Standing and admissibility in co-ownership dissolution action

16.2002.75Übriges Gericht28.01.2003Dismissed

Von Omnilex extrahiert

Omnilex-Zusammenfassung

The Civil Cassation Chamber dismissed the appeal against a first-instance judgment ordering dissolution of co-ownership of a parcel by public auction with division of the proceeds. It upheld the appellants' standing objection rejection, holding that one claimant was individually co-owner and that all members of the hereditary community had been joined in the suit, making a representative unnecessary. It also rejected the argument that the hereditary community had to be dissolved first, and found no denial of the right to be heard because the requested evidence was irrelevant. Costs were imposed on the appellants.

Omnilex-Regeste

Art. 329 CPC; art. 327 lit. e and g CPC; art. 650 and 651 CC; art. 148 CPC; admissibility of cassation appeal and standing of heirs in proceedings concerning estate assets and co-ownership dissolution. An appeal may be entertained despite a defect in the formal designation of the cassation ground if the reasoning clearly reveals the alleged violation and enables the court to identify the applicable ground. Members of a hereditary community, lacking procedural capacity, must in principle litigate jointly; however, where all members are parties to the suit as plaintiffs or defendants, no representative is required. A co-owner may request dissolution of co-ownership under art. 650 CC unless excluded by law or agreement, and an alleged need to dissolve the hereditary community first does not bar the action. A right-to-be-heard complaint fails where the omitted evidence is irrelevant to the decisive issue.

Gesamter Gesetzestext

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 16.2002.75

Data decisione, Autorità: 28.01.2003, CCC

Incarto n. 16.2002.75

Lugano 28 gennaio 2003/fb

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Chiesa, presidente, Cocchi e Giani

segretaria:

Petralli Zeni

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 23 luglio 2002 presentato nella forma dell'appello da


contro

la sentenza 20 giugno 2002 del Pretore della giurisdizione di Mendrisio-sud nella causa civile inappellabile promossa con istanza 13 maggio 2002 da


con la quale gli istanti hanno chiesto lo scioglimento della comproprietà sul fondo n. __________ RFD __________, domanda accolta dal primo giudice,

esaminati gli atti

considerato

in fatto e in diritto:

  1. La particella n. __________ RFD di __________ appartiene per un terzo a una comunione ereditaria composta di __________, __________, per un terzo a __________ e per un altro terzo a __________ nata __________ (doc. B).

  2. Con istanza 13 maggio 2002 __________, adducendo difficoltà in seno alla comproprietà relativamente all'amministrazione e alla divisione del fondo, hanno convenuto __________ davanti al Pretore della giurisdizione di Mendrisio Sud per ottenere lo scioglimento della comproprietà sulla base dell'art. 650 CC. I convenuti si sono opposti, eccependo anzitutto la carente legittimazione attiva degli istanti, in quanto in parte membri di una comunione ereditaria e come tali non legittimati ad agire autonomamente, ma solo assieme agli altri coeredi. Nel merito hanno poi sostenuto che lo scioglimento della comproprietà avrebbe dovuto essere preceduto dallo scioglimento della comunione ereditaria, quindi relativamente a ogni altro bene di sua proprietà.

  3. Con il querelato giudizio il pretore, preso atto che tutte le parti interessate hanno partecipato alla causa, rendendo così superflua la nomina di un rappresentante, ha ammesso la loro legittimazione attiva e passiva e ha quindi concluso all'accoglimento dell'istanza, ordinando lo scioglimento della comproprietà mediante alienazione ai pubblici incanti con ripartizione del provento fra i comproprietari – dedotte le spese – in ragione di un terzo ciascuno.

  4. Con il presente tempestivo gravame, trasmesso per competenza a questa Camera con decreto 12 agosto 2002 della Prima Camera civile del Tribunale d'appello, i convenuti insorgono contro il predetto giudizio, riproponendo le eccezioni di carente legittimazione delle parti, in assenza della quale l'istanza avrebbe dovuto essere respinta. Si dolgono inoltre della lesione del loro diritto di essere sentiti poiché il pretore non ha dato seguito al richiamo di un incarto da loro richiesto nella risposta. Censurano poi il fatto che il primo giudice non si sia espresso sulla necessità di procedere preventivamente allo scioglimento del comunione ereditaria.

