AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
30.2005.9
Data decisione, Autorità:
06.10.2005, TCA
Titolo:
violazione del diritto di essere sentito. Rinvio dell'incarto alla cassa affinché, garantendo alle parti il diritto di essere sentite, effettui ulteriori accertamenti.
Raccomandata
Incarto n.
30.2005.9-11
Lugano
6 ottobre
2005
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il giudice delegato
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
con redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sui ricorsi del 2 febbraio 2005
di
- RI 1
- RI 2
- RI 3
contro
le decisioni su opposizione del 3 gennaio
2005 emanate da
Cassa CO 1
in materia di contributi AVS
ritenuto, in
fatto
A. Durante
il controllo del conteggio dei salari per il periodo dal 1.1.2000 al 31.12.2003
presso la società RI 1, un ispettore della Cassa CO 1 ha effettuato delle
riprese per salari non notificati. In particolare l’amministrazione ha ripreso
le spese forfetarie versate ad alcuni dipendenti della società ed ha
qualificato quale salariato un collaboratore della ditta ritenuto dalla società
un’indipendente.
Considerando
tali retribuzioni provento da attività lucrativa dipendente, la Cassa ha
fissato, mediante tassazione d’ufficio, alla società ricorrente, i contributi
sociali dovuti sull’importo complessivo di fr. 253'685 (doc. 3).
B. Il
1° dicembre 2004 la società ha inoltrato opposizione, chiedendo il diritto di
essere sentiti. Con decisione su opposizione del 3 gennaio 2005 la Cassa ha
respinto le censure della società, affermando che le argomentazioni di
opposizione erano chiare e tali da permettere il giudizio senza
approfondimento.
In
pari data ha notificato una decisione su opposizione anche a ai dipendenti RI 2
e RI 3 (doc. A2 e A3).
C. Contro
le predette decisioni su opposizione sono tempestivamente insorti, sia la
società che i dipendenti RI 2 e RI 3. Questi ultimi hanno in particolare
rinviato, per quanto concerne il ricorso, all’impugnativa della ditta, la quale
ha lamentato la mancata convocazione dove sarebbe stato possibile fornire
informazioni e utili ragguagli all'amministrazione.
Con
un’unica risposta del 23 febbraio 2005 la Cassa propone la reiezione dei tre
ricorsi ribadendo la rinuncia alla convocazione e completezza delle
argomentazioni scritte.
Il
28 febbraio 2005 il Giudice delegato del TCA ha congiunto le cause, e meglio i
ricorsi della società e di RI 2 e RI 3, accordando alle parti un termine di 10
giorni per chiedere l’assunzione di nuove prove ed esprimersi in merito (doc.
IV, inc. 30.2005.9). Le parti si sono espresse in merito, con osservazioni che,
se necessario, saranno riprese in corso di motivazione.
in
diritto
La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
- Nel
ricorso l’insorgente fa valere che “in sede di inoltro della nostra
opposizione avevamo manifestato la nostra piena disponibilità ad un colloquio
per poter fornire al meglio alla Cassa CO 1 tutte le informazioni e
delucidazioni del caso. La Cassa ha tuttavia rinunciato a convocare la nostra
società come evidenziato nella Decisione su Opposizione del 3 gennaio 2005.”
(doc. I, 30.2005.9)
In
sede di opposizione la ricorrente aveva contestato le riprese delle spese
forfetarie versate a __________, RI 2 e RI 3, nonché la qualifica di dipendente
di __________, affermando tra l’altro che “lo stesso dopo essere stato
interpellato, ci fa notare che durante il periodo nella quale ha collaborato
con la nostra ditta, ha eseguito lavori e collaborato con altre imprese.”
La società chiedeva inoltre che “precedentemente all’emissione di una nuova
Decisione di Tassazione da parte vostra, ci avvaliamo del diritto di essere
sentiti.” (doc. 4 inc. 30.2005.9)
Nella
decisione su opposizione la cassa, tra l’altro, ha affermato, a proposito delle
spese che gli importi forfetari non sono stati giustificati né in sede di
revisione, né in sede di opposizione e, circa lo statuto di dipendente, che “la
Cassa tiene a sottolineare che, da un controllo presso l’autorità fiscale,
risulta che il signor __________ ha avuto nella RI 1 il suo unico committente.
