AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
15.2004.34
Data decisione, Autorità:
24.05.2004, CEF
Incarto n.
15.2004.34
Lugano
24 maggio
2004
CJ/fc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta, presidente,
Pellegrini e Chiesa
segretario:
Jaques
statuendo sul ricorso 9 febbraio 2004 di
_RICO1
rappr. dal RAPP1 __________
contro
l’operato dell’_CON1 e meglio contro il provvedimento
29 gennaio 2004 con cui esso ha rifiutato di dare avvio alla procedura di rivendicazione
ex art. 108 LEF e di conseguenza respinto la richiesta di sospensione della
procedura di realizzazione nell'esecuzione n. __________ promossa dallo
__________, __________
rappr. dall' RAPP2
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto
in fatto:
A. Con decisione 14 giugno 2000 (Arrest n. 6/00), l'Arrestrichter del
Bezirksgericht __________, su richiesta di , ha decretato il
sequestro ex art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF, tra altri beni, del fondo n. __________
RF del Comune di L (SZ) a garanzia di un credito di fr. 1'488,975,90,
oltre interessi al 4% su 943'966,40 dal 1. gennaio 1999 e spese, fondato su una
sentenza 31 marzo 1999 del Tribunale amministrativo del __________ (inc. n.
619/98). Il sequestro (n. 6/00) è stato eseguito dall'Ufficio esecuzione di
__________. La relativa annotazione nel registro fondiario è avvenuta il 14
giugno 2000 ed è poi stata radiata l'11 marzo 2003, in seguito alla revoca del
sequestro a causa della dubbia qualità di creditore di . Altri
sequestri decretati per la stessa causale ed eseguiti dall'Ufficio esecuzione
di A (n. 5/00) sono stati annotati il 19 giugno 2000 sul foglio dei
fondi n. __________ e PPP n. __________, __________ e __________ gravanti il
fondo n. __________ RF di __________ (SZ); sono poi stati radiati il 13
febbraio 2001, risp. l'11 maggio 2001 per le PPP n. __________ e __________ per
il medesimo motivo (cfr. sentenze 5 marzo 2004 del Tribunale cantonale di
__________ [RF2 2003 317/318], p. 2 ad 1 allegate allo scritto 28 aprile 2004
di __________).
B. Il 4
settembre 2000, su domanda dell'amministrazione cantonale delle finanze del
cantone __________ (Kantonale Finanzverwaltung ) a nome di
", Bezirk __________, Gem. __________, röm kath. Kirchgem.
__________, ev. ref. Kirchgem. __________ ", l'Ufficio di esecuzione di
__________ (SZ) ha emesso contro __________ _RICO1, qui ricorrente, un precetto
esecutivo (n. 915) per gli importi di fr. 943'966,40 oltre interessi al 4% dal
16 agosto 2000, fr. 662'795,60 (interessi maturati fino al 15 agosto 2000) e
spese. L'escusso ha interposto opposizione il 6 settembre 2000.
C. Con
richiesta di garanzia ("Sicherstellungsverfügung") del 5 febbraio
2001, l'amministrazione cantonale delle finanze del cantone Svitto ha richiesto
a __________ _RICO1 la prestazione di garanzie a copertura di un credito per
imposta sull'utile immobiliare di fr. 1'618'912,90 oltre interessi al 4% dal 16
agosto 2000 su fr. 943'912,90. In base a tale decisione, la stessa amministrazione
ha decretato, a favore di __________, del Bezirk __________, del comune di
__________ e delle Kirchgemeinden __________ e __________, il sequestro – tra
altri beni – dei fondi n. __________ RF di __________ nonché n. __________ e
PPP n. , __________ e __________ gravanti il fondo n. __________ RF
di A, già sequestrati in precedenza (cfr. supra ad A). I sequestri
sono stati eseguiti sotto i numeri 201'001 e 1001 dagli Uffici di esecuzione di
__________, risp. __________. Le relative annotazioni nel registro fondiario
sono avvenute il 13 febbraio 2001, risp. l'11 maggio 2001 per le PPP __________
e __________ RF di __________.
D. Con
sentenza 3 maggio 2001 (KG 157/01 RK 2, doc. 2 allegato alle osservazioni 23
febbraio 2004 di __________), la 2. Camera dei ricorsi del Tribunale cantonale
di __________, quale autorità cantonale superiore di vigilanza, ha respinto un
ricorso di __________ _RICO1 diretto contro l'esecuzione dei sequestri relativi
ai fondi di __________, ritenendo in particolare di non essere competente per
statuire sulla censura riferita ad un asserito errore nella designazione del
creditore nella richiesta di garanzia 5 febbraio 2001 (cfr. cons. 5c). Lo
stesso tribunale, con sentenza pure del 3 maggio 2001 (KG 158/01 RK 2, doc. 1),
si è espresso nel medesimo senso per quanto concerne i sequestri dei fondi di
__________ (cfr. cons. 5c), accogliendo però parzialmente il ricorso, nel senso
che ha ordinato la notifica del decreto di sequestro al debitore nel caso in
cui ciò non fosse già avvenuto (cfr. disp. n. 1 e cons. 6b).
E. Con
sentenza 20 dicembre 2001 (inc. 609/01, doc. 3 allegato alle osservazioni 23
febbraio 2004 di __________), la 2. Camera del Tribunale amministrativo del
__________ ha confermato la richiesta di garanzia 5 febbraio 2001, precisando
che unico creditore era __________ (cfr. disp. n. 1).
F. Il
14 gennaio 2002, __________ ha promosso l'esecuzione n. 20'054 (Ufficio di
esecuzione di __________) a convalida dei sequestri fondati sulla richiesta di
garanzie 5 febbraio 2001 (cfr. sentenze 5 marzo 2004 del Tribunale cantonale di
__________ [RF2 2003 317/318], p. 3 ad 2 i.f.).
G. Con
decisione 22 febbraio 2002 (inc. n. 1033-139-37/00), la Kantonale
Steuerkommission __________ ha rigettato in via definitiva l'opposizione
interposta alla prima esecuzione (n. __________, cfr. supra ad B), anche per le
spese di esecuzione e di sequestro nonché per le indennità riconosciute
all'escutente nella procedura di sequestro. Contro tale decisione si è
aggravato __________ _RICO1, il cui ricorso è stato parzialmente accolto dal
Tribunale amministrativo del __________ con sentenza 7 novembre 2002 (inc.
608/02), limitatamente all'annullamento del rigetto dell'opposizione per quanto
concerne le indennità riconosciute all'escutente nella procedura di sequestro.
Per il resto, è stato confermato il rigetto definitivo per l'importo di fr.
943'966,40, oltre interessi di mora per fr. 662'785,60 e spese esecutive e di
sequestro. Con sentenza interpretativa ("Erläuterungsentscheid") del
26 novembre 2002 (inc. 608a/02), il Tribunale amministrativo ha poi precisato
che il rigetto si estendeva anche agli interessi di mora maturati dal 16 agosto
2000 al tasso fissato dal "Regierungsrat". Questa sentenza è
cresciuta in giudicato (cfr. scritto 27 febbraio 2003 del Verwaltungsgericht
des __________ alla Kantonale Steuerverwaltung allegato allo scritto 3 marzo
2003 della Kantonale Finanzverwaltung __________ all'_CON1).
H. In
virtù di una transazione (Vergleich) del 29 maggio 2002, l'escusso ha
trasferito la proprietà dei fondi sequestrati a tale __________ __________, il
quale è stato iscritto a registro fondiario quale nuovo proprietario il 3
giugno 2002.
I. Il 22 novembre 2002, l'escutente ha chiesto la prosecuzione
dell'esecuzione per gli importi di fr. 943'966,40 oltre interessi al 4% dal 16
agosto 2000, fr. 662'795,60 (interessi maturati fino al 15 agosto 2000), fr.
9'232.-- (spese di sequestro e di esecuzione), 418,90 (spese del PE) e spese
futuri. __________ _RICO1 essendosi nel frattempo trasferito ad __________, la
domanda di prosecuzione è stata trasmessa all'_CON1. Il 27 novembre 2002, una
seconda domanda di prosecuzione dell'esecuzione n. 915 è stata indirizzata
direttamente all'Ufficio di esecuzione del "Gemeinde __________ ".
L. Il
27 maggio 2003, l'_CON1 ha proceduto al pignoramento di numerosi beni
dell'escusso, compresi i fondi di __________ e di __________, i quali sono
stati indicati di proprietà di __________ __________.
M. Con
due sentenze del 21 agosto 2003 (inc. AB 01 4/5, doc. 5/6 allegati alle
osservazioni 23 febbraio 2004 di __________), il Bezirksgericht __________,
statuendo quale autorità di vigilanza inferiore sui rinvii ordinati il 10/11
febbraio 2003 dal Tribunale cantonale di __________ (autorità superiore di
vigilanza) (cfr. doc. 4 e 4a), ha dichiarato irricevibile il ricorso interposto
da __________ _RICO1 contro la reiezione da parte dell'ufficio di esecuzione di
__________, risp. di __________, della sua richiesta in liberazione dei beni
sequestrati, che egli aveva motivata con il fatto che l'esecuzione interposta
solo da __________ non avrebbe costituito un'adeguata convalida dei sequestri.
Il Bezirksgericht __________ ha considerato che la questione era già stata
risolta, definitivamente, con le sentenze 3 maggio 2001 della 2. Camera dei
ricorsi del Tribunale cantonale di __________ (cfr. supra ad D).
N. Il
15 gennaio 2004, l'Ufficio di esecuzione di __________ (SZ), su rogatoria
dell'_CON1, ha comunicato agli interessati la domanda di realizzazione del
fondo n. __________ RF di __________, preannunciando la pubblicazione
dell'asta, prevista il 4 giugno 2004, per l'11 febbraio 2004 (doc. 2 allegato
al ricorso).
O. Con
scritto 26 gennaio 2004 (cfr. doc. 3 annesso al ricorso), l'escusso, in
relazione con i fondi di __________ e __________, ha chiesto all'_CON1 di
fissare all'escutente il termine di 20 giorni dell'art. 108 LEF per contestare
giudizialmente il diritto del proprietario – __________ __________ – iscritto a
registro fondiario, e di revocare l'ordine rogatoriale di realizzazione
("requisitorische Verwertungsanordnung").
P. Con
provvedimento 29 gennaio 2004 (cfr. doc. C allegato al ricorso), l'_CON1 ha
deciso che la procedura di rivendicazione di cui all'art. 108 LEF nel caso
concreto non poteva trovare applicazione e pertanto respinto la richiesta di
sospensione della procedura di realizzazione.
Q. Con
ricorso 9 febbraio 2004, __________ _RICO1 si aggrava contro tale decisione.
Per quanto si possa capire da tale atto di difficile comprensione, il
ricorrente ribadisce la sua richiesta tendente all'avvio della procedura di
rivendicazione dell'art. 108 LEF, contestando che l'annotazione dei sequestri
("arresti") abbia impedito il trapasso di proprietà a suo favore.
Egli sostiene inoltre che l'esecuzione in esame, promossa da __________, non
possa valere quale convalida dei sequestri richiesti a nome non solo del
Cantone ma pure del Distretto e del Comune, la questione essendo peraltro
pendente davanti all'Autorità superiore di vigilanza del __________ ed essendo
stata risolta nel senso prospettato dal Kassationsgericht zurighese in una
procedura identica opponente le stesse parti. Infine, il ricorrente chiede il
beneficio dell'assistenza giudiziaria gratuita.
R. Nelle
sue osservazioni, __________ rileva come l'art. 108 LEF sia inapplicabile nella
fattispecie, in quanto il trasferimento della proprietà dei fondi in questione,
avvenuto dopo l'annotazione dei sequestri, è inefficace ai fini della procedura
esecutiva. Quanto alla censura riferita alla validità dei sequestri,
l'escutente osserva come tale questione competa all'autorità di vigilanza e non
al giudice della rivendicazione. Orbene, essa è stata risolta in via definitiva
dall'autorità cantonale superiore di __________ con decisioni del 3 maggio 2001
(KG 158/01 RK 2, doc. 1 allegato alle osservazioni, per i fondi di __________;
KG 157/01 RK 2, doc. 2 per quelli di __________) e dell'11 febbraio 2003 (KG
397/02 RK 2, doc. 4, per i fondi di __________; KG 398/02 RK 2, per quelli di
__________), nel senso che unico creditore è stato considerato essere
__________. Il ricorso in esame sarebbe pertanto irricevibile nella misura in
cui tendesse a rimettere in questione una decisione già cresciuta in giudicato.
L'escutente ha inoltre contestato la tempestività del ricorso, siccome il
debitore avrebbe dovuto annunciare l'asserita pretesa di __________ già
all'epoca del pignoramento.
S. Nelle
sue osservazioni, l'_CON1 ha fatto sue le tesi di __________, rilevando anche
come la domanda di vendita relativa ai fondi di __________ gli sia pervenuta
solo il 25 febbraio 2004.
T. Con
sentenze 5 marzo 2004 (inc. RK2 2003 317, risp. 318), allegate allo scritto 28
aprile 2004 di __________, il Tribunale cantonale di __________, quale autorità
superiore di vigilanza, ha parzialmente accolto i ricorsi di __________ _RICO1
contro le decisioni 21 agosto 2003 del Bezirksgericht __________ (cfr. supra ad
M), limitatamente alla questione dell'assistenza giudiziaria.
considerando
in diritto:
-
Sia
__________ che l'_CON1 contestano la tempestività del gravame. Orbene, secondo
l'art. 106 cpv. 2 LEF i terzi possono notificare le loro pretese fintanto che
la somma ricavata dalla realizzazione del bene pignorato non sia stata
ripartita. Tale facoltà decade tuttavia se il terzo tarda in malafede ad
annunciare la propria pretesa (cfr. Pierre-Robert Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 2000, n.
162 ss. ad art. 106; Thomas Rohner,
Das Widerspruchsverfahren gemäss SchKG, tesi San Gallo 2002, p. 41 ss.). Nel caso
di specie, risulta dal verbale di pignoramento 27 maggio 2003 che l'escusso,
già al momento dell'esecuzione del pignoramento, ha dichiarato che il fondo n.
__________ di __________ era di proprietà di __________ __________ (cfr.
posizione n. 10), mentre nelle osservazioni relative ai fondi di __________
(posizioni n. 8 e 9) è stato esplicitamente indicato che essi, secondo la
conferma dell'Ufficio del registro fondiario, erano iscritti a nome di
__________ __________; l'Ufficio era pertanto tenuto, d'ufficio, a dare avvio
alla procedura di rivendicazione prevista dalla legge (art. 106 ss. LEF) (cfr.
art. 10 cpv. 2 RFF; Gilliéron,
op. cit., n. 12 ad art. 106; Rohner,
op. cit., p. 37). Dall'incarto esecutivo non si evince che l'_CON1 abbia, prima
della decisione impugnata, formalmente rifiutato di dare inizio a detta
procedura, se non implicitamente dando seguito alla domanda di realizzazione
del fondo n. __________ RF del Comune di __________ (cfr. supra ad N), ma
l'escusso si è comunque tempestivamente opposto a siffatto atto (cfr. supra ad
O). È peraltro irrilevante che la domanda di realizzazione dei fondi di
__________ non fosse ancora pervenuta all'_CON1 al momento dell'inoltro del
ricorso, perché il ricorrente chiede a questo stadio della procedura solo
l'avvio della procedura prevista all'art. 108 LEF e non la sospensione della
realizzazione. Il ricorso è pertanto tempestivo.
-
Da
quanto precede risulta che il diritto di proprietà di __________ sia stato
notificato – tempestivamente – ai sensi dell'art. 106 LEF. Secondo l'art. 108
cpv. 1 n. 3 LEF, il creditore e il debitore possono promuovere nei confronti
del terzo l'azione di contestazione della sua pretesa, quando questa riguarda
un fondo, se detta pretesa risulta dal registro fondiario.
2.1. Ci si
deve dapprima chiedere se l'ufficio sia abilitato a non dare avvio a tale
procedura quando ritiene certa l'identità del vero titolare del diritto
patrimoniale conteso oppure quando esclude che il diritto di proprietà del
terzo possa essere opposto al creditore procedente, siccome iscritto
successivamente all'annotazione del pignoramento o del sequestro.
a) Il
Tribunale federale, in una vecchia sentenza (DTF 31 I 541 s., citata
acriticamente da Gilliéron, op.
cit., n. 181 ad art. 106, che implicitamente sembra giustificare tale soluzione
con riferimento al principio della buona fede, cfr. n. 179 ad art. 106), ha
dato al quesito una risposta positiva per quanto concerne quest'ultima ipotesi.
In una sentenza anteriore (DTF 29 I 549 s., anch'essa citata acriticamente da Gilliéron, op. cit., n. 186 ad art.
106), il Tribunale federale aveva invece statuito che la procedura di
rivendicazione andava promossa quand'anche non fosse dubbia il fondamento della
rivendicazione del terzo. Viceversa lo stesso vale quando essa appare
manifestamente non fondata (cfr. DTF 80 III 72; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz über
Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo 1997, n. 5 ad art. 106;
Adrian Staehelin, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco
1998, n. 3 ad art. 106; Rohner, op. cit., p. 57 ad 9).
b) È
oggi ammesso che il divieto dell'abuso di diritto vale anche in ambito
esecutivo (cfr. CEF 12 marzo 2001 [15.00.129], cons. 3, con rif.; DTF 105 III
83, con rif.; Flavio Cometta, Il giudice
del diritto esecutivo e il principio della buona fede, in: SJZ 1991, p. 297
ss., in particolare p. 299-300; Max Baumann,
Zürcher Kommentar, 3. ed., Zurigo 1998, n. 33 e 36 ad art. 2 CC, con rif.; Gilliéron, n. 36 ss. ad art. 38-45). In
particolare, dovrebbe essere qualificato come manifestamente abusivo il
comportamento dell'escusso che chiedesse all'Ufficio di dare avvio alla
procedura degli art. 106 ss. LEF seppur non contestando il diritto dei
creditori di far realizzare l'oggetto rivendicato o contestandolo senza addurre
motivi, con il solo scopo di ritardare la procedura esecutiva. Riservati questi
casi di manifesto abuso di diritto, l'Ufficio non è legittimato a non prendere
in considerazione la notifica ex art. 106 cpv. 1 LEF.
2.2. L'Ufficio
sarebbe invece legittimato a stabilire se il tipo di diritto rivendicato sia
idoneo ad ostacolare l'esecuzione, ossia se sia "incompatibile con il
pignoramento" o se "deve essere preso in considerazione in
proseguimento di esecuzione" (art. 106 cpv. 1 LEF), ciò che, segnatamente,
non è il caso quando il litigio deve essere risolto in un'altra procedura (cfr.
DTF 80 III 72; Gilliéron, op.
cit., n. 186 ad art. 106; Alexander Brunner/Mark
Reutter, Kollokations- und
Widerspruchsklagen nach SchKG, 2. ed., Berna 2002, p. 81 e 100; cfr. pure DTF
119 III 25 s., cons. 3 i.f. e 4). Invero, dubbi sono permessi sulla validità di
questa giurisprudenza. Infatti, la questione che deve risolvere il giudice
della rivendicazione è appunto quella di sapere se il diritto rivendicato –
qualora esista (questione solo pregiudiziale) – impedisce o limita la
realizzazione di un determinato oggetto nell'esecuzione in corso. Qualora sia
evidente che il diritto vantato dal terzo non sia idoneo a produrre tale
effetto, l'ufficio può però a buon diritto ritenere che la rivendicazione sia
manifestamente abusiva e rifiutare di darvi seguito.
2.3. Nel
caso di specie, il ricorrente non contesta in sé le annotazioni e iscrizioni
riportate sul registro fondiario e relative ai fondi di __________ e
__________, né la loro data. Rileva a giusto titolo che i sequestri non
impediscono il trasferimento della proprietà (cfr. art. 961a CC), ma sembra
dimenticare che secondo il chiaro tenore dell'art. 960 cpv. 2 CC, mediante
l'annotazione, le limitazioni della facoltà di disporre – come quella connessa
ad un pignoramento (art. 960 cpv. 1 n. 2 CC) o un sequestro per il rinvio
dell'art. 275 LEF all'art. 96 cpv. 2 LEF, cfr. Jürg Schmid, Basler Kommentar zum ZGB, vol. II, 2. ed.,
Basilea/Ginevra/ Monaco 2003, n. 18 ad art. 960; Gilliéron, op. cit., n. 12 ad art. 101; André E. Lebrecht, Basler Kommentar zum
SchKG, vol. II, Basilea/ Ginevra/Monaco 1998, n. 72ad art. 101; Paul-Henri Steinauer, Les droits réels, vol. I,
3. ed., Berna 1997, n. 773) diventano efficaci in confronto ai diritti
posteriormente acquisiti. Pertanto, se l'escusso o il debitore sequestrato
aliena il proprio immobile dopo l'annotazione del pignoramento o del sequestro,
l'immobile potrà nondimeno essere realizzato a favore dei creditori aventi
ottenuto l'annotazione, nei limiti dell'importo del loro credito indicato a
registro fondiario, senza riguardo al diritto di proprietà del terzo acquirente
(cfr. Schmid, op. cit., n. 12 s.
ad art. 960; Amonn/Walther,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, n. 68 e
70 ad § 22; Gilliéron, op. cit.,
n. 9 ad art. 101; vol. IV, Losanna 2003, n. 82 e 106 ad art. 275; Lebrecht, op. cit., n. 7 ad art. 101). Inoltre, l'annotazione
esclude la buona fede del terzo acquirente ai sensi dell'art. 96 cpv. 2 LEF
(cfr. Amonn/Walther, op. cit., n.
70 ad § 22; Gilliéron, op. cit.,
n. 9 ad art. 101).
Orbene,
l'annotazione dei sequestri n. 201'001 e 1001 degli immobili di __________ e
__________ (del 13 febbraio 2001, risp. dell'11 maggio 2001 per le PPP
__________ e __________ RF di __________, cfr. supra ad C) è anteriore al
trapasso di proprietà (del 3 giugno 2002).
2.4. Il
ricorrente sostiene però la decadenza di questi sequestri, affermando che
l'esecuzione in esame non è idonea a convalidarli, siccome è stata promossa da
__________ soltanto e non anche dal Distretto __________ e dai comuni di
__________, __________ e __________, i quali invece figurano sul decreto di
sequestro. Una contestazione a questo proposito era (allora, cfr. però supra ad
T) pendente davanti all'autorità superiore di vigilanza di __________ e il
Kassationsgericht di __________ avrebbe deciso nel senso indicato dal
ricorrente in una procedura analoga opponente le stesse parti.
a) Occorre
anzitutto evidenziare come l'esecuzione qui in esame sia quella n. 915 iniziata
dall'Ufficio di esecuzione di A__________ (cfr. supra ad B) su domanda di
"__________, Bezirk __________, Gem. __________, röm kath. Kirchgem.