Con osservazioni 17 settembre 2002 i resistenti postulano in ordine la nullità del ricorso e nel merito la reiezione dello stesso.

  1. Per quanto attiene alla ricevibilità del ricorso, va rilevato che per costante giurisprudenza di questa Camera, anche se carente dell’indicazione del motivo di cassazione invocato così come lo prevede l’art. 329 cpv. 2 lett. e CPC, il ricorso è comunque valido se dalla sua motivazione risultino le ragioni a fondamento del medesimo, di modo che il giudice possa individuare con facilità sia il motivo di cassazione addotto, sia la norma ritenuta violata (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, art. 329, m. 2). In concreto è fuori di dubbio che a fondamento della propria impugnazione i ricorrenti pongono l'errata applicazione del diritto procedurale e sostanziale da parte del primo giudice, ovvero invocano i titoli di cassazione di cui alle lettere e) e g) dell'art. 327 CPC: il ricorso è pertanto ricevibile.

  2. Quanto alla contestata legittimazione attiva, due sono gli argomenti che inducono a respingere la censura. Anzitutto va rilevato che l'azione di scioglimento della comproprietà è sicuramente ammissibile in ordine già perché -come rettamente osservano i resistenti- tra loro vi è anche __________ che, a prescindere dalla sua appartenenza alla comunione ereditaria, è personalmente e individualmente comproprietaria del fondo e come tale senz'altro legittimata a introdurre l'azione (come effettivamente ha fatto, ancorché con altri istanti) in conformità con la lettera stessa dell'art. 650 cpv.1 CC. Per quanto poi attiene alla legittimazione attiva, rispettivamente passiva, delle altre parti della vertenza, è vero che i membri di una comunione ereditaria, che non gode della capacità processuale, devono agire congiuntamente e costituiscono nel processo un litisconsorzio necessario (Cocchi/ Trezzini, op. cit., art. 38 CPC, m. 16), tuttavia la giurisprudenza ammette un'eccezione allo stesso principio nel caso in cui uno o più eredi fanno valere nei confronti di coeredi pretese attinenti a beni della successione, e ciò a condizione che tutti i membri della comunione siano parte al processo in qualità di attori o di convenuti, senza che sia necessaria la nomina di un rappresentante (DTF 54 II 243; Escher in Comm. di Zurigo, 1960, art. 602 CC, N. 61; Tuor/ Picenoni, in Comm. di Berna, 1966, art. 602 CC, N. 32a; Baumgartner, La communauté héréditaire dans le procès civil, 1933, pag. 112 e 113;Tuor/ Schnyder/ Schmid/ Rumo-Jungo, Das Schweizerische Zivilgesetzbuch, 2002, ed.12, pag. 670; Vogel/Spühler, Grundriss des Zivilprozessrechts ed. 7, pag. 144). In concreto, quindi, poiché è incontestato che tutti i comproprietari, rispettivamente i proprietari comuni di una quota della comproprietà (membri della comunione ereditaria), hanno partecipato alla causa in qualità di istanti o di convenuti, non può essere considerata arbitraria la decisione del primo giudice di ammettere la loro legittimazione attiva, rispettivamente passiva. Su questo punto il ricorso dev'essere così respinto.

  3. L’art. 650 cpv. 1 CC conferisce a ogni comproprietario il diritto di chiedere la cessazione della comproprietà, a meno che ciò non sia escluso dal negozio giuridico, dall’esistenza di una proprietà per piani o dal fine cui la cosa è durevolmente destinata. Stabilito che nulla osta allo scioglimento della comproprietà, il giudice determina il modo di divisione ai sensi dell'art. 651 cpv. 1 CC (Meier-Hayoz, in Comm. di Berna, 1981, art. 650 CC, n. 1 e 2; art. 651 CC, N. 18). In concreto i convenuti si oppongono allo scioglimento della comproprietà adducendo la necessità di procedere preliminarmente allo scioglimento della comunione ereditaria. Poiché, almeno implicitamente, la critica non può che attenere all'applicazione di diritto sostanziale, dev'essere anzitutto rilevato che l'impugnazione è carente, dal momento che, in contrasto con l'art. 329 CPC, i ricorrenti non indicano quali siano i disposti di legge rimasti senza applicazione, o applicati in modo manifestamente errato (art. 327 lett. g CPC), ma si limitano al riaffermare la loro tesi, sottintendendone l'ovvietà. Ciò tuttavia non basta per costituire una valida censura di cassazione. Comunque, l'argomento non può nemmeno corrispondere a un principio chiaro del diritto poiché la condizione da loro auspicata equivarrebbe a privare la comunione ereditaria della possibilità di sussistere, quindi anche di essere proprietaria e di agire a tutela dei propri diritti.

