentito ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 CF, per costante giurisprudenza, da tale principio costituzionale
deve, tra l'altro, essere dedotto il diritto per l'interessato di fornire prove
circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter
prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle
prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 127 I 56
consid. 2b; DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e
sentenze ivi citate).
È
utile precisare che sono in ogni caso ammesse soltanto le prove giuridicamente
determinanti ai fini del giudizio; possono inoltre essere respinti i mezzi di
prova atti a provare una circostanza già chiara, i mezzi di prova che non
porterebbero alcun chiarimento alla fattispecie o, ancora, che sono noti
all’autorità per sua conoscenza diretta o indiretta (DTF 120 V 360 consid. 1a
con riferimenti, Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2.a edizione,
Berna 1997, § 53 N 24, pag. 344).
Quindi,
se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di
giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza
preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare
questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento
anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA del 16
settembre 2002 nella causa P.Z, L.B. e J.A.D.B, H 10+45/01, consid. 4; STFA del
5 novembre 2001 nella causa F., H 153/01, consid. 4a; DTF
122 II 469 consid. 4a; 122 III 223 consid. 3c; 120 Ib 229 consid. 2b; 119 V 344
consid. 3c e riferimenti). In tal caso non sussiste una violazione del diritto
di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 CF (SVR 2001 N. 10 pag. 28,
consid 4b; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi
citata).
Nel caso in esame, la
documentazione acquisita durante l'istruttoria è sufficiente per statuire in
merito alla presente vertenza, per cui il TCA non ritiene necessario assumere
altre prove.
In particolare non è
necessario procedere all'erezione di una perizia calligrafica, in quanto la
responsabilità del convenuto è in ogni modo stabilita indipendentemente dal
fatto che quest'ultimo abbia o meno firmato i bilanci (cfr. per un caso simile
cfr. STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01, consid. 2c). Non è
necessario nemmeno richiamare l'intero fascicolo relativo all'infortunio del
30 gennaio 1999 e le cartelle cliniche dell'__________, in quanto temporalmente
ininfluenti (visto che le dimissioni di __________ sono datate 12 febbraio
1999).
2.8. Ritenuto
come in sede d'udienza 9 dicembre 2002 il convenuto abbia dichiarato di
mantenere l'eccezione di falso sollevata in corso di causa (cfr. doc. _),
indicando nella persona di __________ l'autore delle contraffazioni, in
applicazione dell'art. 218 CPC (applicabile in virtù del rimando di cui
all'art. 23 LPTCA) gli originali dei documenti in relazione ai quali è stata
sollevata l'eccezione di falso (bilanci relativi all'esercizio contabile della
__________ del 1995, 1996 e 1997 e PE esecutivi del 22 novembre 1996 e 1°
ottobre 1997), come pure copia della presente sentenza, vengono trasmessi al
Ministero pubblico per quanto di sua competenza.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- La
petizione è accolta .
è condannato a versare alla Cassa cantonale di compensazione fr. 48'521.05.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- I documenti
_ (bilanci della __________ 1995, 1996 e 1997), _ e _ (precetti esecutivi
dell'UE di __________ del 22 novembre 1996 n°__________ e del 1° ottobre 1997
n° __________) in originale ed una copia della sentenza sono trasmessi per
ragioni di competenza al Ministero pubblico del Cantone Ticino, __________.
4.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster