AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
30.2004.4
Data decisione, Autorità:
13.04.2004, TCA
Raccomandata
Incarto n.
30.2004.4 + 6
cs
Lugano
13 aprile
2004
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
composto dei
giudici:
Daniele Cattaneo,
presidente,
Raffaele Guffi,
Ivano Ranzanici
redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso dell'11 gennaio 2004
di
-
-
contro
la decisione del 15 dicembre 2003 emanata
da
Cassa cant. di compensazione, 6501 Bellinzona 1 Caselle
in materia di contributi AVS
ritenuto, in
fatto
1.1. Con
tassazione d'ufficio del 26 novembre 2003 la Cassa cantonale di compensazione
ha fissato i contributi dovuti quale dipendente da __________, per il lavoro
svolto per la __________, sulla base di un salario annuo di fr. 21'000 nel 2000
e di fr. 20'000 nel 2001 e 2002 (doc. _).
Lo stesso
giorno è stata notificata la tassazione d'ufficio a __________, titolare della
società, per il periodo 1.1.2000-31.12.2002 (doc. _).
1.2. Tramite
decisione su opposizione del 15 dicembre 2003 l'amministrazione ha respinto le
censure sollevate da __________, titolare della __________, ed ha confermato la
ripresa (doc. _).
1.3. Contro la
predetta decisione sono tempestivamente insorte, con un unico atto, sia
__________ che __________, affermando:
"(…)
A partire da settembre 1995 fino a dicembre 1999,
la signora __________ ha collaborato con la __________ come indipendente. Le
sue condizioni e tutte le circostanze erano esattamente e fino all'ultimo
dettaglio uguali e identici a quelle della sottoscritta __________. A
__________ venne attribuito un numero AVS per indipendente senza indugio (vedi
allegato).
In dicembre 1999 __________ ha terminato il suo
lavoro e la __________ ha quindi iniziato in gennaio 2000 una nuova
collaborazione con __________ alle stesse condizioni, ovviamente per quanto
riguarda lo statuto di indipendente in tutta buona fede.
Ora, in ottobre 2003, quasi 4 anni dopo,
l'Istituto AVS - senza mai averci contattato in precedenza, chiede dettagli sul
contratto tra __________ e __________, e 15 giorni dopo rifiuta di attribuire
un no. AVS alla sottoscritta.
L'istituto AVS obbliga inoltre la __________ di
impiegare retroattivamente __________ come dipendente per gli anni passati
2000, 2001, 2002 e di pagare le quote AVS e disoccupazione per questi 3 anni (e
poi ovviamente i susseguenti), quindi un totale di Fr. 9.200.- entro 30 giorni.
-
Visto che le circostanze e condizioni di
__________ e __________ sono esattamente identiche, chiediamo all'Istituto AVS
in base a quali criteri decide una volta si e una volta no. Riteniamo di aver
diritto ad una risposta, ma l'istituto AVS non entra nell'argomento.
-
Ricordiamo che in gennaio 2000 __________ si è
rivolta come prescritto e come aveva fatto anche __________ i, all'Ufficio
tassazione di __________ per annunciarsi. Le è stato quindi richiesto di
inoltrare la tassazione come indipendente e viene rassicurata che il conteggio
AVS sarebbe avvenuto automaticamente, visto che è collegato alle imposte.
Da allora __________ ha inoltrato niente meno che
due dichiarazioni fiscali con tutte le deduzioni quale trasferte, telefoni ed
altre spese collegate ad un lavoro da indipendente, dichiarazioni poi accettate
senza riserve.
- __________ svolge la sua attività parzialmente
a casa o in sede, a orari liberi, da lei definiti e concordati. Acquisisce i
suoi clienti nel Sottoceneri con le spese annesse a propri costi. C'è da
precisare che in questo ramo non è possibile lavorare per più committenti
(concorrenza sleale) ma è altrettanto indispensabile appoggiarsi ad una agenzia
viaggi, visto che la rivendita dipende da codici concessi dai touroperatori
solamente alle agenzie di viaggi.
__________ si organizza personalmente per
assicurazione infortuni o mancato guadagno.
- Riguardo alle osservazioni della cassa
cantonale di compensazione facciamo osservare che il punto fondamentale no. 7 è
inesatto, in quanto __________ ha percepito nell'anno
2000 - 3 mesi nessuna
ricompensa
3 mesi Fr.
1.800.-
3 mesi Fr.
3.600.-
2001 - 3 mesi nessuna
ricompensa
1 mesi Fr.
1.100.-
8 mesi Fr.
2.200.-
2002 - 2 mesi Fr.
1.100.-
10 mesi Fr.
2.200.-
Non è ammissibile che per anni la amministrazione
accetti uno stato come descritto per poi di colpo ordinare uno stato di
dipendente retroattivo di 3, rispettivamente 4 anni, ed esigere dalla
__________ le quote rispettive ad un datore di lavoro, che includono anche la
disoccupazione.