  4. Questi motivi permettono di respingere anche la censura relativa alla pretesa violazione del loro diritto di essere sentiti. È vero che essi avevano, correttamente (art. 294 cpv. 2 CPC), richiamato un incarto dalla un'altra Pretura, tuttavia la mancata assunzione da parte del primo giudice non può assurgere a motivo di annullamento della sentenza dal momento che la prova appare irrilevante per quanto esposto al capoverso precedente. Sono infatti i ricorrenti stessi ad ammettere di aver proposto quella prova per dimostrare che fosse pendente (verosimilmente fra le stesse parti) una seconda istanza di scioglimento questa volta di proprietà comune, deducendone la necessità di una più ampia valutazione dei valori fondiari in gioco (ricorso, ad 2).

  5. Alla luce di quanto sopra esposto il ricorso, che non ha evidenziato nessun titolo di cassazione, deve essere respinto.

Tasse e spese seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC).

Motivi per i quali,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l'art. 148 CPC e la LTG

pronuncia:

  1. Il ricorso 23 luglio 2002 di __________ è respinto.

  2. Tasse e spese del presente giudizio, per complessivi fr. 100.-, già anticipati dai ricorrenti, rimangono a loro carico con l'obbligo solidale di rifondere alla controparte fr. 400.- a titolo di ripetibili di questa sede.

  3. Intimazione:

__________.

Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio Sud.

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Schlagwörter

co-ownershiphereditary communitystandingcassation admissibilityright to be heardpublic auctioncosts

Von Omnilex extrahiert

Kernrechtsfrage

Whether the cassation appeal was admissible despite an imperfect statement of the cassation ground.

Extrahierter Entscheid

Yes. The reasoning allowed the court to identify the alleged procedural and substantive errors and the invoked cassation grounds.

Extrahierte Begründung

Under the court's case law, an appeal lacking the formal indication of the ground can still be valid if the reasoning clearly shows the violated rule and the complaint can be identified with ease.

Kernrechtsfrage

Whether the parties lacked standing because some co-owners were members of an hereditary community.

Extrahierter Entscheid

No. One claimant was personally and individually co-owner, and all members of the hereditary community had participated in the proceedings, so the lower court could accept standing without appointing a representative.

Extrahierte Begründung

For claims concerning assets of an estate, the members of the hereditary community may litigate as long as all are joined in the proceedings as plaintiffs or defendants; the community's lack of procedural capacity does not prevent this.

Kernrechtsfrage

Whether dissolution of the hereditary community had to precede dissolution of the co-ownership.

Extrahierter Entscheid

No. The objection was insufficiently reasoned and, in any event, had no clear basis because it would deprive the hereditary community of the possibility to remain owner and to protect its rights.

Extrahierte Begründung

The appellants did not identify the specific provisions allegedly violated, and their thesis was not supported as a rule of substantive law.

Kernrechtsfrage

Whether the appellants' right to be heard was violated by the refusal to request another file as evidence.

Extrahierter Entscheid

No. The refused evidence was irrelevant in light of the above reasoning, so the omission could not justify annulment.

Extrahierte Begründung

A procedural omission does not lead to annulment when the requested evidence would not have affected the outcome.

Kernrechtsfrage

Allocation of costs and party compensation.

Extrahierter Entscheid

Costs were charged to the appellants, jointly and severally, with party compensation due to the respondents.

Extrahierte Begründung

Costs follow the losing party.

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