__________, ev. ref. Kirchgem. __________ " (cfr. domande di prosecuzione
dell'esecuzione del 22 e 29 novembre 2002), e non quella successiva n. 20'054
(cfr. supra ad F). Sono pertanto irrilevanti in questa sede le sentenze delle
autorità di vigilanza svittesi prodotte da Kanton __________ (doc. 4 a 6, cfr.
supra ad M), come pure le sentenze 5 marzo 2004 del Tribunale cantonale
__________ (cfr. supra ad T), in quanto si riferiscono tutte all'esecuzione
successiva n. 20'054 dipendente dal precetto esecutivo del 14 gennaio 2002
(cfr. doc. 4 e 4a, p. 7 ad c, doc. 5 e 6, p. 5 ad C e sentenze 5 marzo 2004, p.
11 [RK2 2003 317], risp. 10 [RK2 2003 318]). La sentenza del Kassationsgericht
__________ (doc. 6 allegato al ricorso) concerne un sequestro decretato il 13
giugno 2000 dal giudice del distretto di __________ diverso dai sequestri
entranti in considerazione nella vertenza in esame.
b) Ora,
un trapasso di proprietà successivo all'annotazione di un sequestro è
inopponibile solo al creditore che ha ottenuto il sequestro, limitatamente al
credito da esso garantito. In altri termini, si può prescindere dal prendere in
considerazione i diritti del nuovo proprietario solo nell'esecuzione a
convalida del sequestro anteriore. Nel caso concreto, significa che il diritto
di proprietà di __________ __________ potrebbe essere ignorato solo qualora
l'esecuzione n. 915 dell'Ufficio di esecuzione di __________ potesse essere
considerata quale regolare convalida dei sequestri n. __________ e __________
degli Uffici di esecuzione di __________, risp. __________. La questione è stata
risolta in modo affermativo dal Tribunale cantonale di __________ nelle
sentenze 5 marzo 2004 (ad cons. 7b), ma sotto forma di obiter dictum, siccome
il problema non era stato sollevato dalle parti; d'altronde, se l'esecuzione n.
915 era già idonea a convalidare i sequestri fondati sulla richiesta di
garanzia ("Sicherstellungsverfügung") del 5 febbraio 2001 (cfr. supra
ad F), mal si comprende perché il procedente abbia ritenuto necessario
promuovere un'altra esecuzione (la n. 20'054) a convalida degli stessi
sequestri. Comunque, una risposta definitiva richiederebbe, da una parte,
l'accertamento dell'identità del credito posto a fondamento dell'esecuzione n.
915 e di quello riferito ai sequestri annotati il 13 febbraio 2001, risp. l'11
maggio 2001, e dall'altra la verifica dell'ossequio del termine di convalida di
10 giorni di cui all'art. 279 cpv. 3 LEF, ritenuto che il rigetto
dell'opposizione è diventato definitivo con la sentenza 7 novembre 2002 del
Tribunale amministrativo del Cantone __________ (cfr. supra ad G), mentre la
prosecuzione dell'esecuzione è stata chiesta solo il 22 novembre 2002 (cfr.
supra ad I).
2.5. Viste
queste incertezze, non si può quindi ritenere abusivo il ricorso in esame.
2.6. Kanton
__________ osserva ancora – a giusto titolo – che il giudice dell'art. 109 LEF
non è competente per decidere sulla validità di un sequestro, in particolare
per quanto attiene all'esistenza di validi atti di convalida. Tuttavia, è
comunque una questione che egli può e deve risolvere a titolo pregiudiziale,
così come egli esamina solo pregiudizialmente il fondamento di diritto
materiale della rivendicazione (proprietà, diritto di pegno manuale, ecc., cfr.
Staehelin, op. cit., n. 3 ad art.
109; Gilliéron, op. cit., n. 16
ad art. 106). Va d'altronde osservato come anche questa Camera potrebbe
esaminare la questione solo pregiudizialmente, poiché competente per accertare
la decadenza dei sequestri è l'ufficio di esecuzione che ha eseguito il
sequestro, risp. le autorità di vigilanza da cui dipende l'ufficio, in questo
caso le autorità svittesi (cfr. Pierre-Robert Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. IV, Losanna 2003, n. 8 ad art. 280, con rif.; CEF 23
ottobre 2003 [15.03.125], cons. 1.1).