A tale riguardo, la Cassa sottolinea che il TFA nella sentenza D. SA del 16
dicembre 2002 (H 279/00) ha deciso che il fatto di svolgere l’attività
lucrativa unicamente per una società configura un elemento decisivo a favore
dell’attività dipendente.” (doc. A1 inc. 30.2005.9), per poi affermare che
“in conclusione, la Cassa rinuncia a convocare la spettabile RI 1, ritenuto
che gli argomenti espressi in sede di opposizione siano sufficientemente chiari
da permettere l’evasione del caso senza ulteriori approfondimenti.”
Nel
suo ricorso la società, dopo aver contestato la qualifica di dipendente di __________,
poiché, a mente della ricorrente, con l’importo versatogli nel 2000 (fr. 15'222)
e nel 2002 (fr. 22’338) non potrebbe mantenere una famiglia con due figli e
dunque dovrebbe avere altri committenti, ha rilevato che “in sede di
emissione della decisione su opposizione del 3 gennaio 2005 da parte della
Cassa CO 1 veniamo a conoscenza, che da verifiche fiscali effettuate dalla CO 1
stessa emerge il fatto che il Sig. __________ nel 2001 ha indicato quale unica
fonte di reddito quanto percepito dalla RI 1.” (doc. I, inc. 30.2005.9,
sottolineature del redattore).
- Ai
sensi dell’art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto di essere sentite. Per
costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare
essere dedotto il diritto di esprimersi prima della resa di una decisione
sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti
suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione
dell’incarto, quello di partecipare all’assunzione delle prove, di prenderne
conoscenza e di determinarsi al riguardo (STFA dell’11 ottobre 2004 nella causa
T., H 180/03; DTF 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 130 consid.
2a; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si
applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid.
1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate).
Se
però gli accertamenti svolti d’ufficio permettono all’amministrazione o al
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di
giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza
preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare
questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento
anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfhren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche DTF 122 II
469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344
consid. 3c e riferimenti). In tal caso non sussiste una violazione del diritto
di essere sentito conformemente all’art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10
pag. 28 consid. 4b; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui
giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
Il
diritto di essere sentito comprende pure il diritto di ottenere una decisione
motivata, il che impone all’autorità di pronunciarsi nei considerandi sulle
allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti da esse addotti. Con
siffatto obbligo si vuole evitare che l’autorità, nell’esercizio dei suoi
poteri decisionali, si lasci guidare da ragioni non pertinenti e, d’altro
canto, si intende mettere il cittadino nella posizione di farsi una chiara idea
della portata della decisione che lo riguarda per poterla, se del caso,
impugnare. A tale fine, ogni atto decisionale deve menzionare, anche se
brevemente, le considerazioni che ne hanno determinato il convincimento,
ritenuto comunque che l’autorità non è tenuta a prendere esplicitamente
posizione su ogni allegazione di fatto o di diritto, ma può limitarsi ai punti
essenziali e all’esame delle argomentazioni di parte atte a influire sul
giudizio (DTF 121 III 331 consid. 3b; Albertini, Der
verfassungsmässige Anspruch auf rechtliches Gehör im Verwaltungsverfahren des
modernen Staates, Berna 2000, p. 368 segg. con numerosi rinvii).
- L'art. 42 LPGA prevede che le parti hanno il diritto di essere
sentite. Non devono obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni
impugnabili mediante opposizione.
A
tale proposito in una sentenza del 23 giugno 2003 nella causa S. (C 49/03)
l'Alta Corte ha rilevato che:
" Die Sache geht daher an die Arbeitslosenkasse
zurück, damit sie nach Erfüllung des Gehörsanspruchs erneut über eine
allfällige Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen selbstverschuldeter
Arbeitslosigkeit befinde. In diesem Rahmen kommt nunmehr Art. 42 Satz 2 ATSG
zur Anwendung, wonach die Gewährung des rechtlichen Gehörs ins
Einspracheverfahren verschoben ist (Kieser, a.a.O. Art. 42 Rz. 24)."
In una sentenza del 22 dicembre 2003 nella causa J. (H 272/03) il
TFA, al consid. 3.3., si è così espresso:
" (…) Selon un principe général de la procédure
administrative, l'autorité n'est pas tenue d'entendre les parties avant de
prendre une décision susceptible d'être frappée d'opposition (art. 30 al. 2
let. b PA). Ce principe est aujourd'hui spécifiquement consacré, en matière
d'assurances sociales, à l'art. 42 2ème phrase LPGA."
Il
diritto di essere sentito deve dunque essere garantito soprattutto durante la
procedura di opposizione. Va ancora rilevato che il diritto di essere sentito è
di natura formale e la sua violazione comporta l’annullamento della decisione
impugnata indipendentemente dalle probabilità di esito favorevole delle censure
di merito (cfr. DTF 126 V 132).
- In una sentenza del 19 novembre 2004 nella causa C. (I 664/03)
l'Alta Corte ha avuto modo di sviluppare le seguenti considerazioni a proposito
della procedura di opposizione:
" (...)
2.2 L'opposition est un moyen de droit permettant au destinataire
d'une décision d'en obtenir le réexamen par l'autorité, avant qu'un juge ne
soit éventuellement saisi (cf. ATF 125 V 121 consid. 2a et les références).
Elle assure la participation de l'assuré au processus de décision et poursuit
notamment un but d'économie de procédure et de décharge des tribunaux, dans les
domaines du droit administratif où des décisions particulièrement nombreuses
sont rendues (Ueli Kieser, ATSG-Kommentar: Kommentar zum Bundesgesetz über den
Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts vom 6. Oktober 2000, Zurich
2003, n. 2 ss ad art. 52, avec les références; Pierre Moor, Droit
administratif, vol. II: Les actes administratifs et leur contrôle, 2ème
édition, Berne 2002, p. 533 n° 5.3.2.2; Grisel, Traité de droit administratif,
vol. II, p. 939). Dans ce cadre, la procédure d'opposition ne revêt de
véritable intérêt que si l'opposant doit exposer les motifs de son désaccord
avec la décision le concernant (voir cependant Kieser, op. cit., n. 13 ad art.
52); à défaut, on courrait le risque de faire de l'opposition une simple
formalité avant le dépôt d'un recours en justice, sans qu'assuré et autorité
aient véritablement examiné sur quoi portent leurs divergences. Les exigences formelles
posées par l'art. 10 al. 1 OPGA concrétisent, par ailleurs, l'obligation de
l'assuré de collaborer à l'exécution des différentes lois d'assurances sociales
(art. 28 al. 1 et 43 al. 3 LPGA; Marco Reichmuth, ATSG - [erste] Erfahrungen in
der IV, in: Schaffhauser/Kieser (édit.), Praktische Anwendungsfragen des ATSG,
St-Gall 2004, p. 44), et correspondent largement à celles posées par la
jurisprudence antérieure à la LPGA pour la procédure d'opposition prévue dans
certaines branches d'assurance-sociale (ATF 123 V 130 consid. 3 et les
références; voir également, en matière d'assurance-accidents, l'art. 130 al. 1
OLAA, dans sa teneur en vigueur jusqu'au 31 décembre 2002).
2.3 La procédure d'opposition porte sur les rapports juridiques qui,
d'une part, font l'objet de la décision initiale de l'autorité et à propos
desquels, d'autre part, l'opposant manifeste son désaccord, implicitement ou
explicitement (cf. ATF 119 V 350 consid. 1b et les références; voir également
l'arrêt D. du 8 octobre 2003 [U 152/01] consid. 3). Si la décision initiale ne
porte que sur un seul rapport juridique - par exemple, le droit de l'assuré à
une rente d'invalidité -, celui-ci constitue également l'objet de la procédure
d'opposition. L'autorité valablement saisie d'une opposition devra donc se
prononcer une seconde fois sur tous les aspects de ce rapport juridique, quand
bien même la motivation de la nouvelle décision portera principalement sur les
points critiqués par l'opposant. En cas de recours ultérieur à un juge, ce rapport
juridique constituera également l'objet du litige dont il a à connaître (cf.
ATF 125 V 415 ss consid. 2; pour la procédure d'opposition : Meyer-Blaser, Streitgegenstand im
Streit - Erläuterungen zu BGE 125 V 413, in: Schaffhauser/Schlauri (édit.), Aktuelle
Rechtsfragen der Sozialversicherungspraxis, St-Gall 2001, p. 19)."
In
un'altra sentenza del 25 novembre 2004 nella causa M., G. e E., H 53/04, l'Alta
Corte ha riaffermato il principio secondo cui, salvo le eccezioni
esplicitamente previste dalla legge, il TCA può entrare nel merito del ricorso
solo in presenza di una decisione su opposizione. In questa sentenza, nella
quale ha pure fornito nuove importanti indicazioni sulla procedura di
opposizione, il TFA si è così espresso:
"
(...)
1.1.3 Im Unterschied zur Rechtslage vor In-Kraft-Treten des ATSG sind
somit Verfügungen über Renten der AHV nicht mehr direkt mit Beschwerde an die
zuständige kantonale oder Eidgenössische Rekursbehörde weiterziehbar (vgl. alt
Art. 84 ff. AHVG). Vielmehr haben die Versicherten ihre Rechte durch Einsprache
bei der verfügenden Ausgleichskasse geltend zu machen. Das Einspracheverfahren
ist zwingend (Kieser a.a.O. S. 524 Rz 17 zu Art. 52).
Davon kann lediglich in den vom Gesetz selber ausdrücklich normierten
Fällen abgesehen werden (in diesem Sinne auch Bericht «Parlamentarische
Initiative Sozialversicherungsrecht» der Kommission des Nationalrates für
soziale Sicherheit und Gesundheit vom 26. März 1999 [BBl 1999 4611]). Der
Einspracheentscheid, nicht aber die Verfügung, bildet denn auch
Anfechtungsgegenstand des erstinstanzlichen Beschwerdeverfahrens (RKUV 1991 Nr.
U 120 S. 94 Erw. 6 mit Hinweisen zu alt Art. 105 Abs. 1 UVG; vgl. auch BGE 116
V 248 Erw. 1a).
(...)
Das kantonale Gericht hat diese Argumentation zu Recht als nicht
stichhaltig bezeichnet. Das Einspracheverfahren hat, wie dargelegt, zwingend
dem verwaltungsgerichtlichen Beschwerdeverfahren voranzugehen. Abgesehen davon,
selbst wenn das Schreiben vom 24. Oktober 2002 als Verfügung zu betrachten
wäre, erfolgte die am 13. Dezember 2002 dagegen eingereichte Einsprache
offensichtlich nicht innerhalb der 30-tägigen Frist und wäre somit verspätet.
1.3 Die Vorinstanz ist trotz fehlender Sachurteilszuständigkeit auf
die Beschwerde gegen die Verfügung vom 4. Februar 2003 eingetreten und hat die
umstrittene Anwendung des Art. 35 Abs. 2 AHVG (keine Plafonierung der Renten
von Ehepaaren, deren gemeinsamer Haushalt richterlich aufgehoben wurde)
materiell geprüft. Neben den hauptsächlich prozessökonomischen Gründen führt das
kantonale Gericht ins Feld, das Vorgehen der Beschwerdeführer könne als
nachträglicher Verzicht auf ihr Parteirecht zur Einsprache gedeutet werden.
Zudem habe die Ausgleichskasse durch ihr Schweigen zur Frage des
Eintretens sowie mit ihrem materiellrechtlichen Antrag auf Abweisung des
Rechtsmittels in der Vernehmlassung kundgetan, dass sie in einem
Einspracheentscheid nicht anders entschieden hätte als in der Verfügung vom 4.
Februar 2003. Im Übrigen stelle es eine Zufälligkeit dar, dass die Verwaltung «erst»
am 4. Februar 2003 der im Schreiben vom 13. Dezember 2002 geäusserten Bitte um
Erlass einer anfechtbaren Verfügung entsprochen habe. Hätte sie dies noch im
alten Jahr getan, wäre die Verfahrensordnung des ATSG gar nicht anwendbar
geworden.
1.3.1 Diese Argumentation verkennt Sinn und Zweck des
Einspracheverfahrens.
Durch das dem Verwaltungsjustizverfahren vorgelagerte Rechtsmittel der
Einsprache (BGE 117 V 409 unten) erhält die verfügende Stelle die Möglichkeit,
die angefochtene Verfügung nochmals zu überprüfen und über die bestrittenen
Punkte zu entscheiden, bevor das Gericht angerufen wird. Das
Einspracheverfahren stellt nicht bloss eine Wiederholung des
Verfügungsverfahrens dar. Vielmehr hat die verfügende Behörde gegebenenfalls
weitere Abklärungen vorzunehmen und auf Grund des vervollständigten
Sachverhalts die eigenen Anordnungen zu überprüfen (BGE 125 V 190 f. Erw.
1b und c mit Hinweisen; RKUV 1998 Nr. U 309 S. 460 Erw. 4a; Kieser a.a.O. S.
518 f.). Dabei ist es nach Massgabe der Organisation der Verwaltung allenfalls
erforderlich und im Übrigen auch sinnvoll, die Einsprache durch eine andere als
die im Verfügungsverfahren zuständig gewesene Person oder Einheit behandeln zu
lassen (BGE 125 V 191 Erw. 1b, 118 V 187 oben; Andreas Freivogel, Zu den
Verfahrensbestimmungen des ATSG, in: Bundesgesetz über den Allgemeinen Teil
des Sozialversicherungsrechts (ATSG) [Band 15 der Schriftenreihe des IRP-HSG,
St. Gallen 2003 (René Schaffhauser/Ueli Kieser [Hrsg.])] S. 109). Eine solche
verwaltungsinterne Aufteilung der Entscheidungskompetenz kennen seit jeher die
Schweizerische Unfallversicherungsanstalt (SUVA) und das Bundesamt für
Militärversicherung (BAMV; vgl. Bericht «Parlamentarische Initiative
Sozialversicherungsrecht» der Kommission des Nationalrates für soziale
Sicherheit und Gesundheit vom 26. März 1999 [BBl 1999 4523] S. 4613 unten sowie
Botschaft vom 27. Juni 1990 zum Bundesgesetz über die Militärversicherung [BBl
1990 III 201] S. 255). In diesem Zusammenhang ist zu beachten, dass auch im
Einspracheverfahren Anspruch auf rechtliches Gehör besteht (BGE 125 V 338
Erw. 4c und RKUV 1999 Nr. U 328 S. 113; vgl. auch BGE 122 II 286 Erw. 6a). Im
Einspracheentscheid hat somit eine Auseinandersetzung mit den Vorbringen des
Einsprechers oder
der Einsprecherin zu erfolgen. Die Begründung darf
sich insbesondere nicht in einer wörtlichen Wiederholung des bereits in der
Verfügung Gesagten erschöpfen (vgl. BGE 124 V 182 f. Erw. 2; Kieser a.a.O. S.
525 Rz 21 zu Art. 52; ferner Freivogel a.a.O. S. 108 f.) Das zum Verwaltungsverfahren
zählende, Elemente der streitigen Verwaltungsrechtspflege aufweisende
Rechtsmittel der Einsprache soll letztlich der Entlastung der Gerichte dienen
(BGE 125 V 191 Erw. 1c und RKUV 1998 Nr. U 309 S. 459 unten; Freivogel a. a.O.
S. 108
unten).
1.3.2 Das Eintreten auf die Beschwerde gegen die Verfügung vom 4.
Februar 2003 widerspricht offensichtlich Sinn und Zweck des
Einspracheverfahrens.
Gerade die von der Vorinstanz in erster Linie ins Feld geführten
prozessökonomischen Gründe sprachen zwingend für eine Überweisung der
Sache an die Ausgleichskasse zur Behandlung als Einsprache. Entgegen dem
kantonalen Gericht besteht nicht ein im Belieben der Parteien stehendes
verzichtbares Recht zur Einsprache. Die Rechtsuchenden haben nicht die Wahl zwischen
verschiedenen Verfahren, um ihre Ansprüche geltend zu machen und durchzusetzen.
