Cassation appeal dismissed in car-wash damage dispute

16.1995.183Übriges Gericht19.12.1995Dismissed

Von Omnilex extrahiert

Omnilex-Zusammenfassung

The Civil Cassation Chamber of the Ticino Court of Appeal dismissed a cassation appeal against a first-instance judgment ordering damages for a vehicle damaged during an automatic car wash. The court held that the appellant could not rely on a manifest misapplication of law: although Art. 58 CO was not the correct basis because the relationship between the parties was contractual, this did not warrant cassation. The court further found that the damage and causal link were sufficiently proved by the documents, while the respondent’s objections were too vague. The claim’s description was also adequate. Costs were imposed on the appellant.

Omnilex-Regeste

Art. 327 lett. g CPC; cassation is available only for manifest violations of material or formal law or manifestly erroneous assessment of evidence. Arbitrary assessment requires an obvious and intolerable contradiction with clear legal principles or the factual situation; it is insufficient that another solution would also be conceivable or preferable. Vague and generic evidentiary objections do not defeat the probative force of documents under Art. 170 cpv. 2 CPC. A claim description is sufficient if the object of the demand can be identified with adequate clarity. A tacit contractual relationship may exclude reliance on Art. 58 CO, but a correct legal qualification alone does not compel cassation absent a statutory ground.

Gesamter Gesetzestext

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 16.1995.183

Data decisione, Autorità: 19.12.1995, CCC

Incarto n. 16.95.00183 .

Lugano 19 dicembre 1995

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Chiesa, presidente, Cocchi e Giani

segretaria:

Petralli, vicecancelliera

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 23 marzo 1994 presentato da

__________ patr. __________

contro

la sentenza 10 febbraio 1994 del Segretario assessore della Pretura della giurisdizione di Mendrisio Nord nella causa a procedura ordinaria inappellabile promossa con istanza 26 novembre 1991 da

__________ patr. __________

con la quale si chiedeva il pagamento di fr. 3’883.30 oltre accessori a titolo di risarcimento danni, domanda che il primo giudice ha accolto;

considerato che questa Camera ha emesso un primo giudizio il 23 dicembre 1994, accogliendo il ricorso, ovvero modificando il dispositivo del giudizio di prima sede con la pronuncia della reiezione dell’istanza;

preso atto della sentenza 27 ottobre 1995 della Prima Corte civile del Tribunale federale che ha accolto il ricorso di diritto pubblico presentato da __________, annullando la sentenza di questa Camera, onde si impone una nuova decisione del ricorso per cassazione,

considerato

in fatto e in diritto:

  1. Con istanza 26 novembre 1991 __________, proprietaria della vettura __________ targata __________ che nel frangente che ci occupa era guidata dal marito __________, ha convenuto in giudizio il __________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 3’883.30, importo corrispondente ai danni subiti dal veicolo durante un lavaggio effettuato presso l’autolavaggio automatico della convenuta il 27 luglio 1991.

A comprova dell’ammontare dei danni subiti al lato anteriore sinistro della vettura (in particolare allo spoiler, al faro antineb-bia, agli angoli del paraurti, al lampeggiatore, al parafango e al frontalino laterale) l’istante ha prodotto le fatture 31 ottobre 1991 del __________ (fr. 3’230.30 per la riparazione del veicolo e fr. 325.- per il noleggio di un veicolo sostitutivo) e la fattura 22 ottobre 1991 della __________ per l’allestimento di una perizia (fr. 328.-).

La convenuta si è opposta alla pretesa avversaria negando ogni sua responsabilità per il danno fatto valere da controparte non essendovi prova alcuna che questo sia avvenuto all’interno del suo autolavaggio. Essa ha contestato inoltre l’ammontare del danno, considerato eccessivo.

  1. Con sentenza 10 febbraio 1994 il primo giudice, previa valuta-zione delle risultanze istruttorie dalle quali ha dedotto che il veicolo dell’istante è stato danneggiato all’interno dell’autola-vaggio della convenuta, ha accolto l’istanza ritenendo compro-vati i presupposti di cui all’art. 58 CO con particolare riferimento al difetto dell’opera, costituito dalla rottura della spazzola dell’ autolavaggio, e al nesso di causalità tra questo difetto e il danno fatto valere dall’istante.

  2. In data 23 marzo 1994 il __________ ha impugnato la decisione pretorile postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC. La ricorrente rimproverava al primo giudice di aver arbitraria-mente valutato le prove ed erroneamente applicato il diritto, in particolare per avere sussunto il caso di specie all’art. 58 CO anzichè alle norme sul contratto di locazione o di appalto. L’insorgente rimproverava inoltre al primo giudice di aver ritenuto provato il danno e il nesso di causalità tra lo stesso e l’arresto dell’impianto di autolavaggio, danno che controparte non ha neppure allegato contravvendo così all’art. 292 CPC.

Con osservazioni 22 aprile 1994 la controparte si è opposta all’accoglimento del gravame.

  1. Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di atti di causa o di prove.

Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 119 Ia 32 consid. 3, 119 Ia 117 consid. a).