Uno stato di dipendente ha come assoluto obbligo
anche l'adesione ad ulteriori assicurazioni, malattia collettiva, infortunio, e
quindi il dipendente ha anche diritto a tutti i benefici derivanti, come pure
alla disoccupazione.
Questi benefici però __________ non li ha avuti.
Essa ha portato da sola tutti i rischi di una indipendente.
Riteniamo che un rischio non può essere spostato
a posteriori e porta ad una situazione assurda. O potrebbe allora __________
anche chiedere a posteriori la disoccupazione per i 6 mesi durante i quali non
ha percepito niente????
In questo caso sarebbero poi nemmeno corrette le
due dichiarazioni fiscali 1999/2000 e 2000/2001, come pure la stipulazione di
una assicurazione infortuni che __________ ha concluso privatamente all'inizio
2000.
La piccola ditta __________ ha già creato un
posto di lavoro ad una dipendente che lavora al 100% e non può permettersi
ulteriori costi fissi in questi tempi di crisi specialmente nel settore dei
viaggi.
L'unica soluzione è quindi la collaborazione con
una persona indipendente, che assume da sola il rischio di avere
sufficientemente lavoro.
Un obbligo ad uno stato dipendente retroattivo di
3, risp. 4 anni complica oltre misura il fatto già compiuto e per quanto
concerne la situazione assicurativa non sarebbe di certo una soluzione pulita e
corretta.
A parte i motivi sopra esposti deve valere anche
il buon senso e Vi chiediamo di considerare questi argomenti e fatti e di
__________ come indipendente secondo capitolo 2.02 della comunicazione AVS
acclusa, dove va precisato che ogni singolo caso viene valutato dalla
istituzione AVS.
Chiediamo l'istituto AVS di fatturare a
__________ il dovuto come indipendente secondo l'articolo 7." (doc. _)
1.4. Nella sua
risposta del 22 gennaio 2004 l'amministrazione propone di respingere
l'impugnativa e osserva:
"(…)
- Nel caso di specie, la Cassa ha respinto la
domanda di affiliazione della signora __________, mancando i requisiti
necessari secondo il diritto delle assicurazioni sociali. In particolare è
emerso che la richiedente:
-
ha lavorato per un unico committente,
__________ di __________;
-
svolge l'attività presso l'ufficio del
committente;
-
è stato stipulato un contratto con una
retribuzione oraria di fr. 30.--, nonché riceve un acconto mensile regolare e
un conguaglio per fine stagione (doc. _);
-
Secondo la costante giurisprudenza del
Tribunale federale, l'attività svolta unicamente per un mandante, configura un
elemento decisivo a favore dell'attività dipendente.
-
Va osservato che, la Cassa ha emesso la
tassazione d'ufficio in base ai dati conosciuti, in quanto la ricorrente non ha
collaborato a fornire la documentazione atta a stabilire gli importi versati
alla signora __________ dal 2000 al 2002 (doc. _).
-
Alla luce di quanto precede, la ditta
__________ deve essere considerata "datore di lavoro" della signora
__________, conformemente all'art. 12 della legge AVS, e la tassazione
d'ufficio contestata, deve essere mantenuta, poiché rispettosa delle vigenti
disposizioni legali."
1.5. Pendente
causa il TCA ha effettuato alcuni accertamenti di cui si dirà in seguito.
in
diritto
In
ordine
2.1. Il
ricorso presentato l'11 gennaio 2004 da __________ e da __________ viene deciso
con una sentenza unica.
2.2. Va
innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge
sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha
comportato diverse modifiche della LAVS.
Mentre le
norme sostanziali non sono applicabili in concreto poiché da un punto di vista
temporale sono di principio determinanti le norme in vigore al momento in cui
si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (SVR 2003, IV nr. 25 pag.
76 consid. 1.2; cfr. DTF 127 V 467 consid. 1, 126 V 136 consid. 4b; STFA del 9
gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio
2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella
causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366
consid. 1b), le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie,
trovano immediata applicazione (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr.
DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a).
Per cui
le norme sostanziali sono da intendere nel loro tenore in vigore fino al 31
dicembre 2002, salvo indicazioni contrarie.
2.3. Mentre
__________ ha interposto opposizione alla decisione formale della Cassa del 26
novembre 2003 (cfr. doc. _), __________ sembra non aver reagito alla decisione
a lei notificata.
La
questione non merita tuttavia ulteriori accertamenti.
Infatti,
l'art. 52 LPGA recita che le decisioni possono essere impugnate, gratuitamente,
entro trenta giorni facendo opposizione presso l'autorità che le ha notificate.
Entro un termine adeguato l'autorità deve rendere una decisione su opposizione
che può essere a sua volta impugnata entro trenta giorni (art. 60 cpv. 1 LPGA)
mediante ricorso (art. 56 LPGA) presso il Tribunale delle assicurazioni del
Cantone dove l'assicurato è domiciliato (art. 58 LGPA).
L'art. 59 LPGA regola la legittimazione a
ricorrere:
"
Ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla
decisione o dalla decisione su opposizione e ha un interesse degno di
protezione al suo annullamento o alla sua modificazione."
Per il riconoscimento del diritto di ricorrente
sono quindi richieste due condizioni.
Ueli Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, pag.
587 n. 5 ad art. 59 LPGA, nel suo commentario osserva che la facoltà di
introdurre un ricorso non implica la partecipazione ad una precedente
procedura. Ciò vale pure per il caso in cui un assicurato non ha personalmente
impugnato una decisione su opposizione.
In una recente sentenza (DTF 127 V 107) il TFA ha
infatti ammesso la legittimazione a ricorrere mediante un ricorso di diritto
amministrativo ad un assicurato che non aveva partecipato alla procedura
cantonale: l'assicurato che non ha interposto personalmente ricorso contro una
decisione su opposizione dell'assicuratore contro gli infortuni, ma che ha
aderito alle conclusioni del ricorso presentato dall'assicuratore contro le malattie,
è legittimato a ricorrere contro il giudizio cantonale. Tuttavia, anche se non
avesse partecipato alla procedura davanti all'istanza cantonale, tale qualità
non poteva comunque essergli negata (consid. 2b) poiché toccato dalla decisione
del Tribunale cantonale e con ancora un interesse degno di protezione.
Stante quanto precede, poiché __________ è
toccata dalla decisione su opposizione del 15 dicembre 2003 ed ha un interesse
degno di protezione al suo annullamento, può contestare la decisione impugnata
da __________.
Nel
merito
2.4. Oggetto
della procedura è la questione a sapere se gli importi versati a __________ per
il lavoro svolto per la __________ dal 2000 al 2002 debbano essere considerati
come salari derivanti da attività dipendente e debbano quindi essere oggetto di
ripresa come a decisione della Cassa oppure se gli stessi debbano essere
ritenuti quale provento dell’attività indipendente.
2.5. A norma dell'art. 4 LAVS i
contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal
reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione
del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS
il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente "comprende
qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri".
Per quanto concerne la
qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale
delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti,
la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un
assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi
decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente
o indipendente.
In particolare, insolite
costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di
contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986, pag. 650).
Di principio si deve
ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti,
rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o
l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di
dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio
economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne
assume la responsabilità.
Questi principi non
comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita
economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è
necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza
dei giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di
fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente
dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il
rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni
diverse. Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi
predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 nella causa M. H
59/00, DTF 123 V 162 consid. 1, 122 V 171 consid. 3a e 172 consid. 3c, 283
consid. 2a).
2.6. Secondo la giurisprudenza del
TFA (ricapitolata in DTF 122 V 284 consid. 2b, 122 V 169) i criteri
caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio:
investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali
propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag.
226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando,
indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono
sopportate dall’assicurato ( RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120
consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è
l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse
attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza
con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica
di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la
situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di
un'attività dipendente laddove vi è un contratto di lavoro, ma anche quando il
contratto presenta delle caratteristiche dell'attività dipendente, ossia se
l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente
dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato
nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra
attività lucrativa (Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12.a edizione,
pag. 34 ss; Vischer, der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in Pratique
VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza
di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito,
come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag.
176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella
dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126,
consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel
fatto che in caso di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi
in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF
119 V 163 = VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale
delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è
vincolante per l'amministrazione e per il giudice delle assicurazioni sociali solo
per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative
alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione
(Pratique VSI 1993, p. 242ss; P. - Y. Greber, J. - L. Duc, G. Scartazzini,
Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse
et survivants (LAVS), n. 149 ad art. 9, pag. 313).
In un'altra sentenza, il
TFA ha precisato:
"
Il est vrai que, selon la jurisprudence, la
qualification fiscale du
revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine
importances certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des
conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les
références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande
toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité
de l'appréciation fiscale." (Pratique VSI 2001 pag. 55, in particolare
pag. 63).
2.7. Il TFA ha pure stabilito che
la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende
dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su
richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria.
L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di
compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo
principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita
un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale
definitivamente.
Solo la natura di tale
attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è
determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori
che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente,
eserciti un'attività di natura dipendente (STFA 24 febbraio 1989 nella causa D.
SA; STCA del 3 luglio 2001 nella causa N. Sagl, 30.2001.57; cfr. Pratique VSI
1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).
Per questi motivi un
assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro
e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna
esaminare se proviene da un’attività dipendente o meno (Pratique VSI 1995 pag.
145 consid. 5a; DTF 104 V 127).
2.8. Il TFA ha costantemente
stabilito che per giudicare se un rappresentante di commercio o un agente è
salariato o indipendente non è importante sapere se i suoi rapporti di servizio
sono retti da un contratto di viaggiatore di commercio o da un contratto di
agenzia ai sensi del diritto delle obbligazioni (RCC 1980 pag. 112 consid. 2,
RCC 1955 pag. 153, RCC 1952 pag. 356, RCC 1950 pag. 378; STFA 8 marzo 1990 in
re C.C. SA). L'Alta corte federale ha riconosciuto che in generale i
rappresentanti di commercio fruiscono di una grande libertà quanto all'impiego
del loro tempo e all'organizzazione del loro lavoro. Malgrado ciò è raro che
essi assumano un rischio economico uguale a quello di un imprenditore. Il TFA è
quindi giunto alla conclusione che i rappresentanti di commercio, vista la
natura delle loro attività e le loro condizioni di lavoro, possono essere
considerati dei lavoratori indipendenti nei confronti dell'AVS solo in casi eccezionali
(RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1955 pag. 82, RCC 1953 pag. 393).
A proposito degli agenti
il TFA ha stabilito che, dal punto di vista dell'AVS, questi sono in generale
dei salariati, per il motivo che il rischio economico da loro sopportato si
limita il più delle volte al fatto che il guadagno dipende dal successo
personale degli affari conclusi (RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1967 pag.
429, RCC 1954 pag. 116; Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen
AHV, n° 4.63, pag. 119).
Si deve presumere
l'esistenza di un'attività dipendente anche quando il rappresentante non
percepisce un salario fisso ma solo provvigioni (RCC 1988 pag. 398, RCC 1986
pag. 126, RCC 1972 pag. 330, RCC 1953 pag. 393), si assume le spese generali
(RCC 1986 pag. 126, RCC 1980 pag. 304, RCC 1971 pag. 90, RCC 1955 pag. 82), non
è vincolato ad una regione geografica, non è obbligato a rispettare un determinato
orario di lavoro (RCC 1972 pag. 330), lavora per più ditte (RCC 1955 pag. 82,
RCC 1953 pag. 393), risponde per il delcredere ai sensi degli art. 348a e 418c
CO (RCC 1972 pag. 330), è iscritto a registro di commercio (RCC 1986 pag. 126,
RCC 1982 pag. 209, RCC 1955 pag. 82), è designato quale agente ai sensi degli
art. 418a ss CO (RCC 1980 pag. 112, RCC 1972 pag. 330, RCC 1955 pag. 153).
L'agente e il
rappresentante di commercio esercitano attività lucrativa indipendente se
sopportano un vero e proprio rischio imprenditoriale, vale a dire se dispongono
di una propria organizzazione di vendita (RCC 1988 pag. 399 consid. 2b, RCC
1986 pag. 127 consid. 2b e 604, RCC 1982 pag. 208, RCC 1980 pag. 112).
Secondo la prassi
amministrativa questo si verifica quando le tre condizioni seguenti sono
soddisfatte contemporaneamente: l'agente o il rappresentante di commercio
utilizza locali commerciali propri o in affitto (non sono considerati locali
commerciali quelli adibiti ad abitazione), occupa del personale (non sono
considerati personale la moglie e gli altri membri della famiglia che non
ricevono un salario) e sopporta la maggior parte delle spese di esercizio
(Direttive UFAS sul salario determinante, cifre 4027 e 4028; Pratique VSI 1995
pag. 27; Pratique VSI 1993 pag. 228 consid. 3b; RCC 1988 pag. 329 consid. 2b,
RCC 1986 pag. 127 consid. 2b e 604 consid. 2b, RCC 1982 pag. 209 consid. 4b,
RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1967 pag. 429).
2.9. Nella fattispecie in esame
agli atti vi è una convenzione del 1.4.2001, sottoscritta dalle parti, del
seguente tenore:
"Con la presente confermiamo che la signora __________
presterà opera di consolenza (recte: consulenza) in qualità di
Collaboratrice indipendente
Presso la nostra agenzia di viaggi __________.
Per la prestazione oraria vengono corrisposti Fr. 30.-
omnicomprensivi per cui la consolente (recte: consulente) avrà completamente a
suo carico il premio AVS e infortuni professionali.
Procederemo con acconti mensili di Fr. 2.200.- e un conguaglio per
fine stagione." (doc. _)
L'insorgente, come risulta
dal questionario per l'affiliazione degli indipendenti, non è iscritta a
registro di commercio, non fa parte di un'associazione professionale, non ha
succursali e alla domanda se aveva già inoltrato una domanda d'iscrizione quale
indipendente, la quale è stata respinta, ha risposto negativamente (doc. _).