Sie haben den Weg zu beschreiten, den das Gesetz vorschreibt (BGE 130 V 226
Erw. 7.2.1). Dass die Überweisung der Sache an die Ausgleichskasse zur
Behandlung als Einsprache nicht überspitzt formalistisch gewesen wäre, räumt
auch die Vorinstanz selber ein. Wollte im Übrigen die Ausgleichskasse die
Anwendung der alten Verfahrensordnung mit der Möglichkeit der direkten
Anfechtung, hätte sie unzweifelhaft die Verfügung noch vor Ende
2002 erlassen. Das hat sie indessen nicht getan. Daraus irgendwelche
Schlüsse in Bezug auf die Eintretensfrage zu ziehen, verbietet sich daher.
1.4 Nach dem Gesagten hätte somit das kantonale Gericht mangels eines
Anfechtungsgegenstandes nicht auf die Beschwerde gegen die Verfügung vom 4.
Februar 2003 eintreten und die materiell streitige Neufestsetzung
derAltersrenten ohne Plafonierung entscheiden dürfen (BGE 125 V 414 Erw. 1a).
Vielmehr hätte sie die Eingabe vom 4. März 2003 an die Ausgleichskasse
zur Behandlung als Einsprache überweisen müssen. Mit dieser Feststellung ist
der angefochtene Entscheid aufzuheben (BGE 127 V 88 Erw. 4). (...)" (sottolineature del redattore)
Con
questo giudizio l'Alta Corte ha così di fatto ratificato anche la costante
giurisprudenza del TCA, secondo cui deve esistere una separazione personale e
gerarchica tra chi emette la decisione e chi emana la decisione su opposizione
(cfr. al riguardo: D. Cattaneo, Assicurazioni sociali: alcuni temi
d'attualità" in RtiD I-2004 pag. 215 seg. (219) e D. Cattaneo, “La
contribution du Tribunal des assurances du Canton du Tessin (Ticino) à la jurisprudence
suisse en matière de sécurité sociale”, in Cahiers genevois et romands de
sécurité sociale, n. 7, pag. 27).
- Va
ancora rilevato che questo Tribunale con STCA del 21 marzo 2005 (inc. 30.04.78)
ha accolto un ricorso nel quale l’insorgente si lamentava di non essere stata
sentita, malgrado una esplicita richiesta in tal senso, poiché la Cassa non
solo non aveva dato seguito alla chiara richiesta dell’opponente che chiedeva “di
essere sentiti”, ma non aveva effettuato gli accertamenti resisi necessari
dalle censure sollevate in sede di opposizione.
Precedentemente,
con STCA del 21 ottobre 2004 (inc. 30.2004.16), il TCA aveva eccezionalmente
sanato il diritto di essere sentito in sede di ricorso, poiché la richiesta
dell’opponente non era chiara, avendo semplicemente chiesto “di volerci
fissare un incontro (… omissis …) per rivalutare e definire la tassazione
d’ufficio.” In quel caso il TCA aveva sottolineato che “nel caso di
specie pertanto non vi è stata una richiesta formale ed esplicita di essere
sentita, ciò che, se fosse stato il caso, avrebbe dovuto indurre la Cassa a
sentire le parti.”
- In
concreto la situazione è ben diversa.
Innanzitutto
l’insorgente ha esplicitamente chiesto di poter essere sentita prima
dell’emanazione della decisione su opposizione. In tal caso la Cassa è tenuta a
dar seguito alla richiesta (cfr. STCA del 21 marzo 2005, inc. 30.04.78).
In
secondo luogo emerge che l’amministrazione, nella decisione su opposizione, si
è avvalsa di un accertamento, determinante, le cui risultanze non sono state
sottoposte all’opponente per una presa di posizione. Infatti nella decisione
viene fatto riferimento alla circostanza che dagli atti fiscali emergerebbe che
l’interessato ha svolto l’attività unicamente per la ricorrente. Quest’ultima
tuttavia non è stata informata dell’esito dell’accertamento e non ha potuto
determinarsi in merito.
Ciò
configura una violazione del diritto di essere sentito (cfr. SVR 1999 UV Nr.
25; Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo-Basilesa-Ginevra, 2003, n. 10d ad art. 42,
pag. 423, cfr. anche, in altro contesto, l’art. 48 LPGA). La Cassa avrebbe
infatti dovuto scrivere all’opponente indicando che da un accertamento
effettuato risultava che l’interessato lavorava unicamente per l’insorgente e concedere
un congruo termine per presentare osservazioni scritte in merito.