-
Quando
l'immobile pignorato risulta intestato a nome di un terzo, l'ufficio
d'esecuzione fissa al creditore e al debitore un termine di 20 giorni per
promuovere azione di contestazione della sua rivendicazione (art. 108 cpv. 2
LEF). La legge non obbliga l'Ufficio ad interpellare il terzo per sapere se
rivendica l'oggetto pignorato (sulla distinzione tra allegazione e
rivendicazione di un terzo, cfr. Gilliéron,
op. cit., n. 183 s. ad art. 106), ma ciò può essere giustificato a dipendenza
delle circostanze (cfr. Gilliéron,
op. cit., n. 219 ad art. 106). Nel caso concreto, l'Ufficio valuterà se occorre
interpellare __________ __________ affinché comunichi se rivendica o no gli
immobili pignorati intestati a suo nome e in caso di risposta positiva, oppure
qualora ritenga inutile tale interpellazione, impartirà a Kanton __________ e
all'escusso il termine dell'art. 108 cpv. 2 LEF.
-
Il
ricorso va pertanto accolto.
Non si
preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2
lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).
- Il
ricorrente chiede di essere messo al beneficio del gratuito patrocinio.
5.1. Risulta dalla legge
cantonale sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria (Lag, RL
3.1.1.7) che l’assistenza giudiziaria è concessa alle condizioni cumulative
seguenti:
– il
richiedente è una persona fisica indigente (art. 3);
– la
procedura per la persona richiedente presenta probabilità di esito favorevole e
una persona ragionevole e di condizioni agiate non rinuncerebbe alla procedura
a causa delle spese che questa comporta (art. 14 cpv. 1 a contrario);
– per
il gratuito patrocinio vi è necessità oggettiva di patrocinio (art. 14 cpv. 2 a
contrario), ossia:
– la
persona richiedente non è in grado di procedere con atti propri, o
– la
designazione di un patrocinatore è necessaria alla corretta tutela dei suoi
interessi, oppure
– la
causa presenta difficoltà particolari.
5.2. Nel caso di specie,
l'istante non ha prodotto alcun documento idoneo a dimostrare la condizione
d’indigenza, se non una sentenza del Tribunale federale risalente al 2002, che
non fornisce indicazioni sulla situazione attuale del ricorrente.
Inoltre, l’assistenza di
un avvocato è di regola superflua nella procedura di ricorso ex art. 17 LEF,
che è retta dalla massima inquisitoria (cfr. DTF 122 I 10, cons. 2c; Flavio Cometta, Basler Kommentar zum SchKG,
Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 14 ad art. 20a; critico: Franco Lorandi, Betreibungsrechtliche
Beschwerde und Nichtigkeit, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, n. 27 ad art. 20a; Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 7-10 ad
art. 155). È tanto più vero nel caso di specie che il ricorso è stato accolto
per motivi diversi da quelli – per quanto siano comprensibili – addotti dal
ricorrente.
L'istanza va pertanto
respinta.
richiamati
gli art. 17, 20a, 96, 106, 108, 275 LEF, art. 2, 960, 961a CC, 3, 14 Lag; art.
61 e 62 OTLEF;
pronuncia:
- Il
ricorso 9 febbraio 2004 di _RICO1, __________, è accolto.
1.1. Di
conseguenza è annullato il provvedimento 29 gennaio 2004 dell'_CON1, il quale
procederà come disposto al considerando 3.
-
L'istanza
di concessione del beneficio del gratuito patrocinio presentata da __________
_RICO1 è respinta.
-
Non
si prelevano spese né si assegnano indennità.
-
Contro
queste decisioni è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.
-
Intimazione
a: – __________ __________ RAPP1, __________
–
__________ __________ RAPP2, __________
Comunicazione
all’_CON1.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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