In data
25 novembre 2003 la Cassa ha respinto l'affiliazione come indipendente poiché
"una persona retribuita con uno stipendio mensile, che lavora per un
unico committente e svolge l'attività presso l'ufficio del medesimo, secondo la
costante giurisprudenza del Tribunale federale è considerata persona con
attività lucrativa dipendente." (doc. _)
__________ conferma la
circostanza della committenza unica. Infatti, con scritto del 28 ottobre 2003
alla Cassa, ha affermato:
"1) il lavoro per un unico committente,
durante un periodo limitato e breve, non può costituire un elemento decisivo a
favore dell'attività dipendente. Bisogna prendere in considerazione pure
l'attività di consulenza svolta al proprio domicilio; quest'ultima non deve
sfociare obbligatoriamente in una fatturazione diretta.
- La Signora __________ assume il rischio
economico
a) nessun rapporto di lavoro diretto, nessuna
garanzia per il proseguimento dell'attività
b) in caso di crisi economica della __________
nessuna possibilità di iscriversi alla disoccupazione
c) libertà di poter espandere la propria attività
senza nulla chiedere alla __________ " (doc. _)
L'assicurata,
come emerge anche dal questionario relativo all'affiliazione quale
indipendente, nel periodo 2000-2002 ha lavorato unicamente per la
__________ (cfr. questionario per l'affiliazione degli indipendenti).
Essa ha svolto la propria
attività dal 1° gennaio 2000 al 30 settembre 2000 e, dopo una breve pausa
dovuta alla gravidanza, ha ripreso il lavoro a partire dal 1° aprile 2001, ma
solo ed esclusivamente per l'Agenzia di viaggi ricorrente.
In simili
condizioni non vi è alcun dubbio circa la dipendenza economica dell'assicurata
nei confronti della __________. Va a questo proposito rammentato che il TFA
nella sentenza D. SA del 16 dicembre 2002 (H 279/00) ha deciso che il fatto di
svolgere l'attività lucrativa unicamente per una società configura un elemento
decisivo a favore dell'attività dipendente.
Non va poi dimenticato che
dal contratto del 1 aprile 2001, risulta che l'assicurata riceve ogni mese un
acconto mensile e alla fine dell'anno un conguaglio in funzione del fatturato
della sua clientela. Questa circostanza è confermata anche da quanto indicato
nell'opposizione del 5 dicembre 2003 da __________ la quale ha affermato che
"la signora __________ non prende uno stipendio fisso mensile, bensì un
acconto mensile regolare e un conguaglio a fine anno in base al fatturato della
sua clientela." (doc. _).
percepisce pertanto un importo regolare, come un salariato il quale ogni mese
riceve una retribuzione fissa. Ciò che presenta le caratteristiche tipiche di
un contratto di lavoro. Infatti, come emerge dal ricorso, l'assicurata, che, è
bene sottolinearlo, svolge l'attività a titolo accessorio, ha ricevuto nel 2002
per 10 mesi fr. 2.200 e per 2 mesi fr. 1'100, nel 2001 fr. 2'200 per 8 mesi e
fr. 1'100 per un mese, tenuto conto che per tre mesi non ha ricevuto nulla, ma
ciò era dovuto al fatto che non ha lavorato in quanto in gravidanza. Anche nel
2001, per i tre mesi in gravidanza non ha ricevuto nulla, mentre per 3 mesi ha
ricevuto fr. 3'600 e per altri 3 fr. 1'800.-.
Va precisato inoltre che
analogamente a quanto vale per gli agenti di commercio (cfr. consid. 2.7) non
costituisce rischio d'incasso la circostanza che se __________ non viene
onorata dal cliente, l'insorgente non viene pagata dalla società. Tale fatto
pone invece la ricorrente in una situazione analoga al dipendente di una
società che rischia il licenziamento a causa delle difficoltà finanziarie della
società per la quale opera (cfr. anche DTF 119 V 163).
Il fatto
che le parti abbiano stabilito, nel contratto di collaborazione, che
l'assunzione di __________ avveniva in qualità di "collaboratrice
indipendente", non è determinante. In una sentenza del 27 giugno 1996
il TFA ha infatti rilevato tra l'altro:
"
Festzustellen ist vorab, dass die Bezeichnung
der Verträge mit den Telefonhostessen mit "Auftrag" wie auch die
Vertragsklausel, wonach sich die "Beauftragte" verpflichtet,
insbesondere mit der AHV als selbständigerwerbend abzurechnen, für die
beitragsrechtliche Abgrenzung unselbständiger von selbständiger Erwerbstätigkeit
nicht entscheidend ist." (DTF 122 V 169, consid. 6a)aa) pag. 175)
In
concreto è invece decisiva la circostanza che __________ ha lavorato unicamente
per la __________, con un compenso mensile che si apparenta al salario, senza
assumersi alcun rischio economico tipico di quello di un imprenditore.
