Inventory for landlord’s lien upheld despite claim of exemption

15.1997.00209Übriges Gericht02.11.1998Dismissed

Zusammenfassung

The supervisory complaint concerned an inventory drawn up to secure a landlord’s lien over machinery found in a car body shop. The debtor argued that the machines were exempt tools needed for his profession under Art. 92 SchKG. The court found instead that he was running a genuine business: the premises, equipment, investment, and use of hired labor showed that capital predominated over personal professional labor. The inventoried items were therefore not exempt from seizure and could be included in the inventory. The complaint was dismissed, with no fees or compensation.

Regest

Art. 92 SchKG, Art. 268 CO, Art. 283 SchKG; scope of the landlord’s lien and exemption from seizure of professional tools. The protective rule of Art. 92 SchKG applies only to tools, apparatus, instruments and books necessary for the debtor’s profession in the strict sense. A distinction must be drawn between a protected profession and an unprotected business activity: if the economic structure is characterized predominantly by invested capital and salaried labor rather than by the debtor’s personal professional activity, the exemption does not apply. In supervisory review of an inventory for landlord’s lien, the office and supervisory authority may only conduct a summary prima facie examination; a full merits determination is reserved for opposition-removal or ordinary proceedings.

Gesamter Gesetzestext

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 15.1997.00209

Data decisione, Autorità: 02.11.1998, CEF

Incarto n. 15.97.00209

Lugano 2 novembre 1998 /MR/fc/kc

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

composta dei giudici:

Cometta, presidente, Pellegrini e Zali

segretaria:

Baur Martinelli, vicecancelliera

statuendo sul ricorso 24 novembre 1997


contro

l’operato dell’Ufficio Esecuzione e Fallimenti del Distretto di __________ e meglio contro il processo verbale per la formazione di un inventario a tutela del diritto di ritenzione (n.__________) nell’ esecuzione per pigioni e affitti (n. __________) promossa contro il ricorrente da


richiamata l’ordinanza 26 novembre 1997 del Vicepresidente di questa Camera, con la quale al ricorso è stato concesso l’effetto sospensivo;

viste le osservazioni 12 dicembre 1997 dell’ Immobiliare __________ e 22 dicembre 1997 dell’UEF

completata l’istruttoria il 14 ottobre 1998;

esaminati atti e documenti;

ritenuto in fatto e considerando in diritto:

che con domanda 5 novembre 1997 la __________, __________, ha chiesto all’ UEF __________ l’erezione di un inventario dei beni siti nel capannone sulla part. n. __________ RFD __________, occupati da __________, a garanzia di un diritto di ritenzione per pigioni scadute ( febbraio 1997- novembre 1997) per complessivi fr. 25’000.-- nonché per pigioni in corso (dicembre 1997 - maggio 1998) per complessivi fr. 15’000.-- ;

che il 6 novembre 1997 l’UEF ha proceduto presso il capannone occupato dall’escusso all’allestimento dell’inventario redigendone relativo verbale;

che dal verbale 6 novembre 1997, spedito alle parti il’11 novembre 1997, risultano inventariati i seguenti beni:

“1. forno per carrozzeria __________

completo di bruciatore e aerazione stima fr. 12’000.--

  1. lift a 4 colonne senza marca stima fr. 2’000.--

  2. DYMA UB x ancoraggio auto con

carrello completo accessori stima fr. 17’000.--

  1. impianto riscaldamento CEISA

funz. a nafta stima fr. 5’000.--

5 compressore 1000 lt marca ALUP stima fr. 3’000.--

  1. impianto riciclaggio diluenti

marca Indiecom stima fr. 3’000.--

  1. idem marca FIDI stima fr. 3’000.--

  2. saldatrice CEM stima fr. 3’000.--

  3. impianto levigazione orbitale

con aspiratore FESTO stima fr. 4’000.--”;

che con ricorso 24 novembre 1997 __________ chiede l’annullamento dell’inventario degli oggetti vincolati dal diritto di ritenzione, affermando in sostanza:

– che l’escusso “svolge la sua attività professionale d’indipendente, in qualità di carrozziere, presso la Carrozzeria __________ (recte: Balerna, N.d.R.)”;

– che possono essere inventariati unicamente gli oggetti pignorabili;

– che per l’art. 92 cpv. 1 n.3 LEF sono impignorabili “gli arnesi, gli strumenti e i libri, in quanto siano necessari al debitore e alla sua famiglia per l’esercizio della professione ...”;

– che “con l’inventario 06/12.11.1997 sono stati inventariati unicamente degli oggetti che servono palesemente all’attività professionale svolta dal signor __________ presso la __________ ”;

– che “infatti non si vede come il debitore possa continuare a svolgere la sua attività professionale se privato del forno per carrozzeria, del lift a 4 colonne - per caricare le auto -, dell’ancoraggio auto con carrello, dell’impianto di riscaldamento, del compressore, dell’impianto di riciclaggio diluenti, della saldatrice e dell’impianto levigazione orbitale con aspiratore”,

– che “se dovesse essere privato di questi macchinari il signor __________ non avrebbe nient’altro da fare che chiudere la sua attività”;

che delle osservazioni delle altre parti si dirà, se necessario, in seguito;

che per l’art. 268 cpv. 1 CO il locatore di locali commerciali beneficia di un diritto di ritenzione sulle cose mobili che vi si trovano e servono al loro uso e godimento e che siffatto diritto si estende in termini temporali alla pigione annuale scaduta e a quella del semestre in corso;

che in materia di esecuzione per pigioni e affitti l’art. 283 cpv. 1 LEF stabilisce che il locatore di locali commerciali può, anche prima di iniziare l’esecuzione, domandare l’assistenza dell’ufficio esecuzione per la tutela provvisoria del suo diritto di ritenzione;

che la formazione d’inventario presuppone l’esistenza di un contratto di locazione così come di un credito derivante da tale contratto; l’ufficio esecuzione può rifiutare, per ragioni di diritto materiale, di erigere l’inventario degli oggetti sottoposti al diritto di ritenzione del locatore soltanto se l’inesistenza di questo diritto è manifesta e inequivocabile (DTF 103 III 41 s. con rif.; 97 III 45; Ernest Brand, Dispositions particulières sur les loyers et fermages I, in: FJS/SJK n. 1092, p.4; Fritzsche/ Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, Vol. II, Zürich, §63, p.520); l’ufficio esecuzione, e su ricorso l’autorità di vigilanza, può infatti procedere a un esame solo sommario, in via pregiudiziale, dei suoi presupposti (cfr. DTF 109 III 43); l’esame di merito sull’esistenza ed estensione del diritto di ritenzione, (come del resto sull’esistenza e ammontare del credito preteso garantito) è infatti demandato al giudice nell’ambito di un’eventuale procedura di rigetto dell’opposizione, rispettivamente, in assenza di titolo idoneo di rigetto, nell’ambito della necessaria causa ordinaria (cfr. Amonn/ Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Bern 1997, §34 n.18 s., p.275 s.);

che nel caso in esame non è contestato che il ricorrente occupa a titolo oneroso, per espletare la propria attività di carrozziere, parte del capannone sito sulla part. n. __________ RFD __________;

che soggetti al diritto di ritenzione del locatore sono le “cose mobili” che si trovano nei locali occupati e servono al loro uso e godimento (art. 268 cpv. 1 CO);

che in concreto non è contestato che i beni inventariati si trovano negli spazi occupati dal ricorrente, né che servono al godimento degli stessi;

che esclusi dal diritto di ritenzione sono tuttavia gli oggetti che in virtù del diritto esecutivo non potrebbero essere pignorati dai creditori del conduttore (art. 268 cpv. 3 CO);

che sulla pignorabilità degli oggetti inventariati decide l’organo d’esecuzione, e su ricorso, l’autorità di vigilanza (DTF 82 III p. 85 ss; cfr. Amonn/ Gasser, op. cit., §34 n.20 p.276);