Inoltre,
malgrado l’insorgente in sede di opposizione avesse fatto riferimento alla
circostanza che il proprio collaboratore avrebbe lavorato anche per altri
committenti, il medesimo non è stato interpellato (cfr. art. 43 LPGA). A questo
proposito va rilevato che anche per quanto concerne la ripresa delle spese
forfetarie, la Cassa non ha proceduto ai necessari accertamenti, nella misura
in cui dagli atti emerge che l’amministrazione ha omesso di assumere le prove
necessarie atte ad accertare se gli importi forfetari esposti contabilmente e
rimborsati ai lavoratori, corrispondessero effettivamente alle spese da loro
sopportate (cfr. la giurisprudenza citata anche, da ultimo, nella STCA dell’8
agosto 2005, inc. 30.2004.74).
In
concreto la Cassa, oltre a non aver dato seguito alla formale richiesta
dell’insorgente di essere sentita (cfr. art. 42 LPGA), non ha effettuato tutti
gli accertamenti necessari (art. 43 LPGA) e, laddove gli accertamenti sono
stati fatti (ispezione fiscale), le risultanze (ossia il fatto che dagli atti
fiscali emergerebbe che la ricorrente sarebbe l’unico committente di __________
negli anni dal 2000 al 2002), non sono state sottoposte alle parti per una
presa di posizione.
In
queste circostanze ed indipendentemente dalle censure di merito sollevate dalla
società, poiché la Cassa non ha sentito la società ricorrente malgrado una
richiesta in tal senso, non ha effettuato, in sede di opposizione, gli
accertamenti atti a stabilire se __________, che dovrà essere coinvolto nella
procedura ai fini di garantire anche a lui il diritto di essere sentito, ha
esercitato l’attività anche per altri committenti, non ha sottoposto le
risultanze dell’accertamento effettuato (ossia non ha informato la società che __________
avrebbe lavorato unicamente per l’insorgente) all’opponente, le decisioni
impugnate vanno annullate e gli incarti rinviati all’amministrazione affinché,
nel pieno rispetto del diritto di essere sentito, proceda agli accertamenti
necessari (anche per quanto concerne la ripresa delle spese forfetarie) ed
emetta nuove decisioni.
La
società sarà tenuta a collaborare nell’accertamento dei fatti. Se non collabora
l’amministrazione applicherà l’art. 43 cpv. 3 LPGA, secondo il quale se
l’assicurato o altre persone che pretendono prestazioni, nonostante
un’ingiunzione, rifiutano in modo ingiustificato di compiere il loro dovere
d’informare o di collaborare, l’assicuratore, può, dopo diffida scritta e
avvertimento delle conseguenze giuridiche e dopo aver impartito un adeguato
termine di riflessione, decidere in base agli atti o chiudere l’inchiesta e decidere
di non entrare in materia.
Visto
l’esito dei ricorsi e il rinvio degli incarti alla Cassa, l’assunzione di
ulteriori prove e la richiesta di una convocazione per un’udienza di
discussione innanzi al TCA diventano privi di oggetto.
Va
qui ricordato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora
l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove;
Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450,
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,
2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H
103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid.
2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce
una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2
Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162
consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
- Nella
misura in cui il presente giudizio ha attinenza a contributi imposti dal
diritto federale è data facoltà di impugnativa al Tribunale federale delle
assicurazioni mediante ricorso di diritto amministrativo.
Per
quanto il presente giudizio si riferisca invece alla richiesta di versamento di
contributi per assegni familiari - che attengono al diritto cantonale - non vi
è controllo giudiziario da parte del Tribunale federale delle assicurazioni
mediante ricorso di diritto amministrativo (v. DTF 124 V 146 c. 1 e
riferimenti) ed il giudizio cantonale è definitivo.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- I
ricorsi sono accolti ai sensi dei considerandi e le decisioni impugnate
sono annullate.
§ Gli
incarti sono rinviati alla Cassa affinché proceda agli accertamenti necessari e
garantisca alle parti il diritto di essere sentito.
2.- Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato. Non si assegnano ripetibili.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il giudice
delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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