Infine,
per quanto concerne la tassazione, va rammentato che essa vincola
l'amministrazione e il giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto
concerne l'ammontare del reddito, ma è senza effetto sulla questione
a sapere se un reddito proviene effettivamente dall'esercizio di un'attività
lucrativa e, in caso affermativo, se si tratta di attività dipendente o
indipendente (Greber, Duc, Scartazzini, op. cit., n. 150 ad art. 9 LAVS,
pag. 313).
Alla luce
di tutto quanto sopra esposto le caratteristiche di un'attività dipendente sono
predominanti rispetto a quelle di un'attività indipendente. L'affiliazione
della Cassa quale dipendente merita pertanto conferma.
Per
quanto concerne l'ammontare della ripresa va infine sottolineato che la Cassa
ha giustamente assoggettato a contribuzione l'importo che __________ stessa ha
dichiarato di aver percepito nel periodo in discussione nel questionario per
l'affiliazione degli indipendenti sottoscritto in data 1° settembre 2003 (doc.
_), non avendo l'agenzia di viaggi fornito indicazioni più precise, malgrado i
numerosi solleciti della Cassa (doc. _ e _).
2.10. Le assicurate
contestano tuttavia l'affiliazione retroattiva al 2000 e fanno valere che per
quasi quattro anni la Cassa non si è preoccupata di informarle circa la
qualifica dell'attività svolta.
Per
l'art. 16 cpv. 1 LAVS, i contributi il cui importo non è stato fissato in una
decisione notificata entro un termine di cinque anni dalla fine
dell'anno civile per il quale sono dovuti, non possono più essere né pretesi né
pagati. Trattandosi di contributi secondo gli articoli 6, 8 capoverso 1 e 10
capoverso 1, il termine decorre dalla fine dell'anno civile in cui passa in
giudicato la tassazione fiscale determinante o la tassazione consecutiva a una
procedura di ricupero d'imposta. Se il diritto di esigere il pagamento di
contributi arretrati nasce da un atto punibile per il quale la legge penale
prevede un termine di prescrizione più lungo, quest'ultimo è determinante.
La
prescrizione dell'art. 16 LAVS ha gli stessi effetti della perenzione: il
credito contributivo o il diritto di reclamare la restituzione dei contributi
si estinguono alla fine del termine previsto e nessun obbligo naturale sussiste
(Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale
sur l'assurance-vieillesse et survivants, 1997, N 2 ad art. 16, pag. 405).
La Cassa
di compensazione non può reclamare il pagamento di contributi prescritti. Essa
non può neppure accettare il pagamento di tali contributi (marg. 4004 delle
Direttive sulla riscossione dei contributi = DRC). La regola precedente si
applica per analogia alla prescrizione del diritto di reclamare la restituzione
di contributi (marg. 4005 DRC). Contributi prescritti non possono essere
riscossi neppure quando il mancato incasso provoca una lacuna contributiva,
anche se questa lacuna risulta da un conportamento colpevole della cassa di
compensazione (Greber, Duc, Scartazzini, op. cit., N 5 ad art. 16, pag. 407;
DTF 100 V 154). Dopo la fine del termine di prescrizione le iscrizioni
registrate nel CI non possono più essere modificate, di conseguenza i
contributi del CI di un assicurato non possono per esempio essere trasmessi su
quello di un altro assicurato (marg. 4009 DRC). Rimangono riservati i casi
previsiti dall'art. 141 cpv. 3 OAVS, in particolare la correzione di una
registrazione destinata a sopprimere confusioni o errori di calcolo, oppure la
registrazione ulteriore di salari paritetici versati per un salariato il cui
nome era finora sconosciuto (marg. 4010 DRC).
Nel caso
di specie la Cassa ha fissato i contributi per gli anni 2000 e seguenti nel
2003. Le decisioni, rese entro il termine di perenzione di 5 anni, sono di
conseguenza tempestive.
2.11. Per quanto concerne
l'affiliazione retroattiva va ricordato che il TFA ha stabilito che il
cambiamento dello statuto contributivo nei casi in cui i contributi
assicurativi in lite siano stati oggetto di decisione formalmente cresciuta in
giudicato è solo possibile quando siano dati i presupposti del riesame o della
revisione processuale. Se non si tratta di un cambiamento dello statuto con
effetto retroattivo, ma con effetto per il futuro, la questione dello statuto
viene di principio esaminata liberamente come per la prima volta, con il dovuto
riserbo nei casi limite. Se la questione del cambiamento dello statuto concerne
sia rimunerazioni dalle quali sono già stati prelevati contributi assicurativi,
sia rimunerazioni non ancora oggetto di decisione, deve essere esaminato, per
la parte già considerata del provvedimento formalmente cresciuto in giudicato,
se sono dati i presupposti del riesame o della revisione processuale, mentre lo
statuto contributivo per le rimanenti rimunerazioni, non ancora contemplate da
decisione, è apprezzato liberamente (DTF 121 V 1; cfr. anche Greber, Duc,
Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur
l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 121 seg. ad art. 5 , pag. 183
seg., in particolare n. 127 pag. 185).