  1. La ricorrente rimprovera al primo giudice di aver erroneamente applicato il diritto sostanziale sussumendo la fattispecie che ci occupa all’art 58 CO anzichè alle norme sul contratto di locazione o di appalto.

Su questa censura val la pena di ripetere quanto espresso da questa Camera già in data 23 dicembre 1994.

Rettamente la ricorrente non condivide l’impostazione giuridica scelta dal segretario assessore: non si può dubitare che un impianto di lavaggio come quello in esame costituisca opera, ma ciò poco importa dal momento che fra le parti si è instaurato un tacito rapporto contrattuale che fa escludere l’applicazione dell’art. 58 CO. Dietro pagamento infatti, la convenuta offre la possibilità alla sua clientela di usufruire dell’istallazione di lavaggio, oppure si può dire che effettui - per il tramite della sua istallazione - il lavaggio di vetture: può trattarsi di locazione o piuttosto di appalto, come appare in Schlosser/Villa, Les contrats de service, Cedidac 25, n. 33). Il fatto che sia stato il marito dell’istante a disporre del veicolo per il lavaggio nulla può mutare sia in funzione della conclusione del contratto, sia riguardo alla legittimazione attiva dell’istante a procedere nei confronti del garage (cfr. art. 32 cpv. 2 CO).

  1. Accertata dalla Corte federale l’esistenza di un nesso di causalità tra l’arresto dell’impianto di autolavaggio e il danno fatto valere dall’istante (pag. 7 e 8 sentenza federale), e ciò a conferma della corretta valutazione delle risultanze istruttorie operata dal primo giudice, rimane da verificare la censura ricorsuale relativa alla prova del danno.

Ai fini della quantificazione del danno subito, l’istante ha prodotto la perizia doc. C e le fatture doc. D, E e F.

Queste prove documentali non sono mai state chiaramente contestate dalla convenuta la quale, in sede di risposta, si è limitata a osservare: “ si contestano gli eccessivi costi di riparazione, di perizia e di noleggio prolungato”. Esprimendosi in siffatto modo vago e generico, la convenuta non ha esplicitato alcuna ragionevole argomentazione atta a inficiare la fedefacenza delle prove prodotte dall’istante (Cocchi/Trezzini, CPC, ad art. 170, n.2).

Ne discende, che in assenza di una precisa e puntuale contestazione dei danni fatti valere dall’istante, le prove da questa allegate a sostegno delle proprie pretese devono essere

ammesse (art. 170 cpv. 2 CPC), senza che si possa pretendere dall’istante la produzione di ulteriori mezzi di prova come sembra ritenere l’insorgente.

La convenuta, non può quindi prevalersi in questa sede di contestazioni che andavano semmai proposte dinnanzi al primo giudice (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC).

Altrettanto dicasi del rimprovero mosso all’istante di aver violato l’art. 292 lett. c CPC omettendo di fornire una descrizione dei danni, rimprovero peraltro infondato essendo possibile desumere con sufficiente chiarezza dal contenuto dell’istanza quale sia l’oggetto della domanda.

  1. Ne discende pertanto che la decisione impugnata, nella quale non è ravvisabile alcun motivo di cassazione non può essere annullata.

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la LTG

pronuncia:

  1. Il ricorso per cassazione 23 marzo 1994 del __________ è respinto.

  2. Le spese del presente giudizio, consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 200.-

b) spese fr. 50.-

fr. 250.-

già anticipate dalla ricorrente rimangono a suo carico con l’obbligo di rifondere alla controparte fr. 300.- a titolo di ripetibili di questa sede.

  1. Intimazione a:

Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio-Nord

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Schlagwörter

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Von Omnilex extrahiert

Kernrechtsfrage

Whether the first judge manifestly misapplied substantive law by relying on Art. 58 CO instead of contractual rules.

Extrahierter Entscheid

The legal qualification under Art. 58 CO was incorrect, because the parties had a tacit contractual relationship excluding strict liability for defective works; however, this did not justify annulment of the first-instance judgment on cassation review.

Extrahierte Begründung

The car-wash service was performed under a tacit contract arising from payment for use of the installation; the husband's use of the car did not affect contract formation or the owner's standing.

Kernrechtsfrage

Whether the damage and causality were proven with sufficient certainty.

Extrahierter Entscheid

The damage was sufficiently proven by the expert report and invoices, and the causal link had already been confirmed by the Federal Court.

Extrahierte Begründung

The respondent's objections to repair, appraisal, and rental costs were vague and generic and did not undermine the evidentiary value of the documents; no further proof was required.

Kernrechtsfrage

Whether the claim lacked the description of damage required by Art. 292 CPC.

Extrahierter Entscheid

No; the application described the subject matter of the claim with sufficient clarity.

Extrahierte Begründung

The allegation was unfounded because the petition allowed the object and scope of the claim to be identified without difficulty.

Kernrechtsfrage

Whether the cassation appeal should be allowed and the first-instance judgment annulled.

Extrahierter Entscheid

No cassation ground existed.

Extrahierte Begründung

There was no manifest violation of law or manifestly erroneous assessment of facts or evidence under Art. 327 lett. g CPC.

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