che per l’art. 92 cpv. 1 n.3 LEF sono esclusi dal pignoramento gli arnesi, gli apparecchi, gli strumenti e i libri, in quanto siano necessari al debitore e alla sua famiglia per l’esercizio della professione;

che tuttavia non ogni attività commerciale gode del beneficio della (limitata) impignorabilità, ma soltanto la professione in senso stretto, nel senso che occorre distinguere tra professione e impresa, e ciò sulla base dei fattori di guadagno che prevalgono: nel primo caso la forza lavoro personale e le conoscenze professionali del debitore e dei membri della sua famiglia, nel secondo l’elemento capitalistico e il supporto di mano d’opera salariata (cfr. Amonn/ Gasser, op.cit., §23 n.20ss., p.169 s; Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 3. ed., Losanna 1993, p.177 e rif. ivi; Jaeger/ Walder/ Kull/ Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 4. ed., Vol. I, Zurigo 1997, n.37 ss. ad art. 92 LEF);

che questi fattori vanno valutati secondo le circostanze del caso specifico al momento del pignoramento (Amonn/ Gasser, op.cit., §23 n.14 p.168 e n.24 p.170);

che le persone giuridiche e le società commerciali non beneficiano della protezione legale ex art.92 e 93 LEF (DTF 67 III 21; Amonn/ Gasser, op.cit., § 23 n.24 p.170; Antoine Favre, Droit de poursuite, Fribourg 1974, p.182);

che interrogato formalmente il ricorrente ha dichiarato in sostanza:

– che tutti gli attrezzi inseriti nell’inventario 6 novembre 1997 sono di sua proprietà,

– che prima di mettersi in proprio, nel gennaio 1994, lavorava nello stesso capannone alle dipendenze della Carrozzeria __________, presso la quale erano impiegati due operai e due apprendisti,

– che dopo aver ripreso l’attività della carrozzeria ha mantenuto alle sue dipendenze

  • per periodi limitati - soltanto i due apprendisti,

– che successivamente ha avuto alle sue dipendenze un operaio;

– che è iscritto a registro di commercio e attualmente dispone di un apprendista;

– che tuttavia, se vi fosse lavoro a sufficienza, la sua carrozzeria potrebbe dare lavoro ad almeno cinque persone;

che alla luce delle dichiarazioni del ricorrente, considerate le dimensioni e la capacità della carrozzeria (che può ospitare fino a cinque operai), il tipo, il numero e il valore dei macchinari inventariati, l’ investimento iniziale di ca. fr. 70’000.-- (cfr. doc.2 - contratto 21 dicembre 1993), a cui si sono aggiunte attrezzature acquistate successivamente, si può concludere che __________ __________ non esercita una professione nel senso dell’art. 92 LEF, ma piuttosto gestisce una vera e propria impresa, dove il fattore del capitale investito prevale sul lavoro personale e sulle conoscenze del mestiere del ricorrente (cfr. anche lo scritto 23 luglio 1998 - doc.4, in cui il ricorrente quantifica una richiesta di risarcimento “per il capannone, le installazioni e le merci presenti nel capannone stesso, l’interruzione di esercizio ed il danno commerciale e di immagine arrecato alla mia attività (...)” in fr. 1’112’000.--);

che per le considerazioni che precedono l’ufficio di esecuzione si è pertanto correttamente determinato includendo nell’inventario gli oggetti contestati, non beneficiando gli stessi - benché indispensabili all’esercizio dell’attività del ricorrente - della protezione legale ex art.92 e 93 LEF;

che il ricorso di __________ va quindi respinto;

che non si prelevano tasse (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF), né si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

Richiamati gli art. 93, 283 LEF, 268 CO

pronuncia: 1. Il ricorso 24 novembre 1997 __________, è respinto.

  1. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

  2. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a __________, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.

  3. Intimazione a:

– __________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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