Nel caso
di specie il TCA ha chiesto alla Cassa di voler precisare se __________ dal
2000 al 2002 è stata affiliata come indipendente e se sono stati calcolati i
contributi dovuti in tale qualità (doc. _).
L'amministrazione
ha risposto che l'assicurata "non è stata affiliata nella categoria
degli indipendenti dal 2000 al 2002, in quanto non erano dati i requisiti,
secondo il diritto delle assicurazioni sociali" (doc. _)
Ne
consegue che la Cassa, conformemente alla giurisprudenza del TFA, poteva
esaminare liberamente lo statuto della ricorrente, senza che fosse necessario
una revisione o un riesame di una precedente decisione, poiché la questione
della qualifica dell'attività svolta da __________ non è mai stata oggetto di
alcuna decisione.
2.12. Infine, le
assicurate fanno valere la buona fede poiché una precedente collaboratrice
della __________ dal 1995 al 1999 sarebbe stata affiliata quale indipendente,
malgrado esercitasse le medesime mansioni alle stesse condizioni di __________.
Secondo
la giurisprudenza (cfr. SZS 1998 pag. 41; DTF 121 V 66; RAMI 1993 pag. 120-121,
Pratique VSI 1993 pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983 pag. 195
consid. 3, RCC 1982 pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3, RCC 1979
pag. 155, DLAD 1992 p. 106; DTF 119 V 307 consid. 3a; DTF 118 Ia 254 consid.
4b; DTF 118 V 76 consid. 7; DTF 117 Ia 287 consid. 2b, 418 consid. 3b e
sentenze ivi citate; RDAT I-1992 n° 63, DTF 116 V 298ss) e la dottrina
(Grisel, Traité de droit administratif, vol. I, pag. 390ss; Knapp, Précis de
droit administratif, 4a ed., n° 509, pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer
sind vor dem Gesetze gleich, pag. 217ss) affinché la buona fede di un
assicurato possa essere tutelata, nei casi in cui l'amministrazione formula una
promessa o crea un'aspettativa in modo contrario alla legge, devono essere
adempiute
cumulativamente
le seguenti condizioni:
1.- l'informazione deve riferirsi ad una situazione individuale e
concreta;
2.- essa deve emanare da un organo competente o che possa essere ritenuto
tale compatibilmente con l'attenzione esigibile dalle circostanze.
3.- la promessa dev'essere propria a ispirare fiducia.
Ciò
significa che l'interessato, date le circostanze, non deve poter riconoscere
l'erroneità della disposizione. La comunicazione dell'amministrazione deve infatti
essere interpretata come il destinatario può e deve capirla usando tutta
l'attenzione da lui esigibile (protezione della buona fede dell'assicurato).
Una
mancanza di chiarezza di un'informazione da parte della cassa non può trarre
seco conseguenze sfavorevoli per il cittadino (cfr. DTF 106 V 33, consid. 4;
104 V 18 consid. 4; RAMI 1991, p. 68).
Inoltre
l'informazione deve essere incondizionata. Qualora l'organo amministrativo che
fornisce la comunicazione esprime - almeno implicitamente, ma con chiarezza -
che la comunicazione non è definitiva, il destinatario della comunicazione non
può far valere la propria buona fede (cfr. Imboden-Rhinow, Schweiz.
Vewaltungsrechtsprechung, 5a. edizione, n. 75 B III b 3);
4.- l'informazione deve aver indotto il destinatario ad adottare un
comportamento che gli è pregiudizievole.
5.- la legge non deve essere cambiata dal momento in cui l'informazione
è stata data (RAMI 1991 p. 68ss; DTF 113 V 87 consid. 4c; 112 V 199 consid. 3a;
111 V 71; 110 V 155 consid. 4b; 109 V 55).
La
giurisprudenza applicabile in materia, in relazione con l'art. 4 v. Cost. (DTF
121 V 66 consid. 2) è applicabile anche in virtù del nuovo art. 9 Cost. (RAMI
2000 p. 223).
Va infine
rilevato che in una sentenza del 27 giugno 1996, pubblicata in DTF 122 V 169,
il TFA, pur confermando la modifica di uno statuto contributivo con effetto
retroattivo, ha accennato al principio della buona fede, non ritenendo tuttavia
adempiuti i presupposti, poiché l'assicurato non ha fatto valere di aver
ricevuto informazioni vincolanti da parte della Cassa. In particolare l'Alta
Corte si è così espressa (sentenza citata, pag. 178):
"
Inwiefern dieser Statutswechsel dem Grundsatz
des
Vertrauensschutzes widersprechen soll, wie in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde gerügt wird, ist nicht ersichtlich. Namentlich
kann keine Rede davon sei, es habe im Zeitpunkt der Uebernahme des
Telekiosk-Betriebes am 1. Januar 1993 eine langjährige Praxis der
Ausgleichskassen im Sinne der Einstufung der Telefonhostessen als
Selbständigerwerbende bestanden, gibt es doch den "Telekiosk 156"
erst seit Oktober 1991. Der Beschwerdeführer durfte daher nicht ohne weiteres
auf die Richtigkeit dieser Qualifizierung vertrauen. Dass er eine solche nach
Treu und Glauben verbindliche Auskunft von der zuständigen Ausgleichskasse
erhalten hatte (vgl. BGE 119 V 307 Erw. 3a, 118 Ia 254 Erw. 4b, je mit
Hinweisen), macht er im übrigen nicht geltend."
2.13. A mente del
TCA, nel caso di specie, i presupposti per tutelare la buona fede non sono
dati.
Infatti,
in nessuna occasione l'amministrazione ha fornito indicazioni vincolanti per
quanto concerne il lavoro svolto da __________.
In
particolare, il TCA ha chiesto alla Cassa di voler trasmettere i precedenti
rapporti di revisione della __________ i. L'amministrazione ha affermato che in
precedenza non è stata effettuata alcuna revisione (doc. _). Per cui, non vi è
stata alcuna informazione errata da parte dell'amministrazione circa il lavoro
svolto da __________.
A
differenza di altri casi giudicati da questo TCA (cfr. per tutte: STCA del 23
maggio 2003 nella causa R., __________) nella fattispecie non vi sono stati
controlli precedenti da parte di ispettori, né sono state date informazioni
errata da parte dell'amministrazione cantonale. La Cassa ha affiliato un'altra
assicurata quale indipendente per un periodo precedente, senza tuttavia che
siano state fornite indicazioni errate circa l'affiliazione di __________. Il
fatto che in precedenza un'altra assicurata ha svolto lo stesso lavoro per
l'agenzia di viaggi ed è stata considerata come indipendente, in mancanza di
un'informazione concreta da parte della Cassa circa la situazione di __________
non può essere costitutivo di una violazione del principio della buona fede, né
della parità di trattamento.
Infatti, non può esservi uguaglianza di
trattamento fra assicurati qualora vi sia un'applicazione illegale di norme
giuridiche.
In proposito si osserva che in una sentenza del 4
giugno 2003 (K31/03), il Tribunale federale delle assicurazioni ha nuovamente
ribadito la propria costante giurisprudenza:
"
D'une façon générale, un administré ne peut pas
invoquer le principe de l'égalité de traitement pour bénéficier d'une faveur
analogue à celle accordée illégalement à des tiers. En d'autres termes, il n'y
a pas d'égalité dans l'illégalité, à moins que l'autorité ne refuse de revenir
sur sa pratique contraire à la législation (cf. p. ex. ATF 127 I 3 consid. 3a,
125 II 166 consid. 5 et 122 II 451 consid. 4a et les références)."
Un'informazione
errata, semmai c'è stata, potrebbe provenire dall'ufficio di tassazione di
__________ che avrebbe rassicurato l'insorgente circa un'affiliazione
automatica quale indipendente se avesse inoltrato la tassazione in tale qualità
(doc. _).
Anche in
uno scritto del 1° dicembre 2003 la __________ ha affermato che "la
signora __________ ha inoltrato negli ultimi 3 anni la dichiarazione fiscale in
qualità di indipendente e più volte ha richiesto al vostro ufficio di
__________ di ottenere l'affiliazione e il relativo numero AVS.
All'interessata
è sempre stato dichiarato - e ciò per più volte - che l'ufficio di tassazione
avrebbe trasmesso i dati direttamente all'ufficio AVS e che di conseguenza i
relativi formulari sarebbero giunti automaticamente." (doc. _)
Ciò, a
mente del TCA, non può tuttavia vincolare la Cassa di compensazione. Infatti,
da una parte non risulta che la Cassa cantonale abbia affermato che la
tassazione come indipendente comportava automaticamente l'affiliazione quale
indipendente e dall'altra, come più volte ribadito, per giurisprudenza
costante, la qualifica dell'attività lucrativa da parte delle autorità
fiscali non ha valore per la Cassa, se non nei casi dubbi (cfr. consid. 2.5).
In
concreto, in assenza di una comunicazione vincolante da parte della Cassa
cantonale di compensazione, le condizioni poste per la protezione della buona
fede non sono date.
In queste
circostanze, il ricorso va respinto, mentre la decisione merita conferma.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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